Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 29 n° 299

Posts Tagged ‘italiana’

BAUBEACH® la spiaggia italiana che fa tendenza

Posted by fidest press agency su lunedì, 14 agosto 2017

maccareseMaccarese (RM) 15 agosto 2017 Via Praia a Mare SNC. Baubeach® è la prima spiaggia italiana che fa tendenza attraverso un life-style totalmente etico, vegan friendly, ambientalista e con una particolare attenzione al benessere olistico di cani ed esseri umani, propone per il 15 agosto un viaggio emozionale che parte dalla osservazione delle meraviglie sbocciate nell’Orto Sinergico, novità di questa estate torrida e frutto di uno studio su tecniche di coltivazione antiche e totalmente esenti da fertilizzanti, pesticidi o altro che non sia la Natura allo stato primitivo e pulito. “In questa giornata di canonici e rumorosi festeggiamenti – afferma Patrizia Daffinà, ideatrice della prima spiaggia per cani del nostro Paese (unica certificata Iso 13009) – l’idea è quella di sbalzare le persone in una dimensione di eterea osservazione e attenzione, conducendole per mano a fare silenzio e ad accorgersi della magia che ci circonda per poter coltivare e rinfrescare la propria energia mentale verso percorsi creativi di immaginazione, sorriso, riflessione.” Dopo un’offerta gustosa e salutare di cibi preparati in parte con i frutti dell’Orto, sapientemente scelti tra le ormai celebri ricette del Ristoro Vegan (il primo sul mare del nostro Paese), faranno capolino sui tavoli delle immagini scattate da Carola Ghilardi nell’Orto e nel Giardino Mediterraneo: tra le “primizie” dell’orto vi sono erbe officinali, verdure di stagione e aromatiche, zucchine gialle, rosse e verdi in fiore e insalate variopinte, cresciute d’acqua e amore in uno spicchio di terra assolata che introduce alla spiaggia. Le persone che vorranno partecipare verranno condotte a guardare più da vicino le piccole meraviglie e verrà spiegato loro come creare un Orto in casa, scrigno prezioso dal quale attingere per tutto l’anno nutrimento per il corpo e per l’anima. Nella ricca giornata dedicata ad Armonia e Natura a condurre una speciale esperienza artistica sarà la pittrice Karen Thomas, gioiosa ambasciatrice di Pace con le sue Opere conosciute e apprezzate a livello internazionale, che guiderà i partecipanti alla scoperta del patrimonio di stimoli e colori e forme che talvolta possono passare inosservati, ma che sono sicuramente una fonte vitale di ispirazione. A tale proposito verrà allestita una piccola Officina d’Arte in cui ognuno avrà la sua tela, colori e pennelli, restituendo così al bianco della tela – con creazioni personali – il ricordo delle forme scoperte. L’immancabile, sgargiante rossa cocomerata rinfrescherà i palati mentre i colori delle creazioni creeranno un mosaico delle emozioni di questo giorno di mezz’estate al mare, come tradizione vuole, poiché – conclude Patrizia Daffinà – “Baubeach® vuole essere questo: un contenitore di emozioni, di consapevolezza, di attenzione verso il mondo naturale, verso un rispetto troppe volte offeso, verso l’energia creativa che illumina il giorno e rende le notti quiete, verso il racconto dell’incontro fantastico tra l’umana specie e la gioiosità animale, la sua trasparenza e la sua totale innocenza.” (foto: Baubeach)

Posted in Cronaca/News, Viaggia/travel | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

