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Posts Tagged ‘ipnosi’

Ora anche l’ipnosi entra a far parte dell’armamentario del medico estetico

Posted by fidest press agency su giovedì, 18 Mag 2017

IMG_0476IMG_0466L’ipnosi è uno stato modificato di coscienza in cui la persona non perde la lucidità o il libero arbitrio. E’ uno stato di coscienza ‘monoidea’, chi è in questo stato che non è veglia e non è sonno, concentra tutte le sue risorse mentali e/o fisiche in un’unica direzione. La radiofrequenza, eseguita a dosaggi di 60 MJ con testina a 24 aghi, può dare risultati molto soddisfacenti ma è dolorosa; per questo è spesso necessario eseguirla in sedazione più o meno cosciente, in sala operatoria, facendo lievitare i costi e soprattutto la morbilità di tali metodiche. Le infiltrazioni di anestetico locale inoltre possono disperdere l’effetto della radiofrequenza e ne riducono l’effetto. Oltre a livello del viso e collo, interno braccia e coscia, le radiofrequenze vengono ormai utilizzate anche per lievi ptosi mammarie, associate a lipofilling delle zone sotto-areolari. In un incontro pre-trattamento la paziente viene sottoposta ad un test di ipnotizzabilità ed un’induzione con ancoraggio. Durante la trance viene testata l’abilità del paziente di ottenere anestesia/ipoestesia. In questo stato il paziente distrae la propria mente concentrandola in altra attività, che è la immaginazione, attraverso la quale ‘trascura’ ciò che sta avvenendo durante l’azione del medico.
Milton Erikson, colui che ha standardizzato l’ipnosi cosiddetta moderna, afferma che il dolore è somma di tre fattori: 33 per cento del dolore presente 33 per cento del ricordo di dolori passati 33 per cento della previsione di dolori futuri. Con l’ipnosi è possibile eliminare le ultime due voci, con un innegabile vantaggio. Superato il test si induce la trance ipnotica nel paziente con tecniche della cosiddetta ipnosi medica rapida. Una volta raggiunto un soddisfacente risultato, il paziente viene ancorato. Tale metodica altri non è che posizionare un ‘segnalibro’ (abitualmente unire il pollice e l’indice della mano sinistra) che permette di ritornare autonomamente, se lo vuole e solo se lo vuole, nella trance ipnotica, ogni volta meglio, ogni volta più profondamente, ogni volta più velocemente. Il tutto in meno di tre minuti. L’ipnosi non necessita di una quantità di tempo pregiudizievole alla nostra gestione dei tempi dedicati al singolo paziente nello studio medico: due o tre minuti possono essere sufficienti. Ottiene un grado di ipoestesia/analgesia (a seconda delle abilità del paziente) soddisfacenti da un punto di vista pratico. La gestione autonoma dell’ipnosi evita la dipendenza dall’ipnologo e permette al paziente di usufruire della metodica anche per dormire senza l’ausilio di farmaci e gli altri effetti collaterali descritti in precedenza. Va però detto che se il paziente non usufruisce dell’ancoraggio per un tempo sufficientemente lungo, lo perde e necessita di essere re-indotto e ri-ancorato. “Da molti anni l’ipnosi ha interessato molti anestesisti come supporto della loro attività – ricorda il presidente Sime Emanuele Bartoletti – Si tratta di un’esperienza che permette al paziente di ridurre al minimo la somministrazione farmaceutica per la sedazione e quindi ridurre al minimo anche i possibili eventi avversi”.

