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Tra l’Italia e la Svizzera: l’impatto scientifico e politico di Pellegrino Rossi

Posted by fidest press agency su venerdì, 21 maggio 2021

24.05.2021 Online Conferenza H18:00 Registrazione online organizzato da: Elisabetta Fiocchi Malaspina – Assistant Professor in storia del diritto, Facoltà di Giurisprudenza, Università di Zurigo Pierpaolo Ianni – Dottore di ricerca e Capo di gabinetto dell’Ufficio del Presidente della Biblioteca e dell’Archivio Storico del Senato della Repubblica. Pellegrino Rossi (1787-1848) rappresenta una delle figure più poliedriche ed europee della prima metà dell’Ottocento: avvocato, economista, politico, con una brillante carriera nell’accademia. Nel 1814 fu nominato professore di diritto e procedura criminale a Bologna, a partire dal 1818 insegnò diritto romano, legislazione penale e storia all’Accademia di Ginevra; nel 1833 a Parigi insegnò al Collegio di Francia economia politica, e l’anno successivo l’università Sorbona creò una cattedra di diritto costituzionale appositamente per Rossi. Era stato Camillo Benso Conte di Cavour, in una lettera alla scrittrice francese Mélanie Waldor, a descrivere Rossi come: «l’uomo di maggiore spirito d’Italia, il genio più versatile della nostra epoca, la mente forse più pratica d’Europa».La versatilità e praticità di Rossi si cristallizzano soprattutto nei diversi contributi che diede al diritto costituzionale, alla sua grande capacità di riuscire a leggere gli avvenimenti politici svizzeri dell’epoca in chiave europea: basti solo pensare al giornale di taglio liberale-moderato, Le fédéral. Journal genevois, politique, littéraire et industriel di cui Rossi fu direttore nel 1832 e alla sua partecipazione tra 1831-1832 alla Dieta federale di Lucerna, dove fu il redattore di un progetto per una nuova costituzione, il cosiddetto Patto-Rossi, poi respinto.Attraverso una ricostruzione archivistica (Archivio storico del Senato della Repubblica) e con una prospettiva storico-politica e storico-giuridica, il seminario si pone l’obiettivo di presentare e discutere in modo parallelo l’impatto e l’eredità scientifica di Pellegrino Rossi in diversi “spazi” della storia svizzera e della storia italiana. A seguire, una discussione aperta alla partecipazione del pubblico.

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Disturbi del sonno in Italia

Posted by fidest press agency su domenica, 9 maggio 2021

In Italia ben 12 milioni di persone soffrono di disturbi del sonno: difficoltà di addormentamento, frequenti risvegli durante la notte, risvegli precoci la mattina e difficoltà di riprendere sonno.Secondo i recenti dati dell’Associazione Italiana per la Medicina del Sonno (AIMS), nel nostro Paese circa 1 adulto su 4 soffre di insonnia cronica o transitoria. Sono soprattutto le donne ad essere maggiormente interessate, circa il 60% rispetto al totale. Il 20% dei casi riguarda invece bambini e minori. Cifre che, secondo gli esperti, sarebbero addirittura raddoppiate nell’anno della pandemia da COVID.Nella maggioranza dei casi le alterazioni del sonno si traducono nella perdita del riposo notturno, con conseguente senso di malessere psico-fisico al risveglio e anche comparsa dell’eccessiva sonnolenza diurna (ESD), cioè l’incapacità di rimanere svegli in maniera appropriata durante il giorno. L’ESD peggiora la qualità della vita e la produttività dei pazienti che ne sono affetti: negli adulti l’eccessiva sonnolenza diurna aumenta il rischio di incidenti stradali, domestici o lavorativi, mentre nei bambini ostacola l’apprendimento e la socializzazione.L’eccessiva sonnolenza diurna è spesso associata a due patologie fortemente sottostimate e spesso non diagnosticate correttamente: la narcolessia e le apnee ostruttive del sonno (OSA).I numeri parlano chiaro, basti pensare che le apnee ostruttive del sonno colpiscono circa 1 miliardo di persone nel mondo. In Italia circa 7 milioni di soggetti soffrono di almeno 5 apnee per ora di sonno, mentre nella popolazione di età compresa tra 30 e 69 anni, sono 4 milioni quelli con più di 15 apnee per ora di sonno. In età pediatrica l’incidenza è del 5%. La narcolessia invece, una malattia rara di difficile diagnosi, colpisce 4-5 persone ogni 10.000 abitanti, per un totale di circa 27.000 pazienti stimati in Italia. Tuttavia sono appena 2.500 quelli attualmente in cura per una diagnosi corretta di narcolessia. Tra le patologie più significative legate ai disturbi del sonno c’è senz’altro la narcolessia, una malattia neurologica cronica rara caratterizzata da un ciclo sonno-veglia non regolare e dalla comparsa, durante la veglia, di periodi di sonno improvvisi e non controllabili dal soggetto, associati o meno a cataplessia.I sintomi più importanti sono un’eccessiva sonnolenza diurna, sonno notturno disturbato, allucinazioni al momento dell’addormentamento o al risveglio e paralisi del sonno, che consistono nella sensazione di non riuscire a muoversi per alcuni secondi, a volte anche minuti, sempre nel momento dell’addormentamento o del risveglio. Secondo gli esperti la narcolessia è una patologia fortemente sotto diagnosticata. In Italia, paese all’avanguardia in questo campo, il tempo medio per una diagnosi dalla comparsa dei primi sintomi è di 5 anni, mentre in Europa e negli Stati Uniti è addirittura di 15 anni. Il sintomo principale delle apnee ostruttive del sonno è certamente il russamento, quasi sempre molto intenso e, a causa dell’apnea, intermittente, la sonnolenza diurna, l’insonnia soprattutto legata ai risvegli precoci e alla difficoltà di riprendere sonno, affaticamento e difficoltà di concentrazione, nicturia (la tendenza ad alzarsi di notte per l’urgenza di urinare). Tra le cause invece, certamente obesità e sovrappeso, ma anche alcune di natura anatomica: per esempio, una mandibola piccola, palati molto abbondanti o una lingua grossa possono contribuire a ridurre lo spazio aereo faringeo e ostruire le vie aeree superiori facilitando le apnee. Anche l’assunzione di alcol la sera può favorire l’insorgenza di apnee ostruttive, mentre le tonsille o le adenoidi possono esserne la causa in età pediatrica.

