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Quotidiano di informazione – Anno 30 n° 235

Posts Tagged ‘investimenti’

Autostrade: pochi investimenti e prezzi in aumento

Posted by fidest press agency su mercoledì, 13 giugno 2018

La situazione delle Autostrade in Italia, secondo il dossier realizzato da CODICI, risulta penalizzata dalla mancanza di investimenti e di lavori per la manutenzione promessa dai Concessionari, che sono rappresentati per il 70% da Società private del Gruppo Benetton e Gavio, concessionarie da oltre trent’anni, mentre la restante parte è costituita da imprenditori minori o dalla gestione di enti pubblici. In alcuni Paesi d’Europa le Autostrade sono gratuite, in altri si paga un abbonamento annuale. L’Italia detiene il primato di nazione con le autostrade più care della UE. A questo dato, però, non corrisponde una maggiore qualità del servizio. Infatti, nonostante il giro d’affari sui guadagni provenienti dalle Autostrade sia molto alto, le spese per gli investimenti e la manutenzione stradale registrano una flessione negativa. Ricordiamo che il fatturato delle Autostrade nel 2017 è arrivato a quasi 7 miliardi, l’83% dei quali è rappresentato dai pedaggi. CODICI chiede,​ dunque​,​ un intervento forte al nuovo Governo​,​ un controllo delle concessioni sugli effettivi lavori fatti da questi Gruppi sulle autostrade e sul costo di tali opere.
Si tratta di aziende che guadagnano miliardi di euro anche se le concessioni sono scadute: ad esempio, la concessione al Gruppo Gavio della Torino-Piacenza è scaduta il 30 giugno 2017;​ da qu​ella data​ Gavio ha guadagnato 128 milioni da questa autostrada. I tempi per realizzare una nuova gara d’appalto sono lunghi, si arriva anche a due anni, e nel frattempo Gavio avrà ottenuto altri 389 milioni di incassi prima di fare la nuova gara.
L’Associazione ritiene che sia necessario fare un punto sulla sicurezza delle nostre strade in Italia e sulla gestione delle Concessioni, il controllo delle scadenze e i tempi per realizzare nuove gare d’appalto.“Ogni cittadino che usufruisce delle Autostrade è a tutti gli effetti un consumatore – afferma il Segretario Nazionale di CODICI Ivano Giacomelli – va dunque tutelato come tale”.Al cittadino che vede aumentare la tariffa autostradale del 2,5% l’anno, in modo immediato deve essere garantito un piano di lavoro che rispetti alcuni criteri per dare senso a questo continuo aumento dei prezzi.

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Investimenti privati e crescita economica

Posted by fidest press agency su sabato, 19 maggio 2018

Nota stampa di AIPB, l’Associazione Italiana Private Banking. “L’industria del Private Banking, con quasi 800 miliardi di euro gestiti, pari a più di un terzo del Pil italiano, è consapevole di poter ricoprire un ruolo concreto per la crescita del Paese, perché una corretta gestione del risparmio delle famiglie private può rappresentare una leva importante per il finanziamento dell’economia reale, un nuovo ossigeno per lo sviluppo delle nostre eccellenze imprenditoriali”.Lo ha sottolineato Fabio Innocenzi, presidente dell’Associazione Italiana Private Banking – AIPB – aprendo i lavori del meeting di studio organizzato ieri a Milano dal Centro Studi e Ricerche Itinerari Previdenziali e dedicato al tema “Generare performance nei futuri scenari economici: gestioni innovative, strumenti alternativi ed economia reale”. “Perché il risparmio privato possa svolgere questo ruolo propulsore dell’economia reale” ha proseguito Innocenzi “occorre però che vi sia, prima di tutto, un contesto favorevole e auspico che il prossimo Governo voglia proseguire, anzi sviluppare, la strada tracciata dal Governo uscente che, con lungimiranza, ha introdotto, sotto varie forme, incentivi e sostegni che hanno favorito l’avvio di un circuito virtuoso, alimentando il mercato dei capitali e la liquidità necessari alla crescita delle imprese, soprattutto medio-piccole”.
“Se si guarda in maniera prospettica” ha spiegato il Presidente di AIPB “è evidente che, dal punto di vista dei mercati finanziari, le gestioni più ‘tradizionali’ – complici tassi di interesse sui titoli di Stato e sulle obbligazioni ormai stabilmente prossimi allo zero e corsi azionari giunti ai loro massimi storici – sono destinate a lasciare sempre più spazio a quelle più innovative e complesse, più flessibili e più attive nei confronti dei mercati non direzionali e multiasset”.
“E sono proprio queste ‘nuove’ gestioni” ha evidenziato Innocenzi “che possono indirizzare liquidità preziosa verso l’economia. A maggior ragione è importante che il risparmio privato possa partecipare, insieme ai cosiddetti investitori istituzionali, a sviluppare questo tipo di gestioni. Per questo, occorrono, come dicevo, garanzie in termini di supporto normativo e di incentivazione”.“Per parte nostra” ha concluso il Presidente AIPB “proprio perché consapevoli dell’importanza di sviluppare questo mercato, ma altresì della necessaria attenzione che gli investimenti alternativi richiedono, ci impegniamo e ci impegneremo sempre più perché il Private Banking, ovvero i suoi attori per eccellenza, i Private Banker, possano offrire ai propri clienti una adeguata consulenza, sia in termini di qualità e competenza professionale, sia in termini di educazione finanziaria e di rigore etico”.

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Exclusive Group: nuovi ed importanti investimenti per la strategia di crescita

Posted by fidest press agency su lunedì, 16 aprile 2018

PARIGI, FRANCIA Exclusive Group, il distributore di servizi e tecnologie a valore aggiunto (VAST), ha annunciato oggi un nuovo importante investimento da fondi derivanti dalla società di private equity globale Permira che acquisisce una partecipazione di maggioranza all’interno del business.L’operazione assicura finanziamenti e risorse considerevoli, per alimentare la successiva fase di sviluppo e iper-crescita del Gruppo Exclusive, con l’attuale management guidato dal CEO Olivier Breittmayer, focalizzato sull’espansione ulteriore dell’offerta di servizi, del portfolio Vendor e della copertura globale.”Questo investimento consolida e rafforza ulteriormente il nostro obiettivo nel diventare lo specialista globale VAD per la cybersecurity e la migrazione del cloud, ampliando le nostre offerte di servizi a valore e rafforzando la nostra copertura globale”, ha dichiarato Olivier Breittmayer, CEO di Exclusive Group. “Siamo lieti di dare il benvenuto a Permira e al loro team tecnologico, le cui risorse saranno inestimabili per il prossimo capitolo nella storia di Exclusive. Questa partnership preserva e accresce la cultura e il programma aziendale unici, che le nostre persone hanno plasmato nell’ultimo decennio e che rappresentano la chiave del nostro continuo successo”.Il posizionamento e la strategia aziendale unici di Exclusive Group sono incentrati su un modello di valore “globale-locale” che va oltre la portata degli specialisti VAD locali sia oltre l’approccio più ampio e generale dei distributori globali. Per più di un decennio, questo ha portato un successo senza precedenti, individuando due mercati principali (cybersecurity e cloud) con profili di crescita molto elevati. La risultante forte crescita e le acquisizioni strategiche hanno visto un raddoppio del fatturato ogni due anni, culminando nel 2017 con un valore di vendite pari a 1,75 miliardi di euro (+ 38% rispetto ai 1,27 miliardi di euro del 2016).
Michail Zekkos, Partner del team tecnologico di Permira, ha dichiarato: “L’aumento delle minacce e la crescente complessità delle infrastrutture continuano a posizionare il segmento della sicurezza informatica tra i più rapidi in crescita e resilienza del settore IT”.
In un mercato caratterizzato da una elevata velocità di prodotto, riteniamo che il ruolo dei servizi e delle tecnologie a valore aggiunto, ricoperto da Exclusive per la generazione della domanda di canale, diventerà sempre più decisivo nei prossimi anni. Abbiamo seguito nel tempo il crescente successo di Exclusive e non vediamo l’ora di supportarli nel consolidamento della loro posizione unica sul mercato”.La transazione è soggetta alle consuete condizioni e dovrebbe chiudersi nei prossimi mesi.Tra gli advisor coinvolti: Morgan Stanley, Natixis Partners, White & Case, PWC, Fidal KPMG e Goodwin Procter.

