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Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 259

Posts Tagged ‘investire’

Ripristinare finanziamenti contro l’aids

Posted by fidest press agency su giovedì, 26 gennaio 2012

Il 28 gennaio il mondo celebra il 10° anniversario della creazione del Fondo Globale per la Lotta contro l’AIDS, la Tubercolosi e la Malaria. Dieci anni fa, il futuro della lotta contro queste tre pandemie era sconfortante e una diagnosi di AIDS era una sentenza di morte per chi viveva nei paesi poveri. Per rispondere a questa drammatica emergenza, venne costituito il Fondo Globale, una partnership unica tra paesi ricchi, paesi poveri, società civile e settore privato. Si stima che ogni mese, 100.000 vite vengano salvate grazie al Fondo. Eppure, è un triste compleanno: con la scusa della crisi economica, molti paesi donatori hanno tagliato i finanziamenti al Fondo Globale, proprio ora che nuove scoperte scientifiche offrono opportunità di prevenzione e cura dell’AIDS prima impensabili.L’Italia, pur avendo svolto un ruolo di primo piano nel lancio del Fondo Globale in occasione del Vertice G8 del 2001 a Genova, ha smesso di sostenere il Fondo ancor prima che la crisi mordesse: non ha ancora versato le quote promesse al Fondo Globale per il 2009 e il 2010, pari a 130 milioni di euro ciascuna e non ha assunto alcun impegno finanziario per gli anni successivi. Se si considera che il nostro paese a partire dagli anni Duemila ha erogato l’80% circa dei propri fondi per la lotta contro l’AIDS nei paesi poveri attraverso il Fondo Globale, si deduce che il disimpegno nei confronti del Fondo ha praticamente azzerato il contributo italiano alla lotta globale contro la pandemia. Per questo, “il nuovo Governo – sottolinea l’Osservatorio italiano sull’azione globale contro l’AIDS – ha davanti a sé una grande opportunità per riacquistare quella credibilità a cui tanto tiene a livello internazionale: rinnovare l’impegno dell’Italia nei confronti della lotta contro l’AIDS”.I numeri del Fondo Globale. Negli ultimi dieci anni, il Fondo è diventato il principale strumento di lotta contro AIDS, tubercolosi e malaria e ha fondamentalmente modificato la capacità della comunità internazionale di combattere queste tre pandemie. Nel 2002 la terapia antiretrovirale era praticamente inesistente nei paesi a risorse limitate; dopo sei anni, negli stessi paesi 7 milioni di persone ne potevano beneficiare, di cui la metà grazie al Fondo Globale. Nel corso di questi anni il Fondo ha fornito il trattamento antitubercolare a quasi 9 milioni di persone e ha distribuito oltre 200 milioni di zanzariere impregnate di insetticida per la prevenzione della malaria.La struttura. Nato come organizzazione di emergenza strutturata per intervenire “verticalmente” ed in modo esclusivo sulle tre malattie, il Fondo Globale si sta trasformando in modo da focalizzarsi più strategicamente su interventi a elevato impatto a favore delle popolazioni vulnerabili e con ricadute positive sui fragili sistemi sanitari dei paesi più poveri. Le scoperte scientifiche. La ricerca potrebbe dare un’accelerazione ai risultati raggiunti finora dal Fondo Globale: è stato dimostrato che i farmaci antiretrovirali rivestono un ruolo strategico per la prevenzione del contagio, oltre che, naturalmente, per la cura dell’infezione. Se usati all’inizio dell’infezione da HIV infatti, assicurano una protezione vicina al 100 per cento contro la trasmissione del virus in coppie eterosessuali in cui uno soltanto dei partner è infettato dal virus. Gli studi hanno dimostrato anche che il trattamento anticipato riduce dell’84% la possibilità di contrarre la tubercolosi, che è la causa principale di morte delle persone con l’HIV. Naturalmente, curare precocemente le persone sieropositive richiede più risorse. Proprio ora che potremmo sperare di sconfiggere queste tre gravi malattie entro la prossima generazione e che la scienza ci chiede di investire di più, i donatori non rispettano le promesse e riducono il sostegno finanziario al Fondo Globale, costringendolo a cancellare l’avvio di nuovi programmi di lotta contro AIDS, tubercolosi e malaria per i prossimi due anni e a sbattere la porta in faccia a nuovi pazienti. Una condanna a morte per milioni di persone che non hanno ancora accesso alle cure salvavita nei paesi poveri.

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Come fare soldi? Investite sugli anziani

Posted by fidest press agency su sabato, 17 dicembre 2011

Italiano: Casa accoglienza anziani Giovanni Ca...

Image via Wikipedia

In Italia il Paese del turismo, negli ultimi anni sono stati costretti a chiudere decine e decine di alberghi, molti dei quali hanno avevano fatto la storia del turismo nostrano. Non tutti gli hotel e pensioni si sono limitati solo a chiudere, ma hanno deciso di “riciclarsi” in residenze, a volte di lusso, dedicate agli anziani.
Gli economisti di mezzo mondo, infatti, condividono l’assunto che la terza e la quarta età rappresentino il business del futuro. Tutti i paesi già sviluppati, hanno un minimo comun denominatore: l’invecchiamento progressivo delle popolazioni residenti con una tendenza pressoché generale ad avere sempre meno figli.
Tra gli stati coinvolti maggiormente nel fenomeno vi è proprio l’Italia. Ed i numeri sono inequivocabili: entro il 2040 il numero degli ultra 65enni in Italia raddoppierà. Le persone con oltre 65 anni d’età risultano in aumento di 113.000 unità all’anno e ormai rappresentano 1/5 della popolazione. Nel 2040 corrisponderanno al 32,2% dei residenti. La popolazione italiana, tuttavia, è rimasta sostanzialmente invariata tra il 1981 e il 2001 (crescita zero), per poi riprendere ad aumentare nel primo decennio del III millennio, soprattutto in conseguenza dell’immigrazione che come è noto rallenta il processo dell’invecchiamento globale per la tendenza delle famiglie straniere ad avere più figli.
Il dato più preoccupante ed una delle conseguenze è che nel frattempo il numero dei giovani subirà una progressiva diminuzione. Anche i cittadini stranieri sono in costante aumento e costituiscono il 7,1% del totale.
Sotto il profilo demografico l’Italia si conferma uno dei paesi con il più basso tasso di natalità al mondo; nel 2010 il numero medio di nascite per donna è stimato a 1,40, di poco inferiore all’1,41 del 2009. La fecondità è dunque in una fase di assestamento. Si mantiene superiore a quella della metà degli anni ’90, in cui si toccarono i minimi storici, ma ancora non ha raggiunto il livello considerato ottimale per una popolazione, ovvero il livello di sostituzione delle coppie, pari a circa 2,1 figli per donna. Ma tra i fattori che influenzano maggiormente le previsioni non c‘è solamente l’invecchiamento della popolazione. Bisogna, infatti, considerare anche la fecondità e soprattutto le migrazioni.
Per Giovanni D’Agata componente del Dipartimento Tematico Nazionale “Tutela del Consumatore” di Italia dei Valori e fondatore dello “Sportello dei Diritti”, è un dato di fatto che l’aumento degli anziani, in Italia, metterà in crisi il welfare e quindi il sistema dei costi della salute e per tali ragioni i governi sono già occupati a cercare soluzioni alternative dal momento che la proporzione tra le persone attive e quelle non attive cambierà di molto.
La questione, però va vista anche dal lato delle opportunità che la popolazione anziana potrà rappresentare per l’economia. Gli anziani possono, infatti, rappresentare nuove utilità a livello di business. È un settore di mercato tutto da scoprire ed il mondo delle imprese globalizzate e della pubblicità se ne sta accorgendo. Senza contare i settori della tecnologia, dei trasporti e dei viaggi dove moltissimi prodotti sono già pensati per la terza e quarta età. Per esempio il gruppo Allianz, leader mondiale nel campo delle assicurazioni ha già lanciato sul mercato prodotti relativi alla terza età che sino a qualche anno fa erano impensabili per queste fasce di popolazione.

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Le donne dicono no alla manovra finanziaria

Posted by fidest press agency su giovedì, 14 luglio 2011

Roma 14 luglio, dalle ore 17.30 davanti al parlamento. Le donne denunciano una manovra che sottrae al welfare per le donne la cifra record di 4 miliardi di euro. Questi soldi, per una legge approvata dal parlamento italiano qualche mese fa, dovevano essere impegnati per politiche di conciliazione, inclusione delle donne nel mercato del lavoro, assistenza e cura. Non investimenti a fondo perduto, ma un modo per ridare respiro al potenziale al femminile e per investire nella crescita del nostro paese. La manovra finanziaria ha cambiato destinazione a questo tesoretto, scippandolo letteralmente dalle borsette delle donne italiane, visto che è dall’aumento dell’età pensionabile nel pubblico impiego delle donne che si riscuotera’ la ragguardevole cifra di 4 miliardi. Non una sola parola del Governo su questo furto. Ne’ una spiegazione. Omissioni, anche durante il question time al Senato, dove il Ministro Sacconi interrogato su questo ha evitato di rispondere su che fine avesse fatto “il malloppo”. Silenzio o bugie da parte degli altri componenti del Governo, oltre che un certo imbarazzo presso la maggioranza. “Occorre non tacere, fare quanto piu’ rumore possibile, in modo che tutte sappiano quanto sta accadendo. Ce ne ricorderemo a tempo debito e lotteremo perché questo scippo non avvenga. E se dovesse accadere, continueremo a insistere perché si torni su questa sciagurata decisione. Sappiamo che sono tempi difficili e che tutti dobbiamo fare sacrifici, ma non è possibile che a fronte di tagli assenti o scarsi su voci come i costi della politica, le province e molto altro, venga chiesto alle donne l’ennesimo sacrificio – spiegano le promotrici– Vogliamo ricordare che le donne sono già chiamate a rispondere, con il loro lavoro volontario e non pagato ai tagli del welfare degli ultimi anni”. Per opporsi al provvedimento le donne dei due gruppi, diverse parlamentari (hanno già aderito Emma Bonino, Paola Concia, Francesca Marinaro, Flavia Perina) e tutte coloro che vorranno sostenerle, si daranno appuntamento a Piazza Montecitorio domani,giovedì 14 luglio, alle ore 17.30 in coincidenza con la discussione della manovra alla Camera. La data è stata scelta anche per sottolineare che nelle stesse ore sarà in corso a New York la presentazione del il rapporto ombra sulla disuguaglianza di genere in Italia, in margine alla sessione internazionale della Convenzione CEDAW(ONU, Committee on the Elimination of Discrimination against Women). Dal testo emerge, ancora una volta, il ruolo secondario a cui le donne sono condannate in Italia, nonostante gli impegni e le promesse presi dai governi che si sono succeduti negli ultimi anni.

