Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 301

Posts Tagged ‘ipocrisia’

La via delle “grandi riforme”

Posted by fidest press agency su giovedì, 29 agosto 2019

Essa è stata ostacolata non dalla nostra più profonda sincerità, ma dalla nostra più sottile forma d’ipocrisia. La società non tollera nessuna forma d’eroismo e di genio, semmai è costretta a subirli, ma pronta ad annullarli alla prima occasione.
Anela invece a una forma mediocre d’esistenza che possa nei secoli perpetuarsi senza contrasti, senza esaltazioni. Ciò potrebbe essere accettabile se non ci fosse la logica evolutiva della specie che include anche i suoi aspetti sociali e istituzionali. La ragione, probabilmente, si può spiegare nel fatto che non è il nostro io intimo a vivere, ma quello della comunità, in altre parole un io assolutamente anti individuale, falso, piccolo, meschino. Riluttare è opera spesso vana. Chi rifiuta si bandisce dal consorzio umano. Chi non conserva l’apparenza, spasima e soffre terribilmente la realtà: ingannare il mondo non è oramai nella pratica quotidiana un’azione disonesta. I maestri anzi in quest’arte di sottigliezze sono i vincitori. Quando uno è giunto alla vittoria nessuno si domanda come vi sia pervenuto. Il trionfo si adora e non si discute. La storia è piena dei patimenti di tutti che, alle consuetudini, riluttarono indomiti e vissero in carestia e sofferenza quanto non in rischio e in battaglia. Dante, esule è proclamato barattiero, Tasso, Amleto in perpetua lotta con se stesso, e infiniti altri minori, testimoniano validamente quanto tragico è il contrasto tra il mondo interiore dei sentimenti ed il mondo esterno fatto di parole e d’eventi mediocri.
Da qui ebbero origine altre risposte “rivoluzionarie” rispetto a quella marxista-leninista, ma di segno opposto: il nazismo, il fascismo e, buon ultimo, il franchismo per parlare di quelle più note. Le nazioni coinvolte furono, nello specifico una rivoluzione, quella marxista-leninista e poi stalinista, sempre più votata all’internazionalizzazione del suo progetto ideologico per una concezione statuale del ruolo guida nell’economia dei paesi in opposizione a quello capitalistico e logicamente portato alla privatizzazione dei mercati e al loro libero scambio e con uno Stato sempre più limitato nei suoi interventi di politica economica. Nello stesso tempo, man mano che questa visione prendeva corpo, taluni Stati, tra quelli considerati i più deboli ed esposti al fascino di un’ideologia accattivante per le masse tenute emarginate dai poteri vigenti, adottarono delle contromisure ritenute più valide e radicali di quanto non si potesse fare con le regole richieste da una democrazia compiuta. Da qui l’idea di una rivoluzione di segno opposto: destra contro sinistra. D’altra parte era necessario farlo anche perché le rivoluzioni non si nutrono solo di principi liberatori per le masse angariate, ma diventavano anche uno strumento di potere e di dominio interno ed internazionale. Alla fine tutto poteva trasformarsi in una sorta di “artificio” per giustificare un ricambio radicale della classe dirigente e non “scaricabile” in altro modo. Si poteva anche intenderla come una semplice operazione di potere nel senso: fino ad ora ci sei stato tu, ora anche a me fai godere gli stessi privilegi.
La rivoluzione, così interpretata, si poteva capire solo se riusciva a farci nascondere il corpo e l’anima sotto un unico frac. Diventava un modo per coprirsi, con un’elegante abilità, del velo rivoluzionario per la conservazione dei privilegi legati al padronato. Pur con questi limiti, le rivoluzioni, nella loro generalità, cercarono di esprimere un qualcosa che si voleva puro e originale e sperare che tale aspirazione ideale potesse imboccare, alla fine, la strada giusta. (Riccardo Alfonso)

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Petros Markaris: Il tempo dell’ipocrisia

