Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 244

Posts Tagged ‘israele’

“Israele come i talebani”, bufera sulla deputata dem americana Ilhan Omar

Posted by fidest press agency su mercoledì, 23 giugno 2021

È bufera sulla deputata americana Ilhan Omar, causa il suo paragone fra Israele e talebani. Paragone che la democratica di religione islamica ha fatto nel corso di un colloquio avuto con Antony Blinken, il capo della diplomazia Usa, da lei stessa portato alla luce con un video, in cui chiedeva: “Quali meccanismi sono in atto negli Stati Uniti per le vittime di presunti crimini contro l’umanità in Israele, Palestina e Afghanistan”. Ilhan Omar, in maniera subdola, ha equiparato Israele, non solo ai talebani, ma anche ad Hamas, il gruppo terroristico che gestisce e detta legge all’interno della Striscia di Gaza, opprimendo il popolo palestinese, che dice di tutelare, e tenendo in pugno funzionari Onu, cacciati perché non conformi al pensiero che vuole la demonizzazione di Israele.Secondo Ilhan Omar, sostenitrice del BDS (movimento che boicotta Israele), uno stato democratico come quello ebraico può essere paragonato a due gruppi terroristici. Follia, almeno per chi non è accecato dall’odio antiebraico, ma non per la democratica islamica, che durante l’ultimo conflitto tra Israele e Hamas, aveva sostenuto che:“Gli attacchi aerei israeliani, che uccidono civili a Gaza, sono un atto di terrorismo. Molti ti diranno che Israele ha il diritto di difendersi, alla sicurezza e alla protezione, ma tacciono sul fatto che anche i palestinesi abbiano quegli stessi diritti”.Su una cosa la Omar ha ragione: il popolo palestinese ha il diritto di difendersi, da Hamas, che utilizza i finanziamenti che arrivano dall’Ue e non solo, per pagare i suoi terroristi e comprare armi, anziché destinare quei soldi a realizzare l’obiettivo per cui erano stati elargiti (come costruire scuole, ospedali etc).Se torniamo indietro al 2012, troviamo un’altra dichiarazione falsa di Ilhan Omar, secondo cui:“Israele ha ipnotizzato il mondo. Allah risveglia la gente e aiutarli a vedere le cattive azioni di Israele”. Ilhan Omar dovrebbe guardare a casa sua, all’interno di quel terrorismo islamico, che fa continuamente stragi in varie parti del mondo, uccidendo centinaia di persone innocenti.

Posted in Estero/world news, Spazio aperto/open space | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Leader Hamas: “Dio ha decretato che dobbiamo attaccare Tel Aviv”

Posted by fidest press agency su sabato, 12 giugno 2021

“E abbiamo anche altre capacità che non abbiamo rivelato”. La ha detto il capo di Hamas a Gaza, Yahya Sinwar, parlando a un gruppo di studenti e accademici. Sinwar ha aggiunto che Hamas e i suoi alleati potrebbero “distruggere Tel Aviv” lanciando 130 missili al minuto, e ha di nuovo condannato i paesi arabi che hanno firmato accordi di normalizzazione con Israele (EAU, Bahrain, Sudan e Marocco). “Abbiamo sventato un progetto sionista, talmudico e biblico volto a spartire la moschea di al-Aqsa nel tempo e nello spazio “tra musulmani ed ebrei” ha continuato Sinwar, che ha anche definito “una perdita di tempo” i colloqui al Cairo con il movimento palestinese rivale Fatah.

Posted in Spazio aperto/open space | Contrassegnato da tag: , | Leave a Comment »

Gaza/Israele. Come Hamas ammazza anche l’informazione

Posted by fidest press agency su martedì, 18 maggio 2021

Dopo la distruzione da parte israeliana del palazzo dove a Gaza avevano sede l’agenzia stampa Usa Associated Press e la tv del Qatar Al Jazeera, c’è stata molta impressione nel mondo dell’informazione. Tra le tante opinioni ha prevalso una che sintetizziamo con “la demolizione del palazzo dei media a Gaza da parte di Tel Aviv è una pagina vergognosa” .Crediamo che occorra mettere alcuni puntini sulle “i”, senza partigianeria ma lettura dei fatti.Premesso che la degenerazione della politica in guerra è responsabilità di Hamas, che in questo caso (stando alle fonti ufficiali che abbiamo) ha usato la stessa strategia omicida che usa verso il popolo che dice di sostenere: scudi umani. Sapendo di essere militarmente inesistente rispetto al suo avversario, manda al macello gli abitanti di Gaza come prezzo per affermare la propria strategia di distruzione dello Stato d’Israele, giocando sul clamore mediatico “3 morti in Israele” “300 morti a Gaza”, volutamente dimenticando che ognuno difende il proprio popolo coi mezzi che ha a disposizione… e Hamas sa che ha pochissimi mezzi di difesa ma sceglie di far uccidere i suoi abitanti, mentre Israele difende i suoi abitanti (arabi inclusi) coi i suoi molto migliori sistemi.Nel caso del palazzo dei media distrutto dagli israeliani, Hamas ha usato lo stesso metodo omicida: “mondo, guarda, gli israeliani distruggono l’informazione…”, ma proprio per poter declamare questo, nello stesso palazzo Hamas ha una propria base, che sa essere obiettivo militare. Quindi, nella logica interna alla guerra, lode agli israeliani che hanno avvisato i media che stavano per colpire il palazzo, avviso che Hamas non fa agli abitanti delle case che colpisce quando lancia i propri missili in Israele.Questa è la guerra, Che non è mai giusta!! E che è anche colpa di tutti noi se c’è, visto che abbiamo fino ad oggi fatto troppo poco per evitarla… e che questo ci serva da sprone.Ma nella guerra, evitiamo di non comprendere (nello specifico) la strategia omicida di Hamas anche per l’informazione.Poi, e anche subito, è bene discutere ed agire sul fatto che Israele, oltre a difendersi, dovrebbe svolgere meglio il ruolo politico che innegabilmente ha sulle spalle in quella parte del mondo… che oggi è il centro del Pianeta.Vincenzo Donvito, presidente Aduc

Posted in Spazio aperto/open space | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Human Rights Watch e l’ennesimo report bugiardo su Israele e la presunta apartheid