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“Andrés Segovia in Italia”

Posted by fidest press agency su giovedì, 6 maggio 2021

Arriva in libreria Andrés Segovia in Italia. L’attività concertistica dal 1926 al 1985 di Stefano Picciano (Edizioni Curci).Andrés Segovia (1893-1987), il più grande chitarrista del Novecento, ha sempre avuto un legame molto forte con l’Italia. Il virtuoso spagnolo considerò la penisola italiana una seconda patria e, nell’arco di sessant’anni, programmò più di venti tournée, tenendo verosimilmente circa duecento concerti. Lo storico della chitarra Stefano Picciano ne ha ricostruiti 188, riportando di ognuno le località, i teatri, i programmi di sala, le recensioni.Tra gli argomenti affrontati nel libro: l’impatto di Segovia sull’orizzonte chitarristico del nostro Paese; l’energia inesauribile con cui portò avanti una carriera straordinariamente fitta di concerti; l’ardore con cui, negandosi ogni possibilità di ritiro dalle scene, continuò a perseguire gli orizzonti di una bellezza a cui aveva dedicato la vita.Esito di un’approfondita ricerca in archivi ed emeroteche, il libro conduce il lettore in questa fitta trama di viaggi, rapporti ed eventi che ha scritto la storia della chitarra: dalla prima apparizione di Segovia a Milano nel 1926 fino al suo ultimo storico recital, tenuto a Venezia nel 1985. Stefano Picciano (Rimini, 1980), musicologo e chitarrista, conduce ricerche nell’ambito della storia della chitarra. È autore di importanti saggi su Alirio Díaz e Miguel Llobet, tradotti in quattro lingue e frutto di approfondite ricerche storiche e musicologiche. È inoltre autore di numerosi articoli pubblicati sulle riviste specializzate italiane.

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Governo. Pnrr e pubblica amministrazione. Lo stato dell’Italia

Posted by fidest press agency su giovedì, 6 maggio 2021

“La scarsa familiarità con le tecnologie digitali caratterizza anche il settore pubblico. Prima dello scoppio della pandemia, il 99 per cento dei dipendenti dell’amministrazione pubblica in Italia non aveva mai utilizzato il lavoro agile. Anche durante la pandemia, a fronte di un potenziale di tale modalità di lavoro nei servizi pubblici pari a circa il 53 per cento, l’utilizzo effettivo è stato del 30 per cento, con livelli più bassi, di circa 10 punti percentuali, nel Mezzogiorno.” Così l’impietoso quadro della pubblica amministrazione delineato dal Piano nazionale di ripresa e resilienza.Nel periodo settembre 2019 – febbraio 2021, in auge il governo Conte2, c’era il ministero per “L’Innovazione tecnologica e la transizione digitale”, guidato dalla ministra Paola Pisano (M5S) e a quello della Pubblica amministrazione c’era Fabiana Dadone, sempre del M5S.Il periodo pandemico è stato, ed è ancora, l’occasione per sviluppare il lavoro agile, consentendo ai cittadini di poter usufruire pienamente dei servizi della pubblica amministrazione. Così non è stato. Gli investimenti per avviare i processi di modernizzazione della pubblica amministrazione sono previsti dal Next Generation EU, il fondo europeo per sostenere gli Stati membri colpiti da pandemia Covid-19. Si tratta di utilizzarli bene. Primo Mastrantoni, segretario Aduc

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La lista delle aziende nelle quali crescere professionalmente in Italia

Posted by fidest press agency su giovedì, 29 aprile 2021

LinkedIn, il più grande network professionale online al mondo, annuncia oggi la lista Top Companies 2021 Italia, la prima in assoluto per il nostro Paese. La lista comprende le 25 aziende considerate dagli italiani come luoghi di lavoro che offrono le migliori prospettive di carriera.In questa prima edizione per l’Italia, circa il 50% delle aziende è di origine italiana o a partecipazione italiana, a partire da Intesa Sanpaolo e Generali, ai primi posti, oltre ad altre importanti aziende riconosciute anche all’estero come ENI, Leonardo, TIM, Enel e Banca Mediolanum.La lista completa delle Top Companies Italia 2021 comprende: Intesa Sanpaolo; Accenture; Stellantis; Generali; UniCredit; Comcast (Sky); Deloitte; STMicroelectronics; BNP Paribas; Eni; Leonardo; GSK; Capgemini; PwC; ABB; Reply; Enel Group; TIM; Volkswagen AG; Deutsche Bank; Banca Mediolanum; AXA; Essilor-Luxottica; Siemens; Johnson & Johnson.Per la compilazione della lista Top Companies 2021, la redazione di LinkedIn Notizie e i data scientist di LinkedIn hanno condotto un’analisi relativa alla percezione degli utenti su alcuni temi chiave, come ad esempio cosa significhi riuscire a costruirsi una buona carriera professionale e li hanno mixati con i dati unici dalla piattaforma LinkedIn. Allo stesso modo, sono stati presi in considerazione sette elementi fondamentali che esaminano le informazioni relative al rapporto delle aziende con i propri dipendenti, ciascuno dei quali rappresenta un importante indicatore di crescita all’interno della realtà aziendale:Capacità di avanzamento: monitora le promozioni dei dipendenti all’interno di un’azienda e tiene traccia di quando si trasferiscono in una nuova azienda, sulla base di qualifiche lavorative standardizzate.Sviluppo delle competenze: considera come i dipendenti dell’azienda acquisiscono competenze durante il periodo di assunzione, basate su competenze standardizzate da LinkedIn.Stabilità dell’azienda: monitora i tassi di abbandono nel corso dell’ultimo anno, nonché la percentuale di dipendenti che resta nell’azienda per almeno tre anni.Opportunità esterne: considera la strategia di contatto dei recruiter nei confronti dei dipendenti dell’azienda, indice della richiesta di lavoratori provenienti da tali aziende.Affinità aziendale: misura quanto è di supporto la cultura aziendale ed esamina il volume di collegamenti su LinkedIn tra i dipendenti, considerando le dimensioni dell’azienda. Diversità di genere: misura i livelli relativi alla parità di genere all’interno di un’azienda e delle sue filiali.Background accademico: considera la varietà dei livelli di istruzione tra i dipendenti, da nessuna laurea fino al possesso di un PhD, indice dell’impegno ad assumere un’ampia gamma di professionisti.Per essere ritenute idonee, le aziende devono avere in organico almeno 500 dipendenti nel Paese alla data del 31 dicembre 2020 e il tasso di riduzione del personale, comprensivo di dimissioni e licenziamenti, non deve essere superiore al 10% (in base ai dati di LinkedIn e agli annunci pubblici). Vengono classificate solo le società madri; le filiali controllate a maggioranza e i relativi dati sono inclusi nel punteggio totale dell’azienda madre. I conteggi dei dati vengono normalizzati in base alle dimensioni dell’azienda sull’insieme delle aziende idonee per la classifica. L’intervallo di tempo considerato va dal 1° gennaio 2020 al 31 dicembre 2020. Tutti i dati vengono utilizzati in forma aggregata e/o anonima. Sono escluse tutte le aziende e agenzie di recruiting e per la ricerca del personale, gli istituti didattici e le agenzie governative. Sono escluse anche LinkedIn, la sua società madre Microsoft e le filiali di Microsoft.

