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Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 301

Posts Tagged ‘ipotesi’

Nessuna ipotesi di sviluppo del paese

Posted by fidest press agency su domenica, 11 dicembre 2011

I consorzi di bonifica in Sicilia: quali prosp...

Image by SiciliaToday via Flickr

“In un momento delicato come l’attuale per il futuro del Paese, va ribadito con forza che la ripresa della crescita è subordinata alla garanzia di sicurezza idraulica territoriale per la stabilità e conservazione del suolo attraverso idonee azioni di difesa del suolo e regolazione idraulica che va perseguita a livello di bacino idrografico perché, come noto, le problematiche di gestione dell’acqua non conoscono confini amministrativi”. A ricordarlo è Anna Maria Martuccelli, Direttore Generale A.N.B.I. (Associazione Nazionale Bonifiche e Irrigazioni), a Sarzana, in provincia di La Spezia, per la conclusione dei lavori di ammodernamento e adeguamento del Canale Lunense, esempio delle responsabilità in carico ai Consorzi di bonifica, attraverso l’irrigazione che rappresenta garanzia di sicurezza alimentare e di qualità dei prodotti. “In tale scenario – prosegue Martuccelli – è centrale il ruolo dei Consorzi di bonifica, enti pubblici di autogoverno e forte espressione di sussidiarietà nonché garanzia di azioni a tutela del territorio e per lo sviluppo dell’agricoltura. Oggi più che mai – conclude il Direttore Generale A.N.B.I. – è opportuno ricordare il pensiero di Carlo Cattaneo, che affermava come la civiltà di un popolo si misuri sulla capacità di mantenere le opere pubbliche. Il nostro Paese ha bisogno di scelte in tale direzione”.

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Sanità in Lombardia

Posted by fidest press agency su mercoledì, 9 marzo 2011

Il Presidente della Commissione parlamentare d’inchiesta sugli errori in campo sanitario e sulle cause dei disavanzi sanitari regionali, l’on. Leoluca Orlando, ha scritto all’assessore alla Sanità della Regione Lombardia, Luciano Bresciani, chiedendo una dettagliata relazione in riferimento ad alcuni presunti casi di malasanità che si sarebbero verificati presso dell’ospedale di Rho, in provincia di Milano e su cui laProcura ha aperto un’inchiesta. Le ipotesi di reato sono di lesioni colpose e omicidio colposo, oltre a vari illeciti amministrativi. Per ora non ci sarebbero nomi iscritti sul registro degli indagati. Tutti gli episodi, circa venti, secondo quanto riportato da notizie stampa, sarebbero avvenuti nell’ultimo anno e mezzo nel quinto reparto di Chirurgia generale del nosocomio di Rho. “Diagnosi errate, interventi sbagliati, o fatti senza gli esami necessari, che hanno necessitato operazioni riparatorie. E ancora morti sospette, garze dimenticate, tumori ignorati: un panorama surreale di storie che, se confermate, sarebbero gravissime”, ha commentato Orlando. “Per questo – ha aggiunto – la Commissione parlamentare d’inchiesta che presiedo intende acquisire una relazione con tutte le necessarie valutazioni sull’episodio, in ordine a eventuali disfunzioni organizzative o specifiche responsabilità individuali riscontrate, nonché sui provvedimenti cautelari o sanzionatori adottati nei confronti dei responsabili”. (Livia Parisi)

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Ipotesi di fusione Cai – Air France