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Moving Up: nuovi investimenti per crescere nella qualità

Posted by fidest press agency su sabato, 14 aprile 2018

Moving Up, la società specializzata in processi strategici di digitalizzazione per l’Editoria tradizionale e Clienti professionali, annuncia l’ingresso di nuove risorse preposte al potenziamento dell’offerta in ambito DOOH e dei servizi dedicati allo sviluppo di progetti digitali per l’outdoor advertising.A darne l’annuncio Marco Valenti, Ceo&Founder della società italiana che in meno di due anni è giunta ad occupare quasi il 60% del mercato DOOH nazionale e che ha in previsione di aggiungere un’ulteriore quota percentuale entro fine anno.Tra le novità in casa Moving Up, l’ingresso di nuove risorse incaricate di sostenerne la crescita tramite attività mirate a rinforzare il profilo della media company nel digital advertising.
Dopo l’ampliamento del team sales, entra nel team dedicato allo sviluppo di soluzioni tecnologiche per la digital transformation diretto da Vivian Ceresero, Chief Operations Officer, anche Daniele Aloisio con il ruolo di Head of DOOH, professionista esperto nella gestione di progetti digitali cresciuto in importanti realtà romane e milanesi, che avrà il compito di contribuire all’implementazione delle già esistenti piattaforme proprietarie di Moving Up così come alla costruzione di nuovi strumenti dedicati al digital out of home.
“E’ per me fonte di immenso stimolo poter contribuire alla crescita e sviluppo tecnologico di un intero mercato grazie ad una realtà come Moving Up che sta scrivendo sin da oggi le prime pagine dell’Outdoor in chiave digitale e programmatica” afferma Daniele Aloisio all’indomani delle sua nomina.Altre sono le novità in arrivo che si inseriscono nel piano di sviluppo di Marco Valenti, che ha in previsione di aggiungere un’ulteriore quota di mercato del 20% entro l’anno. “La crescita costante mese su mese di Moving Up nel comparto del digital out of home richiede oggi una strutturazione interna articolata in grado di affiancare i nostri Partner, Clienti e le aziende che a noi si vorranno rivolgere nel prossimo futuro con competenze sia commerciali che IT approfondite” dichiara Marco Valenti, Ceo&Founder di Moving Up.“La naturale propensione di Moving Up verso l’innovazione e la capacità di rendere concreti ed efficaci i progetti digitali tramite l’adozione o la creazione di tecnologie dedicate alle vetrine outdoor sono aspetti fondamentali a cui abbiamo dato e daremo sempre alta attenzione” afferma Vivian Ceresero, Chief Operations Officer di Moving Up. “Sono certa che Daniele insieme ai professionisti del team Operations che stanno credendo nel progetto di Moving Up – ndr Lorenzo Caputi e Irma Robbiati, rispettivamente Programmatic Specialist e Trafficker – potremo sviluppare soluzioni realmente rispondenti alle attese dei nostri clienti, degli Editori e del mercato in generale ponendosi in linea se non addirittura anticipando tempi e tendenze”.

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CDP, finanziamento di €30 milioni a Unigrà per investimenti in Industria 4.0

Posted by fidest press agency su venerdì, 13 aprile 2018

Cassa depositi e prestiti (CDP) ha concesso un finanziamento di 30 milioni di euro a Unigrà, azienda agroalimentare italiana diversificata, integrata verticalmente e attiva in vari settori alimentari. Unigrà è una realtà internazionale con 750 dipendenti e un fatturato di 556 mln di euro, di cui circa il 35% all’estero, con oltre 100 Paesi serviti.
L’operazione permette a CDP di supportare i piani di sviluppo dell’azienda e dare un nuovo contributo alla crescita in Italia dell’industria 4.0.I fondi di CDP saranno utilizzati da Unigrà per avviare una serie d’investimenti relativi al rinnovo tecnologico, all’incremento dell’efficienza energetica e alla riduzione dell’impatto ambientale, anche attraverso l’efficientamento logistico delle attività produttive in Italia.
CDP supporta attivamente lo sviluppo dell’Industria 4.0 in Italia – via d’accesso privilegiata per il miglioramento delle performance industriali – attraverso l’ottimizzazione delle condizioni lavorative e l’aumento della produttività e della qualità produttiva degli impianti. Sono più di 900 le aziende italiane che hanno usufruito – direttamente o indirettamente – nel 2017 del supporto di Cassa depositi e prestiti, per un controvalore di €1,9 miliardi mobilitati e con un effetto leva garantito pari a 3x.
Unigrà, nata nel 1972 e fondata da Luciano Martini, ha sviluppato nel tempo la propria missione di realizzare materie prime, semilavorati e prodotti finiti di alta qualità per tutti i canali del settore: Industriale, Artigianale, Laboratori, Retail e Ho.Re.Ca. l’Azienda è attiva nei seguenti settori alimentari: agricoltura, trasformazione e vendita di oli e grassi vegetali, margarine, cioccolato, creme vegetali e semilavorati per la produzione alimentare, in particolare dolciaria. Nonostante la forte crescita all’estero, il principale sito produttivo del Gruppo rimane lo stabilimento di Conselice (RA). Il Gruppo opera sul mercato con i marchi Master Martini, Martini Linea Gelato, GLF, Martini Food Service, OraSì e Gioia.

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Investimenti e finanziamenti alternativi

Posted by fidest press agency su lunedì, 9 aprile 2018

Milano 11 e 12 aprile 2018 – Hotel NH President, Largo Augusto 10Iside, in collaborazione con BeBeez propone tre moduli di approfondimento sugli strumenti alternativi di finanziamento per le pmi. Strumenti che visti nell’ottica dell’investimento, costituiscono interessanti asset alternativi a quelli più tradizionali.Verranno affrontati i concetti di private debt, minibond, finanziamento del circolante tramite cessione di fatture commerciali e verranno esposte le differenze rispetto al private equity. Il tutto con l’intervento di addetti ai lavori e di imprenditori che hanno già provato queste diverse strade per diversificare le fonti di finanziamento rispetto al tradizionale credito bancario.

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La mutazione degli investimenti sostenibili

