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Quotidiano di informazione – Anno 34 n° 349

Posts Tagged ‘irpef’

Fisco. Ricchiuti (FdI): intervenire su sistema sanzionatorio. Draghi parla solo di Irpef

Posted by fidest press agency su venerdì, 29 ottobre 2021

“Anche con il Governo Draghi si torna nuovamente a parlare della riforma fiscale solo nell’ottica della riduzione di qualche punto di percentuale di IRPEF , come se questo risolvesse un male atavico che vede nel sistema sanzionatorio un’arma di distruzione di interi comparti produttivi e che con la crisi in atto potrebbe risultare fatale per l’intera economia nazionale. L’assurdità delle società pubbliche di riscossione ma in genere del fisco è questa: chi presenta la dichiarazione dei redditi, ha un’attività legale, ma, al contempo, si trova in difficoltà finanziarie, viene perseguitato , le iscrizioni a ruolo tra sanzioni e interessi triplicano il debito originario. Chi, invece, esercita attività economiche nella totale illegalità ovverosia nell’evasione totale, non solo fiscale ma in barba a qualsiasi legge e regolamento, può rimanere tranquillissimo: non può subire iscrizioni a ruolo per debiti erariali/contributivi non versati , in quanto manca proprio la dichiarazione, per cui non vi è la spontanea ammissione . Costui quindi non subirà fermi amministrativi, non dovrà chiedere rateizzazioni, non dovrà pagare un bel nulla. Come può lo Stato affermare, se pur non palesemente, altresì dicendolo tra le righe, che le sue leggi in materia fiscale sono solo un opuscolo di cattivi consigli? Praticamente una istigazione a lavorare in nero . Durante alcuni confronti pubblici mi è stato replicato, che qualcuno ogni tanto lo pizzicano. Cosa credete gli facciano? Innanzitutto possono ricostruire induttivamente solo gli ultimi 5 anni di reddito e colui che viene colpito può patteggiare ad un terzo, ammesso che abbia intestato qualcosa a lui , ma la vedo dura. Quindi, chi ha reso dichiarazione dei redditi e non ha sufficienti risorse per pagare dovrà pagare il triplo, chi ha evaso totalmente potrà patteggiare un terzo calcolato su 5 anni di reddito calcolato induttivamente. Questo sistema sarebbe una trama adatta a un film comico se non avesse cagionato centinaia di suicidi piccoli imprenditori”.Lo dichiara Lino Ricchiuti, Viceresponsabile del Dipartimento Imprese e Mondi produttivi di Fratelli d’Italia.

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Fisco riforma Irpef e austerità

Posted by fidest press agency su giovedì, 14 gennaio 2021

“Sorprende che sulla riforma dell’Irpef e del fisco il Ministero dell’Economia si stia nascondendo, assumendo un atteggiamento quanto mai defilato e poco incisivo, che alla fine porta l’Agenzia delle Entrate ad assumere un ruolo più deciso ed evidente. Questo, purtroppo, porta a un’alterazione di quella che è la divisione dei poteri dello Stato e in particolare di quello legislativo che spetta al Parlamento e, in via eccezionale e d’urgenza, al governo. Infatti, su un tema così delicato quale è la riforma dell’Irpef sarebbe logico che il governo svolgesse un ruolo di impulso e propositivo, lasciando invece all’Agenzia delle Entrate il compito di consigliare ed aiutare i decisori politici nel loro lavoro”. A dirlo il senatore di Fratelli d’Italia, Andrea de Bertoldi, segretario della Commissione Finanze e Tesoro.
“A sua volta preoccupa che nel corso dell’audizione del responsabile fisco della Banca d’Italia in Commissione Finanze, sia stata ventilata l’ipotesi di introdurre una patrimoniale nel nostro Paese. Non vorrei che si trattassero delle prime avvisaglie di politiche di austerità in conseguenza del via libera al Recovery Plan. Sarebbe una scelta pericolosa che l’Italia e gli italiani non vogliono e non possono sopportare, oltre al fatto che gli eventi hanno dimostrato del tutto inutile e penalizzante in termini di sviluppo e crescita”, conclude il senatore de Bertoldi.