Posted by fidest press agency su venerdì, 7 giugno 2019

Torna il mitico commissario Kostas Charitos nel nuovo romanzo del maestro del noir mediterraneo. L’autore sarà in Italia per il lancio del libro.Uscita prevista: 13 giugno
Il proprietario di una catena di alberghi viene ritrovato morto nei dintorni di Atene. Chi rivendica la paternità dell’omicidio lo accusa di ipocrisia. A partire da questo primo delitto, molte altre persone vengono assassinate e l’accusa, rivolta alle vittime, è sempre la stessa – ipocrisia – che sembra l’unico elemento in comune tra di esse. La polizia brancola nel buio ma Kostas Charitos, anche se è appena diventato nonno, non riesce a stare alla larga dalle indagini. E non riesce a smettere di farsi un’unica domanda: perché l’ipocrisia sembra essere il comune denominatore di questi omicidi? E perché, si chiede, i responsabili di queste morti si firmano col titolo di “Armata degli Idioti Nazionali”? (by La Nave di Teseo)

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Diritti del rifugiato ed ipocrisia del sistema

Posted by fidest press agency su domenica, 26 agosto 2018

La nave Diciotto ancorata al porto di Catania con il suo carico di immigrati ha fatto il giro del mondo e sono stati spesi fiumi di parole e di scritti sulla vicenda. Hanno tenuto banco in diversi quotidiani e periodici italiani riempiendo di immagini strappa lacrime le loro prime pagine. E’ intervenuta persino la magistratura paventando reati gravissimi attribuibili al Ministro dell’Interno che ha disposto il divieto di sbarco per profughi. Sono stati rispolverati vecchi cliché di gente disperata alla quale è negata ogni possibilità di un futuro meno travagliato. Pochi si sono chiesti cosa avrebbe potuto dare loro l’Italia con milioni di disoccupati, altri milioni di poveri se non per vivere anch’essi ai margini della società facile preda di sfruttatori e di condizioni di vita ai limiti della sopravvivenza. E per i più fortunati, si fa per dire, la possibilità di raccattare qualche obolo chiedendo l’elemosina all’uscita dei supermercati e dei bar. Sembra essere passato in second’ordine il cinismo dei paesi europei sull’accoglienza per scopi umanitari che hanno detto di no all’Italia nel concorrere alla ridistribuzione di questi sventurati e ancora meglio nell’avviare una seria politica di sostegno al dissesto politico, economico e sociale dei paesi africani e asiatici. Una certa Europa, non dimentichiamolo con il colonialismo, il post colonialismo e con la logica del “re travicello” hanno letteralmente distrutto i paesi di provenienza di questi profughi e il tutto per ricavarvi materie prime o per garantirsi l’esclusiva nello sfruttamento negli anni a venire. Ora che in qualche modo in termini di profughi è stato presentato il conto, se ne lavano le mani e voltano la testa dall’altra parte. Ma ciò che mi appare ancora più grave è che questa Europa comunitaria non ha significato, nello spirito dei loro padri fondatori, una unione per la crescita e il progresso nello spirito della solidarietà ma si è rivelata per quella che è: un’unione di interessi economici e faccendieri senza scrupoli che hanno fatto della politica un mercimonio. E questi stessi vogliono ora insegnare agli italiani lo spirito della solidarietà dimenticando che con la complicità di governi italiani compiacenti e remissivi il loro esclusivo intento è stato quello di voler trasformare il nostro paese nel più grande campo profughi d’Europa e destabilizzarne le istituzioni per condizionarle sempre di più. (Riccardo Alfonso)

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Province: La commedia dell’ipocrisia

