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Da “L’ultima frontiera” all’iperspazio

Posted by fidest press agency su venerdì, 2 ottobre 2020

Da “L’ultima frontiera” all’iperspazio“L’ultima frontiera” è stato uno dei miei primi libri, nel 1968, e ora sono a quota 120 di cui un centinaio pubblicato online su Amazon ma su argomenti tra i più disparati. Vi ho annotato, in questo mio scritto, uno dei momenti più drammatici per l’umanità con le deflagrazioni atomiche avvenute sul finire della Seconda guerra mondiale nelle città giapponesi di Hiroshima e Nagasaki. Colsi, per quell’evento, la meraviglia dell’opinione pubblica per ricerche e studi sulla fisica nucleare in gran parte ignoti al grosso pubblico e feci notare come l’istruzione scolastica segnava al riguardo un ritardo cognitivo di almeno trent’anni. Questo differimento oggi è ridotto ma non annullato anche se la fantascienza ha saputo disegnare una modernità che per molti tratti ha anticipato la realizzazione di ricerche e studi che i nostri padri ritenevano una frontiera difficilmente superabile in concreto. Ma anche in questa circostanza la scuola ha mostrato, nelle sue conoscenze, un ritardo significativo. Lo abbiamo notato con la recente pandemia da Covid-19 quando si è deciso d’adottare nelle scuole l’insegnamento a distanza con diversi docenti impreparati e discenti pronti ad insegnare loro le varie metodiche informatiche. Ma se restringo il campo agli universi fisici e biologici di Fantappiè degli anni Quaranta, dello scorso secolo, molti aspetti rimangono tutt’oggi nella zona grigia degli studi scolastici medio-superiori. Non vi è stata, in pratica, una continuità logica in tempo reale nel seguire il pensiero evolutivo in campo gravitazionale da Newton ad Einstein dove, come sostiene Ruffini, ad ogni corpo di massa M la “sfera gravitazionale” di Schwarzschild provoca un campo gravitazionale degenere. All’interno di questa sfera si ha un’inversione tra “spazio e tempo” generando un universo del tutto diverso da quello esterno. Questa sfera gravitazionale ci permette, al cospetto di una grande massa stellare, di provocare un collasso gravitazionale ripiegandosi su sé stessa tanto da diventare un buco nero ovvero un campo gravitazionale così intenso da impedire alla luce di uscire. A questo punto i pareri degli scienziati sono controversi. C’è chi sostiene che la materia, una volta assorbita dal buco nero, scompare nel nulla e altri che tale assorbimento raggiunge una densità limite dopo di che si trasforma in un buco bianco e la materia assorbita viene espulsa violentemente per rigenerare la materia dell’universo. Così entriamo nella logica degli iperspazi per affrontare, su nuove basi, alcuni problemi posti dalla moderna astrofisica, microfisica e cosmologia. (Riccardo Alfonso)

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Il caso degli iperspazi

Posted by fidest press agency su mercoledì, 21 agosto 2019

Esistono delle certezze matematiche dalle quali non si può prescindere. E’ il caso degli iperspazi. Essi costituiscono una delle teorie più elevate ed astratte della matematica tanto che al loro apparire furono considerati come semplice fantascienza. Tuttavia, per evitare equivoci, va anche ricordato che la scienza non è in grado di affrontare la totalità del pensiero ma solo delle astrazioni di essa. Ma in ogni caso tutte le volte che modifica le sue frontiere deve, nello stesso tempo, revisionare i suoi principi e, così facendo, tutto il pensiero dell’uomo nel suo insieme è sottoposto a profonde rettifiche. Ma solo in tale misura le conoscenze si scambiano utili informazioni e si evolvono pur nel rispetto delle singole autonomie. In questa fattispecie il mondo scientifico deve essere considerato come un sistema in perenne evoluzione da cui emergono – per Charles Singer – “degli esemplari di valore e precisamente quegli esemplari che furono così risolutamente respinti dai filosofi materialisti della precedente generazione. Per nostra fortuna quel tipo di filosofo che si permetteva di ignorare le grandi conclusioni a cui è arrivata la scienza, sta per scomparire.” Ma ora anche la scienza deve farsi più dialettica per rendere i metodi della filosofia più influenti nel determinare la natura del mutamento. In questa misura occorre riconsiderare il concetto di una radicale separazione tra i singoli mondi mentali degli individui e l’intelletto e la materia. (Riccardo Alfonso)

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