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8° Rapporto Irpef e prospettive di riforma – Premio Lef Tesi di laurea

Posted by fidest press agency su sabato, 5 dicembre 2020

7 dicembre alle ore 16:00, in streaming sulla piattaforma Zoom, l’Associazione per la legalità e l’equità fiscale (Lef) presenterà il suo ottavo Rapporto Irpef, predisposto con cadenza annuale dal proprio Ufficio studi, utilizzando la banca dati delle dichiarazioni dei redditi. Dopo l’illustrazione del Rapporto da parte del responsabile Lelio Violetti, interverranno il sottosegretario all’Economia Cecilia Guerra ed il consigliere della Corte dei conti Massimo Romano.Con l’occasione saranno anche assegnati i premi Lef tesi di laurea 2018-2019, riservati alle migliori tesi di laurea che hanno trattato argomenti coerenti con la diffusione e la valorizzazione della cultura della legalità e dell’equità fiscale.

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Riforma Irpef

Posted by fidest press agency su giovedì, 20 agosto 2020

Interviene l’Unione Nazionale Consumatori in relazione all’ipotesi di una riforma delle aliquote Irpef e all’opinione del Consiglio nazionale dei commercialisti di ridurre la curva di progressività in corrispondenza dei redditi che pagano l’aliquota del 38 per cento.”L’Irpef è l’unica imposta progressiva rimasta. Considerato che per l’art. 53 della Costituzione il nostro sistema tributario dovrebbe essere informato a criteri di progressività, ridurre la curva di progressività dell’unica imposta che ancora rispetta questo principio di equità sarebbe l’opposto di quello che serve al Paese” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.”Più che ritoccare l’Irpef, le imposte che andrebbero ridotte sono quelle proporzionali come l’Iva, che hanno effetti regressivi e pesano su chi è già in difficoltà, specie l’aliquota del 22% sui beni necessari come i prodotti per la pulizia della casa e della persona” prosegue Dona. “Se proprio si vuole toccare l’Irpef, è la prima aliquota del 23% o la seconda del 27% che andrebbero ridotte, abbassamento di cui comunque si avvantaggerebbero anche i ceti più abbienti, non certo quella intermedia del 38%, sia per un fatto di giustizia sociale sia perché i redditi medio bassi hanno una propensione marginale al consumo maggiore rispetto ai ceti medio alti, e quindi, aumentando il loro reddito disponibile si avrebbe un maggior effetto sui consumi” conclude Dona.

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Non basta riduzione Irpef, affrontare tema società pubbliche riscossione

Posted by fidest press agency su lunedì, 6 luglio 2020

“Si torna nuovamente a parlare della riforma fiscale solo nell’ottica della riduzione di qualche punto di percentuale di Irpef, come se questo risolvesse un male atavico che vede nel sistema sanzionatorio un’arma di distruzione di interi comparti produttivi e che con la crisi in atto potrebbe risultare fatale per l’intera economia nazionale. L’assurdità delle società pubbliche di riscossione, ma in genere del fisco, è questa: chi presenta la dichiarazione dei redditi ha un’attività legale, ma, al contempo, se si trova in difficoltà finanziarie viene perseguitato, e le iscrizioni a ruolo tra sanzioni e interessi triplicano il debito originario. Chi, invece, esercita attività economiche nella totale illegalità, ovverossia nell’evasione totale, non solo fiscale ma in barba a qualsiasi legge e regolamento, può rimanere tranquillissimo: non può subire iscrizioni a ruolo per debiti erariali/contributivi non versati, in quanto manca proprio la dichiarazione, per cui non vi è la spontanea ammissione. Costui, quindi, non subirà fermi amministrativi, non dovrà chiedere rateizzazioni, non dovrà pagare un bel nulla. Come può lo Stato affermare, seppur non palesemente, che le sue leggi in materia fiscale sono solo un opuscolo di cattivi consigli? Praticamente una istigazione a lavorare in nero. Ed è risibile rispondere che ogni tanto qualcuno viene scovato, perchè le pene sono risibili. Innanzitutto si può ricostruire induttivamente soltanto gli ultimi 5 anni di reddito e colui che viene colpito può patteggiare ad un terzo, ammesso che abbia intestato qualcosa. Quindi, chi ha reso dichiarazione dei redditi e non ha sufficienti risorse per pagare dovrà pagare il triplo, chi ha evaso totalmente potrà patteggiare un terzo calcolato su 5 anni di reddito calcolato induttivamente. Questo sistema sarebbe una trama adatta a un film comico, se non avesse cagionato morti”. Lo dichiara Lino Ricchiuti, viceresponsabile nazionale Imprese e mondi produttivi di Fratelli d’Italia.

