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Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 250

Posts Tagged ‘istat’

Istat: vendite maggio,+24,3% su mese

Posted by fidest press agency su domenica, 12 luglio 2020

Secondo i dati Istat resi noti oggi, a maggio le vendite al dettaglio salgono del 24,3% rispetto ad aprile, 25,2% in volume. “Bene, ottimo rimbalzo. Considerato che solo dal 18 maggio hanno riaperto tutte le attività commerciali al dettaglio, si tratta di un recupero notevole, anche nel confronto europeo. Le vendite in volume rispetto ad aprile salgono del 25,2%, contro una media Ue del 16,4% e del 17,8% per l’Eurozona, quelle non alimentari in volume, la vera cartina di tornasole, addirittura del 66,6%, più del doppio della media Ue, pari a +30,2% e quasi il doppio dell’Eurozona, ferma a +34,5%” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.”Rispetto alla classifica europea, l’Italia si colloca al quarto posto in Europa della classifica delle vendite congiunturali totali in volume, battuta solo da Svizzera, con +30,7%, Lussemburgo al secondo posto con +28,6% e Francia, terza con +25,6%” prosegue Dona.”Certo rispetto a febbraio, ossia a prima dell’emergenza Covid, il recupero è ancora parziale: le vendite totali di maggio sono inferiori del 12,6%, mentre per le non alimentari il gap è del 21,6%” conclude Dona.

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Industria: Istat, produzione maggio -20,3% su anno

Posted by fidest press agency su venerdì, 10 luglio 2020

Secondo i dati resi noti oggi dall’Istat, la produzione industriale a maggio scende del 20,3% su base annua e sale del 42,1% su aprile.”Un rimbalzo insufficiente! Dopo che ad aprile si era verificata una caduta annua record del 42,5%, ci poteva essere un rialzo maggiore. Insomma, bene ma non basta. La produzione risulta ancora inferiore, nei dati destagionalizzati, del 20% rispetto a gennaio 2020 e del 19,2% su febbraio 2020, ultimo mese pre-crisi” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.”Se confrontiamo il livello della produzione di oggi con quello del 2009, l’anno più buio della passata recessione, attualmente è inferiore rispetto a maggio 2009 del 15,6%, percentuale che sale al 32,9% per i beni di consumo durevoli” conclude Dona.

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Istat: la fiducia dei consumatori cresce ma aumenta anche la pressione fiscale

Posted by fidest press agency su mercoledì, 1 luglio 2020

L’Istat ha rilevato che a giugno la fiducia dei consumatori migliora rispetto al mese precedente, attestandosi a 100,6 punti. Un dato sicuramente positivo, che con ogni probabilità deriva dalla speranza delle famiglie di aver superato, almeno in parte, le criticità degli ultimi mesi. Gli altri indicatori economici relativi al primo trimestre del 2020, però, non sono altrettanto incoraggianti: l’Istituto di statistica ha infatti registrato una pressoché insostenibile pressione fiscale (+0,5% rispetto allo stesso periodo del 2019), un rapporto deficit-PIL che nei primi tre mesi di quest’anno sale al 10,8% rispetto al 7,1% dello scorso anno nonché un calo del -1,7% del potere d’acquisto.Tali percentuali dimostrano ancora una volta l’estrema fragilità della nostra economia, che richiede con la massima urgenza interventi incisivi ed efficaci con cui avviare la costruzione di basi solide per una vera e propria ripresa. La pandemia, oltre a provocare drammatiche conseguenze sanitarie, ha avuto gravi ripercussioni sul piano economico e sociale e l’attuale contesto rende necessari interventi mirati per la crescita e lo sviluppo nonché misure che diano nuovo impulso alla crescita e all’occupazione.“La redistribuzione dei redditi e la riforma fiscale restano questioni centrali da affrontare per avviare, finalmente, una ripresa stabile” – dichiara Emilio Viafora, Presidente della Federconsumatori.

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Istat: I trim 2020, potere d’acquisto -1,7%

Posted by fidest press agency su martedì, 30 giugno 2020

Secondo i dati Istat resi noti oggi, nel primo trimestre del 2020 il potere d’acquisto delle famiglie è diminuito, rispetto al trimestre precedente, dell’1,7% ed i consumi del 6,4%.”Le misure di sostegno dei redditi adottate a partire dal Cura Italia sono servite e hanno certo consentito di contenere la caduta del reddito disponibile e del potere d’acquisto, ma non abbastanza se sono scesi, rispettivamente, dell’1,6% e dell’1,7%, specie se si considera che si tratta di dati trimestrali e che l’Italia diventa zona rossa solo a partire dal 10 marzo e le attività produttive sospese dal 25″ afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.”Quanto al crollo dei consumi, precipitati del 6,4%, la speranza è che dipenda solo dalla chiusura dei negozi, avvenuta a partire dal 12 marzo, perché se invece già dipendesse, in parte, dal minore potere d’acquisto delle famiglie, allora è chiaro che con la riapertura delle attività non ci sarebbe quel rimbalzo dei consumi tanto atteso e sperato da tutti” conclude Dona.

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Istat: 6,4% famiglie in povertà assoluta nel 2019

Posted by fidest press agency su venerdì, 19 giugno 2020

Secondo i dati resi noti dall’Istat, nel 2019 in Italia vivono in povertà assoluta il 6,4% delle famiglie e il 7,7% degli individui in Italia, in calo dal 7% e 8,4% del 2018.”I dati della povertà restano vergognosi e non degni di un Paese civile. Il reddito di cittadinanza non basta” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori. “Il calo della povertà assoluta dipende certo dal reddito di cittadinanza ma è troppo lieve ed insufficiente considerato che rispetto al 2018 l’ha ridotta, per le famiglie, di appena 0,6 punti percentuali, dell’8,6% e che comunque il dato del 2019, 6,4% di famiglie povere, è il terzo peggior risultato di sempre, ossia dall’inizio delle serie storiche iniziate nel 2005, dopo il 7% del 2018 ed il 6,9% del 2017” prosegue Dona.”Insomma, il reddito di cittadinanza è servito, ha invertito un pericoloso trend, ma non abbastanza, considerato che nelle intenzioni doveva servire ad abolire la povertà in Italia (“Oggi aboliamo la povertà” disse l’on Di Maio il 28/9/2018, ndr) e che il presidente del Consiglio Conte il 28 dicembre 2019 ebbe a dire che in 8 mesi il suo Governo aveva ridotto la povertà del 60 per cento. Una stima a dir poco non azzeccata visto che quel 60% è diventato poco più dell’8%” prosegue Dona.”Il problema del reddito è che la platea dei beneficiari è insufficiente, visto che attualmente il pagamento del beneficio copre solo 2,8 milioni di persone contro 4,593 milioni di poveri, ossia il 61% dei poveri assoluti e che l’importo medio mensile per un nucleo familiare è di soli 519 euro, insufficiente per superare persino la linea di povertà di un single, pari, secondo i dati resi noti oggi, a 656,97 euro” conclude Dona.

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Istat: Unc, consumi giù di 322 euro annui in termini reali

Posted by fidest press agency su giovedì, 11 giugno 2020

Secondo i dati resi noti oggi dall’Istat, nel 2019, la spesa media mensile delle famiglie residenti in Italia è di 2560 euro mensili, sostanzialmente invariata rispetto al 2018 quando era 2.571.”Calano i consumi. Se la riduzione della spesa in termini nominali è molto bassa, per una famiglia media 11 euro al mese, considerando l’inflazione, pari nel 2019 a +0,6%, i consumi calano, in termini reali, di 322 euro su base annua, con una contrazione dell’1%. Per una coppia con due figli la flessione è pari a 900 euro, -2,2%, mentre per una coppia con 1 figlio, la tipologia di nucleo familiare ora più diffusa in Italia, si registra un crollo su base annua di 1003 euro, -2,7%” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori. “Inoltre, gli italiani mangiano meno rispetto allo scorso anno. Anche una spesa obbligata come quella alimentare, se in teoria sale in termini nominali da 461,7 a 464,27 euro al mese, poco più di 2,50 euro, in termini reali, considerando il rialzo dei prezzi, pari per questa divisione a +0,8% scende di 13 euro su base annua, -0,2%. Per una coppia con due figli, però, crolla di 192 euro nei dodici mesi, -2,5%. Insomma, gli italiani acquistano meno cibo rispetto al 2018” prosegue Dona. “La conclusione è che i consumi non decollano come dovrebbero e, purtroppo, le famiglie continuano a stringere la cinghia” conclude Dona.

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Istat: crollo occupati aprile

Posted by fidest press agency su giovedì, 4 giugno 2020

Secondo i dati resi noti oggi dall’Istat, ad aprile si contano 274 mila occupati in meno rispetto a marzo.”Dato drammatico, per di più falsato dal blocco dei licenziamenti. E’ evidente che, avendo l’art. 46 del decreto legge n. 18 del 17/3/2020, noto come Cura Italia, bloccato le procedure di licenziamento, l’occupazione dei dipendenti a tempo indeterminato è formalmente preservata ed il crollo è legato al calo di quelli a termine” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.”Ma si tratta di un dato fittizio, artificioso ed irreale. Il punto è cosa succederà una volta che il mercato del lavoro sarà sbloccato da questo vincolo legislativo e tutti gli occupati riprenderanno ad essere collegati alla domanda effettiva di lavoro, agli ordini delle industrie e alle vendite degli esercizi. O il Governo, prima di allora, sarà in grado di far ripartire a pieno regime l’economia, con aiuti a fondo perduto, o sarà una strage di lavoratori” conclude Dona.

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Istat: a maggio fiducia consumatori a 94,3

Posted by fidest press agency su martedì, 2 giugno 2020

Secondo i dati Istat resi noti oggi, a maggio la fiducia dei consumatori si attesta a 94,3, da 100,1 di marzo.”Giudizio sospeso sul clima di fiducia dei consumatori. Purtroppo, non avendo il dato di raffronto di aprile, quello di oggi non è per niente indicativo e significativo. Non è possibile sapere, infatti, se a maggio, con la Fase 2, iniziata il 4 del mese, il clima è risalito rispetto ad aprile, segnando un’inversione di tendenza oppure ha continuato a scendere, seppur di poco” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.”Un conto è se a maggio ha cominciato a rimontare l’ottimismo degli italiani, se hanno intravisto una luce in fondo al tunnel, un altro è se la Fase 2 non è bastata a ridare speranza nel futuro, perché allora la fiducia potrebbe tradursi in un ulteriore peggioramento delle già gravissime condizioni reali del Paese” conclude Dona.

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Pil: Istat, I trimestre 2020 -5,3%

Posted by fidest press agency su domenica, 31 maggio 2020

Secondo l’Istat, nel primo trimestre del 2020 si stima che il prodotto interno lordo (Pil), è diminuito del 5,3% rispetto al trimestre precedente e del 5,4% in termini tendenziali.”Crollo drammatico, ancora peggiore rispetto alle stime iniziali, ma in linea con le previsioni del Governo” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.”Considerato che i negozi sono stati chiusi solo dal 12 marzo, mentre le attività produttive sono state sospese solo a partire dal 23 marzo, ed entro il 25 marzo, in pratica una settimana su 4, si tratta di una caduta incredibile, come dice l’Istat di portata eccezionale. Ricordiamo, però, che nel Def era stimato un crollo ancora superiore, del 5,5 per cento” conclude Dona.

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Istat: fatturato servizi primo trimestre -6,2%

Posted by fidest press agency su sabato, 30 maggio 2020

L’Istat comunica che nel primo trimestre 2020 il fatturato dei servizi, rispetto al primo trimestre 2019, diminuisce del 7,2%, e del 24,1% per le attività di alloggio e ristorazione.”Dati molto allarmanti, ma il crollo più rilevante è quello delle agenzia di viaggio. Anche se apparentemente la voce nel complesso segna un calo tendenziale di appena il 2,8%, l’Attività dei servizi delle agenzie di viaggio, dei tour operator e servizi di prenotazione crolla del 32,3% segnando la variazione record, superiore anche al settore dell’alloggio (-24,7%) e del trasporto aereo (-24,6%)” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori. “Il fatto che il fatturato delle agenzie, relativamente alle prenotazioni, sia precipitato di un terzo, dimostra che il bonus vacanze non può bastare per salvare la stagione turistica” prosegue Dona.”Nessuno prenota oggi se non gli viene garantito che potrà recarsi nel luogo di villeggiatura, specie vista la bella pensata del ministro Franceschini di non poter riavere i soldi in caso di annullamento del pacchetto turistico, ma solo un voucher” conclude Dona.

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Andamento del Pil in Italia

Posted by fidest press agency su mercoledì, 6 maggio 2020

Secondo l’Istat, nel primo trimestre del 2020 si stima che il prodotto interno lordo (Pil), è diminuito del 4,7% rispetto al trimestre precedente e del 4,8% in termini tendenziali.”Dato in linea con le principali previsioni. Certo, considerato che i negozi sono stati chiusi solo dal 12 marzo, mentre le attività produttive sono state sospese solo a partire dal 23 marzo, ed entro il 25 marzo, in pratica una settimana su 4, si tratta di un crollo incredibile, come dice l’Istat di entità eccezionale. Ricordiamo, però, che secondo l’Upb sarebbe stato di circa il 5%, mentre nel Def era stimato un crollo ancora superiore, del 5,5 per cento” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.

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Istat: retribuzioni +0,7% su base annua

Posted by fidest press agency su martedì, 5 maggio 2020

Secondo i dati Istat resi noti oggi, a marzo l’indice delle retribuzioni contrattuali orarie sale dello 0,7% su base annua. “Un rialzo che in teoria poteva anche andare bene, considerato che a marzo l’inflazione annua era pari allo 0,1%, sia per l’indice generale Nic che per l’indice relativo alle famiglie di operai e impiegati FOI” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.”In pratica, però, per via del Coronavirus, è inadeguato alla situazione di emergenza che si è venuta a creare, sia per via della riduzione degli stipendi di chi è andato in cassa integrazione, sia per il problema dei rinnovi contrattuali che saranno ulteriormente rinviati” prosegue Dona.”Preoccupa, quindi, che a marzo i contratti in attesa di rinnovo siano già 51 e interessino circa 9,9 milioni di dipendenti, l’80,4% del totale. Una situazione già grave, che nel prossimo trimestre non potrà che peggiorare e diventare un problema ancora più serio” conclude Dona.

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Prezzi: Istat, inflazione ad aprile zero su anno

Posted by fidest press agency su martedì, 5 maggio 2020

L’Istat registra, ad Aprile, un tasso di inflazione al +0,1% su base mensile e una variazione tendenziale nulla. “L’azzeramento dell’inflazione – riporta l’Istituto di statistica – è imputabile prevalentemente alla dinamica dei prezzi dei beni energetici, che amplificano la loro flessione sia nella componente regolamentata (da -9,4% a -13,9%) sia in quella non regolamentata (da -2,7% a -7,6%); questa dinamica è solo in parte compensata dall’accelerazione dei prezzi dei beni alimentari (da +1,1% a +2,8%) e, in misura minore, dalla riduzione della flessione dei prezzi dei servizi relativi alle comunicazioni (da -2,6% a -1,3%).”
Affermazione che testimonia, anche se in maniera timida e marginare, il forte aumento dei prezzi dei beni alimentari denunciato più volte da Federconsumatori. L’incremento registrato dal nostro Osservatorio riguarda anche i prodotti per l’igiene e per la cura della persona, nonché i detergenti per la casa. Aumenti confermati nel dettaglio dall’Istat, anche se in forma sottostimata a nostro avviso: l’Istituto riporta, infatti, che “i prezzi dei beni alimentari, per la cura della casa e della persona accelerano in modo marcato da +1,0% a +2,6%, mentre la crescita di quelli dei prodotti ad alta frequenza d’acquisto passa da +0,6% a +0,8%.”
Dai nostri dati e dalle denunce che continuamente riceviamo dagli utenti emerge, invece, un rincaro molto più marcato dei bei alimentari e per la cura della casa e della persona, che hanno subito ritocchi aumenti che arrivano anche a segnare quota +35% rispetto ai normali prezzi applicati in questa stagione. Da Nord a Sud la situazione non cambia, nei piccoli esercizi come presso la grande distribuzione.“Questa situazione non fa altro che aggravare la situazione di forte difficoltà in cui si trovano molte famiglie a causa dell’emergenza Covid-19. Persone che hanno perso il lavoro, che si trovano in cassa integrazione, che non riescono a far fronte alle spese quotidiane.” – afferma Emilio Viafora, presidente Federconsumatori. – “Di fronte a tale emergenza bisogna rispondere con fermezza e decisione, adottando misure adeguate a contrastare l’emergenza povertà, assicurando una sopravvivenza dignitosa alle famiglie in difficoltà.” Per fare ciò è urgente incrementare buoni spesa e forme di sostegno già disposte, estendendo la platea dei beneficiari e incrementando le risorse a disposizione. In questa fase è fondamentale e giusto sostenere le imprese, per consentire una ripartenza del settore produttivo e dei servizi, ma non si può e non si deve dimenticare le famiglie.

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Industria: Istat, produzione febbraio, -1,2% su mese

Posted by fidest press agency su lunedì, 13 aprile 2020

Secondo i dati resi noti oggi dall’Istat, la produzione industriale a febbraio scende dell’1,2% rispetto al mese precedente e del 2,4% su base annua.”Dati di un’altra era geologica, che comunque attestano che il rialzo di gennaio era solo un rimbalzo tecnico e che il Paese era già malridotto ben prima della catastrofe Coronavirus” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.”Una caduta a febbraio che avrebbe comunque avuto pesanti ripercussioni sul Pil e portato l’Italia, con tutta probabilità, in recessione tecnica, indipendentemente dall’attuale emergenza, come attesta la caduta della produzione su base trimestrale, sia rispetto al trimestre precedente (-0,8%) che rispetto ad un anno prima (-1,3%)” prosegue Dona.”Se poi confrontiamo i dati di oggi con quelli del febbraio 2008, non si è ancora recuperato più di un quinto della produzione industriale (-20,9%). Ci domandiamo, quindi, se mai l’Italia potrà colmare questa voragine e tornare ai livelli pre-crisi di 12 anni fa, visto quanto sta ora accadendo nel mondo” conclude Dona.

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Istat: vendite febbraio, +0,8% su mese

Posted by fidest press agency su sabato, 11 aprile 2020

Secondo i dati Istat resi noti oggi, a febbraio le vendite in valore salgono dello 0,8% rispetto a gennaio. “Un dato falsato dall’effetto Coronavirus. Nell’ultima settimana di febbraio, infatti, soprattutto a partire da domenica 23 febbraio, si erano già verificate le corse ai supermercati per accaparrarsi scorte e beni di prima necessità. Dunque, il rialzo delle vendite non solo era scontato, ma è solo un miraggio, dato che alla fine di questa emergenza seguirà inevitabilmente un rimbalzo” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori. “Insomma, i dati positivi sono dovuti all’incetta di beni, non solo alimentari. Oltre alle famose mascherine e disinfettanti, presi una tantum, gli italiani, infatti, hanno anticipato tutti gli acquisti che avevano già in programma, dai medicinali che devono prendere normalmente agli utensili utili per la casa. Ovvio, quindi, che prima o poi, vi sarà un effetto di ritorno negativo. Il dato tendenziale, poi, oltre a dipendere da questa corsa allo scaffale, è dovuto pure all’anno bisestile, anch’esso temporaneo” conclude Dona.

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Istat: al Sud 4 famiglie su 10 non hanno pc o tablet

Posted by fidest press agency su venerdì, 10 aprile 2020

“Il dato reso noto dall’Istat, che il 33,8% delle famiglie non ha computer o tablet in casa, percentuale che al Sud sale al 41,6%, dimostra che i 70 milioni stanziati dal Governo per l’acquisto di tablet e computer sono a dir poco insufficienti” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.”Inoltre, se si vuole davvero riprendere a settembre con la modalità della didattica a distanza, bisogna considerare che moltissime famiglie non hanno una connessione internet adeguata, quindi non riescono, pur avendo il pc, a seguire le lezioni” prosegue Dona.”E questo per due motivi. Il primo è che un abbonamento flat per una connessione internet veloce costa e non tutte le famiglie se lo possono permettere. Per chi è in difficoltà, quindi, chiediamo che lo Stato fornisca non solo il tablet ma anche la Sim. Il secondo è l’arretratezza della nostra rete. L’Italia è indietro rispetto agli altri Paesi Ue. Per la copertura della Ftth, secondo gli ultimi dati disponibili, in Italia solo il 23% delle unità immobiliari è coperta da una rete in fibra ottica, un dato al di sotto della media dell’UE, pari al 29%. Ci sono intere aree del Paese, le cosiddette aree bianche, ossia quelle per le quali non vi è adeguata remunerazione per fare investimenti privati, interamente scoperte” conclude Dona.

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Prezzi: Istat, inflazione a marzo +0,1%

Posted by fidest press agency su venerdì, 3 aprile 2020

Secondo i dati provvisori di marzo resi noti oggi dall’Istat, l’inflazione registra un aumento su base annua dello 0,1%, da +0,3% di febbraio.”Ottima notizia il rallentamento dell’inflazione, ma purtroppo il dato è falsato dall’effetto Coronavirus. Dal punto di vista della spesa dei consumatori, infatti, si registra un peggioramento. Mentre il calo dei carburanti, per via dei ridotti spostamenti, non produce alcun effetto reale sulle tasche dei consumatori, il rialzo dei prodotti alimentari e bevande analcoliche, +0,4% in un solo mese, +1,2% su base annua, il quadruplo rispetto a febbraio, quando era +0,3%, determina un aggravio di spesa non indifferente. Per una coppia con due figli si tratta di un aumento del costo della vita di 91 euro per i soli acquisti alimentari, 80 per una coppia con un figlio e 66 per una famiglia media” prosegue Dona.”Questi rincari, inoltre, sono in realtà ancora peggiori. Anche se i prezzi dei beni alimentari sono saliti ufficialmente dell’1,2% su base annua, gli italiani, in termini di spesa, hanno subito rialzi ben maggiori dell’1,2%. Infatti, gli spostamenti ridotti alle situazioni di necessità, per via dell’emergenza Coronavirus, non consentono più alle famiglie di fare shopping come una volta, confrontando i prezzi di più esercizi o andando nel centro commerciale collocato fuori del proprio comune di residenza, dove erano soliti andare per risparmiare. Quindi anche se i prezzi restassero uguali, la ridotta mobilità del consumatore si tradurrebbe comunque in maggiore spesa. Nei piccoli comuni, si sono create situazioni di monopoli di fatto e, anche se il negoziante correttamente non se ne approfitta e ha lasciato i suoi listini invariati, i suoi prezzi possono essere maggiori anche del 30% rispetto ad una grande catena che sta facendo offerte promozionali. E’ una delle tante conseguenze negative di questa emergenza: molte famiglie, pur avendo le stesse entrate di prima, ora fanno più fatica ad arrivare alla fine del mese. Ecco perché i 400 milioni di euro stanziati dal Governo per i buoni spesa non possono certo bastare” conclude Dona.

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Istat: a marzo crolla fiducia consumatori

Posted by fidest press agency su martedì, 31 marzo 2020

Secondo i dati Istat resi noti oggi, a marzo scende la fiducia dei consumatori da 110,9 a 101.”L’Effetto Coronavirus ha determinato un crollo della fiducia dei consumatori senza precedenti. Mai, dall’inizio delle serie storiche, iniziate nel gennaio 2015, si era avuta una caduta così ampia, pari a 9,9 punti percentuali” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.”Battuto il precedente record, registrato nell’aprile 2012, quando ai tempi delle stangate del Governo Monti ci fu un calo di 7,3 punti” prosegue Dona.”Una diminuzione inevitabile, considerato che si tratta di una situazione d’emergenza che non ha precedenti storici, da dopo la Seconda Guerra Mondiale in avanti. Il punto è se nel mese di aprile ci sarà una ripresa o un’ulteriore discesa, perché allora il crollo della fiducia potrebbe tradursi in un ulteriore peggioramento delle già precarie condizioni reali del Paese” conclude Dona.

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Istat: spesa fornitura acqua +9,4% dal 2015

Posted by fidest press agency su lunedì, 23 marzo 2020

Secondo i dati resi noti oggi dall’Istat, per la fornitura di acqua nell’abitazione ogni famiglia ha speso in media 14,65 euro al mese, il 9,4% in più rispetto al 2015.”Il rialzo della spesa mensile familiare per la fornitura d’acqua, dal 2015 al 2018, è più di 4 volte quello dell’inflazione, ossia dell’indice generale. Infatti, mentre l’indice dei prezzi al consumo è salito dal 2015 al 2018 del 2,3%, per l’acqua il rialzo è del 9,4%, ossia il 309% in più” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.”Anche se dal 2017 al 2018 la spesa è rimasta praticamente stabile, il rialzo dal 2015 è spropositato. Il problema degli italiani è sempre lo stesso, ossia che le tariffe che dovevano diminuire di prezzo sono sempre aumentate più dell’inflazione e questo contribuisce a mandare in tilt i bilanci delle famiglie visto che si tratta di spese obbligate” conclude Dona.

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Unc: Istat conferma, a febbraio nessun effetto Coronavirus

Posted by fidest press agency su martedì, 17 marzo 2020

Secondo i dati definitivi di febbraio resi noti oggi dall’Istat, l’inflazione registra un aumento su base annua dello 0,3%”Ottima notizia. L’inflazione addirittura scende rispetto a gennaio. Insomma, l’Istat conferma che a febbraio non c’è stato nessun effetto Coronavirus sui prezzi. Certo le corse ai supermercati per fare incetta di prodotti si sono verificate soprattutto a marzo. In ogni caso, è una buona notizia che i prezzi dei prodotti alimentari, i più a rischio inflazione, non solo hanno avuto un rialzo molto contenuto, +0,1% su gennaio, ma sono addirittura i beni alimentari non lavorati ad aver contribuito maggiormente alla decelerazione dell’inflazione, dal +0,8% tendenziale di gennaio a +0,1% di febbraio, con una flessione dei vegetali freschi, rispettivamente, da -3,1% a -7,3% di febbraio” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.”Per una coppia con due figli, la famiglia tradizionale di una volta, l’inflazione a +0,3% significa avere una maggior spesa annua complessiva di appena 56 euro, con un risparmio sulla voce abitazione di 114 euro e un rialzo per gli alimentari di soli 23 euro. Per la coppia con 1 figlio, la tipologia di nucleo familiare ora più diffusa in Italia, il rincaro è di 38 euro nei dodici mesi, mentre per la famiglia tipo, l’incremento dei prezzi si traduce in un aumento del costo della vita di soli 7 euro” conclude Dona.

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