Posted by fidest press agency su giovedì, 25 Mag 2017

del rio grazianoSul salvataggio di Province e Città Metropolitane, in questi giorni, stiamo assistendo alla messa in scena di una vera e propria “commedia dell’ipocrisia”. 33 parlamentari del PD hanno presentato una serie di emendamenti alla “manovrina 2017”, per aumentare il finanziamento alle funzioni fondamentali di questi Enti, dimenticandosi che sono stati proprio loro, votando la legge Delrio prima, e tutte le leggi di stabilità dopo, ad affossare Province e Città Metropolitane – dichiara l’Esecutivo nazionale di USB P.I. -Enti Locali. Addirittura si è scomodato anche l’ex premier Renzi, che a caccia di voti e consensi, ha dichiarato che le Province vanno aiutate. Piuttosto che fare dichiarazioni di comodo, farebbe bene a ricordarsi della sonora sconfitta ricevuta il 4 dicembre 2016 al referendum da lui stesso promosso, anche per cancellare definitivamente gli Enti di area vasta dalla Costituzione – continua l’Esecutivo. Attori di rilievo nella “commedia”, anche i sindacati complici che proclamano iniziative nazionali a sostegno di Province e Città Metropolitane. Per fortuna i lavoratori non hanno la memoria corta e ricordano benissimo l’accordo siglato dalle tre Confederazioni nel 2013 a Genova con Confindustria, dove si prevedeva in maniera esplicita l’abolizione delle Province.Tornando sul referendum, non va inoltre dimenticato che questi sindacati hanno avuto un atteggiamento molto ambiguo, con la UIL e la CGIL che non hanno preso posizione, mentre la CISL si è apertamente schierata per il “SI”, che significava appunto l’abolizione delle Province. Ci vuole proprio una faccia di bronzo, a presentarsi oggi davanti ai lavoratori e dichiarare di fare i loro interessi!.L’USB aveva da subito preannunciato il disastro che avrebbe travolto questi importanti Enti istituzionali e che è sotto gli occhi di tutti. La vertenza delle Province è tutt’altro che conclusa e necessita di una lotta coerente e continua a sostegno dei lavoratori e dei servizi pubblici essenziali per i territori da esse erogati. Oggi presenteremo alla V Commissione Bilancio, Tesoro e Programmazione della camera una nostra proposta articolata a modifica ed integrazione della c.d. “manovrina 2017” all’interno della quale sono ricompresi anche gli interventi per Province e Città Metropolitane– conclude l’Esecutivo nazionale.

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“Un tentativo eversivo contro Renzi? La sua denuncia è certamente legittima, ma puzza di ipocrisia”

Posted by fidest press agency su lunedì, 22 Mag 2017

legge-e-giustizia“Da molti anni c`è un utilizzo abnorme di intercettazioni che vengono passate ai giornali in modo illegale. Noi lo abbiamo denunciato quando accadeva contro Berlusconi e lo facciamo anche oggi. Mentre i compagni del Pd hanno costruito la loro battaglia politica anche con questi strumenti”. Così Renato Brunetta, capogruppo di Forza Italia alla Camera dei deputati, in un’intervista a “La Stampa”. “Pubblicare un`intercettazione illegale configura il reato di ricettazione, esattamente come un gioielliere che compra un orologio rubato. Noi l`abbiamo sempre pensata così e abbiamo la coscienza a posto. Nel Pd, invece, in questi giorni va in scena un ‘contrordine compagni’. La legge è chiara oggi come lo era allora, solo che quando c`era di mezzo Berlusconi quelli del Pci-Pds-Ds-Pd andavano in piazza a manifestare contro il bavaglio e con lo slogan ‘Intercettateci tutti’. Perché Renzi non denunciò allora il tentativo eversivo contro Berlusconi? Solo se lo avesse fatto, oggi sarebbe credibile. E invece contro gli avversari quelle telefonate facevano comodo… si vergognino”. Noi “non abbiamo mai usato questi strumenti illegali contro gli avversari. E anche in questi giorni ho denunciato il circuito giornalistico-giudiziario che fa danni spaventosi alla democrazia. Fino a livelli eversivi. Ma la denuncia di Renzi mi fa male per la sua ipocrisia. Non ha diritto di gridare allo scandalo”, sottolinea Brunetta.

