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Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 259

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Presentazione al Senato dell’accordo Italia-Cina sulla Via della Seta senza dimenticare il bombardamento di Belgrado e le sanzioni all’Iran

Posted by fidest press agency su mercoledì, 15 maggio 2019

Riceviamo e pubblichiamo da Vincenzo Brandi (fonte: jure LT) Mittente: brandienzo via ComitatoNoNato. Venerdì 10 maggio presso un’aula del Senato è stato presentato l’accordo Italia-Cina che dovrebbe portare al potenziamento di alcuni porti italiani quali terminali europei del grande asse commerciale ed economico tra Cina-Asia Meridionale- Medio Oriente- Africa Settentrionale ed Europa. Il progetto, cui hanno già aderito numerosi paesi delle aree interessate, dovrebbe apportare grandi vantaggi economici e favorire il commercio tra i paesi aderenti.L’ambasciatore cinese ed un professore della più famosa università cinese hanno sottolineato gli aspetti anche culturali dell’accordo che crea legami più stretti tra paesi di antichissima civiltà in relazione tra loro già ai tempi dell’Impero Romano, per non parlare di Marco Polo e del gesuita Ricci, italiani alla corte di Pechino. Hanno detto che l’accordo è un esempio di un sistema internazionale di relazioni multilaterali su un piano di parità in assenza di tentazioni egemoniche, e che segnerà un nuovo “Rinascimento” per i paesi aderenti, sull’esempio del Rinascimento italiano di 500 anni fa.La Ministra per il Mezzogiorno Barbara Lezzi (5Stelle) ha dichiarato che l’accordo porterà al rilancio non solo dei porti di Trieste, Genova e Vado Ligure, ma anche dei porti dell’Italia Meridionale (Taranto, Gioia Tauro, Palermo ….), ricordando la visita a Palermo del Presidente cinese Xi Jin Ping. Ha ricordato che alcuni tipici prodotti italiani, come le arance siciliane, sono molto richiesti in Cina e che l’accordo favorirà l’esportazione di questi prodotti.La moderatrice Maria Novella Rossi (giornalista RAI che si è dimostrata ben informata su argomenti di storia e politica internazionale) ha ricordato che la Cina non è mai stata un paese con pulsioni colonialiste e che sta solo riprendendo il ruolo che le compete sul piano internazionale in collaborazione paritaria con i paesi che accettano di sfruttare un’enorme occasione di rilancio dell’economia internazionale dopo la grande stagnazione degli ultimi 10 anni, la più grave dalla fina della Seconda Guerra Mondiale.L’economista Vladimiro Giacchè ha mostrato con una puntuale analisi economica come i miglioramenti infrastrutturali previsti assicureranno vantaggi economici consistenti a tutti i paesi che aderiranno all’accordo.Il dirigente italiano Donati della terza compagnia di trasporti marittimi del mondo, la cinese COSCO, ha ricordato che i porti italiani non sono attrezzati per ricevere le grandi navi di trasporto di ultima generazione e che i miglioramenti che saranno apportati nel settore favoriranno il commercio nei due sensi ( cioè non solo per l’importazione di prodotti cinesi, ma anche per l’esportazione verso la Cina e paesi terzi).
Il sottosegretario agli Esteri Manlio Di Stefano (5Stelle) ha sottolineato – con un intervento moderato nella forma, ma incisivo nella sostanza – come questo accordo, criticato ed osteggiato dagli USA, da vari paesi europei e dall’opposizione interna italiana, è una manifestazione di indipendenza e spirito di iniziativa da parte del Governo italiano. Ha ironizzato sul fatto che vari paesi hanno criticato l’Italia per aver preso questa iniziativa, mentre in realtà stavano studiando in segreto il modo per aderire all’accordo, rimanendo indispettiti per essere stati preceduti dall’Itala.
Particolarmente incisivo, fino ad assumere toni polemici difficili da registrare in una sede così paludata, è stato l’intervento del giornalista Alberto Negri. Ha affermato che per capire ciò che succede, e l’importanza dello scontro in atto, è necessario partire da 20 anni fa quando l’aviazione americana bombardò l’ambasciata cinese di Belgrado. A questo sanguinoso “avvertimento” nei confronti della Cina (rea di sostenere il Governo di Belgrado diretto da Milosevic) seguì la beffa delle spudorate dichiarazioni del capo della CIA Tenet secondo cui i morti cinesi sotto le bombe erano dovuti al fatto che i servizi di informazione USA “non avevano mappe aggiornate”. Negri ha ricordato anche il servilismo dimostrato da vari Governi italiani, non solo nel caso del bombardamento della Jugoslavia, cui l’Italia ha attivamente partecipato, ma anche in molti altri casi successivi. Secondo Negri il caso più grave è stata la partecipazione dell’Italia nel 2011 all’attacco della NATO contro la Libia, che ha comportato il tradimento aperto verso il Governo alleato di Gheddafi ed alla fine è risultato il più grave scacco di politica internazionale subita dall’Italia dalla fine della Seconda Guerra Mondiale, viste le attuali condizioni della Libia. Il giornalista ha anche denunciato il servilismo dimostrato dall’Italia aderendo, contro i suoi interessi, alle sanzioni contro l’Iran. Ha ricordato che l’ENI non ha nemmeno sfruttato la moratoria di 6 mesi concessa dagli USA per per permettere all’Italia l’acquisto di petrolio iraniano, tagliando subito le relazioni economiche con l’Iran. Ha concluso affermando che le sanzioni all’Iran, che potrebbero a breve trasformarsi in un’aggressione militare condotta di comune accordo dagli alleati Stati Uniti – Israele – Arabia Saudita, sono anche e soprattutto un attacco alla Cina mediante il blocco della Belt&Road di cui l’iran è un nodo essenziale (insieme alla Siria).
Infine il Senatore Vito Petrocelli (5Stelle), concludendo i lavori, ha ribadito, con toni moderati, ma con chiarezza, concetti già espressi dal sotto-segretario Di Stefano. In definitiva una manifestazione dai contenuti più positivi di quanto ci si potesse aspettare.
(a cura di Vincenzo Brandi)

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Fondazione Italia Cina: i 10 anni della scuola di formazione permanente

Posted by fidest press agency su mercoledì, 12 settembre 2018

fondazione italia cina.jpgMilano 28 settembre dalle ore 11 sala del Tiepolo Palazzo Clerici via Clerici 5 interverranno il Presidente Alberto Bombassei, il Console cinese Song Xuefeng, l’Assessore Laura Galimberti, il Direttore Generale di Federturismo Antonio Barreca, l’Ad di Intesa Sanpaolo Formazione Pietro Miraglia e il regista Paolo Carrino. (foto: fondazione)

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Settima edizione del rapporto Annuale “La Cina nel 2016. Scenari e prospettive per le imprese”

Posted by fidest press agency su venerdì, 17 giugno 2016

farnesinaRoma Giovedì 23 Giugno alle ore 9.15 Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale Piazzale della Farnesina, 1.
Il Rapporto Annuale elaborato dal CeSIF – Centro Studi sull’Impresa e pubblicato dalla Fondazione Italia Cina, giunto alla sua settima edizione, è il più importante outlook sulla Cina attualmente presente in Italia, ­finalizzato a mostrare le prospettive per le imprese italiane in Cina. Questa guida tramite analisi di rischio Paese presenta gli scenari politici, economici e di accesso al business in Cina, con le implicazioni per le società estere e le opportunità settoriali per le imprese italiane, oltre alle opportunità in Italia relative all’incoming cinese (investimenti, turisti, studenti).Interverranno, tra gli altri: Elisabetta Belloni, Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale; Ivan Scalfarotto, Sottosegretario Ministero dello Sviluppo Economico (*in attesa di conferma); Diana Bracco, Vice Presidente Esecutivo Fondazione Italia Cina; Alberto Rossi, Responsabile Marketing e Analista CeSIF – Centro Studi per l’Impresa, Fondazione Italia Cina; Xiaofeng Xu, Ministro Consigliere Ufficio Economico Commerciale dell’Ambasciata Cinese in Italia; Alessia Pastori, China Desk Coordinator Gianni, Origoni, Grippo, Cappelli & Partners; Fabio Mazzei, Chairman e Design Director, Exclusiva Design; Fausto Palombelli, Direttore Sviluppo Aviation Marketing, Aeroporti di Roma; Vincenzo De Luca, Direttore Generale per la Promozione del Sistema Paese, Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale; Cesare Romiti, Presidente Fondazione Italia Cina. Modera: Dario Di Vico, Corriere della Sera

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Gemellaggio siti Unesco Italia-Cina

Posted by fidest press agency su domenica, 29 maggio 2016

pechino“L’incontro bilaterale con il viceministro della Cultura Ding Wei, nel corso del G20 a Pechino dove ho rappresentato l’Italia, è stato a dir poco produttivo. Abbiamo trovato una grande intesa e il desiderio di valorizzare i rispettivi patrimoni culturali, a partire dal primo volo diretto Roma-Pechino che partirà il 19 luglio. Abbiamo parlato di una serie di gemellaggi tra i siti Unesco cinesi e italiani. È nata così l’idea di gemellare gli Scavi con l’ imponente armata dei guerrieri di Terracotta che sorveglia il mausoleo del primo imperatore Qin che si trova a Xi’ An”. È quanto annuncia Dorina Bianchi, sottosegretario al MiBACT con delega al Turismo, in una intervista al Corriere del Mezzogiorno.E aggiunge: “Abbiamo fissato la deadline a settembre-ottobre per definire i dettagli del gemellaggio tra Pompei e Xi’an. All’ idea dei gemellaggi si è poi aggiunta quella di organizzare pacchetti ad hoc in occasione del capodanno cinese, che cade verso febbraio, diretti in Italia e magari proprio a Pompei. Questo permetterebbe di destagionalizzare gli arrivi intercettando un gran numero di turisti cinesi. Il gemellaggio in particolare prevede una serie di manifestazioni sia a Pompei che a Xi’an. Dalla comunicazione alla creazione di percorsi ad hoc fino a eventuali installazioni. Un’ opportunità e non solo per Pompei che sarebbe il punto di contatto per tutto il Sud”.

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Scambio Italia – Cina opportunità di sviluppo

Posted by fidest press agency su venerdì, 29 gennaio 2016

diana braccoA margine della visita del Ministro della Salute Beatrice Lorenzin in Cina, Diana Bracco presidente e amministratore delegato del Gruppo Bracco commenta: “La collaborazione tra l’Italia e la Cina assume un ruolo strategico di sviluppo per entrambi i Paesi”.
Il Gruppo Bracco è una multinazionale che opera nel settore della salute in particolare nella diagnostica per immagini con un fatturato consolidato di oltre 1,1 miliardi di euro e oltre 3300 dipendenti. Oggi è presente in Cina con più di 4.500 operatori della salute attivi in oltre 2.000 strutture ospedaliere cinesi.”Crediamo, in qualità di azienda impegnata nella salute, che lo scambio tra l’Italia e la Cina sia foriero di sviluppo lungo due direttrici: da un lato – spiega la presidente Diana Bracco – abbiamo delle eccellenze da portare, frutto della capacità di fare innovazione, dall’altro abbiamo molto da apprendere da un sistema complesso e così velocemente attraversato dal cambiamento come quello sanitario cinese”. Il gruppo è presente in Cina dagli anni Ottanta, prima di molte altre società italiane. Nel 2001 è nata la joint venture al 70% con la realtà cinese Sine Pharmaceutical. Poi, nel 2004, il primo grande stabilimento nell’area di Shanghai.
“La scelta di avere una presenza diretta in Cina – sottolinea Diana Bracco – è basata sulle grandi gruppo bracco in cinapotenzialità del mercato cinese nella diagnostica per immagini e sul miglioramento qualitativo del sistema sanitario del Paese. I progetti di collaborazione tra operatori italiani e cinesi, siano essi aziende farmaceutiche, produttori di dispositivi medici, centri ospedalieri o aziende di servizi per la sanità, potranno contribuire in modo significativo – prosegue Diana Bracco – al compimento delle riforme cinesi”.Il Gruppo Bracco annovera anche una collaborazione con la Società Cinese di Radiologia e ha aderito alla Fondazione Italia Cina. “Dobbiamo molto alla presenza e alla comprensione della realtà del nostro management locale – afferma Diana Bracco – ma anche al supporto dell’Ambasciata Italiana: siamo sempre stati molto aiutati dalle nostre rappresentanze, il ruolo e la presenza del Governo al fianco di aziende come la nostra è essenziale per riuscire in Cina. Inoltre – conclude il presidente Diana Bracco – credo che un ruolo fondamentale nello sviluppo delle relazioni tra i due Paesi è stato svolto da Expo”. (foto. diana bracco, gruppo bracco in cina)

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