Posted by fidest press agency su venerdì, 7 maggio 2021

By Ugo Volli. Succede spesso, due o tre volte all’anno. Qualche agenzia dell’Onu, qualche relatore speciale (fa più fino dirlo in inglese: “special rapporteur”), esperto indipendente e gruppo di lavoro sempre dell’Onu, di uno dei suoi comitati o dell’Unione Europea, qualche organizzazione non governativa, associazione benefica o gruppo politico, qualche professore universitario, giurista o sociologo, qualche giornalista di inchiesta o inviato di televisione si sveglia una mattina e tira fuori un comunicato, un rapporto, una relazione, un articolo che spiega al mondo quant’è cattivo Israele: Israele uccide i bambini (il caso Al Dura); li imprigiona; preleva gli organi dai palestinesi che uccide apposta; pratica l’apartheid; ruba case e terreni; pratica l’usura; provoca la guerra; diffonde pornografia e corruzione; naturalmente domina il mondo, in particolare i media; attraverso la “lobby ebraica” controlla gli Stati Uniti; si è inventato la Shoah per opprimere gli arabi; usa l’etichetta dell’antisemitismo per impedire le critiche; ha creato l’Isis e Al Qaeida per dividere il mondo islamico, compie orribili crimini di guerra, tiene prigioniero il Mandela palestinese e tanti altri, cerca di far crollare la Moschea di Al Aqsa e impedisce ai musulmani il godimento esclusivo di ciò che è loro da sempre, cioè il monte del Tempio; vuole invadere i paesi vicini perché ama fare la guerra e pretende un impero dal Nilo all’Eufrate; eccetera, eccetera, eccetera. Scusatemi se ho dimenticato qualcosa, la lista si può allungare a piacimento. E perdonatemi se ho scritto “Israele” e non “gli ebrei”, “i coloni”, “i sionisti”: si sa che sono termini intercambiabili. Senza fermarci sul passato, veniamo all’ultima calunnia, che ha avuto largo spazio sui giornali nei giorni scorsi. Una organizzazione non governativa molto controversa, “Human Rights Watch” (HRW), criticata anche dal suo fondatore Robert Bernstein per essere diventata una macchina di diffamazione contro Israele, sotto la direzione dell’attuale direttore esecutivo Kenneth Roth, ha pubblicato un rapporto di 217 pagine e 863 note finali per accusare Israele di essere “uno stato di apartheid” (naturalmente) e di “persecuzione” che commette “crimini di guerra” e “gravi abusi” contro gli arabi. Nel testo non ci sono novità fattuali, gli argomenti sono i soliti: i “coloni” abusivi, l’“eccesso di reazione” al terrorismo, l’occupazione… L’attacco di HRW si estende però alle fondamenta stessa dello Stato di Israele, cioè all’idea di una patria nazionale del popolo ebraico, anche se proprio il riconoscimento di quest’esigenza è stata alla base del Mandato Britannico e poi della costituzione dello Stato di Israele, secondo le delibere della Società delle Nazioni (1922) e dell’Assemblea Generale dell’Onu (1947). Per Human Rights Watch invece questa è apartheid e discriminazione, anche se quasi tutti gli stati nazionali riconoscono che ci sia un diritto alla cittadinanza da parte delle persone che appartengono alla nazionalità dello stato. Che fare di fronte a questo attacco? Innanzitutto capirlo criticamente, non pensare che sia una sentenza pronunciata da un’autorità neutrale, ma un atto politico di “guerra legale” (lawfare). E cercare di spiegare a chi ci casca la verità, invitandolo magari, quando sarà possibile, ad andare in Israele e vedere con i suoi occhi quanto sia ridicola l’accusa di apartheid in un paese dove tutti i cittadini godono di uguali diritti politici, sociali, legali, quale che sia la loro nazionalità e religione.

Posted in Spazio aperto/open space | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Vaccino Covid e calunnie contro Israele: la storia si ripete

Posted by fidest press agency su venerdì, 5 marzo 2021

By Ugo Volli. Che Israele abbia avuto la miglior politica di reazione al Covid e soprattutto di vaccinazione, lo scrivono da tempo i giornali di tutto il mondo e lo riconoscono i complimenti ufficiali di molti stati e le richieste di aiuto da parte di altri. Ma poteva questo riconoscimento, così importante in un tempo in cui il mondo fa molta fatica a gestire efficacemente la pandemia, essere accettato senza fastidio dai nemici di Israele? Certamente no. Ma come negare i numeri, l’indubbia efficacia dell’organizzazione sanitaria israeliana? Si sono visti due sistemi di diffamazione. Uno, piuttosto minoritario, è dire: certo ce l’hanno fatta a dare il vaccino velocemente a tutti, ma è l’efficacia dei plutocrati o addirittura dei nazisti. Plutocrati perché si sono pagati il vaccino al prezzo del mercato, senza tirare sul prezzo come ha fatto l’Europa. La ragione di questo comportamento “dispendioso” è molto semplice, anzi sono due: la prima è etica, l’ebraismo mette la vita al di sopra di ogni calcolo e anche di ogni norma religiosa o quasi: non bisogna badare al budget quando si tratta di salvare chi potrebbe morire. La seconda è che ogni giorno di chiusura dell’economia costa molto di più dei vaccini, ed è sciocco non investire. Quanto al “nazismo” molti hanno attribuito il successo a una sorta di dittatura militare sanitaria. E’ una sciocchezza, le norme israeliane sull’epidemia sono come quelle di molti paesi occidentali, solo applicate con più rigore, forse. E l’esercito non c’entra niente, le vaccinazioni sono state prese in carico dalle quattro mutue cui sono iscritti i cittadini israeliani e sono state realizzate con l’aiuto di tutti e un fortissimo incoraggiamento politico. Vale la pena di vedere questo recente video autoironico di Netanyahu per un esempio, e anche per capire perché il primo ministro israeliano è così popolare nel publlico, anche se odiato da politici e giornalisti. Il secondo sistema è stato largamente usato dagli antisemiti di tutto il mondo e consiste nel dire: sì, ma Israele è razzista, perché non dà il vaccino ai palestinesi. E’ una bufala gigantesca. Partiamo da questo. Per “palestinesi” si possono intendere gli arabi che vivono fra il Mediterraneo e il Giordano, che siano cittadini israeliani o dell’Autorità Palestinese. Gli arabi israeliani rientrano fra la popolazione di Israele in tutte le statistiche e anche in questa, dunque sono stati vaccinati come tutti gli altri. Anzi, una particolare attenzione è stata fatta per coinvolgerli, anche se nel loro ambiente talvolta ci sono delle resistenze alle iniziative dello stato: non avrebbe avuto il minimo senso avere una minoranza consistente (fra il 15 e il 20%) non vaccinata e libera di circolare e proseguire il contagio. Quanto ai sudditi dell’Autorità Palestinese, per la stessa ragione sono stati vaccinati quelli che vengono a lavorare in Israele. Quanto agli altri, l’Autorità Palestinese non ha chiesto il vaccino e anzi ha protestato quando Israele ha cercato di allestire un posto di vaccinazione sul Monte del Tempio, dove al venerdì vengono a pregare in decine di migliaia. Israele ha proposto di aiutare nelle vaccinazioni non perché obbligato, ma per l’interesse comune a limitare il contagio. Non ne aveva la minima responsabilità C’è uno strano atteggiamento da considerare qui con attenzione. I nemici di Israele si sgolano a dire che “la Palestina è uno stato indipendente ”. Ma se è uno stato indipendente, che obbligo ha Israele di curane la sanità? Qualcuno ha protestato con l’Italia per non aver dato il vaccino non diciamo alla Svizzera o alla Slovenia, ma a San Marino, la cui indipendenza di fatto è piuttosto discutibile? No, nessuno ha protestato, l’Italia non ci ha pensato e San Marino ha preso i vaccini dalla Russia. Dall’altro i nemici di Israele dicono che Israele è responsabile per la sanità e dunque per la vaccinazione. Ma la politica sanitaria si estende in profondità nella vita di un paese, implica la gestione delle acque, degli ospedali, dei rifiuti, della medicina di base; e poi anche il controllo effettivo sul fatto che le norme siano seguite. Sarebbero d’accordo i nemici di Israele, se da Gerusalemme si stabilissero i turni e le precedenze delle vaccinazioni, le procedure degli ambulatori, i protocolli delle cure che si seguono a Ramallah? Che resterebbe dell’autonomia palestinese, stabilita a Oslo, anche senza parlare della loro pretesa di uno stato indipendente? E in effetti c’è un testo giuridico che traglia la testa al toro su questo problema: sono gli stessi Accordi di Oslo firmati da Israele, dall’OLP e come osservatori da Usa, Urss e Unione Europea,in cui c’è una clausola precisa che assegna esplicitamente la sanità fra le materie che devono essere gestite autonomamente dall’Autorità Palestinese.E allora perché ne parlano, i critici di Israele? Perché ci ritornano sopra? E’ semplice, perché c’è un’antica tradizione antisemita per cui gli ebrei sono incolpati per le epidemie che trasmetterebbero agli altri per malvagità, sapendo come evitarle – una menzogna evidente. Accadde nel 1348, ai tempi del Perarca, e poi nel Seicento, per l’epidemia narrata dai “Promessi Sposi” e poi cento altre volte: ogni epidemia è stata pretesto di attacchi ai quartieri ebraici, di stragi, di conversioni forzate e saccheggi. Ora tutto questo non è possibile, almeno non con Israele; ma dire che gli ebrei sono capaci di evitare l’epidemia ai danni degli altri è rimasto fra le calunnie antisemite e come tutte queste viene oggi applicata soprattutto allo stato di Israele.

