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Quotidiano di informazione – Anno 34 n° 349

Posts Tagged ‘istituzioni’

Ad Haiti attacchi a chiese e istituzioni

Posted by fidest press agency su giovedì, 13 ottobre 2022

Il piccolo Paese delle Antille sta vivendo una situazione senza precedenti. Con il ruolo di presidente vacante dall’assassinio di Jovenel Moïse, avvenuto nel luglio 2021, e senza una data fissata per le nuove elezioni, la lotta per il governo della nazione e la mancanza di una leadership hanno scatenato proteste, caos e violenza estrema nelle strade di un Paese già afflitto da povertà e disastri naturali. Due settimane dopo, la cattedrale della capitale haitiana è stata attaccata. «Hanno dato fuoco alla cattedrale e hanno cercato di uccidere i pompieri arrivati per spegnere le fiamme. Poi con un camion hanno cercato di distruggere le pareti». Ma gli attacchi e gli assalti agli edifici e alle organizzazioni religiose si sono verificati non solo nella capitale Port-au-Prince, ma anche in altre parti del Paese. «A Port-de-Paix o a Les Cayes, e in altre città, hanno assaltato gli edifici della Caritas, portando via tutto quello che c’era, tutti i beni umanitari e i servizi. Hanno distrutto gli uffici dei dipendenti». Secondo la religiosa, la situazione è indescrivibile, sta peggiorando di giorno in giorno e ha colpito anche la sua missione, un orfanotrofio presente in uno dei quartieri più pericolosi del mondo. «Circa un mese fa hanno dato fuoco alla cappella della nostra missione. Tutto è bruciato. Non abbiamo un altare, non abbiamo banchi… non c’è più nulla. Il Santissimo Sacramento è al sicuro, quando esco lo tengo in un posto più sicuro e ringrazio Dio che sia lì». Suor Marcella è l’unica religiosa della missione. Il quartiere è sorto 20 anni fa sulla discarica della capitale e oggi vi abitano più di 100.000 persone, stipate in baracche di lamiere, senza acqua né elettricità. Nel corso del 2021 ACS ad Haiti ha sostenuto 77 progetti. La fondazione continuerà a informare circa la drammatica situazione del Paese attraverso la testimonianza dei project partners, anche se il contesto di estrema violenza suggerisce a molti, per motivi di sicurezza, di non effettuare dichiarazioni pubbliche.

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Rampelli: La scuola deve riprendere il suo ruolo di istituzione sociale

Posted by fidest press agency su martedì, 31 Maggio 2022

“Basta riforme annunciate e pasticciate, non si può fare una riforma a ogni legislatura, giusto per dargli il nome del ministro del momento. La riforma tentata da Renzi, con la cosiddetta ‘buona scuola’, ci ha insegnato che prima di mettere le mani sull’istruzione pubblica occorre confrontarsi con chi la vive. Il ministro Bianchi non commetta lo stesso errore varando una legge verticistica. Occorre poi stabilire un centro di gravità, un principio fondante, e questo non può essere la scuola/azienda ma deve tornare a essere la scuola come istituzione sociale insopprimibile. I ragazzi non devono essere i beneficiari di un progetto nozionistico, ma messi nelle condizioni di gestire gli stimoli eccezionali che la società gli riversa addosso. La scuola deve essere messa in condizione di essere centrale nel loro percorso di formazione. Per questo motivo gli insegnanti devono essere valorizzati e gratificati, mentre il precariato deve essere prosciugato per riconoscere a chi sta in cattedra di rinnovo in rinnovo il diritto a una stabilizzazione che è nei fatti, perché senza i precari la scuola pubblica non potrebbe garantire l’istruzione a tutti”.Lo dichiara Fabio Rampelli vicepresidente della Camera e deputato di Fratelli d’Italia intervenendo agli Stati generali della Scuola organizzati, appuntamento organizzato da Fratelli d’Italia.

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SDGs Festival: il primo evento didattico digitale su educazione e sostenibilità tra scuole, istituzioni e aziende

Posted by fidest press agency su domenica, 20 febbraio 2022

L’istruzione è da sempre un bisogno trasversale per tutti i settori e gli ambiti socioeconomici. Nell’Agenda 2030, che elenca 17 obiettivi definiti dall’Onu da raggiungere per uno sviluppo sostenibile, l’educazione di qualità è uno dei punti chiave ma rappresenta anche uno strumento di valorizzazione di tutti gli altri obiettivi, quale canale di diffusione e formazione per le nuove generazioni di cittadini. A partire da questa premessa, nasce SDGs Festival: il primo evento didattico digitale, a partecipazione gratuita, rivolto alle scuole di tutta Italia – con una concentrazione principale delle secondarie di primo e secondo grado, grandi aziende e istituzioni. Una manifestazione sui temi dell’educazione e della sostenibilità in tutte le loro sfaccettature, dal 22 al 24 febbraio dalle ore 9 in diretta streaming su EducazioneDigitale.it, che si stima sarà seguita da oltre 15 mila studenti e da circa 1.500 docenti. Il nome, SDGs Festival, è un richiamo ai Sustainable Development Goals (SDGs) dell’Agenda 2030.SDGs Festival è promosso da CivicaMente, Società Benefit specializzata nell’uso della tecnologia digitale per sviluppare progetti di educazione e sensibilizzazione verso molteplici tematiche di responsabilità sociale. Attraverso la sua piattaforma EducazioneDigitale.it – che dal 2008 continua ad essere un vero e proprio ecosistema formativo dedicato all’innovazione e alla sostenibilità – CivicaMente ha costruito una community scolastica di oltre 82.000 mila docenti e una solida rete con il mondo delle imprese e delle istituzioni.In virtù della natura permanente di questo impegno condiviso, EducazioneDigitale.it ha creato anche il Manifesto “Educare per il futuro” che individua gli obiettivi comuni e testimonia la presa di posizione da parte di tutti gli attori coinvolti nell’iniziativa. I punti chiave e i valori promossi dal Manifesto si intersecano con le azioni concrete che il Festival SDGs si impegna attivamente a promuovere: dal superamento del divario digitale ed educativo, alla formazione dei professionisti di domani; dal focus sul digitale per una educazione di qualità più accessibile e per accelerare le competenze, all’attenzione verso la sostenibilità come driver per colmare il gap tra istruzione e mondo del lavoro. Tra le società impegnate attivamente con progetti di sostenibilità interverranno Bayer, BPER Banca, Corepla, Enel Foundation, Federchimica, Flowe, Fondazione The Bridge, Johnson&Johnson, Leroy Merlin, Melinda, Mitsubishi, ZeroCO2. Gli studenti saranno chiamati a partecipare inoltre a sondaggi real time lanciati direttamente dai relatori nel corso del loro intervento. “L’intento, oltre a creare coinvolgimento, è ottenere una percezione del loro sentiment verso le tematiche discusse così da orientare in modo efficace la loro formazione e ispirarli sugli obiettivi dell’Agenda 2030”, aggiunge Ines Lazzarini, CEO di CivicaMente.

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Scuola: migliorare la funzionalità delle istituzioni scolastiche

Posted by fidest press agency su mercoledì, 15 dicembre 2021

Assunzione per chi ha lavorato almeno 6 mesi durante la pandemia e conferma nei ruoli di tutti i docenti che hanno superato l’anno di prova, lo chiede Anief con emendamenti alla Manovra. La Scuola ha una percentuale doppia di dipendenti precari rispetto alla media degli altri comparti, che durante l’emergenza pandemica non solo non si è sottratto ai propri doveri ma ha anche acquisito esperienze e una professionalità che non può essere dispersa: per dire anche basta alla supplentite, dopo che i vecchi e nuovi concorsi non possono essere risolutivi, è ora il caso di immettere nei ruoli dello Stato tutti i supplenti della scuola che abbiano svolto anche non continuativamente un periodo minimo di servizio. L’esigenza, che diventa ancora più rilevante in tempo di pandemia, è stata presentato formalmente dal sindacato Anief attraverso alcuni emendamenti alla Legge di Bilancio 2022, in questi giorni all’esame della Commissione Bilancio di Palazzo Madama. Il sindacato chiede, “al fine di migliorare la funzionalità delle istituzioni scolastiche e consentire la valorizzazione della professionalità acquisita dal personale che ha prestato servizio anche durante il periodo di emergenza”, di assumere in ruolo tutti i lavoratori della scuola che abbiano “maturato al 30 giugno 2022 alle dipendenze alle dipendenze del sistema nazionale di istruzione almeno 18 mesi di servizio, anche non continuativi, di cui almeno 6 mesi nel periodo intercorrente tra il 31 gennaio 2020 e il 30 giugno 2022”. Questa procedura, fa notare, il sindacato autonomo, sarebbe analoga a quella adottata già in Italia “per il personale sanitario e risponde al reclamo collettivo accolto dal Comitato europeo dei diritti sociali n. 146/2017 e alla procedura d’infrazione 4231/2014 ancora attiva”, oltre che risolvere “la carenza di disponibilità per le immissioni in ruolo registrate negli ultimi anni, favorendo la continuità didattica”. Il sindacato chiede, inoltre, di confermare in ruolo tutto “il personale docente assunto a tempo indeterminato con riserva dal Ministero dell’Istruzione, in esecuzione di provvedimenti cautelari giurisdizionali”, nel caso di già avvenuto “superamento dell’anno di prova”. La disposizione, chiede ancora Anief con apposito emendamento, prevede anche la cancellazione “dei provvedimenti di licenziamento già notificati dall’amministrazione e previsto il reintegro nei ruoli. Tutto chiesto, spiega l’organizzazione guidata da Marcello Pacifico, “allo scopo di garantire la continuità didattica, anche nelle nuove modalità, in ragione della semplificazione delle nuove procedure concorsuali.

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Recovery plan: I consumatori devono essere il terzo pilastro del dialogo tra istituzioni e imprese

Posted by fidest press agency su lunedì, 19 aprile 2021

“Nell’economia digitale, i consumatori, con i loro dati, sono spesso i primi produttori di valore economico per le aziende. Un valore che trasforma le loro vite, la produzione e l’intera società, e che per esprimersi, ha bisogno di essere aggregato, compreso e rappresentato, nell’interesse di tutti. Ecco perché, credo, le rappresentanze dei consumatori debbano poter entrare pienamente nel dialogo con Istituzioni e Imprese sull’attuazione del PNRR.” Lo ha dichiarato Alberto Pirrone, Direttore Generale di Altroconsumo, in occasione della presentazione del libro “Vivere con l’intelligenza artificiale”. All’evento organizzato da Utopia, oltre agli autori Marco Pierani e Marco Scialdone, sono intervenuti il Presidente di Confindustria Digitale Cesare Avenia, Antonio Nicita, già Commissario AGCM e neo incaricato al PNRR nella Segreteria nazionale PD e Mirella Liuzzi del M5S. “I prossimi mesi saranno cruciali nel portare l’Italia e l’Europa del post-pandemia verso la compiuta trasformazione digitale e la sostenibilità ambientale, di cui il PNRR sarà uno degli strumenti attuativi principali: in questo processo, i cittadini-consumatori sono al centro, e dovranno esserlo anche del dialogo che, credo, dovrà portare sia a nuove regole (come nel caso dell’IA, con il nuovo regolamento europeo) sia, soprattutto, a nuove opportunità di crescita e di sviluppo per il sistema. Altroconsumo vuole raccogliere questa sfida e farà la sua parte per promuovere, con atteggiamento attivo e dialogante, i diritti di tutte queste persone, che diversamente potrebbero non essere rappresentate” ha concluso Pirrone.

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ll Private Banking incontra le Istituzioni e le Autorità di Vigilanza

Posted by fidest press agency su sabato, 17 aprile 2021

AIPB, Associazione Italiana Private Banking, apre virtualmente al pubblico le porte della propria Sede per offrire un’occasione unica di incontro e confronto tra Istituzioni e Autorità di Vigilanza. Mercoledì 21 aprile, dalle 9:30 alle 13:00, in diretta streaming, importanti ospiti coordinati dall’Avv. Luca Zitiello, managing partner dello Studio Legale Zitiello Associati, membro del Collegio dei Probiviri di AIPB, Vicepresidente della commissione tecnica Tax & Legal & Compliance si confronteranno sulle loro funzioni, sulla protezione del risparmio e degli investitori e sull’importanza dell’educazione finanziaria. Ad aprire i lavori, l’Avv. Luca Ferrais, Senior Advisor della Direzione V – Regolamentazione e Vigilanza del Sistema Finanziario, che affronterà il tema del ruolo e dei compiti del MEF e dell’impatto di quest’ultimo sull’industria del risparmio. Altro tema di grande attualità, gli strumenti per trasferire risorse all’economia reale nel panorama regolamentare italiano ed europeo. A seguire, il dott. Michele Carofiglio, Vice Capo del Servizio Vigilanza sul comportamento degli intermediari della Banca d’Italia cercherà di fare maggiore chiarezza sul ruolo e i compiti di Banca d’Italia, ponendo attenzione sul ruolo del risparmio e degli investitori e dell’educazione finanziaria, dal punto di vista delle autorità. Per approfondire questi temi e spiegare, nello specifico, le relative competenze, interverranno, a seguire il Dott. Federico Picco, Staff Commissario Di Noia di Consob, e la Dott.ssa Elena Bellizzi, Titolare del Servizio di vigilanza sulla condotta di mercato di IVASS.L’evento, gratuito, e aperto al pubblico, offre un’occasione davvero unica di vedere Istituzioni e Autorità di Vigilanza sedute intorno a un tavolo per dibattere di alcuni dei temi più rilevanti della scena economico-finanziaria del Paese, mettendo a disposizione di un ampio pubblico un punto di vista privilegiato sulle prospettive del private banking in Italia e della promozione e della tutela dell’investimento nel nostro Paese. È possibile iscriversi a questo evento mediante il seguente link: https://bit.ly/3dc1Uus

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Il piano AIE alle istituzioni: più fondi per diritto allo studio

Posted by fidest press agency su mercoledì, 24 marzo 2021

L’Associazione Italiana Editori (AIE) ha presentato alle istituzioni la sua proposta per la Legge di sistema sull’industria libraria e il Piano Nazionale per la Ripresa e Resilienza (PNRR). “La nostra proposta – ha spiegato il presidente di AIE, Ricardo Franco Levi – vuole essere un contributo responsabile a un progetto complessivo di crescita del Paese, una crescita che non può che passare dalla cultura e dalla formazione, veri asset strategici per uno sviluppo sostenibile e duraturo che allinei il nostro Paese al resto dell’Europa riducendo al contempo le disparità territoriali”.
Per il diritto allo studio e il contrasto alla povertà educativa, AIE chiede un aumento del Fondo per il diritto allo studio per coprire gli acquisti di testi per tutte le famiglie in difficoltà economica e la semplificazione delle procedure per far sì che i fondi siano realmente disponibili prima di settembre anche grazie a una efficace informazione alle famiglie e strumenti di pagamento semplici da utilizzare. Viene proposta infine la creazione di una carta elettronica per l’acquisto di testi universitari da distribuire agli studenti già beneficiari di borse di studio, che oggi non coprono queste spese.“La crescita dei livelli culturali della popolazione – continua Levi – poggia sulla formazione scolastica e universitaria, ma per affermarsi ha bisogno anche di altri interventi tra cui la promozione della lettura, specialmente nei confronti di chi non ha alle spalle famiglie in grado, soprattutto per limiti economici, di fornire loro un adeguato accesso ai libri”. Per questo, sul versante del sostegno alla domanda e per lo stimolo alla lettura, AIE chiede di rendere permanente e strutturali le misure attualmente in essere. Si chiede pertanto che sia confermata e stabilizzata la 18App con una dotazione di 500 euro per beneficiario ogni anno. Accanto a questo, viene proposto che lo stanziamento di 16 milioni annui per la Carta Cultura (bonus di 100 euro per acquisti di libri) sia anch’esso stabilizzato e che i beneficiari siano le famiglie con figli in procinto di iniziare il percorso scolastico (5-6 anni), momento cruciale per creare lettori. Anche il fondo per gli acquisti delle biblioteche nelle librerie di prossimità attivato nel 2020 dovrebbe essere confermato con una dotazione di 30 milioni di euro l’anno.Al cuore del piano per il sostegno alle imprese, conclude infine Levi, “in coerenza con le politiche nazionali ed europee dettagliate nel Recovery Fund, proponiamo interventi per rendere la filiera libraria ancora più innovativa, verde, inclusiva e internazionale”.Sul versante dell’innovazione le proposte riguardano incentivi alla digitalizzazione dei cataloghi editoriali; per la produzione di contenuti, strumenti e piattaforme per la didattica digitale di scuole e università; per l’efficienza della logistica distributiva (elemento chiave per sostenere la concorrenza delle grandi piattaforme di e-commerce); per il trattamento dei dati bibliografici e commerciali lungo le filiere distributive (editori / promotori / distributori / grossisti / librerie); per le applicazioni di intelligenza artificiale nelle diverse fasi della produzione, distribuzione e promozione del libro; per la gestione dei diritti d’autore, anche per affrontare le sfide poste dall’attuazione della Direttiva sul Diritto d’autore e il mercato unico digitale; per le tecnologie di contrasto alla crescente pirateria digitale.Sul versante della sostenibilità, AIE chiede un credito di imposta per l’uso di carta proveniente da foreste eco-sostenibili come strumento di sostegno alle imprese nella transizione verde. Su quello dell’accessibilità un sostegno alle produzioni digitali degli editori al fine di incrementare la disponibilità e-book e altre risorse nativamente accessibili ai disabili, a partire da non vedenti e ipovedenti sui quali la Fondazione LIA, costituita da AIE e dall’Unione Italiana Ciechi e Ipovedenti (UICI) ha acquisito una consolidata e riconosciuta leadership su scala europea e mondiale.Sul versante dell’internazionalizzazione, infine, principali strumenti su cui poggia l’industria del libro italiano sono le traduzioni e le coedizioni, a loro volta abilitate dalla compravendita di diritti d’autore. Per questo AIE chiede di: incrementare i fondi per le traduzioni di libri italiani all’estero, rendendo altresì più efficaci le procedure per l’accesso agli stessi; creare un Fondo per le traduzioni in italiano che, incentivando gli interscambi con l’estero, consenta di rafforzare la presenza internazionale dell’editoria italiana; sostenere la presenza dell’editoria italiana all’estero e il sistema di fiere del libro in Italia, da sempre utili vetrine dell’editoria italiana per gli editori stranieri.

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Emergenza Covid e le istituzioni del territorio

Posted by fidest press agency su martedì, 1 dicembre 2020

È in programma per mercoledì 2 dicembre alle 17, sulla piattaforma Zoom, il secondo e ultimo appuntamento del webinar La gestione dell’emergenza Covid-19: un approccio multidisciplinare e la testimonianza di chi opera nelle istituzioni, organizzato dall’Università di Parma (Dipartimento di Giurisprudenza, Studî Politici e Internazionali), con il patrocinio di Comune e Provincia, per proporre una riflessione multidisciplinare sull’emergenza sanitaria connessa al COVID-19. Dopo il primo incontro, con docenti dell’Ateneo, sugli aspetti normativi, di comunicazione politica e di teoria dell’organizzazione, nel secondo porteranno la loro testimonianza figure chiave nella gestione dell’emergenza nell’ambito delle istituzioni locali. Dopo l’introduzione di Giacomo Degli Antoni, docente di Politica economica all’Università di Parma, interverranno il Prefetto di Parma Antonio Lucio Garufi, il Direttore generale del Comune di Parma Marco Giorgi, il Dirigente dell’Area Pianificazione e Programmazione della Provincia di Parma Andrea Ruffini e il Capo di Gabinetto della Provincia di Reggio Emilia Federico Ferrari.L’emergenza sanitaria ha richiesto una particolare attenzione alle modalità di trasmissione delle informazioni a vari livelli che interessano la comunicazione politica come la comunicazione all’interno delle organizzazioni e a livello istituzionale. Che ruolo hanno la comunicazione e le modalità di trasmissione delle informazioni nell’ambito della gestione delle situazioni di crisi? Inoltre, la necessità di ridurre i contatti e la presenza nei luoghi di lavoro ha richiesto un enorme sforzo organizzativo nell’ambito sia delle organizzazioni private sia di quelle pubbliche. Dematerializzazione, lavoro da remoto e smart working sono solo alcuni esempi di elementi su cui si è chiesto alle organizzazioni di agire.Il seminario si propone di discutere questi e altri temi, avvalendosi del fondamentale contributo di chi ha affrontato in modo diretto, all’interno delle istituzioni, la gestione dell’emergenza.

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La politica nelle istituzioni e tra la gente

Posted by fidest press agency su giovedì, 3 settembre 2020

Nel momento in cui una comune iniziativa culturale o morale è concepita come alleanza di potere, essa è isterilita, distorta e negata. Ci si può aiutare a servire e ci si può aiutare ad asservire; ma i due modi si escludono a vicenda.
C’è una politica che punta sul potere, per affermare dei valori: è illusoria.
C’è una politica che punta sui valori, per conquistare il potere: è farisaica.
C’è una politica che punta sui valori per farli crescere: Questa politica è valida e se è fatta da persone mature, non c’è pericolo che dimentichi di fare i conti con la realtà “potere”.
Gli italiani, e non solo nel mondo, hanno avvertito, e l’antipolitica ha fatto il resto, le forti contraddizioni tra l’essere e l’agire politico di chi è stato eletto dal popolo in termini fiduciari e chi li ha traditi ingannandoli per le sue miserie umane. L’errore, nell’immaginario popolare, è stato quello di aver associata l’istituzione con chi è stato demandato a guidarla demonizzandoli entrambi.
La verità è che siamo al cospetto di una società divenuta sempre più complessa e frammentata dove a fronte di un suo cambiamento radicale i partiti di massa o quelli creati ex-novo ma con lo sguardo rivolto al passato, non sono riusciti a cogliere il nuovo e il diverso in prospezione.
Oggi, pur con tutte le nostre contraddizioni si avverte forte nell’opinione pubblica una forma di governo statale in grado di assicurare stabilità, efficienza decisionale, chiaro funzionamento della responsabilità politica dei governanti. C’è chi a fronte di questa richiesta pensa all’uomo “forte” capace di decidere da solo e d’imporre la sua volontà, ammaliato dall’idea del bene comune, e affrancandosi dai mediatori del consenso popolare in auge nelle democrazie compiute. C’è chi cerca un consenso tra i cosiddetti poteri forti cedendo ai loro interessi partigiani per reggere le sorti di un Paese, ma tradendo la volontà popolare con la logica delle promesse e favorito da una “informazione ingannevole”.
A questo punto mi chiedo se allo stato attuale e con i tanti nodi critici che vengono al pettine possiamo ancora far emergere la responsabilità politica in un sistema così compromesso e quindi riportare la democrazia nel suo alveo naturale facendola funzionare a dovere. È senza dubbio un’impresa ardua ma che potremmo affrontare solo se ci convinciamo che sta proprio alla capacità del popolo di determinare ex ante gli indirizzi politici e sulla possibilità di rimuovere i governanti senza spargimento di sangue in seguito a un giudizio negativo in ordine al loro operato, ma non correndo il rischio di cadere dalla padella nella brace. (Riccardo Alfonso da “Studi politici” della Fidest)

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La fiducia dei giovani nelle istituzioni alla prova del Covid19

Posted by fidest press agency su domenica, 17 Maggio 2020

La prima lezione della pandemia da Covid19 riguarda il “fallimento” di una risposta adeguata da parte dei governi e, per il professor Noam Chomsky, la loro leadership sarà messa a dura prova soprattutto dalle giovani generazioni.
Il linguista e filosofo ha espresso un pensiero molto critico sulla gestione della crisi, riferendosi in particolar modo all’amministrazione statunitense. “Ciò di cui abbiamo bisogno è sapere la verità su tutto ciò che è già noto e su tutto ciò che è ancora incerto”. La lezione che le istituzioni dovranno imparare è di aprire una conversazione molto più onesta e franca con le loro comunità così da evitare che il presente possa ripetersi in futuro. Sempre a proposito di ciò che è cruciale ai fini della comunicazione delle istituzioni pubbliche durante la pandemia, la filosofa Martha Nussbaum aggiunge: “Due cose, a mio avviso: verità e comprensione dell’altro”. La verità è importante, ma da sola non andrà lontano: l’equipaggiamento migliore di cui dovrebbe dotarsi chi governa, in questo momento, è l’empatia.

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Coronavirus, saldi e istituzioni superflue

Posted by fidest press agency su mercoledì, 13 Maggio 2020

I dati sulle vendite al dettaglio in questo periodo sono come non avrebbero potuto essere altrimenti, con due cifre negative, in Italia e in Ue. Perché un’economia possa funzionare occorre che la ricchezza e il denaro circolino… non avvenendo bisogna preoccuparsi. Ecco quindi che il ruolo delle istituzioni è fondamentale, perché dovrebbero stimolare questa circolazione.A qualcuno potrebbe venire il dubbio sul fatto che la circolazione può avvenire solo quando i consumatori hanno non solo il potere di spesa ma anche la possibilità di avere la materia prima per farlo, il denaro. Che ora è decisamente meno, tant’è che ovunque si chiedono soldi allo Stato per far fronte all’emergenza (e ci si lamenta perché non vengono stanziati o, peggio, stanziati non arrivano lo stesso). Dubbio comprensibile, ma che ci deve far ricordare che la funzione dello Stato non è solo quella cosiddetta sociale ed assistenziale, ma soprattutto promozionale: cioè fare leggi e promuovere iniziativa per favorire la circolazione del lavoro e del denaro.Qui stiamo parlando della circolazione del denaro, che dovrebbe consentire i consumi, in sicurezza sanitaria vista l’emergenza.
Abbiamo invece assistito a cose tanto bislacche quanto negative e pericolose. Come la restrizione degli orari di apertura degli esercizi commerciali di primaria necessità, favorendo così gli assembramenti. Restrizioni per motivi ideologici o, come al solito, per ribadire il potere dell’istituzione sul commercio, incluse in questa istituzione anche le associazioni di categoria dei commercianti.Certo, non si sono ma rassegnati alle disposizioni del governo Monti di qualche anno fa che aveva liberalizzato l’orario dei negozi e, in qualunque occasione, provano a farsi avanti… anche fregandosene della salute dei consumatori, come per l’appunto in questa emergenza.
Ma come se non bastasse, apprendiamo che (3) si vogliono posticipare i saldi a i primi di agosto (normalmente partono il 4 luglio), sì da aiutare i commercianti a ristabilirsi dopo la lunga chiusura ed organizzarsi meglio alla bisogna.Dire “penosa” per questa iniziativa è solo per essere gentili. Per due motivi, leggendo con il senno dei consumatori:
– niente sconti se non in agosto quando chi deve comprare per l’estate ha già comprato.
– stabilire le date entro cui si possono vendere le merci a saldo non serve a nulla, tanto gli sconti ci sono sempre, 365 giorni all’anno 24 ore su 24 (online e non solo), ma a noi istituzioni fateci fare la nostra parte, altrimenti che ci stiamo a fare?
Eppure le Regioni potrebbero (e per molti altri ambiti lo fanno) svolgere funzioni importanti per il nostro benessere, ma su questo non ci sentiamo per niente strani se le definiamo SUPERFLUE…. E il problema è che questo loro essere superflue lo paghiamo noi contribuenti. (Vincenzo Donvito, presidente Aduc)

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Sassoli alle istituzioni europee: Siate coraggiosi

Posted by fidest press agency su domenica, 10 Maggio 2020

“Ora è il momento di essere coraggiosi e ambiziosi con le azioni sostenute dal bilancio dell’UE. Il Parlamento vuole essere protagonista in questo processo insieme alle altre istituzioni e contribuire a renderlo il miglior strumento possibile per aiutare l’economia europea e i suoi cittadini. È urgente trovare un accordo sul Piano di ripresa e sul prossimo bilancio pluriennale.I deputati avevano già fissato obiettivi ambiziosi prima della crisi attuale. Non è il momento di abbassare le nostre ambizioni e di accontentarci di un piano e di un bilancio che non siano all’altezza delle sfide che ci attendono.Il pacchetto di ripresa deve essere consistente e deve aggiungere valore all’interno di un QFP forte. Non dobbiamo perdere di vista i nostri investimenti a lungo termine e i nostri obiettivi strategici. La crisi ha aumentato lo squilibrio tra le regioni europee. Il piano di ripresa dovrebbe contribuire a colmare questa lacuna. I mezzi devono essere disponibili subito per i nostri Stati membri, le imprese e i lavoratori travolti da questa crisi. Il tempo è essenziale. Come autorità di bilancio, il Parlamento deve essere coinvolto nell’elaborazione del Piano di ripresa. Valuteremo anche con sguardo critico la proposta aggiornata del QFP e ribadiamo la necessità di un piano di emergenza. I parlamentari hanno il diritto di intervenire su dove vengono investiti i fondi, poiché si battono per i cittadini e per il bene comune. Come dimostrato fin dall’inizio, il Parlamento non è una buca delle lettere.L’aumento dei massimali delle Risorse Proprie annunciato dalla Commissione è un buon punto di partenza, ma dovrebbe essere permanente ed accompagnato da nuove risorse proprie che rimangano un prerequisito per qualsiasi accordo sul QFP.L’Europa è duramente colpita dalla crisi attuale. Noi, come leader europei, dobbiamo essere all’altezza di queste sfide. Dobbiamo proteggere chi tra noi è più debole. Ora come non mai, l’Europa ha bisogno di essere più forte per il bene dei suoi cittadini che ci osservano e aspettano delle risposte da noi”.

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Gli interventi delle istituzioni Ue per l’emergenza Coronavirus

Posted by fidest press agency su giovedì, 2 aprile 2020

Venerdì 3 aprile a cominciare dalle 11:30 funzionari europei ed esperti del settore entreranno nel dettaglio dell’ampio ventaglio di aiuti che le istituzioni hanno messo in campo per fronteggiare la crisi sanitaria ed economica.
Sono le azioni messe in campo dall’Unione europea per far fronte alla crisi sanitaria ed economica saranno al centro del seminario in diretta web organizzato da Parlamento e Commissione europea, con la collaborazione dell’agenzia FASI. Dagli interventi dalla Banca centrale europea alla sospensione del Patto di stabilità passando per il Coronavirus Response Investment Initiative
Prenderanno parte al dibattito:
· Carlo Corazza, Responsabile del Parlamento europeo in Italia
· Lauro Panella, Parlamento europeo
· Vito Borrelli, Capo facente funzioni della Rappresentanza in Italia della Commissione europea
· Raffaele Rinaldi, Responsabile Ufficio credito e sviluppo – ABI
· Sergio Silva Barradas, Responsabile pianificazione e coordinamento commerciale – Cassa depositi e prestiti
· Giuseppe Bronzino, Autorità di gestione dei programmi operativi comunitari – MISE
· Adelaide Mozzi, Consigliere per la governance economica – Commissione europea in Italia
· Marco Santarelli, Responsabile comunicazione Italia – BEI

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Roche Italia schiera le sue forze e il suo network a sostegno del personale sanitario e delle istituzioni

Posted by fidest press agency su sabato, 14 marzo 2020

Lo fa per tutti coloro che sono in prima linea nel fronteggiare l’emergenza coronavirus, dei pazienti e dei giovani delle zone più colpite. Con una lettera inviata al Ministro della Salute e a tutti i Presidenti delle Regioni, l’azienda farmaceutica leader nella diagnostica, nel diabete e nelle biotecnologie, si è messa a disposizione del sistema in affanno.
“Come azienda che opera nelle scienze della vita, raggiungiamo ogni giorno milioni di italiani con farmaci e test diagnostici e in questa situazione di emergenza sentiamo ancora più forte la responsabilità del nostro ruolo sociale. Tempi straordinari richiedono sforzi altrettanto straordinari. Se vogliamo lasciare un’impronta, come Azienda e come persone, dobbiamo pensare in maniera diversa e mettere a disposizione del Paese le nostre competenze e le nostre risorse. Grazie all’ascolto di diversi interlocutori, abbiamo individuato quattro aree di bisogno alle quali vogliamo rispondere con interventi capillari su tutto il territorio”, sottolinea il Presidente e Amministratore delegato di Roche Farma Maurizio de Cicco che si fa portavoce anche dei colleghi di Roche Diabetes Care e Roche Diagnostics. Con l’operazione “Roche si fa in 4”, l’azienda ha deciso di rispondere innanzitutto al bisogno più urgente indotto dalla pandemia: la necessità di disporre di farmaci utili a contrastare l’aggravamento delle condizioni di salute dei pazienti positivi al virus SARS-CoV-2. Il gruppo si impegna a fornire gratuitamente per il periodo dell’emergenza, tocilizumab (RoActemra) a tutte le Regioni che ne facciano richiesta, fatte salve le scorte necessarie a consentire la continuità terapeutica ai pazienti affetti da patologie per cui il prodotto è autorizzato. Il farmaco, attualmente impiegato per il trattamento dell’artrite reumatoide, non è indicato per il trattamento della polmonite da Covid-19, ma la comunità scientifica sta dimostrando interesse al suo utilizzo dopo l’inserimento nelle linee guida cinesi. Oltre alla donazione del farmaco, l’Azienda ha dato la propria disponibilità ad AIFA per avviare uno studio clinico sull’efficacia e sicurezza di tocilizumab anche in questi pazienti.
Inoltre, fino alla risoluzione dell’emergenza, l’azienda mette a disposizione gratuitamente il servizio di telemedicina integrata per le persone con diabete che consente la comunicazione della cartella clinica Smart Digital Clinic e l’app mySugr.
Il secondo bisogno individuato riguarda l’onda d’urto che ha investito il personale sanitario, la Protezione Civile e le associazioni di volontariato che non hanno risorse sufficienti per arginare, gestire e indirizzare appropriatamente le crescenti richieste della cittadinanza. Roche vanta un personale altamente specializzato, circa 1.000 persone, il 50% delle quali opera capillarmente su tutto il territorio e possiede un titolo di laurea in materie scientifiche, un capitale umano che può essere, parzialmente e su base volontaria, messo a disposizione del sistema, per offrire supporto e consulenza telefonica collaborando con chi già svolge questo difficile compito. La terza emergenza cui Roche intende offrire un supporto concreto, riguarda le strutture sanitarie che operano con mezzi economici e dotazioni insufficienti rispetto all’entità del fenomeno. Roche, in collaborazione con Cittadinanzattiva e FIMMG, si impegna a erogare 1 milione di euro per l’acquisto dei dispositivi di sicurezza individuale, mascherine e occhiali protettivi, per i medici di medicina generale che in questo momento ne sono sprovvisti. Questa operazione include anche una precedente donazione di caschi per la ventilazione dei pazienti ricoverati in terapia intensiva.
L’isolamento sociale forzato è all’origine del quarto bisogno individuato, una condizione che richiede notevole dose di pazienza e resilienza emotivo-psicologica, soprattutto da parte delle giovani generazioni. Roche, in partnership con un importante editore, dà avvio alla campagna “Stai a casa, leggi un libro”, rivolta agli under 25 dei territori in cui opera: in collaborazione con gli Assessorati alla Cultura di Milano e Monza Brianza, regalerà un libro accompagnato da materiale informativo utile ad aumentare la consapevolezza delle giovani generazioni sul tema della centralità del senso civico individuale e collettivo in una fase di emergenza sanitaria.

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La politica nelle istituzioni e tra la gente

Posted by fidest press agency su mercoledì, 11 marzo 2020

Nel momento in cui una comune iniziativa culturale o morale è concepita come alleanza di potere, essa è isterilita, distorta e negata. Ci si può aiutare a servire e ci si può aiutare ad asservire; ma i due modi si escludono a vicenda.
C’è una politica che punta sul potere, per affermare dei valori: è illusoria.
C’è una politica che punta sui valori, per conquistare il potere: è farisaica.
C’è una politica che punta sui valori per farli crescere: Questa politica è valida e se è fatta da persone mature, non c’è pericolo che dimentichi di fare i conti con la realtà “potere”.
Gli italiani, e non solo nel mondo, hanno avvertito, e l’antipolitica ha fatto il resto, le forti contraddizioni tra l’essere e l’agire politico di chi è stato eletto dal popolo in termini fiduciari e chi li ha traditi ingannandoli per le sue miserie umane. L’errore, nell’immaginario popolare, è stato quello di aver associata l’istituzione con chi è stato demandato a guidarla demonizzandoli entrambi.
La verità è che siamo al cospetto di una società divenuta sempre più complessa e frammentata dove a fronte di un suo cambiamento radicale i partiti di massa o quelli creati ex-novo ma con lo sguardo rivolto al passato, non sono riusciti a cogliere il nuovo e il diverso che si prospettava.
Oggi, pur con tutte le nostre contraddizioni si avverte forte nell’opinione pubblica una forma di governo statale in grado di assicurare stabilità, efficienza decisionale, chiaro funzionamento della responsabilità politica dei governanti. C’è chi a fronte di questa richiesta pensa all’uomo “forte” capace di decidere da solo e d’imporre la sua volontà, ammaliato dall’idea del bene comune, e affrancandosi dai mediatori del consenso popolare in auge nelle democrazie compiute. C’è chi cerca un consenso tra i cosiddetti poteri forti cedendo ai loro interessi partigiani per reggere le sorti di un Paese, ma tradendo la volontà popolare con la logica delle promesse e favorito da una “informazione ingannevole”.
A questo punto mi chiedo se allo stato attuale e con i tanti nodi critici che vengono al pettine possiamo ancora far emergere la responsabilità politica in un sistema così compromesso e quindi riportare la democrazia nel suo alveo naturale facendola funzionare a dovere. È senza dubbio un’impresa ardua ma che potremmo affrontare solo se ci convinciamo che sta proprio alla capacità del popolo di determinare ex ante gli indirizzi politici e sulla possibilità di rimuovere i governanti senza spargimento di sangue in seguito a un giudizio negativo in ordine al loro operato, ma non correndo il rischio di cadere dalla padella nella brace. (Riccardo Alfonso da “Studi politici” della Fidest)

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Trump “padrone” del Senato e delle istituzioni?

Posted by fidest press agency su domenica, 9 febbraio 2020

By Domenico Maceri. “Credo che il presidente della Corte Suprema abbia presieduto in maniera ammirevole”. Così Adam Schiff, il leader dei “manager” democratici al processo di impeachment di Donald Trump mentre difendeva John Roberts dalla domanda scomoda della senatrice Elizabeth Warren, democratica del Massachusetts. La Warren aveva chiesto se la poca fiducia degli americani sul governo con il rifiuto dei senatori repubblicani di permettere l’uso di testimoni mettesse in dubbio anche la legittimità di Roberts, della Corte Suprema e della Costituzione. La Warren mandava con la sua domanda una stoccata a Roberts il quale da presidente del processo poteva forzare la questione dei testimoni e costringere i senatori repubblicani a cedere. Roberts si è trovato in imbarazzo ma ha continuato nella sua condotta puramente formale, senza alcuna intenzione di prendere parte attiva al processo. Ha reiterato inoltre che in caso di un voto di parità lui non sarebbe intervenuto come tipicamente fa il vicepresidente degli Stati Uniti che funge da presidente del Senato, eccetto nel caso dell’impeachment.La scomoda domanda di Warren ha messo alla luce la questione dell’indipendenza del Senato ma anche della legittimità delle altre istituzioni che nell’era di Trump sono state erose per i comportamenti e la politica dell’attuale inquilino della Casa Bianca. A cominciare dal Senato che ha votato per assolverlo senza fare uso di testimoni, condotto da Mitch McConnell, senatore del Kentucky e leader della maggioranza repubblicana, in completa sintonia con i desideri del presidente in carica, ossia l’imputato. Un processo di impeachment completamente di parte finito con l’assoluzione di Trump con 52 voti repubblicani contro 48 contrari (47 democratici e Mitt Romney, senatore dell’Utah, unico repubblicano). L’ombra del 45esimo presidente pesava sui senatori repubblicani, molti dei quali temono l’ira e il potere di Trump, concedendogli illimitata libertà di operare, senza contrappesi legali o etici.L’influenza di Trump sul Senato e il suo partito però va oltre raggiungendo le altre istituzioni che con la sua politica e linguaggio fuori dalle righe continua a destabilizzare e sbilanciare per i suoi benefici personali e politici. La resistenza che si oppone ai feroci attacchi delle istituzioni di Trump continua a rimanere debolissima. Anche nei suoi attacchi al sistema giudiziario si sentono voci contrarie ma flebili da non avere l’effetto positivo necessario. Trump, per esempio, aveva attaccato persino Roberts nel 2016 quando gli ha addossato la responsabilità di Obamacare, la riforma sulla sanità dell’ex presidente Barack Obama. Va ricordato che il presidente della Corte Suprema aveva salvato l’Obamacare votando con i giudici liberal con un risultato di 5 a 4. Inoltre, nel mese di novembre dell’anno scorso, Trump aveva anche attaccato il giudice Jon Tigar per una sua decisione contraria sulla questione dell’immigrazione alla frontiera col Messico. Il 45esimo presidente aveva etichettato Tigar di essere un giudice di Obama. Il commento era eccessivo persino per il reticente Roberts il quale ha ribattuto che non esistono giudici di “Obama, di Trump, di Bush o di Clinton”, aggiungendo che i magistrati sono indipendenti a prescindere di chi li ha nominati.Ma anche quando Trump controlla l’amministrazione e nomina i leader delle istituzioni gli attacchi continuano se non è completamente soddisfatto. Lo ha fatto con i suoi feroci attacchi a Jeff Sessions, nominato dal 45esimo presidente a procuratore generale nel 2017 ma licenziato l’anno dopo perché non aveva bloccato l’indagine di Russiagate. Prima del licenziamento però Trump lo aveva insultato in pubblico con tweet velenosi.La Fbi è anche un’altra istituzione che Trump ha preso di mira con i suoi tweet. Paradossalmente le cose non sono cambiate dal suo punto di vista nonostante il fatto che i vertici dell’agenzia sono stati nominati dallo stesso Trump. In modo simile, l’attuale inquilino della Casa Bianca ha anche messo da parte i servizi di intelligence poiché non ha creduto la loro analisi secondo cui la Russia ha interferito nell’elezione americana del 2016.Trump però va al di là delle istituzioni creando infatti alternative per condurre i suoi affari personali e politici come ci dimostra il caso di Rudy Giuliani, ex sindaco di New York, e in tempi recenti legale del presidente. Giuliani è stato coinvolto nelle ricerche di trovare informazioni negative su Joe Biden in Ucraina presentandosi non solo come rappresentante di Trump con i funzionari di questo governo europeo ma suggerendo anche di rappresentare ufficialmente gli Stati Uniti. Lo sappiamo infatti perché Trump nella sua telefonata al presidente ucraino Volodymyr Zelensky lo informa che dirà a Giuliani di telefonargli per la questione delle indagini su Biden. Perché Trump usava il suo avvocato personale per la politica diplomatica americana? Trump evidentemente non ha completa fiducia nelle istituzioni e nei suoi funzionari che lui spesso assume in maniera superficiale.Trump in effetti fa di tutto per riformare le istituzioni a suo piacere poiché non crede al sistema che lui cerca di smantellare, conquistandosi campo libero con le proprie regole per i suoi scopi. Le istituzioni però esistono e continuano ad operare. Il Senato non lo ha condannato per la sua azione illegale sull’Ucrainagate. Nell’elezione di midterm del 2018 gli elettori lo hanno però “condannato”, consegnando la maggioranza della Camera ai democratici. Sarà “condannato” di nuovo nell’elezione di novembre di quest’anno? Domenico Maceri, PhD, è professore emerito all’Allan Hancock College, Santa Maria, California.

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I presidenti delle tre principali istituzioni dell’Unione europea si riuniranno giovedì a Bazoches

Posted by fidest press agency su giovedì, 30 gennaio 2020

Il Presidente del Parlamento europeo David Sassoli, il Presidente del Consiglio europeo Charles Michel e la Presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen si incontreranno a Bazoches-sur-Guyonne (Francia) presso la Jean Monnet House, un luogo simbolico per la storia dell’integrazione europea. Discuteranno del futuro dell’UE, compresa la prossima Conferenza sul Futuro dell’Europa, le attuali sfide geopolitiche, nonché le transizioni climatiche e digitali. Il Presidente Sassoli ha dichiarato: “Siamo in attesa di una nuova partenza per l’Europa. Le sfide interne ed esterne che ci attendono ci ricordano che l’Unione europea è più di un potere economico o di mercato, ma rappresenta i valori che tutti condividiamo e difendiamo. Le nostre riflessioni non dovrebbero dimenticare quanto possiamo essere più forti quando agiamo insieme”. I tre presidenti concluderanno le discussioni con una dichiarazione comune, da leggere al Parlamento europeo a Bruxelles la mattina di venerdì 31 gennaio alle 11:00.

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Il Parlamento contro l’istituzione di “zone franche LGBTI” in Polonia

Posted by fidest press agency su sabato, 21 dicembre 2019

I deputati europei esortano la Commissione a condannare tutti gli atti pubblici di discriminazione contro le persone LGBTI, in particolare le cosiddette “zone franche LGBTI” in Polonia.Nella risoluzione adottata mercoledì con 463 voti favorevoli, 107 contrari e 105 astensioni, il Parlamento ha espresso profonda preoccupazione per il crescente numero di attacchi contro le persone lesbiche, gay, bisessuali, transgender e intersessuali (LGBTI) nell’UE da parte di Stati, funzionari statali, governi nazionali e locali e politici. Esempi recenti includono dichiarazioni omofobe effettuate durante una campagna referendaria in Romania e discorsi di odio nei confronti delle persone LGBTI nel contesto delle elezioni in Estonia, Spagna, Regno Unito, Ungheria e Polonia.
In particolare, i deputati condannano l’istituzione, dall’inizio del 2019, delle aree “libere dall’ideologia LGBTI” da parte di decine di comuni, contee e regioni del sud-est della Polonia. Tramite circolari non vincolanti, i governi locali sono stati invitati ad astenersi dall’intraprendere qualsiasi azione che incoraggi il rispetto verso persone LGBTI ed evitare di fornire assistenza finanziaria alle ONG che lavorano per promuovere la parità di diritti. Il Parlamento europeo esorta le autorità polacche a revocare tutte gli atti che attaccano i diritti delle persone LGBTI.Inoltre, i deputati chiedono alla Commissione di monitorare come vengono utilizzati tutti i finanziamenti comunitari, sottolineando che tali fondi non devono essere utilizzati a fini discriminatori.La scuola dovrebbe proteggere i diritti di tutti i bambini
Il Parlamento deplora inoltre gli attacchi contro le persone LGBTI da parte delle autorità pubbliche di alcuni Stati membri, che hanno avuto come obiettivo le istituzioni educative e le scuole. I deputati ricordano che le scuole dovrebbero essere luoghi che rafforzano e proteggono i diritti fondamentali di tutti i bambini. La Commissione e gli Stati membri dovrebbero intraprendere azioni concrete per porre fine alle discriminazioni che possono portare al bullismo, agli abusi o all’isolamento delle persone LGBTI negli edifici scolastici.
Infine, sebbene nella maggior parte degli Stati membri siano in vigore misure legali contro la discriminazione, queste non sono sufficientemente attuate, lasciando le persone LGBTI vulnerabili ai crimini motivati dall’odio, ai discorsi di odio e alla discriminazione. Infine, si sottolinea che la Direttiva UE sulla non discriminazione, bloccata dai ministri dei Paesi membri da 11 anni, contribuirebbe a colmare questa lacuna nella protezione.

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Governo. Tempi e mansioni istituzionali: inizia male

Posted by fidest press agency su lunedì, 9 settembre 2019

“Mettere a dama” è una espressione del gioco della “Dama”, che prevede di bloccare l’avversario per poi “mangiarne” le pedine. Ci è venuta in mente questa espressione leggendo le dichiarazioni della ministra alle Infrastrutture e Trasporti, Paola De Micheli e osservando le azioni del ministro degli Esteri, Luigi Di Maio. Come è noto, il governo Conte2 è stato nominato dal Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. Per completare l’iter costituzionale, il governo deve avere la fiducia del Parlamento e, soprattutto, la deve avere il programma presentato dal governo stesso.Dunque, manca un passaggio fondamentale affinchè il governo entri nel pieno delle sue funzioni.In questo frangente di tempo, gli obiettivi programmatici sono sospesi, ma non è stato inteso così dalla ministra De Micheli che è intervenuta, con una dichiarazione, sulla realizzazione di alcune opere infrastrutturale e sulle concessioni autostradali. C’è un evidente problema di “educazione” istituzionale e di rapporti politici con gli alleati penta stellati. Non capirlo non depone bene.
Un fatto grave, è stato commesso dal ministro Di Maio: ha convocato, nella sede del ministero, i membri penta stellati del governo. Una riunione di partito, insomma, in sede istituzionale. Se il capo politico del M5S, vuole fare una riunione del suo partito se la faccia nella sede del M5S o affitti un locale. Non è dato che si utilizzino soldi del contribuente per il mantenimento di una struttura pubblica utilizzata, anche, per riunioni di una associazione privata, quale è un partito.L’altro aspetto, riguarda i rapporti istituzionali, poichè non si può configurare un sub governo penta stellato, autonomo dal governo Conte2, e di rapporti politici con l’alleato, il Pd, che siede nello stesso Consiglio dei Ministri, luogo dove si assumono decisioni comuni.Insomma, siamo alla furbizia e alla prefigurazione di tensioni che hanno caratterizzato il precedente governo.Di problemi da risolvere ce ne sono a iosa, li abbiamo rilevati in passato e ocntinueremo a farlo. Vorremmo che i ministri, che sono stati nominati dal Presidente Mattarella, che hanno ottenuto la fiducia dal Parlamento e sono pagati dal contribuente, facessero il loro lavoro senza perdere tempo giocando a “mettere a dama”. (Primo Mastrantoni, segretario Aduc)

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Codici: Roma nella morsa degli strozzini e abbandonata dalle istituzioni

Posted by fidest press agency su sabato, 24 agosto 2019

E’ la storia drammatica di una famiglia vittima di usura. Una situazione grave, pericolosa e pesante. È quella che si registra a Roma sul fronte della legalità. La capitale è diventata terra di scorribande per criminali senza scrupoli. Tra questi si stanno ritagliando sempre più spazio gli strozzini. Stando agli ultimi dati diffusi durante l’inaugurazione dell’anno giudiziario, nel distretto della Corte d’Appello di Roma i processi per reati legati all’usura sono infatti passati da 32 a 48.“Numeri inquietanti – afferma il Segretario Nazionale di Codici Ivano Giacomelli – la nostra associazione li tocca con mano, visto che siamo impegnati in tre procedimenti legati all’usura, un fenomeno che purtroppo sta dilagando nella capitale e che non sembra trovare ostacoli anche a causa di istituzioni poco presenti”.
Emblematica la storia di una commerciante, una madre coraggio che ha trovato la forza di denunciare l’usuraio a cui si era affidata illudendosi di poter risolvere i propri problemi. “È iniziato tutto nel 2015 – racconta la donna – quando ho preso in affitto un locale commerciale, dove volevo trasferire l’attività che porto avanti da 15 anni. A ridosso dell’apertura, ho scoperto che mancava l’agibilità. Da quel momento, per paura che denunciassi l’irregolarità, il proprietario ha iniziato a rimandare indietro i bonifici che inviavo per pagare l’affitto, avviando la procedura dello sfratto. In questo modo sperava di riprendersi il locale. Questo comportamento mi è costato tre cause e tanti soldi, perché l’attività era chiusa, ma intanto dovevo versare le rate dei macchinari. Come se non bastasse, sono sorti dei problemi anche con l’affitto di casa e da lì per me e la mia famiglia è iniziato l’incubo”.Disperata, la donna insieme al marito si è rivolta ad un uomo, indicato da un commerciante della zona come rappresentante di piccole società del settore ed in grado di fornire prestiti vantaggiosi. “Abbiamo chiesto un prestito di 3.000 euro – ricorda la signora – ma in poco tempo ci siamo resi conto che di fronte non avevamo un altro esercente, ma un usuraio. Gli interessi diventavano sempre più alti ed alla fine ci siamo ritrovati a dover restituire 15.000 euro. Non avevamo quei soldi e così sono iniziate le minacce”.Telefonate minatorie, anche visite intimidatorie a casa. “Abbiamo avuto paura – dichiara la donna – ed alla fine abbiamo deciso di chiudere l’attività. Nel frattempo erano arrivati lo sfratto da casa e la bocciatura a scuola di mio figlio a causa delle assenze prolungate, dovute sempre a questa situazione disperata. Ci è crollato il mondo addosso. Ci siamo sentiti soli e abbandonati. Anche perché avevo inviato decine di email al Comune di Roma per chiedere aiuto, avevo contattato Assessorati e perfino la Segreteria del Sindaco, presentando tutta la documentazione necessaria per spiegare il nostro caso, ma in cambio ho ricevuto soltanto silenzio e indifferenza”.Uno spiraglio in questa vicenda drammatica si è aperto nel dicembre 2018, quando gli agenti del Commissariato di Primavalle hanno arrestato l’usuraio che aveva messo in ginocchio decine di commercianti nel quartiere Torresina. Da lì si è passati al processo, in cui l’Associazione Codici assiste la commerciante. “Ho perso l’attività che portavo avanti da anni – afferma la signora – siamo schiacciati dai debiti e continuiamo a subire minacce ed intimidazioni dai parenti dell’usuraio arrestato, che sono arrivati al punto di terrorizzare mio figlio, minorenne. Ciò nonostante non ho nessuna intenzione di mollare. Mentre eravamo in mano a quello strozzino, mi fu diagnostico un tumore al seno. Dio mi ha ridato la vita permettendomi di guarire, lo Stato me l’ha tolta. Abbiamo perso tutto, ma non la voglia di combattere. Continueremo a lottare”.Una madre coraggio, una famiglia forte, al fianco della quale si è schierata l’Associazione Codici, da sempre in prima fila per la legalità. “Siamo con loro e con tutte le vittime di usura – dichiara il Segretario Nazionale Ivano Giacomelli – ci batteremo in Tribunale affinché sia fatta giustizia. Ci auguriamo che insieme a noi in aula ci siano anche le istituzioni, che purtroppo spesso sono assenti. Non esserci è sbagliato, perché significa cedere terreno ai criminali e questo non è più possibile, soprattutto in una città in difficoltà come Roma”. (n.r. Diamo spazio a questa notizia perchè, purtroppo, non è la sola. Moltissime persone sono abbandonate a se stesse dove la giustizia si misura con le lungaggini di anni, dove la prepotenza la fa da padrona e lo stato brilla per la sua indifferenza e pedanteria burocratica. Poi ci meravigliamo che nel segreto dell’urna si scaricano tensioni e frustazione e finendo nelle mani dei pifferai di turno, o non si va a votare mostrando totale sfiducia nelle istituzioni.)

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