Posted by fidest press agency su venerdì, 5 novembre 2010

“Sabelli ha fatto una dichiarazione che mette in luce quelle che sono sempre state le intenzioni del Governo riguardo la compagnia aerea di bandiera. È stata fatta una finta trattativa, una trattativa- truffa, in cui a pagare sono stati i dipendenti di un’azienda che è stata accompagnata al fallimento e tutti gli italiani che per molto tempo dovranno continuare a saldare i debiti di Alitalia che sono stati spalmati su tutti i cittadini”.  Sentita e comprensibilmente dura la replica di Maruska Piredda, responsabile per i Trasporti dell’Italia dei Diritti alle parole di Rocco Sabelli, amministratore di Cai-Alitalia. L’a.d. svelando, sostanzialmente, un accordo tra Italia e Francia, ha infatti auspicato e suggerito tra le righe agli azionisti, i quali dal 2013, saranno liberi di vendere le loro quote, la fusione con Air France. La Cai viene così relegata al ruolo di compagnia di passaggio, contrariamente ai proclami e alle promesse fatte durante la dolorosa trattativa del 2008. Una speculazione sulla pelle dei lavoratori e dei cittadini, uno sviluppo prevedibile di una vicenda annosa che attualmente non pare trovare il giusto spazio nelle cronache mediatiche. “Air France – conclude la responsabile dell’Italia dei Diritti – avrebbe ridotto perdite del personale di circa la metà e si sarebbe accollata anche i debiti della compagnia stessa, la quale invece è stata furbescamente divisa in full company, regalata agli imprenditori della cordata Cai e – chiosa la Piredda – in bad company, ossia la parte comprendente tutti i debiti della compagnia, che è stata donata a tutti gli italiani”.

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Ipotesi nuovo Gra

Posted by fidest press agency su giovedì, 7 ottobre 2010

A una settimana dal discusso via libera ai nuovi pedaggi, si fa strada l’idea di realizzare un secondo Raccordo Anulare. Il presidente dell’Unione industriali Aurelio Regina, durante un meeting della Cisl a Roma, ha ridato attualità infatti, alla proposta di attuare un secondo Raccordo che dovrebbe correre esternamente al primo da costruire interamente con denaro privato. In merito alla proposta avanzata, ha espresso un parere Oscar Tortosa, vicesegretario per il Lazio dell’Italia di Valori: “Dopo la vergogna sul pedaggio del Raccordo e il pranzo con il Senatur che ci insulta gratuitamente, Alemanno dà l’ennesima dimostrazione di noncuranza e di non rispetto nei confronti dei cittadini romani, approvando un progetto che incrementerebbe ulteriormente i problemi legati al traffico”. Il prospetto sopra citato trova ampio consenso da parte del Sindaco capitolino Gianni Alemanno, che a detta sua “ha sempre condiviso il progetto”. A frenare gli entusiasmi  sull’eventualità di creare una nuova autostrada tangenziale  che mette di nuovo mano alle tasche dei pendolari, è in prima linea l’associazione ambientalista Legambiente, la quale chiede con fermezza di distribuire le risorse economiche sul trasporto regionale anziché su un  vano e dispendioso nuovo Gra. “Se il progetto andrà in cantiere, vorrei domandare al Sindaco se il secondo raccordo sarà a pagamento come il primo, cosa che mi indigna, in quanto il raccordo è diventato ormai una strada interna alla città. Con il Paese che va in malora – chiosa l’esponente del partito capeggiato da Antonio Di Pietro –, di un’altra farsa non si sentiva il bisogno e quindi, chiediamo maggiore serietà all’interno della nostra città”.

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Messaggero titola “maggioranza più forte”

