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World Brain Day contro l’invecchiamento cerebrale

Posted by fidest press agency su venerdì, 22 luglio 2016

cervelloOggi 22 luglio, in tutto Il mondo si celebra il World Brain Day, la giornata di sensibilizzazione promossa dalla World Federation of Neurology che si pone come obiettivo quello di incrementare l’awareness attorno alle patologie neurologiche e neurodegenerative. Al centro di questa edizione “L’invecchiamento della popolazione e la salute del cervello: l’invecchiamento cerebrale”, tema che la Società italiana di Neurologia promuove da tempo in Italia con l’obiettivo di diffondere e divulgare tutte le misure di prevenzione volte a limitare l’insorgenza di danni cerebrali a carattere progressivo.
L’incidenza di determinate patologie neurologiche come Ictus, Demenza e Morbo di Parkinson, ovvero le più comuni patologie neurologiche che colpiscono in età avanzata, aumenta con l’avanzare dell’età.
Gli esperti evidenziano come il 10-20% degli individui di età compresa tra 60 e 80 anni siano affetti da almeno una di queste patologie neurologiche. Tra quelli di età superiore agli 80 anni, quasi uno su tre ne è colpito.
Oggi le persone di età superiore ai 60 anni sono circa 800 milioni e rappresentano il 12 per cento della popolazione mondiale. Dati destinati a crescere. Gli esperti, infatti, stimano che entro il 2050 gli individui di età superiore ai 60 anni saranno circa 2 miliardi con la conseguenza che il numero di pazienti affetti da malattie neurologiche sarà in costante aumento.
Mantenere il cervello impegnato in attività stimolanti e socialmente rilevanti, esaltare l’esercizio fisico, adottare una dieta ricca di agenti antiossidanti, monitorare i valori pressori, gli esami ematochimici (colesterolo e glicemia, soprattutto), abolire il fumo sono i consigli che la WFN nel mondo e la SIN in Italia raccomandano di seguire fin da giovani.
Secondo uno studio pubblicato sul New England Journal of Medicine, il rischio di contrarre la demenza è del 74% più basso nelle persone che si dilettano con i giochi da tavolo, del 35% in meno in coloro che leggono intensamente, percentuale che può raggiungere il 69% in coloro che suonano un strumento musicale e il 41% in quanti si divertono con i cruciverba.”È necessario rimanere mentalmente e socialmente attivi ha dichiarato il Prof. Leandro Provinciali, Presidente SIN e Direttore Dipartimento di Scienze Neurologiche Ospedali Riuniti di Ancona — impegnandosi in attività sociali e ricreative come il volontariato, i viaggi, le attività di giardinaggio, la lettura, la scrittura ed esercizi di memoria. Accanto a tali aspetti è inoltre cruciale controllare i disturbi di ordine ansioso e depressivo e limitare ogni condizione stressante per le ripercussioni dimostrate sull’efficienza cognitiva”.
La comunità neurologica segnala, inoltre, l’opportunità di una diagnosi precoce di tutte le condizioni in grado di limitare le prestazioni cerebrali in età adulta o avanzata. In quest’ottica deve essere vista l’attenzione posta nei riguardi delle bevande alcoliche e l’uso razionale di farmaci attivi sul Sistema Nervoso Centrale, sia direttamente come i farmaci ansiolitici ed ipnoinducenti, sia indirettamente attraverso altre categorie di farmaci potenzialmente attivi sul Sistema Nervoso Centrale (antipertensivi, ipoglicemizzanti, ormoni, ecc).Oltre a ciò, è opportuno valorizzare alcuni sintomi, apparentemente innocenti, che possono rappresentare elementi premonitori di malattie del cervello che possono presentarsi in seguito in maniera severa. Tali condizioni sono rappresentate da deficit transitori di forza o sensibilità di una parte del corpo, da disturbi di memoria, da alterazioni del sonno, dalla compromissione dell’equilibrio, dai disturbi del movimento, dalla compromissione del linguaggio.
In queste condizioni un’attenta valutazione dei fattori di rischio per una malattia del cervello a lenta evoluzione può consentire di adottare le strategie più opportune per evitare o attenuare una condizione invalidante.
Il World Brain Day è stato lanciato dalla WFN nel 2014 ed è dedicato ogni anno ad una malattia neurologica o argomento differenti. La data per questa giornata di sensibilizzazione non è stata scelta a caso, ma è legata alla fondazione della stessa World Federation of Neurology avvenuta il 22 luglio 1957 a Bruxelles.

