Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 289

Posts Tagged ‘istat’

Prezzi: Istat, ad agosto -0,5%

Posted by fidest press agency su lunedì, 21 settembre 2020

Secondo i dati definitivi di agosto resi noti oggi dall’Istat, l’inflazione registra un ribasso annuo dello 0,5%, confermando la stima preliminare.”Una buona notizia. Se la causa della deflazione è negativa, il crollo drammatico della spesa delle famiglie per via dell’emergenza Covid, gli effetti sono positivi, dato che la riduzione dei prezzi aiuta le famiglie che faticano ad arrivare alla fine del mese, contenendo la caduta del potere d’acquisto dovuta dalla riduzione del reddito disponibile. Insomma, non vanno confuse le ragioni della deflazione con le sue conseguenze, positive per la casalinga di Voghera che va tutti i giorni a fare la spesa” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.”Per una coppia con due figli la deflazione consente un risparmio di 220 euro su base annua, anche se il carrello della spesa a +0,9% incide ancora sugli acquisti di tutti i giorni, che segnano un aumento di 95 euro, comunque inferiore a luglio quando era pari a a 117 euro. Per una coppia con 1 figlio, la tipologia di nucleo familiare ora più diffusa in Italia, la minor spesa è di 206 euro, anche se il rialzo per le compere quotidiane è di 87 euro (106 a luglio), per una famiglia media la deflazione a 0,5% permette un ribasso del costo della vita complessivamente pari a 172 euro, anche se 71 euro in più vanno spesi per i beni alimentari e per la cura della casa e della persona, anche se inferiori al mese precedente quando erano 88 euro” conclude Dona.Per quanto riguarda le città e le regioni, invece, non tutte, purtroppo, sono in deflazione: 4 regioni e 4 capoluoghi di regione registrano rialzi dei prezzi che, per quanto contenuti, risultano gravi vista l’emergenza che sta attraversando il Paese.Per questo l’Unione Nazionale Consumatori ha stilato l’ormai tradizionale classifica delle città e delle regioni più care d’Italia, in termini di aumento del costo della vita.In testa alla classifica dei capoluoghi e delle città con più di 150 mila abitanti più care (Tabella n.1), Trento, che, scalzando il primato storico di Bolzano, con un’inflazione pari a +0,7%, ha la maggior spesa aggiuntiva, equivalente, per una famiglia media, a 163 euro. Al secondo posto Bolzano, dove il rialzo dei prezzi dello 0,5% determina un aggravio annuo di spesa pari a 159 euro, terza Perugia, dove il +0,5% genera una spesa supplementare, per una famiglia tipo, pari a 119 euro. Chiude la classifica delle città non in deflazione, Napoli, +0,3% e 66 euro. In testa alla classifica delle regioni più costose (Tabella n. 2), con un’inflazione a +0,6%, il Trentino che registra, per una famiglia media, un rialzo pari a 163 euro su base annua. Segue l’Umbria, dove l’incremento dei prezzi pari allo 0,3% implica un incremento del costo della vita pari a 70 euro, terza la Campania (+0,1%), con un rincaro annuo, per la famiglia tipo, di 20 euro, chiude al quarto posto la Calabria: +0,1% pari a 19 euro. (by Mauro Antonelli)

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Industria: Istat, produzione luglio +7,4% su mese

Posted by fidest press agency su giovedì, 17 settembre 2020

Secondo i dati resi noti oggi dall’Istat, la produzione industriale a luglio sale del 7,4% su giugno.”Bene, prosegue il rimbalzo iniziato a giugno. A differenza delle vendite al dettaglio, a luglio non si interrompe la ripresa della produzione industriale cominciata nel mese precedente. Certo, la crescita è lenta e il gap da colmare con i livelli pre-Covid è ancora consistente, ma l’importante è che il trend positivo prosegua” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.”Al di là del confronto su base annua reso noto dall’Istat, -8%, rispetto ai livelli di gennaio, ossia ad appena 6 prima, la produzione risulta ancora inferiore, nei dati destagionalizzati, del 6,6%, -5,3% su febbraio, ultimo mese pre-crisi. I beni di consumo durevoli rispetto ad inizio anno registrano ancora un divario dell’8,5%, -5,1% i beni di consumo non durevoli. Insomma, il cammino da fare è ancora lungo, ma l’importante è che si vada nella giusta direzione” conclude Dona.

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Istat: vendite luglio, -2,2% su mese

Posted by fidest press agency su martedì, 15 settembre 2020

Secondo i dati Istat resi noti oggi, a luglio le vendite al dettaglio scendono del 2,2% rispetto a giugno.”Dati allarmanti ed inquietanti. Di male in peggio. Il Paese, invece di migliorare, arretra. Dopo l’inevitabile rimbalzo di giugno, dovuto alla riapertura iniziata solo dal 18 maggio di tutte le attività commerciali al dettaglio, non solo a luglio non si completa il recupero, finendo di colmare il gap esistente con la fase pre-crisi, ma addirittura si regredisce. Peggio di così non si può!” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.”Se a giugno le vendite totali erano inferiori rispetto a gennaio solo dell’2,1%, a luglio segnano una perdita più che doppia, del 4,3% su gennaio e del 4,9% su febbraio, ultimo mese pre-emergenza Covid. Quelle non alimentari, per le quali era lecito attendersi un rimbalzo maggiore, sono addirittura inferiori del 7%, sia rispetto a gennaio che a febbraio, nei dati destagionalizzati” conclude Dona. (by Mauro Antonelli)

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Istat: inflazione negativa per il quarto mese consecutivo

Posted by fidest press agency su martedì, 8 settembre 2020

L’Istat ha pubblicato la stima relativa all’andamento dei prezzi al consumo, che fanno registrare una flessione del -0,5% rispetto allo scorso anno. Si rileva dunque un’inflazione negativa per il quarto mese consecutivo e ancora una volta l’andamento è influenzato in misura significativa dalla diminuzione del prezzo dei beni energetici mentre, per contro, si riscontrano aumenti significativi nei prezzi dei prodotti alimentari nonché dei servizi ricreativi e per la cura della persona.
Anche da tali dati emerge la necessità di scelte determinate e coraggiose, finalizzate al rilancio dell’occupazione e allo sviluppo tecnologico. Questi interventi sono assolutamente indispensabili per dare nuovo impulso all’economia in una fase come quella attuale, in cui permangono profili di incertezza e criticità anche sul piano dei consumi interni, che rallentano ulteriormente la ripresa in settori importanti dell’apparato produttivo.Altrettanto urgente è l’azione diretta all’eliminazione di disparità e disuguaglianze: lo stanziamento di agevolazioni e bonus non può restare un intervento fine a sé stesso ma deve concretizzarsi piuttosto in provvedimenti strutturali per la crescita del Paese.

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Prezzi: Istat, agosto -0,5%

Posted by fidest press agency su lunedì, 7 settembre 2020

Secondo i dati provvisori di agosto resi noti oggi dall’Istat, l’inflazione registra un ribasso annuo dello 0,5%, mentre il carrello scende da +1,2% di luglio a +1,1%. “Bene. Una buona notizia. Visto che la spesa delle famiglie residenti, stando ai dati di oggi, è precipitata dell’11,3% su base congiunturale e del 17,3% su base annua, la deflazione ne è l’inevitabile conseguenza. Anche se la causa è la grave crisi ed il fatto che il Covid abbia bruciato, secondo Confcommercio, 116 mld di consumi, gli effetti sono positivi, dato che la flessione dei prezzi è un’ancora di salvataggio per chi non arriva a fine mese e permette di contenere la caduta del potere d’acquisto delle famiglie determinata dalla riduzione del reddito disponibile. Insomma, non vanno confuse le ragioni della deflazione, negative, con le sue conseguenze, positive per i consumatori che vanno a fare la spesa” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.”Per una coppia con due figli, la famiglia tradizionale di una volta, la deflazione consente una riduzione della spesa annua complessiva di 203 euro, con un ribasso di 211 euro per i trasporti e di 145 euro per l’abitazione, anche se il carrello della spesa a +1,1% incide ancora sugli acquisti di tutti i giorni, che segnano in rialzo di 110 euro, inferiore, però, a luglio quando la maggior spesa era pari a 117 euro su base annua” prosegue Dona.”Per una coppia con 1 figlio, la tipologia di nucleo familiare ora più diffusa in Italia, il risparmio è di 191 euro, anche se il rialzo per le compere quotidiane è di 100 euro (era 106 a luglio), per una famiglia media la flessione dei prezzi si traduce in una diminuzione del costo della vita di 159 euro, anche se 83 euro in più vanno spesi per i beni alimentari e per la cura della casa e della persona. Nel mese precedente, comunque, erano 88 euro in più” conclude Dona.

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Pil. Istat: I trimestre 2020 -5,3%

Posted by fidest press agency su lunedì, 31 agosto 2020

Secondo l’Istat, nel secondo trimestre del 2020 il prodotto interno lordo (Pil) è diminuito del 12,8% rispetto al trimestre precedente e del 17,7% in termini tendenziali.”Crollo drammatico. Il peggioramento delle stime dell’Istat rispetto a quelle diffuse il 31 luglio rende ancora più difficile l’obiettivo del ministro Gualtieri di contenere a -8% l’impatto dello shock della pandemia sul Pil di quest’anno” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.”Il calo dell’8,7% dei consumi finali nazionali e, soprattutto, la caduta dell’11,3% della spesa delle famiglie residenti assume risvolti catastrofici per la nostra economia. Inutile dire che, dato che i consumi delle famiglie rappresentano il 60% del Pil, la chiave di volta per risollevare il Paese è ridare capacità di spesa a chi ha avuto una caduta del proprio reddito disponibile” conclude Dona.

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Istat, l’inflazione registra un ribasso annuo dello 0,4%

Posted by fidest press agency su sabato, 22 agosto 2020

“Ottima notizia. La deflazione è dovuta allo tsunami che si è abbattuto sul Paese e alla contrazione dei consumi dovuta al lockdown. Ma se le cause sono drammatiche, gli effetti sono positivi, dato che la contrazione dei prezzi riduce la caduta del potere d’acquisto dovuta alla flessione del reddito disponibile. In particolare, è molto positivo il raffreddamento del carrello della spesa, da +2,1% di giugno a +1,2%, dato che aiuta la casalinga di Voghera a contenere il rincaro della spesa di tutti i giorni” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori. “Per una coppia con due figli la deflazione consente un risparmio di 153 euro su base annua, anche se il carrello della spesa a +1,2% incide ancora sugli acquisti di tutti i giorni, che segnano in aumento di 117 euro, anche se a giugno era ben maggiore. Per una coppia con 1 figlio, la tipologia di nucleo familiare ora più diffusa in Italia, la minor spesa è di 149 euro, anche se il rialzo per le compere quotidiane è di 106 euro, per una famiglia media la deflazione a 0,4% permette un ribasso del costo della vita complessivamente pari a 127 euro, anche se 88 euro in più vanno spesi per i beni alimentari e per la cura della casa e della persona” conclude Dona.Per quanto riguarda le città e le regioni, invece, non tutte sono in deflazione. Per questo l’Unione Nazionale Consumatori ha stilato l’ormai tradizionale classifica delle città e delle regioni più care d’Italia, in termini di aumento del costo della vita.In testa alla classifica dei capoluoghi e delle città con più di 150 mila abitanti più care (Tabella n.1), Bolzano, che, con un’inflazione pari a +0,8%, ha la maggior spesa aggiuntiva, equivalente, per una famiglia media, a 254 euro. Al secondo posto Napoli, dove il rialzo dei prezzi dello 0,5% determina un aggravio annuo di spesa pari a 109 euro, terza Trento, dove il +0,4% genera una spesa supplementare, per una famiglia tipo, pari a 93 euro.In testa alla classifica delle regioni più costose con un’inflazione a +0,7%, il Trentino che registra, per una famiglia media, un rialzo pari a 190 euro su base annua. Segue la Campania, dove l’incremento dei prezzi pari allo 0,2% implica un incremento del costo della vita pari a 40 euro, terza la Calabria (+0,2%), con un rincaro annuo, per la famiglia tipo, di 39 euro.