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Saldi: Il trionfo dell’ipocrisia

Posted by fidest press agency su venerdì, 30 dicembre 2016

saldiSi avvicina la cosiddetta stagione dei saldi ed ecco che in tanti -specialmente i comunicatori mediatici attenti ai propri contratti pubblicitari- ci vogliono far credere che e’ un buon momento per le occasioni, che altrimenti…… Altrimenti cosa? E’ qui il succo del problema… Altrimenti, niente! Perche’ gli sconti che ci dicono esserci in occasione della stagione dei saldi, li troviamo in qualunque altro periodo. Quello dei saldi e’ solo un periodo civetta per cercare di convincerci ad acquistare oggetti e capi d’abbigliamento che possiamo trovare tutto l’anno, a prezzi ugualmente scontati e anche piu’ convenienti, in qualunque negozio o attraverso la Rete. Periodo civetta al pari di tanti altri volatili che vengono lanciati nel corso dell’anno per indurci a fare acquisti anche quando -magari- non ne abbiamo bisogno: l’occasione -per usare un po’ di modi di dire- non solo fa l’uomo ladro, ma lo fa anche un po’ bischero (allocuzione fiorentina, sinonimo di tontarello, stupidotto):“compra ora che altrimenti questa offerta sara’ irripetibile”, e’ il motivo conduttore che ci vogliono istigare in testa, al pari di quelli che ci telefonano a tutte le ore a casa o vengono a bussare ai nostri “usci” per offrirci il contratto del gas, della luce o del telefono da stipulare subito perche’ le offerte sono limitate e scadono -guarda caso- proprio da li’ a poche ore.
Questa si chiama ipocrisia. Collettiva. E quindi anche piu’ dannosa di quella che usiamo ogni volta che facciamo finta -per farci forse meno male- di non comprendere una cosa o di comprenderla in un certo modo. E -si sa- l’essere umano ipocrita e’ piu’ debole, piu’ disponibile e quindi piu’ allocco. Perche’ non giocarci intorno ed indurgli bisogni che non ha, o magari indurglieli anche quando magari avrebbe da pensar a cose piu’ utili nella sua vita, come non accettare supinamente arroganza e stupidita’ del senso comune e del senso di chi ci amministra e del senso di chi ci marcia economicamente su queste ambiguita’?Continuiamo a farci male? Abbiamo tutti gli strumenti per non farcelo fare.Se qualcuno ha dei dubbi su questa nostra “filippica” contro il consumismo fine a se stesso e il condizionamento commerciale e mediatico, lo invitiamo, in questi giorni cosiddetti pre-saldi, a farsi un giretto nei negozi che poi praticano questi sconti, e prendere nota dei prezzi di alcuni articoli. Poi, nei giorni fatidici dove tutte le vetrine hanno un cartello con la scritta saldi -magari in piu’ lingue per indurre maggiore attrazione- rifatevi lo stesso giro e vedete cosa e’ successo ai prezzi base su cui sarebbe stato praticato lo sconto: sara’ piu’ alto, si’ che il prezzo scontato esposto per la vendita sara’ grossomodo uguale a quello che c’era prima dell’orgia dell’offerta. Certamente non tutti i negozi saranno cosi’, ma gli altri sicuramente vi avrebbero fatto lo stesso sconto anche prima della partenza del periodo dei saldi.E -sempre il nostro consiglio al consumatore “distratto”- ricordatevi che i vostri diritti -quelli del codice del consumo- sono sempre gli stessi, anche se vi fanno pagare meno. Uno fra questi e’ il principe: quanto acquistato si puo’ sempre cambiare o avere i soldi indietro, se le sue caratteristiche non rispondono a quanto pubblicizzato o vantato a voce… e questo entro due anni dall’acquisto. (Vincenzo Donvito, presidente Aduc)

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Sicurezza: “basta con le ipocrisie”

