Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 34 n° 151

Posts Tagged ‘investimenti’

Fs: Fast-Confsal: “Bene il piano, ora attuazione condivisa”

Posted by fidest press agency su sabato, 21 Maggio 2022

“Un piano decennale con 190 miliardi di investimenti e 40mila assunzioni non può che essere accolto con soddisfazione da chi ha sempre avuto a cuore il futuro del gruppo. Ora però è il momento di rimboccarsi le maniche ed individuare un percorso insieme alle parti sociali per fare in modo che gli obiettivi previsti vengano raggiunti con il contributo positivo di tutti i lavoratori”. Questo il commento del segretario generale Fast-Confsal, Pietro Serbassi, sul nuovo piano industriale delle Fs. “Purtroppo – ha proseguito il segretario Fast-Confsal – non è la prima volta che assistiamo alla presentazione di progetti di lungo periodo. Speriamo questa sia l’occasione buona. Non possiamo che apprezzare l’importanza attribuita dall’Ad Ferraris al fattore umano, che si concretizza anche nell’intenzione di procedere ad un robusto rafforzamento dell’organico. E ugualmente condividiamo gli obiettivi prioritari verso la sostenibilità ambientale, verso lo sviluppo di maggiori sinergie all’interno del gruppo e verso il rilancio di settori, come il merci, che ancora non sono riusciti a decollare”.”Detto questo – ha concluso Serbassi – il piano è una cornice che ora andrà riempita di contenuti concreti e, come si dice adesso, messo a terra. Un obiettivo che non potrà essere realizzato senza il supporto proattivo dei lavoratori coinvolti nella transizione. Auspichiamo dunque che il gruppo definisca quanto prima un terreno di confronto e dialogo col sindacato, per accompagnare, condividere e migliorare tutte le fasi della trasformazione previste dal piano”.

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Le imprese italiane possono diventare più attrattive per gli investimenti esteri

Posted by fidest press agency su mercoledì, 18 Maggio 2022

«L’Italia non è mai stata in cima alla classifica dei Paesi più attrattivi per gli investimenti delle imprese estere, ma con il PNRR abbiamo un’occasione storica per invertire questo trend e rendere più attrattivo tutto il nostro tessuto economico. Per contrastare le criticità ancora esistenti e valorizzare le capacità attrattive del nostro Paese, dunque, è d’obbligo una riflessione sull’importanza dell’opportunità fornita dal PNRR. In un contesto come quello attuale, infatti, la tempestiva ed efficace implementazione del PNRR rappresenta un’occasione irrinunciabile per dare impulso al nostro sistema produttivo e migliorare l’attrattività verso investimenti internazionali». Ad affermarlo è Fabio Pompei, Ceo di Deloitte Central Mediterranean, nel presentare lo studio “L’attrattività del sistema Italia per le imprese estere: opportunità e prospettive del PNRR”. La ricerca, curata dal partner di Deloitte Marco Vulpiani, è stata presentata oggi a Roma al pubblico, in occasione dell’inaugurazione della cattedra congiunta Deloitte-Luiss presso il campus dell’Università intitolata a Guido Carli. La Chair in International Management and Global Challenges sarà tenuta dal Prof. Antonio Majocchi, Ordinario di Management delle Imprese Internazionali presso il Dipartimento di Impresa e Management dell’Ateneo.«Se prendiamo le principali economie europee – spiega Marco Vulpiani di Deloitte presentando lo studio – l’Italia è il Paese con il valore medio più basso in termini di flussi di Investimenti Diretti Esteri (IDE) in percentuale al Pil (25% nel 2020 verso una media area Euro del 77%). Questo comporta che, in termini di attrattività complessiva degli investimenti esteri, l’Italia anche se si colloca al nono posto rispetto ai Paesi G20 è all’ultimo posto delle principali economie europee, mostrando una particolare debolezza nel sistema fiscale e nella disponibilità di infrastrutture. A queste si aggiungono lentezze burocratiche che rendono l’Italia meno competitiva nell’attrarre investimenti internazionali e domestici». Nell’analisi sono state esaminate ulteriori criticità note del sistema Italia. «Secondo i dati OCSE, nel 2020 il gettito fiscale complessivo ammontava a circa il 43% del PIL, inferiore solo alla Francia rispetto alle altre grandi economie europee. A ciò si aggiunge che i livelli di evasione fiscale e di corruzione sono tra i più alti in Europa. In termini di Corruption Perception Index l’Italia è infatti alla peggiore posizione tra le grandi economie Europee. Anche in termini di stabilità politica l’Italia è agli ultimi posti in Europa, collocandosi alla 31 posizione su 45 in Europa» evidenzia il partner di Deloitte.Nonostante ciò – si legge nello studio – in termini di stock si rileva una crescita negli ultimi anni nel rapporto tra Investimenti Diretti Esteri in entrata e Pil, in linea con il trend europeo. Inoltre, emerge che il valore creato dalle multinazionali in Italia, in termini di valore aggiunto realizzato e di investimenti diretti esteri in entrata, sia cresciuto significativamente nel tempo. E il contributo fornito dalle imprese a controllo estero operanti in Italia in termini di valore aggiunto è cresciuto in media di circa il 2,4% per anno negli ultimi 10 anni.«Questi dati sono particolarmente importanti», sottolinea il partner di Deloitte, «specie se si considera che le nostre analisi mostrano chiaramente l’esistenza di una relazione positiva tra il flusso di investimenti esteri e le performance economiche e di crescita dei Paesi nelle principali economie europee. Quanto alle cause del ritardo italiano, possiamo dire che sono ancora diverse le criticità di cui soffre il nostro sistema produttivo, ma tra questi è importante sottolineare il tema della bassa produttività, delle limitate infrastrutture e delle poche risorse destinate alla Ricerca e Sviluppo», spiega Vulpiani.«In particolare, se consideriamo le principali economie europee, l’Italia è quella che presenta il più ampio gap fra investimenti infrastrutturali correnti e fabbisogno di investimenti. Un gap che è quasi del tutto ascrivibile al settore delle infrastrutture dei trasporti. Relativamente alla produttività, le nostre analisi mostrano l’esistenza di una relazione positiva tra la produttività per ora lavorata e gli investimenti fissi nelle principali economie europee», conclude il partner di Deloitte.«Nonostante le criticità evidenziate dal nostro studio, l’Italia può vantare risultati estremamente positivi in alcuni ambiti strategici, quali il design, le imprese culturali, l’energia e i prodotti green», aggiunge Fabio Pompei. «Inoltre, come già sapevamo, lo studio evidenzia la grande capacità di innovare delle imprese italiane quando consideriamo le innovazioni di prodotto o di processo e l’offerta di prodotti green tecnologicamente avanzati».«Infine, considerando le scelte di programmazione economica delle multinazionali estere, rivestono particolare importanza la presenza di conoscenze o competenze tecniche specializzate della forza lavoro e la capacità manageriale e di adattamento al cambiamento. Caratteristiche su cui dobbiamo puntare e investire sempre di più come sistema-Paese, come diciamo da tempo quando insistiamo sulla importanza delle competenze STEM per i giovani e le future generazioni», conclude il Ceo di Deloitte Italia.