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Investire oggi nella crescita di domani

Posted by fidest press agency su venerdì, 1 luglio 2011

Sebbene di piccole dimensioni, il bilancio dell’Unione europea ha un forte impatto sui cittadini europei. Proponendo un bilancio pluriennale per il periodo 2014-2020, la Commissione intende far fronte alle preoccupazioni di oggi e alle esigenze di domani. La proposta si concentra su finanziamenti prioritari a livello dell’UE in grado di offrire un valore aggiunto reale: tra le varie novità introdotte, citiamo il Meccanismo per collegare l’Europa, che finanzierà progetti transnazionali nel campo dell’energia, dei trasporti e delle tecnologie dell’informazione per rafforzare l’ossatura del mercato interno; stanziamenti decisamente maggiori per la ricerca e l’innovazione, in modo da investire nella competitività europea; più fondi per i giovani dell’Unione. Il bilancio proposto è al tempo stesso innovativo e mirato: per i prossimi sette anni si propongono 1 025 miliardi di euro in stanziamenti d’impegno (1,05% dell’RNL UE) e 972,2 miliardi di euro in stanziamenti di pagamento (1% dell’RNL UE). Dichiarazione del Presidente Barroso: In un clima di austerità di bilancio per tutta l’Unione, la Commissione presenta una proposta ambiziosa ma realistica per il prossimo quadro finanziario pluriennale, spiega Janusz Lewandowski, commissario per la Programmazione finanziaria e il bilancio: ridistribuendo le dotazioni di bilancio in modo intelligente, la proposta crea un margine per finanziare nuove priorità, come infrastrutture transnazionali per l’energia e i trasporti, ricerca e sviluppo, istruzione e cultura, sicurezza alle frontiere esterne e rafforzamento delle relazioni con i nostri vicini a Sud e ad Est. Sono state inoltre modernizzate praticamente tutte le politiche dell’Unione, semplificando i programmi e imponendo nuove condizioni alla spesa dei fondi. (barroso)

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G8 e riforma World Bank e FMI

Posted by fidest press agency su venerdì, 27 maggio 2011

Un G8 ormai quasi del tutto svuotato di importanza si ritrova in agenda la spinosa questione della successione di Dominique Strauss-Kahn alla guida del Fondo monetario internazionale. Come accade ormai da alcuni anni a questa parte, si parla delle istituzioni di Bretton Woods quasi unicamente quando sono investite dagli scandali che investono i loro vertici. La CRBM auspica che a Deauville, in Francia, i governi europei del Vecchio Continente ridiano priorità alla riforma di World Bank e FMI facendo un passo indietro, senza imporre quindi la nomina di un candidato europeo come tradizione non scritta ed orami desueta. Un primo passo sarebbe costituito dall’adozione di un processo aperto, trasparente e basato su valutazioni sul merito per la nomina del nuovo direttore esecutivo del Fondo. CRBM sottoscrive la posizione di oltre 100 realtà della società civile internazionale, che hanno proposto l’utilizzo di una votazione a doppia maggioranza. A decidere, secondo importanti realtà come il Third World Network e Bretton Woods Project, non deve essere solo il peso relativo alla maggioranza delle azioni dell’FMI (in possesso dei Paesi più ricchi), ma anche l’espressione del voto dei 187 Stati membri dello stesso Fondo. Tradizione non scritta vorrebbe che fosse un europeo a guidare l’FMI e un americano la Banca mondiale. Il Vecchio continente si è dunque affrettato a candidare l’attuale ministro delle Finanze francese Christine Lagarde al posto del suo connazionale Strauus-Kahn, mentre questa volta le economie emergenti hanno fatto sentire la loro voce optando per scelte diverse. Val la pena rammentare che attualmente l’Europa detiene il 35,6% delle quote di voto, mentre l’Asia (incluse Giappone, Cina e India), solo il 20%. Gli Stati Uniti si attestano sul 17%, motivo per cui se le “vecchie potenze” trovano un accordo sul nome non ci sono margini di sconfitta. Sono ormai anni che si parla di rivedere questo sistema e le prassi collegate, ma per ora non sono state apportate che modifiche marginali. “E’ inaccettabile che ancora una volta i Paesi europei vogliano imporre il loro volere incuranti che il mondo sia cambiato dal 1944” ha dichiarato Antonio Tricarico, coordinatore della CRBM. ”Ancora più grave che questa volta usino come scusa il fatto che l’Fmi sta prestando principalmente a Stati europei in crisi di debito sovrano, come la Grecia. Allora perché quando il Fondo prestava ed imponeva aggiustamenti strutturali devastanti ai Paesi più poveri ed indebitati questi non avevano voce in capitolo e non hanno mai nominato potuto nominare il capo dell’istituzione?” ha concluso Tricarico.

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Investire in sicurezza

Posted by fidest press agency su giovedì, 12 maggio 2011

“Oggi è il giorno dell’avvio ufficiale del “Decennio di Azione per la Sicurezza Stradale 2011-2020” lanciato dall’ONU, l’Organizzazione delle Nazioni Unite. Un piano ambizioso al quale aderisce la quasi totalità degli stati del mondo, fra i quali, ovviamente, l’Italia. Almeno sulla carta, perchè, si legge in una nota di Gianluca Melillo, Consigliere Vicario del Forum Nazionale dei Giovani e Responsabile delle Campagne, fra cui “Basta Un Attimo” (la nota campagna sulla sicurezza stradale), “de facto” il nostro Governo non ha stanziato le opportune risorse per una progettualità che possa portare a contrastare il fenomeno dell’incidentalità stradale. Dramma che, ricordiamo, vede morire ogni giorno 3.000 persone sulle strade del mondo, continua Melillo, per un totale di oltre 1,3 milioni di morti e 50 milioni di feriti ogni anno. Ed, ovviamente dice ancora Melillo, le ripercussioni sono economiche oltreché sociali: alla tragedia umana vanno infatti sommati i costi dell’incidentalità che sfiorano il 3% del PIL mondiale, per un totale annuo di oltre 500 miliardi di dollari americani. Strade insicure comportano anche più traffico e congestione, con conseguenze per l’ambiente: il 14% delle emissioni globali di gas serra è oggi imputabile al trasporto stradale. In Italia si contano annualmente più di 4.000 morti e 300.000 feriti sulla strada. Per concludere, prosegue Melillo, in Italia, come nel mondo, investire in sicurezza stradale non solo è giusto, ma anche conveniente per le casse di uno Stato. E vorrei far presente che in media ogni italiano spende 33 euro all’anno per multe, conclude Melillo, risorse che per legge dovrebbero esser destinate a sicurezza ed al miglioramento stradale. Ed invece, mi chiedo, che fine fanno? Visto che di sicuro non finiscono sulle strade!”