Posted in Estero/world news | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Iran: promosso disegno di legge per eliminare Israele entro il 2041

Posted by fidest press agency su venerdì, 8 gennaio 2021

Una notizia incredibile e senza precedenti arriva dall’Iran, dove il parlamento ha promosso un disegno di legge per eliminare Israele entro il marzo del 2041. Ancora più incredibile è la motivazione: l’iniziativa legislativa è la risposta all’uccisione del comandante delle Forze Qods, Qassem Soleimani, avvenuta il 3 gennaio 2020, che l’Iran ritiene sia stato ucciso dagli Usa.Ma allora perché Teheran punta il dito contro Israele se affibbia la responsabilità della morte di Soleimani agli Stati Uniti? Perché non fa un disegno legge atto a distruggere l’America, New York o Washington?Domande che hanno una sola risposta: Teheran ha affermato di voler punire Israele quale alleato degli Usa. Ricapitoliamo. L’Iran ritiene che gli Stati Uniti siano i responsabili della morte di Qassem Soleimani e per vendicarlo promuovono una legge per distruggere Israele.Per chi dovesse credere che la notizia sia priva di fondamento, dovrà ricredersi perché arriva dall’importante agenzia di stampa iraniana Isna, secondo cui il disegno di legge prevede che i prossimi governi iraniani saranno obbligati a fare qualsiasi sforzo per distruggere Israele e rimuovere le forze americane dalla regione.Questo è solo odio per Israele, nulla più. Un odio che si somma alla volontà di nascondere i problemi interni al paese, puntando il dito contro Gerusalemme.Un odio che serve a ingannare il popolo iraniano, aumentandone l’avversione nei confronti di Israele, facendolo diventare un capro espiatorio.

Posted in Estero/world news | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Le bugie di Barack Obama su Israele

Posted by fidest press agency su giovedì, 7 gennaio 2021

Di Emanuel Baroz. “La Dichiarazione Balfour del 1917”, scrive l’uomo che per otto anni ha presieduto i destini degli Stati Uniti, “fu pubblicata dagli inglesi che allora occupavano la Palestina”. E’ nel capitolo 25 del suo libro, intitolato con un tocco di enfasi “Una Terra Promessa, volume 1 delle memorie presidenziali”, che Barack Obama presenta la sua visione molto personale degli eventi che hanno cambiato la storia del Medio Oriente. Solo che, il 2 novembre 1917, quando Lord Balfour, Ministro degli Affari Esteri del Regno Unito, inviò una lettera ufficiale a Lord Rothschild, uno dei leader della comunità ebraica d’Inghilterra, assicurandogli che il suo governo stava considerando favorevolmente la creazione di un focolare nazionale per il popolo ebraico in Palestina, gli inglesi non stavano ancora occupando la Palestina. Aspri combattimenti sono in corso tra le loro truppe e quelle dell’Impero Ottomano entrato in guerra a fianco della Germania nella Prima Guerra Mondiale. Fu invece l’11 dicembre del 1917 che le forze del Generale Allenby entrarono a Gerusalemme. Ma Obama conosce il peso della parola ‘Occupazione’ e la usa consapevolmente per delegittimare l’iniziativa britannica sin dall’inizio.Consideriamo ora il Piano di Partizione votato dalle Nazioni Unite nel novembre del 1947, che prevede la divisione del Paese tra uno Stato ebraico e uno arabo – nessuno ancora parla di uno Stato palestinese. Secondo Obama, “i leader sionisti’ lo accettano, mentre gli ‘Arabi palestinesi’-ancora una volta fino ad allora nessuno aveva usato questo termine – come le nazioni arabe circostanti, che stavano appena uscendo dal giogo coloniale, lo rifiutano”. Ma di quale giogo coloniale sta parlando? Di quello dell’Impero Ottomano che aveva soffocato per quattro secoli qualsiasi velleità di indipendenza araba? No di certo. Parla delle potenze alleate vittoriose che hanno portato questi Paesi arabi all’indipendenza. Paesi che non si accontentano di ‘rifiutare’ il Piano: i loro eserciti lanciano un attacco concertato contro lo Stato ebraico, proclamato il 18 maggio del 1948. Solo che, dice Obama, hanno la meglio ‘le milizie ebraiche’ . Ma quali milizie? In realtà si tratta di Tsahal – l’Esercito di Difesa Israeliano – creato il 28 maggio e che comprende gli eserciti di terra, aria e mare. E l’ex Presidente così continua: “durante i tre decenni che seguono, Israele si impegnerà in una serie di conflitti con i suoi vicini arabi”. Il resto del capitolo è tutto dello stesso tono. Una presentazione dei fatti che è stata ovviamente adottata subito dai palestinesi, troppo felici di scoprirsi dei veri eroi. Un gruppo di cittadini interessati ha appena presentato una denuncia contro la Gran Bretagna a causa della dichiarazione Balfour “che ha dato la Palestina come focolare nazionale agli ebrei e permesso alle bande sioniste di occupare la Palestina”. Presentata davanti a un tribunale palestinese, la denuncia è stata dichiarata ammissibile. Questi competenti cittadini hanno indubbiamente dimenticato che nel 1920, quando la Gran Bretagna aveva ricevuto il Mandato della Palestina, si era affrettata ad amputarne i quattro quinti a beneficio di uno dei figli del suo vecchio alleato, lo Sharif della Mecca. Così era nato “l’Emirato della Transgiordania” che approfitterà della Guerra d’Indipendenza di Israele per occupare la Giudea e la Samaria – questo è il nome che compare nel Piano di Partizione, che poi sarebbe dovuta tornare allo Stato arabo – e prendere il nome di Giordania. Il giovane Stato di Israele dovrà accontentarsi di un decimo dei territori della Palestina mandataria. È vero che Barack Obama ha ignorato questo dettaglio che considera senza dubbio privo di interesse. Resta il fatto che di questo ammasso di inesattezze e di falsificazioni intenzionali, che farebbe vergognare uno studente di storia del primo anno, se ne sono già vendute un milione di copie nella prima settimana, e sarà tradotto in numerose lingue, per diventare poi un testo di riferimento per intere generazioni.

