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Quotidiano di informazione – Anno 28 n° 301

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Codice etico dei prodotti di investimento

Posted by fidest press agency su lunedì, 11 luglio 2016

La_Borsa_-_Dettaglio_-_Foto_di_Giovanni_Dall'OrtoIl presidente Adiconsum fa riferimento alla proposta fatta a Roma dal presidente Abi Patuelli nella Relazione per l’Assemblea Annuale, in cui Abi chiede “trasparenza semplice”, fare in modo cioè, che ciascuno, con prospetti identici in Europa, sia pienamente consapevole e responsabile delle proprie scelte di investimento”. In particolare in Italia è necessario un codice condiviso sulle vendite dei prodotti finanziari, perché vengano sempre osservate le migliori regole. E su questo tema chiediamo – continua il presidente – il coinvolgimento delle associazioni dei consumatori nella fase di redazione del documento e nell’individuazione delle clausole a tutela dei consumatori.Riguardo alle altre questioni in agenda Abi, in particolare la revisione del Bail in, Adiconsum ritiene che sia il caso di rivedere la normativa che prevede il coinvolgimento dei privati nelle crisi bancarie, innanzitutto per correggere gli elementi di incostituzionalità e poi perché “una modifica oggi sarebbe pienamente giustificata dallo stato di emergenza post Brexit” – conclude Meazza.

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Gordon Brothers Group si espande in America Latina

Posted by fidest press agency su venerdì, 17 giugno 2016

bostonBOSTON /PRNewswire/ Gordon Brothers Group, società di consulenza, ristrutturazione e investimento specializzata nei settori retail, industriale, immobiliare e dei prodotti di consumo, ha annunciato di essere ora attiva anche in America Latina grazie a nomine dirigenziali strategiche e alla decisiva partnership siglata con Planconsult, società leader in Brasile nel settore della valutazione.Sotto la guida dell’Amministratore Delegato Senior di Gordon Brothers International Rafael Klotz, Alfredo Finotti rivestirà il ruolo di Direttore Esecutivo e Marcos Brandt quello di Direttore Commerciale degli uffici di nuova apertura a San Paolo del Brasile. La partnership stretta con Planconsult sarà gestita da Ronald ed Edgar Salem. Planconsult offre servizi di stima e valutazione commerciale trasversalmente a numerosi settori e comparti industrie. Questa partnership mira ad aumentare le attività di valutazione di Gordon Brothers Group presenti in Nord America, Europa e Asia sostenendo le pratiche di vendita cessione o disposzione e ristrutturazione della filiale brasiliana.”È con particolare entusiasmo che do il benvenuto ad Alfredo, Marcos e al gruppo Planconsult, e alle preziose competenze che faranno confluire nella nostra società”, ha affermato Kenneth Frieze, CEO presso Gordon Brothers Group. “L’America Latina è una delle nostre massime importante priorità. Sono sicuro che la loro esperienza contribuirà a potenziare la nostra crescita strategica in questo promettente mercato”, ha aggiunto.”Il fatto di poter introdurre l’esperienza, le competenze e i servizi di Gordon Brothers in America Latina rappresenta un’opportunità straordinaria; e sono entusiasta dell’impegno della società verso questa regione”, ha affermato Alfredo Finotti, Direttore Esecutivo. “Sarà un enorme piacere entrare a far parte di questo consolidato team internazionale contribuendo a promuovere il successo della società”.”Siamo davvero lieti di lavorare al fianco del team Gordon Brothers e di espandere le nostre competenze sfruttando le loro esperienze in ambito valutativo su scala mondiale”, ha affermato Ronald Salem, Direttore Esecutivo di Planconsult. Finotti vanta all’incirca 35 anni di esperienza nell’ambito del marketing, del retail e dei prodotti di consumo, gestendo le attività di numerosi brand internazionali tra cui Seagram, LVMH, BRASIF, Salton e Westinghouse. Brandt ha accumulato oltre 25 anni di esperienza nel campo dei prodotti di consumo, incluse le importazioni e la distribuzione a tutti i livelli del retail brasiliano.

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Qual è il migliore investimento nel lungo termine?

