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Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 301

Posts Tagged ‘invisibile’

Futuro invisibile, la rivoluzione prossima ventura

Posted by fidest press agency su martedì, 6 novembre 2018

La vera rivolta contro il sistema, in un mondo che sa tutto di te, è diventare invisibile. Come farlo? È spiegato nel romanzo vincitore del premio Odissea, da oggi nei negozi online. Viviamo in un’epoca di grandi cambiamenti, un’epoca in cui la tecnologia è sempre più pervasiva e la nostra identità, la nostra vita, sempre meno private. Entriamo in un negozio e dopo qualche minuto Facebook ci propone pubblicità dei prodotti che erano in vendita in quel negozio. Ci tracciano, ci ascoltano, sanno tutto di noi e noi diciamo loro tutto, tramite i social, tramite le nostre tracce elettroniche.E allora forse la vera rivolta non sarà opporsi alla globalizzazione, opporsi alla finanza, alle banche, all’autorità, ma semplicemente sparire. Diventare “invisibili”, non lasciare più tracce, costruirsi una vita non solo fuori dagli schemi, ma proprio del tutto fuori dal sistema.È l’idea alla base del romanzo Futuro invisibile, di Emanuele Boccianti e Luca Persiani, un testo ricco di idee, di spunti sociali e filosofici, di teorie, in parte mutuate da fonti reali e in parte originali, che esce oggi in versione ebook e ora è anche in versione cartacea dopo la presentazione in Stranimondi, dove il libro ha vinto la nona edizione del Premio Odissea. Una storia avvincente, personaggi che lasciano il segno, una scrittura scorrevole e curata. Ma soprattutto un libro terminato il quale si fatica a capire se si è letto solo un romanzo o qualcosa di più; forse una traccia per capire meglio il futuro che ci aspetta. (fonte: Fantanews)

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Gli italiani e il potere invisibile

Posted by fidest press agency su giovedì, 6 settembre 2018

Già molti anni fa un celebre avvocato, Achille Battaglia, scrisse in un suo libro titolato “Il giudice e la politica”, che se si vuole conoscere una determinata società bisogna guardare, più che alle leggi che la regolano, alle sentenze dei suoi giudici. “A questo proposito oggi andrebbe aggiunto che il lasciare languire la giustizia impantanandola in un mare di processi in attesa di giudizio, o perseguendo in maniera “maniacale” alcuni aspetti formali ritenuti non del tutto tutelati sia nella fase istruttoria sia in quella giudicante, non si fa che rendere un pessimo servizio alla stessa giustizia. Inoltre l’allentamento delle verifiche, sia burocratiche, per il venire meno dello stato accentrato, sia politiche, per la particolare situazione italiana che ha visto l’opposizione politica spesso più impegnata nel tentativo di co-governo che nel ruolo di controllo, ha portato a concentrare nel giudice penale gli unici interventi di verifica della regolarità dell’azione amministrativa, cioè il potere di controllo. Oltre, naturalmente, a quello che l’opinione pubblica esercita soprattutto attraverso l’opera della stampa d’informazione: occorre però precisare la scarsa attenzione della pubblica opinione a fenomeni di corruzione e di malgoverno amministrativo, essendo la massa dei cittadini attestata su un atteggiamento passivo di rassegnazione, se non di acquiescenza. Infatti, per quanto vi siano stati dei sinceri moti d’entusiasmo per taluni operati della giustizia, come l’azione condotta brillantemente dai magistrati di “mani pulite” milanesi e dai pool palermitani e fiorentini o di altre procure, questa carica emotiva sembrava incapace di avere una tenuta di largo respiro e di sapersi tradurre in una continua e ininterrotta azione di stimolo in difesa del diritto e in odio alla sopraffazione dei poteri che mestano nel torbido. A tutto ciò si aggiunga quel grave fenomeno, denunciato principalmente da Bobbio, che è costituito da ciò che egli affermava essere la mancata realizzazione di una promessa fondamentale della democrazia. (Riccardo Alfonso)

