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Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 203

Posts Tagged ‘istat’

Istat: 32,7% italiani non può permettersi vacanze

Posted by fidest press agency su mercoledì, 16 giugno 2021

Secondo l’indagine Istat resa nota oggi, il 32,7% degli intervistati tra chi non ha intenzione di andare in vacanza, ha come motivo la mancanza di risorse economiche.”Dati allarmanti e preoccupanti. Il fatto che un terzo degli italiani che non andranno in vacanza sia costretto a prendere questa decisione per mancanza di risorse economiche è molto grave” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.”Negli anni ’50 tutti gli italiani, quando in agosto chiudevano le fabbriche, andavano in vacanza per un mese, ora, tra i certamente no (33,5%) e i probabilmente no (16,3%), ben il 49,8% dei consumatori, ossia la metà, non trascorrerà un periodo di vacanza in una località diversa da quella di residenza, ossia non farà vere vacanze. Un quadro desolante e sconfortante” conclude Dona. (By Mauro Antonelli)

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Istat: crolla la spesa delle famiglie

Posted by fidest press agency su sabato, 12 giugno 2021

I dati dell’Istat sulla spesa delle famiglie, che segnano un calo del -9% nel 2020 e del -3,4% nel primo trimestre 2021, rivelano la situazione di forte difficoltà che sottolineiamo da tempo.Si tratta, in termini annui, della contrazione più accentuata dal 1997 (ovvero dall’inizio della serie storica), che riporta il livello medio di spesa corrente al livello del 2000.Nemmeno durante l’ultima crisi la spesa delle famiglie aveva raggiunto una tale contrazione.Si tratta di un segnale estremamente grave, che rivela quanto sia urgente prendere provvedimenti per sostenere, oltre alle imprese, anche le famiglie.Il Governo si è concentrato finora sulla ripartenza del sistema economico, giustamente necessaria, ma non si può e non si deve lasciare indietro la parte più debole della popolazione.Per questo è impensabile la mancata proroga del blocco dei licenziamenti. In assenza di tale misura vedremo esplodere le peggiori conseguenze che questa crisi ha determinato. Per questo è fondamentale gestire la ripartenza in maniera adeguata, facendo decadere il blocco nel momento in cui la ripresa sarà consolidata e non in un momento in cui sono ancora evidenti e percepibili le difficoltà vissute dai cittadini. Invitiamo il Governo a valutare attentamente questo aspetto, insieme all’adozione di misure volte ad una più determinata lotta all’evasione fiscale e all’adozione di una tassazione straordinaria solo sui grandi patrimoni. “Siamo convinti che sia indispensabile, in questa delicata fase, rendere più equa la tassazione e contrastare le disuguaglianze. – afferma Emilio Viafora, presidente Federconsumatori – Si tassi meno il lavoro e di più le rendite e si introducano più forti elementi di progressività.”

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Istat: 1,3 mln di anziani non ricevono aiuti

Posted by fidest press agency su giovedì, 10 giugno 2021

Secondo il rapporto Istat, circa 1,3 milioni di over 75, su un totale di circa 6,9 milioni, pari al 18,8%, dichiarano di non ricevere aiuto adeguato in relazione ai bisogni della vita quotidiana e alle necessità di tutti i giorni.”Dati vergognosi. Abbandonare a se stessi gli anziani non è degno di un Paese civile” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori. “In primo luogo bisogna potenziare gli aiuti domiciliari per non costringere gli anziani a entrare in case di riposo, sostenendoli sia dal punto di vista economico che sociale nelle loro abitazioni, assistendoli nei bisogni quotidiani. Quanto alle case di riposo, le rette, anche se commisurate al reddito, sono diventate proibitive per troppe famiglie” conclude Dona.

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Istat: eccessivo ottimismo sulla ripresa dei consumi