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Investire in cultura e socialità

Posted by fidest press agency su martedì, 5 aprile 2011

Roma 5 aprile alle ore 17.00, presso la sala del Senato dell’ex Hotel Bologna, la Sinistra del Pd discute di “Roma: quale sicurezza? Investire in cultura e socialità per garantire una città sicura e libera dalle mafie”. Introduce i lavori Bianca La Rocca. Interverranno tra gli altri: Maurizio Bartolucci, Silvio Di Francia,  Aly Baba Faye, Daniele Fichera, Francesca Koch, Paolo Masini, Marco Miccoli, Mauro Palma. Conclude Vincenzo Vita. L’incontro terminerà alle ore 18.30 per poi raggiungere piazza del Pantheon per l’iniziativa promossa da Bersani.  “E’ fondamentale – sostiene Vincenzo Vita Vice Presidente Commissione Cultura Senato  – riaprire il discorso della sicurezza di una città quale Roma allacciandolo strettamente agli investimenti in cultura: laddove l’investimento è maggiore, la criminalità diminuisce e aumenta la qualità della vita. Tuttavia –prosegue il Senatore del Pd –  nell’Italia berlusconiana bisogna lottare per un altro aspetto della legalità che è quella repubblicana e costituzionale contro l’ennesimo provvedimento vergogna sulla giustizia. Per tali motivi dal Pantheon proseguiremo con la manifestazione ‘Notte bianca per la legalità’ a piazza Santi Apostoli.” (Vincenzo Vita)

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Cinecittà: «patrimonio da difendere»

Posted by fidest press agency su mercoledì, 9 marzo 2011

Roma. «Cinecittà, dopo Hollywood, è la più grande casa del cinema, in Italia e nel mondo. I suoi studi costituiscono un patrimonio da difendere, così come l’archivio, immenso e storico, del vecchio Istituto Luce». Lo dichiara il sindaco di Roma, Gianni Alemanno. «Per questo, condividiamo la preoccupazione che l’amministratore delegato di Cinecittà Luce ha espresso oggi, e rivolgiamo un appello al governo perché trovi una soluzione rispettosa della necessità di non disperdere le risorse ma capace allo stesso tempo di investire nel settore e tutelare una Istituzione così importante. Incontrerò presto i vertici di Cinecittà Luce – conclude ilSindaco – per affrontare meglio l’argomento».

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Investire in antiquariato

Posted by fidest press agency su lunedì, 14 febbraio 2011

Modena, 14 febbraio alle 15.00, presso la Sala Vetri di ModenaFiere. È il primo appuntamento dell’anno per il mondo dell’alto antiquariato in grado di “tastare il polso” al mercato dell’arte antica. Unica Fine Art Expo, tra le più importanti mostre d’alto antiquariato d’Europa e quella più visitata d’Italia, è anche un’ottima occasione per chi cerca investimenti durevoli: è alta la percentuale di pubblico propensa a uno o più acquisti, con cifre comprese tra i 5.000 e i 100.000 euro.  Questo tema viene approfondito dal convegno “Collezionismo e investimenti: lo scenario del mercato dell’antiquariato”, nel corso del quale intervengono il responsabile scientifico dell’Osservatorio sul mercato dei beni artistici di Nomisma Guido Candela, Gualtiero Tamburini per Nomisma, il presidente della Moretti Fine Art Gallery Fabrizio Moretti, il responsabile dell’Ufficio Wealth Management della Divisione Private Banking & Wealth Management della Banca Popolare dell’Emilia Romagna Enrico Turci, l’esperto di economia dell’arte e direttore di arslife.com Paolo Manazza. Introduce e modera Marilena Pirrelli, giornalista de Il Sole 24 Ore.
L’argomento è estremamente attuale: il mercato dell’arte antica, infatti, risente solo in parte della crisi del mondo finanziario. La diminuzione del giro d’affari complessivo dell’arte in Italia ha colpito maggiormente il comparto dell’arte moderna e contemporanea rispetto all’arte antica e all’antiquariato, che hanno manifestato meglio la loro capacità di tenuta durante il picco della crisi economica. Nel 2010 si è assistito a una ripresa del business dell’arte in Italia (+6,9%), sulla scia dell’ondata positiva proveniente dalle aste internazionali. A contribuire positivamente sono stati principalmente i mobili d’antiquariato e gli old masters, oltre alle opere moderne di artisti già ampiamente riconosciuti dal mercato. La manifestazione è organizzata da studio Lobo srl di Correggio, in collaborazione con Ascom Confcommercio di Modena, il Sindacato Autonomo Mercanti d’Arte Antica Modenesi e realizzata con il contributo di Banca Popolare dell’Emilia Romagna, Gruppo Montresor e Vivai F.lli Tusi.

