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Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 341

Posts Tagged ‘istat’

Pil: Istat, +15,9% nel terzo trimestre 2020

Posted by fidest press agency su venerdì, 4 dicembre 2020

Secondo l’Istat, il Pil italiano nel terzo trimestre del 2020 è salito del 15,9% rispetto al trimestre precedente.”Peggiorano le stime dell’Istat rispetto a quelle diffuse un mese fa. Un fatto che sarebbe poco importante, visto che si superano comunque abbondantemente le previsioni del ministro Gualtieri di un rialzo, nel terzo trimestre, superiore al 13,5% e che si tratta di uno scostamento minimo di 0,2 punti percentuali, se non fosse per il fatto che indicano già un peggioramento negli ultimi dati giunti all’Istat” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.”La preoccupazione, visto il nuovo lockdown iniziato con il Dpcm del 3 novembre, è che non sia più così scontato avere a fine anno una caduta del Pil ad una sola cifra, se il nuovo Dpcm non consentirà un allentamento anche minimo delle misure restrittive e una riapertura delle attività almeno sotto Natale” conclude Dona.

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Istat: scende a novembre la fiducia dei consumatori

Posted by fidest press agency su domenica, 29 novembre 2020

Secondo i dati Istat resi noti oggi, a novembre la fiducia dei consumatori scende da 101,7 a 98,1.”Dati disastrosi, anche se scontati, visto che l’Italia con il Dpcm del 3 novembre è tornata in lockdown. Senza fiducia non si fa da nessuna parte. Se si ha paura del futuro, infatti, non si investe e non si spende anche se si hanno i soldi. Bisogna che si esca al più presto dalla pandemia e che il vaccino diventi una speranza concreta, altrimenti il Paese non potrà risollevarsi e i dati sul clima della fiducia si tradurranno in un crollo reale dei consumi” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.”Impressionante il dato relativo alle attese sulla situazione economica dell’Italia, che precipita da -26,8 di ottobre a -46,2 di novembre, con una caduta di quasi 20 punti, 19,4 punti. Anche l’opportunità all’acquisto di beni durevoli passa da -53,2 a -72,3, con una salto di 19,1 punti. Rispetto al clima di fiducia pre-Covid siamo in un’altra era geologica. A gennaio era pari a 111,2, cioè ben 13,1 punti percentuali in più rispetto ad ora” conclude Dona.

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Istat: vendite non alimentari -13,5%, propensione -10%

Posted by fidest press agency su sabato, 21 novembre 2020

Secondo l’Istat, nei primi nove mesi del 2020 le vendite non alimentari sono scese del 13,5% e la propensione al risparmio è diminuita di 10 punti rispetto al secondo trimestre 2019.”Dati shock. La diminuzione della propensione marginale al risparmio di ben 10 punti, attesta che manca la fiducia dei consumatori e che, anche quelli che se lo possono permettere, preferiscono risparmiare piuttosto che spendere, in attesa di tempi migliori. Insomma, meglio tenere i soldi sotto il materasso a fronte di un futuro incerto” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.”L’incertezza dipende ovviamente e prioritariamente dall’andamento della pandemia, ma il Governo avrebbe potuto fare molti di più per migliorare la situazione. I vari bonus non sono bastati a ridare fiducia e a rassicurare gli italiani. Da marzo, ad esempio, denunciamo che la politica dei voucher va nella direzione esattamente opposta a quella che servirebbe. Nessuno prenota una vacanza di questi tempi se poi rischia, in caso di annullamento, di rivedere i suoi soldi solo dopo 1 anno e mezzo. E’ questa la ragione principale del fallimento del bonus vacanze. Il Governo deve cambiare rotta e prendere atto che con bonus a pioggia dati a casaccio non si va da nessuna parte” conclude Dona. (Mauro Antonelli)

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Istat: vendite settembre, -0,8% su mese

Posted by fidest press agency su domenica, 8 novembre 2020

Secondo i dati Istat resi noti oggi, a settembre le vendite al dettaglio scendono dello 0,8% rispetto ad agosto e salgono dell’1,3% su settembre 2019.”Di male in peggio. Dopo che in agosto si era registrato un ottimo rimbalzo, al punto che le vendite avevano già recuperato sui valori pre-Covid di gennaio, sia quelle alimentari che non alimentari, ora si ridiscende. Un dato che sarebbe già allarmante, ma che diventa disastroso se si considera che oggi inizia un nuovo lockdown, che rende questi valori, già negativi, anacronistici, vecchi e superati. Insomma, le nuove chiusure faranno riprecipitare le vendite non alimentari ancora più giù, specie nell’area rossa, ma non solo, visto che i centri commerciali saranno chiusi nei giorni festivi e prefestivi anche nelle zone gialle e arancioni, e, quindi, in tutta Italia” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.Secondo lo studio dell’associazione, le vendite sono stabili rispetto a gennaio 2020, +0,9% quelle alimentari e -0,6% le non alimentari, mentre rispetto a febbraio, ultimo mese pre-lockdown, sono inferiori dello 0,9%, -1% quelle non alimentari.

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Pil: Istat, +16,1% nel terzo trimestre

Posted by fidest press agency su venerdì, 30 ottobre 2020

Secondo l’Istat, il Pil italiano nel terzo trimestre del 2020 è salito del 16,1% rispetto al trimestre precedente.”Bene, ottima notizia e ottimo rimbalzo. Si va persino oltre la previsioni del ministro Gualtieri, secondo il quale il terzo trimestre il Pil congiunturale si sarebbe chiuso con un rialzo superiore al 13,5%. In effetti è superiore, ma di gran lunga” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.”Smentite, per fortuna, le stime più pessimistiche, come quelle dell’Upb e di Bankitalia, di un Pil intorno al 12%. Ora avremo quasi certamente una caduta del Pil a fine anno ad una sola cifra, come ha sempre previsto il Governo. Unico rischio è quello di un nuovo lockdown, che potrebbe far riprecipitare il Paese nel baratro” conclude Dona.

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Istat: l’inflazione resta negativa

Posted by fidest press agency su mercoledì, 21 ottobre 2020

L’Istat conferma oggi che l’inflazione a settembre resta negativa, per il quinto mese consecutivo, rivedendo però al ribasso la stima preliminare: la diminuzione si attesta infatti al -0,7% sul mese e -0,6% sull’anno rispetto al -0,5% previsto.L’inflazione negativa si deve in larga parte ai prezzi dei beni energetici e, in misura minore, dei servizi relativi ai trasporti. Un andamento che, come abbiamo sottolineato, dovrebbe conoscere un’inversione di tendenza alla luce dei dati diffusi da Arera in merito ai costi di energia elettrica e gas nel IV trimestre 2020.Continua a crescere, invece, il tasso relativo al cosiddetto carrello della spesa, in aumento del +1%, a causa principalmente dell’incremento dei prezzi degli alimentari freschi. Questo si traduce, come non ci stanchiamo di ribadire, in un aggravio che pesa soprattutto sulle tasche delle famiglie con redditi medio-bassi, costrette a causa degli aumenti e della delicata situazione determinata dalle ricadute sul piano economico-occupazionale dalla pandemia, a ridurre i propri consumi ai beni essenziali.È evidente e necessario, di fronte a questo andamento, assumere scelte determinate e coraggiose. Per questo bisogna accelerare l’avvio dei piani per la ripresa economica, a partire proprio da interventi destinati al rilancio dell’occupazione e alla promozione dello sviluppo tecnologico.È fondamentale, in tal senso, sfruttare in maniera pronta, attenta e mirata i sostegni messi a disposizione dall’Europa. In tale ottica è improponibile e impensabile non usufruire del MES, specialmente ora che stiamo assistendo a una recrudescenza della pandemia, con un forte aumento dei contagi e una crescente necessità di posti letto. Non sfruttare i fondi messi a disposizione per la sanità in nome di ottuse posizioni è quanto di più deleterio si possa fare per il Paese in questo momento. Per questo rivolgiamo al Governo un appello affinché metta in campo ogni azione per affrontare l’attuale emergenza e riportare l’Italia verso una crescita sostenibile ed equa.

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Istat: sommerso e illegale valgono 211 mld

Posted by fidest press agency su venerdì, 16 ottobre 2020

Secondo i dati resi noti oggi dall’Istat, nel 2018 l’economia non osservata, ossia illegale più sommersa, vale 211 miliardi di euro mentre quella sommersa 191,764 miliardi.”Dati sconfortanti, non degni di un Paese civile. I risultati ottenuti contro l’evasione sono a dir poco deludenti ed insignificanti ed i progressi fatti sono a passo di lumaca. Quanto al lavoro nero, è una battaglia persa, dato che nessuno ha voluto ancora combatterla” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.”Fino a che il lavoratore che denuncia il lavoro in nero rischia di passare per evasore e di dover pagare le tasse arretrate, non si andrà da nessuna parte. Bisogna cambiare le regole, creando un contrasto di interessi” prosegue Dona.”Anche i termini per contestare il licenziamento illegittimo, pari ad appena 60 giorni, sono troppo stringenti e di certo non facilitano l’emersione del fenomeno” conclude Dona.Secondo i dati resi noti oggi, il valore aggiunto generato dal lavoro irregolare nel 2018 è pari a 78 mld e 539 mln, contro gli 80 mld e 234 mln del 2017, ossia appena 1 mld e 695 mln in meno.

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Istat: crollano i consumi e diminuisce fortemente il reddito disponibile delle famiglie

Posted by fidest press agency su sabato, 10 ottobre 2020

Segnali che sicuramente vanno letti alla luce del periodo di lockdown che il Paese ha attraversato, ma che indicano anche la situazione di forte difficoltà che le famiglie stanno fronteggiando.La contrazione del reddito disponibile, infatti, inciderà sull’andamento del mercato, con ripercussioni importanti anche sul versante della produzione.Di fronte a questa situazione è indispensabile che il Governo assuma scelte coraggiose e determinate per superare questa delicata fase storica. E che lo faccia in tempi rapidi. È ormai troppo tempo che si discutono piani e programmi per usufruire dei fondi europei: ora bisogna passare all’azione.Nel dettaglio è necessario predisporre misure strutturali per lo sviluppo, destinate a rilanciare l’economia e l’occupazione.In tale quadro non si può e non si deve lasciare indietro il MES: un’opportunità irripetibile per rimettere in sesto il sistema sanitario, con il duplice vantaggio di disporre di risorse adeguate per far fronte all’emergenza sanitaria, per rendere il servizio sanitario nazionale più efficiente e rispondente alle esigenze dei cittadini, nonché per consentire all’Italia di convogliare le risorse necessarie sugli investimenti indispensabili per la ripresa economica.I provvedimenti adottati e programmati in questa fase non dovranno limitarsi a misure di carattere emergenziale: è importante prevedere misure strutturali capaci di restituire al Paese opportunità di crescita e sviluppo nel medio e lungo periodo.

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Istat: ad agosto +83 mila occupati su luglio

Posted by fidest press agency su giovedì, 8 ottobre 2020

“Un dato positivo. E’ un bene che prosegua l’andamento al rialzo degli occupati, ma il recupero, purtroppo, è troppo lento. Non solo gli occupati sono ancora inferiori di 359 mila e 158 unità rispetto a febbraio 2020, essendo scesi da 23.288,554 mila a 22.929,396, ma quelli a termine sono crollati da 2.926 mila di febbraio a 2.611 di agosto, con una flessione di 315 mila unità, addirittura -341 mila rispetto a gennaio” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori. “Bene, invece, che siano saliti i lavoratori permanenti, +47 mila unità rispetto al dato pre-Covid, da 15.099 mila di febbraio a 15.146 mila di agosto. Certo il dato è falsato dal blocco dei licenziamenti, per cui l’andamento è distorto. Resta, quindi, la preoccupazione di cosa accadrà allo scadere del vincolo legislativo che ha salvaguardato i posti di lavoro anche a fronte di aziende in difficoltà. Il rischio è che, con lo sblocco, ci sia un’ecatombe di lavoratori” conclude Dona.

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Prezzi: Istat, ad agosto -0,5%

Posted by fidest press agency su lunedì, 21 settembre 2020

Secondo i dati definitivi di agosto resi noti oggi dall’Istat, l’inflazione registra un ribasso annuo dello 0,5%, confermando la stima preliminare.”Una buona notizia. Se la causa della deflazione è negativa, il crollo drammatico della spesa delle famiglie per via dell’emergenza Covid, gli effetti sono positivi, dato che la riduzione dei prezzi aiuta le famiglie che faticano ad arrivare alla fine del mese, contenendo la caduta del potere d’acquisto dovuta dalla riduzione del reddito disponibile. Insomma, non vanno confuse le ragioni della deflazione con le sue conseguenze, positive per la casalinga di Voghera che va tutti i giorni a fare la spesa” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.”Per una coppia con due figli la deflazione consente un risparmio di 220 euro su base annua, anche se il carrello della spesa a +0,9% incide ancora sugli acquisti di tutti i giorni, che segnano un aumento di 95 euro, comunque inferiore a luglio quando era pari a a 117 euro. Per una coppia con 1 figlio, la tipologia di nucleo familiare ora più diffusa in Italia, la minor spesa è di 206 euro, anche se il rialzo per le compere quotidiane è di 87 euro (106 a luglio), per una famiglia media la deflazione a 0,5% permette un ribasso del costo della vita complessivamente pari a 172 euro, anche se 71 euro in più vanno spesi per i beni alimentari e per la cura della casa e della persona, anche se inferiori al mese precedente quando erano 88 euro” conclude Dona.Per quanto riguarda le città e le regioni, invece, non tutte, purtroppo, sono in deflazione: 4 regioni e 4 capoluoghi di regione registrano rialzi dei prezzi che, per quanto contenuti, risultano gravi vista l’emergenza che sta attraversando il Paese.Per questo l’Unione Nazionale Consumatori ha stilato l’ormai tradizionale classifica delle città e delle regioni più care d’Italia, in termini di aumento del costo della vita.In testa alla classifica dei capoluoghi e delle città con più di 150 mila abitanti più care (Tabella n.1), Trento, che, scalzando il primato storico di Bolzano, con un’inflazione pari a +0,7%, ha la maggior spesa aggiuntiva, equivalente, per una famiglia media, a 163 euro. Al secondo posto Bolzano, dove il rialzo dei prezzi dello 0,5% determina un aggravio annuo di spesa pari a 159 euro, terza Perugia, dove il +0,5% genera una spesa supplementare, per una famiglia tipo, pari a 119 euro. Chiude la classifica delle città non in deflazione, Napoli, +0,3% e 66 euro. In testa alla classifica delle regioni più costose (Tabella n. 2), con un’inflazione a +0,6%, il Trentino che registra, per una famiglia media, un rialzo pari a 163 euro su base annua. Segue l’Umbria, dove l’incremento dei prezzi pari allo 0,3% implica un incremento del costo della vita pari a 70 euro, terza la Campania (+0,1%), con un rincaro annuo, per la famiglia tipo, di 20 euro, chiude al quarto posto la Calabria: +0,1% pari a 19 euro. (by Mauro Antonelli)

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Industria: Istat, produzione luglio +7,4% su mese

Posted by fidest press agency su giovedì, 17 settembre 2020

Secondo i dati resi noti oggi dall’Istat, la produzione industriale a luglio sale del 7,4% su giugno.”Bene, prosegue il rimbalzo iniziato a giugno. A differenza delle vendite al dettaglio, a luglio non si interrompe la ripresa della produzione industriale cominciata nel mese precedente. Certo, la crescita è lenta e il gap da colmare con i livelli pre-Covid è ancora consistente, ma l’importante è che il trend positivo prosegua” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.”Al di là del confronto su base annua reso noto dall’Istat, -8%, rispetto ai livelli di gennaio, ossia ad appena 6 prima, la produzione risulta ancora inferiore, nei dati destagionalizzati, del 6,6%, -5,3% su febbraio, ultimo mese pre-crisi. I beni di consumo durevoli rispetto ad inizio anno registrano ancora un divario dell’8,5%, -5,1% i beni di consumo non durevoli. Insomma, il cammino da fare è ancora lungo, ma l’importante è che si vada nella giusta direzione” conclude Dona.

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Istat: vendite luglio, -2,2% su mese

Posted by fidest press agency su martedì, 15 settembre 2020

Secondo i dati Istat resi noti oggi, a luglio le vendite al dettaglio scendono del 2,2% rispetto a giugno.”Dati allarmanti ed inquietanti. Di male in peggio. Il Paese, invece di migliorare, arretra. Dopo l’inevitabile rimbalzo di giugno, dovuto alla riapertura iniziata solo dal 18 maggio di tutte le attività commerciali al dettaglio, non solo a luglio non si completa il recupero, finendo di colmare il gap esistente con la fase pre-crisi, ma addirittura si regredisce. Peggio di così non si può!” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.”Se a giugno le vendite totali erano inferiori rispetto a gennaio solo dell’2,1%, a luglio segnano una perdita più che doppia, del 4,3% su gennaio e del 4,9% su febbraio, ultimo mese pre-emergenza Covid. Quelle non alimentari, per le quali era lecito attendersi un rimbalzo maggiore, sono addirittura inferiori del 7%, sia rispetto a gennaio che a febbraio, nei dati destagionalizzati” conclude Dona. (by Mauro Antonelli)

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Istat: inflazione negativa per il quarto mese consecutivo

Posted by fidest press agency su martedì, 8 settembre 2020

L’Istat ha pubblicato la stima relativa all’andamento dei prezzi al consumo, che fanno registrare una flessione del -0,5% rispetto allo scorso anno. Si rileva dunque un’inflazione negativa per il quarto mese consecutivo e ancora una volta l’andamento è influenzato in misura significativa dalla diminuzione del prezzo dei beni energetici mentre, per contro, si riscontrano aumenti significativi nei prezzi dei prodotti alimentari nonché dei servizi ricreativi e per la cura della persona.
Anche da tali dati emerge la necessità di scelte determinate e coraggiose, finalizzate al rilancio dell’occupazione e allo sviluppo tecnologico. Questi interventi sono assolutamente indispensabili per dare nuovo impulso all’economia in una fase come quella attuale, in cui permangono profili di incertezza e criticità anche sul piano dei consumi interni, che rallentano ulteriormente la ripresa in settori importanti dell’apparato produttivo.Altrettanto urgente è l’azione diretta all’eliminazione di disparità e disuguaglianze: lo stanziamento di agevolazioni e bonus non può restare un intervento fine a sé stesso ma deve concretizzarsi piuttosto in provvedimenti strutturali per la crescita del Paese.

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Prezzi: Istat, agosto -0,5%

Posted by fidest press agency su lunedì, 7 settembre 2020

Secondo i dati provvisori di agosto resi noti oggi dall’Istat, l’inflazione registra un ribasso annuo dello 0,5%, mentre il carrello scende da +1,2% di luglio a +1,1%. “Bene. Una buona notizia. Visto che la spesa delle famiglie residenti, stando ai dati di oggi, è precipitata dell’11,3% su base congiunturale e del 17,3% su base annua, la deflazione ne è l’inevitabile conseguenza. Anche se la causa è la grave crisi ed il fatto che il Covid abbia bruciato, secondo Confcommercio, 116 mld di consumi, gli effetti sono positivi, dato che la flessione dei prezzi è un’ancora di salvataggio per chi non arriva a fine mese e permette di contenere la caduta del potere d’acquisto delle famiglie determinata dalla riduzione del reddito disponibile. Insomma, non vanno confuse le ragioni della deflazione, negative, con le sue conseguenze, positive per i consumatori che vanno a fare la spesa” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.”Per una coppia con due figli, la famiglia tradizionale di una volta, la deflazione consente una riduzione della spesa annua complessiva di 203 euro, con un ribasso di 211 euro per i trasporti e di 145 euro per l’abitazione, anche se il carrello della spesa a +1,1% incide ancora sugli acquisti di tutti i giorni, che segnano in rialzo di 110 euro, inferiore, però, a luglio quando la maggior spesa era pari a 117 euro su base annua” prosegue Dona.”Per una coppia con 1 figlio, la tipologia di nucleo familiare ora più diffusa in Italia, il risparmio è di 191 euro, anche se il rialzo per le compere quotidiane è di 100 euro (era 106 a luglio), per una famiglia media la flessione dei prezzi si traduce in una diminuzione del costo della vita di 159 euro, anche se 83 euro in più vanno spesi per i beni alimentari e per la cura della casa e della persona. Nel mese precedente, comunque, erano 88 euro in più” conclude Dona.

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Pil. Istat: I trimestre 2020 -5,3%

Posted by fidest press agency su lunedì, 31 agosto 2020

Secondo l’Istat, nel secondo trimestre del 2020 il prodotto interno lordo (Pil) è diminuito del 12,8% rispetto al trimestre precedente e del 17,7% in termini tendenziali.”Crollo drammatico. Il peggioramento delle stime dell’Istat rispetto a quelle diffuse il 31 luglio rende ancora più difficile l’obiettivo del ministro Gualtieri di contenere a -8% l’impatto dello shock della pandemia sul Pil di quest’anno” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.”Il calo dell’8,7% dei consumi finali nazionali e, soprattutto, la caduta dell’11,3% della spesa delle famiglie residenti assume risvolti catastrofici per la nostra economia. Inutile dire che, dato che i consumi delle famiglie rappresentano il 60% del Pil, la chiave di volta per risollevare il Paese è ridare capacità di spesa a chi ha avuto una caduta del proprio reddito disponibile” conclude Dona.

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Istat, l’inflazione registra un ribasso annuo dello 0,4%

Posted by fidest press agency su sabato, 22 agosto 2020

“Ottima notizia. La deflazione è dovuta allo tsunami che si è abbattuto sul Paese e alla contrazione dei consumi dovuta al lockdown. Ma se le cause sono drammatiche, gli effetti sono positivi, dato che la contrazione dei prezzi riduce la caduta del potere d’acquisto dovuta alla flessione del reddito disponibile. In particolare, è molto positivo il raffreddamento del carrello della spesa, da +2,1% di giugno a +1,2%, dato che aiuta la casalinga di Voghera a contenere il rincaro della spesa di tutti i giorni” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori. “Per una coppia con due figli la deflazione consente un risparmio di 153 euro su base annua, anche se il carrello della spesa a +1,2% incide ancora sugli acquisti di tutti i giorni, che segnano in aumento di 117 euro, anche se a giugno era ben maggiore. Per una coppia con 1 figlio, la tipologia di nucleo familiare ora più diffusa in Italia, la minor spesa è di 149 euro, anche se il rialzo per le compere quotidiane è di 106 euro, per una famiglia media la deflazione a 0,4% permette un ribasso del costo della vita complessivamente pari a 127 euro, anche se 88 euro in più vanno spesi per i beni alimentari e per la cura della casa e della persona” conclude Dona.Per quanto riguarda le città e le regioni, invece, non tutte sono in deflazione. Per questo l’Unione Nazionale Consumatori ha stilato l’ormai tradizionale classifica delle città e delle regioni più care d’Italia, in termini di aumento del costo della vita.In testa alla classifica dei capoluoghi e delle città con più di 150 mila abitanti più care (Tabella n.1), Bolzano, che, con un’inflazione pari a +0,8%, ha la maggior spesa aggiuntiva, equivalente, per una famiglia media, a 254 euro. Al secondo posto Napoli, dove il rialzo dei prezzi dello 0,5% determina un aggravio annuo di spesa pari a 109 euro, terza Trento, dove il +0,4% genera una spesa supplementare, per una famiglia tipo, pari a 93 euro.In testa alla classifica delle regioni più costose con un’inflazione a +0,7%, il Trentino che registra, per una famiglia media, un rialzo pari a 190 euro su base annua. Segue la Campania, dove l’incremento dei prezzi pari allo 0,2% implica un incremento del costo della vita pari a 40 euro, terza la Calabria (+0,2%), con un rincaro annuo, per la famiglia tipo, di 39 euro.

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Istat: vendite giugno, +12,1% su mese

Posted by fidest press agency su venerdì, 7 agosto 2020

Secondo i dati Istat resi noti oggi, a giugno le vendite al dettaglio salgono del 12,1% rispetto a maggio.”Rimbalzo deludente. A giugno era lecito attendersi un recupero maggiore rispetto al mese precedente, considerato che solo dal 18 maggio avevano riaperto tutte le attività commerciali al dettaglio rimaste chiuse per oltre due mesi, dal 12 marzo. Invece le vendite non alimentari, quelle che dovevano beneficiare della fine del lockdown, registrano un rialzo del 24,4%, positivo ma insufficiente per far registrare un dato positivo rispetto a giugno 2019, segnando una perdita del 4,4%” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori. “Anche considerando, come fa l’Istat, il confronto con gennaio 2020 e i due indici destagionalizzati, è vero che lo scontamento è di 1,1 punti, ma per le vendite totali, quelle non alimentari sono ancora inferiori di quasi il doppio, -2,1%, che sale a -2,5% facendo il confronto con febbraio, ultimo mese pre-emergenza Covid” conclude Dona.

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Istat: a giugno -46 mila occupati

Posted by fidest press agency su mercoledì, 5 agosto 2020

Secondo i dati resi noti oggi dall’Istat, a giugno si contano 46 mila occupati in meno rispetto a maggio. “Dati gravi e preoccupanti. Non solo con la riapertura di negozi e delle fabbriche non si registra alcun rimbalzo, ma prosegue l’andamento negativo dei livelli di occupazione, con un calo mensile degli occupati di 46 mila unità, di cui 60 mila permanenti” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.”Insomma, nemmeno il blocco dei licenziamenti ha preservato il posto fisso, anche se il grosso della riduzione, su base annua, è per i dipendenti a termine, oltre mezzo milione, -548 mila rispetto a giugno 2019″ prosegue Dona.”In appena 4 mesi, gli occupati sono precipitati da 23 mln e 300 mila di febbraio a 22 mln e 702 mila di giugno, con una caduta di 598 mila unità, quelli a termine sono crollati da 2.919 mila di febbraio a 2.555 di giugno, con una flessione di 364 mila unità” prosegue Dona.”Se si aggiunge che il dato è artefatto, attenuato dal blocco dei licenziamenti, è decisamente allarmante. Cosa succederà quando il mercato del lavoro sarà sbloccato dal vincolo legislativo e tutti gli occupati riprenderanno ad essere collegati alla domanda del mercato? O il Paese sarà ripartito con slancio, oppure sarà una carneficina di lavoratori” conclude Dona.

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Istat: disoccupazione all’8,8%. Quella giovanile al 27,6%

Posted by fidest press agency su mercoledì, 5 agosto 2020

Il tasso di disoccupazione a luglio si riporta a quota 8,8%, con un aumento del +0,6% rispetto a maggio.Torna a crescere in maniera preoccupante la disoccupazione giovanile, che aumenta al 27,6% con un rialzo di +1,9 punti rispetto al mese precedente.A perdere il lavoro sono soprattutto le donne, penalizzate durante la fase del lockdown che ha messo in evidenza il profondo gender gap esistente nel nostro Paese, in ambito lavorativo e no. Diminuiscono anche i posti fissi.Una crescita allarmante e grave, specialmente se si considera che i dati odierni, diffusi dall’Istat, sono ancora falsati dalle misure adottate dal legislatore che, con il decreto Rilancio ha esteso il divieto dei licenziamenti collettivi e per giustificato motivo oggettivo per un totale di 5 mesi, prorogando quindi al 17 agosto la scadenza inizialmente prevista dal Cura Italia al 17 maggio. La situazione è già difficile e drammatica oggi, non osiamo immaginare cosa potrà avvenire alla scadenza di tale provvedimento.
Per questo si rende sempre più urgente e vitale disporre con urgenza misure concrete che diano risposte ai cittadini in termini reddituali e occupazionali.Far fronte alla crisi determinata dal Covid-19 significa aiutare l’intero sistema economico a reggere i contraccolpi del lockdown, dei cambiamenti avvenuti nei mercati internazionali, in quelli finanziari e nella composizione della domanda, ma significa anche e soprattutto ridefinire l’intero sistema produttivo per renderlo capace di affrontare le sfide poste dalla nuova fase storica che ci troviamo ad affrontare. In questi termini è impensabile non sfruttare e ricorrere a tutte le risorse necessarie per far ripartire il Paese, Mes compreso: impiegare i 36 miliardi per costruire un nuovo sistema sanitario universalistico, inclusivo e pubblico, operazione che va fatta a prescindere dal ricorso a tale strumento, significherebbe poter destinare maggiori fondi all’avvio di investimenti urgenti per la ricerca, l’innovazione e lo sviluppo. Investimenti indispensabili per dare nuove prospettive al Paese e alle famiglie, a cui vanno garantite politiche redistributive, di contrasto alla povertà e alle disuguaglianze.

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Istat: indice retribuzioni +0,6% su base annua

Posted by fidest press agency su martedì, 4 agosto 2020

Secondo i dati resi noti oggi dall’Istat, la retribuzione oraria media, nei primi sei mesi dell’anno, è cresciuta dello 0,6% rispetto allo stesso periodo del 2019, mentre l’indice delle retribuzioni contrattuali orarie è aumentato dello 0,1% rispetto a maggio 2020 e dello 0,6% nei confronti di giugno 2019.”Dati di un altro mondo, di un mondo che non c’è più” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.”Purtroppo l’indice delle retribuzioni contrattuali per definizione non tiene conto dell’applicazione della Cig. Quindi non considera i dati allarmanti resi noti oggi dall’Inps, secondo i quali nei mesi di marzo e aprile in media ogni lavoratore in Cig-Covid ha perso il 27,3% del proprio reddito lordo mensile e che la cassa integrazione ha riguardato il 40% dei dipendenti privati” conclude Dona.

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