Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 335

Posts Tagged ‘italiana’

Sostegno all’editoria italiana

Posted by fidest press agency su venerdì, 27 novembre 2020

“Con il decreto firmato oggi dal ministro per i beni e le attività culturali e per il turismo Dario Franceschini il governo aggiunge un importante e indispensabile tassello nel disegno complessivo di sostegno all’editoria italiana, individuando, come avevamo segnalato, nella produzione di libri d’arte e per il turismo due settori particolarmente in sofferenza” dichiara il presidente dell’Associazione Italiana Editori (AIE) Ricardo Franco Levi dopo l’approvazione di un intervento da 22 milioni a sostegno dell’editoria specializzata in arte e turismo e per i fornitori di servizi guida, audioguida o didattica nei musei. “Il governo sta agendo a tutto campo per il sostegno all’editoria libraria nel nostro Paese – conclude Levi – e come Associazione siamo fieri di aver contribuito a definire gli interventi più efficaci: dal sostegno alla domanda delle biblioteche e dei giovani, per arrivare fino agli aiuti diretti per i soggetti più in difficoltà della filiera, come piccoli editori e, adesso, editoria specializzata in arte e turismo”.

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L’industria manifatturiera italiana perde colpi

Posted by fidest press agency su sabato, 21 novembre 2020

L’industria manifatturiera, una delle colonne portanti dell’economia del nostro Paese, nel III trimestre 2020 ha registrato 475.405 imprese attive, in calo del -0,8% rispetto al 2019 e del -13% in confronto al 2010 (al Nord Italia è del -14,8%). Una fotografia, quella realizzata da Studio Temporary Manager, società specializzata nei servizi di temporary management al fianco delle aziende in difficoltà, che mostra come gli imprenditori italiani nell’ultimo decennio si siano trovati impreparati a dover gestire le proprie aziende. Realtà per lo più familiari, spesso con figure manageriali inadeguate, soprattutto a livello direttivo, aziende quindi poco competitive, con una visione all’internazionalizzazione talvolta non ben pianificata e con una scarsa propensione agli investimenti in innovazione tecnologica. A questi aspetti si aggiunge anche il mancato ricambio generazionale (a cui andrà incontro il 50% delle aziende italiane entro il 2025), dove gli imprenditori, nonostante l’età, sono sempre più restii a pianificare il passaggio del testimone. Una situazione di crisi su cui la pandemia da Covid-19 potrebbe ulteriormente impattare.Ritornando ai dati elaborati da Studio Temporary Manager, tra i settori legati all’attività manifatturiera, dal 2010 a oggi, gli unici con il segno positivo sono quelli legati alla “Riparazione, manutenzione ed installazione di macchine ed apparecchiature” (+53% di imprese attive), all’industria delle “Bevande” (+13,4%). Crolla, invece, l’industria del Tabacco (-52,2%), seguita dalla Fabbricazione di prodotti in legno, sughero, paglia, e materiali da intreccio (-28,8%). A livello regionale, a soffrire maggiormente negli ultimi dieci anni sono state la Puglia (-16,6%), il Piemonte (-16,5%), la Lombardia (-15,4%), la Valle d’Aosta (-15%), il Friuli-Venezia Giulia (-14,8%), la Sardegna (-14,7%) e il Veneto (-14,5%). Spostandosi più nel profondo del tessuto territoriale, i cali maggiori nel decennio 2010/2020 riguardano le province di Trieste (-23%), Biella (-21,6%), Varese (-20,7%), Verbano-Cusio-Ossola (-20,1%), Bari (-20%) e Belluno (-19,8%), mentre l’unica provincia che fa eccezione avendo il segno più in Italia è Ragusa (+3,5%).

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Editoria italiana all’estero

Posted by fidest press agency su martedì, 17 novembre 2020

Duecentotrentotto libri italiani saranno tradotti all’estero in oltre 40 lingue grazie al contributo straordinario di 400mila euro erogato dal Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale (MAECI) con i fondi del decreto “Cura Italia” a case editrici straniere. L’Associazione Italiana Editori (AIE), attraverso la sua società di servizi Ediser, è stata parte attiva nella promozione dell’iniziativa e nella raccolta delle domande presentate dagli editori e dagli agenti letterari italiani propedeutica all’assegnazione dei fondi alle case editrici straniere che acquistano e fanno tradurre titoli italiani. “Con questo provvedimento il governo dà concreto sostegno all’editoria italiana e al suo sforzo di internazionalizzazione nel momento in cui ce n’è più bisogno, date le difficoltà delle Fiere internazionali del libro, cancellate o svolte solo online a causa della pandemia – spiega il presidente di AIE Ricardo Franco Levi -. Prosegue inoltre con ottimi risultati la sinergia tra noi e le istituzioni preposte alla diffusione del libro italiano all’estero: il Ministero degli Esteri, ICE, il Ministero per i beni e le attività culturali e per il turismo, il Cepell”. “Nel 2015 gli editori hanno venduto 5.914 titoli all’estero, saliti nel 2019 a 8.569 con una crescita del 44,9% – ricorda Levi -. In questa evoluzione AIE è a fianco degli editori: siamo già al lavoro con il MAECI e ICE per il programma di internazionalizzazione 2021 e, sul più lungo periodo, per definire l’organizzazione della presenza dell’Italia come ospite d’onore al Salone di Parigi del 2022 e a quello di Francoforte del 2024. L’alto numero di domande ricevute e ritenute ammissibili – ci sono state richieste per 291 titoli da tradurre da parte di 82 editori – testimonia la necessità di sostenere queste attività anche negli anni a venire”.

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Un giorno di festa per tutta l’editoria libraria italiana

Posted by fidest press agency su sabato, 14 novembre 2020

Dopo i 150 anni della nostra Associazione Italiana Editori, oggi celebriamo tutti insieme i 150 anni della casa editrice Hoepli, i primi 150 anni”. È questo il saluto del presidente dell’AIE Ricardo Franco Levi per la Hoepli, casa editrice e libreria internazionale nel cuore di Milano che festeggia oggi il suo primo secolo e mezzo a Bookcity 2020 con l’emissione anche di un francobollo. “Hoepli ha segnato la nostra storia di associazione e, con i suoi manuali, la storia del libro in Italia – ha sottolineato il presidente -. Siamo onorati di aver trascorso insieme, tra guerre e rivoluzioni digitali, questo tempo, camminando insieme, aprendo insieme l’editoria italiana a quella europea e internazionale, affrontando ogni giorno sfide comuni. Come dicevamo lo scorso anno “L’Italia è cresciuta insieme ai libri. E i libri hanno contribuito a far crescere l’Italia”. Questo merito in questi lunghi 150 anni è anche di Hoepli”.

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Impatto e-commerce su economia italiana

Posted by fidest press agency su venerdì, 13 novembre 2020

La rete del valore dell’e-commerce è al terzo posto tra le 99 attività economiche italiane per incidenza sul fatturato del settore privato in Italia nel 2019, con un peso del 19,2% sulla crescita di fatturato del totale delle attività economiche italiane. Nello stesso anno, inoltre, la rete ha inciso profondamente sulla crescita dell’occupazione delle imprese italiane, con un contributo del 6,7% sul totale, collocandosi, anche in questo caso, al terzo posto tra i settori economici per variazione dell’incidenza sull’occupazione italiana. Il settore legato agli acquisti online in Italia nel 2020 genera un incremento di ricavi per 3,5 miliardi di Euro (+6,3% sul 2019, un trend decisamente più contenuto rispetto al tasso medio del +18% degli ultimi 5 anni). Quasi il 70% degli operatori del segmento, ossia i Merchant (gli operatori che offrono prodotti e servizi) e i Brand owner (distributori di prodotti di marca che hanno attivato strategie e canali di vendita diretta online) e il 60% delle aziende che forniscono servizi alla filiera (business partner) prevedono inoltre di rafforzare la propria forza lavoro per il canale e-commerce nel 2020, andando a incrementare un’occupazione di settore che già lo scorso anno, prima della pandemia, contava oltre 290mila lavoratori nel nostro Paese.Sono tante le opportunità che l’e-commerce e il digital retail possono generare ogni giorno per il nostro Paese, messe in luce dalle evidenze del report presentato da Netcomm, realizzato in collaborazione con The European House – Ambrosetti, intitolato “Il ruolo e il contributo dell’e-commerce e del digital retail alla crescita e alla trasformazione digitale”.In un mondo in continua trasformazione, l’emergenza sanitaria ha stimolato l’accelerazione dell’evoluzione del retail italiano per quanto riguarda processi, modalità di vendita e comunicazione. Nel 2020, a fronte di una riduzione del turismo, si è verificata una perdita nel commercio da shopping tourism pari a 5,7 miliardi di Euro (il 75% del totale), a causa della forte diminuzione dei turisti stranieri (-58%). Per far fronte al calo dei consumi in corso è necessario sfruttare il canale digitale per promuovere i prodotti Made in Italy nel mondo, riducendo il gap determinato dalla crisi da COVID-19 e creando al contempo una base di interesse per i turisti stranieri che vorranno venire in Italia alla fine della pandemia. Una possibile soluzione è favorire una crescente integrazione dei siti web di promozione turistica dei territori (Comuni, Province, Regioni) e delle produzioni locali tipiche con piattaforme digitali che permettano al visitatore di effettuare l’esperienza di acquisto online.

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Doveroso celebrare uomini e donne della sanità italiana

Posted by fidest press agency su sabato, 7 novembre 2020

“L’approvazione definitiva dell’istituzione della Giornata nazionale del personale sanitario, sociosanitario, socioassistenziale e del volontariato è un atto doveroso verso le migliaia di operatori che hanno consentito al Paese di superare la prima terribile ondata della pandemia. Ancora di più oggi che siamo tutti chiamati a fronteggiare una nuova fase emergenziale” dice Andrea Mandelli, presidente della Federazione degli Ordini dei Farmacisti Italiani. “Se il 20 febbraio, ogni anno, ricorderemo le donne e gli uomini che si sono sacrificati per la collettività, anche a prezzo della loro vita, dovremo necessariamente considerare quanto stiamo facendo per rendere più forte il nostro Servizio Sanitario e per tutelare chi lavora per la salute della collettività. Come ho già detto in altre occasioni, sono convinto che medici, farmacisti, infermieri e tutti gli operatori e i volontari vadano celebrati anche con uno sforzo complessivo per proteggere, migliorare e rendere sempre più efficace ed efficiente la sanità italiana”.

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Arsenio Frugoni e quella storia inedita della pittura italiana

Posted by fidest press agency su sabato, 31 ottobre 2020

Arsenio Frugoni, Storia della pittura d’Italia, Introduzione di Chiara Frugoni, a cura di Saverio Lomartire, pagg. 636, euro 48, Morcelliana. Le conferenze del grande storico ritrovate dalla figlia Chiara diventano un monumentale volume illustrato da lei introdotto e curato da Saverio Lomartire. L’opera si rivela un lungo viaggio nella bellezza, dall’arte paleocristiana alle correnti pittoriche del secondo dopoguerra. E la prosa originalissima dell’autore ne fa – scrive Chiara Frugoni – “il romanzo della storia dell’arte”. L’unica copia rimasta della sola parte cartacea era in casa, un cimelio custodito e insieme dimenticato. Scritte di getto, le quindici conferenze dedicate alla pittura italiana offrono citazioni selezionate e illuminanti; i giudizi non sono né scontati né banali, ma scaturiscono da personali meditazioni e apprezzamenti. Mio padre scrive con una prosa semplice e affascinante; gli aggettivi sorprendenti si rivelano sempre necessari. Con una frase spiega la sostanza di un’intera epoca, comunica di un’immagine l’essenziale, fa vibrare un’emozione. Descrive le immagini dal punto di vista stilistico ma è molto attento anche alla personalità del pittore, alla sua vita, al suo carattere: quanto ad esempio poté incidere nell’espressione artistica la povertà, la sfortuna, un pessimismo o un ottimismo di fondo, l’indole più o meno morale del pittore. Questo libro non è un manuale di storia dell’arte e nemmeno una storia dell’arte raccontata come ha fatto Ernst Gombrich. È come se le immagini fossero parole. Lo definirei: il romanzo della storia dell’arte”. Così, Chiara Frugoni, a proposito del volume nato dagli scritti paterni ritrovati ora in libreria con i tipi dell’editrice Morcelliana. Dopo sguardi attenti sui primi secoli dell’era cristiana sino al periodo romanico, poi sul ‘400 nelle sue espressioni dalle Marche e dall’Umbria sino alla scuola emiliana, padovana, lombarda, veneziana, ecco dunque Leonardo e i leonardeschi settentrionali, Raffaello e la scuola raffaellesca, Michelangelo, i michelangioleschi e il Correggio, poi la grande Scuola veneziana del ‘500, i maggiori autori del ‘600 e del ‘700, del periodo del Neoclassicismo, poi dell’ ‘800 del ‘900. L’opera – unica nel suo genere, per l’originalissima esposizione accessibile ad un vasto pubblico, per la competenza, ma anche per le intuizioni lungimiranti dell’autore – è corredata da quasi un migliaio di immagini a colori.” Onestà intellettuale e indipendenza di giudizio di un autore – merce oggi difficile da trovare- non oscurate nemmeno dalla gratitudine.