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Agricoltura: Fondo per gli investimenti innovativi

Posted by fidest press agency su domenica, 8 Maggio 2022

“Diventerà operativo il 23 maggio il Fondo per gli investimenti innovativi relativo alle attività di trasformazione e commercializzazione dei prodotti per le micro, piccole e medie imprese agricole. Si tratta di un sostegno nel segno dell’innovazione tecnologica per accompagnare lo sviluppo delle imprese del comparto primario di dimensioni più ridotte che potranno beneficiare di contributi a fondo perduto fino a 20mila euro e per un massimo del 40% dell’investimento. Una agevolazione prevista dalla Legge di Bilancio 2020, dove abbiamo apposto 5 milioni di euro”. Lo dichiara il deputato Giuseppe L’Abbate, esponente M5S in commissione Agricoltura.“Gli investimenti ammissibili – prosegue – riguardano i beni materiali e immateriali strumentali per cui è previsto un contributo sino al 30%, percentuale che sale al 40% nel caso di spese riferite all’acquisto di beni strumentali funzionali alla trasformazione tecnologica e digitale delle imprese secondo il modello ‘Industria 4.0’. Il termine ultimo per presentare domanda è fissato dal Ministero dello Sviluppo economico al 23 giugno”. “L’auspicio è che a cogliere queste opportunità siano soprattutto le micro e piccole imprese agricole che sinora difficilmente riescono ad accedere ai finanziamenti già esistenti” conclude.

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Robeco: L’inverno degli investimenti value è agli sgoccioli

Posted by fidest press agency su mercoledì, 13 aprile 2022

A cura di Colin Graham, Head of Multi Asset Strategies e Co-Head of Sustainable Multi Asset Solutions di Robeco. La rotazione in uscita dai titoli growth, iniziata con l’avvenuto contenimento della pandemia di Covid-19, è sostenuta dall’aumento dei tassi d’interesse e dall’attrattiva delle minori impronte di carbonio di molte imprese con orientamento value. L’investimento value consiste nel selezionare titoli azionari il cui valore di mercato non riflette il vero potenziale dell’impresa emittente e che offrono dunque un potenziale di rialzo delle quotazioni. Le azioni growth più costose che hanno giocato un ruolo dominante dopo la crisi finanziaria globale hanno spinto gli investitori a cercare “scommesse sicure” per oltre un decennio, ma l’inverno per l’investimento value è agli sgoccioli. Lo stile growth è indefinito da un punto di vista fattoriale, mentre lo stile value ha un approccio chiaro. Lo stile growth ricerca un misto di qualità/prevedibilità degli utili e dinamismo del modello di business nelle aziende con profitti potenzialmente altissimi che sono avviate ad assumere una posizione dominante. Alcune imprese, delle quali conosciamo benissimo i nomi, avranno successo. Tuttavia, molte di queste aziende sono destinate a fallire una volta che il loro modello di business matura e il ‘denaro facile’ finisce. Ciò non vuol dire che lo stile value sia privo di potenziali insidie; come dice l’antica massima “caveat emptor”, è importante che l’acquirente presti attenzione. Lo svantaggio più evidente dell’investimento value è la cosiddetta ‘trappola del valore’, una situazione in cui le imprese non riescono a uscire da un settore in declino attraverso l’innovazione o, in un’ottica di sostenibilità, quelle che si ritrovano con asset inutilizzabili. Si possono citare molti esempi passati e presenti di imprese e settori che rientrano in questa definizione: carbone, tabacco, pellicole fotografiche, ecc. Possiamo osservare anche che i settori e i comparti produttivi all’interno dello stile value cambiano nel tempo: tecnologia e sanità costituiscono oggi il 20% di molti fondi value. Crediamo fermamente che la gestione attiva possa aiutare ad evitare e a mitigare queste insidie. I dati mostrano che la rotazione in uscita dai titoli growth è iniziata nel terzo trimestre 2020, per cui non siamo in presenza di osservazioni recenti. I titoli finanziari hanno iniziato a riprendere quota quando la Federal Reserve ha interrotto il QE post-Covid e gli investitori hanno preso atto che lo stimolo fiscale avrebbe comportato un aumento dei tassi con la riapertura delle economie e il ritorno dei mercati del lavoro verso la piena occupazione. In breve, le curve dei rendimenti hanno cominciato a irripidirsi e poi verso la fine del 2021 ad appiattirsi. Questo ha permesso a una parte dell’universo value di recuperare terreno, anche se alla fine del 2021 gli stili growth e value registravano performance analoghe. Dopo la battuta d’arresto subita dai mercati azionari all’inizio del 2022 a causa dei timori di un’elevata inflazione, i titoli value sono tornati a salire quando la Federal Reserve e la Bank of England hanno innalzato i tassi per contrastare la spirale inflazionistica, e quando la Russia ha invaso l’Ucraina.Questo significa che il rally dei titoli value sembra destinato a perdurare.È infatti molto raro che nei mercati rialzisti si verifichi un cambiamento di leadership. Una persistente sottoperformance dei titoli migliori del mercato toro potrebbe segnalare tempi difficili in vista per i mercati azionari.Abbiamo notato che il segmento value viene trainato dai settori minerario ed energetico, poiché la ripresa economica è rimasta molto vivace e i vincoli dell’offerta sono diventati più stringenti dopo l’invasione russa dell’Ucraina.Gli investitori multi-asset usano asset considerati ‘beni rifugio’ per smorzare la volatilità della performance dei fondi. Tuttavia, dal nostro punto di vista, in questo episodio, i titoli di Stato non hanno fornito la diversificazione auspicata. In altre parole, i prezzi di azioni e obbligazioni si sono mossi nella stessa direzione, cioè verso il basso.Il dollaro USA non ha beneficiato di afflussi provenienti da investitori in cerca di sicurezza; anzi, l’euro si è apprezzato poiché la BCE ha mantenuto un tono intransigente, allineandosi alla stretta monetaria avviata dalla Fed. Con l’escalation della guerra in Ucraina, il biglietto verde si è rafforzato e gli investitori hanno messo in discussione l’allineamento tra le banche centrali.La BCE e la Bank of Japan non sono nella posizione ideale per alzare i tassi, mentre gli Stati Uniti hanno intrapreso un inasprimento della politica monetaria aumentando i tassi e segnalando l’arrivo di altre misure restrittive. L’inverno degli investimenti value è agli sgoccioli; notiamo che l’universo dello stock-picking è diverso da quello dei cicli precedenti, poiché gli investitori ritengono che i titoli informatici e sanitari siano diventati idonei all’investimento nell’ambito dello stile value.

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Investimenti nel sistema idrico italiano

Posted by fidest press agency su lunedì, 21 marzo 2022

“Quasi un miliardo di euro tra fondi statali e risorse del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) è stato previsto per investimenti nel sistema idrico italiano. Un finanziamento certamente non sufficiente ma che dobbiamo far sì di spendere nel migliore dei modi. I Consorzi di Bonifica hanno dimostrato grande capacità progettuale ma è necessario uno sforzo comune dei diversi enti coinvolti per raggiungere risultati ambiziosi e determinanti. Basti pensare che non siamo in grado di raccogliere e gestire l’89 per cento dell’acqua piovana”. Lo ha dichiarato Filippo Gallinella (M5S), presidente della commissione Agricoltura, durante il ‘Focus Emergenza climatica: il paradosso Italia’ organizzato oggi da ANBI (Associazione Nazionale Consorzi di Bonifica) dove sono stati presentati i dati dell’Osservatorio sulle risorse idriche. All’evento hanno partecipato la sottosegretaria al Sud, Dalila Nesci, il presidente della commissione Agricoltura del Senato, Gianpaolo Vallardi e il deputato Giuseppe L’Abbate. “Il Parlamento – prosegue – è impegnato a trovare ulteriori risorse per finanziare i progetti sinora presentati. Inoltre, a fronte di una terribile crisi energetica, potremmo allungare le concessioni idroelettriche rivedendo le tariffe e, inoltre, potremmo permettere ai Consorzi di utilizzare la grande potenza elettrica che producono”. “Dobbiamo, poi, aumentare i campi coltivati in irriguo, pari oggi a circa 3 milioni e 300mila ettari, efficientando la rete e valorizzando una risorse primaria per la vita, per l’alimentazione e per fare energia” conclude.

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Miliardi di € per investimenti in tutta l’UE

Posted by fidest press agency su mercoledì, 9 marzo 2022

L’Unione europea ha raggiunto un traguardo fondamentale nell’attuazione del programma InvestEU grazie alla firma di accordi relativi alla garanzia e al polo di consulenza da parte della Commissione europea, della Banca europea per gli investimenti (BEI) e del Fondo europeo per gli investimenti (FEI).Il programma InvestEU è un pilastro fondamentale del più grande pacchetto di incentivi mai adottato dall’Unione europea per riprendersi dalla pandemia di COVID-19 e contribuire a costruire un’economia europea più verde, più digitale e più resiliente. Il programma può inoltre sostenere l’economia europea nell’affrontare le nuove sfide derivanti dalle grandi incertezze legate alle prospettive globali e di sicurezza.InvestEU consta di tre componenti: il Fondo InvestEU, il polo di consulenza InvestEU e il portale InvestEU. Fornendo una garanzia di bilancio dell’UE di 26,2 miliardi di € a sostegno delle operazioni di finanziamento e di investimento, il programma InvestEU attirerà finanziamenti pubblici e privati con l’obiettivo di mobilitare almeno 372 miliardi di € di investimenti aggiuntivi entro il 2027, a beneficio di persone ed imprese di tutta Europa. I primi progetti InvestEU dovrebbero ricevere una garanzia InvestEU già ad aprile, dopo essere stati presentati al comitato per gli investimenti.

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Investimenti in sicurezza informatica

Posted by fidest press agency su lunedì, 21 febbraio 2022

Con la “nuova normalità” caratterizzata da modalità di lavoro in alternanza casa-ufficio e il costante aumento degli attacchi, molte imprese italiane hanno intrapreso o potenziato gli investimenti in sicurezza informatica. Nel 2021 il mercato della cybersecurity ha raggiunto il valore di 1,55 miliardi di euro, +13% rispetto al 2020, evidenziando un ritmo di crescita mai così elevato, con un 60% di grandi organizzazioni che ha previsto un aumento del budget destinato alle attività di sicurezza informatica. Il rapporto tra spesa in cybersecurity e PIL resta però limitato (0,08%), all’ultimo posto tra i Paesi del G7, ma l’Italia – insieme al Giappone – è l’unica nazione a non aver registrato una diminuzione nel corso dell’ultimo anno.Di fronte a una crescita costante delle minacce (1053 incidenti gravi nel primo semestre del 2021, +15% rispetto al primo semestre 2020, secondo i dati Clusit), ben il 31% delle grandi imprese italiane rileva un ulteriore aumento degli attacchi informatici nell’ultimo anno, che va a sommarsi a quello riscontrato nei primi mesi di emergenza. Una vera e propria “guerra cyber” in cui la sicurezza informatica è diventata la maggiore priorità di investimento nei diversi ambiti del digitale in Italia, non solo nelle grandi imprese, ma anche nelle piccole realtà. Le organizzazioni hanno come obiettivo innanzitutto accrescere la consapevolezza dei dipendenti sulle minacce informatiche: di fronte al diffondersi delle nuove modalità di lavoro, il 54% delle organizzazioni giudica necessario rafforzare le iniziative di sensibilizzazione al personale sui comportamenti da adottare. Se l’interesse delle imprese alla cybersecurity è ai massimi storici, cresce anche l’attenzione delle istituzioni, che hanno introdotto importanti misure in questo ambito. Il PNRR prevede nella Missione 1 investimenti per 623 milioni di euro in presidi e competenze di cybersecurity nella PA e nella Missione 4 ulteriori fondi per la ricerca e la creazione di partenariati su temi innovativi, tra cui la sicurezza informatica. È stata introdotta l’Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale (ACN), verso cui le imprese si dimostrano aperte e disponibili: il 17% ha già stabilito la volontà di collaborare con l’Agenzia, più di metà (53%) è in attesa di linee guida e indicazioni, un ulteriore 22% vuole approfondire meglio il ruolo dell’organismo nell’ottica di individuare opportunità future.

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Agroalimentare: Investimenti in crescita

Posted by fidest press agency su martedì, 25 gennaio 2022

Si conferma buona la performance economica nel III trimestre 2021, con un aumento del PIL nei confronti sia del trimestre precedente (+2,6%) sia del medesimo periodo dell’anno precedente (+3,9%), dovuto alla ripresa del settore dei servizi e dell’industria. Ciò è legato alla domanda estera e a quella interna con la crescita dei consumi finali nazionali (+2,2%, di cui lo 0,9% per beni durevoli) e degli investimenti fissi lordi (+1,6%). È quanto emerge dalla fotografia scattata nel terzo trimestre del 2021 da CREAgritrend, il bollettino trimestrale messo a punto dal CREA, con il suo Centro di Ricerca Politiche e Bioeconomia. Rispetto allo stesso periodo del 2020, fra luglio e settembre 2021, si è verificato un aumento sia dell’indice della pro­duzione che di quello del fatturato: per l’industria alimentare rispettivamente +5,8% (con picco a settembre) e +8% nel complesso (e +13% sui mercati esteri); per l’industria delle bevande rispettivamente +8,3% (con un picco di 11 % ad agosto) e +12% nel complesso (e +21% sui mercati esteri).Le esportazioni agroalimentari nel III trimestre 2021 hanno superato i 12,5 miliardi di euro e, rispetto allo stesso periodo del 2020, crescono del +11,7% , confermando l’ottimo andamento rilevato nel trimestre precedente, in particolare verso la Spagna (+26%) e la Polonia (oltre 20%). In aumento anche le importazioni (+13,9%), con Brasile e Grecia che si confermano come principali fornitori (oltre il 30%). I prodotti maggiormente esportati sono stati vini e gli altri alcolici, carni preparate, prodotti dolciari e i lattiero-caseari. Sul fronte delle importazioni si segnala la ripresa del comparto ittico (+16%), fortemente colpito dalla pandemia nel 2020. Sentiment analysis 2021: sulla base dei dati raccolti su twitter dal 13 settembre 2021 e il 12 dicembre 2021, emerge un consolidato clima favorevole nei confronti del settore con percentuali piuttosto stabili rispetto al trimestre precedente. Si registra, infatti, un lieve aumento (+1%) del sentimento di fiducia, con prevalenza dei giudizi positivi e molto positivi (68%) rispetto ai negativi e molto nega­tivi (30%).

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Outlook investimenti 2022

Posted by fidest press agency su sabato, 15 gennaio 2022

A cura di Andrea Delitala, Head of Euro Multi Asset di Pictet Asset Management. Entriamo in un anno di crescita in rallentamento seppur sopra la tendenza di medio periodo, con inflazione persistente, ma non strutturale. L’effetto delle riaperture dovrebbe gradualmente attenuarsi con conseguenti allentamenti della tensione a livello di filiera di produzione. Politiche monetarie progressivamente meno espansive sono ormai certe e prezzate dai mercati.Valutazioni da record per molte asset class, politiche monetarie più restrittive, misure fiscali meno espansive e inflazione in aumento limiteranno a una sola cifra i guadagni azionari nel 2022, dopo un quasi-raddoppio rispetto ai minimi post-pandemia. Al contrario, le obbligazioni entreranno probabilmente in una fase di bear-market secolare. L’atteso aumento dei tassi USA farà salire anche i rendimenti obbligazionari globali, anche se il ritmo di risalita probabilmente non sarà eccessivo poiché difficilmente le Banche Centrali si vorranno esporre a seri episodi di instabilità finanziaria fino a quando il tema Covid non sarà declassato a problema endemico.In sintesi, per le azioni globali nel 2022, il nostro quadro di asset allocation (che tiene conto delle proiezioni di crescita economica, della liquidità, delle valutazioni e degli indicatori tecnici) indica rendimenti positivi, ma ridimensionati ad una sola cifra. Le obbligazioni, al contrario, si troveranno in difficoltà: si prevede che i Treasury USA (che in genere guidano i mercati del reddito fisso) registreranno perdite sull’anno, anche se il rendimento a scadenza sul decennale (il T-Note) faticherà a superare il 2%. Inoltre, i rendimenti reali delle obbligazioni protette dall’inflazione sono già ai minimi storici, e difficilmente porteranno ritorni per gli investitori. Infine, la forza del dollaro dovrebbe proseguire, quantomeno nella prima parte dell’anno, nonostante le valutazioni oltre il fair value, soprattutto in virtù della crescita relativa dell’economia statunitense.L’economia globale rimarrà solida (ritornando perlomeno sulla traiettoria di attività pre-pandemica) con crescita e inflazione sopra al potenziale per un altro anno. I vaccini, le nuove terapie antivirali e le misure di contenimento dovrebbero limitare l’impatto del Covid. La spesa in servizi dovrebbe recuperare, colmando il divario con il consumo di beni. Questo ha implicazioni positive significative: le prenotazioni di hotel e viaggi aerei sono ancora meno della metà rispetto ai loro livelli pre-pandemici. I colli di bottiglia nelle catene di fornitura dovrebbero diminuire con la riduzione delle restrizioni alla mobilità nelle principali economie asiatiche, alimentando la domanda finale e consentendo di rifornire le scorte, ormai esaurite. Nel complesso, entro la fine dell’anno l’economia globale dovrebbe ritornare verso la normalità La politica monetaria sarà meno accomodante nel 2022. Le economie emergenti hanno già avviato importanti cicli di restrizione monetaria: i loro tassi reali superano di ca 3% quelli dei mercati sviluppati e sono prossimi ai picchi ciclici precedenti. Complessivamente prevediamo che il 2022 vedrà le principali banche centrali espandere i loro bilanci di circa 600 miliardi di dollari rispetto ai 2.700 del 2021; si tratta di un ritmo di espansione inferiore a quella dell’attività economica, che significa che la liquidità in eccesso sarà in contrazione per la prima volta dalla crisi finanziaria globale. I tassi di interesse reali (depurati dell’inflazione) rimarranno negativi nonostante la conclusione del “Quantitative Easing” della Fed, i successivi rialzi dei tassi e, a quanto sembra dai primi spunti del nuovo anno, l’avvio del Quantitative Tightening. Sul sentiero dei tassi, FED e mercati iniziano il 2022 allineati: tre rialzi nel 2022, e tre ulteriori gradini da scalare nell’anno successivo.. Il focus della Fed nel 2022 sarà sull’inflazione salariale, la componente più persistente dell’inflazione e sicuramente quella che impatta in misura maggiore sulle manovre di politica monetaria, che poco possono fare, invece, per contrastare la crescita dei prezzi determinata da strozzature nelle catene di approvvigionamento, come quelle registrate negli ultimi mesi del 2021. Per contro, la Banca Centrale Europea pare molto più riluttante a procedere verso una politica monetaria restrittiva. Più contrastanti appaiono le prospettive per la Banca Centrale Cinese, che deve trovare un equilibrio tra la debolezza dell’economia e l’aumento dell’inflazione. (abstract Gruppo Pictet)

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PIMCO: quali opportunità d’investimento per i prossimi 5 anni?

Posted by fidest press agency su mercoledì, 1 dicembre 2021

Commento a cura di Dan Ivascyn, Chief Investment Officer di PIMCO. Bisogna prestare molta attenzione al credito tra le opportunità nel reddito fisso. Una maggiore innovazione tecnologica potrebbe generare un incremento della produttività e, a sua volta, una crescita economica più sostenuta. Un chiaro esempio della rivoluzione dirompente in questione è ben rappresentato dalla transizione energetica a cui stiamo assistendo. Le aziende meno green tendono a accumulare più debito. Quindi, all’interno del nostro portafoglio a reddito fisso, dobbiamo essere sufficientemente difensivi e selettivi, perché questa era di trasformazione porterà a vincitori e vinti.In questo contesto siamo positivi sui prodotti strutturati. Una regolamentazione più rigida seguita alla crisi finanziaria globale ha reso più difficile correre rischi eccessivi all’interno di questa asset class. In un contesto economico di notevole incertezza, riteniamo che questa asset class fornisca sufficienti garanzie ed al contempo anche un ritorno di capitale coerente con il rischio assunto.Il comparto obbligazionario emergente rappresenta un ulteriore segmento di mercato al quale siamo interessati. Le valutazioni a lungo termine nei vari sotto-segmenti sembrano interessanti se si analizzano con una prospettiva top-down. Se però si valuta la stessa asset class con una logica inversa, ovvero quella bottom-up, emergono diverse aree di incertezza che coinvolgono la sfera politica, le tensioni in corso con la Cina e le implicazioni per i mercati emergenti. Rimaniamo prudenti e selettivi riguardo questa asset class ma pensiamo che sia in qualsiasi caso un buon elemento di diversificazione per il portafoglio.Per quanto riguarda le azioni, pensiamo che i rendimenti azionari saranno inferiori a quelli a cui ci siamo abituati finora. Infine, riteniamo che il mercato privato non abbia giovato degli ingenti stimoli fiscali immessi sui mercati finanziari dalle autorità durante la pandemia, in compenso, abbiamo notato che gli investitori hanno preferito segmenti di mercato più immediatamente investibili come credito generico, mercati dei tassi e titoli garantiti da ipoteche. Nonostante questo, pensiamo che un investimento con un orizzonte a cinque anni sarà comunque in grado di generare rendimenti interessanti nel contesto di un’ampia asset allocation.

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Approvato il bilancio UE 2022: maggiori investimenti per la ripresa

Posted by fidest press agency su lunedì, 29 novembre 2021

Bruxelles. Il Parlamento ha ottenuto in totale 479,1 milioni di euro per le sue priorità, oltre a quanto proposto dalla Commissione nel progetto di bilancio aggiornato dalla lettera rettificativa. I deputati sono riusciti ad aumentare i finanziamenti per i programmi e le politiche che contribuiscono alla ripresa post-pandemia, in linea con le priorità del Parlamento definite nelle sue linee guida per il 2022.Le cifre concordate per il bilancio 2022 ammontano complessivamente a 169,5 miliardi di euro in stanziamenti d’impegno e 170,6 miliardi di euro in stanziamenti di pagamento. I dettagli sull’accordo di bilancio del 15 novembre si trovano nel comunicato stampa che segue l’accordo con il Consiglio e nelle conclusioni comuni.I progetti di bilancio rettificativo 5/2021 e 6/2021 per il 2021 erano parte dell’accordo complessivo. Si tratta di fondi per il sostegno ai rifugiati siriani in Turchia e nella regione, e per il finanziamento di 200 milioni di dosi di vaccini per i paesi extra UE attraverso il programma COVAX. Sono stati adottati con 588 voti contro 87 e 14 astensioni (DAB 5/2021) e 623 voti contro 27 e 38 astensioni (DAB 6/2021). Maggiori informazioni si trovano nel recente comunicato stampa.Il Consiglio ha formalmente approvato l’accordo sul bilancio UE 2022 raggiunto con il Parlamento il 23 novembre. Mercoledì il Parlamento ha approvato il bilancio 2022 con 550 voti contro 77 e 62 astensioni. Il bilancio è stato poi firmato dal presidente del Parlamento europeo, David Sassoli.

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Opportunità di investimento nel cloud

Posted by fidest press agency su martedì, 2 novembre 2021

A cura di Julien Gaertner, analista degli investimenti azionari di Capital Group. In tutto il mondo ogni giorno vengono inviati e ricevuti oltre 300 miliardi di e-mail. Da qualche altra parte, un singolo veicolo autonomo produce circa cinque terabyte di dati ogni ora. Man mano che i nostri dati digitali crescono a ritmo elevato, la gestione della loro archiviazione diventerà sempre più cruciale. Sebbene il cloud offra una soluzione eccellente per l’archiviazione dei dati, il suo vero potenziale sta nella modalità con cui le enormi quantità di dati vengono analizzate e utilizzate in modo sinergico per fornire informazioni dettagliate e promuovere l’innovazione.Stiamo già assistendo all’applicazione concreta della mobilitazione dei dati in applicazioni come Google Maps. Le coordinate della mappa, le immagini satellitari, le foto e i dati vengono tutti memorizzati nel cloud, ma il potenziale reale emerge solo quando un sistema di intelligenza artificiale integra, analizza e sintetizza i livelli di dati e immagini in un output utilizzabile. Grazie a raccolte di dati di grandi dimensioni e capacità di elaborazione, le macchine possono imparare a predefinire gli algoritmi meglio degli esseri umani… e il cloud rende tutto questo possibile. Le implicazioni della democratizzazione dei dati e dell’utilizzo della tecnologia cloud sono enormi. Come strutturare l’esposizione dal punto di vista degli investimenti? Abbiamo identificato le opportunità lungo il modello della catena di valore del cloud, che suddivide la tecnologia cloud in tre livelli che sono: gli abilitatori, che sono fondamentali per fornire i meccanismi che alimentano l’esistenza del cloud; i fornitori di soluzioni in grado di permettere agli utenti di accedere alle piattaforme e all’analisi di dati ed infine i beneficiari che sfruttano il cloud per sconvolgere il settore e creare un forte potenziale di crescita. Il potere del cloud si estende all’archiviazione dei dati, alle piattaforme di distribuzione, all’analisi dei big data, all’apprendimento automatico e all’intelligenza artificiale. L’identificazione di diverse aree d’investimento all’interno della catena di valore del cloud può aiutare a individuare in modo più efficace le opportunità e i rischi per quelle società in grado di sfruttare il potere del cloud. (abstract) Le ampie applicazioni della tecnologia cloud la rendono la linfa vitale della futura economia globale.

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Commento sugli investimenti obbligazionari globali

Posted by fidest press agency su venerdì, 29 ottobre 2021

A cura di Andrew Cormack, Gestore di portafogli obbligazionari di Capital Group. In occasione della riunione di giugno, la Federal Reserve USA ha segnalato chiaramente l’intenzione di ridimensionare la sua politica accomodante. Questo ci rende meno ottimisti in merito al tratto a breve della curva dei rendimenti dei Treasury, ma al contempo riduce la probabilità di una spirale inflazionistica, motivo per cui a luglio e agosto abbiamo assistito a un calo dei rendimenti dei Treasury. Questo probabilmente riduce i premi a termine e offre un supporto per i tassi a lungo termine e ci fa ipotizzare un appiattimento della curva dei rendimenti nel medio periodo. I Treasury USA continuano inoltre ad essere favoriti dal differenziale dei tassi di interesse rispetto ad altri mercati sviluppati come Europa e Giappone, dove i rendimenti rimangono negativi su gran parte della curva. Continuiamo a individuare una solida domanda di Treasury dai fondi pensione e dagli acquirenti esteri. La politica della Fed influenza non solamente gli USA, ma anche i mercati e l’economia globale. A nostro avviso, la Fed è essenzialmente la banca centrale globale, perché stampa la moneta di riserva mondiale. La sua politica viene esportata all’estero tramite numerosi canali finanziari. Da giugno, la Fed si è concentrata maggiormente sull’inflazione; ha ridimensionato i timori ad essa correlati, alleviando la pressione per l’irrigidimento della politica che gravava su altre banche centrali quali la Bank of Canada, la Norges Bank e anche la Banca Centrale Europea (BCE). E i rendimenti obbligazionari hanno registrato un calo in tutto il mondo.Come investitori obbligazionari globali, possiamo investire in qualunque parte del mondo. Non siamo del tutto d’accordo con la politica europea e con il mantenimento dei tassi di mercato a livelli così ridotti, così a lungo. I tassi negativi hanno penalizzato il sistema bancario e di conseguenza il solido flusso di credito nelle economie europee.Dall’inizio della pandemia di Covid-19 i rendimenti sono calati nella maggior parte dei mercati, queste obbligazioni sono divenute un investimento meno redditizio con l’appiattimento delle curve dei rendimenti.La Cina sta divenendo una parte importante dei mercati del reddito fisso e dei nostri portafogli obbligazionari globali. Da quando il debito cinese è entrato nell’Indice Bloomberg Barclays Global Aggregate nel 2019, è cresciuto fino a raggiungere circa il 7% dell’indice. Questo ha attirato un ampio spettro di investitori, incrementando la profondità e la liquidità del mercato. Consideriamo le obbligazioni cinesi alla stregua del debito dei mercati sviluppati. La qualità dell’universo investment grade generale (con rating BBB/Baa e superiori) è oggi inferiore al passato, soprattutto da quando è salita anche la duration dell’indice delle obbligazioni corporate. Effettuando una rettifica per la qualità e la duration, i livelli di spread sono molto contratti. È piuttosto interessante, considerando che siamo appena emersi da una delle crisi economiche peggiori che si possono ricordare. C’è molta liquidità all’interno nel sistema, che porta a una insaziabile ricerca del rendimento. Le valutazioni inducono alla prudenza, ma non vogliamo essere sottopesati sulle obbligazioni corporate nei nostri portafogli perché dobbiamo tenere in considerazione anche l’attuale fase intermedia del ciclo economico, che storicamente è un periodo di extra-rendimenti moderati per l’obbligazionario corporate.Sono quindi meno focalizzati sul beta di credito, o sull’ottenimento di un’ampia esposizione creditizia, e molto più focalizzati sulla selezione del credito. Fortunatamente disponiamo di un ampio team di analisti creditizi che generano numerose idee specifiche. Continuo ad apprezzare alcuni segmenti del settore dell’energia negli USA. Inoltre, i mercati del credito asiatico forniscono un ragionevole vantaggio di rendimento rispetto all’universo investment grade USA in generale. I nostri analisti stanno inoltre individuando alcune aziende molto solide nei mercati emergenti.Continuiamo ad apprezzare il debito dei mercati emergenti come fonte di rendimento. In un contesto di recupero della crescita globale, i nostri economisti prevedono un dollaro relativamente stabile, che può rappresentare un contesto positivo per le valute dei mercati emergenti. Molte economie e valute sono destinate a beneficiare del rialzo del ciclo delle materie prime. I mercati asiatici, che presentano rendimenti inferiori ma tendono ad essere anche meno volatili, sono un’altra area di interesse. (abstract)

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La Cina fa registrare buoni progressi sul fronte dell’investimento responsabile

Posted by fidest press agency su martedì, 26 ottobre 2021

A cura di Jin Xu, Gestore di portafoglio e Jess Williams, Analista di portafoglio, Investimento responsabile di Columbia Threadneedle Investments. La Cina è come un Giano bifronte: da un lato è leader mondiale nello sviluppo delle energie rinnovabili, avendo installato più del doppio della capacità (misurata in gigawatt, GW) rispetto al suo concorrente più prossimo nell’ultimo decennio in termini di energia sia solare che eolica; dall’altro, nello stesso periodo, ha registrato il maggior aumento di capacità di generazione dal carbone, quasi il quadruplo rispetto a quanto osservato in India. Il governo cinese ha annunciato di voler raggiungere il picco delle emissioni prodotte dalle centrali a carbone entro la fine dell’attuale piano quinquennale che termina nel 2025, ma le nuove centrali con una vita utile di 40 anni non si conciliano con un obiettivo di azzeramento delle emissioni nette entro il 2060. La Cina è un paese di grandi progressi e grandi opportunità, ma anche di grandi contraddizioni. In termini assoluti, la Cina fornisce l’apporto più consistente alle emissioni globali, ma questo è dovuto per lo più alle sue dimensioni. Su base pro capite, le emissioni cinesi sono molto più contenute di quelle degli Stati Uniti e pressappoco in linea con quelle dell’UE, con la differenza, tuttavia, che dopo più di un secolo di aumento delle emissioni, l’UE si trova adesso su una traiettoria discendente, diversamente dalla Cina. Un altro punto da considerare è che i dati sulle emissioni a livello nazionale si riferiscono a quelle derivanti dall’attività produttiva. Di conseguenza, le emissioni generate dalla produzione di beni cinesi che vengono consumati nell’UE o negli USA sono rilevate nell’impronta di carbonio della Cina. Se prendessimo in esame le emissioni associate ai consumi pro capite, la Cina si posizionerebbe probabilmente molto meglio dell’UE, degli Stati Uniti e del Regno Unito. Visti i nuovi obiettivi “net zero” della Cina e la sua leadership nel settore delle rinnovabili – il paese produce il 70% dei pannelli solari e la metà dei veicoli elettrici a livello mondiale, e controlla una quota significativa di molti materiali che sono alla base della tecnologia di batteria – non c’è da stupirsi che gli investitori abbiano preso di mira il mercato cinese delle rinnovabili. Il crescente interesse degli investitori, specialmente di quelli consapevoli dei fattori ESG, ha spinto le imprese a porre maggiore attenzione alle informative sulla sostenibilità. L’uso del lavoro forzato nelle filiere produttive è una particolare area di rischio su cui gli investitori pongono attualmente molta enfasi. Verso la fine del 2021 è prevista la pubblicazione di un programma di decarbonizzazione più dettagliato. Questo potrebbe risolvere alcuni dei dilemmi posti dalle centrali a carbone, ed è probabile che si concentri su tre aree chiave: determinazione del prezzo del carbonio, finanza verde e investimenti tecnologici. Tali sviluppi potrebbero accelerare lo scenario già favorevole. Si tratta di un’opportunità di enormi dimensioni: l’International Renewable Energy Agency (IRENA) prevede che entro il 2050 saranno necessari 8.519 GW di energia solare in uno scenario di innalzamento delle temperature inferiore a 2°C, in linea con l’accordo di Parigi; parliamo di un aumento pari a 18 volte i livelli del 2018. Si ritiene che l’Asia, e soprattutto la Cina, rappresenterà più del 50% della potenza fotovoltaica complessiva installata, contro il 20% del Nord America e il 10% dell’Europa. Le previsioni sull’eolico onshore dipingono un quadro simile, con 5.044 GW richiesti entro il 2050, nove volte la capacità installata nel 2018. L’IRENA stima che oltre il 50% di questa capacità si troverebbe in Asia. Alla luce dei recenti annunci, che segnalano un deciso cambiamento nell’enfasi sulla transizione energetica, del miglioramento degli standard di informativa e della significativa gamma di opportunità, crediamo che valga la pena seguire l’evoluzione del mercato cinese. Tuttavia, aspetto importante per gli investitori internazionali attenti ai fattori ESG, ciò sarà subordinato alla garanzia che le filiere produttive non abbiano alcuna esposizione alle violazioni dei diritti umani degli uiguri nella regione dello Xinjiang.

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Investimenti da 2.3 milioni di franchi svizzeri per la start up Authena

Posted by fidest press agency su mercoledì, 13 ottobre 2021

Authena ha portato a termine un nuovo round di finanziamenti raccogliendo 2,3 milioni di franchi svizzeri. La start up svizzera è in prima linea nella lotta alla contraffazione e contro la mancanza di trasparenza nella supply chain. Il mercato illecito provoca miliardi di dollari di perdite ogni anno per le aziende e gravi ripercussioni per i consumatori e l’ambiente.Authena ha sviluppato una soluzione unica al mondo per garantire la sicurezza dei prodotti e la trasparenza della supply chain grazie a tecnologie blockchain-based. La somma investita sarà impiegata da Authena per un’ulteriore crescita e per sviluppare nuovi prototipi per i clienti.In soli tre anni, la startup svizzera è diventata un punto di riferimento nella lotta alla contraffazione e il dirottamento dei prodotti a livello internazionale. Ora, il team guidato dal fondatore e CEO Matteo Panzavolta ha ottenuto un cospicuo investimento di oltre 2,3 milioni di franchi svizzeri. Tra gli investitori vi sono privati svizzeri e britannici e per la prima volta fuori gli Stati Uniti anche il fondo d’innovazione statunitense Ecliptic Capital, in rapida crescita. Ecliptic si concentra su investimenti pre-seed, seed e serie A ed è impegnato nello sviluppo e nella scalabilità delle tecnologie emergenti. “Siamo orgogliosi della fiducia riposta in noi e nella nostra tecnologia da parte di investitori internazionali, e possiamo avviare con entusiasmo la fase di sviluppo successiva della nostra azienda grazie a questo investimento”, ha commentato Matteo Panzavolta, CEO di Authena. A livello mondiale, aziende e filiere si affidano sempre più ai servizi di Authena per garantire la trasparenza della supply chain e proteggere produttori e consumatori da contraffazioni e dirottamenti. “La nostra tecnologia è utilizzata con successo dai produttori di vino e cosmetici, dai produttori farmaceutici e quelli operanti nel settore dell’agricoltura, tra gli altri. “Ogni singola unità vendibile può essere verificata in qualsiasi momento tramite l’app Authena. In questo modo, sarà possibile accedere a informazioni dettagliate sul prodotto e generare dati necessari per implementare supply chain intelligenti”, sottolinea Matteo Panzavolta.