Posted by fidest press agency su venerdì, 1 ottobre 2010

E Rosario Amico Roxas commenta: “Questa affermazione riassume tutta la politica del cavaliere e chiarisce il senso stesso del berlusconismo. Le parole vengono privilegiate ai fatti, la concretezza sparisce a fronte delle remote ipotesi, ciò che non c’è viene mostrato come se ci fosse. E non si tratta nemmeno di menzogne, perchè l’aspetto più grave è che il cavaliere è il primo a credere a se stesso, ma non si accorge di essere il primo, ma anche il solo tanto credulone; la tecnica è noiosamente sempre la medesima: ripetere uno slogan fino alla nausea, per cui sentiremo i vari Bonaiuti, Capezzone, Gasparri, Bondi, Feltri, Belpietro, .Fidofede, Vespa, pappagallescamente ripetere ciò che il capo ha ordinato di dire. Non è credibile che anche i più fedeli e sviscerati suoi sostenitori credano alla panzana della maggior forza del premier, uscito pesantemente bastonato dallo scontro che ha cercato, convinto di stracciare l’avversario diventato nemico personale; fingeranno di crederci per blandire i capotavola, ma metteranno in tasca un po’ di avanzi di questa ultima cena, come riserva per il futuro… non si sa mai ! «Maggioranza più forte», con l’aggravante del sostenuto anti-relativismo, per cui questa maggioranza non sarebbe più forte “relativamente” a qualcosa di più debole, ma più forte in assoluto, senza chiedersi “di cosa?”. E’ la storia che si ripete, anche Pirro vantò una sua vittoria e divenne “la vittoria di Pirro”.

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Salvatore Fiume: Opere 1940-1980

Posted by fidest press agency su lunedì, 24 maggio 2010

Pizzighettone (CR) fino al 13/6/2010 via Garibaldi, 18  Centro Culturale Comunale A cura di Francesco Pagliari e Damiana Tentoni  L’esposizione, organizzata dal Museo Civico in collaborazione con la Fondazione Salvatore Fiume e col patrocinio del Sistema Museale della Provincia di Cremona, presenta trentuno fra dipinti, sculture, disegni e bozzetti realizzati fra il 1940 e gli anni Ottanta. Tali lavori illustrano alcuni fra i temi trattati da Fiume lungo il suo percorso artistico: le Isole di Statue, le Città di Statue, gli animali mitici (tori, galli, antropotauri), le Ipotesi (quadri creati accostando lo stile di artisti vissuti in epoche diverse), le pitture di impronta rinascimentale, i dipinti metafisici.
Nato a Comiso nel 1915, Fiume si formò presso il Regio Istituto per l’Illustrazione del Libro di Urbino, dove acquisi’ una notevole conoscenza delle tecniche della stampa e pote’ studiare i pittori del Tre e Quattrocento. Negli anni successivi assimilo’ la lezione dei grandi artisti dei secoli precedenti e si confronto’ con i suoi contemporanei, pur interpretandoli in modo assolutamente personale e con uno stile chiaramente riconoscibile. (salvatore fiume)

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Ipotesi accordo Lombardo-Elkann per Termini Imerese

Posted by fidest press agency su giovedì, 22 aprile 2010

“Visto che la Fiat è stata sempre a fianco del governo. Il governo si dovrebbe interessare delle logiche del Lingotto: le amministrazioni locali non dovrebbero finanziare direttamente gli stabilimenti della casa torinese”. E’ questo il commento della responsabile per le Attività Produttive e l’Industria dell’Italia dei Diritti, Antonella Silipigni, alla speranza espressa dal governatore della Sicilia, Raffaele Lombardo, che il neopresidente di Fiat, John Elkann, tenga fede a quanto già dichiarato rispetto allo stabilimento di Termini Imerese e cioè che vuole rafforzare il legame della multinazionale piemontese con l’Italia. Inoltre il presidente della regione Sicilia si impegna a stanziare 350 milioni di euro per mantenere aperta la fabbrica locale. “E’ troppo benevolo Lombardo, che pur di mantenere i posti di lavoro dei suoi concittadini promette soldi per sventare la chiusura dello stabilimento nel palermitano. Preferirei – continua la Silipigni – che il governatore costruisse un tavolo di concertazione tra la Fiat, il Governo e le amministrazioni locali dei territori in cui sorgono gli stabilimenti. Non dimentichiamo, infatti, che questi ultimi sono presenti in quasi tutta Italia: quindi non è un problema locale, ma nazionale”. L’esponente del movimento presieduto da Antonello De Pierro termina aggiungendo: ” Come in Germania in cui il governo sta vicino alle aziende che hanno un rapporto proficuo con il territorio, dovremmo evitare che la Sicilia si indebiti ulteriormente per risolvere un problema che deve essere affrontato più a livello nazionale che locale”.

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Cazzola (PDL): l’amico del ministro Tremonti

Posted by fidest press agency su lunedì, 30 novembre 2009

“Nei giorni scorsi durante il dibattito sul disegno di legge finanziaria in Commissione i colleghi dell’opposizione mi hanno detto che merito la tessera n.1 degli amici del ministro Tremonti. La cosa mi lusinga perché i fatti stanno dimostrando che la linea del ministro dell’Economia non è soltanto l’unica possibile, ma quella che ha prodotto dei risultati positivi per il Paese” lo afferma  Giuliano Cazzola, deputato del PDL, Vice Presidente della Commissione Lavoro della Camera che aggiunge “Continuo a non capire, però, perché il ministro mantenga un atteggiamento contrario ad ogni ipotesi di riordino pensionistico, ancorchè caratterizzato dalla gradualità e dalla cautela necessarie in una fase di crisi come l’attuale. E’ vero – prosegue Cazzola –  i provvedimenti del luglio scorso sono stati importanti per il loro carattere strutturale. Ma è stato proprio il Dpef  ha mettere in evidenza che la crisi economica ha sconvolto le previsioni sulla sostenibilità del sistema. Il picco della spesa sul pil atteso per il 2035 si presenterà a partire dal 2010 in ragione del 15,5%, mentre il rientro al di sotto del 14% vi sarà nel 2060 e non più nel 2045 come inizialmente ipotizzato. Tanto a Montecitorio quanto a Palazzo Madama, sono stati presentati dei progetti equilibrati, responsabili e ragionevoli. Riformare le regole, a tempo debito, non vuol dire obbligatoriamente fare dei tagli, ma rafforzare il sistema. Sarebbe opportuno, – conclude Cazzola –  allora, che, dopo la Finanziaria, il Presidente della Camera, attento alle prerogative del Parlamento, prendesse in parola il ministro, incoraggiando la calendarizzazione dei suddetti progetti”.

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Evoluzionismo Il tramonto di una ipotesi

Posted by fidest press agency su sabato, 7 novembre 2009

A cura di Roberto De Mattei. In occasione del bicentenario della nascita di Darwin e a centocinquant’anni dalla prima pubblicazione dell’Origine delle specie, alcuni autorevoli studiosi di diverse appartenenze culturali e disciplinari si sono confrontati sulla fortuna delle teorie darwiniane, mettendone in luce le diverse criticità. Il volume raccoglie gli atti di un convegno svoltosi di recente a Roma per iniziativa della Vice Presidenza del Consiglio Nazionale delle Ricerche. Da queste pagine l’evoluzionismo emerge come una teoria scientifica e filosofica, due aspetti che si sostengono a vicenda, incapace però di rispondere ad alcune questioni basilari riguardanti l’origine della vita e il mistero dell’esistenza umana. L’evoluzionismo appare inoltre come una “cosmogonia” che pretende di descrivere la storia del mondo partendo da postulati scientifici inverificabili, una dottrina spesso imposta come un “dogma”, che invece dovrebbe essere sottoposta al rigoroso vaglio della critica nazionale e scientifica, attraverso un libero confronto tra gli studiosi. Cantagalli 2009 288 pagine euro 22,00

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Evoluzionismo: il tramonto di una ipotesi

Posted by fidest press agency su martedì, 3 novembre 2009

Roma 6 novembre 2009 ore 18,00 Sala Quadri – Hotel Columbus Via della Conciliazione, 33 presentazione del volume Evoluzionismo: il tramonto di una ipotesi a cura di  Roberto de Mattei Cantagalli 2009 (260 pagine; 17,00 euro) Interverranno: Prof. Pierre Rabischong Biologo, Professore emerito dell’Università di Montpellier Dott. Marco Respinti Saggista, Caporedattore de Il Domenicale Prof. Roberto de Mattei Storico, Vice Presidente del CNR In occasione del bicentenario della nascita di Darwin e a centocinquant’anni dalla prima pubblicazione dell’Origine delle specie, alcuni autorevoli studiosi di diverse appartenenze culturali e disciplinari si sono confrontati sulla fortuna delle teorie darwiniane, mettendone in luce le diverse criticità. Il volume raccoglie gli atti di un convegno svoltosi di recente a Roma per iniziativa della Vice Presidenza del Consiglio Nazionale delle Ricerche. Da queste pagine l’evoluzionismo emerge come una teoria scientifica e filosofica, due aspetti che si sostengono a vicenda, incapace però di rispondere ad alcune questioni basilari riguardanti l’origine della vita e il mistero dell’esistenza umana. L’evoluzionismo appare inoltre come una “cosmogonia” che pretende di descrivere la storia del mondo partendo da postulati scientifici inverificabili, una dottrina spesso imposta come un “dogma”, che invece dovrebbe essere sottoposta al rigoroso vaglio della critica nazionale e scientifica, attraverso un libero confronto tra gli studiosi.

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Virus A come l’Aviaria? Si gioca a dati

Posted by fidest press agency su mercoledì, 23 settembre 2009

Tra  8 e 12 milioni di malati e 10-15 mila morti in Italia. Sono questi gli scenari delineati in questi giorni a Praga dagli epidemiologi durante un incontro sulla prevenzione dell’influenza provocata dal virus A (H1N1). Per l’Aviaria (H5N1) fu fatto un analogo scenario: secondo gli epidemiologi dell’Oms ci dovevano essere 16 milioni di infettati, 2 milioni di ricoveri e 150mila morti. A livello mondiale si prevedevano 150 milioni di morti. Meno male che il dott. Donato Greco, l’epidemiologo che seguiva, per l’Italia, il gruppo di lavoro internazionale sull’influenza aviaria, alla domanda “gli epidemiologi di solito ci azzeccano?” rispose tranquillamente “no”. Gli scenari apocalittici sono appunto… scenari, dove, evidentemente, si prospettano ipotesi. Il farmacologo Silvio Garattini, dell’istituto di ricerca scientifica Mario Negri, a proposito del virus A dichiara “In generale, comunque, a meno di soffrire di patologie particolari, si puo’ anche non vaccinarsi, il decorso di questa influenza, infatti, sembra essere benigno nella maggioranza dei casi” e, ancora, “la via piu’ semplice per limitare la pandemia e’ molto semplice: bisogna lavarsi le mani spesso, utilizzando acqua e sapone”. Al momento su 8.000 infettati i morti sono 2, uno 0,02% statisticamente irrilevante.  Oggi il vice ministro alla Salute, Ferruccio Fazio, dichiara che non si vaccinera’ contro il virus A. Allora tutto questo allarme a cosa e’ servito? Una interpretazione la da’ lo stesso Garattini “I governi sotto la spinta di potenti interessi economici si sono interessati a ottenere la disponibilita’ di vaccini e farmaci piuttosto che dare informazioni al pubblico”. Allora di cosa stiamo parlando?

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Comunisti, post-comunisti e cattocomunismi

Posted by fidest press agency su venerdì, 28 agosto 2009

Mancano nella lista i vetero-comunisti, i radical-comunisti, i leninisti, i troktzisti, i marxisti della sinistra egheliana, i filo cinesi e i filo-cubani; assenti i filo-coreani e filo-vietnamiti. Ma l’argomento importante rimane quello della esistenza in vita del comunismo; guai a sostenere che il comunismo è crollato insieme al muro di Berlino e all’Unione delle Repubbliche Socialiste Sovietiche, il primo a rivendicarne l’esistenza in vita sarebbe lo stesso cavaliere. Se accettasse la democratizzazione del movimento marxista, elaborato in chiave social-democratica, cosa ci starebbe a fare il berlusconismo che dell’anticomunismo ha fatto la sola bandiera ideologica? Ora si comincia ad intravedere l’ipotesi che il comunismo non esiste più, così si è instaurato una sorta di panico da incipiente inutilità; senza comunismo chi si combatte? Così si inventa un possibile nuovo nemico da battere, ma questo in vista di un capitolo esclusivo nel gran libro della storia. “Voglio passare alla storia come il solo presidente del consiglio che ha sconfitto la mafia!” Questa presidenziale affermazione nasconde l’ansia di una auto-candidatura al Nobel per la pace, foriero di un’altra auto-candidatuira alla Presidenza della Repubblica, con conseguente mantenimento della protezione del lodo Schifani/Alfano. Ma come si stronca il fenomeno Mafioso? L’idea è geniale e ricalca l’analogia con le tante leggi ad personam elaborate e imposte dal governo del cavaliere:per far diventare legale i comportamenti censurabili basta renderli legali. Così basterà rendere legale gli affari mafiosi, i capitali mafiosi, le attività mafiose. Scudo fiscale, Banca del mezzogiorno  grandi lavori  nei quali impiegare i capitali rientrati dall’estero, tenuti ufficialmente in banca. La mafia smetterà la coppola nera e indosserà un Borsalino, cambierà la camicia a scacchi con un candido colletto bianco; non si servirà più di politici testa-di-legno, ma invierà direttamente  i suoi uomini in parlamento e al governo. (Rosario Amico Roxas)

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Chiesa cattolica: due facce della stessa medaglia

Posted by fidest press agency su lunedì, 10 agosto 2009

Rosario Amico Roxas a proposito delle note di stima espresse in più occasioni dal Santo padre sulle azioni di questo governo, sull’ideologo Pera e sulla salubrità dell’aria che si respira con l’elezione di questo governo e, sull’altro versante, i giudizi critici espressi sul quotidiano dei vescovi riguardo l’antidemocraticità della legge che introduce il reato di clandestinità, si chiede se a parlare è la stessa chiesa di Roma. Se non altro, pensa Rosario, è il momento per l’invio da parte dei vescovi di una lettera (magari urgente) al pontefice per fare chiarezza o, in alternativa, prendere in seria considerazione l’ipotesi di un nuovo Concilio (come avrebbe voluto il cardinale Martini), ma con i poteri del Concilio di Costanza, prima che avvenga uno scisma insanabile: da una parte il pontefice con i lefebvriani, Marcello Pera, Magdi Allam e Berlusconi e dall’altra il mondo cattolico e la Teologia della Liberazione?

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Patrimonio genetico degli etruschi

Posted by fidest press agency su martedì, 4 agosto 2009

A stabilire la discontinuità genealogica tra le popolazioni attuali e quelle che nell’età del bronzo abitavano la stessa regione, è un nuovo studio condotto da ricercatori italiani, delle Università di Parma, Firenze, Ferrara, Pisa e Venezia. Gli attuali abitanti della Toscana non discendono dagli Etruschi. A stabilire la discontinuità genealogica tra le popolazioni attuali e quelle che nell’età del bronzo abitavano la stessa regione è un nuovo studio condotto da ricercatori delle Università di Parma, Firenze, Ferrara, Pisa, Venezia pubblicato on line mercoledì 1 luglio su “Molecular Biology and Evolution”. La ricerca ha preso in considerazione anche campioni di DNA mitocondriale relativo a individui vissuti in età medievale (tra il X e il XV secolo) che sono stati comparati con reperti contemporanei e con quelli etruschi. Sulla base di questi dati, se tra i Toscani del medioevo e gli attuali esiste una chiara relazione genetica, il rapporto con quelli del 1000 A.C. non è provato.  “Qualcuno ha ipotizzato che le sequenze del DNA più antico, di epoca etrusca appunto, potessero contenere degli errori o essere state contaminate – spiega Antonella Casoli dell’Università di Parma – ma test condotti con nuovi metodi escludono questa ipotesi. La spiegazione più semplice è che la struttura della popolazione toscana ha subito nel primo millennio avanti Cristo importanti cambiamenti demografici”. L’interpretazione dei dati scientifici non implica necessariamente che gli Etruschi si siano estinti. È possibile che in particolari località isolate siano rimaste tracce della loro eredità genetica, e il gruppo di ricercatori sta già lavorando con nuovi metodi statistici per individuarle. Ma nel complesso è evidente che “immigrazioni e emigrazioni forzate hanno diluito l’eredità genetica etrusca tanto da renderne difficile il riconoscimento” continua la prof.ssa Casoli. Lo studio entra indirettamente anche nell’acceso dibattito aperto sulle origini degli Etruschi. “E’ interessante che alcune ricerche abbiano dimostrato una somiglianza genetica fra i toscani attuali e le popolazioni dell’Anatolia, ma questi studi ci direbbero qualcosa sulle origini degli Etruschi solo se si dimostrasse una continuità genetica tra Etruschi e toscani contemporanei, mentre il nostro studio fa pensare che sia vero il contrario”. Articolo: Silvia Guimaraes, Silvia Ghirotto, Andrea Benazzo, Lucio Milani , Martina Lari, Elena Pilli, Elena Pecchioli, Francesco Mallegni, Barbara Lippi, Francesca Bertoldi, Sauro Gelichi, Antonella Casoli, Elise M. S. Belle, David Caramelli, Guido Barbujani Genealogical discontinuity among Etruscan, Medieval and modern Tuscans, Molecular Biology and Evolution, 2009, on line 1 luglio 2009  Autori: Silvia Guimaraes, Lucio Milani, Martina Lari, Elena Pilli, David Caramelli (Dipartimento di Biologia Evoluzionistica, Laboratorio di Antropologia, Università di Firenze), Silvia Ghirotto, Andrea Benazzo, Elise M. S. Belle, Guido Barbujani (Dipartimento di Biologia ed Evoluzione, Università di Ferrara), Francesco Mallegni, Barbara Lippi (Dipartimento di Biologia, Università di Pisa), Francesca Bertoldi, Sauro Gelichi (Dipartimento di Scienze dell’Antichità e del Vicino Oriente, Università di Venezia), Elena Pecchioli (CEA, Centro di Ecologia Alpina, Fondazione Edmund Mach, Trento),Antonella Casoli (Dipartimento di Chimica generale e inorganica, Chimica analitica, Chimica fisica, Università di Parma)

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Immediatezza della responsabilità medica

Posted by fidest press agency su giovedì, 9 luglio 2009

Un elemento di giudizio determinante ai fini dell’accertamento della causalità – anche nel caso dell’astratta esistenza di cause alternative e di frequenze medio basse – è quello dell’immediatezza degli effetti. Se viene somministrato un farmaco a persona allergica al principio attivo in esso contenuto e la persona che l’ha assunto subito dopo presenta i sintomi dell’allergia (anche se si tratta di effetto che raramente si verifica) la probabilità logica si risolve in termini di elevata credibilità razionale che sia stato il farmaco a provocare i sintomi rilevati, soprattutto se possono escludersi altre cause concomitanti. Se i sintomi dell’allergia non appaiono immediatamente – ma dopo alcune ore o giorni – è evidente che le ipotesi alternative assumono quel carattere di plausibilità che può condurre ad una diversa valutazione conclusiva. Nel caso di sottoposto alla Suprema Corte l’immediatezza degli effetti  veniva correttamente ritenuta confermativa dell’efficienza causale dell’anticipata estubazione sul verificarsi dell’evento. (Avv. Ennio Grassini – http://www.dirittosanitario.net)

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Scienze Infermieristiche Generali Cliniche e Pediatriche