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L’Italia in prima linea a tutela del lavoro creativo

Posted by fidest press agency su sabato, 24 aprile 2021

“Dopo il voto del Senato, si definisce la strada che porta all’approvazione del decreto di recepimento della direttiva copyright in Italia: un passo di fondamentale importanza per la tutela dell’industria creativa nel nostro Paese” dichiara il presidente dell’Associazione Italiana Editori (AIE) Ricardo Franco Levi. Il Senato ha infatti approvato in via definitiva la legge di delegazione europea 2019-2020 che, all’articolo 9, prevede l’attuazione della direttiva Ue 2019/790 a tutela del diritto d’autore. “Il governo italiano – spiega Levi – sarà così in prima linea in Europa per dare al nostro Paese regole capaci di dare nuove tutele al lavoro creativo, agli autori e a tutti gli attori del mondo del libro promuovendo allo stesso tempo la diffusione della conoscenza”. “L’impegno nostro e del Governo non finisce qui; – conclude Levi – la direttiva e il suo recepimento vanno considerati come un punto di partenza e non di arrivo. Perché possano dispiegare i suoi effetti benefici, infatti, devono essere accompagnati da nuovi strumenti che consentano la gestione del diritto d’autore online in maniera semplice ed efficiente. Come AIE siamo impegnati da dieci anni per la costruzione di una infrastruttura tecnologica aperta che assolva questo compito. Il lancio da parte della presidenza di turno dell’Unione europea dell’iniziativa “Copyright infrastructure” e la scelta della Commissione europea di definire prioritario gli investimenti per realizzarla nel suo “Piano d’azione sulla proprietà intellettuale per rafforzare la resilienza e la ripresa economica dell’UE” vanno nella direzione da noi auspicata e sulla quale abbiamo richiamato l’attenzione nelle interlocuzioni con il Governo”.

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Tumore dell’esofago in Italia

Posted by fidest press agency su venerdì, 23 aprile 2021

In cinque anni (2015-2020), in Italia, i nuovi casi di tumore dell’esofago sono aumentati del 26%, da 1.900 a 2.400, ma la mortalità è diminuita del 12,4% nelle donne e del 6,7% negli uomini. Un risultato significativo, a cui ha contribuito la migliore capacità di gestione della malattia, soprattutto in fase preoperatoria con la chemio-radioterapia per le forme squamose e la chemioterapia per quelle non squamose. Circa due terzi dei casi però vengono scoperti già in fase avanzata, in cui la sopravvivenza non supera i 10 mesi. Una nuova molecola immunoterapica, tislelizumab, ha evidenziato un netto miglioramento della sopravvivenza proprio nei pazienti con tumore dell’esofago squamoso in fase avanzata non operabile o metastatica e già trattati. La sfida è “portare” i vantaggi dell’immunoterapia anche in prima linea, cioè in persone non ancora trattate, o in fase più precoce, come quella preoperatoria. Tislelizumab è una molecola innovativa sviluppata da BeiGene, azienda farmaceutica biotecnologica globale, che presenta oggi in un media tutorial virtuale la pipeline, con armi efficaci sia nei tumori solidi che ematologici. In particolare una nuova terapia mirata orale, zanubrutinib, ha dimostrato risultati importanti non solo in una neoplasia del sangue molto rara come la macroglobulinemia di Waldenstrom, ma anche nella leucemia linfatica cronica, la forma di leucemia più frequente, e nel linfoma mantellare. Un aspetto decisivo nelle malattie ematologiche è il mantenimento della risposta, che zanubrutinib ha evidenziato in più dell’80% dei pazienti colpiti da queste patologie.

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L’Italia è il paese che registra il calo più netto dei consumi (-30%) e pagamenti mobili

Posted by fidest press agency su venerdì, 16 aprile 2021

La global digital bank N26 e l’Istituto tedesco di ricerca economica Ifo comunicano i risultati emersi dall’ ifo-N26 Economic Monitor, una sorta di “termometro” realizzato per delineare il quadro della ripresa economica in tutta Europa, a un anno esatto dall’adozione delle diverse misure restrittive e dei lockdown in tutto il continente. L’iniziativa si è posta l’obiettivo di rilevare informazioni concrete e fornire aggiornamenti tempestivi e dettagliati sulle attitudini alla spesa e al risparmio dei consumatori nelle maggiori economie europee, ovvero Francia, Germania, Italia e Spagna. A causa delle rilevanti e diffuse condizioni di rischio per la propria salute e delle misure restrittive che determinano un aumento dei pagamenti cashless, le transazioni da mobile si sono affermate come la nuova normalità per i consumatori europei. In molti mercati europei, N26 Bank ha visto i prelievi bancomat stabilizzarsi intorno al 65% dei livelli pre-pandemici. Al contrario, l’utilizzo di metodi di pagamento mobile come Apple Pay e Google Pay è in forte aumento, mostrando un balzo del 79% in Spagna e del 74% in Francia.

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“L’Italia vaccina le persone sbagliate”

Posted by fidest press agency su martedì, 13 aprile 2021

Durissimo attacco del Washington Post alla campagna vaccinale italiana paragonando quanto sta avvenendo in Italia con le varie campagne europee e non.Durissime le accuse lanciate dal giornale americano, che mette sotto accusa le priorità con cui sono stati somministrati i vaccini disponibili in Italia, mettendo a confronto il numero di decessi su base giornaliera e settimanale, con quelli relativi ad altri Paesi Europei.Un paragone che dimostra, chiaramente, quello che anche Codacons sta denunciando da mesi, ovvero il fatto che sia stata lasciata troppa libertà alle singole Regioni di procedere nell’ordine che preferivano, finendo così per vaccinare moltissimi soggetti di categorie sottoposte a rischi molto bassi di avere conseguenze gravi o mortali dal Covid-19.”I risultati sono sotto gli occhi di tutti – denuncia il Presidente Marco Donzelli – in Italia la curva di mortalità si è abbassata, ma non come negli altri Paesi Europei; il confronto con la Gran Bretagna è impietoso, ma ora anche Francia, Germania e Spagna stanno ottenendo risultati migliori dei nostri. Tutto è dipeso dalle priorità, se si procede a vaccinare, per primi, soggetti di categorie che statisticamente hanno meno possibilità di avere conseguenze gravi o mortali dal Covid-19, il risultato purtroppo è quello attuale.Per questo motivo presenteremo esposti alle Procure delle Repubbliche verso tutti i Governatori che con le loro politiche vaccinali hanno contribuito al decesso di decine e centinaia di persone”.

