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Progetto InVestiamoci

Posted by fidest press agency su domenica, 31 gennaio 2021

Ha collezionato un successo dopo l’altro, decretandone la buona riuscita. Iniziato alla fine del 2019, la durata prevista era stata di 12 mesi e nel bene e nel male, affrontando una pandemia nel mentre, è giunto al termine. InVestiamoci, realizzato dal Centro Studi Agorà diretto da Mina Cappussi, ha visto la collaborazione di soggetti esterni, quali il Coordinamento Nazionale Insegnanti Specializzati (C.N.I.S.), l’associazione socio-culturale Ippocrates, e il sostegno incondizionato della Chiesa Valdese, che sta facendo moltissimo per i territori, investendo i fondi dell’Otto per Mille in progetti socio-culturali in Italia e all’estero. Ricordiamo che l’obiettivo principale del progetto era quello di creare a Bojano (CB) un laboratorio artigianale di sartoria, in cui impiegare i disabili nella realizzazione di abiti sartoriali su misura, anche per disabili, per promuovere la loro inclusione sociale, le loro capacità manuali; sensibilizzare la comunità sulle disabilità e sostenere i destinatari nella gestione della patologia, stimolando nuove competenze, utili per avere opportunità lavorative. In parole povere, il fine ultimo era migliorare le condizioni di vita di soggetti affetti da disabilità. A distanza di un anno, il progetto può dirsi pienamente riuscito! Affiancati da professionisti del settore moda, i partecipanti si sono destreggiati tra corsi di formazione di design, moda, taglio e cucito, curati da Maria Notartomaso (camiceria Diversità) ed Eliana Cappussi, assieme a due tutor d’eccezione, realizzazione capi di abbigliamento sartoriale e attività di pubblicizzazione e vendita dei prodotti confezionati. Gli incarichi si sono scontrati, però, con l’emergenza sanitaria dovuta al Coronavirus che ha invaso il mondo. E, così, i partecipanti e gli organizzatori, insieme, si sono dati da fare per prestare il proprio aiuto, confezionando mascherine, nel momento in cui ne erano disponibili poche per la popolazione, e donandole agli anziani della Casa di Riposo dei SS Cuori di Gesù e Maria, di Bojano. La pandemia ha rallentato le consegne, ma non l’entusiasmo! Nel progetto anche un addetto ai social, l’addetto al sito internet, un coordinatore, un responsabile comunicazione e tanti giovani volontari!Nonostante ciò, InVestiamoci ha raggiunto e, possiamo dire, superato gli obiettivi prefissati. In sintesi, grazie al progetto è stato creato un laboratorio sartoriale capace di autosostenersi, in cui i disabili possano lavorare ed essere orgogliosi del proprio lavoro, raggiungendo i propri obiettivi di inclusione sociale, di autonomia economica, di integrazione a più livelli; sono stati creati prodotti che non sono solo capi d’abbigliamento, ma l’espressione della volontà di ragazzi disabili che vogliono farcela vivendo del proprio lavoro; è stato realizzato un percorso di formazione che ha consentito ai disabili di acquisire quelle competenze e conoscenze professionali necessarie per saper fare e sapersi proporre sul mercato del lavoro; è stato realizzato un progetto replicabile in altri contesti e territori improntato sul format formazione/affiancamento e sviluppo dell’autoimprenditorialità. Più di ogni altra cosa, però, è stato dimostrato che la disabilità non è un limite e che i disabili sono una risorsa e, per questo, devono essere inclusi attivamente nella vita del paese. Novità per il futuro? Ce ne saranno sicuramente. L’organizzazione è già al lavoro per nuovi progetti. A sostenere l’iniziativa è stata la Chiesa Valdese con i fondi dell’otto per mille. Presente sul territorio italiani da quasi un millennio, ogni anno investe le donazioni ricevute in programmi educativi, interventi socio-sanitari e progetti di cooperazione in Italia e nel Mondo. “Un sostegno tutto rivolto agli altri: non un euro viene utilizzato per finalità di culto, per la costruzione o la manutenzione delle chiese o al pagamento degli stipendi dei pastori”, si legge sul sito web dedicato. Anzi, la Chiesa Valdese sostiene progetti realizzati da centinaia di associazioni di diverso orientamento culturale e religioso, per promuovere pace, sviluppo, istruzione e solidarietà.Nel giugno del 2015 Papa Francesco ha visitato il tempio valdese di Torino. È stato il primo papa a entrare in un luogo di culto riformato e durante la cerimonia ha detto: “Purtroppo è successo e continua ad accadere che i fratelli non accettino la loro diversità e finiscano per farsi la guerra l’uno contro l’altro. Da parte della chiesa cattolica vi chiedo perdono per gli atteggiamenti e i comportamenti non cristiani, persino non umani che, nella storia, abbiamo avuto contro di voi”. Fonte: http://www.unmondoditaliani.com, http://www.dizionarioemigrazione.it

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