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Immigrati irregolari in Italia

Posted by fidest press agency su lunedì, 6 maggio 2019

Nei giorni passati si è registrato un vivace dibattito sui dati relativi agli immigrati, in particolare irregolari. Poiché continuano a perdurare informazioni divergenti su tali dati, ISMU ritiene di intervenire con alcune puntualizzazioni al fine di contribuire a chiarire i termini della questione, al di là delle polemiche che spesso accompagnano il fenomeno migratorio. La stima della presenza irregolare sul territorio italiano, di cui dispone Fondazione ISMU, è pubblicata sul Ventiquattresimo Rapporto sulle migrazioni 2018. In base a tali stime si conferma che gli irregolari presenti in Italia al 1° gennaio 2018 erano 533mila.In relazione alla dichiarazione rilasciata dal Ministro dell’Interno Matteo Salvini – che quantifica in circa 90mila unità l’incremento massimo nel numero di irregolari derivanti dagli sbarchi avvenuti sulle coste italiane nel periodo intercorrente il 1° gennaio 2015 e aprile 2019 – si intende precisare che, pur non essendo direttamente confrontabili, i due dati sono tuttavia compatibili.I punti da evidenziare sono i seguenti:
Scostamento temporale: il dato prodotto da Fondazione ISMU si riferisce al 1° gennaio 2018, mentre il dato rilasciato dal Ministro dell’Interno si riferisce al periodo intercorrente tra il 1° gennaio 2015 e aprile 2019, superando così di 16 mesi l’orizzonte temporale della stima elaborata da ISMU.
Differenza nel tipo di dato: il dato fornito da Fondazione ISMU è una stima relativa alla presenza totale di irregolari nell’ambito dell’intera popolazione straniera valutata a una data di riferimento (1° gennaio 2018). Si tratta tecnicamente di un dato di stock (ovvero della stima della quantità del complesso degli immigrati irregolari presenti a una determinata data). Il dato fornito dal Ministro Salvini è, invece, un dato di flusso: si riferisce cioè esclusivamente all’apporto massimo nel numero di nuovi irregolari riconducibile agli sbarchi osservati tra il 1° gennaio 2015 e aprile 2019.
Compatibilità dell’ordine di grandezza dei due dati: Fondazione ISMU stimava al 1° gennaio 2015 la presenza di 404mila irregolari sul territorio italiano. La comparazione con il dato di 533mila, stimato da ISMU al 1° gennaio 2018, indica che nei 3 anni intercorsi tra le due stime, il numero totale di irregolari è cresciuto di 129mila unità (404mila + 129mila = 533mila). Tale valore (129mila), derivante dalle molteplici tipologie di irregolarità (permessi temporanei e visti turistici scaduti, ingressi non autorizzati via terra ecc…), è superiore alla quantificazione di 90mila, la quale deriva solamente dagli sbarchi registrati tra il 1° gennaio 2015 e aprile 2019. Gli sbarchi sono infatti solo una tra le diverse tipologie di irregolarità come già specificato.
Nonostante le due fonti non siano direttamente comparabili a causa del differente lasso temporale a cui si riferiscono (Fondazione ISMU: 1° gennaio 2015-1° gennaio 2018; Ministro dell’Interno: 1° gennaio 2015-aprile 2019), le stime rilasciate da Fondazione ISMU nell’ambito dei rapporti annuali sono compatibili con le cifre rilasciate dal Ministro dell’Interno.Le stime di Fondazione ISMU mostrano una crescita costante del numero di irregolari nella popolazione straniera dal 2013. Pertanto, rispetto a tale crescita. gli ingressi via mare costituiscono solo una delle fonti di incremento. Alla luce di quanto qui esposto si può confermare che i due dati (533mila e 90mila) sono compatibili ma non confrontabili. http://www.ismu.org

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Immigrazione in Lombardia

Posted by fidest press agency su domenica, 2 aprile 2017

immigrazione-via-mareMilano. In base alle elaborazioni della Fondazione Ismu sull’ultima indagine dell’Osservatorio Regionale per l’integrazione e la multietnicità (Orim), gli immigrati presenti in Lombardia al 1° luglio 2016 sono oltre 1,3 milioni. Dai dati emerge che anche per il 2016 (è il terzo anno consecutivo) la popolazione straniera presente in Lombardia è equamente distribuita tra maschi e femmine: le donne infatti sono il 49,4% del totale dei migranti, mentre erano solo il 39% nel 2002.
Crescono i disoccupati. Nel 2016 si riscontra un aumento della disoccupazione. Pur considerando occupato anche chi ha un lavoro irregolare o saltuario, gli immigrati che non hanno un impiego superano per la prima volta il 20% della popolazione straniera attiva, andando oltre il precedente record del 18,5% registrato nella prima indagine del 2001, mentre nel 2006-2007 l’incidenza era pari al 7%.
Redditi: uno su sette guadagna meno di 600 euro. Per il quarto anno consecutivo, cioè dal 2013, il 14-15% (pari a uno su sette) di chi ha un lavoro ha comunque un reddito netto mensile inferiore ai 600 euro. Una incidenza così alta si era registrata solo nel 2001 e nel 2003, allorquando peraltro il valore di un euro era ben superiore dell’attuale (mentre nel quadriennio 2005-2008 “di maggior splendore” solo l’8-9% dei lavoratori stranieri guadagnava meno di 600 euro al mese).Aumentano sia le abitazioni precarie sia quelle di proprietà. Nel 2016 si segnala la più elevata presenza di abitazioni precarie in rapporto a quelle autonome degli ultimi 13 anni di indagini. Nonostante ciò, l’incidenza di abitazioni di proprietà tra gli stranieri è, però, in crescita per il terzo anno consecutivo e sfiora nuovamente il valore record del 23% già registrato nel 2010. Sintomo di una nuova “polarizzazione abitativa” tra una fascia di immigrati che è sempre più ricca e un’altra, invece, che è sempre più povera.La grande maggioranza vive in coppia. A testimonianza di una forte volontà di integrazione (per chi rimane in Italia nonostante la crisi), la quota di coniugati che vivono assieme al partner raggiunge nel 2016 l’84% (solo il 16% ha il proprio partner all’estero), che rappresenta un nuovo record in Lombardia per il secondo anno consecutivo. Inoltre per la prima volta i figli dei migranti che vivono in Italia con i loro genitori sono più del triplo rispetto ai figli rimasti a vivere all’estero (anche in questo caso si tratta di un nuovo record per il secondo anno consecutivo).La Lombardia è la prima regione in Italia per numero di alunni stranieri. In linea con il trend evidenziato negli anni precedenti, si conferma il consolidamento della presenza straniera nelle scuole lombarde seppure, come già da qualche anno, la crescita è rallentata. Anche per l’anno scolastico 2014/15 la Lombardia è la prima regione italiana per numero assoluto di alunni con cittadinanza non italiana; essa, infatti, accoglie il 24,7% del totale nazionale. Sul fronte delle università, nell’anno accademico 2015/16, la Lombardia si conferma la regione con il maggior numero di stranieri iscritti nei suoi atenei, sia pubblici sia non statali: 17.868, pari al 24,3% di iscritti stranieri su scala nazionale, con un aumento del 4,1% rispetto all’a.a. 2014/15.

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