Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 29 n° 175

Posts Tagged ‘istat’

ISTAT mostra un quadro del nostro paese allarmante

Posted by fidest press agency su venerdì, 19 maggio 2017

librantiLo dichiara in una nota il Segretario Generale della UIL FPL Michelangelo Librandi. I giovani in continua diminuzione hanno difficoltà ad inserirsi nel mercato del lavoro. Certamente anche il blocco del turn over nella Pubblica Amministrazione, che prosegue ormai da anni, ha contribuito ad aumentare la disoccupazione giovanile. Senza un ricambio generazionale i dipendenti pubblici sono calati nel 2015 del 6,9% rispetto a quelli in servizio nel 2007, in valore assoluto la riduzione è di 237.220 dipendenti, si è innalzata l’età media ben sopra i 50 anni dei lavoratori; tutto questo ha causato come ovvia conseguenza una progressiva riduzione della quantità e qualità dei servizi offerti ai cittadini. Un altro dato allarmante è certamente l’aumento delle persone che rinunciano alle prestazione sanitarie, passate, per esempio, nel caso delle visite specialiste dal 4 al 6,5% in pochi anni. Una situazione al limite che stiamo denunciando da anni ricordando – continua Librandi – che il Ssn è stato sottoposto negli ultimi anni a notevoli restrizioni finanziarie, di personale (40.000 in meno del personale SSN negli ultimi 6 anni) e strutturali, soprattutto nelle regioni sottoposte a Piano di Rientro, che stanno producendo effetti preoccupanti sulla capacità di erogare i servizi e sul funzionamento stesso contribuendo ad alimentare le gravi disomogeneità presenti tra le varie Regioni e di conseguenza l’equità del sistema. Pensiamo sia davvero arrivato il momento – prosegue Librandi – di investire nella pubblica amministrazione. Un primo passo è stato fatto con la stabilizzazione dei precari con un piano straordinario per le assunzioni che coprirà il triennio che va dal 2018 al 2020 (parliamo di una possibile platea di circa 50.000 nuovi ingressi stabili) frutto dell’accordo del 30 Novembre 2016 tra Uil, Cgil, Cisl ed il Governo che sarà recepito nel prossimo Testo Unico del Pubblico Impiego nei prossimi giorni. Adesso – conclude Librandi- si deve chiudere la partita del rinnovo dei contratti ricordando che oltre 3 milioni di lavoratori hanno subito una progressiva e costante perdita del potere di acquisto negli ultimi 8 anni. (foto: librandi)

Posted in Spazio aperto/open space | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

I dati dell’Istat confermano il disastro della politica economica italiana

Posted by fidest press agency su giovedì, 18 maggio 2017

istat“Ha poco da esultare il ministro Padoan. I dati dell’Istat confermano il disastro della sua politica economica. L’Italia cresce nel primo trimestre del 2017, rispetto al trimestre precedente, dello 0,2%, mentre la media dell’eurozona è dello 0,5% (più del doppio) e addirittura la Germania cresce dello 0,6% e la Spagna dello 0,8% (rispettivamente il triplo e il quadruplo).
Altro che previsioni in linea con le attese. Di questo passo sarà difficile che l’Italia raggiunga quell’1,1% di crescita del Pil auspicato dal governo per il 2017, tanto più che il debito, in continuo aumento (a marzo 2017 al livello più alto della storia, pari a 2.260 miliardi di euro), rappresenta una zavorra sempre più pesante per i nostri conti pubblici Allo stesso modo, il ministro Padoan ha già perso, ma non è per noi una novità, il suo braccio di ferro con la Commissione europea per il dimezzamento dell’aggiustamento dei conti richiesto al governo italiano a ottobre. Non basta la ‘manovrina’ in discussione in questi giorni in Parlamento: in autunno servirà una correzione dei conti di circa 30-40 miliardi, che il governo andrà a chiedere, come sempre, agli italiani.Altro che riduzione della pressione fiscale: saremo ancora una volta chiamati a tirare la cinghia per pagare le mance elettorali e i bonus di più di tre anni di governi Renzi-Gentiloni”.