Posted by fidest press agency su martedì, 17 maggio 2016

rendimento annualeMaggiore è il rischio maggiore sarà il rendimento ottenibile, quindi più elevato sarà il peso dell’azionario nel portafoglio, più sostanzioso potrebbe essere il rendimento; o ancora i rendimenti ottenibili nel lungo termine con un asset allocation rischiosa sono più alti di quelli dati da una asset allocation meno rischiosa. Ma questi assunti sono sempre validi?Prima di tutto si deve ricordare che maggiore è il rischio, maggiore può essere ovviamente la perdita (non solo il potenziale rendimento). Secondariamente non è detto che le azioni siano l’unico investimento di lungo termine in grado di riservare buoni rendimenti. Certo, il risk premium dell’azionario (ossia il maggiore rendimento dato un investimento sull’azionario rispetto ad un altro su prodotti risk-free come ad esempio le obbligazioni governative a breve termine), offre agli investitori la prospettiva di maggiori ritorni per “compensare” il rischio insito in tale investimento, più rischioso e volatile di quello in obbligazioni governative. E come dimostrano i dati storici, spesso l’investimento azionario riserva rendimenti più alti. Il grafico compara i rendimenti delle principali asset class del mercato americano tra i 1928 e il 2015, ossia un periodo che comprende i grandi boom e le storiche fasi di depressione.
Tra i diversi Paesi vi sono delle normali differenze in merito ai rendimenti dell’azionario e dell’obbligazionario. Diversi studi sul comparto azionario sono basati su dati a partire dall’inizio del Ventesimo secolo quando erano gli Stati Uniti a guidare le performance globali, data la loro forte influenza sull’economia globale. Gli investitori poi, nei primi anni del Novecento, hanno scelto il mercato tedesco come destinazione per gli investimenti di lungo termine, andati poi in fumo, negli anni Venti, a causa dall’iperinflazione e della Prima Guerra Mondiale. Se avessero optato per il Regno Unito avrebbero avuto ritorni nettamente diversi da quelli dei mercati americani, ma in generale, come dimostrato da diverse ricerche della London Business School, diversi mercati azionari sviluppati, come anche quello americano, hanno sofferto, nel corso dello scorso secolo, lunghi periodi caratterizzati da rendimenti reali negativi.È importante valutare inoltre se il risk premium delle azioni è stato realmente pagato o meno. Il grafico sottostante (Figura 2) mette a confronto il rendimento complessivo (inclusi dividendi e cedole) ottenuto negli ultimi venti anni dal comparto azionario, obbligazionario (un mix di obbligazioni societarie e governative con diversa durata) e dalle materie prime. Si evince che, nonostante il recupero dell’azionario nel 2009, complessivamente le obbligazioni sono l’asset che nel lungo termine ha performato meglio. Il grafico si presta chiaramente a diverse analisi e spunti di riflessione, ma di sicuro ricopre un arco di tempo che ha visto il susseguirsi di importanti fasi di mercato, così come la crisi finanziaria del 2008, e il successivo recupero.(a cura di Yuchen Xia, Portfolio Manager in MoneyFarm) (foto: rendimento annuale)

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Silk Biomaterial: riceve investimento 7MLN euro dal fondo Principia

Posted by fidest press agency su domenica, 24 aprile 2016

polacchini solianoSilk Biomaterials S.r.l., attiva nella ricerca e sviluppo di tecnologie in seta per applicazioni di medicina rigenerativa e di drug delivery, segnala l’ingresso di Principia SGR all’interno della propria compagine sociale. Il fondo di venture capital Principia III-Health, specializzato in Healthcare e Biomedicale, ha effettuato un investimento Series A da 7 milioni di euro che segue la raccolta Seed di 485mila euro portata a termine da Silk Biomaterials alla fine del 2015 con alcuni business angels italiani. È l’investimento di Series A più grande finora registrato nel 2016 da una startup italiana. L’avventura imprenditoriale di Silk Biomaterials inizia nel 2014 con la costituzione della startup innovativa presso il Parco Scientifico Tecnologico di ComoNExT a Lomazzo, in provincia di Como. La startup è stata vincitrice nei successivi due anni di numerosi premi, tra i quali la “StartCup Milano Lombardia” e il “Premio Nazionale dell’Innovazione” nel 2014, lo “SME Instrument – Phase 1” del programma Horizon 2020 della Commissione Europea nel 2015 oltre all’ammissione al programma di accelerazione della Singularity University in California. La tecnologia sviluppata da Silk Biomaterials nasce da un’intuizione di Antonio Alessandrino (PhD in ingegneria dei materiali e Presidente del Consiglio di Amministrazione della Società) e si basa sul pluriennale lavoro svolto in precedenza con Giuliano Freddi (uno dei massimi esperti mondiali per le applicazioni biomedicali e biotecnologiche della seta), nell’esplorazione dei vari ambiti d’applicazione clinica della fibroina, una proteina prodotta dai bachi da seta. Il materiale, di origine biologica e tra i più antichi utilizzati in ambito medico, possiede infatti straordinarie proprietà meccaniche e rigenerative che possono trovare mercato in diversi ambiti clinici. In particolare, il piano strategico dell’azienda prevede inizialmente lo sviluppo di protesi vascolari per bypass periferici, fino a raggiungere applicazioni di drug delivery per il rilascio controllato di farmaci con focus iniziale in oncologia.La startup può contare sull’apporto manageriale dell’’A.D. Gabriele Grecchi – MBA presso la prestigiosa business school INSEAD di Singapore e precedentemente Vice President di Credit Suisse – e di Lorenzo Sala, responsabile qualità e processi da lungo tempo attivo nel settore biomedicale come esperto di certificazione. “Con l’investimento in Silk Biomaterials, si conferma l’impegno di Principia a supportare attivamente un settore ricco di eccellenze e con promesse ad altissimo potenziale per il nostro Paese”, ha commentato Antonio Falcone, Amministratore Delegato di Principia SGR. “Le prospettive di crescita per l’azienda sono estremamente interessanti, visti i numerosi bisogni clinici che potrà andare a risolvere. La versatilità della tecnologia e il carattere fortemente imprenditoriale del team di fondatori hanno infatti giustificato da parte nostra l’impegno finanziario e l’apporto di competenze che sono state messe sul tavolo”.
“L’investimento di Principia e il contributo dei suoi specialisti rappresentano il coronamento di numerosi sforzi da parte del team dei fondatori”, commenta Gabriele Grecchi, Amministratore Delegato di Silk Biomaterials. “L’ingresso di un primario fondo di venture capital così profondamente impegnato nel sostegno di iniziative imprenditoriali nel mondo life science costituisce una svolta importante per lo sviluppo di Silk Biomaterials”. “Silk Biomaterials è stata una delle start up selezionate nell’ambito del Bando “Dall’Idea all’Impresa” 2014 promosso della Camera di Commercio di Como e si è poi insediata a ComoNExT – conclude Annarita Polacchini, Presidente del Parco Scientifico Tecnologico ComoNExT – La sua presenza ha un significato importante per noi: il distretto serico lariano ha origini antichissime e confidiamo che Silk Biomaterials aiuti ad attirare e valorizzare il capitale umano così necessario per rivitalizzare ulteriormente il settore, ampliando l’utilizzo della seta in ambiti altamente innovativi quali le biotecnologie e la medicina rigenerativa.” Silk Biomaterials è anche parte di Assobiotec (Associazione nazionale per lo sviluppo delle biotecnologie) e del Cluster Lombardo Scienze della Vita. (foto: polacchini soliano)

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Cisco investe 100 milioni di dollari per accelerare la digitalizzazione dell’Italia

Posted by fidest press agency su mercoledì, 20 gennaio 2016

ciscoA seguito di un incontro tenuto oggi fra il Primo Ministro Matteo Renzi, il CEO di Cisco Chuck Robbins e l’Amministratore Delegato di Cisco Italia Agostino Santoni, Cisco ha annunciato una serie di investimenti strategici in Italia per un valore di 100 milioni di dollari nei prossimi tre anni.Quanto annunciato oggi vede Cisco in linea con il crescente impegno del governo italiano per favorire la trasformazione digitale e coglierne i benefici, adottando un approccio su due fronti: lo sviluppo delle competenze digitali e della consapevolezza delle opportunità offerte dal digitale ed il sostegno alla comunità delle start up innovative italiane.
Sviluppare consapevolezza e competenze digitali in Italia
· Cisco ha firmato un accordo con il Ministero dell’Istruzione, Università e Ricerca che prevede azioni di formazione per docenti e studenti sui percorsi del programma Cisco Network Academy®, permettendo a questi ultimi di acquisire le nuove competenze digitali richieste dal mercato ed avere quindi maggiori opportunità di occupazione. A tale scopo, Cisco amplierà ulteriormente il suo Programma Networking Academy®, nato per fornire le competenze necessarie oggi e in futuro per operare con successo in un mondo sempre più interconnesso, inserendo moduli focalizzati sulle tecnologie per l’industria 4.0 e la cybersecurity.Sviluppare la comunità di start up tecnologiche innovative in Italia
· Cisco, come primo passo nello sviluppo dell’ecosistema delle startup italiane, sta valutando opportunità di investimento con Invitalia Ventures. Questo consentirà a Cisco di investire nello sviluppo delle migliori start-up del paese e di contribuire ad accelerare il potenziale tecnologico dell’Italia.
Cisco ha inoltre annunciato che, sulla base di questi investimenti, porterà avanti nei prossimi tre anni iniziative legate alla Ricerca e Sviluppo, alla collaborazione con le università italiane ed alla trasformazione digitale di due settori industriali di eccellenza del nostro Paese: il settore manifatturiero ed il settore agroalimentare. L’azienda continuerà a investire nella sua attività di ricerca basata in Italia nei laboratori Cisco® Photonics di Vimercate (MB), che guidano a livello mondiale lo sviluppo delle nuove tecnologie Cisco per le reti ottiche collaborando da tempo anche con importanti realtà della ricerca universitaria italiana.Sono inoltre in via di definizione nuove opportunità di collaborazione con il mondo accademico, focalizzate su formazione e ricerca nell’area della cybersecurity; infine, sarà ulteriormente ampliato l’impegno di Cisco a fianco delle imprese italiane del settore manifatturiero e agroalimentare nel loro percorso di trasformazione digitale, accelerando l’adozione di soluzioni tecnologiche in grado di rafforzare la loro competitività e di affermare nel mondo il primato di innovazione e di qualità del Made in Italy.
Chuck Robbins, CEO di Cisco, ha dichiarato: “Ammiro molto il Primo Ministro Renzi per la passione con cui persegue l’obiettivo di sfruttare la tecnologia per trasformare profondamente l’Italia, e per noi è un onore poter collaborare. Incrementando i suoi investimenti, Cisco svilupperà un ecosistema di talenti, imprenditorialità e innovazione che accelererà il percorso digitale del Paese e lo aiuterà a cogliere l’opportunità senza precedenti che ha di fronte”. (foto: cisco)

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Debito corporate emergente: un investimento possibile

Posted by fidest press agency su venerdì, 17 aprile 2015

asset1Quando il colosso cinese dell’e-commerce Alibaba si è affacciato per la prima volta sui mercati finanziari a novembre 2014 con un’emissione in USD da 8 miliardi, la domanda era così elevata che avrebbe potuto raccogliere sette volte tanto. Per alcuni, l’enorme successo dell’operazione è stata l’ennesima conferma dei progressi fatti dal debito corporate emergente. Per altri invece si è trattato delle prime avvisaglie della formazione di una bolla. Da allora, gli scettici si sono fatti più insistenti, ma non per questo la loro tesi è più robusta. L’elenco dei dubbi e dei timori si è sicuramente allungato. L’apprezzamento del dollaro americano, l’attesa di un rialzo dei tassi USA e lo scandalo che ha investito il gigante del petrolio brasiliano Petrobras potrebbero rendere la vita difficile agli emittenti corporate delle aree in via di sviluppo. Senza contare l’aumento delle emissioni in USD lanciate soprattutto da aziende latinoamericane e asiatiche. Dal 2000, il volume di obbligazioni dei Paesi emergenti denominate in dollari è raddoppiato toccando quota USD 4,5 miliardi, in parte proprio grazie ai bond societari.Tuttavia, a uno sguardo più attento, questo segmento non è così rischioso come potrebbe sembrare. Innanzitutto, sostenere che gli emittenti corporate dei Paesi in via di sviluppo saranno penalizzati da bilanci asimmetrici (caratterizzati da una non corrispondenza fra passività denominate in USD e proventi e attività denominati per lo più in valuta locale) è una generalizzazione eccessiva.La debolezza delle valute locali non implica necessariamente una maggiore instabilità finanziaria degli emittenti. Anzi, diverse aziende delle aree emergenti beneficiano del rialzo del dollaro. Le più avvantaggiate sembrano le società asiatiche, che rappresentano un’ampia fetta del mercato obbligazionario dei Paesi emergenti. Studi recenti rivelano infatti che circa il 22% del debito di tali società è denominato in USD, ma è espresso in dollari anche il 21% degli utili.Più in generale, le imprese attive nel settore minerario, nella produzione di zucchero e carne bovina e nell’industria della carta e della cellulosa generano i propri ricavi in dollari a fronte di una base di costi prevalentemente in valuta locale. Per tutti questi soggetti, un dollaro più forte può significare margini di profitto più alti.Ma persino le aziende con ricavi prevalentemente in valuta locale non sono necessariamente destinate a incontrare maggiori difficoltà nell’onorare i propri debiti.La maggior parte delle società dei Paesi emergenti che attingono al mercato obbligazionario in USD appartiene alla categoria investment grade. Ciò significa che molte adottano (con successo!) politiche di copertura valutaria difensive e trasparenti. Inoltre, parecchie aziende in cui investiamo sono in grado di riversare i maggiori costi del debito sui propri clienti senza subire un calo di fatturato.Oltre alle questioni valutarie, i detrattori dell’asset class citano anche la recente ondata di riduzioni dei rating e di casi di insolvenza. Eppure, anche in questo caso, non bisogna fare di tutta l’erba un fascio. L’aumento dei default e dei declassamenti ha riguardato per lo più Paesi e settori esposti alla debolezza dei prezzi delle commodity (Brasile, Russia ed energia).Inoltre, le riduzioni dei rating societari sono per lo più una conseguenza del downgrade degli emittenti sovrani o quasi-sovrani. In altre parole, diverse aziende russe sono state declassate solo perché la Russia è stata retrocessa alla categoria ‘junk’ (per maggiori dettagli si veda ‘In Wintry Russia, signs of a thaw’, marzo 2015 su http://www.pictet.com). Lo stesso vale per le società brasiliane: alcune sono state penalizzate dallo scandalo Petrobras. Escludendo l’effetto dei downgrade sovrani, i rialzi dei rating hanno superato i ribassi (1,6 : 1). Questa tendenza positiva è confermata anche dai parametri del credito. (foto asset)

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MediaTek investe 300 milioni di dollari in startup e imprenditori innovativi

Posted by fidest press agency su giovedì, 2 aprile 2015

media tekSPAGNA, Barcellona MediaTek annuncia Mediatek Ventures, nuova branca di investimento strategico. Con sede a Hsinchu, Taiwan, MediaTek Ventures investirà inizialmente nelle startup nate in Cina, Europa, Giappone e Nord America con un fondo di 300 milioni di dollari.MediaTek Ventures investirà in modo intensivo nelle startup innovative che si occupano di sistemi semiconduttori e dispositivi, infrastrutture internet, servizi e IoT, con l’obiettivo di creare un ecosistema che collabora intorno agli obiettivi corporate di MediaTek in ambito comunicazioni, computing, media online e analytics. Gli investimenti includeranno tutte le fasi di finanziamento con un approccio multidisciplinare focalizzato sulla creazione di valore. Con MediaTek Ventures, l’azienda vuole portare 17 anni di innovazione nell’intero settore dell’elettronica, diversificando le soluzioni di prodotto, e monitizzare le opportunità che derivano dalla nuova generazione di imprenditori.“Non ci limiteremo a una sola regione per cercare l’eccellenza e l’innovazione. Grazie a MediaTek Ventures, sarà nutrita una nuova generazione di aziende leader a livello mondiale. Siamo orgogliosi di permettere agli imprenditori e alle startup di realizzare i propri sogni e di promuovere le aziende che hanno il potenziale di creare valore per l’utente finale e risolvere i più grandi problemi nel mondo”, afferma David Ku, Chief Financial Officer, MediaTek.

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Nuove norme UE in materia di informazioni che i piccoli investitori

Posted by fidest press agency su lunedì, 21 aprile 2014

Queste informazioni saranno fornite obbligatoriamente in un documento informativo, in formato A4 lungo non più di tre pagine (Key Information Document – KID).Prima di firmare un contratto, a tutti gli investitori non professionisti dovrebbero essere consegnate le tre pagine, in formato A4, del KID così da aiutarli a capire e a confrontare prodotti di investimento preassemblati e basati sulle assicurazioni (i PRIIPs,  packaged retail and insurance-based investment products), a stimare il costo totale del loro investimento, nonché a essere consapevole del rapporto di rischio-rendimento.Il KID dovrebbe essere chiaramente separato dalla documentazione commerciale e preparato dall’entità, che deve essere chiaramente identificabile, che ha creato il prodotto. I negoziatori del Parlamento hanno ottenuto che, quando possibile, gli investitori saranno informati se il loro investimento contribuirà a progetti con finalità ambientali o sociali. I deputati hanno constatato che, sebbene i PRIIPs possono aiutare i piccoli investitori a diversificare i rischi in molti settori economici, sono tuttavia “non semplici” e, quindi, posso trarre in inganno. I deputati hanno quindi assicurato che, se possibile, agli investitori sarà consegnato anche una “avvertenza di complessità” per avvertire che “il presente prodotto è considerato alquanto complesso e potrebbe non essere idoneo per tutti gli investitori al dettaglio.” Le norme, tuttavia non si applicano a: prodotti di assicurazione non sulla vita, contratti di assicurazione sulla vita nel caso in cui i beneficiari sotto contratto possano essere pagati solo in caso di morte o per incapacità a causa di infortunio, malattia o infermità, o depositi diversi da depositi strutturali e titoli. Saranno anche esentati dal campo di applicazione della legislazione i regimi pensionistici ufficialmente riconosciuti, i prodotti previdenziali che, ai sensi del diritto nazionale, sono riconosciuti come aventi lo scopo primario di fornire all’investitore un reddito in pensione e prodotti pensionistici individuali per i quali è richiesto un contributo finanziario dal datore di lavoro. I KID non devono essere fuorvianti. Se un piccolo investitore è in grado di dimostrare che la perdita finanziaria è stata causata dalle informazioni imprecise o incoerenti del KID rispetto a tutti i documenti contrattuali vincolanti, allora, il produttore del prodotto di investimento potrebbe essere responsabile, ai sensi del diritto nazionale.