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Il sonno e l’invecchiamento cerebrale

Posted by fidest press agency su sabato, 19 marzo 2016

Porto AnconaDalla Settimana Mondiale del Cervello, gli esperti della Società Italiana di Neurologia (SIN) richiamano l’attenzione sulle evidenze scientifiche che dimostrano come il cervello, a differenza di altri organi, migliori il proprio funzionamento in proporzione al lavoro effettuato e non risenta, quindi, di un particolare processo di usura correlato al suo impegno continuo.“Fin dall’età giovanile – dichiara il Prof. Leandro Provinciali, Presidente SIN e Direttore della Clinica Neurologica e del Dipartimento di Scienze Neurologiche degli Ospedali Riuniti di Ancona – il cervello riduce la sua componente più nobile, la quantità di neuroni: in pratica, a breve distanza dall’epoca in cui ha completato il proprio sviluppo inizia a perdere cellule ma, con l’apprendimento, crea nuove connessioni fra i neuroni. Una riduzione dell’efficienza cognitiva – prosegue il Prof. Provinciali – potrebbe significare l’inizio di un decadimento cerebrale: in generale è la memoria di episodi che viene inizialmente compromessa e, successivamente, la rievocazione di nomi propri. Quando persistono, quindi, difficoltà delle abilità cognitive, soprattutto memoria e attenzione, è bene rivolgersi al neurologo che valuterà se indagare ulteriormente con esami specifici, qualora si escludano fattori esterni come disturbi del sonno, stress, alimentazione, farmaci etc”. In occasione della Giornata Mondiale del Sonno, la SIN ribadisce che numerosi studi scientifici hanno evidenziato come il sonno e l’invecchiamento cerebrale siano strettamente correlati: da un lato, dormire poco e male contribuisce al declino cognitivo e al rischio di demenza; dall’altro, durante la senilità si assiste ad un’alterazione del ciclo sonno/veglia con maggiore vulnerabilità a stimoli esterni a causa della riduzione delle onde delta del sonno profondo, con conseguente maggior frammentazione del sonno.Il sonno rappresenta, quindi, un’attività fondamentale per l’uomo: un terzo della vita, infatti, si trascorre dormendo. Ma non sempre si riesce a dormire bene, a causa di uno stile di vita frenetico, di comportamenti inadatti o di malattie del sonno, spesso ignorate o sottovalutate.“I disturbi del sonno colpiscono circa 13 milioni di italiani – ha affermato il Prof. Gianluigi Gigli, Ordinario di Neurologia presso l’Università di Udine -. I principali sono l’insonnia, che, in forma più o meno grave, colpisce circa il 41% della popolazione, la sindrome delle apnee in sonno, di cui soffrono circa 2 milioni di italiani, la sindrome delle gambe senza riposo, che colpisce 3 milioni di italiani, ed i disturbi del ritmo circadiano. I disturbi del sonno si associano spesso ad altre malattie, soprattutto a carico del Sistema Nervoso”.Ad esempio, i soggetti affetti da decadimento cognitivo sono frequentemente colpiti anche da alterazioni del sonno. La sindrome delle apnee in sonno è un fattore di rischio riconosciuto per malattie cardio e cerebrovascolari. I pazienti affetti da epilessia lamentano frequenti disturbi del sonno quali insonnia, eccessiva sonnolenza diurna, apnee nel sonno, sonno notturno frammentato, movimenti periodici degli arti in sonno, che spesso sono un fattore limitante il corretto controllo delle crisi. La sclerosi multipla è invece associata a svariati disturbi del sonno, quali insonnia, spasmi notturni, narcolessia, disturbi respiratori in sonno e, in particolare, alla sindrome delle gambe senza riposo.
La recente approvazione della direttiva europea sul rilascio della patente di guida ha costretto anche l’Italia a confrontarsi con il problema della diagnosi della narcolessia e della sindrome delle apnee ostruttive nel sonno. Ne deriva la necessita di adeguare la risposta, finora insufficiente, del servizio sanitario nazionale alle esigenze diagnostiche legate alla patente di guida, attraverso l’organizzazione di una rete di Servizi di Medicina del Sonno. L’obiettivo è quello di ridurre gli incidenti alla guida dovuti all’eccessiva sonnolenza diurna. Trattandosi di malattie i cui sintomi sono curabili, lo scopo della diagnosi non è quello di togliere il permesso di guidare alle persone affette, limitando ‘uso di un mezzo talora indispensabile per lavorare; al contrario, una diagnosi corretta può far prendere loro consapevolezza della necessità di usare gli strumenti a disposizione per combattere la sonnolenza diurna, a cominciare dal trattamento ventilatorio notturno per le apnee. A seguito di tale trattamento, un controllo neurologico, clinico e strumentale, potrà documentare l’eventuale regressione dei rischi nella guida in condizioni abituali.