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Capital Group rafforza il team ESG con un nuovo direttore degli investimenti per l’Europa e l’Asia

Posted by fidest press agency su venerdì, 8 ottobre 2021

Londra. Capital Group, una delle società di investimento più grandi e di maggiore esperienza al mondo con un patrimonio gestito di 2.600 miliardi di dollari, ha nominato Belinda Gan come ESG Investment Director, Europe e Asia Client Group, a partire dal 1° ottobre 2021. Belinda riporterà ad Alexandra Haggard, Head of Product and Investment Services per Europa e Asia.Basata a Londra, Belinda Gan collaborerà con il team ESG di Capital Group per guidare il client servicing in prospettiva ESG. Le sue responsabilità includeranno la collaborazione con clienti, consulenti, altri intermediari e associati di Capital Group per informare ed educare sull’approccio di Capital Group in ambito ESG e sulla filosofia d’investimento di tutte le strategie della società.Alexandra Haggard, responsabile dei prodotti e dei servizi di investimento per l’Europa e l’Asia, ha dichiarato: “Siamo impegnati a soddisfare le esigenze dei clienti in materia di ESG. Dato che continuiamo a promuovere le solide strategie azionarie, a reddito fisso e multi-asset dell’azienda agli investitori in Europa e in Asia, si tratta di un ruolo della massima importanza. La profonda conoscenza della materia e l’esperienza di Belinda Gan saranno fondamentali per Capital Group nel supportare l’evoluzione delle esigenze ESG dei clienti.Belinda ha più di 17 anni di esperienza nel settore, con una forte attenzione al cambiamento climatico e all’ESG nel corso degli ultimi otto anni. Recentemente ha ricoperto il ruolo di Investment Director, Global Sustainability presso Schroders UK e di membro del comitato per la sostenibilità e gli investimenti responsabili della Investment Association. Belinda Gan ha iniziato la sua carriera presso Goldman Sachs Australia.Belinda Gan, ESG Investment Director, Europe and Asia Client Group, ha dichiarato: “L’approccio agli investimenti di lungo periodo di Capital Group è profondamente intessuto di ESG. Un approccio così ponderato e robusto è essenziale per aiutare i clienti a destreggiarsi tra le proprie esigenze in continua evoluzione in materia di ESG e non vedo l’ora di guidare l’impegno di Capital Group in questo ambito”.Belinda Gan è una CFA Charterholder e ha conseguito una laurea in commercio e una in sistemi aziendali presso la Monash University. Nel 2021 Capital Group è stata selezionata dal Financial Reporting Council come firmataria dell’UK Stewardship Code e ha aderito alla UN Global Compact Initiative (UNCG). Capital Group è anche firmataria della Task Force for Climate-related Financial Disclosures e del Framework Principles for Responsible Investment (PRI).

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Italiani tra investimenti e risparmi

Posted by fidest press agency su lunedì, 13 settembre 2021

Dopo oltre un anno di pandemia e di prudenza, il futuro sembra tornare al centro degli obiettivi economici degli italiani. Se il 27% – una fetta, comunque, tutt’altro che ridotta – pensa che mantenere la liquidità sul conto corrente sia la soluzione più sicura e opportuna, tre su quattro (73%) pensano invece che, in questa fase, investire una parte dei risparmi sia la via migliore per dare maggiore solidità al proprio domani. Lo evidenzia l’Osservatorio Reale Mutua sul welfare.Più in dettaglio, l’obiettivo di investimento prioritario degli italiani è rendere più sicuro il futuro della famiglia (31%), così come incrementare il tenore di vita nel medio-lungo periodo (27%), mentre il 17% punta a rafforzare una pensione che teme sarà insufficiente. Ma quali sono gli strumenti di risparmio cui guardano? Il quadro non è avaro di sorprese: solo il 6% indica il mattone, storicamente considerato il porto sicuro. Discorso simile per le obbligazioni (11%) che, visti i tassi ai minimi, da tempo hanno perso il ruolo che tradizionalmente hanno svolto per generazioni di risparmiatori. Men che meno trasmette sicurezza l’investimento diretto in titoli azionari (8%).Gli italiani sembrano invece più orientati alle soluzioni assicurative (37%) come le polizze vita e piani di accumulo e ai fondi pensione integrativi (11%).Che ci sia un clima di maggior fiducia lo prova anche la crescente propensione ad accedere a mutui e finanziamenti per acquisti di particolare importanza: il 44% degli italiani si dice infatti propenso a questa soluzione.La parola d’ordine, però, resta quella della sicurezza e della prudenza (46%), complice l’esperienza della pandemia. Anche perché quasi uno su due (40%) non si sente pronto a investire a cuor leggero, temendo di non riuscire a scegliere l’investimento adatto soprattutto a causa delle sue insufficienti competenze finanziarie.Ma se il futuro entra nell’orizzonte del risparmio, l’innovazione lo fa nei canali: ben un italiano su due (48%) vorrebbe usare sempre più i pagamenti digitali in luogo del contante, e c’è persino chi – un ulteriore 26% – vorrebbe che il digitale diventasse l’unica modalità per tutte le occasioni in cui si ha a che fare coi soldi, compresi i rapporti con la banca o l’assicurazione.“Dalla nostra ricerca emerge una crescente consapevolezza dell’importanza di investire sulla solidità economica del proprio futuro” – commenta Michele Quaglia, Direttore Commerciale e Brand di Gruppo. “In quest’ottica, in molti avvertono il bisogno di informazioni di qualità per gestire i risparmi: l’Osservatorio rileva che ben il 62% degli intervistati si rivolge con frequenza anche al web, da cui però spesso non ricava le indicazioni e le rassicurazioni cercate. Un ruolo molto importante viene svolto allora dalla consulenza di professionisti. Noi di Reale Mutua insieme ai nostri Agenti affianchiamo le persone nell’individuare le soluzioni assicurative più idonee per gestire le proprie risorse a seconda delle diverse esigenze, dalle polizze vita per tutelare la stabilità del patrimonio di fronte a gravi eventi, a quelle per il risparmio e l’investimento fino alle tutele previdenziali”.Indagine CAWI condotta dall’istituto di ricerca Nextplora su un campione rappresentativo della popolazione italiana per quote d’età, genere ed area geografica.