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Caro libri

Posted by fidest press agency su mercoledì, 31 agosto 2011

Un richiamo alla responsabilità da parte di tutti, dirigenti scolastici in testa, e la proposta di detrazioni per rendere l’istruzione un investimento del Paese e non una questione delle singole famiglie. Sulla questione del caro libri di testo l’Associazione italiana genitori (Age) interviene chiedendo che siano fatte rispettare le normative ministeriale e che, anche a fronte di un difficile momento di crisi, si cambi l’atteggiamento culturale e politico nei confronti dell’istruzione. Sul primo fronte, mentre si avvicina l’inizio della scuola e come ogni anno le famiglie fanno i conti con la spesa per il corredo scolastico e, soprattutto, per l’acquisto dei libri di testo, senza dimenticare i vocabolari, gli strumenti tecnici specifici, i trasporti, si stima che l’aumento medio sarà fra il 3 e il 5%. La circolare ministeriale n. 18 del 2011 così riassume le novità inerenti l’adozione dei libri di testo:
la cadenza pluriennale per nuove adozioni (ogni cinque anni per la scuola primaria e ogni sei per la scuola secondaria di I e di II grado);
la restrizione della scelta di libri di testo a stampa per i quali l’editore si sia impegnato a mantenere invariato il contenuto per un quinquennio, fatta salva la possibilità per l’Editore di trasformare il medesimo libro di testo nella versione on line scaricabile da internet o mista.
la progressiva transizione ai libri di testo on line o in versione mista, tenendo presente che a partire dall’anno scolastico 2012/2013 non potranno essere più utilizzati testi esclusivamente a stampa;
Il rispetto dei tetti di spesa individuati per le scuole secondarie di I e di II grado;
la non modificabilità delle scelte da parte degli insegnanti e della scuola nell’arco dei due periodi previsti, “salva la ricorrenza di specifiche e motivate esigenze”.
«Le norme sono chiare, eppure la spesa aumenta – rileva Guarmeri – . Il tetto di spesa stabilito annualmente dal ministero (quest’anno elevato in modo variabile da circa l’1,5% al 3%) è superato in moltissime scuole italiane. Le “specifiche e motivate esigenze” sono frequentissime, e di anno in anno si apportano comunque ai testi modeste variazioni (per esempio negli eserciziari), così da renderne impossibile il riuso. A ciò si aggiungano i testi “consigliati”, quindi non considerati per il rispetto del “tetto ministeriale”, testi in pratica obbligatori quando l’insegnante è in classe».
«Vogliamo fare un forte richiamo alla responsabilità di ciascun organismo – afferma il presidente dell’Associazione italiana genitori – . Chiediamo più controlli e, se serve, l’individuazione di sanzioni. Sollecitiamo, inoltre, l’attivazione di tutte le forme individuali e collettive per il risparmio: comodati, prestiti, testi on line, e-book, autoprodotti e in rete, come è il caso del bookinprogress. Che vanta alcune esperienze in giro per l’Italia». Ma insieme a queste misure, l’Age sollecita anche una inversione di tendenza nel modo di considerare le spese per l’istruzione, anche in tempi difficili, in cui le famiglie sostengono il peso dei sacrifici richiesti dalla proposta di manovra anticrisi.
L’Associazione italiana genitori (Age), attiva da più di quarant’anni per dare voce ai genitori italiani nei confronti soprattutto della scuola e delle istituzioni, è presente in Italia con 200 gruppi locali e circa 10mila iscritti. Age aderisce al Forum delle associazioni familiari e, a livello europeo, fa parte della Comitato famiglie Comunità europea (Coface) e della European Parents Association (Epa). Attraverso il Forum nazionale delle associazioni dei genitori nella scuola (Fonags) è un soggetto ascoltato e accreditato al Ministero dell’Istruzione. È membro della Consulta nazionale degli Esperti del Dipartimento Politiche Antidroga della Presidenza del Consiglio.

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Roma: Investimenti per sviluppo sostenibile

Posted by fidest press agency su sabato, 2 luglio 2011

Roma. «Il maxi-emendamento al bilancio capitolino approvato dalla Giunta Alemanno, che stanzia oltre 11 milioni per l’ambiente, rafforza le politiche di sviluppo già messe in campo per vincere le sfide di una città moderna e ambientalmente sostenibile. In particolare, confermiamo la decisione di investire nel settore delle energie rinnovabili e della mobilità ecologica, realizzando quanto previsto dal Piano di azione per le energie sostenibili. Con gli stanziamenti previsti per il recupero di Tevere e Aniene, quelli per il restauro delle Ville storiche e quelli per la riforestazione di Ponte di Nona, saremo in grado di rafforzare gli ecosistemi naturalistici, migliorare la fruibilità del verde urbano e ridurre ulteriormente l’inquinamento atmosferico. L’approvazione del maxi-emendamento conferma, insomma, l’impegno di questa Amministrazione per realizzare programmi di incentivazione ad uno sviluppo della città che sia sempre sostenibile ed attento alla tutela dell’ambiente». Lo ha dichiarato Marco Visconti, assessore all’ambiente di Roma Capitale.

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Manganelli e la sicurezza del Paese

Posted by fidest press agency su venerdì, 17 giugno 2011

“Speriamo Antonio Manganelli abbia più fortuna di noi e che possa essere ascoltato perché ciò che ha detto è estremamente importante se si vuole mantenere la struttura democratica del nostro Paese”. Franco Maccari, Segretario Generale del Coisp, il Sindacato Indipendente di Polizia, commenta positivamente le parole del Capo della Polizia che ha detto che “La sicurezza non è un costo ma un investimento attraverso il quale migliorare la qualità della vita ed aumentare gli investimenti e l’occupazione. Un investimento che, però, richiede uomini, mezzi e, soprattutto, il contributo delle Istituzioni e dei cittadini” “Non possiamo che tributare il nostro plauso al dottor Manganelli – dice Maccari – e non certo per piangeria o per accreditarci ai suoi occhi, ma per il coraggio che ha avuto nel sottolineare che c’è una paura che va al di là ed oltre il reale livello di delittuosità presente nel paese” e sottolineando che la sicurezza si deve fare tutti insieme, nel rispetto delle funzioni di ciascuno, in una sinergia completa e assoluta”. “E ancor di più – continua il Segretario Generale del Coisp – lo ringraziamo per aver detto a chiare lettere che le lotte portate avanti per il riconoscimento del riordino delle carriere e la modifica della legge 121 non sono lotte per avere più soldi, ma per riconoscere il ruolo che svolge ogni giorno il poliziotto”. “A questo punto ci auguriamo solo che la determinazione di Antonio Manganelli nell’affermare alcuni principi, possa essere la base su cui fondare un dialogo costruttivo senza il quale – conclude Maccari – non soccomberà solo il comparto sicurezza ma l’intero Paese che oggi più che mai ha bisogno di sentirsi sicuro”.

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Dal restauro alla gestione programmata

Posted by fidest press agency su giovedì, 26 maggio 2011

Roma 26 maggio 2011, alle ore 10.00, in via degli Aldobrandeschi 190, Università europea convegno di studio e ricerca “Dal restauro alla gestione programmata. Una metodologia sostenibile per castelli, torri e chiese medioevali”. Il progetto ha l’obiettivo di elaborare una metodologia efficace e a basso costo per la manutenzione dei beni culturali, che risulta essere di importanza primaria soprattutto dopo i restauri. Una mancata manutenzione, infatti, può vanificare i lavori di recupero effettuati, l’investimento economico e il lavoro sul campo. Per rendere accessibile agli enti e alle amministrazioni locali una politica di manutenzione costante è importante definire e codificare una metodologia adeguatamente sperimentata.
L’Università Europea di Roma, la Fondazione Cariplo, il comune di Cavriana (Mantova), il comune di Pozzolengo (Brescia), la Fondazione Castello di Padernello sono impegnati in un’azione congiunta di durata biennale che prevede una fase di ricerca, la realizzazione di interventi replicabili anche in altri contesti (castelli, torri, chiese medievali), la messa a punto di tecnologie per la diagnostica conservativa, la sistematizzazione scientifica degli interventi in una metodologia generale. L’introduzione di criteri e pratiche gestionali prettamente manageriali, come nell’esempio del castello di Padernello (Brescia) completamente gestito da volontari, confermano la possibilità dei beni culturali di attivare cicli economici. La gestione programmata, l’analisi di fattibilità e budget pianificati sistematicamente possono essere il punto di partenza per valorizzazioni di lunga durata indirizzate verso lo sviluppo territoriale (www.castellodipadernello.it). Il progetto comprende anche una ricostruzione 3D che segue di pari passo i lavori di progettazione e gli interventi, simulando l’intervento, il suo impatto e il suo valore sul complesso. L’elaborazione 3D fornisce costantemente un quadro d’insieme, gestendo così la progettazione e gli interventi in modo organico e omogeneo