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Riforma dell’Irpef

Posted by fidest press agency su mercoledì, 12 febbraio 2020

E’ sul tavolo del Governo. Deve puntare a dare sollievo a famiglie e imprese snellendo al tempo stesso burocrazia e procedure, che sottraggono ancora troppo tempo e risorse. Noi di Soggetto Giuridico crediamo che sia necessaria una vera semplificazione della macchina amministrativa affinché la riduzione del carico fiscale possa produrre risultati positivi. Diminuzione delle tasse e alleggerimento della burocrazia sono entrambi obiettivi importanti, considerando che il tempo e i costi necessari per gli adempimenti amministrativi incidono in ultima analisi sulla ricchezza di privati e aziende. Mentre si discute su come reperire le risorse per un taglio dell’Irpef e si considera una rimodulazione dell’Iva per alcuni beni non di prima necessità, noi di Soggetto Giuridico chiediamo al Governo e alle forze politiche di non perdere di vista l’obiettivo della semplificazione.Abbiamo già visto in passato riforme condivisibili, per contenuti e obiettivi, arenarsi nelle sabbie di una burocrazia troppo lenta nel recepire le nuove leggi e nell’applicarle sciogliendo i dubbi e i nodi che ogni novità porta con sé. In questo modo, provvedimenti pensati per sostenere l’economia hanno finito per creare ulteriore incertezza perdendo di incisività.

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Agricoltori: azzeramento Irpef

Posted by fidest press agency su lunedì, 21 ottobre 2019

L’azzeramento dell’Irpef per gli agricoltori è un buon segnale e una misura concreta che permetterà alle aziende di disporre di circa 200 milioni da investire in sviluppo tecnologico e sostenibilità – dichiara il presidente nazionale Confeuro Andrea Michele Tiso. Dopo la conferma delle agevolazioni sul gasolio agricolo e la recente azione di contrasto al caporalato, il Governo sembra procedere in modo coerente sulla strada che può portare a un reale rilancio della nostra agricoltura.Ci auguriamo che ora si avvii una discussione costruttiva sul disegno di legge collegato sull’agricoltura – prosegue Tiso. Il provvedimento deve ancora prendere forma, ma le priorità messe nero su bianco nella nota di aggiornamento al Documento di economia e finanza sono un buon punto di partenza. Secondo le indicazioni del ministro delle Politiche agricole Teresa Bellanova, il disegno avrà tra i suoi obiettivi la semplificazione della vita delle imprese agricole, alle prese con procedure burocratiche che sottraggono troppo tempo e risorse; la valorizzazione del Made in Italy e del patrimonio paesaggistico e produttivo; la sostenibilità ambientale e la lotta al caporalato.Siamo solo all’inizio del lavoro, perché si tratta di problemi che gravano da decenni sulla nostra agricoltura. Per tradurre queste priorità in provvedimenti efficaci sarà indispensabile il coinvolgimento e l’ascolto di tutte le parti sociali e delle organizzazioni attive sul territorio. Sarà inoltre essenziale assicurare risorse sufficienti per un’agricoltura ecosostenibile e per investire sui giovani agricoltori.

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Fisco: solo il 12% dei contribuenti più “ricchi” versa 58% Irpef

Posted by fidest press agency su domenica, 22 settembre 2019

Secondo uno studio, il 12% dei contribuenti italiani più ricchi, che dichiarano più di 35 mila euro, paga quasi il 58% di tutta l’Irpef, mentre i contribuenti con redditi lordi sopra i 100.000 euro l’anno, pur essendo solo l’1,13% del totale, pagano il 19,35% di tutta l’Irpef.”Questi dati dimostrano, qualora ce ne fosse stato bisogno, che la flat tax è improponibile e che, visto il recente record di 2.409,9 miliardi di debito pubblico, provocherebbe un dissesto finanziario” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori. “Non sappiamo a che livello il precedente Governo avrebbe collocato l’aliquota della flat tax, ma certo sarebbe stata ben sotto a quella del 38% che attualmente pagano i contribuenti nello scaglione tra 28 e 55 mila euro di reddito complessivo. Per non parlare di chi dichiara oltre 75 mila euro e che dà un grande contributo al gettito Irpef, visto che i contribuenti sopra i 100 mila euro pagano già il 20% di tutta l’Irpef” conclude Dona.