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L’Italia verso il Decimo Forum Mondiale dell’Acqua 2024

Posted by fidest press agency su martedì, 13 aprile 2021

D’Angelis: “In Italia ben 7494 corsi d’acqua e non li ha nessuno in Europa. Di questi 1242 sono fiumi a regime torrentizio. L’83% del nostro territorio è un territorio coperto da bacini fluviali. Abbiamo 347 laghi, 14 naturali con una superfice maggiore di 10 chilometri quadrati, 183 artificiali, abbiamo 532 dighe e 16.000 piccolissimi invasi regionali e di questi 4000 sono alpini. Abbiamo anche 1053 falde sotterranee. Ma abbiamo ancora luoghi non serviti. Noi siamo italiani che riescono a portare l’acqua agli astronauti, siamo italiani che oggi stanno tentando di produrre idrogeno dalle acque di fognatura e che cercano di produrre calore dalle acque di fognatura”.“Siamo dinanzi ad una grandissima avventura, ad una grande opportunità. La candidatura italiana è forte, figlia di Leonardo da Vinci e di “Sorella Acqua” di San Francesco. Dai loro pensieri, realizzazioni, opere, arrivano quelle suggestioni note nel mondo e che emergeranno con forza durante l’evento anche come monito a non sprecare la risorsa acqua ma a tutelarla ovunque. La nostra memoria collettiva ha perso la memoria di un Paese costruito nell’acqua, noi siamo non soltanto nati dall’acqua ma noi siamo un pontile lanciato nel Mediterraneo, siamo circondati di acqua, abbiamo una cultura incredibile che ha fatto dell’acqua metafora, mitologia, filosofia, simbolo, emozioni. Gli italiani fin dall’inizio dell’avventura umana hanno dovuto strappare le terre all’acqua. Noi siamo il Paese europeo più ricco di acqua e sicuramente tra i paesi più ricchi di acqua del Mondo. La nostra mappa di tutti gli aspetti relativi all’idrogeologia: piogge, evaporizzazioni, deflussi superficiali, deflussi sotterranei, serbatoi di acqua, ci carica di responsabilità e ci dice anche che è un Paese che ha il record delle piogge. Ogni anno piovono più di 300 miliardi di metri cubi di acqua, una dotazione stellare circa 5-6000 metri cubi di acqua per ogni abitante. Una famiglia media in Italia consuma 160 metri cubi di acqua all’anno, dunque dotazioni importanti. Siamo custodi di un patrimonio idrogeologico incredibile. Abbiamo 7494 corsi d’acqua e non li ha nessuno in Europa. Di questi 1242 sono fiumi a regime torrentizio. L’83% del nostro territorio è un territorio coperto da bacini fluviali, abbiamo 131 fiumi che hanno dei bacini molto vasti e coprono l’83% della superfice nazionale. Pensiamo alla Pianura Veneta, quella laziale, tante realtà dove in questo momento sono in azione le idrovore, pensiamo alla Pianura Padana per regimare l’acqua. Abbiamo 347 laghi, 14 naturali con una superfice maggiore di 10 chilometri quadrati, 183 artificiali, abbiamo 532 dighe e 16.000 piccolissimi invasi regionali e di questi 4000 sono alpini. Abbiamo anche 1053 falde sotterranee, grandi serbatoi di acqua purissima come quella che dal Peschiera arriva ai rubinetti di Roma”. Lo ha affermato Erasmo D’Angelis, Segretario dell’Autorità di Bacino Distrettuale dell’Appennino Centrale. Quella dell’Italia è una storia viva, intensa, emozionante, tra paesaggi, bellezze, limiti, realtà controverse di questioni aperte in materia di gestione ma anche di eccellenze.

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Italia-Turchia: Urge un chiarimento