Posted in Economia/Economy/finance/business/technology, Spazio aperto/open space | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Istat: stangata da 772 euro x coppia con 2 figli; la top ten delle città più care

Posted by fidest press agency su martedì, 16 maggio 2017

istatL’Istat non conferma i dati preliminari relativi all’inflazione di aprile, registrando un ulteriore aumento da +1,8% a +1,9% su base annua e da +0,3% a +0,4% su base mensile.
“Il balzo dei prezzi è dovuto anche alle solite speculazioni legate alla Pasqua e al ponte del 25 aprile. Ma al di là di questi fattori stagionali, ci preoccupa molto di più il rialzo dei beni energetici regolamentati, come luce e gas, che gravano pesantemente su tutti i bilanci delle famiglie, anche di quelle che non possono permettersi vacanze” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.
Il rialzo dei prezzi a +1,9%, per una coppia con due figli, la classica famiglia italiana, significa avere una maggior spesa annua di 772 euro, 136 euro per il solo carrello della spesa, ossia per la spesa di tutti i giorni. Per l’inesistente famiglia tipo Istat da 2,4 componenti, significa pagare, in termini di aumento del costo della vita, 570 euro in più nei dodici mesi (107 per il carrello della spesa), per una coppia con 1 figlio la stangata è di 678 euro in più su base annua.
Per un pensionato con più di 65 anni, la maggior spesa è pari a 374 euro, 382 euro per un single con meno di 35 anni, 553 euro per una coppia senza figli con meno di 35 anni
Resi noti oggi i dati relativi all’inflazione dei capoluoghi di regione e delle province autonome, in base ai quali l’Unione Nazionale Consumatori ha stilato la top ten delle città più care d’Italia (cfr tabella n. 2) in termini di aumento del costo della vita.
In testa alla classifica, Bolzano, dove l’inflazione del 2,6% si traduce in una stangata, per una famiglia di 4 persone, pari a 1406 euro su base annua. Segue Milano, dove l’inflazione a 2,4 determina un aumento del costo della vita pari a 1232 euro e Venezia, dove il rialzo dei prezzi del 2,5% comporta una maggior spesa annua di 1007 euro.
L’Istat non conferma i dati preliminari relativi all’inflazione di aprile, registrando un ulteriore aumento da +1,8% a +1,9% su base annua e da +0,3% a +0,4% su base mensile.
“Il balzo dei prezzi è dovuto anche alle solite speculazioni legate alla Pasqua e al ponte del 25 aprile. Ma al di là di questi fattori stagionali, ci preoccupa molto di più il rialzo dei beni energetici regolamentati, come luce e gas, che gravano pesantemente su tutti i bilanci delle famiglie, anche di quelle che non possono permettersi vacanze” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.
Il rialzo dei prezzi a +1,9%, per una coppia con due figli, la classica famiglia italiana, significa avere una maggior spesa annua di 772 euro, 136 euro per il solo carrello della spesa, ossia per la spesa di tutti i giorni. Per l’inesistente famiglia tipo Istat da 2,4 componenti, significa pagare, in termini di aumento del costo della vita, 570 euro in più nei dodici mesi (107 per il carrello della spesa), per una coppia con 1 figlio la stangata è di 678 euro in più su base annua.
Per un pensionato con più di 65 anni, la maggior spesa è pari a 374 euro, 382 euro per un single con meno di 35 anni, 553 euro per una coppia senza figli con meno di 35 anni
Resi noti oggi i dati relativi all’inflazione dei capoluoghi di regione e delle province autonome, in base ai quali l’Unione Nazionale Consumatori ha stilato la top ten delle città più care d’Italia (cfr tabella n. 2) in termini di aumento del costo della vita.
In testa alla classifica, Bolzano, dove l’inflazione del 2,6% si traduce in una stangata, per una famiglia di 4 persone, pari a 1406 euro su base annua. Segue Milano, dove l’inflazione a 2,4 determina un aumento del costo della vita pari a 1232 euro e Venezia, dove il rialzo dei prezzi del 2,5% comporta una maggior spesa annua di 1007 euro.

Posted in Cronaca/News, Spazio aperto/open space | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Disoccupazione: dati Istat falsati?