È uscito il saggio sulla commedia sexy italiana

Posted by fidest press agency su domenica, 13 agosto 2017

commedia sexyLa commedia sexy all’italiana (detta anche scollacciata o erotica) è un sottogenere della commedia all’italiana. Imperversò dagli anni ’70 fino ai primi anni ’80 quando gradualmente si spense fino a scomparire, nonostante alcuni tentativi andati a vuoto, negli anni a venire, di rivitalizzarla. Parliamo di un genere cinematografico che ebbe grande successo in Italia, riempì i cinema e riscosse ottimi incassi. La commedia sexy, che presentava numerosi sotto-filoni (come il decamerotico, la variante femminile del poliziottesco, lo scolastico, il militare, il barzelletta movie e altri) era caratterizzata da sceneggiature più o meno semplici che avevano il fine ultimo di mostrare le prosperose grazie della bella di turno. Queste pellicole, da sempre snobbate da certa critica, sono state sdoganate negli ultimi anni (grazie anche al Festival di Venezia che nel 2004 ha presentato una retrospettiva italiana dedicata al cinema di serie B), fino a vivere una seconda giovinezza e a essere considerate in alcuni casi film cult. Molti e importanti registi si impegnarono in questo genere di film: Gordiano Lupi, con un’attenta e approfondita analisi, ne ripercorre le tappe cinematografiche, tra descrizioni delle trame, aneddoti, ricordi: un tuffo nel passato, per tornare a un tipo di cinema e a un’Italia che non esistono più. Una serie di foto di attrici (alcune inedite) e di locandine impreziosiscono questo fondamentale saggio sul cinema di genere.
L’AUTORE: Gordiano Lupi (Piombino, 1960). Traduce ispanici, si occupa di cultura cubana e scrive di cinema italiano. Tra le sue numerose pubblicazioni ricordiamo: una Storia del cinema horror italiano in cinque volumi. I suoi romanzi Calcio e acciaio – Dimenticare Piombino (Acar, 2014), e Miracolo a Piombino – Storia di Marco e di un gabbiano, sono stati presentati al Premio Strega. Blog di cinema: La Cineteca di Caino (http://cinetecadicaino.blogspot.it/).
(Storia della commedia sexy all’italiana. Da Sergio Martino a Nello Rossati ISBN: 9788867933006 Collana: ItaliaNascosta Pag. 224 Prezzo: € 16,00) (foto: commedia sexy)

Posted in Recensioni/Reviews | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

L’obiezione di coscienza nella Sanità italiana

Posted by fidest press agency su sabato, 15 luglio 2017

Ministero saluteCi sono stati dei casi, come ad esempio quello della giovane madre di Catania morta con i suoi due gemelli, perché non si è intervenuti tempestivamente a causa del fatto che i due feti fossero ancora vivi, determinando così la morte della madre. Questo lo accerteranno i giudici, ma ciò che bisogna chiarire è: perché in quel reparto in base a quanto dichiarato dal primario, su dodici medici altrettanti erano obiettori.
La legge 194 del 22 maggio 1978, articolo 9 sull’interruzione di gravidanza stabilisce che: “L’obiezione di coscienza non può essere invocata dal personale sanitario, ed esercente le attività ausiliarie quando, data la particolarità delle circostanze, il loro personale intervento è indispensabile per salvare la vita della donna in imminente pericolo”. Quindi, le pazienti italiane dovrebbero essere tutelate sia a livello legale, dove prevale la tutela della salute della madre in pericolo di vita, sia a livello di etica professionale del medico, che risponde al giuramento di Ippocrate.
In Italia invece, si sta mettendo sullo stesso piano la libertà di coscienza di un medico con l’intervento necessario a salvare la vita umana.
Gli ultimi dati forniti dal ministero della Sanità sono allarmanti, parlano di circa il 70% di obiettori a livello nazionale, tra i ginecologi. In particolare, nel Molise è obiettore di coscienza il 93,3% dei ginecologi, il 92,9% a Bolzano, il 90,2% in Basilicata, l’87,6% in Sicilia, l’86,1% in Puglia, l’81,8% in Campania, l’80,7% nel Lazio e in Abruzzo. I tassi più bassi in Valle d’Aosta al 13,3%, al secondo posto, l’Emilia Romagna con il 51,8% dove non-obiettore è appena la metà dei medici disponibili nel pubblico.La legge è chiara: negli ospedali in cui vi siano medici obiettori deve sempre e comunque essere reso disponibile personale non-obiettore, anche perché, chiamare personale da altre strutture ha un costo elevato e non vi sono fondi per la copertura.
In Italia esistono realtà in cui i medici obiettori sono pari al 100%, se una malcapitata si ritrova in uno di questi ospedali, la sua vita, nel peggiore dei casi, potrebbe essere a rischio, nel “migliore” invece sarà rimpallata da un ospedale all’altro prima di poter interrompere la gravidanza.
All’estero ad esempio, se si è un medico obiettore e non si interviene, si viene penalizzati economicamente perché non viene svolta questa parte del lavoro. Oppure, se in cuor proprio si è obiettori per coscienza, si prendano semplicemente altre specializzazioni. Infine come afferma la legge: per tutelare la salute delle cittadine si deve fare in modo che all’interno delle strutture vi sia sempre e comunque garantita una quota di non-obiettori attraverso dei bandi ad hoc per medici non obiettori e fare in modo che siano equamente distribuiti. I primari hanno il dovere di garantire il rispetto della norma.