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“La Settimana della Lingua Italiana nel mondo”

Posted by fidest press agency su domenica, 18 ottobre 2020

Ormai alla sua XX edizione, è giunta nel tempo ad essere una delle più importanti iniziative di celebrazione della lingua italiana. Gli eventi e le attività previsti verteranno su forme espressive per valorizzare la lingua italiana attraverso l’immagine e l’illustrazione, con particolare attenzione alla filiera dell’editoria che unisce diversi linguaggi culturali e sociali. Sotto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica, quest’anno si svolge dal 19 al 25 ottobre 2020. E’ organizzata dal Ministero degli Esteri e la Cooperazione Internazionale, dalla rete diplomatico-consolare e dagli Istituti Italiani di Cultura in collaborazione con il Ministero dei Beni Culturali e il Turismo, il Ministero della Pubblica Istruzione e Università e dai principali partner della promozione linguistica nel mondo (Accademia della Crusca, Società Dante Alighieri, RAI) e dall’Ambasciata della Confederazione Elvetica.L’Accademia Italiana Pellegrini di Campinas (San Paolo, Brasile) diretta da Ilaria Bisanti e I Quaderni del Bardo Edizioni di Stefano Donno (Lecce, Puglia) in occasione di questa importante manifestazione di rilievo internazionale, hanno ragionato in maniera glocal ovvero globale e locale pensando ad un percorso fatto di suoni ed immagini, informazioni, visioni e brevi interviste che legano in un sottile fil rouge due mondi come il Brasile (Ilaria Bisanti è leccese d.o.c. ma vive in Brasile da più di 10 anni e dirige l’Accademia Italiana Pellegrini) il Salento (Puglia, Italy) che hanno fatto della cultura e del colore delle loro tradizioni e soprattutto dell’accoglienza, la base della loro vocazione all’altro, e al dialogo e ascolto di alterità altre. Un modo di essere e di vivere quello brasiliano e quello salentino, che ha non solo saputo recepire tutte quelle sfumature esperienziali, sociali, antropologiche provenienti da diverse tradizioni etniche, ma è stato in grado di assorbirle, metabolizzarle e ricostruirle anche in nuovi linguaggi, perfettamente in sincronia con lo sviluppo di arti, mestieri narrazioni della contemporaneità. Il viaggio proposto dall’Accademia Pellegrini sarà un percorso che abbraccerà editoria, turismo culturale, arte contemporanea, e consigli su come orientarsi, cosa vedere, cosa sentire nei luoghi di cui si parla. Le voci sono state affidate a diversi artisti e operatori culturali di Lecce e del Salento, scrittori che parleranno delle loro esperienze legate al territorio e dei loro percorsi, saranno consigliati siti web, video, che racconteranno della pizzica e molto altro ancora. L’evento è gratuito e on line e si potrà seguire sul canale Youtube dell’Accademia Pellegrini e sul suo blog.

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Come si diventa docenti di sostegno nella scuola italiana?

Posted by fidest press agency su domenica, 11 ottobre 2020

Una lettrice mi scrive: “io ho superato le prove preselettive ma non ho saputo il voto. Ho fatto lo scritto e aspetto i risultati. L’anno scorso non sono stata ammessa agli scritti con punteggio 26,5 e 25 vedi te!!! Quindi come al solito giungiamo sempre alla stessa conclusione”. Questa giovane donna è partita giorni fa da Erice un comune in provincia di Trapani per andare ad Aosta e da lì le hanno detto che doveva raggiungere Treviso dove in un paese della provincia avrebbe potuto aspirare ad un posto. Non sono ben addentro alle segrete cose che maturano nelle stanze del “Palazzo” ma mi chiedo quanti giovani e probabilmente anche meno giovani si stanno sobbarcando anche economicamente, in questi giorni, viaggi per l’Italia come se non esistesse quella emergenza sanitaria che si chiama Covid-19. E’ naturale chiedersi cosa e chi permette che ciò accada senza cercare di porvi mano con fermezza. Ho sempre saputo che da anni la scuola italiana naviga a vista e non sto qui ad affondare il bisturi sulle “malefatte di Gogol” ma credo che questa calamità epidemica oggi ci faccia vedere con crudezza quanto male abbiamo fatto alla società e al sistema paese trascurando settori come quello dell’istruzione e della salute di così vitale importanza e che oggi, nonostante le toppe che vi mettiamo, qua e là, rivelano una crisi profonda di cui dovrebbero farsene carico tutte le forze politiche raggiungendo la consapevolezza che non esistono priorità in assoluto ma una ragione come l’ha spiegata magistralmente Menenio Agrippa, nel suo apologo, dove tutti sono importanti nel ruolo che svolgono e tutti sono necessari per offrire alla comunità la propria ragione d’essere e di vivere. E sino ad oggi, purtroppo, in Italia e anche nel mondo stiamo facendo esattamente il contrario. Quousque tandem, Catilina, abutere patientia nostra? (Riccardo Alfonso)

