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Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 289

Posts Tagged ‘investimento’

1,5 milioni di investimento per Jobtech

Posted by fidest press agency su venerdì, 18 settembre 2020

In un momento in cui assistiamo ad una prima ripresa del numero di persone alla ricerca di lavoro (+134 mila unità secondo gli ultimi dati Istat) il supporto tanto a chi cerca quanto a chi offre un impiego rappresenta una leva strategica per il Paese. Per questo è nata Jobtech (https://jobtech.it), la prima agenzia per il lavoro tutta digitale operativa nel mercato italiano.
Nata durante il lockdown con l’obiettivo di digitalizzare il lavoro interinale e in somministrazione, Jobtech ha già ha chiuso un primo importante round di investimento da 1,5 milioni di euro. Tra gli investitori che hanno creduto nel progetto, oltre ad alcuni top manager di tech company leader nei propri settori, anche Alberto Genovese, uno dei principali imprenditori del mercato digitale italiano (Facile.it, Prima Assicurazione) che sta da tempo investendo nelle più interessanti iniziative di sviluppo digitale nel nostro Paese.
Jobtech è la prima agenzia per il lavoro ad introdurre soluzioni di ricerca e selezione, somministrazione e staff leasing a trazione digitale all’interno del panorama italiano. Lo sviluppo del progetto, che ha l’obiettivo di connettere al meglio domanda e offerta di lavoro, consiste nella creazione di portali verticali, focalizzati su specifiche aree di business: il primo, già online, è https://commesse.it. A breve sarà il turno di portali nell’ambito di logistica, hospitality, ristorazione altro ancora.
Per le aziende, Jobtech è in grado di rispondere a tutte le esigenze tipiche della gestione delle risorse umane: la ricerca e selezione del personale, la selezione dei candidati più idonei ed il supporto nelle fasi di inserimento del candidato, la somministrazione e lo staff leasing, che prevedono l’assunzione da parte di Jobtech dei candidati selezionati e la gestione in prima persona degli aspetti contrattuali e salariali. Infine, per favorire l’occupazione giovanile, Jobtech gestisce anche l’attivazione di stage e tirocini, seguendo tutti gli adempimenti burocratici necessari ai fini dell’attivazione del contratto di stage dei candidati.
Dal punto di vista dei lavoratori, Jobtech rappresenta uno strumento efficace per la ricerca di un impiego, con un’offerta di annunci ed un percorso di inserimento dedicato specificatamente alle singole professioni, spaziando dal retail, alla logistica, all’Ho.Re.Ca ed in generale offrendo impieghi tanto nelle PMI quanto nelle grandi aziende attive su tutto il territorio italiano. Ad oggi, tra le posizioni offerte da Commesse.it figurano quelle di cassieri/e, commessi/e, addetti/e alla vendita, vetrinisti/e, merchandiser, responsabili vendita, store manager.
È la tecnologia a distinguere Jobtech dalle altre agenzie per il lavoro: il sourcing dei candidati, il loro screening e la gestione amministrativa del personale sono processi accelerati grazie alla tecnologia. In questo modo i recruiter di Jobtech si concentrano sulle attività a maggior valore aggiunto come le interviste ai candidati e la comprensione delle loro competenze e motivazioni, per offrire rapidamente ed efficientemente ai clienti soluzioni di staffing chiavi in mano. La tecnologia consente anche di ridurre i costi associati alla gestione dei processi HR, il che conseguentemente si riflette in un beneficio economico per il cliente.https://jobtech.it

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Investimento complessivo di 8 milioni di euro a favore di 50 startup nell’ambito del programma AccelerORA!

Posted by fidest press agency su giovedì, 20 agosto 2020

E’ stato realizzato tramite il Fondo Acceleratori, per sostenere rapidamente le startup innovative meritevoli in fase seed e pre-seed che stanno affrontando le sfide di Covid-19.Gli investimenti saranno gestiti dal Fondo Acceleratori e diverse operazioni localizzate nel Sud d’Italia sono in coinvestimento con il Fondo Italia Venture II. Il programma, in partnership con 6 primari acceleratori nazionali, è stato in grado di generare un effetto attrattivo di investimenti per un totale di oltre 22 milioni di euro (incluso quanto investito dal Fondo Acceleratori) destinati a startup operative negli ambiti: Fashion, AgriTech, MedTech, eCommerce, Education, FinTech, Software b2b, SaaS e Digital Community. “Il risultato di AccelerORA! ci rende orgogliosi, non solo per essere riusciti ad aiutare realtà promettenti e meritevoli in una fase di difficoltà a seguito dell’emergenza Covid-19, ma anche per aver generato, grazie alla credibilità dell’investimento di un attore istituzionale, l’incremento della capacità di fund raising delle società.” Commenta Enrico Resmini, amministratore delegato e direttore generale di CDP Venture Capital SGR, che conclude: “Questo risultato va nella direzione di rendere il Venture Capital un asse portante dello sviluppo economico e dell’innovazione del Paese, creando i presupposti per una crescita complessiva e sostenibile dell’intero ecosistema.”AccelerORA! lavora in partnership con i principali acceleratori nazionali attivi in Italia che hanno una comprovata esperienza nello sviluppo del portafoglio delle loro startup e di programmi di accelerazione verticali, con l’obiettivo di supportare le realtà che si trovano nelle fasi iniziali del ciclo di vita per aiutarle a crescere e accompagnarle nella raccolta di ulteriori round di investimento. Le operazioni vengono effettuate da acceleratori, investitori terzi o soci in matching grant rispetto ai capitali investiti dal Fondo Acceleratori. Ciascuna startup potrà essere finanziata con un massimo di 300.000 euro.

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Nuovo round di investimento per Eggtronic

Posted by fidest press agency su martedì, 28 luglio 2020

Eggtronic, azienda specializzata nel settore dell’elettronica di potenza e delle tecnologie wireless charging e data over power, ha stipulato un contratto di investimento con un canale di investitori legati a una primaria banca d’affari milanese. La raccolta totale di Eggtronic, dalla sua fondazione a oggi, arriva a circa $17 milioni. Fondata nel 2012 dal CEO Igor Spinella, Eggtronic sta vivendo un momento di rapida espansione. In meno di un anno, l’azienda ha infatto stipulato accordi di produzione con prestigiose aziende multinazionali, che hanno scelto le sue tecnologie, consentendo la diffusione dei ben noti vantaggi legati alla proprietà intellettuale Eggtronic: dimensioni, performance e risparmio energetico.