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7° Rapporto Lef sull’Irpef

Posted by fidest press agency su domenica, 16 giugno 2019

Roma 19 giugno 2019 alle ore 10 alla Link Campus University nella sala dell’antica biblioteca In via del Casale San Pio, 44 l’associazione per la legalità e l’equità fiscale (Lef) presenterà il suo settimo Rapporto sull’Irpef: “Indagine conoscitiva sulla struttura dell’imposta sul reddito delle persone fisiche (Anni d’imposta 2003-2017)”.
L’indagine viene condotta ogni anno per Lef utilizzando la banca dati delle dichiarazioni dei redditi ed è elaborata dal nostro ufficio studi guidato dall’ingegner Lelio Violetti, ex responsabile dell’Ufficio studi della Sogei, la società pubblica di gestione dell’Anagrafe tributaria. La sequenza degli studi elaborati da Lef offre ormai un’articolata serie storica e una descrizione aggiornata sull’andamento dell’Irpef nel periodo e sulla distribuzione del suo peso sulle diverse categorie di contribuenti. Anche dall’ultimo rapporto emerge l’estrema farraginosità e l’iniquità del sistema. Una situazione che l’introduzione della cosiddetta
‘Flat tax’ per le famiglie potrebbe ulteriormente aggravare. Seguirà una tavola rotonda moderata dal giornalista economico Luciano Cerasa Alla quale parteciperanno: Stefano Pisani, responsabile Analisi del rischio e ricerche per la tax compliance dell’Agenzia delle Entrate; Cristian Perniciano, responsabile Consulta delle professioni e delle politiche fiscali della Cgil; Anna Graziano, PhD Programme Manager del corso di laurea in “International Business Administration” e professoressa associata della Link Campus University

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Def: bozza Pnr, verso Irpef a 2 aliquote, 15 e 20%

Posted by fidest press agency su domenica, 14 aprile 2019

Secondo una bozza del Piano nazionale delle riforme allegato al Def, si prevede l’estensione del regime d’imposta sulle persone fisiche a due aliquote del 15 e 20 per cento, a partire dai redditi più bassi, al contempo riformando le deduzioni e detrazioni.
“E’ inutile abbassare le aliquote con una mano e con l’altra ridurre deduzioni e detrazioni. Nella migliore delle ipotesi è il solito gioco delle 3 carte. Nella peggiore, se non consento di scaricare, o di farlo solo in parte, spese sanitarie, interessi per mutui o rette universitarie, faccio venir meno la funzione di redistribuzione del Fisco, rendendolo meno equo, considerato che queste detrazioni servono a sostenere le famiglie per uscite importanti” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.
“Infine, le due aliquote sono troppo ravvicinate ed è evidente che il vantaggio per i ceti più abbienti sarebbe di gran lunga superiore a quello delle famiglie in difficoltà, che invece andrebbero aiutate maggiormente” conclude Dona.

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Fisco, PD Campidoglio: “Riduzione Irpef regionale ottima notizia per famiglie romane”

Posted by fidest press agency su venerdì, 9 dicembre 2016

regione-lazio“Dalla Regione Lazio una buona notizia per i romani: nella manovra di bilancio c’è il taglio delle imposte con la riduzione dell’addizionale IRPEF regionale per gli scaglioni di reddito compresi tra i 15mila euro e i 75mila. La pressione fiscale per i redditi medio-bassi dei cittadini della capitale si alleggerisce grazie alla politica di rigore messa in campo dalla giunta Zingaretti. Un’ulteriore misura anticiclica che segue di pochi giorni la cancellazione del ticket sanitario regionale. Sono scelte importanti che accompagnano e favoriscono l’uscita dalla crisi e aumentano le disponibilità economiche di migliaia di famiglie e contribuenti soprattutto di quelli a basso reddito.” E’ quanto dichiara in una nota il gruppo capitolino del PD.