Posted by fidest press agency su martedì, 27 marzo 2018

A cura di Giancarlo Sandrin, CFA, Presidente CFA Society Italy. Gli investimenti sostenibili stanno ottenendo un grande interesse da parte di tutti gli operatori, dagli emittenti agli asset manager, dai fondi pensione alle assicurazioni, passando per gli stessi regolatori. Anche noi come CFA Institute e CFA Society Italy stiamo seguendo da vicino questo cambiamento. Ma perché un investimento che sino a 10 anni fa era praticamente snobbato dall’industria oggi sta riscuotendo tale successo? Una delle spinte più grandi probabilmente è stata data nel 2015 con il lancio degli UN Sustainable Development Goals (SDGs). Si tratta di 17 obiettivi che le Nazioni Unite puntano a raggiungere entro il 2030. Gli SDG concordati a livello globale non sono altro che un’articolazione delle questioni ambientali, sociali ed economiche più urgenti del mondo e, in quanto tali, costituiscono un elenco definito dei fattori ESG che dovrebbero essere presi in considerazione in fase di selezione degli investimenti.Questa dichiarazione d’intenti ha reso trasparente il fatto che, per risolvere alcuni dei problemi più urgenti che il mondo sta affrontando, sia necessario l’intervento del settore privato. Alle società e agli investitori istituzionali viene quindi chiesto di contribuire agli SDG attraverso le loro attività commerciali, l’asset allocation e le decisioni di investimento.Il dovere fiduciario che viene richiesto agli investitori professionali nell’agire nel migliore interesse dei beneficiari implica che vadano presi in considerazione non soltanto le classiche variabili finanziarie ma anche i fattori ambientali, sociali e di governance (ESG).A seguito di ciò, la Commissione europea ha richiesto alle EBAs (le autorità di vigilanza Europee su Banche, Assicurazioni e Mercati) di adottare all’interno dei propri regolamenti linee guida ESG. In questo ambito la commissione ha assegnato all’High-Level Expert Group (HLEG) on Sustainable Finance il compito di definire le linee guida, che sono state pubblicate a fine gennaio.Se guardiamo alla parte degli Asset Manager vediamo che questi operatori dovranno garantire che le loro pratiche di governance, expertise e di stewardship tengono conto della sostenibilità, al fine di garantire il miglior risultato possibile per gli investimenti dei clienti. Ad esempio nell’utilizzo di analisi esterna dovrebbero tener conto di una ricerca che tenga in considerazione un mix di aspetti di crescita nel lungo termine, compresi temi ESG. Dovrebbero inoltre essere tenuti a stabilire una chiara comprensione delle preferenze dei loro clienti in materia di sostenibilità, governance e qualsiasi altro problema etico. Con la clientela istituzionale quindi si suggerisce che vengano richiesti eventuali vincoli in termini di sostenibilità, governance o etica. Ma le raccomandazioni si allargano alla stessa clientela retail, il comitato HLEG suggerisce che vengano forniti in maniera trasparente ai distributori e ai clienti le caratteristiche ESG dei prodotti, evidenziando le azioni volte a minimizzarne i rischi.Un altro aspetto sul quale si sta lavorando è la tassonomia all’interno degli investimenti sostenibili. Ad oggi non è ancora stato definito un criterio completamente condiviso per classificare le attività di tipo sostenibile.
Come ricorda anche l’OCSE, questa mancanza di chiarezza, e in particolare il persistente sospetto che l’integrazione ESG sia motivata da preoccupazioni etiche o morali piuttosto che da preoccupazioni finanziarie, ha probabilmente ritardato l’integrazione dei fattori ESG nella governance degli investimenti. Questa difficoltà è aggravata dalla velocità con cui si stanno sviluppando nuove strategie di investimento ESG, rendendo più difficile per gli investitori istituzionali la selezione della strategia “giusta”. Basti pensare che ad oggi esistono criteri di:
· Screening: si escludono alcuni settori, come quello Tabacco, armi, alcool. Sono le più utilizzate anche perché oltre ad essere “semplici” sono tra le prime ad essere state create.
· General ESG integration: tra le più complesse perché le società vengono valutate anche sulla base di un punteggio ESG che riassume come la società vada a mitigare i cosiddetti rischi ESG. In questo caso è necessario avere un team di analisti interni oppure utilizzare una ricerca esterna
· Best-in-class: a differenza dello screening che esclude alcuni settori, queste non ne escludono nessuno, semplicemente prendono le società che meglio performano in termini di criteri ESG (Best-in-class)
· Investimenti tematici: si costruiscono dei temi d’investimento legati ad alcune tematiche ESG come i carbon free, water supply, ecc.
Un ulteriore approccio che può essere indipendente da quelli precedenti è relativo all’engagement, dove l’investitore istituzionale cerca di influenzare, tramite la propria quota, le decisioni aziendali al fine di renderle più vicine ai criteri ESG.
Le cose non si stanno muovendo però soltanto a livello Europeo, ricordiamo che In Italia la Consob, a gennaio di quest’anno, ha emanato per la prima volta un regolamento che norma la pubblicazione delle informazioni di carattere non finanziario (i c.d. bilanci di sostenibilità). È lecito quindi attendersi delle novità sull’intera catena produttiva del risparmio gestito, dai “manifacturer” come assicurazioni e asset manager, agli emittenti di titoli, finendo sui financial advisor. Come accennato, anche noi come CFA Institute e CFA Society Italy stiamo impegnati in questo cambiamento, con varie iniziative e paper di approfondimento. In particolare ricordiamo che ad aprile in collaborazione con CFA Institute e PRI United Nation presenteremo in due convegni a Milano il 19 Aprile e a Roma il 20 Aprile, un risultato su come gli investitori Italiani vedono l’investimento ESG.

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Bayer investe su giovani studenti per progetti di comunicazione innovativi

Posted by fidest press agency su lunedì, 26 marzo 2018

Milano. Bayer è la prima azienda farmaceutica a credere nei giovani studenti di Talent Academy, un percorso di apprendimento che si sviluppa in forma di competizione universitaria, realizzato in collaborazione con il Professor Andrea Cioffi dell’Università Cattolica di Milano.Giunta alla sua quindicesima edizione, l’iniziativa vede oltre 40 studenti confrontarsi sul terreno di nuovi progetti di comunicazione a favore dei settori di attività in cui operano le importanti aziende che prendono parte al Talent.Otto studenti, suddivisi in due gruppi di lavoro, hanno scelto di realizzare la proposta per Bayer: un progetto semplice ma sfidante per coinvolgere il medico in ambito cardiovascolare, per migliorare la comunicazione con il paziente, accompagnandolo e sostenendolo nel suo percorso terapeutico.
‘Il nostro obiettivo è coinvolgere i cardiologi in un modo completamente diverso, quasi inaspettato per i nostri canoni. Il progetto affidato a questi giovani è una sfida, quasi una provocazione. Mi vengono in mente le parole di Georg Cantor: Le grandi innovazioni avvengono nel momento in cui la gente non ha paura di fare qualcosa di diverso dal solito”, dichiara Alberto Guarnieri, Head of Marketing Thrombosis di Bayer.La giornata di ‘apertura lavori’ è fissata per il 23 marzo, quando i ragazzi potranno conoscere la realtà di Bayer e confrontarsi con uno dei settori di punta dell’azienda, quello cardiovascolare.Il tempo per elaborare e sviluppare le idee è di tre mesi. Il 12 giugno 2018 sarà quindi premiato il miglior progetto di comunicazione tra i due gruppi partecipanti. In palio uno stage curriculare di sei mesi nella sede milanese di Bayer, in viale Certosa.I progetti saranno valutati da una giuria interfunzionale interna a Bayer sulla base di innovazione dei contenuti e fattibilità in termini tecnologici, economici, di tempo, e di risorse umane.
Il prof. Andrea Cioffi, docente di Digital Communication Management del corso di laurea magistrale in Comunicazione per l’impresa, i Media e le Organizzazioni dell’Università Cattolica di Milano, è il fondatore di Enjoy Your Learning, associazione no profit nata per sviluppare percorsi didattici e di apprendimento innovativi e sostenibili. “Talent Academy è il fiore all’occhiello di questo approccio. È un sistema di apprendimento costruito sui principi della gamification e sul learning by doing, che aiuta i giovani a entrare nel mondo del lavoro. L’adesione di Bayer a questo progetto rappresenta un’occasione unica che i ragazzi hanno colto con entusiasmo, curiosi di scoprire le idee che nasceranno da questa collaborazione”.Sulla scelta di collaborare con Talent Academy ha influito la preparazione e il background degli studenti coinvolti, non contaminati dalle peculiarità del mondo del farmaco, caratteristica importante che può dare valore aggiunto alla progettualità sia in termini di innovazione che di creatività. “Ogni aspetto di Talent Academy è per noi una novità: il format, l’idea, il progetto. E sono proprio queste novità che ci hanno spinti ad intraprendere questa, oserei chiamarla, avventura”, conclude Guarnieri.

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Spese per gli statali, pochi investimenti in sicurezza

Posted by fidest press agency su martedì, 6 febbraio 2018

ministero-finanzeIl Tesoro ha calcolato il costo degli statali, il Coisp: “I dati dimostrano con chiarezza quanto poco si investa in sicurezza. Il valore economico riconosciuto al sacrificio dei Servitori dello Stato è a dir poco offensivo”. “I dati diffusi dal ministero dell’Economia con il rapporto relativo alle spese sostenute dai cittadini per i dipendenti statali sono di una chiarezza incontrovertibile: l’investimento sulla sicurezza è letteralmente esiguo, il valore economico attribuito al lavoro unico e non paragonabile a qualunque altro degli operatori della Polizia di Stato è a dir poco offensivo. Sono dati che rendono ancor più evidente quale misera elemosina il Governo abbia voluto riservare a migliaia di Servitori dello Stato che garantiscono la stessa esistenza della democrazia con un rinnovo del contratto, dopo otto anni di illegittimo blocco, che è solo un’offesa alla dignità e alla professionalità di donne e uomini in divisa”.
Così Domenico Pianese, Segretario Generale del Coisp, Sindacato Indipendente di Polizia, a seguito delle notizie di stampa che hanno riportato i dati calcolati dal Tesoro in merito al costo degli “statali”. La Ragioneria generale ha fatto i conti in base alla situazione nel 2016, puntando l’attenzione sul costo dei dipendenti pubblici, che complessivamente vale 2.197 euro a testa. Al primo posto c’è la scuola, che vale 654 euro per ogni cittadino, seguita dalla sanità con 515 euro, e dalle Regioni con 265 euro pro capite. A notevole distanza, secondo il rapporto diffuso dal ministero dell’Economia, la spesa per la Polizia di Stato, con i suoi 84,15 euro a testa, corrispondenti al 3,83% del totale.“Intanto – aggiunge Pianese – non si può prescindere dalla premessa fondamentale che le spese per la sicurezza non sono un costo ma un investimento a garanzia della libertà, della crescita, del buon funzionamento di tutti gli altri settori del Paese. Ma quel che preme di più rilevare è la differenza fra il poco riservato ai poliziotti italiani rispetto al tanto destinato a tutto il resto, nonostante il sistema sicurezza italiano sia uno dei pochi motivi di vanto per l’Italia nel panorama internazionale. Quello della Sicurezza, infatti, è anzitutto l’unico Comparto dotato di una ‘specificità’ che si traduce solo in moltissime e pesantissime pretese nei confronti dei suoi operatori che non godono, però, di pari riconoscimenti, garanzie, tutele; ma è un Comparto che, giorno dopo giorno, viene gravato da ulteriori, vitali e sempre maggiori responsabilità, dovendo fronteggiare emergenze che ci impongono di stare al passo con le vecchie e nuove minacce che aleggiano sulle vite dei cittadini e dello Stato. Tutto questo, purtroppo, senza alcun serio e concreto riconoscimento del nostro ruolo, del nostro operato, del nostro senso del dovere, del nostro sacrificio”.

