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Posts Tagged ‘iran’

Dove va l’Iran?

Posted by fidest press agency su venerdì, 29 novembre 2019

L’Iran e la teocrazia che lo controlla costituiscono un vero e proprio caso della politica internazionale. Affrontarlo in termini di “realpolitik” risulta difficile, se non impossibile. Tuttavia è indispensabile riportare nel mondo della realtà effettuale luoghi comuni molto radicati, anche a costo di urtare suscettibilità e intolleranze. Governi e cancellerie hanno evidentemente volontà e motivazioni per alzare cortine fumogene, disorientare le opinioni pubbliche nei propri paesi e giocare la partita dietro le quinte del palcoscenico. Sulla pelle, naturalmente, di milioni di persone. Oggi le informazioni sono disponibili grazie ai think-tank e agli istituti di studi strategici che sui siti internet non nascondono nulla o quasi. Le periodiche proteste di piazza che scuotono la Repubblica Islamica sono un effetto naturale delle sanzioni cui è sottoposto l’Iran (il prezzo vero lo paga la gente comune) e più ancora il segnale evidente dell’insofferenza generata da un regime che impone la più stretta osservanza religiosa. Basti pensare che applicando il diritto islamico (tanto sunnita che sciita) la maggiore età si raggiunge secondo le disposizioni della Sharia e quindi per gli ayatollah non ha senso parlare di condanne a morte inflitte a minorenni.E qui veniamo al punto: in Iran si confrontano due anime, quella moderna sostenuta dalla diffusione globale di internet e quella tradizionalista che è alla base dei poteri istituzionali, a partire dalla instaurazione del regime islamista nel 1979. Il cosiddetto Occidente preferisce la stabilità ad ogni costo, ed è per questo che detesta il principe ereditario saudita, il quale tenta di far uscire il regno dall’età dell’oscurantismo. Oscurantismo benedetto, occorre scriverlo, dai signori del petrolio di Londra, New York ed anche Roma/Milano. E qui veniamo all’altro punto sensibile: l’Islam sunnita è in qualche modo compatibile con una politica di riforme guidata da interessi politici ed economici, l’Islam sciita è invece condizionato da una visione apocalittica della storia dell’umanità, del messaggio del Profeta e della rivelazione coranica. Il Dodicesimo Imam si manifesterà di nuovo dopo i secoli dell’occultazione. Questo avverrà se e quando gli sciiti riusciranno ad impadronirsi della penisola arabica e poi di Gerusalemme, eliminando la dinastia di Ryadh e prendendo i palestinesi sotto la propria protezione. L’intero Islam dovrà passare alla Shia (il termine significa appunto “fazione, partito”) e poi il mondo intero. La Shia è la tradizione di Alì, cugino di Maometto e considerato suo legittimo erede dagli sciiti). Alì fu assassinato dai rivali nell’anno 36 dell’Egira e cioè il novembre 656 era cristiana.In questo senso la politica ufficiale dell’Iran vede scontrarsi le due anime del regime, quella pragmatica e quella fondamentalista. Con le masse in rivolta alcuni vorrebbero trattare, per altri si deve reprimere duramente una rivolta di eretici alimentata dall’esterno. Tuttavia si vede concretamente che la politica della massima pressione su Teheran sta funzionando. Anche troppo, secondo molte cancellerie e secondo la fronda antipresidenziale di Washington. Per il business si vorrebbe un Iran tranquillo e libero dalle sanzioni. L’analisi dell’equazione potrebbe portare a constatare l’impossibilità di risolverla. Oggi le armi nucleari non sono considerate dai tecnici militari lo strumento più utile per la guerra totale. L’arma totale va individuata nei gas tossici, ma presumibilmente nessuno vorrà usarli in quanto sono posseduti da tutti, grandi, grandissimi e piccoli, ricchi e poveri.La bomba va piuttosto vista come status-symbol di un potere nuovo, capace di alterare gli equilibri geopolitici locali, in quanto conferisce prestigio e possibilità di intervento negli affari interni di altri stati. L’Europa, che ragiona solo in termini di crisi e tornaconto economico, non vedrebbe in termini negativi un vicino oriente governato da tre gendarmi in sospettoso equilibrio reciproco: Russia, Turchia, Iran. Ma qui si arriva a un altro punto privo di possibili mediazioni politiche. Al-Quds (città santa) è il nome arabo di Gerusalemme. La divisione Al-Quds del Corpo dei Guardiani della rivoluzione khomeinista, incaricata delle operazioni militari fuori dai confini, intende simboleggiare con il suo nome la dimensione apocalittica e religiosa della politica militare iraniana. Così, tanto per ribaltare i luoghi comuni più sciocchi e più facili, ciò che per gli ebrei del mondo costituisce un interesse esistenziale (la sopravvivenza dello Stato di Israele) viene interpretato come un prodotto di nevrosi collettiva alimentata da una storia terribile di persecuzioni. Occorre invece preoccuparsi, secondo la diplomazia europea, soltanto di soldi, affari e posti di lavoro. Sia pure soltanto come esempio valido per tutta la UE, sarà utile consultare i siti dedicati del nostro ministero: infomercati esteri.it e poi Diplomazia Economica Italiana. Gli abitanti della Repubblica Islamica sono 82 milioni, età media 27 anni, 70% vive in aree urbane, tasso di scolarità superiore ed universitaria elevato. E per finire il timore più operativo e dunque meno dichiarato: il collasso improvviso del sistema Iran e una possibile guerra civile modello Siria spingerebbero milioni di nuovi profughi verso le frontiere europee e verso il Mediterraneo. (by Piero Di Nepi)

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Shirin Ebadi sui rapporti USA/IRAN