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Lo Stato biscazziere

Posted by fidest press agency su giovedì, 16 febbraio 2012

Il programma “Gli intoccabili “ del 15 feb. 2012, ha evidenziato una anomalia tutta italiana, dove si vede uno Stato repubblicano ordire trappole ai cittadini, stimolando, incoraggiando e sfruttando il vizio del gioco d’azzardo, specialmente nelle persone con fragili personalità e incapacità a superare i canti delle sirene che vengono emanati anche dai media nazionali. Le cifre sono ingentissime; nel 2011 sono stati giocati ben 80 miliardi di euro; cioè sono stati sottratti al circuito economico e monetario che avrebbe migliorato la qualità della vita, per indirizzare tali sommo nelle tasche di speculatori e gaudenti di protezioni della casta. C’è anche l’aggravante, perché su tali somme, se fossero state lasciate nel loro normale circuito, lo Stato avrebbe lucrati l’IVA, mentre in questo modo ha dovuto contentarsi della miseria di una tassazione che non supera il 5% dell’importo giocato. Viene anche organizzata la beffa che permette agli speculatori di aumentare i loro margini di guadagno, in quanto dalle somme giocate vanno detratte le vincite elargite,; ed è qui she scatta la trappola, in quanto ben il 60% delle vincite è costituito da somme che variano da un euro adue o cinque euro, fino a dieci euro; somme che nessun giocatore incassa,ma utilizza per una nuova giocata, fino alla perdita dell’intero importo. Una nazione che di dibatte nelle difficoltà economiche, con la disoccupazione galoppante, la sottooccupazione., la precarietà, la cassa integrazione, la mobilità verso la disoccupazione e il tentativo di arri9vare a fine mese, per favorire pseudo imprenditori che ruotano intorno alla casta, i governo precedenti non hanno trovato di meglio che spargere autorizzazioni ad organizzare truffe, a danno delle fasce, anche psicologicamente, più deboli.
Non è un caso che lo stesso presidente del consiglio (per Grazia di Dio EX) Berlusconi, tramite la sua azienda Mondadori (cosa c’entra una casa editrice con il gioco d’azzardo?), si è buttato sul gioco d’azzardo che fornisce guadagni enormi senza alcun rischio, senza generare posti di lavoro, senza produzione, senza ricerca, ma solo un trasferimento di modeste somme dalle tasche individuali degli italiani, ma gravanti su una miriade di giocatori, alle tasche ben protette dei complici del potere. E’ la perversa logica del liberismo: spalmare grandi somme su grandi numeri di cittadini, in modo da riservare grandi somme di utili su piccoli, ma selezionati, componenti la casta dei profittatori.
Ribadisco che tale favoritismo riservato agli speculatori, avviene in perdita per le c asse dello Stato, in quanto quegli 80 miliardi di euro hanno prodotto ben poco di tasse per lo Stato, ma avrebbero prodotto molto di più in IVA, con successiva IRPEF, servendo anche a stanare i grandi evasori fiscali.
Quando si comincia con una campagna contro il gioco d’azzardo, in modo che venga abolito su tutto il territorio nazionale? Monti faccia un po’ di conti e aiuti l’Italia a liberarsi di questa ulteriore e gravissima patologia. (Rosario Amico Roxas)

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Fisco. Ridurre le aliquote?

Posted by fidest press agency su giovedì, 16 giugno 2011

Il ministro dell’Economia, Giulio Tremonti, ha pubblicamente dichiarato che intende varare una riforma fiscale che porti l’Irpef a 3 aliquote. Vogliamo ricordare al ministro che questo pensiero lo aveva espresso nel 1994 e che il governo Berlusconi (2001-2006), del quale faceva parte, varo’ una legge delega (n.80/2003) che stabiliva in 2 le aliquote Irpef (23% fino a 100mila euro e 33% oltre) e in 5 le imposte. Non se ne è fatto nulla. Ora si ripropone una nuova legge delega, che avra’ bisogno dei successivi decreti legislativi, poi dei decreti ministeriali e infine delle circolari esplicative. Se va bene se ne riparlera’ nel 2014, forse con un altro governo o con lo stesso che riproporra’ una nuova riforma fiscale. L’effetto annuncio ha sempre la sua efficacia ma farlo al termine della legislatura, invece che all’inizio, ha il sapore della presa in giro. Qualche suggerimento? Eliminare qualche ministero inutile, per esempio quello di Bossi e Calderol
istituire le aree metropolitane (legge n.142/1990!) e abolire le relative 15 province. Questo sarebbe piu’ che un “segnale”. Caro ministro, e’ di fatti che abbiamo bisogno, non di chiacchiere. (Primo Mastrantoni, segretario Aduc)

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Puglia: aumento addizionale Irpef

