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Posts Tagged ‘investimento’

È l’investimento in innovazione la chiave di volta per la crescita

Posted by fidest press agency su domenica, 15 Maggio 2022

Nonostante le difficoltà del periodo, determinate dalla crisi russo-ucraina che si è cumulata a quella pandemica, le migliori imprese italiane continuano a investire in innovazione per essere sempre più competitive sui mercati mondiali. Le difficoltà da superare sono molteplici, poiché la domanda risente delle crisi, del rincaro di molti prodotti e servizi e di un clima di crescente incertezza. Ma la reazione delle imprese appare solida e consistente, sia sul lato del taglio dei costi, sia nell’investimento mirato a rafforzare la tecnologia, l’organizzazione e la qualità delle risorse umane.È un messaggio forte e positivo quello emerso ieri nel convegno promosso da Eccellenze d’Impresa al Salone del Risparmio 2022, presso FieraMilano, sul tema “Investire in organizzazione e innovazione per consolidare la crescita”. Il ruolo della finanza e dell’innovazione nel supportare la crescita delle imprese, specie se di dimensione media e piccola, è stato sottolineato da Ugo Loeser, amministratore delegato di ARCA FONDI SGR; “L’innovazione non può determinare l’aumento dei rendimenti dei prodotti e degli investimenti se non cresce l’economia, ma è una scelta obbligata per favorire la crescita e per creare valore nel futuro. Un ruolo molto importante è rappresentato dalla digitalizzazione: ad oggi il tasso di digitalizzazione delle imprese italiane è molto basso rispetto ad alcune medie e solo rafforzando la capacità di cogliere le opportunità in modo profittevole le aziende potranno crescere e generare utili, riducendo così il debito” ha detto Loeser durante il convegno.

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Azionario giapponese: un universo di investimento di società di alta qualità

Posted by fidest press agency su venerdì, 1 aprile 2022

A cura di Daisuke Nomoto, Responsabile Azionario Giapponese di Columbia Threadneedle Investments. A dispetto degli eventi che hanno recentemente fatto impennare la volatilità sui mercati azionari, la Borsa di Tokyo ha mostrato una buona tenuta. Con un’esposizione minima all’economia russa, i fattori favorevoli per il mercato giapponese includono la continua ripresa economica, il sostegno fiscale da parte del governo e l’aumento dei flussi nel mercato a causa delle preoccupazioni per l’inflazione globale. L’impatto economico generato dall’invasione russa è minimo per il paese, dato che le importazioni russe sono a una sola cifra percentuale rispetto al totale delle importazioni giapponesi. Siamo comunque consapevoli che l’economia sarà colpita indirettamente attraverso l’inflazione, dato il picco dei prezzi del petrolio e di altre materie prime, anche se ancora in misura minore rispetto all’ Europa, dove la politica energetica è più dipendente dalla Russia.Il tema della riapertura sta guadagnando slancio anche grazie all’allentamento delle restrizioni Covid, mentre l’aumento dei piani di acquisto di azioni proprie sta fornendo ulteriore supporto. La serie di stimoli proposta dal premier Kishida dovrebbe anche portare ad un aumento dei salari e, con una redditività in rialzo strutturale, gli investitori stanno riconoscendo questo momento del ciclo come un punto di ingresso interessante per le azioni giapponesi. La recente transizione verso un contesto a bassa crescita economica, con un’inflazione persistente a livello globale, ha portato gli investitori a concentrarsi sulle azioni giapponesi che offrono un buon rapporto rischio/rendimento. Riportando questo a livello aziendale, il Giappone ha recentemente mostrato il profilo di miglioramento degli utili più forte a livello globale negli ultimi mesi – in primis grazie agli esportatori – e ci aspettiamo che il robusto slancio degli utili continuerà. In un contesto di valutazioni interessanti, possiamo dire che le società giapponesi hanno grandi riserve di liquidità nei loro bilanci, il che ha ulteriormente sostenuto il mercato. Questo assicura che possano mantenere o aumentare i ritorni per gli azionisti e fornire risorse per fare acquisizioni, confermando di essere un asset class interessante per gli investitori.Spostando l’attenzione al medio-lungo termine, prevediamo un rallentamento del tasso di crescita economica globale, che potrebbe esercitare una certa pressione sui mercati azionari, ma non ci aspettiamo per il Giappone le stesse pressioni inflazionistiche elevate che pesano sulle altre economie.Sul fronte politico, siamo ottimisti sul fatto che il Partito Liberal Democratico al potere manterrà la maggioranza, il che dovrebbe aiutare il mercato a sfuggire a qualsiasi pressione al ribasso associata al rallentamento della crescita globale. Continuiamo a monitorare i progressi nell’agenda del primo ministro Kishida a seguito del suo impegno a mantenere politiche fiscali e monetarie espansive per sostenere la ripresa economica.Il Giappone è stato spesso trascurato dagli investitori globali, in parte a causa della sua lenta crescita economica e dell’invecchiamento della popolazione, ma offre un importante universo di investimento di società di alta qualità in grado di generare una crescita degli utili sostenibile a valutazioni ragionevoli. L’innovazione rimane un obiettivo importante per i nostri portafogli Japan Equity. In termini tematici, l’automazione è una delle aree su cui puntiamo, perché aiuta a risolvere i problemi di carenza di manodopera e contribuisce alla produzione di massa di alta qualità. Pensiamo che la robotica e l’automazione si svilupperanno maggiormente nel prossimo decennio in settori come l’automazione di fabbrica e l’automazione di magazzino per l’e-commerce. Le questioni geopolitiche, insieme all’inflazione e alla potenziale crescita economica più lenta, sono fattori da tenere sotto controllo, ma stiamo approfittando della dislocazione del prezzo delle azioni per migliorare la qualità del portafoglio, per cercare di aggiungere società interessanti con buone valutazioni. Fonte http://www.columbiathreadneedle.it

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Gasdotto TAP: il caso vuole che oggi sia il miglior investimento per la crisi energetica

Posted by fidest press agency su mercoledì, 5 gennaio 2022

Credo che neanche Giorgio Parisi, il fisico Premio Nobel 2021 per i suoi studi sui sistemi complessi, possa spingersi a quella complessità che chiamiamo il caso, direttamente proporzionale al fattore tempo. Un esempio. Il Sole24Ore ci informa che nel 2021, primo anno di attività, grazie ai 7,5 miliardi di metri cubi di gas naturale proveniente dall’Azerbaigian attraverso il gasdotto TAP (Trans-Adriatic Pipeline), il vertiginoso aumento del prezzo del gas russo proveniente dal nord Europa sul mercato italiano è stato calmierato di circa il 10%. Per l’economia italiana, che sta cercando faticosamente di uscire da almeno due emergenze, il declino economico e la pandemia, una boccata d’ossigeno provvidenziale che già di per sé giustificherebbe la scelta politica di realizzare il gasdotto presa anni fa contro obiezioni non tutte infondate degli ambientalisti. Tra queste, forse la più seria fu che, a causa della deindustrializzazione, il consumo di gas stava già diminuendo e che con lo sviluppo delle rinnovabili avremmo avuto energia a prezzo minore. L’altra, meno sicura, era che il futuro è ormai troppo imprevedibile per avventurarsi in progetti faraonici. Infatti, imprevedibilmente sono arrivati, a catena, la pandemia di Covid-19, la Next Generation EU, il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) con l’annessa Transizione Ecologica e il fiume di denaro per ridurre del 55% le emissioni di carbonio nell’atmosfera entro il 2030 e raggiungere la neutralità (emissioni zero) nel 2050. Per almeno tentare di raggiungere l’obbiettivo, nei tre decenni che ci separano dalla scadenza sarà necessario, contemporaneamente all’incerto (seppur gigantesco) sviluppo delle rinnovabili, sostituire provvisoriamente e in misura sperabilmente calante carbone e derivati del petrolio con gas naturale e metano, molto meno inquinanti. Il TAP, che a pieno regime ne potrà fornire all’Italia fino a 20 miliardi di mc l’anno, si è rivelato con l’aiuto del caso il migliore investimento strutturale che si potesse sperare in una situazione che non era possibile immaginare. Questa vicenda esemplare dovrebbe consigliare umiltà a tutti coloro che si ritengono liberi da schemi ideologici e dotati di razionalità prima di impigliarsi in polemiche all’ultimo sangue su temi di incerto futuro, mitigando con il socratico dubbio il determinismo, sano ma umanamente indisponibile, di Laplace. Primo Mastrantoni, presidente Comitato tecnico-scientifico Aduc http://www.aduc.it

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GAM: Pronti per un nuovo paradigma di investimento

Posted by fidest press agency su venerdì, 3 dicembre 2021

Commento a cura di Niall Gallagher, Investment Director European Equities di GAM Investments. Le distorsioni di breve durata provocate dai lockdown imposti con la pandemia hanno riguardato numerosi settori, tra cui i trasporti, i semiconduttori e il mercato del lavoro. Secondo l’opinione di consensus, tali distorsioni si risolveranno rapidamente. Noi non ne siamo convinti. Crediamo che molte di tali problematiche non si risolveranno fino al 1° semestre del 2022, forse anche nel 1° semestre del 2023. Aspetto ancor più importante, la rotazione del mercato potrebbe nascondere un fenomeno di maggiore rilevanza. Tali sviluppi potrebbero rappresentare l’inizio di un cambio di regime per le economie e i mercati, col passaggio da un periodo di crescita bassa ma stabile, non inflazionistica, a uno scenario caratterizzato da una crescita più volatile, in abbinamento a un’inflazione più persistente. Alla base di questo cambio di paradigma ci sono numerosi fattori, complessi e interconnessi.Oltre le dislocazioni a breve e medio termine, la pandemia e gli interventi del governo correlati potrebbero aver prodotto cambiamenti nella nostra società civile relativamente al grado di intervento governativo desiderato dai cittadini, modificando i confini considerati accettabili tra stato e individuo. In un libro molto interessante intitolato “The Great Demographic Reversal”1, il Professor Charles Goodhart (London School of Economics) e Manoj Pradhan (Talking Heads Macro, ex Morgan Stanley) illustrano gli effetti profondi delle dinamiche demografiche sui mercati del lavoro globali, sui salari, sulla disuguaglianza e sulla crescita economica. Scrivono che negli ultimi 40 anni, a partire dal 1980 circa, gli effetti combinati dell’invecchiamento della popolazione e dell’ingresso nella forza lavoro della generazione dei baby boomer, l’aumento della partecipazione femminile, l’apertura della Cina e l’accesso al sistema commerciale globale, oltre alla caduta del muro di Berlino, hanno più che raddoppiato le dimensioni effettive del mercato del lavoro globale. Ciò ha inciso in particolare sulle parti più esposte agli scambi commerciali globali e ha ridotto molto i salari nelle economie avanzate in Europa e negli Stati Uniti. Tali dinamiche hanno gravato soprattutto sui lavori tradizionalmente riservati alla classe operaia, hanno alimentato le disuguaglianze ma sono anche servite a ridurre molto l’inflazione, mettendo fine alla spirale salari/prezzi degli anni ‘70 e, in ultima analisi, hanno determinato la disinflazione del nuovo millennio con la flessione o l’immobilità dei salari. Secondo Goodhart e Pradhan, tali fattori demografici hanno esaurito il loro corso e inizieranno a invertire la tendenza. Ciò dovrebbe far aumentare il potere di acquisto delle parti del mercato del lavoro occidentale esposto a tali tendenze, mettendo fine al periodo di pressioni al ribasso sui salari correlati agli scambi commerciali globali. L’aumento dei salari e la riduzione della disparità di reddito potrebbero favorire la stabilità sociale, se i guadagni non venissero ridotti dall’inflazione ma esercitassero una pressione positiva al rialzo sull’inflazione. Lo stiamo già vedendo, per esempio, nella mancanza di autisti di veicoli pesanti in molti Paesi e nella carenza di manodopera nelle catene di distribuzione, nella vendita al dettaglio e in alcune aree del settore sanitario.I policymaker hanno enfatizzato e illustrato i vantaggi economici derivanti dal necessario azzeramento delle emissioni nette. Tra gli altri benefici, si eviteranno i costi correlati ai cambiamenti climatici e si farà ricorso a fonti di energia con un costo marginale contenuto, come quella solare ed eolica. A nostro giudizio, ciò che però non sono riusciti a spiegare o ad analizzare è il costo effettivo/complessivo derivante dalla creazione di un sistema energetico solido e resistente in grado di immagazzinare energia e di avere scorte sufficienti quando le fonti rinnovabili non bastano. A nostro giudizio, politici e commentatori nell’emisfero nord/occidentale dovrebbero tenere presente che la crescita della domanda di energia oggi arriva da Paesi che non appartengono all’Organizzazione per lo Sviluppo e la Cooperazione Economica (ovvero in via di sviluppo) che sono indietro nel percorso di sviluppo economico (con un Pil pro capite più basso) rispetto all’Europa, ai Paesi sviluppati in Asia e agli Stati Uniti, e che probabilmente non vogliono sentire paternali. Le implicazioni per le economie e gli investimenti sono numerose, complesse e interconnesse. Pur non disponendo di tutte le risposte, ipotizziamo che per le economie sviluppate si profili un periodo di investimenti ingenti per facilitare la necessaria transizione energetica, la digitalizzazione e un maggiore attivismo fiscale da parte dei governi. Potremmo concludere che tale scenario favorirà la performance dei titoli value rispetto a quelli growth, ma significherebbe non tenere conto del profondo impatto che avranno i cambiamenti tecnologici e le nuove tendenze in grado di rendere obsoleti molti titoli considerati “value” o accelerare il loro declino. A nostro giudizio il futuro non sarà né growth né value, ci saranno molte più sfumature e molto dipenderà dal singolo titolo. (abstract by http://www.verinieassociati.com)

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E’ il momento d’investire per far crescere il mercato

Posted by fidest press agency su giovedì, 11 novembre 2021

Nel 2021 il 5G è un mercato ancora agli inizi, con una filiera in costruzione, ma sono stati fatti importanti passi avanti rispetto ai dodici mesi precedenti. In primo luogo, è aumentata la copertura, che oggi è pari a una decina di punti percentuali in 5G Non Standalone e al 95% della popolazione servita in Dynamic Spectrum Sharing[1], utilizzando quindi, in gran parte, le frequenze 4G. È stato avviato il mercato consumer, con la crescita delle vendite di terminali 5G ai consumatori finali e delle sottoscrizioni 5G. Nel mercato Business, sono emersi i primi casi d’uso con imprese e pubbliche amministrazioni: al momento se ne contano una decina sul territorio italiano, fra progetti commerciali, iniziative sviluppate grazie a finanziamenti europei o co-investimenti con le telco, in diversi ambiti, come Smart & Connected Vehicle – Safety (soluzioni per migliorare la sicurezza dei guidatori), Autonomous Vehicle & Smart Road e Remote Monitoring – Distributed Assets[2]. Un numero contenuto (come negli altri paesi europei, del resto) ma con benefici già concreti, come la riduzione dei costi di alcuni processi, l’aumento della produttività e la riduzione delle emissioni.È cresciuta la conoscenza delle caratteristiche del 5G da parte delle aziende end user, le potenziali utilizzatrici di questa tecnologia: il 30% ha un livello di conoscenza almeno buono, contro il 24% del 2020, e soltanto il 27% non la conosce affatto (era il 48% lo scorso anno). Le imprese dimostrano anche una maggiore consapevolezza delle opportunità offerte dal 5G, con il 34% che lo valuta positivamente e si sta attivando per capire come sfruttarlo (14 punti in più del 2020) e il 30% che dichiara di aver avviato progetti o iniziative pilota nell’ambito o di volerlo fare nel prossimo anno. Anche le imprese della filiera ICT si stanno muovendo: il 43% ha attivato o intende attivare progetti 5G nei prossimi 12 mesi. Ora è il momento di sfruttare l’esperienza dei primi casi e la maggiore maturità delle imprese per investire e far crescere un mercato ancora immaturo ma con grandi opportunità da cogliere. Sono i risultati della ricerca dell’Osservatorio 5G & Beyond della School of Management del Politecnico di Milano. Oltre alle caratteristiche più note, sono tre le novità architetturali di grande prospettiva che spingeranno lo sviluppo del 5G. Le tecnologie radio a onde millimetriche (mmWave), che, combinate con le tecnologie FWA, permettono di raggiungere le prestazioni della fibra, come picco di downlink e uplink. Ma anche le soluzioni di Multi-access Edge Cloud (MEC), che consentono di trasformare la rete in una piattaforma di calcolo (quindi non solo connettività) e di avvicinare la distanza tra terminali e server delle applicazioni per ridurre la latenza. L’Osservatorio ha censito 98 startup internazionali 5G finanziate fra il 2016 e il 2020 per un totale di 2,2 miliardi di dollari di investimenti raccolti, pari a un finanziamento medio di 26 milioni di dollari. Le principali tecnologie 5G sfruttate sono l’Edge Computing (21% delle startup), seguito dall’URLLC (9%), ma buono l’interesse anche per l’Open RAN. Tra le tecnologie ancillari, la più esplorata è l’Artificial Intelligence (30%) per offrire servizi alle aziende clienti e l’ottimizzazione della gestione della rete, e l’IoT (28%).

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Capital Group: quali le opportunità d’investimento in Cina

Posted by fidest press agency su giovedì, 30 settembre 2021

A cura di Noriko Chen, Equity Portfolio Manager di Capital Group. A luglio il mercato azionario cinese ha registrato uno dei peggiori cali mensili in un decennio a causa dell’escalation delle pressioni normative. Il crollo ha sollevato timori sui rischi e sulle prospettive di investimento nelle azioni cinesi. Alcune società e industrie affrontano una maggiore incertezza, ma quelle più allineate con le priorità del governo possono presentare opportunità di investimento. Di seguito vengono indicati alcuni esempi. L’energia verde è una priorità, pertanto le società che contribuiscono alla transizione verso un’energia più pulita potrebbero beneficiare di maggiori investimenti. Altro ambito legato al desiderio di ridurre le emissioni e l’inquinamento è quello dei veicoli elettrici, che richiedono meno componenti rispetto a quelli con motore a combustione interna e la loro economia è maggiormente legata ai costi delle batterie, oltre che alla scala di produzione. In tale ambito i produttori cinesi presentano un vantaggio grazie alle sovvenzioni, al basso costo del capitale, alla produzione nazionale di batterie e separatori e alla loro capacità di produrre su scala, il che rende la Cina il maggiore produttore di veicoli elettrici al mondo, tanto che in futuro il suo ruolo in tale mercato diventerà sempre più importante. Fin dal 2015 il governo cinese si è poi concentrato su prodotti farmaceutici e innovazione in ambito medico al fine di migliorare l’accesso a cure di qualità e ridurre la dipendenza dalle importazioni estere. Le riforme hanno drasticamente migliorato il panorama sia per le società straniere che nazionali facendo sì che la Cina sia più in linea con gli standard globali. Le sostituzioni delle importazioni sono fondamentali per ridurre la dipendenza della Cina dai fornitori stranieri e costituiscono parte della strategia governativa della doppia circolazione. Tali sostituzioni riguardano vari settori, ma quello dei semiconduttori è di importanza strategica. Il governo cinese intende rafforzare le proprie capacità nella progettazione e produzione di semiconduttori, soprattutto dopo che gli Stati Uniti hanno messo al bando il gigante delle telecomunicazioni Huawei e hanno fatto pressione su altri Paesi perché facessero lo stesso. Altri ambiti di investimento strategico per il governo sono quelli dei software e dei servizi della tecnologia dell’informazione, settori sottosviluppati dove società innovative potrebbero beneficiare di maggiori investimenti, evitando la pressione normativa a cui sono soggette le aziende tecnologiche che si rivolgono ai consumatori. Dalla nostra esperienza di investimento in Cina, riteniamo che il governo sia sensibile ai timori del mercato, anche se le motivazioni dei funzionari del partito possono sembrare nebulose. Durante l’ultima ondata di vendite, il vice-premier Lui He e i rappresentanti della China’s Securities Regulatory Commission hanno interagito attivamente con le banche d’investimento globali e altri operatori nel tentativo di attenuare i timori del mercato. Hanno ribadito il loro sostegno al mercato azionario e alle società private, comprese quelle quotate all’estero, enfatizzando inoltre il loro impegno volto ad aprire ulteriormente i mercati finanziari cinesi agli investitori stranieri. Quest’ultimo periodo di turbolenza del mercato evidenzia come gli investimenti in Cina comportino maggiori rischi. Dalla nostra esperienza trentennale di investimenti nel Paese abbiamo però capito che è possibile individuare buone opportunità tra le varie regolamentazioni e flessioni economiche. La Cina rappresenta il classico mercato adatto alla selezione dei titoli, con un numero crescente di società di alta qualità e un’innovazione continua; quindi, per una maggiore sicurezza è importante investire società per società.

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Outbrain annuncia un investimento di 200 milioni di dollari da parte di The Baupost Group

Posted by fidest press agency su mercoledì, 14 luglio 2021

Outbrain, una delle principali piattaforme di recommendation dell’open web, ha annunciato oggi che, nell’ambito del suo piano di finanziamento strategico, si è assicurata un finanziamento di 200 milioni di dollari da parte del gestore di investimenti The Baupost Group con sede a Boston.”Siamo entusiasti di annunciare questo investimento da parte di The Baupost Group, che condivide la nostra visione e l’impegno per il nostro business, il nostro team e le nostre prospettive future” ha detto David Kostman, Co-CEO di Outbrain. “Siamo orgogliosi di guidare lo spazio di raccomandazione che abbiamo creato. Abbiamo piani audaci per il futuro per continuare a fornire innovazione critica ai nostri partner media Premium in tutto il mondo ed espandere la nostra potente piattaforma pubblicitaria globale nell’open web” ha aggiunto Yaron Galai, Co-Fondatore e Co-CEO di Outbrain.Jefferies e Citigroup hanno operato come intermediari per Outbrain. Mayer Brown LLP è stato il consulente legale di Outbrain. Ropes & Gray LLP è stato il consulente legale di Baupost.

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Buddybank in partnership con Moneyfarm lancia Steppy, soluzione via app di investimento

Posted by fidest press agency su giovedì, 24 giugno 2021

Buddybank, la banca per smartphone di UniCredit, entra nel segmento degli investimenti digitali grazie alla collaborazione con Moneyfarm e all’advisory di BlackRock. Nasce così “Steppy”, un’offerta di investimento fully digital da smartphone dedicata a tutti i buddies. Moneyfarm, azienda leader nella gestione del risparmio con approccio digitale, gestirà i portafogli facendo leva anche sull’asset allocation consigliata da BlackRock, ottimizzata sulla base di metriche ESG, includendo quindi nel processo d’investimento tematiche ambientali, sociali e di governance. Sviluppato in open banking via API, “Steppy” è un servizio di gestione di portafogli multilinea sottoscrivibile in pochi passaggi attraverso l’app buddybank. L’onboarding è totalmente digitale e il cliente dopo la compilazione di un breve questionario MiFID, può definire i propri obiettivi in autonomia oppure con il supporto della consulenza. Secondo l’EY Global Wealth Research Report – ricerca che misura i cambiamenti nelle aspettative dei risparmiatori sui servizi e le modalità della relazione con i wealth manager – durante la pandemia gli investitori hanno intensificato esponenzialmente l’uso della tecnologia e questo ha determinato un cambiamento permanente nelle loro scelte. In particolare, la totalità dei Millennial (i nati tra il 1981 e il 1996), ha rivelato che in futuro intende utilizzare sempre più strumenti di investimento digitali e virtuali. Allo stesso modo è cresciuta molto la sensibilità per gli investimenti ESG: la stessa ricerca, infatti, rileva che l’83% dei Millennial ha degli specifici obiettivi di sostenibilità e quasi uno su tre ritiene che il proprio wealth manager potrebbe fare di più per comprenderli appieno.

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“Fondi d’investimento e istituzioni finanziarie attori protagonisti nella ripartenza del Paese”

Posted by fidest press agency su martedì, 25 Maggio 2021

“Non intervenire sulle singole imprese o su specifici settori economici, ma creare i presupposti necessari per il rilancio collettivo del nostro Paese. Il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, presentato al Parlamento dal Premier Mario Draghi, si pone un obiettivo ambizioso all’altezza delle sue potenzialità: rinverdire i fasti di un nuovo miracolo economico italiano. Dall’innovazione e la digitalizzazione al rafforzamento delle infrastrutture, dall’istruzione e la ricerca alla salute, senza tralasciare tematiche sempre più rilevanti quali l’inclusione sociale e la transizione ecologica. Tutti aspetti attentamente trattati nelle sei missioni che si pone il Pnrr congiuntamente alle riforme della pubblica amministrazione e della giustizia”. Lo ha dichiarato nel suo intervento sul blog istituzionale di Deloitte Italia l’amministratore delegato del Financial Advisory, Antonio Solinas, sottolineando come “il miracolo italiano del Secondo Dopoguerra sia stato il frutto di un contesto geopolitico e sociale molto diverso da quello attuale, ma ad ogni modo oggi le persone avvertono l’esigenza di importanti cambiamenti strutturali. Dietro alle imprese ci sono le persone, la spinta per la ripartenza arriva dalla collettività dopo aver dimostrato per lunghi mesi resilienza e abilità nel fronteggiare i periodi più complessi. Non a caso il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha parlato delle risorse europee non solo come base per ripartire, ma come ‘trampolino di lancio per un salto in avanti, verso la rinascita della nostra comunità attraverso uno sforzo corale delle istituzioni e delle forze economiche e sociali’. Proprio in questi giorni Deloitte ha annunciato l’avvio di una partnership con primari operatori di mercato, quali ad esempio Redo Sgr i cui principali azionisti sono Cdp e Intesa Sanpaolo, per lo sviluppo di progetti aventi a oggetto social housing, residenze universitarie convenzionate, infrastrutture sociali, operazioni di rigenerazione urbana e recupero di immobili inutilizzati a Milano e nelle principali città lombarde. “Questo è un segnale – ha aggiunto Solinas – che fondi di investimento e istituzioni finanziarie sono pronte ad aprirsi a nuove iniziative con orizzonti di investimento di lungo termine, come nel caso del lancio del fondo infrastrutturale Pramerica ITER. Iniziative che non guardano solo alle aziende, ma alle persone che ci sono dietro alle aziende. Bisogni nuovi che cambieranno i modelli operativi delle aziende per soddisfare in modo diverso le esigenze di clienti e stakeholder. Quando si pensa alla crisi attuale non bisogna pensare tanto a situazioni patologiche, quanto alla possibilità di crescere e innovare i business perché, come sottolineato di recente dalla Banca d’Italia, ‘sostenere nel tempo gli effetti sulla crescita degli interventi previsti nell’ambito del Pnrr richiede attenzione alla loro efficacia nell’aumentare non solo la domanda aggregata, ma anche la capacità produttiva del Paese e che le riforme previste abbiano concreta attuazione’.

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Solinas (Deloitte): “Fondi d’investimento e istituzioni finanziarie attori protagonisti nella ripartenza del Paese”

Posted by fidest press agency su domenica, 23 Maggio 2021

“Non intervenire sulle singole imprese o su specifici settori economici, ma creare i presupposti necessari per il rilancio collettivo del nostro Paese. Il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, presentato al Parlamento dal Premier Mario Draghi, si pone un obiettivo ambizioso all’altezza delle sue potenzialità: rinverdire i fasti di un nuovo miracolo economico italiano. Dall’innovazione e la digitalizzazione al rafforzamento delle infrastrutture, dall’istruzione e la ricerca alla salute, senza tralasciare tematiche sempre più rilevanti quali l’inclusione sociale e la transizione ecologica. Tutti aspetti attentamente trattati nelle sei missioni che si pone il Pnrr congiuntamente alle riforme della pubblica amministrazione e della giustizia”. Lo ha dichiarato nel suo intervento sul blog istituzionale di Deloitte Italia l’amministratore delegato del Financial Advisory, Antonio Solinas, sottolineando come “il miracolo italiano del Secondo Dopoguerra sia stato il frutto di un contesto geopolitico e sociale molto diverso da quello attuale, ma ad ogni modo oggi le persone avvertono l’esigenza di importanti cambiamenti strutturali. Dietro alle imprese ci sono le persone, la spinta per la ripartenza arriva dalla collettività dopo aver dimostrato per lunghi mesi resilienza e abilità nel fronteggiare i periodi più complessi. Non a caso il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha parlato delle risorse europee non solo come base per ripartire, ma come ‘trampolino di lancio per un salto in avanti, verso la rinascita della nostra comunità attraverso uno sforzo corale delle istituzioni e delle forze economiche e sociali’.Come Amministratore Delegato di Deloitte Financial Advisory, società specializzata nel supporto alle aziende sia in momenti di crisi che in momenti di crescita sia organica sia inorganica attraverso operazioni di M&A e di rafforzamento patrimoniale, Solinas ha aggiunto che “il Pnrr non sarà un fenomeno isolato. Vedrà in campo tanti operatori internazionali, fondi di investimenti e istituzioni finanziarie che faranno da volano. Oggi ci sono molti operatori che sono pronti a investire in progetti di ricerca e innovazione o in iniziative di utilità sociale”. Proprio in questi giorni Deloitte ha annunciato l’avvio di una partnership con primari operatori di mercato, quali ad esempio Redo Sgr i cui principali azionisti sono Cdp e Intesa Sanpaolo, per lo sviluppo di progetti aventi a oggetto social housing, residenze universitarie convenzionate, infrastrutture sociali, operazioni di rigenerazione urbana e recupero di immobili inutilizzati a Milano e nelle principali città lombarde. “Questo è un segnale – ha aggiunto Solinas – che fondi di investimento e istituzioni finanziarie sono pronte ad aprirsi a nuove iniziative con orizzonti di investimento di lungo termine, come nel caso del lancio del fondo infrastrutturale Pramerica ITER. Iniziative che non guardano solo alle aziende, ma alle persone che ci sono dietro alle aziende. Bisogni nuovi che cambieranno i modelli operativi delle aziende per soddisfare in modo diverso le esigenze di clienti e stakeholder. Quando si pensa alla crisi attuale non bisogna pensare tanto a situazioni patologiche, quanto alla possibilità di crescere e innovare i business perché, come sottolineato di recente dalla Banca d’Italia, ‘sostenere nel tempo gli effetti sulla crescita degli interventi previsti nell’ambito del Pnrr richiede attenzione alla loro efficacia nell’aumentare non solo la domanda aggregata, ma anche la capacità produttiva del Paese e che le riforme previste abbiano concreta attuazione’.

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“L’investimento sostenibile per un mondo che cambia”

Posted by fidest press agency su mercoledì, 12 Maggio 2021

È il nuovo Pay Off di BNP Paribas Asset Management, che integra e valorizza così la propria attenzione verso i temi sostenibili.BNP Paribas Asset Management (“BNPP AM”) già dal 2002 è impegnata a promuovere la sostenibilità e ha continuato nel tempo a rafforzare le sue ambizioni, la sua filosofia d’investimento e i suoi processi di gestione per prendere in considerazione i criteri ESG e promuovere un’economia a basse emissioni di carbonio, sostenibile dal punto di vista ambientale e inclusiva.Il cambiamento del Pay Off di BNPP AM rappresenta un punto di svolta per la società e meglio incarna i suoi valori fondamentali. Questo cambiamento è parte di una nuova campagna di brand internazionale, costruita sulle testimonianze di quei dipendenti che incorporano la sostenibilità nel loro lavoro quotidiano, a vantaggio di tutti i clienti.Se da un lato i criteri ESG sono ormai diventati una consuetudine per il settore, convalidando la strategia di BNPP AM totalmente votata alla sostenibilità, la consapevolezza della fragilità del nostro pianeta, il desiderio di agire per combattere il riscaldamento globale, proteggere l’ambiente e rispondere agli aspetti sociali è costantemente in crescita – nella comunità degli investimenti e non solo. Queste preoccupazioni, che sono condivise dai clienti, dai dipendenti e dalla società nel suo complesso, sono al centro della strategia di investimento di BNPP AM.Nel marzo 2019, BNPP AM ha lanciato la propria Global Sustainability Strategy, una pietra miliare nello sviluppo e nell’accelerazione del suo impegno ad offrire ai propri clienti rendimenti sugli investimenti sostenibili nel lungo termine. Negli ultimi due anni sono stati compiuti progressi significativi, tra cui: • L’integrazione dei criteri ESG nell’intera gamma di fondi aperti e in tutti i processi d’investimento e l’estensione dell’analisi ESG a oltre 12.000 società quotate. • Il rafforzamento delle politiche settoriali, in particolare per quanto riguarda le aziende estrattive di carbone termico e i generatori elettrici alimentati a carbone. • Linee guida ancor più rigorose riguardano il voto per delega, le quali definiscono requisiti attesi in materia di diversità dei consigli di amministrazione, dove auspichiamo che le donne rappresentino il 30% degli amministratori nei mercati sviluppati e il 15% nei mercati emergenti. • La leadership europea nei fondi tematici sostenibili con oltre 90 miliardi di euro investiti in fondi sostenibili, a impatto o in possesso di una “label” SRI. BNPP AM è inoltre riconosciuta in Francia per la sua gamma di fondi d’impatto sociale con un ammontare eccezionale di 2,8 miliardi EUR di fondi sociali ed economici solidali. • La classificazione dell’84% dei fondi come articolo 8 e 9 ai sensi del Regolamento europeo sulle comunicazioni in materia di finanza sostenibile (European Sustainable Finance Disclosure Regulation, “SFDR”), a seconda che promuovano caratteristiche ambientali o sociali o abbiano un obiettivo d’investimento sostenibile. Questi sviluppi, a tutti i livelli dell’azienda, hanno posto l’investimento sostenibile al cuore del modello di business e della cultura di BNPP AM.

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Aggiornamento sulla strategia di investimento di febbraio 2021

Posted by fidest press agency su martedì, 23 febbraio 2021

A cura di Andrea Delitala, Head of Euro Multi Asset, e Marco Piersimoni, Senior Investment Manager di Pictet Asset Management. L’evoluzione dei mercati finanziari da inizio anno è stata promettente, con indici azionari in territorio ampiamente positivo. Il tema della ripresa ciclica dell’economia è in generale molto frequentato dagli investitori attraverso posizioni su small Cap, industriali, materie prime e beni durevoli. Dal punto di vista geografico, molto positivi i risultati dei paesi emergenti asiatici che guadagnano quasi il 10% da inizio anno. La componente europea è stata maggiormente contrastata e soffre l’impatto negativo del rischio Covid su due fronti: da un lato il rischio mutazioni e relativi dubbi riguardo all’efficacia dei vaccini sino ad ora approvati, dall’altro l’andamento di una campagna vaccinale fino ad ora fallimentare e che espone l’Europa a tensioni nazionalistiche/protezioniste soprattutto nei confronti della Gran Bretagna. Il fenomeno più interessante delle scorse settimane è stato lo short squeeze osservato su alcuni titoli a piccola capitalizzazione. Il braccio di ferro ha visto da un lato tanti trader retail, coalizzati negli acquisti grazie all’utilizzo di piattaforme social, e dall’altro lato hedge funds (con posizioni ribassiste) che hanno dovuto soccombere, riportando perdite multimiliardarie e liquidando altre posizioni per ridurre la leva finanziaria. Queste liquidazioni forzate hanno causato una correzione di quasi cinque punti sull’indice S&P500, per ragioni tecniche più che fondamentali. Quadro macroeconomico, deciso sostegno fiscale e monetario spingono verso l’alto le valutazioni dei premi di rischio azionari soprattutto nell’area USA e Asia (sia EM che Giappone). Le notizie che giungono dal fronte fiscale sono incoraggianti: nel corso del primo trimestre ci attendiamo il varo di un pacchetto aggiuntivo nell’ordine di almeno 1.000 miliardi di dollari (circa 5% del PIL USA), che rafforza lo scenario di ripresa ciclica. Rispetto ad inizio anno, la crescita mondiale sembra essere trainata soprattutto da USA e Cina mentre l’Europa resta indietro, sia per le indubbie difficoltà nella campagna vaccinale che per il minor spazio di stimolo monetario e fiscale. Il rischio principale, all’interno di uno scenario delineato che è positivo, è legato (a parte all’onnipresente evoluzione della pandemia) a improvvise fiammate inflazionistiche da eccesso di stimolo fiscale: allo stato attuale sembra prematuro ipotizzarlo. Con aspettative di inflazione già rientrate su livelli pre-crisi, eventuali rimbalzi pronunciati dell’inflazione realizzata (oltre agli attesi effetti base) potrebbero mettere in discussione il paradigma dei tassi bassi a lungo. Le Banche Centrali, a partire dalla Fed, potrebbero essere indotte ad agire sui tassi reali mettendo pressione sugli attivi azionari; si tratta probabilmente di uno scenario valido per la seconda parte dell’anno se non per il 2022, ma dovremo seguire molto attentamente l’evoluzione di questo tema.

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“Un piano di investimento triennale per la montagna”

Posted by fidest press agency su martedì, 15 dicembre 2020

“Lo scorso luglio agli Stati Generali della Montagna è emersa la richiesta di inserire la montagna nel Piano Nazionale Ripresa e Resilienza. Ci sono interventi inseriti nella Legge di Bilancio destinati ad aiutare le aree svantaggiate, tra cui le zone montuose”. “Le risorse che arriveranno dalla Ue con il Recovery Fund – spiega la Presidente – saranno decisive per approntare un piano triennale di investimenti in grado non solo di sostenere la vita in montagna, ma anche per ridurre il gap con le le altre zone del nostro Paese cominciando dall’abbattimento del digital divide. Non si tratta infatti di perseguire logiche assistenzialistiche, ma di andare a individuare quali sono le funzioni strategiche della montagna e garantire pari servizi e pari accessibilità a tutti i cittadini”.“Per questa ragione – conclude Rotta – nel PNRR sono previsti aiuti e ristori a aree interne e montane al fine di incentivare processi di sviluppo socio-economico laddove i tassi occupazionali troppo bassi spingono verso lo spopolamento”

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Opportunità di investimento in energie rinnovabili e tecnologie ambientali in Etiopia

Posted by fidest press agency su mercoledì, 2 dicembre 2020

Fino al 14 dicembre 2020 UNIDO ITPO Italy ospiterà virtualmente nell’ambito del Programma Delegati di UNIDO un rappresentante dell’Ethiopian Investment Commission, Haregewoin Mirotaw Shumiye, con l’obiettivo di promuovere nella comunità imprenditoriale italiana un portfolio di progetti in ambito di energie rinnovabili e tecnologie ambientali. La partecipazione all’iniziativa è aperta alle imprese italiane operanti nei seguenti settori: energie rinnovabili e soluzioni off-grid; trattamento e riciclo della carta e di prodotti correlati; gestione sostenibile delle risorse idriche; energie rinnovabili e soluzioni ambientali applicate al settore lattiero-caseario.Durante gli incontri virtuali i partecipanti avranno l’occasione di presentare la propria azienda e discutere potenziali opportunità di partnership con le controparti etiopi rappresentate dal delegato, promuovendo il trasferimento di tecnologie innovative per uno sviluppo industriale sostenibile nel settore locale. L’iniziativa si colloca all’interno del progetto “Fostering international partnerships between companies and/or institutions operating in the energy and environment sectors”, finanziato dal Ministero Italiano dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare ed implementato da UNIDO ITPO Italy.

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1,5 milioni di investimento per Jobtech

Posted by fidest press agency su venerdì, 18 settembre 2020

In un momento in cui assistiamo ad una prima ripresa del numero di persone alla ricerca di lavoro (+134 mila unità secondo gli ultimi dati Istat) il supporto tanto a chi cerca quanto a chi offre un impiego rappresenta una leva strategica per il Paese. Per questo è nata Jobtech (https://jobtech.it), la prima agenzia per il lavoro tutta digitale operativa nel mercato italiano.
Nata durante il lockdown con l’obiettivo di digitalizzare il lavoro interinale e in somministrazione, Jobtech ha già ha chiuso un primo importante round di investimento da 1,5 milioni di euro. Tra gli investitori che hanno creduto nel progetto, oltre ad alcuni top manager di tech company leader nei propri settori, anche Alberto Genovese, uno dei principali imprenditori del mercato digitale italiano (Facile.it, Prima Assicurazione) che sta da tempo investendo nelle più interessanti iniziative di sviluppo digitale nel nostro Paese.
Jobtech è la prima agenzia per il lavoro ad introdurre soluzioni di ricerca e selezione, somministrazione e staff leasing a trazione digitale all’interno del panorama italiano. Lo sviluppo del progetto, che ha l’obiettivo di connettere al meglio domanda e offerta di lavoro, consiste nella creazione di portali verticali, focalizzati su specifiche aree di business: il primo, già online, è https://commesse.it. A breve sarà il turno di portali nell’ambito di logistica, hospitality, ristorazione altro ancora.
Per le aziende, Jobtech è in grado di rispondere a tutte le esigenze tipiche della gestione delle risorse umane: la ricerca e selezione del personale, la selezione dei candidati più idonei ed il supporto nelle fasi di inserimento del candidato, la somministrazione e lo staff leasing, che prevedono l’assunzione da parte di Jobtech dei candidati selezionati e la gestione in prima persona degli aspetti contrattuali e salariali. Infine, per favorire l’occupazione giovanile, Jobtech gestisce anche l’attivazione di stage e tirocini, seguendo tutti gli adempimenti burocratici necessari ai fini dell’attivazione del contratto di stage dei candidati.
Dal punto di vista dei lavoratori, Jobtech rappresenta uno strumento efficace per la ricerca di un impiego, con un’offerta di annunci ed un percorso di inserimento dedicato specificatamente alle singole professioni, spaziando dal retail, alla logistica, all’Ho.Re.Ca ed in generale offrendo impieghi tanto nelle PMI quanto nelle grandi aziende attive su tutto il territorio italiano. Ad oggi, tra le posizioni offerte da Commesse.it figurano quelle di cassieri/e, commessi/e, addetti/e alla vendita, vetrinisti/e, merchandiser, responsabili vendita, store manager.
È la tecnologia a distinguere Jobtech dalle altre agenzie per il lavoro: il sourcing dei candidati, il loro screening e la gestione amministrativa del personale sono processi accelerati grazie alla tecnologia. In questo modo i recruiter di Jobtech si concentrano sulle attività a maggior valore aggiunto come le interviste ai candidati e la comprensione delle loro competenze e motivazioni, per offrire rapidamente ed efficientemente ai clienti soluzioni di staffing chiavi in mano. La tecnologia consente anche di ridurre i costi associati alla gestione dei processi HR, il che conseguentemente si riflette in un beneficio economico per il cliente.https://jobtech.it

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Investimento complessivo di 8 milioni di euro a favore di 50 startup nell’ambito del programma AccelerORA!

