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Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 126

Posts Tagged ‘isolamento’

Scuola: disuguaglianze e isolamento didattico

Posted by fidest press agency su lunedì, 6 aprile 2020

Dopo oltre 3 settimane di chiusura delle scuole italiane, ormai 5 in alcune zone del nord, le disuguaglianze e l’isolamento didattico e personale dei bambini e ragazzi più vulnerabili, che erano già a rischio di esclusione e dispersione scolastica, si sta ulteriormente aggravando. Tra gli studenti delle scuole primarie e secondarie di I grado che partecipano al progetto Fuoriclasse contro la dispersione scolastica di Save the Children in alcuni dei contesti più difficili per la maggiore fragilità socio-economica delle famiglie, il 46% si è ritrovato a casa senza un pc o un tablet che gli permettesse di seguire la didattica a distanza e il 51% senza l’accesso a internet.La mancanza dei supporti di base necessari può rappresentare un limite difficilmente superabile, che si somma, in negativo, alla sfida che molte scuole stanno affrontando con fatica nell’avviare la didattica online, dovendo provvedere in tutta fretta e con pochi mezzi alla formazione di base dei docenti su tecnologia e metodologie di insegnamento indispensabili per garantire l’efficacia della didattica a distanza. In base agli ultimi dati disponibili, infatti, in Italia, quasi la metà degli insegnanti (48%) non aveva ricevuto alcun training formale sull’uso delle nuove tecnologie per la didattica e solo poco più di 1 su 3 (36%) si sentiva particolarmente preparato nell’utilizzarle.Grazie al sostegno straordinario di Bolton Group, parte oggi anche il programma di formazione e di tutoraggio per docenti e scuole, “Non da soli – studenti al centro della didattica a distanza” realizzato da Save the Children in collaborazione con gli esperti dell’Università di Milano Bicocca, per contribuire alla qualità, all’efficacia e all’inclusività dell’insegnamento a distanza. Più di 1.500 docenti già iscritti finora partecipano oggi alla prima sessione su progettazione e comunicazione didattica (1/4/2020), seguita da altre 3 dedicate a metodologie e consegne (2/4/2020), utilizzo sicuro e positivo di internet (7/4/2020) e promozione della partecipazione e dell’inclusione degli studenti (9/4/2020). 45 scuole saranno inoltre seguite con un programma ad hoc di tutoraggio da parte degli esperti della Bicocca sulla gestione della didattica a distanza.Inoltre, più di 220 tablet e altrettante connessioni wi-fi sono stati già distribuiti agli studenti del progetto Fuoriclasse che ne erano sprovvisti, accompagnati da una guida per famiglie sull’uso sicuro e consapevole del web tradotta in 5 lingue, per facilitare i genitori di origine straniera, e da tutorial educativi specifici. Una “dote educativa 2.0” garantita da un vero e proprio patto educativo che esplicita le responsabilità di ogni parte coinvolta, lo studente, la scuola, la famiglia e gli operatori del progetto Fuoriclasse. I partecipanti al progetto Fuoriclasse stanno anche ricevendo 480 kit con libri, giochi didattici e cancelleria da utilizzare nelle loro attività educative e ricreative.I 6 centri educativi Fuoriclasse a Milano, Torino, Bari e Aprilia stanno fornendo il supporto allo studio con momenti individualizzati o in piccoli gruppi tematici e di classe, hanno anche prodotto pillole formative su argomenti specifici, attività laboratoriali ludico e ricreative per i bambini come spazio di leggerezza e creatività. I consigli Fuoriclasse, che uniscono studenti e docenti per migliorare l’attività didattica e i luoghi di apprendimento in base ai problemi reali della scuola, sono ripresi a distanza; mentre il contatto con i genitori, fondamentale in relazione alle gravi difficoltà che stanno affrontando anche rispetto al sostegno dei loro figli, viene mantenuto costantemente attraverso help-line attivate presso ogni centro Fuoriclasse e percorsi sulla genitorialità positiva a distanza. http://www.savethechildren.it

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Primo isolamento a Padova di Zika virus dalla saliva

