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Quotidiano di informazione – Anno 34 n° 201

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Israele: Ampliamento offerta alberghiera nel deserto

Posted by fidest press agency su venerdì, 6 Maggio 2022

Il ministro del Turismo israeliano Yoel Razvozov ha dichiarato:“Riportare il turismo in Israele nei mesi invernali, e in particolare a Eilat e nel sud, è un obiettivo importante del ministero del Turismo. Vedo grande importanza nel trasformare Israele in una destinazione attraente per i turisti di tutto il mondo, con un’enfasi su quei paesi che sono congelati durante i mesi invernali”. “Dall’Italia vi sono evidenti segni di ripresa del turismo verso Israele con una sempre crescente richiesta di offerta riguardante il deserto del Negev ed Eilat. La possibilità di intensficare voli verso l’areoporto di Ramon è sicuramente un mezzo straordinario per l’attività di promozione, indirizzandosi tanto al turismo organizzato quanto all’ FIT ” ha dichiarato Kalanit Goren, direttrice dell’Ufficio Nazionale Israeliano del Turismo. Fonte: https://it.citiesbreak.com/

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Il terrorismo palestinese continua ad attaccare Israele

Posted by fidest press agency su sabato, 9 aprile 2022

Nella serata di ieri un terrorista palestinese ha sparato nella centralissima via Dizengoff, uccidendo due* ragazzi israeliani (Eitam Mageni e Tomer Morad, di 27 e 28 anni) e ferendone altri, di cui due in maniera grave.Il terrorista palestinese, identificato come il 28enne Ra’ad Fathi Hazem e proveniente da Jenin, è stato ucciso da due agenti dello Shin Bet (Agenzia di sicurezza israeliana) a Jaffa, una parte della città non proprio vicina al luogo dell’attentato, motivo che fa per pensare a un aiuto logistico di un altro terrorista. La caccia all’uomo è durata diverse ore, con le autorità che hanno esortato i cittadini a rimanere nelle proprie abitazioni per facilitare l’operazione di ricerca. Lo Shin Bet ha fatto sapere che Hazem non era affiliato ad alcuna organizzazione terroristica nota, né era mai stato arrestato o attenzionato dalle forze di polizia ed era entrato in Israele in maniera illegale. Secondo alcuni rapporti palestinesi suo padre era stato un alto ufficiale delle forze di sicurezza dell’Autorità Palestinese, ritiratosi da circa un decennio fa. Padre che è stato filmato fuori la sua casa mentre diceva a una folla che si era radunata: “Vedrai presto la vittoria… Dio, libera la Moschea di Al-Aqsa dagli occupanti”. Lo zio del terrorista palestinese ha elogiato l’attentato su Facebook, dicendo che si era unito ai suoi zii affiliati a Fatah, uccisi in scontri con le forze di sicurezza. La gioia per la morte dei due ragazzi israeliana non è rimasta circoscritta alla famiglia del terrorista palestinese, tutt’altro. Scene di giubilo sono state riprese a Ramallah, Jenin, Gaza e Libano, con l’immancabile Hamas che, pur non rivendicando l’attentato, non ha mancato di elogiare Hazem. Secondo quanto riferito, i sostenitori dell’attacco hanno suonato il clacson delle loro auto e distribuito dolci ai passanti. Un giornalista del pro-Hezbollah Al-Mayadeen Ali Mortada ha definito il terrorista “un eroe palestinese” su Twitter, mentre la sua collega Fatima Ftouni ha condiviso un tweet sul bilancio delle vittime dell’attacco con un’emoji del cuore e ha affermato che “l’occupante è destinato ad andarsene o a morire”. Negli ultimi giorni il terrorismo palestinese ha attaccato più volte Israele, colpendolo con quattro attentati, dove complessivamente hanno perso la vita 13 persone. Un’escalation su cui gran parte della comunità internazionale sta tacendo. Siamo sicuri, però, che appena Israele risponderà per fermare gli attentati terroristici, in pochi vorranno scegliere la strada del silenzio.

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“Tre attentati e 11 morti in una settimana in Israele

Posted by fidest press agency su giovedì, 31 marzo 2022

La jihad rialza la testa proprio nei giorni in cui lo stato ebraico e importanti nazioni arabe si incontrano per rafforzare gli accordi di Abramo e la stabilità del Medio Oriente, dopo troppi decenni di lutti e dolore. Episodi gravissimi che ci confermano come sia necessario non abbassare mai la guardia di fronte alla minaccia fondamentalista”. Lo dichiara il presidente di Fratelli d’Italia Giorgia Meloni.

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Strage terrorista a Beersheba (sud Israele)

Posted by fidest press agency su mercoledì, 23 marzo 2022

Quattro persone uccise, altre ferite (tra cui due donne in gravi condizioni), martedì pomeriggio, in un attentato con auto e pugnale nel centro commerciale BIG di Beersheba (sud Israele). Il terrorista ha dapprima accoltellato a morte una donna a una stazione di servizio. Poi è salito in macchina e ha investito un ciclista, quindi è sceso di nuovo dall’auto per aggredire a colpi di coltello diverse persone. Un video mostra il terrorista che affronta un autista di autobus armato, che gli grida ripetutamente di lasciar cadere il coltello. Quando il terrorista si avventa verso l’autista, questi spara ferendolo mortalmente. In quel momento anche un secondo civile armato ha esploso dei colpi verso l’aggressore. Il ciclista e due delle vittime accoltellate nel centro commerciale sono decedute poco dopo il ricovero al Soroka Medical Center. L’aggressore è stato identificato come Muhammad Abu Alkiyan, 34 anni, maestro elementare arabo israeliano originario della città beduina di Hura, nel Negev. Già detenuto in passato per affiliazione al gruppo terroristico Stato Islamico (Isis), era stato scarcerato nel 2019. L’attentato di martedì (il terzo attacco all’arma bianca in una settimana dopo il ferimento di due agenti di polizia nel quartiere Ras al-Amud di Gerusalemme est e il ferimento di un uomo di 35 anni vicino alla stazione vecchia di Gerusalemme) è il più letale attentato contro civili israeliani dal giugno 2016, quando due terroristi aprirono il fuoco nel mercato Sarona di Tel Aviv uccidendo quattro persone e ferendone 16.Hamas ha elogiato l’attentato di martedì definendolo “l’eroica operazione nella Beersheba occupata” (sic). “L’occupazione deve essere combattuta con eroiche operazioni di accoltellamento, investimento con veicoli e con armi da fuoco” ha detto alla radio ufficiale di Hamas il portavoce di Hamas, Abd al-Latif al-Qanou. Anche la Jihad Islamica Palestinese ha celebrato la strage terroristica di civili israeliani. Fonte Israele.net

