Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 338

Posts Tagged ‘irriverente’

L’irriverente fa lo storico… non più di tanto. Cina e resto del mondo

Posted by fidest press agency su sabato, 7 luglio 2018

Alcuni mesi fa, a Mosca, ho visitato il museo della Cosmonautica. Un esperienza toccante che mi ha fatto ripercorrere diversi anni della mia gioventù, quando in tanti sognavamo che di lì a poco saremmo andati senza problemi in giro per lo spazio. Poi tutto si è grossomodo fermato, e non solo per i sovietici (all’epoca non erano solo russi come oggi). Davanti alle immagini e reperti del viaggio di Jurij Gagarin, come primo di una lunga lista di astronauti, mi sono soffermato ricordando a mia figlia con cui visitavo questo museo, che il giorno dopo che quell’uomo era andato a girare intorno alla Terra, in tutto il Pianeta (ma proprio tutto e tutto) non si parlava d’altro, ed eravamo nel 1961, quando le comunicazioni non erano veloci e fluenti come ora; per l’occasione ho anche ricordato alla figliola, che altrettanto clamore mediatico e totale ci fu solo il 20 luglio del 1969 con lo sbarco dell’americana Apollo 11 sulla Luna. Solo quando non ero
più un ragazzino, ho focalizzato quella gara enorme che si era scatenata per la conquista dello spazio tra americani e sovietici. Gara, che se aveva il suo culmine e la massima rappresentazione nelle imprese spaziali, comunque si manifestava anche ad altri livelli, quasi sempre perdenti per i sovietici e vincenti per gli americani. La conquista dello spazio continua tuttora ad essere nei programmi sia russi (non più sovietici) che americani, ma abbastanza angolata rispetto agli interessi, alle speranze, alle curiosità e agli occhioni sbarrati di ragazzi e ragazze che non vorrebbero accontentarsi solo di film di fantascienza.
Oggi, 4 luglio, ho letto una notizia che mi ha fatto ricordare quanto sopra. Eccola, dal quotidiano La Repubblica: “Cina. Un paese ossessionato dal Guiness dei primati. Registrazioni al Guiness in crescita del 10% l’anno. Ma si punta anche ai primati con “caratteristiche cinesi”, come una pulizia delle orecchie di massa o un ballo di gruppo”. Ho fatto subito un flashback con l’Unione Sovietica degli anni 60 del secolo scorso, quando, a partire dai cosmonauti, era tutta una gara tra americani e sovietici, a chi riusciva a sembrare più bello agli occhi del mondo (il fallimento del modello comunista sovietico era ancora in alto mare, e i vari partiti comunisti nel mondo erano difficilmente in rotta col “babbo” di Mosca, per quanto avesse già dimostrato al mondo che lo stalinismo non fosse proprio quel futuro dell’avvenire per umani liberi e laboriosi che voleva far intendere). Ma, a differenza degli americani, i sovietici avevano proprio “una fissa” per i loro tentativi di supremazia; una “fissa” utile quando durante la seconda guerra mondiale fu grazie al loro contributo che si sconfissero nazisti e fascisti, ma un po’ maniacale proprio a partire dalle imprese di Gagarin e dello Sputnik 1 intorno all’orbita terrestre. Quella stessa maniacalità che ho percepito in questa notizia sui Guiness che ci arriva dalla Cina. Vizio comune dei regimi autoritari? Premessa di un declino e di una corrosione culturale come per l’Urss a suo tempo? Si’, lo so, corro troppo e ci sono tante implicazioni che dovrebbero essere considerate. Ma tutto va inquadrato nella specifica epoca. L’Urss era il secolo scorso, e proprio poco dopo le vicende dei cosmonauti che ho ricordato, con una “gloria” mondiale diffusa soprattutto nei diseredati ed emarginati e sfruttati dell’affermazione liberista, cominciò quella erosione che portò alla dissoluzione (con la Russia che oggi continua, ma è comunque tutta un’altra cosa). La Cina è oggi. Non mi addentro in tutte le analisi e constatazioni possibili ed immaginabili (a partire dal fatto, per esempio, tra le “super novità” che, a parte qualche residuo territoriale francese, oggi Africa e Cina sono un binomio economico non indifferente).
Per noi che siano attenti alle evoluzioni e involuzioni dell’individuo consumatore, e che crediamo che bisogna dar corpo a istituzioni globali che disciplinino il magma economico mondiale che sempre più ci fa essere sudditi e non governati, questi fenomeni ci devono far alzare le antenne per meglio osservare, capire, elaborare, riflettere. Poi, ovviamente, ci sono gli amanti dei “corsi e ricorsi storici” (tra cui non ci annoveriamo), ma siamo nel 2018 ed io che domani devo andare a Sydney, non a caso il volo migliore che ho trovato (qualità ed economicità) è via Canton/Shangai, e non le “solite” Singapore o Bangkok. Così come quelle “cineserie” che tutti acquistiamo dal “cinese dietro l’angolo che è sempre aperto e costa pochissimo” e poi – magari, non io ovviamente- si sbraita contro i troppi cinesi presenti nelle nostre città. (Vincenzo Donvito, presidente Aduc)

Posted in Spazio aperto/open space | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

L’irriverente guarda la campagna elettorale e si chiede: ho sbagliato Pianeta?

Posted by fidest press agency su lunedì, 26 febbraio 2018

L’irriverente se ne stava buono buono ad osservare la campagna elettorale e a registrare il possibile, quando ha fatto un sobbalzo sulla seggiola, complice il leader leghista Matteo Salvini che, in una manifestazione a Milano ha brandito Vangelo e rosario per meglio qualificarsi e cercare di ottenere consensi al suo partito e, soprattutto, alla sua candidatura alla guida del governo nazionale (ma non erano federalisti? Va buo’, questo gli offre il convento… ma non entriamo in un altro discorso). Certo, ci eravamo “abituati” a proclami e cortei polacchi che, in fatto di uso della religione cattolica a fini politici, i nostri partner comunitari della benemerita rivoluzione di Danzica sembrava non fossero secondi a nessuno… cosi’ come eravamo “abituati” ad alcuni proclami mediatici tipo crociate dei secoli passati con giornali “organi di partito” e quindi pagati da tutti i contribuenti in nome della pluralita’ dell’informazione… ma
dall’opinione mediatica alle proposte di governo, l’uso e il proposito di certi metodi, ci lasciano un po’ piu’ perplessi.
Certo, in era globalizzazione di idee e costumi, dovremmo esserci abituati, per esempio, ai proclami e ai metodi dell’Isis o alle leggi interne di diversi Stati di origine culturale islamica, ma non riusciamo a rassegnarci per il Paese in cui continuiamo a vivere. Il prurito culturale, la ricerca degli sguardi per capire se ci prendono in giro o meno, fanno parte del nostro Dna. Nel contempo, siccome siamo attenti curiosi anche di capire in termini antropologici e scientifici, in questi ultimi anni non siamo rimasti indifferenti alla scoperta di, per esempio, un Pianeta gemello del nostro, oppure alla foto di alcuni giorni fa dell’esplosione di un Pianeta di non poche centinaia di milioni di anni fa che solo in questi giorni un invidiabile dilettante astronomo e’ riuscito ad immortalare. Si sa, l’astrofisica, specialmente in questi ultimi decenni, mette sempre in discussione, come conseguenza, ogni minimo riferimento religioso (per alcuni, invece, li rafforza)… ma questo vuol dire che siamo prevenuti?
Chiudiamo il cerchio invitando chi ha l’ardire di seguirci, a riflettere sui possibili collegamenti tra queste due notizie. Ognuno col suo bagaglio culturale, ovviamente. Ma che questo ognuno lo faccia, e non liquidi questo invito come irreale poiche’, mentre “ci si fa le seghe al cervello con queste cose”, occorre governare il presente.
Un’amica dell’irriverente, relativamente ai cosiddetti nazionalisti di questo secolo che brandiscono vangelo, rosari e che vorrebbero espellere tutti i clandestini immigrati, chiudere le frontiere, far tornare i monopoli economici magari chiamandoli in modo contrario, etc.. proprio l’altro giorno gli raccontava di una proposta tra la fantapolitica e la satira: tutti questi dovrebbero potersi rinchiudere in un loro Stato con tutte le caratteristiche che evocano per prendere voti alle elezioni, andrebbero lasciati li’ da soli per qualche decina d’anni; dopo che in questi decenni quelli diversi da loro avrebbero “visto di nascosto l’effetto che fa”, dovrebbero fare toc toc alle loro porte e vedere cosa e’ rimasto. (Vincenzo Donvito, presidente Aduc)

Posted in Spazio aperto/open space | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

L’irriverente e i fascisti: Forse abbiamo letto e continuiamo a leggere libri diversi…