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Aggiornamento mensile sulla strategia di investimento

Posted by fidest press agency su venerdì, 24 luglio 2020

A cura di: Andrea Delitala, Head of Investment Advisory di Pictet Asset Management e Marco Piersimoni, Senior Portfolio Manager di Pictet Asset Management. Al termine del primo meeting di giugno, la BCE ha sorpreso al rialzo rispetto alle aspettative, annunciando 600 miliardi di acquisti aggiuntivi nell’ambito del PEPP. La FED, pur in un contesto di dati macroeconomici in netto miglioramento (occupazione e vendite al dettaglio ben superiori alle attese) e di forte recupero dei mercati azionari e del credito, ha espresso la volontà di mantenere la propria politica monetaria estremamente accomodante per un periodo prolungato. Nessun rialzo dei tassi almeno fino alla fine del 2022 e, se necessario, misure di stimolo ulteriori fin tanto che l’economia americana non sia tornata alla piena occupazione e l’inflazione (PCE) non si sia portata stabilmente sopra il 2%. Il tema dominante resta l’evoluzione della pandemia e le ricadute a livello regionale e globale sulla ripartenza delle attività economiche. I progressi sono evidenti in alcune aree geografiche (Europa, Australasia, Canada), difficoltosi in altre (US, Russia), alquanto preoccupanti, infine, in alcuni paesi emergenti (Brasile e India in testa). I progressi sul fronte dei vaccini e dei protocolli sanitari consentono ai mercati, per adesso, di ridimensionare i rischi economici legati alla possibilità di nuovi lockdown generalizzati. La gestione inefficace della crisi sanitaria negli Stati Uniti rafforza non solo la probabilità di vittoria alle presidenziali di novembre del candidato democratico Biden, ma anche quella di un contemporaneo controllo democratico del Congresso. In questo scenario, sarebbe lecito aspettarsi maggiori tasse sulle imprese e una riregolamentazione in particolare nei settori finanziario, energetico e sanitario, i più a rischio da una mancata rielezione del Presidente Trump. Nel contesto attuale, l’aspetto valutativo è di difficile lettura e di limitato supporto nelle decisioni di investimento, vista l’estrema volatilità e dispersione nelle previsioni degli utili. Più che a forti scommesse direzionali, ci affidiamo ora, in maniera più importante, a scelte di secondo livello e di valore relativo. In prospettiva, per la seconda metà dell’anno riteniamo giustificato mantenere un approccio strutturalmente cauto, in un contesto, a nostro avviso, di rischio asimmetrico tra potenziale di apprezzamento e di rischio correttivo per i listini azionari. Alle incertezze perduranti (e possibilmente crescenti durante la stagione autunnale) legate alla pandemia e alle elezioni americane si sommano i molteplici rischi geopolitici che si stanno accumulando all’orizzonte, fra i quali quello fra Stati Uniti e Cina che è, al momento, il più visibile ma non certo l’unico.

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Moneyfarm grazie alla partnership con Yapily un processo di investimento sempre più smart

Posted by fidest press agency su lunedì, 20 luglio 2020

Moneyfarm, società internazionale di gestione del risparmio con approccio digitale, ha attivato una nuova collaborazione con Yapily, piattaforma di Open Banking leader in Europa.Sotto la spinta della Direttiva Europea PSD2 (Payment Services Directive 2, la nuova direttiva europea sui servizi di pagamento), l’Open Banking promette di rivoluzionare il mondo del finance e di accelerare l’innovazione del mondo bancario grazie a un nuovo modello collaborativo tra gli operatori di mercato che apre la porta a una nuova gamma di servizi favoriti dalla condivisione dei dati e dall’utilizzo di piattaforme tecnologiche aperte.Grazie alla partnership con Yapily, i clienti Moneyfarm potranno investire e prelevare fondi in maniera sicura e veloce tra la propria banca e il proprio conto d’investimento personale, così da ottimizzare ulteriormente il processo di trasferimento fondi.
La nuova funzione (denominata Payment Initiation Services) prevede l’aggregazione dei conti correnti dei clienti Moneyfarm che attiveranno il servizio – possibile grazie all’integrazione con le API di Yapily che agisce in qualità di PISP (Payment Initiation Service Provider) – per ottenere un dialogo diretto tra i conti correnti aggregati e i portafogli di investimento Moneyfarm. Il tutto per offrire ai clienti un’esperienza d’uso e un processo di investimento sempre più semplici e agevoli e per migliorare la gestione dei propri risparmi.Moneyfarm, unico digital wealth manager in Europa a perseguire la via dell’espansione continentale con una presenza su tre mercati (Italia, Regno Unito e Germania), gestisce oggi un patrimonio globale di oltre 1,2 miliardi di euro, a un ritmo di crescita che è sempre stato a doppia cifra anno su anno. La Società è stata tra le prime ad adottare il modello di consulenza “ibrido” che unisce innovazione tecnologica alla presenza costante di una squadra di consulenti dedicati. Con la tecnologia che fa da facilitatore per combinare una consulenza finanziaria indipendente e priva di conflitti di interesse a un’esperienza d’uso molto semplice, Moneyfarm ha dimostrato in questi anni che esiste un modo nuovo per offrire ai risparmiatori servizi di investimento altamente qualitativi, ma al contempo estremamente efficienti. L’utilizzo della piattaforma di Yapily per offrire il nuovo servizio di trasferimento fondi sottolinea il continuo impegno di Moneyfarm nella scelta e integrazione con le soluzioni tecnologiche più innovative a vantaggio dei propri clienti e rappresenta solo il primo passo di una partnership volta all’innovazione legata alle infinite possibilità offerte dall’Open Banking.

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“Rotazione di stili d’investimento “growth” vs. “value”