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Amnesty International si è tolto la maschera nei confronti di Israele

Posted by fidest press agency su domenica, 20 marzo 2022

L’organizzazione internazionale non è contraria alle politiche del governo di Gerusalemme, ma si oppone proprio all’idea stessa dell’esistenza di Israele come “stato per il popolo ebraico”.A rivelarlo è il direttore di Amnesty USA Paul O’Brien’s che, nel corso di un pranzo con il Women’s National Democratic Club a Washington, non ha lasciato spazio a dubbi o interpretazioni:“Siamo contrari all’idea – e questa, penso, sia una parte esistenziale del dibattito – che Israele dovrebbe essere preservato come stato per il popolo ebraico”. Un’ammissione che non ha precedenti e che deve indignare non poco. Un’ammissione che ora apre gli occhi a chi con troppa fretta aveva preso per oro colato il rapporto dello scorso febbraio di Amnesty International, in cui è scritto che in Israele vige un sistema di “apartheid”.Non solo perché l’organizzazione che si descrive impegnata nella difesa dei diritti umani aveva etichettato lo Stato ebraico come: “Un sistema crudele di dominio e di crimini contro l’umanità” … “segregazione” … “repressione brutale” … “dominazione”, “spossessamento ed esclusione”… “oppressione prolungata di milioni di persone”. Parole dure che cozzano – anche questa volta – con la “maniera indipendente e imparziale” con cui Amnesty affronta le questioni che dovrebbe essere di sua competenza e stigmatizzate da William C. Daroff , CEO della Conferenza dei presidenti delle principali organizzazioni ebraiche americane: “Se c’era qualche dubbio sulla credibilità di Amnesty come legittima voce dell’autorità, è ora del tutto chiaro che sono saldamente radicati nel quadro dei provocatori estremisti anti-israeliani”. Daroff ha sottolineato un concetto chiave: la credibilità di Amnesty. Perché si può essere contrari alle politiche di un governo, possono non piacere alcune sue decisioni, ma non è accettabile essere contrari all’esistenza stessa di uno stato sovrano.Uno stato sovrano che per di più è attaccato senza precedenti da Amnesty, che sembra dimenticarsi i veri stati crudeli del mondo che commettono crimini contro l’umanità.

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Amnesty International e le menzogne contro Israele

Posted by fidest press agency su domenica, 20 febbraio 2022

By Emanuel Baroz. “Un sistema crudele di dominio e di crimini contro l’umanità” … “segregazione” … “repressione brutale” … “dominazione”… “spossessamento ed esclusione”… “oppressione prolungata di milioni di persone”: di chi si parla in questi termini? Del nazismo? Delle colonie europee in Africa? Oggi della Cina in Tibet e con gli Uiguri? Dell’Isis? No, sono alcune delle calunnie che, insieme al termine chiave “apartheid” compaiono sull’ultimo rapporto di Amnesty International contro Israele, appena pubblicato e molto propagandato sui media. È un linguaggio così insensato da aver suscitato perfino lo sdegno del nuovo ambasciatore americano a Gerusalemme, Thomas Nides, nominato da Biden per cercare di annullare le politiche pro-Israele di Trump. Nides ha twittato sul rapporto così: “Ma dai, è assurdo. Questo non è il linguaggio che abbiamo usato e che useremo”. Hanno naturalmente protestato tutti i giornali e i diplomatici israeliani. In realtà Amnesty International non è affatto nuova a queste sparate. Insieme ad altre associazioni che in teoria dovrebbero occuparsi di diritti umani e magari un tempo lo facevano, ha seguito un percorso di radicalizzazione politica che l’ha messa in prima fila nella guerra diplomatica e mediatica contro Israele. Amnesty ha fatto campagne contro lo stato ebraico nel 2005, nell’11-12, nel 14-15, nel 19-20, sempre mostrando una totale parzialità nei confronti dei gruppi palestinisti e astenendosi dal prendere in considerazione il terrorismo. Anche esplorando questo rapporto di ben 280 pagine, non vi si trovano mai parole come “terrore” “bombe”, “terroristi suicidi”, “accoltellamento”, in generale non si parla del terrorismo palestinista, di quello degli attentati suicidi con le bombe che faceva strage in negozi, autobus, centri di ritrovo fino alla costruzione della barriera di protezione, come di quello “popolare” che ancora miete vittime in questo periodo. Amnesty in sostanza racconta che lo Stato di Israele sarebbe nato nel 1948 sulla base di un progetto “razzista” di “privilegiare gli ebrei” e usa come “prova” la “Legge del ritorno” e sullo “stato nazionale del popolo ebraico”, senza considerare che gli stati nazionali sono la grande maggioranza al mondo. Altre prove di “razzismo” vengono inventate analizzando in maniera del tutto scorretta i dati sulla terra: gli ebrei sarebbero colpevoli di aver espropriato le proprietà degli arabi passati al nemico, mentre naturalmente della distruzione e dell’appropriazione dei quartieri ebraici di Gerusalemme, Hebron e dei villaggi di Giudea e Samaria da parte della Giordania non si parla. Non si nomina la volontà genocida esplicitamente dichiarata da parte araba e palestinista come obiettivo di guerre e terrorismo, che sono durati per decenni e ancora continuano ma si condanna sempre l’autodifesa ebraica. Insomma si sposano, senza alcun contraddittorio, le posizioni più estreme del campo palestinista. Il rapporto ignora il fatto che la vera e programmatica apartheid vige nei territori controllati dall’Autorità Palestinese, come del resto nella maggior parte degli stati arabi, dove nessun ebreo può vivere e neanche passare senza rischiare la vita. Si parla dei terroristi arabi come “prigionieri di coscienza” non violenti e detenuti illegalmente, addirittura regolarmente torturati, ignorando il fatto che la loro “non violenza” è costellata di assassini di donne, vecchi e bambini e che le carceri israeliane sono gestite secondo norme molto illuminate e tolleranti, sotto il controllo della magistratura, e che per esempio molti detenuti sono autorizzati a studiare e spesso si laureano presso prestigiose università israeliane. Viene in mente il fatto che secondo la definizione di dell’IRHA, “negare i diritti nazionali del popolo ebraico” è uno dei modi caratteristici dell’antisemitismo attuale: l’accumulo di tante menzogne non si spiega se non sulla base di un fanatismo antisemita. Ma questo evidentemente ai dirigenti di Amnesty International sta bene, magari con la speranza che si avveri la previsione di Joseph Goebbels: una menzogna ripetuta all’infinito diventa per tutti verità. (abstract)