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L’editoria italiana in ripresa dopo il lockdown

Posted by fidest press agency su venerdì, 9 ottobre 2020

L’Associazione Italiana Editori (AIE) ha scelto la Fiera internazionale del libro di Francoforte, quest’anno in versione digitale, per raccontare lo stato di salute dell’editoria italiana. Come sta andando il mercato del libro dopo la pandemia e le settimane di chiusura delle librerie durante il lock-down? In quale misura la ripresa delle vendite consente di recuperare il terreno perduto nella prima parte dell’anno? Come sono cambiati gli equilibri tra i diversi canali di vendita? Queste sono alcune delle domande a cui verrà data risposta il 14 ottobre alle 11.00 con la presentazione da parte di AIE, con la collaborazione di Nielsen, dei dati di mercato aggiornati a fine settembre, che quest’anno accompagna in via eccezionale la tradizionale presentazione del Rapporto annuale sullo stato dell’editoria in Italia. Nel pomeriggio è prevista alle ore 15.00 la presentazione dei dati in lingua inglese. Entrambi gli appuntamenti, inseriti nel programma professionale della Buchmesse, saranno trasmessi online sul sito di AIE (https://www.aie.it/buchmesse2020.aspx) e organizzati all’interno della rete europea delle fiere del libro di ALDUS UP, coordinata da AIE e co-finanziata dalla Commissione Europea nell’ambito del programma Europa Creativa.

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La crisi della governance politica italiana

Posted by fidest press agency su lunedì, 31 agosto 2020

In questi giorni assistiamo al solito balletto, con maggioranze e minoranze che escono dal voto popolare e giocano la loro parte tra chi forma un governo e chi resta all’opposizione, al ritmo di una musica fatta di compromessi e rinvii su programmi intesi a conferire un assetto più conforme al passo con i tempi. In questo modo la politica spesso non decide e finisce con rendere il solco più profondo con la società civile, l’evoluzione tecnologica e la difesa dei ceti più deboli. Il male oscuro, che determina questa impasse, è espresso dalla mancanza di un confronto sui programmi piuttosto che sulle sole persone e sulla omogeneità d’intenti scaturiti dalla maggioranza parlamentare e vi concorre per la formazione di un governo. Se a questo punto ci caliamo nella fattispecie odierna è condivisibile l’idea di quanti ritengono l’attuale sistema politico italiano ingessato poiché ogni possibile riforma, per quanto possa essere discutibile, si blocca nel corso d’opera dai veti incrociati legati più ad interessi partigiani che ad obiettive valutazioni di merito. D’altra parte, da 25 anni a questa parte i partiti in Italia hanno espresso una loro immagine opacizzata tanto da provocare reazioni, a volte scomposte nel corpo elettorale e in qualche modo hanno favorito la nascita di partiti ad personam. Possibile che non ci rendiamo conto sulla necessità, se non l’urgenza, e il discorso vale anche per i rappresentanti della Comunità europea, che si addivenga non attraverso i soliti lunghi dibattiti e i noiosi approfondimenti, per favorire i rinvii e non le possibili soluzioni, ma con il prendere decisioni rapide? È il caso, ad esempio della guerra civile in Libia. Avremmo potuto evitarla o per lo meno ridurne gli effetti distruttivi se si fosse intervenuti per tempo, unitamente all’U.E., ed invece abbiamo lasciato incancrenirla ed ora che vorremmo correre ai ripari non sappiamo da che parte incominciare e finendo solo con il renderci ridicoli con la nostra manifesta impotenza. (Riccardo Alfonso)

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La temperatura media nelle province italiane, rispetto a cinquant’anni fa è cresciuta di 2,2 gradi centigradi

Posted by fidest press agency su giovedì, 27 agosto 2020

Ha toccato picchi di oltre 4 gradi in alcune aree del Paese. Lo rivela la *ricerca realizzata da OBC Transeuropa nell’ambito del progetto In Marcia con il Clima. Le nostre province stanno registrando pericolosi incrementi: ben 72 su 110 totali (il 65%) superano la media continentale (+1,990°C). Fra le realtà più colpite spicca Brindisi, la più riscaldata d’Italia, che secondo quanto riporta l’osservatorio ha subito un riscaldamento di +3.12° C gradi. Appena sotto le città metropolitane Roma (3,07°) e Milano (2,85°), al secondo e quarto posto, sul podio anche Sondrio (2,98°), al terzo posto. In ordine fino alla 20esima posizione troviamo Latina (2,79°), Vicenza (2,76°), Monza Brianza (2,73°), Bolzano-Bozen (2,71°), Lecce (2,69°), Taranto (2,68°), Campobasso (2,67°), Verbano-Cusio-Ossola (2,66°), Reggio Calabria (2,65°), Pordenone (2,63°), Varese (2,61°), Bergamo (2,58°), Verona (2,56°), Brescia (2,56°), Treviso (2,54°) e Frosinone (2,53°).La regione che ha registrato l’incremento maggiore è il Lazio (+2,66 °C), seguita da Trentino-Alto Adige (+2,57 °C) e Lombardia (+2,56 °C).Il campanello d’allarme suonato dall’Osservatorio non è passato inosservato all’ex europarlamentare Marco Cappato (Tesoriere dell’Associazione Luca Coscioni e fondatore di EUMANS!, il movimento di cittadini europei attivo sullo sviluppo sostenibile) attualmente attivo a livello internazionale con http://www.stopglobalwarming.eu, l’unica iniziativa formale già incardinata istituzionalmente sul tema ( VEDI APPROFONDIMENTO) in alternativa all’inerzia della UE, una ICE (Iniziativa dei Cittadini Europei) nata da un’idea avanzata da 27 Premi Nobel e 5.227 scienziati e che vanta la fiducia di personalità del mondo della cultura e dello spettacolo come il climatologo L.Mercalli, e artisti come G. Salvatores, O.Toscani, G.Muccino, Pif, Fedez, T.Gelisio, M.Maionchi, G.Covatta N. Zilli, N.Marcorè, G.Innocenzi, C.Capotondi, G.Muccino, Arisa, Pif e P.Pardo. Stopglobalwarming.eu, promossa insieme a esperti come Alberto Majocchi (Professore Emerito di Scienza delle Finanze all’Università di Pavia) e Monica Frassoni (ex co-Presidente del Partito Verde Europeo), al raggiungimento del milione di firme chiederà alla Commissione Europea di impegnarsi a elaborare la proposta legislativa di fermare il riscaldamento globale spostando le tasse dalle persone all’ambiente, e dunque tassando le emissioni di CO2 e riducendo le tasse sul lavoro. Secondo la proposta, chi emette anidride carbonica in Europa pagherebbe un prezzo a tonnellata (dai 50 euro iniziali a 100 dopo 5 anni) incentivando il risparmio energetico e le fonti rinnovabili. Il ricavato andrebbe a beneficio dei lavoratori, con una riduzione delle tasse in busta paga. In questo modo l’Unione Europea potrebbe ricavare un tesoretto di 180 miliardi di euro all’anno per ridurre la pressione fiscale sui lavoratori europei. Per raggiungere il milione di firme necessario, notizia dell’ultim’ora, è appena stato prorogato di 6 mesi il termine inizialmente fissato al 20 luglio 2020, e ora spostato al 20 gennaio 2021.