Posted by fidest press agency su lunedì, 15 maggio 2017

istat“Il Governo deve prendere atto di quanto emerso dalle verifiche della BCE. L’emergenza lavoro in Italia è più grave di quanto dicono i dati Istat poiché basati su inadeguati calcoli statistici. Addirittura è sufficiente aver lavorato un’ora in una settimana per essere registrati tra gli occupati ai fini del calcolo del tasso di disoccupazione. Non si tiene inoltre conto di quanti hanno smesso di cercare un lavoro perché demoralizzati dall’assenza di domanda e del gran numero di “sottoccupati” che non per scelta lavora part-time. Ho presentato un’ urgente interrogazione al Ministro Poletti per sollecitare serie politiche del lavoro di contrasto in particolare alla disoccupazione giovanile, che negli anni ha continuato a crescere mettendo in luce un peggioramento strutturale che diventa sempre più difficile da curare ”. E’ quanto dichiara il deputato di Fratelli d’Italia-Alleanza nazionale Walter Rizzetto, vicepresidente della commissione Lavoro. ‎

Posted in Spazio aperto/open space, Welfare/ Environment | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Pil: Istat, segnali ancora positivi, ma in decelerazione

Posted by fidest press agency su sabato, 6 maggio 2017

istatSecondo la nota mensile di aprile resa nota oggi dall’Istat, l’indicatore anticipatore rimane positivo ma evidenzia una decelerazione.
“Traducendo il linguaggio ufficiale dell’Istat, vuol dire che le cose invece di migliorare stanno peggiorando. Anche gli indicatori che restano positivi, infatti, registrano un rallentamento rispetto all’inizio dell’anno” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.
“La nota ci dice che la crescita della spesa per consumi delle famiglie ha subito una frenata, la crescita dell’occupazione è risultata più moderata, il volume delle vendite al dettaglio ha registrato una diminuzione, l’inflazione, che riduce il potere d’acquisto delle famiglie, ha evidenziato un significativo rimbalzo e anche se il clima di fiducia dei consumatori rimane stabile, diminuisce il clima economico. Solo il fatturato e gli ordinativi dell’industria registrano variazioni positive” prosegue Dona.
“Insomma, saremo usciti tecnicamente dalla recessione, ma le cose vanno decisamente male” conclude Dona.

Posted in Economia/Economy/finance/business/technology, Spazio aperto/open space | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Inflazione: stangata da 684 euro

Posted by fidest press agency su lunedì, 1 maggio 2017

istatSecondo i dati provvisori di aprile resi noti oggi dall’Istat, l’indice nazionale dei prezzi al consumo per l’intera collettività (NIC) registra un aumento dell’1,8% su base annua, dall’1,4% di marzo. “Una stangata per le famiglie italiane, con un’accelerazione dei prezzi molto preoccupante” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori. “Per una coppia con due figli, la classica famiglia italiana, l’inflazione all’1,8% significa avere una maggior spesa annua di 684 euro” prosegue Dona.
Secondo i calcoli dell’associazione, se l’incremento dei prezzi dell’1,8% significa pagare, in termini di aumento del costo della vita, per l’inesistente famiglia tipo Istat da 2,4 componenti, 540 euro in più nei dodici mesi, per una coppia con 1 figlio la stangata è di 642 euro in più su base annua. Per un pensionato con più di 65 anni, la maggior spesa è pari a 355 euro, 362 euro per un single con meno di 35 anni, 524 euro per una coppia senza figli con meno di 35 anni.

Posted in Economia/Economy/finance/business/technology, Spazio aperto/open space | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Cattive notizie anche sul fronte della crescita