Posted by fidest press agency su martedì, 15 marzo 2016

zikaIl gruppo di virologi dell’Unità Operativa di Microbiologia e Virologia dell’Azienda Ospedaliera-Università di Padova diretto dal Professor Palù sta monitorando, nei viaggiatori di rientro dalle regioni tropicali del globo, l’andamento epidemico di Zika virus sin da quando l’infezione si è propagata in Polinesia Francese (2013) e in Brasile, Centro-Sud America (2015). Una decina di casi di infezione da Zika virus sono stati diagnosticati e segnalati finora con incidenza in viaggiatori veneti provenienti da aree endemiche. Un evento scientifico di grande interesse, oggetto di pubblicazione in questi giorni sulla Rivista Eurosurveillance, è rappresentato dal fatto che i virologi padovani sono riusciti, per la prima volta in letteratura, ad isolare Zika virus in coltura dalla saliva. Il campione proveniva da un paziente che presentava i sintomi tipici di febbre, mialgia, artralgia, congiuntivite e eritema cutaneo maculare, dopo un viaggio nella Repubblica Domenicana. Il soggetto, che è stato monitorato con tecniche di diagnostica molecolare per oltre un mese per la presenza del genoma virale nei fluidi organici, aveva concentrazioni di RNA di Zika virus molto più elevate nella saliva (3 milioni di copie/ml) che nelle urine (1 milione di copie/ml) e nel sangue (30 copie/ml) ed una persistenza più lunga nel tempo del virus nella saliva (oltre 30 giorni).
L’isolamento in colture cellulari del virus, la classica prova per rivelare la presenza dell’agente eziologico dell’infezione e la sua contagiosità, e’ avvenuta nei primi giorni successivi all’esordio dei sintomi, quando il paziente non aveva sviluppato ancora anticorpi contro il virus. Il lavoro del gruppo del Professor Palù ha importanti implicazioni per comprendere la biologia del virus e la sua trasmissibilità. Zika virus infatti è stato in precedenza isolato da urine, latte e liquido seminale umani e la sua infettività correlata, conseguentemente, anche a trasmissione per allattamento e rapporti sessuali. E’ presto per dire se l’infezione da Zika virus possa trasmettersi, oltre che per la via classicamente accertata del morso della zanzara Aedesaegypti, anche per contagio interumano via saliva o dispersione salivare peraerosol. Serviranno, allo scopo, osservazioni cliniche più estese tra contatti (attualmente in corso) e sperimentazioni su modelli animali.

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La Somalia sta morendo

Posted by fidest press agency su venerdì, 5 agosto 2011

Il governo della Somalia è stato distrutto nel 2006 da un’invasione appoggiata dagli Stati Uniti per paura dell’estremismo islamico. Ma questa tattica si è rivelata controproducente. Da allora molti gruppi simili ad Al-Shabaab hanno preso il potere e terrorizzato la Somalia, e la comunità internazionale ha sostenuto un governo corrotto che controlla solo alcune parti della capitale. Le politiche di isolamento, invasione e pressione della guerra al terrore non sono servite ad alcunché, e ora migliaia di somali stanno morendo ogni giorno. E’ arrivato il momento di avviare un nuovo approccio. Gli Stati Uniti si sono già fatti avanti per rispondere alla crisi, allentando le leggi anti-terrorismo che bloccavano gli aiuti alla popolazione somala nella regione di Al-Shabaab. Nel frattempo sembrano esserci numerose incrinature fra i gruppi di miliziani e alcuni leader vogliono far entrare gli aiuti. Ma questo non è abbastanza per rompere il muro che circonda le vittime della carestia. Soltanto una diplomazia internazionale coraggiosa potrà coinvolgere tutte le parti e garantire che gli aiuti raggiungano in sicurezza le centinaia di migliaia di famiglie disperate. Una delle fonti di reddito principali di Al-Shabaab viene dal taglio degli alberi d’acacia per la produzione di carbone, che viene poi esportato illegalmente agli Emirati Arabi e agli altri Stati del Golfo. Questi paesi potrebbero fare leva sui loro legami economici con Al-Shabaab per giocare un ruolo diplomatico cruciale e garantire l’accesso umanitario alle aree devastate dalla carestia. E’ urgente che la Somalia intraprenda un nuovo percorso: appelliamoci al Consiglio di Sicurezza dell’Onu per sostenere gli Stati del Golfo a guidare il processo di mediazione per garantire che i somali che oggi stanno morendo sotto i miliziani di Al-Shabaab possano accedere al cibo e alle cure sanitarie per se stessi e per i loro figli affamati.

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Aeroporto Crotone: nuovi voli, ma la situazione non migliora

Posted by fidest press agency su mercoledì, 13 luglio 2011

A partire dal 7 luglio 2011 sono stati attivati nuovi voli da e per l’aeroporto “Sant’Anna di Crotone”, tra questi voli per Bologna, Roma Ciampino e Nimes (Francia). Nonostante ciò, la situazione per la nostra città non tende a migliorare in quanto la compagnia che poteva e doveva fare la differenza era l’Alitalia, la cosiddetta compagnia di bandiera, ma che, nel concreto, riteniamo contribuisce con le sue alte tariffe per le rotte più importanti e frequentate come Crotone – Roma e Crotone – Milano ad alimentare ancor più un isolamento che sta diventando veramente inquietante. A cosa servono i rimborsi degli oneri di servizio se proprio Alitalia già nell’ambito regionale pratica tariffe più care proprio da Crotone? Per un certo verso questa vicenda sta diventando un vero dilemma in quanto, proprio in virtù del rimborso degli oneri di servizio, Crotone Roma e Crotone Milano dovevano essere le rotte più richieste in quanto i prezzi dovevano essere i più competitivi almeno nell’ambito regionale. Cosi non è, perchè? ci chiediamo da semplici cittadini che vivono e guardano alle cose da fare in modo semplice e pragmatico? I vari solleciti effettuati da più parti, vedasi Confartigianato e Cisl con più insistenza, non hanno contribuito a migliorare una situazione che sta diventando sempre più difficile e che di fatto alimenta una sorta di concorrenza sleale nei nostri confronti proprio da parte di Alitalia per i prezzi più accessibili praticati dall’aeroporto di Lametia Terme. Questa questione delle tariffe Alitalia eccessivamente penalizzanti da Crotone sembra essere rimasta in ombra e non considerata di primaria importanza da parte di tutti coloro i quali occupano ruoli di potere e che potrebbero smuovere qualcosa di positivo per la nostra città. Perchè ci chiediamo, forse da ingenui, facendo una comparazione con gli altri aeroporti, come dicevamo anche della stessa Regione, si registra questa netta differenza sulle tariffe applicate? A pagarne le conseguenze sono, come al solito, sempre i poveri cittadini e i nostri piccoli imprenditori presenti sul territorio che non vengono assolutamente supportati da coloro i quali incassano gli aiuti di stato per reinvestirli probabilmente in altri posti dove indica la politica che conta. E’ evidente che questo modo di fare spinge le persone ad indirizzarsi verso altre mete, più accessibili, se si tiene conto, anche, della profonda crisi in cui versa il nostro Paese. Così facendo si rischia di isolare ancor di più la nostra città, che quotidianamente è chiamata ad affrontare e tentare di dare risposte concrete ai numerosi problemi messi giornalmente in grande evidenza dalla popolazione in tutte le sue sfaccettature. Chiediamo nuovamente un’attenzione maggiore per la nostra realtà territoriale e di non adottare “due pesi e due misure”. Crotone ha bisogno di segnali tangibili e concreti, vuole risorgere con i propri mezzi ma non può essere penalizzata da chi nella pratica, per quello che percepisce dal pubblico, dovrebbe contribuire a questo nuovo corso. La mia, non deve essere una voce solista, ma una delle tante voci di un coro che all’unisono gridino e facciano valere gli ideali in cui credono, dando un peso giusto alle parole, per non essere dimenticate subito dopo averle dette e sentite. (Giampiero Maneli) (maneli foto)