Posted by fidest press agency su giovedì, 25 giugno 2009

La Presidente della Federazione Nazionale dei Collegi degli Infermieri (Ipasvi), la Vicepresidente della Società Italiana delle Scienze Infermieristiche e alcuni Professori e Ricercatori nelle Scienze infermieristiche hanno incontrato oggi a Firenze il Professor Gianfranco Gensini, Preside della Facoltà di Medicina e Chirurgia dell’Ateneo fiorentino.All’ordine del giorno dell’incontro che si è svolto in un clima di franco e costruttivo confronto, l’analisi di quanto il Consiglio Universitario Nazionale (CUN) starebbe definendo per dare riscontro a quanto previsto nel Decreto legge 180 di riforma dell’Università. Nettamente contraria all’ipotesi del CUN di sopprimere il settore scientifico disciplinare “Scienze Infermieristiche Generali Cliniche e Pediatriche”, la totalità dei presenti che hanno chiesto al Preside Gensini di farsi interprete del profondo disagio dei 370.000 infermieri operativi in Italia e degli oltre 50.000 studenti di infermieristica e di sostenere nelle sedi competenti la “protezione” del loro Settore Scientifico disciplinare “senza interferenze e con piena autonomia”. Il Preside Gensini, ha condiviso le preoccupazioni espresse sia per le pesanti ricadute che ne deriverebbero nella preparazione e per la capacità assistenziale dei futuri infermieri, sia per il mantenimento delle competenze quotidianamente utilizzate a domicilio, sul territorio e negli ospedali da chi infermiere è già. È fuor di dubbio, infatti, il rilevante ruolo degli infermieri per garantire risposte appropriate e peculiari ai bisogni sanitari emergenti nel Paese e pertanto il Preside Gensini si è impegnato nei confronti dell’intero gruppo professionale infermieristico a sostenere nelle sedi appropriate la necessità di garantire il mantenimento della identità del settore.

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La ricchezza dei poveri e la povertà dei ricchi

Posted by fidest press agency su giovedì, 4 giugno 2009

Editoriale fidest. Se scriviamo che a un manager si paga una parcella da 5 milioni di euro per un impegno lavorativo che probabilmente non supera un anno, se vi aggiungiamo i più modesti ma significativi stipendi di un impiegato e di un usciere che ha il privilegio di lavorare in certi uffici del palazzo che può anche raggiungere i quindicimila euro al mese, se vi aggiungiamo i vistosi buchi per milioni di euro per i mancati controlli sulla gestione previdenziale e assistenziale sulle prestazioni erogate, saremmo accusati, come minimo, di populismo. Ma se parliamo di pensionati con rendite tra le 200 e le 700 euro mensili, se parliamo di precari che vivono con 700-900 euro al mese e magari devono mantenere una famiglia che vive solo con tali entrate, se parliamo di ricercatori universitari con compensi, nella migliore delle ipotesi, che non vanno oltre gli 800 euro al mese, tutti sembrano pronti a stracciarsi le vesti e a piangere sconsolati per questi milioni di emarginati, ma nessuno fa qualcosa per una ridistribuzione della ricchezza secondo giustizia. E’ questo il modello di società che vorremmo validare oggi e per i nostri nipoti? Significa che se ci scandalizziamo che un intero rione solidarizza con la criminalità organizzata poiché è la sola, in quell’ambiente, a dare lavoro dovremmo anche essere altrettanto scandalizzati per l’indifferenza delle istituzione per lo stato di abbandono e l’insensibilità mostrata per la povertà, a volte estrema, di tanti che alla fine sono portati a vedere la giustizia, la democrazia, la libertà un optional da ricchi e ben pasciuti signori. Se noi non riusciamo a essere conseguenti nel sostenere il diritto di tutti di vivere con dignità anche a costo di far pagare più tasse a chi può permetterselo, dobbiamo anche riconoscere che le sperequazioni sociali stanno e continueranno ad essere l’elemento più destabilizzante della nostra società. (Riccardo Alfonso fidest@gmail.com)

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