Posted by fidest press agency su giovedì, 20 aprile 2017

istatSempre secondo l’Istat, servirebbe uno scatto dell’economia per poter centrare gli obiettivi di crescita del Pil previsti dal governo per il 2017. Come dire che l’obiettivo di una crescita del Pil pari al +1,1% scritto nel Def è da libro dei sogni.La conferma è arrivata ieri dal Fondo Monetario, che ha stimato il tasso di crescita del Pil italiano a +0,8%, ben tre decimi di punto in meno rispetto alla stima del governo.
Ancora peggiori i dati sulla condizione economica delle famiglie italiane, un vero e proprio dramma sociale. Nel 2016 l’indice di disagio è peggiorato, oggi coinvolge l’11,9% della popolazione italiana. Estremamente preoccupante è l’elevato disagio economico per le famiglie del Mezzogiorno, per quelle monogenitore con figli minori e per quelle che hanno a capo una persona in cerca di occupazione o con occupazione solo part time.Ancora, secondo l’Istat in Italia ci sono 1 milione 250 mila minori in condizione di grave deprivazione, pari al 12,3% della popolazione con meno di 18 anni. Un dato terribile. E sono 7 milioni 209 mila le persone che vivono in famiglie in grave deprivazione materiale, ovvero in seria difficoltà economica.Quello che emerge oggi è quindi il quadro di una società composta da famiglie che non solo non hanno più lavoro, ma faticano addirittura a procurarsi il cibo.Se a tutto questo ci aggiungiamo il ritorno dello spread, ormai stabilmente al di sopra dei 200 punti base, il quadro del disastro compiuto dalle politiche economiche degli ultimi governi di sinistra è completo. Ci chiediamo che fine abbiano fatto le tanto sbandierate misure di contrasto alla povertà e all’esclusione sociale. Tante promesse fatte dal governo, quando la cruda realtà è fatta di milioni di italiani che ogni giorno non sanno come fare per mettere assieme il pranzo con la cena”.

Posted in Spazio aperto/open space, Welfare/ Environment | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Indice di vecchiaia in Italia

Posted by fidest press agency su lunedì, 17 aprile 2017

034-Figura di vecchio seduto addormentato con mani strette a pugno chiuso, 1944, Carboncino, cm 1“I dati Istat diffusi oggi ci confermano la marcia oramai inarrestabile della longevità di massa”, dichiara il Presidente di Senior Italia FederAnziani, Roberto Messina. “L’istituto di statistica ci dice che oggi l’indice di vecchiaia è pari a 159,9, ma per comprendere appieno il livello di allarme dobbiamo tener presente che nel 2050 questo dato salirà a 262,8. Questo significherà” – prosegue Messina – “aumento dei costi pensionistici e sanitari, sostenibilità fiscale a rischio e aumento del rapporto debito/PIL. Sappiamo che a valore reale attuale l’aumento della popolazione anziana richiederà da qui al 2060 un incremento della spesa sanitaria di 37,8 miliardi di euro. A fronte di tale scenario il nostro sistema appare impreparato ad affrontare una sfida di tale portata, considerate le difficoltà che già oggi gli anziani incontrano nell’accesso a cure adeguate ed omogenee su tutto il territorio nazionale. Occorre adeguare l’offerta di servizi socio-assistenziali e sanitari ai reali bisogni di salute presenti e futuri, acquisendo maggiore consapevolezza delle esigenze della popolazione anziana. Una consapevolezza” – conclude Messina – “che ci sembra oggi tutt’altro che acquisita dai decisori di ogni livello”.

Posted in Welfare/ Environment | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Istruzione: Fotografia Istat boccia l’Italia