Posted by fidest press agency su giovedì, 9 giugno 2011

La necessità di ricorrere all’aumento dell’addizionale regionale Irpef da parte della Regione Puglia per rientrare dal deficit delle spese sanitarie è ovviamente una cattiva notizia. «Sono almeno due le ragioni per le quali questa notizia non ci piace» commenta Francesco Belletti, presidente del Forum. «Non ci piace perché si tratta di una scelta determinata da un mancato controllo della spesa sanitaria, e questo pretenderebbe un’assunzione di responsabilità da parte di un sistema politico-amministrativo (chi non ha controllato la spesa sanitaria?). E non ci piace perché aumenta la pressione fiscale – già troppo elevata in confronto a quasi tutti i Paesi europei – su cittadini e famiglie. «La morale, insomma, è sempre la stessa: alcuni sbagliano, ma a pagare sono sempre i soliti! «Ma, di fronte ad una scelta che appare di fatto obbligata, ci rammarichiamo soprattutto che si sia persa l’occasione di dare un segnale di innovazione sulle politiche sociali e familiari, introducendo nei meccanismi di incremento della tassazione il FattoreFamiglia, vale a dire una speciale attenzione alla giustizia fiscale nei confronti delle famiglie con figli. Eppure il Forum pugliese aveva già presentato all’amministrazione regionale il modello del FattoreFamiglia, in occasione delle consultazioni per il secondo piano sanitario regionale, un sistema che garantisce equità rispetto ai carichi familiari, sostenendo proprio le famiglie più affaticate, quelle con figli.
«Chiediamo quindi all’amministrazione regionale pugliese» conclude Belletti «di ripensare il meccanismo di aumento dell’addizionale Irpef, scegliendo il FattoreFamiglia come misura di equità fiscale: occorre il coraggio di scegliere a favore delle famiglie con figli, primo e insostituibile serbatoio di progetto, di speranza e di futuro per la Regione Puglia, ma anche per tutto il Paese».

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Federalismo. Aumenteranno le tasse

Posted by fidest press agency su venerdì, 28 gennaio 2011

Con il federalismo aumenteranno le tasse. Il ministro dell’Economia, Giulio  Tremonti, si sta comportando come il maresciallo Pietro Badoglio quando emano’ il proclama dell’armistizio dell’8 settembre  e dichiaro’ che le truppe italiane potevano reagire ad eventuali attacchi di qualunque provenienza, senza pero’ attaccare di propria iniziativa. Vale a dire che le truppe tedesche si potevano prendere l’Italia, come e’ successo. Ci riferiamo all’addizionale Irpef che i Comuni potranno, non dovranno, decidere di aumentare. Cosa faranno i Comuni in perenne caccia di soldi? Aumenteranno le addizionali! I Sindaci si prenderanno cosi i nostri soldi, cioe’ i cittadini pagheranno piu’  tasse. Questo sara’ l’effetto immediato del federalismo. Insomma una bella furbata come e’ nel costume italiota. A carico dei fessi, cioe’ di quelli che gia’ pagano le tasse. (Primo Mastrantoni, segretario Aduc)

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Una tantum?

Posted by fidest press agency su giovedì, 12 marzo 2009

La proposta del segretario del Pd, Dario Franceschini, di tassare i redditi superiori a 120mila euro con una addizionale Irpef del 2% lascia perplessi. Perche’, per storia consolidata, le una tantum diventano definitive. Come esempio eclatante riportiamo (ancora una volta) l’elenco delle addizionali, relativamente al prezzo della benzina, imposte nel corso degli ultimi 74 anni. 1,90 lire per la guerra di Abissinia del 1935; 14 lire per la crisi di Suez del 1956; 10 lire per il disastro del Vajont del 1963; 10 lire per l’alluvione di Firenze del 1966; 10 lire per il terremoto del Belice del 1968; 99 lire per il terremoto del Friuli del 1976; 75 lire per il terremoto dell’Irpinia del 1980; 205 lire per la missione in Libano del 1983; 22 lire per la missione in Bosnia del 1996; 39 lire (0,020 euro) per il rinnovo del contratto degli autoferrotranviari del 2004. Il tutto per 486 lire, cioe’ 0,25 euro. Naturalmente la motivazione si e’ persa perche’ l’aumento e’ stato assorbito come entrata ordinaria. In un Paese civile al cessare della causa che determina una tassa, dovrebbe decadere la tassa stessa. In Italia non e’ cosi’. Il segretario Franceschini calcola un gettito di circa 500 milioni, che proviene da quel 0,4% di contribuenti che gia’ pagano il 12% dell’entrata Irpef complessiva (125 miliardi), per un importo di 15 miliardi di euro. Se consideriamo che l’evasione fiscale e’ ufficialmente valutata in  103 miliardi… Vogliamo paragonare 103 miliardi con 500 milioni di euro?

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