Posted by fidest press agency su giovedì, 20 agosto 2020

E’ stato realizzato tramite il Fondo Acceleratori, per sostenere rapidamente le startup innovative meritevoli in fase seed e pre-seed che stanno affrontando le sfide di Covid-19.Gli investimenti saranno gestiti dal Fondo Acceleratori e diverse operazioni localizzate nel Sud d’Italia sono in coinvestimento con il Fondo Italia Venture II. Il programma, in partnership con 6 primari acceleratori nazionali, è stato in grado di generare un effetto attrattivo di investimenti per un totale di oltre 22 milioni di euro (incluso quanto investito dal Fondo Acceleratori) destinati a startup operative negli ambiti: Fashion, AgriTech, MedTech, eCommerce, Education, FinTech, Software b2b, SaaS e Digital Community. “Il risultato di AccelerORA! ci rende orgogliosi, non solo per essere riusciti ad aiutare realtà promettenti e meritevoli in una fase di difficoltà a seguito dell’emergenza Covid-19, ma anche per aver generato, grazie alla credibilità dell’investimento di un attore istituzionale, l’incremento della capacità di fund raising delle società.” Commenta Enrico Resmini, amministratore delegato e direttore generale di CDP Venture Capital SGR, che conclude: “Questo risultato va nella direzione di rendere il Venture Capital un asse portante dello sviluppo economico e dell’innovazione del Paese, creando i presupposti per una crescita complessiva e sostenibile dell’intero ecosistema.”AccelerORA! lavora in partnership con i principali acceleratori nazionali attivi in Italia che hanno una comprovata esperienza nello sviluppo del portafoglio delle loro startup e di programmi di accelerazione verticali, con l’obiettivo di supportare le realtà che si trovano nelle fasi iniziali del ciclo di vita per aiutarle a crescere e accompagnarle nella raccolta di ulteriori round di investimento. Le operazioni vengono effettuate da acceleratori, investitori terzi o soci in matching grant rispetto ai capitali investiti dal Fondo Acceleratori. Ciascuna startup potrà essere finanziata con un massimo di 300.000 euro.

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Nuovo round di investimento per Eggtronic

Posted by fidest press agency su martedì, 28 luglio 2020

Eggtronic, azienda specializzata nel settore dell’elettronica di potenza e delle tecnologie wireless charging e data over power, ha stipulato un contratto di investimento con un canale di investitori legati a una primaria banca d’affari milanese. La raccolta totale di Eggtronic, dalla sua fondazione a oggi, arriva a circa $17 milioni. Fondata nel 2012 dal CEO Igor Spinella, Eggtronic sta vivendo un momento di rapida espansione. In meno di un anno, l’azienda ha infatto stipulato accordi di produzione con prestigiose aziende multinazionali, che hanno scelto le sue tecnologie, consentendo la diffusione dei ben noti vantaggi legati alla proprietà intellettuale Eggtronic: dimensioni, performance e risparmio energetico.

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Aggiornamento mensile sulla strategia di investimento

Posted by fidest press agency su venerdì, 24 luglio 2020

A cura di: Andrea Delitala, Head of Investment Advisory di Pictet Asset Management e Marco Piersimoni, Senior Portfolio Manager di Pictet Asset Management. Al termine del primo meeting di giugno, la BCE ha sorpreso al rialzo rispetto alle aspettative, annunciando 600 miliardi di acquisti aggiuntivi nell’ambito del PEPP. La FED, pur in un contesto di dati macroeconomici in netto miglioramento (occupazione e vendite al dettaglio ben superiori alle attese) e di forte recupero dei mercati azionari e del credito, ha espresso la volontà di mantenere la propria politica monetaria estremamente accomodante per un periodo prolungato. Nessun rialzo dei tassi almeno fino alla fine del 2022 e, se necessario, misure di stimolo ulteriori fin tanto che l’economia americana non sia tornata alla piena occupazione e l’inflazione (PCE) non si sia portata stabilmente sopra il 2%. Il tema dominante resta l’evoluzione della pandemia e le ricadute a livello regionale e globale sulla ripartenza delle attività economiche. I progressi sono evidenti in alcune aree geografiche (Europa, Australasia, Canada), difficoltosi in altre (US, Russia), alquanto preoccupanti, infine, in alcuni paesi emergenti (Brasile e India in testa). I progressi sul fronte dei vaccini e dei protocolli sanitari consentono ai mercati, per adesso, di ridimensionare i rischi economici legati alla possibilità di nuovi lockdown generalizzati. La gestione inefficace della crisi sanitaria negli Stati Uniti rafforza non solo la probabilità di vittoria alle presidenziali di novembre del candidato democratico Biden, ma anche quella di un contemporaneo controllo democratico del Congresso. In questo scenario, sarebbe lecito aspettarsi maggiori tasse sulle imprese e una riregolamentazione in particolare nei settori finanziario, energetico e sanitario, i più a rischio da una mancata rielezione del Presidente Trump. Nel contesto attuale, l’aspetto valutativo è di difficile lettura e di limitato supporto nelle decisioni di investimento, vista l’estrema volatilità e dispersione nelle previsioni degli utili. Più che a forti scommesse direzionali, ci affidiamo ora, in maniera più importante, a scelte di secondo livello e di valore relativo. In prospettiva, per la seconda metà dell’anno riteniamo giustificato mantenere un approccio strutturalmente cauto, in un contesto, a nostro avviso, di rischio asimmetrico tra potenziale di apprezzamento e di rischio correttivo per i listini azionari. Alle incertezze perduranti (e possibilmente crescenti durante la stagione autunnale) legate alla pandemia e alle elezioni americane si sommano i molteplici rischi geopolitici che si stanno accumulando all’orizzonte, fra i quali quello fra Stati Uniti e Cina che è, al momento, il più visibile ma non certo l’unico.

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Moneyfarm grazie alla partnership con Yapily un processo di investimento sempre più smart