Posted by fidest press agency su martedì, 6 febbraio 2018

gadgetfascistiSono curioso come, dopo i fatti di Macerata, dove un tizio che -come appare in tutte le foto che hanno diffuso- sembra una macchietta di se stesso, ha sparato per strada ferendo sei persone nere, vengono valutati rispetto da chi viene chiamato in causa dai media a farlo.
Sicuramente il piu’ terribile e’ stato un titolo del Corriere della Sera: “Nella citta’ spaccata che svela l’intolleranza. No, non si spara cosi’, poteva piglia’ qualcuno”. E’ probabile che sia una frase raccolta da qualche parte, ma farne un titolo per comunicare l’umore della citta’… Ah, Corsera, ma ti sei giocato il cervello? O forse non hai capito che quel razzista che l’avrebbe pronunciata non considera qualcuno nessuno di quei sei neri feriti?
E poi ci sono quelli di Casa Pound che sembra abbiano dato la disponiblita’ a pagare l’avvocato a questo tizio. Ma… per difenderlo da cosa, visto che e’ reo-confesso di aver sparato? Vogliono forse combattere in tribunale per sostenere che e’ giusto sparare ad uno che e’ nero?
E poi ci sono tutti quelli che dicono: e’ un folle. Da destra a sinistra, senza distinzione. Sembrano tutti soggetti da analizzare di un libro di antropologia e psicologia. Il meccanismo mentale di questi saggi e’ il seguente: “Fai qualcosa che io reputo essere completamente al di fuori dei miei minimi dettami civici? E’ ovvio che sei un folle”. Cioe’ chi non si allinea ai codici e ai comportamenti civicamente in vigore e accettati, non e’ solo un incivile o un criminale, No! Sarebbe un folle. Anni di Basaglia e della sua legge, con tanto di chiusura dei manicomi, sembra non siano serviti a nulla. Il diverso (che e’ tale pur se perverso) per questi signori sarebbe un folle. Neanche gli antifascisti durante il regime fascista venivano trattati da folli, venivano messi in galera o al confino. Cosi’ come i gulag dell’Unione Sovietica: fatti per i diversi che contestavano Stalin. E forse abbiamo capito perche’: il fascismo, nato e pasciuto nel nostro Stivale, non
e’ stato ancora digerito ed espulso dal proprio corpo. Ed ecco che il fascista non e’ tale, No! E’ un folle. Cioe’ non si vuole ammettere che e’ normale che uno che fa il fascista militante puo’ anche essere assassino contro i propri avversari (proprio come facevano i fascisti durante il loro regime del secolo scorso). Fascista militante da non confondere coi cosiddetti post-fascisti che, pur se nutriti dall’ideologia della lupa romana, oggi si presentano alle elezioni e partecipano al cosiddetto gioco democratico.
Sara’ che noi irriverenti -liberi, antiautoritari e rompiscatole per il rispetto delle regole- abbiamo letto e continuiamo a leggere libri diversi da molti di quelli che oggi, dando del folle al fascista di Macerata, credono di lavasi la coscienza dalle incrostazioni fasciste -per l’appunto- della stessa. Del resto, di che stupirsi? Non e’ un gioco nazionale quello del far finta, negare le evidenze, mettere sotto il tappeto tutto quello che non si vuole ammettere che esista e che vive con noi…. tanto poi col pentimento, a livello individual-religioso, due avemarie e siamo di nuovo illibati. (Vincenzo Donvito, presidente Aduc)

Posted in Spazio aperto/open space | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

L’irriverente. Ecco perchè l’Italia è, nel mondo, un Paese provinciale. Grazie ministra Pinotti