Posted by fidest press agency su venerdì, 12 luglio 2019

Prima donna magistrato in Iran, avvocato e prima donna musulmana a essere insignita del Premio Nobel per la pace nel 2003, l’esule iraniana è intervenuta sui temi caldi dell’attualità politica italiana e internazionale.“Il problema fra l’Iran e l’America non è nucleare, il problema è la politica estera iraniana.L’Iran infatti pratica l’ingerenza nei paesi della regione mediorientale”. Ad intervenire sui rapporti fra USA e Iran, nelle interviste rilasciate alla redazione di Consulentidellavoro.it e nel corso del Festival del Lavoro 2019, Shirin Ebadi, prima donna magistrato in Iran, avvocatessa iraniana e Premio Nobel per la pace 2003. “Noi iraniani siamo contro la guerra perché sappiamo che la guerra non fa cadere il regime, lo rafforza. Le guerre rafforzano i dittatori ed è per questo che il regime islamico di Teheran spinge per lo scontro, che consentirebbe invece, con la scusa di difendere la sicurezza nazionale, di uccidere di più e maltrattare di più il proprio popolo”. “Comunque, la guerra nucleare non ci sarà”. Sicuramente alto è il rischio di attacchi offensivi, ma non con l’arma nucleare. “Ovunque dovesse scoppiare nel mondo, una guerra nucleare sarebbe pericolosa per tutta l’umanità, quindi è difficile che accada. Però c’è il pericolo di attacchi localizzati e brevi, a danno di persone e siti civili come fabbriche e centrali elettriche”. Dunque, per Ebadi è fondamentale che riprendano al più presto i negoziati perchè il popolo iraniano vuole il dialogo: “La disoccupazione è terribile; la gente non ha pane da mangiare, invece i soldi iraniani diventano armi negli altri paesi. Non abbiamo abbastanza scuole e ospedali, invece i nostri soldi diventano razzi da lanciare in altri paesi della regione”. Intervenendo poi sulla situazione dei professionisti in Iran, il Premio Nobel ha sottolineato
come decine di avvocati, ad esempio Nasrin Sotoudeh, per il semplice fatto di avere difeso i prigionieri politici e di avere svolto il loro lavoro in difesa dei diritti umani, sono stati vittime di persecuzioni, arresti, condanne. Così come sono in pericolo i giornalisti che raccontano quello che accade senza filtri e gli attivisti che lottano per la difesa dell’ambiente. Da qui l’appello alla libertà d’informazione: “Senza i mezzi di informazione non riusciremmo a far arrivare la nostra voce dappertutto. Gli stessi social network e Internet possono avere questa funzione. Pubblicate le nostre notizie. Parlatene. Le donne iraniane devono essere sentite. E come giornalisti consigliate ai vostri politici, se vanno in Iran e hanno delegati donne, di non usare il velo. Come esempio di solidarietà alle tante donne che sono costrette ad indossarlo”. Il video dell’intervista a Shirin Ebadi realizzata dalla redazione di Consulentidellavoro.it:
http://www.consulentidellavoro.tv/watch.php?vid=6cdd4976c

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Israele, Cirielli (Esteri): “Iran legittima diritto all’autodifesa”

Posted by fidest press agency su lunedì, 21 gennaio 2019

“Le parole del comandante dell’aeronautica di Teheran, generale Aziz Nasirzadeh, sulla volontà di eliminare Israele legittimano il diritto all’autodifesa dello Stato di Israele. Soprattutto alla luce della presenza di ingenti forze iraniane al confine con la Siria. Parole che confermano una minaccia concreta verso una Nazione con cui l’Italia deve dimostrare non solo a parole con atti concreti un’alleanza politica e militare”. E’ quanto afferma in una nota Edmondo Cirielli, Questore della Camera dei Deputati e componente della commissione Esteri.

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L’Iran ha lanciato razzi su Israele

Posted by fidest press agency su venerdì, 11 Mag 2018

Poco dopo Israele ha risposto all’attacco. È l’estrema sintesi dell’aumento della tensione delle ultime ore in Medio Oriente. Tensione che già nelle scorse settimane, fra raid aerei e dossier segreti sul nucleare, si era notevolmente alzata.Di queste ore è l’attacco iraniano contro le postazioni israeliane sulle alture del Golan. Un portavoce militare dello Stato ebraico ha reso noto che sono circa venti i razzi lanciati dalla forza Al Quds iraniana. Alcuni sono stati intercettati da “Iron Dome”, il sistema di difesa antimissili di Israele.Lo stesso portavoce, che ha definito “l’attacco iraniano contro Israele è molto grave”, aveva annunciato una pronta reazione di Israele, che è arrivata poco dopo.Secondo l’agenzia ufficiale siriana Sana, citata da Rt, le forze israeliane hanno sparato colpi d’artiglieria dal Golan verso la provincia di Quneitra, in particolare sulla città di Baath:Tra gli obiettivi di Israele, depositi di armi e basi militari. Della risposta israeliana all’attacco iraniano, hanno parlato le autorità siriane secondo cui i missili israeliani avrebbe centrato e distrutto un radar.Il ministro della difesa Avigdor Lieberman ha dichiarato che si tratta del “più grande attacco che portiamo avanti da diversi anni a questa parte” e che “nessuno dei razzi di Teheran” è riuscito a colpire il territorio israeliano, sottolineando:“Spero che questo capitolo sia chiuso e che ognuno abbia avuto il suo messaggio”.Secondo Israele dietro l’attacco missilistico dell’Iran ci sarebbe Qasim Soleimani, il generale iraniano comandante dell’Apparato Qods, la struttura per le operazioni speciali che coordina le milizie sciite in Medio Oriente ed è coinvolta nel conflitto in Siria. (fonte: http://www.progettodreyfus.com/iran-attacco-israele/)

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Sanofi, Novonordisk and Novartis Iran recognized as the Best Places To Work in Iran for 2018

Posted by fidest press agency su martedì, 20 marzo 2018

According to the annual Workplace program driven by the prestigious global research firm BPTW and conducted among different companies operating in Iran from different business sectors.
Best Places to Work program is an international program providing employers in different regions the opportunity to learn more about the engagement and satisfaction of their employees and honor those who deliver an outstanding work experience. Additionally, The Best Places To Work certification is awarded to companies with the highest standards of excellence in regards to working conditions.The first position was awarded to Sanofi Iran, a multinational pharmaceutical company focusing on patient needs and engaged in the research, development, manufacture and marketing of therapeutic solutions. Within the company, employees are the most valuable resource and the company supports and encourages their success by promoting a healthy work-life balance. “BPTW provided a good opportunity to benchmark our employee engagement level and HR processes with the rest of the market,” said Khosro Aghajanian, HR Director for Sanofi Iran.
Novonordisk Iran, a world leader healthcare company, came as the second best place to work, thanks to a clear vision and an unparalleled work environment providing learning opportunities, development and evolution for the employees. “Our office is filled with energy, passion and momentum around bringing change for people living with chronic conditions in Iran,” said Ghobad Shahbazi, General Manager & Corporate Vice President for Novonordisk Iran.
Novartis Iran, a global healthcare company committed to improving health and well-being through innovative products and services, came as the third best place to work for in Iran for 2018. The company provides a great working environment for its employees including career opportunities encouraging associates to stay longer. ”Novartis Iran is the best Place to work, since it highly values its associates, and patients are at the core of everything we do,” said Alireza Afsarian, HR Director for Novartis Iran.“This certification validates the commitment of companies in Iran to provide the employees with a positive work environment that challenges and encourages them to develop personally and professionally,” said Hamza Idrissi Program Manager for Iran.The experience of working with organizations across different sectors in the Iran tells us that leaders at the best workplaces place employees at the heart of their business strategy and consider building a great workplace among their top business goals.

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Il governo italiano usa i soldi dei contribuenti italiani per attività finanziarie iraniane a rischio?