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Gli italiani e il potere invisibile

Posted by fidest press agency su sabato, 3 marzo 2018

Già molti anni fa un celebre avvocato, Achille Battaglia, scrisse in un suo libro titolato “Il giudice e la politica”, che se si vuole conoscere una determinata società bisogna guardare, più che alle leggi che la regolano, alle sentenze dei suoi giudici. ”A questo proposito oggi andrebbe aggiunto che il lasciare languire la giustizia impantanandola in un mare di processi in attesa di giudizio finale, o perseguendo in maniera “maniacale” alcuni aspetti formali ritenuti non del tutto tutelati sia nella fase istruttoria sia in quella giudicante, non si fa che rendere un pessimo servizio alla stessa giustizia. Inoltre l’allentamento delle verifiche, sia burocratiche, per il venire meno dello stato accentrato, sia politiche, per la particolare situazione italiana che ha visto l’opposizione politica spesso più impegnata nel tentativo di co-governo che nel ruolo di controllo, ha portato a concentrare nel giudice penale gli unici interventi di verifica della regolarità dell’azione amministrativa, cioè il potere di controllo. Oltre, naturalmente, a quello che l’opinione pubblica esercita soprattutto attraverso l’opera della stampa d’informazione: occorre però precisare la scarsa attenzione della pubblica opinione a fenomeni di corruzione e di malgoverno amministrativo, essendo la massa dei cittadini attestata su un atteggiamento passivo di rassegnazione, se non di acquiescenza. Infatti, per quanto vi siano stati dei sinceri moti d’entusiasmo per taluni operati della giustizia, come l’azione che è stata condotta brillantemente in passato dai magistrati di “mani pulite” milanesi e dai pool palermitani e fiorentini o di altre procure, questa carica emotiva sembra incapace di avere una tenuta di largo respiro e di sapersi tradurre in una continua e ininterrotta azione di stimolo in difesa del diritto e in odio alla sopraffazione dei poteri che mestano nel torbido. A tutto ciò si aggiunga quel grave fenomeno, denunciato principalmente da Bobbio, che è costituito da ciò che egli affermava essere la mancata realizzazione di una promessa fondamentale della democrazia. (Riccardo Alfonso)

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La paura è fatta di niente

Posted by fidest press agency su venerdì, 29 ottobre 2010

Autrice: Rosa Tiziana Bruno Illustrazioni di Antonio BoffaCollana: I libri del filo invisibile nPrezzo: 12,00 €; copertina cartonata Tutti i bambini hanno paura: dei mostri, del buio o di essere abbandonati. Avere paura è normale e naturale ma è giusto accompagnarli e non lasciarli soli con questi timori, per aiutarli a capire che non solo gli unici a provare paura e a comprendere che La paura è fatta di niente.  E ci sono poi alcuni bambini, sia nella scuola dell’Infanzia che nella Primaria, più deboli sotto il profilo dello sviluppo affettivo. Bambini che manifestano maggiormente bisogni d’accoglienza, di ascolto, di rassicurazione, di mediazione. Tali bisogni risultano amplificati nelle classi dove la presenza di alunni stranieri è una costante. Dunque si rende utile un percorso di educazione affettiva per promuovere una crescita e una maturazione sociale e affettiva degli alunni attraverso l’incontro con i sentimenti e le emozioni, in un clima di fiducia e di rispetto all’interno del gruppo classe, dove ciascuno può sentirsi sicuro di esprimersi, di ascoltare e di essere ascoltato. È importante scoprire che la paura è un’emozione naturale che appartiene a tutti. Un’emozione che a volte è perfino utile, ma che spesso è fatta di niente…
Questo viaggio nel mondo delle emozioni è reso ancor più ricco dalle bellissime e ricche illustrazioni di Antonio Boffa che si uniscono così bene ai testi semplici ma incisivi di Rosa Tiziana Bruno. Dopo il libro che aiuta a riflettere sulle emozioni attraverso i sogni, proponiamo dunque un altro viaggio nel mondo delle emozioni dei bambini, spesso trascurate dagli adulti, a volte molto più attenti al loro benessere fisico che a quello emotivo. L’autrice, insegnante, esperta di pedagogia e di progetti di narrazione, ha predisposto un progetto per aiutare insegnanti e operatori vari a lavorare con i bambini sul tema della paura e delle emozioni, attraverso questo libro. Una sintesi del progetto è sul sito della casa editrice ma chi è interessato può fare richiesta del progetto completo. (la paura…)

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La storia della bambina invisibile

Posted by fidest press agency su venerdì, 9 luglio 2010

Roma 13 luglio (ore 21,15) Parco degli Scipioni “La Storia della Bambina Invisibile” uno spettacolo in chiave femminile tratto dal racconto di Gianni Rodari  per la regia di Roberto Gandini.
In scena sei allievi della Piccola Compagnia del Teatro di Roma – Nasce dalla ripresa, in chiave femminile, dello spettacolo portato in scena dal Laboratorio Pilota del Piero Gabrielli lo scorso maggio al Teatro Argentina.  Lo spettacolo è tratto da un  racconto di Gianni Rodari, autore che per “il suo modo di stare insieme ai bambini che è alla pari, senza retorica, curioso nel sentire, divertito nel raccontare” è stato più volte scelto per gli spettacoli del Piero Gabrielli.  Gianni Rodari, infatti, oltre ad essere scrittore per ragazzi è stato maestro, giornalista, autore radiofonico, paroliere, drammaturgo ed anche un teorico della narrazione. Nel suo libro La Grammatica della Fantasia ha inventato una bellissima parola: “Fantastica”, ovvero la scienza di inventare le storie. Da buon “fantastologo” Rodari non era noioso, sapeva di dover tener viva l’attenzione dei suoi interlocutori ed è questo il suo segreto: non si voleva annoiare lui per primo.   Tonino l’invisibile è uno dei suoi più bei racconti: graffiante, irriverente, malinconico. Il racconto di Rodari, per la regia di Roberto Gandini, l’adattamento di Attilio Marangon le musiche originali di Roberto Gori, viene portato in scena da sei allievi della Piccola Compagnia del Piero Gabrielli, giovani interpreti con e senza disabilità che hanno acquisito una buona esperienza teatrale all’interno dei progetti del Laboratorio, prendendo parte a spettacoli come La Sirena di Rodari, La Tempesta di Shakespeare, Il Purgatorio di Dante e C’era 2 volte di Rodari.

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Il risorgimento italiano

Posted by fidest press agency su lunedì, 19 aprile 2010

Torino 15 maggio 2010 Ore 12.00 Via Nizza 203 Salone Internazionale del Libro Sala Arancio Tavola Rotonda su “Il risorgimento italiano e i risorgimenti nel mondo” e presentazione del  Concorso Internazionale  “Il Bosco Stregato” e Suggestioni su: “Visione è l’arte di vedere  ciò che è invisibile agli altri” di J.onathan Swift. Segue aperitivo “Saperi e Sapori  del Piemonte e dell’Abruzzo” Al termine: Relatori: Mauro Bodini, Giuliano Capecchi, Nicola Carlone, James Clough, Annamaria Cossu, Carlo Di Giambattista, Andrea Flamini, Tommaso Lo Russo, Giorgio Montecchi, Benedetta Palmirani, Costanza Palmirani, Lorenzo Prioglio. L’evento è stato organizzato da Tommaso Lo Russo  e sponsorizzato da “La Famiglia Abruzzese e Molisana  in Piemonte e Valle d’Aosta” e dalla regione Abruzzo. http://www.boscostregato.com

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L’Uomo di Innichen

Posted by fidest press agency su domenica, 28 febbraio 2010

Di Dario Camilotto La notte in cui Roby è stato falciato da un pirata della strada per Dan sono morte le speranze di poter diventare, un giorno, un bravo padre. Tutto finito, sepolto insieme alla piccola bara bianca. A lui restano solo i sensi di colpa, la disperazione e il bisogno di sapere chi è stato a portargli via quella fragile vita. Un bisogno che lo porterà a inseguire una traccia quasi invisibile e, passo dopo passo, lo precipiterà nell’orrore di un abisso mentale sepolto in un passato torbido e tremendo. Incalzante come una battuta di caccia che si snoda da Milano a Novara fino alle montagne dell’Alto Adige, un noir che avvolge il lettore in una trama serrata e avvincente di amore, dolore e vendetta. Una storia in cui le colpe dei padri ricadono, senza pietà, sui figli. (Pagine 442 Euro 18,00 Codice 23748R ISBN 978-88-425-4419-7)

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R’Umorismo

Posted by fidest press agency su lunedì, 22 febbraio 2010

Roma 27/28 febbraio 2010 ore 21 Teatro Arvalia Via Quirino Majorana 139 (Orario Spettacoli:– Domenica ore 17 Biglietti: Intero € 12 – Ridotto € 10 + tessera associativa € 2). Un nastro bianco e rosso delimita sul terreno un’officina invisibile. Il rumore di passi giganteschi accompagna l’ingresso degli operai. Una benda nera sugli occhi li rende ciechi, il loro è un mondo di suoni. E’ l’inizio di una performance al limite tra il mimo e la danza basata su una partitura di suoni concreti che rimandano ad azioni. I due performer in perfetta sincronia con i suoni danno vita a situazioni paradossali e umoristiche. Spazio ed oggetti diventano visibili solo attraverso i suoni. Lo spettatore si ritrova a guardare con le orecchie, mentre con gli occhi della propria immaginazione sceglie quali forme e colori dare all’invisibile. Reale e surreale dialogano attraverso la cooperazione di suono e gesto fino ad accavallarsi in un rocambolesco disordine di azioni funamboliche alle quali i due operai non possono sottrarsi. La vittoria del REALE decreterà la loro fine. Folla di segni. Segni di follia. http://www.teatroarvalia.it (R’Umorismo)

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Invisibile agli occhi

Posted by fidest press agency su martedì, 13 ottobre 2009

Roma  14 ottobre 2009 Ore 17 Sala Conferenze Fondazione Basso Via della Dogana Vecchia 5 La Fondazione Basso- Sezione Internazionale e l’Associazione Il Trillo invitano alla presentazione del libro Invisibile agli occhi di Wolfgang Fasser e Massimo Orlandi. Una straordinaria avventura attraverso un viaggio nelle dimensioni di ciò che non si vede con gli occhi, guidati da un cieco. Il libro propone un vero e proprio cammino personale a fianco di un non vedente, Wolfgang Fasser che, da molti anni, guida escursioni notturne nelle foreste della Toscana per ascoltare le voci e gli odori e per essere vicino a chiunque voglia mettersi in ascolto di se stesso, per far tacere il bombardamento quotidiano di immagini e di rumori; è il primo passo per ritrovarsi. “ Non è forse vero – sottolinea Wolfgang nel libro – che per gustare fino in fondo qualcosa di profondo, dobbiamo chiudere gli occhi? Come quando si ascolta un concerto, si fa l’amore, si prega”. Invisibile agli occhi si sviluppa come un percorso biografico nella vita di Wolfgang Fasser, dalla sua infanzia in Svizzera alla progressiva perdita della vista; dalle sue esperienze professionali nella fisioterapia fino alla lunga esperienza di lavoro volontario in uno degli stati più poveri dell’Africa, il Lesotho; dall’introduzione delle tecniche di musicoterapia nelle sue attività di cura sino al lancio di una nuova esperienza come custode di ascolto e di silenzio nel verde della campagna casentinese. ll giornalista Massimo Orlandi, che accompagna questo percorso, con le sue parole ci restituisce i passi di Wolfgang mostrando quanto  la sua vita ci riguardi e ci coinvolga. Durante la presentazione gli autori proporranno anche alcune esperienze di ascolto di suoni del gruppo musicale Shalom Klezmer, voci della natura e dell’uomo, per mostrare quante siano le possibili dimensioni della luce. Molte di queste non si vedono con gli occhi.

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L’eroe e il carnefice, lo spirito ed il corpo

Posted by fidest press agency su giovedì, 20 agosto 2009

(da un saggio di Riccardo Alfonso) Lo sgomento del principe Arjuna davanti alla prospettiva d’impugnare le armi per uccidere i propri simili in battaglia è allontanato dal dio Krsna che gli appare in sogno e lo esorta a combattere. L’esortazione a tuffarsi nella lotta e ad uccidere senza patemi d’animo è data secondo il principio che tutto è eterno. La lama del giustiziere non distrugge l’immutabile. Può apparire come una implicita esortazione all’omicidio. Noi dunque siamo attraversati da due mondi: quello visibile dei corpi e perituro, e quello invisibile, immanifesto. E’ la stessa divisione del reale affermata da Platone e dall’intera tradizione filosofica dell’occidente e raccolta dal cristianesimo. Dovremmo arguire che l’uccisione è nella natura delle cose, ma significa proprio questo? Vivere vuol dire fare violenza agli altri? No di certo. Occorre cancellare questo falso dalla nostra memoria e partire dal presupposto che non esistono nemici da combattere e da uccidere, in tutte le possibili battaglie della vita: dalle guerre dichiarate, ai conflitti locali, alle contese private. Se non rendiamo universale tale precetto è difficile poter capire che debbano esistere delle eccezioni e che la violenza e il delitto possano avere eroi che osannano il loro trionfo con l’uccisione del nemico.

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Immigrazione. Regolarizzare i lavoratori

Posted by fidest press agency su martedì, 7 luglio 2009

Intervento della sen. Donatella Poretti, parlamentare Radicali-Pd Perche’ e’ utile regolarizzare tutti quei rapporti di lavoro che dal dicembre 2007 aspettano il nullaosta? Perche’ attraverso una misura specifica quale un nuovo decreto flussi ad hoc si permetterebbe di uscire dal lavoro nero,  consentendo cosi’ che tasse e contributi Inps siano pagati. Diritti e doveri. Lo stato di irregolarita’, infatti, spesso non e’ voluto ne’ dal datore di lavoro ne’ dal lavoratore, ma dall’impossibilita’ di essere regolarizzato. Le domande di assunzione e le istanze di nullaosta inviate nel dicembre 2007 riguardavano in molti casi lavoratori che gia’ si trovavano in Italia e che lavoravano allora, e lavorano tutt’oggi, nelle case di quei datori di lavoro. Lavoratori “invisibili”, ma di cui si conosce tutto, dati anagrafici, residenza e luogo di lavoro. Datori di lavoro “inesistenti” che non possono pagare contributi Inps. Il decreto flussi 2007 prevedeva il rilascio di 170 mila nullaosta e ha introdotto l’iter telematico per ottenere il permesso di soggiorno che viene rilasciato in base all’ordine cronologico delle istanze, inviate direttamente dai singoli datori di lavoro o tramite i patronati. Inviate nei tre clic day: il primo il 15 dicembre 2007 riservato ai datori intenzionati ad assumere cittadini di Paesi che hanno firmato accordi di cooperazione con l’Italia; il secondo il 18 dicembre 2007 per colf e badanti, il terzo il 21 dicembre 2007 per le richieste riguardanti i cittadini di Paesi senza accordi di cooperazione e per lavori diversi dall’assistenza alle famiglie. Le istanze inviate via Internet nei tre giorni sono state 740 mila. La maggior parte delle domande di assunzione proveniva da Milano (80 mila istanze), Roma (48 mila), Brescia (45 mila), Napoli (25 mila) Bergamo e Torino (entrambe con 23 mila). Richieste lontanissime dai posti messi a disposizione, basti pensare che Milano aveva a disposizione 7 mila nullaosta, Roma 15 mila.

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