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Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 301

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Istat alla Deejay Ten di Milano

Posted by fidest press agency su venerdì, 11 ottobre 2019

Milano partenza della corsa sarà Domenica 13 corrente a Piazza Duomo, alle 9:30 la 10 km, alle 10:15 la 5 km. Per il secondo anno consecutivo Istat partecipa alla Deejay Ten, l’evento podistico nato quasi per scherzo e diventato negli anni un’ istituzione, con corse amatoriali e competitive di 5 e 10 chilometri. Istat sarà presente con uno stand ufficiale e una squadra ben motivata all’edizione di Milano per promuovere il Censimento permanente della popolazione e delle abitazioni in occasione dell’inizio delle rilevazioni della seconda edizione.Cuore dell’evento sarà il Deejay Village in Piazza del Cannone, con stand, musica e gli speaker di Radio Deejay, Sabato dalle 9:00 alle 20:00 e Domenica dalle 7:00 alle 12:00. Nel Deejay Village ci sarà anche lo stand Istat, dove si potrà conoscere, con giochi interattivi, gadget e materiale informativo, il Censimento della Popolazione e delle Abitazioni.
La Deejay Ten sarà un’occasione per incontrare i tanti amici del Censimento, come già successo nella scorsa edizione e come raccontato dal video nella pagina censimentigiornodopogiorno.it/campioni-in-istat-alla-deejay-ten.
La seconda edizione del Censimento permanente della popolazione e delle abitazioni, avvviata da pochi giorni, fa parte della nuova strategia dei censimenti permanenti che l’Istat ha inaugurato nel 2016, coerentemente con le politiche di sviluppo europee, e che vede coinvolte diverse aree tematiche: popolazione e abitazioni, imprese, istituzioni non profit e istituzioni pubbliche. A differenza dei censimenti del passato, i censimenti permanenti non coinvolgono tutti i cittadini, le imprese e le istituzioni, ma di volta in volta una parte di essi. La restituzione al Paese dei dati ottenuti è però di tipo censuario, grazie all’integrazione statistica tra le rilevazioni campionarie e i dati di altre fonti amministrative.In particolare, il Censimento della popolazione e delle abitazioni interessa ogni anno circa 1 milione e 400 mila famiglie – sempre diverse nell’arco di quattro anni – in oltre 2.800 comuni italiani. La prima edizione del Censimento si è conclusa il 20 dicembre 2018, con oltre il 92% delle famiglie rispondenti.

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Istat: vendite agosto -0,6% su mese

Posted by fidest press agency su venerdì, 11 ottobre 2019

Secondo i dati Istat resi noti oggi, ad agosto le vendite in valore scendono rispetto a luglio dello 0,6%.”Il Paese arranca. Anche se agosto resta un mese anomalo, il crollo registrato rispetto a luglio è decisamente troppo elevato per non indicare un rallentamento della nostra economia ed una situazione di difficoltà delle famiglie. Solo il commercio elettronico fa da traino alle vendite” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.”I piccoli negozi, poi, registrano un calo anche su base annua. Se a questo aggiungiamo che, a differenza della grande distribuzione, che ha già recuperato rispetto ai valori pre-crisi dell’agosto 2007, segnando un +8,3%, i piccoli negozi registrano ancora, rispetto a 12 anni fa, una perdita delle vendite totali del 10,6%, il quadro è desolante” conclude Dona.

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Dati Istat crescita economica

Posted by fidest press agency su mercoledì, 9 ottobre 2019

“Rilanciare concretamente gli investimenti ed avviare in modo significativo la riduzione del peso fiscale sui lavoratori”. Lo ha detto il Segretario Generale della CISAL, Francesco Cavallaro, commentando l’ultima nota mensile Istat sulle prospettive economiche dell’Italia. “Proprio mentre si avviano i lavori parlamentari sulla Nota di aggiornamento al Documento di economia e finanza e l’Esecutivo mette mano alla scrittura della prossima Manovra – spiega Cavallaro – ribadiamo che è necessario un intervento, condiviso con le parti sociali, in materia di politica fiscale volto a rafforzare il sostegno allo sviluppo economico, decisamente orientato verso la redistribuzione del reddito in favore dei lavoratori intervenendo concretamente mediante la riduzione del cuneo fiscale sul costo del lavoro, prevedendo – sottolinea – anche un intervento specifico in favore dei cosiddetti incapienti. Per favorire la ripresa e creare effetti positivi tra le famiglie e le imprese bisogna incrementare il potere d’acquisto dei lavoratori”.

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Istat: consumi sempre al palo

Posted by fidest press agency su domenica, 6 ottobre 2019

I dati Istat resi noti oggi, nel secondo trimestre del 2019, il reddito disponibile delle famiglie consumatrici è aumentato dello 0,9% rispetto al trimestre precedente, sia in termini nominali che in termini reali.”E’ solo un effetto ottico. La crescita del potere d’acquisto dipende solo dal rallentamento dei prezzi. Purtroppo il dato significativo e preoccupante è che i consumi finali sono sempre al palo: salgono di un misero +0,1% sul trimestre precedente” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori. “Il rialzo del reddito disponibile, insomma, è troppo basso per indurre le famiglie a tornare spendere e, quindi, si traduce solo in un aumento della propensione al risparmio. Gli italiani hanno paura del futuro” conclude Dona.

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PIL: l’Istat taglia le stime al +0,8%

Posted by fidest press agency su venerdì, 27 settembre 2019

L’Istat taglia ulteriormente le stime relative alla crescita, che si attestano al +0,8%, in calo di 0,1 punti rispetto al dato di Aprile.Peggiora il rapporto deficit-Pil relativo al 2018, che passa al 2,2% dal 2,1% delle precedenti stime.Unico segnale incoraggiante è quello relativo alla pressione fiscale, che si attesta al 41,8% dal precedente 42,1%.Dato che, però, rischia di essere annullato dalle ipotesi di aumento della tassazione in esame al Governo, per evitare l’aumento dell’IVA.Tale quadro richiama l’attenzione sulla situazione ancora altamente instabile della nostra economia, che richiede interventi urgenti in direzione della crescita.Il primo passo in questa direzione è lo stanziamento di investimenti per la ricerca, lo sviluppo tecnologico e la modernizzazione delle infrastrutture, nonché il taglio del cuneo fiscale, per dare uno slancio decisivo in direzione della ripresa.Inoltre è fondamentale, da un lato scongiurare l’aumento dell’IVA, che avrebbe conseguenze drammatiche per le famiglie, dall’altro una revisione sistematica e complessiva della tassazione, rimodulando le accise sui carburanti e tagliando alcune voci anacronistiche dagli oneri di sistema in bolletta, solo per citare alcune delle voci più urgenti.La Federconsumatori presenterà una proposta dettagliata in tal senso al Ministero dell’Economia e delle Finanze, nonché al Ministero dello Sviluppo Economico, che ci auguriamo vorranno accogliere il punto di vista di chi, come noi, ogni giorno è impegnato nella tutela degli interessi dei cittadini, stanchi di pagare tasse obsolete o spropositate.

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Prezzi: Istat, inflazione ad agosto +0,5%

Posted by fidest press agency su domenica, 1 settembre 2019

Secondo i dati provvisori di agosto resi noti oggi dall’Istat, l’indice nazionale dei prezzi al consumo per l’intera collettività (NIC) registra un aumento dello 0,5% su base annua, dal +0,4% di luglio.”Bene che l’inflazione sia rimasta bassa. Purtroppo, però, prosegue la stangata vacanze! Dopo i rincari intollerabili di luglio, non si arresta in agosto la corsa dei prezzi per chi è in ferie” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.”La speculazione record riguarda in particolare il trasporto aerei passeggeri che, dopo che da giugno a luglio era aumentato del 4,4%, ora rincara addirittura del 31,7%, +33,8% i voli internazionali. Anche i pacchetti vacanza nazionali salgono del 12,9%, +8,2% la media tra pacchetti nazionali ed internazionali” aggiunge Dona. “Per una coppia con due figli, la famiglia tradizionale di una volta, l’inflazione a +0,5% significa avere una maggior spesa annua di 131 euro, ma ben 96 euro di questi se ne vanno per il solo carrello della spesa, ossia per gli acquisti quotidiani, che subiscono un rincaro dell’1%, ossia il doppio dell’inflazione complessiva” prosegue Dona.
“Per la coppia con 1 figlio, la tipologia di nucleo familiare ora più diffusa in Italia, il rialzo è di 119 euro su base annua, ma ben 84 euro per le sole compere di tutti i giorni, mentre per l’inesistente famiglia tipo, l’incremento dei prezzi si traduce in un aumento del costo della vita di 90 euro in più nei dodici mesi, 70 per il carrello della spesa. Per un pensionato con più di 65 anni, il rincaro annuo complessivo è pari a 39 euro, tenuto conto che risparmierà 35 euro per le comunicazioni. Peccato che per le spese obbligate del carrello spenderà 43 euro in più” conclude Dona.

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Istat: ad agosto scende fiducia consumatori

Posted by fidest press agency su sabato, 31 agosto 2019

Secondo i dati Istat resi noti oggi, ad agosto scende la fiducia dei consumatori da 113,3 a 111,9.”Effetto crisi di Governo. E’ chiaro che gli italiani, a fonte della caduta dell’Esecutivo, temono l’aumento dell’Iva. Per questo, rispetto a luglio, crolla sia il giudizio sulla situazione economica dell’Italia, da -48,5 a -54,2, che sulla famiglia, da -19,9 a -21,9, sia le attese sulla situazione economica dell’Italia (da -18,2 a -21,8) che le attese sulla famiglia (da -5,8 a -6). Per non parlare delle possibilità future di risparmio, che precipitano da -19 a -27,1″ afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.”Insomma, la priorità del prossimo Governo deve essere la ricerca dei 23,1 miliardi necessari per evitare la stangata dell’Iva” conclude Dona.

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Istat: la situazione economica è ancora incerta

Posted by fidest press agency su martedì, 6 agosto 2019

L’Istat ha appena diffuso la nota mensile sull’andamento dell’economia, in cui l’indicatore anticipatore registra un lieve miglioramento.Come già abbiamo fatto in passato, invitiamo a non cedere a facili ottimismi per un dato positivo che, da solo, purtroppo ha ben poca rilevanza. Gli indicatori economici continuano a registrare un andamento altalenante, denunciando la persistente incertezza che grava sull’intero sistema economico. E’ fin troppo facile parlare di uscita dalla crisi ogni volta che le statistiche registrano percentuali di crescita e trascurare invece i segnali di instabilità e i dati negativi. Di fatto le testimonianze dei cittadini che ogni giorno si rivolgono alla nostra Associazione dimostrano che le famiglie continuano a riscontrare forti difficoltà a sostenere le spese quotidiane, anche perché con un potere di acquisto ancora debole e retribuzioni che non crescono di pari passo con l’aumento dei prezzi non può essere altrimenti. Inoltre lo stesso Istituto di Statistica ha evidenziato, nelle scorse settimane, che per il 2019 la crescita acquisita del PIL è pari a zero.“Purtroppo l’economia italiana è ben lontana dalla vera ripresa e si trova ancora in una fase stagnante ed incerta – afferma Emilio Viafora, Presidente della Federconsumatori.Torniamo quindi a chiedere al Governo una immediata e forte assunzione di responsabilità. E’ ora che l’esecutivo si decida ad abbandonare la logica delle misure finalizzare a raccogliere consensi per avviare invece interventi concreti per rilanciare la domanda interna, il mercato occupazionale e l’intero sistema economico, in particolare attraverso investimenti nella ricerca, nelle infrastrutture e nello sviluppo tecnologico.

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Istat: vendite giugno salgono dell’1,9%

Posted by fidest press agency su domenica, 4 agosto 2019

Secondo i dati Istat resi noti oggi, a giugno le vendite in valore salgono sia su base mensile (+1,9%) che su base annua (+1,3%).”Dati finalmente positivi per le vendite, che salgono sia in volume che in valore, sia su base mensile che annua, sia per gli alimentari che per i non alimentari. Unico dato negativo, purtroppo, per i piccoli negozi, che sono ancora nel tunnel della crisi e che, per le vendite alimentari, registrano, rispetto a giugno 2018, un calo dello 0,6%” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.”Se a questo aggiungiamo che, rispetto ai valori pre-crisi del giugno 2007, i piccoli negozi segnano ancora una perdita delle vendite totali del 13,5%, e addirittura del 21,3% per le vendite alimentari, ossia più di un quinto, è chiaro che i commercianti sono ancora sull’orlo del fallimento” conclude Dona.

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I dati pubblicati dall’Istat sull’andamento del Pil

Posted by fidest press agency su venerdì, 2 agosto 2019

“E’ relativo all’ultimo trimestre aprile-giugno, segnano un meno 0,1%. L’economia italiana è ancora piantata a terra. Senza Investimenti e diminuzione della pressione fiscale non c’è sviluppo. Ma Il taglio delle tasse non c’è stato, la tassa piatta è rimasta un annuncio, l’aumento dell’Iva e delle accise è alle porte, la mancata crescita sviluppa un buco di altri miliardi e il tutto fa saltare in aria le coperture finanziarie dello Stato. Conti alla mano la maggioranza deve reperire oltre 20 miliardi di euro se vuole evitare l’aumento dell’Iva, tra i 10 e 15 per la tassa piatta e altri 6 miliardi per l’abolizione del bollo auto ipotizzata dai 5 Stelle mentre la crescita è sotto zero e fa galoppare gli interessi passivi sul debito pubblico. C’è sempre più bisogno di cambiare il governo del cambiamento”. E’ quanto dichiara in una nota Fabio Rampelli, vicepresidente della Camera e deputato di Fdi.

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Istat prezzi: la classifica completa delle città e delle regioni più care

Posted by fidest press agency su giovedì, 18 luglio 2019

L’Istat non conferma i dati preliminari dell’inflazione di giugno, che scende dal +0,8% della stima preliminare a +0,7%. “Ottima notizia l’ulteriore raffreddamento dell’inflazione, in particolare la frenata del carrello della spesa, che sale solo dello 0,2% su base annua” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.”Unica nota stonata è che, purtroppo, ci sono già i primi segnali indicatori della prossima stangata sulle vacanze degli italiani, attesa, come tradizione vuole, per luglio. Salgono, infatti, su base mensile, sia i pacchetti vacanza, +1,7%, che i villaggi vacanze, addirittura del 13,2 per cento” prosegue Dona.”Per una coppia con due figli, la famiglia tradizionale di una volta, l’inflazione a +0,7% significa avere una maggior spesa annua complessiva di 208 euro, 112 euro per i beni ad alta frequenza di acquisto, ma solo 34 euro per il carrello della spesa, ossia per gli acquisti quotidiani” aggiunge Dona.
“Per la coppia con 1 figlio, la tipologia di nucleo familiare ora più diffusa in Italia, il rialzo complessivo è di 205 euro su base annua, 104 per i beni acquistati più frequentemente, ma solo 31 euro se ne vanno per le compere di tutti i giorni, mentre per l’inesistente famiglia tipo, l’incremento dei prezzi si traduce in un aumento del costo della vita di 172 euro in più nei dodici mesi, 25 per il carrello della spesa. Per un pensionato con più di 65 anni, il rincaro annuo è pari a 107 euro, 165 euro per un single con meno di 35 anni” conclude Dona. Rese noti solo oggi, invece, i dati dell’inflazione delle regioni e dei capoluoghi di regione e comuni con più di 150 mila abitanti, in base ai quali l’Unione Nazionale Consumatori ha stilato la classifica delle città e delle regioni più care d’Italia, in termini di aumento del costo della vita.Secondo lo studio dell’associazione di consumatori, in testa alla classifica dei capoluoghi e delle città con più di 150 mila abitanti più care in termini di rincari, si conferma Bolzano che, pur non avendo l’inflazione più alta, +1,4% (il record appartiene per la seconda volta consecutiva a Bari: +1,7%), ha la maggior spesa aggiuntiva, equivalente, per una famiglia tipo, a 422 euro su base annua. Al secondo posto Verona, dove il rialzo dei prezzi dell’1,5% determina un aggravio annuo di spesa, per una famiglia media, pari a 389 euro, terza Bari, dove l’inflazione a +1,7%, il primato di giugno, comporta una spesa supplementare pari a 354 euro.La città più conveniente, in termini di minori rincari, è, invece, Perugia, addirittura in deflazione, dove l’abbassamento dei prezzi dello 0,1% genera un risparmio annuo di 23 euro. Al secondo posto Ancona (+0,1%, pari a 22 euro) e al terzo Cagliari, +0,2%, con un aumento del costo della vita pari ad appena 42 euro.
In testa alla classifica delle regioni più costose in termini di maggior spesa, la Liguria che, con l’inflazione a +1,3, registra, per una famiglia tipo, una batosta pari a 299 euro su base annua. Segue il Trentino, dove l’incremento dei prezzi pari all’1,1%, implica un’impennata del costo della vita pari a 291 euro, terza la Puglia, dove per via dell’inflazione all’1,2%, si ha un salasso annuo di 234 euro.L’Umbria si conferma la regione con meno rincari, con un’inflazione dello 0,1% che si traduce in una spesa aggiuntiva annua di soli 22 euro.

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Industria: Istat, produzione maggio +0,9%

Posted by fidest press agency su martedì, 16 luglio 2019

Secondo i dati resi noti oggi dall’Istat, la produzione industriale a maggio sale dello 0,9% su base mensile e scende dello 0,7% su base annua.”Poteva andare peggio, ma non ci siamo! Un ulteriore calo congiunturale, dopo quelli già registrati a marzo ed aprile, avrebbe determinato il ritorno in recessione tecnica nel secondo trimestre 2019, ma il problema è che non ci siamo ancora salvati, considerato che su base trimestrale siamo ancora in territorio negativo, anche se di poco, -0,1%. Insomma, sarà il mese di giugno a dirci l’esito finale sull’andamento dell’economia italiana” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.”Certo non c’è da stare allegri, considerato che rispetto ai valori pre-crisi del maggio 2007, la produzione totale è ancora inferiore del 19,2%, ossia quasi un quinto. In 12 anni, i beni di consumo durevoli sono crollati addirittura del 28,8%, quasi un terzo. Un abisso da riempire che indica la condizione economica delle famiglie, in difficoltà nell’acquistare i beni più costosi” conclude Dona. (by Mauro Antonelli)

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Istat: a maggio disoccupazione giovani giù al 30,5%

Posted by fidest press agency su lunedì, 1 luglio 2019

Secondo i dati resi noti oggi dall’Istat, a maggio il tasso di disoccupazione giovanile (15-24enni) scende al 30,5%, in calo di 0,7 punti rispetto al mese precedente.”Dati indubbiamente positivi! Anche se la disoccupazione giovanile resta a livelli imbarazzanti, sopra il 30%, una soglia non degna di un Paese civile, si registra un miglioramento sia su base mensile che annuale” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.”Il fatto, poi, che il tasso di disoccupazione cali sotto la doppia cifra, attestandosi al 9,9%, per quanto sia più un traguardo psicologico che altro, è certo una buona notizia” conclude Dona.”L’unico rischio è che si tratti di dati contingenti, occasionali, visto che non ci pare che la riduzione della disoccupazione dipenda da un rialzo significativo della produzione industriale, scesa in aprile dello 0,7% su base mensile e dell’1,5% su base annua o delle vendite al dettaglio. Vedremo, quindi, nei prossimi mesi se siamo di fronte ad una vera inversione di tendenza oppure no” conclude Dona.

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L’Istat ha diffuso oggi i dati relativi all’andamento del tasso di inflazione a giugno

Posted by fidest press agency su sabato, 29 giugno 2019

Si attesta sullo stesso livello di maggio, al +0,8% su base annua.Il tasso relativo al carrello della spesa si ferma al +0,3%.Con il tasso di inflazione a questo livello l’aggravio annuo per una famiglia tipo ammonta a circa 236,80 Euro, che incidono su bilanci familiari molto provati dalla sostanziale assenza di misure per la crescita. I redditi delle famiglie, infatti, non aumentano in misura proporzionale rispetto al costo della vita: crescono in questo modo la povertà e le disuguaglianze nel nostro Paese, determinando una situazione a cui è sempre più urgente fornire risposte concrete.Non dimentichiamo, infatti, che la crescita dei costi dei beni di largo consumo inciderà notevolmente soprattutto sulle famiglie meno abbienti.“Questo andamento non fa altro che sottolineare la necessità di un piano straordinario capace di determinare una ripresa stabile dell’occupazione, determinando così una ripresa della domanda interna e dell’intero sistema economico.” – afferma Emilio Viafora, Presidente Federconsumatori.È indispensabile, in tal senso, fare di tutto per evitare una procedura di infrazione che avrebbe effetti drammatici sulla nostra economia.

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Istat: tasso disoccupazione aprile stabile al 10,2%

Posted by fidest press agency su venerdì, 7 giugno 2019

Secondo i dati resi noti oggi dall’Istat, il tasso di disoccupazione ad aprile rimane stabile al 10,2%.”Nessun miglioramento! Ma stabilità, in questo caso, significa che non si fanno passi avanti. Ci preoccupa, poi, il rialzo mensile della disoccupazione giovanile che si attesta al 31,4%, salendo in un solo mese di 0,8 punti percentuali, pur restando sotto ai picchi del 2014. Infine, gli occupati a termine salgono rispetto a marzo dello 0,4%, contro il +0,1% dei permanenti, ossia di quelli che avrebbero dovuto beneficiare delle modifiche legislative introdotte dal Governo Conte” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.”Il problema è che le riforme del lavoro servono a poco fino a che la domanda ristagna. Il Governo deve rilanciare la capacità di spesa del ceto medio. Fino a che i consumi restano al palo, le imprese non vendono ed il tasso di disoccupazione resta ancora a livelli troppo alti” conclude Dona.

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Pil: Istat rivede, primo trimestre +0,1%, annuo -0,1%

Posted by fidest press agency su martedì, 4 giugno 2019

L’Istat rivede al ribasso le stime diffuse a fine aprile: il Pil italiano nel primo trimestre del 2019 è salito dello 0,1% rispetto ai tre mesi precedenti mentre è calato dello 0,1% su base annua.”Pessima notizia! Anche se viene confermata l’uscita dalla recessione tecnica, la previsione del Governo di avere una crescita a fine anno dello 0,2% diventa meno credibile” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.”Considerato che la Commissione Ue sta già contestando i nostri conti, non poteva esserci notizia peggiore. Ora aumenta il rischio di una manovra correttiva, magari sotto forma di eliminazione del bonus di 80 euro e della riduzione delle detrazioni fiscali, fintamente compensate da una pseudo flat tax” conclude Dona.

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Istat: retribuzioni +1,4% su base annua. Bene, ma non basta!