Posted by fidest press agency su giovedì, 4 febbraio 2016

Roberta PinottiHo seguito casualmente una trasmissione di una tv nazionale in cui la ministra della Difesa, Roberta Pinotti, si districava tra due giornalisti che facevano di tutto per farle dire anche quello che non sapeva e/o non voleva dire. Disquisivano sui contingenti militari italiani (una volta si chiamavano guerre, ma oggi si preferisce “missione di pace”) sparsi per il mondo, in particolare dopo gli “inviti” Usa perche’ il nostro Paese sia piu’ presente nello scacchiere mediorentiale e quello -molto probabile a breve termine- libico. Molto diplomatica, la nostra ministra, proprio come un comune mortale si aspetta che sia un ministro che fa il gioco di squadra del proprio governo, della Nato e degli accordi internazionali a vari livelli.
Ma i giornalisti sono degli incontentabili, per cui, proprio alla fine della trasmissione e’ scattata una domanda che proprio non c’entrava nulla col contesto, ma che serve forse a fare qualche titolo e qualche chiosa. Ed eccoci qui. Giornalista: ministro, lei per chi tifa nelle elezioni Usa? E Pinotti, sorridendo e mentre si alzava dalla sua sedia per andare via: io tifo per Hilary. Sorrisi da entrambe le parti, buonasera a tutti.
Hillary Diane Rodham, anche perche’ vive in un Paese (Usa) il cui il maschilismo dei nomi e’ straripante, e’ nota quasi esclusivamente come “la Clinton” poiche’ moglie di quel Bill che e’ stato presidente Usa per ben due volte in passato. E comunque una persona che, per le sue qualita’, e’ stata anche senatrice e Segretaria di Stato (il nostro ministro della Difesa), ma che comunque ha il marchio del cognome del marito.
Bene, la candidata piu’ probabile per il partito democratico (quello americano…) alla nomination Usa per le prossime elezioni presidenziali, in continuita’ con l’attuale innovatrice politica di Barack Obama, contrapposta a dei bacchettoni repubblicani che fanno sembrare dei laici estremisti i “due milioni” del Foro Massimo di sabato scorso a Roma… la signora Clinton, per la nostra Roberta Pinotti e’ Hillary. Non solo, ma per la nostra ministra della Difesa e’ la sua candidata preferita al piu’ importante scranno politico mondiale. Per capire: ve l’immaginate se il presidente Barack Obama, in occasione delle primarie del nostrano partito democratico, avesse trovato un giornalista che gli avesse chiesto per chi tifava come premier per l’Italia, e avesse risposto Matteo Renzi? Roba da mantenersi la pancia dalle risate? Si’, nel caso di Obama, ma non nel caso della ministra Pinotti. Che invece e’ drammatico e sintomatico della politica italiana in casa e nel contesto
internazionale. Non bisogna essere irriverenti per aspettarsi che un ministro, ad una domanda cosi’ inopportuna in quel contesto, avesse risposto qualcosa tipo: non parteggio per nessuno e avro’ ottimi rapporti col futuro ministro Usa alla Difesa e con tutto il Governo che gli elettori americani sceglieranno, visto che e’ un Paese con cui non siamo in guerra e i cui consigli seguiamo con molta solerzia ed attenzione. Ma la Pinotti.. no. Lei e’ partigiana, e’ un ministro che -diciamo- dimentica di esser tale e si comporta come una qualunque segretaria di sezione del Pd della sua Genova. E’ molto probabile che questa presa di posizione in quella trasmissione “non se la filera’” nessuno. Ma, a noi che ci piace il diritto, il savoir-faire, la lealta’, l’impegno nei ruoli e nei contesti, se fossimo stati un ministro della Repubbica, non ci sarebbe mai venuto in testa di dire, come potrebbe forse accadere per l’elezione di un consigliere di quartiere di un piccolo comune italiano, che si’, noi fidiamo che Mario sia eletto. This is Italy, people. (Vincenzo Donvito, presidente Aduc)

Posted in Spazio aperto/open space | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

L’irriverente e la “Nuova Rai”

Posted by fidest press agency su domenica, 9 agosto 2015

Rai: sede di romaFirenze. Quello è tanto bravo. Quell’altro dice che prenderà meno soldi del dovuto. Quell’altro non ne prenderà affatto. Uno è laico di fede. L’alltro è cattolico di fede. E quell’altro era rivoluzionario di fede ma poi si è pentito o si è evoluto (a seconda delle interpretazioni), ma fa parte del giro giusto. Il presidente è un grande professionista; cioè è esperto di gestione di aziende, e di buonuscite? No, faceva il giornalista. Quell’altro è amico di quello lì. E così via. Sì, è il nuovo gruppo di persone che dovrà dirigere la Rai, sia per l’amministrazione che per i programmi. Soddisfatti i partiti. Un po’ di mugugni nell’ala sinistra di uno e nell’ala destra dell’altra, nonche’ nei ribelli di quell’altro.
Ma cosa poteva fare altrimenti il Governo, le leggi sono quelle che sono. E quindi, accordandosi a destra e a manca, ha messo le sue donne e i suoi uomini. Cioe’: ha cambiato le persone alla guida della solita azienda. Ha messo quelli che lui reputa piloti di Formula1 alla guida di un’auto d’epoca. E i problemi principali? Cioe’:
– privatizzazione cosi come chiesto dagli italiani con un referendum ormai datato;
– spending review per evitare, per esempio, che su un evento arrivano tre diverse troupe giornalistiche, una per canale, e qualche volta anche la quarta di Rainews24? E dove li mettiamo tutti quei giornalisti?
– l’abuso di posizione dominante sul mercato, con leggi che la favoriscono rispetto ai suoi concorrenti? Questi ultimi, per necessita’ di sopravvivenza, fanno finta di nulla e prendono i loro pezzettini;
– l’imposta che si paga per il possesso di un apparecchio tv (chiamandola -a presa per i fondelli- canone e/o abbonamento)? Ma se non ce l’hanno, come fanno ad essere in maggiore posizione dominante contro i loro concorrenti che vivono solo di pubblicita’?
I problemi principali non ci sono. Ci sono le nuove donne e i nuovi uomini di potere, che essendo per l’appunto cambiato in alcuni aspetti fisionomici, ha provveduto altrettanto in uno dei principali e leccorniosi strumenti del proprio esercizio. Al prossimo giro. (Vincenzo Donvito, presidente Aduc)

Posted in Spazio aperto/open space | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »