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L’investimento responsabile nel 2023: sviluppi normativi e prospettive di crescita

Posted by fidest press agency su martedì, 17 gennaio 2023

A cura di Claudia Wearmouth, Global Head of Responsible Investment di Columbia Threadneedle Investments. Il caos causato dalla pandemia da Covid-19 si è forse attenuato in molte aree del mondo grazie alle vastissime campagne vaccinali, ma il 2022 è stato indubbiamente un anno turbolento. Basti pensare alla guerra in Ucraina, ai prezzi energetici, all’impennata dell’inflazione e alla crisi del costo della vita, mentre le devastazioni causate da fenomeni meteorologici estremi evidenziano quanto i cambiamenti climatici restino un’importante sfida da affrontare a livello mondiale. Come si posiziona l’investimento responsabile (IR), in questo contesto di forte incertezza? Dopo i solidi rendimenti degli ultimi anni, molti fondi IR hanno sofferto nel 2022, in parte a causa di un’esposizione generalmente modesta al settore del petrolio e del gas, che ha beneficiato dell’impennata dei prezzi dell’energia. Inoltre, le strategie orientate all’IR tendono a privilegiare i titoli e i settori growth come la tecnologia e la salute, che hanno subito revisioni al ribasso dei rating a causa dell’incertezza attorno alle dinamiche dell’inflazione e dei tassi di interesse. Più a lungo termine, crediamo fermamente che la tesi d’investimento rimanga intatta, specialmente in un contesto in cui la relativa gamma di opportunità si sta ampliando. Malgrado queste difficoltà, l’IR continua a godere di grande popolarità: fattori ESG, sostenibilità, investimento socialmente responsabile sono, infatti, tutti termini e tipologie di investimento che ricadono nella sfera dell’IR e che sono oggi sempre più ricercati. A questo proposito, Bloomberg ipotizza che gli attivi ESG potrebbero superare i 50.000 miliardi di dollari entro il 2025. Sembra quindi che nell’ambito degli investimenti si sia risvegliato un desiderio diffuso di comprendere meglio l’idea di investire per le generazioni future e per il pianeta, oltre che per il proprio rendimento finanziario. Come Columbia Threadneedle, restiamo focalizzati sulla qualità e su una continua evoluzione del nostro approccio all’integrazione di criteri ESG: sottoponiamo le fonti di dati ESG a una costante revisione e continuiamo a sviluppare strumenti analitici ESG per aiutare i nostri team d’investimento a estrarre informazioni di alta qualità su cui basare decisioni d’investimento consapevoli. Questa metodologia sarà per noi un aspetto cruciale nel 2023 e oltre.Guardando al 2023, in un contesto in cui l’IR registra uno slancio crescente, ci aspettiamo che le normative vengano progressivamente potenziate per rafforzare la trasparenza e impedire il greenwashing. All’adozione del Regolamento SFDR (Regolamento relativo all’informativa sulla sostenibilità nel settore dei servizi finanziari), in Europa, è seguita l’introduzione degli obblighi di informativa sulla sostenibilità (Sustainability Disclosure Requirements, SDR) nel Regno Unito, e misure analoghe potrebbero presto entrare in vigore negli Stati Uniti su proposta della Securities and Exchange Commission. Associate agli impegni assunti nell’ambito di iniziative come lo UK Stewardship Code e la Net Zero Asset Managers Initiative, queste normative consolidano ulteriormente i requisiti in materia di trasparenza. Il potenziamento della supervisione regolamentare e degli standard comuni può promuovere miglioramenti non soltanto a livello di informativa ma anche di prodotti e servizi, in quanto induce gli asset manager a innovare la propria offerta, per rimanere al passo (o meglio ancora anticipare) l’evoluzione del contesto normativo. Un altro aspetto legato a questo processo è una crescente dipendenza dai dati ESG per l’adempimento degli obblighi normativi e per aggiornare i clienti sull’impatto delle strategie in cui hanno investito. Malgrado i progressi compiuti in termini di copertura e qualità dei dati, resta ancora molta strada da fare per migliorarne l’accuratezza e l’affidabilità. Nulla, infatti, può sostituire esperienza e competenze reali approfondite.Infine, un’ultimo tema legato all’IR per il 2023 è incentrato sull’engagement. Gli investitori di tutto il mondo sono sempre più consapevoli del potere che può derivare da un’attività di engagement ESG attenta e accurata. Molte delle “società sostenibili” più conosciute sono ampiamente partecipate, e crediamo che l’attività di engagement rappresenti uno strumento importante per identificare le aziende meglio posizionate per diventare i leader di domani. Riteniamo, poi, che l’engagement sia anche uno strumento fondamentale per favorire la transizione di società e industrie verso pratiche più sostenibili, su cui pongono l’enfasi molti fondi ESG.Investendo in aziende in grado di fornire prove credibili del loro percorso verso un futuro sostenibile, e utilizzando l’attività di engagement per favorire questa evoluzione, gli investitori possono infatti generare un impatto positivo concreto. All’opposto, un approccio generalista può indurre a disinvestire da una società solamente perché si trova in una fase non sufficientemente avanzata di questo percorso. Come Columbia Threadneedle abbiamo oltre 20 anni di esperienza nell’engagement su questioni ESG e poniamo l’enfasi su azioni di engagement attente e mirate con le società; in questo modo, siamo certi che l’impatto del nostro lavoro risulterà ancora più incisivo, in quanto focalizzato sul modo in cui le aziende ben posizionate opereranno la transizione verso un futuro sostenibile. By http://www.columbiathreadneedle.it

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Opportunità di investimento liquid alternative in Asia e Giappone nel 2023

Posted by fidest press agency su martedì, 20 dicembre 2022

A cura di Marco Ghilotti, Senior manager – Institutional Clients di Pictet Asset Management. Il 2023 imporrà probabilmente un ripensamento per i portafogli istituzionali, tenendo conto delle molteplici sfide macroeconomiche. A livello macro, infatti, il rischio di recessione resta alquanto elevato. Gli utili societari e i margini delle aziende non hanno, infatti, ancora interamente risentito dell’effettivo aumento dell’inflazione e dei maggiori costi di finanziamento del debito. Inoltre, aumentano gli interrogativi sulla tenuta della domanda dei consumatori nei prossimi mesi e il relativo andamento. Guardando oggi i rischi e i vantaggi che contraddistinguono le diverse aeree geografiche, riteniamo che l’area asiatica presenti opportunità interessanti per investitori istituzionali. Tali opportunità sono frutto della diversità dei mercati, delle possibili dislocazioni e della varietà di settori in grado di generare alfa anche al di fuori di una semplice connotazione long/short. In particolare, l’area asiatica presenta anzitutto rilevanti catalizzatori sia di breve che di medio termine, tra cui la ristrutturazione dell’economia cinese, il miglioramento della corporate governance in Giappone, l’attivismo degli azionisti in Australia e l’emergere delle Tigri asiatiche.In Giappone il miglioramento del codice di governo societario sta conducendo alla restituzione del capitale agli azionisti con livelli di dividendi ed entità di programmi di buyback mai visti prima. E ci aspettiamo che questo processo continui. Inoltre, prevediamo che l’attività di M&A in Giappone aumenti in modo consistente, in quanto quest’ultimo beneficia di alcuni fattori specifici, tra cui la presenza di molte società sane, con rapporti di indebitamento bassi e valutazioni economiche interessanti. È bene ricordare poi come, a differenza del resto del mondo, i tassi di interesse in Giappone siano ancora vicini allo zero e dovrebbero rimanere tali a lungo, il che rende il finanziamento conveniente. E al momento le società di Private Equity si trovano con alti livelli di liquidità da impiegare. Tutti questi fattori rendono quindi, a nostro avviso, il Giappone un’area molto interessante a cui guardare il prossimo anno.Con riferimento al sud est asiatico, invece, riteniamo che la regione si trovi a beneficiare di una forte crescita economica e demografica, anche grazie alla fuga di capitali dalla Cina e ad un diffuso miglioramento della regolamentazione e della corporate governance. Questa evoluzione, infatti, ha portato ad un aumento consistente dei livelli di attività di M&A all’interno della regione durante il 2022; da inizio anno sono stati registrati oltre 4000 deals per un controvalore pari a circa 400 miliardi di dollari. Possiamo dire, quindi, che l’intera area asiatica solo nel primo semestre del 2022 rappresentava già il 21% dei volumi globali. E ci aspettiamo che questa tendenza prosegua anche nel 2023. Resta sempre presente un elemento di ciclicità che tuttavia crediamo sia possibile ridurre attraverso un approccio market neutral, a bassa leva e a volatilità contenuta. La combinazione dei catalizzatori presentati offre il più ampio spettro di opportunità. Riteniamo però essenziale integrare la valutazione di pre-eventi, quali possibili cessioni di rami d’azienda o acquisizioni, con il potenziale impatto di cambiamenti nel quadro regolamentare, incluso il buyback, fino a Mbo e Lbo o annunci obbligatori di offerte pubbliche.