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Incontri intergenerazionali

Posted by fidest press agency su giovedì, 12 maggio 2011

(Centro Maderna) Per l’ottavo anno consecutivo, nel dipartimento della Yvelines della regione francese dell’Île-de-France, si terrà l’iniziativa “Yvelines Etudiants Seniors”, il cui scopo è quello di combattere l’isolamento degli anziani favorendo incontri intergenerazionali. Nei mesi di luglio e agosto 2011, durante le vacanze di fine anno scolastico, gli anziani del dipartimento che lo vorranno, potranno ricevere a casa visite di giovani studenti che abitano nei dintorni per chiacchierare o giocare a carte, passeggiare o fare spese e commissioni insieme. Gli incontri contribuiranno alla creazione di nuovi legami che, in molti casi, si protrarranno anche oltre le vacanze estive. Gli studenti che parteciperanno al progetto verranno reclutati dai Coordinamenti gerontologici locali e dai Centri Comunali di Azione Sociale e riceveranno una formazione pensata su misura per la loro missione che avrà lo scopo di aiutarli a comprendere meglio i bisogni degli anziani. “Si tratta di un servizio che richiederà molto lavoro per la coordinazione,” spiega Valérie Ali Dra, coordinatrice responsabile del Coordinamento gerontologico locale di Ville,”ma che porterà numerosi benefici a chi ne usufruirà: è creato per instaurare relazioni intergenerazionali e portare convivialità. In più favorisce lo scambio di conoscenze tra giovani e anziani”. (Senioractu, 27 aprile 2011)

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Giornata delle malattie rare

Posted by fidest press agency su giovedì, 24 febbraio 2011

Untreated cells from children with the genetic...

Image via Wikipedia

28 febbraio 2011  Le malattie rare hanno, a volte, nomi evocativi, come ad esempio Niemann-Pick, Paraparesi Spastica Ereditaria, Trombofilia, Emofilia, Progeria, Alcaptonuria, sconosciuti non solo al “grande pubblico”, ma anche agli “addetti ai lavori”. La scarsa conoscenza delle malattie rare fa pagare un conto molto salato ai malati rari, costretti a convivere con patologie pesanti e con un profondo senso di isolamento. La prima chiave di volta per affrontare in modo efficace e corretto le malattie rare e i problemi dei pazienti sta proprio in questo: avere la stessa possibilità di accesso alle cure, la stessa capacità di attrarre interesse al pari di qualunque altra patologia non definita o considerata “rara”.Le malattie rare sono croniche, progressive, degenerative e, spesso, croniche e dolorose. Non ci sono cure oggi per 8.000 malattie rare identificate, di cui il 75% circa colpiscono i bambini. In Italia si stimano in centinaia di migliaia i pazienti affetti da patologie rare che affrontano spesso difficoltà così pesanti da pregiudicare la qualità della vita di interi nuclei familiari, la realtà lavorativa dei loro componenti e spesso anche la loro sopravvivenza economica. Nel 2001 con il DM 279/2001 individua 583 malattie rare e/o gruppi di malattie aventi diritto all’esenzione per le prestazioni sanitarie correlate alla malattia e incluse nei livelli essenziali di assistenza. Molte malattie rare presenti non sono però incluse nell’elenco ministeriale, con drammatiche conseguenze per quei pazienti che, pur avendo una malattia rara, non possono beneficiare di alcuna speciale tutela.La Giornata delle Malattie Rare è uno degli appuntamenti più importanti per chi vive questo problema. Un momento per fare arrivare informazione a decisori pubblici e politici, operatori sanitari e sociali e opinione pubblica. Una giornata per dare voce alle persone affette da queste patologie, perché ogni persona toccata da una malattia rara ha una storia da raccontare.

