Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 302

Posts Tagged ‘irregolari’

Immigrazione: Individuazione irregolari

Posted by fidest press agency su domenica, 10 maggio 2020

Roma – “La regolarizzazione o emersione, che non è sanatoria , va fatta per un motivo ben preciso, in questo momento stiamo vivendo un’emergenza particolare sotto tre aspetti fondamentali: uno di tipo sanitario, uno di tipo economico e uno di tipo sociale e\o civile. Sotto l’aspetto sanitario abbiamo l’obbligo di tracciare tutti, perché abbiamo la necessità di creare le condizioni affinché il virus non torni, per fare questo dobbiamo essere anche nella condizione di individuare tutte quelle persone presenti sul territorio italiano, e mi riferisco ai c.d. irregolari. Dal lato economico dobbiamo mettere nelle condizioni chi è in Italia di rispondere alle offerte di lavoro, soprattutto in settori come quello dell’agricoltura o della collaborazione e assistenza domiciliare, dove la domanda è più bassa. Non c’è nessuna sanatoria, qua si parla di integrazione ed emersione. Dobbiamo stabilire come si emerge dal lavoro nero, dando anche una risposta all’emergenza sanitaria ed a quella sociale e civile”. Così il Sottosegretario di Stato al Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, Sen. Steni Di Piazza.

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Migranti: “Espellere 80% irregolari, stop business cooperative”

Posted by fidest press agency su domenica, 11 dicembre 2016

migranti1“Adesso lo dice anche l’Europa, messo nero su bianco nel documento di chiusura della procedura d’infrazione contro l’Italia: l’80% degli immigrati che arrivano nel nostro paese sono ‘migranti economici’ e non profughi, quindi da considerare ‘irregolari’. Il motivo per cui il governi della sinistra non li hanno espulsi fino ad oggi è semplice: far lucrare le cooperative che speculano sull’accoglienza”. E’ quanto afferma il coordinatore dell’esecutivo nazionale di Fratelli d’Italia Giovanni Donzelli, commentando il dossier dell’Unione Europea reso noto dal commissario per le migrazioni Dimitri Avramopoulos.”L’Italia dei governi Renzi, Letta e Monti è stata tanto ligia nel rispettare i diktat europei in tema di economia e finanza – sottolinea Donzelli – adesso serve un governo eletto che risponda alle richieste dei cittadini, e ora finalmente anche dell’Europa, per porre una seria attenzione al grave problema degli immigrati clandestini. La proposta che continueremo a portare avanti noi di Fratelli d’Italia si chiama ‘Taglia-business’, per obbligare i soggetti che si occupano di accoglienza immigrati a rendicontare le spese – conclude Donzelli – siamo convinti che con una maggiore trasparenza sui soldi pubblici si frenerà anche il business delle cooperative e di conseguenza gli arrivi di irregolari in Italia”.

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Indagine europea sui lavoratori domestici

Posted by fidest press agency su venerdì, 8 luglio 2011

(Centro Maderna) L’Agenzia dell’Unione europea per i diritti fondamentali (FRA) ha presentato un nuovo studio sulle condizioni degli immigrati irregolari impiegati come lavoratori domestici all’interno dell’UE. Il lavoro domestico in questi generale, lo status di immigrati irregolari rende questo gruppo particolarmente esposto allo sfruttamento one si riferisce all’assistenza ai minori, agli anziani o a persone affette da disabilità. La maggior parte degli immigrati irregolari addetti ai lavori domestici è costituita da donne. La relazione mostra che, insieme alle sfide connesse alla regolamentazione del lavoro domestico più in, anche con casi di abuso fisico. Le tipiche forme di sfruttamento comprendono retribuzioni basse, spesso con l’obbligo di lavorare per un numero eccessivo di ore e, di solito, l’impossibilità di ottenere risarcimen ti in caso di infortuni sul lavoro.
La relazione si basa su colloqui approfonditi con lavoratori domestici, organizzazioni della società civile e sindacati attivi in dieci Stati membri dell’UE, e si riferisce al godimento dei diritti fondamentali in cinque ambiti: condizioni di lavoro, licenziamento, libertà di associazione, meccanismi di risarcimento e vita familiare. I dieci Stati membri selezionati per lo studio sono stati: Belgio, Francia, Germania, Grecia, Ungheria, Irlanda, Italia, Polonia, Spagna e Svezia. Questi paesi sono stati scelti per offrire uno spaccato di differenti regioni geografiche, sistemi di welfare e disposizioni giuridiche che regolano il lavoro domestico e stabiliscono i diritti degli immigrati irregolari. (Agenzia Fra, 5 luglio)

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Elezioni Regionali: il decreto del Governo

Posted by fidest press agency su mercoledì, 10 marzo 2010

La necessità di assicurare il pieno esercizio dei diritti di elettorato attivo e passivo in vista delle consultazioni elettorali per il rinnovo degli organi delle Regioni a statuto ordinario, fissate per il 28 e 29 marzo 2010 è la motivazione principale del decreto legge interpretativo approvato dal Consiglio dei ministri nella riunione straordinaria tenuta il 5 marzo 2010 a Palazzo Chigi. Il provvedimento, come ha spiegato il ministro dell’Interno Maroni, dà un’interpretazione autentica delle norme in materia elettorale, in linea con quanto già enunciato in una circolare del ministero dell’Interno emanata nel febbraio scorso. Nella circolare è scritto che “il cancelliere non può rifiutarsi di ricevere le liste dei candidati, i relativi allegati e il contrassegno o contrassegni di lista, neppure se li ritenga irregolari o se siano presentati tardivamente”. Il provvedimento, ha aggiunto Maroni, vuole dare “un’interpretazione autentica, corretta”, alla legge elettorale, in particolare agli articoli 9 e 10 della legge n. 108 del 17 febbraio 1968, dettando alcuni criteri interpretativi di norme in materia di rispetto dei termini per la presentazione delle liste, di autenticazione delle firme e di ricorsi contro le decisioni dell’Ufficio centrale regionale.

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Divieto di sposarsi con stranieri irregolari

Posted by fidest press agency su sabato, 29 agosto 2009

Giovanni D’AGATA componente del dipartimento Tematico “Tutela del Consumatore” di Italia dei Valori pronto ad una battaglia legale contro la grave discriminazione attuata con l’art. 1 comma 15 della Legge 94/09  Un articolo di legge, forse il meno conosciuto e pubblicizzato, conteneva in sé il germe del più terribile, odioso razzismo e della più bieca xenofobia: impedire i matrimoni con stranieri irregolari e tra questi, quindi, gran parte dei matrimoni misti.  Il concetto per il Governo era semplice e di facilissima attuazione. Bastava modificare l’articolo del codice civile (ndr il 116 comma primo) che disciplinava l’unica condizione per lo straniero per contrarre un regolare matrimonio nel Nostro Paese ossia la necessità del “nulla osta” da parte dell’Autorità competente nel suo paese ed il gioco razzista e xenofobo poteva essere fatto in un sol colpo!  Se all’articolo fosse stata data la stessa risonanza di tutti gli altri obbrobri anche meno gravi fra tutti quelli contenuti nel cosiddetto “pacchetto sicurezza” – parafrasando il mio Presidente di partito -l’opinione pubblica avrebbe replicato a chiare lettere: “che c’azzecca il matrimonio con la sicurezza?” ed alla domanda il Ministro dell’Interno Maroni o chi per lui avrebbe probabilmente risposto “lo abbiamo fatto perché volevamo impedire tutti i matrimoni di facciata che in realtà servivano a regolarizzare immigrati clandestini!”. Ed allora è spontaneo chiedersi quanti di questi matrimoni sono stati fatti in Italia? Il Governo aveva delle statistiche dei dati empirici? Era incapace di controllare questo presunto fenomeno o in realtà la nuova norma serviva ad altro e nascondeva in realtà l’embrione dell’intolleranza? Qualsiasi sia la ratio della legge a quale fine questa sia indirizzata fatto stà che la stessa crea una grave discriminazione anche per quei cittadini italiani che hanno trovato l’amore in qualcuno che hanno deciso di sposare e che purtroppo non potranno amare liberamente e senza preoccupazioni non potendosi “vincolare” consensualmente per la vita davanti ad un pubblico ufficiale dello Stato italiano. La famiglia cellula fondamentale del Paese istituzionalizzata nella e con la Nostra Costituzione negli articoli 29 e seguenti, appare violata nella Sua intima essenza attraverso una norma che per Giovanni D’AGATA componente del dipartimento Tematico “Tutela del Consumatore” di Italia dei Valori, appare ictu oculi incostituzionale. Per questi motivi Giovanni D’AGATA, ritiene opportuno informare l’opinione pubblica che a breve verranno avviate le prime azioni legali e promette una dura battaglia di Giustizia al fine di veder cancellata questa odiosa norma razzista che offende il Nostro Ordinamento giuridico e costituzionale ma soprattutto la Nostra stessa idea di Società.

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Boom di lavoratori irregolari nel Lazio

Posted by fidest press agency su domenica, 19 luglio 2009

“Il fenomeno è di complessa lettura e sembra pertanto necessario scindere i diversi profili ad esso relativi. E’ chiaro che la spinta verso il nero è inevitabile quando la burocrazia non è vista come un’alleata o come un fattore di sviluppo bensì come ostacolo all’iniziativa economica”. Questo il primo commento del responsabile per il Lazio dell’Italia dei Diritti Vittorio Marinelli su quanto emerso da uno studio dell’ Eures su 637 imprese del territorio per conto dell’Osservatorio Sicurezza e Legalità della Regione Lazio. Secondo tale ricerca quasi la metà delle aziende laziali ricorre a lavoratori irregolari o parzialmente irregolari. Percentuali più alte nei settori edilizio, agricolo e ristorazione come pure nel commercio, in particolare in piccole aziende. “Allo stesso tempo – spiega Marinelli – la mancata regolarizzazione è chiaramente finalizzata a non sottostare alla pressione fiscale del 43% che è la media italiana. In realtà quindi non si può fare di tutta un’erba, per rimanere d’attualità, “un fascio” in quanto vanno a finire nel calderone situazioni troppo variegate e diverse per essere accomunate tra loro. Tanto per dirne una, un conto è il proprietario del bar che si sveglia la mattina alle quattro e un conto è il proprietario della boutique di lusso che arriva in centro a mezzogiorno”.  Prosegue l’esponente del movimento presieduto da Antonello De Pierro: “E’ quindi tutto il sistema italiano a essere sbagliato, con la burocrazia che non serve o serve per dare fastidio a chi lavora; le tasse che non servono per dare servizi ma per pagare i parlamentari più pagati al mondo con le varie cattedrali nel deserto e chi più ne ha più ne metta”. Marinelli lancia un invito a seguire i buoni esempi di altri paesi e così conclude: “La ricetta è quindi solo una ossia il modello nipponico che consiste semplicemente nel copiare. Nei paesi scandinavi, nei Paesi Bassi ma anche, seppure un po’di meno, in Gran Bretagna e in Spagna esistono pubbliche amministrazioni di estrema eccellenza dove agli imprenditori non conviene il nero così come peraltro non conviene neppure all’economia”

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