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2018: Andamento dei mercati e degli investimenti

Posted by fidest press agency su martedì, 5 dicembre 2017

Mark BurgessLe politiche monetarie ancora espansive, la crescita globale coordinata, l’espansione del commercio internazionale e la solidità dei fondamentali societari e della crescita degli utili continueranno a garantire un contesto propizio agli attivi rischiosi nel 2018, secondo Columbia Threadneedle Investments. Tuttavia, i rischi geopolitici e le valutazioni elevate nei mercati del credito implicano il persistere di ostacoli nell’anno a venire.
Per le azioni nel 2018 ci aspettiamo una crescita degli utili societari del 10-15%, supportata da un contesto ideale caratterizzato da crescita economica moderata, bassa inflazione e politiche monetarie favorevoli per le attività finanziarie. Le aree verso cui nutriamo maggiore ottimismo sono il Giappone, l’Europa (Regno Unito escluso) e l’Asia emergente. Per il Giappone, prevediamo un’espansione degli utili societari pari all’8% nel 2018, sospinta da una crescita economica superiore alle attese, da riforme aziendali, da un’attenuazione del rischio politico e da politiche monetarie accomodanti. L’impegno di un numero crescente di società nipponiche a migliorare la redditività del capitale proprio è un elemento di rilievo. Le performance persistentemente robuste registrate in tutta l’area euro sono sostenute dalla solidità della domanda e dei dati sull’attività manifatturiera, mentre i consumi interni – un fattore chiave per la continuità della crescita – hanno ricevuto impulso dall’aumento dell’occupazione e dal miglioramento dei bilanci delle famiglie. La fiducia è elevata, l’attività d’impresa è vivace e il ritmo di creazione di posti di lavoro è stupefacente, pertanto, in un tale contesto, riteniamo che gli utili delle società europee possano crescere del 15% il prossimo anno.
Per le Obbligazioni la domanda di reddito di alta qualità rimarrà un tema dominante. Ciò difficilmente cambierà visto l’invecchiamento della popolazione in tutto il mondo. Tuttavia, considerati gli odierni livelli di partenza dei rendimenti, è improbabile che gli investitori generino extra-rendimenti elevati sui mercati del credito. Da tempo esprimiamo un parere sfavorevole sui titoli di Stato dei paesi core e tale orientamento non è mutato: restiamo dell’idea che si tratti di strumenti vulnerabili, con premi a termine negativi e tassi a breve depressi, nonché valutazioni decisamente eccessive per i nostri gusti.
Siamo neutrali nei confronti del credito, i cui differenziali hanno fatto molta strada ma continuano a compensare per il rischio di default sottostante dei titoli corporate e il rischio di liquidità. In tale ambito, le obbligazioni societarie high yield europee offrono un potenziale di rialzo lievemente superiore ai titoli corporate investment grade.
Tuttavia, con i rendimenti su livelli estremamente contenuti in termini storici e i premi a termine globali così compressi, il rischio di una correzione incombe innegabilmente sui mercati obbligazionari. Per il momento permangono alcuni supporti strutturali, ma se i rendimenti si muoveranno al rialzo, è più probabile che lo facciano in Europa.
Sulle Materie prime il rafforzamento del contesto macroeconomico ha sostenuto i mercati delle materie prime, e le dinamiche di domanda e offerta ancora favorevoli supportano gli incrementi di prezzo, tuttavia continuiamo a monitorare alcuni fattori. Poiché l’energia è parte di ogni catena produttiva, la destabilizzazione in Medio Oriente sarà un elemento chiave da controllare, come pure gli sviluppi politici in Cina, dove il governo ha spostato la sua attenzione sulle politiche ambientali (usate come mezzo per affrontare i problemi di capacità in eccesso in alcune industrie pesanti, quali quelle dell’acciaio e dell’alluminio).
Per il Regno Unito e Brexit gli utili delle società britanniche hanno deluso e l’economia interna rallenta a causa dell’incertezza causata dalla Brexit, che preoccupa non solo le aziende locali ma anche quelle che investono nel Regno Unito. Se il negoziato sugli scambi commerciali dovesse avanzare in maniera costruttiva, potrebbe emergere un quadro più certo entro il quale società e investitori potrebbero prendere decisioni riguardo al futuro. Per il momento, l’attività nel Regno Unito rallenta e un’eventuale “hard Brexit” potrebbe dar luogo a turbolenze geopolitiche nelle economie e nei mercati di tutto il mondo.
L’ Instabilità politica in Europa in conseguenza del sostegno ai partiti populisti europei nel 2017 è risultato inferiore alle attese del mercato, tuttavia il rischio di instabilità politica in Europa permane.
In USA le azioni del Presidente Trump rivestiranno ovviamente una grande importanza per i mercati. Fino a questo momento, il magnate non è riuscito a implementare nessuna delle sue proposte legislative, e alcune – come le restrizioni commerciali e la costruzione del muro al confine con il Messico – sono completamente cadute. La riforma della fiscalità è ancora sul tavolo, ma se non dovesse essere attuata gli utili e la crescita statunitensi ne risentiranno. Ciò detto, riteniamo che il successo di un pacchetto fiscale sarebbe probabilmente accompagnato da un modesto aumento dei prezzi nel breve termine, grosso modo equiparabile alle difficoltà che creerebbe la mancata implementazione di tale legislazione.
A livello geopolitico, i rapporti tra Stati Uniti e Corea del Nord, Cina e Messico potrebbero avere ripercussioni sui mercati. Finora, le relazioni tra gli USA e la Corea del Nord non sono andate oltre l’escalation verbale, e anche le restrizioni al commercio paventate con il Messico e le conseguenti tensioni lungo la catena di produzione non si sono tradotte in vere proposte politiche. I rapporti diplomatici tra Washington e Pechino sembrano essersi rafforzati rispetto a un anno fa, ma un loro eventuale deterioramento potrebbe avere un impatto negativo sui mercati. Anche se per gli investitori è difficile inglobare nei prezzi questi fattori di rischio, come accade con qualsiasi “incognita geopolitica”, essi vanno comunque monitorati con attenzione.
borsa-merci-telematica-italianaNonostante livelli prossimi alla piena occupazione, in quasi tutte le principali economie sviluppate le pressioni inflazionistiche sono ormai assenti da qualche tempo. Negli Stati Uniti, ciò è dovuto in parte all’apprezzamento del dollaro dopo l’elezione di Trump e alla delusione per la mancata implementazione delle politiche promesse. Più in generale, le aspettative d’inflazione restano contenute nei mercati sviluppati per effetto di fattori sia a breve che a lungo termine, quali i prezzi delle materie prime, i tassi di cambio, l’impatto delle nuove tecnologie e la stessa globalizzazione, che ha frenato la crescita dei salari in un mercato del lavoro globale sempre più competitivo.
Ciò significa che le politiche monetarie sono rimaste accomodanti, sostenendo le attività rischiose. Con i tassi globali già prossimi allo zero, uno shock inflazionistico lascerebbe un esiguo margine di manovra alle banche centrali per introdurre nuovi stimoli, con effetti destabilizzanti sui mercati.
In conclusione, il contesto macroeconomico è estremamente favorevole per le azioni e nel 2018 prevediamo un moderato rialzo delle quotazioni sospinto dalla persistente solidità dei fondamentali e della crescita degli utili. Nei mercati del credito, d’altro canto, il potenziale di rialzo appare limitato a causa delle valutazioni eccessive, ma ciò non significa che gli investitori debbano evitare del tutto questa classe di attività. Mancando la prospettiva di un inasprimento monetario o di modifiche fiscali su larga scala, Asia, Giappone ed Europa sembrano attualmente le aree migliori per assumere un’esposizione ciclica all’espansione globale. Tuttavia, alla luce dei rischi geopolitici ed economici all’orizzonte, nel 2018 ci sarà bisogno delle competenze dei gestori attivi per amministrare i portafogli con prudenza e individuare le opportunità d’investimento che generano rendimenti costanti.”(testo in abstract) (fonte Columbia Threadneedle Investments a cura di Mark Burgess, Vice CIO Globale) (foto: Mark Burgess)