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I quattro pilastri dell’ipnosi

Posted by fidest press agency su martedì, 13 ottobre 2009

(acorep.com) I quattro pilastri dell’ipnosi sono Franz Mesmer che ha scoperto l’influenza ipnotica dell’energia, Sigmund Freud che dell’ipnosi ha dato un’interpretazione psicoanalitica gettando le basi dell’ipnosi quale dialogo verbale, Milton Erickson che fu il primo a vedere l’inconscio come qualcosa di completamente distinto e separato dalla mente conscia e Stefano Benemeglio che ha scoperto la «comunicazione analogica non verbale» quale strumento che permette di comunicare con la sfera emotiva della persona attraverso segni e gesti. Nel XVIII Secolo fu Franz Mesmer il primo a riuscire a curare i suoi pazienti a colpi di suggestione, tra luci soffuse e musiche, poi a metà del XIX Secolo l’inglese James Braid fu il primo ad utilizzare il termine «ipnosi» per indicare l’induzione di trance, pur non sapendone spiegare come e perché funzionasse. Se Sigmund Freud ha scoperto l’inconscio, Stefano Benemeglio ha scoperto come comunicare con l’inconscio attraverso un dialogo relazionale in cui l’ipnosi diventa comunicazione e la comunicazione diventa ipnosi. Così dopo Erickson la continua ricerca di Stefano Benemeglio sul comportamento umano e sulla comunicazione ha dimostrato come toccamenti, gesti, segni, suoni, rumori o variazioni della postura siano messaggi strutturati secondo un codice definito «analogico» molto simile a quell’insieme di principi che Sigmund Freud identificò nella produzione dei sogni. A differenza dell’ipnosi tradizionale, quella dinamica ideata da Stefano Benemeglio (www.ipnosibenemeglio.com) esclude le suggestioni verbali ed usa invece la «comunicazione analogica non verbale» che permette di comunicare con la sfera emotiva della persona e in questo modo di arrivare rapidamente allo stato ipnotico. Il metodo di Stefano Benemeglio esclude quindi la parola e fa di un segno e di un gesto un potente strumento di comunicazione profonda che consente di vincere i comportamenti negativi, limitare lo stress, dimagrire oppure smettere di fumare senza rischio di ingrassare e senza vivere la sindrome di astinenza. Per saperne di più è possibile visitare i siti web: http://www.accademianalogica.com oppure http://www.ipnosibenemeglio.com

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Gli italiani e l’ipnosi

Posted by fidest press agency su lunedì, 7 settembre 2009

Tremilioni 200 mila italiani ricorrono all’ipnosi per problemi dell’emotività e del comportamento ed altrettanti per problemi nella vita quotidiana. Un milione 600 mila vi ricorrono invece a causa dei loro vuoti esistenziali. In totale sono dunque 8 milioni gli italiani che ricorrono all’ipnosi. Lo rivela il padre dell’«Ipnosi Dinamica» Stefano Benemeglio, fondatore dell’onlus «Accademia Internazionale “Stefano Benemeglio” delle Discipline Analogiche» (www.accademianalogica.com). A ricorrere all’ipnosi sono soprattutto i quarantenni: il 58% è infatti di età compresa tra i 40 e i 49 anni. In relazione al sesso la metà di coloro che si rivolgono all’ipnosi sono uomini e l’altra metà sono donne. Altro numero rilevante a cui Stefano Benemeglio fa riferimento è quello degli italiani che soffrono di disturbi comportamentali. Secondo il padre dell’«Ipnosi Dinamica» tale numero è pari a 20 milioni. La Psicologia Analogica fondata da Stefano Benemeglio per studiare le leggi e le regole che governano i sistemi mentali dell’individuo, la sua emotività e le chiavi di accesso all’emotività stessa è un metodo di indagine del profondo che si avvale della comunicazione analogica e che si realizza proprio attraverso l’Ipnosi Dinamica. L’obiettivo? «È quello di contribuire allo sviluppo del potenziale umano del singolo individuo e al recupero della qualità della vita» risponde Stefano Benemeglio.
L’onlus Associazione Internazionale delle Discipline Analogiche  (www.accademianalogica.com) si propone quindi di trovare le soluzioni più adeguate alle esigenze e problematiche specifiche nei diversi ambiti della vita di ogni individuo, rendendo possibile una migliore gestione delle relazioni interpersonali di natura privata e professionale. Tra i principali obiettivi, l’Accademia si prefigge di favorire e promuovere la ricerca quale strumento di teorizzazione nei diversi campi di applicazione della Filosofia Analogica come nuova filosofia di vita e fondamento di tutte le discipline analogiche.

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