Posted by fidest press agency su giovedì, 16 luglio 2020

A cura di William Davies, CIO, EMEA e Responsabile azionario globale di Columbia Threadneedle Investments. Le rotazioni di stile, con cui gli investitori passano da uno stile d’investimento all’altro, non sono nulla di nuovo. Accade in quasi tutti i cicli d’investimento che stili diversi – ad esempio growth, qualità e value – sovraperformino in momenti diversi perché gli investitori si spostano dall’uno all’altro in base alle loro aspettative.Visto il grado di volatilità dei mercati, nonché la natura estrema della sovraperformance dei titoli di qualità/growth, durante una ripresa è lecito attendersi periodi di sovraperformance dei titoli value (in genere le società che potrebbero cessare l’attività in ragione dell’ampiezza della contrazione economica). Periodi simili si sono verificati temporaneamente nel secondo trimestre del 2003 e nel secondo trimestre del 2009 a fronte del recupero dei mercati.Tuttavia, riteniamo che, dati gli elevati livelli di indebitamento, gli anni ’20 di questo secolo potrebbero essere simili al decennio precedente, caratterizzato da bassa crescita, bassa inflazione e bassi tassi di interesse, per lo meno dopo l’euforia dell’immediata ripresa dai ridotti livelli di attività economica. In questo contesto di bassa crescita, sono convinto che sia assolutamente realistico ipotizzare che i titoli di qualità sovraperformeranno quelli value fintanto che le società di qualità continueranno a generare rendimenti elevati, ed è proprio su questo aspetto che dobbiamo concentrarci.
La nostra previsione centrale è che l’attività economica tornerà ai livelli di fine 2019 entro la fine del 2022. Sebbene i progressi osservati in Asia e nella maggior parte dell’Europa continentale in termini di ridotti livelli di nuovi contagi siano incoraggianti, è improbabile che da adesso in poi il percorso sarà privo di ostacoli. Siamo consapevoli della possibilità di una seconda ondata di casi di Covid prima che venga trovato l’agognato vaccino su vasta scala e sappiamo che tale eventualità potrebbe sconvolgere le economie e i mercati. Stiamo già assistendo a battute d’arresto sui mercati e a una crescente volatilità con la fine delle misure di confinamento in varie parti del mondo. La ripresa non sarà chiaramente lineare da qui al 2022.In questo scenario, è improbabile che lo stile value sovraperformi. Alla fine della crisi finanziaria globale del 2009, i mercati hanno attraversato un momento d’oro, in particolare per un paio di trimestri a partire dal mese di marzo di quell’anno, quando i titoli value hanno messo a segno un’ottima performance. Attualmente alcuni mercati stanno chiaramente imitando quell’andamento, ma, a causa dell’entità senza precedenti degli stimoli e degli interventi dei governi, il livello di indebitamento sarà persino superiore a quello registrato dopo il 2009, pertanto è improbabile che lo slancio della ripresa perduri. Di conseguenza, emergerà un mondo caratterizzato da bassa inflazione, bassa crescita e bassi tassi d’interesse, come mostrato nella Figura 1, con le società a più rapida crescita che si distinguono nel contesto di minor crescita successivo alla crisi finanziaria globale, denominato ”
Siamo tuttora convinti che le società che traggono vantaggio dalle proprie posizioni dominanti di mercato, come quelle nei settori delle tecnologie e delle comunicazioni, nonché le grandi aziende attive nei semiconduttori, siano ben posizionate e continueranno a risultare vincenti in futuro. Le aziende caratterizzate da leva operativa ma con bilanci solidi possono essere piuttosto allettanti. Tuttavia, si tratta spesso di società di qualità, sensibili alla congiuntura o al ciclo economico, dove già deteniamo delle posizioni.Nel segmento del reddito fisso, privilegiamo il credito investment grade rispetto all’high yield dal momento che puntiamo ad esposizioni a società con maggiori possibilità di affrontare con successo l’attuale contesto. Preferiamo le obbligazioni societarie rispetto ai titoli di Stato alla luce dell’elevato numero di titoli che attualmente offrono rendimenti negativi. Di conseguenza, sebbene il debito dei mercati emergenti e l’high yield in generale abbiano registrato una discreta ripresa nelle ultime settimane, prediligiamo le società investment grade che offrono un rapporto di rischio/rendimento migliore vista l’incertezza sulla traiettoria della ripresa e le prospettive dei prossimi due anni.
Sul fronte azionario, continuiamo a ritenere che le prospettive per le società globali più piccole restino eccellenti e manteniamo la fiducia nella nostra capacità di individuare opportunità in aziende di qualità che dispongono del potenziale di crescere diventando colossi nei rispettivi settori nel corso del tempo. Inoltre, nella nostra proposta di valore, prestiamo attenzione a selezionare i titoli di qualità migliore caratterizzati da bassi livelli di indebitamento.
Intendiamo investire in società con un solido posizionamento di mercato e validi modelli di business, che tendono a essere leader nei rispettivi settori e possiedono una sorta di vantaggio economico che li distingue dalla concorrenza in un settore in crescita, consentendo loro di generare rendimenti elevati o sostenibilmente in rialzo. Tali società di qualità presentano un gruppo dirigenziale consolidato con una struttura di governance trasparente. Ricerchiamo la solidità finanziaria sotto forma di bilanci robusti, utili di alta qualità e capacità di generare ampi flussi di cassa. Tutti questi fattori sono altresì accompagnati da una valutazione interessante, che rappresenta anch’essa un importante fattore nel nostro processo di investimento nella qualità. Queste sono le società che a nostro giudizio sovraperformeranno nel decennio attuale traendo vantaggio dal contesto di bassa inflazione, bassa crescita e bassi tassi di interesse.

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Duff & Phelps annuncia la finalizzazione della sua acquisizione da parte del consorzio di fondi di investimento internazionali

Posted by fidest press agency su domenica, 19 aprile 2020

NEW YORK. Duff & Phelps, Società di consulenza che opera a livello globale offrendo servizi rivolti a valutare e ottimizzare il valore d’impresa e a gestire il rischio negli investimenti, conferma la finalizzazione della sua acquisizione, già annunciata in precedenza, da parte di un consorzio di fondi di investimento internazionali guidato da Stone Point Capital e Further Global. In seguito all’operazione, il fondo Permira, che precedentemente deteneva una quota di maggioranza in Duff & Phelps, continua a mantenere una partecipazione rilevante nella Società, in quanto parte del consorzio. Inoltre, il management di Duff & Phelps manterrà un pacchetto significativo di azioni societarie e continuerà a guidare l’azienda.Duff & Phelps assiste i suoi clienti con servizi legati alla valutazione, alla corporate finance, a contenziosi e investigazioni, alla sicurezza informatica, alle ristrutturazioni e a problemi regolatori. Duff & Phelps conta più di 4.000 dipendenti a livello globale e, tra i suoi clienti, ci sono oltre il 50% delle Società che fanno parte dell’indice S&P 500, il 60% delle aziende inserite nella classifica​Fortune 100, l’80% di quelle presenti nell’indice Am Law 100 e il 70% delle principali Società di private equity e hedge fund.Noah Gottdiener, Chief Executive Officer di Duff & Phelps, ha commentato: “Questa operazione segna l’inizio di un entusiasmante nuovo capitolo per Duff & Phelps e sottolinea la versatilità e la resilienza del nostro business in ogni contesto economico. Sono grato a Stone Point Capital, Further Global, Permira e tutto il consorzio di investitori per la loro fiducia in Duff & Phelps e nella nostra capacità di proseguire il percorso di crescita. Ringrazio anche i colleghi di Duff & Phelps che hanno lavorato duramente per raggiungere questo traguardo, così come i nostri clienti che ogni giorno si fidano di noi per affrontare le loro sfide più pressanti.”Chuck Davis, Chief Executive Officer di Stone Point Capital, ha aggiunto: “Duff & Phelps ha un brillante futuro davanti a sè e siamo molto felici di poter ritrovare Noah, Jake e il loro fantastico team per continuare a fornire i migliori servizi ai loro clienti. Permira è stato un eccellente partner per il Gruppo e siamo lieti che possa continuare la sua collaborazione.”Olivier Sarkozy, Founder e Managing Partner di Further Global, ha aggiunto: “Non vediamo l’ora di tornare a lavorare con il management team di Duff & Phelps e con i nostri partner Stone Point Capital e Permira, permettendo a Duff & Phelps di entrare in questo nuovo e promettente capitolo del suo percorso di sviluppo.”