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Investimenti pubblici più efficaci grazie ad appalti efficienti e professionali

Posted by fidest press agency su giovedì, 5 ottobre 2017

strasburgo-parlamento-europeoStrasburgo. Per rafforzare il mercato unico e nell’ambito del suo continuo impegno volto a stimolare gli investimenti nell’UE, oggi la Commissione ha presentato un’iniziativa mirata a organizzare gli appalti pubblici in maniera più efficiente e sostenibile, utilizzando appieno le tecnologie digitali per semplificare e accelerare le procedure. Per rafforzare il mercato unico e nell’ambito del suo continuo impegno volto a stimolare gli investimenti nell’UE, oggi la Commissione ha presentato un’iniziativa mirata a organizzare gli appalti pubblici in maniera più efficiente e sostenibile, utilizzando appieno le tecnologie digitali per semplificare e accelerare le procedure. L’iniziativa presentata oggi prevede quattro ambiti principali:
la definizione di settori prioritari per il miglioramento – gli Stati membri sono incoraggiati a sviluppare un approccio strategico per gli appalti pubblici, incentrato su sei priorità: maggiore utilizzo dei criteri di innovazione, rispetto dell’ambiente e responsabilità sociale per l’aggiudicazione di appalti pubblici; professionalizzazione degli acquirenti pubblici; migliore accesso delle PMI ai mercati degli appalti dell’UE e accesso più agevole delle imprese dell’UE ai mercati degli appalti dei paesi terzi; maggiore trasparenza, integrità e qualità dei dati in materia di appalti; digitalizzazione delle procedure d’appalto e maggiore cooperazione tra gli acquirenti pubblici in tutta l’UE;
la valutazione volontaria ex ante dei grandi progetti infrastrutturali – i progetti complessi possono riscontrare problemi fin dalle prime fasi se chi li gestisce non comprende appieno la complessità delle norme che si applicano agli appalti su ampia scala. La Commissione istituirà un helpdesk in grado di rispondere a domande specifiche nelle fasi iniziali di progetti con un valore stimato superiore ai 250 milioni di euro. Per quanto riguarda i progetti che rivestono grande importanza nello Stato membro interessato o che hanno un valore stimato totale superiore ai 500 milioni di euro, le autorità competenti potranno chiedere alla Commissione di controllare il piano di appalto completo affinché sia conforme alla normativa UE in materia di appalti, riducendo così in maniera significativa le incertezze e il rischio di ritardi e contenziosi legali. Il meccanismo funziona su base volontaria, la consulenza della Commissione non è vincolante e le informazioni saranno trattate nel rispetto di rigorosi obblighi di riservatezza;
la raccomandazione sulla professionalizzazione degli acquirenti pubblici – la Commissione raccomanda misure che gli Stati membri dovranno adottare per garantire che gli acquirenti pubblici possiedano le competenze professionali e le conoscenze tecniche e procedurali necessarie per rispettare le norme e assicurare che il denaro dei contribuenti venga utilizzato per l’acquisto dei migliori beni e servizi possibili. La Commissione agevolerà lo scambio di buone pratiche e di approcci innovativi;
la consultazione sullo stimolo all’innovazione mediante gli appalti pubblici – oggi la Commissione avvia una consultazione mirata per ottenere dai soggetti interessati un feedback su come stimolare l’innovazione attraverso l’appalto di beni e servizi. Gli appalti per l’innovazione possono vertere sui risultati dell’innovazione nonché su modalità d’acquisto innovative. La consultazione è aperta fino al 31 dicembre e verrà utilizzata per futuri orientamenti destinati alle autorità pubbliche, che tratteranno questioni quali le modalità per elaborare una strategia, l’organizzazione del sostegno agli appalti per l’innovazione o l’uso di strumenti per gli appalti favorevoli all’innovazione.
La Commissione continuerà a sostenere gli Stati membri affinché utilizzino appieno le possibilità offerte dalle nuove norme in materia di appalti pubblici e auspica l’istituzione di un partenariato con le autorità e i soggetti interessati al fine di migliorare gli appalti sul campo.

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Destinati agli Stati membri oltre 222 milioni di euro in investimenti per ambiente, natura e clima

Posted by fidest press agency su venerdì, 29 settembre 2017

climate_changeBruxelles. La Commissione europea ha approvato un pacchetto di investimenti di 222 milioni di EUR dal bilancio UE, a titolo del programma LIFE per l’ambiente e l’azione per il clima, allo scopo di sostenere la transizione dell’Europa verso un futuro più sostenibile e a basse emissioni di carbonio
Il finanziamento dell’Unione mobiliterà ulteriori investimenti per un totale di 379 milioni di EUR da destinare a 139 nuovi progetti in 20 Stati membri. Karmenu Vella, Commissario responsabile per l’Ambiente, gli affari marittimi e la pesca, ha dichiarato: “Il programma LIFE, inaugurato 25 anni fa, continua a investire in progetti innovativi con grande valore aggiunto per le persone, le imprese e la natura. Sono lieto di constatare che il programma trasforma tecnologie precommerciali in nuove imprese verdi”. Miguel Arias Cañete, Commissario per l’Azione per il clima e l’energia, ha aggiunto: “La storico accordo di Parigi ha dato un ulteriore impulso al fiorire di investimenti attenti ai cambiamenti climatici. Con un modico peso per le finanze pubbliche, questi progetti fungono da catalizzatori per sbloccare finanziamenti privati destinati a proteggere l’ambiente, lottare contro i cambiamenti climatici e fornire energia più pulita ai cittadini. Questo tipo di investimenti è d’importanza capitale per tradurre in azione le nostre aspirazioni”. Finanziare un futuro a basse emissioni di carbonio e un’economia circolare 181.9 milioni di EUR saranno destinati a progetti riguardanti tre ambiti: ambiente e uso efficiente delle risorse, natura e biodiversità, governance e informazione in materia di ambiente.
In linea con il pacchetto della Commissione europea sull’economia circolare, i progetti aiuteranno gli Stati membri nella transizione verso un’economia più circolare. Tra i progetti vi sono: la sperimentazione di un prototipo italiano che potrebbe convertire in modo economicamente efficiente le autovetture a benzina in veicoli ibridi, la fabbricazione, nei Paesi Bassi, di bioprodotti a partire da fanghi e l’applicazione di un nuovo trattamento biologico per eliminare i pesticidi e i nitrati dall’acqua nella Spagna meridionale. Altri progetti sosterranno l’attuazione del piano d’azione per la natura, in particolare la gestione dei siti Natura 2000. La protezione delle specie è un altro aspetto considerato, come nel progetto sloveno transfrontaliero inteso a salvare dall’estinzione una specie di lince alpina ad alto rischio.
Sul fronte del clima, l’UE investirà 40,2 milioni di EUR per sostenere progetti mirati all’adattamento ai cambiamenti climatici, alla mitigazione, alla governance e all’informazione. I progetti selezionati concorrono al conseguimento dell’obiettivo dell’UE di ridurre entro il 2030 le emissioni di gas serra di almeno il 40% rispetto ai livelli del 1990. I finanziamenti LIFE contribuiranno inoltre a migliorare la resilienza di una via navigabile tra le più trafficate di Europa, l’estuario della Schelda, in Belgio, a mettere a punto strumenti per prevedere le tempeste di sabbia e a contrastare il fenomeno dell’isola di calore nelle città.

