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Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 244

Posts Tagged ‘irritabile’

Sindrome dell’intestino irritabile

Posted by fidest press agency su martedì, 27 ottobre 2020

Con episodi di colite ricorrenti, rettocolite ulcerosa o altre malattie infiammatorie del colon. Sono spesso patologie alle quali il paziente teme di doversi rassegnare. L’importanza di diagnosi certe è quindi fondamentale per risolvere sintomatologie che durano da anni o vere e proprie malattie. Oggi esiste un’arma in più per capire il motivo di tanti ‘mal di pancia’; la tecnica di ‘tipizzazione del microbiota’, utilizzata per scoprire quanti e quali batteri sono presenti nella flora intestinale. Attraverso un campione di feci si verifica come è composto il nostro microbiota fecale e se non c’è equilibrio tra i vari componenti. Si parla allora di disbiosi: se mancano batteri ‘buoni’ e prevalgono tipi di microorganismi nocivi, il paziente può accusare molti disturbi non facili da risolvere per il medico. Per la prima volta nel nostro Paese un ospedale offre un percorso di cura completo, dalla diagnosi alla terapia fino al follow up, dedicato a chi soffre di disbiosi. Fondazione Poliambulanza – prima in Italia – ha avviato, presso l’Unità Operativa di Gastroenterologia diretta dal Prof. Cristiano Spada, un percorso dedicato allo studio del microbiota intestinale, in collaborazione con una start up italiana, MyMicrobiota e con il suo direttore scientifico, il Prof. Francesco Di Pierro.“Questa esigenza è nata perché nel territorio – e non solo in quello bresciano – continua Spada – c’è una grande confusione sul tema delle intolleranze alimentari; le persone si sottopongono a troppi test costosi e non scientificamente validati per risolvere problemi come il colon irritabile o altre situazioni che determinano varie forme di colite. Purtroppo la maggior parte degli esami che vengono offerti non rispecchia un rigore scientifico e non dà risposte alle nostre domande. Ad esempio il test della disbiosi intestinale – oggi molto in voga – consente di capire se sussista una condizione di disequilibrio ma non di indagarne la causa. Ne consegue che il paziente viene trattato con i probiotici, ma in maniera poco mirata, non conoscendo la natura del problema. È su queste basi che Poliambulanza si è attivata per fornire un servizio di qualità ai suoi pazienti ed ha avviato un’importante collaborazione con MyMicrobiota”.Nel nuovo ambulatorio, situato nel reparto di Gastroenterologia, viene eseguita la tipizzazione genetica del microbiota – in questo il vero punto di svolta – attraverso la quale è possibile non solo individuare quali sono i batteri presenti nell’intestino ma anche quali rapporti di forza sussistono e in quali percentuali. In questo modo il gastroenterologo può individuare il trattamento più idoneo per il paziente. Poiché però la lettura del referto presenta un alto livello di complessità, Poliambulanza si avvale della maggiore expertise in materia; dopo aver ricevuto l’esito, il paziente ha l’opportunità di accedere ad una visita multidisciplinare, con lo specialista gastroenterologo e la consulenza del prof. Di Pierro per la discussione del risultato, per un’anamnesi approfondita e per analizzare le abitudini dietetiche e l’uso dei farmaci. Solo a seguito di una valutazione complessiva, viene poi assegnata una terapia mirata, che dia il massimo beneficio al paziente. “Il nostro obiettivo – conclude Spada – è di fornire un percorso completo. Non ci limitiamo alla sola tipizzazione del microbiota intestinale. Questo è il primo passo per poi fornire al paziente, al termine del percorso, informazioni circa l’interpretazione del referto e le indicazioni terapeutiche”.

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Sindrome da intestino irritabile

Posted by fidest press agency su domenica, 22 settembre 2019

Interessa tra il 10 e il 20% della popolazione con disturbi di varia entità: dal gonfiore al dolore addominale, dalla flatulenza alla distensione dell’addome, dalla stipsi ostinata all’evacuazione liquida o una alternanza delle due situazioni. Un insieme di sintomi cronico, debilitante, con un impatto negativo sulla qualità di vita che può portare ad ansia e depressione che interessa il sesso femminile in misura doppia rispetto a quello maschile.
Ma dove si trovano esattamente? “I FODMAP sono presenti in grano e cereali, alcuni tipi di frutta come mele, albicocche, ciliegie, fichi mango, pere, pesche, prugne e anguria. Tra le verdure ne contengono in quantità rilevante carciofi, broccoli, cavoli, funghi, piselli, cipolle e aglio. Banditi anche latte e latticini, almeno per le settimane della dieta insieme ai dolcificanti artificiali contenuti in molti prodotti industriali come sciroppo di mais, mannitolo, sorbitolo e xilitolo. Alcuni contengono fruttani, inulina e GOS, prebiotici che stimolano la crescita e costituiscono la ‘dieta’ della flora batterica buona ma che in soggetti predisposti determinano i sintomi che abbiamo citato. Ecco perché la dieta FODMAP deve avere una durata ben precisa, stabilita, dopo numerosi trial, in 2-4 settimane di esclusione in cui l’alimentazione è ristretta a carne, pesce, uova. Mentre già 6 settimane aprirebbero la strada ad alterazioni del microbiota e all’equilibrio nutrizionale con rischi di malnutrizione. Un regime severo che deve essere seguito pedissequamente da un nutrizionista esperto. Il fai da te può infatti provocare malnutrizione, impoverimento della flora batterica intestinale o peggiorare la stipsi a causa della scarsità di fibre alimentari. quest’ultima evenienza è transitoria e destinata a risolversi con la progressiva reintroduzione dei cibi ricchi di fibre.

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Sindrome del colon irritabile

Posted by fidest press agency su venerdì, 2 dicembre 2016

colon-retto tumoreIn inglese Irritable Bowel Syndrome (IBS), nel gergo comune “colite” o “colite spastica”, è un disturbo molto diffuso, caratterizzato primariamente da dolore addominale e alterazioni della funzione intestinale, che compromette in modo significativo la qualità di vita.
Essa è caratterizzata da sintomi di dolore addominale, o discomfort, associato a un’alterazione della funzione intestinale con cambiamenti relativi alla forma e consistenza delle feci ed episodi variabili di diarrea e/o costipazione. Tale condizione ha impatto non solo a livello individuale, ma anche a livello collettivo, producendo un aumento dei costi sociali sia diretti (incremento della spesa farmaceutica) che indiretti, dovuti cioè alla perdita della produttività e all’assenteismo dal lavoro.
In Italia ne soffre il 10-20% della popolazione (Ministero della Salute, 2011) e soltanto il 50% si rivolge al proprio medico di famiglia. L’IBS colpisce soprattutto le persone che lavorano nel mondo manageriale, industriale, politico, accademico, imprenditoriale, finanziario, bancario, ovvero in contesti lavorativi particolarmente stressanti nei quali vi sono alti livelli di competizione, standard molto elevati e focalizzazione sulla carriera e sui risultati da raggiungere.
Questa sindrome può essere considerata una “malattia di genere”, poiché diffusa soprattutto nel mondo femminile. Le donne riferiscono infatti sintomi di IBS il 67% delle volte in più rispetto agli uomini, forse perché la società attuale, sempre più spesso, pone al genere femminile richieste altamente stressanti.I trattamenti farmacologici hanno dimostrato efficacia limitata e numerosi studi hanno evidenziato il ruolo dei fattori psicosociali nella genesi e nel mantenimento del disturbo. È stata infatti ampiamente dimostrata l’utilità di trattamenti psicologici mirati, uniti a un attento stile alimentare. Ecco quindi l’ultimo libro di Antonella Montano e Sara Vitali, “La sindrome del colon irritabile. Affrontare la colite con la terapia cognitivo comportamentale”, che con un linguaggio semplice ma scientifico, tramite esempi illustrativi e numerosi esercizi, accompagna il lettore passo per passo in un percorso di auto-aiuto psicologico volto a modificare comportamenti e stili di pensiero che alimentano il problema, nonché a gestire lo stress e le emozioni che scatenano i sintomi gastrointestinali.L’autrice, Dott.ssa Antonella Montano, Psicologa e Psicoterapeuta, Direttrice dell’Istituto A.T. Beck di Roma, è disponibile su richiesta, per eventuali interviste o articoli sull’argomento, che riteniamo possano suscitare l’interesse del grande pubblico.Per ulteriori informazioni sul volume: http://www.eclipsi.it

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