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Quotidiano di informazione – Anno 34 n° 316

Posts Tagged ‘istruzione’

Istruzione Pacifico (Anief): La scuola italiana è precaria

Posted by fidest press agency su venerdì, 16 settembre 2022

“Siamo onorati – ha detto Pacifico – che la politica sia d’accordo con Anief sull’esigenza di far attuare delle azioni concrete al legislatore, che deve rilanciare la scuola e superare la sua precarietà. A partire dal doppio canale di reclutamento del personale: è emblematico che da oltre due anni si attendono invano i corsi di abilitazione. L’Europa, intanto, ha stanziato dei fondi straordinari anche per superare la precarietà: abbiamo un concorso Straordinario bis con pochissimi posti rispetti a quelli che andavano banditi, così il 90% dei candidati rimangono esclusi. Se il Senato non recepirà gli emendamenti siamo pronti a tornare in piazza, anche allo sciopero. Dobbiamo lottare per avere una scuola moderna oggi, con uguaglianza d’accesso, anche all’Università”. “L’obbligo scolastico – ha continuato il sindacalista autonomo – va portato a 18 anni, al completamento degli studenti della scuola italiana. Perché uno studente su tre non arriva al diploma”. Pacifico ha anche parlato di “libertà d’insegnamento, che con il Covid è stata svilita. Altro che lotta contro le diseguaglianze. Come pure va stipulato il prima possibile il contratto per cominciare ad allineare gli stipendi dei lavoratori della scuola alla media europea”. Pacifico ha aggiunto che “la scuola italiani ha bisogno di aiuto, progettualità, idee. E servono soldi: abbiamo quantificato che per coprire le priorità, a partire dall’adeguamento degli stipendi, occorrono 30 miliardi, praticamente una Legge Finanziaria”. Il leader dell’Anief ha concluso ricordando che “abbiamo un alunno ogni dieci alloglotto. Uno su dieci con sostegno. Un docente su cinque precario, un Ata su due supplente. Dobbiamo operare anche per loro, per non far venire meno i loro diritti”.

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Istruzione Pacifico (Anief): La scuola italiana è precaria

Posted by fidest press agency su domenica, 11 settembre 2022

“Siamo onorati – ha detto Pacifico – che la politica sia d’accordo con Anief sull’esigenza di far attuare delle azioni concrete al legislatore, che deve rilanciare la scuola e superare la sua precarietà. A partire dal doppio canale di reclutamento del personale: è emblematico che da oltre due anni si attendono invano i corsi di abilitazione. L’Europa, intanto, ha stanziato dei fondi straordinari anche per superare la precarietà: abbiamo un concorso Straordinario bis con pochissimi posti rispetti a quelli che andavano banditi, così il 90% dei candidati rimangono esclusi. Se il Senato non recepirà gli emendamenti siamo pronti a tornare in piazza, anche allo sciopero. Dobbiamo lottare per avere una scuola moderna oggi, con uguaglianza d’accesso, anche all’Università”. “L’obbligo scolastico – ha continuato il sindacalista autonomo – va portato a 18 anni, al completamento degli studenti della scuola italiana. Perché uno studente su tre non arriva al diploma”. Pacifico ha anche parlato di “libertà d’insegnamento, che con il Covid è stata svilita. Altro che lotta contro le diseguaglianze. Come pure va stipulato il prima possibile il contratto per cominciare ad allineare gli stipendi dei lavoratori della scuola alla media europea”. Pacifico ha aggiunto che “la scuola italiani ha bisogno di aiuto, progettualità, idee. E servono soldi: abbiamo quantificato che per coprire le priorità, a partire dall’adeguamento degli stipendi, occorrono 30 miliardi, praticamente una Legge Finanziaria”. Il leader dell’Anief ha concluso ricordando che “abbiamo un alunno ogni dieci alloglotto. Uno su dieci con sostegno. Un docente su cinque precario, un Ata su due supplente. Dobbiamo operare anche per loro, per non far venire meno i loro diritti”.

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I dipendenti di Istruzione, Università e Ricerca senza contratto da 4 anni

Posted by fidest press agency su martedì, 6 settembre 2022

Domani riprenderà anche la trattativa all’ARAN per il rinnovo del Contratto collettivo nazionale di lavoro dei comparti Istruzione, Università e Ricerca. Anief ricorda che i suoi dipendenti, assieme a pochi altri del pubblico impiego, sono gli unici a non avere rinnovato il contratto collettivo nazionale. E questo è gravissimo se si pensa che tra il 1990 e oggi nel nostro Paese l’aumento medio delle buste paga è stato di appena lo 0,3%, come riferito oggi da Il Fatto Quotidiano. “Quello di non avere voluto accettare la richiesta dell’Anief di rinnovare il Ccnl 2019/21 è stato un grave errore – spiega Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief – perché si è detto no ad un’operazione necessaria: stiamo vivendo un periodo particolarmente difficile per l’economia italiana e internazionale, tanto che l’inflazione accertata nell’ultimo periodo è stata di oltre il 6 per cento, e quella sul lungo periodo sicuramente a due cifre. Questo significa che gli insegnanti, gli Ata e i dipendenti di Università e Ricerca, devono sempre più stringere la cinghia per arrivare a fine mese”. “Per non parlare – continua Pacifico – di quei lavoratori pubblici che devono affrontare spese ulteriori perché collocati professionalmente a centinaia di chilometri da casa, a volte pure da algoritmi ‘impazziti’, con non pochi casi di dipendenti costretti a rinunciare e a rimanere precari, proprio perché non in grado di potere sostenere le spese da affrontare. La verità è che nel comparto Istruzione occorre firmare il prima possibile il CONTRATTO PONTE che abbiamo proposto ad inizio estate: non è possibile che i suoi lavoratori siano rimasti gli unici del pubblico impiego senza aumenti: diamo ai docenti tra i 103 lordi fino a 123 euro e da 88 euro fino a 97 agli Ata, più 2mila e i 3mila euro di arretrati. Subito dopo – conclude il presidente Anief – ci siederemo al tavolo col nuovo Governo e verificare come produrre aumenti ulteriori e più consistenti”.

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Istruzione: Riapertura scuole

Posted by fidest press agency su giovedì, 18 agosto 2022

Il leader Udir, Marcello Pacifico, ha affermato che “i dirigenti scolastici chiedono più classi, di rivedere le norme sul dimensionamento e la conferma dell’organico Covid, che è risultato essenziale per le nostre scuole. Ci aspetta un altro anno scolastico impegnativo: bisogna mettere i presidi nelle condizioni di svolgere al meglio il loro compito”.

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Istruzione Bianchi: dopo le Feste si torna in classe

Posted by fidest press agency su venerdì, 24 dicembre 2021

“È sbagliata la misura di prolungamento delle vacanze natalizie, la scuola è il comparto della nostra società che con più passione e capacità ha risposto all’invito alla vaccinazione”: così si è espresso oggi il ministro dell’Istruzione su Rai Uno. Il professore Patrizio Bianchi ha anche rimarcato che “allo stato attuale, su base nazionale, i positivi dentro alle scuole sono ancora un numero limitato, ben sotto all’1%, come le classi in quarantena – 10mila ma su 400mila. Il problema è cosa accade fuori scuola”. La linea è stata confermata anche dal premier Mario Draghi: “No, non valuteremo domani” nella Cabina di regia il prolungamento delle vacanze scolastiche natalizie, alla luce dell’aumento dei contagi: ” Secondo Marcello Pacifico, invece, “i problemi stanno proprio dentro la scuola e avere lasciato intatte le classi, come se il Covid non esistesse, è stato l’errore più grande che si poteva fare: le classi andavano sdoppiate, non si può stare in 25 in un’aula da 35 metri quadrati. Inoltre, si sarebbero dovuti allargare gli spazi, recuperando i locali delle scuole dismesse con il dimensionamento. E se queste non erano recuperabili, si poteva pensare a ex caserme oppure ai tanti locali pubblici chiusi negli ultimi anni. Invece si è lasciato tutto immutato, si è pensato che il vaccino fosse la panacea, addirittura obbligando a farlo chi è in malattia o in ferie (decisione che abbiamo impugnato)”.“Anche sui dati delle classi in quarantena – continua Pacifico – pur non avendo a disposizione un quadro statistico dettagliato, come sindacato abbiamo il fondato sentore che non sono così poche come ci dicono le istituzioni preposte. La verità è che il vaccino imposto a docenti e Ata non risolve il problema di contagi ed è anche discriminante; per questo continuiamo a raccogliere, fino al 31 dicembre, le adesioni al ricorso al Tar Lazio contro l’obbligatorietà, in attesa della Camera di Consiglio prevista per il prossimo 11 gennaio”.

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Scuola: Come cambiare l’istruzione in Italia?

Posted by fidest press agency su martedì, 21 dicembre 2021

Come mettere l’Istruzione pubblica finalmente al centro degli interessi dell’Italia partendo da piani strategici dal punto di vista normativo, contrattuale e legislativo? Il progetto Pulser – promosso da Cesi, Anief e Cisal – è stato condotto dai segretari generali Anief attraverso dei Talk tematici ed ha cercato di rispondere tali quesiti: ha infatti fornito indicazioni e idee di riforma sul nuovo sistema di reclutamento e la formazione iniziale, sul licenziamento dei docenti diplomati magistrali, degli insegnanti tecnico-pratici, dei docenti di religione cattolica, ma anche degli amministrativi facenti funzione Dsga, come pure degli idonei Stem, passando per le classi pollaio, il Green Pass obbligatorio, fino ai pensionamenti spostati alle soglie dei 70 anni, alle mancate indennità in busta paga e agli irrisori aumenti stipendiali, all’organico di diritto e di sostegno, al diritto allo sciopero e alla mobilità. Tutti temi di cui si è parlato anche venerdì 17 dicembre a tavola rotonda “La scuola italiana e il pilastro europeo dei diritti sociali”, organizzata dal sindacato Anief, assieme a Cisal e all’Accademia europea della Cesi.

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Istruzione: Abbondono scolastico, Sicilia prima in classifica

Posted by fidest press agency su mercoledì, 1 dicembre 2021

Come riporta La Repubblica, “la regione è in testa alla classifica nazionale per dispersione. Due studenti su dieci lasciano i corsi dell’obbligo e gli istituti superiori, complice la situazione economica disastrata di migliaia di famiglie e la carenza dei servizi”. La Sicilia dunque è capofila nella classifica nazionale per numero di studenti che lasciano i banchi di scuola: si tratta del 19,4 per cento della popolazione compresa tra i 18 e i 24 anni che possiede al massimo la licenza media e non ha poi neanche frequentato corsi di formazione professionale, senza dunque aprirsi alla possibilità di frequentare la scuola secondaria di secondo grado e di conseguenza l’università.Il sindacato Anief ha sempre ribadito come sia necessario prevedere un aumento degli organici, anche del personale Ata, proprio in quelle zone dove il disagio è maggiore, il tasso di abbandono è elevato, le famiglie sono in difficoltà, gli enti locali non sono di supporto adeguato, c’è un’alta presenza di alunni stranieri, disabili e con limiti di apprendimento” Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief, ritiene fondamentale investire di più sull’orientamento scolastico e andare a rivedere i cicli, poiché infatti “occorre anticipare la scuola primaria a 5 anni, con annualità ponte da affidare a maestri della scuola dell’infanzia e primaria in contemporanea, e poi allungare l’obbligo formativo sino alla maggiore età”. Anief ricorda come sia necessario per docenti e Ata partecipare alle assemblee sindacali promosse e organizzate dal sindacato, “poiché grazie al confronto costante è possibile cercare di risolvere i problemi della scuola, anche attivamente, candidandosi pure come Rsu”, conclude Pacifico.

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“La parità di genere, soprattutto nel lavoro, si costruisce partendo da istruzione e da formazione”

Posted by fidest press agency su lunedì, 25 ottobre 2021

Che da lì si deve partire lo dimostra anche il ridotto numero di donne che nel mondo universitario procedono con la carriera e il numero, ancora troppo esiguo, delle donne che hanno il ruolo di rettori. Il pericolo è che il gap di genere possa in futuro aumentare senza adeguata formazione femminile tenuto conto della evoluzione dei lavori nel futuro. Deve essere posto rimedio a tutto ciò”. A dirlo è Antonella Giachetti, presidente di Aidda, l’Associazione Imprenditrici e Donne Dirigenti d’Azienda.Giachetti ha commentato i dati raccolti da Ipsos per il Barometro 2021 sull’equità di genere, diffusi al Women’s Forum G20, a Milano. In particolare emerge che sono poche le giovani che studiano e lavorano nei settori Stem (Science, Technology, Engineering and Mathematics), considerati il futuro dal punto di vista occupazionale. Il 47% dei lavori tradizionali rischia infatti di scomparire e la maggior parte di questi posti (65%) sono occupati attualmente da donne.“In un piano di trasformazione del sistema c’è bisogno delle donne e del valore della cura di cui le donne sono naturalmente portatrici – ha aggiunto Giachetti -. Serve fare un salto di qualità, in modo da poter avere sempre più donne che studiano nei settori Stem: la tecnologia porterà sempre di più ad un minore impegno della risorsa del lavoro come sforzo fisico, ma questo processo trasformativo avrà bisogno di individui competenti, in grado di poter controllare le macchine monitorando che il loro utilizzo sia effettivamente sempre indirizzato al bene delle persone”.“È necessario dunque – ha concluso – colmare il divario tra sessi, anche per una vera ripresa economica: è un modo per portare la dimensione della cura nella società ed evitare condizioni squilibrate da un punto di vista sociale, ambientale ed economico”.

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Istruzione: Rinnovo contratto

Posted by fidest press agency su giovedì, 21 ottobre 2021

Il sindacato esorta il Governo e l’amministrazione scolastica a farsi carico degli impegni presi: “il ministro dell’Istruzione Patrizio Bianchi ha approvato delle linee guida – dice il leader dell’Anief Marcello Pacifico -, ma il personale della scuola ha bisogno di aumenti minimi di 300 euro per recuperare l’inflazione e il costo della vita perso negli ultimi 13 anni quando è scattato il primo blocco degli stipendi. E serve pure un’azione forte per verificare il trattamento economico-giuridico fra il personale precario ed il personale di ruolo”.Attraverso gli investimenti, si potranno anche “ridefinire i profili professionali, i livelli stipendiali e riconoscere delle indennità” che il sindacato ha individuato. “Le abbiamo chiamate semplicemente come indennità di rischio, indennità di incarico e di sede – ha spiegato Pacifico -: la prima è legata certamente al Covid ed è veramente importante in questo momento riconoscere il lavoro dal che si fa scuola in presenza. Dall’altra parte, vista la precarietà esistente, è importante riconoscere un’indennità di incarico per prevenire gli abusi dei contratti a termine, ed un’indennità di sede per garantire a tutti quanti di poter lavorare anche a centinaia di chilometri di distanza e conseguente modificare le regole sulla mobilità con l’abolizione di tutti i vincoli”.Il sindacalista autonomo sostiene che si tratta di proposte che arrivano dalla base dell’organizzazione rappresentativa: “Ne stiamo discutendo nelle assemblee Anief che stiamo facendo ogni giorno ed è importante da qui fino al prossimo dicembre partecipare a questi incontri, anche per dare il proprio contributo e per costruire tutti insieme – ha concluso Pacifico – la nostra piattaforma sindacale contrattuale per una scuola più giusta e più sicura”.

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Istruzione: Sicurezza, dati Legambiente poco allegri

Posted by fidest press agency su giovedì, 21 ottobre 2021

Secondo l’analisi di Legambiente la scuola italiana non gode di ottima salute: la metà degli edifici è senza agibilità e i ritardo del Sud su tempo pieno e mense è tangibile. Infatti, come riporta anche Corriere della Sera, “il patrimonio edilizio scolastico in Italia è «vetusto e poco sostenibile: un edificio su due non ha ancora il certificato di collaudo statico (46,8%), di agibilità (49,9%), prevenzione incendi (43,9%). Sale al 41% nel 2020 la percentuale degli edifici che hanno necessità di manutenzione urgente contro il 29,2% del 2019. Lo afferma il XXI rapporto di Ecosistema Scuola (dati 2020) di Legambiente sulla qualità dell’edilizia scolastica e dei servizi, sullo stato di salute di 7.037 istituti di 98 capoluoghi di provincia, frequentati da oltre 1,4 milioni di studenti. I nuovi edifici costruiti con criteri di bioedilizia sono lo 0,9%. La maggiore fragilità strutturale viene indicata nelle aree interne più soggette a terremoti e a fenomeni di dissesto mentre la fragilità sociale legata alla povertà educativa e materiale è individuata nelle periferie urbane. Gli edifici in area sismica 1 in tutta la Penisola sono il 4,1%, e quelli in area sismica 2 sono il 30,9%. Al Sud gli edifici complessivamente posti in entrambe le aree sono 86,2%”. Deve far riflettere anche il dato che vede un notevole divario tra nord e sud. Circa il 56% degli edifici scolastici del meridione necessita di interventi urgenti contro il 36% di quelli del Nord. Ci sono evidenti emergenze strutturali che vanno al più presto sanate e consolidate con interventi di manutenzione urgenti. È necessario creare nuove strutture innovative ad hoc, di educazione e istruzione, pensate con gli ultimi orientamenti pedagogici, in modo da sperimentare nuove modalità educative con adeguati impianti sportivi/palestre e impianti outdoor per ridurre il rischio diffusione SARS-CoV-2. Per gli edifici storici del nostro patrimonio edilizio, anche se vetusto, vanno certamente valorizzati e ammodernati sanando le fragilità strutturali. Un edificio su due non dispone ancora di un certificato di collaudo storico o di agibilità e/o di prevenzione incendi, meno dell’1% gli edifici costruiti con criteri di bioedilizia e 387 classificati in classe energetica A. Secondo i dirigenti scolastici Udir il Pnrr rappresenta certamente un’occasione d’oro che non si può perdere; infatti, mai come adesso urge intervenire, investendo nel patrimonio edilizio scolastico italiano, sfruttando i fondi del piano. Il PNRR porterà nel mondo della scuola ben 18 miliardi di euro, una cifra davvero enorme. Il rapporto di Legambiente “Ecosistema scuola” del 2020 mette a nudo tutte le verità sulla qualità dell’edilizia scolastica nel nostro Paese, non lasciando spazio a dubbi. Dal quadro emerso urge intervenire, investendo nell’ammodernamento del nostro patrimonio edilizio scolastico sfruttando i fondi in arrivo dal PNRR. Di questi fondi ben 800 milioni sono destinati per realizzare circa 600 nuove scuole.

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Istruzione: Italia maglia nera dell’Europa

Posted by fidest press agency su sabato, 16 ottobre 2021

Il sindacato ricorda che le disposizioni utili a recuperare il terreno rispetto ai Paesi europei e avanzati possono realizzarsi nei prossimi anni grazie ai fondi del Recovery Plan. Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief, afferma che “i quasi 18 miliardi del Pnrr per l’Istruzione devono avere come priorità l’innalzamento del livello della didattica e il maggiore coinvolgimento dei nostri giovani nel mondo della scuola: l’obbligo scolastico va allargato fino alla maggiore età, oltre che anticipato a 5 anni. Inoltre, vanno cancellate le assurde disposizioni del Dpr 81/2009, che hanno trattato la Scuola e l’Università come se fossero uffici o caserme da dismettere. Bisogna recuperare con estrema urgenza, anche attraverso leggi ad hoc, il tempo scuola, gli organici del personale e gli istituti scolastici che avevamo prima del dimensionamento incentrato su logiche di spending review e non sui bisogni formativi dei nostri giovani e della formazione permanente degli adulti”. Se non si agisce in fretta, utilizzando al meglio il sostegno che l’UE dà ai suoi Paesi membri, la situazione potrà solo peggiorare. Quanto accaduto negli ultimi anni è emblematico. È cresciuto, infatti, il divario con l’Unione Europea sui livelli di istruzione: i dati Istat pubblicati in queste ore dicono che in Italia solo il 20,1% della popolazione (di 25-64 anni) possiede una laurea contro il 32,8% nell’Ue. Inoltre, in Italia, nel 2020, la quota di diplomati è pari a 62,9% (+0,7 punti rispetto al 2019), un valore decisamente inferiore a quello medio europeo (79% nell’Ue27) e a quello di alcuni tra i più grandi paesi dell’Unione. Le laureate in discipline scientifiche sono la metà dei maschi. “Il numero dei docenti e Ata italiani – continua il sindacalista autonomo – va individuato sulla base dei bisogni, aumentando proprio laddove la dispersione è più acuita. E andando anche ad agire per ridurre il divario di genere in determinati studi. Servirà, certamente, pure incentivare i lavoratori del settore, dando loro degli stipendi degni del ruolo che svolgono, con 350 euro di aumento, più altri 100 euro per recuperare l’inflazione, oltre che specifiche indennità, anche di rischio. Come pure cancellare la supplentite. E introdurre, infine, forme di carriera e norme eque sulla mobilità oggi contrassegnata da vincoli che – conclude Pacifico – calpestano il diritto alla famiglia”.

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Confermato il trend negativo per la spesa per l’Istruzione fino al 2040

Posted by fidest press agency su mercoledì, 6 ottobre 2021

Il Governo e il ministero dell’Economia e delle Finanze non sembrano avere le idee chiare su come incentivare la formazione dei suoi cittadini. Dapprima, nel Nota di aggiornamento del Def 2021, si sostiene che “le risorse di bilancio verranno crescentemente indirizzate verso gli investimenti e le spese per ricerca, innovazione e istruzione”. Poi, nello stesso documento, si sostiene che “la spesa per LTC”, per l’assistenza degli anziani, “invece, segna un incremento limitato, di 0,2 punti percentuali di PIL, compensato da una analoga riduzione della spesa per istruzione”. È un esempio di come si continui a considerare la scuola e l’istruzione delle nuove generazioni una spesa sempre eliminabile. Molto stringata, sempre all’interno della Nota di aggiornamento del Documento di Economia a Finanza è la sezione che riguarda il pacchetto di riforme dell’istruzione: si spiega che, in particolare, riguarderà “sia le modalità di reclutamento dei docenti sia il sistema degli istituti tecnici e professionali e dell’università, con particolare attenzione alle classi di laurea e ai corsi di dottorato”. Ci si ferma qui. Nessun riferimento ai tanti problemi emersi nel corso della pandemia: boom di precariato, classi pollaio confermate, spazi scolastici troppo esigui, organici inadeguati, competenze degli alunni sempre meno adeguate. Un altro “treno” sta passando, quello del Pnrr, ma da come si stanno prospettando gli scenari nulla cambia sull’impostazione generale verso il potenziamento dell’istruzione nazionale.

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Istruzione: Obbligo vaccinale

Posted by fidest press agency su sabato, 7 agosto 2021

Il sindacato è pronto a ricorrere per chiedere la dad per insegnanti e studenti universitari. Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief: “Siamo pronti ad impugnare le norme ingiustificate introdotte oggi dal Consiglio dei Ministri. Perché se su un milione di dipendenti centomila non si vaccinano e su 8 milioni di studenti 7 milioni non si vaccinano, il problema non possono essere gli insegnanti. Siamo pronti a impugnare in tribunale ogni norma sanzionatoria e a chiedere una Class Action per sdoppiare le classi”.Sul Green Pass per il personale della Scuola, il Governo non torna indietro. Al termine di un CdM di tre ore, evidentemente con posizioni dei vari ministri non tutti allineato, durante una conferenza stampa i ministri Bianchi, Speranza e Giovannini annunciano il via libera al certificato verde obbligatorio anche per la scuola. Resta da definire il quadro delle sanzioni per chi non ha il Green Pass. Di certo, scrive l’ANSA in un lancio citando una fonte governativa, chi non potrà recarsi al lavoro perché non dotato di certificazione verde sarà considerato assente ingiustificato. Esclusione di obbligo di green pass per tutti gli studenti minorenni.Dalle anticipazioni della stampa specializzata sembra che verranno privati dello stipendio i docenti senza green pass dopo 5 giorni di assenza: “Il mancato rispetto delle disposizioni è considerata assenza ingiustificata e, a decorrere dal quinto giorno di assenza, il rapporto di lavoro è sospeso e non sono dovuti la retribuzione né altro compenso o emolumento, comunque denominato”.Secondo il sindacato Anief la vaccinazione dei docenti è praticamente inutile se poi continuiamo ad avere alunni ravvicinati in classe di portata metrica ridotta. Anche il Comitato tecnico scientifico lo aveva detto in modo chiaro: nel verbale 34 del Cts c’è scritto che “laddove non sia possibile mantenere il distanziamento fisico per la riapertura delle scuole, resta fondamentale mantenere le altre misure non farmacologiche di prevenzione, ivi incluso l’obbligo di indossare in locali chiusi mascherine di tipo chirurgico” lasciando intendere sia possibile non fare uso di protezioni nel caso il distanziamento sia garantito all’interno dei locali della scuola.

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23 progetti pilota per dispiegare il potenziale innovativo dell’istruzione superiore in Europa

Posted by fidest press agency su lunedì, 19 luglio 2021

Oggi l’Istituto europeo di innovazione e tecnologia (EIT) ha annunciato i 23 consorzi vincitori dell’invito pilota a presentare proposte per la nuova iniziativa “Sviluppo delle capacità di innovazione per l’istruzione superiore”. La nuova iniziativa sosterrà gli istituti di istruzione superiore (IIS) offrendo loro consulenze, coaching e finanziamenti nonché garantendo l’accesso all’ecosistema dell’innovazione dell’EIT, la principale rete europea dell’innovazione. Beneficeranno dell’iniziativa 135 istituti di istruzione superiore (IIS) e 140 organizzazioni non accademiche di 32 paesi, che otterranno finanziamenti fino a 27,5 milioni di € a sostegno della capacità di innovazione degli IIS in tutta Europa. Mariya Gabriel, Commissaria responsabile per l’Innovazione, la ricerca, la cultura, l’istruzione e i giovani, ha dichiarato: “Il ruolo svolto dalle università nello sviluppo e nella crescita degli ecosistemi locali e regionali dell’innovazione è cruciale. Questa nuova iniziativa le aiuterà a rafforzare le proprie capacità imprenditoriali a tutti i livelli e a dispiegare il loro potenziale di innovazione. Mi congratulo con i consorzi selezionati per aver messo sul tavolo idee audaci e promettenti. Ora è giunto il momento di passare all’azione facendole diventare realtà!” Sono complessivamente 64 i consorzi – in rappresentanza di quasi 750 organizzazioni di tutta Europa – che hanno presentato domanda per l’invito pilota concluso nel maggio 2021. L’invito a presentare proposte pilota esortava gli IIS e i partner locali di tutta Europa a elaborare piani d’azione a livello di istituzione per migliorare la loro capacità imprenditoriale e di innovazione a tutti i livelli istituzionali. Sostenendo tali attività, questa nuova iniziativa EIT punta ad ottenere un impatto sistemico, a rafforzare gli IIS e a promuovere la crescita sostenibile e l’occupazione in tutta Europa. Ciascun progetto selezionato può ottenere sovvenzioni fino a un massimo di 1,2 milioni di € e può essere realizzato entro il luglio 2023. Un secondo invito a presentare proposte sarà annunciato alla fine del 2021 per progetti che inizieranno nel 2022. Maggiori informazioni sull’iniziativa IIS dell’EIT e sui progetti pilota sono disponibili online.

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Istruzione: Bianchi vuole eliminare le classi pollaio e più docenti di sostegno

Posted by fidest press agency su lunedì, 21 giugno 2021

Il ministro dell’Istruzione ammette gli errori dei governi degli ultimi 15-20 anni. “Il tema classi sovraffollate, classi pollaio, è frutto di una scelta fatta in passato – ha detto oggi Bianchi – : sono stati concentrati gli istituti nei grandi capoluoghi ma si è rivelata una trappola e sta creando problemi di gestione. Su questo io sto facendo le mie battaglie, non metto certezze sui risultati. Io sto cercando di fare sì che non ci siano classi da 28 studenti e di prevedere istituti superiori non solo nelle grandi città, cambiando modo di fare politica che negli ultimi 20 anni ha guardato altrove”. Bianchi ha anche parlato di sostegno agli alunni con disabilità. “Agire sull’inclusione – ha detto – significa agire su un punto forte della nostra storia: stiamo lavorando molto con le forze in Parlamento per giungere alla possibilità di una soluzione che permetta non solo 15mila assunzioni di insegnanti di sostegno, ma qualcosa in più. Ma bisogna che anche le nostre università mettano a disposizione più posti per la specializzazione nel sostegno, serve un’azione di sistema. Se moltiplichiamo i 300mila casi di studenti che in Italia hanno bisogno del sostegno, per il numero dei ragazzi che sono nelle classi in cui quei ragazzi vivono, si vede come questo coinvolge tutta la scuola italiana”. “Avere persone specializzate dalle nostre università, in grado di agire come sostegno a un cambiamento dell’intera classe è un elemento fondamentale. Su questo con molta fatica stiamo raccogliendo anche un consenso tra le forze politiche”, ha spiegato ancora Bianchi. Il ministro ha quindi evidenziato il tema dei troppo pochi posti per le scuole di specializzazione, “un elemento che dobbiamo risolvere: ne ho parlato a lungo con la ministra dell’Università. Dobbiamo portare le persone alla specializzazione avvalendoci delle esperienze che hanno avuto”. È evidente, quindi, l’intenzione del titolare del dicastero dell’Istruzione di portare avanti gli impegni presi meno di un mese fa a Palazzo Chigi, a iniziare dall’esigenza di assumere nuovi docenti con modalità più snelle e moderne, in linea con quelle adottate dall’Unione europea, anche per evitare che la prossima estate si arrivi a coprire nemmeno il turn over. “Per noi – dice Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief – è troppo importante rivedere il rapporto alunni-classi, oltre che quello alunni-plessi scolastici, alunni-insegnanti: se si vuole davvero migliorare l’offerta formativa e ridurre la dispersione scolastica, sono tutti passaggi ineludibili”.

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Istruzione. Patto per la Scuola e Decreto Sostegni bis

Posted by fidest press agency su giovedì, 27 Maggio 2021

Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief, nel corso della diretta di Orizzonte Scuola Tv si è espresso sulla mobilità: ha affermato che “il sindacato deve dare risposte ai lavoratori”. Non è possibile infatti negare a loro che il diritto al lavoro sia affiancato a quello alla famiglia. Per quanto riguarda il vincolo quinquennale, oggi finalmente tutti siamo d’accordo a toglierlo, sembra nel decreto Sostegni ci sia una norma, ma è stata scritta male. Infatti, essa non dà la possibilità di riportare le assegnazioni provvisorie a quella dinamica annuale; se c’è un posto vacante e un docente ha necessità di stare un anno con la famiglia, perché non dovrebbe poterlo fare? Ci sono poi anche altri strumenti come l’assegnazione temporanea, la legge 104. Insieme dobbiamo spingere in questa direzione” per il bene di tutti, ha concluso Pacifico.

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Istruzione: Patto per la scuola

Posted by fidest press agency su lunedì, 10 Maggio 2021

Anief condivide l’accorto raggiunto dal ministro Bianchi e dalle confederazioni sindacali rappresentative. Subito una fase transitoria su assunzione dei precari e ridefinizione degli organici, il cui primo tavolo parte lunedì prossimo, segue l’impegno a ricercare risorse aggiuntive per valorizzare il personale nel prossimo contratto come richiesto nelle varie assemblee sindacali e a modificare le regole sulla mobilità. Dubbi invece sui possibili contratti pluriennali per garantire la continuità didattica.Per Marcello Pacifico, presidente nazionale del sindacato Anief, “la supplentite si vince con la stabilizzazione di tutto il personale precario del sistema nazionale di istruzione, su tutti i posti vacanti in organico, con una specifica indennità nel contratto da aggiungere alla parità di trattamento salariale e giuridica”.Tra le proposte che sono ora al vaglio della Presidenza del Consiglio, condivise dal sindacato e attualmente all’esame del Parlamento, quali emendamenti agli attuali decreti legge in sede di conversione, si sottolinea la necessità di avviare nuove procedure di reclutamento per avere tutti a scuola il primo settembre tra insegnanti educatori e amministrativi già prima dell’avvio del prossimo anno scolastico, anche attraverso una procedura urgente e transitoria del reclutamento; semplificare l’attuale concorso ordinario con una valorizzazione della formazione; garantire la sicurezza degli edifici scolastici dal punto di vista energetico e sismico; potenziare la formazione iniziale degli insegnanti attraverso il raccordo tra scuola e università; prevedere efficaci politiche salariali con risorse aggiuntive nel prossimo contratto ed un adeguato riconoscimento di tutte le professionalità operanti nella scuola; procedere all’eliminazione del divario tra le istituzioni scolastiche nel territorio nazionale e con particolare attenzione al Mezzogiorno; aprire un confronto sulla mobilità del personale scolastico e ridurre il numero di alunni per classe e per istituzione scolastica.Già da lunedì partirà il primo tavolo sul reclutamento dove Anief proporrà la riapertura delle GaE al personale docente abilitato, ivi incluso quello con diploma magistrale o di insegnamento tecnico pratico; l’assunzione di tutto il personale idoneo e che comunque ha partecipato al concorso straordinario; l’utilizzo per le immissioni in ruolo delle graduatorie provinciali di istituto (GPS) aggiornate ed includenti anche la terza fascia; il passaggio di ruolo dei DSGA facenti funzione; la conversione a tempo indeterminato del personale precario, educativo ed amministrativo; l’assunzione di tutti gli idonei dell’ultimo concorso e un canale riservato per titoli per il personale di religione cattolica.

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Istruzione: la Commissione istituisce un gruppo di esperti per intensificare gli investimenti nell’istruzione in tempi di COVID-19

Posted by fidest press agency su giovedì, 6 Maggio 2021

Il gruppo di esperti sugli investimenti di qualità nell’istruzione e nella formazione, istituito dalla Commissaria Gabriel nel febbraio 2021, si è riunito oggi per la prima volta. I 15 esperti, selezionati tra quasi 200 candidati, individueranno politiche in grado di migliorare efficacemente i risultati dell’istruzione e della formazione, oltre all’inclusività e all’efficienza della spesa.Mariya Gabriel, Commissaria per l’Innovazione, la ricerca, la cultura, l’istruzione e i giovani, ha dichiarato: “La pandemia di COVID-19 ci ha dimostrato quanto siano critici gli insegnanti, le scuole e le università per la nostra società. Oggi abbiamo l’occasione di ripensare il settore dell’istruzione e della formazione dell’UE e di rimetterlo al centro delle nostre economie e società. Abbiamo pertanto bisogno di chiarezza e di dati solidi su come investire al meglio nell’istruzione. Sono fiduciosa che questo gruppo di esperti aiuterà la Commissione e gli Stati membri a costruire sistemi di istruzione e formazione più robusti, resilienti ed equi rispetto al passato.” Il gruppo si concentrerà sulla qualità di insegnanti e formatori, infrastrutture educative e istruzione digitale. La valutazione basata su dati concreti aiuterà la Commissione e gli Stati membri a trovare soluzioni innovative e intelligenti alle attuali sfide nel settore dell’istruzione. Tali lavori sono fondamentali per conseguire una ripresa sostenibile e completare la transizione a un’Europa verde e digitale. Il gruppo di esperti è stato istituito nella comunicazione sulla realizzazione dello spazio europeo dell’istruzione entro il 2025 con lo scopo di mantenere l’attenzione sugli investimenti nazionali e regionali e migliorarne l’efficacia. Una relazione intermedia sarà presentata alla fine del 2021 e una relazione finale alla fine del 2022. Ulteriori informazioni sono disponibili online.

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Istruzione: Aggiornamento DEF, a Scuola, Università e Ricerca

Posted by fidest press agency su lunedì, 19 aprile 2021

La manovra di aggiornamento della finanza pubblica per il triennio 2021-2023 assegna ai settori “circa 1 miliardo annuo nel 2021 e 2022 e 1,2 miliardi annui nel 2023 e 2024”, con una parte dei fondi destinati anche alla copertura dell’elemento perequativo degli stipendi più ridotti, altrimenti destinati a diventare ancora più esigui. A prevederlo è il documento di “Economia e Finanza”, introdotto da un intervento del ministro del ministro dell’Economia e delle Finanze Daniele Franco. Dal documento, in particolare, si “dispone l’aumento del fondo per l’arricchimento e l’ampliamento dell’offerta formativa e per gli interventi perequativi (complessivamente circa 0,2 miliardi nel quadriennio), finalizzato a ridurre le diseguaglianze e a favorire l’ottimale fruizione del diritto all’istruzione. Per garantire la continuità didattica agli alunni con disabilità viene incrementato l’apposito fondo per il rafforzamento dell’autonomia scolastica per l’assunzione di docenti di sostegno (circa 1 miliardo nel periodo 2021-2024)”. Per quanto riguarda “la ripresa dell’attività scolastica in condizioni di sicurezza e garantire lo svolgimento dell’anno scolastico 2020/2021 tramite sanificazioni, riadattamento degli ambienti scolastici e potenziamento degli organici” sono stati stanziati 1,2 miliardi nel 2020 e 0,6 miliardi nel 2021; il piano per sostenere l’accesso dei giovani alla ricerca e la competitività del sistema universitario e della ricerca italiano a livello internazionale (circa 1,8 miliardi nel periodo 2021-2024) e il finanziamento degli interventi di manutenzione straordinaria e incremento dell’efficienza energetica delle scuole di province e città metropolitane (circa 1,1 miliardi nel periodo 2021-2024). Garantire maggiori risorse per i settori della sanità, dell’istruzione e della ricerca. Partendo da questo assunto, la manovra triennale del Governo ha prodotto sostegno alla didattica, agli stipendi del personale, all’integrazione dei docenti di sostegno, alla Ricerca. Dei finanziamenti sono stati mirati anche per l’edilizia scolastica “(circa 0,3 miliardi nel quadriennio considerato a fronte di corrispondenti stanziamenti di bilancio di 1,5 miliardi nel periodo 2021-2035)” e anche l’adozione di “misure di esonero o graduazione del contributo onnicomprensivo annuale, per specifiche categorie di studenti universitari e degli istituti di alta formazione artistica coreutica e musicale (circa 0,2 miliardi annui a decorrere dal 2021)”. “In materia di ricerca – si legge ancora – si segnalano, in particolare, gli interventi per il rafforzamento delle misure di sostegno della ricerca scientifica indicate nel Programma nazionale per la ricerca coerenti con il programma quadro di ricerca e innovazione dell’Unione europea e quelli per ammodernamento strutturale e tecnologico delle università delle istituzioni di alta formazione artistica musicale e coreutica e degli enti di ricerca (circa 0,2 miliardi annui)”.

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Istruzione quale leva per lo sviluppo e la democrazia

Posted by fidest press agency su giovedì, 15 aprile 2021

Venerdì 16 aprile 2021 – ore 18.00 In diretta streaming sul canale YouTube UCID Padova. Prosegue il ciclo di incontri proposti dalla sezione UCID di Padova in programma per l’Anno Sociale 2021, su Istruzione quale leva per lo sviluppo e la democrazia. Un tema importante e delicato che in questo anno di pandemia si trova al centro di gravi problematiche, cariche di conseguenze per le generazioni di futuri lavoratori. Un tema su cui i Soci UCID desiderano riflettere anche grazie alla presenza di illustri Ospiti, partendo dal presupposto che istruzione e lavoro sono due facce della stessa medaglia.«L’obiettivo è quello di indagare su come stanno evolvendo le esigenze dell’impresa in termini di competenze e profili professionali – anticipa Massimo D’Onofrio, Presidente UCID Padova –, se e come si adeguano i programmi formativi, il ruolo del sindacato, alla luce dei nuovi paradigmi imposti dalla quarta rivoluzione industriale e dalle condizioni post pandemiche. Ancorché oggi non siamo in condizione di disegnare una buona parte dei nuovi lavori di cui ci sarà bisogno in un prossimo domani, avendo coscienza della ineludibilità dei cambiamenti in corso, dovremmo fare qualcosa per predisporre una risposta coordinata, a dispetto di una burocrazia che fa buona guardia a difesa di equilibri ormai superati.»I tre relatori invitati – Roberta CALLEGARO, Direttore Scuola Professionale Pd e Progetti Speciali Enaip Veneto; Federico DE STEFANI, Presidente e A.D. Sit spa; Christian FERRARI, Segretario Generale CGIL Veneto – nel prossimo incontro che si terrà venerdì 16 aprile dalle ore 18 in diretta streaming sul canale Youtube UCID Padova, porteranno il loro contributo sull’evoluzione dei percorsi formativi, sulle necessità dell’impresa in termini di competenze e profili professionali, sul ruolo del sindacato alla luce dei nuovi paradigmi imposti dalla quarta rivoluzione industriale e dalle condizioni post pandemiche per identificare sinergie e tratti di collaborazione trasversali.

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