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Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 106

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Primo paziente nello studio clinico MultiSense

Posted by fidest press agency su domenica, 11 luglio 2010

Natick, Massachusetts. Boston Scientific Corporation (quotata alla New York Stock Exchange BSX) annuncia l’arruolamento del primo paziente nello studio clinico MultiSENSE. Lo studio è stato disegnato per valutare l’efficacia di sensori fisiologici multipli, inseriti nei defibrillatori per la terapia di risincronizzazione cardiaca (CRT-D) COGNIS(TM). Boston Scientific intende utilizzare i dati dello studio per facilitare lo sviluppo di un segnale clinico, che consenta di identificare precocemente un peggioramento nell’insufficienza cardiaca. Il primo arruolamento è stato eseguito dal Dottor Paul Coffeen, presso l’ospedale Austin Heart, Austin, Texas dove il principal investigator dello studio è il Dottor Jeffrey Whitehill, Medical Chair, Electrophysiology Department. “L’insufficienza cardiaca è una malattia complessa ed i medici usano una serie di indicatori diagnostici per valutare la malattia nel paziente e la sua progressione,” ha affermato il dottor John Boehmer, dell’Hershey Medical Center, di Hershey, Pennsylvania, investigatore principale dello studio MultiSENSE. “Un approccio che impiega sensori multipli in un dispositivo impiantabile, con il potere predittivo di raccogliere dati multipli, offrirebbe ai medici l’opportunità di intervenire precocemente sui loro pazienti, evitando che l’insufficienza cardiaca precipiti e che renda necessario il ricovero in ospedale.” L’insufficienza cardiaca è una malattia debilitante, che compromette la qualità di vita e l’aspettativa di vita del paziente. È una malattia in cui il cuore si indebolisce e gradualmente perde la sua capacità di pompare il sangue in modo efficiente. Circa 22 milioni di persone nel mondo soffrono di insufficienza cardiaca e ogni anno vengono diagnosticati quasi un milione di nuovi casi di insufficienza cardiaca, rendendola la malattia cardiovascolare a più rapida crescita. Nel 2010, l’insufficienza cardiaca costerà agli Stati Uniti quasi 40 miliardi di dollari in servizi sanitari, medicinali e perdita di produttività. Questo comunicato contiene, è bene precisarlo, affermazioni riferite al futuro come stabilito dalla Sezione 21E del Securities Exchange Act del 1934. Ciò significa che quanto è scritto richiede maggiori approfondimenti e ricerche prima di passare alla pratica clinica.  Boston Scientific è un’azienda operante a livello mondiale che si occupa di sviluppare, produrre e commercializzare dispositivi medicali, i cui prodotti sono utilizzati in un’ampia gamma di specialità mediche del settore interventistico. http://www.bostonscientific.com.

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Quando intervenire nel glaucoma

Posted by fidest press agency su venerdì, 12 marzo 2010

Alcuni pazienti con ipertensione oculare sono a basso rischio di progredire a glaucoma ad angolo aperto e non hanno bisogno di trattamento. Ma per i pazienti ad alto rischio di glaucoma, una cura precoce aiuta a proteggere contro il deterioramento della vista. È quanto rivela l’estensione a braccio aperto dell’Ocular hypertension treatment study (Ohts), volto a paragonare la sicurezza e l’efficacia di un trattamento anticipato o ritardato preventivo di un glaucoma ad angolo aperto. «La fase 1 dell’Ohts ha offerto una dimostrazione che il trattamento precoce è efficace nel prevenire l’insorgenza del glaucoma ad angolo aperto» ha detto Michael A. Kass, principal investigator. «Comunque, non ci dice quando le persone dovrebbero essere trattate o se tutti i soggetti oculari ipertensivi andrebbero curati». Nella fase iniziale randomizzata condotta tra il 1994 e il 2002, 812 soggetti sono stati sottoposti a osservazione e 806 avevano usato gocce oculari antipertensive scelte dal loro oculista. I pazienti nel gruppo dell’osservazione avevano iniziato il trattamento solo se il glaucoma era stato diagnosticato. La pressione intraoculare iniziale era tra 24 e 32 mmHg in almeno un occhio, ma la visione periferica e i dischi ottici (la porzione di nervo ottico nell’occhio) erano normali all’inizio dello studio. Il target del trattamento era una riduzione del 20% fino a una pressione di 24 mmHg o meno. In un’estensione a braccio aperto, durata fino al marzo 2009, a tutti i soggetti era stato offerto un trattamento. Il periodo mediano è stato di 5,5 anni per paziente prima assegnati all’osservazione e 13 anni a quello del gruppo intervento. A 13 anni le proporzioni cumulative di soggetti con glaucoma era 22% nel gruppo osservazione e 16% in quello medicato. Il tempo mediano per lo sviluppo di glaucoma era di 6,0 e 8,7 anni, rispettivamente. Ma il dato sorprendente, secondo Kass, era nel gruppo con trattamento ritardato, dove l’effetto protettivo del trattamento è apparso molto rapidamente. (fonte doctor news)

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