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Prospettive di investimento sui marchi di lusso: perché possono essere una scelta vincente

Posted by fidest press agency su venerdì, 16 dicembre 2022

A cura di Sandy Wolf, Impact & Analytics Manager di Pictet Asset Management. Complessivamente, le vendite delle aziende premium sono aumentate del 24% nel terzo trimestre, superando i limiti della domanda cinese e confermando la resilienza del consumatore di fascia alta e la forte domanda di marchi premium negli Stati Uniti e in Europa.A fronte delle difficoltà generalizzate del 2022, la definizione di premium brands merita d’essere ripresa: il mercato dovrebbe infatti essere cauto nel disegnare il perimetro dei marchi di prestigio (provenienti dai settori lusso, viaggi, cosmetici e alcolici) che rispondono a dinamiche differenti rispetto agli altri prodotti destinati alla vendita al dettaglio. Inoltre, questi brands non devono essere sovrapposti agli articoli sportivi, maggiormente esposti alle difficoltà delle catene di approvvigionamento, ai costi dei beni primari e al consumatore preoccupato della bolletta mensile del gas.Raggiungere il livello di marchio premium implica un forte impegno a preservare la reputazione del nome, un’attività che richiede uno stretto controllo delle catene di approvvigionamento e della produzione rispetto agli standard. Negli ultimi anni, anche i premium brands hanno investito molto nello sviluppo online, incentivati dalla pandemia a differenziare la distribuzione su più canali e a investire in attività di marketing e personal branding. Questo ingresso nel mondo digitale non solo ha aperto le porte a nuovi consumatori lontani dal tradizionale acquisto nelle boutique di punta (dagli acquirenti full digital della Generazione Z, al nuovo ceto medio-alto cinese dislocato nel Paese), ma ha anche aumentato il potenziale del business, mantenendo la promessa di flussi in entrata dalle nuove dimensioni digitali, metaverso in primis. Secondo Bain & Company, entro il 2035, la Gen Z potrebbe rappresentare il 40% degli acquisti globali di beni di lusso, rispetto al solo 4% di oggi. Sul mercato si è inoltre attestato un nuovo modo di attirare clientela, integrando pratiche di digital engagement con clienti potenziali ed esistenti capaci di offrire modalità di acquisto esperienziale. Per interagire con i clienti del futuro, alcuni marchi stanno sperimentando la realtà aumentata per migliorare il passaggio alla vita reale o l’ingresso nel metaverso con avatar digitali e beni virtuali nella forma dei token non fungibili (NFT).Sebbene l’incertezza del mercato guidata da un’overdose di fattori esogeni (dall’aumento dell’inflazione alle sfide della catena di approvvigionamento, alle crisi geopolitiche) continui ad alimentare la volatilità anche in questa fase di chiusura d’anno, non bisogna dimenticare i fondamentali. La domanda di ‘qualità’ appare infatti forte in tutti i segmenti, specie verso quelle attività relative a viaggi, tempo libero, lusso e settore Food&Beverage di prestigio. L’unica eccezione è rappresentata dagli articoli sportivi, per i quali la fase di debolezza continua dietro all’eccesso di scorte che accentua le aspettative di ulteriori pressioni sui margini. Tale discorso non vale per la parte di offerta di attrezzatura sportiva di fascia alta.Il mercato ha già subito alcune importanti correzioni, in particolare per quanto riguarda i titoli esposti ai consumi, che potrebbero aprire a nuove opportunità di ingresso rispetto alle prospettive di crescita. I marchi più noti, desiderati, capaci innovarsi e soddisfare le aspirazioni dei consumatori saranno ancora una volta scelte vincenti. Abstract by BC Communication

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M&A: gli investitori e i fondi di investimento puntano sull’Italia

Posted by fidest press agency su venerdì, 16 dicembre 2022

Mentre a livello globale, nei primi nove mesi del 2022 il settore dell’M&A ha subito un calo significativo (-19% delle operazioni e -35% del valore rispetto stesso periodo del 2021), l’Italia conferma i volumi del 2021: da gennaio fino a inizio ottobre ha raggiunto le 800 operazioni, per un valore di oltre 56 miliardi di euro. Un dato, quest’ultimo, che supererà i 70 miliardi di euro entro la fine dell’anno (-10% sul 2021), grazie all’OPA di Blackstone su Atlantia, e che anche per il 2023 prevederà una pur contenuta crescita (+5%) concentrata soprattutto nel secondo semestre.I grandi fondi di investimento stanno quindi puntando alle aziende italiane, e per loro diventa sempre più importante trovare manager che siano in grado di gestire il processo pre e post acquisizione/ fusione e che rispondano a determinate caratteristiche: esperienza, affidabilità, disponibilità in tempi brevi, pochi vincoli in caso di interruzione anticipata dell’attività, superpartes, abituati a lavorare in contesti internazionali e a progetto / tempo, capaci di imprimere velocità, discontinuità positiva con determinazione nelle aziende acquisite dal Fondo.Proprio per queste caratteristiche particolari, secondo l’analisi di Studio Temporary Manager, presentata in occasione dell’evento “Evoluzione, opportunità e strumenti per il mercato M&A” organizzato insieme a Sella Investment Banking, accanto al tradizionale canale dell’executive search, nei primi nove mesi del 2022 i fondi e gli investitori si stanno orientando sempre più sui manager temporanei (+46% sullo stesso periodo del 2021), con una previsione di crescita nel 2023 di un ulteriore +20%.Tra i settori maggiormente interessati si rilevano il food & beverage, telecomunicazioni ed energia, mentre tra quelli emergenti, soprattutto per il prossimo anno, si segnalano l’high tech e il luxury.Chi sono i temporary manager? Si tratta di figure molto esperte tra i 50 e i 60 anni, disponibili in poco tempo, che dovranno ricoprire ruoli come CEO, CFO o COO con un mandato medio di circa 12-36 mesi, e che avranno come obiettivo quello di agevolare la riuscita del processo di gestione pre e post acquisizione, di integrazione e aggregazione operativa tra diversi business, organizzazioni e sistemi informativi. Vengono coinvolti principalmente nelle attività di riorganizzazioni operations, M&A integration, industrial due diligence, implementazioni IT e controllo di gestione. Per tutte le informazioni: http://www.temporarymanager.info

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L’industria mineraria può essere un investimento responsabile?

