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Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 289

Posts Tagged ‘istituto’

Scuola. Graduatorie Provinciali e d’Istituto – Anief: se il Ministero non ci ascolta, sarà battaglia in tribunale

Posted by fidest press agency su mercoledì, 8 luglio 2020

Alla luce della bozza predisposta dal Ministero dell’Istruzione sulle costituende Graduatorie Provinciali per le Supplenze e le nuove Graduatorie d’Istituto, l’Ufficio Legale Anief ha individuato già numerose illegittimità e predispone le preadesioni gratuite ai ricorsi in caso il Ministero non recepisca quanto segnalato dal nostro sindacato. Marcello Pacifico (Anief): “Le graduatorie provinciali sono una nostra vittoria in favore dei precari, ma così non servono. Tabelle titoli incoerenti e procedure farraginose, questa Ordinanza non rispetta il lavoratori precari della scuola. Abbiamo chiesto molte modifiche, altrimenti agiremo in tribunale”.Si va dall’assurda svalutazione del diploma magistrale abilitante e dell’abilitazione PAS cui le Tabelle titoli per le nuove GPS riconoscono solo il punteggio (fino a 12) per il voto finale, ma non, come è sempre stato, i 6 punti aggiuntivi in quanto titolo abilitante all’insegnamento, fino ad arrivare alla completa cancellazione di molti titoli artistici che da sempre hanno caratterizzato le graduatorie di strumento nelle scuole secondarie. “Ci sono delle evidenti incoerenze contenute in questa Ordinanza e nelle varie Tabelle titoli – commenta Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief – che speriamo il Ministero vorrà rettificare recependo le nostre segnalazioni quando emanerà la versione definitiva. Come sindacato abbiamo evidenziato tutte le incoerenze contenute nell’Ordinanza e abbiamo individuato vere e proprie illegittimità che non potremo non contestare anche in tribunale”.Gli ITP, ad esempio, per il Ministero dell’Istruzione dovranno, in alcuni casi, improvvisamente conseguire i 24 CFU entro qualche settimana per entrare nelle nuove graduatorie, nonostante quanto espressamente riportato nel D.Lgs. n. 59/2017 che ammette gli Insegnanti Tecnico Pratici ai concorsi senza altro titolo oltre al diploma fino al 2024. “Non riusciamo a comprendere la coerenza di quanto previsto nell’Ordinanza ministeriale rispetto alla norma primaria – spiega il presidente Anief – in pratica i diplomati ITP possono partecipare al concorso, quindi entrare in ruolo, solo col diploma, ma per fare i supplenti devono conseguire i 24 CFU? Non ne capiamo il senso e contestiamo non solo l’irragionevolezza di tale previsione, ma anche l’intempestività: che qualcuno ci spieghi come può un diplomato ITP conseguire in poche settimane quei 24 CFU che ora il Ministero gli impone di possedere per fare il supplente e che non gli aveva mai richiesto neanche per iscriversi al concorso ordinario! Le Università, inoltre, non fanno iscrivere i diplomati a corsi o master utili per conseguire questi famigerati 24 CFU, perché solitamente sono corsi post-lauream: è evidente che qualcuno non sa cosa sta facendo e non credo proprio siano gli ITP!”.Queste le disposizioni più eclatanti, ma poi ce ne sono altre: la solita esclusione dalla scuola primaria del personale educativo abilitato, l’assurda esclusione degli iscritti SFP ai primi 2 anni del corso, l’esclusione di chi ha solo 2 anni di servizio sul sostegno o servizio su diversi gradi di istruzione dalla possibilità di inserirsi nella seconda Fascia GPS prevista per i non specializzati, l’esclusione dalla seconda fascia dei diplomati A066 senza titolo specifico per la A041, la previsione dell’inserimento in coda dopo un solo rifiuto (e non due come prevede il regolamento delle supplenze), l’impossibilità per i docenti di Infanzia e Primaria di inserire l’opzione esplicita per l’accettazione delle supplenze sotto i 10 giorni. “Poi ci sono le Tabelle titoli – conclude Pacifico – rinnovate non si capisce bene in base a quale principio e che cancellano i 6 punti per le altre abilitazioni come il Diploma Magistrale e il PAS, cancellano la maggior parte dei titoli artistici per i docenti di strumento, per cui improvvisamente, ad esempio, avere al proprio attivo incisioni o pubblicazioni non vale più nulla e poi svalutano facendo passare da 3 a 0,5 punti il valore dei Master ed eliminano la valutazione delle altre attività di insegnamento, prima valutate in terza fascia G.I. Non possiamo stare a guardare. Ribadiamo che se la versione definitiva dell’Ordinanza continuerà a contenere previsioni illegittime, agiremo in tribunale per la tutela dei precari!”

