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Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 55

Posts Tagged ‘istituto’

Nuovo Direttore Spirituale dell’Istituto Samantabhadra di Roma

Posted by fidest press agency su giovedì, 18 ottobre 2018

Roma Sabato 27 ottobre 2018 alle ore 11.00 presso la sede legale dell’Unione Buddhista Italiana (U.B.I.), in vicolo dei Serpenti n.4/a, si terrà la Conferenza di presentazione del Ven. Ghesce Dorji Wangchuk, nuovo Lama residente nella città di Roma, che ha sostituito il Ven. Ghesce Thubten Dargye, scomparso nel dicembre 2017, alla guida spirituale dell’Istituto Samantabhadra, storico centro buddhista della capitale di tradizione Mahayana. In occasione dell’incontro con la stampa e con il pubblico il Ghesce Lharampa introdurrà il tema della “Responsabilità universale come chiave della sopravvivenza umana secondo l’ottica del Buddhismo”. Il tema della responsabilità universale viene recepito nella sua urgente attualità anche dalla religione cristiana come testimoniano alcune delle recenti iniziative che hanno contribuito a creare un messaggio condiviso da inviare ai rappresentanti dei governi degli Stati di tutto il mondo che si riuniranno a Katowice in Polonia dal 3 al 14 dicembre 2018 per la Conferenza Mondiale sul clima delle Nazioni Unite; un messaggio già accolto e condiviso dalle diverse confessioni presenti in Italia (la Chiesa Valdese, la Federazione delle Chiese Evangeliche d’Italia, l’Unione Induista Italiana, l’Unione Buddhista, l’Assemblea dei rabbini d’Italia e due organizzazioni islamiche tra le più diffuse nel nostro Paese, l’Ucoii e la Coreis) che nel dicembre del 2015 in vista della Cop 21 hanno sottoscritto un appello di responsabilità nelle scelte politico-ambientali da intraprendere richiamando il rispetto del valore della vita in un’ottica di tutela delle popolazioni più deboli e delle future generazioni. Questo incontro intende porre l’attenzione e sensibilizzare i cittadini sul tema del rapporto tra l’essere umano e l’ambiente in cui vive ed opera, tra l’individuo e la società, in un momento storico come quello attuale contraddistinto da un individualismo esasperato, da odio sociale, chiusura e pregiudizio nei confronti della diversità a cui corrisponde, sul piano ecologico, un atteggiamento spesso predatorio dell’uomo sulla natura, soggiogata da una concezione antropocentrica sempre più assolutistica e spregiudicata.
L’Unione Buddhista Italiana (U.B.I.) è stata fondata a Milano nel 1985 da centri buddhisti di tutte le tradizioni presenti in Italia che sentivano la necessità di unirsi e cooperare, come era già accaduto in altri paesi europei (Francia, Germania, Austria, Olanda, Spagna, ecc.).

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Gli uffici scolastici pubblicano le graduatorie d’istituto

Posted by fidest press agency su lunedì, 21 agosto 2017

scuolaOra ogni supplente potrà rendersi conto del punteggio assegnato consultando ‘Istanze On Line’: la stampa specializzata spiega che tocca alle segreterie scolastiche ‘mettere una pezza’ agli errori del sistema informatico con il quale si trovano a lavorare gli assistenti amministrativi alle prese con la valutazione delle domande dei docenti per l’accesso alle graduatorie. Alla mancata formazione su molti aspetti delle tabelle di valutazione dei titoli (interpretate con fantasia) si aggiungono gli errori di default del sistema on line. Sono già migliaia le richieste di rettifica del punteggio recapitati sulle scrivanie delle segreterie, da parte dei docenti che hanno visualizzato il punteggio non corretto. Nel computo degli errori da sanare, ci sono pure i tanti bug dovuti alla decisione del Miur di escludere tante categorie di docenti. Come i diplomati Itp, a cui il Tar ha dato ragione avallando la tesi dell’Anief. Marcello Pacifico (Anief-Cisal): Attendiamo con fiducia la richiesta di inserimento nella seconda fascia d’istituto anche per i diplomati AFAM e magistrale linguistico, per i quali già esistono pronunciamenti positivi in Consiglio di Stato. C’è anche da verificare se il Ministero dell’Istruzione abbia comunicato ai propri Ambiti territoriali provinciali e alle scuole capofila di dare seguito agli ordini del tribunale amministrativo per registrare l’immediato inserimento nella seconda fascia delle Graduatorie d’Istituto di tutti gli aventi diritto. Inoltre è bene che ogni docente verifichi il punteggio assegnatogli e presenti apposito ricorso qualora vi siano discrepanze rispetto a quanto effettivamente gli spetta.

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Scuola: ancora problemi per le graduatorie d’istituto e le nuove nomine

Posted by fidest press agency su venerdì, 28 luglio 2017

ministero-pubblica-istruzioneIl Miur ammette che vi sono problemi solo nell’ultimo giorno utile per inoltrare il modello B, tramite Istanze on line, attraverso cui 700mila precari indicano le scuole dove collocarsi in lista d’attesa a seguito della presentazione della domanda di inserimento o aggiornamento nelle graduatorie di istituto di seconda e terza fascia valide per il triennio 2017/2020. Ora, fuori tempo massimo, spunta anche l’ipotesi della proroga e del modello cartaceo. Nel bailamme organizzativo ministeriale sono coinvolti altresì i 52mila precari, probabilmente anche meno visto l’alto numero di graduatorie di merito e a esaurimento a corto di candidati, da assumere a tempo indeterminato entro il prossimo 14 agosto: per loro non è prevista alcuna chiamata diretta, perché i dirigenti scolastici non sono disposti a lavorare anche a ridosso del ferragosto. La procedura passa nelle mani degli Usr che effettueranno le assegnazioni su scuola in base al punteggio dei candidati.
Marcello Pacifico (Anief-Cisal): Sta crollando, nei fatti, un altro pezzetto della Buona Scuola di Renzi. Quello delle macchinose, illegittime e inutili individuazioni del personale attraverso la scelta dei presidi. Lo avevamo detto sin dall’inizio: il problema non era nel numero dei criteri da indicare, come invece sostenevano i sindacati rappresentativi, ma proprio nella inapplicabilità del sistema all’interno della PA, che per legge deve essere legato all’anzianità di servizio e ai titoli acquisiti. Per quel che riguarda l’invio del modello B, si tratta dell’epilogo di un processo di aggiornamento telematico creato in modo quasi dilettantistico: si è partiti con un regolamento che escludeva una sfilza di categorie, contro cui abbiamo presentato ricorso. Poi, sono subentrati i problemi di compilazione. Infine, altre problematiche riguardanti gli invii. Considerando i tanti nodi non sciolti, come i 100mila posti che andranno ancora in supplenza, con molti posti di sostegno e di alcune classi di concorso che potrebbero non essere coperti, per non parlare dei 1.900 posti da preside e 1.700 da Dsga che andranno in reggenza, in attesa di concorsi mai pronti, è ormai certo che l’avvio dell’anno scolastico 2017/18 sarà purtroppo come tutti gli ultimi: caotico e pieno di incognite.

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Scuola: Rinnovo graduatorie Istituto per 320mila supplenti