Posted by fidest press agency su sabato, 19 novembre 2022

A cura di Harry Ashman, Vice Presidente, Investimento responsabile di Columbia Threadneedle Investments. L’abbandono dei combustibili fossili ha alimentato la domanda di “metalli di transizione” come il rame e la domanda sta superando l’offerta, sono necessarie nuove miniere. Mentre il mondo procede verso la decarbonizzazione, dobbiamo bilanciare attentamente la domanda con gli impatti socio-ambientali.Conciliare l’industria mineraria con un approccio d’investimento responsabile può risultare estremamente difficile a causa dei gravi impatti ambientali e sociali associati a questo settore: il suo stesso modello di business si basa sull’estrazione e sull’utilizzo delle risorse finite del pianeta. Se mal pianificati, i progetti possono tra l’altro andare incontro a problemi di diritto fondiario, ovvero compromettere siti di importanza culturale o naturale. È stato riscontrato che, in caso di cattiva gestione, i prodotti di scarto dell’attività mineraria possono inquinare le risorse idriche locali o portare a disastri come il crollo della diga di sterili di Brumadinho, in Brasile, che nel 2019 provocò la morte di 270 persone. Inoltre, l’industria minero-metallurgica contribuisce a circa l’8% delle emissioni globali di gas serra. Ciò nonostante, la società si affida sempre di più ai prodotti del settore vista la spinta ad accelerare la transizione energetica, il che sta già alimentando la domanda dei cosiddetti “metalli di transizione” come rame, nichel, cobalto e litio. Abbiamo esaminato il ruolo dei metalli di transizione nel processo di decarbonizzazione, valutando se possano essere considerati un investimento responsabile. Ci siamo concentrati sul rame, in quanto si tratta di uno dei metalli più comunemente utilizzati, per il quale disponiamo di dati più precisi sulla crescita della domanda e sull’utilizzo finale.La mitigazione della crisi climatica e il passaggio a un’economia a basse emissioni di carbonio richiedono una massiccia espansione delle tecnologie a basse emissioni, come le energie rinnovabili e i veicoli elettrici, con conseguente aumento della domanda dei metalli necessari per queste tecnologie.Come illustrato di seguito, il solare fotovoltaico, l’eolico onshore e l’eolico offshore richiedono rispettivamente circa 2,8, 2,9 e 8 tonnellate di rame per MW di nuova capacità, contro le 1,15 tonnellate/MW necessarie per la generazione convenzionale di elettricità dal carbone. A seconda della tecnologia, anche altri metalli di transizione evidenziano un forte aumento della domanda.

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Vivid ha ottenuto la licenza di investimento nei Paesi Bassi

Posted by fidest press agency su sabato, 27 agosto 2022

Berlino. Vivid, app per il mobile banking e gli investimenti, lanciata nel giugno 2020 in Germania con lo scopo di fornire ai propri utenti strumenti più efficaci per la gestione del proprio patrimonio e diventare finanziariamente indipendenti, ha ricevuto oggi la licenza di investimento dalla Dutch Authority for Financial Markets (AFM), attraverso la sua succursale olandese Vivid Money B.V. Questa è la prima licenza per la società con sede a Berlino nella sua ancor breve storia e rappresenta un passo fondamentale nel suo percorso per diventare una super app finanziaria, in quanto primo via libera ufficiale per fornire i propri servizi finanziari.Esmond Berkhout, CCRO e Direttore Esecutivo di Vivid Money B.V., ha dichiarato: “Grazie alla licenza di investimento, possiamo creare in autonomia i migliori prodotti finanziari per i nostri clienti e lanciarli sul mercato, mettendo assieme tutti i nostri servizi bancari in un’unica app. Siamo molto orgogliosi di aver compiuto un passo tanto importante nonostante la nostra realtà sia ancora giovane e presso una delle più rinomate autorità per la supervisione finanziaria. Consentendoci di accedere direttamente al mercato azionario, di tenere security in custodia e di fare operazioni di cashback per i real asset, questa licenza ci permette di portare avanti ulteriormente la nostra mission in modo ancora più indipendente.Inoltre, ci tengo a ringraziare le autorità locali. Tutto il processo è stato caratterizzato da un confronto aperto, ravvicinato e diretto sia con la AFM, sia con la Banca Centrale Olandese.”Vivid Money B.V. ha ricevuto la licenza di investimento dalla AFM e grazie a questa potrà ricevere e trasmettere ordini e detenere presso di sé strumenti finanziari per conto dei suoi clienti. La licenza consente anche di fornire a questi ultimi un range più ampio di prodotti e servizi finanziari, come il trading con margine e indicazioni sugli investimenti in generale.

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È l’investimento in innovazione la chiave di volta per la crescita

Posted by fidest press agency su domenica, 15 Maggio 2022

Nonostante le difficoltà del periodo, determinate dalla crisi russo-ucraina che si è cumulata a quella pandemica, le migliori imprese italiane continuano a investire in innovazione per essere sempre più competitive sui mercati mondiali. Le difficoltà da superare sono molteplici, poiché la domanda risente delle crisi, del rincaro di molti prodotti e servizi e di un clima di crescente incertezza. Ma la reazione delle imprese appare solida e consistente, sia sul lato del taglio dei costi, sia nell’investimento mirato a rafforzare la tecnologia, l’organizzazione e la qualità delle risorse umane.È un messaggio forte e positivo quello emerso ieri nel convegno promosso da Eccellenze d’Impresa al Salone del Risparmio 2022, presso FieraMilano, sul tema “Investire in organizzazione e innovazione per consolidare la crescita”. Il ruolo della finanza e dell’innovazione nel supportare la crescita delle imprese, specie se di dimensione media e piccola, è stato sottolineato da Ugo Loeser, amministratore delegato di ARCA FONDI SGR; “L’innovazione non può determinare l’aumento dei rendimenti dei prodotti e degli investimenti se non cresce l’economia, ma è una scelta obbligata per favorire la crescita e per creare valore nel futuro. Un ruolo molto importante è rappresentato dalla digitalizzazione: ad oggi il tasso di digitalizzazione delle imprese italiane è molto basso rispetto ad alcune medie e solo rafforzando la capacità di cogliere le opportunità in modo profittevole le aziende potranno crescere e generare utili, riducendo così il debito” ha detto Loeser durante il convegno.

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Azionario giapponese: un universo di investimento di società di alta qualità

Posted by fidest press agency su venerdì, 1 aprile 2022

A cura di Daisuke Nomoto, Responsabile Azionario Giapponese di Columbia Threadneedle Investments. A dispetto degli eventi che hanno recentemente fatto impennare la volatilità sui mercati azionari, la Borsa di Tokyo ha mostrato una buona tenuta. Con un’esposizione minima all’economia russa, i fattori favorevoli per il mercato giapponese includono la continua ripresa economica, il sostegno fiscale da parte del governo e l’aumento dei flussi nel mercato a causa delle preoccupazioni per l’inflazione globale. L’impatto economico generato dall’invasione russa è minimo per il paese, dato che le importazioni russe sono a una sola cifra percentuale rispetto al totale delle importazioni giapponesi. Siamo comunque consapevoli che l’economia sarà colpita indirettamente attraverso l’inflazione, dato il picco dei prezzi del petrolio e di altre materie prime, anche se ancora in misura minore rispetto all’ Europa, dove la politica energetica è più dipendente dalla Russia.Il tema della riapertura sta guadagnando slancio anche grazie all’allentamento delle restrizioni Covid, mentre l’aumento dei piani di acquisto di azioni proprie sta fornendo ulteriore supporto. La serie di stimoli proposta dal premier Kishida dovrebbe anche portare ad un aumento dei salari e, con una redditività in rialzo strutturale, gli investitori stanno riconoscendo questo momento del ciclo come un punto di ingresso interessante per le azioni giapponesi. La recente transizione verso un contesto a bassa crescita economica, con un’inflazione persistente a livello globale, ha portato gli investitori a concentrarsi sulle azioni giapponesi che offrono un buon rapporto rischio/rendimento. Riportando questo a livello aziendale, il Giappone ha recentemente mostrato il profilo di miglioramento degli utili più forte a livello globale negli ultimi mesi – in primis grazie agli esportatori – e ci aspettiamo che il robusto slancio degli utili continuerà. In un contesto di valutazioni interessanti, possiamo dire che le società giapponesi hanno grandi riserve di liquidità nei loro bilanci, il che ha ulteriormente sostenuto il mercato. Questo assicura che possano mantenere o aumentare i ritorni per gli azionisti e fornire risorse per fare acquisizioni, confermando di essere un asset class interessante per gli investitori.Spostando l’attenzione al medio-lungo termine, prevediamo un rallentamento del tasso di crescita economica globale, che potrebbe esercitare una certa pressione sui mercati azionari, ma non ci aspettiamo per il Giappone le stesse pressioni inflazionistiche elevate che pesano sulle altre economie.Sul fronte politico, siamo ottimisti sul fatto che il Partito Liberal Democratico al potere manterrà la maggioranza, il che dovrebbe aiutare il mercato a sfuggire a qualsiasi pressione al ribasso associata al rallentamento della crescita globale. Continuiamo a monitorare i progressi nell’agenda del primo ministro Kishida a seguito del suo impegno a mantenere politiche fiscali e monetarie espansive per sostenere la ripresa economica.Il Giappone è stato spesso trascurato dagli investitori globali, in parte a causa della sua lenta crescita economica e dell’invecchiamento della popolazione, ma offre un importante universo di investimento di società di alta qualità in grado di generare una crescita degli utili sostenibile a valutazioni ragionevoli. L’innovazione rimane un obiettivo importante per i nostri portafogli Japan Equity. In termini tematici, l’automazione è una delle aree su cui puntiamo, perché aiuta a risolvere i problemi di carenza di manodopera e contribuisce alla produzione di massa di alta qualità. Pensiamo che la robotica e l’automazione si svilupperanno maggiormente nel prossimo decennio in settori come l’automazione di fabbrica e l’automazione di magazzino per l’e-commerce. Le questioni geopolitiche, insieme all’inflazione e alla potenziale crescita economica più lenta, sono fattori da tenere sotto controllo, ma stiamo approfittando della dislocazione del prezzo delle azioni per migliorare la qualità del portafoglio, per cercare di aggiungere società interessanti con buone valutazioni. Fonte http://www.columbiathreadneedle.it

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Gasdotto TAP: il caso vuole che oggi sia il miglior investimento per la crisi energetica

Posted by fidest press agency su mercoledì, 5 gennaio 2022

Credo che neanche Giorgio Parisi, il fisico Premio Nobel 2021 per i suoi studi sui sistemi complessi, possa spingersi a quella complessità che chiamiamo il caso, direttamente proporzionale al fattore tempo. Un esempio. Il Sole24Ore ci informa che nel 2021, primo anno di attività, grazie ai 7,5 miliardi di metri cubi di gas naturale proveniente dall’Azerbaigian attraverso il gasdotto TAP (Trans-Adriatic Pipeline), il vertiginoso aumento del prezzo del gas russo proveniente dal nord Europa sul mercato italiano è stato calmierato di circa il 10%. Per l’economia italiana, che sta cercando faticosamente di uscire da almeno due emergenze, il declino economico e la pandemia, una boccata d’ossigeno provvidenziale che già di per sé giustificherebbe la scelta politica di realizzare il gasdotto presa anni fa contro obiezioni non tutte infondate degli ambientalisti. Tra queste, forse la più seria fu che, a causa della deindustrializzazione, il consumo di gas stava già diminuendo e che con lo sviluppo delle rinnovabili avremmo avuto energia a prezzo minore. L’altra, meno sicura, era che il futuro è ormai troppo imprevedibile per avventurarsi in progetti faraonici. Infatti, imprevedibilmente sono arrivati, a catena, la pandemia di Covid-19, la Next Generation EU, il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) con l’annessa Transizione Ecologica e il fiume di denaro per ridurre del 55% le emissioni di carbonio nell’atmosfera entro il 2030 e raggiungere la neutralità (emissioni zero) nel 2050. Per almeno tentare di raggiungere l’obbiettivo, nei tre decenni che ci separano dalla scadenza sarà necessario, contemporaneamente all’incerto (seppur gigantesco) sviluppo delle rinnovabili, sostituire provvisoriamente e in misura sperabilmente calante carbone e derivati del petrolio con gas naturale e metano, molto meno inquinanti. Il TAP, che a pieno regime ne potrà fornire all’Italia fino a 20 miliardi di mc l’anno, si è rivelato con l’aiuto del caso il migliore investimento strutturale che si potesse sperare in una situazione che non era possibile immaginare. Questa vicenda esemplare dovrebbe consigliare umiltà a tutti coloro che si ritengono liberi da schemi ideologici e dotati di razionalità prima di impigliarsi in polemiche all’ultimo sangue su temi di incerto futuro, mitigando con il socratico dubbio il determinismo, sano ma umanamente indisponibile, di Laplace. Primo Mastrantoni, presidente Comitato tecnico-scientifico Aduc http://www.aduc.it

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GAM: Pronti per un nuovo paradigma di investimento

Posted by fidest press agency su venerdì, 3 dicembre 2021

Commento a cura di Niall Gallagher, Investment Director European Equities di GAM Investments. Le distorsioni di breve durata provocate dai lockdown imposti con la pandemia hanno riguardato numerosi settori, tra cui i trasporti, i semiconduttori e il mercato del lavoro. Secondo l’opinione di consensus, tali distorsioni si risolveranno rapidamente. Noi non ne siamo convinti. Crediamo che molte di tali problematiche non si risolveranno fino al 1° semestre del 2022, forse anche nel 1° semestre del 2023. Aspetto ancor più importante, la rotazione del mercato potrebbe nascondere un fenomeno di maggiore rilevanza. Tali sviluppi potrebbero rappresentare l’inizio di un cambio di regime per le economie e i mercati, col passaggio da un periodo di crescita bassa ma stabile, non inflazionistica, a uno scenario caratterizzato da una crescita più volatile, in abbinamento a un’inflazione più persistente. Alla base di questo cambio di paradigma ci sono numerosi fattori, complessi e interconnessi.Oltre le dislocazioni a breve e medio termine, la pandemia e gli interventi del governo correlati potrebbero aver prodotto cambiamenti nella nostra società civile relativamente al grado di intervento governativo desiderato dai cittadini, modificando i confini considerati accettabili tra stato e individuo. In un libro molto interessante intitolato “The Great Demographic Reversal”1, il Professor Charles Goodhart (London School of Economics) e Manoj Pradhan (Talking Heads Macro, ex Morgan Stanley) illustrano gli effetti profondi delle dinamiche demografiche sui mercati del lavoro globali, sui salari, sulla disuguaglianza e sulla crescita economica. Scrivono che negli ultimi 40 anni, a partire dal 1980 circa, gli effetti combinati dell’invecchiamento della popolazione e dell’ingresso nella forza lavoro della generazione dei baby boomer, l’aumento della partecipazione femminile, l’apertura della Cina e l’accesso al sistema commerciale globale, oltre alla caduta del muro di Berlino, hanno più che raddoppiato le dimensioni effettive del mercato del lavoro globale. Ciò ha inciso in particolare sulle parti più esposte agli scambi commerciali globali e ha ridotto molto i salari nelle economie avanzate in Europa e negli Stati Uniti. Tali dinamiche hanno gravato soprattutto sui lavori tradizionalmente riservati alla classe operaia, hanno alimentato le disuguaglianze ma sono anche servite a ridurre molto l’inflazione, mettendo fine alla spirale salari/prezzi degli anni ‘70 e, in ultima analisi, hanno determinato la disinflazione del nuovo millennio con la flessione o l’immobilità dei salari. Secondo Goodhart e Pradhan, tali fattori demografici hanno esaurito il loro corso e inizieranno a invertire la tendenza. Ciò dovrebbe far aumentare il potere di acquisto delle parti del mercato del lavoro occidentale esposto a tali tendenze, mettendo fine al periodo di pressioni al ribasso sui salari correlati agli scambi commerciali globali. L’aumento dei salari e la riduzione della disparità di reddito potrebbero favorire la stabilità sociale, se i guadagni non venissero ridotti dall’inflazione ma esercitassero una pressione positiva al rialzo sull’inflazione. Lo stiamo già vedendo, per esempio, nella mancanza di autisti di veicoli pesanti in molti Paesi e nella carenza di manodopera nelle catene di distribuzione, nella vendita al dettaglio e in alcune aree del settore sanitario.I policymaker hanno enfatizzato e illustrato i vantaggi economici derivanti dal necessario azzeramento delle emissioni nette. Tra gli altri benefici, si eviteranno i costi correlati ai cambiamenti climatici e si farà ricorso a fonti di energia con un costo marginale contenuto, come quella solare ed eolica. A nostro giudizio, ciò che però non sono riusciti a spiegare o ad analizzare è il costo effettivo/complessivo derivante dalla creazione di un sistema energetico solido e resistente in grado di immagazzinare energia e di avere scorte sufficienti quando le fonti rinnovabili non bastano. A nostro giudizio, politici e commentatori nell’emisfero nord/occidentale dovrebbero tenere presente che la crescita della domanda di energia oggi arriva da Paesi che non appartengono all’Organizzazione per lo Sviluppo e la Cooperazione Economica (ovvero in via di sviluppo) che sono indietro nel percorso di sviluppo economico (con un Pil pro capite più basso) rispetto all’Europa, ai Paesi sviluppati in Asia e agli Stati Uniti, e che probabilmente non vogliono sentire paternali. Le implicazioni per le economie e gli investimenti sono numerose, complesse e interconnesse. Pur non disponendo di tutte le risposte, ipotizziamo che per le economie sviluppate si profili un periodo di investimenti ingenti per facilitare la necessaria transizione energetica, la digitalizzazione e un maggiore attivismo fiscale da parte dei governi. Potremmo concludere che tale scenario favorirà la performance dei titoli value rispetto a quelli growth, ma significherebbe non tenere conto del profondo impatto che avranno i cambiamenti tecnologici e le nuove tendenze in grado di rendere obsoleti molti titoli considerati “value” o accelerare il loro declino. A nostro giudizio il futuro non sarà né growth né value, ci saranno molte più sfumature e molto dipenderà dal singolo titolo. (abstract by http://www.verinieassociati.com)

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E’ il momento d’investire per far crescere il mercato

Posted by fidest press agency su giovedì, 11 novembre 2021

Nel 2021 il 5G è un mercato ancora agli inizi, con una filiera in costruzione, ma sono stati fatti importanti passi avanti rispetto ai dodici mesi precedenti. In primo luogo, è aumentata la copertura, che oggi è pari a una decina di punti percentuali in 5G Non Standalone e al 95% della popolazione servita in Dynamic Spectrum Sharing[1], utilizzando quindi, in gran parte, le frequenze 4G. È stato avviato il mercato consumer, con la crescita delle vendite di terminali 5G ai consumatori finali e delle sottoscrizioni 5G. Nel mercato Business, sono emersi i primi casi d’uso con imprese e pubbliche amministrazioni: al momento se ne contano una decina sul territorio italiano, fra progetti commerciali, iniziative sviluppate grazie a finanziamenti europei o co-investimenti con le telco, in diversi ambiti, come Smart & Connected Vehicle – Safety (soluzioni per migliorare la sicurezza dei guidatori), Autonomous Vehicle & Smart Road e Remote Monitoring – Distributed Assets[2]. Un numero contenuto (come negli altri paesi europei, del resto) ma con benefici già concreti, come la riduzione dei costi di alcuni processi, l’aumento della produttività e la riduzione delle emissioni.È cresciuta la conoscenza delle caratteristiche del 5G da parte delle aziende end user, le potenziali utilizzatrici di questa tecnologia: il 30% ha un livello di conoscenza almeno buono, contro il 24% del 2020, e soltanto il 27% non la conosce affatto (era il 48% lo scorso anno). Le imprese dimostrano anche una maggiore consapevolezza delle opportunità offerte dal 5G, con il 34% che lo valuta positivamente e si sta attivando per capire come sfruttarlo (14 punti in più del 2020) e il 30% che dichiara di aver avviato progetti o iniziative pilota nell’ambito o di volerlo fare nel prossimo anno. Anche le imprese della filiera ICT si stanno muovendo: il 43% ha attivato o intende attivare progetti 5G nei prossimi 12 mesi. Ora è il momento di sfruttare l’esperienza dei primi casi e la maggiore maturità delle imprese per investire e far crescere un mercato ancora immaturo ma con grandi opportunità da cogliere. Sono i risultati della ricerca dell’Osservatorio 5G & Beyond della School of Management del Politecnico di Milano. Oltre alle caratteristiche più note, sono tre le novità architetturali di grande prospettiva che spingeranno lo sviluppo del 5G. Le tecnologie radio a onde millimetriche (mmWave), che, combinate con le tecnologie FWA, permettono di raggiungere le prestazioni della fibra, come picco di downlink e uplink. Ma anche le soluzioni di Multi-access Edge Cloud (MEC), che consentono di trasformare la rete in una piattaforma di calcolo (quindi non solo connettività) e di avvicinare la distanza tra terminali e server delle applicazioni per ridurre la latenza. L’Osservatorio ha censito 98 startup internazionali 5G finanziate fra il 2016 e il 2020 per un totale di 2,2 miliardi di dollari di investimenti raccolti, pari a un finanziamento medio di 26 milioni di dollari. Le principali tecnologie 5G sfruttate sono l’Edge Computing (21% delle startup), seguito dall’URLLC (9%), ma buono l’interesse anche per l’Open RAN. Tra le tecnologie ancillari, la più esplorata è l’Artificial Intelligence (30%) per offrire servizi alle aziende clienti e l’ottimizzazione della gestione della rete, e l’IoT (28%).

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Capital Group: quali le opportunità d’investimento in Cina

Posted by fidest press agency su giovedì, 30 settembre 2021

A cura di Noriko Chen, Equity Portfolio Manager di Capital Group. A luglio il mercato azionario cinese ha registrato uno dei peggiori cali mensili in un decennio a causa dell’escalation delle pressioni normative. Il crollo ha sollevato timori sui rischi e sulle prospettive di investimento nelle azioni cinesi. Alcune società e industrie affrontano una maggiore incertezza, ma quelle più allineate con le priorità del governo possono presentare opportunità di investimento. Di seguito vengono indicati alcuni esempi. L’energia verde è una priorità, pertanto le società che contribuiscono alla transizione verso un’energia più pulita potrebbero beneficiare di maggiori investimenti. Altro ambito legato al desiderio di ridurre le emissioni e l’inquinamento è quello dei veicoli elettrici, che richiedono meno componenti rispetto a quelli con motore a combustione interna e la loro economia è maggiormente legata ai costi delle batterie, oltre che alla scala di produzione. In tale ambito i produttori cinesi presentano un vantaggio grazie alle sovvenzioni, al basso costo del capitale, alla produzione nazionale di batterie e separatori e alla loro capacità di produrre su scala, il che rende la Cina il maggiore produttore di veicoli elettrici al mondo, tanto che in futuro il suo ruolo in tale mercato diventerà sempre più importante. Fin dal 2015 il governo cinese si è poi concentrato su prodotti farmaceutici e innovazione in ambito medico al fine di migliorare l’accesso a cure di qualità e ridurre la dipendenza dalle importazioni estere. Le riforme hanno drasticamente migliorato il panorama sia per le società straniere che nazionali facendo sì che la Cina sia più in linea con gli standard globali. Le sostituzioni delle importazioni sono fondamentali per ridurre la dipendenza della Cina dai fornitori stranieri e costituiscono parte della strategia governativa della doppia circolazione. Tali sostituzioni riguardano vari settori, ma quello dei semiconduttori è di importanza strategica. Il governo cinese intende rafforzare le proprie capacità nella progettazione e produzione di semiconduttori, soprattutto dopo che gli Stati Uniti hanno messo al bando il gigante delle telecomunicazioni Huawei e hanno fatto pressione su altri Paesi perché facessero lo stesso. Altri ambiti di investimento strategico per il governo sono quelli dei software e dei servizi della tecnologia dell’informazione, settori sottosviluppati dove società innovative potrebbero beneficiare di maggiori investimenti, evitando la pressione normativa a cui sono soggette le aziende tecnologiche che si rivolgono ai consumatori. Dalla nostra esperienza di investimento in Cina, riteniamo che il governo sia sensibile ai timori del mercato, anche se le motivazioni dei funzionari del partito possono sembrare nebulose. Durante l’ultima ondata di vendite, il vice-premier Lui He e i rappresentanti della China’s Securities Regulatory Commission hanno interagito attivamente con le banche d’investimento globali e altri operatori nel tentativo di attenuare i timori del mercato. Hanno ribadito il loro sostegno al mercato azionario e alle società private, comprese quelle quotate all’estero, enfatizzando inoltre il loro impegno volto ad aprire ulteriormente i mercati finanziari cinesi agli investitori stranieri. Quest’ultimo periodo di turbolenza del mercato evidenzia come gli investimenti in Cina comportino maggiori rischi. Dalla nostra esperienza trentennale di investimenti nel Paese abbiamo però capito che è possibile individuare buone opportunità tra le varie regolamentazioni e flessioni economiche. La Cina rappresenta il classico mercato adatto alla selezione dei titoli, con un numero crescente di società di alta qualità e un’innovazione continua; quindi, per una maggiore sicurezza è importante investire società per società.

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Outbrain annuncia un investimento di 200 milioni di dollari da parte di The Baupost Group

Posted by fidest press agency su mercoledì, 14 luglio 2021

Outbrain, una delle principali piattaforme di recommendation dell’open web, ha annunciato oggi che, nell’ambito del suo piano di finanziamento strategico, si è assicurata un finanziamento di 200 milioni di dollari da parte del gestore di investimenti The Baupost Group con sede a Boston.”Siamo entusiasti di annunciare questo investimento da parte di The Baupost Group, che condivide la nostra visione e l’impegno per il nostro business, il nostro team e le nostre prospettive future” ha detto David Kostman, Co-CEO di Outbrain. “Siamo orgogliosi di guidare lo spazio di raccomandazione che abbiamo creato. Abbiamo piani audaci per il futuro per continuare a fornire innovazione critica ai nostri partner media Premium in tutto il mondo ed espandere la nostra potente piattaforma pubblicitaria globale nell’open web” ha aggiunto Yaron Galai, Co-Fondatore e Co-CEO di Outbrain.Jefferies e Citigroup hanno operato come intermediari per Outbrain. Mayer Brown LLP è stato il consulente legale di Outbrain. Ropes & Gray LLP è stato il consulente legale di Baupost.

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Buddybank in partnership con Moneyfarm lancia Steppy, soluzione via app di investimento

Posted by fidest press agency su giovedì, 24 giugno 2021

Buddybank, la banca per smartphone di UniCredit, entra nel segmento degli investimenti digitali grazie alla collaborazione con Moneyfarm e all’advisory di BlackRock. Nasce così “Steppy”, un’offerta di investimento fully digital da smartphone dedicata a tutti i buddies. Moneyfarm, azienda leader nella gestione del risparmio con approccio digitale, gestirà i portafogli facendo leva anche sull’asset allocation consigliata da BlackRock, ottimizzata sulla base di metriche ESG, includendo quindi nel processo d’investimento tematiche ambientali, sociali e di governance. Sviluppato in open banking via API, “Steppy” è un servizio di gestione di portafogli multilinea sottoscrivibile in pochi passaggi attraverso l’app buddybank. L’onboarding è totalmente digitale e il cliente dopo la compilazione di un breve questionario MiFID, può definire i propri obiettivi in autonomia oppure con il supporto della consulenza. Secondo l’EY Global Wealth Research Report – ricerca che misura i cambiamenti nelle aspettative dei risparmiatori sui servizi e le modalità della relazione con i wealth manager – durante la pandemia gli investitori hanno intensificato esponenzialmente l’uso della tecnologia e questo ha determinato un cambiamento permanente nelle loro scelte. In particolare, la totalità dei Millennial (i nati tra il 1981 e il 1996), ha rivelato che in futuro intende utilizzare sempre più strumenti di investimento digitali e virtuali. Allo stesso modo è cresciuta molto la sensibilità per gli investimenti ESG: la stessa ricerca, infatti, rileva che l’83% dei Millennial ha degli specifici obiettivi di sostenibilità e quasi uno su tre ritiene che il proprio wealth manager potrebbe fare di più per comprenderli appieno.