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Riprendono le attività culturali dell’Instituto Cervantes di Roma

Posted by fidest press agency su lunedì, 25 maggio 2020

Roma da mercoledì 27 maggio la Sala Dalí di piazza Navona riapre le sue porte al pubblico ospitando la mostra “L’universo di Ignacio Goitia”, rinviata lo scorso marzo. Dopo il successo riscosso alla Sala Rekalde di Bilbao, arriva per la prima volta in Italia l’esposizione organizzata in collaborazione con Diputación Foral de Bizkaia, che raccoglie quadri, disegni e installazioni tridimensionali del pittore e creativo basco. Una sorta di sunto ideale del percorso artistico di Ignacio Goitia, raccontato dalle sue opere più evocative in cui libertà e rispetto per le diversità sono valori fondamentali.
Attraverso l’attenta messa in scena, progettata e curata dall’artista originario di Bilbao, lo spettatore potrà ripercorrere i diversi periodi e i temi trattati nei suoi 30 anni di produzione artistica.
Dai suoi primi quadri che vedevano come protagoniste delle giraffe all’interno di un palazzo, alla serie destinata alla colonizzazione e alla globalizzazione. Fino all’influenza della tradizione romana, che si può notare non solo nel passato, ma anche nel presente, poiché la maggior parte delle città e degli edifici che accompagnano la nostra quotidianità fu costruita in epoche lontane ma ancora conserva l’energia e la vitalità. Quest’idea è presente nella maggior parte delle opere di Goitia poiché le diverse tematiche che affronta nei suoi quadri sono ambientate in edifici architettonici costruiti generalmente secoli prima.La mostra ha inizio sulla strada, guardando attraverso la vetrina della sala che affaccia su Piazza Navona: questo primo spazio rievoca le vetrine dei grandi magazzini solo che qui l’artista, invece di esporre gli articoli commerciali, presenta una struttura dell’universo che troveremo all’interno. Una specie di quadro a tre dimensioni con personaggi tratti dai suoi lavori in cui lo spettatore può passeggiare ed essere parte integrante dell’opera stessa, entrando in contatto con l’universo di Goitia.
Da fuori i personaggi, usciti dai quadri, sembrano tridimensionali, però addentrandoci nella sala si scopre che le figure sono piane e dietro sono nere. Lo stesso quadro si trasforma in sagome nere come se si trattasse di un teatro delle ombre cinesi, collegandosi così alle raffigurazioni che decorano la stanza, disegnate dall’artista per la sua recente esposizione della Galleria Dot Fifty one di Miami. L’aspetto scenografico delle sale aiuta a comprendere meglio il suo universo al di là dei quadri. La divisione dello spazio in sale separate da fogli dipinti a mo’ di “boiserie” (che lui stesso ha progettato), condurranno lo spettatore in un mondo in cui la realtà e la fantasia convivono naturalmente, come accade nelle opere di Ignacio Goitia.
Nei quadri dedicati al folclore basco, decontestualizzando i protagonisti e collocandoli in diverse città europee, vi è un invito a riflettere su come la forma ancestrale di espressione di un popolo può essere un elemento per confrontarsi con la globalizzazione che cerca di creare un mondo uniforme, e privo di personalità. La mostra “L’universo di Ignacio Goitia” si potrà visitare gratuitamente fino al 27 giugno, dal mercoledì al sabato dalle ore 16 alle 20. Per accedere alla Sala Dalí dell’Instituto Cervantes è necessaria la prenotazione da richiedere scrivendo a pnavona@cervantes.es.Per garantire la sicurezza dei visitatori, l’accesso alla mostra è consentito solo a persone munite di mascherina correttamente posizionata, mentre saranno forniti all’ingresso gel disinfettante o guanti. Nel rispetto del distanziamento sociale è consentito l’ingresso di un massimo di 4 visitatori alla volta

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Scuola Graduatorie d’istituto rinnovate subito e trasformate in provinciali

Posted by fidest press agency su lunedì, 25 maggio 2020

“L’emendamento sull’aggiornamento e la riapertura delle graduatorie provinciali ha il parere positivo della Ragioneria Generale dello Stato”: a dirlo è stata oggi la senatrice Bianca Laura Granato, del M5S, nel corso di un suo intervento in commissione Cultura al Senato sul decreto legge n. 22 sulla scuola. A questo punto, ha continuato la senatrice pentastellata, “non ci dovrebbero essere intoppi per l’approvazione definitiva, salvo ulteriori diversivi imprevisti da parte di chi, attraverso pressioni sulle forze di maggioranza, crea tensioni interne ai gruppi che stanno rallentando l’iter del provvedimento”. Anief, che sta lottando per l’aggiornamento e l’approvazione delle graduatorie da trasformare in provinciali, anche con la proposizione di un emendamento analogo a quello che si sta approvando, auspica a questo punto che le nuove graduatorie si utilizzino anche per le immissioni in ruolo.È in dirittura d’arrivo il percorso dell’Anief che da mesi si spende per la riapertura immediata delle graduatorie d’istituto e la loro trasformazione allargata alle province. Dopo che al Senato, la senatrice Luisa Angrisani, del Movimento 5 Stelle e relatrice del decreto legge n. 22 sulle misure urgenti per la regolare conclusione e l’ordinato avvio dell’anno scolastico e lo svolgimento degli esami di Stato, ha annunciato di avere depositato un sub emendamento simile a quello proposto dal giovane sindacato, oggi la senatrice Bianca Laura Granato, del M5S, ha detto che il cerchio si dovrebbe chiudere con la sua approvazione.

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Scuola: Graduatorie d’istituto

Posted by fidest press agency su domenica, 17 maggio 2020

Alla vigilia della fase decisiva che porterà alla conversione del decreto legge n. 22 sulla Scuola entro l’8 giugno, nella maggioranza almeno sulle graduatorie d’istituto dei docenti precari sembra prevalere il buon senso: la senatrice Bianca Laura Granato ha dichiarato che è “in dirittura di arrivo l’apertura e l’aggiornamento delle graduatorie provinciali”, grazie all’approvazione di un emendamento analogo a quello presentato dall’Anief.Marcello Pacifico (Anief): “Serve però un altro sforzo: utilizzare le rinnovate graduatorie d’istituto finalizzate all’uso nell’intera provincia, anche per le stabilizzazioni. Oltre a permettere di andare a coprire tanti posti, più di 250 mila cattedre, altrimenti destinati al solito balletto delle supplenze, si darà in questo modo finalmente giustizia a tanti precari che hanno conquistato sul campo i ‘garretti’ per entrare nei ruoli dello Stato. Senza dovere ringraziare peraltro nessuno, se non i senatori che hanno compreso l’importanza dell’operazione. Non si tratterebbe infatti di una concessione, visto che la Corte Costituzionale, con la sentenza, n. 77 del 25 febbraio 2020, ha di recente ribadito che è del tutto legittimo l’utilizzo delle graduatorie per le assunzioni attraverso titoli finalizzato pure all’assunzione a tempo indeterminato”.Le graduatorie di istituto verranno a breve trasformate in provinciali, aggiornate tramite modalità informatica e saranno valide per il conferimento delle supplenze nel biennio 2020/21 e 2021/22. Questo, scrive Orizzonte Scuola, eliminerà la scelta delle 10 scuole a provincia, rendendo il docente utile alle supplenze su tutte le scuole. Una scelta che faciliterà da un lato le scuole a trovare i supplenti e questi ultimi ad avere maggiore possibilità di lavoro.

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Scuola:Graduatorie di istituto, apertura della ministra per aggiornarle: la linea Anief sta prevalendo

Posted by fidest press agency su domenica, 19 aprile 2020

L’azione incessante del giovane sindacato sulla necessità di aggiornare le graduatorie sta producendo i primi effetti. Da poche ore, la ministra dell’istruzione Lucia Azzolina ha spiegato che al contrario di quanto riportato nel Decreto Legge n. 22 sulla Scuola per affrontare l’emergenza Coronavirus, nel quale è stato previsto che le graduatorie di istituto per motivi tecnici non possono essere aggiornate, c’è una strada “per evitare di riversare centinaia di migliaia di lavoratori nelle scuole per presentare ed elaborare le domande”: quella “di accelerare sulla provincializzazione delle graduatorie, digitalizzando il sistema”. Marcello Pacifico (Anief): “Siamo felici per l’apertura della ministra Lucia Azzolina e del M5S sulle graduatorie di istituto. Come Anief, non possiamo che essere d’accordo: abbiamo chiesto, anche con una petizione ad hoc, l’avvio di tutte le procedure rapidi possibili per potere andare ad aggiornare e trasformare le graduatorie delle scuole in provinciali, così da potere sottoscrivere i contratti di supplenza già entro fine agosto e non il 15 settembre individuato dal decreto. Il passaggio successivo, anche questo secondo noi inevitabile per contrastare la supplentite che nella prossima estate assumerà proporzioni gigantesche, è quello di utilizzare quelle stesse graduatorie d’istituto mutate in provinciali per le immissioni in ruolo, laddove siano esaurite le GaE e quelle di merito derivanti dai concorsi”.

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Scuola: Anief, aggiorniamo le graduatorie d’istituto e le graduatorie Ata 24 mesi

Posted by fidest press agency su martedì, 14 aprile 2020

Il sindacato si è soffermato sulla necessità di riaggiornarle le graduatorie, chiedendo si non disattendere le aspettative dei docenti: “Non lasciamo migliaia di precari ancora per un anno in balia del sistema di assegnazione tramite Mad solo perché il Ministero non si adopera per una digitalizzazione del sistema” Anief non si arrende a non considera chiusa la partita, affermando che ancora c’è tempo per organizzarsi e per riaprile le graduatorie d’istituto e Ata 24 mesi. Il Decreto-Legge 8 aprile 2020, n. 22, contiene inquietanti cambiamenti in merito alle graduatorie di istituto, il cui aggiornamento era previsto per giugno 2020. Sono in tantissimi precari ad attendere questo momento, stiano essi lavorando alacremente con la didattica a distanza, studiando per i concorsi, in altri termini mandano avanti la scuola.La maggior parte lavora con contratti brevi, spesso pagati in ritardo e rinnovati di volta in volta con pochissime certezze e molti obblighi.Come Anief chiediamo di non disattendere le aspettative dei docenti, di aprire le graduatorie per le supplenze e permettere che esse vengano assegnate in maniera meritocratica, che l’insegnamento sia qualcosa in cui investire passione, tempo e formazione. Non lasciamo migliaia di precari ancora per un anno in balia del sistema di assegnazione tramite Mad solo perché il Ministero non si adopera per una digitalizzazione del sistema.Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief, afferma che “confidiamo nella volontà della ministra dell’Istruzione, Lucia Azzolina, di comprendere le esigenze dei precari e di volere risolvere il problema dell’aggiornamento delle graduatori d’Istituto: ci sono ancora due mesi di tempo per organizzarsi e dare il via al rinnovo delle graduatorie già in questa primavera, come bisognerebbe fare per le graduatorie Ata 24 mesi anch’esse bloccate. In caso contrario, se la norma prevista nell’articolo 2 del decreto legge sulla scuola fosse confermata in fase di conversione, siamo pronti a ricorrere in tribunale: da oggi, stiamo raccogliendo le pre-adesioni”.

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Scuola: Pacifico chiede al ministro Azzolina di attrezzarsi entro giugno per riaprire le graduatorie di istituto

Posted by fidest press agency su venerdì, 10 aprile 2020

Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief, afferma che “ci sono 500 mila precari che non erano attrezzati alla didattica a distanza eppure la metà di essi continua a insegnare nelle nostre scuole da casa sua senza alcun mezzo fornito dal ministero, a parte la solidarietà digitale. Ora tocca ai tecnici pagati da Viale Trastevere risolvere il problema dell’aggiornamento in questi due mesi delle graduatorie di istituto, come per le graduatorie Ata 24 mesi bloccate. Siamo pronti a ricorrere in tribunale. Il testo del decreto deve cambiare”.

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Nuovo Direttore Spirituale dell’Istituto Samantabhadra di Roma

Posted by fidest press agency su giovedì, 18 ottobre 2018

Roma Sabato 27 ottobre 2018 alle ore 11.00 presso la sede legale dell’Unione Buddhista Italiana (U.B.I.), in vicolo dei Serpenti n.4/a, si terrà la Conferenza di presentazione del Ven. Ghesce Dorji Wangchuk, nuovo Lama residente nella città di Roma, che ha sostituito il Ven. Ghesce Thubten Dargye, scomparso nel dicembre 2017, alla guida spirituale dell’Istituto Samantabhadra, storico centro buddhista della capitale di tradizione Mahayana. In occasione dell’incontro con la stampa e con il pubblico il Ghesce Lharampa introdurrà il tema della “Responsabilità universale come chiave della sopravvivenza umana secondo l’ottica del Buddhismo”. Il tema della responsabilità universale viene recepito nella sua urgente attualità anche dalla religione cristiana come testimoniano alcune delle recenti iniziative che hanno contribuito a creare un messaggio condiviso da inviare ai rappresentanti dei governi degli Stati di tutto il mondo che si riuniranno a Katowice in Polonia dal 3 al 14 dicembre 2018 per la Conferenza Mondiale sul clima delle Nazioni Unite; un messaggio già accolto e condiviso dalle diverse confessioni presenti in Italia (la Chiesa Valdese, la Federazione delle Chiese Evangeliche d’Italia, l’Unione Induista Italiana, l’Unione Buddhista, l’Assemblea dei rabbini d’Italia e due organizzazioni islamiche tra le più diffuse nel nostro Paese, l’Ucoii e la Coreis) che nel dicembre del 2015 in vista della Cop 21 hanno sottoscritto un appello di responsabilità nelle scelte politico-ambientali da intraprendere richiamando il rispetto del valore della vita in un’ottica di tutela delle popolazioni più deboli e delle future generazioni. Questo incontro intende porre l’attenzione e sensibilizzare i cittadini sul tema del rapporto tra l’essere umano e l’ambiente in cui vive ed opera, tra l’individuo e la società, in un momento storico come quello attuale contraddistinto da un individualismo esasperato, da odio sociale, chiusura e pregiudizio nei confronti della diversità a cui corrisponde, sul piano ecologico, un atteggiamento spesso predatorio dell’uomo sulla natura, soggiogata da una concezione antropocentrica sempre più assolutistica e spregiudicata.
L’Unione Buddhista Italiana (U.B.I.) è stata fondata a Milano nel 1985 da centri buddhisti di tutte le tradizioni presenti in Italia che sentivano la necessità di unirsi e cooperare, come era già accaduto in altri paesi europei (Francia, Germania, Austria, Olanda, Spagna, ecc.).

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Gli uffici scolastici pubblicano le graduatorie d’istituto

Posted by fidest press agency su lunedì, 21 agosto 2017

scuolaOra ogni supplente potrà rendersi conto del punteggio assegnato consultando ‘Istanze On Line’: la stampa specializzata spiega che tocca alle segreterie scolastiche ‘mettere una pezza’ agli errori del sistema informatico con il quale si trovano a lavorare gli assistenti amministrativi alle prese con la valutazione delle domande dei docenti per l’accesso alle graduatorie. Alla mancata formazione su molti aspetti delle tabelle di valutazione dei titoli (interpretate con fantasia) si aggiungono gli errori di default del sistema on line. Sono già migliaia le richieste di rettifica del punteggio recapitati sulle scrivanie delle segreterie, da parte dei docenti che hanno visualizzato il punteggio non corretto. Nel computo degli errori da sanare, ci sono pure i tanti bug dovuti alla decisione del Miur di escludere tante categorie di docenti. Come i diplomati Itp, a cui il Tar ha dato ragione avallando la tesi dell’Anief. Marcello Pacifico (Anief-Cisal): Attendiamo con fiducia la richiesta di inserimento nella seconda fascia d’istituto anche per i diplomati AFAM e magistrale linguistico, per i quali già esistono pronunciamenti positivi in Consiglio di Stato. C’è anche da verificare se il Ministero dell’Istruzione abbia comunicato ai propri Ambiti territoriali provinciali e alle scuole capofila di dare seguito agli ordini del tribunale amministrativo per registrare l’immediato inserimento nella seconda fascia delle Graduatorie d’Istituto di tutti gli aventi diritto. Inoltre è bene che ogni docente verifichi il punteggio assegnatogli e presenti apposito ricorso qualora vi siano discrepanze rispetto a quanto effettivamente gli spetta.

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Scuola: ancora problemi per le graduatorie d’istituto e le nuove nomine

Posted by fidest press agency su venerdì, 28 luglio 2017

ministero-pubblica-istruzioneIl Miur ammette che vi sono problemi solo nell’ultimo giorno utile per inoltrare il modello B, tramite Istanze on line, attraverso cui 700mila precari indicano le scuole dove collocarsi in lista d’attesa a seguito della presentazione della domanda di inserimento o aggiornamento nelle graduatorie di istituto di seconda e terza fascia valide per il triennio 2017/2020. Ora, fuori tempo massimo, spunta anche l’ipotesi della proroga e del modello cartaceo. Nel bailamme organizzativo ministeriale sono coinvolti altresì i 52mila precari, probabilmente anche meno visto l’alto numero di graduatorie di merito e a esaurimento a corto di candidati, da assumere a tempo indeterminato entro il prossimo 14 agosto: per loro non è prevista alcuna chiamata diretta, perché i dirigenti scolastici non sono disposti a lavorare anche a ridosso del ferragosto. La procedura passa nelle mani degli Usr che effettueranno le assegnazioni su scuola in base al punteggio dei candidati.
Marcello Pacifico (Anief-Cisal): Sta crollando, nei fatti, un altro pezzetto della Buona Scuola di Renzi. Quello delle macchinose, illegittime e inutili individuazioni del personale attraverso la scelta dei presidi. Lo avevamo detto sin dall’inizio: il problema non era nel numero dei criteri da indicare, come invece sostenevano i sindacati rappresentativi, ma proprio nella inapplicabilità del sistema all’interno della PA, che per legge deve essere legato all’anzianità di servizio e ai titoli acquisiti. Per quel che riguarda l’invio del modello B, si tratta dell’epilogo di un processo di aggiornamento telematico creato in modo quasi dilettantistico: si è partiti con un regolamento che escludeva una sfilza di categorie, contro cui abbiamo presentato ricorso. Poi, sono subentrati i problemi di compilazione. Infine, altre problematiche riguardanti gli invii. Considerando i tanti nodi non sciolti, come i 100mila posti che andranno ancora in supplenza, con molti posti di sostegno e di alcune classi di concorso che potrebbero non essere coperti, per non parlare dei 1.900 posti da preside e 1.700 da Dsga che andranno in reggenza, in attesa di concorsi mai pronti, è ormai certo che l’avvio dell’anno scolastico 2017/18 sarà purtroppo come tutti gli ultimi: caotico e pieno di incognite.

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Scuola: Rinnovo graduatorie Istituto per 320mila supplenti

Posted by fidest press agency su giovedì, 13 aprile 2017

ministero-pubblica-istruzioneÈ un evento importante che riguarda 320 mila precari, a cui viene offerta la possibilità di presentare ulteriori titoli e servizi, oltre che di spostarsi di sede. Il problema è che l’amministrazione si appresta a fornire tale diritto dei lavoratori, però penalizzandone un enorme numero, anche coloro che avrebbero piena facoltà d’inserirsi nelle graduatorie per la prima volta. Per non parlare di chi è in prima fascia e dovrà attendere il 2018. Possono ricorrere per l’inserimento nella seconda fascia diverse categorie: candidati con diploma magistrale a indirizzo linguistico, Insegnanti tecnico pratici, personale educativo che chiede l’inserimento per la scuola primaria, diplomati accademici di conservatorio fino al 2001/02, abilitati all’estero in attesa di riconoscimento del titolo. Anief ha inoltre attivato il ricorso per l’inserimento in terza fascia per la disciplina Diritto (ex A019) dei laureati in Scienze Politiche – vecchio ordinamento – dopo l’anno accademico 2000/01. È anche possibile ricorrere per ottenere la valutazione del servizio militare prestato non in costanza di nomina.
Marcello Pacifico (Anief-Cisal): l’amministrazione continua a trattare il personale precario in modo superficiale e approssimativo. Noi, che da statuto difendiamo i lavoratori della scuola, precari e di ruolo, non possiamo permettere tali abusi: per questo siamo pronti a dare battaglia nelle sedi legali idonee a ristabilire le norme su un piano di correttezza e di equità delle regole che disciplinano il precariato scolastico italiano.

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Dall’Italia a Budapest: la mostra “Oltre” le divisioni

Posted by fidest press agency su martedì, 6 ottobre 2015

beataL’Istituto Italiano di Cultura a Budapest presenta, dall’8 all’11 ottobre, la Mostra Internazionale “Oltre” (Beyond the Foreground), organizzata nella capitale ungherese in collaborazione con l’associazione cramum e la Fondazione Giorgio Pardi e il patrocinio del Ludwig Museum di Budapest.
La Mostra “OLTRE”, inaugurata in occasione dell’Art Market Budapest 2015, è curata da Sabino Maria Frassà e accoglie 40 opere di 10 artisti italiani e 7 ungheresi, di diverse generazioni e fama (da giovani promesse ad artisti dell’attuale Biennale). Il giorno dell’inaugurazione verrà presentato il libro d’artista che completa la mostra: una pregiata edizione limitata (300 copie) lungo oltre 5 metri.
salvalaiIn un momento storico in cui l’Europa sta cercando una nuova unità realizzare un’esposizione a Budapest rappresenta un segnale forte: dall’Italia può partire la promozione dell’integrazione culturale per far nascere una “vera” Europa, al di là dei trattati e delle leggi. Per il curatore, Sabino Maria Frassà, l’esposizione cerca di accompagnare i visitatori oltre l’apparenza perché: “L’arte contemporanea non dovrebbe essere né pubblicità, né propaganda: l’artista contemporaneo non vede la luce, ma cerca di vedere nel buio. Proprio per questo l’arte oggi è la rappresentazione e il superamento dell’infinito secondo piano fatto di buio, dubbi e sfumature”.
Dalla sede dell’Istituto Italiano di Cultura a Budapest, che dal 1865 al 1902 fu la sede del Parlamento ungherese, la mostra giungerà in Italia, ad Ivrea e Roma nel 2016, grazie al Museo Garda di Ivrea e all’Accademia di Ungheria a Roma. (foto: beata, salvalai)

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Week of the Italian Language in the World

Posted by fidest press agency su mercoledì, 15 ottobre 2014

world film locationsToronto Wednesday, October 22, 2014 – 6:30pm – 8:30pm Istituto Italiano di Cultura – 496 Huron St., Toronto Free admission. On the occasion of the publication of the book World Film Locations: Florence (Intellect Books), the Istituto Italiano di Cultura presents Reading the Cinematic City: World Film Locations Florence and Toronto, a panel with editor Alberto Zambenedetti and contributor Luca Somigli, Fiona Luck and Kevin Harrison, contributor and photographer to the World Film Locations: Toronto.
The panel will discuss the symbiotic relationship between the rise of filmmaking as an artistic and social practice and urbanization on a global scale, with particular emphasis on Florence and Toronto. These cities are the subject of two new volumes in the World Film Locations series published in the United Kingdom by Intellect Books and distributed worldwide. Written by leading scholars in the field of location studies, the series also includes books devoted to Venice and Rome. Each volume discusses how a specific urban fabric is used on film, how its representation changes in the hands of different directors, how genres influence its depiction, and how time changes both the cinematographic medium and its privileged set, the city.

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Il tribunale di Parigi reintegra due prof precari licenziati dall’Istituto italiano di Cultura, condannata la Farnesina

Posted by fidest press agency su lunedì, 21 aprile 2014

parigiUn altro caso di abuso di reiterazione dei contratti a tempo determinato ben oltre i 36 mesi consentiti, sui cui i giudici d’oltre confine si pongono in modo perentorio: lo Stato italiano condannato a risarcire i contributi di 10 anni di precariato illegittimo.Marcello Pacifico (Anief-Confedir): la sentenza transalpina conferma quanto il nostro sindacato sostiene da tempo, è finito il tempo di calpestare l’articolo 117 della Costituzione. E ripropone la mai risolta doppia questione sui mancati contributi versati al personale a tempo determinato, con il “buco” Inps da 23 miliardi, e sull’illegittima trattenuta del 2,5% a chi è stato assunto dopo il 2001.

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Guida ai consigli d’istituto

Posted by fidest press agency su venerdì, 11 gennaio 2013

Oltre mille Consigli d’istituto nuovi di zecca stanno partendo, ma nessuno si preoccupa di formarne i componenti. I più navigati sanno per esperienza che per fare un buon lavoro è sempre utile conoscere i meccanismi segreti ed è per questo che AGe Toscana ha pensato di pubblicare una guida unica nel suo genere: “Come (non) funziona il Consiglio d’istituto”.
Analisi e suggerimenti sono stati messi a punto da Sara Ruffo, una ragazza di Verbania che, frequentando il corso di laurea in “Scienze cognitive e processi decisionali” (il cui focus è lo studio di gruppi sociali), per la tesi finale ha rivolto la sua attenzione al Consiglio d’istituto. Ne ha analizzato tutte le caratteristiche sia sotto il profilo socio – psicologico, che sotto quello della sua composizione e amministrazione, intervistando tutti i dirigenti e le varie componenti scolastiche delle scuole del suo territorio. “A mano a mano che il lavoro si sviluppava –commenta Sara- il mio interesse verso questo gruppo di lavoro aumentava, portandomi a pormi delle domande e a cercare delle risposte. Questo è il motivo per cui mi sono rivolta all’Associazione genitori A.Ge. Toscana:volevo trovare delle risposte concrete alle problematiche che oggi albergano all’interno del Consiglio d’istituto”. Noi di AGe Toscana siamo stati ben lieti di farci intervistare prima e pubblicare poi l’elaborato di Sara, che abbiamo trovato di grande qualità. “La nostra ‘ricetta’ –dichiara la presidente Rita Manzani Di Goro- consiste semplicemente nella formazione, che dovrebbe essere obbligatoria per tutti coloro che fanno parte degli organi rappresentativi. La guida è stata inviata a tutti i Consigli di circolo e d’istituto della Toscana e può essere scaricata dal nostro sito http://www.agetoscana.it alla pagina Documenti scaricabili”. Ecco alcuni dei contenuti principali: La scala della partecipazione è suddivisa in otto livelli; nel mezzo della scala si trovano i tre livelli di tokenism (“dare un contentino”): l’informazione, la consultazione e la soluzione dei conflitti; all’apice della scala di partecipazione ci sono la partnership, la delega di potere e il controllo popolare (es: il referendum).
L’obiettivo per essere tale deve innanzitutto essere chiaro: il gruppo deve sapere esattamente cosa deve fare.A differenza dell’obiettivo che indica il “perché”, lo scopo del lavoro di gruppo, il compito indica l’attività che il gruppo deve svolgere, il lavoro che deve fare per raggiungere l’obiettivo prefissato. Se il compito non è chiaro, il gruppo si troverà in difficoltà poiché non ha a disposizione gli strumenti necessari per raggiungere l’obiettivo.
La strategia è utile per semplificare il compito che deve svolgere il gruppo di lavoro. Un approfondimento necessario riguarda le risorse che il gruppo ha a disposizione, ad esempio il tempo: se il tempo passato è stato speso male, non si può tornare indietro.
Il conflitto, se ben gestito, non è un fattore negativo, anzi può portare dei cambiamenti positivi all’interno del gruppo attraverso il confronto tra i membri; se invece viene mal gestito o addirittura ignorato può sfociare in un atteggiamento negativo che può portare addirittura allo scioglimento del gruppo stesso.
La minoranza è composta da tutti quei membri che si trovano in disaccordo con il resto del gruppo e se è in grado di giocare al meglio le proprie carte può influenzare il processo decisionale e portare cambiamenti significativi.
Ci sono ruoli comuni in tutti i gruppi? indubbiamente la figura del leader, del nuovo arrivato e del capro espiatorio, che ha una funzione fondamentale nel gruppo poiché permette agli altri membri di risolvere i propri conflitti interni, proiettandole su di lui.
Il leader più efficiente è l’individuo meglio equipaggiato per aiutare il gruppo a raggiungere i suoi obiettivi in tale contesto. In un altro momento o in un altro luogo qualcun altro può emergere come leader. Lo stile di leadership vede leaders che impartiscono comandi ed esortano i membri a osservare le regole e ruoli gerarchici; altri che invece danno e chiedono spiegazioni, consigli, opinioni, creando così una forte interazione tra i membri dl gruppo.
Il Consiglio d’istituto è un gruppo di lavoro anomalo, perché vede la compresenza di due leaders, il dirigente scolastico e il presidente del Consiglio d’istituto, con caratteristiche ben definite: competenza in materia e rappresentanza dell’istituto l’uno, guida dell’organo di indirizzo l’altro. Per riequilibrare il sistema, l’unica possibile soluzione è la formazione mirata del Presidente e degli altri Consiglieri; una formazione che potrebbe essere svolta gratuitamente dalle Associazioni professionali e dei genitori, oppure da coloro che già hanno ricoperto cariche elettive nella scuola.

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Scuola: Graduatorie di istituto

Posted by fidest press agency su giovedì, 16 giugno 2011

Apprendiamo in queste ore, della volontà del Ministero di inserire nuovi titoli valutabili nel prossimo Decreto Ministeriale, che stabilirà i criteri per l’aggiornamento delle Graduatorie d’Isitituto per l’assunzione dei docenti per le supplenze. In teoria, nulla di male. Nei fatti una seria difficoltà per quanto riguarda il controllo del valore effettivo dei titoli, il rischio di incentivare l’industria, sin troppo estesa, dei titolifici, il fatto comunque che l’informazione viene data a babbo morto. Questo senza insistere sul fatto che alcuni titoli vengono valutati come una laurea, che i costi sono notevolissimi ecc.. I titoli, che dovrebbero comportare un punteggio aggiuntivo sono i seguenti:
certificazioni informatiche e digitali (ECDL, Microsoft e similari, Tablets, LIM)
certificazioni linguistiche (livelli B2, C1, C2 e corsi su metodologia CLIL)
master e specializzazioni relative all’area handicap
titoli abilitanti sui metodi didattici differenziati (Montessori, Agazzi, Pizzigoni)
corsi di bibliotecario
Rileviamo inoltre che, se ciò avvenisse, si configurerebbe una grave disparità di trattamento a danno di coloro che non erano a conoscenza di tale opportunità. Informare, a posteriori gli aventi diritto è prassi scorretta nonchè fonte di possibili contenziosi legali.

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A.Ge: no alla scelta istituto comprensivo

Posted by fidest press agency su lunedì, 15 novembre 2010

Un accorato appello ai comuni della Toscana perché non facciano la scelta dell’istituto comprensivo è stata rivolta dall’Associazione Genitori A.Ge. toscana ai Comuni, alle Province e alla Regione che nelle prossime settimane sono chiamati a esprimersi sulla razionalizzazione della rete scolastica per il 2011. ”Se in Italia esistono (e resistono) ancora quasi 1.000 scuole medie e circa altrettante direzioni didattiche, nonostante la precisa indicazione di convertirle in istituti comprensivi, significa che più di un buon motivo ci deve essere –rileva Rita Manzani Di Goro, presidente dell’A.Ge. Toscana- Quella dell’istituto comprensivo è una scelta poco sensata per servire i bisogni dei territori cittadini Piace ad alcuni per nostalgia, ad altri perché si pensa di risparmiare, ma la realtà è ben diversa da ciò che si immagina”. ”Il trauma di scindere alcuni plessi scolastici da un istituto e aggregarli a un altro non è premiato né da un’effettiva continuità didattica né da un risparmio che in realtà non c’è –prosegue Di Goro- Pensare di risolvere i problemi di dimensionamento spezzando in due una Direzione didattica troppo grande e una Scuola media troppo piccola è quanto meno ingenuo: ne potranno nascere solo due piccoli istituti comprensivi o un mega-comprensivo farraginoso e mal funzionante, e di risparmio c’è solo lo stipendio del dirigente e del direttore s.g.a.”. L’Istituto Comprensivo ha la sua ragion d’essere nei comuni della collina e della montagna: riunire le scuole dell’obbligo sotto un’unica dirigenza ha vantaggi sia sotto l’aspetto logistico (non aveva ad esempio senso avere la Direzione Didattica in un paese e la Scuola Media nel paese vicino, con un pendolarismo obbligato dei genitori per qualsiasi adempimento burocratico), sia per il senso di appartenenza che si viene a sviluppare all’interno della comunità scolastica. L’Istituto Comprensivo non si giustifica invece in ambito cittadino per una serie di effetti indesiderati che si vengono a creare:
•    Gli ambiti territoriali così ristretti offrono minori opportunità alle famiglie al momento delle iscrizioni
•    L’accorpamento delle scuole in istituti comprensivi favorisce la creazione di scuole troppo grandi (quasi sempre oltre i 1100 alunni) e perciò difficilmente governabili, con ricadute negative sulla qualità della didattica
•    La continuità è solo apparente, in quanto il genitore effettua l’iscrizione per 8 o 11 anni di seguito presso la stessa segreteria e fa riferimento alla medesima dirigenza, ma il dialogo fra i docenti dei vari ordini di scuola non è certo stato reso più intenso dall’istituzione del comprensivo, per cui la ricaduta sui ragazzi è pressoché nulla
•    L’esperienza ha dimostrato che, pur a distanza di anni, i collegi dei docenti resistono immiscibili fra i vari ordini di scuola
•    Il dirigente non è in grado di capire appieno le esigenze di entrambi i gradi di scuola. Egli infatti proviene dal ruolo dei docenti e a seconda del suo curriculum si trova impreparato a gestire le complesse problematiche della scuola che non ha vissuto come docente.
•    Il lavoro di segreteria risulta raddoppiato, a organico invariato. Mentre infatti la scuola dell’infanzia e la scuola primaria hanno un’organizzazione simile, la scuola secondaria di primo grado risponde a logiche completamente diverse (si pensi ad esempio all’orario dei docenti, alla loro sostituzione, ai libri di testo, ai corsi di recupero). La segreteria deve pertanto rispondere a esigenze diverse e contrapposte e non ha né l’organico né la tradizione di professionalità per fare adeguatamente fronte a tutto.

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A Jesi l’istituto telematico ed ecosostenibile

Posted by fidest press agency su martedì, 7 settembre 2010

A soli sette mesi dall’inizio dei lavori sono stati ultimati gli impianti tecnologici per le nuove officine degli Istituti Tecnici Itis e Ipsia di Jesi. Un fabbricato di 4.400 metri quadri su due piani con 6 officine, 9 laboratori e 10 aule per gli studenti, un vasto intervento di riqualificazione della Provincia di Ancona costato 4,5 milioni di euro per la demolizione delle officine esistenti e la costruzione di un nuovo edificio. L’appalto, affidato alla Sacaim di Venezia, ha visto Cat Impianti di Jesi realizzare gli impianti tecnologici della struttura. La struttura è  stata realizzata secondo i principi della bioedilizia e prevede la termoregolazione climatica digitale di ogni singola aula, in base alla diversa insolazione o all’utilizzo nelle diverse fasce orarie. Inoltre tutte le officine e i laboratori sono connessi alle reti telematiche e collegati in fibra ottica tra loro e con le altre filiali dell’istituto e della dirigenza scolastica. Impianti di illuminazione a risparmio energetico con lampade a basso consumo, sistemi di filodiffusione in ogni ambiente e sistemi antincendio con rilevatori di fumo in tutti gli ambienti completano la struttura. (mirko)

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Istituto Italiano di Cultura di Zurigo

Posted by fidest press agency su mercoledì, 10 marzo 2010

Zurigo 25 marzo Birmensdorferstrasse 198 – CH si svolgerà una tavola rotonda con due fra i più importanti esponenti del  mondo giornalistico italiano e svizzero: Ezio Mauro (Direttore de la Repubblica, Roma) e Andreas Strehle (Condirettore del Tages-Anzeiger, Zurigo). Temi della  discussione saranno: “Stampa, classe politica e opinione pubblica. L’attività  giornalistica in Italia e in Svizzera”. Parteciperà al dibattito anche Giancarlo Dillena (Direttore del Corriere del Ticino, Lugano).  L’evento è organizzato dall’Istituto Italiano di Cultura di Zurigo in collaborazione  con: La Repubblica, Tages-Anzeiger, Schweizer Monatshefte, Corriere del Ticino,  Società Dante Alighieri di Zurigo. (Università di Zurigo, Aula SOC-1-106, Rämistrasse 69, 8001 Zurigo, ore 19.00 http://www.iiczurigo.esteri.it

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Porfidia, sullo sfratto dell’Istituto voluto dalla Montalcini

Posted by fidest press agency su sabato, 5 settembre 2009

Roma, “Bloccare subito lo sfratto per il polo di ricerca voluto dal premio Nobel per la medicina, Rita Levi Montalcini” lo dichiara l’on. Americo Porfidia, che aggiunge “La vicenda dell’Ebri, l’Istituto di ricerca sul cervello è sintomatica per comprendere lo stato in cui versa la ricerca nel nostro paese. Sempre più giovani menti sono costrette ad espatriare perché in Italia non c’è spazio per lo studio. L’Istituto voluto dalla senatrice a vita Montalcini, nato a Roma nel 2005 occupa una cinquantina di scienziati e ricercatori  nello studio del funzionamento dell’organo per eccellenza del nostro corpo, il cervello che comprende patologie come l’Alzheimer, il Parkinson, l’ictus e la sclerosi laterale amiotrofica ahimè non poco diffuse al giorno d’oggi. La sua chiusura danneggerebbe sicuramente il lavoro di ricerca sin qui svolto vanificando altresì i risultati scientifici raggiunti. Accogliamo dunque con favore l’impegno preso dal Ministro Gelmini per evitare la chiusura dell’Istituto, sperando che le sue parole non cadano nel vuoto, e tenendo bene in mente – conclude l’on. Porfidia – che un paese che chiude le porte alla ricerca è un paese senza futuro” Il ministro Gelmini non si è fatta attendere. In un comunicato afferma che sono stati già stanziati gli importi necessari per il pagamento del fitto dei locali o, in alternativa, si potranno individuare altre sedi per sistemare i ricercatori dell’Istituto.

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