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Investimenti al Sud

Posted by fidest press agency su venerdì, 30 luglio 2021

La startup Develhope ha aperto il capitale a nuovi investitori, registrando un aumento di 2 milioni di euro guidato da CDP Venture Capital attraverso il Fondo Italia Venture II – Fondo Imprese Sud, che ha deliberato un investimento di 1.5 milioni di euro, insieme a ISI Holding Srl e HU Investment LTD. Software house e scuola per competenze digitali, Develhope è stata fondata a Palermo nel 2019 da Massimiliano Costa, Alessandro Balsamo e Sasa Sekulic con l’obiettivo di combattere il divario occupazionale italiano, formando e offrendo al mercato una categoria tanto ricercata quanto rara: gli sviluppatori. Secondo i dati Eurostat, infatti il Sud Italia presenta una disoccupazione giovanile pari al 50%, mentre secondo recenti stime1, nel 2025 serviranno al mondo 98 milioni di nuovi developer. Develhope si pone quindi l’obiettivo di formare 1000 nuovi sviluppatori nei prossimi mesi, in perfetta linea con il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, fortemente orientato all’inclusione di genere e al sostegno all’istruzione, alla formazione e all’occupazione dei giovani. Il piano di investimento elaborato dal team di Develhope e dagli investitori prevede un ampliamento dell’offerta formativa in grado di formare tutte le principali figure professionali richieste dal mercato digitale: dallo sviluppo del software all’analisi dei dati, dalla gestione del prodotto alla sicurezza in ambito informatico. L’ampliamento previsto per il settore Education della startup andrà a integrarsi con la parallela crescita del settore dedicato alla ricerca e allo sviluppo di prodotti digitali: l’obiettivo è quello di creare un polo di innovazione digitale basato nel Mezzogiorno d’Italia in grado di attrarre partner e progetti di sviluppo dal panorama internazionale. In Italia i giovani che intraprendono percorsi universitari in materie STEM rappresentano solamente il 27% del totale, con un elevato gender gap (1 donna su 4) (Fonte: Fondazione Deloitte – RiGeneration STEM). Ed è da questo gap nell’educazione che Develhope fa partire la propria sfida, rivolgendosi a donne e uomini, ragazze e ragazzi, appassionati di tecnologia e fortemente motivati a renderla il proprio mestiere, offrendo un’opportunità accessibile senza rinunciare ad un elevato valore formativo “Siamo orgogliosi di poter supportare un progetto lungimirante come quello di Develhope, una realtà con la quale condividiamo l’obiettivo della lotta alle disuguaglianze educative tra Nord e Sud del nostro Paese, soprattutto per quanto riguarda il forte divario esistente sulle competenze digitali e il gender gap. Ampliare la platea dei futuri sviluppatori, valorizzando i giovani talenti e l’alto potenziale del capitale umano, è fondamentale per garantire lo sviluppo economico di un tessuto imprenditoriale italiano che è sempre più alla ricerca di nuove figure lavorative – commenta Francesca Bria, Presidente di CDP Venture Capital Sgr – Fondo Nazionale Innovazione – Sono ancora numerosi i passi necessari per rendere il Mezzogiorno un vero e proprio laboratorio di sviluppo e innovazione sostenibile, ma siamo convinti che la direzione intrapresa sia decisamente coerente con un traguardo così ambizioso”. “La trasformazione digitale è un’occasione da non perdere per la nostra società e per i giovani – dichiara Massimiliano Costa, Founder & CEO di Develhope. – Offrendo corsi di altissima qualità speriamo di poter contribuire non solo ad impiegare centinaia di giovani, ma anche a fornire al Paese le figure fondamentali per attuare innovazione in ambito digitale: gli sviluppatori. Sono felice che CDP Venture Capital, ISI Holding e HU Investment abbiano creduto nel nostro ambizioso progetto per creare un Polo Sud digitale”.Le lezioni di Develhope si svolgono da remoto e hanno un’impronta fortemente pratica, essendo tenute da sviluppatori di grande esperienza. Gli studenti seguono le lezioni e lavorano ai progetti didattici – singolarmente o in gruppo – su una piattaforma dedicata su cui hanno a disposizione anche un servizio di tutoring dedicato. Il percorso formativo ha una durata di sei mesi e richiede un impegno a tempo pieno, ma flessibile, grazie al quale gli studenti potranno acquisire tutte le competenze necessarie per iniziare a lavorare come sviluppatori. Al termine del corso un team specializzato supporterà i migliori studenti in percorsi di inserimento lavorativo all’interno della software house di Develhope o nelle aziende partner.

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Mercato degli investimenti media per l’anno in corso

Posted by fidest press agency su giovedì, 8 luglio 2021

UNA – Aziende della Comunicazione Unite presenta oggi un nuovo aggiornamento dei dati elaborati dal Centro Studi UNA relativi al mercato degli investimenti media per l’anno in corso. Una rilevazione particolarmente importante che si iscrive in un periodo di forte cambiamento e che fornisce al mercato spunti utili per pianificare e guidare i brand nelle comunicazioni dei prossimi mesi. Previsioni ottimistiche e in crescita che prevedono la chiusura di questi 12 mesi a +9,2% – circa due punti percentuali in più rispetto alle stime di aprile 2021 – con un fatturato che supererà gli 8,5 miliardi di euro.Ad eccezione della stampa che continua ad attestarsi su valori negativi, con i periodici (-4,2%) che si posizionano in coda ai quotidiani che lentamente si attestano su valori più neutrali (-0,4%), tutti gli altri mezzi manifestano segnali di crescita. Ad esplicitare il maggior potenziale rispetto ai dati di aprile il digitale (+11,8%), la TV (+8,5%), la radio (+9,3%) e l’OOH (7,7%) oltre al cinema (+35,3%) – complice una migliorata situazione sanitaria e l’abbattimento di numerose restrizioni sociali. Secondo i più recenti dati, il mercato nel 2021 dovrebbe raggiungere quasi il valore del 2019. A livello di mezzi la preponderanza delle quote continua ad essere di appannaggio della TV (44%) con il digital che cresce velocemente (43%) – 5 punti percentuali in più rispetto a due anni fa.

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I deputati approvano 2,5 miliardi di euro in investimenti UE per la cultura

Posted by fidest press agency su venerdì, 21 Maggio 2021

Bruxelles. Il Parlamento ha adottato mercoledì in via definitiva il programma “Europa Creativa”, che rappresenta il più grande investimento UE di sempre a sostegno dei settori culturali e creativi.Il programma, che disporrà di un bilancio quasi raddoppiato rispetto al periodo 2014-2020, investirà 2,5 miliardi di euro settori culturali e creativi dal 2021 al 2027 (rispetto agli 1,4 precedenti), riconoscendo cosi l’importanza della cultura nel continente, per aiutare il settore a riprendersi dalla pandemia COVID-19. Oltre a un aumento dei fondi, i deputati hanno chiesto e ottenuto maggiore attenzione sull’inclusione e l’uguaglianza di genere, così come un sostegno speciale per la musica contemporanea e dal vivo (che sono tra i settori più colpiti dalla pandemia), e tassi di cofinanziamento più alti per i progetti su piccola scala. Nei negoziati con il Consiglio, i deputati sono anche riusciti a includere l’obbligo di promuovere il talento femminile e sostenere le carriere artistiche e professionali delle donne, poiché ancora sottorappresentate nelle posizioni decisionali delle istituzioni culturali, artistiche e creative.

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