Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 321

Posts Tagged ‘istituzioni’

Governo. Tempi e mansioni istituzionali: inizia male

Posted by fidest press agency su lunedì, 9 settembre 2019

“Mettere a dama” è una espressione del gioco della “Dama”, che prevede di bloccare l’avversario per poi “mangiarne” le pedine. Ci è venuta in mente questa espressione leggendo le dichiarazioni della ministra alle Infrastrutture e Trasporti, Paola De Micheli e osservando le azioni del ministro degli Esteri, Luigi Di Maio. Come è noto, il governo Conte2 è stato nominato dal Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. Per completare l’iter costituzionale, il governo deve avere la fiducia del Parlamento e, soprattutto, la deve avere il programma presentato dal governo stesso.Dunque, manca un passaggio fondamentale affinchè il governo entri nel pieno delle sue funzioni.In questo frangente di tempo, gli obiettivi programmatici sono sospesi, ma non è stato inteso così dalla ministra De Micheli che è intervenuta, con una dichiarazione, sulla realizzazione di alcune opere infrastrutturale e sulle concessioni autostradali. C’è un evidente problema di “educazione” istituzionale e di rapporti politici con gli alleati penta stellati. Non capirlo non depone bene.
Un fatto grave, è stato commesso dal ministro Di Maio: ha convocato, nella sede del ministero, i membri penta stellati del governo. Una riunione di partito, insomma, in sede istituzionale. Se il capo politico del M5S, vuole fare una riunione del suo partito se la faccia nella sede del M5S o affitti un locale. Non è dato che si utilizzino soldi del contribuente per il mantenimento di una struttura pubblica utilizzata, anche, per riunioni di una associazione privata, quale è un partito.L’altro aspetto, riguarda i rapporti istituzionali, poichè non si può configurare un sub governo penta stellato, autonomo dal governo Conte2, e di rapporti politici con l’alleato, il Pd, che siede nello stesso Consiglio dei Ministri, luogo dove si assumono decisioni comuni.Insomma, siamo alla furbizia e alla prefigurazione di tensioni che hanno caratterizzato il precedente governo.Di problemi da risolvere ce ne sono a iosa, li abbiamo rilevati in passato e ocntinueremo a farlo. Vorremmo che i ministri, che sono stati nominati dal Presidente Mattarella, che hanno ottenuto la fiducia dal Parlamento e sono pagati dal contribuente, facessero il loro lavoro senza perdere tempo giocando a “mettere a dama”. (Primo Mastrantoni, segretario Aduc)

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Codici: Roma nella morsa degli strozzini e abbandonata dalle istituzioni

Posted by fidest press agency su sabato, 24 agosto 2019

E’ la storia drammatica di una famiglia vittima di usura. Una situazione grave, pericolosa e pesante. È quella che si registra a Roma sul fronte della legalità. La capitale è diventata terra di scorribande per criminali senza scrupoli. Tra questi si stanno ritagliando sempre più spazio gli strozzini. Stando agli ultimi dati diffusi durante l’inaugurazione dell’anno giudiziario, nel distretto della Corte d’Appello di Roma i processi per reati legati all’usura sono infatti passati da 32 a 48.“Numeri inquietanti – afferma il Segretario Nazionale di Codici Ivano Giacomelli – la nostra associazione li tocca con mano, visto che siamo impegnati in tre procedimenti legati all’usura, un fenomeno che purtroppo sta dilagando nella capitale e che non sembra trovare ostacoli anche a causa di istituzioni poco presenti”.
Emblematica la storia di una commerciante, una madre coraggio che ha trovato la forza di denunciare l’usuraio a cui si era affidata illudendosi di poter risolvere i propri problemi. “È iniziato tutto nel 2015 – racconta la donna – quando ho preso in affitto un locale commerciale, dove volevo trasferire l’attività che porto avanti da 15 anni. A ridosso dell’apertura, ho scoperto che mancava l’agibilità. Da quel momento, per paura che denunciassi l’irregolarità, il proprietario ha iniziato a rimandare indietro i bonifici che inviavo per pagare l’affitto, avviando la procedura dello sfratto. In questo modo sperava di riprendersi il locale. Questo comportamento mi è costato tre cause e tanti soldi, perché l’attività era chiusa, ma intanto dovevo versare le rate dei macchinari. Come se non bastasse, sono sorti dei problemi anche con l’affitto di casa e da lì per me e la mia famiglia è iniziato l’incubo”.Disperata, la donna insieme al marito si è rivolta ad un uomo, indicato da un commerciante della zona come rappresentante di piccole società del settore ed in grado di fornire prestiti vantaggiosi. “Abbiamo chiesto un prestito di 3.000 euro – ricorda la signora – ma in poco tempo ci siamo resi conto che di fronte non avevamo un altro esercente, ma un usuraio. Gli interessi diventavano sempre più alti ed alla fine ci siamo ritrovati a dover restituire 15.000 euro. Non avevamo quei soldi e così sono iniziate le minacce”.Telefonate minatorie, anche visite intimidatorie a casa. “Abbiamo avuto paura – dichiara la donna – ed alla fine abbiamo deciso di chiudere l’attività. Nel frattempo erano arrivati lo sfratto da casa e la bocciatura a scuola di mio figlio a causa delle assenze prolungate, dovute sempre a questa situazione disperata. Ci è crollato il mondo addosso. Ci siamo sentiti soli e abbandonati. Anche perché avevo inviato decine di email al Comune di Roma per chiedere aiuto, avevo contattato Assessorati e perfino la Segreteria del Sindaco, presentando tutta la documentazione necessaria per spiegare il nostro caso, ma in cambio ho ricevuto soltanto silenzio e indifferenza”.Uno spiraglio in questa vicenda drammatica si è aperto nel dicembre 2018, quando gli agenti del Commissariato di Primavalle hanno arrestato l’usuraio che aveva messo in ginocchio decine di commercianti nel quartiere Torresina. Da lì si è passati al processo, in cui l’Associazione Codici assiste la commerciante. “Ho perso l’attività che portavo avanti da anni – afferma la signora – siamo schiacciati dai debiti e continuiamo a subire minacce ed intimidazioni dai parenti dell’usuraio arrestato, che sono arrivati al punto di terrorizzare mio figlio, minorenne. Ciò nonostante non ho nessuna intenzione di mollare. Mentre eravamo in mano a quello strozzino, mi fu diagnostico un tumore al seno. Dio mi ha ridato la vita permettendomi di guarire, lo Stato me l’ha tolta. Abbiamo perso tutto, ma non la voglia di combattere. Continueremo a lottare”.Una madre coraggio, una famiglia forte, al fianco della quale si è schierata l’Associazione Codici, da sempre in prima fila per la legalità. “Siamo con loro e con tutte le vittime di usura – dichiara il Segretario Nazionale Ivano Giacomelli – ci batteremo in Tribunale affinché sia fatta giustizia. Ci auguriamo che insieme a noi in aula ci siano anche le istituzioni, che purtroppo spesso sono assenti. Non esserci è sbagliato, perché significa cedere terreno ai criminali e questo non è più possibile, soprattutto in una città in difficoltà come Roma”. (n.r. Diamo spazio a questa notizia perchè, purtroppo, non è la sola. Moltissime persone sono abbandonate a se stesse dove la giustizia si misura con le lungaggini di anni, dove la prepotenza la fa da padrona e lo stato brilla per la sua indifferenza e pedanteria burocratica. Poi ci meravigliamo che nel segreto dell’urna si scaricano tensioni e frustazione e finendo nelle mani dei pifferai di turno, o non si va a votare mostrando totale sfiducia nelle istituzioni.)

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Le istituzioni alla prova del discredito

Posted by fidest press agency su martedì, 16 luglio 2019

Il male oscuro che attraversa l’Italia incide direttamente nelle coscienze del suo popolo. Intendo riferirmi in primo luogo alla sistematica dissacrazione delle istituzioni, nessuna esclusa: dall’alto del colle sino al fondo marino. Lo facciamo più delle volte a ragione se pensiamo ai recenti inciuci di alcuni magistrati che puntavano al controllo clientelare e partigiano delle nomine ma così facendo fingiamo di non esserci resi conto che mettiamo insieme, in modo confuso, le istituzioni e quelli che le rappresentano pro-tempore. In effetti ci sembra che non siamo riusciti a trovare l’antidoto giusto per la separazione netta tra i due aspetti del problema. Il vulnus dovremmo, semmai, accreditarlo per intero ad un’etica comportamentale dei singoli ma dissociarla a ciò che rappresentano gli apparati statuali. Per farlo con efficacia occorrerebbe essere molto severi e tempestivi nell’isolare le pecore nere e punirle anche per il danno d’immagine che hanno provocato. Nessuna solidarietà corporativa dovrebbe essere accettata a tutti i livelli di comando per far capire alle parti coinvolte che ci troviamo al cospetto di istituzioni sane e che devono lasciare intatte la loro rispettabilità e decoro. Ma da tutto questo deriva un’altra riflessione che è data dalla necessità di farsi carico di decisioni in tempo reale, pur nel rispetto delle tutele degli accusati a difendersi e a rappresentare le proprie ragioni nelle sedi competenti. Oggi i tempi si accorciano rendendoci intolleranti alle attese. Ne evidenziamo i segni ovunque: da chi aspetta alla fermata il bus da prendere, da chi deve fare la fila negli uffici pubblici e privati, da chi deve attendere per una sentenza da passare in giudicato e qui siamo, com’è noto, ai tempi biblici e via di questo passo. Vi è anche il discorso tra causa ed effetto tra chi delinque e viene arrestato ma poi lo si ritrova a reiterare l’illecito il giorno dopo e nello stesso posto. Vi aggiungiamo quei reati alla proprietà sempre più frequenti e che spesso le vittime li subiscono rinunciando a denunciarli per sfiducia nei confronti del “sistema” ma spesso fanno gridare agli statistici che taluni reati sono diminuiti. A questo punto non chiediamo al parlamento di legiferare perché vi sono già tantissime leggi ma di renderle operative e soprattutto tempestive offrendo agli addetti ai lavori gli strumenti più idonei per far sentire la presenza dello stato forte e determinata. Nel “gioco” tra guardie e ladri non possono esserci scambi di ruoli, nel corso d’opera, e talvolta lo stesso “silenzio” si percepisce come complicità. (Riccardo Alfonso direttore Centri studi politici e sociali della Fidest)

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A scuola con le istituzioni per la prevenzione ed il controllo delle malattie croniche

Posted by fidest press agency su domenica, 10 febbraio 2019

Nei Piani d’azione WHO 2008-2013 e 2013-2020 si sottolinea l’importanza dell’intervento di Governi e Amministrazioni per assicurare la prevenzione ed il controllo delle malattie croniche. Analogamente le indicazioni europee invitano gli Stati membri ad elaborare e implementare Piani Nazionali sulla Cronicità. Considerato che le malattie croniche impattano per il 70-80% sui sistemi sanitari occidentali anche il nostro Paese si è dotato di un Piano Nazionale che prevede una chiara presa in carico globale del paziente e l’erogazione di interventi personalizzati. Tale ambizioso obiettivo passa attraverso lo sviluppo di competenze specifiche da parte dei dirigenti e degli operatori del sistema socio-sanitario, da sviluppare attraverso progetti di empowerment. Progetti partecipati, orizzontali, che prevedono un supporto ai team multidisciplinari per realizzare il passaggio dal piano di cura al patto di cura, prendendo in considerazione l’intero progetto di vita delle persone. L’empowerment può essere un vero e proprio strumento di governo sanitario e dell’innovazione.
Ecco quindi che Ipacs (Institutional & Public Coaching Service) ha messo a punto una metodologia innovativa basata sul potenziamento delle competenze e sul raggiungimento di specifici obiettivi di sistema e lancia a Istituzioni Nazionali , Regionali ed Asl una richiesta di Manifestazione di Interesse per aderire al suo progetto “A Scuola con le Istituzioni”. Si tratta di un piano di intervento integrato che mira a sviluppare, in particolare, sei competenze chiave: comunicazione, lavoro di gruppo, negoziazione, orientamento all’obiettivo, networking e pianificazione strategica di manager e direttori. Il progetto ha come scopo di aumentare le competenze di gruppi formati da 25 professionisti in maniera documentabile e misurabile secondo un assessment, nello specifico contesto sanitario.
“L’incremento delle patologie croniche pone l’esigenza ai sistemi sanitari di adattare i propri modelli organizzativi a nuovi standard, attraverso il potenziamento delle competenze degli operatori dei vari livelli istituzionali “ spiega la dottoressa Francesca Cioffi, Fondatrice di Ipacs.Le manifestazioni di interesse delle direzioni sanitarie dovranno pervenire inoltrando uno specifico modello B all’indirizzo di posta elettronica certificata info@pec.ipacs.it entro e non oltre le 24.00 del giorno 4/3/2019. I progetti saranno parzialmente finanziati dalla piattaforma di fundraising di Ipacs mentre per quelli non coperti da finanziamento è prevista una quota pro capite di partecipazione che sarà comunicata da Ipacs. Maggiori info sono disponibili sul sito http://www.ipacs.it

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L’On. Nissoli (FI) in Texas

Posted by fidest press agency su lunedì, 3 dicembre 2018

L’on. Fucsia Nissoli Fitzgerald (FI) in visita in Texas (USA) con la delegazione guidata dal Vice Governatore della Lombardia, dott. Fabrizio Sala, per parlare con le Istituzioni locali americane di internazionalizzazione, cooperazione universitaria e start up, nell’ottica di rafforzare i rapporti commerciali, economici e culturali tra la Lombardia ed il Texas.Positivo l’incontro con il Segretario di Stato del Texas, Rolando Pablos, di origini bresciane. Ha partecipato all’incontro anche il Console Generale d’Italia a Houston, Federico Ciattaglia.La visita della delegazione lombarda con la partecipazione della parlamentare eletta in USA di origine lombarda, on. Nissoli, si inserisce in un contesto di rapporti economici molto positivo con un interscambio Lombardia Usa che ha superato i 12 miliardi di euro, con una crescita netta nel 2017 del + 12,1%. L’on. Nissoli, a tal proposito, intende lavorare per “contribuire a intensificare le collaborazioni tra queste due aree tecnologicamente molto avanzate degli USA e dell’Italia” ed a tal proposito si è detta disponibile “a impegnarsi per favorire tutte le sinergie possibili con la realtà americana al fine di valorizzare i talenti dei tanti giovani lombardi che, oggi, sono tornati ad emigrare in maniera considerevole tanto che, secondo il “Rapporto Italiani nel mondo”, dalla Lombardia, nell’ultimo anno, si registrano ben 21980 partenze”.“Non possiamo lasciare da soli i tanti giovani che cercano una realizzazione professionale all’estero, di cui molti in Nord America – ha detto l’on. Nissoli – pertanto dobbiamo costruire le premesse per una nuova mobilità circolare e non diretta solo verso l’estero. Dobbiamo lavorare per creare le condizioni di un ritorno in patria chesappia valorizzare le competenze acquisite anche all’estero”.“Infine – ha concluso l’on. Nissoli – un grazie particolare al Segretario Generale della “Italy-America Chamber of Commerce of Texas”, Alessia Paolicchi, per aver organizzato con alta professionalità il programma della visita”.

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Alleanza tra istituzioni e società civile sulle patologie croniche

Posted by fidest press agency su domenica, 19 agosto 2018

Un nuovo modello di prevenzione per ridurre del 20% entro i prossimi 10 anni le malattie che non guariscono e che devono essere seguite sul territorio. Le patologie croniche non trasmissibili (diabete, cardiopatie, ictus, cancro, disturbi respiratori cronici) ogni anno colpiscono in massa gli italiani. Ancora più alto è l’impatto delle malattie cardiovascolari, la prima causa di morte nel nostro Paese. La situazione è allarmante, anche per i riflessi di carattere sociale ed economico. Circa l’80% di queste malattie potrebbe essere prevenuto eliminando alcuni fattori di rischio come il consumo di tabacco, la dieta poco sana, l’inattività fisica e l’abuso di alcol, ma senza un’adeguata prevenzione il loro peso sulla salute globale potrebbe crescere del 17% nei prossimi 10 anni. Per delineare nuove strategie di prevenzione, basate su innovativi sistemi di monitoraggio e campagne di sensibilizzazione, nacque l’Health Prevention Institute, il primo progetto in Italia di questo tipo, con la firma di un accordo di programma. Per l’allora sen. Antonio Tomassini, Presidente della XII Commissione Igiene e Sanità del Senato –. Le Istituzioni devono impegnarsi sul fronte della prevenzione attraverso strategie mirate. “È necessario sviluppare politiche di sanità pubblica volte a rimuovere gli elementi che favoriscono lo sviluppo delle patologie croniche non trasmissibili”.
Spesso si crede che le morti per malattie croniche interessino solo le persone più anziane, ma non è vero. A livello globale provocano ogni anno circa 35 milioni di decessi: di questi, 16 milioni riguardano persone al di sotto dei 70 anni di età. Inoltre, nei Paesi a reddito medio-basso questo accade in fasce d’età molto più basse rispetto alle nazioni più sviluppate. (Servizio Fidest)

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Stipendi, benefit e dignità delle istituzioni

Posted by fidest press agency su venerdì, 23 marzo 2018

(By Giorgio Ragazzi) Il giudice di Corte Costituzionale Nicolò Zanon rischia di perdere l’ambitissimo e remuneratissimo posto di membro della Corte Costituzionale per una banale ed insignificante trasgressione: è sotto accusa perché la moglie avrebbe usato l’auto di servizio per shopping o impegni familiari. Meglio sarebbe stato per la Corte sottacere tali abusi perché essi richiamano l’attenzione dell’opinione pubblica sul livello davvero anomalo dei compensi e benefits di questa istituzione, che sfuggono anche al controllo del Parlamento in quanto “organo costituzionale” e superano di gran lunga i costi di analoghi organismi europei.
Si calcola che per ogni giudice la Corte spenda in media 750 euro al giorno (275 mila euro l’anno!) per coprire le spese dell’auto di servizio, inclusi due autisti per turni di otto ore. Si può presumere che i giudici passino gran parte del loro tempo in studio e quindi che auto ed autisti passino la gran parte del tempo fermi: che danno arreca allora una moglie che approfitta dell’auto di servizio per fare shopping? Magari è anche utile per tenere in allenamento gli autisti e non far scaricare le batterie.
Ma è tipico della cultura giuridica italiana guardare al formalismo astratto e non alla sostanza: lo scandalo non è l’uso dell’auto di servizio da parte della moglie, che nulla costa, bensì l’assurdità di tenere a disposizione un’auto di servizio per ogni giudice per tutto il giorno. La Corte è anche l’organo che nomina alla presidenza i giudici vicini alla pensione per assicurare loro il permanere del diritto all’auto di servizio come ex presidenti, anche quando pensionati. Un altro fulgido esempio di parsimonia e moralità al vertice dello Stato.
Prima delle elezioni del Parlamento Europeo, l‘Economist osservò che l’elevatezza delle retribuzioni dei parlamentari rischiava di sminuire la dignità dell’istituzione. Il danno sociale di retribuzioni e benefits eccessivi, di qualunque organo politico o costituzionale, va ben oltre il gravame per le finanze pubbliche: sminuisce appunto il prestigio dell’istituzione o degli organi elettivi e soprattutto erode il “capitale sociale”, perché lo scandalo ingenera incentivi ed alibi alla tendenza ad evadere non solo le imposte ma anche le norme sociali in tanti altri campi.
Chi stigmatizza gli evasori predicando la morale sul lato delle entrate è ben poco credibile se non applica la stessa morale sul lato delle uscite. Come aspettarsi che chi legge delle astronomiche retribuzioni dei dipendenti del Parlamento sia disposto a pagare, per senso civico, tutte le imposte dovute sul suo reddito magari modesto? Non è con controlli e sanzioni che si potrà mai ridurre più di tanto l’evasione: il miglioramento della nostra società non può che partire da un profondo cambiamento dell’esempio che viene dagli organi elettivi e costituzionali.
Une elite politico – burocratica che si bea di rendite e privilegi riesce malamente a sostenere il sistema puntando sulla repressione fiscale ma poi rischia di veder esplodere movimenti quali i 5 stelle. (fonte: http://www.societalibera.org)

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L’Europa e i divari istituzionali tra Stati

Posted by fidest press agency su martedì, 6 marzo 2018

L’Europa comunitaria costituita da tanti e diversi schemi nazionali tende ad accentuare i divari istituzionali, economici e sociali e ad accrescere lo stato di conflitto e i distinguo. Su tre ministeri oggi è, invece, possibile operare un cambiamento. Parliamo del ministero degli affari esteri, della difesa e dell’istruzione. Se diventassero di competenza europea noi potremmo avere una politica estera, un sistema di difesa e un’istruzione sovranazionale unificati con significativi vantaggi sia in termini economici sia logistici e funzionali. D’altra parte un dibattito serio è stato già avviato per passare a una politica estera che veda l’U.E., muoversi con una sola testa e a un parlamento europea che possa ritrovarsi con poteri più ampi in materie d’interesse generale. La stessa difesa con l’attuale allarga-mento dei confini di “sicurezza” dei singoli stati sarebbe più credibile nei confronti di potenziali nemici esterni di quanto non possa fare un singolo Stato costretto, per giunta, a mantenere e aggiornare il proprio potenziale bellico e con spazi di bilancio limitati. L’istruzione, infine, permetterebbe ai giovani di trovare meno ostacoli alla loro mobilità e impiego avendo la possibilità di costruire la propria istruzione su un modello unitario di accesso allo studio e ai conseguenti titoli professionali e accademici.
L’Italia per la sua vocazione europeistica, per essere tra le prime nazioni che hanno creduto in un’Europa comunitaria, dovrebbe farsi promotrice di questa evoluzione istituzionale dell’Europa e in un contesto nel quale sempre di più si punta su un mondo globalizzato e dove le realtà tendono a superare il frazionamento nazionale per esprimersi a livello continentale.

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Anarchia o dittatura

Posted by fidest press agency su mercoledì, 28 febbraio 2018

L’antipolitica espressa in questi termini è un “falso in bilancio” nel senso che la rabbia dei cittadini non sta tanto nella politica quanto nei politicanti. Il rischio semmai è che “Simul stabunt vel simul cadent” ovvero “come insieme staranno così insieme cadranno” ed è questo e non altri l’effettivo problema. Occorre far riflettere sulla differenza di fondo che esiste tra le due facce della stessa medaglia perché non è l’antipolitica ma sono i politici il gradiente che agita gli umori della contrarietà pubblica.
Come ho più volte precisato abolire i partiti, contenitore naturale della politica, significa aprire la porta alla dittatura, ma è anche vero che tenerli, come sono oggi, si va dritti verso l’anarchia.
Ecco perché è necessario stabilire delle regole rigide per restituire alle istituzioni il prestigio e il rispetto che meritano e il primo passo è quello d’avere politici galantuomini e non come afferma l’onorevole Antonio di Pietro che in Parlamento erano seduti 150 inquisiti e 150 loro difensori e che se un tempo al ladro, per sfuggire alla giustizia non gli restava altro che rendersi latitante oggi gli basta diventare parlamentare. E si badi bene: non dimentichiamo che l’antipolitica porta tendenzialmente al non voto e ciò costituisce una beffa per il rinunciatario poiché toglie l’incomodo al dissenso e moltiplica il consenso. Se diciamo, infatti, il 60% degli elettori, vota e il 31% favorisce i soliti partiti costoro potranno dire di aver ottenuto il 51% dei consensi mettendo a tacere per sempre quel 40% che non è andato a votare, ma che se lo avesse fatto non avrebbe, di certo, fatto vincere gli indesiderati. E come si dice in questi casi: “riflettete gente, riflettete. (Riccardo Alfonso)

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Il governo degli esperti

Posted by fidest press agency su domenica, 7 gennaio 2018

di maio10Quando si dice che il Movimento 5 Stelle non ha la sufficiente esperienza per governare il Paese perché non chiediamo a questi critici, che si considerano degli esperti, cosa hanno fatto per meritarsi tanti onori? Non sono quelli che hanno portato il debito pubblico alla cifra astronomica di 2300 miliardi di euro? Che hanno favorito un’evasione fiscale da oltre 120 miliardi di euro? Che hanno messo in ginocchio la giustizia e umiliato i tutori dell’ordine e della legalità? Che hanno arrecato discredito alle istituzioni con la corruzione e il mal governo? L’Italia è in ginocchio per colpa loro eppure hanno l’improntitudine di erigersi a tutori del buon governo. Se oggi milioni di italiani disertano le urne disgustati da tanto sfacelo e dalla convinzione che ci troviamo al cospetto di una classe politica che ha perso in dignità e fiducia, lo dobbiamo al disastro che hanno combinato e pensano di poter continuare come se nulla fosse turlupinando gli italiani e considerandoli degli gnoccoloni da strapazzare a loro piacimento. E’ tempo di destarsi dal torpore. E’ tempo di prendere coscienza che non possiamo fare a meno della politica perché essa è l’unica strada che abbiamo per migliorarci e progredire e permettere ai nostri figli un avvenire migliore.

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Le istituzioni e i personaggi che le rappresentano

Posted by fidest press agency su sabato, 30 dicembre 2017

corte costituzionaleIn questi ultimi tempi si sentono spesso affermazioni espresse in modo solenne: Difendere la Costituzione, Rispettare la Costituzione, Riaffermare i valori della Costituzione, ecc. ecc., ma senza mai segnalare un’anomalia tutta italiana e proprio interna alla Corte Costituzionale, cioè all’organo che ha l’importante compito di garantire l’applicazione dei principi e degli articoli della nostra Costituzione. Infatti, tra le tante cose sbagliate fatte da Napolitano vi è stata anche quella di nominare, quando era Presidente della Repubblica, Giuliano Amato, cioè la persona che nella sua precedente carriera politica non si era fatto alcuno scrupolo di attuare, nel 1992, due salassi che di costituzionale avevano ben poco: la minimum tax per gli esercenti attività commerciali, arti e professioni, ed il prelievo forzoso (notturno) del 6 per mille dai conti correnti degli italiani. Tanto per la cronaca di quel periodo, chi era a capo della Banca d’Italia che ci fece perdere 63 mila miliardi di lire? Il nostro Carlo Azeglio Ciampi il quale, da Presidente della Repubblica, nominò nella Corte Costituzionale un altro inventore di tassazioni minime ben poco costituzionali, Franco Gallo. Quindi, alla scadenza del mandato di Gallo, fu “normale”, per Napolitano, nominare Amato nella Corte Costituzionale affinché questo importante organo non si privasse di un esperto in tassazioni ben poco costituzionali. Questa è l’Italia, dove si danno incarichi senza guardare il curriculum, ma è proprio così che la vogliamo? Io no. (Gennaro (Roberto) Ceruso) (n.r. Comprendiamo l’amarezza del nostro lettore. Di là di quanto ci ha esposto vorremmo fare un discorso più generale. Assistiamo da tempo a una sistematica denigrazione delle istituzioni che ci preoccupa. Noi abbiamo avuto sempre un incondizionato rispetto per il ruolo istituzionale che esercitano: parlamento, presidenza della repubblica ecc. Ma ciò che sta accadendo da alcuni anni a questa parte pare che ci sia un disegno macchiavellico per darci delle incertezze. E per quanto la circostanza non di conforta, di certo, notiamo che anche altrove nel mondo sta accadendo la stessa cosa. In passato sono stati gli uomini e le donne a dare dignità alle figure che hanno saputo proporci per offrire a tutti una garanzia al di sopra delle parti. Ora, sembra, che stia accadendo il contrario. Non è facile bloccare questa involuzione. Non si fermerà se noi non prendiamo coscienza che nel mondo vi sono solo due partiti: quelli dell’essere e quelli dell’avere e che quest’ultimi, pur essendo una minoranza, stanno schiavizzando tutti gli altri.)

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Democrazia? ma mi faccia il piacere…

Posted by fidest press agency su domenica, 19 novembre 2017

democraziavinceDa alcuni anni, oramai, avvertiamo degli scricchiolii nei sistemi istituzionali delle cosiddette “democrazie avanzate” e ora ci stiamo rendendo conto che di recente è stata impressa, al riguardo, una forte accelerazione. Da che cosa l’avvertiamo? Ci scrive Fausto Carratù partendo dalla crisi sistemica della fidelizzazione al voto: “Nel paese democratico per eccellenza, vota il 50-60% degli statunitensi. In Europa primeggia la Germania col 70%, seguita da Gran Bretagna (65%) e Russia (60%). Poi troviamo la Francia, col non esaltante 55% e, l’ormai deprimente Italia, dove, dagli anni Settanta, quando si moltiplicarono i partitini, l’affluenza è scesa dal 93% al 72% del 2013. Nelle amministrative del 2017 lo spettacolo scivola nell’allarmante: eccetto Padova e Rieti, con un 50-55% appena decente. Nel resto d’Italia tutti sono ben al di sotto del 50% (46% complessivo), con Taranto e Como sotto il 35% e Trapani addirittura sotto il 27%!!!”
“Se al voto – soggiunge – ormai va la metà del demos o ancora meno, che fine fa la tanto decantata democrazia? dal demos al demi-demos? e poi? mini-demos? nanodemos? picodemos? oligocrazia e uomini soli al comando?”
Conveniamo altresì con Fausto Carratù che “l’aspetto più preoccupante della diserzione civica è costituito dal fatto che i voti di chi diserta le urne sarebbero probabilmente i voti più significativi e utili, perché meno interessati, mentre i voti che fuoriescono dalle urne sono quelli delle immense clientele politiche, degli amici non solo dei 945 parlamentari che verranno eletti, ma della sterminata massa di candidati che trovate scritti nelle pletoriche liste elettorali. In questo senso è significativo che in Italia, nonostante che la Costituzione definisca la partecipazione al voto come un dovere; poi non esistano leggi che diano concretezza ad un simile obbligo”.
Il dubbio a questo punto si fa atroce. Se la conclusione di Carratù è che non vanno a votare soprattutto quelli che potrebbero garantire meglio dei votanti la tenuta della democrazia vuol dire che esiste una volontà politica a demonizzare l’intero sistema, a partire dal discredito continuo delle istituzioni, attraverso i loro rappresentanti, tanto da creare il convincimento che tutto è marcio e non ci sia più nulla da fare e bastano pochi esempi di malaffare per mettere una perversa ipoteca su tutto e su tutti. (Riccardo Alfonso)

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Congresso ‘Hepatology in motion: research and utilities’

Posted by fidest press agency su mercoledì, 15 novembre 2017

Università di Napoli “Federico II”JPGNapoli da giovedì 23 novembre a sabato 25 si terrà il congresso ‘Hepatology in motion: research and utilities’ occasione per un confronto tra esperti provenienti da tutta Italia e dall’estero sulle novità a livello terapeutico, diagnostico e della ricerca in epatologia, che stanno modificando sostanzialmente l’organizzazione dell’assistenza sanitaria, la pratica clinica e l’approccio alle nuove esigenze del paziente.
Il congresso si aprirà alle ore 11 presso l’Aula magna della Scuola di Medicina e Chirurgia Università di Napoli ‘Federico II’ in Via Pansini 5, con una sessione dedicata all’HCV, seguita nel pomeriggio da una tavola rotonda cui parteciperanno tutte le società scientifiche, le associazioni dei pazienti e i rappresentanti dei media dal titolo: ‘Information, deformation and training. Scientific Societies between institutions and media’.

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L’Europa e i divari istituzionali tra Stati

Posted by fidest press agency su lunedì, 2 ottobre 2017

europaL’Europa comunitaria costituita da tanti e diversi schemi nazionali tende ad accentuare i divari istituzionali, economici e sociali e ad accrescere lo stato di conflitto e i distinguo. Su tre ministeri oggi è, invece, possibile operare un cambiamento. Parliamo del ministero degli affari esteri, della difesa e dell’istruzione. Se diventassero di competenza europea noi potremmo avere una politica estera, un sistema di difesa e un’istruzione sovranazionale unificati con significativi vantaggi sia in termini economici sia logistici e funzionali. D’altra parte un dibattito serio è stato già avviato per passare a una politica estera che veda l’U.E., muoversi con una sola testa e a un parlamento europea che possa ritrovarsi con poteri più ampi in materie d’interesse generale. La stessa difesa con l’attuale allarga-mento dei confini di “sicurezza” dei singoli stati sarebbe più credibile nei confronti di potenziali nemici esterni di quanto non possa fare un singolo Stato costretto, per giunta, a mantenere e aggiornare il proprio potenziale bellico e con spazi di bilancio limitati. L’istruzione, infine, permetterebbe ai giovani di trovare meno ostacoli alla loro mobilità e impiego avendo la possibilità di costruire la propria formazione scolastica su un modello unitario di accesso allo studio e ai conseguenti titoli professionali e accademici.
L’Italia per la sua vocazione europeistica, per essere tra le prime nazioni che hanno creduto in un’Europa comunitaria, dovrebbe farsi promotrice di questa evoluzione istituzionale dell’Europa e in un contesto nel quale sempre di più si punta su un mondo globalizzato e dove le realtà tendono a superare il frazionamento nazionale per esprimersi a livello continentale. (Riccardo Alfonso)

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Anarchia o dittatura: Tertium non datur?

Posted by fidest press agency su sabato, 23 settembre 2017

montecitorio

L’antipolitica espressa in questi termini è un “falso in bilancio” nel senso che la rabbia dei cittadini non sta tanto nella politica quanto nei politicanti. Il rischio semmai è che “Simul stabunt vel simul cadent” ovvero “come insieme staranno così insieme cadranno” ed è questo e non altri l’effettivo problema. Occorre far riflettere sulla differenza di fondo che esiste tra le due facce della stessa medaglia perché non è l’antipolitica ma sono i politici il gradiente che agita gli umori della contrarietà pubblica.
Come ho più volte precisato abolire i partiti, contenitore naturale della politica, significa aprire la porta alla dittatura, ma è anche vero che tenerli, come sono oggi, si va dritti verso l’anarchia.
Ecco perché è necessario stabilire delle regole rigide per restituire alle istituzioni il prestigio e il rispetto che meritano e il primo passo è quello d’avere politici galantuomini e non come accadeva quando l’onorevole Antonio di Pietro era in parlamento vi fossero, come asseriva, a fargli compagnia “150 inquisiti e 150 loro difensori e che se un tempo al ladro, per sfuggire alla giustizia non gli restava altro che rendersi latitante oggi gli basta diventare parlamentare”. E se la democrazia ha delle regole e se queste regole vogliamo farle rispettare a dispetto degli intrighi di palazzo: come è stata la legge elettorale denominata “porcellum” dal suo stesso ideatore e oggi si tende di contrabbandarla con altri più sofisticati e forse anche suggestivi nomi per continuare a favorire gli abusi e gli interessi personali. E si badi bene: non dimentichiamo che l’antipolitica porta tendenzialmente al non voto e ciò costituisce una beffa per il rinunciatario poiché toglie l’incomodo al dissenso e moltiplica il consenso. Se diciamo, infatti, il 60% degli elettori, vota e il 31% favorisce i soliti partiti costoro potranno dire di aver ottenuto il 51% dei consensi mettendo a tacere per sempre quel 40% che non è andato a votare, ma che se lo avesse fatto non avrebbe, di certo, fatto vincere così importante gli indesiderati. E come si dice in questi casi: “riflettete gente, riflettete”. (Riccardo Alfonso)

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Edilizia: l’internazionalizzazione delle PMI parte dall’Europa

Posted by fidest press agency su mercoledì, 23 agosto 2017

lussemburgoLussemburgo. Le imprese italiane del settore costruzioni e le opportunità offerte dall’Unione europea e dalle sue istituzioni. Una missione strategica per approfondirne ulteriormente la conoscenza e per veicolare idee e richieste delle aziende è in programma dal 20 al 22 settembre. Tre le tappe previste: Lussemburgo, Bruxelles, Londra.Nel Lussemburgo la delegazione Ance, guidata dal Presidente Comitato estero Pmi dell’Ance, incontrerà esponenti della Bei, la Banca europea per gli investimenti, con in testa il Vice Presidente Dario Scannapieco. Seguirà, a Bruxelles, un confronto aperto con i rappresentanti della Commissione europea su temi diversi, dalla politica di vicinato dell’Unione – con focus su Marocco, Israele, Libano e Georgia – alle potenzialità di aree come i Balcani e l’Europa orientale, alla politica di cooperazione allo sviluppo, alle opportunità di investimento infrastrutturale, fino alle prossime gare d’appalto in ambito Ue. Di grande interesse anche la tappa conclusiva. A Londra la delegazione dell’Associazione costruttori s’incontrerà con i rappresentanti della Bers, la Banca europea per la ricostruzione e lo sviluppo. Trasporti, energia e ambiente, turismo, edilizia residenziale e commerciale, saranno i settori prioritari sotto i riflettori, esaminati alla luce delle opportunità di finanziamento. Si coglierà l’occasione londinese anche per discutere l’andamento del mercato locale delle costruzioni con contractors del luogo e architetti italiani.“La nostra iniziativa – spiega il Presidente Comitato estero Pmi dell’Ance– avrà un taglio istituzionale e al tempo stesso pragmatico. Abbiamo da tempo messo in atto una strategia finalizzata alla crescita della presenza internazionale delle nostre pmi, con missioni in diversi paesi, particolarmente in un’area dalle grandi prospettive di sviluppo per il comparto, come l’Est Europa. Con la prossima missione vogliamo consentire alle nostre imprese di affinare gli strumenti a loro disposizione, con una migliore comprensione delle diverse modalità di finanziamento assicurate dall’Ue e delle molteplici forme di partnership realizzabili per dare concretezza ai progetti delle pmi. Come sempre, agiamo in un’ottica di sistema. Crediamo che favorire le aggregazioni tra le imprese e il consolidamento di relazioni proficue con realtà istituzionali e intermediari creditizi, a ogni livello, possa permettere al grande patrimonio di creatività e di spirito imprenditoriale dei nostri iscritti di continuare a manifestarsi con successo, proseguendo una crescita estera già in atto, anche per gli effetti della nostra azione”.

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Roma: Istituzioni e Università insieme per avviare nuova visione città

Posted by fidest press agency su lunedì, 15 Mag 2017

la sapienzaRoma. Trovare soluzioni e allo stesso tempo avviare un nuovo metodo di visione della città attraverso il coordinamento di istituzioni ed eccellenze universitarie. Si è tenuto ieri in serata nella sede dell’Assessorato ai Lavori Pubblici l’incontro informale tra l’Assessore all’Urbanistica e Infrastrutture di Roma Capitale, Luca Montuori, il presidente di Acea, Luca Lanzalone, e una delegazione dell’Università di Roma Tre e de La Sapienza che si occupano di illuminotecnica. L’obiettivo è realizzare il piano di illuminazione della Capitale al meglio nell’interesse della città e dei suoi diversi spazi pubblici e rimettere mano ad un progetto antiestetico che non rendeva giustizia alla bellezza del centro di Roma.“Il piano led, come noto, è un piano ereditato dalle precedenti amministrazioni che vede delle criticità, in particolare nelle zone più centrali della città. Siamo consapevoli di quanto l’illuminazione della Capitale debba rispettare il contesto e i luoghi in cui si inserisce. Per questo – spiega l’assessore Montuori – si è deciso di realizzare una convenzione in stretta sinergia con Acea, che sarà sottoscritta a breve, con il Master in Lighting Design dell’Università La Sapienza e il Laboratorio di illuminotecnica e acustica dell’Università Roma Tre in modo da continuare il percorso già avviato attraverso il tavolo tecnico di cui fanno parte oltre all’Assessorato ai Lavori Pubblici e il suo Dipartimento (Simu), Acea, la Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali, la Soprintendenza Speciale archeologia, belle arti e paesaggio di Roma”. Acea ha sottolineato la massima disponibilità a lavorare al miglioramento del progetto e realizzare in città un piano di elevato livello.Il Campidoglio, tenendo conto della complessità del tema e del suo impatto sui luoghi della città, intende quindi unire il lavoro del tavolo tecnico con gli studi di eccellenza che il territorio mette a disposizione. Si tratterà quindi di attività di ricerca e supporto fatta sul territorio, partendo dalla documentazione e dal lavoro avviato al tavolo, che riguarderanno in particolare l’analisi dello stato attuale di illuminazione pubblica con relative verifiche, misurazioni degli impianti installati e successivamente indicazioni di eventuali correttivi da adottare nell’ambito del piano led in una visione strategica che unisca efficienza, bellezza e valorizzazione dei luoghi.

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Continua percorso riorganizzazione istituzioni capitoline

Posted by fidest press agency su venerdì, 12 Mag 2017

campidoglioRoma Continua il percorso di riorganizzazione degli enti e delle istituzioni culturali capitoline. La Giunta ha infatti approvato – su proposta dell’Assessorato alla Crescita culturale – il nuovo contratto di affidamento di servizi con la società in house Zètema di durata triennale (fino al 31 dicembre 2019): il primo atto concreto attuato dalle basi poste con la delibera 126 del 2016.
Dall’ottimizzazione dei livelli di integrazione all’incremento di efficienza nell’operato degli enti e delle istituzioni culturali di Roma Capitale per perseguire una visione di insieme delle prestazioni richieste dall’Amministrazione con l’obiettivo di migliorare i servizi a disposizione dei cittadini grazie a un’ottica pluriennale. E’ un contratto che da una parte punta a ridefinire il profilo strumentale del rapporto tra la società e il Campidoglio attraverso la trasversalità del suo operato rispetto alla molteplicità dei servizi erogati finalizzati alla valorizzazione dei beni artistici e culturali: viene quindi applicato un criterio sistemico volto a strutturare il lavoro per prestazioni e/o forniture omogenee invece che per strutture-clienti secondo le impostazioni tradizionali. Dall’altra, è finalizzato a rendere più efficace il monitoraggio delle prestazioni rese e a fornire un quadro più chiaro dei servizi erogati.
Un percorso di iniziative strategiche avviate da questa Amministrazione che vede in particolare, anche in considerazione del nuovo assetto della macrostruttura capitolina:
– Dal primo ottobre 2017 la valorizzazione, la programmazione e la gestione del Teatro Scuderie di Villino Corsini, del Teatro Biblioteca Quarticciolo, Teatro Tor Bella Monaca, Teatro del Lido e del Teatro di Villa Torlonia sarà affidata all’Associazione Teatro di Roma (dal primo gennaio 2018 comprenderà anche il Silvano Globe Theatre;
– Dal primo gennaio 2018 la programmazione e la gestione del complesso del MACRO – Museo di Arte Contemporanea (Via Nizza, Testaccio e La Pelanda) sarà affidata in accordo con la Sovrintendenza Capitolina all’Azienda Speciale Palaexpo per la creazione del “Polo espositivo dell’arte della cultura contemporanea”;
– Zètema Progetto Cultura provvederà alla gestione operativa complessiva della Casa del Cinema e della Fiction.“Si tratta di un importante passaggio nel percorso di riordino delle istituzioni culturali verso la costruzione di un sistema ordinato e trasparente. Con il nuovo contratto approvato oggi – dichiara il vicesindaco Luca Bergamo – uno dei dati fondamentali è la triennalità che serve a riposizionare progressivamente la società Zètema Progetto Cultura nell’alveo della fornitura dei servizi integrati per cui è stata costituita e con cui si rafforza la capacità progettuale attraverso i provvedimenti che seguiranno e che riguarderanno l’Azienda Speciale Palaexpo, Fondazione Musica per Roma e Teatro di Roma. Il provvedimento inoltre produce risparmi, risorse senza effetti sui servizi e sul personale”.

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Il Sinodo dei vescovi, tra i frutti più belli del Concilio Vaticano II

Posted by fidest press agency su lunedì, 19 ottobre 2015

vaticanoLa motivazione e le dense parole di Paolo VI che accompagnarono la creazione del Sinodo dei Vescovi il 15 settembre 1965 sono particolarmente care al Movimento dei Focolari.In occasione della speciale commemorazione del 50° che avrà luogo in Vaticano sabato 17 ottobre, alla presenza di papa Francesco e dei partecipanti al Sinodo in corso sulla vocazione e missione della famiglia, Maria Voce ha accolto con gioia e immediatezza l’invito del cardinale Baldesseri a parteciparvi. Sarà un modo di sottolineare «l’apprezzamento per questo che ritengo uno dei frutti più belli del Concilio Vaticano II e una svolta nell’attuazione della comunione e della collegialità nella conduzione della Chiesa universale».La sua partecipazione, insieme a un gruppo di appartenenti ai Focolari, ha anche il significato «di ringraziamento a Dio per questa istituzione della Chiesa, a sostegno dello spirito di comunione che unisce i Vescovi con il Papa e i Vescovi tra loro e rende la Chiesa sempre più atta alla sua missione universale» ha commentato la Presidente.
Il Movimento dei Focolari, nato dal carisma dell’unità della fondatrice Chiara Lubich, sente particolarmente insito nel suo DNA il cammino della Chiesa, così espresso da Paolo VI: «La sollecitudine apostolica, con la quale, scrutando attentamente i segni dei tempi, cerchiamo di adattare le vie ed i metodi del sacro apostolato alle accresciute necessità dei nostri giorni ed alle mutate condizioni della società, Ci induce a rafforzare con più stretti vincoli la Nostra unione con i Vescovi che lo Spirito Santo ha costituito… per governare la Chiesa di Dio». (Apostolica Sollicitudo, Lettera apostolica di istituzione del Sinodo dei Vescovi, 15 settembre 1965).

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Censurare a livello istituzionale un parlamentare è legittimo?

Posted by fidest press agency su venerdì, 11 settembre 2015

Ci perviene un comunicato a firma dell’assistente parlamentare dell’on. Alessandro Zan dove si appoggia a spada tratta l’operato del direttore dell’Unar Marco De Giorgi nel suo giudizio espresso nei confronti dell’On.le Giorgia Meloni presidente del partito Fratelli d’Italia in seguito a quanto da lei detto in una intervista sull’immigrazione e la difesa dell’Unar è stata scritta in questi termini: “La lettera a Giorgia Meloni da parte di UNAR, come ha ben spiegato ieri in Aula durante il question time il ministro Maria Elena Boschi, altro non era che una raccomandazione in linea con la prassi già adottata sotto la dirigenza di Massimiliano Monanni (governo Berlusconi), per cui mi auguro che la levata di scudi da parte di Fratelli d’Italia e Ap venga vista per quello che è: una mera propaganda politica di cattivo gusto”. Così il deputato Pd Alessandro Zan sulle polemiche derivate dalla decisione del direttore UNAR Marco De Giorgi di intervenire per far considerare all’On. Meloni l’opportunità in futuro di trasmettere alla collettività messaggi di diverso tenore. “Se è vero infatti che l’opinione di un parlamentare è insindacabile,” prosegue Zan, “è altrettanto vero che un organismo deputato al controllo e alla garanzia contro le discriminazioni ha tutta la legittimità e l’indipendenza per rivolgere anche ai parlamentari, in quanto prima di tutto cittadini, inviti a una maggiore attenzione sull’utilizzo di un linguaggio consono a non ledere la dignità e i diritti di terze persone: è una questione di civiltà, non certo di censura” continua il parlamentare. “Addossare la colpa sul direttore De Giorgi” conclude “altro non è che un goffo e triste tentativo di nascondere le dichiarazioni razziste di Fratelli d’Italia, che non a caso fa comunella con la Lega in una lotta intestina a danno dei più i deboli”. A prescindere dal fatto che su ogni argomento vi possono essere punti di vista diversi e lo scrivente lo sa bene in quanto quotidianamente riceve via e-mail un vero e proprio campionario di bastian contrari che sanno fare gli avvocati del diavolo alla grande soprattutto per le cause perse, devo dire che nella fattispecie se la reazione della Meloni è stata fuori dalle righe il De Giorgi ha anch’egli esagerato nei confronti della parlamentare. Se un appunto andava fatto questo doveva pervenire, semmai, dalla Presidente della Camera e non da altri. Ho l’impressione che l’assistente parlamentare abbia voluto anche lui alzare il tiro oltre misura. Se è così cosa bisognerebbe dire di Salvini e credo del 10-15% degli italiani? Sbagliano certo ma vi sono dati di fatto inconfutabili e validati da esperti internazionali che paventano, per esempio il rischio d’infiltrazioni di terroristi in ragione del 5-8% degli immigrati e qui parliamo di assassini senza scrupoli che fanno delle esecuzioni pubbliche un leit motive propagandistico. Se proprio dobbiamo parlare di razzismo essi lo fanno nei confronti degli occidentali. La verità è invece un’altra. Il nostro maggiore rischio sulla sicurezza nazionale e sulla pace sociale non proviene dalla polemica tra i razzisti e gli antirazzisti ma dalla mancanza in Italia della certezza del diritto e della pena e del rispetto delle regole di convivenza civile. (Riccardo Alfonso)

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