Posted by fidest press agency su domenica, 10 dicembre 2017

iran“Il governo Gentiloni vuole affidare i soldi dei contribuenti italiani a Paesi come l’Iran che collaborano con cellule terroristiche e contro cui l’amministrazione di Donald Trump sta predisponendo nuove sanzioni”: è quanto dichiara in una nota, Edmondo Cirielli, parlamentare di Fratelli di Italia e componente della commissione Esteri della Camera dei Deputati, che chiede al “Parlamento di stralciare l’articolo 32 della nuova legge di bilancio che nei prossimi giorni comincerà l’esame in Senato”.
“L’articolo 32 della legge di bilancio – spiega Cirielli – trasforma Invitalia in una specie di nuova Sace, capace di assicurare investimenti esteri anche a Paesi ad alto rischio come l’Iran, il cui governo non solo sostiene il terrorismo ma si distingue per un altissimo livello di corruzione e con un sistema bancario sull’orlo del fallimento”.“Ma il passaggio più grave è che il governo del Pd intenda recuperare i soldi per sostenere il rischio degli investimenti dal fondo destinato a supportare l’imprenditoria giovanile istituito con la legge 196 del 1997 (articolo 25, comma 2). Inoltre – sottolinea Cirielli – il Ministero delle Finanze istituirà un fondo di 120 milioni di euro finanziato con i soldi destinati alle aree depresse e colpite da eventi sismici.In questo modo oltretutto si incoraggiano le aziende italiane a tuffarsi in avventure economiche pericolose che andrebbero piuttosto sostenute da assicurazioni private ““Siamo in presenza di un vera e propria truffa”- conclude il deputato di Fdi – ai danni dei contribuenti italiani che rischiano di vedere anche se indirettamente i propri soldi finire nelle mani dei terroristi.

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Italia e Iran rafforzano la collaborazione nel dare valore al capitale intellettuale

Posted by fidest press agency su giovedì, 2 novembre 2017

iranLo studio GLP, realtà che da 50 anni opera a livello internazionale nella difesa della proprietà intellettuale, ha ospitato il 30 ottobre una delegazione iraniana composta da una trentina di manager delle più importanti realtà industriali. L’incontro, che si è svolto nella sede dello studio udinese di viale Europa Unita, è avvenuto nell’ambito del progetto MAKE Iran – Trip to Italy; un progetto che, nato dalla collaborazione tra il professor Maurizio Massaro del dipartimento di Scienze Economiche e Statistiche dell’Università di Udine e l’organizzazione Most Admired Knowledge Enterprises (MAKE) Iran, è gestito dalla Sharif University di Teheran.«Siamo onorati di essere stati selezionati come professionisti della proprietà intellettuale per rappresentare il nostro Paese all’interno progetto MAKE Iran», ha osservato Daniele Petraz, managing partner di GLP, studio che vanta oltre 7mila clienti e più di 100mila casi trattati e che fa parte del programma “Big Clients” dell’Ufficio Brevetti Europeo (EPO). «Un progetto che si prefigge di identificare, riconoscere e promuovere le aziende che si distinguono per la loro capacità di creare valore – in termini di migliori prodotti, servizi, soluzioni manageriali e gestionali – attraverso la trasformazione della conoscenza. Attraverso incontri con le aziende italiane, da un lato mira a far vedere ai partecipanti modelli di eccellenza che consentono alle aziende iraniane di superare i problemi legati all’isolamento dettato dalle sanzioni, dall’altro vuole facilitare rapporti commerciali e di scambio tra le aziende partecipanti iraniane e quelle ospitanti italiane».Il progetto MAKE, ha ricordato Maurizio Massaro membro internazionale del nucleo di valutazione per il MAKE Award 2017-2020, «è un percorso formativo per le realtà dell’Iran. La loro visita rientra in un percorso finalizzato a migliorare i processi di conoscenza all’interno delle loro realtà industriali. Sulla base delle soluzioni adottate e dei risultati conseguiti, verrà assegnato il MAKE Award».L’incontro di Udine ha avuto come fulcro l’effetto leva legato alla proprietà intellettuale nello scenario competitivo internazionale. Marchi e brevetti rappresentano infatti un capitolo importante per un’economia come quella iraniana che vuole affacciarsi in modo solido sui mercati internazionali. All’incontro hanno partecipato una trentina di manager delle principali aziende iraniane. Veri e propri colossi come Mapna Electric & Control Engineering & Manufacturing, Hormozgan Steel Company, Khouzestan Steel Company, Mobarake Steel Company (Msc) che da sola ha oltre 50.000 dipendenti, e National Petrochemical Company. Ha concluso Petraz: «La valorizzazione del capitale intellettuale è una leva in più. E grazie a occasioni come queste, le consolidate relazioni commerciali che ci sono tra Italia e Iran possono trovare ulteriori sbocchi di crescita e sviluppo». Di fatto l’Italia è il primo partner commerciale per l’Iran nell’Unione Europea. Se nel periodo delle sanzioni internazionali il volume di interscambio era passato dai 7 miliardi di euro a 1,3, tra il 2015 e il 2016 gli interscambi sono aumentati del 200%. Solo nel primo trimestre del 2017 ha raggiunto i 1,2 miliardi: 800 milioni sono le esportazioni iraniane in Italia, 400 milioni le esportazioni italiane in Iran.
GLP – Fondata da Gilberto Luigi Petraz nel 1967 a Udine e gestita oggi dai figli Davide e Daniele, GLP è tra le prime cinque aziende italiane nel settore della tutela della proprietà intellettuale. Con sedi Udine, Milano, Perugia, San Marino e Zurigo, conta più di 70 dipendenti, un portafoglio di oltre 7mila clienti con all’attivo più di 100mila casi trattati a livello nazionale e internazionale. Dal 2003 al 2007 ha detenuto il primato mondiale per numero di Modelli Comunitari depositati; un suo brevetto è stato preso a modello dall’EPO (Ufficio Brevetti Europeo) quale esempio di brevetto ben scritto. GLP ritiene la proprietà intellettuale uno strumento fondamentale per la crescita e lo sviluppo di un sistema economico prima, e di un sistema Paese poi. http://www.glp.eu

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L’Arabia Saudita dei Saud e l’Iran degli Ayatollah combattono da decenni una guerra indiretta

Posted by fidest press agency su domenica, 27 agosto 2017

i duellantiLo fanno per procura, dall’Iraq alla Siria, dal Libano ai territori palestinesi, dal Bahrein allo Yemen, dalle primavere arabe all’Afghanistan fino al Qatar. Il terrorismo islamico (sunnita) che flagella l’occidente è uno dei sottoprodotti di questa rivalità religiosa, strategica e geopolitica.” È l’analisi di Christian Rocca di questo mese, ospitata in copertina sul numero di settembre del mensile di idee e lifestyle IL, in edicola con Il Sole 24 Ore da venerdì 25 agosto. Lo scenario geopolitico che infiamma il Medio Oriente e i cui risvolti sono sotto gli occhi di tutti in Occidente ha il suo punto centrale nella disfida infinita tra Arabia Saudita e Iran, due Paesi che ancora oggi si contendono la guida del mondo islamico su una linea di divisione che risale al 632 dopo Cristo, l’anno della morte di Maometto. “I sauditi” ricorda Rocca, “sono i custodi dei luoghi sacri dell’Islam, Medina e Mecca, e a suon di petrodollari anche i leader del mondo sunnita, quello maggioritario; gli iraniani sono i combattenti rivoluzionari della minoranza sciita, circa il 13 per cento del totale dei musulmani.” Da qui bisogna partire per comprendere le ragioni di una “guerra” di egemonia, quella tra questi due Paesi, che tiene in scacco il Medio Oriente (e non solo). Uno strumento in più anche per comprendere la nuova crisi geopolitica con il Qatar.
Nella storia di copertina del nuovo numero di IL anche l’infografica a supporto dell’analisi, dal titolo “Gli ingolfati”, a cura di Guido de Franceschi e Davide Mottes: la possibilità di ripercorrere per mappe la storia di un conflitto, i suoi luoghi, le organizzazioni musulmane, e le questioni geopolitiche di una crisi mediorientale che coinvolge gli interessi di tutto il mondo.
Chiudono la storia di copertina di questo mese dedicata al Medio Oriente i ritratti di due città degli Emirati Arabi Uniti: Abu Dhabi e Dubai. Una guida per il lettore di IL: da un lato Abu Dhabi, che scommette su cultura (prossima l’apertura del Louvre) e natura (il suo bellissimo deserto); dall’altro Dubai, una mecca per creativi e nuovi business. Lo sguardo di YOLO di questo mese è rivolto esclusivamente alle serie tv con una selezione dei titoli più interessanti in arrivo in autunno, a partire da The Deuce, la nuova serie Hbo con James Franco, che racconta una New York anni 70 tutta sesso e droga e che arriverà in Italia su Sky Atlantic. Grande attesa anche per Suburra, la prima serie italiana di Netflix dedicata alle vicende di Roma. Focus quindi sul revival degli anni 80 (con il reboot di Dynasty e la seconda stagione di Stranger Things) e il calendario con altre 24 nuove serie televisive. I temi? Astronavi, parodie e tanti detective. (foto: i duellanti)

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Attentati a Teheran

Posted by fidest press agency su venerdì, 9 giugno 2017

teheran“Gli attentati a Teheran di oggi sono di una violenza e una pericolosità inaudita perché hanno colpito al cuore istituzionale del Paese e aprono scenari inquietanti nei delicati equilibri del Golfo. Rappresentano la punta di un iceberg formatosi in secoli di insanabile rivalità, tutta interna al mondo islamico, tra sciiti e sunniti”. A dirlo è Paolo Alli, presidente dell’Assemblea Parlamentare della Nato e deputato di Alternativa Popolare. “Le tensioni nella regione – aggiunge – si sono inasprite dopo il ritorno alla ribalta dell’Iran come grande attore sulla scena internazionale dopo gli accordi sul nucleare e a seguito del rilancio dei rapporti bilaterali tra Arabia Saudita e Stati Uniti sancita dalla recente visita di Trump. Certamente la decisione di ieri da parte di 5 paesi, tra i quali l’Arabia Saudita e gli Emirati Arabi, di sospendere i rapporti con il Qatar, tradizionalmente in buone relazioni con l’Iran, ha fatto da detonatore ad una situazione già potenzialmente esplosiva”. E conclude: “Il rischio è di compromettere il fragile tentativo di lotta a Daesh in Siria e Iraq, dove la mancata assunzione di responsabilità da parte dell’intera comunità internazionale e gli interventi unilaterali di Turchia e Russia non hanno certamente creato condizioni favorevoli per una soluzione politica al conflitto. Siamo di fronte a una situazione che rischia di diventare incontrollabile e le durissime reazioni iraniane fanno presagire scenari davvero complessi se non addirittura devastanti. A questo punto le Nazioni Unite e grandi attori che possono incidere sugli equilibri nella regione devono assumersi responsabilità dirette e importanti, utilizzando tutti gli strumenti a disposizione per ricondurre a ragionevolezza una regione che sembra ormai preda solo delle proprie faide storiche”.

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What to expect in Iran’s presidential election today

Posted by fidest press agency su lunedì, 22 Mag 2017

persian gulfSINCE the Islamic revolution of 1979, Iran has been a curious mixture of theocracy and democracy. Every four years, it goes through a great bout of electioneering to choose a new president among candidates pre-selected by a group of clerics. But real power lies in the hands of the supreme leader, and of various unelected branches that he controls, such as the judiciary and the Revolutionary Guards.The latest presidential campaign, waged with duelling Instagram videos and in competing Telegram channels, comes to a climax today as Iranians go to the polls. Hassan Rouhani, the country’s reformist president, hopes to be re-elected. He has taken the unusual step of criticising the powerful Revolutionary Guards, warning them “to stay in their own place”. Every Iranian president since 1981 has won a second term. Punters on PredictIt, a political betting website, reckon that Mr Rouhani is, indeed, the clear favourite to win, with the probability of victory above 80%. His main challenger is Ebrahim Raisi, a cleric who oversees Iran’s largest charity. He is the standard-bearer for hardliners disappointed by Mr Rouhani’s nuclear deal with America and other world powers, which has yet to produce a much-promised economic revival. The only other candidate to poll above single digits, Muhammad Baqer Qalibaf, dropped out of the race on May 15th and endorsed Mr Raisi.
IranPoll, a polling firm based in Canada, has provided The Economist with results from its survey taken on May 16th. Among respondents expressing an opinion, 58% said they planned to vote for Mr Rouhani, compared with just 36% for Mr Raisi. That would be enough for the incumbent to win outright in the first round. Even if a late swing in favour of the challenger forces a run-off, the sitting president appears to have little to fear. In a hypothetical second round between the two front-runners, 91% of respondents said their minds were made up, and 60% of those said they preferred Mr Rouhani.
Defeat may be only a temporary setback for Mr Raisi. Ali Khamenei, the current supreme leader, is thought to be grooming Mr Raisi as his successor. But that might be harder if Mr Raisi has been rejected by Iranian voters. (font. The Economist)

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‘Business beyond borders’ Hailed as a Great Success

Posted by fidest press agency su venerdì, 3 marzo 2017

madridMadrid. The first Business Beyond Borders (BBB) event is ‘a great initative’ said Spanish Secretary of State for Energy, Mr Daniel Navia. The Secretary of State opened proceedings at the first BBB event, which took place at Genera, Madrid (28th February – 1st March).
Speaking at the event, Mr Navia said: “It is very important to have this opportunity for all of us to work together today. So let me express my thanks to Business Beyond Borders and to IFEMA for organising the event here in Madrid.Speaking specifically on EU energy targets, the Secretary of State said: “As all of you here today know, we are in a transition phase; transformation of how our energy systems are going to work in the future, and a shift towards more efficient and more sustainable systems. This will be a shared effort – between Member States and between enterprises, the firms involved, users, and society at large. It is a very important debate, and I encourage you all to participate as broadly as possible together with our Ministry.”
BBB is a new European Commission-funded initiative, which will help EU businesses to expand regionally and globally. By facilitating a series of Business-to-Business (B2B), Cluster-to-Cluster (C2C), and Business-to-Cluster (B2C) matchmaking events at the top international trade fairs around the world, the aim of the initiative is for new international business partnerships to be formed and deals to be brokered.Over 300 participants from more than 200 SMEs and 20 countries registered for the event; resulting in over 900 B2B/C2C/B2C matchmaking meetings. Mr José Luís Bonet Ferrer, President of the Spanish Chamber of Commerce, said: “It was very clear to me that businesses participating in the Business Beyond Borders programme benefited greatly from the comprehensive range of services that Business Beyond Borders supplied to ensure the participants were event-ready, including help with developing a high-quality partnership proposal, pre-selection of potential business contacts, and arrangement of one-to-one business-to-business meetings.”Mr Federico Morán, Director of Fundación para el Conocimiento madri+d – one of the local partners of the BBB event in Madrid, said: “We are striving to bridge the gap between research and enterprise, and to turn ideas into business. Events such as Business Beyond Borders, which connect companies which may otherwise not cross paths, is an excellent example of a means to achieve this aim.”Arnaldo Abruzzini, Chief Executive Officer of EUROCHAMBRES, said: “We were very pleased by the response to the first iteration of the Business Beyond Borders initiative, and expect that future events will be even more successful. As the programme develops, it will help European SMEs overcome some of the barriers to internationalising their businesses, and initiate their entry into new markets from Australia and South Africa to India, Chile, Iran, and beyond, with the ultimate goal of increasing economic growth within and outside Europe. It is an ambitious programme, but one which we know will have a real impact for European SMEs wishing to expand their business beyond their own borders.”