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Negli Stati Uniti bastano 300 metri di distanza per attaccare Israele e inneggiare all’antisemitismo

Posted by fidest press agency su venerdì, 18 febbraio 2022

Siamo in Michigan e da 18 anni (!) davanti alla sinagoga della Beth Israel Congregation di Ann Arbor ogni sabato va in scena una protesta contro Israele e il popolo ebraico, anche di stampo filo-palestinese.Gli slogan e i cartelli vanno dalla mendace corruzione del popolo ebraico, all’assurda equivalenza tra sionismo e razzismo, nonché ai morti palestinesi per mano israeliana.I manifestanti sono affiliati a un gruppo che si fa chiamare Testimone per la Pace (WFP), che l’Anti-Defamation League descrive come “un’organizzazione antisemita con sede ad Ann Arbor, nel Michigan, che sposa principalmente contenuti anti-israeliani e antisemiti”, che spesso tira in ballo l’accusa della “doppia lealtà”.Un’interferenza con le preghiere dello Shabbat e uno stress emotivo, che hanno portato due persone, di cui una sopravvissuta alla Shoah, a rivolgersi alla corte federale, che però ha dato loro torto, costringendoli al pagamento di 159mila dollari di spese legali dei dimostranti.La motivazione è da ricercare nella conformità al Primo emendamento, che recita: “Il Congresso non promulgherà leggi per il riconoscimento ufficiale di una religione, o che ne proibiscano la libera professione; o che limitino la libertà di parola, o della stampa; o il diritto delle persone di riunirsi pacificamente in assemblea e di fare petizioni al governo per la riparazione dei torti”.In sostanza, visto che la protesta antisemita si svolge sul marciapiede apposto alla sinagoga, distanze poco più di 300 metri, non va sanzionata.Come detto una delle querelanti è una sopravvissuta alla Shoah, il cui è Miriam Brysk.Possiamo solo immaginare cosa passa nelle mente di questa donna, che dopo aver vissuto le barbarie naziste, decenni dopo si trova a essere attaccata e insultata in questo modo. Cosa spinge i manifestanti a protestare tutti i sabati da 18 anni? Come mai non protestano negli altri giorni della settimana ma proprio nel giorno in cui più persone si recano al tempio ebraico?

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Rinvenuti in Israele vicino al lago di Galilea i resti di un insediamento di 23.000 anni fa

Posted by fidest press agency su mercoledì, 2 febbraio 2022

Uno studio pubblicato in data 26 gennaio scorso sulla rivista PLOS ONE dal team dell’Istituto di Archeologia dell’Università Ebraica di Gerusalemme (HU) ha messo in evidenza i ritrovamenti di resti di un campo di pescatori-cacciatori-raccoglitori precedentemente sommerso sulle rive del Lago di Galilea di circa 23.000 anni fa. Attraverso un’attenta analisi della varietà e dell’uso dei resti di animali, il team ha concluso che questi sopravvissuti all’ultima era glaciale prosperavano mentre la maggior parte dei loro contemporanei, in altre parti del mondo, erano quasi affamati, a causa delle temperatura estremamente fredde.Il sito israeliano, noto come Ohalo II, fu occupato alla fine della massima espansione dell’ultima era glaciale (“Last Glacial Maximum”), tra 23.500-22.500 anni fa. Ohalo II è noto per l’eccellente conservazione delle sue capanne a cespuglio e dei resti botanici. Lo studio, guidato dalla studentessa di dottorato dell’HU Tikvah Steiner, sotto la supervisione della professoressa dell’HU Rivka Rabinovich e dell’archeologo dell’Università di Haifa Prof. Dani Nadel che ha scavato il sito, ha esaminato la dieta e l’uso di parti di animali per determinare il benessere e lo stile di vita degli antichi abitanti di questa zona.Durante la massima espansione dell’ultima era glaciale, le calotte glaciali coprivano gran parte del Nord America, del Nord Europa e dell’Asia, influenzando profondamente il clima terrestre causando siccità, desertificazione e un forte calo del livello del mare. Ironia della sorte, Ohalo II è stato scoperto nel 1989, in seguito a condizioni di siccità che hanno abbassato di diversi metri il livello dell’acqua del Lago di Galilea. Gli scavi sono stati effettuati tra il 1989-1991 e di nuovo tra il 1998-2001. Il sito si estende per 2000 metri e si trova vicino alla punta meridionale della zona moderna del Lago di Galilea, a circa 9 km a sud di Tiberiade. Il sito contiene i resti di sei capanne a cespuglio di forma ovale, focolari a cielo aperto, la tomba di un maschio adulto, oltre a varie installazioni e cumuli di rifiuti. Abbondanti materiali organici e inorganici forniscono una ricchezza di informazioni sullo stile di vita dei pescatori/cacciatori/raccoglitori che abitavano quest’area. Da un’attenta analisi di 22.000 ossa di animali rinvenute nel sito, tra cui gazzelle, cervi, lepri e volpi, nonché documentazione precedente sul numero di resti di piante carbonizzate, strumenti di selce e chicchi di cereali, il team ha concluso che Ohalo II presenta un quadro di sussistenza diverso rispetto alla maggior parte degli altri siti del periodo Mesolitico.Le oscillazioni climatiche durante l’ultimo periodo della massima glaciazione hanno avuto effetti minimi sull’Alta Valle del Giordano, in particolare vicino a Ohalo II, consentendo a quelle persone di utilizzare un’ampia nicchia ecologica composta da varie piante commestibili, mammiferi, rettili, uccelli e pesci.”Nonostante la loro capacità di cacciare animali anche di grandi dimensioni, questi abitanti cacciavano una vasta gamma di prede e avevano strumenti e tempo sufficienti per sfruttare appieno le carcasse di animali fino al midollo”, ha condiviso Steiner. Allo stesso modo si può notare come “le tartarughe siano state apparentemente selezionate secondo una specifica linea, il che potrebbe suggerire che i loro gusci da usare come ciotole, e non la loro carne, fossero l’obiettivo principale. La lepre e la volpe sono state probabilmente cacciate per le loro pelli”, ha concluso la giovane ricercatrice.Gli studi attuali si sono concentrato sui resti di rettili, uccelli e mammiferi trovati in una delle capanne durante le sue tre occupazioni consecutive. Nell’ambito dello studio, sono state effettuate l’identificazione e la quantificazione delle diverse specie animali: sono state misurate le dimensioni ossee e le superfici ossee sono state sottoposte ad esame spettroscopico per identificare segni di taglio e usura. Inoltre, la dott.ssa Rebecca Biton, una studentessa post-dottorato all’Università Ebraica ed esperta in erpetologia, ha scoperto che le tartarughe erano tutte di taglia uniforme, il che potrebbe indicare una selezione consapevole, da parte dei cacciatori, di una dimensione specifica di tartaruga per l’utilizzo del loro guscio.Secondo il team dei ricercatori Ohalo II è un meraviglioso esempio di una vera economia ad ampio spettro durante l’ultima era glaciale, proprio all’inizio del periodo epipaleolitico.