Posted in Estero/world news | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Israele: “neutralizzato” un tunnel del terrorismo

Posted by fidest press agency su martedì, 27 ottobre 2020

Le Forze di Difesa israeliane hanno rivelato martedì d’aver scoperto e “neutralizzato” un tunnel del terrorismo scavato dalla Striscia di Gaza che penetrava per alcune decine di metri in territorio israeliano. Secondo l’esercito, grazie a un “segnale” del sistema di rilevamento che sta installando al confine, i genieri hanno localizzato il tunnel foderato di cemento vicino a Khan Younis (striscia di Gaza meridionale), all’altezza del kibbutz kibbutz Kissufim, prima che rappresentasse una minaccia per le comunità israeliane della zona.“Anche nei giorni in cui il sud sembra essere tranquillo – ha twittato il ministro della Difesa Benny Gantz – sotto la superficie le organizzazioni terroristiche non interrompono i loro sforzi per colpire i cittadini israeliani e la loro sovranità”.

Posted in Estero/world news, Spazio aperto/open space | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Ali Khamenei ha affermato che gli Emirati arabi uniti “hanno tradito il mondo musulmano” con la normalizzazione delle relazioni con Israele

Posted by fidest press agency su mercoledì, 2 settembre 2020

La dichiarazione di Khamenei è riportata sull’account Twitter dell’ayatollah iraniano. “Senza dubbio il tradimento degli Emirati Arabi Uniti non durerà a lungo, ma ricorderemo per sempre questa macchia. Hanno permesso al regime sionista di penetrare nella regione e hanno dimenticato la loro occupazione delle terre palestinesi”, ha poi affermato Khamenei durante un discorso in occasione della 34esima conferenza nazionale dei dirigenti del ministero dell’Educazione.”Gli Emirati Arabi Uniti hanno preso delle misure contrarie agli interessi del mondo islamico avviando la cooperazione con gli israeliani e certi velenosi elementi americani, come il membro ebreo della famiglia di Trump”, ha aggiunto la Guida di Teheran, riferendosi al consigliere e genero del presidente Usa, Jared Kushner.

Posted in Estero/world news, Politica/Politics | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Israele ed Emirati Arabi raggiungono uno storico accordo diplomatico

Posted by fidest press agency su lunedì, 24 agosto 2020

Gli Emirati Arabi, così, diventano il primo stato del Golfo Persico a intrattenere rapporti diplomatici con lo Stato ebraico e il terzo paese arabo dopo l’Egitto (1979) e Giordania (1994): il quarto se la Mauritania nel 2009 non avesse reso vano l’accordo (1999) a causa del conflitto tra Israele e Hamas.Ad annunciare l’intesa è stato il presidente americano Donald Trump che su Twitter ha parlato di un “giorno storico”:“Enorme svolta oggi! Storico accordo di pace tra due nostri grandi amici, Israele e Emirati Arabi”.Il tweet è stato condiviso dal premier israeliano Benjamin Netanyahu, che ha definito l’accordo “l’inizio di una nuova era tra Israele e il mondo arabo”.Tweet confermato da Mohammed Bin Zayed, il principe ereditario e ministro della Difesa di Abu Dhabi, il quale ha detto che l’accordo è stato “definito durante una conversazione telefonica congiunta con il presidente Trump e il primo ministro Netanyahu”.Non tutti, però, hanno saluto con favore l’accordo storico tra Israele e gli Emirati Arabi. Fra questi l’Autorità nazionale palestinese e l’Iran.L’Anp ha fatto sapere che gli Emirati “non hanno il diritto di parlare a nome dei palestinesi”:
“Questo passo mina l’iniziativa per la pace araba, le decisioni dei vertici arabi e islamici, la legittimità internazionale e l’aggressione contro il popolo palestinese”.Sulla stessa lunghezza d’onda il governo di Teheran, secondo cui gli accordi sono un atto di:“Stupidità strategica da parte di Abu Dhabi e Tel Aviv che rafforzerà l’asse della resistenza nella regione. La popolazione oppressa della Palestina e tutte le nazioni libere del mondo non perdoneranno mai la normalizzazione delle relazioni con il criminale regime di occupazione israeliano”.E l’Italia? Il nostro paese ha promosso l’accordo tra Israele ed Emirati in una nota della Farnesina:“L’Italia accoglie con favore l’annuncio dell’accordo di normalizzazione delle relazioni fra Israele e gli Emirati Arabi Uniti. Auspichiamo che tale importante passo possa contribuire alla pace e alla stabilità in Medio Oriente. In tale quadro, la decisione israeliana di sospendere l’annessione di porzioni della Cisgiordania costituisce uno sviluppo positivo, che ci auguriamo possa favorire la ripresa dei negoziati diretti tra israeliani e palestinesi nella prospettiva di una soluzione a due Stati giusta, sostenibile e duratura, che l’Italia continua a sostenere con convinzione quale unica alternativa per assicurare pace e prosperità in tutta la regione”.Gran parte della Comunità internazionale auspica che questo accordo sia il primo passo per la normalizzazione dei rapporti in Medio Oriente.

Posted in Estero/world news, Politica/Politics | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Israele, palloni incendiari lanciati da Gaza incendiano il sud del paese

Posted by fidest press agency su domenica, 23 agosto 2020

Continuano i lanci di palloni incendiari sparati da Gaza verso Israele. Negli ultimi giorni, infatti, dalla Striscia queste armi aree stanno incendiando il sud dello Stato ebraico.Si stima che nella ultime 72 ore, circa 50 incendi abbiamo bruciato 850 ettari di foreste e campi agricoli, con danni incalcolabili per gli animali che occupano queste zone. Non si hanno – per fortuna – notizie riguardanti morti o feriti.La risposta dell’aviazione israeliana non si è fatta attendere perché come ribadito da un portavoce dell’esercito, Israele “continuerà ad operare quanto necessario contro i tentativi di danneggiare civili israeliani”.Portavoce che in precedenza aveva detto che gli aerei israeliani avevano centrato “un presidio militare usato dalle forze navali di Hamas, infrastrutture sotterranee e posti di osservazione”, ritenendo “l’organizzazione terroristica responsabile di tutto ciò che ha origine da Gaza”.Israele ha preso altre misure per fronteggiare l’emergenza dei palloni incendiari, fra cui quella di fermare l’importazione di combustibile nella Striscia decisa dal Cogat, l’organismo che sovrintende le attività di governo israeliano nei Territori.
Non si deve correre il rischio di sottovalutare la pericolosità dei palloni incendiari. Si farebbe l’ennesimo assist da Hamas, pronto a puntare il dito contro Israele in ogni occasione. Non sono armi innocenti, sono armi di distruzione che, come detto, minano anche le convinzioni dei piccoli agricoltori israeliani del sud. Viene da domandarsi dove siano i vari partiti “Verdi” internazionali, dove sia la loro indignazione per la distruzione di campi e alberi. Che siano tutti in vacanza? Oppure quando il verde è israeliano, l’indignazione d’incanto sparisce?