Posted by fidest press agency su lunedì, 12 aprile 2021

Di Agostino Spataro. Oggettivamente, l’episodio del “divano turco” è increscioso e va rilevato. Tuttavia, non si dovrebbe enfatizzare più di quanto non hanno fatto i due rappresentanti della UE presenti all’incontro con il presidente Erdogan. Infatti, come dichiarato da Charles Michel, presidente del Consiglio europeo e pertanto personalità UE più alta in grado, si è preferito andare alla “sostanza” che- come noto- sono gli accordi, appunto sostanziosi, fra la UE e la Turchia in diversi settori. In primo luogo quelli relativi al contenimento dei flussi migratori e dei profughi. Partiamo dalla scena madre, dove si vedono assise su due sontuose sedie Michel e Erdogan ossia le due personalità più rilevanti delle due istituzioni a confronto e altre due personalità Ursula von der Leyen, presidente della commissione UE e il ministro degli esteri turco sedute su due divani. Alla sorpresa della signora (che tuttavia partecipa a pieno titolo al dialogo fra le due parti) fa da pendant l’impassibilità del presidente Michel che resta, seduto, a fianco a Erdogan. Per cercar di capire si rende necessario svolgere alcune osservazioni. 1… Credo sia impensabile che un incontro così importante e al massimo livello si potesse svolgere senza un’adeguata preparazione e programmazione e al di fuori dei protocolli del cerimoniale. Come da consuetudine, i due uffici preposti al cerimoniale avranno discusso e concordato sia i temi in agenda sia gli aspetti protocollari. C’è da ritenere chela disposizione delle sedie e dei divani sia stata discussa fin nei minimi particolari e condivisa da ambo le parti. Per cui, le eventuali rimostranze da parte UE vanno rivolte in primo luogo agli addetti al cerimoniale che in tal senso hanno disposto i posti a sedere. In particolare, agli addetti della UE che- qualora in disaccordo- potevano consultarsi con i loro referenti politici e far decidere loro in ultima istanza.Se tale disposizione veniva percepita come lesiva del prestigio istituzionale e della dignità di genere della signora Leyen, l’autorità politica avrebbe potuto, per protesta o per altri validi motivi, non dar seguito agli incontri. Dalle dichiarazioni del signor Michel c’è da ritenere che i funzionari UE avranno informato, per tempo, i rappresentanti politici e che da questi (da uno o da entrambi? ) ne abbiano ricevuto via libera, poiché – come scrive Michel- ”si è preferito andare alla sostanza”. C’è da desumere che egli sia stato informato, ma non ha voluto farne un problema. 2… Se così si sono svolti i fatti, allora bisognerebbe indirizzare gli strali e quant’altro, innanzitutto verso coloro che hanno approvato e gestito il cerimoniale. Un chiarimento in tal senso credo potrebbe agevolare il rientro dalla imbarazzante polemica che ne è seguita. Addirittura coinvolgendo il nostro capo del Governo spintosi a definire “dittatore” il presidente Erdogan. E’ presumibile che per arrivare a tanto il dottor Draghi avrà avuto le sue buone ragioni e soprattutto buone informazioni, che però l’opinione pubblica ancora non conosce. La reazione può essere compresa qualora si potesse dimostrare che la disposizione (di sedie e divani) fu imposta da Erdogan in persona per umiliare la signora Von der Leyn, in quanto donna e presidente della Commissione UE. In tale eventualità si tratterebbe di una imposizione inaccettabile oltre che offensiva verso una donna al vertice delle Istituzioni europee. Ma bisognerebbe dimostrate tale assunto e- in caso affermativo- spiegare perché fu accettato dai diretti interessati. Solo dopo tali passaggi dimostrativi si potrà condannare fermamente la presunta pretesa del presidente della Turchia. Diversamente, verrà meno la ragione dichiarata della dura reazione e si creerà un “caso” davvero di ardua soluzione. Tranne che non ci siano altre motivazioni e obiettivi che l’opinione pubblica sconosce. Perciò è auspicabile che chi di dovere informi l’opinione pubblica su come si siano svolti effettivamente i fatti in quel di Ankara. 3… La Turchia è un Paese importante, per quanto gestito politicamente in maniera assai discutibile, a tratti illiberale, facente parte della Nato **, è un partner importante sul fronte economico, energetico e su quello del contenimento degli afflussi d’immigrati e, soprattutto, della valanga di profughi provenienti dalla Siria a causa di una guerra scatenata da tre potenze occidentali (Francia, Inghilterra e Usa) e nella quale si è inserita la Turchia di Erdogan che è al confine ed ha tante questioni aperte da risolvere. In primis quella del popolo curdo, prima vittima delle spartizioni coloniali europee. Evidentemente queste potenze, la stessa UE non intendono rispettare uno dei principi basilari dello Statuto delle Nazioni Unite che è quello della “non ingerenza” negli affari interni dei singoli Stati. Anche nel caso che tali Stati siano ritenuti retti da regimi dittatoriali. Per altro, tale intromissione non è equa: si applica la norma dei “due pesi e due misure”. Infatti, esistono altre dittature “amiche” in Medio oriente e altrove che nessuno si sogna di disturbare, d’invadere. Anzi vengono rifornite regolarmente di sistemi d’arma sempre più sofisticati e costosi che consentono a tali regimi di reprimere, nel sangue e con il carcere, tutti i movimenti che aspirano alla libertà, al progresso civile ed economico, alla parità di generi. Emblematica e arcinota è la repressione dei movimenti femminili, di singole esponenti, ma nessun dei governanti europei ha protestato, minacciato i satrapi di questi paesi di non…vendere più armi in cambio di petrolio e d’investimenti finanziari non propriamente limpidi. 4…Per concludere, torniamo al “divano turco” che ha provocato un vero parapiglia diplomatico internazionale, con probabili conseguenze per l’Italia, visto che il “governo” della UE, i grandi Paesi europei (a iniziare dalla Germania) non hanno attribuito all’episodio molta importanza. Di là delle motivazione (che sono basilari), sarebbe problematico per il nostro Paese restare isolato nel sostenere una posizione così aspra contro il presidente della Repubblica della Turchia. Da semplice cittadino, che ha avuto la ventura di occuparsi della politiche mediterranee e mediorientali, non mi permetto di dare consigli a chicchessia. Desidero, soltanto, esternare una preoccupazione (credo piuttosto diffusa) circa l’evoluzione della polemica italo-turca, accompagnata dall’auspicio che si possa giungere a un chiarimento sull’effettivo svolgimento dell’incontro di Ankara che potrebbe contribuire a far superare le reciproche diffidenze e asperità a livello bilaterale. Ripeto, sicuramente tale incontro ha avuto un’adeguata preparazione, secondo i protocolli, per cui la questione del “divano” poteva essere prevenuta e- se del caso- respinta.Vedremo. Tuttavia, oggi sono in ballo le relazioni italo-turche, politiche e non solo, in una fase assai complessa e movimentata in cui la Turchia di Erdogan è divenuta protagonista di un disegno mirato ad acquisire un ruolo internazionale più impulsivo, espansivo talvolta, in una vasta area che va dal Mediterraneo centrale al Medio Oriente, fino ad alcuni Paesi (ex Urss) dell’Asia centrale. Inoltre, segnalo che la presenza, soprattutto economica, della Turchia si fa sentire in diversi Paesi (anche UE) dell’Europa centro-orientale: dalla Germania all’Austria, all’Ungheria, alla Bulgaria, ai Balcani, ecc. Oggi, il caso più eclatante è quello della Libia. Però nessuno di coloro che hanno provocato prima la caduta di Gheddafi e dopo agevolato l’irruzione della presenza militare turca nel conflitto fratricida, ha spiegato all’opinione pubblica come siano andate, come stanno andando le cose. (dal blog di Agostino Spataro leggiamo e rilanciamo: blog: http://montefamoso.blogspot.com/2021/04/italia-turchia-urge-un-chiarimento-per.html. Lo ringraziamo per la disponibilità offertaci e per un contenuto che abbiamo inteso riprodurre integralmente e che si collega non solo al contingente ma offre al lettore ampi spazi per una riflessione più accurata rispetto a quanto alcune fonti di hanno lasciato intendere.)

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La distribuzione cinematografica in Italia: storie, ricerche, metodologie

Posted by fidest press agency su sabato, 10 aprile 2021

COLLANA: IMAGO/21 PP: 268 PREZZO: 20,00€ Aa.Vv. IMAGO 21 Vito Zagarrio L’archivio politico. Ricordo di Steve Ricci. La distribuzione cinematografica in Italia: storie, ricerche, metodologie a cura di Damiano Garofalo, Andrea Minuz e Emiliano Morreale Damiano Garofalo, Andrea Minuz, Emiliano Morreale, La distribuzione cinematografica in Italia: storie, ricerche, metodologie Francesco Di Chiara e Paolo Noto, Integrazione verticale al contrario? Il ruolo della distribuzione nel sistema industriale del cinema italiano del dopoguerra Gaia Amadori e Mariagrazia Fanchi, L’anello forte. Il sistema dell’esercizio in Italia: dati, prospettive, approcci metodologici Barbara Corsi e Alfonso Venturini, Da Pittaluga a Cinema 5: storia di un circuito Valerio Coladonato, La Pathé e la distribuzione del cinema italiano d’autore: i casi de La dolce vita e Il Gattopardo Martina Lovascio, La vendita internazionale di film storici italiani tra anni Novanta e anni Duemila Stefano Guerini Rocco, Natale a Zurigo. Il ruolo delle comunità italofone nella distribuzione del cinema italiano in Svizzera Luca Barra, Una finestra secondaria? Alcune considerazioni sulla programmazione televisiva dei film nei primi decenni della tv commerciale italiana Giorgio Avezzù, Fratelli unici. Successo in sala e in televisione del cinema italiano Valentina Re, Crime sì, ma “di qualità”: sulla circolazione transnazionale del prodotto televisivo Emiliano Rossi, Un treno da non perdere: la circolazione dell’audiovisivo sui portali di bordo dell’alta velocità italiana tra prospettive, opportunità e qualche obsolescenza Alessio Lazzareschi, Gli incentivi alla distribuzione internazionale di opere cinematografiche secondo la legge n. 220 del 2016

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Mutui green: in Italia 174.000 euro la richiesta media

Posted by fidest press agency su mercoledì, 24 marzo 2021

Il mercato dei mutui “green” inizia a prendere forma anche in Italia; secondo l’analisi di Facile.it e Mutui.it, nel corso degli scorsi nove mesi quasi 3 richiedenti su 100 hanno presentato domanda per ottenere un finanziamento “verde” per l’acquisto della casa.La percentuale può sembrare bassa, ma non lo è affatto se si considera che questa tipologia di finanziamento è destinata principalmente all’acquisto di immobili ad alta efficienza energetica (classi energetiche A o B) e in Italia appena il 10% delle unità abitative rientra in questa categoria. Dall’analisi di oltre 75.000 richieste di finanziamento raccolte da maggio 2020 a febbraio 2021 Facile.it e Mutui.it hanno potuto stabilire che chi ha chiesto un mutuo green ha cercato di ottenere, in media, 174.151 euro, vale a dire il 32% in più rispetto all’importo medio normalmente richiesto agli istituti di credito per l’acquisto di una casa; le regioni con la percentuale maggiore di domande di mutuo verde sul totale richieste sono il Trentino-Alto Adige, il Veneto e la Valle d’Aosta.

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Il 2021 non parte bene per l’export agroalimentare Made in Italy

Posted by fidest press agency su lunedì, 22 marzo 2021

Gli effetti della pandemia sul commercio internazionale continuano a pesare e fanno perdere a cibo e bevande tricolori il 5% annuo sui mercati esteri nel mese di gennaio. Così Cia-Agricoltori Italiani, analizzando i dati Istat pubblicati oggi.In forte calo sono tutti i principali mercati di sbocco, dal Regno Unito (-27,8%) agli Stati Uniti (-17,4%), dalla Francia (-10,5%) alla Germania (-1,5%). Fa eccezione solo il Giappone, dove le vendite di prodotti agroalimentari nazionali segnano +7,7% nel primo mese dell’anno. Per ora -osserva l’Ufficio studi Cia- la riduzione delle importazioni nello stesso arco temporale si traduce comunque in un surplus della bilancia agroalimentare che, in termini assoluti, vale 139 milioni di euro e consente all’Italia di confermarsi a gennaio esportatore netto di cibo e bevande. È chiaro, però, che diventa sempre più importante dare risposte nuove alle imprese del settore che combattono tuttora con la situazione pandemica.“Per preservare e rilanciare il Made in Italy agroalimentare sui mercati europei e internazionali -sottolinea il presidente Dino Scanavino- sicuramente serve un grande piano nazionale di promozione, strategie innovative sempre più focalizzate sui canali digitali, ma soprattutto, in questa fase di crisi globale, è sempre più urgente favorire tra Paesi accordi commerciali multilaterali e bilaterali”. A cominciare dagli Stati Uniti.Gli Usa infatti -ricorda Cia- continuano a rappresentare un mercato assolutamente strategico per l’export di cibo e bevande tricolori, con un valore complessivo di 4,9 miliardi nel 2020 (+5%). Nonostante il calo di gennaio, oggi ben l’11% dei prodotti agroalimentari Made in Italy finisce sulle tavole dei consumatori americani, con una crescita delle esportazioni che ha segnato nell’ultimo decennio quota +118%, guidata dall’ortofrutta trasformata (+143%), pasta e simili (+82%) e vino (+77%).“È chiaro, quindi, che la sospensione dei dazi Usa-Ue, relativi al contenzioso Airbus-Boeing, ora è di estrema importanza e permette alle nostre aziende di tirare un sospiro di sollievo in un momento difficile -evidenzia Scanavino-. Per Cia, però, questo ritorno al dialogo e al multilateralismo deve essere l’occasione non solo per sorpassare del tutto l’incubo dazi doganali, ma per riallacciare anche politiche di commercio bilaterali più strutturate e consolidate, come si stava facendo in passato con il negoziato sul TTIP, il Partenariato transatlantico per il commercio e gli investimenti, sulla scia degli accordi di libero scambio già entrati in vigore, ossia il CETA tra Ue e Canada e il JEFTA tra Ue e Giappone”.

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L’Islam in Italia. Un’identità in formazione

Posted by fidest press agency su sabato, 20 marzo 2021

Mentre nell’Italia settentrionale la presenza musulmana ha assunto forma stabile già negli anni ’80, a Roma tale consolidamento si è verificato con maggiore lentezza e ha registrato una forte accelerazione negli ultimi 15 anni, con la costruzione di 18 sale di preghiera. La maggior parte di queste ricadono sotto l’ombrello della Confederazione Islamica Italiana e della Jamāʻat al-tablīgh, rilevando una predilezione capitolina per un Islam tradizionalista e ortodosso. Tuttavia, queste non sono le uniche tendenze discorsive presenti in città. Il presente articolo si propone di analizzare le diverse correnti che costellano l’Islam romano, presentandone la storia, la complessa rete di relazioni e il tipo di religiosità proposta.Con i suoi due milioni e mezzo di aderenti, l’Islam è la seconda religione in Italia. Una realtà di recente approdo, che si è inizialmente affermata soprattutto nel nord del Paese, per poi insediarsi permanentemente anche nel centro e sud Italia. Se a Milano già negli anni ’80 la presenza musulmana aveva assunto forma stabile, a Roma tale consolidamento si è prodotto con maggiore lentezza e ha raggiunto il suo culmine solo negli ultimi 15 anni, in cui si è assistito a un aumento esponenziale del numero delle moschee con l’apertura di ben 18 sale di preghiera. Le ragioni di questo ritardo risultano legate sia all’andamento dei flussi migratori che alla dispersione provocata dall’assetto urbanistico della Capitale. A causa del costo degli affitti, la maggior parte delle comunità migranti si è stabilita nelle zone periferiche della città, spesso organizzandosi secondo il Paese di provenienza. Una divisione, quella su base etnico-nazionale, che caratterizza in realtà gran parte del fenomeno islamico italiano.Tuttavia, mentre le regioni settentrionali presentano una forte connotazione arabofona, nella Capitale la nazionalità predominante è quella bangladese, che controlla il 59,5% delle moschee romane. Un’altra differenza sostanziale con il nord del Paese risiede nella tipologia d’Islam che si è maggiormente sviluppata. Seguendo la classificazione proposta da Alessandra Caragiuli, è possibile affermare, semplificando, che mentre nell’Italia settentrionale prevalgono la tendenza mistica e spirituale rappresentata dalla COREIS (Comunità Religiosa Islamica Italiana) e quella politica, simboleggiata dall’UCOII (Unione delle Comunità e Organizzazione Islamiche in Italia) e dal suo legame con la galassia dei Fratelli Musulmani, a Roma si registrano invece una corrente maggiormente tradizionalista, portata avanti dalla Confederazione Islamica Italiana (CII), e una dimensione missionaria e pietista, che trova la sua espressione nel movimento tablīgh. Quest’ultimo persegue una “re-islamizzazione dal basso” di carattere apolitico che si affianca, dunque, a “un’islamizzazione dall’alto”, promossa dall’Islam degli Stati simboleggiato dalla Grande Moschea e dalla CII. Fonte Fondazione Oasis