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Suspicious killing of Baha’i in Iran

Posted by fidest press agency su venerdì, 13 gennaio 2017

iranNEW YORK — The Baha’i International Community has learned about the killing of a Baha’i in Iran, under suspicious circumstances.A report received on 9 January indicated that Ahmad Fanaian was found dead, having sustained severe burns to his body. Mr. Fanaian was an elderly and respected man from Semnan Province. This killing comes at a time of ongoing, systematic oppression of Baha’is in Semnan Province, which has been the focus of extensive anti-Baha’i activity. In 2012, the Baha’i International Community published a special report detailing numerous acts of violence and discrimination against Baha’is there. (photo: iran)

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The death of a former president tilts the balance of power in Iran

Posted by fidest press agency su mercoledì, 11 gennaio 2017

akbar-hashemi-rafsanjaniTEARS always came easily to the lachrymose ayatollah. But those at a gathering on December 13th seemed more heartfelt than most. He was reading from his own biography of Amir Kabir, the Shah’s chief minister in the mid-19th century, when the blubbing began. Kabir had tried to open the Persian Empire up to the West, he wept, only to be frustrated by the hand of a hardline assassin. “Something suggested he was thinking of his own failed attempts at reform,” says one of those present.With death approaching, Akbar Hashemi Rafsanjani, who died on January 8th aged 82, may also have had an eye on posterity. Eulogists are already hailing a lifetime spent trying to open Iran and its Islamic revolution to the West. Israeli officials were among the first to label him a moderate. In the midst of the Iran-Iraq war, they sold him arms. In return, he obligingly diverted the proceeds with a nod from America’s Republican leaders to the Contras, Nicaragua’s anti-communist rebels. “If people believe we can live behind a closed door, they are mistaken. We are in need of friends and allies around the world,” he explained. He persuaded Ayatollah Khomeini to end the war with Iraq, and no sooner was he anointed president than he began knocking on the door of Abdullah, Crown Prince of the Islamic Republic’s nemesis, Saudi Arabia, with which he quickly restored relations. American oil majors received invitations to return to Iran, and but for President Bill Clinton’s veto, might have come.Yet Mr Rafsanjani was also a stalwart of the regime, who believed the best way to preserve it was to accommodate outside pressures, not to defy them. Once Ayatollah Khomeini was secure as Supreme Leader, Mr Rafsanjani began eliminating the allies—Marxists, religious nationalists and rival Islamists—who had joined him in toppling the Shah. Abroad, he orchestrated assassinations and the bombing of a Jewish community centre in Buenos Aires, said prosecutors in Germany and Argentina. To compensate for the deficiencies of Iran’s air force and navy, he is said to have initiated the country’s nuclear programme. That was for peaceful purposes, he always insisted. But Persian is a famously elastic language, and he was a master of ambiguity. He was dubbed kooseh, the shark, on account of his smooth rubbery skin, which made it hard for him to emulate the pious beards of Iran’s more senior ayatollahs. But he also had a shark’s knack of gobbling up those who stood in his way.He made an unlikely revolutionary. Whereas his peers emerged from the ranks of Iran’s downtrodden, his father was a gentrified pistachio farmer. Mr Rafsanjani briefly studied in Qom, Iran’s holy city, under Ayatollah Khomeini, until the latter fled the Shah’s goons in 1964, but was known for his truancy. If he had a constituency it was less Qom’s seminaries than the gold arcades of Tehran’s bazaar. When Ayatollah Khomenei addressed his followers, he did so from the humble surroundings of his mosque, Hosseiniyeh Jamaran, tucked into the cramped alleyways on Tehran’s heights. When Mr Rafsanjani held court, he sat on a dais in the throne room of one of the Shah’s old downtown emerald palaces.
Iran’s self-interest had a way of becoming his own. He championed opening university education to all. But some noted that the many branches of the Islamic Azad University over which he presided could also be used to build up real estate. Its assets, many acquired from the government as public works, are estimated to be worth tens of billions of dollars. He championed privatisation, but like most Middle Eastern leaders used it to bolster his cronies and closer relatives. He sent his son on missions to Saudi Arabia. As the epitome of the fatted elite, the electorate turned on him when he tried to return as president in 2005. Ironically, Mahmoud Ahmadinejad was judged the force for change, and attracted the youth vote.Yet no other Iranian so continuously dominated the revolution. For the Islamic Republic’s first decade (1980-89), he was parliamentary speaker; for the second (1989-97), its president. In Ayatollah Khomeini’s last months, he engineered the removal of the designated next Supreme Leader, and his replacement by a little-known lesser cleric, whom he hoped would be more malleable: Ali Khamenei. Mr Ahmadinejad aside, the presidents that came after him were his protégés. Muhammad Khatami reappointed many of Mr Rafsanjani’s senior ministers to his cabinet in 1997. And at the reformist President Hassan Rouhani’s inauguration in 2013, Mr Rafsanjani was seen beaming even more broadly than the incumbent himself. Mr Rouhani, after all, was his old national security adviser.Mr Rafsanjani’s defeat by Mr Ahmadinejad helped him redeem himself in the eyes of the electorate. A gruelling month after the streets erupted in protests in 2009, he took to the pulpit to denounce Mr Ahmadinejad for rigging elections to secure a second term. “Go,” he cried at Friday prayers, echoing Ayatollah Khomeini’s riposte to the Shah. His daughter, Faezeh, was arrested for joining the protests, as was his son, Mehdi, in 2015. In the 2016 elections Tehran’s middle classes rewarded him by voting him top of their list. A satisfied Mr Rafsanjani pronounced his political mission accomplished. As his star waned, he increasingly sparred with Mr Khamenei, questioning not just the belligerence of Iran’s foreign policy, but the very notion of rule by a single cleric.Some hardliners are already cheering that their most powerful opponent has gone; as chairman of the Expediency Council (a job he held from 1989 until his death) Mr Rafsanjani helped hold the balance between moderates in parliament and the conservative Guardian Council that is meant to ensure that all laws are in conformity with Islam. With his godfather departed and the presidency of Donald Trump imminent, some see Mr Rouhani’s hopes not just of re-election in May but rapprochement with the West as gravely weakened. Others argue, however, that set free from Mr Rafsanjani’s shadow, Mr Rouhani could emerge stronger if he wins his second term in May. Either way, the regime has lost an arch-pragmatist. Without the guile of Mr Rafsanjani, Iran looks likely to become more polarised. (photo: Akbar Hashemi Rafsanjani) (font: The Economist)