Posted in Estero/world news | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Funzionario governo Sudan parla di pace con Israele: licenziato

Posted by fidest press agency su venerdì, 21 agosto 2020

È stato licenziato il funzionario del governo del Sudan che nei giorni scorsi aveva auspicato un accordo di pace con Israele. Il suo nome è Haidar Badawi Sadiq, il cui ruolo era quello di portavoce del ministero degli Esteri sudanese.Ma mettiamo ordine a quanto accaduto.Pochi giorni fa il presidente americano Donald Trump aveva annunciato l’intesa di un accordo storico fra Israele ed Emirati Arabi. La notizia, confermata dai rispettivi paesi, aveva suscitato reazioni diverse.Entusiasmo da molti esecutivi internazionali e rabbia da parte di alcuni del mondo arabo, contrari alla normalizzazione dei rapporti fra Gerusalemme e Abu Dhabi, fra questi, ovviamente, l’Iran e l’Autorità Nazionale Palestinese.Un mondo arabo che non appariva monolitico nel suo rifiuto, visto che anche Oman e Bahrein sembrano siano pronti a calcare le orme degli Emirati Arabi. Un passo in più sembrava averlo fatto il Sudan, che attraverso il suo funzionario aveva auspicato una normalizzazione dei rapporti con Israele.
L’augurio è durato lo spazio di poche ore, perché il portavoce sudanese è stato licenziato dopo aver rilasciato una dichiarazione alla Sky News araba, sostenendo che non ci fosse “motivo per cui dovesse continuare l’inimicizia” con lo Stato ebraico, aggiungendo di non negare “la comunicazione tra i due paesi” e che: “Sia il Sudan che Israele trarranno vantaggio da un tale accordo se verrà firmato, alla fine di quest’anno o all’inizio del prossimo anno”.Parole che sono costate care a Haidar Badawi Sadiq, che è stato sollevato dall’incarico di portavoce ufficiale del ministero degli Esteri del Sudan.
Allora ci domandiamo: le dichiarazioni di Sadiq erano state rilasciate di suo spontanea volontà senza consultare il governo sudanese oppure sono state intempestive e il Sudan ha dovuto fare marcia indietro per paura di ritorsioni dei paesi arabi più potenti? Domande che rimarranno senza risposta, anche perché molti media internazionali non riescono (o vogliono?) raccontare veramente cosa succede all’interno del mondo arabo.

Posted in Estero/world news | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Israele: Sventato attacco ai confini con la Siria

Posted by fidest press agency su giovedì, 13 agosto 2020

Israele sventa un altro tentativo di infiltrazione terroristica sul proprio territorio: nella notte tra domenica e lunedì scorso una cellula proveniente dalla Siria è entrata in territorio israeliano per piazzare ordigni esplosivi vicino la linea Alpha lungo il confine tra lo stato ebraico e la Siria.I soldati israeliani delle forze speciali Maglan e aerei hanno aperto il fuoco contro quattro sospetti, alcuni dei quali erano armati, uccidendoli tutti, ha detto il portavoce dell’esercito Hidai Zilberman, citato dai media israeliani. ”Abbiamo sventato il tentativo di quattro terroristi di collocare esplosivi vicino alla zona di sicurezza tra Israele e la Siria”, si legge in un messaggio postato su Twitter dall’esercito israeliano. Il ”regime siriano” verrà considerato responsabile di ”qualsiasi evento” si verificasse nel Paese, aggiungendo che l’esercito israeliano resta ”pronto per qualsiasi scenario”. Al momento non è ancora a quale organizzazione militare o terroristica appartenessero i 4 uomini. Il portavoce militare israeliano ha poi aggiunto che nell’azione nel nord del Golan non ci sono state vittime israeliane. “Il comando del nord mantiene una elevata reattività ad ogni scenario. L’esercito ritiene il regime siriano responsabile per tutti gli eventi che generano dal suo territorio e non tollererà alcuna violazione della sovranità israeliana”. L’esercito ha anche diffuso un video nel quale si vede l’operazione.

Posted in Estero/world news | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Israele e Italia unite da Biesse Innovation Lab

Posted by fidest press agency su martedì, 11 agosto 2020

A ottobre il primo evento di kickoff delle attività. Si tratta del ‘Biesse Innovation Lab’ che prende il nome da Biesse, leader mondiale nelle tecnologie per la lavorazione del legno e di altri materiali, con cui è stato creato il lab, e che si pone l’obiettivo di rintracciare, e supportare, le startup italiane più idonee al fine di generare innovazione all’interno delle aziende che necessitano di una progressiva evoluzione per essere nuovamente competitive.Attraverso la creazione di un ambiente dove coltivare le relazioni con il mondo accademico e i centri di ricerca, con altri acceleratori e con venture capital, AdlerInlight ha creato un vero e proprio modello d’avanguardia per guidare startup italiane e israeliane verso un reale accesso al mondo industriale.

Posted in Economia/Economy/finance/business/technology | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Hezbollah ha installato almeno 28 nuove postazioni missilistiche contro Israele

Posted by fidest press agency su sabato, 25 luglio 2020

By Daniel Clark Le ha posizionate in mezzo alla popolazione civile. A rivelarlo è stato il rapporto dell’Alma Reseach and Education Center, centro dedicato alla sicurezza dello Stato ebraico, secondo cui le rampe di lancio si concentrano a Beirut e a sud del paese, territorio più vicino a Israele.Per essere chiari – semmai ce ne fosse bisogno – Hezbollah si serve dei cittadini libanesi, usandoli come scudi umani.Immaginiamo il seguente scenario.Hezbollah lancia dei missili contro Israele. Israele si difende, cercando di eliminare fisicamente le rampe di lancio che, per l’appunto, sono collocate in mezzo a case, bar, ristoranti, uffici e ospedali.
Vista la vicinanza tra le rampe di lancio e i cittadini inermi, la difesa di Israele potrebbe coincidere con la morte dei civili libanesi.
Tutto questo ha lo scopo di attaccare Israele in due modi. Il primo con lancio di razzi, il secondo con la demonizzazione mediatica dello Stato ebraico che ha ucciso i civili libanesi.I media di tutto il mondo riporterebbero le immagini di civili libanesi morti, facendo circolare la foto di poveri bambini rimasti vittime delle bombe.Si farebbero manifestazioni nei comuni di tutto il mondo e in Italia, sulla sproporzionalità dell’attacco israeliano rispetto all’offesa ricevuta. Si farebbero delle interrogazioni parlamentari per puntare il dito contro Israele e contro il governo di Gerusalemme, sostenendo di non essere antisemiti ma antisionisti.Il risultato sarebbe un arricchimento per i terroristi di Hezbollah, la morte di civili libanesi volute da chi dice di difenderli e la demonizzazione di Israele.

Posted in Estero/world news | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Israele e la cosiddetta “annessione”: facciamo chiarezza

Posted by fidest press agency su giovedì, 28 maggio 2020

By Ugo Volli. Durante il processo di Oslo, la Cisgiordania viene divisa in tre aree. Area A è sotto il pieno controllo civile e militare dei Palestinesi– 17.1 %. Area B è sotto il pieno controllo civile dei Palestinesi e sotto il controllo militare congiunto di Palestinesi e Israeliani– 23.9 %. Area C è sotto il totale controllo civile e militare di Israele– 59%.I segni premonitori ci sono tutti: un tentativo di imporre sanzioni da parte dell’Unione Europea (bloccato da “cattivi sovranisti” come l’Austria e l’Ungheria, ma la Francia dice che andrà avanti da sola); una manovra complessa per estendere la giurisdizione della Corte Penale Internazionale anche sullo stato di Israele che ne è esente non avendone firmato la convenzione istitutiva; una lettera minacciosa di diciotto senatori americani. Perfino una settantina di deputati italiani hanno firmato una dichiarazione (l’origine politica è molto significativa, Pd, Leu, 5 Stelle, trovate qui la dichiarazione e le firme); il dittatore palestinese Mahmoud Abbas (Abu Mazen) ha cercato di fare più rumore possibile dichiarando (per l’ennesima volta, ma giura che questa è la volta buona) di interrompere ogni collaborazione con Israele e gli Usa, facendo eco al re di Giordania Abdallah. Una durissima offensiva politico-diplomatica e giuridica contro Israele è annunciata per le settimane che verranno.L’oggetto di questa campagna viene spesso definito “l’annessione” che Israele si proporrebbe di compiere su alcuni territori della cosiddetta Cisgiordania. Il termine è chiaramente sbagliato perché annessione significa “Atto mediante il quale uno Stato estende la propria sovranità sul territorio di un altro Stato o su parte di esso” (così il dizionario di Repubblica), “atto con cui uno stato amplia il proprio territorio estendendo la propria sovranità su quello di un altro stato” (Garzanti), ecc. e non c’è nessuno stato del cui territorio si vorrebbe impadronire. I territori della Giudea e Samaria su cui Israele intende estendere la sua legge civile, circa il 20%, per lo più il deserto della valle del Giordano oltre ai blocchi di insediamenti, appartengono tutti alla “zona C” che gli Accordi di Oslo del 1993, firmati oltre che dall’ “Organizzazione per la Liberazione della Palestina” anche dall’Unione Europea e dagli USA come testimoni, attribuiscono all’amministrazione israeliana, erano sotto il controllo israeliano già dal 1967, in seguito alla vittoria nella Guerra dei Sei Giorni contro l’aggressione degli eserciti arabi. Essi non sono stati però sottratti ad alcuno stato, perché prima erano occupati illegalmente e senza alcun riconoscimento internazionale dalla Giordania, che vi ha rinunciato del resto col trattato di pace del 1994. La Giordania li aveva occupati nel 1948 durante la guerra in cui con Egitto Siria e altri stati arabi cercò di impedire la nascita dello stato di Israele. Prima ancora Giudea e Samaria facevano parte del Mandato britannico di Palestina, istituito dalla Società delle Nazioni nel 1922 su tutto il territorio attuale di Israele e della Giordania, allo scopo esplicito di costituire una “national home” (una casa nazionale, cioè uno stato) per il popolo ebraico, con il compito preciso per la Gran Bretagna che lo amministrava di favorire l’immigrazione e l’insediamento ebraico. Prima ancora, dal XVI secolo, tutto il Levante era una colonia turca. Il territorio del Mandato subì subito una divisione in due regioni politiche, una parte per gli arabi che divenne poi il regno di Giordania a Est del Giordano e una per gli ebrei a Ovest. Coloro che parlano di due stati dovrebbero tener presente che i due stati ci sono già, da quasi cent’anni.Israele dunque non occupa nulla, non annette nulla, semplicemente abolisce il regime militare che ha retto finora i territori liberati nel ‘67 usando le leggi britanniche ed estende loro la legge civile israeliana, molto più garantista. Perché protestano allora non solo l’Autorità Palestinese, che coglie ogni occasione per cercare di mettere in difficoltà Israele, ma anche i democratici americani e quelli italiani e Macron e l’Irlanda e il Belgio (promotori della mozione europea contro Israele)? Vi sono due ragioni, una di principio e una più politica. Quella di principio è che tutti i “progressisti” in Europa e negli Usa, inclusi alcuni nel mondo ebraico, hanno deciso che i territori al di là delle linee armistiziali del 1948 (che non sono confini, per esplicita dichiarazione dei trattati di armistizio, ma solo linee di cessate il fuoco) devono andare allo “stato di Palestina”. Non esiste nessuna base legale per questa pretesa, non solo perché l’Autorità Palestinese non è uno stato secondo i criteri internazionalmente riconosciuti , ma soprattutto perché nessuno ha mai ceduto al governo di Ramallah la sovranità su quei territori: non Israele, non l’Onu, che non ha l’autorità per farlo, non un qualche trattato. Lo stato di Palestina sovrano su Giudea e Samaria è un pio desiderio di molti movimenti e stati, ma ha la stessa realtà della Catalogna o della Padania di Bossi: progetti politici senza base legale. Certo, è bello per soggetti ex coloniali come la Francia o il Belgio sentirsi titolati a decidere come debbano essere i confini di stati che sono fuori dalla loro portata, fa sentire di nuovo la grandeur… ma da questo gioco del Risiko allo stabilire principi legali ce ne passa.Poi c’è una ragione più politica. Per imperialisti e multilateralisti (che oggi paradossalmente sono quasi la stessa cosa), l’esistenza di negoziati, magari pomposamente intitolati “processi di pace” è molto rassicurante, sostituisce la pace vera con un’infinita trama di incontri, discorsi, chiacchiere progetti. Così, dato che fra Israele e Autorità Palestinese la pace non c’è e non è prevedibile, avere una “base di trattativa” sembra fondamentale. E una volta che – ahimè con la complicità di Peres e anche di Rabin – a Oslo si sono trasformati i terroristi in “legittimi rappresentanti del popolo palestinese”, per mantenere questa “base” bisogna accordare loro in linea di principio quel che vogliono come base di partenza per iniziare a parlare e cioè tutta la Giudea e Samaria. Che questo non basti l’hanno sperimentato per ultimi Olmert e Barak, con la testimonianza di Clinton e di Bush jr. Perché questa concessione è solo la partenza per ottenere l’obiettivo vero, che è la distruzione di Israele, come i palestinisti e i loro protettori iraniani apertamente dichiarano. Ma ai “progressisti” questo non importa, anche perché si tratta della vita di Israele e degli ebrei, non della loro. Dunque non lasciare intatta e impregiudicata la sovranità di Giudea e Samaria è un crimine contro i “due stati” e contro la trattativa.Trump, che è un realista, molto più intelligente dei piccoli giornalisti e dei minuscoli politici che lo sfottono, ha capito che la strada della pace non passa per il mantenimento di questa “base della trattativa” e ha proposto una soluzione diversa, su cui certamente si può discutere, ma che ha una sua logica. Di essa fa parte la possibilità per Israele di applicare la sua sovranità sulle zone di Giudea e Samaria essenziali per la sua sicurezza. Se i palestinisti vorranno cercare di ottenere la loro parte dell’accordo non potranno più stare fermi e rifiutare di discutere con Israele e con l’America. Dovranno muoversi, fare controproposte e non tirate retoriche. Insomma la dichiarazione di sovranità di Israele (questa è l’espressione giusta, non “annessione”) non solo mette in maggiore sicurezza lo stato ebraico ma potrebbe (ripeto: potrebbe) aprire una fase nuova al di là delle sterili liturgie di trattativa che si ripetono da trent’anni e aprire una strada che porti davvero alla necessità della pace.Vedremo se questo avverrà. Per ora c’è il fatto che Netanyahu ha ottenuto come condizione per la formazione del nuovo governo la possibilità di decidere, d’accordo con gli Usa, la sovranità su zone di Giudea e Samaria. E’ l’aspetto più positivo dell’accordo di governo, forse il solo davvero positivo. Certamente una tappa storica nel rapporto fra gli ebrei e la loro terra. Per questo gli antisemiti e i loro amici si agitano. Nelle prossime settimane ne vedremo delle belle.

Posted in Estero/world news, Spazio aperto/open space | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

In Iran continua la campagna d’odio contro Israele

Posted by fidest press agency su martedì, 26 maggio 2020

Capostipite di tale campagna è l’ayatollah Ali Khamenei, che negli ultimi mesi ha intensificato i messaggi ostili nei confronti dello Stato ebraico.La Guida Suprema della Repubblica ha riversato il proprio veleno sui social in occasione della giornata di Gerusalemme (in arabo prende il nome di Al Quds, che coincide con l’ultimo venerdì di Ramadan), istituita con queste parole dall’ayatollah Ruhollah Khomeyni il 16 agosto 1979:“Il Giorno di Gerusalemme è il giorno in cui possiamo riconoscere quali persone e quali regimi sono della parte dei cospiratori internazionali e dei nemici dell’islam. Chi non partecipa è contro l’islam e a favore di Israele, e chi partecipa è a favore dell’islam e contro i suoi nemici: Stati Uniti e Israele”.Khamenei ha pubblicato in questi giorni un poster antisemita su Twitter, che evoca la “soluzione finale”, prendendo in prestito un’espressione cara al nazismo. Poster che mostra la capitale d’Israele conquistata da milizie iraniane, palestinesi e di Hezbollah, e priva di tutta la sua popolazione ebraica, con la scritta: “La Palestina sarà libera. La soluzione finale: resistenza fino al referendum”.

Posted in Estero/world news | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Israele: Il massacro di Ma’alot

Posted by fidest press agency su venerdì, 15 maggio 2020

Avvenne il 15 maggio 1974 per mano del terrorismo palestinese. Un giorno scelto non a caso, visto che coincideva con il 26esimo anniversario della nascita dello Stato d’Israele. Ma’alot è una piccola città nella parte settentrionale di Israele, situata tra le colline della Galilea occidentale, molto vicino al confine con il Libano.Proprio dal confine con il Libano in quel giorno, che ricordava anche la Nakba palestinese, entrarono in territorio israeliano tre terroristi appartenenti al FDLP (Fronte Democratico per la Liberazione della Palestina), con indosso divise dell’IDF (Forze di difesa israeliane).Armati con fucili AK-47 d’assalto, granate ed esplosivi, uccisero subito due donne arabo-israeliane e ne ferirono una terza. Bussarono a tutte le porte di un condominio fino a quando Fortuna, incinta di sette mesi, e Yosef Cohen aprirono la porta, trovando la morte assieme ai figli Eliahu e Miriam, rispettivamente di 4 e 5 anni. L’unico sopravvissuto della famiglia fu Yitzhack, terzo figlio di 16 mesi, sordomuto.I sei omicidi commessi non placarono la sete di morte dei tre terroristi palestinesi, che si diressero verso la scuola elementare di Netiv Meir grazie all’indicazione di Yaakov Kadosh, un lavoratore dei servizi igienico-sanitari, che uccisero dopo aver ricevuto le informazioni.Giunti alla scuola, la spietatezza e la malvagità di uccidere gli ebrei non si fermò: i tre terroristi palestinesi assassinarono subito il guardiano e alcuni bambini. Gli altri 105 bimbi assieme ai 10 maestri furono presi in ostaggio. All’interno dell’edificio erano presenti anche degli studenti di una scuola superiore in gita. Per il loro rilascio i terroristi-sequestratori chiesero la liberazione di altri 23 terroristi palestinesi, detenuti nelle carceri israeliani, fissando ultimatum alle ore di 18 dello stesso giorno. Alle 10 Sylvan Zerach, in congedo dall’esercito, si avvicinò nei pressi della scuola, ma fu ucciso dai terroristi.Alle 15 la Knesset (il Parlamento israeliano), si riunì per discutere della richiesta e decise di negoziare con i palestinesi, che si rifiutarono di prolungare l’ultimatum.Alle 17.45, la Sayeret Matkal, un’unità della brigata d’élite Golani, cominciò l’operazione di salvataggio, assaltando la scuola. Riuscì a uccidere i tre terroristi palestinesi, che però fecero in tempo a utilizzare le armi contro gli ostaggi, non avendo pietà nello sparare ai bambini inermi. Nella massacro morirono 25 persone, di cui 22 bambini, e vennero ferite 68 persone.

Posted in Estero/world news, Spazio aperto/open space | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Anniversario Dichiarazione d’indipendenza dello Stato di Israele

Posted by fidest press agency su giovedì, 14 maggio 2020

Nella notte fra il 5 e il 6 di Iyar del 5708, allo scadere del mandato britannico, veniva proclamata la nascita dello stato di Israele. La Dichiarazione d’Indipendenza venne letta dal Primo Ministro d’Israele, David Ben-Gurion il 14 Maggio 1948:
In ERETZ ISRAEL è nato il popolo ebraico, qui si è formata la sua identità spirituale, religiosa e politica, qui ha vissuto una vita indipendente, qui ha creato valori culturali con portata nazionale e universale e ha dato al mondo l’eterno Libro dei Libri. Dopo essere stato forzatamente esiliato dalla sua terra, il popolo le rimase fedele attraverso tutte le dispersioni e non cessò mai di pregare e di sperare nel ritorno alla sua terra e nel ripristino in essa della libertà politica. Spinti da questo attaccamento storico e tradizionale, gli ebrei aspirarono in ogni successiva generazione a tornare e stabilirsi nella loro antica patria; e nelle ultime generazioni ritornarono in massa. Pionieri, ma’apilim e difensori fecero fiorire i deserti, rivivere la loro lingua ebraica, costruirono villaggi e città e crearono una comunità in crescita, che controllava la propria economia e la propria cultura, amante della pace e in grado di difendersi, portando i vantaggi del progresso a tutti gli abitanti del paese e aspirando all’indipendenza nazionale.
Nell’anno 5657 (1897), alla chiamata del precursore della concezione d’uno Stato ebraico Theodor Herzl, fu indetto il primo congresso sionista che proclamò il diritto del popolo ebraico alla rinascita nazionale del suo paese. Questo diritto fu riconosciuto nella dichiarazione Balfour del 2 novembre 1917 e riaffermato col Mandato della Società delle Nazioni che, in particolare, dava sanzione internazionale al legame storico tra il popolo ebraico ed Eretz Israel [Terra d’Israele] e al diritto del popolo ebraico di ricostruire il suo focolare nazionale. La Shoà [catastrofe] che si è abbattuta recentemente sul popolo ebraico, in cui milioni di ebrei in Europa sono stati massacrati, ha dimostrato concretamente la necessità di risolvere il problema del popolo ebraico privo di patria e di indipendenza, con la rinascita dello Stato ebraico in Eretz Israel che spalancherà le porte della patria a ogni ebreo e conferirà al popolo ebraico la posizione di membro a diritti uguali nella famiglia delle nazioni. I sopravvissuti all’Olocausto nazista in Europa, così come gli ebrei di altri paesi, non hanno cessato di emigrare in Eretz Israel, nonostante le difficoltà, gli impedimenti e i pericoli e non hanno smesso di rivendicare il loro diritto a una vita di dignità, libertà e onesto lavoro nella patria del loro popolo.Durante la seconda guerra mondiale, la comunità ebraica di questo paese diede il suo pieno contributo alla lotta dei popoli amanti della libertà e della pace contro le forze della malvagità nazista e, col sangue dei suoi soldati e il suo sforzo bellico, si guadagnò il diritto di essere annoverata fra i popoli che fondarono le Nazioni Unite. Il 29 novembre 1947, l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite adottò una risoluzione che esigeva la fondazione di uno Stato ebraico in Eretz Israel. L’Assemblea Generale chiedeva che gli abitanti di Eretz Israel compissero loro stessi i passi necessari da parte loro alla messa in atto della risoluzione. Questo riconoscimento delle Nazioni Unite del diritto del popolo ebraico a fondare il proprio Stato è irrevocabile. Questo diritto è il diritto naturale del popolo ebraico a essere, come tutti gli altri popoli, indipendente nel proprio Stato sovrano. Decidiamo che, con effetto dal momento della fine del Mandato, stanotte, giorno di sabato 6 di Iyar 5708, 15 maggio 1948, fino a quando saranno regolarmente stabilite le autorità dello Stato elette secondo la Costituzione che sarà adottata dall’Assemblea costituente eletta non più tardi del 1 ottobre 1948, il Consiglio del Popolo opererà come provvisorio Consiglio di Stato, e il suo organo esecutivo, l’Amministrazione del Popolo, sarà il Governo provvisorio dello Stato ebraico che sarà chiamato Israele.Lo Stato d’Israele sarà aperto per l’immigrazione ebraica e per la riunione degli esuli, incrementerà lo sviluppo del paese per il bene di tutti i suoi abitanti, sarà fondato sulla libertà, sulla giustizia e sulla pace come predetto dai profeti d’Israele, assicurerà completa uguaglianza di diritti sociali e politici a tutti i suoi abitanti senza distinzione di religione, razza o sesso, garantirà libertà di religione, di coscienza, di lingua, di istruzione e di cultura, preserverà i luoghi santi di tutte le religioni e sarà fedele ai principi della Carta delle Nazioni Unite. Lo Stato d’Israele sarà pronto a collaborare con le agenzie e le rappresentanze delle Nazioni Unite per l’applicazione della risoluzione dell’Assemblea Generale del 29 novembre 1947 e compirà passi per realizzare l’unità economica di tutte le parti di Eretz Israel. Facciamo appello alle Nazioni Unite affinché assistano il popolo ebraico nella costruzione del suo Stato e accolgano lo Stato ebraico nella famiglia delle nazioni.Facciamo appello – nel mezzo dell’attacco che ci viene sferrato contro da mesi – ai cittadini arabi dello Stato di Israele affinché mantengano la pace e partecipino alla costruzione dello Stato sulla base della piena e uguale cittadinanza e della rappresentanza appropriata in tutte le sue istituzioni provvisorie e permanenti. Tendiamo una mano di pace e di buon vicinato a tutti gli Stati vicini e ai loro popoli, e facciamo loro appello affinché stabiliscano legami di collaborazione e di aiuto reciproco col sovrano popolo ebraico stabilito nella sua terra. Lo Stato d’Israele è pronto a compiere la sua parte in uno sforzo comune per il progresso del Medio Oriente intero. Facciamo appello al popolo ebraico dovunque nella Diaspora affinché si raccolga intorno alla comunità ebraica di Eretz Israel e la sostenga nello sforzo dell’immigrazione e della costruzione e la assista nella grande impresa per la realizzazione dell’antica aspirazione: la redenzione di Israele.Confidando nella Rocca di Israele, noi firmiamo questa Dichiarazione in questa sessione del Consiglio di Stato provvisorio, sul suolo della patria, nella città’ di Tel Aviv, oggi, vigilia di sabato 5 Iyar 5708, 14 maggio 1948.

Posted in Spazio aperto/open space | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Israele ha sventato una “serie di attentati contro civili e militari”

Posted by fidest press agency su lunedì, 27 aprile 2020

Sono stati organizzati da Hamas, uno dei quali al Teddy Stadium di Gerusalemme, impianto utilizzato dalle squadre di calcio della capitale (Beitar Gerusalemme, Hapoel Gerusalemme e Hapoel Katamon Gerusalemme) e che spesso ospita le partite della nazionale.A renderlo noto è stato lo Shin Bet, il servizio di sicurezza israeliano, che ha svelato altri particolari sui tre membri della cellula terroristica.Tutti avevano frequentato l’università di Bir Zeit di Ramallah, dove Hamas, che ha elogiato l’attentato avvenuto ieri in un check point vicino Gerusalemme, gestisce la sua principale cellula studentesca, finanziata con molto denaro proprio dal gruppo terroristico che controlla la Striscia di Gaza.In più, uno dei tre terroristi palestinesi di Hamas, originari di Qalandiya, Kafr ‘Aqab e Deir Jarir, era in possesso di carta d’identità israeliana che nel dicembre scorso gli ha consentito di poter effettuare diversi sopralluoghi al Teddy Stadium.Teddy Stadium che spesso è stato messo nel mirino dal terrorismo palestinese.
Correva l’anno 2001, quando due terroristi palestinesi persero la vita nell’esplosione della bomba che stavano confezionando nei pressi dell’impianto a poche ore dall’inizio delle Maccabiadi, una manifestazione multisportiva, simile ai Giochi olimpici, nata in ambiente ebraico ed organizzata sia nello Stato ebraico che in Europa.Era il 16 luglio e il tentativo palestinese di minare lo sport israeliano e di uccidere gli atleti ebrei provenienti da vari paesi non si concretizzò. Tentativo che il terrorismo provò a ripetere, senza successo, sia a cavallo tra il 2010 e il 2011 e sia nel 2014.La risposta più immediata è quella relativa alla possibilità di uccidere più persone possibile in uno stadio, la cui capienza massimo è di 20mila spettatori. Un’altra è che è la casa sportiva del Beitar Gerusalemme, club noto per il conservatorismo dei suoi tifosi.Un’analisi più approfondita, invece, fa ricercare la risposta nella volontà dei terroristi di colpire lo sport e il calcio nello specifico, visto come sinonimo di libertà personali (le divise delle giocatrici) e luogo di promiscuità dove uomini e donne assistono vicini all’evento.Caratteristiche intollerabili per il terrorismo islamico, che tenta di colpire lo sport, quale mezzo di avvicinamento tra le persone che contribuisce alla formazione di quella base valoriale tanto osteggiata da chi vuole solo la morte altrui.

Posted in Estero/world news | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »