Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 259

Posts Tagged ‘istat’

Istat: tasso disoccupazione aprile stabile al 10,2%

Posted by fidest press agency su venerdì, 7 giugno 2019

Secondo i dati resi noti oggi dall’Istat, il tasso di disoccupazione ad aprile rimane stabile al 10,2%.”Nessun miglioramento! Ma stabilità, in questo caso, significa che non si fanno passi avanti. Ci preoccupa, poi, il rialzo mensile della disoccupazione giovanile che si attesta al 31,4%, salendo in un solo mese di 0,8 punti percentuali, pur restando sotto ai picchi del 2014. Infine, gli occupati a termine salgono rispetto a marzo dello 0,4%, contro il +0,1% dei permanenti, ossia di quelli che avrebbero dovuto beneficiare delle modifiche legislative introdotte dal Governo Conte” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.”Il problema è che le riforme del lavoro servono a poco fino a che la domanda ristagna. Il Governo deve rilanciare la capacità di spesa del ceto medio. Fino a che i consumi restano al palo, le imprese non vendono ed il tasso di disoccupazione resta ancora a livelli troppo alti” conclude Dona.

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Pil: Istat rivede, primo trimestre +0,1%, annuo -0,1%

Posted by fidest press agency su martedì, 4 giugno 2019

L’Istat rivede al ribasso le stime diffuse a fine aprile: il Pil italiano nel primo trimestre del 2019 è salito dello 0,1% rispetto ai tre mesi precedenti mentre è calato dello 0,1% su base annua.”Pessima notizia! Anche se viene confermata l’uscita dalla recessione tecnica, la previsione del Governo di avere una crescita a fine anno dello 0,2% diventa meno credibile” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.”Considerato che la Commissione Ue sta già contestando i nostri conti, non poteva esserci notizia peggiore. Ora aumenta il rischio di una manovra correttiva, magari sotto forma di eliminazione del bonus di 80 euro e della riduzione delle detrazioni fiscali, fintamente compensate da una pseudo flat tax” conclude Dona.

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Istat: retribuzioni +1,4% su base annua. Bene, ma non basta!

Posted by fidest press agency su martedì, 30 aprile 2019

Secondo i dati Istat resi noti oggi, a marzo l’indice delle retribuzioni contrattuali orarie è aumentato dell’1,4% nei confronti di marzo 2018. Finalmente, grazie ai rinnovi contrattuali e alla fine del blocco degli stipendi dei dipendenti pubblici, fermi dal 2010, le retribuzioni sono state adeguate all’aumento del costo della vita e a marzo sono salite dell’1,4% contro un’inflazione dell’1%, ma siano ancora molto lontani dall’aver recuperato quanto perso in questi anni di crisi e di mancati rinnovi. Senza contare che l’incremento per i dipendenti del settore privato è pari appena allo 0,8% su base annua” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.”Se gli stipendi restano troppo a lungo al palo, il reddito delle famiglie in termini reali non può che scendere ed i consumi ristagnare. Ecco perché vanno ripristinati meccanismi automatici di adeguamento al costo della vita, come la scala mobile all’inflazione programmata” prosegue Dona.
“Il potere d’acquisto delle famiglie delle famiglie nel 2018 è ancora inferiore del 6,6% rispetto al 2007, del 5,4% nel confronto con il 2008 e del 3,5% con riferimento al 2009” conclude Dona.

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Istat: ad aprile scende fiducia consumatori

Posted by fidest press agency su lunedì, 22 aprile 2019

Secondo i dati Istat resi noti oggi, ad aprile scende la fiducia dei consumatori da 111,2 a 110,5. “Dati allarmanti!” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori. “Purtroppo peggiorano sia le attese sulla situazione economica dell’Italia, che crollano da -21,2 a -24,4, sia il giudizio sulla situazione economica della famiglia, che scende da -21,9 a -22,6, sia la possibilità futura di risparmio (da -22 a -24,5), sia le opportunità di acquistare beni durevoli, che precipitano da -51,7 a -58,5. Un dato, quest’ultimo, che certo non fa ben sperare sulla voglia di fare acquisti degli italiani” prosegue Dona.”I pochi dati, positivi, come il lieve miglioramento del giudizio sulla situazione economica dell’Italia, da -67,8 a -67,2 non compensano certo quelli negativi” conclude Dona.

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Istat: ad aprile scende fiducia consumatori

Posted by fidest press agency su sabato, 20 aprile 2019

Secondo i dati Istat resi noti oggi, ad aprile scende la fiducia dei consumatori da 111,2 a 110,5.”Dati allarmanti!” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.”Purtroppo peggiorano sia le attese sulla situazione economica dell’Italia, che crollano da -21,2 a -24,4, sia il giudizio sulla situazione economica della famiglia, che scende da -21,9 a -22,6, sia la possibilità futura di risparmio (da -22 a -24,5), sia le opportunità di acquistare beni durevoli, che precipitano da -51,7 a -58,5. Un dato, quest’ultimo, che certo non fa ben sperare sulla voglia di fare acquisti degli italiani” prosegue Dona.”I pochi dati, positivi, come il lieve miglioramento del giudizio sulla situazione economica dell’Italia, da -67,8 a -67,2 non compensano certo quelli negativi” conclude Dona.

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Industria: Istat, sale produzione, +0,8% a febbraio

Posted by fidest press agency su venerdì, 12 aprile 2019

Secondo i dati resi noti oggi dall’Istat, la produzione industriale a febbraio sale dello 0,8% su base mensile e dello 0,9% su base annua.”Una buona notizia. Dopo i crolli di fine 2018, l’anno nuovo prosegue con un andamento positivo, anche se la variazione è ancora negativa rispetto ai dati grezzi della produzione industriale di novembre 2018 e a maggior di ottobre” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori”E’ positivo, in particolare, il dato dei beni di consumo che salgono del 4,7%, anche se quelli durevoli, vera cartina di tornasole della condizione economica delle famiglie, sono ancora al palo con +0,7%” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.
“Rispetto ai valori pre-crisi del febbraio 2008, poi, si è ancora sotto del 30% (-29,8%) per la produzione di beni durevoli, una voragine da colmare. In 11 anni si è perso quasi un quinto della produzione totale, -19,2%” conclude Dona.

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Istat: scende reddito disponibile delle famiglie

Posted by fidest press agency su sabato, 6 aprile 2019

Secondo i dati resi noti oggi dall’Istat, nel quarto trimestre il reddito disponibile delle famiglie consumatrici è diminuito dello 0,2% in termini nominali e dello 0,5% in termini reali.”Il Paese arretra. Fino a che il reddito delle famiglie peggiora, non andremo da nessuna parte. I consumi, infatti, possono anche temporaneamente aumentare, sacrificando per un po’ i risparmi, ma questo scambio non può durare a lungo. Inoltre non è certo così che i consumi potranno decollare come servirebbe per rilanciare la crescita” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.”Ecco perché urge una politica dei redditi. Il Governo, più che ridurre la pressione fiscale a singole categorie di lavoratori, come le partite Iva, o immaginare addirittura la flat tax, farebbe meglio ad aiutare quel 40% di italiani che fatica ad arrivare alla fine del mese. Non solo per rispettare l’art. 53 della Costituzione, ma anche perché se si aiuta chi ha un reddito basso ripartono i consumi, dato che chi sta peggio ha una maggiore propensione marginale al consumo rispetto a chi è benestante” conclude Dona.

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Istat: Italia fanalino di coda dell’Eurozona

Posted by fidest press agency su sabato, 6 aprile 2019

Secondo l’Istat, il rallentamento dell’economia ha riguardato in particolare la Germania (0,0%) e l’Italia (-0,1%) mentre Francia e Spagna hanno mantenuto una dinamica positiva (rispettivamente +0,3% e +0,6%).”Purtroppo l’Italia resta il fanalino di coda dell’Eurozona. Non è una novità, ma certo in questo caso vuol dire passare da una crescita bassa o nulla come la Germania alla recessione” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.”Vedremo se nel secondo trimestre 2019 gli effetti della manovra cominceranno a sortire qualche effetto, ma si tratterebbe comunque, nella migliore delle ipotesi, di incrementi prossimi allo zero, visto che lo stesso Governo stima l’effetto complessivo della manovra in 0,4 punti percentuali” conclude Dona.

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La produzione industriale in Italia

Posted by fidest press agency su mercoledì, 13 marzo 2019

Secondo i dati resi noti dall’Istat, la produzione industriale a gennaio sale dell’1,7,% su base mensile e scende dello 0,8% su base annua.”Bene, ottima notizia! Un calo congiunturale avrebbe aumentato fortemente il rischio di restare in recessione anche nel I trim 2019″ afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.
“Ora, nonostante il pericolo non sia affatto scongiurato, la probabilità che accada è scesa. Naturalmente non si può cantare vittoria, specie se si considera che rispetto ai valori pre-crisi del gennaio 2008, la produzione totale è ancora inferiore del 19,5%, ossia quasi un quinto. In 11 anni, i beni di consumo durevoli sono franati addirittura del 31,1%, quasi un terzo. Un abisso record da colmare che attesta la difficoltà in cui versano le famiglie, costretti a rinviare l’acquisto dei beni di consumo più costosi” conclude Dona.

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Istat: Pil, IV trimestre 2018 -0,1%

Posted by fidest press agency su venerdì, 8 marzo 2019

Secondo l’Istat, nel quarto trimestre del 2018 il Pil è sceso dello 0,1% sul trimestre precedente.”Bene, ma non c’è da stare allegri!” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.”Anche se poteva andare peggio ed essere confermata la stima precedente a -0,2%, la crescita stimata per il 2019 dal Governo resta difficile da raggiungere, nonostante la variazione acquisita per il 2019 salga da -0,2% a -0,1%. Insomma, i due miliardi accantonati dal Governo per il possibile peggioramento del ciclo economico difficilmente potranno bastare” prosegue Dona.”Prima il Governo ammette il problema e cambia rotta, rilanciando consumi e investimenti, più ridurremo il rischio di una stangata a fine anno” conclude Dona.

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I dati provvisori sul lavoro forniti dall’Istat destano un certo allarme

Posted by fidest press agency su venerdì, 8 marzo 2019

Infatti nonostante la disoccupazione risulti stabile al 10,5 per cento, e vi sia un lieve aumento delle persone occupate e di quelle che cercano lavoro, va evidenziato anche il peggiorare dello scenario dei giovani e delle donne che bramano un impiego.
Ci sono poi ulteriori elementi a rendere questi numeri un po’ più cupi, in particolare il quadro lavorativo che arriva dal mondo della sanità e che potrebbe essere ulteriormente colpito da riforme come Quota 100. A tal proposito è doveroso sottolineare che il sistema sanitario, sulla base delle richieste ricevute, è già sotto organico di molte figure professionali, tra le quali 4.000 medici d’emergenza, 3.000 pediatri e 1.200 chirurghi; ed ora, proprio attraverso le nuove misure previdenziali, potrebbe perdere altre risorse finendo per incidere gravemente sulla qualità di vita dei cittadini.Per rilanciare il mondo del lavoro non bastano delle misure semplicistiche, ma occorrono risposte complesse che richiedono analisi e studio. Per noi di Soggetto Giuridico è essenziale ragionare in termini di crescita e di opportunità, e non di conservazione. Bisogna rilanciare alcuni settori produttivi con investimenti e soluzioni mirate e non, come invece si sta facendo, distribuire le poche risorse che ci sono per ottenere qualche voto. Vogliamo ribadirlo ancora una volta, avere cura del futuro è importante quanto saper vivere il presente.

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Istat: a febbraio crolla fiducia consumatori

Posted by fidest press agency su lunedì, 4 marzo 2019

Secondo i dati Istat resi noti qualche giorno fa, a febbraio scende la fiducia dei consumatori da 113,9 a 112,4.Anche se non si può ancora parlare di rottura definitiva tra italiani e Governo, certo il divorzio è oramai alle porte. Servono fatti per ridare speranze sul futuro dell’Italia. Non bastano più le parole e gli slogan” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.”E’ un record negativo il dato sul giudizio degli italiani sulla situazione economica dell’Italia, che in un solo mese precipita da -47,2 a -62,8, -15,6 punti percentuali. Dall’inizio delle serie storiche, ossia dal gennaio 1995, si tratta del quindicesimo peggior risultato di sempre. Entra, quindi, nella classifica delle performance più deludenti. Per avere una riduzione maggiore bisogna tornare all’ottobre del 2013, con una flessione di 27,1 punti. Mentre in testa alla classifica resta il marzo del 1995, -31,9 punti” conclude Dona.

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L’Istat conferma i dati preliminari dell’inflazione di gennaio, pari a +0,9% su base annua

Posted by fidest press agency su sabato, 23 febbraio 2019

“Effetto recessione! Confermata la gelata sui prezzi, che dall’1,6% di ottobre crollano, in appena tre mesi, allo 0,9%, scendendo del 44%. Anche se le cause sono preoccupanti, il calo del Pil dello 0,2% nel IV trimestre 2018 ed il Paese che riprecipita nella recessione, gli effetti, ossia la frenata sui prezzi, sono positivi, dato che risale il potere d’acquisto delle famiglie. Se cala il carrello della spesa, sceso a +0,6%, è contenta la massaia che va al mercato a fare compere” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.”Per una coppia con due figli, la famiglia tradizionale di una volta, l’inflazione a +0,9% significa avere una maggior spesa annua complessiva di 295 euro, ma solo 64 euro per il carrello della spesa, ossia per gli acquisti quotidiani” prosegue Dona.”Per la coppia con 1 figlio, la tipologia di nucleo familiare ora più diffusa in Italia, la stangata è di 280 euro su base annua, ma solo 57 euro se ne vanno per le compere di tutti i giorni, mentre per l’inesistente famiglia tipo, l’incremento dei prezzi si traduce, in termini di aumento del costo della vita, in 242 euro in più nei dodici mesi, appena 48 per il carrello della spesa. Per un pensionato con più di 65 anni, il rincaro annuo dei Beni alimentari, per la cura della casa e della persona è pari a soli 30 euro, 26 euro per un single con meno di 35 anni” conclude Dona.
Rese noti oggi, invece, i dati dell’inflazione delle regioni e dei capoluoghi di regione e comuni con più di 150 mila abitanti, in base ai quali l’Unione Nazionale Consumatori ha stilato la classifica delle città e delle regioni più care d’Italia, in termini di aumento del costo della vita.Secondo lo studio dell’associazione di consumatori, in testa alla classifica dei capoluoghi e delle città con più di 150 mila abitanti più care (cfr. tabella n. 1) in termini di rincari, si confermano Bolzano che, con un’inflazione a +1,7%, ha la maggior spesa aggiuntiva, equivalente, per una famiglia tipo, a 565 euro su base annua. Al secondo posto, Reggio Emilia dove il rialzo dei prezzi dell’1,7%, determina un aumento del costo della vita, per la famiglia media, pari a 477 euro, terza Verona, dove l’inflazione dell’1,4% comporta un aggravio annuo di spesa di 369 euro.Le 3 città più convenienti, in termini di minori rincari, sono, invece, Potenza, che con l’inflazione più bassa, +0,2%, registra, per una famiglia tipo, una spesa supplementare di appena 42 euro, al penultimo posto Firenze, dove la seconda inflazione più bassa (+0,4%) genera un esborso aggiuntivo di soli 108 euro e Ancona, +0,5%, con un aumento del costo della vita pari a 109 euro.In testa alla classifica delle regioni più costose in termini di maggior spesa, il Trentino Alto Adige, che registra, per una famiglia tipo, una batosta pari a 368 euro su base annua. Segue l’Emilia Romagna, dove l’incremento dei prezzi pari all’1,2% implica un’impennata del costo della vita pari a 326 euro, terza la Liguria, dove, pur avendo l’inflazione all’1,3% come in Trentino, si ha un salasso annuo di 288 euro.
La Basilicata si conferma la regione meno cara, con un’inflazione dello 0,4% che si traduce in un rincaro di 81 euro, penultima la Sardegna, +0,5%, pari a 94 euro.

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L’Istat ha reso noto il nuovo paniere per il calcolo dell’inflazione

Posted by fidest press agency su giovedì, 7 febbraio 2019

“Bene l’ingresso dei prezzi dell’energia elettrica del mercato libero, considerato che secondo la recente indagine dell’Antitrust, oltre che stando alle ultime rilevazioni di Arera, i prezzi sono in media maggiori di quelli del mercato di maggior tutela” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.”Come risulta dal provvedimento di condanna dell’Antitrust dei giorni scorsi, infatti, le aziende sanzionate, avevano un margine di profitto di 20-50 euro per i clienti in maggior tutela contro 50-80 euro per quelli sul mercato libero, con una differenza di margine pari a circa il 48 per cento. Ottimo, quindi, che si registrino i prezzi del mercato libero, così da registrare il fallimento di questo attuale modello” prosegue Dona.”Non possiamo poi che esprime grande soddisfazione per il fatto che l’Istat abbia accolto la nostra proposta, ufficialmente fatta in occasione della riunione con il Mise del 21 novembre, di posticipare il calendario di rilevazione in occasione dei saldi, per evitare distorsioni nella rilevazione degli sconti praticati. Un miglioramento importante di cui andiamo orgogliosi” conclude Dona.

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L’Istat conferma i dati preliminari dell’inflazione di dicembre 2018

Posted by fidest press agency su domenica, 20 gennaio 2019

“Un’ottima notizia la frenata dell’inflazione. Un po’ di tregua sul fronte dei prezzi che speriamo possa ridare potere d’acquisto alle famiglie. Insomma, nessuna stangata di fine anno!” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.”In ogni caso, considerando l’inflazione media, pari all’1,2%, una coppia con due figli, la famiglia tradizionale di una volta, ha avuto nel 2018 rincari per 370 euro, 261 euro per i beni ad alta frequenza di acquisto (+1,8%), 104 euro per il carrello della spesa (+1,2%), ossia per gli acquisti quotidiani, mentre si arriva a ben 102 euro per abitazione, acqua ed elettricità, 143 per i trasporti” prosegue Dona.”Per la coppia con 1 figlio, la tipologia di nucleo familiare ora più diffusa in Italia, la stangata 2018 è di 363 euro, 238 per i beni acquistati più frequentemente, 92 per le compere di tutti i giorni, 99 per l’abitazione, 133 per i trasporti, mentre per l’inesistente famiglia tipo, l’incremento dei prezzi si traduce, in termini di aumento del costo della vita, in 299 euro in più nei dodici mesi, 194 per i beni ad alta frequenza, 78 euro per il carrello della spesa, 93 per l’abitazione. Per un pensionato con più di 65 anni, la maggior spesa annua complessiva è pari a 170 euro, 211 euro per un single con meno di 35 anni” conclude Dona.
Rese noti, invece, i dati dell’inflazione delle regioni e dei capoluoghi di regione, in base ai quali l’Unione Nazionale Consumatori ha stilato la classifica delle regioni più care del 2018 (cfr tabella n. 1), in termini di aumento del costo della vita.
La regione più cara del 2018, in termini di spesa aggiuntiva, è il Trentino Alto Adige dove l’inflazione media dell’1,6% determina, per una famiglia tipo, una stangata pari a 453 euro su base annua. Segue l’Emilia Romagna, dove l’incremento dei prezzi pari all’1,4% implica una spesa annua supplementare di 381 euro, terza la Lombardia, dove l’inflazione dell’1,3% genera rincari pari a 371 euro.La Basilicata si conferma la regione meno cara, con un’inflazione dello 0,4% che si traduce in un aumento di 203 euro. In testa il Nord ovest che, con un”inflazione dell’1,3%, ha un salasso pari, per una famiglia tipo, a 351 euro su base annua. Al secondo posto, il Nord Est dove il rialzo dei prezzi dell’1,2% determina un aggravio annuo di spesa, per la famiglia media, pari a 315 euro, terzo il Centro, dove l’inflazione dell’1,1% comporta un’impennata del costo della vita di 260 euro. Nelle Isole, con un’inflazione dell’1%, si ha una spesa aggiuntiva di 187 euro.

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Unione Naz. Consumatori su Istat vendite

Posted by fidest press agency su giovedì, 10 gennaio 2019

Secondo i dati Istat resi noti oggi, a novembre le vendite in valore salgono dello 0,7% su base mensile e dell’1,6% su base annua.”Effetto Black Friday! Dati positivi, ma solo per via del sempre maggiore successo che ha questa giornata di vendite promozionali. Un appuntamento atteso dai consumatori che ormai è diventato una tradizione come negli Stati Uniti. Insomma, il rialzo delle vendite è solo occasionale, non indicativo di un’inversione di tendenza” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.”Anche perché, nonostante il successo del Black Friday, siamo ancora ben distanti dai valori pre-crisi. Se si confrontano i dati di oggi con quelli del novembre 2007, quando il Black Friday ancora non c’era in Italia, le vendite totali sono tuttora inferiori dell’1,6% e, in particolare, quelle non alimentari segnano un calo dell’1,7 per cento” prosegue Dona”Per le imprese operanti su piccole superfici, poi, si registra un crollo del 10,3% per le vendite non alimentari. Insomma, c’è ancora una voragine da colmare. Solo la grande distribuzione ed il commercio elettronico si sono avvantaggiati del Black Friday. Infatti, anche rispetto ad 11 anni fa, le vendite non alimentari salgono del 7 per cento” conclude Dona.

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Istat: reddito famiglie frena, potere d’acquisto giù

Posted by fidest press agency su lunedì, 7 gennaio 2019

Secondo i dati Istat resi noti oggi, nel terzo trimestre del 2018 il reddito disponibile delle famiglie consumatrici è aumentato dello 0,1% rispetto al trimestre precedente, mentre i consumi sono cresciuti dello 0,3%.”Il Paese arretra. Si peggiora invece di migliorare. Il reddito disponibile delle famiglie, che nel secondo trimestre era salito dell’1,1% rispetto al trimestre precedente, ora sale appena dello 0,1%. Bisogna tornare al terzo trimestre 2016 per avere un incremento più basso” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.”Fino a che il potere d’acquisto peggiora ed i redditi restano al palo, è chiaro che i consumi non potranno ripartire come servirebbe per rilanciare la crescita e si resterà agli zero virgola. Inoltre, dato che i risparmi non si possono sacrificare a lungo, il rischio che si torni in territorio negativo è dietro l’angolo” conclude Dona.

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I dati ISTAT mostrano una sanità e una spesa dei Comuni per i servizi sociali molto disomogenea tra le varie Regioni Italiane

Posted by fidest press agency su sabato, 5 gennaio 2019

Lo dichiara in una nota il Seg.Gen. UIL FPL Michelangelo Librandi.Si evidenzia una ulteriore riduzione della dotazione dei posti letto ordinari negli anni 2014 -15 a 3,2 posti per mille abitanti rispetto alla normativa nazionale che ne prevede 3,7 ogni mille abitanti. In questo caso le differenze tra le varie regioni italiane sono importanti: si passa dal 2,8% al Sud al 3,5% ogni mille abitanti al Nord.Nell’ambito dell’assistenza territoriale, anche quella fornita presso le strutture per l’assistenza residenziale e semiresidenziale, che garantisce una risposta adeguata alla domanda sanitaria da parte di persone non autosufficienti o con gravi problemi di salute, nonostante nel periodo 2014-2016 sia stata potenziata con più posti letto passati da 240 mila nel 2014 a 250 mila nel 2016, presenta una significativa disparità fra Nord e Sud, con valori per le regioni settentrionali decisamente più elevati rispetto a quelli del Mezzogiorno.Infine nonostante l’ammontare delle risorse impiegate per il welfare locale sia in aumento, sul fronte della spesa dei Comuni per i servizi Sociali il divario tra le varie regioni Italiane è marcato; nel Sud in cui risiede il 23% della popolazione, si spende solo il 10% delle risorse destinate ai servizi socio-assistenziali. Per non parlare della spesa pro-capite per i servizi socio-assistenziali: si passa dai 22 euro della Calabria ai 517 della Provincia Autonoma di Bolzano.Una delle poche note positive di questi dati sono invece le risorse quasi raddoppiate destinate ai disabili. Tuttavia anche per l’assistenza rivolta ai disabili le differenze territoriali sono rilevanti: mediamente un disabile residente al Nord-est usufruisce di servizi e interventi per una spesa annua di oltre 5.150 euro mentre al Sud il costo dei servizi ricevuti è di quasi 865 euro pro-capite.Da troppo tempo – conclude Librandi – stiamo denunciando questo divario tra Nord e Sud sia in Sanità che nel Sociale senza tuttavia riscontrare alcun cenno di miglioramento.

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Istat: a dicembre scende fiducia consumatori

Posted by fidest press agency su domenica, 23 dicembre 2018

Secondo i dati Istat resi noti, a dicembre scende la fiducia dei consumatori da 114,7 a 113,1.”Gelata sul Natale! A dicembre crolla la fiducia” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.”In particolare, precipitano i dati sulla situazione economica del Paese, sia il giudizio, da -54,7 a -55,3, sia le attese, da -11,8 a -13,3. Insomma, la manovra ballerina, le discussioni con l’Europa, il rischio di procedura d’infrazione, l’innalzamento dello spread, non hanno fatto bene, rendendo decisamente pessimisti gli italiani, determinando un calo della fiducia” prosegue Dona.”Il rischio di una conseguente stangata, ha fatto franare anche i dati sulla situazione economica delle famiglie, facendo scendere sia i giudizi, da -19,3 a -20,4, sia le attese, da -4,3 a -6,1. Di male in peggio, insomma!” conclude Dona.

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Istat industria: dal 2007 ordini interni -34,6%, fatturato int. -37,9%

Posted by fidest press agency su domenica, 16 dicembre 2018

Secondo i dati resi noti oggi dall’Istat, ad ottobre scendono su base mensile sia il fatturato dell’industria (-0,5%), che gli ordinativi (-0,3%).”Dati pessimi, che attestano il rallentamento dell’economia nel quarto trimestre. Le previsioni del Governo, quindi, di una crescita del Pil dell’1,2% per il 2018 diventa fantascienza. Non a caso, tutti, Ue, Upb, Istat, hanno previsto per quest’anno un +1,1 per cento” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.Secondo lo studio dell’associazione, se si confrontano i dati dei premi 10 mesi del 2018 con quello medio pre-crisi del 2007, a fronte di un fatturato totale sceso del 30,8%, quello interno è crollato del 37,9%. Gli ordinativi ordinativi totali in 11 anni sono calati del 24,8%, quelli interni sono precipitati del 34,6%.”Non solo per tornare ai valori pre-crisi la distanza è ancora abissale, ma se le cose invece di migliorare peggiorano, allora il recupero diventa un miraggio” conclude Dona.

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