Posted by fidest press agency su domenica, 16 aprile 2017

istatL’Istituto nazionale di statistica ha pubblicato il rapporto ‘Noi Italia’: nella graduatoria delle persone di 25-64 anni con livello d’istruzione non elevato, il nostro Paese ha un’incidenza quasi doppia rispetto all’Ue28 (rispettivamente 40,1% e 23,5%)”. Inoltre, in Europa il nostro Paese continua a ricoprire l’ultima posizione, 25,3% contro il 38,7% della media Ue28. Sugli abbandoni scolastici siamo al quartultimo posto (14,7% contro una media Ue28 dell’11%). Peggio di noi solo Romania, Malta e Spagna. Per la quota di Neet siamo al top in Europa con 2,2 milioni i giovani di 15-29 anni che nel 2016 non studiano e neppure lavorano.L’Ufficio studi Anief ricorda che l’Italia già nel 2000 spendeva il 2,8% in meno della sua spesa pubblica rispetto alla media OCSE (Italia 9,8% – Ocse 12,6%): dieci anni fa era sempre all’ultimo posto persino tra i Paesi G20 (32° posto) con un -4,1% (Italia 8,9% – Ocse 13,0%). Né la situazione è migliorata in rapporto al P.I.L.: -0,9% nel 2000 (Italia 4,5% – Ocse 5,4%) e -1,6% nel 2010 (Italia 4,7% – Ocse 6,3%), dove ci collocavamo al terzultimo posto (31°). Inoltre, siamo l’unico Paese dell’Ocse che dal 1995 non ha aumentato la spesa per studente nella scuola primaria e secondaria a dispetto di un aumento in media del 62% degli altri. Nell’ultimo periodo sono, persino, aumentate dal 25% al 100% le tasse richieste dagli atenei.Marcello Pacifico (Cisal-Anief): bisogna incentivare gli sforzi, innanzitutto, sul fronte della dispersione scolastica, maggiorando gli organici delle aree a rischio, migliorando l’orientamento e innalzando l’obbligo formativo fino alla maggiore età. Quello che i nostri governanti non hanno compreso è che si deve spendere più per la formazione: perché, nella cultura, nella ricerca, nella scuola, nell’università ogni finanziamento non è una spesa, ma un investimento per rilanciare lo sviluppo economico del Paese. Spendere per formare capitale umano significa credere nella capacità civilizzatrice e lavorativa dell’uomo, gettare le basi per la costruzione di una società equa e solidale e per il rilancio dell’economia nazionale.

Posted in Cronaca/News, scuola/school | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Istat: famiglie non hanno fiducia

Posted by fidest press agency su giovedì, 13 aprile 2017

istatL’Istat conferma di dati secondo i quali il potere di acquisto ed il reddito disponibile delle famiglie nel 2016 sono aumentati dell’1,6%, mentre la spesa per consumi finali è salita dell’1,3 per cento.
“Il fatto che la spesa per consumi sia salita in misura inferiore rispetto al reddito disponibile, dimostra che anche le famiglie che riescono ad arrivare a fine mese sono restie a mettere mano al portafoglio, non avendo fiducia nel futuro. L’incertezza per la propria condizione economica ed il rischio di manovre correttive non facilita la ripresa, riducendo la propensione al consumo” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.
“Quanto al rialzo del potere d’acquisto, è merito solo della deflazione, che non si registrava dal 1959. La cosa più grave, comunque, è che la situazione peggiora invece di migliorare: la spesa per consumi finali, infatti, scende dal +1,5% del 2015 al + 1,3% del 2016” conclude Dona.

Posted in Spazio aperto/open space, Welfare/ Environment | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Unione Naz. Consumatori su Istat vendite: italiani mangiano meno

Posted by fidest press agency su sabato, 8 aprile 2017

istatSecondo i dati Istat, a febbraio si registra una flessione rispetto al mese precedente dello 0,3% in valore e dello 0,7% in volume ed una diminuzione rispetto all’anno precedente dell’1% in valore e del 2,4% in volume.
“Lo avevamo detto che il dato di gennaio, quando si era registrato rispetto a dicembre un rialzo in valore dell’1,4%, il più ampio da cinque anni, era solo un rimbalzo tecnico. Il dato di oggi ci riporta, purtroppo, alla dura realtà: calano tutte le vendite, sia su base mensile che su base annua, sia in volume che in valore” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.
“In particolare, è allarmante l’ennesima riduzione delle vendite alimentari: il crollo annuo in volume del 4,8% significa che gli italiani non solo hanno ridotto gli sprechi, ma stanno letteralmente mangiando di meno” prosegue Dona.
“Non si salva nessuno: scendono le vendite di ipermercati, supermercati e persino discount, che finora erano gli unici ad aver retto e che ora, invece, registrano un calo dell’1,2 per cento” conclude Dona.

Posted in Spazio aperto/open space | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Istat: Italia peggiora

Posted by fidest press agency su venerdì, 7 aprile 2017

istatSecondo la nota mensile resa nota oggi dall’Istat, l’Italia peggiora. “L’Istat ci ricorda oggi, nella nota mensile, che tutti i principali indicatori stanno peggiorando. Nell’ultimo trimestre, rispetto al precedente: potere d’acquisto -0,9%, reddito disponibile -0,6%, vendite al dettaglio in volume -0,2%. A gennaio, su base congiunturale, è scesa la produzione industriale (-2,3%), fatturato -3,5%, ordinativi -2,9%, costruzioni -3,8%. L’occupazione conferma la pausa nel processo di crescita. Insomma, un quadro desolante e sconfortante” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori. “Evidentemente le ricette finora seguite per rilanciare l’economia non stanno funzionando” conclude Dona.