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Noi e gli altri

Posted by fidest press agency su giovedì, 10 febbraio 2011

L’emarginazione, la discriminazione, l’isolamento, sentimenti e sensazioni che arrivano al disprezzo, come purtroppo si  evince anche in alcuni commenti, non producono nulla di positivo, al contrario esasperano le differenze creando un vallo incolmabile. Da una parte i buoni  che condannano, emarginano, discriminano, isolano e dall’altra i cattivi che vengono condannati, emarginati, discriminati, isolati.  La realtà, nella sua crudezza ci impone di vedere quel  rogo dei sogni che ha arso vivi quattro bambini; adesso, fuori dall’emozioni naturale, bisogna chiedersi  cosa è stato fatto per rendere  la vita, almeno di questi bambini, degna di essere vissuta ?  I genitori li hanno lasciati soli… dov’erano, cosa facevano… ?  Probabilmente erano andati a rubare, non avendo altro modo possibile per coniugare il pranzo con la cena. Ironizzare sui sentimenti , forti di una generalizzata opinione, non è certamente segno di intelligenza matura , né, tanto meno, di cultura aperta e disponibile ad confronto, esaltando la convinzione di far parte della categoria dei “buoni”, solo perché si dispone di un tetto sopra la testa. Non è mio progetto assolvere i Rom  aprioristicamente, cerco solo di capire nell’umiltà di volere imparare e nella certezza di non essere migliore degli altri… rom ed extracomunitari  compresi. (Rosario Amico Roxas)

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Arrivano i fondi per la banda larga agricola

Posted by fidest press agency su mercoledì, 26 maggio 2010

Sono in arrivo oltre 2,2 milioni di euro per la connessione veloce, a disposizione delle aziende agricole del Friuli Venezia Giulia. La Commissione europea, infatti, ha recentemente approvato il piano italiano per la diffusione della banda larga nelle zone rurali per un importo superiore a 154 milioni di euro da spendere entro il 2015. «La moderna azienda agricola che vuole operare in maniera integrata con il mercato e rimanere al passo con i tempi – ha detto Ennio Benedetti, presidente regionale della Cia – non può fare a meno dello strumento informatico e del collegamento con la rete di internet. La velocità di comunicazione, l’e-commerce e la sburocratizzazione del comparto passano sempre più spesso attraverso la banda larga, utile pure a ridurre l’isolamento fisico e geografico delle imprese rurali, soprattutto montane», ha concluso Benedetti. Per la banda larga rurale, in Friuli Vg, 1,3 milioni di euro saranno messi a disposizione dall’Europa e 0,9 milioni dallo Stato, attraverso il Psr regionale.  La più recente indagine Istat sull’informatizzazione dell’agricoltura italiana, seppur targata 2007, rileva che solo il 10 per cento delle aziende della Penisola dispone di un pc e meno del 10 per cento di quelle professionali (400.000 unità complessive) è in grado di istruire, in rete, le pratiche burocratiche che le riguardano. Finalmente, dunque, si avvia un processo che porterà alla tanto attesa emancipazione del settore agricolo e, in prospettiva, a un cambiamento importante nei rapporti tra impresa, mercato, amministrazioni pubbliche, sindacati di rappresentanza e consulenti aziendali.

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Nuova cura per l’incontinenza

Posted by fidest press agency su sabato, 1 maggio 2010

(Centro Maderna) Tra i problemi che maggiormente toccano gli over-60 anche in salute, uno dei più sentiti è quello dell’incontinenza fecale, di cui poco si parla per imbarazzo, ma che colpisce quasi il 50% degli anziani in case di cura o in residenze assistite (soprattutto donne) ed è spesso causa di paure, imbarazzo ed isolamento. La Spagna, che sta diventando un vero e proprio pioniere nella ricerca di nuove cure, sta sperimentando un nuovo trattamento per questo disagevole disturbo. Alla fine dello scorso anno infatti, il reparto di Coloproctologia dell’Ospedale Juan Ramón Jiménez di Huelva, ha  portato a termine uno studio durato due anni e finanziato dal Ministero della Salute, che ha dimostrato l’efficacia di una cura minimamente invasiva che consiste nell’elettrostimolazione di un nervo della caviglia tramite l’utilizzo di un ago simile a quelli utilizzati per l’agopuntura. In questo modo si invia un piccola scarica elettrica lungo il nervo che corre lungo la tibia, il quale, in questo modo, libera una serie di sostanze che aiutano a controllare lo sfintere e ad avere una normale continenza. La cura, che non richiede alcun tipo di anestesia né il ricovero ospedaliero, è stata applicata con successo già a 30 pazienti.(AARP – Global Network)

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Primo Congresso Nazionale degli Immigrati

Posted by fidest press agency su mercoledì, 21 aprile 2010

Roma, 24 e 25 aprile 2010 Via Marsala, n.42 – Congregazione Salesiani L’evento, organizzato dal Comitato Immigrati in Italia si propone come piattaforma di discussione su tematiche che hanno infiammato stampa e opinione pubblica negli ultimi anni: diritti e responsabilità dei “nuovi cittadini”, partecipazione nella vita sociale e nelle scelte per l’immigrazione, il futuro delle seconde generazioni e le problematiche legate al riconoscimento del loro diritto di cittadinanza. Il Comitato Immigrati in Italia, ente autonomo e auto organizzato,  è nato nel 2002 opera su piano nazionale, promuove la difesa dei diritti, la libertà e la dignità dei cittadini immigrati nel vecchio continente. Vuole evitare in qualsiasi modo la ghettizzazione e l’isolamento dei nuovi cittadini. Il 5 aprile del 2009 si è svolta la prima Assemblea Nazionale degli Immigrati, a cui hanno partecipato i rappresentanti di numerose regioni italiane, tra delegati di associazioni, comitati e organizzazioni sindacali, ed è emersa la necessità di provare a dare una risposta ‘in prima persona’. È stato anche l’anno in cui si è realizzata la prima straordinaria manifestazione nazionale il 17 ottobre, che ha visto il coinvolgimento della società italiana e l’approvazione attraverso la loro partecipazione dei 10 punti della piattaforma: l’abrogazione della Bossi – Fini e il “NO” al ritorno alla Turco Napolitano, la regolarizzazione generalizzata di tutti i cittadini immigrati presenti in Italia, la chiusura definitiva dei Centri di Identificazione ed Espulsioni dei cittadini immigrati fino al rispetto del diritto di tutti i bambini all’istruzioni.Numericamente quella degli immigrati in Italia è oramai una presenza significativa: sono circa il 6,5% della popolazione residente; dal punto di vista economico il contributo degli immigrati si attesta intorno al 10% del prodotto interno lordo, ciò significa che gli immigrati creano con il loro lavoro il 10% di tutta la ricchezza prodotta in Italia. E una parte consistente della popolazione italiana stenta ad accettare questa realtà. Inoltre molti immigrati non hanno sufficiente coscienza di questa situazione, semplicemente perché non vengono interpellati e coinvolti  nelle politiche che li riguardano e che spesso portano il loro potere decisionale alla soglia dello zero. Gli immigrati, in quanto soggetti economicamente ‘validi e produttivi’, hanno il dovere e il diritto di prendere parte pienamente alla vita sociale e al dibattito politico di questo paese.

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Vecchie e nuove epidemie

Posted by fidest press agency su domenica, 11 ottobre 2009

Ancona, lunedi’ 12 ottobre 2009 alle ore 12.00 presso il Municipio di Ancona presentazione della mostra: mole Vanvitelliana 24 ottobre 2009-7 gennaio 2010 Contenuti e finalità della Mostra verranno presentati alla stampa dal Sindaco della Città, professor Fiorello Gramillano  e dal Dr Walter Pasini. Direttore del Centro di Travel Medicine e Global Health, curatore dell’iniziativa. I porti sono stati per secoli porta di ingresso di grandi epidemie, come peste e colera, per l’arrivo di uomini e merci proveniente da aree infette. Sui porti vennero costruiti, a partire dal XV secolo, luoghi di isolamento per malati o sospetti tali: i lazzaretti. E’ all’interno dell’Ex Lazzaretto di Ancona, ora Mole Vanvitelliana, monumento mondiale di sanità pubblica, che si terrà una Mostra didattica nazionale dedicata al tema “Vecchie e Nuove Epidemie: viaggio dalla Peste nera alla Pandemia influenzale“ La Mostra ha il Patrocinio del Comune di Ancona, della Presidenza della Repubblica, della Presidenza del Consiglio, del Senato della Repubblica, della Camera dei Deputati, del Ministero del Lavoro, Salute e Politiche sociali e del Ministero dei Beni Culturali. La Mostra ha lo scopo di portare all’attenzione del pubblico, il patrimonio di conoscenze e di valori acquisito attraverso secoli di lotta alle grandi epidemie e dimostrare che, mentre in passato l’umanità assisteva inerme al dilagare del contagio, ora possiede conoscenze scientifiche e strumenti per fronteggiare nuove sfide. La letteratura ed altre forme d’arte si sono sempre occupate del tema delle epidemie ed è per questo motivo che la Mostra intende rivolgersi anche alle Scuole secondarie per trasformare la paura per la nuova influenza in occasione di arricchimento culturale. Nel corso della Conferenza Stampa verranno fornite informazioni relative al Concorso per alunni di Scuola Secondaria di 2° grado sul tema Vecchie e Nuove Epidemie. (Prof. Fiorello Gramillano  Dr Walter Pasini)

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Inaugurazione della CASA “Viva gli Anziani!”

Posted by fidest press agency su martedì, 21 aprile 2009

casa-vivaRoma 23 Aprile 2009 – ore 17,00 Via Nicola Fabrizi, 2. All’inaugurazione parteciperà il Cardinale Agostino Vallini. Nelle grandi città l’isolamento, la riduzione dei membri del nucleo familiare, il costo elevato degli affitti, tutto concorre ad allontanare, alla prima crisi, dalla propria casa soprattutto chi è anziano. La Comunità di Sant’Egidio, da anni impegnata nella difesa della dignità umana degli anziani, ha capito, in tempi lontani, il male che può creare l’allontanamento dal proprio ambiente e l’istituzionalizzazione, soprattutto se non scelta liberamente. E ha trovato progressivamente nuovi modi per accompagnare gli anziani, aiutandoli a rimanere a casa propria. Sono nati così dalla Comunità di Sant’Egidio servizi gratuiti di assistenza domiciliare e laddove non è possibile rimanere nella propria casa, sono stati creati ambienti protetti e familiari, convivenze e  case famiglia, come alternativa alle mega-istituzioni. Queste esperienze hanno portato ad elaborare un esempio tra i più riusciti di soluzione residenziale per anziani. Ne è espressione La Casa “Viva gli Anziani!”, situata nel Centro Storico di Roma, in una bella palazzina anni ’50 immersa nel verde ma non isolata dal contesto del quartiere. Non allontanare gli anziani dai luoghi dove hanno sempre vissuto, anche se in una residenza diversa, è fondamentale non solo per gli anziani, ma anche per l’ecologia umana dei quartieri. La Casa “Viva gli Anziani!” è costituita da diverse tipologie abitative. L’immobile è su cinque livelli. Ha un’area complessiva coperta di 1.500 mq ed è circondato da un parco nel quartiere di Trastevere. Un intero piano, pari a mq.180, è destinato ad una casa famiglia per sei anziani bisognosi di un’assistenza più intensa. Gli ambienti sono luminosi e spaziosi, arredati in modo non anonimo; gli ospiti sono incoraggiati a portarvi i loro mobili, i loro quadri e a scegliere i colori degli arredi. L’assenza di barriere architettoniche, i larghi corridoi, i tanti ausili, aiutano ciascuno a non perdere la propria autonomia. Altri tre piani sono  articolati in 12  unità abitative autonome per un totale di 20 posti destinati ad accogliere, anche per periodi temporanei,  anziani autosufficienti, quando ce ne sia la necessità. Anche a questi ospiti sono offerti dei servizi comuni, oltre ad un collegamento permanente con gli operatori della casa famiglia, presenti gratuitamente 24 ore su 24. Ci sono poi ampi spazi comuni, tra cui un giardino, che è possibile aprire al quartiere per favorire la continuazione di rapporti e relazioni. (foto casa viva)

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