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Anief: la scuola italiana di Asmara va salvata

Posted by fidest press agency su domenica, 16 agosto 2020

Vi è stato l’incontro tra il Maeci e le organizzazioni sindacali. La scuola Italiana di Asmara rischia la chiusura: Anief è assolutamente contraria al decreto di sospensione delle attività della scuola preannunciato da Roberto Vellano, Direttore Centrale della Direzione Generale per la Promozione del Sistema Paese del Ministero degli Esteri e della Cooperazione, e chiede un intervento diretto del Ministro Di Maio per evitare un clamoroso fallimento della politica estera culturale italiana in questa strategica vicenda. Tutte le iniziative della diplomazia italiana non hanno avuto nessun riscontro da parte del governo eritreo, il quale, nei fatti, si muove in direzione della presa in carico della scuola. Preso atto di questa difficile fase, che di fatto rende impossibile il funzionamento della scuola, Vellano ha comunicato alle OO.SS che il MAECI ritiene opportuno procedere ad alcune misure prudenziali, in primis approvando un decreto interministeriale di sospensione delle attività della scuola.La sospensione delle attività della scuola, per Anief, porterà inevitabilmente alla chiusura della stessa, determinando una perdita enorme per lo Stato italiano in termini di credibilità della propria politica estera e di presenza nel Corno d’Africa. Non si possono cancellare 100 anni di storia con un decreto, senza che nessuno si assuma la responsabilità di quello che sta succedendo, parlando di malintesi e incomprensioni. Anief ribadisce la propria forte contrarietà alla sospensione delle attività della scuola di Asmara che deve rimanere aperta e fermamente nelle mani dello Stato italiano. Il giovane sindacato chiede l’intervento immediato del ministro degli Esteri, Luigi Di Maio, e del ministro dell’Istruzione, Lucia Azzolina, per riprendere l’iniziativa diplomatica e mantenere aperta la scuola.Quello che sta succedendo ad Asmara è inaccettabile. Il Governo eritreo ha in pratica espulso dall’Eritrea tutti i docenti, che non potranno più fare ritorno ad Asmara, trattenendo in sede, la sola Dirigente Scolastica poiché la sua presenza è ritenuta indispensabile per completare “il passaggio di consegne” della gestione della scuola e di tutto quello che si trova al suo interno, dallo Stato italiano allo Stato eritreo. Il Governo eritreo ha anche nominato suoi funzionari che si interfacciano con la DS per gestire questo passaggio. Insomma, se nulla cambia, si va inesorabilmente verso la chiusura della scuola. Anief lancia un ultimo appello anche al Presidente della Repubblica Italiana, al Presidente del Consiglio, affinché agiscano immediatamente per riallacciare contatti veri ed efficaci tra il Governo eritreo e quello italiano, tra due popoli legati da una storica e importante amicizia che oggi più che mai ha bisogno dell’esistenza della scuola statale italiana di Asmara.Il decreto di sospensione delle attività della scuola di Asmara non è la soluzione, anzi è la fine di quella scuola e va bloccato. Va rilanciata la trattativa diplomatica al massimo livello, individuando le vere ragioni dell’atteggiamento del Governo eritreo in questa vicenda per portare avanti una trattativa seria, veloce ed efficace.

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Una storia tutta italiana che si mescola con le altre del mondo

Posted by fidest press agency su giovedì, 13 agosto 2020

Davanti a un mondo così tenacemente diviso in due tronconi ideologici la strada più praticabile parve quella di un generale rimescolamento delle carte. E la distensione che seguì in Occidente fu che, per quanto riguarda l’Italia, si ritirarono le “credenziali” che le avevano permesso di vivere sopra le righe e con una forza lavoro eccedentaria che fu imbrigliata con la logica degli ammortizzatori sociali. Ma i nostri governanti non ebbero da subito la percezione del cambiamento e finirono nella rete di “mani pulite” con processi alla corruzione e al mal governo. Tutto il ceto medio, e una parte della classe operaia, si ritrovarono, nel giro di qualche anno, senza referenti politici come lo erano stati per anni la Democrazia Cristiana, il partito socialista di Craxi e i loro alleati: repubblicani, liberali, socialdemocratici. Restò in piedi, ironia della sorte, proprio quel partito comunista che altrove si era dissolto come neve al sole. Ma la remora anticomunista era dura a morire e ci pensarono bene le teste d’uovo della politica dei salotti romani e milanesi dando in pasto al popolo dei moderati un partito nuovo di zecca e a guidarlo chiamarono chi era considerato, per le sue qualità di comunicatore e di patron di televisioni private, il vero “asso della manica”. Lo fecero non per ridare all’Italia fiducia e nuovi stimoli ma per preparare il terreno a una mossa politica che gli strateghi del Cremlino avevano messo in conto già alla vigilia della caduta del muro.
Mentre l’Unione Sovietica stava vivendo il suo momento più critico passando dal leader sovietico Michail Gorbačëv, con la sua glasnost e la perestroika, in altre parole con le riforme che avrebbero dovuto segnare il cambiamento, a un fallito colpo di stato nel 1991 e alla sua dichiarata indipendenza come Federazione Nazionale Russa il 13 novembre dello stesso anno, insieme alle altre ex repubbliche sovietiche dopo che il Soviet Supremo aveva decretato lo scioglimento dell’Urss, l’Italia rimase sola con i suoi problemi e con i partiti in dissoluzione. Mancava una guida certa e i comunisti italiani si resero conto che la loro scalata al potere, da decenni sognati, li avrebbe costretti a convivere con un Paese ai limiti dell’ingovernabilità se non si fosse consentita la ricostruzione di una classe politica capace di assicurare al sistema l’alternativa al potere. Così fu aperto il cantiere della politica e misurato sul campo, con il voto elettorale, la possibile capacità di tenuta del sistema bipolare. Si arrivò in questo modo a una governabilità “assistita” nella quale il sogno Moro-Berlinguer di un compromesso storico riaffiorò e s’infranse, questa volta, per la litigiosità delle sinistre estreme ancora fortemente ideologizzate su una posizione che per altri era già antistorica e arcaica. Così finì con il prevalere una guida diversa e si ebbe l’era berlusconiana sia pure con qualche ritorno di fiamma (governi Prodi). Chi ricorda ancora queste cose? Forse solo gli addetti ai lavori. E’ davvero un peccato. (Riccardo Alfonso)

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Ridare slancio alla cultura italiana

Posted by fidest press agency su giovedì, 6 agosto 2020

“Apprezziamo l’attenzione e la sensibilità che il Ministro Franceschini ha dimostrato ancora una volta verso il settore della cultura che con grandi sforzi sta cercando di contenere e reagire al pesantissimo impatto che l’emergenza Coronavirus ha avuto sulle imprese e sui lavoratori”. E’ questo il commento di Innocenzo Cipolletta, presidente di Confindustria Cultura Italia a margine dell’incontro avuto con il Ministro Franceschini insieme ai Presidenti delle associazioni aderenti alla federazione.
“L’intervento del Governo e del Ministro – prosegue Cipolletta – si è dimostrato tempestivo e determinante nel cercare di contenere i primi effetti negativi della pandemia dovuti alla chiusura e alla sospensione delle attività culturali. A questi primi interventi sono poi seguite misure dedicate alla ripartenza e alla ripresa della produzione e distribuzione di prodotti culturali che l’intero comparto ha molto apprezzato. Quello che chiediamo al Ministro è però un ulteriore sforzo e una maggiore attenzione soprattutto verso l’industria musicale e le imprese che producono e gestiscono servizi per la valorizzazione del patrimonio culturale. Due settori che, insieme all’audiovisivo e ai libri, contribuiscono alla crescita culturale e sociale del Paese e che al momento sono orfani di misure concrete per arginare gli effetti negativi della pandemia”.“In quest’ottica – conclude Cipolletta – abbiamo proposto al Ministro di elaborare una legge quadro per ogni comparto dell’economia della cultura, così come già avvenuto per il cinema. E’ necessario uno sforzo sistemico e continuo, perché il lockdown e le misure susseguenti hanno messo a dura prova l’intero settore con il concreto rischio che lavoratori, professionisti e imprese della cultura possano scomparire”.

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Per la vendemmia occorre ricorrere a manodopera italiana

Posted by fidest press agency su mercoledì, 5 agosto 2020

Incentivare l’utilizzo di manodopera italiana in vista dell’imminente vendemmia per far fronte agli eventuali problemi di carenza di lavoratori, alla luce delle ultime notizie che giungono da oltre frontiera, in particolare da Romania e Bulgaria, riguardo a un aumento significativo di casi positivi al Covid-19. Così Cia-Agricoltori Italiani per la quale ora si dovrebbe parlare di Made in Italy non solo riguardo ai prodotti agricoli, ma anche alla manodopera impiegata nei campi.Oggi il sistema produttivo italiano è in evidente difficoltà (8 milioni di cassaintegrati e 1,5 milioni di disoccupati) e bisogna cercare delle soluzioni all’interno del nostro paese per cercare di rilanciare l’economia nazionale.Cia propone l’impiego nel settore agricolo di tutti quei lavoratori italiani che attualmente sono senza lavoro, per cercare di tutelarli da un punto di vista reddituale e sociale ma cosa più importante per preservare l’intero paese da una seconda ondata di contagio.

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Giorgia Meloni: La donna della destra italiana

Posted by fidest press agency su mercoledì, 5 agosto 2020

“Che qualche deputato del Movimento Cinque Stelle cerchi di insegnare il valore del lavoro a Giorgia Meloni è davvero grottesco. Non sorprende che chi è stato catapultato in Parlamento per aver vinto la gara dei like su una piattaforma informatica abbia difficoltà a comprendere quanto una leader politica che rappresenta milioni di italiani possa essere impegnata ogni giorno sui territori e nelle istituzioni per difendere gli interessi della Nazione e dei cittadini italiani. Certo sui temi del sociale, della difesa del lavoro e della tutela delle fasce deboli Fratelli d’Italia non può prendere lezioni dal Movimento Cinque Stelle. E’ fin troppo evidente che Fratelli d’Italia non contesta il sostegno ai cittadini in difficoltà, che è doveroso, ma la politica assistenzialista senza visione, lo spreco incontrollato di risorse che quasi mai finiscono nelle tasche dei più bisognosi e che potrebbero essere invece investite per creare sviluppo e lavoro vero. Probabilmente il reddito di cittadinanza non serve a dare opportunità a chi ha davvero bisogno, ma a garantire un sussidio sicuro a quei deputati grillini che, una volta terminata l’esperienza parlamentare, non hanno professionalità né competenze da spendere sul mercato del lavoro”. Così il vice capogruppo alla Camera di Fratelli d’Italia Wanda Ferro.

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I° trimestre: andamento dell’economia italiana

Posted by fidest press agency su sabato, 25 luglio 2020

Anche l’agricoltura, come gli altri settori produttivi dell’economia italiana, ha risentito dell’emergenza sanitaria legata alla pandemia in atto, registrando rispetto al trimestre precedente una diminuzione del valore aggiunto pari a -1,9%, flessione meno marcata dei tre principali settori, e dell’occupazione (-2,4% di ore di lavoro e -1,8 di unità di lavoratori impiegati). Grande incertezza, inoltre, sul fronte degli investimenti, dato complessivo relativo ai tre settori economici, con una perdita che supera l’8%. È quanto emerge dalla fotografia scattata nel I trimestre del 2020 da CREAgritrend, il bollettino trimestrale messo a punto dal CREA, con il suo Centro di Ricerca Politiche e Bioeconomia. Si è verificata una forte contrazione nei primi quattro mesi del 2020 dell’indice della pro­duzione industriale dell’industria alimentare (-4% a marzo e -2% ad aprile) e delle bevande (-7,1% a marzo e -23% ad aprile), con i comparti maggiormente colpiti dal lockdown di pesca (a marzo -9%) dei prodotti da forno (-6,1% a marzo), e della produzione di altri prodotti alimentari (-19,3% a marzo e -21,8 ad aprile) della produzione di bevande alcoliche (-39,4% a marzo e, addirittura, -73,7% ad aprile) e delle bibite analcoliche (ad aprile -23%) rispetto al 2019. Diversamente, l’indice del fatturato dell’industria alimentare continua a crescere (+quasi 5% rispetto al primo quadrimestre dell’anno precedente), trainato dal fatturato estero (+ 10%), nonostante la riduzione del -4,4% sul mercato interno. L’industria delle bevande registra sul mercato in­terno una forte riduzione (-14%) e sul mercato estero un incremento di +3,5%. Una spiegazione può essere rintracciata nell’aumento dei prezzi al consumo dei prodotti alimentari e delle bevande nell’ultimo quadrimestre rispetto ai mesi corrispondenti del 2019 (nei mesi di marzo e aprile l’indice per i prodotti alimentari è aumentato ri­spettivamente dell’1,5% e del 3,3%).Le esportazioni agroalimentari nel I trimestre 2020, pari a circa a 11,25 miliardi di euro, registrano, rispetto allo stesso periodo del 2019, un aumento del +8%, mentre le importazioni crescono del +4,2%. In forte aumento (oltre al 10%) i flussi verso Germania, Francia e Stati Uniti, I settori merceologici maggiormente dinamici per l’export sono stati “pa­sta, prodotti della panetteria e pasticceria” e “ortaggi e legumi”, con variazioni che superano il 10% e “caffè, tè, e spezie” con oltre il 30%; per le importazioni carni (+17,3%), frutta (+24,8%) e soprattutto bevan­de (+41,7%).Sulla base dei dati raccolti su twitter dal 30 gen­naio, data ufficiale di inizio della pandemia Covid-19 in Italia indicata dal Ministero della Salute, e il 15 giugno 2020, data corrispondente all’inizio della fase 3, emerge un clima di leggera sfiducia nei confronti del settore primario e delle sue politiche con prevalenza dei giudizi negativi e molto nega­tivi (50%), rispetto a quelli positivi e molto positivi (47%). (fonte: CREAgritrend)

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Rilancio dell’economia italiana e del brand “Made in Italy” nel mondo

Posted by fidest press agency su martedì, 14 luglio 2020

ll Sole 24 Ore e Financial Times, leaders di riferimento nel settore dell’informazione economico, finanziaria, normativa e tributaria, a livello nazionale ed internazionale, annunciano un accordo di partnership per la realizzazione di un percorso di eventi digitali destinati a rappresentare il punto di riferimento per il rilancio e la ripartenza nel mondo delle eccellenze del made in Italy.Unendo competenze ed autorevolezza e la rispettiva esperienza nel settore degli eventi, i due top player dell’informazione internazionale danno vita ad un evento unico nel panorama delle iniziative che promuovono il rilancio del Paese: “MADE IN ITALY: THE RESTART – Relaunching the Italian Economy in a post-COVID world”. Una tre giorni di eventi digitali moderati dai migliori giornalisti del Sole 24 Ore e del Financial Times e trasmessi via streaming da Milano e da Londra e con traduzione simultanea italiano-inglese.
L’evento, in programma il 15-16-17 settembre 2020, sarà aperto il primo giorno da un appuntamento istituzionale di altissimo profilo, che coinvolgerà le più alte figure istituzionali, top manager di aziende ed esponenti dei settori più rappresentativi del made in Italy per un’analisi dello stato dell’arte, dalle azioni poste in essere ed ancora da attivare e delle prospettive per la ripartenza.L’iniziativa proseguirà nei giorni successivi con due appuntamenti verticali che vedranno il coinvolgimento, tra gl’altri, di imprenditori italiani che incarnano un esempio di eccellenza del made in Italy riconosciuto a livello internazionale: il primo sarà dedicato alle “3 F” del Made in Italy – FASHION, FURNITURE e FOOD – il secondo, “ITALIAN EXCELLENCE & MANUFACTURING”, alle eccellenze in campo industriale e manufatturiero.
La Conferenza inaugurale sarà scandita in due sessioni. La prima sarà dedicata al New Deal del “Made in Italy” tra economia, export e innovazione tecnologica per lo sviluppo del Paese e vedrà l’intervento di esponenti del Governo. La seconda vedrà istituzioni ed esperti a confronto sulle strategie e azioni per il rilancio dell’Italia: dalla comunicazione per la campagna rebranding Italy ai sistemi di promozione integrata su fondi Maeci, dall’offerta di informazione-formazione per le PMI al nuovo portale Ice-Sace-Simest, dallo sviluppo dei marketplace per e-commerce alle fiere virtuali e B2B fino agli strumenti di finanza agevolata.L’evento digitale della seconda giornata – Le “3 F” del Made in Italy: Fashion, Furniture & Food – inizierà puntando i riflettori sul Made in Italy nel Fashion & Luxury con particolare attenzione al ruolo dell’artigianalità contemporanea: tradizioni artigianali e alto di gamma, ma anche l’unicità della filiera italiana, dai tessuti ai grandi marchi. Non mancherà un focus su globalizzazione e pandemia per analizzare la resilienza del sistema moda italiano.A seguire verrà analizzata la ripartenza del settore del Design Made in Italy che ha nella forza della creatività la sua leva principale. I distretti da valorizzare, la rivoluzione dei canali di vendita, il passaggio generazionale come leva strategica per il rilancio, le nuove strategie di internazionalizzazione per le imprese italiane tra ruolo delle istituzioni e aiuti alle imprese sono alcuni dei temi che verranno affrontati dal ricco panel.
La giornata si concluderà con il focus su Food & Wine tra sviluppo, sostenibilità e innovazione. I maggiori rappresentanti del settore si confronteranno sulla ripartenza del canale ho.re.ca., sulla wine economy tra incognite e nuove opportunità di mercato, sul ruolo delle produzioni DOC e DOP e sull’impatto del lockdown sull’export.
La terza giornata, “ITALIAN EXCELLENCE & MANUFACTURING”, sarà dedicata alle eccellenze tecnologiche italiane nei settori energia, farmaceutico e aerospazio e approfondirà il ruolo della seconda industria manifatturiera d’Europa.

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Serve un patto post Covid-19 per sostenere la filiera agroalimentare italiana

Posted by fidest press agency su sabato, 27 giugno 2020

Il 2019 è stato un buon anno per la mangimistica italiana sia a livello di produzione che economico. Ora però, per superare la crisi innescata dal Covid-19, serve una filiera zootecnica più integrata che sappia valorizzare al meglio la produzione agroalimentare nazionale. Per Marcello Veronesi, presidente di ASSALZOO, l’Associazione nazionale tra i Produttori di alimenti zootecnici, la grave crisi dei consumi ed economica scaturita dal coronavirus rende necessario un patto fra tutti i componenti della filiera per una nuova fase del settore agro-zootecnico-alimentare nello scenario post-Covid-19. “Accanto all’impegno dell’industria mangimistica è necessario realizzare un vero e proprio coordinamento di tutta la filiera al fine di trasformare la crisi che stiamo vivendo in un’occasione di rilancio dell’agricoltura, della zootecnia e delle produzioni alimentari italiane”, sottolinea Veronesi intervenuto all’assemblea annuale dell’Associazione. Quello che si è svolto a Roma è stato un evento speciale per ASSALZOO che proprio nel 2020 festeggia il 75° anniversario della sua fondazione. La ricorrenza cade in un momento eccezionale su cui pesa uno stato di forte incertezza. Pur non essendo tra i più colpiti, il settore agroalimentare nel suo complesso ha comunque mostrato alcune gravi fragilità, prima fra tutte quella della food security e dell’approvvigionamento delle materie prime. Un aspetto che non si può continuare a sottovalutare e che deve essere affrontato e risolto, con l’impegno di tutte le componenti della filiera e con le Istituzioni. ASSALZOO ne è convinta, tanto che si è fatta promotrice dell’Accordo Quadro per il mais da granella di filiera italiana certificata, sottoscritto da altre nove Associazioni al fine di incentivare la produzione di mais in Italia. “Un esempio – è l’auspicio di Veronesi – che speriamo possa essere seguito anche in altri settori a supporto dei nostri agricoltori, dei nostri allevatori e di tutta la filiera agroalimentare italiana. Per una ripresa dobbiamo essere tutti noi per primi a promuovere, valorizzare e sostenere la produzione agricola nazionale”.
La firma dell’Accordo Quadro dimostra l’efficacia del dialogo tra i rappresentanti della filiera, la cui integrazione rappresenta la sfida principale per l’intero settore, sempre con l’obiettivo di aumentare la produzione nazionale e limitare la dipendenza dai mercati esteri. In questo senso ASSALZOO ha partecipato ad altri tavoli di confronto con i settori suinicolo, lattiero-caseario e cunicolo, ma questo dialogo deve consolidarsi per raggiungere una vera e propria intesa di filiera per favorire le produzioni del nostro Paese: “Dobbiamo farci promotori con tutte le sue componenti, dal produttore primario alle industrie di trasformazione fino alla distribuzione organizzata, di innovare, rendere competitivo e valorizzare il made in Italy alimentare, perché tutti insieme si punti all’impiego e al consumo e alla promozione all’estero di materie prime e di prodotti italiani. Un impegno che, tra l’altro, ci consentirebbe anche di arrivare già preparati a quanto indicato nel Farm to Fork dalla stessa UE, orientata alla promozione di sistemi a ‘filiera corta’ per incentivare e valorizzazione il territorio e il saper fare italiano”, evidenzia con decisione Veronesi.
La terza sfida per l’agroalimentare di domani travalica idealmente i confini nazionali. È la sfida della sostenibilità che l’Unione europea vuole vincere con l’adozione della nuova strategia Farm to Fork all’interno del Green Deal. Per la mangimistica è un’occasione per affermare con ancora più forza e per valorizzare il suo contributo alla tutela dell’ambiente in quanto modello efficiente di economia circolare. “Con FEFAC sono già stati affrontati tanti aspetti e forniti strumenti per supportare le aziende e promuovere, anche a livello istituzionale, l’importante ruolo del settore mangimistico nella riduzione dell’impatto ambientale dell’allevamento. A livello nazionale ASSALZOO sta mettendo a punto una strategia che riguarda la specifica realtà del nostro Paese, per evidenziare che la mangimistica è e sarà all’altezza di questa sfida”, conclude Veronesi.www.assalzoo.it

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