Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 35 n°32

Posts Tagged ‘istat’

Istat: produzione novembre -0,3% su mese, -3,7% su anno

Posted by fidest press agency su sabato, 14 gennaio 2023

Secondo i dati resi noti oggi dall’Istat, la produzione industriale a novembre scende dello 0,3% sul mese precedente e del 3,7% su base annua. “Si profila lo spettro della recessione. Prosegue inarrestabile il calo della produzione” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori. “Serve un cambio nella politica economica del Governo. L’Esecutivo ha ragione nel sostenere che bisogna puntare sulla crescita, perché solo se si crea ricchezza si può poi ridistribuire, ma per far ripartire la crescita bisogna ridare capacità di spesa alla famiglie. Solo se decollano i consumi, infatti, le imprese possono tornare a produrre a pieno regime, altrimenti non avranno ordinativi. I consumi rappresentano il 60% del Pil. Il fatto che secondo i dati di oggi a crollare maggiormente rispetto a ottobre, dopo l’energia, siano i beni di consumo, deve essere un campanello d’allarme per il Governo. Se i consumatori non acquistano, le imprese non producono. E’ elementare!” conclude Dona.

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Istat: vendite novembre, +0,8% su mese, +4,4% su anno

Posted by fidest press agency su venerdì, 13 gennaio 2023

Secondo i dati Istat resi noti oggi, a novembre le vendite in valore al dettaglio salgono dello 0,8% rispetto al mese precedente e del 4,4% su base annua. “Il rialzo delle vendite è solo un effetto ottico che dipende dall’inflazione, come dimostra il dato delle vendite in volume rispetto a novembre 2021, fortemente negativo sia per quelle non alimentari, -1,8%, che per quelle alimentari che precipitano addirittura del 6,3%. Insomma gli italiani sono a dieta forzata. Il rialzo invece su ottobre 2022, che in volume si ha solo per le vendite non alimentari, +0,7%, dipende anche in parte dal Black Friday. Non è un caso che le dotazioni per l’informatica e la telefonia siano al secondo posto delle variazioni tendenziali con +5,3%” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori. (by Mauro Antonelli)

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Dati Istat su PA

Posted by fidest press agency su giovedì, 29 dicembre 2022

Sale il numero di lavoratori a tempo determinato nella Pubblica Amministrazione e la crescita va ricondotta all’aumento di precari nella scuola (e nella sanità). A dirlo è l’Istat: nell’ultimo Censimento Permanente delle Istituzioni Pubbliche, riporta come, in relazione al tipo di contratto, il personale in servizio si articoli in 2.974.360 dipendenti a tempo indeterminato (l’82,6% del personale occupato nelle istituzioni pubbliche), 421.929 dipendenti a tempo determinato (l’11,7%) e 205.420 non dipendenti (il 5,7%). In media, sintetizza la stampa specializzata, i dipendenti a tempo determinato rappresentano il 15,7% del personale in servizio presso le Amministrazioni dello Stato e presso le Province e città metropolitane. È nel periodo 2017-2020 che “l’occupazione di lavoratori dipendenti aumenta complessivamente del 2,6%, con il personale a tempo indeterminato che prosegue il calo già avviato in precedenza (-2,1%) mentre quello a tempo determinato registra un forte aumento (+48%), dovuto principalmente alle assunzioni effettuate nel comparto scuola e negli enti del Sistema Sanitario Nazionale (SSN) per far fronte alla pandemia da Covid-19, evidenzia l’Istat”.“I dati dell’Istat non ci sorprendono, ma ci amareggiano – commenta Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief – perché confermano quello che sosteniamo inascoltati da 15 anni: il precariato nella scuola è tutto ‘merito’ di chi governa, che non vuole seguire quanto chiede l’Unione europea dal 1999, quando ha emesso la direttiva 70 che chiede ai Paesi membri di combattere l’abuso di contratti a tampo determinato assorbendo nei ruoli, sui posti vacanti, tutti coloro che hanno i titoli e svolto almeno 36 mesi di supplenze. Nel corso degli anni ci sono state anche delle sentenze storiche, come quella del 2014 prodotta dalla Corte di giustizia europea, ma anche più recentemente la posizione del Comitato europeo dei diritti sociali”.“Anche il Pnrr – continua il sindacalista autonomo – non sembra avere cambiato le cose: sono 70mila quelli gli insegnanti da assumere in ruolo, ma se non cambiamo le norme sulle graduatorie dei concorsi, a cominciare dallo straordinario bis, e sulle assunzioni da Gps, allargando le immissioni in ruolo alle materie, è tutto inutile

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Istat: Fiducia dei consumatori

Posted by fidest press agency su sabato, 24 dicembre 2022

L’Istat rileva, per il secondo mese consecutivo, un rialzo della fiducia dei consumatori, trainato da “un’evoluzione positiva delle opinioni sulla situazione economica del Paese.” Un eccesso di ottimismo, a nostro avviso trainato dal clima festivo, che però stride con la reale situazione delle famiglie, in forte difficoltà persino nel fare regali e nel portare in tavola un ricco cenone di Natale e fine anno. Ecco perché questi dati non devono far abbassare la guardia al Governo, a cui chiediamo di prendere provvedimenti urgenti e maggiormente incisivi, prima di tutto per contrastare la povertà e ridurre le crescenti disuguaglianze. Il Governo, inoltre, è chiamato ad assumere le opportune misure di contrasto ai fenomeni speculativi in atto (a cui stiamo assistendo anche in occasione delle festività), rafforzando i poteri dell’autorità di vigilanza sui prezzi e istituendo degli Osservatori territoriali dedicati, con la partecipazione attiva delle Associazioni dei consumatori. Per aiutare realmente e in modo tangibile le famiglie è prioritario intervenire anche sul fronte dell’energia, disponendo la sospensione dei distacchi per morosità per gli utenti domestici e la rateizzazione lunga delle bollette, anche attraverso una garanzia pubblica a prestiti bancari finalizzati, per famiglie e piccole e medie imprese.

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Istat, salario netto lavoratori cala del 10% tra 2007 e 2020

Posted by fidest press agency su mercoledì, 21 dicembre 2022

Secondo l’Istat, confrontando le variazioni a prezzi costanti nelle componenti del costo del lavoro tra il 2007 (anno che precede la crisi economica) e il 2020 risulta che la retribuzione netta a disposizione dei lavoratori si è ridotta del 10%. “E’ il problema irrisolto del Paese. E’ quanto andiamo denunciando dal 2002 e poi ripetuto dal 2007. Fino a che gli stipendi e le pensioni restano al palo, mentre il costo della vita sale, le tariffe e le bollette aumentano, l’Italia non crescerà. I consumi rappresentano il 60% del Pil. O ridiamo capacità di spesa agli italiani o non si va da nessuna parte” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.

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Inflazione: Istat, novembre +11,8%

Posted by fidest press agency su martedì, 20 dicembre 2022

Secondo i dati definitivi di novembre resi noti oggi dall’Istat, l’inflazione annua è pari a +11,8% come a ottobre “Una sciagura! Il fatto che l’inflazione sia stabile all’11,8% come a ottobre vuol dire che la situazione delle famiglie resta stabilmente catastrofica e insostenibile. Un rialzo che non si aveva da oltre 38 anni fa non è certo consolante. La conseguenza è una gelata sul Natale e sui consumi, visti i rincari insostenibili e il caro bollette. Il Governo avrebbe dovuto fare qualcosa, sia per ridare capacità di spesa alle famiglie, ad esempio detassando le tredicesime, sia per calmierare i prezzi. Invece non solo non ha fatto niente, ma è addirittura andato nella direzione opposta, riducendo di 10 cent lo sconto sulle accise dei carburanti. I nostri più sentiti ringraziamenti!” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori. “Per prodotti alimentari e bevande analcoliche, che segnano un +13,6%, una famiglia pagherà in media 767 euro in più su base annua. Una batosta che sale a 1046 euro per una coppia con 2 figli, 944 per una coppia con 1 figlio. Nel caso delle coppie con 3 figli, poi, si ha una mazzata record di 1249 euro nei dodici mesi” prosegue Dona. “Per quanto riguarda l’inflazione nel suo complesso, il +11,8% significa, per una coppia con due figli, un aumento del costo della vita pari a 3974 euro su base annua, di cui 2136 per abitazione, elettricità e combustibili, 1083 per il solo carrello della spesa. Per una coppia con 1 figlio, la spesa aggiuntiva annua è pari a 3689 euro. In media per una famiglia il rincaro è di 3250 euro, 1940 per l’abitazione, 797 per il solo carrello della spesa. Il primato spetta ancora una volta alle famiglie numerose con più di 3 figli con una scoppola pari a 4466 euro, 1286 per i beni alimentari e per la cura della casa e della persona” conclude Dona.

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Istat: produzione settembre -1,8% su mese, -0,5% su anno

Posted by fidest press agency su domenica, 13 novembre 2022

Secondo i dati resi noti dall’Istat, la produzione industriale a settembre scende dell’1,8% sul mese precedente e dello 0,5% su base annua.“Dati negativi. Se in agosto il rialzo ci aveva illuso sul buon andamento delle nostre industrie, allontanando lo spettro di una recessione, a settembre si torna alla dura realtà” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori. “In ogni caso, secondo il nostro studio, se la produzione di settembre, nei dati corretti per gli effetti di calendario, è negativa su settembre 2021, -0,5%, al di là dello scontato +4,6% su settembre 2020, anno di piena pandemia, è comunque ancora superiore rispetto a settembre 2019, +1,1%” conclude Dona.

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Istat: scende la fiducia dei consumatori

Posted by fidest press agency su domenica, 30 ottobre 2022

Secondo i dati Istat resi noti oggi, a ottobre scende la fiducia dei consumatori da 94,8 a 90,1. “Nessun effetto elezioni sulla fiducia dei consumatori. Nonostante dal voto sia emerso un risultato e una maggioranza chiara, e quindi, a differenza della passata legislatura, ci fosse certezza su chi avrebbe governato, questo esito non ha al momento prodotto un miglioramento della fiducia. Unico segnale positivo è quello sulle attese sulla situazione economica dell’Italia che di solito è la voce che trae maggior beneficio dall’arrivo di un nuovo Governo. Niente a che vedere, però, con l’effetto Super Mario che all’epoca fece passare le attese -20,2 a +2,6, non solo in territorio positivo ma con un balzo di ben 22,8 punti percentuali, mentre ora si passa da -77,4 a -70,7, appena 6,7 punti” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori. “In ogni caso, dato che la fiducia dei consumatori viene rilevata nei primi 15 giorni del mese, quindi prima dell’incarico ufficiale alla Meloni e della presentazione dei ministri, dovremo attendere novembre per capire se vi sarà un effetto maggiore. Quello che è certo è che al momento la fiducia è minata dal caro bollette e dal carovita e che, al di là delle attese, contano i giudizi sulla situazione economica della famiglia e del Paese, entrambi peggiorati” conclude Dona. By Mauro Antonelli

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Istat: produzione agosto +2,3% su mese, +2,9% su anno

Posted by fidest press agency su sabato, 15 ottobre 2022

Secondo i dati resi noti oggi dall’Istat, la produzione industriale ad agosto sale del 2,3% sul mese precedente e del 2,9% su base annua.Dati positivi. Considerato che in agosto non tutte le imprese sono aperte, è apprezzabile soprattutto il rialzo rispetto a luglio, perché si allontana, almeno per ora, lo spettro di una recessione” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.”Una conferma del buon andamento è che, secondo il nostro studio, la produzione di agosto, nei dati destagionalizzati, è superiore del 3,9% anche rispetto a febbraio 2020, ultimo mese pre-lockdown, e dell’1,4% nel confronto con gennaio 2020, ultimo mese pre-pandemia. Nei dati corretti per gli effetti di calendario, poi, al di là dello scontato +2,9% su agosto 2020, anno di piena pandemia, la produzione è superiore anche rispetto ad agosto 2019, +2,1%, e nel confronto con agosto 2018, +0,8 per cento” conclude Dona.

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Istat: a rischio povertà 25,4% popolazione

Posted by fidest press agency su venerdì, 14 ottobre 2022

Secondo l’Istat, nel 2021 poco più di un quarto della popolazione è a rischio di povertà o esclusione sociale (25,4%). “Dati drammatici! Vergognosi! Anche se il rischio di povertà resta stabile non vuol dire che i valori siano degni di un Paese civile” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori. “Inoltre, nel 2022, con il caro bollette e il carovita, questa situazione già inquietante ed esplosiva è destinata a peggiorare. L’inflazione alle stelle, infatti, è una tassa invisibile che colpisce soprattutto i ceti meno abbienti. In questo caso, poi, riguardando spese obbligate come luce, benzina, gas e alimentari, impoverisce proprio chi è già a rischio povertà, trasformandolo in povero assoluto” conclude Dona.

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Istat: potere d’acquisto -0,1% per le famiglie

Posted by fidest press agency su sabato, 8 ottobre 2022

Secondo l’Istat, nel secondo trimestre 2022 il potere d’acquisto delle famiglie è sceso dello 0,1% rispetto al trimestre precedente.”Dato grave e preoccupante. Anche se per ora la caduta è lieve, in futuro la situazione non può che peggiorare. L’inflazione alle stelle sta progressivamente erodendo potere d’acquisto delle famiglie e dopo averne rallentato la crescita, ora si è arrivati in territorio negativo” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.“Urgono interventi che ripristino la capacità di spesa degli italiani, messi a dura prova dal caro bollette e dal carovita, provvedimenti sia di carattere strutturale, come la scala mobile all’inflazione programmata, che chiediamo da anni per adeguare gli stipendi al costo della vita senza innescare la spirale stipendi-inflazione, sia una tantum ed immediati, come la ripetizione del bonus di 200 euro del Governo Draghi per i redditi sotto i 35 mila euro, bonus che va triplicato e portato a 600 euro. Le famiglie, infatti, vanno aiutate subito, altrimenti molte non riusciranno a pagare le stangate della luce e del gas da qui a fine anno” prosegue Dona.“E’ certo meglio aumentare il reddito disponibile delle famiglie meno abbienti, che ridurre l’Iva al 4% sui soli alimentari, provvedimento che non solo teoricamente riguarderebbe tutti, anche i più benestanti, disperdendo così risorse scarse, ma che concretamente andrebbe a vantaggio solo dei commercianti, dato che se ne guarderebbero bene dal cambiare i prezzi per un ritocco così basso del 3,846%” conclude Dona.

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Istat: produzione luglio +0,4% su mese, -1,4% su anno

Posted by fidest press agency su sabato, 17 settembre 2022

Secondo i dati resi noti oggi dall’Istat, la produzione industriale a luglio sale dello 0,4% sul mese precedente e scende dell’1,4% su base annua. “Dati preoccupanti! E’ allarmante, in particolare, che si registri per due volte consecutive un calo tendenziale, il terzo, nei dati destagionalizzati, dal marzo 2021. Il flebile rialzo congiunturale, invece, è solo un rimbalzo tecnico dopo le due flessioni precedenti, non in grado di compensarle” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori. “Secondo il nostro studio, poi, se la produzione di luglio è appena superiore dell’1,2%, nei dati destagionalizzati, rispetto a febbraio 2020, ultimo mese pre-lockdown, è inferiore dell’1,2% nel confronto con gennaio 2020, ultimo mese pre-pandemia. Nei dati corretti per gli effetti di calendario, poi, al di là dello scontato +6,3% su luglio 2020, anno di piena pandemia, la produzione è inferiore sia rispetto a luglio 2019, -2,5%, che nel confronto con luglio 2018, -3 per cento” conclude Dona.

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Istat: vendite luglio, +1,3 su mese, +4,2% su anno

Posted by fidest press agency su lunedì, 12 settembre 2022

Secondo i dati Istat resi noti oggi, a luglio le vendite in valore al dettaglio salgono dell’1,3% rispetto al mese precedente e del 4,2% su base annua. “Un rimbalzo tecnico dopo la caduta di giugno, ma gli italiani restano sempre a dieta! Le vendite non potevano che migliorare rispetto al mese precedente, quando erano precipitate su tutti i fronti: congiunturale, tendenziale, alimentari e non alimentari. Su base annua, però, i nodi vengono al pettine. I prezzi alle stelle hanno costretto gli italiani a ridurre gli acquisti di cibo. Se le vendite alimentari in valore, infatti, per via dell’inflazione, salgono del 6,1% su luglio 2021, depurandole dall’effetto prezzi il miraggio svanisce e scendono del 3,6%, con uno scarto abissale di 9,7 punti percentuali. Insomma, gli italiani stringono la cinghia sul cibo, mangiando meno!” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori. Secondo lo studio dell’Unione Nazionale Consumatori, le vendite alimentari di luglio in volume, nei dati destagionalizzati, sono inferiori sia nel confronto con quelle di febbraio 2020, ultimo mese pre-lockdown, con -3,3%, che rispetto a gennaio 2020, ultimo mese pre-pandemia, con -0,6 per cento.

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Industria: Istat, fatturato giugno -0,2% su mese

Posted by fidest press agency su lunedì, 5 settembre 2022

Secondo i dati dall’Istat, il fatturato dell’industria a giugno scende dello 0,2% sul mese precedente e sale del 18% su base annua.”Il dato negativo è ben peggiore di quanto appaia. Il flebile calo dello zero virgola è in realtà ben più grave e consistente se si considera che è falsato e dopato dagli extraprofitti delle società energetiche e dall’inflazione. Depurando il fatturato dall’illusione ottica dovuta ai prezzi, la flessione mensile sarebbe già dell’1,6%. A questo effetto, vanno poi aggiunti gli extraprofitti miliardari delle industrie energetiche, un omaggio di Putin e delle speculazioni dei mercati all’ingrosso, che gonfiano il fatturato con un +68,4% su giugno 2021 e un +3,4% su maggio 2022, senza il quale la diminuzione mensile triplicherebbe, passando da -0,2 a -0,6%. Infine, per i settori di attività economica il primato spetta alle attività estrattive con +86% e alla voce coke e prodotti petroliferi con +71,7%” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.”Per tutte queste ragioni il Governo deve intervenire nuovamente contro le società energetiche che il 30 giugno non hanno ancora versato il primo acconto. Inoltre il contributo va applicato sul 100% degli extraprofitti e non con un’aliquota del 25% come attualmente previsto dal Dl Aiuti” conclude Dona.

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Industria: Istat, fatturato giugno -0,2% su mese

Posted by fidest press agency su domenica, 4 settembre 2022

Secondo i dati resi noti oggi dall’Istat, il fatturato dell’industria a giugno scende dello 0,2% sul mese precedente e sale del 18% su base annua. “Il dato negativo è ben peggiore di quanto appaia. Il flebile calo dello zero virgola è in realtà ben più grave e consistente se si considera che è falsato e dopato dagli extraprofitti delle società energetiche e dall’inflazione. Depurando il fatturato dall’illusione ottica dovuta ai prezzi, la flessione mensile sarebbe già dell’1,6%. A questo effetto, vanno poi aggiunti gli extraprofitti miliardari delle industrie energetiche, un omaggio di Putin e delle speculazioni dei mercati all’ingrosso, che gonfiano il fatturato con un +68,4% su giugno 2021 e un +3,4% su maggio 2022, senza il quale la diminuzione mensile triplicherebbe, passando da -0,2 a -0,6%. Infine, per i settori di attività economica il primato spetta alle attività estrattive con +86% e alla voce coke e prodotti petroliferi con +71,7%” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.”Per tutte queste ragioni il Governo deve intervenire nuovamente contro le società energetiche che il 30 giugno non hanno ancora versato il primo acconto. Inoltre il contributo va applicato sul 100% degli extraprofitti e non con un’aliquota del 25% come attualmente previsto dal Dl Aiuti” conclude Dona.

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Inflazione: Istat, luglio +7,9%

Posted by fidest press agency su giovedì, 18 agosto 2022

Secondo i dati definitivi di luglio resi noti oggi dall’Istat, l’inflazione annua passa dal +8% di giugno al +7,9%.”Un disastro! Un cataclisma! Una rovina! Al di là dell’impercettibile calo su giugno, l’inflazione dissangua sempre più gli italiani perché sale il carrello della spesa, colpendo i consumi obbligati non rinviabili. Un record pari al +9,1% di cui avremmo fatto volentieri a meno” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.”L’inflazione a +7,9% significa, per una coppia con due figli, una stangata complessiva, in termini di aumento del costo della vita, pari a 2625 euro su base annua, ma di questi ben 769 se ne vanno solo per prodotti alimentari e bevande e 795 per il carrello della spesa. Per una coppia con 1 figlio, la mazzata totale è pari a 2437 euro, 694 euro solo per cibo e bevande, 721 per il carrello. In media per una famiglia il rialzo annuo è di 2036 euro, 564 euro per mangiare e bere, 585 per il carrello. Il record spetta alle famiglie numerose con più di 3 figli con una batosta pari a 2946 euro, 919 solo per il cibo, 944 per i beni alimentari e per la cura della casa e della persona” conclude Dona.

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Istat: produzione giugno -2,1% su mese, -1,2% su anno

Posted by fidest press agency su sabato, 13 agosto 2022

By Mauro Antonelli. Secondo i dati resi noti oggi dall’Istat, la produzione industriale a giugno scende del 2,1% sul mese precedente e dell’1,2% su base annua.”Dati allarmanti! Dal marzo 2021 è accaduto solo due volte che si registrasse un calo tendenziale. Preoccupante, poi, la riduzione dei beni di consumo, un primo segno tangibile della difficoltà delle famiglie di arrivare a fine del mese. Non per niente sono i beni durevoli ad aver registrato la peggiore performance, -3% su maggio 2022″ afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori. “Secondo il nostro studio, poi, la produzione di giugno è appena superiore dello 0,9%, nei dati destagionalizzati, rispetto a febbraio 2020, ultimo mese pre-lockdown, ma è inferiore dell’1,5% nel confronto con gennaio 2020, ultimo mese pre-pandemia. Nei dati corretti per gli effetti di calendario, inoltre, al di là dello scontato +13% su giugno 2020, anno di piena pandemia, la produzione è inferiore sia rispetto a giugno 2019, -2,7%, che nel confronto con giugno 2018, -3,8 per cento. Insomma, un andamento negativo su tutti i fronti” conclude Dona.

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Stime Istat vendite al dettaglio giugno: crescita in valore, calo in volume

Posted by fidest press agency su mercoledì, 10 agosto 2022

Si compra meno ma si spende di più. I più penalizzati (-7/8%) elettrodomestici e vari tlc, mentre gli alimentari sono negativi con meno dell’1%. Una sostanziale stabilità con tendenza al ribasso, considerando anche che questo mese “pre-estivo” non è mai stato di grande slancio per le vendite al dettaglio, visto che in tanti (quest’anno più che mai) fanno i conti in tasca con maggiore attenzione per poter poi spendere per una vacanza. Sarà sintomatico per meglio capire se siamo alla canna del gas o meno, vista la fiammata inflazionistica di luglio e i rincari stratosferici dei servizi turistici, il comportamento nei mesi di luglio e agosto. Da aggiungere, la “variante” del governo che è caduto e, di conseguenza la maggiore preoccupazione dei consumatori verso continuità e crescita delle sovvenzioni statali e delle prospettive di riforme e cambiamenti in meglio. Comunque, la nostra economia sta tenendo, le nostre percentuali non sono difformi da quelle degli altri partner comunitari ed internazionali. Questo grazie all’armonia istituzionale – nazionale, europea ed internazionale – messa in pratica dai governi che abbiamo avuto. Speriamo che questo sia considerato dall’elettore che il 25 settembre rinnoverà il Parlamento. Vincenzo Donvito Maxia http://www.aduc.it

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Istat: vendite giugno, -1,1 su mese, +1,4% su anno

Posted by fidest press agency su mercoledì, 10 agosto 2022

Secondo i dati Istat resi noti oggi, a giugno le vendite in valore al dettaglio scendono dell’1,1% rispetto al mese precedente e salgono dell’1,4% su base annua.”Dati pessimi! Il caro vita, che ha colpito soprattutto il settore alimentare, ha costretto le famiglie a ridurre gli acquisti meno necessari, a cominciare, quindi, dai beni non alimentari. Ma anche il cibo risente del caro bollette e anche se le vendite salgono in valore, +0,4% su maggio 2022, scendono in volume, -0,8%. Insomma, gli italiani mangano meno!” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.”Su base annua, invece, l’aumento delle vendite è solo un’illusione ottica! I dati, infatti, sono gonfiati dall’inflazione. Le vendite depurate dall’effetto dovuto alla dinamica dei prezzi, infatti, segnano una caduta, passando dal +1,4% di quelle in valore al -3,8% di quelle in volume. Per quelle alimentari si passa addirittura da +4,5% a -4,4%, con un salto addirittura di 8,9 punti percentuali” conclude Dona.A conferma dell’andamento negativo, secondo lo studio dell’Unione Nazionale Consumatori, le vendite di giugno in volume, nei dati destagionalizzati, non solo scendono su maggio 2022, ma sono inferiori sia nel confronto con quelle di febbraio 2020, ultimo mese pre-lockdown, con -1,8% (-3,9% quelle alimentari), che rispetto a gennaio 2020, ultimo mese pre-pandemia, con -0,5 per cento.

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Istat: il calo della fiducia dei consumatori è un segnale allarmante

Posted by fidest press agency su lunedì, 1 agosto 2022

La fiducia dei consumatori a luglio crolla ai minimi da maggio 2020. In discesa anche l’indice del clima di fiducia delle imprese. Un dato che non sorprende, purtroppo, anzi conferma la situazione di forte incertezza e precarietà che caratterizza la condizione delle famiglie e dell’intero sistema economico. Questo clima non potrà che incidere negativamente sulle abitudini e sulle scelte di consumo dei cittadini, già estremamente ridimensionate e prudenti alla luce della crisi.Secondo le rilevazioni aggiornate dell’O.N.F. – Osservatorio Nazionale Federconsumatori, le famiglie stanno già rinunciando a carne e pesce, il cui consumo è sceso di oltre il 16%, scelgono verdure e ortaggi più convenienti, spesso ricorrendo alle offerte e ai banchi “last minute” con i prodotti più vicini alla scadenza. In tema di vacanze, le famiglie che possono concedersi il lusso di partire optano per soluzioni low cost (cercando ospitalità presso amici e parenti o prenotando fuori stagione) o riducono la durata del proprio soggiorno. Diminuiscono, inoltre, le spese per la cura della persona e persino le spese per la salute: si tagliano le visite specialistiche non urgenti, le cure odontoiatriche, ma soprattutto si taglia sulla prevenzione.Ecco perché abbiamo chiesto, nell’ambito delle disposizioni previste dal DL aiuti bis, una riforma dell’IVA attenta e mirata, utile a superare la fase di emergenza sostenendo le famiglie, soprattutto quelle più in difficoltà che, come dimostrano i recenti dati, sono le più colpite dal forte incremento dell’inflazione.La proposta che abbiamo elaborato prevedere la revisione delle aliquote su una serie di prodotti essenziali, che genererebbe un risparmio annuo di 531,57 Euro a famiglia (quella media di 2,5 componenti).A fianco a misure di carattere temporaneo, come l’azzeramento dell’IVA su beni di prima necessità, la nostra proposta guarda a una riforma strutturale delle aliquote, che perduri oltre l’emergenza: a iniziare dalla riduzione dell’IVA sui prodotti energetici e sui carburanti, sui generi alimentari essenziali, nonché su altri beni e servizi di prima necessità.“Si tratta di un’operazione doverosa e necessaria, se si intende sostenere le famiglie e scongiurare il rischio di una spirale negativa fatta di contrazione dei consumi, riduzione delle produzioni e delle attività, con effetti deleteri sul fronte occupazionale.” afferma Michele Carrus, Presidente Federconsumatori.

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