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Market timing e finanza comportamentale: con i piani di accumulo l’investimento può rendere il doppio

Posted by fidest press agency su venerdì, 17 aprile 2020

A cura di Paolo Paschetta, Country Head Italia di Pictet Asset Management. Il Covid-19 genera panico anche sui mercati. Il crollo violento e concentrato di tutti i listini azionari nelle ultime due settimane è la testimonianza più evidente di questo sentimento e del conseguente panic selling. Un errore tipico che può essere superato se si adotta la strategia di investimento propria dei piani di accumulo, ovvero una modalità di accesso al mercato graduale, che si basa su sottoscrizioni periodiche di importi modulati sul profilo di rischio del cliente. Un approccio che aiuta a mettere da parte le emozioni e abbatte la volatilità limitando le perdite nelle fasi Orso, ma riuscendo a intercettare praticamente per intero i rialzi (di cui, invece, nel lungo periodo, l’investitore medio perde una metà).La crisi che abbiamo iniziato ad attraversare è senza precedenti nell’era contemporanea. A differenza della maggior parte delle altre crisi degli ultimi 20 anni, non deriva da una crepa nel sistema economico o finanziario, ma è scaturita da un fattore totalmente esogeno, una gravissima emergenza sanitaria globale. L’ultimo decennio d’altronde, quello del ciclo più lungo della storia, è stato caratterizzato da performance eccezionali di tutte le asset class: l’equity ha segnato tra il 100 e il 200% e l’obbligazionario tra il 50 e il 100%. Ma è stato anche il meno amato di sempre: prova ne sia il 2019, anno in cui un portafoglio bilanciato avrebbe reso di più che in qualsiasi altro anno dal 1980 e in cui, mentre i mercati azionari hanno restituito un rendimento tra il 25 e il 30%, i fondi azionari in Italia hanno segnato una raccolta negativa per oltre 2,4 miliardi (https://bit.ly/343TYF7).
Un’analisi della rivista Advisors Perspective calcola, per esempio, che oltre il 70% delle perdite accumulate dagli investitori dell’S&P 500 negli ultimi 35 anni dipendano da dieci periodi di crolli molto brevi (limitati a un mese) recuperati nell’85% dei casi in tre mesi e nel 93% entro un anno. Che sia stato il panico a generare le perdite lo dimostra il tasso di deflussi che nei periodi di crisi passa dal 2,7% mensile al 5,16% sul principale listino americano (https://bit.ly/342vlsB). I dati storici confermano che gli investitori che non sono usciti dal listino nel corso dell’anno successivo, ne hanno beneficiato (in nove casi su dieci, l’eccezione è il crollo delle Twin Towers nel settembre 2001 in cui il mercato ha necessitato di più tempo per ritornare ai valori pre-crisi).
Una ricerca di marzo 2020 realizzata della società di ricerca indipendente Dalbar dal titolo “Quantitative Analysis of Investor Behavior” rileva che un investitore azionario medio Usa abbia perso, negli ultimi trent’anni, circa la metà del guadagno potenziale (https://bit.ly/2UA4VuX). Soprattutto in un contesto di elevata volatilità come quello attuale, la tempistica con cui si effettua un investimento può avere un impatto significativo sui risultati conseguiti, come ci insegna il passato. Spalmare il proprio investimento nel tempo riduce il rischio di incappare in un punto di ingresso sfavorevole. Simulando, invece, che ogni giorno sin dal lancio del fondo (ottobre 2008) sia partito un Pac da 1000€ di versamento inziale e 36 rate mensili da 100€ sul Pictet-Global Megatrend Selection (che racchiude al suo interno 10 strategie tematiche di Pictet equipesate, con ribilanciamento mensile), il risultato sarebbe che nessun investimento avrebbe registrato un rendimento negativo nell’arco dei 3 anni del Pac, ossia ipotizzando un disinvestimento totale al termine del piano. La performance media registrata è del +21%. Al di là del contesto di crisi illustrato negli esempi precedenti, il principale beneficio dell’investimento tramite Pac rispetto all’investimento in un’unica soluzione è quello di ridurre la volatilità. Mediare i punti di ingresso, infatti, fa sì che in media i Pac presentino una volatilità dimezzata rispetto ai Pic (investimenti in un’unica soluzione).I Pac consentono quindi di rendere più rigoroso l’approccio agli investimenti perché si basano su versamenti periodici, con un orizzonte temporale determinato. A intervalli regolari, l’investitore incrementa la cifra affidata in gestione, rimuovendo in tal modo il timing che, come abbiamo visto, è uno degli elementi più rischiosi e difficili da gestire.Ultimo, ma non meno importante, si tratta di strumenti estremamente flessibili e adattabili alle diverse esigenze di chi investe. Nati per i piccoli patrimoni, si adattano anche a investitori Hnwi (High net worth individual). Inoltre, da una parte sono ideali per aiutare i più giovani a costruire un patrimonio nel tempo, mettendo da parte anche piccoli importi mensili per un periodo di tempo prolungato (fino a 15 anni e oltre). E all’estremo opposto, oggi ancor più di prima, sono indicati anche per chi possiede ingente liquidità da investire, ma non si fida dell’andamento volatile dei mercati e predispone quindi piani magari di durata più corta (anche pochi mesi), ma per versamenti periodici più sostanziosi. (Abstract- fonte: Pictet Asset Management)

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Aggiornamento sulla strategia di investimento di febbraio 2020

Posted by fidest press agency su sabato, 15 febbraio 2020

A cura di Andrea Delitala Head of Investment Advisory e Marco Piersimoni Senior Portfolio Manager di Pictet Asset Management. L’inizio del 2020 ha subito testato l’appetito per il rischio degli investitori: l’eliminazione del generale Soleimani da parte dell’amministrazione americana ha fatto temere che la reazione iraniana potesse portare ad una violenta escalation. Ancor prima che la situazione si stabilizzasse, gli investitori si sono affrettati nel comprare la correzione dei mercati azionari. Viceversa la notizia, alla vigilia del Capodanno Cinese, sulla epidemia del coronavirus a Wuhan ha provocato, sul finire del mese. una correzione, anche severa localmente, dei mercati azionari. L’impatto sui rendimenti è stato altresì violento. I mercati obbligazionari e i beni rifugio (oro e Franco Svizzero) fanno registrare, di conseguenza, massimi di periodo. Sul fronte valutario, si registra un rafforzamento del Dollaro che, nei confronti della moneta unica, passa di mano a fine gennaio a 1,10 rispetto all’1,12 di inizio anno. Sul fronte macro l’America prosegue nel recupero sul settore manifatturiero (ISM nuovamente sopra quota 50) mentre in Europa la crescita economica resta marginalmente debole con però dati incoraggianti sulla disoccupazione (-0,1% a 7,3%) e sul sentiment economico.L’attenzione è rivolta all’evoluzione del coronavirus in Cina e al conseguente impatto sulla crescita interna e sull’economia mondiale. Le stime sul tasso di contagiosità e di mortalità del virus riflettono ancora grande incertezza mentre il consenso è più omogeneo per quanto riguarda le valutazioni economiche: gli analisti ritengono che l’epidemia frenerà la crescita del PIL reale cinese nel primo trimestre dell’anno di circa l’1,5%. Ci si attende, inoltre, che le autorità cinesi faranno ricorso alle leve fiscali e monetarie per mitigare gli impatti negativi sulla crescita.
Fondato a Ginevra nel 1805, il Gruppo Pictet è uno dei principali gestori patrimoniali e del risparmio indipendenti in Europa. Con un patrimonio gestito e amministrato che ammonta a circa 530 miliardi di euro al 31 dicembre 2019, il Gruppo è controllato e gestito da sette soci e mantiene gli stessi principi di titolarità e successione in essere fin dalla fondazione. Il Gruppo Pictet, con oltre 4.500 dipendenti, ha il suo quartier generale a Ginevra e altre sedi nei seguenti centri finanziari: Amsterdam, Barcellona, Basilea, Bruxelles, Dubai, Francoforte, Hong Kong, Londra, Losanna, Lussemburgo, Madrid, Milano, Monaco, Montreal, Nassau, Osaka, Parigi, Roma, Singapore, Stoccarda, Taipei, Tel Aviv, Tokyo, Torino, Verona, Zurigo. Pictet Asset Management (“Pictet AM”) comprende tutte le controllate e le divisioni del Gruppo Pictet che svolgono attività di asset management e gestione fondi istituzionali. Fra i principali clienti si annoverano alcuni dei maggiori fondi pensione, fondi sovrani e istituti finanziari a livello mondiale.