Posted by fidest press agency su lunedì, 7 giugno 2021

Si prevede, infatti, “una sostenuta crescita” del PIL italiano sia nel 2021 (+4,7%) sia nel 2022 (+4,4%) grazie al “consolidamento del processo di ripresa dell’attività economica con una intensità crescente nei prossimi mesi”. Sicuramente tale scenario è effetto dei piani avviati dal Governo per la ripresa, che iniziano a portare i primi risultati. Quello che troviamo ancora eccessivamente ottimista è il roseo quadro relativo ai consumi e all’andamento della domanda interna. L’Istat stima, infatti, una crescita della spesa delle famiglie del +3,6%. A smorzare ogni ottimismo giungono, proprio oggi, i dati aggiornati relativi alla disoccupazione che segna un aumento del +9,8% nel 2021e, nel 2022, si stima al +9,6% Livelli ancora estremamente elevati che, se non arginati, non lasciano ben sperare per la ripresa dei consumi e il miglioramento delle condizioni di vita delle famiglie.I dati dell’Istat in tal senso appaiono distorti dalle crescenti disuguaglianze sociali ed economiche che crescono nel Paese. Per questo continuiamo a chiedere al Governo l’adozione di pacchetti di misure volti, stavolta, al sostegno delle famiglie e non unicamente delle imprese, anche attraverso una più determinata lotta all’evasione fiscale e l’adozione di una tassazione straordinaria solo sui grandi patrimoni.

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Pil: Istat, I trimestre 2021 +0,1%

Posted by fidest press agency su giovedì, 3 giugno 2021

Secondo l’Istat, nel primo trimestre del 2021 il prodotto interno lordo (Pil), è salito dello 0,1 % rispetto al trimestre precedente e diminuito dello 0,8% in termini tendenziali.”Bene che ci sia una revisione al rialzo rispetto alle precedenti stime e che si passi, seppur in modo impercettibile, in territorio positivo. Nel primo trimestre l’Italia era ancora in lockdown, dunque scontato che il terziario trascini in basso il Pil. Non per niente a calare maggiormente sono i servizi come il commercio, alloggio e ristorazione, -2,3% il congiunturale e -7,7% il tendenziale e le attività artistiche, rispettivamente -1,7% e -12,3%. Dal lato della domanda, poi, a crollare più di ogni altra cosa è la spesa delle famiglie residenti: -1,2% e -4,2%. La scommessa è il rimbalzo che riusciremo ad avere ora, in questi settori, con le riaperture” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori. “Se alla fine del lockdown si aggiungerà anche una riforma fiscale capace di ridare capacità di spesa ai ceto meno abbienti, allora il boom potrà essere assai maggiore” conclude Dona.

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Istat: Cia, agricoltura paga effetti pandemia

Posted by fidest press agency su giovedì, 27 maggio 2021

Nonostante l’agricoltura abbia continuato a lavorare per garantire tutti i giorni cibo sano e sicuro agli italiani, nel 2020 ha comunque pagato gli effetti drammatici della pandemia. In misura minore sulla produzione, che si è ridotta in volume del 3,2%; moltissimo invece sulle attività secondarie come l’agriturismo, che è crollato in un anno del 60,8% in volume, o le attività di sistemazione di parchi e giardini (-25%), e ovviamente il florovivaismo, che ha perso l’8,4% con il blocco quasi ininterrotto delle cerimonie. Così Cia-Agricoltori Italiani in merito al report dell’Istat sull’andamento dell’economia agricola nel 2020.Ecco perché -secondo Cia- tenuto conto delle difficoltà ataviche del settore e della fase di ripresa che l’economia del Paese dovrà affrontare per uscire da una crisi senza precedenti, è ora necessaria una politica di crescita coraggiosa che riconosca definitivamente nei fatti, il valore del comparto agricolo e agroalimentare. L’agricoltura italiana chiede, dunque, di essere messa nelle condizioni per poter contribuire al rimbalzo atteso nei prossimi mesi, anche grazie alle connessioni con l’industria alimentare e il settore turistico su cui si attendono interventi mirati e consistenti, determinanti alla ripartenza dell’Horeca su cui poggiano le sorti del comparto vitivinicolo e l’incremento delle produzioni agricole tutte. Dal Recovery, Cia si attende l’estensione delle misure strategiche Industria 4.0 anche al settore agricolo per garantirne la competitività, mettendo il comparto al riparo, per esempio con misure ad hoc sulla gestione del rischio, dai danni divenuti ormai ciclici e strutturali, determinati da fenomeni climatici come le gelate tardive. I dati Istat, ribadisce Cia, rinnovano l’urgenza di decreti attuativi che siano realmente in linea con gli obiettivi del piano Transizione 4.0 e un chiaro processo innovativo che passi per la blockchain e l’ammodernamento delle infrastrutture fisiche e digitali, ma anche per il rinnovo del parco macchine, una migliore movimentazione delle merci e la non più rinviabile digitalizzazione del sistema burocratico. Lo sviluppo sostenibile richiesto da Green Deal Ue -chiarisce ancora Cia- non può mettere al margine l’agricoltura che ne è l’evidente protagonista ed è pronta a esserlo se può disporre di liquidità e incentivi a investire. Infine -conclude Cia- sono necessari, nell’immediato, dettagli più precisi sull’implementazione del PNRR e sulla definizione di tempi e strumenti di attuazione, per dare concretezza ai sostegni e rafforzare la competitività delle imprese.

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Inflazione: Istat, aprile +1,1%

Posted by fidest press agency su giovedì, 20 maggio 2021

Secondo i dati definitivi di aprile resi noti dall’Istat, l’inflazione registra un aumento annuo dell’1,1%. “Prosegue l’effetto beni energetici, con una stangata per benzina, gasolio, luce e gas. Non solo, infatti, salgono con rialzi record su base annua, +24,5% per l’energia elettrica del mercato tutelato, solo in parte giustificato dal fatto che nell’aprile 2020 si era in piena emergenza sanitaria, ma anche i rincari mensili sono intollerabili: luce mercato tutelato +3,6%, gas +3,5%, benzina +1,3%, gasolio per auto +0,9%, luce mercato libero +1%. Unica consolazione che scendono, anche se solo dello 0,7%, i prezzi del carrello della spesa, facendo risparmiare qualche centesimo alla casalinga di Voghera” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori. “Per una coppia con due figli, la famiglia tradizionale di una volta, se l’inflazione a +1,1% significa un aumento del costo della vita pari a 360 euro su base annua, 186 per la sola voce Abitazione, acqua ed elettricità (+5%), 157 euro per il Trasporti (+2,9%), il calo dei prezzi della spesa di tutti i giorni dello 0,7% fa risparmiare 31 euro. Per una coppia con 1 figlio, la tipologia di nucleo familiare ora più diffusa in Italia, la maggior spesa annua è pari a 343 euro, 186 per l’abitazione, 136 per i trasporti, mentre per i beni alimentari, per la cura della casa e della persona la riduzione è pari a 28 euro, per una famiglia media se il rialzo complessivo è di 292 euro, per il carrello si guadagnano 23 euro, non è molto, ma meglio di niente” conclude Dona

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Istat: produzione marzo -0,1% su mese, +37,7% su anno

Posted by fidest press agency su giovedì, 13 maggio 2021

“Dati desolanti. E’ sconfortante che non ci sia alcun recupero su febbraio 2021. Il rialzo annuo è solo un effetto ottico ampiamente previsto visto che nel marzo 2020 c’era stato il primo lockdown, il più duro, e in quel mese c’era stato un tracollo mensile della produzione del 28,4% e del 29,3% su base annua rispetto ai dati resi noti all’epoca dall’Istat, rispettivamente -28,1% e -29,6% considerando gli indici aggiornati ad oggi. Insomma, la ripresa annua è ampia perché lo era ancor di più la caduta dello scorso anno” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.”La conferma è nel fatto che la produzione non ha ancora recuperato quanto perso nel 2020: se si confronta il dato di oggi con quello del febbraio 2020, ultimo mese pre-lockdown, c’è un gap da riprendere dell’1,2% ma rispetto all’ultimo mese pre-pandemia, ossia gennaio 2020, il divario è pari addirittura al 2,5%, ossia il doppio, e sale all’8,1% per i beni non durevoli” prosegue Dona.”Secondo il nostro studio, poi, a marzo 2021 la produzione è inferiore non solo rispetto a febbraio 2021, ma anche nel confronto con il rimbalzo di agosto 2020, con un differenza da colmare del 3,1%” conclude Dona.

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Istat: vendite marzo, -0,1% su mese, +22,9% su anno

Posted by fidest press agency su lunedì, 10 maggio 2021

Secondo i dati Istat resi noti, a marzo le vendite in valore al dettaglio scendono dello 0,1% rispetto a febbraio e salgono del 22,9% su marzo 2020. “Dati pessimi e scoraggianti. Se il rialzo annuo d’ora in poi sarà sempre ovvio e scontato, visto che da marzo 2020 gli italiani sperimentano il lockdown, e in quel mese c’era stato un tracollo mensile delle vendite in valore del 20,5%, -20,8% considerando gli indici aggiornati ad oggi, -37,2% considerando le sole vendite non alimentari, è invece grave e preoccupante che non ci sia alcun recupero su febbraio 2021″ afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.”Insomma, se è vero che oggi il rialzo annuo è notevole, lo era anche il crollo dello scorso anno. Quello che conta, invece, è che l’Italia resta la Cenerentola d’Europa. Nonostante il dato di oggi dell’Istat non sia del tutto confrontabile con quelli resi noti ieri da Eurostat, che ad esempio include i carburanti, è comunque certo, vista la discrepanza, che l’Italia va peggio degli altri Paesi Ue che hanno registrato un rialzo delle vendite su febbraio del 2,6%, +2,7% nell’Eurozona” prosegue Dona.”Come se non bastasse, secondo il nostro studio, a marzo le vendite sono inferiori non solo rispetto a febbraio 2021, ma anche nel confronto con i due precedenti rimbalzi di ottobre 2020, con un divario da colmare dell’1,8%, e di agosto, -2,1 per cento” conclude Dona.

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Pil: Istat, nel primo trimestre, -1,4% su anno

Posted by fidest press agency su lunedì, 3 maggio 2021

Secondo l’Istat, nel primo trimestre del 2021 il Pil è diminuito dello 0,4% rispetto al trimestre precedente e dell’1,4% in termini tendenziali.”Peggio del previsto! Secondo il Governo, come dichiarato dal ministro dell’Economia Daniele Franco dieci giorni fa in audizione alle Commissioni riunite Bilancio di Camera e Senato, il calo avrebbe dovuto essere dell’1,2% e non dell’1,4%” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori. “In ogni caso, quello che conta davvero è il futuro, ossia la capacità che avremo di accelerare con la crescita dal termine del lockdown alla fine dell’anno. E’ questa la vera chiave di volta per uscire dalla crisi” conclude Dona.

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Istat: sale ad aprile la fiducia dei consumatori

Posted by fidest press agency su mercoledì, 28 aprile 2021

Secondo i dati Istat resi noti oggi, ad aprile la fiducia dei consumatori sale da 100,9 a 102,3.”Bene, dato indubbiamente positivo e incoraggiante. L’accelerazione del calendario vaccinale, per quanto non ancora ottimale, ha certamente contribuito a dare speranze agli italiani, a creare un clima di maggior fiducia e a ritenere possibile un ritorno ad una vita quasi normale, almeno per questa estate, senza lockdown e soprattutto con la possibilità di poter tornare a lavorare a pieno regime” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.”Nonostante, quindi, le condizione reali di vita delle famiglie, ad esempio in termini reddituali, siamo rimaste immutate, migliorano le attese sia sulla situazione economica dell’Italia, da -0,8 a +6,3, che della famiglia, da -7,1 a -2,4. Attenzione, però, ora servono miglioramenti economici reali, altrimenti i dati ritorneranno a precipitare. Il giudizio sulla situazione economica dell’Italia, infatti, è ancora peggiorato” prosegue Dona.”Inoltre, siamo lontani anni luce dal clima di fiducia pre-Covid. Rispetto a febbraio 2020, ultimo mese pre-lockdown, la fiducia è inferiore di 8,5 punti, addirittura 9,7 punti rispetto a gennaio 2020, ultimo mese pre-pandemia” conclude Dona.

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Istat: 22,2% italiani in difficoltà

Posted by fidest press agency su martedì, 27 aprile 2021

Secondo l’Istat, a seguito dell’emergenza sanitaria, più di un quinto degli italiani (il 22,2%) ha avuto difficoltà nel far fronte ai propri impegni economici (pagare mutuo, bollette, affitto, spese per i pasti, etc.).”Dati tanto drammatici quanto ampiamente previsti, come il fatto che il 13,4% degli intervistati ha avuto problemi con il pagamento delle bollette e il 9,1% non è riuscito nemmeno a pagarle” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori. “Per questo fin da marzo 2020, ai tempi del Cura Italia, avevamo chiesto l’estensione immediata dei bonus sociali di luce e gas a chiunque perdeva il posto di lavoro, senza dover far riferimento a un Isee di fatto vecchio e superato, la riduzione dell’Iva sul gas al 10% sull’intero consumo e non solo sui primi 480 Smc annuali, la sospensione degli oneri generali di sistema e delle componenti Terna sulle bollette di luce e gas, la riduzione dell’Iva dal 22 al 4% per tutti i contratti telefonici a consumo. Purtroppo, nessuna di queste ragionevoli proposte è mai stata accolta. Le riproponiamo ora al Governo Draghi” conclude Dona.

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Industria: Istat, fatturato febbraio +0,2% su mese

Posted by fidest press agency su venerdì, 23 aprile 2021

Secondo i dati resi noti oggi dall’Istat, il fatturato dell’industria a febbraio sale dello 0,2% sul mese precedente e dello 0,9% su base annua.”Dati molto promettenti. Se il rialzo su gennaio è minimale, appena sopra lo zero, è un’ottima notizia il fatto che per la prima volta da quando è scattato in Italia il lockdown, ossia da marzo 2020, si registra un dato positivo nel confronto su base annua, +0,9% su febbraio 2020″ afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori. Secondo lo studio dell’associazione, inoltre, il fatturato è superiore non solo rispetto a gennaio 2021, ma anche nel confronto con tutti i precedenti picchi degli indici destagionalizzati avvenuti dopo lo scoppio della pandemia: dicembre (+2,8%), ottobre (+2%) e soprattutto agosto (+1,2%), quando c’era stato un notevole rimbalzo.

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Istat: produzione febbraio +0,2% su mese, -0,6% anno

Posted by fidest press agency su giovedì, 15 aprile 2021

Secondo i dati resi noti oggi dall’Istat, la produzione industriale a febbraio sale dello 0,2% sul mese precedente e scende dello 0,6% su base annua.”Dati non certo esaltanti, ma poteva andare peggio. La caduta annua era scontata e inevitabile, visto che febbraio 2020 è l’ultimo mese pre-lockdown e, dunque, pre-crisi, ma è contenuta. Bene invece che ci sia un rialzo su gennaio, anche se certo è appena sopra lo zero. Insomma, finisce con un pareggio fuori casa” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.Secondo lo studio dell’associazione, la produzione non solo è superiore rispetto all’inizio dell’anno ma anche nel confronto con dicembre (+1,3%), novembre (+1,5%), ottobre (+0,2%) e settembre (+1,6%). Unico raffronto negativo è rispetto al rimbalzo di agosto 2020, con un divario ancora da colmare del 3 per cento. Dati altalenanti, invece, per i beni di consumo durevoli che scendono su gennaio 2021 (-1%), salgono su dicembre (+2,2%) e novembre (+3,2%), crollano su ottobre (-3,7%) e agosto (-4,6%).

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Istat: giù consumi, potere d’acquisto e reddito

Posted by fidest press agency su domenica, 11 aprile 2021

Secondo i dati Istat resi noti oggi, nel 2020 la spesa per consumi finali è scesa del 10,9%, il potere d’acquisto del 2,6%, il reddito disponibile delle famiglie consumatrici del 2,8%.”Peggio di così non si può! Dati disastrosi!” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori. “Ma il dramma è che, purtroppo, nei primi mesi del 2021 la situazione non è certo migliorata. Fino a che se si va avanti con il lockdown, la condizione economia degli italiani non potrà migliorare. O le vaccinazioni ci consentiranno di riaprire tutto, senza alcuna restrizione, almeno a partire da giugno, rilanciando anche il turismo, strategico per molte famiglie, oppure per molti ci saranno guai irreversibili” prosegue Dona. “Sostegni e ristori possono tamponare la crisi nel breve periodo, ma dopo un po’ diventano un palliativo” conclude Dona.

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Istat: Serracchiani, lavoro e ripresa sono priorità assolute

Posted by fidest press agency su mercoledì, 7 aprile 2021

“Per il Pd il lavoro e la ripresa devono essere una priorità assoluta di tutto il Governo. Sono state adottate misure per attutire l’impatto sull’occupazione della crisi covid ma bisogna fare di più e farlo presto, anche attraverso un ulteriore scostamento di bilancio. Per il riavvio delle attività economiche più colpite e il recupero di posti di lavoro, soprattutto nell’ambito dei servizi, è fondamentale che la campagna vaccinale abbia una netta accelerazione. L’altro pilastro della ripresa è la riforma urgente delle politiche attive del lavoro, indifferibile per far fronte alla necessità di riqualificazione già richiesta da una realtà socioeconomica profondamente mutata dalla pandemia”. Lo afferma la presidente del gruppo Pd alla Camera Debora Serracchiani, alla luce dei dati Istat che fotografano una forte flessione dell’occupazione rispetto a febbraio 2020.

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Unione Naz. Consumatori su Istat occupati: un disastro!

Posted by fidest press agency su mercoledì, 7 aprile 2021

Secondo i dati resi noti oggi dall’Istat, a febbraio gli occupati diminuiscono su base annua di 945.000 unità.”Un disastro! Peggio di così l’anno non poteva partire. Nonostante il blocco dei licenziamenti, i dati sono drammatici. Siamo già vicini al milione di posti in meno. Le cose non vanno male solo per gli occupati a termine, -372 mila, ma anche per i dipendenti permanenti, -218 mila” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.”In una condizione così catastrofica, la cassa integrazione Covid e il blocco dei licenziamenti vanno prorogati oltre il 30 giugno, per tutti, senza se e senza ma, altrimenti la situazione già drammatica diventerà una tragedia. Prima vanno riaperte tutte le attività e fatte partire le opere pubbliche, poi si potrà discutere di quando far terminare le misure straordinarie del Governo, altrimenti saranno guai ancora peggiori” conclude Dona.

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Istat: giù consumi, potere d’acquisto e reddito

Posted by fidest press agency su sabato, 3 aprile 2021

Secondo i dati Istat resi noti oggi, nel quarto trimestre del 2020, rispetto al trimestre precedente, il reddito disponibile delle famiglie è sceso dell’1,8%, il potere d’acquisto del 2,1%, la spesa per consumi del 2,5% “Dati disastrosi! Effetto lockdown! Dopo il buon rimbalzo del terzo trimestre, l’Italia riprecipita nel tunnel della crisi per via delle misure restrittive reintrodotte a partire dal Dpcm del 3 novembre” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.”Questi dati dimostrano che se si va avanti con il lockdown anche nel secondo trimestre di quest’anno, il rimbalzo atteso nel 2021 diventerà un miraggio. Altro che Pil tendenziale al 4,1%! Insomma, o le vaccinazioni ci consentiranno di riaprire tutto almeno a maggio, facendo decollare i consumi, oppure l’Italia è nei guai” prosegue Dona.”Inoltre servono misure più incisive a sostegno del reddito delle famiglie. Se non ci sono i soldi, infatti, difficilmente potranno essere spesi” conclude Dona.

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Industria: Istat, fatturato gennaio +2,5% su mese

Posted by fidest press agency su giovedì, 25 marzo 2021

Secondo i dati resi noti oggi dall’Istat, il fatturato dell’industria sale del 2,5% sul mese precedente e scende dell’1,6% su base annua.”Un effetto ottico! Il buon recupero su dicembre è solo un’illusione, un abbaglio che non deve trarre in inganno. Infatti, la vera cartina di tornasole per capire se si è finalmente usciti dal tunnel della crisi è il fatturato rispetto all’ultimo mese pre-pandemia, ossia gennaio 2020, ancora inferiore dell’1,6 per cento” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori. “Inoltre, il fatturato, nei dati destagionalizzati, risulta ancora inferiore dello 0,6% anche su febbraio, ultimo mese pre-lockdown. Insomma, si sta andando nella direzione giusta ma il cammino è ancora lungo. Non si uscirà dal tunnel e i dati resteranno altalenanti fino a che non si uscirà dalle misure restrittive e dalle varie chiusure delle attività economiche” prosegue Dona. “Purtroppo ci sentiamo orfani del dato degli ordinativi, che avrebbe potuto darci un’idea dell’andamento futuro del fatturato e dello stato di salute delle nostre industrie” conclude Dona.

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Istat: -29,7% retribuzioni dipendenti a tempo determinato

Posted by fidest press agency su sabato, 20 marzo 2021

Secondo l’Istat, nel 2018 i dipendenti con contratto a tempo determinato hanno una retribuzione media oraria più bassa del 29,7% di quelli con contratto a tempo indeterminato. Nel part-time, che interessa soprattutto donne, il divario, rispetto al full-time, sale al 31,1%. “Dati disastrosi, che attestano come il problema di ridurre il gap tra le retribuzioni di chi ha un contratto a tempo indeterminato e gli altri è ben lungi dall’essere stato risolto” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori. “Insomma, i lavoratori part time o con contratti a tempo determinato sono discriminati due volte. Non solo non riusciranno mai ad avere una pensione dignitosa, ma sono anche sottopagati” conclude Dona.

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