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“Gli ebrei di ogni parte del mondo sono responsabili della politica di Israele”

Posted by fidest press agency su lunedì, 27 dicembre 2021

È il pensiero del nuovo presidente del Cile, Gabriel Boric, che non ha mai nascosto la sua avversione per lo Stato ebraico e per gli ebrei in generale.Perché se negli ultimi mesi, il neo eletto presidente ha concentrato le sue attenzioni su Israele, ritenuto “uno stato genocida”, in passato ha attaccato duramente gli ebrei cileni, ritenendoli responsabili della politica di Gerusalemme. Un episodio che concentra bene il sentimento di Boric è datato 2019, quando in risposta a un regalo della Comunità ebraica del suo paese, scrisse su Twitter:“La comunità ebraica in Cile mi invia un vasetto di miele per il capodanno ebraico, ribadendo il suo impegno per “una società più inclusiva, solidale e rispettosa”. Apprezzo il gesto, ma potrebbero andarsene chiedendo a Israele di restituire il territorio palestinese occupato illegalmente”.Comunità ebraica che per tanto tempo ha provato a contrastare un’idea molto pericolosa, da sempre base per attacchi terroristi contro gli ebrei in diverse parti del mondo.Idea pericolosa perché, estendendola, dovrebbe portare alle conclusioni, per esempio, che tutti i musulmani siano responsabili del terrorismo islamico oppure che tutti i cattolici siano responsabili di ciò che non va in Vaticano, dagli scandali sessuali a quelli economici, che hanno caratterizzato parte della storia dello IOR.Per fortuna non è così, a nessun ebreo è imputabile la politica d’Israele, così come gli islamici e i cattolici non hanno colpe se qualche loro rappresentante non segue la retta via.In queste dichiarazioni di Boric, però, c’è un lato positivo.Hanno dimostrato che la distinzione fra antisionismo e antisemitismo è una mera differenziazione per non dire di odiare gli ebrei.Una distinzione che non è mai esistita. E mai esisterà. Nel mondo ebraico c’è preoccupazione per la vittoria di Boric, ma questo non ha impedito alla Comunità ebraica cilena di congratularsi per la sua elezione.

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Hezbollah voleva colpire Israele in Colombia

Posted by fidest press agency su domenica, 28 novembre 2021

Il gruppo terroristico libanese, nello specifico, aveva messo nel mirino un ex ufficiale dell’intelligence israeliana che si trova nel paese sudamericano.A sventare il possibile attentato sarebbe stato il Mossad, che avrebbe avvertito sia l’ex ufficiale che le autorità colombiane. L’atto terroristico doveva essere una vendetta per l’uccisione a Bagdad nel gennaio 2020 del comandante della Forza iraniana al-Quds, Qassem Soleimani, ucciso dagli americani.A svelare qualche dettaglio in più sul possibile attentato contro Israele da parte del gruppo terroristico sciita e braccio armato dell’Iran è stato il ministro della difesa colombiano, Diego Molano, affermando che due membri di Hezbollah sono stati prima arrestati e poi espulsi perché intenti a pianificare un “atto criminale”.Il presidente della Colombia, Ivan Duque, non ha usato mezzi termini per definire Hezbollah: “Per noi, Hezbollah è un gruppo terroristico Quando vediamo attività di Hezbollah sul nostro territorio agiamo in modo rapido e deciso, e infatti abbiamo catturato agenti che verosimilmente operavano per Hezbollah alla ricerca di bersagli per atti terroristici nel nostro paese”.La libertà di manovra dei terroristi Hezbollah in Sudamerica è tutt’altro che una cosa nuova. Il gruppo terroristico si serve di una vasta rete nel continente, che per lo più agirebbe al confine fra i tre paesi, conosciuto come Triplice frontiera (tra Argentina, Brasile e Paraguay), zona franca per traffici illeciti e terreno fertile per il terrorismo islamico mediorientale, che da anni è attenzionata dagli 007 di mezzo mondo.Non solo perché su questa rete c’è sempre l’attenzione e la copertura dell’Iran. Rete che secondo molti sarebbe stata utilizzata per compiere gli attentati contro Israele nel 1992 contro l’ambasciata e nel 1994 contro l’Associazione Mutualità Israelita Argentina (AMIA) e della Delegazione delle associazioni israelite argentine.La Colombia, però, a differenza di Argentina, Brasile e Paraguay, si trova nella parte settentrionale del Sudamerica. Che Hezbollah stia provando ad allargare il proprio raggio d’azione?