Posted in Cronaca/News, Medicina/Medicine/Health/Science, Uncategorized | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

L’industria italiana del packaging in cartone ondulato s’incontra a Roma

Posted by fidest press agency su venerdì, 19 maggio 2017

cartone ondulatoRoma 19 e 20 maggio al Cavalieri Waldorf Astoria Hotels & Resorts si farà il punto sullo stato dell’arte del comparto italiano del cartone ondulato, che nel 2016 ha registrato una produzione nazionale complessiva – in superficie – di 6.573.500.000 metri quadri (in peso 3,7 milioni di tonnellate), con una crescita dell’1,8% sul 2015.A conferma dello stato di salute del settore, il fatturato delle aziende che lo compongono ammonta a circa 3,8 miliardi di euro. A dispetto di un contesto economico nazionale non sempre roseo, l’industria del cartone ondulato si mantiene dunque stabile e in forze, garantendo occupazione a circa 15 mila addetti.“Con il bilancio 2016 si chiude il quarto risultato positivo consecutivo negli ultimi anni – dichiara il presidente di GIFCO, Amelio Cecchini – La crescita produttiva è una conferma di come il nostro sia un comparto in salute, veicolo fondamentale per l’industria italiana, con un ruolo fondamentale nella valorizzazione dell’export e nella competitività del prodotto made in Italy”. “I segnali positivi non si arrestano: – continua il presidente – nel primo trimestre 2017, infatti, la produzione in metri quadri è cresciuta del 3,8% rispetto ai primi tre mesi del 2016”.Oggi nel nostro Paese 9 imballaggi su 10 sono prodotti dalle aziende associate a GIFCO. E l’Italia si conferma ancora il principale produttore di cartone ondulato a livello europeo, dopo la Germania.GIFCO associa 70 stabilimenti che producono cartone ondulato e 353 scatolifici. In Italia, quasi la metà della produzione nazionale di cartone ondulato si concentra tra Lombardia (che con una quota del 23,7% si conferma nel 2016 la regione più produttiva), Emilia-Romagna e Marche (che insieme rappresentano il 22,9% della produzione nazionale). Seguono come aree produttive il Triveneto (17,2% di quota di mercato), Toscana (14,1%), Sud e Isole (8,9%), Lazio-Umbria-Abruzzo (7,2%) e in coda Piemonte-Liguria-Valle d’Aosta (5,9%). Guardando ai settori merceologici, l’alimentare (ortofrutta, prodotti freschi e lavorati, bevande, pesci, carni e polli) risulta ancora la destinazione primaria di questo materiale, con una quota di mercato in crescita che si attesta al 58,3%. Il restante 41,7% delle scatole in circolazione nel 2016 è stato utilizzato dai comparti non food, dagli elettrodomestici all’edilizia, dall’industria metalmeccanica a quella farmaceutica, dall’arredamento, all’igiene, al cosmesi e la pulizia per la casa ecc. Da segnalare, nello sviluppo del comparto del cartone ondulato, il peso sempre più rilevante delle vendite online. “L’e-commerce è un settore fondamentale per lo sviluppo della nostra filiera, laddove il Amelio_Cecchinicartone ondulato è il packaging per eccellenza per le spedizioni dei beni acquistati online”, sottolinea il presidente di GIFCO.Il cartone ondulato è il materiale da imballaggio naturale ed eco-sostenibile per eccellenza. Negli anni l’impegno dei produttori associati a Gifco si è concentrato progressivamente verso la riduzione dell’impiego di materie prime: il peso medio del cartone ondulato è oggi di 566 grammi per metro quadro, quando nel 2000 era di 605 grammi.
Questo comparto può vantare anche un altro importante pregio: essere un attore fondamentale nel circolo virtuoso del riciclo di carta e cartone. Oggi l’80% degli imballaggi prodotti dalle aziende associate a Gifco è realizzato con carta riciclata. A loro volta gli imballaggi giunti a fine vita sono riciclabili nella loro totalità: grazie al lavoro di Comieco, il consorzio nazionale per il recupero e il riciclo degli imballaggi a base cellulosica, ogni anno in Italia l’89% degli imballaggi di carta e cartone vengono avviati a recupero, l’80% a riciclo. La fibra vergine viene prodotta secondo politiche di forest management certificate da enti internazionali come PEFC e FSC, che garantiscono una gestione sostenibile delle risorse naturali. Per ogni albero tagliato per produrre cartone ondulato vergine ne vengono infatti piantati tre. (foto: Amelio_Cecchini, cartone ondulato)

Posted in Economia/Economy/finance/business/technology, Roma/about Rome | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Italia Startup porta l’innovazione italiana a Singapore

Posted by fidest press agency su mercoledì, 3 maggio 2017

singapore-marinaItalia Startup prosegue la propria politica di sostegno allo sviluppo internazionale dell’ecosistema dell’innovazione italiano. Dal 3 al 4 maggio l’Associazione sarà presente, per il terzo anno consecutivo, all’Innovfest Unbound di Singapore dove, in collaborazione con l’Italian Trade Agency (ITA), darà l’opportunità ad alcune giovani imprese innovative associate, scaleup e ai loro partner, aziende incluse, di prendere parte a uno dei più importanti eventi in Asia sui temi dell’innovazione e delle startup.Saranno le startup Bermat, Littlesea, Mon-k, Wear, Wib e XMetrics insieme all’agenzia della Provincia Autonoma di Trento Trentino Sviluppo e all’acceleratore di startup hardware Industrio le realtà associate a Italia Startup che prenderanno parte alla missione per presentarsi all’Innovfest Unbound di Singapore, manifestazione che attrae oltre 8.000 persone da tutto il mondo. I partecipanti avranno così l’opportunità di entrare in contatto con l’ecosistema startup asiatico e le possibilità di funding, partnership, market expansion o ricerca che esso offre. Grazie alla collaborazione con ITA, sarà allestita una “Italian Area” che ospiterà le startup e gli incubatori associati partecipanti, dando loro la possibilità di incontrare investitori e stakeholders provenienti da Singapore ma anche da tutto il mercato asiatico. Sono previsti 60 minuti di pitching time dedicato alle startup italiane oltre all’accesso a eventi privati quali hackatons, competizioni e speed dating con investitori.Oltre alla partecipazione in fiera, per dare ancora maggior visibilità e supporto ai partecipanti, nelle giornate del 2 e 5 maggio verrà organizzata un’agenda di attività che comprende incontri con investitori e partner locali, visite a incubatori e acceleratori, centri di ricerca e meeting per dare tutte le informazioni su come operare a Singapore ed in Asia.“La presenza per il terzo anno di fila dell’Associazione e dei suoi associati ad Innovfest è motivata dalla grande attrattività del mercato asiatico per l’innovazione italiana e dalla convenienza di Singapore come rampa di lancio verso tale mercato.” commenta Marco Villa, consigliere di Italia Startup con delega allo Sviluppo Internazionale “Singapore è il Paese più competitivo in Asia ed il secondo nel mondo. Gli sforzi del governo e del settore privato, in pochi anni, hanno creato uno degli ecosistemi più dinamici ed attrattivi per startup e scaleup da varie parti del mondo. Per queste ragioni è particolarmente utile dare alle startup italiane e all’ecosistema che le sostiene la possibilità di aprirsi verso questi mercati, tanto dinamici quanto meno affollati dei tradizionali sbocchi europei ed americani.”Con la presenza di 65 fondi di Venture Capital ed investimenti per circa $1bn sia nel 2014, che nel 2015, Singapore è al centro dell’innovazione in Asia. È inoltre il quarto centro finanziario al mondo e il primo Paese in Asia per easiest place to do business, most competitive country, IP protection and transparency. La missione a Singapore rientra tra le numerose attività relative all’area Sviluppo Internazionale organizzate da Italia Startup allo scopo di promuovere l’ecosistema italiano all’estero e sviluppare una rete di rapporti solidi con altri ecosistemi mondiali.