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Il Cristianesimo nella storia e nel nostro tempo

Posted by fidest press agency su sabato, 19 marzo 2016

renata salvarani“Riflettere – oggi – sulla peculiarità della Storia del Cristianesimo, sul suo statuto e sui suoi metodi significa chiedersi qual è il ruolo di questa disciplina nell’università e nella società, di fronte alle sfide del pluralismo e delle dinamiche identitarie nel nostro tempo”.E’ la riflessione proposta da Renata Salvarani, docente del’Università Europea di Roma, nel Convegno internazionale “Storia del Cristianesimo e studi storico religiosi: percorsi e apprendimenti”.
L’incontro, promosso dalla Consulta Universitaria per la Storia del Cristianesimo e delle Chiese e dal Vicariato di Roma, si è tenuto nella Pontificia Università Laternanense. “Ci chiediamo – ha detto Renata Salvarani – che cosa può fare emergere, alla luce di eventi e memorie, una analisi storico religiosa dei percorsi seguiti nei secoli dalla società europea, che cosa il Cristianesimo abbia dato a questa società e come lo specifico europeo abbia contribuito a definire una declinazione storica del Cristianesimo stesso.
Le ricerche in corso nel contesto internazionale pongono una serie di questioni quanto mai importanti.
Prima fra tutte si colloca la dialettica fra identità e pluralismo, nelle sue declinazioni storiche, sociologiche, culturali e politiche
Si pone poi il grande tema dell’avvicinamento degli studi cristianistici al contesto storico religioso, esposto, da una parte, a resistenze in senso settoriale e, dall’altra, al rischio di riduzionismi comparativistici.
Il Cristianesimo è, in qualche modo, una religione assimilabile alle altre? L’esperienza cristiana si può ridurre al piano religioso sic et simpliciter? O, piuttosto, la sua novità e complessità teologica e, nello specifico, la sua articolata intrinseca dimensione storica rendono necessarie categorie interpretative precipue?
Al suo interno è aperta la questione teologica, non soltanto rispetto al rapporto fra idee di Dio e società, ma anche rispetto a una definizione delle relazioni fra Teologia e teologie, nel loro sviluppo storico.
Altrettanto rilevante è il nodo critico storiografico dell’inculturazione del Cristianesimo nei diversi contesti e quello del suo contraltare: il ruolo del Cristianesimo nella storia dell’Europa e la definizione di un rapporto bilaterale di “feconda estraneità”, per cui l’una non può dirsi tale se non riconoscendo l’altro sia come fondamento, sia come corpo estraneo, agente di trasformazione e di rinnovamento nelle diverse epoche”. (foto: renata salvarani)

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Invecchiamento Cerebrale Patologico

Posted by fidest press agency su sabato, 11 giugno 2011

Rita Bisnonna

Image by Roberto 'PixJockey' Rizzato (FACEBOOK resident) via Flickr

Roma Eur 14 giugno, dalle ore 15:30, presso il SANIT al Palazzo dei Congressi (Sala 11), tavola rotonda dal titolo Neuroscienze Nutrizionali nella Prevenzione dell Invecchiamento Cerebrale Patologico. Il Convegno, che si terrà nell’ambito del Sanit, 8° Forum Internazionale della Salute (14-17 giugno), è organizzato da FB Health e dalla Fondazione Istituto Neurologico Nazionale C. Mondino di Pavia. Durante la Tavola Rotonda saranno illustrate le nuove prospettive per la definizione la regolamentazione della medicina Preventiva e Predittiva ed il ruolo delle nuove tecnologie diagnostiche e delle nuove molecole per la prevenzione e la possibile cura dell‘alzheimer. Intervengono: il Ricercatore e Medico di Neurofarmacologia l’On. Umberto Scapagnini, l’On. Giuseppe Palumbo (PdL), il Dott.re Bruno Scarpa, Ministero della Salute, il Prof. Carlo Caltagirone, IRCSS Santa Lucia, Roma, il Prof. Giovanni Scapagnini, Università del Molise, Campobasso e il Prof. Marco Trabucchi, Università Tor Vergata di Roma. FB Health è una nuova società che nasce con una mission specifica e focalizzata: ricerca, sviluppo e commercializzazione di molecole innovative per la prevenzione e il trattamento delle patologie in ambito Neurologico e Geriatrico, con una particolare attenzione verso i pazienti anziani e i meccanismi dell’invecchiamento.
La Fondazione “Istituto Neurologico Nazionale Casimiro Mondino”, è una istituzione di eccellenza nazionale, configurata giuridicamente come Istituto di Ricovero e Cura a Carattere Scientifico di diritto privato, nel solco della sua secolare tradizione di polo scientifico dedicato all’insegnamento, cure e ricerche nel settore delle Malattie del Sistema Nervoso, area Neuroscienze-Neuroriabilitazione.

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