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Istat: vendite giugno, +12,1% su mese

Posted by fidest press agency su venerdì, 7 agosto 2020

Secondo i dati Istat resi noti oggi, a giugno le vendite al dettaglio salgono del 12,1% rispetto a maggio.”Rimbalzo deludente. A giugno era lecito attendersi un recupero maggiore rispetto al mese precedente, considerato che solo dal 18 maggio avevano riaperto tutte le attività commerciali al dettaglio rimaste chiuse per oltre due mesi, dal 12 marzo. Invece le vendite non alimentari, quelle che dovevano beneficiare della fine del lockdown, registrano un rialzo del 24,4%, positivo ma insufficiente per far registrare un dato positivo rispetto a giugno 2019, segnando una perdita del 4,4%” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori. “Anche considerando, come fa l’Istat, il confronto con gennaio 2020 e i due indici destagionalizzati, è vero che lo scontamento è di 1,1 punti, ma per le vendite totali, quelle non alimentari sono ancora inferiori di quasi il doppio, -2,1%, che sale a -2,5% facendo il confronto con febbraio, ultimo mese pre-emergenza Covid” conclude Dona.

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Istat: a giugno -46 mila occupati

Posted by fidest press agency su mercoledì, 5 agosto 2020

Secondo i dati resi noti oggi dall’Istat, a giugno si contano 46 mila occupati in meno rispetto a maggio. “Dati gravi e preoccupanti. Non solo con la riapertura di negozi e delle fabbriche non si registra alcun rimbalzo, ma prosegue l’andamento negativo dei livelli di occupazione, con un calo mensile degli occupati di 46 mila unità, di cui 60 mila permanenti” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.”Insomma, nemmeno il blocco dei licenziamenti ha preservato il posto fisso, anche se il grosso della riduzione, su base annua, è per i dipendenti a termine, oltre mezzo milione, -548 mila rispetto a giugno 2019″ prosegue Dona.”In appena 4 mesi, gli occupati sono precipitati da 23 mln e 300 mila di febbraio a 22 mln e 702 mila di giugno, con una caduta di 598 mila unità, quelli a termine sono crollati da 2.919 mila di febbraio a 2.555 di giugno, con una flessione di 364 mila unità” prosegue Dona.”Se si aggiunge che il dato è artefatto, attenuato dal blocco dei licenziamenti, è decisamente allarmante. Cosa succederà quando il mercato del lavoro sarà sbloccato dal vincolo legislativo e tutti gli occupati riprenderanno ad essere collegati alla domanda del mercato? O il Paese sarà ripartito con slancio, oppure sarà una carneficina di lavoratori” conclude Dona.

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Istat: disoccupazione all’8,8%. Quella giovanile al 27,6%

Posted by fidest press agency su mercoledì, 5 agosto 2020

Il tasso di disoccupazione a luglio si riporta a quota 8,8%, con un aumento del +0,6% rispetto a maggio.Torna a crescere in maniera preoccupante la disoccupazione giovanile, che aumenta al 27,6% con un rialzo di +1,9 punti rispetto al mese precedente.A perdere il lavoro sono soprattutto le donne, penalizzate durante la fase del lockdown che ha messo in evidenza il profondo gender gap esistente nel nostro Paese, in ambito lavorativo e no. Diminuiscono anche i posti fissi.Una crescita allarmante e grave, specialmente se si considera che i dati odierni, diffusi dall’Istat, sono ancora falsati dalle misure adottate dal legislatore che, con il decreto Rilancio ha esteso il divieto dei licenziamenti collettivi e per giustificato motivo oggettivo per un totale di 5 mesi, prorogando quindi al 17 agosto la scadenza inizialmente prevista dal Cura Italia al 17 maggio. La situazione è già difficile e drammatica oggi, non osiamo immaginare cosa potrà avvenire alla scadenza di tale provvedimento.
Per questo si rende sempre più urgente e vitale disporre con urgenza misure concrete che diano risposte ai cittadini in termini reddituali e occupazionali.Far fronte alla crisi determinata dal Covid-19 significa aiutare l’intero sistema economico a reggere i contraccolpi del lockdown, dei cambiamenti avvenuti nei mercati internazionali, in quelli finanziari e nella composizione della domanda, ma significa anche e soprattutto ridefinire l’intero sistema produttivo per renderlo capace di affrontare le sfide poste dalla nuova fase storica che ci troviamo ad affrontare. In questi termini è impensabile non sfruttare e ricorrere a tutte le risorse necessarie per far ripartire il Paese, Mes compreso: impiegare i 36 miliardi per costruire un nuovo sistema sanitario universalistico, inclusivo e pubblico, operazione che va fatta a prescindere dal ricorso a tale strumento, significherebbe poter destinare maggiori fondi all’avvio di investimenti urgenti per la ricerca, l’innovazione e lo sviluppo. Investimenti indispensabili per dare nuove prospettive al Paese e alle famiglie, a cui vanno garantite politiche redistributive, di contrasto alla povertà e alle disuguaglianze.

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Istat: indice retribuzioni +0,6% su base annua

Posted by fidest press agency su martedì, 4 agosto 2020

Secondo i dati resi noti oggi dall’Istat, la retribuzione oraria media, nei primi sei mesi dell’anno, è cresciuta dello 0,6% rispetto allo stesso periodo del 2019, mentre l’indice delle retribuzioni contrattuali orarie è aumentato dello 0,1% rispetto a maggio 2020 e dello 0,6% nei confronti di giugno 2019.”Dati di un altro mondo, di un mondo che non c’è più” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.”Purtroppo l’indice delle retribuzioni contrattuali per definizione non tiene conto dell’applicazione della Cig. Quindi non considera i dati allarmanti resi noti oggi dall’Inps, secondo i quali nei mesi di marzo e aprile in media ogni lavoratore in Cig-Covid ha perso il 27,3% del proprio reddito lordo mensile e che la cassa integrazione ha riguardato il 40% dei dipendenti privati” conclude Dona.

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ISTAT: incidenti stradali, morti in calo nel 2019

Posted by fidest press agency su lunedì, 27 luglio 2020

Secondo i dati resi noti dall’Istat, nel 2019 il numero dei morti in incidenti stradali è in calo rispetto all’anno precedente.”Bene, ma non basta!” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.”Purtroppo i dati di oggi dimostrano che si potrebbe fare molto di più se i Comuni, ad esempio, invece di dare l’80% delle loro multe per sosta vietata e ztl, si concentrassero sulle infrazioni più pericolose, che determinano più incidenti” prosegue Dona.”Le multe elevate dai vigili nei comuni capoluoghi per divieto di sosta (art. 157 e 158 Cds) sono pari a 3,5 mln (3.527.685) su un totale di 17,3 mln (17.381.283), il 20,3%, mentre quelle per le ztl (art. 7 Cds) sono oltre 10 mln (10.179.804), pari al 58,6%, per un totale pari al 78,9%. Multe facili da dare, specie quelle delle ztl, considerato che la segnaletica è incomprensibile, troppo piccola per poter essere letta da qualunque automobilista” prosegue Dona.”Le multe per le infrazioni gravi, invece, sono troppo poche. Quelle per il mancato rispetto della precedenza (art. 145 Cds), che produce il 13% degli incidenti, sono pari ad appena lo 0,1% (0,117%), poco sopra 20 mila (20.372), quelle per il mancato rispetto della distanza di sicurezza (art. 149 cds), che determina, sempre secondo i dati di oggi, il 9% degli incidenti, sono addirittura lo 0,025%, 4.376 multe. Le multe date dai vigili per guida sotto l’influenza di sostanze stupefacenti (art. 187) sono 837, lo 0,005%, per guida in stato di ebbrezza alcolica (art. 186) sono 5.620, lo 0,032%, prosegue Dona.”Insomma, invece di avere ausiliari della sosta che danno multe facili per fare cassa, servono più vigili nelle strade, che fanno più controlli per le infrazioni realmente pericolose” conclude Dona.

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Mortalità da Covid-19

Posted by fidest press agency su mercoledì, 22 luglio 2020

Con riferimento ai dati diffusi da Istat-Iss, di seguito il commento di Franco Marozzi, membro del Consiglio Direttivo di SIMLA, Società Italiana di Medicina Legale e delle Assicurazioni.”Certamente i dati forniti da Istat e Iss rappresentano un importante angolo di lettura del fenomeno della mortalità da Covid-19. Altrettanto certamente la precisione del rapporto sarebbe stata maggiore qualora fossero stati a disposizione i rilievi autoptici, che, purtroppo, mancano in modo significativo per l’impossibilità di avere a disposizione sale autoptiche attrezzate sul territorio nazionale come Simla aveva richiesto all’inizio di aprile ai Ministeri competenti con un appello che è purtroppo restato inascoltato. E’ chiaro, dai dati messi a disposizione, che è vero che le infezioni da SARS-CoV2 sono responsabili della morte della gran parte dei soggetti ma è anche vero che dati precedenti avevano testimoniato l’importanza delle patologie associate. Questo risulta evidente dall’elevata mortalità dei soggetti “grandi anziani” (intorno agli 80 anni). Purtroppo, anche qui, l’assenza dei rilievi necroscopici non consente di precisare ulteriormente i risultati dello studio. Non si può, infine, non sottolineare come i rilievi Istat-Iss contribuiranno ad alimentare la polemica sull’indennizzabilità dei decessi nei soggetti che avevano contratto polizze infortuni e che sono deceduti per Covid-19 ricordando che la stessa, per contratto, è garantita solo se la causa della morte sia stata determinata in modo “diretto ed esclusivo”, ovvero senza l’intervento di altre concause rispetto all’infezione”.

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L’Istat conferma la deflazione a Giugno

Posted by fidest press agency su domenica, 19 luglio 2020

Come rileva l’Istituto di Statistica: “La flessione dei prezzi al consumo su base annua, registrata per il secondo mese consecutivo, continua ad essere il prodotto di spinte contrapposte: quelle deflazionistiche provenienti dai prezzi dei Beni energetici e quelle al rialzo dei Beni alimentari, per la cura della casa e della persona”.Nel dettaglio, secondo l’Istat, i prezzi del carrello della spesa aumentano del +2,1%. Finalmente si avvicinano maggiormente alla realtà (che da diversi mesi denunciamo) anche le rilevazioni sui prodotti alimentari: la frutta fresca secondo l’Istat segna quota +11,5%. Anche se il nostro Osservatorio continua a registrare, in tale settore, anche aumenti oltre il +16%.Tale andamento rivela come, in questa fase delicata e critica anche sul piano dei consumi, sia indispensabile operare scelte coraggiose, all’insegna del rilancio dell’occupazione, degli investimenti per lo sviluppo tecnologico, ma soprattutto attraverso l’avvio urgente di misure destinate all’eliminazione di disparità e disuguaglianze.Forme di sostegno, bonus e agevolazioni dovranno essere erogati tutti i beneficiari che, in molti casi, li attendono da mesi. Tali misure si dovranno tradurre in misure provvedimenti di rilancio di ampio respiro e di carattere strutturale, per restituire al Paese opportunità di crescita e di sviluppo. È alquanto sterile e inopportuna, in questa fase, la polemica sul Mes: sarebbe inspiegabile non sfruttare fondi europei per la sanità che consentirebbero all’Italia di concentrare maggiori risorse per gli investimenti necessari per la ripresa.

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Prezzi: Istat, a giugno -0,2% ma “il carrello” aumenta

Posted by fidest press agency su domenica, 19 luglio 2020

Secondo i dati definitivi di giugno resi noti oggi dall’Istat, l’inflazione registra un ribasso annuo dello 0,2%.”L’Italia è in deflazione non solo per il calo dei beni energetici ma per via della grave crisi economica. I consumi non ripartono, nonostante il lockdown sia finito. Ma il dato non deve trarre in inganno. Le spese obbligate, non rinviabili, come quelle del carrello della spesa, continuano a pesare sulle tasche degli italiani, anche se in attenuazione rispetto a maggio” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.”Per una coppia con due figli, la famiglia tradizionale di una volta, il carrello a +2,1% significa avere un aumento del costo della vita, per i soli acquisti di tutti i giorni, di 192 euro su base annua, 180 euro per gli alimentari. Per una coppia con 1 figlio, la tipologia di nucleo familiare ora più diffusa in Italia, il rialzo è di 174 euro per le compere quotidiane, 162 euro per il cibo, per una famiglia media sono, rispettivamente, 144 e 134 euro” conclude Dona.
Secondo lo studio dell’associazione di consumatori, in testa alla classifica dei capoluoghi e delle città con più di 150 mila abitanti più care, Bolzano, Perugia e Napoli, tutte e 3 con un’inflazione pari a +0,7%. In termini di rincari, però, al primo posto si conferma Bolzano che ha la maggior spesa aggiuntiva, equivalente, per una famiglia media, a 223 euro. Al secondo posto Perugia, dove il rialzo dei prezzi dello 0,7% determina un aggravio annuo di spesa pari a 167 euro, terza Napoli, dove la spesa supplementare, per una famiglia tipo, è pari a 153 euro.In testa alla classifica delle regioni più costose, con un’inflazione a +0,5%, Trentino, Umbria e Campania. In termini di maggior spesa, però, svetta il Trentino Alto Adige che registra, per una famiglia media, un rialzo pari a 135 euro su base annua. Segue l’Umbria, dove l’incremento dei prezzi pari allo 0,5% implica un’impennata del costo della vita pari a 117 euro, terza la Campania dove si ha un rincaro annuo, per la famiglia tipo, di 100 euro.

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Istat: vendite maggio,+24,3% su mese

Posted by fidest press agency su domenica, 12 luglio 2020

Secondo i dati Istat resi noti oggi, a maggio le vendite al dettaglio salgono del 24,3% rispetto ad aprile, 25,2% in volume. “Bene, ottimo rimbalzo. Considerato che solo dal 18 maggio hanno riaperto tutte le attività commerciali al dettaglio, si tratta di un recupero notevole, anche nel confronto europeo. Le vendite in volume rispetto ad aprile salgono del 25,2%, contro una media Ue del 16,4% e del 17,8% per l’Eurozona, quelle non alimentari in volume, la vera cartina di tornasole, addirittura del 66,6%, più del doppio della media Ue, pari a +30,2% e quasi il doppio dell’Eurozona, ferma a +34,5%” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.”Rispetto alla classifica europea, l’Italia si colloca al quarto posto in Europa della classifica delle vendite congiunturali totali in volume, battuta solo da Svizzera, con +30,7%, Lussemburgo al secondo posto con +28,6% e Francia, terza con +25,6%” prosegue Dona.”Certo rispetto a febbraio, ossia a prima dell’emergenza Covid, il recupero è ancora parziale: le vendite totali di maggio sono inferiori del 12,6%, mentre per le non alimentari il gap è del 21,6%” conclude Dona.

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Industria: Istat, produzione maggio -20,3% su anno

Posted by fidest press agency su venerdì, 10 luglio 2020

Secondo i dati resi noti oggi dall’Istat, la produzione industriale a maggio scende del 20,3% su base annua e sale del 42,1% su aprile.”Un rimbalzo insufficiente! Dopo che ad aprile si era verificata una caduta annua record del 42,5%, ci poteva essere un rialzo maggiore. Insomma, bene ma non basta. La produzione risulta ancora inferiore, nei dati destagionalizzati, del 20% rispetto a gennaio 2020 e del 19,2% su febbraio 2020, ultimo mese pre-crisi” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.”Se confrontiamo il livello della produzione di oggi con quello del 2009, l’anno più buio della passata recessione, attualmente è inferiore rispetto a maggio 2009 del 15,6%, percentuale che sale al 32,9% per i beni di consumo durevoli” conclude Dona.

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Istat: la fiducia dei consumatori cresce ma aumenta anche la pressione fiscale

Posted by fidest press agency su mercoledì, 1 luglio 2020

L’Istat ha rilevato che a giugno la fiducia dei consumatori migliora rispetto al mese precedente, attestandosi a 100,6 punti. Un dato sicuramente positivo, che con ogni probabilità deriva dalla speranza delle famiglie di aver superato, almeno in parte, le criticità degli ultimi mesi. Gli altri indicatori economici relativi al primo trimestre del 2020, però, non sono altrettanto incoraggianti: l’Istituto di statistica ha infatti registrato una pressoché insostenibile pressione fiscale (+0,5% rispetto allo stesso periodo del 2019), un rapporto deficit-PIL che nei primi tre mesi di quest’anno sale al 10,8% rispetto al 7,1% dello scorso anno nonché un calo del -1,7% del potere d’acquisto.Tali percentuali dimostrano ancora una volta l’estrema fragilità della nostra economia, che richiede con la massima urgenza interventi incisivi ed efficaci con cui avviare la costruzione di basi solide per una vera e propria ripresa. La pandemia, oltre a provocare drammatiche conseguenze sanitarie, ha avuto gravi ripercussioni sul piano economico e sociale e l’attuale contesto rende necessari interventi mirati per la crescita e lo sviluppo nonché misure che diano nuovo impulso alla crescita e all’occupazione.“La redistribuzione dei redditi e la riforma fiscale restano questioni centrali da affrontare per avviare, finalmente, una ripresa stabile” – dichiara Emilio Viafora, Presidente della Federconsumatori.

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Istat: I trim 2020, potere d’acquisto -1,7%

Posted by fidest press agency su martedì, 30 giugno 2020

Secondo i dati Istat resi noti oggi, nel primo trimestre del 2020 il potere d’acquisto delle famiglie è diminuito, rispetto al trimestre precedente, dell’1,7% ed i consumi del 6,4%.”Le misure di sostegno dei redditi adottate a partire dal Cura Italia sono servite e hanno certo consentito di contenere la caduta del reddito disponibile e del potere d’acquisto, ma non abbastanza se sono scesi, rispettivamente, dell’1,6% e dell’1,7%, specie se si considera che si tratta di dati trimestrali e che l’Italia diventa zona rossa solo a partire dal 10 marzo e le attività produttive sospese dal 25″ afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.”Quanto al crollo dei consumi, precipitati del 6,4%, la speranza è che dipenda solo dalla chiusura dei negozi, avvenuta a partire dal 12 marzo, perché se invece già dipendesse, in parte, dal minore potere d’acquisto delle famiglie, allora è chiaro che con la riapertura delle attività non ci sarebbe quel rimbalzo dei consumi tanto atteso e sperato da tutti” conclude Dona.

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Istat: 6,4% famiglie in povertà assoluta nel 2019

Posted by fidest press agency su venerdì, 19 giugno 2020

Secondo i dati resi noti dall’Istat, nel 2019 in Italia vivono in povertà assoluta il 6,4% delle famiglie e il 7,7% degli individui in Italia, in calo dal 7% e 8,4% del 2018.”I dati della povertà restano vergognosi e non degni di un Paese civile. Il reddito di cittadinanza non basta” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori. “Il calo della povertà assoluta dipende certo dal reddito di cittadinanza ma è troppo lieve ed insufficiente considerato che rispetto al 2018 l’ha ridotta, per le famiglie, di appena 0,6 punti percentuali, dell’8,6% e che comunque il dato del 2019, 6,4% di famiglie povere, è il terzo peggior risultato di sempre, ossia dall’inizio delle serie storiche iniziate nel 2005, dopo il 7% del 2018 ed il 6,9% del 2017” prosegue Dona.”Insomma, il reddito di cittadinanza è servito, ha invertito un pericoloso trend, ma non abbastanza, considerato che nelle intenzioni doveva servire ad abolire la povertà in Italia (“Oggi aboliamo la povertà” disse l’on Di Maio il 28/9/2018, ndr) e che il presidente del Consiglio Conte il 28 dicembre 2019 ebbe a dire che in 8 mesi il suo Governo aveva ridotto la povertà del 60 per cento. Una stima a dir poco non azzeccata visto che quel 60% è diventato poco più dell’8%” prosegue Dona.”Il problema del reddito è che la platea dei beneficiari è insufficiente, visto che attualmente il pagamento del beneficio copre solo 2,8 milioni di persone contro 4,593 milioni di poveri, ossia il 61% dei poveri assoluti e che l’importo medio mensile per un nucleo familiare è di soli 519 euro, insufficiente per superare persino la linea di povertà di un single, pari, secondo i dati resi noti oggi, a 656,97 euro” conclude Dona.

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