Posted by fidest press agency su giovedì, 13 aprile 2017

ministero-pubblica-istruzioneÈ un evento importante che riguarda 320 mila precari, a cui viene offerta la possibilità di presentare ulteriori titoli e servizi, oltre che di spostarsi di sede. Il problema è che l’amministrazione si appresta a fornire tale diritto dei lavoratori, però penalizzandone un enorme numero, anche coloro che avrebbero piena facoltà d’inserirsi nelle graduatorie per la prima volta. Per non parlare di chi è in prima fascia e dovrà attendere il 2018. Possono ricorrere per l’inserimento nella seconda fascia diverse categorie: candidati con diploma magistrale a indirizzo linguistico, Insegnanti tecnico pratici, personale educativo che chiede l’inserimento per la scuola primaria, diplomati accademici di conservatorio fino al 2001/02, abilitati all’estero in attesa di riconoscimento del titolo. Anief ha inoltre attivato il ricorso per l’inserimento in terza fascia per la disciplina Diritto (ex A019) dei laureati in Scienze Politiche – vecchio ordinamento – dopo l’anno accademico 2000/01. È anche possibile ricorrere per ottenere la valutazione del servizio militare prestato non in costanza di nomina.
Marcello Pacifico (Anief-Cisal): l’amministrazione continua a trattare il personale precario in modo superficiale e approssimativo. Noi, che da statuto difendiamo i lavoratori della scuola, precari e di ruolo, non possiamo permettere tali abusi: per questo siamo pronti a dare battaglia nelle sedi legali idonee a ristabilire le norme su un piano di correttezza e di equità delle regole che disciplinano il precariato scolastico italiano.

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Dall’Italia a Budapest: la mostra “Oltre” le divisioni

Posted by fidest press agency su martedì, 6 ottobre 2015

beataL’Istituto Italiano di Cultura a Budapest presenta, dall’8 all’11 ottobre, la Mostra Internazionale “Oltre” (Beyond the Foreground), organizzata nella capitale ungherese in collaborazione con l’associazione cramum e la Fondazione Giorgio Pardi e il patrocinio del Ludwig Museum di Budapest.
La Mostra “OLTRE”, inaugurata in occasione dell’Art Market Budapest 2015, è curata da Sabino Maria Frassà e accoglie 40 opere di 10 artisti italiani e 7 ungheresi, di diverse generazioni e fama (da giovani promesse ad artisti dell’attuale Biennale). Il giorno dell’inaugurazione verrà presentato il libro d’artista che completa la mostra: una pregiata edizione limitata (300 copie) lungo oltre 5 metri.
salvalaiIn un momento storico in cui l’Europa sta cercando una nuova unità realizzare un’esposizione a Budapest rappresenta un segnale forte: dall’Italia può partire la promozione dell’integrazione culturale per far nascere una “vera” Europa, al di là dei trattati e delle leggi. Per il curatore, Sabino Maria Frassà, l’esposizione cerca di accompagnare i visitatori oltre l’apparenza perché: “L’arte contemporanea non dovrebbe essere né pubblicità, né propaganda: l’artista contemporaneo non vede la luce, ma cerca di vedere nel buio. Proprio per questo l’arte oggi è la rappresentazione e il superamento dell’infinito secondo piano fatto di buio, dubbi e sfumature”.
Dalla sede dell’Istituto Italiano di Cultura a Budapest, che dal 1865 al 1902 fu la sede del Parlamento ungherese, la mostra giungerà in Italia, ad Ivrea e Roma nel 2016, grazie al Museo Garda di Ivrea e all’Accademia di Ungheria a Roma. (foto: beata, salvalai)

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Week of the Italian Language in the World

Posted by fidest press agency su mercoledì, 15 ottobre 2014

world film locationsToronto Wednesday, October 22, 2014 – 6:30pm – 8:30pm Istituto Italiano di Cultura – 496 Huron St., Toronto Free admission. On the occasion of the publication of the book World Film Locations: Florence (Intellect Books), the Istituto Italiano di Cultura presents Reading the Cinematic City: World Film Locations Florence and Toronto, a panel with editor Alberto Zambenedetti and contributor Luca Somigli, Fiona Luck and Kevin Harrison, contributor and photographer to the World Film Locations: Toronto.
The panel will discuss the symbiotic relationship between the rise of filmmaking as an artistic and social practice and urbanization on a global scale, with particular emphasis on Florence and Toronto. These cities are the subject of two new volumes in the World Film Locations series published in the United Kingdom by Intellect Books and distributed worldwide. Written by leading scholars in the field of location studies, the series also includes books devoted to Venice and Rome. Each volume discusses how a specific urban fabric is used on film, how its representation changes in the hands of different directors, how genres influence its depiction, and how time changes both the cinematographic medium and its privileged set, the city.