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Investimento di Terna

Posted by fidest press agency su mercoledì, 25 maggio 2011

L’Italia si è impegnata, nei confronti della Commissione Europea, a realizzare una riduzione delle emissioni di CO2 investendo sulle Fonti Rinnovabili. Rinnovabili a cui sono stati recentemente rinnovati gli incentivi, incentivi che comportano un costo sulla bolletta degli utenti. “Proprio per questo, essendo i cittadini a pagare – dichiara Pietro Giordano, Segretario Generale Vicario di Adiconsum – tutti gli interventi rivolti a valorizzare gli investimenti sulle FER devono essere incoraggiati, soprattutto quando questi prevedono stazioni di pompaggio per sfruttare cadute d’acqua nei momenti di punta della richiesta di energia o sistemi di stoccaggio” “Tutto ciò infatti può portare ad un uso più razionale dell’energia – continua Giordano – e portare ad un contenimento delle tariffe”. Adiconsum, tuttavia, ritiene che questi provvedimenti debbano essere regolati dall’Autorità per l’Energia elettrica e il gas, nell’ambito della nuova direttiva europea.
Secondo Adiconsum è inoltre auspicabile la massima collaborazione tra tutti i soggetti che operano nel settore per realizzare un efficiente sistema di pompaggio che permetterebbe di ridurre le richieste di dispacciamento ed abbassare i prezzi dell’energia, a tutto vantaggio delle tasche dei consumatori.

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Janssen: un esempio virtuoso

Posted by fidest press agency su sabato, 7 maggio 2011

Latina 10 maggio 2011, alle ore 11.00 presso il sito produttivo Janssen Italia. L’occasione dell’evento è l’annuncio di un importante sviluppo produttivo dello stabilimento di Latina, grazie a un investimento del Gruppo Johnson & Johnson in Italia. Il progetto, che si è concretizzato anche grazie a una proficua collaborazione tra Janssen e le Istituzioni, rappresenta un esempio virtuoso nel panorama industriale nazionale e della Regione Lazio, in controtendenza rispetto a un sistema che tende a limitare, se non contrarre le presenze produttive e di ricerca nel nostro Paese. Interverranno:
Massimo Scaccabarozzi, Amministratore Delegato Janssen Italia
Luca Fogolari, Direttore Stabilimento di Latina
Jane Griffiths, Company Group Chairman EMEA
Maurizio Gasparri, Presidente Senatori Popolo della Libertà
Enrico Letta, Vicepresidente Partito Democratico
Maurizio Sacconi, Ministro del Lavoro
Ferruccio Fazio, Ministro della Salute
Guido Rasi, Presidente AIFA
Renata Polverini, Governatrice del Lazio
Cesare Cursi, Presidente Commissione Industria del Senato
Antonio Tomassini, Presidente Commissione Sanità del Senato
Ignazio Marino, Presidente Commissione Parlamentare d’Inchiesta sull’efficacia e l’efficienza del SSN e Membro della Commissione Sanità del Senato
Sergio Dompé, Presidente Farmindustria
David Thorne, Ambasciatore USA in Italia
Al termine della Tavola Rotonda, alle ore 13.00, si svolgerà la Cerimonia del “taglio del nastro. seguito qui e qui

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Fondo strategico d’investimento

Posted by fidest press agency su domenica, 3 aprile 2011

“Ora più che mai dobbiamo guardare avanti con una strategia di supporto all’innovazione per rilanciare la competitività del sistema Paese. Al di là del fatto che questa norma viene varata nell’ambito della vicenda Parmalat-Lactalis, è necessario che, così riformata, la Cassa Depositi e Prestiti allarghi l’attenzione alle ‘piccole imprese altamente innovative’, il vero cuore della competitività del nostro Paese” così Alessandro Sidoli, Presidente di Assobiotec – l’Associazione per lo Sviluppo delle Biotecnologie (oltre 120 associati tra aziende e parchi scientifici e tecnologici), che fa parte di Federchimica, a commento all’articolo 7 del decreto legge omnibus, approvato ieri dal Consiglio dei Ministri. Questo decreto dà il via libera a che la Cassa Depositi e Prestiti assuma partecipazioni in società di evidente interesse nazionale in termini di strategicità, sul modello del fondo strategico di investimento francese (Fsi). “Condividiamo in pieno la scelta di rifarsi al modello francese del fondo strategico di investimento. Questo fondo interviene, tra le altre, anche nelle piccole imprese innovative, in quelle cioè che investono in ricerca oltre il 30% del totale dei costi aziendali, e che hanno almeno un terzo degli addetti impegnati a questo scopo. Per fare un esempio concreto, in Francia questo fondo ha scelto di intervenire nel capitale di NicOx, azienda francese con know-how e laboratori di ricerca in Italia, acquisendo il 5,1% del capitale, per un controvalore di 20 milioni di euro. Anche le piccole imprese innovative del nostro Paese, che già sono state tagliate fuori dal Fondo di investimento per le PMI, che è riservato a realtà con fatturato sopra i 10 milioni di euro, meritano di essere supportate nel loro difficile cammino di crescita. “Queste realtà industriali producono quella conoscenza e quell’innovazione che, soprattutto in aree “tecnologiche” è pervasiva, e contribuisce, perciò, alla competitività generale del Paese”.

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