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Ue, è ora di investire

Posted by fidest press agency su domenica, 17 ottobre 2010

La linea di rigore della commissione europea guidata da Josè Manuel Barroso di multare i paesi dell’Ue che non rispettano i parametri del Patto di stabilità è necessaria ma insufficiente. Sarebbe utile se servisse a spingere i governi a una gestione più attenta delle risorse, senza abusare dello strumento del debito.  Comunque, tale rigore rischia di rimanere una forte affermazione astratta se non si entra nei meccanismi veri dell’economia. La commissione dovrebbe prima di tutto modificare il suo approccio sulle spese per gli investimenti nelle infrastrutture rispetto a quelle correnti. Entrambe generano debito, se finanziate ricorrendo al credito. I debiti fatti per finanziare modernizzazioni tecnologiche e infrastrutture però produrranno nel tempo maggiore ricchezza collettiva. Dovrebbero quindi essere trattati come investimenti e non solo come costi. Occorre distinguere le varie categorie di debito pubblico prima di indicare regole e sanzioni. Non può valere il principio per cui «di notte tutte le vacche sembrano grigie».  Anche perché i governi occidentali stanno ancora dibattendo sulla exit strategy dalla crisi e su come abbattere i livelli di debito pubblico pericolosamente cresciuti anche per finanziare i salvataggi delle banche. I paesi avanzati del G20 nel 2009 hanno in media aumentato il debito pubblico al 102% del Pil e raggiungeranno il 122% nel 2014. Per diminuire il debito, molti vorrebbero giocare con l’«inflazione controllata». Intanto tutti sono impegnati in tagli di bilancio che prolungherebbero la recessione e accentuerebbero le esplosioni sociali. Alcuni saggiamente propongono l’alternativa di accelerare la crescita attraverso investimenti a lungo termine in nuove tecnologie, infrastrutture, energia e ricerca che dovrebbero essere sostenuti dagli stati e da nuovi strumenti finanziari pubblici-privati con la raccolta dei risparmi e con le risorse finanziarie anche di banche e grandi fondi privati.  Secondo noi, una delle ragioni di fondo della crisi è lo short-termism, cioè quella idea del mercato che punta sul «tutto e subito»! Negli anni passati ciò  ha caratterizzato l’intero sistema con ricadute negative sui meccanismi della produzione e della finanza. Ha prima di tutto sottoposto le imprese al modello del cosiddetto shareholders’ capitalism, alla massimizzazione immediata del valore delle azioni. Ciò ha prodotto lo scandalo dei bonus miliardari per i manager più spregiudicati.
Lo short-termism era anche sollecitato dalla crescente liquidità a basso costo che ha invaso i mercati e ha esacerbato l’attività finanziaria speculativa a breve. La deregulation globale ha poi abbattuto gli argini che separavano le banche dalle imprese finanziarie, trasformando il rischio bancario in puro oggetto di affari per i mercati di capitale. Da ciò è scaturita l’eccezionale crescita del mercato dei credit default swap e degli altri derivati finanziari.  Purtroppo anche le ultime riforme proposte dimostrano scarsa attenzione al ruolo degli investitori di lungo termine e ai loro progetti perché troppo rivolte ai vecchi comportamenti del mondo bancario e finanziario. Cercano di correggerne le manifestazioni più rischiose, ma di fatto sanciscono la superiorità della finanza sull’economia!  Ciò ha portato Cassa depositi e prestiti, Caisse des depots, Kreditanstalt für wiederaufbau e Bei, istituzioni finanziarie che promuovono investimenti a lungo termine, a presentare a Bruxelles proposte per adattare le nuove regole alle esigenze degli investimenti a lungo termine. Esse sostengono che Basilea 3, per fabbisogni di liquidità e di capitale e standard contabili, è più punitiva nei confronti degli investitori di lungo termine rispetto alle banche che operano sul breve periodo.  Senza iattanza riteniamo che prevalga il dominio del vecchio e fallimentare pensiero economico, nonostante Mario Monti suggerisca di «sviluppare un sistema legale europeo ad hoc per incoraggiare l’impegno degli investitori di lungo termine negli investimenti in infrastrutture». È la strada da imboccare con urgenza. (di Mario Lettieri Sottosegretario dell’economia nel governo Prodi  e Paolo Raimondi Economista fonte Italia oggi)

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Scuola: due edifici su tre non sono a norma

Posted by fidest press agency su lunedì, 30 agosto 2010

Mettere subito in sicurezza il 65% delle scuole italiane. Lo chiede Contribuenti.it, l’ associazione dei contribuenti italiani, che ha commissionato uno studio alla KRLS Network of Business Ethics, dal quale emerge che in Italia solo il 46% delle scuole ha il certificato di agibilità statica, contro il 98% della Germania, il 93% della Francia, il 92% dell’Inghilterra, l’89% della Spagna, il 77% della Polonia, il 71% del Portogallo, il 64% della Romania, il 58% della Bulgaria e il 53% dell’Albania che chiude la classifica.  “Per combattere l’evasione fiscale bisogna far comprendere agli italiani come vengono spesi i loro soldi. Tre contribuenti su quattro chiedono di investire sui giovani e sulla pubblica istruzione affinché tutti gli edifici scolastici siano a norma” dic e il presidente di Contribuenti.it, Vittorio Carlomagno. In occasione del convegno sulla ‘Tax compliance ed evasione fiscale’ tenutosi stamane a Capri, è infatti emerso che in Italia, due scuole su tre non sono a norma. Appena il 35% degli edifici, infatti, ha il certificato di agibilità statica, quello di agibilità igienico sanitaria, nonché il certificato prevenzione incendi.  “Basta con il teatrino della politica, Bisogna iniziare a risolvere i problemi di tutti i giorni. Il governo deve dimostrare di saper spendere i nostri soldi in opere utili, ridando la fiducia ai contribuenti italiani. I dati statistici – ricorda Carlomagno – dicono che solo un cittadino su quattro capisce perché paga le tasse. Solo con la tax compliance si può combattere l’evasione fiscale”.