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Vaccinazioni studenti. Un suggerimento da Israele

Posted by fidest press agency su martedì, 24 agosto 2021

Avvicinandosi l’apertura delle scuole non è stato ancora deciso, per una scuola in presenza, sugli obblighi del personale e degli studenti. La risposta all’appello a vaccinarsi da parte dei giovani over 12 in questi giorni è entusiasmante sotto il profilo umano, politico e scolastico: se questi sono i giovani che domani ci governeranno, c’è da sperare qualcosa di meglio del passato e dell’oggi.Oltre al problema varianti, su cui c’è ancora indecisione per mancanza di dati scientifici, i ricoveri in questo momento sono essenzialmente di persone non vaccinate. Questo conferma che per ragionare più serenamente, base di partenza non può che essere il vaccino per tutti. Per facilitare i vaccini degli studenti ci arriva un suggerimento da Israele, che ha il 59% dell’intera popolazione già vaccinato con due dosi. Con la riapertura del 1 settembre, previa autorizzazione dei genitori, gli studenti potranno vaccinarsi a scuola durante le ore di lezione. Per la riapertura delle scuole sono stati previsti test sierologici su 1,6 milioni di studenti: chi avrà anticorpi alti potrà evitare la quarantena nell’eventualità di casi positivi in classe. Nelle ‘zone rosse’ si farà lezione in presenza solo se il 70% degli allievi della classe sarà vaccinato. Infine sono previsti test rapidi a casa per due milioni di ragazzi giusto prima della ripresa delle lezioni. Considerato che Israele è un Paese con una popolazione quasi come la Lombardia, sarebbe un campione importante per comprendere dinamiche e organizzazione delle stesse. (Fonte Aduc)

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“Israele come i talebani”, bufera sulla deputata dem americana Ilhan Omar

Posted by fidest press agency su mercoledì, 23 giugno 2021

È bufera sulla deputata americana Ilhan Omar, causa il suo paragone fra Israele e talebani. Paragone che la democratica di religione islamica ha fatto nel corso di un colloquio avuto con Antony Blinken, il capo della diplomazia Usa, da lei stessa portato alla luce con un video, in cui chiedeva: “Quali meccanismi sono in atto negli Stati Uniti per le vittime di presunti crimini contro l’umanità in Israele, Palestina e Afghanistan”. Ilhan Omar, in maniera subdola, ha equiparato Israele, non solo ai talebani, ma anche ad Hamas, il gruppo terroristico che gestisce e detta legge all’interno della Striscia di Gaza, opprimendo il popolo palestinese, che dice di tutelare, e tenendo in pugno funzionari Onu, cacciati perché non conformi al pensiero che vuole la demonizzazione di Israele.Secondo Ilhan Omar, sostenitrice del BDS (movimento che boicotta Israele), uno stato democratico come quello ebraico può essere paragonato a due gruppi terroristici. Follia, almeno per chi non è accecato dall’odio antiebraico, ma non per la democratica islamica, che durante l’ultimo conflitto tra Israele e Hamas, aveva sostenuto che:“Gli attacchi aerei israeliani, che uccidono civili a Gaza, sono un atto di terrorismo. Molti ti diranno che Israele ha il diritto di difendersi, alla sicurezza e alla protezione, ma tacciono sul fatto che anche i palestinesi abbiano quegli stessi diritti”.Su una cosa la Omar ha ragione: il popolo palestinese ha il diritto di difendersi, da Hamas, che utilizza i finanziamenti che arrivano dall’Ue e non solo, per pagare i suoi terroristi e comprare armi, anziché destinare quei soldi a realizzare l’obiettivo per cui erano stati elargiti (come costruire scuole, ospedali etc).Se torniamo indietro al 2012, troviamo un’altra dichiarazione falsa di Ilhan Omar, secondo cui:“Israele ha ipnotizzato il mondo. Allah risveglia la gente e aiutarli a vedere le cattive azioni di Israele”. Ilhan Omar dovrebbe guardare a casa sua, all’interno di quel terrorismo islamico, che fa continuamente stragi in varie parti del mondo, uccidendo centinaia di persone innocenti.

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Leader Hamas: “Dio ha decretato che dobbiamo attaccare Tel Aviv”

Posted by fidest press agency su sabato, 12 giugno 2021

“E abbiamo anche altre capacità che non abbiamo rivelato”. La ha detto il capo di Hamas a Gaza, Yahya Sinwar, parlando a un gruppo di studenti e accademici. Sinwar ha aggiunto che Hamas e i suoi alleati potrebbero “distruggere Tel Aviv” lanciando 130 missili al minuto, e ha di nuovo condannato i paesi arabi che hanno firmato accordi di normalizzazione con Israele (EAU, Bahrain, Sudan e Marocco). “Abbiamo sventato un progetto sionista, talmudico e biblico volto a spartire la moschea di al-Aqsa nel tempo e nello spazio “tra musulmani ed ebrei” ha continuato Sinwar, che ha anche definito “una perdita di tempo” i colloqui al Cairo con il movimento palestinese rivale Fatah.

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Gaza/Israele. Come Hamas ammazza anche l’informazione

Posted by fidest press agency su martedì, 18 Maggio 2021

Dopo la distruzione da parte israeliana del palazzo dove a Gaza avevano sede l’agenzia stampa Usa Associated Press e la tv del Qatar Al Jazeera, c’è stata molta impressione nel mondo dell’informazione. Tra le tante opinioni ha prevalso una che sintetizziamo con “la demolizione del palazzo dei media a Gaza da parte di Tel Aviv è una pagina vergognosa” .Crediamo che occorra mettere alcuni puntini sulle “i”, senza partigianeria ma lettura dei fatti.Premesso che la degenerazione della politica in guerra è responsabilità di Hamas, che in questo caso (stando alle fonti ufficiali che abbiamo) ha usato la stessa strategia omicida che usa verso il popolo che dice di sostenere: scudi umani. Sapendo di essere militarmente inesistente rispetto al suo avversario, manda al macello gli abitanti di Gaza come prezzo per affermare la propria strategia di distruzione dello Stato d’Israele, giocando sul clamore mediatico “3 morti in Israele” “300 morti a Gaza”, volutamente dimenticando che ognuno difende il proprio popolo coi mezzi che ha a disposizione… e Hamas sa che ha pochissimi mezzi di difesa ma sceglie di far uccidere i suoi abitanti, mentre Israele difende i suoi abitanti (arabi inclusi) coi i suoi molto migliori sistemi.Nel caso del palazzo dei media distrutto dagli israeliani, Hamas ha usato lo stesso metodo omicida: “mondo, guarda, gli israeliani distruggono l’informazione…”, ma proprio per poter declamare questo, nello stesso palazzo Hamas ha una propria base, che sa essere obiettivo militare. Quindi, nella logica interna alla guerra, lode agli israeliani che hanno avvisato i media che stavano per colpire il palazzo, avviso che Hamas non fa agli abitanti delle case che colpisce quando lancia i propri missili in Israele.Questa è la guerra, Che non è mai giusta!! E che è anche colpa di tutti noi se c’è, visto che abbiamo fino ad oggi fatto troppo poco per evitarla… e che questo ci serva da sprone.Ma nella guerra, evitiamo di non comprendere (nello specifico) la strategia omicida di Hamas anche per l’informazione.Poi, e anche subito, è bene discutere ed agire sul fatto che Israele, oltre a difendersi, dovrebbe svolgere meglio il ruolo politico che innegabilmente ha sulle spalle in quella parte del mondo… che oggi è il centro del Pianeta.Vincenzo Donvito, presidente Aduc