Posted by fidest press agency su lunedì, 20 luglio 2020

Moneyfarm, società internazionale di gestione del risparmio con approccio digitale, ha attivato una nuova collaborazione con Yapily, piattaforma di Open Banking leader in Europa.Sotto la spinta della Direttiva Europea PSD2 (Payment Services Directive 2, la nuova direttiva europea sui servizi di pagamento), l’Open Banking promette di rivoluzionare il mondo del finance e di accelerare l’innovazione del mondo bancario grazie a un nuovo modello collaborativo tra gli operatori di mercato che apre la porta a una nuova gamma di servizi favoriti dalla condivisione dei dati e dall’utilizzo di piattaforme tecnologiche aperte.Grazie alla partnership con Yapily, i clienti Moneyfarm potranno investire e prelevare fondi in maniera sicura e veloce tra la propria banca e il proprio conto d’investimento personale, così da ottimizzare ulteriormente il processo di trasferimento fondi.
La nuova funzione (denominata Payment Initiation Services) prevede l’aggregazione dei conti correnti dei clienti Moneyfarm che attiveranno il servizio – possibile grazie all’integrazione con le API di Yapily che agisce in qualità di PISP (Payment Initiation Service Provider) – per ottenere un dialogo diretto tra i conti correnti aggregati e i portafogli di investimento Moneyfarm. Il tutto per offrire ai clienti un’esperienza d’uso e un processo di investimento sempre più semplici e agevoli e per migliorare la gestione dei propri risparmi.Moneyfarm, unico digital wealth manager in Europa a perseguire la via dell’espansione continentale con una presenza su tre mercati (Italia, Regno Unito e Germania), gestisce oggi un patrimonio globale di oltre 1,2 miliardi di euro, a un ritmo di crescita che è sempre stato a doppia cifra anno su anno. La Società è stata tra le prime ad adottare il modello di consulenza “ibrido” che unisce innovazione tecnologica alla presenza costante di una squadra di consulenti dedicati. Con la tecnologia che fa da facilitatore per combinare una consulenza finanziaria indipendente e priva di conflitti di interesse a un’esperienza d’uso molto semplice, Moneyfarm ha dimostrato in questi anni che esiste un modo nuovo per offrire ai risparmiatori servizi di investimento altamente qualitativi, ma al contempo estremamente efficienti. L’utilizzo della piattaforma di Yapily per offrire il nuovo servizio di trasferimento fondi sottolinea il continuo impegno di Moneyfarm nella scelta e integrazione con le soluzioni tecnologiche più innovative a vantaggio dei propri clienti e rappresenta solo il primo passo di una partnership volta all’innovazione legata alle infinite possibilità offerte dall’Open Banking.

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“Rotazione di stili d’investimento “growth” vs. “value”

Posted by fidest press agency su giovedì, 16 luglio 2020

A cura di William Davies, CIO, EMEA e Responsabile azionario globale di Columbia Threadneedle Investments. Le rotazioni di stile, con cui gli investitori passano da uno stile d’investimento all’altro, non sono nulla di nuovo. Accade in quasi tutti i cicli d’investimento che stili diversi – ad esempio growth, qualità e value – sovraperformino in momenti diversi perché gli investitori si spostano dall’uno all’altro in base alle loro aspettative.Visto il grado di volatilità dei mercati, nonché la natura estrema della sovraperformance dei titoli di qualità/growth, durante una ripresa è lecito attendersi periodi di sovraperformance dei titoli value (in genere le società che potrebbero cessare l’attività in ragione dell’ampiezza della contrazione economica). Periodi simili si sono verificati temporaneamente nel secondo trimestre del 2003 e nel secondo trimestre del 2009 a fronte del recupero dei mercati.Tuttavia, riteniamo che, dati gli elevati livelli di indebitamento, gli anni ’20 di questo secolo potrebbero essere simili al decennio precedente, caratterizzato da bassa crescita, bassa inflazione e bassi tassi di interesse, per lo meno dopo l’euforia dell’immediata ripresa dai ridotti livelli di attività economica. In questo contesto di bassa crescita, sono convinto che sia assolutamente realistico ipotizzare che i titoli di qualità sovraperformeranno quelli value fintanto che le società di qualità continueranno a generare rendimenti elevati, ed è proprio su questo aspetto che dobbiamo concentrarci.
La nostra previsione centrale è che l’attività economica tornerà ai livelli di fine 2019 entro la fine del 2022. Sebbene i progressi osservati in Asia e nella maggior parte dell’Europa continentale in termini di ridotti livelli di nuovi contagi siano incoraggianti, è improbabile che da adesso in poi il percorso sarà privo di ostacoli. Siamo consapevoli della possibilità di una seconda ondata di casi di Covid prima che venga trovato l’agognato vaccino su vasta scala e sappiamo che tale eventualità potrebbe sconvolgere le economie e i mercati. Stiamo già assistendo a battute d’arresto sui mercati e a una crescente volatilità con la fine delle misure di confinamento in varie parti del mondo. La ripresa non sarà chiaramente lineare da qui al 2022.In questo scenario, è improbabile che lo stile value sovraperformi. Alla fine della crisi finanziaria globale del 2009, i mercati hanno attraversato un momento d’oro, in particolare per un paio di trimestri a partire dal mese di marzo di quell’anno, quando i titoli value hanno messo a segno un’ottima performance. Attualmente alcuni mercati stanno chiaramente imitando quell’andamento, ma, a causa dell’entità senza precedenti degli stimoli e degli interventi dei governi, il livello di indebitamento sarà persino superiore a quello registrato dopo il 2009, pertanto è improbabile che lo slancio della ripresa perduri. Di conseguenza, emergerà un mondo caratterizzato da bassa inflazione, bassa crescita e bassi tassi d’interesse, come mostrato nella Figura 1, con le società a più rapida crescita che si distinguono nel contesto di minor crescita successivo alla crisi finanziaria globale, denominato ”
Siamo tuttora convinti che le società che traggono vantaggio dalle proprie posizioni dominanti di mercato, come quelle nei settori delle tecnologie e delle comunicazioni, nonché le grandi aziende attive nei semiconduttori, siano ben posizionate e continueranno a risultare vincenti in futuro. Le aziende caratterizzate da leva operativa ma con bilanci solidi possono essere piuttosto allettanti. Tuttavia, si tratta spesso di società di qualità, sensibili alla congiuntura o al ciclo economico, dove già deteniamo delle posizioni.Nel segmento del reddito fisso, privilegiamo il credito investment grade rispetto all’high yield dal momento che puntiamo ad esposizioni a società con maggiori possibilità di affrontare con successo l’attuale contesto. Preferiamo le obbligazioni societarie rispetto ai titoli di Stato alla luce dell’elevato numero di titoli che attualmente offrono rendimenti negativi. Di conseguenza, sebbene il debito dei mercati emergenti e l’high yield in generale abbiano registrato una discreta ripresa nelle ultime settimane, prediligiamo le società investment grade che offrono un rapporto di rischio/rendimento migliore vista l’incertezza sulla traiettoria della ripresa e le prospettive dei prossimi due anni.
Sul fronte azionario, continuiamo a ritenere che le prospettive per le società globali più piccole restino eccellenti e manteniamo la fiducia nella nostra capacità di individuare opportunità in aziende di qualità che dispongono del potenziale di crescere diventando colossi nei rispettivi settori nel corso del tempo. Inoltre, nella nostra proposta di valore, prestiamo attenzione a selezionare i titoli di qualità migliore caratterizzati da bassi livelli di indebitamento.
Intendiamo investire in società con un solido posizionamento di mercato e validi modelli di business, che tendono a essere leader nei rispettivi settori e possiedono una sorta di vantaggio economico che li distingue dalla concorrenza in un settore in crescita, consentendo loro di generare rendimenti elevati o sostenibilmente in rialzo. Tali società di qualità presentano un gruppo dirigenziale consolidato con una struttura di governance trasparente. Ricerchiamo la solidità finanziaria sotto forma di bilanci robusti, utili di alta qualità e capacità di generare ampi flussi di cassa. Tutti questi fattori sono altresì accompagnati da una valutazione interessante, che rappresenta anch’essa un importante fattore nel nostro processo di investimento nella qualità. Queste sono le società che a nostro giudizio sovraperformeranno nel decennio attuale traendo vantaggio dal contesto di bassa inflazione, bassa crescita e bassi tassi di interesse.

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