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Iran, nuova minaccia ad Israele: “ridurremo in polvere Haifa e Tel Aviv”

Posted by fidest press agency su venerdì, 23 settembre 2016

missile-iranianoL’Iran ha minacciato di “ridurre Tel Aviv e Haifa in polvere”, durante una parata delle forze armate della Repubblica islamica a Teheran nell’anniversario dell’invasione dell’Iraq (1980).
Nel corso dell’evento, ripreso dalla televisione di stato, le forze armate iraniane hanno esibito una vasta gamma di missili a lungo raggio, carri armati e un sistema di difesa missilistico terra-aria russo S-300. Il capo di stato maggiore delle forze armate iraniane, il generale Mohammad Hossein Bagheri, ha detto che il pacchetto di aiuti alla difesa da 38 milioni di dollari in 10 anni concesso a Israele dagli Stati Uniti “rafforza la determinazione” dell’Iran a rafforzare il proprio apparato militare.
Gli aiuti concessi dagli Stati Uniti a Israele, ha detto il generale, citato dall’agenzia iraniana “Fars”, rappresentano “un disperato tentativo di proteggere il vuoto di sicurezza di quel regime nella regione, e ci rendono più determinati ad aumentare la nostra potenza militare” (Fonte: Agenzia Nova, 22 Settembre 2016, Emanuel Baroz)

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Iran: Il grande mercato che torna

Posted by fidest press agency su mercoledì, 14 settembre 2016

iranVenezia. 15 settembre 2016, ore 09.00, presso la sede di Confindustria Venezia, Parco Scientifico TecnologicoVega – Edificio Lybra, Via delle Industrie 19, Venezia Marghera convegno internazionale Iran: I lavori apriranno alle ore 09.00 con l’intervento di Matteo Zoppas, Presidente Confindustria Venezia, cui seguiranno Giuseppe Fedalto, Presidente CCIAA Delta Laguna, Jahanbakhsh Mozaffari, Ambasciatore della Repubblica islamica dell’Iran e Adolfo Urso, Presidente IWS-Italy World Services. Alle 10.00 tavola rotonda con Ahmad Pourfallah, Presidente Camera Commercio Iran-Italia, S. Hassanzadeh, Presidente Camera Commercio Tabriz, Mahmoud Mohammadi, Ambasciatore, Fereidoun Haghbin, Direttore Gen. Dip. Coord. e Strategia Aff. Eco. Nel corso dell’incontro ci saranno anche le testimonianze di imprese operanti in Iran: Mestriner Welding Srl, Fiel Spa, Politecnico Calzaturiero. I lavori saranno conclusi alle ore 11.15 da Ivan Scalfarotto, Sottosegretario Ministero dello Sviluppo Economico. Le opportunità di business in Iran. Giovedí 15 settembre 2016 presso la sede di Confindustria Venezia, Parco Scientifico TecnologicoVega – Edificio Lybra, Via delle Industrie 19, Venezia Marghera, si terrá il meeting internazionale “IRAN – Un grande mercato che torna”. L’incontro, che ospiterà una qualificata delegazione iraniana accompagnata da rappresentanti del nostro Governo sarà l’occasione per analizzare scenari futuri di collaborazione e tracciare un primo bilancio degli ultimi due anni di relazioni commerciali. L’evento, diviso in due parti, la prima riservata a una serie di relazioni di carattere istituzionale e la seconda dedicata ad incontri B2B, é infatti tappa di un percorso iniziato nel 2014 e che ha visto una serie di incontri e meeting, incoming con operatori specializzati.

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Iran come meta incentive

Posted by fidest press agency su giovedì, 8 settembre 2016

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Monte Carlo (Principato di Monaco) La boutique agency InspireME Monte Carlo, specializzata in eventi esperienziali individuali e Mice di alto profilo, offre – in cooperazione con l’agenzia specializzata C-Iran – straordinari viaggi attraverso l’Iran. Esperienze uniche e autentiche nell’antica Persia e il moderno Iran. Gli ospiti viaggiano su comodo minibus e/o in aereo da un sito culturale all’altro, da un patrimonio Unesco all’altro, da una città straordinaria all’altra. Percorrendo sentieri specifici in numerose aree naturali, visiteranno villaggi tipici iraniani, zone nomadi e tanto altro. E soprattutto avranno tante opportunità di comunicare con le popolazioni locali, interagendo con le persone di paesi e località straordinarie e sconosciute.
I programmi sono costruiti su misura su una vasta scelta di esperienze. Passano dai focus su ‘culture e città’ (Teheran, i templi di Zoroastro, visita a Persepoli con notti a cielo aperto in camping, Isfahan…) alle camminate sulle vie nomadi e di montagna (trekking, villaggi montanari, valli lungo il Mar Caspio, meravigliose passeggiate con viste panoramiche).
Tutti gli itinerari includono aspetti sia culturali sia naturalistici, e tutti i programmi rispondono agli specifici interessi dell’azienda cliente.
iran4Questi viaggi sono un modo straordinario per scoprire posti puri e incontaminati – di norma al di fuori dei classici itinerari esperienziali – tra le persone più ospitali del mondo, cibo squisito, ricche tradizioni poetiche ed esperienze spirituali.
Va inoltre sottolineato che si possono anche organizzare incontri privati esclusivi con celebrità del mondo scientifico e/o artistico iraniano (medici, architetti, zoroastriani…), oppure vivere l’affascinante esperienza di un matrimonio locale, oppure ancora un corso di cucina tipica. Difficile immaginare un’esperienza di gruppo più originale ed esclusiva di un team cooking in Iran!E, ancor più importante, le cose migliori che si possono trovare in Iran sono quelle che si chiedono con scarsissimo anticipo. Gli iraniani danno il loro meglio quando li si sorprende con una richiesta inattesa.
Di qui alcune vere gemme come una cena all’interno di una dimora Unesco, in una chiesa armena di duemila anni, nel mezzo del deserto vicino a Kerman, nel giardino di un principe come all’interno di un vasto deserto di sabbia con ritorno in cammello sotto la luna.
Gli incentive di InspireME Monte Carlo C-Iran sono consigliati per piccoli gruppi, anche se, su richiesta, sono disponibili soluzioni per grandi gruppi.
InspireME Monte Carlo è una boutique consultancy agency esclusiva e affidabile, che offre un concetto alternativo di full-service event management, per il B2B come per il FIT e il leisure, specializzata in viaggi esperienziali e di qualità nel Principato di Monaco, Provenza, Francia del sud e Corsica. L’approccio è personalizzato: non offre prodotti standard né “incanala” il cliente in programmi o servizi precostituiti. (foto: iran)

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Diabete: firmato accordo di programma Italia-Iran

Posted by fidest press agency su venerdì, 15 luglio 2016

teheranTeheran (Iran) 415 milioni di diabetici nel mondo, 14.400 decessi ogni giorno – In Medio Oriente, l’8,5% della popolazione è diabetica, con stima di raddoppio al 2040 – Italian Barometer Diabetes Observatory (IBDO) Foundation ed Endocrinology and Metabolism Research Institute (EMRI), l’istituto di ricerca e studio endocrinologico delle Repubblica Islamica dell’Iran, siglano intesa su ricerca clinica, economica e sociale. Il diabete rappresenta una malattia in costante aumento, con un forte impatto a livello sanitario, economico e sociale, che colpisce nel mondo 415 milioni di persone, cresce ogni anno al ritmo di 7 milioni di nuovi casi, assorbe il 12% della spesa sanitaria mondiale (673 miliardi di dollari, oltre 600 miliardi di euro) e causa quotidianamente più di 14 mila morti. Numeri impressionanti che, se non si porrà rimedio, sostiene l’International Diabetes Federation (IDF), porterà questa malattia a coinvolgere un adulto su dieci entro il 2040: 642 milioni di persone sul pianeta.Tra le aree più colpite dalla malattia, il Medio Oriente, in cui risiede – sempre secondo IDF – l’8,5% della popolazione mondiale diabetica, circa 36 milioni di persone destinate a raddoppiare nei prossimi 25 anni. Kuwait, Arabia Saudita e Iran rappresentano i paesi maggiormente interessati dal fenomeno, con la Repubblica Islamica e i suoi quasi 80 milioni di abitanti, in prima fila: 4,6 milioni di adulti con diabete e oltre 37 mila decessi l’anno causati dalla malattia.Di tutto ciò si è discusso oggi a Roma nel corso del “9° Italian Barometer Diabetes Observatory (IBDO) Forum – 1st Italian & Iranian Diabetes Joint Meeting”, evento promosso da Italian Barometer Diabetes Observatory (IBDO) Foundation e da Università degli Studi di Roma “Tor Vergata”, con il Patrocinio di Presidenza del Consiglio dei Ministri, Ministero della Salute e Associazione Nazionale Comuni Italiani (ANCI). Nel corso dell’incontro è stato firmato un accordo tra IBDO Foundation, l’organismo costituito in Italia con l’obiettivo di favorire collaborazioni istituzionali in ambito clinico, sociale ed economico legate al diabete e alle malattie metaboliche, ed EMRI–Endocrinology and Metabolism Research Institute, l’Istituto di ricerca e studio endocrinologico iraniano.
“Questa importante alleanza, coordinata da Università degli Studi di Roma “Tor Vergata” e IBDO Foundation, prevede la costituzione di una partnership tra università e istituti di ricerca, con l’intento di creare una rete che sviluppi progetti di prevenzione e cura del diabete, sostenibili per le persone e i sistemi sanitari. Si tratta di una collaborazione scientifica forte, importante e voluta, che ha come obiettivi la realizzazione di attività di rilevazione epidemiologica e lo scambio di competenze professionali tra gli operatori sanitari dei due paesi”, ha spiegato Renato Lauro, Presidente IBDO Foundation.“Il diabete è una malattia in grande espansione, che colpisce persone di tutte le classi sociali. Può essere affrontata attraverso la prevenzione, sensibilizzando i cittadini ad adottare stili di vita più consoni, e combattuta sostenendo la ricerca di nuove cure e migliorando l’assistenza per chi ne soffre. Obiettivi ambiziosi che rientrano tra gli scopi dell’accordo”, ha aggiunto Giuseppe Novelli, Rettore dell’Università degli Studi di Roma “Tor Vergata” e Delegato per la Salute per la Conferenza dei Rettori delle Università Italiane – CRUI.Parole condivise da Bagher Larijani, Direttore del Dipartimento di Educazione del Ministero della Salute della Repubblica Islamica dell’Iran e Direttore Generale EMRI, che ha manifestato la sua soddisfazione per l’intesa stipulata con l’Italia, Paese che rappresenta un modello politico sanitario eccellente in Europa, soprattutto per quanto riguarda il diabete.Quanto sia fondamentale sostenere e investire nella ricerca, che rappresenta il futuro per un mondo più sano e in salute, è stato sottolineato dall’On. Lorenzo Becattini, cofondatore e coordinatore del gruppo interparlamentare “Diabete e qualità della vita”, con il Sen. Luigi D’Ambrosio Lettieri, che ha anche sottolineato come questo accordo su basi accademiche tra Italia e Iran si aggiunga alle collaborazioni economiche e commerciali siglate in questi mesi con un Paese chiave, non solo per l’Italia, che riemerge da anni di forzato isolamento.

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Settore petrolchimico in Iran

Posted by fidest press agency su mercoledì, 27 aprile 2016

iranLa rimozione delle sanzioni imposte all’Iran per oltre un decennio ha attirato forti interessi internazionali sul paese. Un enorme mercato domestico, caratterizzato da una popolazione di 79 milioni di abitanti, è un ulteriore fattore che va ad aggiungersi alla posizione geografica vantaggiosa dell’Iran in Medio Oriente, che a sua volta dà accesso a passaggi marittimi strategici, rendendola un mercato interessante a livello globale e, pertanto, con un maggiore potenziale di investimento. Lo sviluppo della catena di valore petrolchimica è una delle strade più promettenti che, secondo le previsioni, aggiungerà un valore significativo all’economia non-oil.
“L’abbondanza di materie prime, le infrastrutture relativamente adeguate, il basso costo della produzione e l’accesso a manodopera qualificata sono fattori chiave che rendono l’Iran interessante per gli investitori nel settore petrolchimico. Le riserve naturali di etano, propano e nafta presenti nel paese sono sufficienti per costruire nuovi complessi petrolchimici nei prossimi 10 anni”, afferma Ali Mirmohammad, consulente di Frost & Sullivan. “Il governo sta adottando un approccio alla politica estera volto non solo a rafforzare le capacità locali ma anche ad aumentare le esportazioni non-oil fino a oltre 50 miliardi di dollari, concentrandosi sulle verticali a valle derivate dai settori petrolchimico e minerario”.
Secondo Iran Vision 2025, il paese intende affermarsi come il maggiore produttore di prodotti petrolchimici in tutta la catena di valore nella regione. Plastiche, gomme, vernici e resine, fertilizzanti e pesticidi, prodotti chimici e solventi, fibre e tessili, medicine, cosmetici, composti e detergenti sono i diversi prodotti petrolchimici a valle su cui il paese progetta di focalizzarsi per lo sviluppo nei prossimi 10 anni. L’Iran ha bisogno di almeno 70 miliardi di dollari di risorse finanziarie per sviluppare l’intero settore petrolchimico e raggiungere la propria visione per il 2025. Si prevede che un tale investimento catalizzerà la crescita delle esportazioni del settore petrolchimico, da meno di 12 miliardi di dollari nel 2015 fino ad oltre 40 miliardi di dollari entro la fine del 2025. Nell’era post sanzioni, il paese si propone di attirare gli investimenti stranieri per far ripartire oltre 60 progetti petrolchimici bloccati che aumenteranno l’attuale capacità produttiva di 58 milioni di tonnellate (FY2015) fino a quota 130 milioni di tonnellate all’anno nei prossimi 5 anni. Inoltre, il governo ha proposto 36 nuove opportunità di investimento che, una volta implementate, hanno il potenziale di aumentare la capacità produttiva totale dei prodotti petrolchimici fino ad oltre 180 milioni di tonnellate all’anno entro la fine del 2025.
“La creazione di opportunità a valore aggiunto nell’intera catena di valore dell’industria del propilene è una delle principali aree di interesse del governo per i prossimi 10 anni relativamente al settore petrolchimico. Si prevede il potenziale di convertire l’Iran nel principale esportatore di prodotti a base di propilene in Medio Oriente e Nord Africa. L’importazione di tecnologie avanzate e catalizzatori per produrre vari gradi di polipropilene, ad esempio di grado farmaceutico e alimentare, sono altre politiche chiave nell’era post-sanzioni”, aggiunge Ali.
“Si prevede che lo sviluppo sostenuto e programmato dell’intera catena di valore del settore petrolchimico, insieme allo sviluppo focalizzato sui mercati a valle, porterà un notevole valore aggiunto all’economia iraniana e probabilmente favorirà la riduzione del tasso di disoccupazione nel paese. Si prevede che la revoca delle sanzioni aprirà enormi opportunità per il paese, grazie all’accesso a tecnologie avanzate e a risorse finanziarie internazionali. Inoltre, è previsto che ciò rafforzerà significativamente l’immagine dell’Iran nel panorama del settore petrolchimico globale, anche grazie alla crescita delle esportazioni”, conclude Ali.