Posted by fidest press agency su martedì, 30 aprile 2019

Secondo i dati Istat resi noti oggi, a marzo l’indice delle retribuzioni contrattuali orarie è aumentato dell’1,4% nei confronti di marzo 2018. Finalmente, grazie ai rinnovi contrattuali e alla fine del blocco degli stipendi dei dipendenti pubblici, fermi dal 2010, le retribuzioni sono state adeguate all’aumento del costo della vita e a marzo sono salite dell’1,4% contro un’inflazione dell’1%, ma siano ancora molto lontani dall’aver recuperato quanto perso in questi anni di crisi e di mancati rinnovi. Senza contare che l’incremento per i dipendenti del settore privato è pari appena allo 0,8% su base annua” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.”Se gli stipendi restano troppo a lungo al palo, il reddito delle famiglie in termini reali non può che scendere ed i consumi ristagnare. Ecco perché vanno ripristinati meccanismi automatici di adeguamento al costo della vita, come la scala mobile all’inflazione programmata” prosegue Dona.
“Il potere d’acquisto delle famiglie delle famiglie nel 2018 è ancora inferiore del 6,6% rispetto al 2007, del 5,4% nel confronto con il 2008 e del 3,5% con riferimento al 2009” conclude Dona.

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Istat: ad aprile scende fiducia consumatori

Posted by fidest press agency su lunedì, 22 aprile 2019

Secondo i dati Istat resi noti oggi, ad aprile scende la fiducia dei consumatori da 111,2 a 110,5. “Dati allarmanti!” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori. “Purtroppo peggiorano sia le attese sulla situazione economica dell’Italia, che crollano da -21,2 a -24,4, sia il giudizio sulla situazione economica della famiglia, che scende da -21,9 a -22,6, sia la possibilità futura di risparmio (da -22 a -24,5), sia le opportunità di acquistare beni durevoli, che precipitano da -51,7 a -58,5. Un dato, quest’ultimo, che certo non fa ben sperare sulla voglia di fare acquisti degli italiani” prosegue Dona.”I pochi dati, positivi, come il lieve miglioramento del giudizio sulla situazione economica dell’Italia, da -67,8 a -67,2 non compensano certo quelli negativi” conclude Dona.

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Istat: ad aprile scende fiducia consumatori

Posted by fidest press agency su sabato, 20 aprile 2019

Secondo i dati Istat resi noti oggi, ad aprile scende la fiducia dei consumatori da 111,2 a 110,5.”Dati allarmanti!” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.”Purtroppo peggiorano sia le attese sulla situazione economica dell’Italia, che crollano da -21,2 a -24,4, sia il giudizio sulla situazione economica della famiglia, che scende da -21,9 a -22,6, sia la possibilità futura di risparmio (da -22 a -24,5), sia le opportunità di acquistare beni durevoli, che precipitano da -51,7 a -58,5. Un dato, quest’ultimo, che certo non fa ben sperare sulla voglia di fare acquisti degli italiani” prosegue Dona.”I pochi dati, positivi, come il lieve miglioramento del giudizio sulla situazione economica dell’Italia, da -67,8 a -67,2 non compensano certo quelli negativi” conclude Dona.

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Industria: Istat, sale produzione, +0,8% a febbraio

Posted by fidest press agency su venerdì, 12 aprile 2019

Secondo i dati resi noti oggi dall’Istat, la produzione industriale a febbraio sale dello 0,8% su base mensile e dello 0,9% su base annua.”Una buona notizia. Dopo i crolli di fine 2018, l’anno nuovo prosegue con un andamento positivo, anche se la variazione è ancora negativa rispetto ai dati grezzi della produzione industriale di novembre 2018 e a maggior di ottobre” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori”E’ positivo, in particolare, il dato dei beni di consumo che salgono del 4,7%, anche se quelli durevoli, vera cartina di tornasole della condizione economica delle famiglie, sono ancora al palo con +0,7%” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.
“Rispetto ai valori pre-crisi del febbraio 2008, poi, si è ancora sotto del 30% (-29,8%) per la produzione di beni durevoli, una voragine da colmare. In 11 anni si è perso quasi un quinto della produzione totale, -19,2%” conclude Dona.

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