Posted in Economia/Economy/finance/business/technology, Spazio aperto/open space | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Istat: stipendio lavoratori pubblici fermo da sei anni

Posted by fidest press agency su martedì, 21 marzo 2017

istatScorrendo l’ultimo dossier dell’Istituto nazionale di Statistica sulle retribuzioni contrattuali emerge che per gli statali, dal comparto della scuola a quello delle forze dell’ordine, la variazione nel 2016 è pari a zero rispetto a sei anni prima, con l’unica eccezione dei vigili del fuoco che hanno ottenuto un aumento del 3,1%. Il mancato incremento stride non poco, sia rispetto alla media degli stipendi regolati dai Ccnl, aumentati in media del 7,1%, sia rispetto al costo della vita, che nello stesso periodo ha galoppato fino a sfiorare i 20 punti percentuali. Per questo motivo, gli 85 euro lordi d’incremento che la parte pubblica si appresta a concedere a ogni dipendente, è solo un acconto: copre solo un terzo rispetto a quello che dovrebbe essere corrisposto. Per tali ragioni, per recuperare il maltolto, Anief ha deciso di chiedere ai lavoratori di inviare la diffidaal Ministero di competenza.Marcello Pacifico (Anief-Cisal): di fatto lo stipendio rimarrà sostanzialmente fermo fino al 2021; per questi motivi, Anief sta depositando i ricorsi per recuperare come aumento da settembre 2015 la metà del costo dell’inflazione prevista per legge, certificata dalla Ragioneria dello Stato, per garantire la progressione di carriera a tutti fin dal terzo anno di servizio. Neo-assunti: è importante che inviino entro agosto la diffida per interrompere la prescrizione quinquennale, per l’impugnazione dei decreti di ricostruzione di carriera.

Posted in Welfare/ Environment | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Unione Naz. Consumatori su inflazione

Posted by fidest press agency su venerdì, 17 marzo 2017

istatSecondo i dati definitivi di febbraio resi noti dall’Istat, l’indice nazionale dei prezzi al consumo per l’intera collettività (NIC) registra un aumento dell’1,6% su base annua, mentre il carrello della spesa segna un rialzo del 3,1%.”Per una coppia con due figli, la classica famiglia italiana, il balzo dell’inflazione all’1,6% significa avere una maggior spesa annua di 608 euro, 234 euro per il solo carrello della spesa, ossia per la spesa di tutti i giorni” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.
Secondo i calcoli dell’associazione, se l’incremento dei prezzi dell’1,6% significa pagare, in termini di aumento del costo della vita, per l’inesistente famiglia media Istat da 2,4 componenti, 480 euro in più nei dodici mesi (184 per il carrello della spesa), per una coppia con 1 figlio la stangata è di 571 euro in più su base annua (219 per la spesa di tutti i giorni).
Per un pensionato con più di 65 anni, la maggior spesa è pari a 315 euro, 322 euro per un single con meno di 35 anni, 466 euro per una coppia senza figli con meno di 35 anni
L’Unione Nazionale Consumatori ha poi stilato la classifica delle città più care d’Italia. In testa alla classifica delle città più care d’Italia, Bolzano, dove l’inflazione del 2,2% si traduce in una batosta, per una famiglia di 4 persone, pari a 1190 euro su base annua. Segue Milano, dove l’inflazione del 2,1% determina un aumento del costo della vita pari a 1078 euro e Trento, dove il rialzo dei prezzi del 2,2% comporta una maggior spesa annua di 896 euro.

