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100mila euro investiti a sua insaputa?

Posted by fidest press agency su sabato, 17 marzo 2018

Artigiano di Specchia (Le) sporge denuncia ai carabinieri nei confronti di un istituto di credito primario. E non sarebbe un caso isolato. Lo “Sportello dei Diritti”: controllare quotidianamente il proprio saldo di conto corrente può ridurre o addirittura evitare conseguenze pregiudizievoli. Una sorpresa un po’ amara quando è andato a verificare il saldo del conto corrente. Ben 100mila euro in meno investiti senza che ne sapesse nulla, tanto che aveva pensato ad un errore contabile da parte della filiale del suo paese di un istituto di credito primario. Così era corso presso l’agenzia rivolgendosi al direttore e si era sentito dire che l’ingente somma era stata “regolarmente” investita “in azioni di sicav ed in quote fondi comuni TR FLEX” e che comunque «tutto si sarebbe aggiustato». «“Regolamente” un corno» ha ben pensato il risparmiatore di Specchia (Le) che ha negato prontamente di aver sottoscritto alcun contratto d’investimento relativo all’importo che sarebbe stato indebitamente prelevato dal suo conto e che, in tutta probabilità, per l’eventuale disinvestimento avrebbe comportato spese ed oneri a suo carico. Date le circostanze, l’utente di poco più di quarant’anni d’età, che di professione fa l’artigiano, non se l’è sentita scendere e assistito dall’avvocato Ivan Mangiullo ha sporto denuncia presso la stazione dei carabinieri del suo paese noto, fra l’altro, per essere incluso nella lista dei “Borghi più belli d’Italia”. Il fatto ha destato immediatamente un rapido passaparola tanto che si sarebbe diffusa la notizia, non si sa ancora se giusta o sbagliata, che l’evento non fosse isolato e che altri utenti avrebbero subìto analogo trattamento. Ovviamente, rileva Giovanni D’Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti” ci auguriamo che la vicenda sia riconducibile ad un mero errore, ma purtroppo non è la prima volta che si sentono storie analoghe che continuano inevitabilmente a sorprendere perché accadono con una frequenza impressionante e possono riguardare, purtroppo, tutta l’utenza bancaria indipendentemente dall’età, status e condizione sociale. Ecco perché invitiamo e inviteremo sempre a prestare la massima attenzione, se possibile quotidianamente, al proprio saldo contabile ed alle uscite che si verificano sui nostri conti correnti come ha fatto l’accorto artigiano salentino.

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Roma, Poliambulatorio via Vaiano

Posted by fidest press agency su domenica, 27 marzo 2011

Roma. Non è possibile installare una costosa Tac di ultima generazione presso un Poliambulatorio pubblico del Lazio, per poi non avvalersene più nel giro di pochi mesi. Lo dice in una nota il Segretario Provinciale della Uil Fpl di Roma Paolo Dominici. Dopo circa 16 mesi di lavori in una vecchia palazzina di via Vaiano 53 alla Magliana, ed oltre un milione di euro investiti (questo è il dato che circola negli ambienti) il Vice Presidente della passata giunta regionale sen. Esterino Montino inaugurava nel giugno 2009, alla presenza, tra gli altri, dell’ex direttore generale della ASL RM/D dott.ssa Giuseppina Gabriele, un nuovo poliambulatorio intitolato a Ileano Francescone medico e politico del PCI tra l’altro, presidente del Comitato di Gestione, negli anni 80’ dell’allora ASL 16 (San Camillo – Forlanini – Spallanzani). L’intero edificio è stato interessato da una profonda ristrutturazione  che prevedeva la messa a norma e l’ampliamento per nuovi servizi. A fine lavori  via Vaiano doveva assumere l’identità di una struttura sanitaria di grande importanza, soprattutto per la presenza di una TAC di ultima generazione, per un bacino d’utenza molto vasto, considerando i 33.000 abitanti di Magliana e i 40.000 di Marconi. Per poter installare la TAC, posta all’ultimo piano dell’edificio, sono stati effettuati costosi interventi per consolidare i solai che hanno reso possibile la posa in opera della stessa ma che, al contempo, hanno reso più onerosa la spesa per la realizzazione del progetto.Non possiamo consentire che accada una cosa del genere; con soli 3 tecnici di radiologia, un medico radiologo, un infermiere ed un anestesista – prosegue Dominici – si potrebbero intanto coprire quelle esigenze dell’assistito che vanno dal Dentalscan alle articolazioni. Questo significherebbe recuperare economicamente, seppur in forma minima, l’investimento sopportato, ovvero strappare  l’utenza dalle fauci del mercato costituito dagli studi privati. Per il futuro  poi, le emergenze eventuali potrebbero essere regolarmente gestite presso la camera operatoria esistente in struttura, fermo restando il problema del trasporto delle barelle. Del resto è impensabile poter spostare l’intera apparecchiatura in siti più idonei visti i costi eccessivi previsti  per lo smontaggio, il trasporto e il rimontaggio. Questo ulteriore caso dimostra quanto i lavoratori della sanità, continuamente mortificati nella propria retribuzione e dai decreti taglia-stipendi, non rappresentino la causa di un deficit che la Uil Fpl di Roma ritiene strutturale, in quanto legati ad una organizzazione sanitaria “disorganizzata” e ad un controllo sulla spesa reale che è inesistente. ( Dott. Pietro Bardoscia) (paolo dominici)

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