Posted by fidest press agency su giovedì, 7 luglio 2011

“La verità è che in molti in questi anni hanno lucrato politicamente sul tema della sicurezza utilizzandola come un vero e proprio spot elettorale in funzione delle proprie esigenze mediatiche. D’altronde le ordinanze sulla sicurezza varate dal Sindaco Alemanno, che sottraggono forze di polizia dai loro compiti investigativi per rincorrere prostitute, lavavetri o per intervenire nei confronti di situazioni di emarginazione sociale, ne sono l’esempio più emblematico. Tutto ciò, mentre nel Lazio e a Roma sono cresciute le infiltrazioni dei clan criminali nel settore dei rifiuti, dell’edilizia, nelle attività commerciali fino all’acquisto degli immobili di pregio. Non a caso, Roma è la settima provincia in Italia per immobili e aziende confiscate ai clan criminali. Negli ultimi dieci anni, solo a Roma e provincia, sono stati confiscati ai clan criminali ben 383 beni, di cui, peraltro, solo il 30 % di questi beni è stato riutilizzato per scopi sociali e istituzionali, come previsto dalla legge 109/96.”. E’ quanto dichiara Giovanni Barbera, membro della direzione romana del Prc-Federazione della Sinistra e presidente del Consiglio del XVII Municipio. “Non sorprende il fatto – continua Barbera – che in questi anni tale fenomeno, nella nostra città, sia stato ampiamente sottovalutato dalla politica, a differenza dell’enfatizzazione di tanti altri fenomeni, anche minori. Daltra parte non è un mistero che storicamente le mafie si sono caratterizzate proprio per le loro strette connessioni e collusioni con parti dello stesso sistema economico e politico. Sorprendono, pertanto, le dichiarazioni di coloro che sembrano, improvvisamente, aver scoperto l’acqua calda e che fino ad oggi, tramite le proprie scelte politiche, hanno fatto finta di non vedere”.

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Le inesattezze di Di Pietro

Posted by fidest press agency su giovedì, 30 dicembre 2010

“Scilipoti sarai ricandidato e rieletto”. Questa l’affermazione di Antonio Di Pietro, prima del voto del 14.12.2010, nel corso di una colazione insieme, presso la Camera dei Deputati, riconfermata telefonicamente dallo stesso e ripresa dal Capogruppo alla Camera  On. Massimo Donati. “Dopo un’affermazione del genere – aggiunge l’On. Scilipoti – mi suona come pura ipocrisia la dichiarazione apparsa oggi, su alcuni quotidiani, dello stesso Di Pietro, in cui fa notare che il sottoscritto e Razzi se li sarebbe  pure tenuti, ma venendo meno a quelle regole e a quella questione morale tanto sbandierata da De Magistris. Niente di più falso, Di Pietro sa benissimo che non esiste alcun procedimento giudiziario a mio carico, contrastante con le regole del partito, ecco perché sosteneva nella sua affermazione la mia candidatura. Per quanto riguarda la presunta candidatura di Sonia Alfano, lo stesso Di Pietro affermava, nel corso della colazione di lavoro, che essa non era nè conveniente né utile per il partito, in quanto, in qualità di europarlamentare, qualora si fosse tornati alle elezioni e l’Alfano fosse stata eletta, si sarebbe dovuta  dimettere dal suo mandato e al suo posto sarebbe subentrato il primo dei non eletti, non appartenente più all’IdV. La verità – aggiunge Scilipoti – avvalorata in parte negli ultimi articoli da Flores D’Arcais, che parla di un capopartito che predica bene e razzola male, è da ricercare nella cattiva gestione del partito, pieno di odio, giustizialista, che dimostra di amare poco il popolo italiano. Molta responsabilità è riconducibile a qualche dubbio personaggio che da anni ho cercato di contrastare senza alcun risultato e senza il sostegno da parte dello stesso Presidente dell’IdV. Quando gli interessi del partito contrastano con gli interessi dei cittadini, è nobile avere il coraggio di lasciare il partito e schierarsi dalla parte della gente, anche a rischio della propria candidatura. Oggi, ho difficoltà nell’essere compreso, ma la storia – conclude Scilipoti – sarà arbitro delle mie ragioni”.

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Rai e chiusura “Talk show”

Posted by fidest press agency su sabato, 13 marzo 2010

“In ultimo, si deve osservare che la decisione della Rai non trova alcun fondamento nella regolamentazione della par condicio approvata dalla Commissione di Vigilanza. Contrariamente a quanto asserito dall’azienda, infatti, il regolamento non impone la sospensione dei programmi informativi, ma prevede unicamente la possibilità di variare il palinsesto per inserire delle tribune elettorali (cfr. art. 3, comma 9 del Regolamento della Vigilanza”) Questo è il passaggio letterale di una lettera scritta e sottoscritta dal Senatore Fabrizio Morri, capogruppo PD in Commissione di Vigilanza Rai, e dall’On. Roberto Rao, Capogruppo UDCin Commissione di Vigilanza,  inviata il 9 marzo 2010 ai componenti dell’AGCOM. Con questo, ogni ipocrisia, e ogni disquisizione su tale regolamento condotta in particolare dal PD e da Fabrizio Morri, sono destinate a cadere, e a lasciare spazio alle responsabilità della Rai in ordine allo stravolgimento del regolamento della Vigilanza. Peraltro, si ricorda che anche l’Ufficio Legale della Rai aveva espresso identico parere, e lo rivelo Antonio Di Bella, direttore di Raitre, nei giorni scorsi.

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Stop all’ipocrisia nucleare!

Posted by fidest press agency su sabato, 27 febbraio 2010

Lungo le strade di Roma sono apparsi manifesti della candidata Renata Polverini, in tutto simili ai manifesti elettorali originali, ma con la scritta: “Sicuramente il nucleare. A Montalto di Castro e Latina (ma dopo le elezioni!)”. L’iniziativa degli attivisti di Greenpeace serve a svelare l’ “ipocrisia nucleare” della candidata per la carica di governatore del Lazio, che nei giorni scorsi ha espresso il suo appoggio ai piani nucleari del governo, ma ha dichiarato allo stesso tempo che il Lazio “non ha bisogno” di centrali nucleari. «È troppo comodo dirsi favorevoli al nucleare e poi dichiarare che la propria regione ne può fare a meno» afferma Andrea Lepore, responsabile della campagna Nucleare di Greenpeace. «O si è a favore o si è contrari: i cittadini hanno bisogno di risposte chiare sul nucleare e non meritano di essere presi in giro, né ora né dopo le elezioni». La Polverini non è l’unica a essere affetta dalla “sindrome dell’ipocrita nucleare” che ha colpito anche Zaia (Veneto) e Formigoni (Lombardia). Il ministro dello Sviluppo economico, Claudio Scajola, ha replicato ai candidati governatori del Pdl che dicono no al nucleare che “stanno sbagliando” e che “bisogna avere il coraggio di sostenere le posizioni corrette anche in campagna elettorale”. Probabilmente, lo faranno solo dopo le elezioni. Nel Lazio la situazione è ancora più grave perché i tecnici dell’EDF hanno già fatto sopralluoghi a Montalto di Castro, che appare un sito certo del ritorno italiano al nucleare. L’energia nucleare è il più grande ostacolo per l’uso di energie rinnovabili che sono già disponibili. Lo dimostra quanto avvenuto nei giorni scorsi in Spagna: il 24 febbraio l’energia eolica ha raggiunto un nuovo record, arrivando a 12.902 MW di capacità produttiva, ma ben 800 MW di capacità eolica sono stati “sprecati” fermando gli impianti perché le centrali nucleari non potevano diminuire la loro potenza. http://www.nuclearlifestyle.it

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Per un pianeta migliore

Posted by fidest press agency su giovedì, 31 dicembre 2009

Se facciamo le pulizie di casa non possiamo pretendere che i nostri rifiuti vadano a finire nell’abitazione del nostro vicino. Dobbiamo fare in modo che la pulizia non finisca da noi e che per gli altri è un loro problema. E’ un criterio che alla fine si ritorce su di noi, prima o poi. Cosi dovremmo ragionare come cittadini del mondo ovunque ci troviamo e qualsiasi lavoro facciamo o seduti davanti la televisione sgranocchiando noccioline. E il nostro pianeta non si salva solo rendendo più respirabile l’aria, pulite e ordinate le nostre strade, meno inquinate le stalle e i pascoli e le terre dissodate e le falde acquifere. Si salva affrancando milioni di nostri simili dall’assillo della fame, della miseria, dell’abbandono. Una società più giusta non si serve di proclami, di buone parole, di atti di carità, deve essere e diventare sempre di più solidale, deve saper rinunciare al superfluo di pochi per offrire a tutti una pari dignità che li sollevi dal bisogno, dall’emarginazione, dalla schiavitù. Finché un solo essere umano vive senza un tetto sulla testa, un focolare dove riscaldarsi, un pasto caldo sul desco, una medicina per alleviare le sue sofferenze e portarlo a guarigione, finché tutto questo non accade noi possiamo inutilmente coprirci il capo di cenere e versare copiose lacrime. Saranno il pianto e la cenere dell’ipocrisia. Saranno la negazione del nostro voler essere e divenire cittadini del mondo, fratelli che si stringono l’un l’altro la mano, fratelli e figli avviati per un comune destino per una comune avventura che si chiama vita e alla quale ci dobbiamo fare carico di rispettarla consentendo ai nostri simili le stesse opportunità che desideriamo per noi. E dobbiamo farlo oggi e non domani. Dobbiamo farlo non per un atto d’imperio ma come semplice regola di vita. Se non comprendiamo tutto questo, momenti ancora più tristi ci attendono. (Riccardo Alfonso http://www.fidest.it)

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Funerali di Stato

Posted by fidest press agency su martedì, 13 ottobre 2009

Lettera al direttore. Gentile direttore, alcuni considerano i funerali di stato che nel nostro Paese si stanno ormai susseguendo a distanza di mesi, un atto di ipocrisia. E questo perché non sembra giusto tributare onori a persone morte, che non erano state tenute nel minimo conto quando erano in vita. Però gli uomini politici italiani hanno qualche giustificazione: erano distratti da pensieri più importanti della messa in sicurezza di case e scuole e ospedali, e se avessero previsto la possibilità di una disgrazia, certamente avrebbero provveduto ad evitarla. E quindi, poiché non possiamo e non vogliamo offendere nessuno, diciamo che i funerali di stato svolti negli ultimi tempi, non sono atti di ipocrisia, ma atti di contrizione. (Miriam Della Croce)

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Gesù non era un diplomatico

Posted by fidest press agency su lunedì, 13 luglio 2009

Lettera al direttore. Caro direttore, Gesù non era un diplomatico. Il Papa, essendo anche un capo di Stato, è costretto ad essere un diplomatico. La bella parola diplomazia, però, si sposa di sovente con la brutta parola ipocrisia, con la quale fa anche rima; alle volte invece si sposa con un vocabolo ancora peggiore, con il quale non fa rima, terminando esso in “one”. Allora, quando non è strettamente necessario ricorrervi, sarebbe opportuno farne a meno, anche se si è capi di Stato. La lettera che Papa Ratzinger ha scritto a Silvio Berlusconi in occasione del G8 a L’Aquila, termina così: “Colgo volentieri l’occasione per esprimerLe nuovamente la mia stima e, assicurando la mia preghiera, Le porgo un deferente e cordiale saluto”. Ecco, la preghiera e il deferente saluto erano più che sufficienti.  Esprimere stima, infatti, per di più nuovamente, verso una persona che sicuramente il buon papa in cuor suo non apprezza (e come potrebbe?) non era strettamente necessario. Giacché c’è il lieve lievissimo sospetto che il Cavaliere non sia persona integerrima e che non sia un buon esempio per i giovani ( mons. Mariano Crociata ha parlato di libertinaggio), esprimergli la propria stima suona come un’ipocrisia. Cristo qui e ora non lo farebbe mai, neppure se fosse capo di Stato. Posso giurarci. (Miriam Della Croce)

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Immigrazione-badanti

Posted by fidest press agency su lunedì, 6 luglio 2009

Intervento della sen.DonatellaPoretti, parlamentare Radicali-Pd: “Peccato che per sentire parole e proposte ragionevoli occorresse approvare un provvedimento crudele e criminogeno come il ddl sicurezza che introduce il reato di clandestinita’. Poco importa se si sia dovuto aspettare la mobilitazione del Vaticano per richiamare i cattolici al dovere morale dell’accoglienza. Meglio tardi che mai, e quindi diamo il benvenuto al sottosegretario Carlo Giovanardi che sposa la nostra proposta di un provvedimento urgente per regolarizzare le centinaia di migliaia di immigrati presenti in maniera illegale in Italia, ma che gia’ lavorano nel nostro Paese. A fronte della politica criminogena proposta dal Governo, infatti, l’Italia vive nell’ipocrisia di un welfare e di uno Stato sociale che si fonda su badanti, colf e baby sitter illegali e clandestine solo perche’ il nostro Paese non rilascia i nullaosta per persone di cui conosce tutto: nome e residenza del datore di lavoro, nome e luogo di lavoro dell’immigrato! Delle oltre 740 mila richieste del 2007 solo 170 sono andate a buon fine, le altre aspettano ancora l’emanazione di nuovi decreti flussi. Questa della regolarizzazione e di un decreto flussi che intervenisse urgentemente nel merito erano le proposte dei Radicali tradotte anche in un ordine del giorno collegato al ddl sicurezza, mai esaminato perche invece di votare in merito si e‘ scelto il voto di fiducia.”

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Superdiverso « Un’opera da tre soldi »

Posted by fidest press agency su venerdì, 29 Mag 2009

Roma 11-12-13 giugno 2009 alle ore 21 e il 14 giugno 2009 alle ore 18 in scena al Teatro Stabile del Giallo di, in via al Sesto miglio 78, “Un’opera da tre soldi” un pezzo di Luciana Lusso Roveto e Paolo Proietti liberamente tratto da “The Beggar’s Opera” di John Gay racconta attraverso la parola, la danza e la musica il fronteggiarsi di una banda di ladri e di un’organizzazione dall’ipocrita ragione sociale,  “L’opera da tre soldi” fu messa in scena da Bertolt Brecht nel 1927, il quale a sua volta si ispirò a “The Beggar’s Opera” di John Gay, rappresentata per la prima volta nel 1728 a Londra. In molti punti l’opera si rivolge direttamente al pubblico, rompendo la “quarta parete” e ponendo rilevanti questioni politiche e sociali, con intento provocatorio. Secondo Brecht, ne “L’opera da tre soldi”, “la borghesia vede ritratto il suo proprio mondo”, cioè “un ordinamento sociale in cui quasi tutti gli strati della popolazione tengono conto – sia pure nei modi più svariati – dei fondamenti morali, in quanto vivono non già ‘nella’ morale, ma naturalmente ‘della’ morale”. In scena ci sarà la compagnia DMATeatrodanza, di Luciana Lusso Roveto e Paolo Proietti, con gli attori e danzatori abili e diversamente abili del Laboratorio integrato “SUPERDIVERSO”. Sul palco anche una giovane band romana diretta da Samuele Matteucci, che accompagnerà i danzattori con la sua musica originale. Il Progetto Superdiverso nato nel 2001 , è un laboratorio di teatrodanza finanziato dal Dipartimento V° del Comune di Roma, finalizzato alla formazione e all’avviamento professionale nel campo dello spettacolo dei diversamente abili.

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