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Accordo di investimento

Posted by fidest press agency su martedì, 11 febbraio 2020

SEC Newgate (sigla AIM: SECG), Gruppo internazionale di comunicazione, advocacy e ricerca ha annunciato oggi la firma di un accordo di investimento del valore di 2 milioni e mezzo di euro con Inveready, società di asset management spagnola specializzata nei nuovi mercati. L’accordo è finalizzato all’emissione di obbligazioni convertibili con un prezzo di riferimento di £0.55 per azione. L’emissione delle obbligazioni, per un totale di 2,5 milioni di €, dovrebbe essere effettuata – dopo lo svolgimento di tutte le formalità di approvazione previste – agli inizi di marzo 2020.SEC Newgate, che il 4 settembre 2019 ha completato la fusione col Gruppo inglese Porta Communications plc, è impegnata pienamente nel realizzare l’obiettivo di diventare uno dei Gruppi leader a livello globale nel settore della comunicazione e dell’advocacy. Già attualmente, infatti, l’allargamento delle attività post fusione dei due Gruppi colloca SEC Newgate fra le prime 30 realtà del settore, secondo la classifica Top 30 edita da the Holmes Report nel 2019. Il Gruppo offre ai suoi clienti la sua consulenza in diverse aree del mondo, che includono il Regno Unito (il primo mercato per il Gruppo) Europa, Medio Oriente, Asia, Australia, America Latina e Africa. L’emissione di obbligazioni convertibili fornirà risorse finanziare aggiuntive per finanziarie I piani di crescita globale dell’azienda, così come sono stati definiti nel Piano Strategico 2020-2023.

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Aggiornamento mensile sulla strategia di investimento

Posted by fidest press agency su domenica, 19 gennaio 2020

A cura di: Andrea Delitala, Head of Investment Advisory di Pictet Asset Management e Marco Piersimoni, Senior Portfolio Manager di Pictet Asset Management. Il 2019 finisce all’insegna dell’ottimismo sui mercati in virtù degli sviluppi positivi tra Cina e Stati Uniti sul fronte della disputa commerciale, dell’esito ampiamente favorevole a Boris Johnson nelle elezioni parlamentari di inizio dicembre che scongiura il rischio immediato di una Brexit senza accordo e, sul fronte delle banche centrali, grazie a politiche monetarie ulteriormente espansive da parte della FED e dell’ECB. Il miglioramento del quadro congiunturale provoca una risalita dei rendimenti globali con un irripidimento significativo delle curve dei rendimenti giustificato dalle politiche accomodanti delle banche centrali destinate ad accompagnare, almeno nel 2020, anche un’eventuale risalita dell’inflazione. Gli indici azionari registrano nuovi massimi e i mercati obbligazionari correggono in maniera marcata. Le iniezioni di liquidità da parte della FED consentono ai mercati monetari di “scavallare” il fine anno senza le temute tensioni sui tassi Repo causando, al contempo, un significativo indebolimento del dollaro (1.1215 contro euro a fine anno). Per quanto riguarda gli indicatori macroeconomici possiamo osservare, a fine 2019, l’indice manifatturiero PMI globale in rialzo nonostante l’Eurozona, il Giappone e gli Stati Uniti d’America registrano una diminuzione. Segnali che risultano contrastanti considerando i buoni valori di crescita della spesa al consumo negli USA e con il recupero delle breakeven inflations vediamo anche prospettive più floride sull’inflazione.

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La Finanza diventa social

Posted by fidest press agency su giovedì, 12 dicembre 2019

Nasce T.I.E. – The Intermonte Eye – il nuovo brand di Intermonte dedicato ai consulenti finanziari e ai private banker. Un’innovativa soluzione, digitale e taylor made, che mette a disposizione un servizio informativo professionale, indipendente e autorevole, attraverso l’offerta di contenuti e outlook esclusivi sui mercati finanziari e sui prodotti di investimento.L’entrata in vigore di MIFID II sta creando innumerevoli sfide per il mondo della consulenza finanziaria. Nata con l’obiettivo di migliorare la trasparenza dei mercati finanziari, la normativa porterà a mutamenti significativi nel rapporto fra consulente e risparmiatore. Gli stessi risparmiatori sentono, oggi come non mai, l’urgenza di potenziare le proprie competenze in ambito finanziario. Il ruolo del consulente, quale primario vettore di educazione finanziaria capace di mettere il cliente nelle condizioni di fare scelte consapevoli, diventa quindi sempre più centrale.La nascita di T.I.E. si inserisce proprio in questo contesto in cui sta crescendo, in modo esponenziale, il bisogno per consulenti e private bankers di accedere in modo rapido e immediato non tanto a semplici news, già abbondantemente disponibili su vari media, ma a informazioni esclusive e a valore aggiunto selezionate appositamente per loro. Il consulente può essere così ulteriormente supportato nella fase di strutturazione e di efficiente allocazione del portafoglio dei propri clienti in base al loro profilo rischio/rendimento.
T.I.E. ha l’obiettivo di creare una community di professionisti del risparmio altamente fidelizzata, a cui offrire un servizio loro riservato con contenuti e analisi facilmente fruibili anche in mobilità. Il tutto sarà accessibile grazie ad un’App e un sito internet (https://tie.intermonte.it/). T.I.E è presente anche su Linkedin (https://www.linkedin.com/showcase/t.i.e.-the-intermonte-eye/about/) con una intensa attività editoriale. Chi entrerà a far parte della community avrà accesso a notizie puntuali e a contenuti originali in materia di analisi dei mercati e di soluzioni di investimento. T.I.E vuole essere uno spazio digitale dedicato al confronto e scambio di idee sia fra i consulenti stessi della community sia con i professionisti di Intermonte.

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Al governo: La ricerca non è una spesa ma un investimento

Posted by fidest press agency su martedì, 26 novembre 2019

Si amplia ancora il consenso intorno all’appello al Governo promosso da Alleanza Contro il Cancro con AIRC, Telethon e le altre Reti del Ministero della Salute che rappresentano 50 Ospedali di Ricerca (IRCCS), per l’esenzione dell’IVA (22%) sull’acquisto dei reagenti e dei macchinari per la ricerca scientifica pubblica o senza scopo di lucro. All’iniziativa si sono infatti uniti gli 82 Rettori della CRUI, la Conferenza dei Rettori delle Università italiane, che hanno approvato all’unanimità l’adesione all’appello al Governo. Obiettivo, il via libera ad un emendamento inserito nel decreto fiscale collegato alla legge di Bilancio 2020 in discussione lunedì alla Camera, affinché venga approvata una norma dall’impatto modesto sul bilancio dello Stato – 150 milioni di euro circa – ma capace di liberare importanti risorse per la ricerca scientifica, a partire dal settore biotecnologico e biomedico. Durante i lavori del IV Meeting di ACC, da poco conclusisi, eminenti scienziati provenienti da Regno Unito, Svezia, Spagna e Svizzera hanno osservato come nei loro Paesi la ricerca sia esente o solo lambita dall’imposta sul valore aggiunto a fronte, peraltro, di finanziamenti ben più cospicui di quelli che attualmente riceve il comparto in Italia. Angela Hamblin e Nirupa Murugaesu, due leader del progetto dei 100 mila genomi in Gran Bretagna, hanno osservato che la grande disponibilità di finanziamenti raccolti dalle Charity nel loro paese sia correlata all’assenza di tassazione per la ricerca scientifica: «La gente dona più volentieri se sa che la propria donazione non verrà tassata dallo stato». Il presidente di Alleanza Contro il Cancro, Ruggero De Maria, ha dichiarato: «Speriamo che il Governo comprenda che la ricerca non è una spesa, ma un investimento»

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Trasparenza nei servizi d’investimento: un tema sempre più rilevante

Posted by fidest press agency su lunedì, 28 ottobre 2019

Finalmente il problema della trasparenza, in particolare sull’aspetto dei costi, nei servizi d’investimento sta diventando sempre più un tema dibattuto, sebbene non ancora a sufficienza da rendere gli investitori effettivamente informati e consapevoli.
Del tema se ne parlerà anche domani, 23 Ottobre 2019, a Borsa Italiana in occasione di Trading Online Expo. Massimo Scolari, presidente di Ascofind, terrà una relazione sul tema “La trasparenza dei costi nella Mifid2 e le commissioni dei Fondi”.
Fra le tematiche che verranno affrontate vi sarà un’interessante comparazione con altre nazioni europee come: Olanda, Regno Unito, Francia, Germania e Spagna.Perché la questione dei costi è così particolarmente rilevante in finanza? Il vero problema, infatti, è capire cosa si sta pagando con con quel prezzo. Mediamente, gli italiani che si affidano al risparmio gestito pagano circa il 2% di ciò che investono. Ciò significa che chi ha 100.000 euro investiti paga, mediamente, due mila euro all’anno. Qualcuno, ovviamente né pagherà mille, altri ne pagheranno quattromila.
La maggioranza degli investitori valuta il servizio in funzione del rendimento ottenuto. Credono che il compito della propria banca sia quello di far rendere “il più possibile” il proprio denaro. Per questo la trasparenza nei costi dei nei servizi d’investimento è così fondamentale. Far conoscere agli italiani quanto realmente spendono per la gestione dei propri risparmi potrà far emergere finalmente la qualità del servizio di consulenza che ricevono. Visto che le norme, formalmente, esistono è indispensabile che le autorità di vigilanza prendano tutti i provvedimenti necessari affinché diventino concretamente efficaci. (Alessandro Pedone, responsabile Aduc Tutela del Risparmio)

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Opportunità di investimento all’Italy-Somalia Business Forum

Posted by fidest press agency su sabato, 26 ottobre 2019

Mogadishu airport il 10-11 Dicembre 2019 Conference Hangar Nell’ambito delle attività in supporto del settore privato somalo, UNIDO ITPO Italy organizza in collaborazione con UNIDO Somalia, l’Italy-Somalia Business Forum, che avrà luogo a Mogadisho si inserisce nel quadro del progetto “Agro-technology development for economic growth In South and Central Somalia”, finanziato dall’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo e implementato da UNIDO.L’evento vedrà una parte seminariale in cui approfondire le opportunità esistenti in Somalia, una parte tecnica in cui ogni azienda italiana potrà presentare i propri prodotti e una sessione BtoB/BtoG dedicata agli incontri con le controparti somale.Durante tutta la manifestazione sarà attiva un’area exhibition in cui le aziende italiane e somale potranno esporre eventuali prodotti/macchinari o materiale promozionale.I settori di interesse sono l’agro-industria, la pesca, le energie rinnovabili e il social housing.

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Investimento in diamanti: Ecco perché le banche devono risarcire