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Investimenti: i Pir fanno bene alla Borsa italiana

Posted by fidest press agency su domenica, 27 agosto 2017

La_Borsa_-_Dettaglio_-_Foto_di_Giovanni_Dall'OrtoI Piani Individuali di Risparmio (Pir) stanno sostenendo la Borsa italiana, che da inizio anno è una delle più brillanti del continente, e continueranno a farlo almeno fino alle prossime elezioni, ma non è tutto oro quel che luccica. Lo hanno sostenuto Gilberto Bassi, partner manager di Copernico Sim, Mario Fumei, private banker e Pierluigi Lotti, consulente finanziario, intervenuti al quarto e ultimo appuntamento di Economia sotto l’ombrellone 2017 sul tema: “Investire in un mondo che cambia fra crisi bancarie e crescita delle Pmi”, organizzato al Beach Aurora di Lignano Pineta da Eo Ipso Comunicazione ed Eventi e moderato dal giornalista Carlo Tomaso Parmegiani.I Pir, introdotti con l’ultima legge di bilancio, sono “contenitori di strumenti finanziari” nati con l’obiettivo di veicolare i risparmi delle famiglie verso le imprese italiane e in particolare verso le piccole e medie imprese, ossatura dell’economia italiana che fa gola ai capitali stranieri. «Si tratta di fondi comuni di investimento – ha spiegato Gilberto Bassi – che devono investire il 70% del loro capitale in strumenti sia azionari, sia obbligazionari di aziende italiane o con stabile organizzazione in Italia e di questo 70%, il 30 % deve essere investito in aziende medio piccole che sono, poi, la stragrande maggioranza delle imprese italiane e che fanno più fatica a trovare accesso al credito e a sostenere la competizione globale. Una bella idea, dunque, tanto più che c’è l’aggiunta del “regalo” dell’assenza di tassazione sui guadagni dopo cinque anni». La capitalizzazione di Borsa in Italia infatti, ha fatto notare Bassi, era di 418 miliardi nel 2016, e i Pir hanno raccolto circa 3 miliardi (con prospettive in netta crescita). «Peccato, però –ha commentato Bassi–, che le aziende che da inizio anno si sono quotate in borsa nel segmento dedicato alle Pmi (cioè quelle che avrebbero dovuto essere le maggiori utilizzatrici del Pir), siano solo sette, che con il collocamento hanno raccolto solo 188 milioni. Il che vuol dire che i soldi raccolti con i Pir sono prevalentemente serviti a comprare azioni di aziende già quotate».
Al di là della comunque interessante opportunità offerta dai Pir, i tre relatori nel tracciare lo scenario complessivo dell’anno che ci attende e delle opportunità di investimento, hanno dipinto un quadro molto complesso e da affrontare con prudenza, legato alle politiche statunitensi e ai riflessi di un possibile calo del mercato borsistico Usa dopo otto anni di crescita continua, ma anche a varie questioni aperte come la crescita cinese che rallenta, ma continua a ritmi imponenti, la politica giapponese che tiene lo yen molto basso per rilanciare le esportazioni, gli effetti della Brexit, che deve di fatto ancora avviarsi, sia sulla Gran Bretagna sia sull’Europa, e via dicendo. Anche sull’Italia, pur di fronte a una delle borse più brillanti del continente negli ultimi tempi (ma che ha perso il 28% negli ultimi dieci anni a fronte di un +55% di Francoforte, +38% di Parigi, + 14% di Madrid, +89% mondiale e +136% del Nord America) e nonostante qualche segnale di ripartenza del Pil, i tre relatori hanno consigliato un atteggiamento di prudenza perché il Paese continua ad avere un debito pubblico in crescita, nonostante i tassi bassi; una politica economica incerta; una burocrazia asfissiante. Per questo Lotti, Fumei e Bassi hanno suggerito agli investitori di evitare il “fai da te”, affidandosi a chi riesce ad avere uno sguardo più globale e la necessaria flessibilità per agire su mercati in continuo cambiamento, nonché l’indispensabile cultura finanziaria.Proprio sulla mancata cultura finanziaria degli italiani (37esimi in Europa) si è concentrata la seconda parte del dibattito. «Purtroppo in Italia – ha sostenuto Fumei – gli investitori per decenni hanno vissuto con i titoli del debito pubblico che rendevano molto, erano i famosi Bot-people, che non hanno avuto bisogno di conoscere a fondo i processi di investimento. In più c’è stato uno scarso interesse del sistema bancario a diffondere una cultura finanziaria che avrebbe sicuramente potuto penalizzare i ricavi delle banche stesse. Questo rischia di rivelarsi deleterio per ciò che potrebbe succedere sulle obbligazioni se, come è prevedibile, aumenteranno i tassi di interesse: molti confidano sull’assenza di rischio delle obbligazioni e dei titoli governativi, mentre in caso di un aumento dei tassi si troveranno ad affrontare perdite anche ingenti se dovranno vendere i titoli».
In conclusione i tre relatori hanno illustrato ai presenti le possibilità per i giovani di intraprendere un’attività nel settore finanziario sostenendo che si tratta di lavori che offrono opportunità decisamente interessanti e remunerative, ma che richiedono una passione, una preparazione di base di livello universitario molto solida, nonché aggiornamento e studio continui.

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Risparmio tradito: Investimenti finanziari e bancari

Posted by fidest press agency su giovedì, 24 agosto 2017

cassazioneLa banca non si sottrae dalla propria responsabilità ed è obbligata assieme alla società di intermediazione finanziaria a risarcire gli investitori nonostante il rapporto fiduciario intrattenuto con i clienti dal promotore finanziario che ha creato il danno: la consuetudine fra il professionista e i risparmiatori, che ad esempio non hanno mai contestato gli estratti conto, non costituisce una di quelle «anomalie» in grado di far ritenere l’operato del promotore del tutto estraneo alle mansioni affidategli dal preponente e dunque di escludere la condanna a carico dell’istituto. Sono questi i principi evidenziati dalla sentenza 18928/17, pubblicata il 31 luglio Cassazione che con un importante excursus anche giurisprudenziale sui livelli di responsabilità in capo ai soggetti coinvolti nelle operazioni d’investimento e intermediazione finanziaria, per Giovanni D’Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti”, rafforza la convinzione circa le tutele vigenti in materia in capo ad utenti bancari e investitori. Nella fattispecie, i giudici della terza sezione civile hanno rigettato i ricorsi di banca e dell’intermediaria finanziaria che devono pagare il danno subìto dagli investitori in solido con il promotore. Nel caso in questione istituto bancario e intermediaria devono rispondere anche per fatto proprio, la prima a titolo contrattuale in quanto con questa gli investitori intrattenevano il rapporto di conto corrente e deposito titoli e la s.im. a titolo extracontrattuale perché non risulta essere stata legata agli investitori da alcun rapporto contrattuale, essendo il promotore un agente senza rappresentanza. Tuttavia, il fatto che non vi fosse un vincolo contrattuale non vale, di per sé solo, ad escludere qualsivoglia responsabilità della s.i.m. per fatto proprio, in mancanza di apposita censura dell’accertamento fattuale. D’altronde, banca e società intermediatrice rispondono anche per il fatto altrui (del promotore finanziario), in concorso con la responsabilità per fatto proprio. Nel caso in questione, infatti, il promotore opera senza farsi rilasciare dai clienti né mandato con atto scritto né singoli ordini di acquisto e di vendita titoli per iscritto. Peraltro, evita di stabilire con gli investitori il profilo di rischio da rispettare nell’acquisto dei titoli e non consegna alcun prospetto informativo, effettuando operazioni allo scoperto senza autorizzazione. Ciò mentre gli investitori non contestano anche le posizioni dei conti deposito titoli. Non è emerso, però, che i clienti siano mossi dallo scopo di eludere la disciplina legale o di agire per finalità estranee ai contratti in essere con la banca. Né a loro l’operato del promotore appare estraneo alle mansioni affidate al professionista dalla banca. In tale ottica ed in definitiva, il danno risulta riconducibile anche alla preponente.