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“Contro l’aborto dobbiamo investire in educazione”

Posted by fidest press agency su domenica, 29 agosto 2010

“L’obiettivo comune è azzerare gli aborti e l’unica via possibile è investire nell’educazione: favorire il ricorso alla contraccezione responsabile, promuovere azioni mirate per le fasce sociali svantaggiate, ricominciare a parlare di educazione sessuale ai giovani sono le parole d’ordine che guidano l’azione della SIGO – questa la dichiarazione di Giorgio Vittori, presidente della Società Italiana di Ginecologia e Ostetricia. Il tutto va fatto con azioni e linguaggi mirati a raggiungere il potenziale interlocutore: opuscoli a vignette per smentire le più frequenti “bufale” su sesso e contraccezione, fiction in 3D e video su You Tube per arrivare alla giovanissime, materiali tradotti nelle varie lingue e collaborazione con i mediatori culturali per sensibilizzare le donne immigrate”. Un forte rilancio è  stato infatti riservato nell’ultimo anno al progetto “Scegli Tu”, il programma di informazione sulla contraccezione promosso dalla SIGO con il patrocinio della Presidenza del Consiglio dei Ministri, Dipartimento per i Diritti e le Pari Opportunità.
I dati raccolti dalla SIGO in occasione di differenti indagini, sia al proprio interno che nei confronti delle adolescenti, confermano una situazione critica per quanto riguarda l’educazione sessuale: scarsa informazione, persistenza di luoghi comuni, mancata conoscenza dei servizi disponibili, nessun utilizzo o uso improprio dei contraccettivi.. Compito della Società scientifica è impegnarsi al massimo livello per migliorare la consapevolezza delle donne per prevenire le interruzioni volontarie di gravidanza, non dare un orientamento ai propri soci rispetto a scelte che non possono che essere individuali. L’obiettivo della SIGO, “casa comune” di tutti i ginecologi, è farsi portavoce di una valorizzazione delle tematiche “femminili”, troppo spesso sottovalutate dalla politica.  E il caso dell’interruzione volontaria di gravidanza non è che il più emblematico. Esistono infatti situazioni di grave disagio del tutto ignorate o sottostimate. Ad esempio la depressione post partum, tema su cui la SIGO ha recentemente inaugurato la campagna nazionale di sensibilizzazione “Non lasciamole sole”. “Uno slogan che è indubbiamente valido anche quando parliamo di aborto.

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Albania: conoscere, fare affari, investire

Posted by fidest press agency su martedì, 29 giugno 2010

Saranno i temi del seminario che la Camera di commercio di Udine organizza per mercoledì 30 giugno, alle 10.30, in Sala Valduga. L’appuntamento, che sarà introdotto dal vicepresidente della Cciaa Marco Bruseschi, vedrà la presenza del presidente e del direttore delle relazioni internazionali della Camera di commercio di Tirana, Nikolin Jaka e Koli Sinjari, in questi giorni in visita in Friuli, che avranno il compito di introdurre il mercato albanese, illustrando le opportunità commerciali e d’investimento. Dopo il loro intervento, sarà la volta di Daniela Maizeni, rappresentante dell’Ente camerale di Tirana in Fvg, che spiegherà le modalità di approccio al mercato dell’Albania, cui seguirà la presentazione di un caso di successo di un imprenditorie friulano nel Paese balcanico, tramite la testimonianza di Paolo Marpillero, di Marpillero e associati Architetti. Settori di interesse prevalente per le aziende che vorranno partecipare all’approfondimento sono logistica, nautica, turismo, costruzioni, energia e ambiente.
L’Italia è uno dei principali partner commerciali per l’Albania. Secondo dati Istat, il Pil reale è cresciuto del 6% su base annua nel primo trimestre del 2009, con una crescita su base quadrimestrale rallentata all’1,1%. Per il 2010 è prevista una crescita del 3%. Per l’Albania, dunque, sia per la vicinanza geografica, sia per gli intensi rapporti politico-commerciali, l’Italia rappresenta il principale mercato di sbocco, con interessanti possibilità per le nostre imprese.
Il valore dell’interscambio negli ultimi anni è in costante aumento, con saldo commerciale stabilmente positivo per l’Italia.

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La crisi globale non scuote il G8

Posted by fidest press agency su domenica, 27 giugno 2010

Toronto, Cala il sipario sul Vertice G8 canadese e l’epilogo è amaro: “I leader dei Paesi più ricchi del mondo non hanno adottato alcuna iniziativa concreta per combattere la povertà, e l’Italia non ha dato alcun segnale di inversione di rotta rispetto alle promesse mancate degli anni passati”. Questa la denuncia di Luca De Fraia, Vice segretario generale di ActionAid Italia, dal media center di Toronto.Nella dichiarazione finale, presentata alle ore 12 dal Primo Ministro canadese Harper, gli Otto Grandi hanno riconfermato in modo rituale gli impegni già assunti negli anni passati: nessun riferimento al mancato raggiungimento degli impegni sottoscritti a Gleneagles, nonostante un ammanco di 18 miliardi di dollari. “L’unica eccezione concreta è l’impegno del governo canadese di investire 1,2 miliardi di dollari nei prossimi cinque anni: poca cosa rispetto all’esigenza di salvare gli Obiettivi del Millennio per la lotta alla povertà”, afferma De Fraia. Rispetto agli impegni presi in tema di sicurezza alimentare al Vertice de L’Aquila, nella dichiarazione finale si afferma che, dei 22 miliardi di dollari promessi dai Paesi donatori per i prossimi tre anni, solamente 6,5 miliardi di dollari sono stati impegnati. “Considerando che i fondi necessari per far fronte al costante aumento del numero di affamati sono pari a 40 miliardi di dollari annui, sarebbe stato necessario che i G8 avessero adottato obiettivi all’altezza della sfida e scadenze chiare per dare seguito agli impegni sulla sicurezza alimentare presi solo un anno fa”, continua De Fraia. L’Italia si presentava al Summit con un buco di 21 miliardi di dollari rispetto alle promesse mancate di questi anni, senza aver saldato i conti con il Fondo Globale per la lotta all’HIV per circa 280 milioni di euro, e rimanendo nelle ultime posizioni nell’iniziativa per la sicurezza alimentare annunciata l’anno scorso a L’Aquila. “Questo G8 rappresentava per l’Italia la possibilità di ristabilire la sua credibilità internazionale come partner affidabile. Nonostante ciò, la voce del nostro Paese in questi giorni di Summit è stata debole, lanciando messaggi contradditori di sostegno alla Muskoka Initiative e facendo mancare l’appoggio all’adozione di una tassa sulle transazioni finanziarie (FTT)”, dichiara De Fraia. “Se il nostro Paese vuole mantenere un ruolo nella nuova geopolitica globale, le istituzioni italiane devono dare un segnale di responsabilità”, dichiara De Fraia. “Il Governo deve approntare il piano di riallineamento per portare le risorse investite per la lotta alla povertà in linea con gli obiettivi stabiliti a livello internazionale, come promesso dal Ministro dell’Economia Tremonti un anno fa”.

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Sanità: liste attesa lunghe?

Posted by fidest press agency su mercoledì, 9 giugno 2010

«Le liste d’attesa sono lunghe? Se andassimo a indagare, ci renderemmo conto che buona parte del problema è dovuto al fatto che facciamo una marea di esami inappropriati». Ne è convinto il presidente uscente della Società italiana di radiologia medica (Sirm), Alfredo Siani, che a Milano lancia un monito sull’urgenza di «intervenire per eliminare prestazioni inutili o scorrette che rappresentano un dispendio di risorse per il sistema sanitario e di energie per il paziente». Siani, durante la presentazione del 44esimo Congresso nazionale Sirm, in programma dall’11 al 15 giugno alla Fiera di Verona, sottolinea alcune criticità nel sistema delle prescrizioni degli esami diagnostici. «Più esami, spesso inutili, richiesti in sequenza per arrivare a una diagnosi che poteva essere individuata con un unico test, quello più adatto al caso. Sono situazioni che si verificano spessissimo», segnala Siani. Il settore della radiologia medica «sta lavorando per rendere più efficiente il sistema su tutto il territorio nazionale», assicura. Il punto di partenza «è stato capire qual era la situazione italiana. Da questa esigenza è nata l’idea di un censimento di tutte le strutture pubbliche e private e del parco macchine del Belpaese, che sarà presentato al congresso di Verona. L’obiettivo iniziale era ottenere un quadro della distribuzione dei radiologi nella Penisola. Poi abbiamo deciso di ampliare l’indagine e di vedere quali tecnologie e che tipo di offerta garantisce ogni ospedale e l’età delle macchine che vengono utilizzate». I risultati del censimento, annuncia Siani, «sono stati consegnati al ministro della Salute Ferruccio Fazio. Saranno uno strumento del quale potrà avvalersi per individuare dove e su quali attrezzature investire».

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Investire sulla famiglia

Posted by fidest press agency su domenica, 30 maggio 2010

«L’urgenza di inserire la famiglia nell’agenda del Paese è confermata anche dalla tenacia con cui l’assemblea dei vescovi italiani, nella prolusione del loro presidente, il card. Bagnasco, poi nello svolgersi dei lavori, e infine nel messaggio conclusivo, hanno chiesto con forza di investire su famiglia e lavoro» commenta Francesco Belletti, presidente del Forum. «La società non può assistere impassibile al “lento suicidio demografico” che affligge il Paese. Per questo uniamo la nostra voce a quella della Chiesa italiana per richiedere con forza e urgenza “una politica che sia orientata ai figli”, e “un supplemento di sforzo e di cura all’intera classe dirigente del Paese” per intervenire sul tema del lavoro “preoccupazione che angoscia”. «Ci sembra profetica anche l’attenzione posta all’unità del Paese all’approssimarsi dei 150 anni di storia. “Una conquista e un ancoraggio irrinunciabili” ma che deve saper accogliere riforme condivise come quella federalista che “dovrà storicizzare il vincolo unitario e coerentemente farlo evolvere per il meglio di tutti”».

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I business angels continuano ad investire

Posted by fidest press agency su mercoledì, 31 marzo 2010

Tomaso Marzotto Caotorta, Segretario Generale dell’Associazione Italiana dei Business Angels – IBAN, nel corso di un’intervista rilasciata in esclusiva al Blog Startupper.biz, rileva come “in base ai dati che raccogliamo ogni anno sulle operazioni di investimento dei nostri associati, il quadro emerso lo scorso anno (che copriva l’anno 2008) era stato di notevole incremento delle operazioni sia nella quantità (120 operazioni censite, + 18%) che negli importi (31.100.000 euro, +59%); la Survey di quest’anno (per la quale abbiamo appena finito di raccogliere dati ed è a valere sull’anno 2009) ci restituisce una fotografia non entusiasmante ma sicuramente molto confortante, giacchè laddove tutti hanno registrato cali significati (vedi i dati recentemente resi noti da Aifi che parlano di un -52% nel mercato italiano del private equity e venture capitale in termini di milioni di euro investiti, meno grave nel finanziamento early stage solo 10% in meno), noi business angel ci siamo praticamente attestati sugli stessi numeri dell’anno precedente. Ciò in questo momento costituisce un ottimo dato: quando per il prossimo giugno sarà pronta la Survey 2010 definitiva potremo verificare e incrociare i numeri, vedere quali settori hanno tenuto meglio.” Marzotto Caotorta, durante la stessa intervista, coglie anche l’occasione per incoraggiare gli startupper, ovvero gli imprenditori di nuova generazione e più in generale i professionisti dello startup d’impresa

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Confcommercio Chieti sponsor dei diritti