Posted in Cronaca/News, Economia/Economy/finance/business/technology | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Istat industria: dal 2008 beni durevoli -40,1%

Posted by fidest press agency su mercoledì, 15 marzo 2017

istatSecondo i dati resi noti dall’Istat, la produzione industriale a gennaio diminuisce del 2,3% rispetto a dicembre e dello 0,5% rispetto a gennaio 2016, nei dati corretti per effetto di calendario.”Dopo i dati molto positivi di dicembre, si assiste all’ennesima inversione di tendenza, che attesta come l’Italia non sia affatto uscita dal tunnel della crisi” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.
“In particolare ci preoccupa il crollo su base annua dei beni di consumo durevoli, scesi del 5,7%. E’ la dimostrazione che le famiglie si possono permettere solo la spesa di tutti i giorni e sono costrette a rinviare gli acquisti dei beni più costosi” conclude Dona.Secondo lo studio dell’associazione di consumatori, dal gennaio 2008 ad oggi la produzione dei beni di consumo durevoli ha registrato un tracollo del 40,1%, a fronte di una riduzione della produzione industriale del 23,1%. Più moderata la diminuzione dei beni di consumo non durevoli, scesi del 12,2 per cento.

Posted in Economia/Economy/finance/business/technology, Spazio aperto/open space | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Prezzi: Istat: inflazione febbraio 1,5%, top da 4 anni

Posted by fidest press agency su mercoledì, 1 marzo 2017

istatSecondo i dati provvisori di febbraio resi noti oggi dall’Istat, l’indice nazionale dei prezzi al consumo per l’intera collettività (NIC) registra un rialzo dell’1,5% su base annua, il tasso più alto da marzo 2013.
“Il balzo dell’inflazione all’1,5% significa, per una coppia con due figli, la classica famiglia italiana, avere una maggior spesa annua di 570 euro. Nulla di buono, insomma! Anche perché il rialzo dei prezzi non dipende da una ripresa della domanda, ma dalle speculazioni su frutta e verdura e dal rialzo dei beni energetici non regolamentati. Insomma abbiamo importato inflazione” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.
Secondo i calcoli dell’associazione, se l’incremento dei prezzi dell’1,5% significa pagare, in termini di aumento del costo della vita, per l’inesistente famiglia media Istat da 2,4 componenti, 450 euro in più nei dodici mesi, per la tradizionale famiglia con 2 figli significa sborsare 570 euro in più su base annua.
Per un coppia con 1 figlio, la maggior spesa è pari a 535 euro, 295 per un pensionato con più di 65 anni, 301 euro per un single con meno di 35 anni, 436 euro per una coppia senza figli con meno di 35 anni.

Posted in Economia/Economy/finance/business/technology, Spazio aperto/open space | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Istat: inflazione a gennaio al top da tre anni e mezzo

Posted by fidest press agency su giovedì, 23 febbraio 2017

istatSecondo i dati definitivi di gennaio resi noti oggi dall’Istat, l’indice nazionale dei prezzi al consumo per l’intera collettività (NIC) registra un rialzo dello 1% su base annua, il valore maggiore da 3 anni e mezzo.
“Il rialzo dell’inflazione all’1% significa, per una coppia con due figli, la classica famiglia italiana, avere una maggior spesa annua di 380 euro. Una cifra che non tutti possono permettersi di sborsare” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.
Secondo i calcoli dell’associazione, infatti, se l’incremento dei prezzi dell’1% significa pagare, in termini di aumento del costo della vita, per l’inesistente famiglia media Istat da 2,4 componenti, 300 euro in più nei dodici mesi, per la tradizionale famiglia con 2 figli significa sborsare 380 euro in più su base annua.
Per un coppia con 1 figlio, la maggior spesa è pari a 257 euro, 197 per un pensionato con più di 65 anni, 201 euro per un single con meno di 35 anni, 291 euro per una coppia senza figli con meno di 35 anni (cfr tabella n. 1).
L’Unione Nazionale Consumatori ha poi stilato la classifica delle città più care d’Italia. Nessun capoluogo di regione risulta in deflazione (cfr. tabella n. 2). In testa alla classifica delle città più care d’Italia, Bolzano, dove l’inflazione del 2,1% si traduce in una stangata per una famiglia di 4 persone, pari a 1136 euro su base annua. Segue Trieste, dove l’inflazione del 2,2% determina un aumento del costo della vita pari a 886 euro e Milano, dove il rialzo dei prezzi dell’1,4% comporta una maggior spesa annua di 719 euro.