Posted by fidest press agency su sabato, 13 luglio 2019

E’ ormai accertato che la nota vendita dei diamanti ai risparmiatori dà luogo, per le banche, all’obbligo di risarcimento del danno. Ciò è stato chiarito dall’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (Provvedimento PS 10677 – 1) e dal TAR del Lazio sez. I del 14.11.2018, secondo i quali la scorrettezza del comportamento tenuto dagli Istituti è stata determinante nella vendita delle pietre ed ha generato il suddetto obbligo di risarcire il pregiudizio economico subito dai consumatori. L’entità del danno subìto viene quantificata, in termini teorici e generali, dal TAR del Lazio nella sentenza citata, come la “sproporzione tra valore e costo dell’investimento dato assolutamente acclarato e neppure contestato”. Il Tribunale di Verona con l’ordinanza ex art. 702 ter c.p.c. del 23 maggio 2019 si pone su questa linea e, riempiendo di contenuto concreto l’asserzione teorica del TAR, calcola il reale valore delle gemme senza ricorrere ad una consulenza tecnica d’ufficio, ma sulla base di una valutazione (di parte, ma fatta propria dal giudice che decide equitativamente) fondata sull’indice RAPAPORT ed incrementata di alcune percentuali. Il criterio adottato dal Giudice veronese è del tutto condivisibile e ci sorprende che non costituisca, anche per le banche, il cardine per la valutazione delle proposte transattive. Si tratta di un calcolo semplice ed alla portata di tutti che esclude costi per l’intervento di consulenti. Unico aspetto che potrebbe, sotto questo profilo, differenziare le nostre indicazioni dalla sentenza del Tribunale di Verona è che, invece di usare l’indice RAPAPORT, previsto per il commercio all’ingrosso (il Giudice di Verona ha dovuto, infatti, applicare cospicui correttivi in aumento) si potrebbe utilizzare, direttamente e senza correttivi, l’indice IDEX valido per il commercio al dettaglio delle gemme. Ad avviso di chi scrive, questa posizione è estremamente vantaggiosa anche per la banca perché:
a) il danno vero è molto superiore alla differenza fra prezzo pagato e valore teorico. Il danno vero è, in sostanza, l’intero prezzo pagato per la semplice, ma essenziale, ragione che i diamanti sono, di fatto, completamente invendibili. Il mercato dei diamanti, dopo quanto è accaduto, non esiste più. Nè vale obiettare che il mercato riprenderà (forse) fra qualche anno. Non appare, poi, doversi escludere tout court, dal conteggio, anche il lucro cessante vale a dire la promessa di ottimi rendimenti che le società venditrici vantavano quando piazzavano le gemme.
b) la soccombenza della banca in giudizio appare, visti i precedenti, probabile. La soccombenza dei risparmiatori in alcune cause che si sono svolte fino ad ora sembra addebitabile più ad una improvvida impostazione delle relative domande che ad un orientamento della giurisprudenza sfavorevole ai risparmiatori stessi.
E’, altresì, probabile, secondo noi, che le spese giudiziali – stante anche la serialità del contenzioso che si profila – verrebbero addebitate alla banca soccombente e va sottolineato che la loro incidenza si profila tutt’altro che trascurabile.
Da un conto approssimativo da noi fatto in relazione alla citata sentenza del Tribunale di Verona, emerge che – con un valore della causa intorno ai 50.000,00 euro – la condanna alle spese sia stata, all’incirca, intorno alla notevole cifra di 9.000,00 euro complessivi.
In ogni caso, cioè anche in caso di sistemazione bonaria, la banca dovrebbe considerare di rifondere (in tutto o in parte) le spese legali dal momento che si tratta di un contenzioso a lei addebitabile e che non è pensabile che il singolo risparmiatore sarebbe stato in grado, da solo, di tutelare le proprie ragioni.
c) le banche soddisfacendo i loro clienti, riusciranno – forse – a tenerseli.
d) quale che sia la definizione di questa dolorosa vicenda, il risparmiatore uscirà, comunque, con un danno (non solo economico) da essa.
e) al punto in cui siamo, se le proposte definizioni bonarie non dovessero essere conformi ai criteri esposti e che a noi sembrano del tutto equi, non potremo far altro che indirizzare i risparmiatori verso la promozione di giudizi. (Anna Maria Fasulo e Libero Giulietti, legali, consulenti Aduc)

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Aggiornamento mensile sulla strategia di investimento

Posted by fidest press agency su sabato, 13 luglio 2019

A cura di: Andrea Delitala, Head of Investment Advisory di Pictet Asset Management Marco Piersimoni, Senior Portfolio Manager di Pictet Asset Management. Alla fine del mese di giugno il mercato azionario chiude in maniera positiva, assistito in primis dalla “virata” dovish delle principali banche centrali e secondariamente dalla convinzione che un eventuale accordo tra gli Stati Uniti e la Cina sul tema del commercio sia possibile prima di fine anno. La principale fonte di preoccupazione per gli investitori che aveva caratterizzato il mese di maggio (la rottura delle negoziazioni fra Stati Uniti e Cina, l’innalzamento delle tariffe del 15% su $200 miliardi di import e la minaccia di estensione di ulteriori tariffe su tutti i rimanenti beni importati dalla Cina) ha avuto una schiarita in occasione del G20 di fine mese ad Osaka dove i due presidenti hanno annunciato la volontà di riprendere il dialogo, congelando nuovi dazi e allentando (da parte americana) restrizioni su forniture US al colosso della telefonia cinese Huawei in cambio di importazioni cinesi di prodotti agricoli americani.Sul fronte delle banche centrali, appare oramai altamente probabile un taglio dei tassi da parte della Federal Reserve già in occasione della riunione di luglio con un totale di 75 punti base prezzati dai mercati entro fine 2019. Timori sulla crescita e un’inflazione bassa e in discesa offrono ampia copertura alla FED per allentare la propria politica monetaria. Per quanto concerne l’Europa, il Presidente della Banca Centrale ha dapprima annunciato la volontà di mantenere invariati i tassi di interesse di riferimento della BCE fino a tutta la prima metà del 2020 salvo poi aprire la porta ad ulteriori misure di stimolo monetario.

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Maggio 2019: Aggiornamento mensile sulla strategia di investimento

Posted by fidest press agency su sabato, 11 maggio 2019

A cura di: Andrea Delitala, Head of Investment Advisory di Pictet Asset Management Marco Piersimoni, Senior Portfolio Manager di Pictet Asset Management. Aprile si chiude in maniera positiva sui mercati azionari sviluppati che confermano decisamente i rialzi ottenuti da inizio anno. I mercati continuano a trarre beneficio da politiche accomodanti delle BC, dallo stimolo fiscale cinese e da un miglioramento macroeconomico che si traduce in una stagione delle trimestrali USA i cui risultati sono migliori delle attese: la crescita degli utili (+2% rispetto al Q1 2018) fa meglio delle attese degli analisti, buona pure la crescita delle vendite (+5%). L’indice S&P500 segna nel mese un ulteriore +2,5%, ma a sorprendere positivamente è l’Eurostoxx 50 (+4%), che beneficia del miglioramento ciclico che inizia a palesarsi in Cina. Deludente, a causa di un dollaro in rafforzamento e prese di profitto in Cina dopo un rally di 30 punti percentuali da inizio anno, la performance dei mercati emergenti, solo lievemente positivi nel mese di aprile. I mercati con un ritardo di 12 mesi si sono riportati su condizioni simili a quelle del primo trimestre del 2018: le valutazioni, aiutate da banche centrali accomodanti sono rientrate nelle medie storiche (non vi sono opportunità in questo senso), mentre i rendimenti obbligazionari traggono beneficio da un contesto in cui l’inflazione tarda a palesarsi. Il contesto di goldilock, crescita economica solida in un contesto inflattivo privo di pressioni significative, dovrà essere confermato da un miglioramento ciclico atteso nel prossimo trimestre e dal buon esito negoziale della trattativa tra USA e Cina: la minaccia di Trump di alzare i dazi dal 10 al 25% su 200 miliardi di import dalla Cina (via Twitter) ricorda agli investitori quanto il rischio geopolitico possa influenzare l’andamento dei listini. Il posizionamento degli investitori, in questi primi 4 mesi del 2019, ha visto deflussi sulla parte azionaria (95miliardi $ cumulativi) provenienti in larga parte da Europa e USA e un ritorno di interesse sul reddito fisso (credito IG, HY e debito Emergente). Il posizionamento contenuto sull’azionario è l’elemento che ci rende maggiormente costruttivi, mentre sul fronte valutativo i mercati avranno bisogno di una crescita degli utili più decisa nei prossimi trimestri per guadagnare ulteriore terreno. Condizione necessaria affinché questo avvenga è una soluzione positiva al negoziato in corso da USA e Cina: la minaccia tariffaria di Trump rappresenta quindi un fattore di rischio (ri)emerso recentemente. Ultimo fattore da sottolineare sono le prossime elezioni europee, e in particolare le dinamiche che si instaureranno nel nuovo parlamento che andrà a includere, lo ricordiamo, anche i rappresentanti del Regno Unito.

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Aggiornamento mensile sulla strategia di investimento

Posted by fidest press agency su lunedì, 18 marzo 2019

A cura di:Andrea Delitala, Head of Investment Advisory di Pictet Asset Management e Marco Piersimoni, Senior Portfolio Manager di Pictet Asset Management.
Febbraio si chiude in maniera positiva sui mercati azionari sviluppati che continuano il loro movimento al rialzo seguendo lo stesso spartito seguito da inizio anno: sostegno sul fronte della liquidità da parte della FED (e da parte delle altre banche centrali), notizie incoraggianti sul fronte della guerra commerciale e miglioramento marginale dei dati macro sulla componente servizi, mentre il settore industriale/manifatturiero continua ad essere debole. Gli investitori in questa prima parte dell’anno hanno mantenuto un atteggiamento cauto come registrato dai deflussi su mercati azionari sviluppati (deflussi cumulativi da azioni europee pari a $-116 bn ad 1 anno); pertanto, il movimento potrebbe non essersi ancora esaurito data la scarsa partecipazione degli investitori al rally di inizio anno e la diffusa convinzione che la crescita macroeconomica sia destinata a mantenersi debole. Tuttavia, pensiamo che la fase di consolidamento iniziata a marzo possa protrarsi ulteriormente, in attesa di un nuovo “catalist” positivo di mercato. Riteniamo inoltre che il potenziale correttivo del mercato non sia ampio, considerato il posizionamento cauto degli investitori e l’ampio sostegno fornito dalle banche centrali in questa fase. Sul fronte FED crediamo che sia meritevole d’attenzione il dibattito che si sta sviluppando all’interno del comitato su possibili modifiche all’obiettivo di stabilità dei prezzi: un obbiettivo d’inflazione media all’interno dell’intero ciclo economico implicherebbe la volontà di recuperare la sotto-performance dell’inflazione durante la fase recessiva del ciclo con una politica monetaria volutamente più accomodante del necessario durante le fasi di ripresa economica. Si tratta di un argomento che verrà dibattuto durante una conferenza indetta a inizio giugno e potrebbe avere conseguenze importanti per premi di rischio e curve obbligazionarie (più ripide). La BCE in occasione della riunione di inizio marzo ha sorpreso i mercati, abbassando significativamente le stime sulla crescita e inflazione in Europa e annunciando al contempo il rinnovo del programma di erogazione di liquidità alle banche (TLTRO III): si tratta di una misura necessaria per il rifinanziamento del sistema bancario italiano, fornendo in particolare sostegno alla parte a breve della curva italiana.

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“Cos’ha in serbo il 2019 per un investimento responsabile?”

Posted by fidest press agency su sabato, 9 febbraio 2019

A cura di Iain Richards, Responsabile Governance and Responsible Investment di Columbia Threadneedle Investments. Il cloud computing, l’apprendimento automatico e il potenziale della scienza dei dati, ancora relativamente inespresso, stanno assumendo una posizione sempre più centrale nel mondo degli investimenti. In un settore soggetto a cambiamenti epocali, le possibilità, le ramificazioni e l’efficienza offerte dall’innovazione nel campo della scienza dei dati hanno tutte le carte in regola per produrre un impatto importante.
In un momento in cui la domanda di integrazione dell’analisi ESG è in crescita e la fiducia nell’impatto degli approcci ESG tradizionali sugli investimenti resta alta, la scienza dei dati apre la strada a un’inclusione efficace di analisi non finanziarie rilevanti in questo universo, su larga scala e a livello globale. L’ampia e crescente mole di dati non finanziari, cui si uniscono i fattori necessari per le analisi tradizionali e l’importanza di un’esecuzione tempestiva, hanno creato l’esigenza di soluzioni ben più sofisticate di un banale foglio Excel nel mondo dell’investimento responsabile.Questi aspetti stanno diventando determinanti nel settore e saranno al centro dell’attenzione nel 2019, in particolare per chi tenterà di realizzare appieno il potenziale derivante dall’inclusione delle tematiche ESG per ottimizzare i risultati e le performance d’investimento. All’orizzonte si delineano ormai i profili di una nuova era incentrata su analisi lungimiranti, basate su dati concreti e fruibili. Chi saprà muoversi in fretta beneficerà di un vero e proprio vantaggio nel rendere l’integrazione dell’analisi ESG un’efficace realtà d’investimento.L’importanza di questi aspetti è evidente: le indagini tra i proprietari di attivi continuano a mostrare una palese mancanza di fiducia nella qualità dei dati ESG (così come una correlazione carente tra i vecchi modelli di valutazione dei criteri ESG), nelle modalità di utilizzo o nelle implicazioni per le performance e il rischio del portafoglio. A questo punto, cambiare è cruciale. Appare quindi evidente perché la scienza dei dati (le capacità, le possibilità e la flessibilità che offre, soprattutto in termini di evoluzione continua, aspetto spesso assente negli sviluppi IT tradizionali) è diventata fondamentale per affrontare le mutazioni osservate nel settore.
Collaboriamo con i clienti per fare capire loro come funzionano le analisi avanzate, basate su prove e testate quantitativamente. Una volta dimostrato l’utilizzo di modelli basati su prove concrete, integrati in schemi analitici testati quantitativamente e disseminati attraverso dashboard fondati sulla scienza dei dati, interattivi e mirati, la risposta dei clienti è stata nettamente positiva e ha scalzato le preoccupazioni e le riserve espresse nelle indagini tra i proprietari di attivi. La disponibilità di segnali fruibili, capaci di produrre la prospettiva di extra-rendimenti, in aggiunta alla ricerca fondamentale e alle analisi finanziarie (e non in loro sostituzione), si è dimostrato un approccio convincente.
L’intelligenza artificiale e l’apprendimento automatico offrono inoltre il potenziale di estendere le analisi ESG a segmenti storicamente complessi, come quello delle small cap dei mercati emergenti e dell’alto rendimento.
L’impiego sensato del capitale (investire per generare un risultato e un impatto) costituisce un altro aspetto cruciale e oggetto di crescente attenzione. Gli effetti e le conseguenze in ambito sociale, ambientale e di sostenibilità hanno ormai assunto a tutti gli effetti un peso rilevante. Si tratta anche in questo caso di un’area in cui molti dei modelli ESG tradizionali risultano carenti, benché non sia raro ri-etichettare i criteri ESG

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