Posted by fidest press agency su venerdì, 6 novembre 2009

L’associazione del Commercio, del Turismo, dei Servizi, delle Professioni e della Piccola e Media Impresa della provincia di Chieti ha deciso di aderire al progetto “Sponsor dei diritti”, impegnandosi formalmente a concedere contributi/patrocini solo a iniziative ed eventi senza ostacoli che impediscono la fruizione a chi ha problemi motori (disabili, anziani o semplici infortunati) e a mamme con bimbi nei passeggini. Questo progetto rientra nella campagna di sensibilizzazione condotta da Diritti Diretti Onlus: promuovere l’idea che stato sociale non significhi carità ma libertà e diritti, oltre che evidenziare quanto convenga investire sul turismo accessibile poiché sono ormai milioni le persone con esigenze speciali nella pratica del viaggiare. «Con la sottoscrizione del protocollo – ha dichiarato Simona Petaccia, Presidente di Diritti Diretti Onlus – certifichiamo la Responsabilità Sociale d’Impresa della Confcommercio Chieti riguardo al diritto alla mobilità/accessibilità e gli concediamo l’utilizzo gratuito del nostro “bollino di qualità” registrato presso la C.C.I.A.A. (Camera di Commercio, Industria, Artigianato e Agricoltura) di Chieti, il quale potrà essere aggiunto in tutte le sue pubblicazioni cartacee e on-line».

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“Investire in legalità e sicurezza”

Posted by fidest press agency su martedì, 3 novembre 2009

Questo ha detto Emma Marcegaglia, Presidente di Confindustria, al rituale convegno dei giovani industriali che si è tenuto a Capri e questo è ciò che, se pur da una prospettiva diversa, il Coisp dice da anni. Per assicurare legalità e sicurezza, anche alle imprese, bisogna investire con fatti e non con slogan. A riprendere le parole di Emma Marcegaglia è Franco Maccari, Segretario Generale del Coisp – il Sindacato Indipendente di Polizia – che rilancia e dice: “Se ad esprimere questo concetto sono i rappresentanti degli industriali, un motivo ci sarà pure. Non è difficile capire che, soprattutto in alcune zone del Paese, legalità e sicurezza si assicurano solo attraverso degli investimenti seri in termini di uomini e mezzi. Le operazioni spot – dice Maccari – che si chiamino ronde o esercito nelle città non risolvono il problema, ma spostano l’asse verso altre questioni lasciando i cittadini, dalla società civile alla classe produttiva, in un senso di abbandono. La sicurezza e la legalità vanno costruite e tutelate da Professionisti della Sicurezza e non da Azzeccagarbugli improvvisati che fanno passare un bicchiere di acqua e zucchero per un toccasana buono per tutti i mali”. “Ringraziamo dunque – conclude il leader del Coisp – il Presidente Marcegaglia per ciò che ha detto e per aver parlato di sicurezza e legalità,  ma andiamo oltre, lanciamo la sfida, ai convegni, ai proclami, alle promesse devono seguire i fatti e lo devono fare nell’immediato.”

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Banca di credito cooperativo nasce anche a Parma

Posted by fidest press agency su sabato, 24 ottobre 2009

Presentata allo Star Hotel Du Park l’offerta di pubblica sottoscrizione di azioni della costituenda Banca di Parma-Credito Cooperativo. “Locale per sempre, raccogliere a Parma e investire a Parma” è lo slogan di un progetto a cui hanno già aderito 400 soci privati e imprese parmensi. Ogni azione ha un valore di 100 euro e la quota minima di sottoscrizione è di 10 azioni (mille euro), la masisma di 500 azioni, pari a 50 mila euro. Il capitale sociale dovrà ammontare fra i tre e i cinque milioni di euro. Una volta toccato il traguardo della raccolta fondi (tempo limite l’otto marzo 2011), entro 18 mesi si attiveranno i procedimenti per arrivare all’autorizzazione della Banca d’Italia ad aprire l’unico sportello (la sede operativa aprirà in strada XXII luglio) al momento previsto con sei dipendenti arruolati. In attesa del via libera di via Nazionale (l’iter dovrebbe chiudersi entro due anni) è arrivato, il 10 agosto scorso, quello della Consob che ha dato il nulla osta alla raccolta del capitale dopo aver esaminato il prospetto informativo e il piano industriale prodotti, grazie al sostegno della Federazione Bcc dell’Emilia Romagna, dal Comitato promotore. Al cui vertice siede Alfredo Alessandrini (già direttore centrale della Cassa di Risparmio di Reggio e direttore generale della Provincia di Parma, attuale presidente delle Terme di Salso e Tabiano) che ricorda Borri e un percorso verso Banca di Parma “inizato cinque anni fa grazie all’impegno di tante persone che hanno operato a titolo volontario, nella consapevolezza che la nostra città e la nostra provincia potessero trarre grande utilità da una propria banca di credito cooperativo”.  In effetti Parma è oggi l’unica provincia in regione in cui non opera una banca di questo tipo, che ha nel principio un socio un voto uno dei cardini. Da qui la spinta al progetto della Bcc regionale, offrendo il parmense 28 mila imprese e circa 400 mila residenti. Inevitabile allo Star Hotel Du Park toccare il tema attualissimo del rapporto banche- accesso al credito e crisi economica. “E’ possibile avere oggi un istituto territoriale che crede e investe a Parma? Per questo è interessante la sfida che lanciate e a cui il Comune, che sarà un vostro interlocutore, plaude”, sottolinea l’assessore comunale alle Attività produttive Paolo Zoni. “Una banca locale radicata nel territorio può fornire maggiori opportunità a un tessuto economico composto anche di tante piccole imprese”, osserva il presidente della Provincia Vincenzo Bernazzoli. “Il target di riferimento sono proprio i risparmiatori e le Pmi con 15-20 dipendenti”, chiarisce Alessandrini. Alla presentazione anche il prefetto Paolo Scarpis che si è detto scettico a proposito del ruolo di “controllo” conferito dal governo ai prefetti nei confronti degli istituti di credito: “Non ritengo il nostro ruolo possa incidere nel sistema privato”, afferma dinanzi a una nutrita platea di imprenditori, politici, rappresentanti delle istituzioni, forze dell’ordine, curia e semplici cittadini.

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