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Euro Company: sempre più investimenti sulle risorse umane

Posted by fidest press agency su sabato, 22 luglio 2017

Food_SecurityUn futuro che nella seconda metà del 2018 vedrà concludersi gli importanti lavori per l’ampliamento della sede di Godo di Russi (Ra) con la creazione di un nuovo centro direzionale di circa 450 mq, che ospiterà palestra, campo sportivo polifunzionale, percorso vita e spaccio aziendale, e di una nuova area produttiva di circa 10.000 mq esclusivamente dedicata ai prodotti biologici. Biologico sul quale Euro Company ha già iniziato a investire, ottenendo anche l’ambito riconoscimento “Best New Organic Food Product” al Natural & Organic Awards 2017 per “Cicioni”, l’unico prodotto fresco da taglio fatto solo con frutta secca fermentata.Questa necessità di ampliamento è frutto del dinamico spirito imprenditoriale che contraddistingue i vertici aziendali, sempre impegnati fra ricerca e innovazione, e del trend positivo che caratterizza l’attività di Euro Company in questi ultimi anni. Trend misurabile attraverso diversi indicatori, economici e non solo. Come ad esempio il numero di dipendenti che dal 2010 a oggi è quasi raddoppiato (+ 85%), nonostante la forte recessione che sta attraversando il nostro Paese, passando da 182 unità a 337, con un’età media di 40 anni, di cui il 60% è rappresentato da donne. «Dipendenti sui quali investiamo risorse in formazione e per migliorare il tempo e la qualità del lavoro, in quanto consapevole che i risultati e i successi ottenuti sono il frutto dell’attività quotidiana di tutti sottolineano dall’Azienda – Soltanto nel 2017 sono stati investiti oltre 52 mila Euro (finanziati per l’80%) per la formazione di 130 dipendenti (circa un terzo dell’organico complessivo), per un totale di 2.700 ore. Formazione che ha riguardato un po’ tutti gli ambiti lavorativi: sviluppo manageriale, lingue straniere, sicurezza, aspetti tecnici. Da settembre 2017 verrà anche attivato all’interno dell’azienda un servizio lavanderia per i dipendenti e, completamente a carico di Euro Company, verranno riconosciuti 3 giorni aggiuntivi di concedo parentale per i neo papà nel primo mese di vita del figlio».A novembre, inoltre, a tutti i dipendenti verrà erogato un premio produzione di 1.000 Euro lordi, o a scelta acquistando beni e servizi tramite la piattaforma di flexible benefit (libri scolastici, interessi sui mutui, fondi pensione, assistenza sanitaria, abbonamenti a cinema e teatro, ecc.) e usufruendo così della detassazione. Euro Company è la prima azienda in Romagna ad adottare questo intervento di welfare aziendale.I risultati raggiunti da Euro Company e la proiezione verso il futuro sono stati al centro della convention aziendale che si è svolta nei giorni scorsi a Bagnacavallo e alla quale hanno partecipato tutti i dipendenti con le proprie famiglie. (foto. euro company)

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Gli investimenti di Renzi: le mance

Posted by fidest press agency su sabato, 15 luglio 2017

Maastricht“Il ritorno a Maastricht aveva un senso tre anni fa, quattro anni fa, quando eravamo in piena crisi e quindi serviva fare deficit. Ma serviva per fare investimenti, non per fare consumi, non per dare mance. E invece Renzi scelse, insieme a Padoan, di fare deficit per dare mance”. Lo ha detto Renato Brunetta, presidente dei deputati di Forza Italia, in un’intervista a “Radio Radicale”. “Renzi e Padoan si dovrebbero nascondere perché hanno prodotto uno squilibrio inaccettabile nei nostri conti pubblici. La teoria economica lo dice da sempre, dai tempi di David Ricardo: non si può fare deficit per favorire i consumi, ossia per diminuire le tasse, perché i cittadini, i contribuenti, non la bevono. Il deficit si può fare se serve per gli investimenti.Ma evidentemente né Renzi né Padoan hanno studiato abbastanza l’economia, ed infatti si sono comportati in maniera irresponsabile: hanno fatto deficit, 20 miliardi della cosiddetta flessibilità e li hanno trasformati in mance, gli 80 euro e il Jobs Act. I risultati sono sotto gli occhi di tutti: tassi di disoccupazione altissimi, mercato del lavoro caotico e gli 80 euro in restituzione, con effetti di rabbia crescente da parte dei percettori relativi. E Renzi vorrebbe fare ancora tutto questo? E Padoan sbotta evocando qualche santo o qualche divinità? No non ci sto, che vadano a casa tutti e due”.

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Il Piano d’investimenti EU per l’Africa

Posted by fidest press agency su sabato, 8 luglio 2017

africa7Il programma dell’UE che mira a mobilitare 44 miliardi di euro in investimenti privati in Africa e nei paesi vicini dell’UE è stato approvato in via definitiva giovedì. Come parte del Piano europeo per gli investimenti esterni, il Fondo europeo per lo sviluppo sostenibile (EFSD), tenterà di mobilitare 44 miliardi di euro in investimenti privati verso Stati “fragili”, offrendo una combinazione di sovvenzioni, prestiti e garanzie finanziarie pubbliche del valore di 3,3 miliardi di euro, per incoraggiare lavoro, crescita e stabilità, affrontando così le cause profonde della migrazione.
Nel corso dei recenti negoziati sulle regole operative dell’EFSD, i deputati hanno convinto i ministri UE sui seguenti punti:Concentrarsi su povertà, lavoro, cambiamento climatico e piccole imprese. L’EFSD si focalizzerà sulla lotta alla povertà creando impieghi dignitosi offrendo supporto in particolare a giovani, donne e piccole imprese. Il supporto finanziario deve rispettare gli standard di sviluppo riconosciuti a livello internazionale.Clima. Almeno il 28% degli investimenti finanzierà progetti sul clima per favorire l’implementazione dell’Accordo di Parigi.Aziende responsabili. I beneficiari devono rispettare i diritti umani, gli standard dell’ILO (Organizzazione internazionale del lavoro) e le norme internazionali sull’investimento responsabile. I cittadini interessati dai progetti devono avere accesso ad una procedura di reclamo.
Regole severe assicureranno che le imprese che si trovano sotto giurisdizioni che non cooperano sulla trasparenza fiscale e la lotta al riciclo di denaro non beneficeranno delle risorse. Controllo democratico. Il Parlamento sarà osservatore del Consiglio strategico dell’EFSD e la Commissione dovrà informare il Parlamento prima che venga presa qualsiasi decisione importante. Il nuovo programma è strato approvato con 503 voti favorevoli, 78 contrari e 51 astensioni.

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Investimenti nel trasporto UE: la Commissione propone 2,7 miliardi di euro per 152 progetti