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Summit Italia-Iran

Posted by fidest press agency su giovedì, 3 marzo 2016

teheranTeheran Il 16 e 17 maggio 2016 si terrà a Teheran – presso l’Espinas Palace Hotel – la prima edizione del Summit Italia – Iran organizzato da The European House-Ambrosetti. Sulla scia del successo delle prime due edizioni del Summit Italia- Sudafrica, l’obiettivo del Summit è costruire una comunità esclusiva e influente di business leader e policy maker in grado di plasmare le relazioni tra i due Paesi.L’Iran è il Paese leader e punto d’accesso di una zona molto importante e strategica con un immenso potenziale culturale ed economico, porta d’ingresso all’Europa per tutti i Paesi limitrofi senza sbocco sul mare.
L’Iran e l’Italia hanno una lunga e fruttuosa relazione economica e politica. I due Paesi hanno sinergie che potrebbero essere reciprocamente vantaggiose, ma le loro relazioni strategiche, economiche e commerciali sono ostacolate da vincoli.
Per questo motivo, The European House-Ambrosetti ha l’ambizione di ristabilire un rapporto amichevole e cooperativo con la creazione di un Summit annuale di altissimo livello in Iran.
Il Summit – rigorosamente su invito destinato ai capi azienda delle principali imprese italiane e iraniane – si focalizzerà sulle maggiori sfide riguardanti lo sviluppo economico e di business tra i due Paesi. Il dibattito ruoterà intorno ad una serie di temi chiave tra cui:
Le relazioni tra Iran, Europa e Italia nell’attuale contesto geo-politico ed economico
Il ruolo del sistema bancario e finanziario
Il futuro dell’energia e lo scenario strategico Iraniano e regionale
Infrastrutture, mobilità e corridoi regionali
Retail e centri commerciali: aree di cooperazione
Manifattura 4.0 per le piccole e medie imprese.

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Il primo bilancio della missione delle autorità iraniane è positivo

Posted by fidest press agency su mercoledì, 27 gennaio 2016

ospedale gemelli“Il Ministro della Sanità dell’Iran Seyed Hassan Qazizadeh Hashemi e tutte le autorità presenti sono rimasti piacevolmente colpiti dal Policlinico Gemelli come modello di ospedale di eccellenza.” Inizia così la sua dichiarazione il Presidente del gruppo PMI Internazionale dell’ANCE Associazione Nazionale Costruttori Edili Gerardo Biancofiore che ha guidato oggi con il management sanitario la delegazione iraniana in una visita riservata al Policlinico Gemelli. “Le autorità iraniane sono fortemente interessate alla costruzione di nuovi ospedali con le più innovative tecnologie, in questi rientra anche il primo ospedale specializzato nucleare, e per poter rappresentare al meglio la capacità e il knowhow delle nostre imprese operanti nel settore ospedaliero abbiamo scelto di fargli visitare il Gemelli. Una visita che avvenendo nel giorno dell’incontro del Presidente iraniano Hassan Rouhani con Papa Francesco assume anche un significato simbolico per la forte identità cattolica del Gemelli.”
Alla visita al Gemelli è seguito un incontro in Ance nel quale il Ministro e le autorità iraniane hanno incontrato le principali imprese italiane operanti nel settore ospedaliero. “Anche la giornata di oggi ha dimostrato come le pmi italiane ad alto tasso di innovazione e di specializzazione hanno le carte in regola per affrontare la sfida del mercato iraniano ed anche per questo il Ministro della Sanità ha voluto incontrare le nostre imprese e visitare il Gemelli. E’ importante però che le PMI non siano sole nell’ingresso nel mercato iraniano ma che siano accompagnate e supportate dalle istituzioni, come avviene in Francia e Germania.
Gli sforzi messi in campo dal Governo, a partire dal Premier Renzi e dal Ministro Del Rio, vanno in questa direzione.
La missione della delegazione governativa iraniana, infatti, è il frutto del grande lavoro messo in campo da tutti gli attori istituzionali in grande sinergia con Confindustria e Ance.”
“L’Italia delle costruzioni- continua Biancofiore- è molto amata in Iran e molte nostre imprese, anche di medie dimensioni ma altamente specializzate, negli ultimi decenni hanno realizzato progetti importanti nel paese.
La sfida che ci proponiamo come PMI dell’edilizia è di contribuire alla crescita e alla ripresa economica dell’Iran e al contempo di vivere lo sviluppo economico di quel Paese, a cui ci lega una storia di amicizia e grandi scambi commerciali, non da spettatori ma da protagonisti. Ed in quest’ottica saranno tante le aziende italiane a partecipare a febbraio alla missione del Governo in Iran dedicata ai settori delle infrastrutture e costruzioni ed Oil&Gas che vedrà la partecipazione del Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Graziano Delrio.La missione, che fa seguito alla Tavola rotonda sulle infrastrutture, tenutasi presso l’Ance il 15 dicembre 2015 è resa possibile dalla collaborazione con la Farnesina, l’Ambasciata d’Italia a Teheran e l’ICE-Agenzia, oltre al sostegno del MISE e del MIT.” (foto biancofiore)

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