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Il tribunale di Parigi reintegra due prof precari licenziati dall’Istituto italiano di Cultura, condannata la Farnesina

Posted by fidest press agency su lunedì, 21 aprile 2014

parigiUn altro caso di abuso di reiterazione dei contratti a tempo determinato ben oltre i 36 mesi consentiti, sui cui i giudici d’oltre confine si pongono in modo perentorio: lo Stato italiano condannato a risarcire i contributi di 10 anni di precariato illegittimo.Marcello Pacifico (Anief-Confedir): la sentenza transalpina conferma quanto il nostro sindacato sostiene da tempo, è finito il tempo di calpestare l’articolo 117 della Costituzione. E ripropone la mai risolta doppia questione sui mancati contributi versati al personale a tempo determinato, con il “buco” Inps da 23 miliardi, e sull’illegittima trattenuta del 2,5% a chi è stato assunto dopo il 2001.

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Guida ai consigli d’istituto

Posted by fidest press agency su venerdì, 11 gennaio 2013

Oltre mille Consigli d’istituto nuovi di zecca stanno partendo, ma nessuno si preoccupa di formarne i componenti. I più navigati sanno per esperienza che per fare un buon lavoro è sempre utile conoscere i meccanismi segreti ed è per questo che AGe Toscana ha pensato di pubblicare una guida unica nel suo genere: “Come (non) funziona il Consiglio d’istituto”.
Analisi e suggerimenti sono stati messi a punto da Sara Ruffo, una ragazza di Verbania che, frequentando il corso di laurea in “Scienze cognitive e processi decisionali” (il cui focus è lo studio di gruppi sociali), per la tesi finale ha rivolto la sua attenzione al Consiglio d’istituto. Ne ha analizzato tutte le caratteristiche sia sotto il profilo socio – psicologico, che sotto quello della sua composizione e amministrazione, intervistando tutti i dirigenti e le varie componenti scolastiche delle scuole del suo territorio. “A mano a mano che il lavoro si sviluppava –commenta Sara- il mio interesse verso questo gruppo di lavoro aumentava, portandomi a pormi delle domande e a cercare delle risposte. Questo è il motivo per cui mi sono rivolta all’Associazione genitori A.Ge. Toscana:volevo trovare delle risposte concrete alle problematiche che oggi albergano all’interno del Consiglio d’istituto”. Noi di AGe Toscana siamo stati ben lieti di farci intervistare prima e pubblicare poi l’elaborato di Sara, che abbiamo trovato di grande qualità. “La nostra ‘ricetta’ –dichiara la presidente Rita Manzani Di Goro- consiste semplicemente nella formazione, che dovrebbe essere obbligatoria per tutti coloro che fanno parte degli organi rappresentativi. La guida è stata inviata a tutti i Consigli di circolo e d’istituto della Toscana e può essere scaricata dal nostro sito http://www.agetoscana.it alla pagina Documenti scaricabili”. Ecco alcuni dei contenuti principali: La scala della partecipazione è suddivisa in otto livelli; nel mezzo della scala si trovano i tre livelli di tokenism (“dare un contentino”): l’informazione, la consultazione e la soluzione dei conflitti; all’apice della scala di partecipazione ci sono la partnership, la delega di potere e il controllo popolare (es: il referendum).
L’obiettivo per essere tale deve innanzitutto essere chiaro: il gruppo deve sapere esattamente cosa deve fare.A differenza dell’obiettivo che indica il “perché”, lo scopo del lavoro di gruppo, il compito indica l’attività che il gruppo deve svolgere, il lavoro che deve fare per raggiungere l’obiettivo prefissato. Se il compito non è chiaro, il gruppo si troverà in difficoltà poiché non ha a disposizione gli strumenti necessari per raggiungere l’obiettivo.
La strategia è utile per semplificare il compito che deve svolgere il gruppo di lavoro. Un approfondimento necessario riguarda le risorse che il gruppo ha a disposizione, ad esempio il tempo: se il tempo passato è stato speso male, non si può tornare indietro.
Il conflitto, se ben gestito, non è un fattore negativo, anzi può portare dei cambiamenti positivi all’interno del gruppo attraverso il confronto tra i membri; se invece viene mal gestito o addirittura ignorato può sfociare in un atteggiamento negativo che può portare addirittura allo scioglimento del gruppo stesso.
La minoranza è composta da tutti quei membri che si trovano in disaccordo con il resto del gruppo e se è in grado di giocare al meglio le proprie carte può influenzare il processo decisionale e portare cambiamenti significativi.
Ci sono ruoli comuni in tutti i gruppi? indubbiamente la figura del leader, del nuovo arrivato e del capro espiatorio, che ha una funzione fondamentale nel gruppo poiché permette agli altri membri di risolvere i propri conflitti interni, proiettandole su di lui.
Il leader più efficiente è l’individuo meglio equipaggiato per aiutare il gruppo a raggiungere i suoi obiettivi in tale contesto. In un altro momento o in un altro luogo qualcun altro può emergere come leader. Lo stile di leadership vede leaders che impartiscono comandi ed esortano i membri a osservare le regole e ruoli gerarchici; altri che invece danno e chiedono spiegazioni, consigli, opinioni, creando così una forte interazione tra i membri dl gruppo.
Il Consiglio d’istituto è un gruppo di lavoro anomalo, perché vede la compresenza di due leaders, il dirigente scolastico e il presidente del Consiglio d’istituto, con caratteristiche ben definite: competenza in materia e rappresentanza dell’istituto l’uno, guida dell’organo di indirizzo l’altro. Per riequilibrare il sistema, l’unica possibile soluzione è la formazione mirata del Presidente e degli altri Consiglieri; una formazione che potrebbe essere svolta gratuitamente dalle Associazioni professionali e dei genitori, oppure da coloro che già hanno ricoperto cariche elettive nella scuola.

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Scuola: Graduatorie di istituto

Posted by fidest press agency su giovedì, 16 giugno 2011

Apprendiamo in queste ore, della volontà del Ministero di inserire nuovi titoli valutabili nel prossimo Decreto Ministeriale, che stabilirà i criteri per l’aggiornamento delle Graduatorie d’Isitituto per l’assunzione dei docenti per le supplenze. In teoria, nulla di male. Nei fatti una seria difficoltà per quanto riguarda il controllo del valore effettivo dei titoli, il rischio di incentivare l’industria, sin troppo estesa, dei titolifici, il fatto comunque che l’informazione viene data a babbo morto. Questo senza insistere sul fatto che alcuni titoli vengono valutati come una laurea, che i costi sono notevolissimi ecc.. I titoli, che dovrebbero comportare un punteggio aggiuntivo sono i seguenti:
certificazioni informatiche e digitali (ECDL, Microsoft e similari, Tablets, LIM)
certificazioni linguistiche (livelli B2, C1, C2 e corsi su metodologia CLIL)
master e specializzazioni relative all’area handicap
titoli abilitanti sui metodi didattici differenziati (Montessori, Agazzi, Pizzigoni)
corsi di bibliotecario
Rileviamo inoltre che, se ciò avvenisse, si configurerebbe una grave disparità di trattamento a danno di coloro che non erano a conoscenza di tale opportunità. Informare, a posteriori gli aventi diritto è prassi scorretta nonchè fonte di possibili contenziosi legali.

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A.Ge: no alla scelta istituto comprensivo

Posted by fidest press agency su lunedì, 15 novembre 2010

Un accorato appello ai comuni della Toscana perché non facciano la scelta dell’istituto comprensivo è stata rivolta dall’Associazione Genitori A.Ge. toscana ai Comuni, alle Province e alla Regione che nelle prossime settimane sono chiamati a esprimersi sulla razionalizzazione della rete scolastica per il 2011. ”Se in Italia esistono (e resistono) ancora quasi 1.000 scuole medie e circa altrettante direzioni didattiche, nonostante la precisa indicazione di convertirle in istituti comprensivi, significa che più di un buon motivo ci deve essere –rileva Rita Manzani Di Goro, presidente dell’A.Ge. Toscana- Quella dell’istituto comprensivo è una scelta poco sensata per servire i bisogni dei territori cittadini Piace ad alcuni per nostalgia, ad altri perché si pensa di risparmiare, ma la realtà è ben diversa da ciò che si immagina”. ”Il trauma di scindere alcuni plessi scolastici da un istituto e aggregarli a un altro non è premiato né da un’effettiva continuità didattica né da un risparmio che in realtà non c’è –prosegue Di Goro- Pensare di risolvere i problemi di dimensionamento spezzando in due una Direzione didattica troppo grande e una Scuola media troppo piccola è quanto meno ingenuo: ne potranno nascere solo due piccoli istituti comprensivi o un mega-comprensivo farraginoso e mal funzionante, e di risparmio c’è solo lo stipendio del dirigente e del direttore s.g.a.”. L’Istituto Comprensivo ha la sua ragion d’essere nei comuni della collina e della montagna: riunire le scuole dell’obbligo sotto un’unica dirigenza ha vantaggi sia sotto l’aspetto logistico (non aveva ad esempio senso avere la Direzione Didattica in un paese e la Scuola Media nel paese vicino, con un pendolarismo obbligato dei genitori per qualsiasi adempimento burocratico), sia per il senso di appartenenza che si viene a sviluppare all’interno della comunità scolastica. L’Istituto Comprensivo non si giustifica invece in ambito cittadino per una serie di effetti indesiderati che si vengono a creare:
•    Gli ambiti territoriali così ristretti offrono minori opportunità alle famiglie al momento delle iscrizioni
•    L’accorpamento delle scuole in istituti comprensivi favorisce la creazione di scuole troppo grandi (quasi sempre oltre i 1100 alunni) e perciò difficilmente governabili, con ricadute negative sulla qualità della didattica
•    La continuità è solo apparente, in quanto il genitore effettua l’iscrizione per 8 o 11 anni di seguito presso la stessa segreteria e fa riferimento alla medesima dirigenza, ma il dialogo fra i docenti dei vari ordini di scuola non è certo stato reso più intenso dall’istituzione del comprensivo, per cui la ricaduta sui ragazzi è pressoché nulla
•    L’esperienza ha dimostrato che, pur a distanza di anni, i collegi dei docenti resistono immiscibili fra i vari ordini di scuola
•    Il dirigente non è in grado di capire appieno le esigenze di entrambi i gradi di scuola. Egli infatti proviene dal ruolo dei docenti e a seconda del suo curriculum si trova impreparato a gestire le complesse problematiche della scuola che non ha vissuto come docente.
•    Il lavoro di segreteria risulta raddoppiato, a organico invariato. Mentre infatti la scuola dell’infanzia e la scuola primaria hanno un’organizzazione simile, la scuola secondaria di primo grado risponde a logiche completamente diverse (si pensi ad esempio all’orario dei docenti, alla loro sostituzione, ai libri di testo, ai corsi di recupero). La segreteria deve pertanto rispondere a esigenze diverse e contrapposte e non ha né l’organico né la tradizione di professionalità per fare adeguatamente fronte a tutto.

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A Jesi l’istituto telematico ed ecosostenibile

Posted by fidest press agency su martedì, 7 settembre 2010

A soli sette mesi dall’inizio dei lavori sono stati ultimati gli impianti tecnologici per le nuove officine degli Istituti Tecnici Itis e Ipsia di Jesi. Un fabbricato di 4.400 metri quadri su due piani con 6 officine, 9 laboratori e 10 aule per gli studenti, un vasto intervento di riqualificazione della Provincia di Ancona costato 4,5 milioni di euro per la demolizione delle officine esistenti e la costruzione di un nuovo edificio. L’appalto, affidato alla Sacaim di Venezia, ha visto Cat Impianti di Jesi realizzare gli impianti tecnologici della struttura. La struttura è  stata realizzata secondo i principi della bioedilizia e prevede la termoregolazione climatica digitale di ogni singola aula, in base alla diversa insolazione o all’utilizzo nelle diverse fasce orarie. Inoltre tutte le officine e i laboratori sono connessi alle reti telematiche e collegati in fibra ottica tra loro e con le altre filiali dell’istituto e della dirigenza scolastica. Impianti di illuminazione a risparmio energetico con lampade a basso consumo, sistemi di filodiffusione in ogni ambiente e sistemi antincendio con rilevatori di fumo in tutti gli ambienti completano la struttura. (mirko)

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Istituto Italiano di Cultura di Zurigo

Posted by fidest press agency su mercoledì, 10 marzo 2010

Zurigo 25 marzo Birmensdorferstrasse 198 – CH si svolgerà una tavola rotonda con due fra i più importanti esponenti del  mondo giornalistico italiano e svizzero: Ezio Mauro (Direttore de la Repubblica, Roma) e Andreas Strehle (Condirettore del Tages-Anzeiger, Zurigo). Temi della  discussione saranno: “Stampa, classe politica e opinione pubblica. L’attività  giornalistica in Italia e in Svizzera”. Parteciperà al dibattito anche Giancarlo Dillena (Direttore del Corriere del Ticino, Lugano).  L’evento è organizzato dall’Istituto Italiano di Cultura di Zurigo in collaborazione  con: La Repubblica, Tages-Anzeiger, Schweizer Monatshefte, Corriere del Ticino,  Società Dante Alighieri di Zurigo. (Università di Zurigo, Aula SOC-1-106, Rämistrasse 69, 8001 Zurigo, ore 19.00 http://www.iiczurigo.esteri.it

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Porfidia, sullo sfratto dell’Istituto voluto dalla Montalcini

Posted by fidest press agency su sabato, 5 settembre 2009

Roma, “Bloccare subito lo sfratto per il polo di ricerca voluto dal premio Nobel per la medicina, Rita Levi Montalcini” lo dichiara l’on. Americo Porfidia, che aggiunge “La vicenda dell’Ebri, l’Istituto di ricerca sul cervello è sintomatica per comprendere lo stato in cui versa la ricerca nel nostro paese. Sempre più giovani menti sono costrette ad espatriare perché in Italia non c’è spazio per lo studio. L’Istituto voluto dalla senatrice a vita Montalcini, nato a Roma nel 2005 occupa una cinquantina di scienziati e ricercatori  nello studio del funzionamento dell’organo per eccellenza del nostro corpo, il cervello che comprende patologie come l’Alzheimer, il Parkinson, l’ictus e la sclerosi laterale amiotrofica ahimè non poco diffuse al giorno d’oggi. La sua chiusura danneggerebbe sicuramente il lavoro di ricerca sin qui svolto vanificando altresì i risultati scientifici raggiunti. Accogliamo dunque con favore l’impegno preso dal Ministro Gelmini per evitare la chiusura dell’Istituto, sperando che le sue parole non cadano nel vuoto, e tenendo bene in mente – conclude l’on. Porfidia – che un paese che chiude le porte alla ricerca è un paese senza futuro” Il ministro Gelmini non si è fatta attendere. In un comunicato afferma che sono stati già stanziati gli importi necessari per il pagamento del fitto dei locali o, in alternativa, si potranno individuare altre sedi per sistemare i ricercatori dell’Istituto.

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