Posted by fidest press agency su lunedì, 26 giugno 2017

european commissionBruxelles. La Commissione europea propone oggi di investire 2,7 miliardi di euro in 152 importanti progetti di trasporto che sostengono la mobilità competitiva, pulita e connessa in Europa.La Commissione tiene così pienamente fede al suo piano di investimenti per l’Europa e al suo impegno per migliorare la connettività europea, compreso il recente programma “L’Europa in movimento”. I progetti selezionati contribuiranno all’ammodernamento delle linee ferroviarie, ad eliminare le strozzature e migliorare i collegamenti transfrontalieri, all’installazione di punti di rifornimento di carburanti alternativi e all’attuazione di soluzioni di gestione del traffico innovative. L’investimento è realizzato nell’ambito del meccanismo per collegare l’Europa, vale a dire il meccanismo di sostegno finanziario dell’UE per le reti infrastrutturali, e permetterà di sbloccare 4,7 miliardi di euro di cofinanziamento pubblico e privato. Tali investimenti non solo modernizzeranno la rete di trasporto, ma stimoleranno anche l’attività economica e la creazione di posti di lavoro. Quest’anno, su un totale di 2,7 miliardi di euro, la Commissione ha stanziato 1,8 miliardi di euro per i 15 Stati membri ammissibili al sostegno del Fondo di coesione [1], al fine di ridurre ulteriormente le disparità infrastrutturali.Violeta Bulc, Commissaria UE per i Trasporti, ha dichiarato: “La domanda di investimenti nelle infrastrutture di trasporto è enorme. Questa nuova ondata di investimenti si concentra su progetti digitali puliti e innovativi volti a modernizzare la rete di trasporto europea. Abbiamo fatto un altro passo in avanti verso una vera Unione dei trasporti, che soddisfi i bisogni dei cittadini, stimoli l’economia e crei posti di lavoro. Guardando al futuro, invito le parti interessate a fare il miglior uso possibile dei fondi rimanenti, utilizzando meccanismi di blending al fine di massimizzarne gli effetti e mobilitare tutte le risorse possibili.”I progetti selezionati si concentrano principalmente sulle sezioni strategiche della rete di trasporto europea (la “rete centrale”) al fine di assicurare i maggiori effetti e il più elevato valore aggiunto a livello europeo. La maggior parte dei finanziamenti sarà destinata a sviluppare la rete ferroviaria europea (1,8 miliardi di euro), a decarbonizzare e ammodernare il trasporto su strada e a sviluppare sistemi di trasporto intelligenti (359,2 milioni di euro), e a realizzare sistemi di gestione del traffico aereo (311,3 milioni di euro).
Azioni selezionate comprendono iniziative faro quali l’ammodernamento degli oltre 100 km della tratta ferroviaria Białystok-Ełk in Polonia; l’ammodernamento dei sistemi di gestione del traffico aereo negli Stati membri dell’UE; la piena espansione del tunnel stradale delle Caravanche tra la Slovenia e l’Austria; lo sviluppo di una rete di ricarica rapida dei veicoli elettrici in Svezia, Danimarca, Germania, Francia, Regno Unito e Italia.Tutti i progetti sono stati selezionati per il finanziamento mediante inviti a presentare proposte concorrenziali fatti il 13 ottobre 2016. Sono state ricevute 349 domande per un totale di quasi 7,5 miliardi di euro di richieste di cofinanziamento.
Ciò ha consentito alla Commissione di selezionare i progetti migliori, garantendo nel contempo una distribuzione equilibrata dal punto di vista geografico e dei modi di trasporto. Il contributo finanziario dell’UE è costituito da sovvenzioni, con un tasso di cofinanziamento tra il 10% e il 50% dei costi ammissibili del progetto, a seconda del tipo di quest’ultimo e dell’invito (fino all’85% nell’ambito della dotazione per la coesione).
Prossime tappeGli Stati membri dell’UE rappresentati in seno al comitato di coordinamento del meccanismo per collegare l’Europa devono ora approvare formalmente la proposta di decisione di finanziamento in occasione della riunione del 6 luglio 2017. L’adozione della decisione formale da parte della Commissione è attesa per la fine di luglio 2017. L’Agenzia esecutiva per l’innovazione e le reti (INEA) della Commissione preparerà e firmerà quindi convenzioni di sovvenzione con i beneficiari dei singoli progetti nella seconda metà del 2017.

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Formula E: Frongia, grande opportunità per Roma, porterà investimenti in tutta la città

Posted by fidest press agency su giovedì, 22 giugno 2017

roma eurRoma. Il 14 aprile 2018 farà tappa a Roma la Formula E, il campionato mondiale di velocità per monoposto elettriche. La Formula E rappresenta un’occasione per consolidare l’immagine della Capitale nel contesto sportivo internazionale e testimoniare l’attenzione di questa amministrazione alla promozione della mobilità sostenibile e della tutela dell’ambiente. Un’opportunità che porterà un indotto economico importante.Gli organizzatori effettueranno a Roma investimenti significativi in termini di infrastrutture, come nuove colonnine di ricarica elettrica, postazioni di bike-sharing e car-sharing, wi-fi libero, nonché sarà migliorato il manto stradale nel Municipio IX. Il percorso sarà sotto i 3 km e sarà possibile godere della manifestazione e attraversare la strada grazie ai ponti mobili che saranno disposti lungo il tracciato. Gli allestimenti dureranno qualche giorno. L’approvazione della delibera che riguarda la Formula E rappresenta un grande risultato raggiunto insieme dalla Giunta e dall’Assemblea Capitolina.
A sua volta l’Aci comunica: “Sabato 14 aprile 2018 – su un circuito cittadino disegnato sulle strade del quartiere EUR – si correrà l’ePrix di Roma, settima prova del Campionato Mondiale di Formula E 2017-2018. Lo ha stabilito il Consiglio Automobilistico Mondiale della FIA, approvando il calendario del mondiale delle monoposto elettriche.“È un grande sogno che, finalmente, diventa realtà”, ha commentato Angelo Sticchi Damiani, Presidente dell’ACI e membro Consiglio Mondiale dello Sport, del Senato e dell’Euroboard FIA.“Un sogno, iniziato quattro anni fa, che proietta Roma nel ristretto gruppo delle grandi capitali mondiali che ospitano – all’interno dei loro magnifici centri cittadini – gran premi di Formula Elettrica. Parliamo di città come New York, Parigi, Londra, Berlino, Pechino, Santiago del Cile e Città del Messico”.“Si tratta – ha sottolineato Sticchi Damiani – di un segnale importante per educare anche il mondo del motorsport alla cultura del rispetto dell’ambiente, dimostrando a tutti che è possibile correre ad emissioni zero”. “ACI – ha concluso il Presidente – naturalmente, sosterrà dal punto di vista organizzativo questo importantissimo evento che porterà sulle strade e nelle case dei romani uno spettacolo mai visto, emozionante, innovativo e unico al mondo”.L’e-Prix di Roma seguirà quelli di Hong Kong (2-3 dicembre), Marrakech (13 gennaio), Santiago del Cile (3 febbraio), Città del Messico (3 marzo) e San Paolo (17 marzo) e anticiperà quelli di Parigi (28 aprile), Germania (due gran premi in città ancora da annunciare, che si terranno il 19 maggio e 9 giugno), New York (7-8 luglio) e Montreal (28-29 luglio)

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Kempen Capital Management si farà carico dei costi di ricerca in materia di investimenti

Posted by fidest press agency su giovedì, 22 giugno 2017

borsaIn base al nuovo pacchetto di misure legislative varato dall’Unione europea per disciplinare i mercati finanziari, la cosiddetta MiFID II, Kempen Capital Management (Kempen) deve decidere se retrocedere alla clientela il costo della ricerca esterna per gli investimenti: partecipanti ai fondi e mandati di gestione. Kempen ha deciso di assumersi i costi di ricerca esterna in materia di investimenti. Anche se in futuro questi costi potranno essere ricaricati sul cliente in base a parametri rigidi, Kempen ha deciso che dal 2018 si farà carico dei costi inerenti all’analisi esterna sugli investimenti.La MiFID II prevede che i costi specifici sostenuti per la ricerca esterna in materia di investimenti devono essere resi trasparenti e facilmente individuabili. In base all’attuale prassi, i costi di analisi e negoziazione sono inglobati in una commissione unica, il costo che il cliente paga per la transazione. Separare i costi sostenuti per la ricerca esterna sugli investimenti, un concetto noto nel settore con il nome di ‘unbundling’, dovrebbe aumentare la trasparenza nella struttura dei costi dell’investimento.Lars Dijkstra, Chief Investment Officer, ha dichiarato: ‘Siamo favorevoli a qualsiasi decisione che porti a una maggiore trasparenza ed efficienza del settore finanziario. Kempen ha sempre investito molto nella qualità e quantità del suo sistema di ricerca in-house perché ci rende meno dipendenti dai fornitori esterni di servizi di ricerca. Naturalmente continueremo a collaborare anche in futuro con un gruppo di fornitori di servizi di ricerca sugli investimenti selezionati e rinomati per la qualità.’
Kempen Capital Management N.V. (KCM) è una filiale interamente controllata di Kempen & Co N.V., autorizzata in qualità di gestore di istituzioni finanziarie AIF (fondi di investimento alternativi) e UCITS, e di fornitore di servizi di investimento. In quanto tale è soggetta alla supervisione dell’Autorità olandese per i Mercati finanziari. KCM offre soluzioni di investimento fiduciario globali a fondi pensione, compagnie di assicurazione, PPI (istituti previdenziali e di investimento) e altri clienti istituzionali. KCM si caratterizza per uno stile di investimento specifico e fortemente focalizzato su azioni small cap e mid cap, Titoli di Stato e fondi immobiliari per conto di molteplici investitori istituzionali, fondazioni, clienti privati affluent e family offices. KCM attua diverse strategie di investimento specifiche per le quali si colloca in posizione di leader. Oltre ai titoli small cap, mid cap, Titoli di Stato e real estate, la sua gestione include anche azioni ad elevato dividendo, investimenti in fixed income e fondi di hedge fund. Per i suoi fondi di investimento KCM ha ottenuto nel tempo diversi riconoscimenti, compresi i Morningstar Awards e Lipper Awards. http://www.kempen.com

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