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Human Rights Watch e l’ennesimo report bugiardo su Israele e la presunta apartheid

Posted by fidest press agency su venerdì, 7 Maggio 2021

By Ugo Volli. Succede spesso, due o tre volte all’anno. Qualche agenzia dell’Onu, qualche relatore speciale (fa più fino dirlo in inglese: “special rapporteur”), esperto indipendente e gruppo di lavoro sempre dell’Onu, di uno dei suoi comitati o dell’Unione Europea, qualche organizzazione non governativa, associazione benefica o gruppo politico, qualche professore universitario, giurista o sociologo, qualche giornalista di inchiesta o inviato di televisione si sveglia una mattina e tira fuori un comunicato, un rapporto, una relazione, un articolo che spiega al mondo quant’è cattivo Israele: Israele uccide i bambini (il caso Al Dura); li imprigiona; preleva gli organi dai palestinesi che uccide apposta; pratica l’apartheid; ruba case e terreni; pratica l’usura; provoca la guerra; diffonde pornografia e corruzione; naturalmente domina il mondo, in particolare i media; attraverso la “lobby ebraica” controlla gli Stati Uniti; si è inventato la Shoah per opprimere gli arabi; usa l’etichetta dell’antisemitismo per impedire le critiche; ha creato l’Isis e Al Qaeida per dividere il mondo islamico, compie orribili crimini di guerra, tiene prigioniero il Mandela palestinese e tanti altri, cerca di far crollare la Moschea di Al Aqsa e impedisce ai musulmani il godimento esclusivo di ciò che è loro da sempre, cioè il monte del Tempio; vuole invadere i paesi vicini perché ama fare la guerra e pretende un impero dal Nilo all’Eufrate; eccetera, eccetera, eccetera. Scusatemi se ho dimenticato qualcosa, la lista si può allungare a piacimento. E perdonatemi se ho scritto “Israele” e non “gli ebrei”, “i coloni”, “i sionisti”: si sa che sono termini intercambiabili. Senza fermarci sul passato, veniamo all’ultima calunnia, che ha avuto largo spazio sui giornali nei giorni scorsi. Una organizzazione non governativa molto controversa, “Human Rights Watch” (HRW), criticata anche dal suo fondatore Robert Bernstein per essere diventata una macchina di diffamazione contro Israele, sotto la direzione dell’attuale direttore esecutivo Kenneth Roth, ha pubblicato un rapporto di 217 pagine e 863 note finali per accusare Israele di essere “uno stato di apartheid” (naturalmente) e di “persecuzione” che commette “crimini di guerra” e “gravi abusi” contro gli arabi. Nel testo non ci sono novità fattuali, gli argomenti sono i soliti: i “coloni” abusivi, l’“eccesso di reazione” al terrorismo, l’occupazione… L’attacco di HRW si estende però alle fondamenta stessa dello Stato di Israele, cioè all’idea di una patria nazionale del popolo ebraico, anche se proprio il riconoscimento di quest’esigenza è stata alla base del Mandato Britannico e poi della costituzione dello Stato di Israele, secondo le delibere della Società delle Nazioni (1922) e dell’Assemblea Generale dell’Onu (1947). Per Human Rights Watch invece questa è apartheid e discriminazione, anche se quasi tutti gli stati nazionali riconoscono che ci sia un diritto alla cittadinanza da parte delle persone che appartengono alla nazionalità dello stato. Che fare di fronte a questo attacco? Innanzitutto capirlo criticamente, non pensare che sia una sentenza pronunciata da un’autorità neutrale, ma un atto politico di “guerra legale” (lawfare). E cercare di spiegare a chi ci casca la verità, invitandolo magari, quando sarà possibile, ad andare in Israele e vedere con i suoi occhi quanto sia ridicola l’accusa di apartheid in un paese dove tutti i cittadini godono di uguali diritti politici, sociali, legali, quale che sia la loro nazionalità e religione.

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Vaccino Covid e calunnie contro Israele: la storia si ripete

Posted by fidest press agency su venerdì, 5 marzo 2021

By Ugo Volli. Che Israele abbia avuto la miglior politica di reazione al Covid e soprattutto di vaccinazione, lo scrivono da tempo i giornali di tutto il mondo e lo riconoscono i complimenti ufficiali di molti stati e le richieste di aiuto da parte di altri. Ma poteva questo riconoscimento, così importante in un tempo in cui il mondo fa molta fatica a gestire efficacemente la pandemia, essere accettato senza fastidio dai nemici di Israele? Certamente no. Ma come negare i numeri, l’indubbia efficacia dell’organizzazione sanitaria israeliana? Si sono visti due sistemi di diffamazione. Uno, piuttosto minoritario, è dire: certo ce l’hanno fatta a dare il vaccino velocemente a tutti, ma è l’efficacia dei plutocrati o addirittura dei nazisti. Plutocrati perché si sono pagati il vaccino al prezzo del mercato, senza tirare sul prezzo come ha fatto l’Europa. La ragione di questo comportamento “dispendioso” è molto semplice, anzi sono due: la prima è etica, l’ebraismo mette la vita al di sopra di ogni calcolo e anche di ogni norma religiosa o quasi: non bisogna badare al budget quando si tratta di salvare chi potrebbe morire. La seconda è che ogni giorno di chiusura dell’economia costa molto di più dei vaccini, ed è sciocco non investire. Quanto al “nazismo” molti hanno attribuito il successo a una sorta di dittatura militare sanitaria. E’ una sciocchezza, le norme israeliane sull’epidemia sono come quelle di molti paesi occidentali, solo applicate con più rigore, forse. E l’esercito non c’entra niente, le vaccinazioni sono state prese in carico dalle quattro mutue cui sono iscritti i cittadini israeliani e sono state realizzate con l’aiuto di tutti e un fortissimo incoraggiamento politico. Vale la pena di vedere questo recente video autoironico di Netanyahu per un esempio, e anche per capire perché il primo ministro israeliano è così popolare nel publlico, anche se odiato da politici e giornalisti. Il secondo sistema è stato largamente usato dagli antisemiti di tutto il mondo e consiste nel dire: sì, ma Israele è razzista, perché non dà il vaccino ai palestinesi. E’ una bufala gigantesca. Partiamo da questo. Per “palestinesi” si possono intendere gli arabi che vivono fra il Mediterraneo e il Giordano, che siano cittadini israeliani o dell’Autorità Palestinese. Gli arabi israeliani rientrano fra la popolazione di Israele in tutte le statistiche e anche in questa, dunque sono stati vaccinati come tutti gli altri. Anzi, una particolare attenzione è stata fatta per coinvolgerli, anche se nel loro ambiente talvolta ci sono delle resistenze alle iniziative dello stato: non avrebbe avuto il minimo senso avere una minoranza consistente (fra il 15 e il 20%) non vaccinata e libera di circolare e proseguire il contagio. Quanto ai sudditi dell’Autorità Palestinese, per la stessa ragione sono stati vaccinati quelli che vengono a lavorare in Israele. Quanto agli altri, l’Autorità Palestinese non ha chiesto il vaccino e anzi ha protestato quando Israele ha cercato di allestire un posto di vaccinazione sul Monte del Tempio, dove al venerdì vengono a pregare in decine di migliaia. Israele ha proposto di aiutare nelle vaccinazioni non perché obbligato, ma per l’interesse comune a limitare il contagio. Non ne aveva la minima responsabilità C’è uno strano atteggiamento da considerare qui con attenzione. I nemici di Israele si sgolano a dire che “la Palestina è uno stato indipendente ”. Ma se è uno stato indipendente, che obbligo ha Israele di curane la sanità? Qualcuno ha protestato con l’Italia per non aver dato il vaccino non diciamo alla Svizzera o alla Slovenia, ma a San Marino, la cui indipendenza di fatto è piuttosto discutibile? No, nessuno ha protestato, l’Italia non ci ha pensato e San Marino ha preso i vaccini dalla Russia. Dall’altro i nemici di Israele dicono che Israele è responsabile per la sanità e dunque per la vaccinazione. Ma la politica sanitaria si estende in profondità nella vita di un paese, implica la gestione delle acque, degli ospedali, dei rifiuti, della medicina di base; e poi anche il controllo effettivo sul fatto che le norme siano seguite. Sarebbero d’accordo i nemici di Israele, se da Gerusalemme si stabilissero i turni e le precedenze delle vaccinazioni, le procedure degli ambulatori, i protocolli delle cure che si seguono a Ramallah? Che resterebbe dell’autonomia palestinese, stabilita a Oslo, anche senza parlare della loro pretesa di uno stato indipendente? E in effetti c’è un testo giuridico che traglia la testa al toro su questo problema: sono gli stessi Accordi di Oslo firmati da Israele, dall’OLP e come osservatori da Usa, Urss e Unione Europea,in cui c’è una clausola precisa che assegna esplicitamente la sanità fra le materie che devono essere gestite autonomamente dall’Autorità Palestinese.E allora perché ne parlano, i critici di Israele? Perché ci ritornano sopra? E’ semplice, perché c’è un’antica tradizione antisemita per cui gli ebrei sono incolpati per le epidemie che trasmetterebbero agli altri per malvagità, sapendo come evitarle – una menzogna evidente. Accadde nel 1348, ai tempi del Perarca, e poi nel Seicento, per l’epidemia narrata dai “Promessi Sposi” e poi cento altre volte: ogni epidemia è stata pretesto di attacchi ai quartieri ebraici, di stragi, di conversioni forzate e saccheggi. Ora tutto questo non è possibile, almeno non con Israele; ma dire che gli ebrei sono capaci di evitare l’epidemia ai danni degli altri è rimasto fra le calunnie antisemite e come tutte queste viene oggi applicata soprattutto allo stato di Israele.

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Iran: promosso disegno di legge per eliminare Israele entro il 2041

Posted by fidest press agency su venerdì, 8 gennaio 2021

Una notizia incredibile e senza precedenti arriva dall’Iran, dove il parlamento ha promosso un disegno di legge per eliminare Israele entro il marzo del 2041. Ancora più incredibile è la motivazione: l’iniziativa legislativa è la risposta all’uccisione del comandante delle Forze Qods, Qassem Soleimani, avvenuta il 3 gennaio 2020, che l’Iran ritiene sia stato ucciso dagli Usa.Ma allora perché Teheran punta il dito contro Israele se affibbia la responsabilità della morte di Soleimani agli Stati Uniti? Perché non fa un disegno legge atto a distruggere l’America, New York o Washington?Domande che hanno una sola risposta: Teheran ha affermato di voler punire Israele quale alleato degli Usa. Ricapitoliamo. L’Iran ritiene che gli Stati Uniti siano i responsabili della morte di Qassem Soleimani e per vendicarlo promuovono una legge per distruggere Israele.Per chi dovesse credere che la notizia sia priva di fondamento, dovrà ricredersi perché arriva dall’importante agenzia di stampa iraniana Isna, secondo cui il disegno di legge prevede che i prossimi governi iraniani saranno obbligati a fare qualsiasi sforzo per distruggere Israele e rimuovere le forze americane dalla regione.Questo è solo odio per Israele, nulla più. Un odio che si somma alla volontà di nascondere i problemi interni al paese, puntando il dito contro Gerusalemme.Un odio che serve a ingannare il popolo iraniano, aumentandone l’avversione nei confronti di Israele, facendolo diventare un capro espiatorio.

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Le bugie di Barack Obama su Israele

Posted by fidest press agency su giovedì, 7 gennaio 2021

Di Emanuel Baroz. “La Dichiarazione Balfour del 1917”, scrive l’uomo che per otto anni ha presieduto i destini degli Stati Uniti, “fu pubblicata dagli inglesi che allora occupavano la Palestina”. E’ nel capitolo 25 del suo libro, intitolato con un tocco di enfasi “Una Terra Promessa, volume 1 delle memorie presidenziali”, che Barack Obama presenta la sua visione molto personale degli eventi che hanno cambiato la storia del Medio Oriente. Solo che, il 2 novembre 1917, quando Lord Balfour, Ministro degli Affari Esteri del Regno Unito, inviò una lettera ufficiale a Lord Rothschild, uno dei leader della comunità ebraica d’Inghilterra, assicurandogli che il suo governo stava considerando favorevolmente la creazione di un focolare nazionale per il popolo ebraico in Palestina, gli inglesi non stavano ancora occupando la Palestina. Aspri combattimenti sono in corso tra le loro truppe e quelle dell’Impero Ottomano entrato in guerra a fianco della Germania nella Prima Guerra Mondiale. Fu invece l’11 dicembre del 1917 che le forze del Generale Allenby entrarono a Gerusalemme. Ma Obama conosce il peso della parola ‘Occupazione’ e la usa consapevolmente per delegittimare l’iniziativa britannica sin dall’inizio.Consideriamo ora il Piano di Partizione votato dalle Nazioni Unite nel novembre del 1947, che prevede la divisione del Paese tra uno Stato ebraico e uno arabo – nessuno ancora parla di uno Stato palestinese. Secondo Obama, “i leader sionisti’ lo accettano, mentre gli ‘Arabi palestinesi’-ancora una volta fino ad allora nessuno aveva usato questo termine – come le nazioni arabe circostanti, che stavano appena uscendo dal giogo coloniale, lo rifiutano”. Ma di quale giogo coloniale sta parlando? Di quello dell’Impero Ottomano che aveva soffocato per quattro secoli qualsiasi velleità di indipendenza araba? No di certo. Parla delle potenze alleate vittoriose che hanno portato questi Paesi arabi all’indipendenza. Paesi che non si accontentano di ‘rifiutare’ il Piano: i loro eserciti lanciano un attacco concertato contro lo Stato ebraico, proclamato il 18 maggio del 1948. Solo che, dice Obama, hanno la meglio ‘le milizie ebraiche’ . Ma quali milizie? In realtà si tratta di Tsahal – l’Esercito di Difesa Israeliano – creato il 28 maggio e che comprende gli eserciti di terra, aria e mare. E l’ex Presidente così continua: “durante i tre decenni che seguono, Israele si impegnerà in una serie di conflitti con i suoi vicini arabi”. Il resto del capitolo è tutto dello stesso tono. Una presentazione dei fatti che è stata ovviamente adottata subito dai palestinesi, troppo felici di scoprirsi dei veri eroi. Un gruppo di cittadini interessati ha appena presentato una denuncia contro la Gran Bretagna a causa della dichiarazione Balfour “che ha dato la Palestina come focolare nazionale agli ebrei e permesso alle bande sioniste di occupare la Palestina”. Presentata davanti a un tribunale palestinese, la denuncia è stata dichiarata ammissibile. Questi competenti cittadini hanno indubbiamente dimenticato che nel 1920, quando la Gran Bretagna aveva ricevuto il Mandato della Palestina, si era affrettata ad amputarne i quattro quinti a beneficio di uno dei figli del suo vecchio alleato, lo Sharif della Mecca. Così era nato “l’Emirato della Transgiordania” che approfitterà della Guerra d’Indipendenza di Israele per occupare la Giudea e la Samaria – questo è il nome che compare nel Piano di Partizione, che poi sarebbe dovuta tornare allo Stato arabo – e prendere il nome di Giordania. Il giovane Stato di Israele dovrà accontentarsi di un decimo dei territori della Palestina mandataria. È vero che Barack Obama ha ignorato questo dettaglio che considera senza dubbio privo di interesse. Resta il fatto che di questo ammasso di inesattezze e di falsificazioni intenzionali, che farebbe vergognare uno studente di storia del primo anno, se ne sono già vendute un milione di copie nella prima settimana, e sarà tradotto in numerose lingue, per diventare poi un testo di riferimento per intere generazioni.

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Israele: “neutralizzato” un tunnel del terrorismo

Posted by fidest press agency su martedì, 27 ottobre 2020

Le Forze di Difesa israeliane hanno rivelato martedì d’aver scoperto e “neutralizzato” un tunnel del terrorismo scavato dalla Striscia di Gaza che penetrava per alcune decine di metri in territorio israeliano. Secondo l’esercito, grazie a un “segnale” del sistema di rilevamento che sta installando al confine, i genieri hanno localizzato il tunnel foderato di cemento vicino a Khan Younis (striscia di Gaza meridionale), all’altezza del kibbutz kibbutz Kissufim, prima che rappresentasse una minaccia per le comunità israeliane della zona.“Anche nei giorni in cui il sud sembra essere tranquillo – ha twittato il ministro della Difesa Benny Gantz – sotto la superficie le organizzazioni terroristiche non interrompono i loro sforzi per colpire i cittadini israeliani e la loro sovranità”.

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Ali Khamenei ha affermato che gli Emirati arabi uniti “hanno tradito il mondo musulmano” con la normalizzazione delle relazioni con Israele

Posted by fidest press agency su mercoledì, 2 settembre 2020

La dichiarazione di Khamenei è riportata sull’account Twitter dell’ayatollah iraniano. “Senza dubbio il tradimento degli Emirati Arabi Uniti non durerà a lungo, ma ricorderemo per sempre questa macchia. Hanno permesso al regime sionista di penetrare nella regione e hanno dimenticato la loro occupazione delle terre palestinesi”, ha poi affermato Khamenei durante un discorso in occasione della 34esima conferenza nazionale dei dirigenti del ministero dell’Educazione.”Gli Emirati Arabi Uniti hanno preso delle misure contrarie agli interessi del mondo islamico avviando la cooperazione con gli israeliani e certi velenosi elementi americani, come il membro ebreo della famiglia di Trump”, ha aggiunto la Guida di Teheran, riferendosi al consigliere e genero del presidente Usa, Jared Kushner.

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