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Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 259

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Un augurio di buon lavoro al Commissario dell’ISS

Posted by fidest press agency su martedì, 8 gennaio 2019

“Al professor Silvio Brusaferro vanno gli auguri di buon lavoro di tutti i farmacisti italiani” dice il presidente della FOFI, Andrea Mandelli. “In questi anni l’Istituto Superiore di Sanità si è conquistato un ruolo di rilievo a livello mondiale, ed è importante per la sanità italiana e per il paese nel suo complesso che questo ruolo venga mantenuto. Quella di Brusaferro, per la sua competenza scientifica e per la sua attività in seno al Servizio sanitario, è la figura giusta per questa fase delicata. La Federazione offre fin d’ora la massima collaborazione al Commissario dell’Istituto”.

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Ponte pasquale. Sicurezza stradale: gli ultimi dati dell’ISS rilevati dal Sistema Ulisse

Posted by fidest press agency su lunedì, 9 aprile 2012

Sono statio pubblicati il 29 marzo scorso, pur sottolineando un miglioramento nell’attenzione alla guida e per i passeggeri ci dovrebbero invitare comunque a un innalzamento dell’uso degli apparati di sicurezza, in particolare casco, cinture e dei nuovi dispositivi che dovrebbero essere obbligatori per legge. Periodo pasquale e periodo di esodi dei vacanzieri. L’Italia è percorsa in lungo e in largo a cavallo tra la Pasqua e la Pasquetta da milioni di autovetture mentre non sempre gli automobilisti e i loro passeggeri si adoperano per la propria sicurezza, almeno per quanto è dato conoscere da quanto rilevato dal Sistema Ulisse. Tale apparato da quasi dodici anni ha avviato un vero e proprio monitoraggio su tutto il territorio italiano sull’uso dei sistemi di sicurezza sugli autoveicoli ed in particolare delle cinture e del casco.
Ulisse, in vigore dal dicembre 2000 è gestito, sulla base di una convenzione tra Ministero delle Infrastrutture e Trasporti e Istituto Superiore di Sanità, che realizza le attività di sorveglianza nelle diverse regioni italiane in collaborazione con gli operatori del sistema sanitario e dei trasporti sulla base di procedure e metodi di rilevamento definitivamente validati, ponendo a disposizione dati periodici e aggiornati sulle prevalenze d’uso dei dispositivi da parte degli utenti della strada.Si può leggere sul sito dell’ISS che “le rilevazioni sono relative all’uso appropriato, cioè allacciato, del casco su moto o ciclomotore e delle cinture di sicurezza da parte dei conducenti e dei passeggeri trasportati anteriormente. Le osservazioni vengono effettuate normalmente ogni mese su differenti tipologie stradali, principalmente strade extraurbane (statali, regionali, provinciali, comunali) e strade urbane. In quest’ultimo caso – che rappresenta la tipologia attualmente più presidiata – le rilevazioni riguardano sia le aree urbane centrali che quelle periferiche” .
I dati riguardano anche i campioni per sesso, fasce d’età o tipologia dei conducenti (veicoli professionali, taxi, ecc.) e hanno attivato a livello sperimentale, anche il monitoraggio sull’uso delle cinture di sicurezza sui sedili posteriori del veicolo (stimato dal sistema Ulisse attorno al 10%), l’uso dei cellulari alla guida (circa 9%) e sull’uso delle luci diurne (80% in zona extraurbana). Per quanto riguarda l’uso delle cinture, gli ultimi dati, che riguardano il biennio 2009-2011, dimostrano che nelle aree urbane meno del 64% degli utenti le utilizza, con differenziazioni comportamentali a seconda delle diverse aree geografiche del Paese: il 77,5% al Nord, il 66,5% nelle regioni centrali e il 44,9% in quelle dell’Italia meridionale e insulare.
Vi è da sottolineare, però che nell’arco dell’ultimo decennio l’uso delle cinture di sicurezza è notevolmente cresciuto attestandosi ad una percentuale di + 35 %. Si pensi che all’inizio delle rilevazioni del Sistema Ulisse, e quindi nel 2000 era solo il 29,4% ad indossare le cinture. L’introduzione della patente a punti nel 2003 ha fatto registrare un’impennata nell’attenzione degli automobilisti con percentuali d’uso che erano schizzate sino al 70,7% per poi decrescere negli anni successivi fino al dato attuale pari precisamente al 63,8%. Più riguardo per l’uso delle cinture di sicurezza si è osservato sulle strade extraurbane con valori più elevati del 5-10 % in più rispetto all’utilizzo in città ed a seconda delle varie regioni.
Per quanto riguarda l’uso del casco il Sistema Ulisse ha specificato che nel Nostro Paese sulle strade urbane si è registrata una prevalenza d’uso di questo dispositivo attorno al 90%, per la precisione pari all’89,8%. Marcate ma meno che per le cinture, le differenze fra varie aree geografiche con un 99,9%, quindi quasi prossimo all’utilizzo generale nel Nord, il 93,1% nelle regioni centrali e il 76,6% nel meridione e nelle isole. I valori rilevati, riguardano l’uso del casco sulle due ruote motorizzate (motocicli e ciclomotori) da parte dei conducenti e di eventuali trasportati e si riferiscono in particolare alle osservazioni compiute durante tutto l’arco della giornata nelle zone centrali delle aree urbane monitorate dal Sistema, essenzialmente i capoluoghi di provincia. In questo caso, però le percentuali d’uso del casco individuate negli ultimi anni non sono molto differenti da quelle rilevate all’inizio del millennio. Ciò perché la normativa che introduceva l’obbligo del casco di cui alla legge 472/1999 aveva già prodotto nei primi mesi del 2000 un innalzamento significativo delle prevalenze d’uso di questo tipo di protezione. Prima dell’entrata in vigore delle nuove norme l’uso del dispositivo costituiva praticamente una rarità. Basti pensare, infatti, che in virtù dei dati in possesso dell’Istituto Superiore di Sanità prima dell’introduzione dell’obbligo del casco nel 1986, da cui restavano esclusi i ciclomotoristi maggiorenni, l’uso dello stesso si riferiva solo al 4% degli utenti su ciclomotore e il 15% in moto. Infine, secondo quanto rilevato da ULISSE, a differenza di quanto avviene per le cinture di sicurezza, l’uso del copricapo protettivo presenta una situazione a macchia di leopardo a livello locale dove le differenze possono essere anche molto consistenti, nello stesso territorio provinciale, da punto a punto e, nella stessa città, da quartiere a quartiere.
Giovanni D’Agata, componente del Dipartimento Tematico Nazionale “Tutela del Consumatore” di Italia dei Valori e fondatore dello “Sportello dei Diritti”, che ritiene imprescindibile quanto sostenuto dall’ISS secondo cui “in termini di costi-benefici, incrementare l’uso dei dispositivi di sicurezza costituisce una delle azioni di prevenzione più importanti e meno costose da attuare nel breve termine, anche in funzione del raggiungimento degli obiettivi di riduzione delle vittime della strada fissati a livello europeo e nazionale”, sottolinea la necessità che lo Stato continui ad effettuare campagne d’incentivazione all’uso dei dispositivi di sicurezza già in uso e a favorire l’introduzione obbligatoria di altri già esistenti ma non ancora previsti per legge.
A tal uopo, Giovanni D’Agata plaude all’iniziativa promossa da l’ISS e dalla Polizia Stradale che hanno avviato il progetto ST.E.P. sull’uso e l’efficacia del dispositivo paraschiena per motociclisti e ciclomotoristi, che si caratterizza come ideale espansione del perimetro di monitoraggio operato dal sistema Ulisse. Il progetto, che è partito nel dicembre 2011, per quanto è dato sapere, sta già raccogliendo i primi dati che permetteranno di fornire una stima indicativa sull’uso del paraschiena e sulla sua efficacia nella prevenzione dei traumi spinali.

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Il Laboratorio Europeo dell’ISS studia il focolaio epidemico tedesco

Posted by fidest press agency su sabato, 4 giugno 2011

(NewsMedia, Silvana Stazzone) Per lo studio identificativo del ceppo batterico, di un tipo di Escherichia coli, che sta causando allarme epidemico in Europa e non poche preoccupazioni anche in Italia, l’Istituto Superiore di Sanità, ISS, è pienamente coinvolto nelle indagini sul decorso dell’epidemia, in quanto è la sede del Laboratorio Europeo di Riferimento per l’Escherichia coli in campo veterinario, come da richiesta della Direzione Generale di Sanità Pubblica della Commissione Europea (DG Sanco). In particolare, nell’ISS è stato rapidamente messo a punto un metodo specifico per la ricerca del ceppo epidemico VTEC O104:H4 negli alimenti, metodo distribuito ai Laboratori Nazionali di Riferimento degli Stati Membri EU e, a livello nazionale, agli Istituti Zooprofilattici Sperimentali, che in Italia svolgono la maggior parte dei controlli ufficiali sugli alimenti. Il Presidente dell’Istituto Superiore di Sanità, Prof Enrico Garaci avverte:”Non è consigliabile la terapia antibiotica” per la cura dell’infezione intestinale causata dall’E.coli. In relazione al ceppo analizzato, il Presidente dell’ISS Garaci precisa: “Il fatto che il ceppo epidemico sia resistente a molti antibiotici non costituisce un fattore di rischio: per questa particolare infezione, infatti, la terapia antibiotica non è consigliata e, anzi, può risultare controproducente, causando un aumento del rilascio della tossina nel lume intestinale da parte dei batteri uccisi dall’antibiotico, con conseguente aumento della concentrazione di tossina nel sangue e aumento del danno renale”.Il Laboratorio dell’ISS, insieme al Laboratorio di Riferimento Europeo per il settore medico a Copenaghen, ha anche analizzato i caratteri di patogenicità del batterio responsabile del focolaio epidemico in Germania, stabilendo che si tratta di una variante rispetto a quelli classici associati alla SEU (Sindrome Emolitico Uremica) soprattutto nei bambini.
Il Ministero della Salute comunica le norme di prevenzione all’infezione di questo batterio, da applicare senza allarmismi e come normale prassi igienica con particolare attenzione al lavaggio della frutta e verdura e delle mani:
Non è giustificato l’allarmismo verso il consumo in Italia di ortaggi crudi, visto anche che le indagini di laboratorio non hanno supportato l’ipotesi dei vegetali contaminati quale fonte di infezione.
Le consuete norme igieniche per la sicurezza alimentare sono sufficienti a evitare infezioni:
1) lavarsi frequentemente le mani dopo aver maneggiato alimenti,
2) lavare a fondo le verdure,
3) evitare il consumo di carne cruda,
4) lavare bene coltelli, taglieri e altri utensili usati per la preparazione dei cibi, evitando di utilizzare senza lavare lo stesso tagliere e/o utensile per più alimenti,
5) lavare bene le mani prima di manipolare i cibi e dopo aver usato la toilette.
Le persone che hanno recentemente soggiornato in Germania devono prestare attenzione alla comparsa di sintomi gastroenterici e nel caso di diarrea emorragica rivolgersi al proprio medico. (Silvana Stazzone)

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Il ruolo dell’istituto superiore di sanità

Posted by fidest press agency su martedì, 17 maggio 2011

Roma, 18 maggio 2011 dalle ore 9.00 alle 14.00 presso la sede di Viale Regina Elena l’Assemblea Permanente del personale dell’Istituto Superiore di Sanità (ISS) organizza un convegno dal titolo “Il ruolo dell’istituto superiore di sanità in un sistema sanitario federale”. Il convegno ha lo scopo di presentare proposte e discutere la missione dell’istituto nel quadro del nuovo Sistema Sanitario (si allega programma). L’ISS è un organo centrale del Servizio Sanitario Nazionale (SSN), caratterizzato da una forte unicità di funzioni e competenze nel campo della salute pubblica, avente carattere di ente autonomo e multidisciplinare. La sua missione è articolata in attività di ricerca, sperimentazione, controllo, consulenza, documentazione e formazione degli operatori del SSN in un unicum che non ha uguali nel nostro paese. In Istituto operano circa 2500 unità, tra ricercatori, tecnici ed amministrativi, un quarto dei quali risulta ad oggi precario, con elevate competenze, impegnato in attività essenziali ed irrinunciabili del nostro ente. In considerazione della riorganizzazione in senso federalista della sanità italiana e della recente delega al governo (legge 183/2010) per il riordino dell’ISS, il personale dell’ente ha avviato un percorso di riflessione, con particolare attenzione alle opportunità di crescita e sviluppo dell’ente che questa nuova fase potrebbe offrire. A partire dall’analisi di alcune criticità inaspritesi nel tempo quali, la riduzione progressiva del finanziamento pubblico e l’elevata presenza di precari impegnati in attività essenziali, il personale ha formulato una proposta organica e condivisa, individuando forme e modalità di razionalizzazione e, al tempo stesso, ripensando alle sue funzioni ed al personale indispensabile per realizzarle. In estrema sintesi chiediamo che l’ente mantenga il suo carattere autonomo e multidisciplinare e si inserisca a pieno titolo nel nuovo quadro di federalismo regionale del Servizio Sanitario e inoltre che venga definita in maniera chiara la posizione dell’ente rispetto agli organismi internazionali.

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Sanità: bloccato il piano assunzionale Iss

Posted by fidest press agency su giovedì, 30 settembre 2010

Roma 30 settembre, Roma Ministero della Funzione Pubblica – ore 10.30 L’Istituto Superiore di Sanità ha un ruolo centrale nella programmazione ed attuazione delle politiche sanitarie nazionali. Circa un terzo del personale ISS è precario, ovvero 600 fra ricercatori, amministrativi e tecnici con diverse forme contrattuali. Intanto il piano assunzioni 2010 è ancora fermo tra Ministero dell’Economia e Ministero della Funzione Pubblica. Per sbloccare questa situazione, USI-RdB Ricerca ha indetto per domani, giovedì 30 settembre, un presidio davanti al Ministero della Funzione Pubblica alle ore 10.30. “I continui tagli alla ricerca pubblica stanno devastando l’intero sistema degli Enti Pubblici di Ricerca”, dichiara Claudio Argentini, della Segreteria nazionale USI-RdB Ricerca. “Il paradosso è che anche quando gli enti hanno le risorse per assumere e riorganizzare il personale che ha problemi di inquadramento, come è il caso dell’Istituto Superiore di Sanità, i ministeri competenti impiegano mesi per dare il via a strumenti che potenziano le attività di ricerca”. “Per difendere i diritti di tutti i lavoratori ISS saremo domani in piazza a chiedere al Ministero di sbloccare il piano assunzioni 2010 dell’ente – prosegue Argentini – un piano che non costerebbe un euro in più e, punto centrale della nostra azione, produrrebbe un chiaro vantaggio per la collettività. Queste lotte – conclude il sindacalista – rientrano nella mobilitazione che USB ha lanciato per la difesa sia del lavoro precario, sia pubblico che privato, e dello Stato Sociale. Ogni ritardo ed ogni taglio ci danneggia, come lavoratori e come cittadini”.

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Licenziamenti precari ricerca

Posted by fidest press agency su giovedì, 3 dicembre 2009

Roma 3 dicembre dalle ore 11,00 Presidio di USI/RdB Ricerca  davanti al Ministero della salute (Lungotevere Ripa 1) Nel difficile momento che sta attraversando la Ricerca Pubblica messo drammaticamente in evidenza dalla protesta dei precari dell’ISPRA, si inserisce perfettamente la situazione dell’ISS “Siamo estremamente preoccupati” dichiara Cristiano Fiorentini della Segreteria Nazionale di USI/RdB Ricerca “attualmente in finanziaria manca lo stanziamento di 8 milioni che ormai da otto anni garantisce il rinnovo del contratto a circa 200 precari”. Le preoccupazioni di USI/RdB non si limitano al rischio di licenziamenti “In ballo per l’ISS, come per tutti gli enti di ricerca, c’è il futuro dell’Ente e il ruolo che esso svolge per la collettività, questione strettamente connessa al destino dei lavoratori precari.” Prosegue Fiorentini “Oltre agli 8 milioni per i rinnovi dei contratti si rischia un taglio di 9 milioni di euro del bilancio istituzionale e si sta andando verso un provvedimento di riordino che, particolarmente in questo contesto di attacco alla Ricerca Pubblica, desta serie preoccupazioni”.  “Questa iniziativa rientra per noi nella nostra strategia di difesa della Ricerca Pubblica che abbiamo lanciato a partire dalla vertenza ISPRA e che ha continuato con le protesta dell’ASI, dell’INEA del CRA e dell’INRAN” Conclude Fiorentini “Questo Governo sta conducendo un feroce attacco contro il settore pubblico e contro la Ricerca Pubblica, USI/RdB di opporrà su tutti i fronti che sono aperti  dalla questione precariato al riordino degli Enti di Ricerca fino all’applicazione del decreto Brunetta.”

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