Posted in Economia/Economy/finance/business/technology | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Casalinghe: lavoratrici ignorate dall’Istat

Posted by fidest press agency su mercoledì, 8 febbraio 2017

istatIn Italia oltre 7 milioni e mezzo di donne si dedicano a tempo pieno alla famiglia, producendo valore economico. Secondo la Consulta la casalinga è una lavoratrice che, pur non percependo reddito monetizzato, svolge un’attività suscettibile di valutazione economica che non si esaurisce nell’espletamento delle sole faccende domestiche, ma si estenda lato sensu al coordinamento della vita familiare. “Eppure ISTAT definisce queste lavoratrici ‘improduttive’ e ‘Inattive’ offendendo cosi queste cittadine, dichiara Federica Rossi Gasparrini presidente di Federcasalinghe”. “Da tempo – ribadisce – portiamo avanti contro l’istituto di statistica italiano una battaglia di civiltà e giustizia. Anche l’ultimo incontro non è stato risolutivo, anche se costruttivo – continua Rossi Gasparrini – abbiamo infatti ottenuto un’apertura: l’ISTAT avvierà un libero approfondimento sul valore economico del lavoro familiare svolto dalle “casalinghe”.
“Tale valutazione, prima in Europa – prosegue Rossi Gasparrini – sarà la base da cui partire per modificare l’inserimento offensivo delle mamme a tempo pieno sotto la dicitura improduttive e inattive, che è davvero assurda”
“Poi – conclude la Presidente di Federcasalinghe – partiremo all’attacco di Eurostat e dell’Europa, matrigna storica del valore del lavoro familiare, perché non retribuito e ostile verso l’apertura di diritti a queste cittadine.

Posted in Welfare/ Environment | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Crescita dell’inflazione

Posted by fidest press agency su domenica, 5 febbraio 2017

istatLa crescita dell’inflazione registrata dall’Istat in questo Gennaio (+ 0.9% rispetto all’anno precedente) è determinata anche dall’impennata dei prezzi dei prodotti alimentari (in particolare di frutta e verdura); ma se è vero che l’aumento del carrello della spesa dipende anche da fattori ambientali, è altrettanto vero che è causato anche da dei meccanismi di filiera decisamente retrogradi e spesso al limite della legalità.
L’Agricoltura infatti ha bisogno di riforme strutturali che le permettano di rilanciarsi; e la razionalizzazione della filiera è certamente parte di questo percorso. Come Confeuro siamo assolutamente disponibili a fornire tutto il nostro contributo e quello dei nostri operatori per supportare il primario nel suo balzo in avanti, ma prima di tutto è necessario che l’esecutivo comprenda la gravità della situazione attuale e decida finalmente di affrontarla.

Posted in Economia/Economy/finance/business/technology, Spazio aperto/open space | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Prezzi: Istat, a dicembre balzo per spesa di tutti i giorni

Posted by fidest press agency su giovedì, 5 gennaio 2017

istatSecondo i dati provvisori resi noti oggi dall’Istat, a dicembre vi è un rincaro sia dei prezzi del carrello della spesa (+0,6% su base annua, da -0,1% di novembre) sia dei beni ad alta frequenza di acquisto (+1%, da +0,5% di novembre).
“Il rialzo dei prezzi di fine anno ci preoccupa, perché riguarda quei beni necessari che la massaia acquista tutti i giorni” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori. Secondo i calcoli dell’associazione, l’incremento tendenziale dell’1% dei prezzi dei beni ad alta frequenza di acquisto significa pagare, in termini di aumento del costo della vita, per una tradizionale famiglia, una coppia con 2 figli, 153 euro in più su base annua. Una coppia con 1 figlio pagherà nei dodici mesi 143 euro in più, un pensionato con più di 65 anni sborserà 79 euro, 81 euro un single con meno di 35 anni, 117 euro una coppia senza figli con meno di 35 anni. Per quanto riguarda l’aumento dei prezzi dello 0,6% dei beni alimentari, per la cura della casa e della persona, l’aggravio di spesa annuo sarà pari a 46 euro per una coppia con 2 figli, 43 euro per una coppia con 1 figlio, 24 euro per un pensionato con più di 65 anni.

Posted in Economia/Economy/finance/business/technology, Spazio aperto/open space | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »