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Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 335

Posts Tagged ‘istat’

Istat: vendite luglio, -0,4% su mese, +6,7% su anno

Posted by fidest press agency su domenica, 12 settembre 2021

Secondo i dati Istat resi noti oggi, a luglio le vendite in valore al dettaglio scendono dello 0,4% rispetto al mese precedente e salgono del 6,7% su base annua.”Dati deprimenti e sconfortanti. Se l’industria è già ripartita e sia la produzione che il fatturato hanno già recuperato sui valori pre-crisi, per le vendite non si è ancora usciti dal tunnel della crisi. La prova del nove che le famiglie ancora faticano ad arrivare a fine mese e, quindi, gli acquisti restano al palo nonostante le riaperture” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.”Secondo il nostro studio, le vendite di luglio sono inferiori, nel confronto con quelle di febbraio 2020, ultimo mese pre-lockdown, dell’1,2%, gap che sale al 2,6% per le vendite non alimentari. Unica consolazione è che rispetto a gennaio 2020, ultimo mese pre-pandemia, il divario è colmato e le vendite sono maggiori dello 0,1%, anche se solo per via di quelle alimentari, +3,3%, visto che nel settore non alimentare c’è ancora un abisso da colmare pari al 2,3%” conclude Dona.

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Inflazione: Istat, agosto +2,1%

Posted by fidest press agency su mercoledì, 1 settembre 2021

Secondo i dati provvisori di agosto resi noti oggi dall’Istat, l’inflazione sale su base annua dal +1,9% di luglio a +2,1%.”Pessima notizia! L’impennata dei prezzi è l’ultima cosa di cui avevamo bisogno, visto che riducendo il potere d’acquisto delle famiglie si hanno ripercussioni negative sui consumi. E’ solo una iattura, anche perché non deriva dalla ripresa della domanda interna ma è prevalentemente importata, dovuta al rialzo dei beni energetici (+19,8%), dalla luce ai carburanti (benzina +17,6%, gasolio +17%). Unici rincari legati all’aumento dei consumi sono quelli connessi alle ferie. Una stangata vacanze! In un solo mese il Trasporto aereo passeggeri è salito del 33,8%. Una batosta anche per chi ha deciso di raggiungere il luogo di villeggiatura con la nave: il Trasporto marittimo e per vie d’acqua interne è rincarato del 28,2% rispetto a luglio” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.”Nel complesso, l’inflazione a +2,1% significa, per una coppia con due figli, un aumento del costo della vita pari a 786 euro su base annua, 357 solo per Abitazione, acqua ed elettricità, 286 euro per i Trasporti. Per una coppia con 1 figlio, la maggior spesa annua è pari a 743 euro, 358 per l’abitazione, 249 per i trasporti, per una famiglia media il rialzo complessivo è di 632 euro, 336 per l’abitazione e 183 per i trasporti” conclude Dona.

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Istat: scende ad agosto la fiducia dei consumatori

Posted by fidest press agency su sabato, 28 agosto 2021

Secondo i dati Istat resi noti oggi, ad agosto la fiducia dei consumatori scende da 116,6 a 116,2. “Dato negativo e inaspettato, ma non preoccupante, vista l’entità del calo. Evidentemente l’effetto vacanze era già scattato a luglio e giugno, quando si era tornati a una vita quasi del tutto normale, con le riaperture e la fine del lockdown, recuperando per la prima volta la fiducia pre-crisi. Rispetto a febbraio 2020, ultimo mese pre-lockdown, la fiducia resta comunque superiore di ben 5,4 punti, mentre rispetto a gennaio 2020, ultimo mese pre-pandemia, è ancora maggiore di 4,2 punti” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori. “Più allarmante, invece, è che le attese sulla situazione economica dell’Italia, che a giugno, con 57, avevano raggiunto il record storico, il valore più elevato dall’inizio delle serie storiche iniziate nel gennaio 1998, e che a luglio, pur calando a 49,4, segnavano il secondo miglior risultato, ora scendono ulteriormente a 39,1, meno anche del dato di maggio 2021, al terzo posto con 42,5. Si tratta comunque del quarto miglior dato di sempre, maggiore di quello del novembre 2015, durante il Governo Renzi, al quinto posto con 27,2. Resta, quindi, un valore ottimo dovuto all’effetto Draghi e Recovery Plan, che però, visto l’andamento calante, va subito consolidato con fatti concreti” conclude Dona. (Mauro Antonelli)

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Industria: Istat, fatturato giugno +3,1% su mese

Posted by fidest press agency su giovedì, 26 agosto 2021

Secondo i dati resi noti oggi dall’Istat, il fatturato dell’industria a giugno sale del 3,1% sul mese precedente e del 28,4% su base annua. “Dati ottimi. Non solo è un bene che, dopo il calo congiunturale di maggio, a giugno si sia tornati subito in territorio positivo, ma il rialzo è anche consistente e promettente” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.”Secondo il nostro studio, se si confronta il fatturato di oggi con quello del febbraio 2020, ultimo mese pre-lockdown, è superiore dell’8,4%, mentre rispetto a gennaio 2020, ultimo mese pre-pandemia, è maggiore del 6,3%. Non solo, ma andando indietro di due anni, rispetto a giugno 2019, ora il livello, nei dati corretti per gli effetti di calendario, è più alto del 7,4%, +6,8% su giugno 2018. Insomma, non c’è raffronto che non sia molto positivo” conclude Dona. (By Mauro Antonelli)

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Istat: produzione giugno +1% su mese, +13,9% su anno

Posted by fidest press agency su domenica, 8 agosto 2021

Secondo i dati resi noti oggi dall’Istat, la produzione industriale a giugno sale dell’1% sul mese precedente e del 13,9% su base annua. “Dati altalenanti e insufficienti. Già in aprile la produzione aveva recuperato sui valori pre-crisi, con un balzo eccellente, per poi a maggio ridiscendere in territorio negativo. Quindi, anche se a giugno l’andamento sembra positivo, è decisamente troppo presto per cantare vittoria. Bisogna aspettare i prossimi dati per capire se si tratta di un’inversione del trend oppure di un fuoco di paglia” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.”Peraltro, secondo il nostro studio, è vero che a giugno la produzione è superiore dello 0,3% su febbraio 2020, ultimo mese pre-lockdown, peccato che in aprile fosse già maggiore dell’1%. Non per niente i dati di oggi sono inferiori dello 0,7% su aprile 2021. Nel confronto, poi, con i valori pre-crisi del gennaio 2020, ultimo mese pre-pandemia, il divario ora è pari all’1,1%, che sale al 6,8% per i beni di consumo non durevoli. Un abisso!” conclude Dona.

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Istat: consumi mai così bassi dal dopoguerra

Posted by fidest press agency su martedì, 13 luglio 2021

I dati diffusi dall’Istat nel Rapporto 2021 sulla situazione del Paese rivelano uno scenario preoccupante, che sottolineiamo da tempo.Nel 2020 la povertà assoluta ha segnato una forte crescita: interessa oltre 2 milioni di famiglie, pari al 7,7% (mentre nel 2019 erano il 6,4%). Anche sul fronte dei consumi c’è stata una caduta “di dimensioni molto più ampie (-10,9%) e mai registrata dal dopoguerra”. È evidente che tali indicatori risultano influenzati dall’emergenza pandemica e dalle sue limitazioni, ma è altrettanto chiaro che i contraccolpi della crisi sono ancora in corso e, con la sospensione del blocco dei licenziamenti in quasi tutti i comparti avremo un netto peggioramento di tale situazione.Ecco perché è necessario che il Governo intervenga rapidamente mettendo in atto misure efficaci per contenere gli effetti negativi per le famiglie, disponendo un serio piano di sostegno e di rilancio, che punti sull’occupazione, sugli investimenti per lo sviluppo tecnologico e l’innovazione.Inoltre non è più rinviabile la disposizione di una riforma fiscale che preveda forti elementi di progressività e una tassazione straordinaria sui grandi patrimoni. È fondamentale agire, in questa fase, per contrastare l’ulteriore crescita di disuguaglianze e disparità in grado di creare profonde e incolmabili spaccature nel tessuto sociale del Paese.

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Istat: produzione maggio -1,5% su mese, +21,1% su anno

Posted by fidest press agency su martedì, 13 luglio 2021

Secondo i dati resi noti oggi dall’Istat, la produzione industriale a maggio scende dell’1,5% sul mese precedente e sale del 21,1% su base annua.”Dati inquietanti e a dir poco allarmanti. Dopo che ad aprile la produzione aveva recuperato sui valori pre-crisi, con un balzo eccellente, a maggio si sprofonda nuovamente nel burrone della crisi” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.”Secondo il nostro studio, in aprile la produzione era già superiore dell’1,2% su febbraio 2020, ultimo mese pre-lockdown, mentre a maggio è tornata in territorio negativo, con un gap dello 0,8%. Nel confronto, poi, con i valori pre-crisi del gennaio 2020, ultimo mese pre-pandemia, il divario ora è pari addirittura al 2,1%, che sale all’8,6% per i beni di consumo non durevoli. Una voragine!” conclude Dona.

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Istat: vendite maggio, +0,2% su mese, +13,3% su anno

Posted by fidest press agency su lunedì, 12 luglio 2021

Secondo i dati Istat resi noti oggi, a maggio le vendite in valore al dettaglio salgono dello 0,2% rispetto al mese precedente e del 13,3% su base annua.”Dati sconsolanti e demoralizzanti. Se l’industria è già ripartita e sia la produzione che il hanno già recuperato i valori pre-crisi, le vendite sono ancora al palo. Un segno evidente della difficoltà delle famiglie di arrivare a fine mese” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori. “Secondo il nostro studio, le vendite di maggio sono inferiori sia nel confronto con quelle di febbraio 2020, ultimo mese pre-lockdown, con un gap del 2,3%, sia rispetto a gennaio 2020, ultimo mese pre-pandemia, con un divario pari all’1,1%, che arriva, per il settore non alimentare, al 3,5%” conclude Dona. “Ancor più negativo il fatto che l’Italia sia la Cenerentola d’Europa. Nonostante il dato di oggi dell’Istat non sia del tutto confrontabile con quelli resi noti nei giorni scorsi da Eurostat, è comunque certo che l’Italia, su base congiunturale, va peggio degli altri Paesi Ue che hanno registrato un rialzo medio mensile delle vendite in volume del 4,6% sia nell’Eurozona che nei 27 Paesi Ue, contro il +0,4% in volume del nostro Paese” conclude Dona.

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Industria: Istat, fatturato aprile +3,3% su mese

Posted by fidest press agency su giovedì, 24 giugno 2021

Secondo i dati resi noti oggi dall’Istat, il fatturato dell’industria ad aprile sale del 3,3% sul mese precedente e del 105,1% su base annua. “Dati eccellenti, per non dire fantastici. Finalmente recuperati i valori pre-crisi. Non solo si tratta del quinto rialzo mensile consecutivo, ma si è recuperato abbondantemente quanto perso per colpa del Covid. Meglio di così non si poteva sperare” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.”Secondo il nostro studio, infatti, se si confronta il fatturato di oggi con quello del febbraio 2020, ultimo mese pre-lockdown, è superiore del 5,6%, mentre rispetto a gennaio 2020, ultimo mese pre-pandemia, è superiore del 3,5%. Non solo, ma andando indietro di due anni, rispetto ad aprile 2019, ora il livello, nei dati corretti per gli effetti di calendario, è più alto dell’8,2%, +7,6% su aprile 2018. Insomma, una vittoria su tutta la linea” conclude Dona.

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Inflazione: Istat, maggio +1,3%

Posted by fidest press agency su sabato, 19 giugno 2021

Secondo i dati definitivi di maggio resi noti oggi dall’Istat, l’inflazione registra un aumento annuo dell’1,3%, dal +1,1% di aprile.Secondo lo studio dell’Unione Nazionale Consumatori, che ha stilato la classifica delle città più care d’Italia, in termini di aumento del costo della vita, al primo posto c’è Bolzano, dove l’inflazione pari a +2,5% si traduce in una maggior spesa aggiuntiva annua equivalente, mediamente, a 795 euro, ma che schizza a 1.122 euro per una famiglia di 4 persone. Al secondo posto Reggio Emilia, dove il rialzo dei prezzi del 2,2% determina un incremento di spesa pari a 588 euro per una famiglia media, 822 euro per una di 4 componenti, segue Trento, dove il +1,9% genera una spesa supplementare pari, rispettivamente, a 507 e 710 euro annui.Tra le città più virtuose, quelle simbolo del turismo, un segno evidente che a maggio i viaggi non sono ancora ripartiti. Roma Firenze e Venezia sono al 2°, 3° e 4° posto tra le città più risparmiose (1° posto a Brescia), con una spesa aggiuntiva per una famiglia tipo pari a, rispettivamente, 104, 110 e 187 euro su base annua.In testa alla classifica delle regioni più costose , con un’inflazione a +2,1%, il Trentino che registra a famiglia un aggravio medio pari a 569 euro su base annua, 815 euro per una famiglia di 4 persone. Segue l’Emila Romagna, dove la crescita dei prezzi dell’1,7% implica un’impennata del costo della vita pari a, rispettivamente, 448 e 629 euro, terza la Basilicata (+2,2%, 2° inflazione più elevata), con un rincaro annuo di 439 e 625 euro.

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Istat: 32,7% italiani non può permettersi vacanze

Posted by fidest press agency su mercoledì, 16 giugno 2021

Secondo l’indagine Istat resa nota oggi, il 32,7% degli intervistati tra chi non ha intenzione di andare in vacanza, ha come motivo la mancanza di risorse economiche.”Dati allarmanti e preoccupanti. Il fatto che un terzo degli italiani che non andranno in vacanza sia costretto a prendere questa decisione per mancanza di risorse economiche è molto grave” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.”Negli anni ’50 tutti gli italiani, quando in agosto chiudevano le fabbriche, andavano in vacanza per un mese, ora, tra i certamente no (33,5%) e i probabilmente no (16,3%), ben il 49,8% dei consumatori, ossia la metà, non trascorrerà un periodo di vacanza in una località diversa da quella di residenza, ossia non farà vere vacanze. Un quadro desolante e sconfortante” conclude Dona. (By Mauro Antonelli)

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Istat: crolla la spesa delle famiglie

Posted by fidest press agency su sabato, 12 giugno 2021

I dati dell’Istat sulla spesa delle famiglie, che segnano un calo del -9% nel 2020 e del -3,4% nel primo trimestre 2021, rivelano la situazione di forte difficoltà che sottolineiamo da tempo.Si tratta, in termini annui, della contrazione più accentuata dal 1997 (ovvero dall’inizio della serie storica), che riporta il livello medio di spesa corrente al livello del 2000.Nemmeno durante l’ultima crisi la spesa delle famiglie aveva raggiunto una tale contrazione.Si tratta di un segnale estremamente grave, che rivela quanto sia urgente prendere provvedimenti per sostenere, oltre alle imprese, anche le famiglie.Il Governo si è concentrato finora sulla ripartenza del sistema economico, giustamente necessaria, ma non si può e non si deve lasciare indietro la parte più debole della popolazione.Per questo è impensabile la mancata proroga del blocco dei licenziamenti. In assenza di tale misura vedremo esplodere le peggiori conseguenze che questa crisi ha determinato. Per questo è fondamentale gestire la ripartenza in maniera adeguata, facendo decadere il blocco nel momento in cui la ripresa sarà consolidata e non in un momento in cui sono ancora evidenti e percepibili le difficoltà vissute dai cittadini. Invitiamo il Governo a valutare attentamente questo aspetto, insieme all’adozione di misure volte ad una più determinata lotta all’evasione fiscale e all’adozione di una tassazione straordinaria solo sui grandi patrimoni. “Siamo convinti che sia indispensabile, in questa delicata fase, rendere più equa la tassazione e contrastare le disuguaglianze. – afferma Emilio Viafora, presidente Federconsumatori – Si tassi meno il lavoro e di più le rendite e si introducano più forti elementi di progressività.”

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Istat: 1,3 mln di anziani non ricevono aiuti

Posted by fidest press agency su giovedì, 10 giugno 2021

Secondo il rapporto Istat, circa 1,3 milioni di over 75, su un totale di circa 6,9 milioni, pari al 18,8%, dichiarano di non ricevere aiuto adeguato in relazione ai bisogni della vita quotidiana e alle necessità di tutti i giorni.”Dati vergognosi. Abbandonare a se stessi gli anziani non è degno di un Paese civile” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori. “In primo luogo bisogna potenziare gli aiuti domiciliari per non costringere gli anziani a entrare in case di riposo, sostenendoli sia dal punto di vista economico che sociale nelle loro abitazioni, assistendoli nei bisogni quotidiani. Quanto alle case di riposo, le rette, anche se commisurate al reddito, sono diventate proibitive per troppe famiglie” conclude Dona.

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Istat: eccessivo ottimismo sulla ripresa dei consumi

Posted by fidest press agency su lunedì, 7 giugno 2021

Si prevede, infatti, “una sostenuta crescita” del PIL italiano sia nel 2021 (+4,7%) sia nel 2022 (+4,4%) grazie al “consolidamento del processo di ripresa dell’attività economica con una intensità crescente nei prossimi mesi”. Sicuramente tale scenario è effetto dei piani avviati dal Governo per la ripresa, che iniziano a portare i primi risultati. Quello che troviamo ancora eccessivamente ottimista è il roseo quadro relativo ai consumi e all’andamento della domanda interna. L’Istat stima, infatti, una crescita della spesa delle famiglie del +3,6%. A smorzare ogni ottimismo giungono, proprio oggi, i dati aggiornati relativi alla disoccupazione che segna un aumento del +9,8% nel 2021e, nel 2022, si stima al +9,6% Livelli ancora estremamente elevati che, se non arginati, non lasciano ben sperare per la ripresa dei consumi e il miglioramento delle condizioni di vita delle famiglie.I dati dell’Istat in tal senso appaiono distorti dalle crescenti disuguaglianze sociali ed economiche che crescono nel Paese. Per questo continuiamo a chiedere al Governo l’adozione di pacchetti di misure volti, stavolta, al sostegno delle famiglie e non unicamente delle imprese, anche attraverso una più determinata lotta all’evasione fiscale e l’adozione di una tassazione straordinaria solo sui grandi patrimoni.

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Pil: Istat, I trimestre 2021 +0,1%

Posted by fidest press agency su giovedì, 3 giugno 2021

Secondo l’Istat, nel primo trimestre del 2021 il prodotto interno lordo (Pil), è salito dello 0,1 % rispetto al trimestre precedente e diminuito dello 0,8% in termini tendenziali.”Bene che ci sia una revisione al rialzo rispetto alle precedenti stime e che si passi, seppur in modo impercettibile, in territorio positivo. Nel primo trimestre l’Italia era ancora in lockdown, dunque scontato che il terziario trascini in basso il Pil. Non per niente a calare maggiormente sono i servizi come il commercio, alloggio e ristorazione, -2,3% il congiunturale e -7,7% il tendenziale e le attività artistiche, rispettivamente -1,7% e -12,3%. Dal lato della domanda, poi, a crollare più di ogni altra cosa è la spesa delle famiglie residenti: -1,2% e -4,2%. La scommessa è il rimbalzo che riusciremo ad avere ora, in questi settori, con le riaperture” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori. “Se alla fine del lockdown si aggiungerà anche una riforma fiscale capace di ridare capacità di spesa ai ceto meno abbienti, allora il boom potrà essere assai maggiore” conclude Dona.

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Istat: Cia, agricoltura paga effetti pandemia

Posted by fidest press agency su giovedì, 27 Maggio 2021

Nonostante l’agricoltura abbia continuato a lavorare per garantire tutti i giorni cibo sano e sicuro agli italiani, nel 2020 ha comunque pagato gli effetti drammatici della pandemia. In misura minore sulla produzione, che si è ridotta in volume del 3,2%; moltissimo invece sulle attività secondarie come l’agriturismo, che è crollato in un anno del 60,8% in volume, o le attività di sistemazione di parchi e giardini (-25%), e ovviamente il florovivaismo, che ha perso l’8,4% con il blocco quasi ininterrotto delle cerimonie. Così Cia-Agricoltori Italiani in merito al report dell’Istat sull’andamento dell’economia agricola nel 2020.Ecco perché -secondo Cia- tenuto conto delle difficoltà ataviche del settore e della fase di ripresa che l’economia del Paese dovrà affrontare per uscire da una crisi senza precedenti, è ora necessaria una politica di crescita coraggiosa che riconosca definitivamente nei fatti, il valore del comparto agricolo e agroalimentare. L’agricoltura italiana chiede, dunque, di essere messa nelle condizioni per poter contribuire al rimbalzo atteso nei prossimi mesi, anche grazie alle connessioni con l’industria alimentare e il settore turistico su cui si attendono interventi mirati e consistenti, determinanti alla ripartenza dell’Horeca su cui poggiano le sorti del comparto vitivinicolo e l’incremento delle produzioni agricole tutte. Dal Recovery, Cia si attende l’estensione delle misure strategiche Industria 4.0 anche al settore agricolo per garantirne la competitività, mettendo il comparto al riparo, per esempio con misure ad hoc sulla gestione del rischio, dai danni divenuti ormai ciclici e strutturali, determinati da fenomeni climatici come le gelate tardive. I dati Istat, ribadisce Cia, rinnovano l’urgenza di decreti attuativi che siano realmente in linea con gli obiettivi del piano Transizione 4.0 e un chiaro processo innovativo che passi per la blockchain e l’ammodernamento delle infrastrutture fisiche e digitali, ma anche per il rinnovo del parco macchine, una migliore movimentazione delle merci e la non più rinviabile digitalizzazione del sistema burocratico. Lo sviluppo sostenibile richiesto da Green Deal Ue -chiarisce ancora Cia- non può mettere al margine l’agricoltura che ne è l’evidente protagonista ed è pronta a esserlo se può disporre di liquidità e incentivi a investire. Infine -conclude Cia- sono necessari, nell’immediato, dettagli più precisi sull’implementazione del PNRR e sulla definizione di tempi e strumenti di attuazione, per dare concretezza ai sostegni e rafforzare la competitività delle imprese.

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Inflazione: Istat, aprile +1,1%

Posted by fidest press agency su giovedì, 20 Maggio 2021

Secondo i dati definitivi di aprile resi noti dall’Istat, l’inflazione registra un aumento annuo dell’1,1%. “Prosegue l’effetto beni energetici, con una stangata per benzina, gasolio, luce e gas. Non solo, infatti, salgono con rialzi record su base annua, +24,5% per l’energia elettrica del mercato tutelato, solo in parte giustificato dal fatto che nell’aprile 2020 si era in piena emergenza sanitaria, ma anche i rincari mensili sono intollerabili: luce mercato tutelato +3,6%, gas +3,5%, benzina +1,3%, gasolio per auto +0,9%, luce mercato libero +1%. Unica consolazione che scendono, anche se solo dello 0,7%, i prezzi del carrello della spesa, facendo risparmiare qualche centesimo alla casalinga di Voghera” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori. “Per una coppia con due figli, la famiglia tradizionale di una volta, se l’inflazione a +1,1% significa un aumento del costo della vita pari a 360 euro su base annua, 186 per la sola voce Abitazione, acqua ed elettricità (+5%), 157 euro per il Trasporti (+2,9%), il calo dei prezzi della spesa di tutti i giorni dello 0,7% fa risparmiare 31 euro. Per una coppia con 1 figlio, la tipologia di nucleo familiare ora più diffusa in Italia, la maggior spesa annua è pari a 343 euro, 186 per l’abitazione, 136 per i trasporti, mentre per i beni alimentari, per la cura della casa e della persona la riduzione è pari a 28 euro, per una famiglia media se il rialzo complessivo è di 292 euro, per il carrello si guadagnano 23 euro, non è molto, ma meglio di niente” conclude Dona

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Istat: produzione marzo -0,1% su mese, +37,7% su anno

Posted by fidest press agency su giovedì, 13 Maggio 2021

“Dati desolanti. E’ sconfortante che non ci sia alcun recupero su febbraio 2021. Il rialzo annuo è solo un effetto ottico ampiamente previsto visto che nel marzo 2020 c’era stato il primo lockdown, il più duro, e in quel mese c’era stato un tracollo mensile della produzione del 28,4% e del 29,3% su base annua rispetto ai dati resi noti all’epoca dall’Istat, rispettivamente -28,1% e -29,6% considerando gli indici aggiornati ad oggi. Insomma, la ripresa annua è ampia perché lo era ancor di più la caduta dello scorso anno” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.”La conferma è nel fatto che la produzione non ha ancora recuperato quanto perso nel 2020: se si confronta il dato di oggi con quello del febbraio 2020, ultimo mese pre-lockdown, c’è un gap da riprendere dell’1,2% ma rispetto all’ultimo mese pre-pandemia, ossia gennaio 2020, il divario è pari addirittura al 2,5%, ossia il doppio, e sale all’8,1% per i beni non durevoli” prosegue Dona.”Secondo il nostro studio, poi, a marzo 2021 la produzione è inferiore non solo rispetto a febbraio 2021, ma anche nel confronto con il rimbalzo di agosto 2020, con un differenza da colmare del 3,1%” conclude Dona.

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Istat: vendite marzo, -0,1% su mese, +22,9% su anno

Posted by fidest press agency su lunedì, 10 Maggio 2021

Secondo i dati Istat resi noti, a marzo le vendite in valore al dettaglio scendono dello 0,1% rispetto a febbraio e salgono del 22,9% su marzo 2020. “Dati pessimi e scoraggianti. Se il rialzo annuo d’ora in poi sarà sempre ovvio e scontato, visto che da marzo 2020 gli italiani sperimentano il lockdown, e in quel mese c’era stato un tracollo mensile delle vendite in valore del 20,5%, -20,8% considerando gli indici aggiornati ad oggi, -37,2% considerando le sole vendite non alimentari, è invece grave e preoccupante che non ci sia alcun recupero su febbraio 2021″ afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.”Insomma, se è vero che oggi il rialzo annuo è notevole, lo era anche il crollo dello scorso anno. Quello che conta, invece, è che l’Italia resta la Cenerentola d’Europa. Nonostante il dato di oggi dell’Istat non sia del tutto confrontabile con quelli resi noti ieri da Eurostat, che ad esempio include i carburanti, è comunque certo, vista la discrepanza, che l’Italia va peggio degli altri Paesi Ue che hanno registrato un rialzo delle vendite su febbraio del 2,6%, +2,7% nell’Eurozona” prosegue Dona.”Come se non bastasse, secondo il nostro studio, a marzo le vendite sono inferiori non solo rispetto a febbraio 2021, ma anche nel confronto con i due precedenti rimbalzi di ottobre 2020, con un divario da colmare dell’1,8%, e di agosto, -2,1 per cento” conclude Dona.

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Pil: Istat, nel primo trimestre, -1,4% su anno

Posted by fidest press agency su lunedì, 3 Maggio 2021

Secondo l’Istat, nel primo trimestre del 2021 il Pil è diminuito dello 0,4% rispetto al trimestre precedente e dell’1,4% in termini tendenziali.”Peggio del previsto! Secondo il Governo, come dichiarato dal ministro dell’Economia Daniele Franco dieci giorni fa in audizione alle Commissioni riunite Bilancio di Camera e Senato, il calo avrebbe dovuto essere dell’1,2% e non dell’1,4%” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori. “In ogni caso, quello che conta davvero è il futuro, ossia la capacità che avremo di accelerare con la crescita dal termine del lockdown alla fine dell’anno. E’ questa la vera chiave di volta per uscire dalla crisi” conclude Dona.

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