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Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 312

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Istruzioni per il voto e il renzusconismo

Posted by fidest press agency su mercoledì, 19 agosto 2020

Leggo sempre con interesse e un pizzico d’invidia quanto scrive su “Il fatto” Marco Travaglio. Interesse perché mi ritrovo a condividere, nella quasi totalità, gli argomenti trattati e d’invidia perché avrei voluto, almeno in parte, avere la penna “pungente”, la sottile ironia e la lucidità nel presentare la situazione politica italiana e la vena di farlo quotidianamente.
Io che faccio parte, oramai, di una generazione ad “estinzione naturale” posso dire che per quanto bimbetto ho vissuto “lucidamente” gli anni dalla Seconda guerra mondiale ai giorni nostri e ad ereditare il seme della saggezza dei padri non per una scelta acritica ma semmai, per convivervi e rispettarle. Talvolta, lo riconosco, la baldanza giovanile non mi ha consentito la coerenza che dentro di me si stava maturando, ma alla fine è prevalsa la ragione e la stima per il prossimo. In famiglia, per quanto fosse piccola e modesta, ho imparato a dissentire dalle idee di mio padre senza mancargli di rispetto e a condividere la sua dirittura morale, la sua coerenza nei rapporti con parenti, amici e conoscenti e a chiudersi in un silenzio tombale quando le passioni trasbordavano nell’irriverenza e nell’intolleranza per le visioni altrui. Oggi non è più possibile comportarsi in questo modo perché è venuto meno l’antica regola di coesistenza civile, umana e religiosa. Un tempo tutte le istituzioni erano sacre e intangibili anche se il primo colpo di maglio lo inferse il fascismo. Da allora, purtroppo, vi fu un crescendo inarrestabile.
Oggi i politici sono diventati, sia pure con le debite eccezioni, dei bugiardi incalliti e del tutto inaffidabili con le promesse e le dichiarazioni che fanno. Penso a Renzi che va a dire all’allora presidente del consiglio Enrico Letta “stai tranquillo” e gli soffia la poltrona sotto il sedere o durante la campagna sul referendum nel dichiarare che avrebbe lasciato la politica se non avesse vinto. Come credergli oggi? E lo stesso dicasi di Berlusconi. Ora non si può più convivere con le idee altrui perché si rischia di convivere con le menzogne altrui. E ciò è intollerabile sia per chi è sul viale del tramonto sia per chi seduto in panchina e aspetta il sorgere dell’alba. Andiamo quindi “sereni al voto” ma non come vorrebbero e hanno detto e fatto Renzi e Berlusconi. La nostra dignità non ci permette deroghe al ribasso. (Riccardo Alfonso)

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COVID-19 e diabete: le istruzioni degli esperti per esami e terapie

Posted by fidest press agency su domenica, 10 maggio 2020

La fase 2 è cominciata, ma il SARS Cov-2 di certo ancora non batte in ritirata. Si cominciano comunque a fare i primi bilanci e a tentare di scrivere le regole per la gestione della malattia nelle diverse categorie di pazienti. Le persone con diabete sono state purtroppo tra le più colpite dalla pandemia, vista anche la diffusione di questa condizione tra la popolazione generale, e in particolare tra gli anziani. Si calcola che, nelle diverse parti del mondo, dal 20 al 50% dei pazienti con COVID-19 fossero diabetici, molti dei quali con una concomitante cardiopatia ischemica. Un panel di esperti internazionali ha tentato di mettere a punto dei suggerimenti di trattamento per le persone con diabete e COVID-19 (pubblicate su Lancet Diabetes &Endocrinology), pur in assenza di chiare evidenze scientifiche.Ecco i principali punti emersi dall’analisi pubblicata su Lancet Diabetes &Endocrinology.
Prevenzione: la parola d’ordine. Quel che è certo èche appare fondamentale fare di tutto per prevenire l’infezione da SARS CoV-2 nella popolazione diabetica. I pazienti vanno sensibilizzati all’importanza di un controllo metabolico ottimale (che comprende glicemia, ma anche pressione arteriosa, colesterolo e trigliceridi), ottimizzando l’eventuale terapia in atto e soprattutto non sospendendola, se non sotto stretto controllo medico che, visto il momento, può avvenire anche da remoto, con strumenti di telemedicina o comunicazioni via email o sms. La terapia antipertensiva con sartani o ACE-inibitori e quella anti-colesterolo con statine non solo non va sospesa, ma va assolutamente proseguita. Anche l’obesità e il sovrappeso rappresentano importanti fattori di rischio per i pazienti con COVID-19 (motivo in più per mettersi a dieta o almeno per cerca di non aumentare di peso) perché riducono il volume polmonare, alterano la meccanica respiratoria e l’ossigenazione in corso di ventilazione meccanica, soprattutto in posizione supina. Questi soggetti presentano inoltre un’infiammazione di basso grado cronica e alterazioni dell’immunità, aggravate dalla presenza di insulino-resistenza, che riducono la loro capacità di risposta agli agenti infettivi.
Qual è la migliore terapia anti-diabete nei ricoverati e negli altri. Nei pazienti ricoverati per COVID-19 è invece necessario stare in guardia circa l’eventuale comparsa di diabete di nuova insorgenza (il virus può attaccare anche le cellule beta del pancreas, responsabili della produzione di insulina), monitorando con attenzione glicemia, elettroliti, chetoni. I pazienti con diabete di nuova insorgenza e quelli già diabetici, se affetti da COVID-19 in forma moderato-grave, richiedono in genere il passaggio a terapia insulinica per via endovenosa ad alte dosi, con l’obiettivo di mantenere la glicemia tra i 72 e i 180 mg/dl. Potrebbe essere prudente sospendere la metformina e gli inibitori di SGLT2, ma solo in caso di infezione grave da SARS CoV-2, per evitare rispettivamente il rischio di acidosi lattica e di cheto acidosi diabetica. In caso di sospensione, il trattamento di scelta è l’insulina.Non ha senso invece la sospensione ‘profilattica’ di questi farmaci nei pazienti in buona salute.Cosa fare ‘dopo’. Il SARS-CoV-2 può indurre alterazioni metaboliche di lunga durata; i pazienti sopravvissuti all’infezione dovrebbero dunque essere avviati a un monitoraggio cardio-metabolico molto stretto nei mesi a venire. Gli interventi di chirurgica metabolica andrebbero inoltre rimandati, mentre in chi è già stato operato è consigliabile vigilare sulla presenza di eventuali deficit nutrizionali (vitamine e micronutrienti) che potrebbero indebolire la risposta immunitaria.

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Istruzioni per il voto e il renzusconismo

Posted by fidest press agency su giovedì, 22 febbraio 2018

Leggo sempre con interesse e un pizzico d’invidia quanto scrive su “Il fatto” Marco Travaglio. Interesse perché mi ritrovo a condividere, nella quasi totalità, gli argomenti trattati e d’invidia perché avrei voluto, almeno in parte, avere la penna “pungente”, la sottile ironia e la lucidità nel presentare la situazione politica italiana e la vena di farlo quotidianamente.
Io che faccio parte, oramai, di una generazione ad “estinzione naturale” posso dire che per quanto bimbetto ho vissuto “lucidamente” gli anni dalla seconda guerra mondiale ai giorni nostri e ad ereditare il seme della saggezza dei padri non per una scelta acritica ma semmai, per convivervi e rispettarle. Talvolta, lo riconosco, la baldanza giovanile non mi ha consentito la coerenza che dentro di me si stava maturando, ma alla fine è prevalsa la ragione e la stima per il prossimo. In famiglia, per quanto fosse piccola e modesta, ho imparato a dissentire dalle idee di mio padre senza mancargli di rispetto e a condividere la sua dirittura morale, la sua coerenza nei rapporti con parenti, amici e conoscenti e a chiudersi in un silenzio tombale quando le passioni trasbordavano nell’irriverenza e nell’intolleranza per le visioni altrui. Oggi non è più possibile comportarsi in questo modo perché è venuto meno l’antica regola di coesistenza civile, umana e religiosa. Un tempo tutte le istituzioni erano sacre e intangibili anche se il primo colpo di maglio lo inferse il fascismo. Da allora, purtroppo, vi fu un cre-scendo inarrestabile.
Oggi i politici sono diventati, sia pure con le debite eccezioni, dei bugiardi incalliti e del tutto inaffidabili con le promesse e le dichiarazioni che fanno. Penso a Renzi che va a dire all’allora presidente del consiglio Enrico Letta “stai tranquillo” e gli soffia la poltrona sotto il sedere o durante la campagna sul referendum nel dichiarare che avrebbe lasciato la politica se non avesse vinto. Come credergli oggi? E lo stesso dicasi di Berlusconi. Ora non si può più convivere con le idee altrui perché si rischia di convivere con le menzogne altrui. E ciò è intollerabile sia per chi è sul viale del tramonto sia per chi seduto in panchina e aspetta il sorgere dell’alba. Andiamo quindi “sereni al voto” ma non come hanno detto e fatto e vorrebbero Renzi e Berlusconi. La nostra dignità non ci permette deroghe al ribasso. (Riccardo Alfonso)

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Saldi: Istruzioni per l’uso

Posted by fidest press agency su martedì, 30 giugno 2015

saldiInizierà a giorni la stagione dei saldi. Certamente nelle numerose offerte che hanno caratterizzato questi mesi, gli sconti non sono un novità. Per fortuna e meno male. Perche’ vuol dire che i consumatori, con il comportamento del non-acquisto, hanno cominciato a far valer il loro potere, convincendo i commercianti che, se vogliono vendere, devono prima di tutto avere prezzi concorrenziali. I saldi comunque rappresentano un appuntamento, in modo particolare per l’abbigliamento.
Il decalogo che segue elenca una serie di accorgimenti -prima, durante e dopo l ‘acquisto- che possono aiutare, vista la frenesia che spesso attanaglia il consumatore desideroso di “fare l’affare”, a non prendere la tradizionale fregatura:
PRIMA DI SCEGLIERE L’ACQUISTO
1) Non fare acquisti, se non indispensabili, prima dell’avvio dei saldi. Nei giorni pre-saldi sarebbe opportuno fare un giro per i negozi e individuare i prodotti che potrebbero interessare, segnando i prezzi a cui vengono venduti, per poi verificare che nel periodo dei saldi il prezzo sia realmente calato;
DURANTE L’ACQUISTO – PREZZI
2) Non fermarsi al primo negozio che pratica sconti, ma visitarne diversi e confrontare i prezzi esposti e la qualita’ della merce di riferimento (dopo non si potra’ rivendicare il cambio di un prodotto perche’ il negozio a cento metri piu’ in la’ vende lo stesso ad un prezzo dimezzato);
3) non lasciarsi ingannare da sconti che superano il 50% del costo iniziale. Nessuno regala niente. Difficilmente un commerciante ha ricarichi superiori al 50% a meno che non si tratti di un artigiano che produca da se’ e che nella determinazione del prezzo ha margini e logiche piu’ ampie;
4) ricordarsi che prezzi tipo “49,90” euro vuole dire “50,00” e non “49,00”.
DURANTE L’ACQUISTO – PAGAMENTI
5) Le forme di pagamento non differiscono da quelle abituali, perche’ siamo in presenza di transazioni commerciali e il prezzo di acquisto non modifica le regole. Quindi diffidare da chi impone il pagamento in contanti pur avendo esposta la segnalazione della convenzione con un istituto di carte di credito o bancomat. Si puo’ chiedere di usufruire di questa forma di pagamento, e in caso di diniego segnalarlo all’istituto di credito, che potrebbe anche annullare la convenzione con quel commerciante.
DURANTE L’ACQUISTO – QUALITA’
6) Guardare le etichette che riportano la composizione dei tessuti: i prodotti naturali costano di piu’, quelli sintetici meno. La percentuale di composizione puo’ variare notevolmente e incidere sul costo finale;
7) I capi d’abbigliamento riportano l’etichetta con le modalita’ di lavaggio e conviene sempre chiedere conferma al commerciante di cio’ che e’ indicato: la sua esperienza puo’ servire a prevenire spiacevoli sorprese dopo che si e’ portato il capo d’abbigliamento in lavanderia;
8) Essere pignoli. Di un capo verificare se e’ di pura lana vergine o di lana. La seconda lana puo’ essere riciclata, la prima no. Di un capo di cotone chiedere la provenienza: i prodotti provenienti dai Paesi asiatici possono essere trattati con pesticidi o antimuffe che al contatto con la pelle possono provocare allergie;
9) diffidare dei capi d’abbigliamento disponibili in tutte le taglie e/o colori: e’ molto probabile che non sia merce a saldo, ma immessa sul mercato solo per l’occasione e quindi con un finto prezzo scontato;
DURANTE E DOPO L ‘ACQUISTO
10) Diffidare dei negozi che espongono cartelli tipo “la merce venduta non si cambia”: esistono regole precise del commercio che impongono il cambio della merce non corrispondente a quanto propagandato o perche’ difettosa. Il fatto di essere in saldo, non significa che queste regole non siano valide. Ricordarsi che non esiste il diritto di recesso negli acquisti fatti in un esercizio commerciale: per cui se si e’ sbagliata la taglia o si e’ semplicemente cambiato idea, e’ solo la disponibilita’ del commerciante che puo’ ovviare al problema, ma non c’e’ un diritto del consumatore. (Primo Mastrantoni, segretario Aduc)

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Massimo scoperto. Come difendersi

Posted by fidest press agency su mercoledì, 13 gennaio 2010

Roma Piazza S. Giovanni In Laterano  40 14 gennaio 2010 – ore 11.00  (presso sede Agenzia stampa Econews e Web consumatori) Conferenza stampa di Adiconsum, Adoc e Lega consumatori Le nuove “Commissioni di Massimo Scoperto”: come difendersi. Come segnalato dall’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato a Governo, Parlamento e Banca d’Italia, i nuovi meccanismi adottati dalle banche a seguito dell’eliminazione per legge della Commissione di Massimo Scoperto, hanno generato nuove commissioni con costi anche di 15 volte superiori alla vecchia CMS. Di fronte a queste nuove commissioni Adiconsum, Adoc e Lega Consumatori, hanno elaborato alcune proposte da sottoporre al Parlamento e alcune istruzioni ai consumatori per evitare e contestare tali nuovi e ulteriori costi, che verranno presentati nel corso della conferenza stampa di Giovedì 14 Gennaio. Intervengono:• i presidenti di Adiconsum, Adoc e Lega Consumatori • i responsabili dei Centri Giuridici di Adiconsum, Adoc e Lega Consumatori Sono stati invitati ad intervenire: i Presidenti della Commissione Finanze della Camera, dell’Antitrust, dell’Abi.

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Carte di credito e truffe

Posted by fidest press agency su giovedì, 20 agosto 2009

La notizia che negli Usa sono state trafugate 130 milioni di numeri di carte di credito fa una certa impressione e desta preoccupazione. Secondo i dati dell’Abi, nel nostro Paese circolano 30 milioni di carte di credito per un giro d’affar’ di 100 miliardi di euro. Le frodi si attestano su 800 milioni di euro.Cosa puo’ fare il consumatore per tutelarsi in caso di clonazione, furto o perdita? Occorre:  controllare regolarmente l’estratto conto della carta di credito. Buona regola e’ quella di attivare il servizio di comunicazione via SMS, dell’utilizzo della carta; (2)  fare una denuncia (polizia, carabinieri, etc.); (3)  avvisare la societa’ emittente (la banca, il circuito interbancario, etc.), chiamando il numero verde fornito con la carta o comunque seguendo le istruzioni che la stessa prevede in questi casi e chiedendo il blocco immediato della carta. Se il furto o la perdita riguarda una carta di credito di solito e’ richiesta la ripetizione della comunicazione entro 48 ore tramite raccomandata a/r, allegando copia della denuncia (che va comunque conservata per almeno un anno). Il consumatore deve pagare quanto sottratto indebitamente? In caso di perdita o furto puo’ essere  prevista una franchigia di 150 euro che rappresenta la massima perdita addebitabile al cliente fino al momento in cui inoltra la comunicazione alla societa’ emittente, a condizione che lo stesso  abbia custodito con diligenza la carta e l’abbia utilizzata prendendo tutte le precauzioni possibili, rispettando le norme di sicurezza previste dalla raccomandazione CE (2) e dal contratto. Dopo la comunicazione al cliente non viene normalmente imputato nessun addebito. In caso di clonazione, di cui ci si accorge in ritardo, quando arriva l’estratto conto, se viene esclusa la responsabilita’ del titolare della carta relativamente alla sua custodia e al suo utilizzo, vengono normalmente rimborsate le cifre indebitamente prelevate da terzi. E’ determinante leggersi il contratto relativo alla carta perche’ le raccomandazioni comunitarie non sono vincolanti. Il contratto potrebbe prevedere qualcosa di diverso, sia in senso peggiorativo che migliorativo.

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Banca d’Italia, risparmio gestito e strategia della tartaruga

Posted by fidest press agency su venerdì, 26 giugno 2009

L’azione della Banca d’Italia nell’epoca Draghi sarebbe anche condivisibile nei principi ispiratori, ma si muove con una lentezza esasperante concedendo agli intermediari vigilati ancora enormi spazi per continuare a danneggiare i propri clienti come hanno fatto per decenni sotto l’era Fazio. In Maggio, e’ uscito un documento di consultazione relativo alle istruzioni per il calcolo dei tassi effettivi globali medi . Le precedenti istruzioni in merito rappresentavano il simbolo piu’ osceno di un atteggiamento della Banca d’Italia sostanzialmente fiancheggiatore del sistema bancario. Come e’ noto la legge contro l’usura stabilisce  che un tasso e’ usuraio se supera del 50% il tasso effettivo globale medio rilevato attraverso le istruzioni della Banca d’Italia. Le precedenti istruzioni escludevano alcune voci significative (come le commissioni di massimo scoperto) dal calcolo del tasso effettivo globale e proponevano una formula matematicamente assurda (se applicata ai conti correnti) volta, in sostanza, a favorire le banche. Con le nuove istruzioni, la Banca d’Italia propone di inserire tutti gli oneri (comprese le CMS) e sebbene non modifichi la formula, fornisce una specifica che la rende “meno assurda” (3). Queste istruzioni rappresentano sicuramente un elemento positivo venuto con un estremo ritardo e dopo che per anni il Governatore della Banca d’Italia ha detto pubblicamente che i costi che le banche applicavano ai clienti erano esagerati e facendo anche esplicito riferimento alle commissioni di massimo scoperto.Molta delusione, invece, per quanto riguarda il documento di consultazione del 9 Giugno scorso relativo alle “modalita’ di esercizio dei poteri di direzione e coordinamento della capogruppo di un gruppo bancario nei confronti delle societa’ di gestione del risparmio appartenenti al gruppo”. Naturalmente, l’idea di dare maggiore autonomia alle SGR e’ apprezzabile, ma nello studio della Banca d’Italia del Luglio 2008 sui problemi relativi all’industria del risparmio gestito (4) si erano individuati provvedimenti piu’ incisivi per risolvere il problema, come la creazione di una piattaforma aperta di distribuzioni dei fondi comuni d’investimento che consentisse ai clienti di qualunque intermediario di sottoscrivere fondi di qualunque societa’ di gestione. Perche’ la Banca d’Italia ha scelto di partire dai provvedimenti piu’ formali e piu’ facilmente aggirabili come le regole di separazione fra societa’ controllata e controllante? Temiamo che ancora una volta ci sia di mezzo lo “zampino della Tartaruga”. La Banca d’Italia, prima di incidere significativamente in un settore fa di di tutto affinche’ siano i soggetti vigilati a cambiare, solo quando fanno orecchie da mercante per anni ed anni allora si decide a prendere provvedimenti incisivi. Questa, naturalmente, e’ una visione ottimistica dell’operato della Banca d’Italia; nel caso del calcolo dei tassi usurai, dopo tanto tempo, ha preso il provvedimento giusto, speriamo di non dover attendere anni prima che anche nel settore del risparmio gestito prenda i provvedimenti giusti. (fonte Aduc)

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