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Continua la crescita di Deloitte in Italia

Posted by fidest press agency su sabato, 20 marzo 2021

Il network nomina di 31 nuovi partner che fanno salire il numero complessivo dei soci italiani a 330, consolidando ulteriormente la struttura di servizi professionali più grande al mondo. “Il rafforzamento della nostra squadra- spiega il CEO di Deloitte Italia Fabio Pompei- è una tappa che consolida la nostra presenza e il nostro essere al fianco delle aziende come acceleratori di innovazione, digitalizzazione e cambiamento. Congratulazioni ai colleghi per questo importante obiettivo professionale, grande risultato, frutto di impegno costante che si inserisce appieno nel nostro programma Impact for Italy che ci vede attori di primo piano per la crescita del nostro paese attraverso programmi duraturi e sostenibili”. In questi mesi inoltre prosegue la campagna di assunzioni che prevede entro la fine dell’anno fiscale corrente (maggio 2021) circa 650 nuovi ingressi, di profili sia con formazione economica sia tecnologica, sia giuridica. Deloitte, che è operativa in 25 città, oggi conta circa 8.300 persone di cui il 50% è al di sotto dei 30 anni e di cui circa la metà sono donne. Complessivamente, nell’anno fiscale 2020 Deloitte in Italia ha assunto oltre 1.800 persone (crescita del 15%) ed erogato oltre 480 mila ore di formazione. Per Audit & Assurance guidata da Stefano Dell’Orto, entrano: Savino Capurso, Silvia Dallai, Alessandro De Luca, Filippo Fabris, Marco Ricci, Umberto Zanetti. Per Consulting, guidato da Alessandro Mercuri: Luigi Capitanio, Ponziano Ciampi, Maurizio Di Noia, Davide Grassi, Andrea Leuzzi, Davide Lipodio, Nicolas Jesus Roa, Alessandro Rossi, Giulio Sacchi, Giuseppe Taranto, Stefano Torres Per Financial Advisory, guidata da Antonio Solinas: Giacomo Giobbi, Francesco Iannamorelli e Emanuele Martelli. Per Risk Advisory, guidato da Antonio Arfè: Sebastiano Brusco, Maria Fazio, Daniele Frasca, Lodovico Fregni, Gianfranco Tessitore, Elisabetta Tisato. Per Tax & Legal, guidato da Alessandro Lualdi: Elena Cardani (Tax) Roberto Famà (Tax), Andrea Martellacci (Legal), Carlo Rolandi (Tax), Fabrizio Saveri (Tax).

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Gli italiani sono leader mondiali nella ricerca sulle più efficienti tecniche irrigue

Posted by fidest press agency su giovedì, 18 marzo 2021

E’ ora di abbandonare gli stereotipi, che ci indicano secondi a Paesi, come Israele, le cui innovative tecnologie sono però funzionali a condizioni ambientali radicalmente diverse”: a rivendicare questo orgoglio nazionale è Francesco Vincenzi, Presidente dell’Associazione Nazionale dei Consorzi per la Gestione e la Tutela del Territorio e delle Acque Irrigue (ANBI), intervenuto alla Giornata dell’Irrigazione, organizzata da ANBI Veneto, che ha annunciato il progetto per fare del Consorzio di 2° grado L.E.B. (Lessinio Euganeo Berico), un polo di eccellenza nella ricerca tecnico-scientifica in materia idrica. L’apertura delle paratoie dell’omonimo canale (48 chilometri a servizio di 82.000 ettari nelle province di Verona, Vicenza, Padova e Venezia) ha dato simbolicamente il via alla stagione irrigua nella regione. “L’obbiettivo di un Paese, non desertico come il nostro e dove continuano annualmente a cadere circa 1000 millimetri di pioggia – prosegue il Presidente di ANBI – non deve essere il mero risparmio dell’acqua, ma l’efficienza del suo utilizzo a servizio soprattutto dell’uomo, dell’agricoltura e dell’ambiente. Ciò significa aumentare la resilienza dei territori alla crisi climatica, in particolare nel Nord Italia, efficientando e potenziando una rete idraulica ormai inadeguata di fronte all’estremizzazione degli eventi atmosferici. Per questo, ANBI ha presentato un Piano fatto di 858 interventi definitivi ed esecutivi per un investimento di circa 4 miliardi e 339 milioni, capaci di garantire oltre 21.000 posti di lavoro; l’avanzato iter procedurale garantisce il rispetto dei cronoprogrammi comunitari e pertanto ne chiediamo l’inserimento nel Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza. Ancora una volta i Consorzi di bonifica ed Irrigazione dimostreranno di essere enti capaci di spendere le risorse assegnate, contribuendo fattivamente al rilancio dell’Italia. Al contempo – conclude Vincenzi -serve una nuova politica europea sulle risorse idriche, giacché sono cambiate le condizioni climatiche dalla Direttiva Acque del 2000 ed oggi l’aridità dei terreni tocca anche i Paesi nordici; serve perciò una visione, che contemperi le funzioni produttiva ed ambientale dell’irrigazione. L’Italia è un Paese idricamente virtuoso ed ha le carte in regola per vincere la sfida della sostenibilità.” Alla Giornata dell’Irrigazione hanno partecipato, fra gli altri, l’Assessore all’Agricoltura di Regione Veneto, Federico Caner ed il Presidente di ANBI Veneto, Francesco Cazzaro.

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Internazionalizzazione del made in Italy in America Centrale

Posted by fidest press agency su martedì, 16 marzo 2021

Fino alle ore 17.00 del 22 marzo 2021 è aperto il bando gestito da Invitalia, lanciato dal Ministero degli Esteri e della Cooperazione internazionale , a supporto delle aziende che desiderano internazionalizzarsi e trovare nuovi mercati di sbocco.Il “voucher” è destinato alle piccole imprese del settore manifatturiero che hanno necessità di assistenza professionale per avviare o accrescere la loro proiezione sui mercati esteri. Le piccole e micro imprese, con meno di 50 dipendenti e almeno 2 anni di attività, possono ottenere dai 20.000€ ai 30.000€, se rispondono ad alcuni requisiti relativi al codice di attività. La Camera di commercio italiana in Guatemala (CAMCIG) allineandosi con gli obiettivi dell’intervento del Governo Italiano, ha elaborato un progetto per accompagnare le imprese italiane a posizionarsi e per vendere i propri prodotti attraverso le principali piattaforme on-line presenti nell’America centrale.CAMCIG (Camara de Comercio e Industria Italo-Guatemalteca) in collaborazione con Confartigianato di Vicenza, sta presentando quest’opportunità ad una serie di aziende dislocate sull’intero territorio italiano, che intendono diversificare la propria strategia di internazionalizzazione. Lo scopo è arrivare al consumatore finale con un prezzo ridotto dall’ottimizzazione del processo di internazionalizzazione. Sarà il fattore di successo per un prodotto come quello italiano nel mondo conosciuto per la propria qualità, design e la rinomata esclusività.La creazione di una piattaforma che permette alle aziende di usufruire di un pacchetto col quale predisporre le varie soluzioni legali, fiscali, di comunicazione e di logistica, consente all’imprenditore di poter gestire il proprio business dall’ ufficio in Italia e di beneficiare di un rapporto diretto col consumatore finale: ciò significa mantenere il completo controllo sul cliente, potendolo fidelizzare.Il progetto permette di sfruttare il pilastro commerciale dell’accordo di associazione fra Unione Europea e America Centrale, in vigore dal 2014, consentendo l’abbattimento dei dazi doganali e facilitando le esportazioni italiane verso questo mercato.Questo accordo commerciale, nel triangolo del Nord dell’America Centrale (Guatemala, El Salvador e Honduras) da due anni consente la libera circolazione delle merci, nonché l’immediatezza di distribuzione verso un mercato di quasi 30 milioni di abitanti.Pertanto il “voucher” sarà un ulteriore incentivo per l’incremento delle relazioni commerciali tra queste due aree geografiche del mondo.Tutti gli imprenditori interessati, possono contattare gli uffici della Camera di commercio italiana in Guatemala, per avere assistenza e valutare quest’opportunità. Dr. Donato Galante

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Seminario interdisciplinare L’Italia e l’Artide

Posted by fidest press agency su martedì, 9 marzo 2021

Parma Martedì 9 marzo, alle 17, si terrà su piattaforma Teams il seminario interdisciplinare L’Italia e l’Artide: le sfide politiche di una regione del pianeta sempre più vicina, organizzato dal Dipartimento di Giurisprudenza, Studî Politici e Internazionali dell’Università di Parma.All’incontro parteciperà l’Amb. Carmine Robustelli, Ministro plenipotenziario e Inviato speciale per l’Artico del Ministero degli Affari Esteri, nonché capo della delegazione italiana del Consiglio Artico, preceduto dagli interventi di Alessandro Duce, docente di Storia delle Relazioni Internazionali, e Laura Pineschi, docente di Diritto internazionale.Il webinar, aperto alla partecipazione di tutti gli interessati, è accessibile su piattaforma Teams (https://teams.microsoft.com/l/team/19%3ab55d68130a0144b3aa079ee9f8e75aeb%40thread.tacv2/conversations?groupId=a69ed3a4-11b4-4aca-b3e7-17321ef6508b&tenantId=bb064bc5-b7a8-41ec-babe-d7beb3faeb1c).

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Covid-19: entro questa settimana si supereranno i 100mila morti

Posted by fidest press agency su lunedì, 8 marzo 2021

«Nel giro di pochi giorni supereremo la soglia dei centomila morti per Coronavirus in Italia dall’inizio della pandemia. Perlopiù si tratta degli anziani di questo Paese, delle persone più fragili, di genitori e nonni, e siamo basiti e preoccupati dall’indifferenza generale di fronte a questa carneficina silenziosa che si consuma ogni giorno – a dichiararlo è Roberto Messina, Presidente Nazionale di Senior Italia FederAnziani – Per questo alle 12:00 di lunedì 8 marzo, data in cui quella fatidica soglia sarà purtroppo superata secondo le proiezioni, saremo a Roma a Piazza Colonna davanti a Palazzo Chigi, con un presidio simbolico, nel rispetto delle norme anti-Covid, al fine di ricordare le vittime e testimoniare la vicinanza alle loro famiglie. Auspichiamo che il Presidente del Consiglio Draghi, i Presidenti di Camera e Senato, i Ministri e le altre cariche istituzionali si uniscano a noi per un minuto di raccoglimento in onore dei nostri centomila morti. A quel che vediamo la situazione purtroppo non è destinata a migliorare, considerata la rapidità della diffusione delle varianti e la lentezza con cui procedono le vaccinazioni nei confronti degli anziani. A oggi le persone vaccinate sono appena il 2,44% del totale. A questo ritmo ci vorranno più di un anno e dieci mesi per coprire il 70% della popolazione, ovvero dovremmo arrivare al gennaio del 2023. Ma come sarà cambiato fino ad allora il volto di questo Paese? Quante altre decine di migliaia di vite avremo dovuto perdere? Che ne sarà della nostra economia? Dei posti di lavoro, degli esercizi commerciali, delle piccole imprese dei figli e dei nipoti? Nessuno sembra voler alzare la testa dalla quotidianità e proiettarsi in avanti per dare una risposta a questi quesiti. Sentiamo tutte le forze politiche dire che dobbiamo cambiare passo, ma qua l’unico passo che cambia è quello del numero dei morti che continua a crescere. I decessi di febbraio sono stati 9.183. Nei soli primi tre giorni di marzo si aggiungono altri 936 decessi, con un trend che torna a crescere. Sommati ai 14.357 di gennaio arriviamo a 24.476 dall’inizio del 2021, con una media di 394 morti al giorno, e arriviamo a ben 98.635 dall’inizio della pandemia. Si tratta prevalentemente di persone anziane. L’età media dei pazienti deceduti e positivi a SARS-CoV-2, infatti, secondo l’ultimo aggiornamento ISS è salita a 81. Bisognava anzitutto proteggere i 4 milioni e 400mila over 80, li avremmo dovuti vaccinare tutti entro marzo per abbattere significativamente la mortalità. Sapevamo che il traguardo sarebbe stato difficile da raggiungere, ma non possiamo continuare ad assistere al suo spostamento in avanti nel tempo. Ci sono Regioni nelle quali le prenotazioni per la vaccinazione degli over 80 sono partite solo adesso, il che vuol dire che persone anziane e fragili, con diverse patologie, per le quali la letalità del virus supera ampiamente il 20%, saranno costrette ad attendere ancora settimane, mesi, per ricevere entrambe le dosi di vaccino e poter tirare finalmente un respiro di sollievo. E infine pensiamo a tutte le persone malate e immunodepresse che non riescono ad avere il vaccino, a volte più fragili persino degli stessi over 80. Assistiamo senza batter ciglio al bollettino dei morti giornalieri nel tardo pomeriggio di ogni giorno. Ormai solo a pochi si stringe il cuore pensando alle sofferenze delle famiglie, alle perdite delle nostre biblioteche umane che se ne vanno. Pensiamo a cosa non farebbe un padre per salvare suo figlio. Ma un figlio cosa deve e può fare per salvare il suo caro? Ormai le famiglie italiane sono anestetizzate da tutto ciò e lo si vive come fosse parte della normalità. Per non cedere a questa logica di indifferenza, al superamento di questa tragica soglia che non è soltanto un numero, abbiamo scelto di fermarci in un momento di saluto e riflessione, che vuol essere al tempo stesso uno sprone a non arrendersi e a prendere decisioni rapide, nel bene del Paese.»

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