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“Fondi d’investimento e istituzioni finanziarie attori protagonisti nella ripartenza del Paese”

Posted by fidest press agency su martedì, 25 Maggio 2021

“Non intervenire sulle singole imprese o su specifici settori economici, ma creare i presupposti necessari per il rilancio collettivo del nostro Paese. Il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, presentato al Parlamento dal Premier Mario Draghi, si pone un obiettivo ambizioso all’altezza delle sue potenzialità: rinverdire i fasti di un nuovo miracolo economico italiano. Dall’innovazione e la digitalizzazione al rafforzamento delle infrastrutture, dall’istruzione e la ricerca alla salute, senza tralasciare tematiche sempre più rilevanti quali l’inclusione sociale e la transizione ecologica. Tutti aspetti attentamente trattati nelle sei missioni che si pone il Pnrr congiuntamente alle riforme della pubblica amministrazione e della giustizia”. Lo ha dichiarato nel suo intervento sul blog istituzionale di Deloitte Italia l’amministratore delegato del Financial Advisory, Antonio Solinas, sottolineando come “il miracolo italiano del Secondo Dopoguerra sia stato il frutto di un contesto geopolitico e sociale molto diverso da quello attuale, ma ad ogni modo oggi le persone avvertono l’esigenza di importanti cambiamenti strutturali. Dietro alle imprese ci sono le persone, la spinta per la ripartenza arriva dalla collettività dopo aver dimostrato per lunghi mesi resilienza e abilità nel fronteggiare i periodi più complessi. Non a caso il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha parlato delle risorse europee non solo come base per ripartire, ma come ‘trampolino di lancio per un salto in avanti, verso la rinascita della nostra comunità attraverso uno sforzo corale delle istituzioni e delle forze economiche e sociali’. Proprio in questi giorni Deloitte ha annunciato l’avvio di una partnership con primari operatori di mercato, quali ad esempio Redo Sgr i cui principali azionisti sono Cdp e Intesa Sanpaolo, per lo sviluppo di progetti aventi a oggetto social housing, residenze universitarie convenzionate, infrastrutture sociali, operazioni di rigenerazione urbana e recupero di immobili inutilizzati a Milano e nelle principali città lombarde. “Questo è un segnale – ha aggiunto Solinas – che fondi di investimento e istituzioni finanziarie sono pronte ad aprirsi a nuove iniziative con orizzonti di investimento di lungo termine, come nel caso del lancio del fondo infrastrutturale Pramerica ITER. Iniziative che non guardano solo alle aziende, ma alle persone che ci sono dietro alle aziende. Bisogni nuovi che cambieranno i modelli operativi delle aziende per soddisfare in modo diverso le esigenze di clienti e stakeholder. Quando si pensa alla crisi attuale non bisogna pensare tanto a situazioni patologiche, quanto alla possibilità di crescere e innovare i business perché, come sottolineato di recente dalla Banca d’Italia, ‘sostenere nel tempo gli effetti sulla crescita degli interventi previsti nell’ambito del Pnrr richiede attenzione alla loro efficacia nell’aumentare non solo la domanda aggregata, ma anche la capacità produttiva del Paese e che le riforme previste abbiano concreta attuazione’.

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Solinas (Deloitte): “Fondi d’investimento e istituzioni finanziarie attori protagonisti nella ripartenza del Paese”

Posted by fidest press agency su domenica, 23 Maggio 2021

“Non intervenire sulle singole imprese o su specifici settori economici, ma creare i presupposti necessari per il rilancio collettivo del nostro Paese. Il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, presentato al Parlamento dal Premier Mario Draghi, si pone un obiettivo ambizioso all’altezza delle sue potenzialità: rinverdire i fasti di un nuovo miracolo economico italiano. Dall’innovazione e la digitalizzazione al rafforzamento delle infrastrutture, dall’istruzione e la ricerca alla salute, senza tralasciare tematiche sempre più rilevanti quali l’inclusione sociale e la transizione ecologica. Tutti aspetti attentamente trattati nelle sei missioni che si pone il Pnrr congiuntamente alle riforme della pubblica amministrazione e della giustizia”. Lo ha dichiarato nel suo intervento sul blog istituzionale di Deloitte Italia l’amministratore delegato del Financial Advisory, Antonio Solinas, sottolineando come “il miracolo italiano del Secondo Dopoguerra sia stato il frutto di un contesto geopolitico e sociale molto diverso da quello attuale, ma ad ogni modo oggi le persone avvertono l’esigenza di importanti cambiamenti strutturali. Dietro alle imprese ci sono le persone, la spinta per la ripartenza arriva dalla collettività dopo aver dimostrato per lunghi mesi resilienza e abilità nel fronteggiare i periodi più complessi. Non a caso il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha parlato delle risorse europee non solo come base per ripartire, ma come ‘trampolino di lancio per un salto in avanti, verso la rinascita della nostra comunità attraverso uno sforzo corale delle istituzioni e delle forze economiche e sociali’.Come Amministratore Delegato di Deloitte Financial Advisory, società specializzata nel supporto alle aziende sia in momenti di crisi che in momenti di crescita sia organica sia inorganica attraverso operazioni di M&A e di rafforzamento patrimoniale, Solinas ha aggiunto che “il Pnrr non sarà un fenomeno isolato. Vedrà in campo tanti operatori internazionali, fondi di investimenti e istituzioni finanziarie che faranno da volano. Oggi ci sono molti operatori che sono pronti a investire in progetti di ricerca e innovazione o in iniziative di utilità sociale”. Proprio in questi giorni Deloitte ha annunciato l’avvio di una partnership con primari operatori di mercato, quali ad esempio Redo Sgr i cui principali azionisti sono Cdp e Intesa Sanpaolo, per lo sviluppo di progetti aventi a oggetto social housing, residenze universitarie convenzionate, infrastrutture sociali, operazioni di rigenerazione urbana e recupero di immobili inutilizzati a Milano e nelle principali città lombarde. “Questo è un segnale – ha aggiunto Solinas – che fondi di investimento e istituzioni finanziarie sono pronte ad aprirsi a nuove iniziative con orizzonti di investimento di lungo termine, come nel caso del lancio del fondo infrastrutturale Pramerica ITER. Iniziative che non guardano solo alle aziende, ma alle persone che ci sono dietro alle aziende. Bisogni nuovi che cambieranno i modelli operativi delle aziende per soddisfare in modo diverso le esigenze di clienti e stakeholder. Quando si pensa alla crisi attuale non bisogna pensare tanto a situazioni patologiche, quanto alla possibilità di crescere e innovare i business perché, come sottolineato di recente dalla Banca d’Italia, ‘sostenere nel tempo gli effetti sulla crescita degli interventi previsti nell’ambito del Pnrr richiede attenzione alla loro efficacia nell’aumentare non solo la domanda aggregata, ma anche la capacità produttiva del Paese e che le riforme previste abbiano concreta attuazione’.

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“L’investimento sostenibile per un mondo che cambia”

Posted by fidest press agency su mercoledì, 12 Maggio 2021

È il nuovo Pay Off di BNP Paribas Asset Management, che integra e valorizza così la propria attenzione verso i temi sostenibili.BNP Paribas Asset Management (“BNPP AM”) già dal 2002 è impegnata a promuovere la sostenibilità e ha continuato nel tempo a rafforzare le sue ambizioni, la sua filosofia d’investimento e i suoi processi di gestione per prendere in considerazione i criteri ESG e promuovere un’economia a basse emissioni di carbonio, sostenibile dal punto di vista ambientale e inclusiva.Il cambiamento del Pay Off di BNPP AM rappresenta un punto di svolta per la società e meglio incarna i suoi valori fondamentali. Questo cambiamento è parte di una nuova campagna di brand internazionale, costruita sulle testimonianze di quei dipendenti che incorporano la sostenibilità nel loro lavoro quotidiano, a vantaggio di tutti i clienti.Se da un lato i criteri ESG sono ormai diventati una consuetudine per il settore, convalidando la strategia di BNPP AM totalmente votata alla sostenibilità, la consapevolezza della fragilità del nostro pianeta, il desiderio di agire per combattere il riscaldamento globale, proteggere l’ambiente e rispondere agli aspetti sociali è costantemente in crescita – nella comunità degli investimenti e non solo. Queste preoccupazioni, che sono condivise dai clienti, dai dipendenti e dalla società nel suo complesso, sono al centro della strategia di investimento di BNPP AM.Nel marzo 2019, BNPP AM ha lanciato la propria Global Sustainability Strategy, una pietra miliare nello sviluppo e nell’accelerazione del suo impegno ad offrire ai propri clienti rendimenti sugli investimenti sostenibili nel lungo termine. Negli ultimi due anni sono stati compiuti progressi significativi, tra cui: • L’integrazione dei criteri ESG nell’intera gamma di fondi aperti e in tutti i processi d’investimento e l’estensione dell’analisi ESG a oltre 12.000 società quotate. • Il rafforzamento delle politiche settoriali, in particolare per quanto riguarda le aziende estrattive di carbone termico e i generatori elettrici alimentati a carbone. • Linee guida ancor più rigorose riguardano il voto per delega, le quali definiscono requisiti attesi in materia di diversità dei consigli di amministrazione, dove auspichiamo che le donne rappresentino il 30% degli amministratori nei mercati sviluppati e il 15% nei mercati emergenti. • La leadership europea nei fondi tematici sostenibili con oltre 90 miliardi di euro investiti in fondi sostenibili, a impatto o in possesso di una “label” SRI. BNPP AM è inoltre riconosciuta in Francia per la sua gamma di fondi d’impatto sociale con un ammontare eccezionale di 2,8 miliardi EUR di fondi sociali ed economici solidali. • La classificazione dell’84% dei fondi come articolo 8 e 9 ai sensi del Regolamento europeo sulle comunicazioni in materia di finanza sostenibile (European Sustainable Finance Disclosure Regulation, “SFDR”), a seconda che promuovano caratteristiche ambientali o sociali o abbiano un obiettivo d’investimento sostenibile. Questi sviluppi, a tutti i livelli dell’azienda, hanno posto l’investimento sostenibile al cuore del modello di business e della cultura di BNPP AM.

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Aggiornamento sulla strategia di investimento di febbraio 2021

Posted by fidest press agency su martedì, 23 febbraio 2021

A cura di Andrea Delitala, Head of Euro Multi Asset, e Marco Piersimoni, Senior Investment Manager di Pictet Asset Management. L’evoluzione dei mercati finanziari da inizio anno è stata promettente, con indici azionari in territorio ampiamente positivo. Il tema della ripresa ciclica dell’economia è in generale molto frequentato dagli investitori attraverso posizioni su small Cap, industriali, materie prime e beni durevoli. Dal punto di vista geografico, molto positivi i risultati dei paesi emergenti asiatici che guadagnano quasi il 10% da inizio anno. La componente europea è stata maggiormente contrastata e soffre l’impatto negativo del rischio Covid su due fronti: da un lato il rischio mutazioni e relativi dubbi riguardo all’efficacia dei vaccini sino ad ora approvati, dall’altro l’andamento di una campagna vaccinale fino ad ora fallimentare e che espone l’Europa a tensioni nazionalistiche/protezioniste soprattutto nei confronti della Gran Bretagna. Il fenomeno più interessante delle scorse settimane è stato lo short squeeze osservato su alcuni titoli a piccola capitalizzazione. Il braccio di ferro ha visto da un lato tanti trader retail, coalizzati negli acquisti grazie all’utilizzo di piattaforme social, e dall’altro lato hedge funds (con posizioni ribassiste) che hanno dovuto soccombere, riportando perdite multimiliardarie e liquidando altre posizioni per ridurre la leva finanziaria. Queste liquidazioni forzate hanno causato una correzione di quasi cinque punti sull’indice S&P500, per ragioni tecniche più che fondamentali. Quadro macroeconomico, deciso sostegno fiscale e monetario spingono verso l’alto le valutazioni dei premi di rischio azionari soprattutto nell’area USA e Asia (sia EM che Giappone). Le notizie che giungono dal fronte fiscale sono incoraggianti: nel corso del primo trimestre ci attendiamo il varo di un pacchetto aggiuntivo nell’ordine di almeno 1.000 miliardi di dollari (circa 5% del PIL USA), che rafforza lo scenario di ripresa ciclica. Rispetto ad inizio anno, la crescita mondiale sembra essere trainata soprattutto da USA e Cina mentre l’Europa resta indietro, sia per le indubbie difficoltà nella campagna vaccinale che per il minor spazio di stimolo monetario e fiscale. Il rischio principale, all’interno di uno scenario delineato che è positivo, è legato (a parte all’onnipresente evoluzione della pandemia) a improvvise fiammate inflazionistiche da eccesso di stimolo fiscale: allo stato attuale sembra prematuro ipotizzarlo. Con aspettative di inflazione già rientrate su livelli pre-crisi, eventuali rimbalzi pronunciati dell’inflazione realizzata (oltre agli attesi effetti base) potrebbero mettere in discussione il paradigma dei tassi bassi a lungo. Le Banche Centrali, a partire dalla Fed, potrebbero essere indotte ad agire sui tassi reali mettendo pressione sugli attivi azionari; si tratta probabilmente di uno scenario valido per la seconda parte dell’anno se non per il 2022, ma dovremo seguire molto attentamente l’evoluzione di questo tema.

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“Un piano di investimento triennale per la montagna”

Posted by fidest press agency su martedì, 15 dicembre 2020

“Lo scorso luglio agli Stati Generali della Montagna è emersa la richiesta di inserire la montagna nel Piano Nazionale Ripresa e Resilienza. Ci sono interventi inseriti nella Legge di Bilancio destinati ad aiutare le aree svantaggiate, tra cui le zone montuose”. “Le risorse che arriveranno dalla Ue con il Recovery Fund – spiega la Presidente – saranno decisive per approntare un piano triennale di investimenti in grado non solo di sostenere la vita in montagna, ma anche per ridurre il gap con le le altre zone del nostro Paese cominciando dall’abbattimento del digital divide. Non si tratta infatti di perseguire logiche assistenzialistiche, ma di andare a individuare quali sono le funzioni strategiche della montagna e garantire pari servizi e pari accessibilità a tutti i cittadini”.“Per questa ragione – conclude Rotta – nel PNRR sono previsti aiuti e ristori a aree interne e montane al fine di incentivare processi di sviluppo socio-economico laddove i tassi occupazionali troppo bassi spingono verso lo spopolamento”

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Opportunità di investimento in energie rinnovabili e tecnologie ambientali in Etiopia

Posted by fidest press agency su mercoledì, 2 dicembre 2020

Fino al 14 dicembre 2020 UNIDO ITPO Italy ospiterà virtualmente nell’ambito del Programma Delegati di UNIDO un rappresentante dell’Ethiopian Investment Commission, Haregewoin Mirotaw Shumiye, con l’obiettivo di promuovere nella comunità imprenditoriale italiana un portfolio di progetti in ambito di energie rinnovabili e tecnologie ambientali. La partecipazione all’iniziativa è aperta alle imprese italiane operanti nei seguenti settori: energie rinnovabili e soluzioni off-grid; trattamento e riciclo della carta e di prodotti correlati; gestione sostenibile delle risorse idriche; energie rinnovabili e soluzioni ambientali applicate al settore lattiero-caseario.Durante gli incontri virtuali i partecipanti avranno l’occasione di presentare la propria azienda e discutere potenziali opportunità di partnership con le controparti etiopi rappresentate dal delegato, promuovendo il trasferimento di tecnologie innovative per uno sviluppo industriale sostenibile nel settore locale. L’iniziativa si colloca all’interno del progetto “Fostering international partnerships between companies and/or institutions operating in the energy and environment sectors”, finanziato dal Ministero Italiano dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare ed implementato da UNIDO ITPO Italy.

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