Posted in Economia/Economy/finance/business/technology, Estero/world news | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

“E’ tornato Renzi ed è aumentato il caos nella politica italiana”

Posted by fidest press agency su mercoledì, 1 marzo 2017

renato-brunetta“Sono aumentate le comparsate dell’ex presidente del Consiglio, dell’ex segretario di partito in televisione, si rivede un film già visto da Fazio”.Lo ha detto Renato Brunetta, capogruppo di Forza Italia alla Camera dei deputati, parlando con i giornalisti in sala stampa a Montecitorio.“A che titolo poi Renzi sia andato da Fazio non si sa, però questi sono i tempi, la Rai sempre asservita all’ex-ex. Ce ne faremo una ragione. Mentre il Consiglio d’amministrazione della Rai, giustamente, dice: applicate il tetto dei 240.000 euro anche alle star. Noi siamo per questa strategia: trasparenza, tetto, basta con i privilegi per poche decine di persone che hanno fatto il bello, il brutto e il cattivo tempo nella televisione di Stato, che ricordiamo essere un servizio pubblico e non al servizio delle star.Ieri a ‘Che tempo che fa’ abbiamo sentito l’intervista di Renzi a Fazio, ed è stata molto interessante, come al solito”, ha concluso, ironicamente, Brunetta.

Posted in Politica/Politics, Spazio aperto/open space | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Gli ambasciatori della lingua italiana

Posted by fidest press agency su martedì, 7 febbraio 2017

università roma tre«Pur essendo condivisibile la preoccupazione che emerge dalla lettera aperta dei seicento docenti universitari al presidente del Consiglio, al ministro dell’Istruzione e al Parlamento italiano sul depauperamento della lingua italiana, scritta e orale, nei ragazzi che escono dalla scuola, segnaliamo tuttavia una notizia positiva: da qualche anno neolaureati di Roma Tre, selezionati da un bando pubblico, sono impegnati ad insegnare l’italiano all’estero». Così il rettore dell’Università Roma Tre, Mario Panizza. «La lingua italiana, tra l’altro, è sempre più richiesta. La tendenza è in rapida crescita poiché sono in crescita le attività che l’Italia porta all’estero ad esempio nei settori dell’arte, della moda, del design, dell’enogastronomia. Proprio per questo è auspicabile un impegno sempre maggiore dei docenti universitari, di tutte le discipline, per sostenere le corrette espressioni della nostra lingua nei diversi settori del sapere».I neolaureati chiamati ad insegnare l’italiano all’estero, grazie al progetto pilota voluto dal Ministero degli Esteri, affiancano i docenti che svolgono all’estero corsi di lingua e cultura italiana. Al progetto partecipano, oltre a Roma Tre, le Università per stranieri di Siena e di Perugia. «Questo progetto vuole potenziare la qualità e l’offerta dei corsi di lingua e cultura italiana all’estero, tramite l’inserimento delle più innovative tecniche di insegnamento di cui i neolaureati sono portatori», spiega il rettore Panizza. «La collaborazione tra docenti locali e neolaureati inviati dall’Italia, tramite la condivisione di esperienze e competenze, oltre a qualificare l’offerta formativa può aprire percorsi professionali interessanti per i neolaureati». Il bando annuale, per titoli, del progetto-pilota è riservato a neolaureati (laureati triennali e magistrali da non più di 24 mesi) con specifiche competenze didattico-metodologiche e linguistiche per svolgere attività di insegnamento della lingua italiana all’estero. La graduatoria viene inviata dal Ministero degli Esteri agli enti gestori dei corsi, che chiamano i candidati più adatti alle proprie necessità – in relazione alla graduatoria per l’area linguistica di riferimento, al curriculum e alla conoscenza della lingua straniera richiesta – specificando la durata dell’incarico, le mansioni, le ore di impegno settimanale, il compenso e gli eventuali benefit accessori. L’attività prevista è per un anno, rinnovabile per una sola volta. L’ultimo bando si è chiuso il 12 gennaio scorso.

Posted in Università/University | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

La ricerca medica italiana rimane tra le più attive ed apprezzate a livello internazionale

Posted by fidest press agency su martedì, 8 novembre 2016

istituto superiore sanitàMa non basta. Dalle relazioni emerse oggi durante il convegno “la ricerca clinica in Italia: evoluzione o involuzione?”, patrocinato dal Ministero della Salute, dall’Istituto Superiore della Sanità e dall’Agenzia Italiana del Farmaco e promosso dalla Consulta delle Società Scientifiche SCV in collaborazione con UniSalute, la prima assicurazione sanitaria in Italia per numero di clienti gestiti.
Molti sono stati gli elementi di riflessione per affrontare alcune delle sfide che la ricerca italiana si trova di fronte quotidianamente. Secondo l’ultima ricerca presentata da European House-Ambrosetti, il nostro Paese rientra nella ‘top 10’ mondiale per numero di pubblicazioni realizzate in ambito medico nel periodo 1996-2015 (al settimo posto con quasi 456.000 pubblicazioni), mentre è addirittura al primo posto per numero di pubblicazioni per ricercatore (5,3) e per numero di citazioni per ricercatore (101,6). Permangono tuttavia in Italia alcuni ostacoli allo sviluppo della ricerca clinica: il numero di studi clinici è andato progressivamente riducendosi negli ultimi anni per la contingenza economica, ma anche per una generale sofferenza della ricerca in Italia, come per esempio le tempistiche richieste per avviare i trial e la scarsa accessibilità alle informazioni necessarie che rendono il nostro Paese meno attrattivo per gli investitori rispetto ai competitor europei. Fiammetta Fabris, direttore generale UniSalute, commenta: “Sono convinta che per rafforzare la posizione di leadership dell’Italia nella ricerca sia necessaria un’efficace collaborazione tra tutti gli attori coinvolti nella ricerca clinica, dal servizio sanitario ai centri di ricerca, oltre chiaramente all’importante ruolo che le aziende possono ricoprire nei confronti del mondo scientifico.”
UniSalute è la prima assicurazione sanitaria in Italia per numero di clienti gestiti. Si prende cura ogni giorno della salute di 6 milion di persone provenienti dalle più grandi aziende italiane, dai Fondi sanitari di categoria e dalle Casse professionali. E’ l’unica compagnia in Italia che si dedica da 20 anni esclusivamente alla protezione della salute e offre piani sanitari personalizzati e integrati con un’ampia gamma di servizi per rispondere nel modo più efficace ai diversi bisogni di protezione per le aziende di ogni dimensione e tipo. Inoltre, per prima in Italia, ha sviluppato una gamma di polizze individuali acquistabili online.Garantisce ai propri assistiti l’accesso in tempi rapidi alle migliori strutture sanitarie in Italia e all’estero tra cui ospedali, case di cura, poliambulatori, centri diagnostici e fisioterapici, studi odontoiatrici e di psicoterapia, operatori socio assistenziali anche a domicilio. E’ la prima assicurazione in Italia ad aver istituito un Circuito termale a cui i clienti possono accedere a tariffe riservate. Monitora costantemente la qualità proprio network di migliaia di strutture: 9 clienti su 10 consigliano la struttura in cui hanno effettuato le cure. Fondata dal Gruppo Unipol nel 1995 è l’operatore di riferimento nel mercato della sanità integrativa italiana.

Posted in Medicina/Medicine/Health/Science | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Crescita italiana al palo

Posted by fidest press agency su sabato, 29 ottobre 2016

padoanDichiarazione dell’onorevole Renato Brunetta, presidente dei deputati di Forza Italia:“Padoan ridicolo nel suo intervento alla Giornata del risparmio su debito, deficit, investimenti e crescita in Italia. Non sa quel che dice, anzi afferma l’esatto contrario di quello che è avvenuto nell’economia italiana da quando lui fa il ministro. Da tre anni va dicendo che il debito pubblico scenderà, ma sempre dall’anno successivo. E in effetti con il governo Renzi è aumentato di 127 miliardi, toccando il record di 2.225 miliardi. Da tre anni va dicendo che il deficit cala e invece gli tocca rivederlo al rialzo ogni volta che aggiorna i conti pubblici e veleggia pericolosamente verso il 3%. Cosa ovviamente non gradita all’Europa che per tre anni è stata imbrogliata su questo. Infine, gli investimenti pubblici sono crollati e la crescita è al palo per l’inefficacia della politica economica di Renzi e Padoan. Indecenti, spaventosi, ridicoli. E il ministro, per pavida obbedienza al suo premier, sta buttando alle ortiche quella poca credibilità accademica che nel tempo aveva acquisito”.

Posted in Economia/Economy/finance/business/technology | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

E’ boom di acquisizioni di cittadinanza italiana

Posted by fidest press agency su venerdì, 1 luglio 2016

istatIn Italia sono sempre più numerosi i cittadini stranieri che acquisiscono la cittadinanza italiana. In base ai dati del bilancio demografico nazionale recentemente diffusi da Istat, sono 178mila i cittadini stranieri che nel corso del 2015 hanno acquisito la cittadinanza italiana, il 37% in più rispetto all’anno precedente (oltre 35 stranieri ogni mille residenti). Dal 2013 i dati sulle acquisizioni di cittadinanza italiana hanno registrato un forte aumento: si è passati da 100mila nel 2013 a 130mila nel 2014, sino alla punta di ben 178 mila nel 2015. Sono diventati italiani soprattutto molti di coloro che appartengono a comunità di antico insediamento e che hanno dunque maturato i requisiti di acquisizione per residenza o naturalizzazione: albanesi e marocchini in testa. Molto significativo anche il dato relativo ai minorenni: il 37% dei nuovi italiani del 2015 ha meno di 18 anni.
Al primo posto c’è la Lombardia. Al primo posto per numero di nuovi italiani residenti troviamo la Lombardia con oltre 45mila acquisizioni nel 2015 (più di un quarto del totale), seguono il Veneto con 25.800 nuovi cittadini (14% del totale) e l’Emilia Romagna con 22.500 nuovi italiani (pari al 12,6% del totale). Nelle sei regioni del Sud Italia complessivamente sono state solo 9.793 le cancellazioni anagrafiche di stranieri per acquisizione di cittadinanza italiana.
Aumentano i trasferimenti all’estero. Accanto agli evidenti segnali di un rallentamento dei flussi regolari in ingresso di stranieri in Italia, emergono dunque anche indicatori di maggiore integrazione e stabilità per coloro che attualmente risiedono nel nostro Paese. Tuttavia, si osserva, anche per questa componente stabile e “naturalizzata”, una mobilità verso l’estero che già sta interessando da qualche anno la componente italiana di nascita. Sono in aumento infatti i trasferimenti all’estero sia di italiani di nascita che di italiani acquisiti: le stime di Istat indicano che su 100mila italiani che hanno lasciato il Paese nel 2015, 25mila sono italiani nati all’estero. Si tratta di cittadini italiani di origine straniera che decidono di tornare al paese di origine o di trasferirsi in altro Paese UE o non UE.Nel resto dell’Europa le acquisizioni di cittadinanza sono in diminuzione. Mentre in Italia le acquisizioni di cittadinanza aumentano, nel resto dell’Europa diminuiscono: secondo i dati Eurostat nel 2014 (ultimi dati disponibili) sono 890mila i cittadini stranieri che hanno ottenuto la cittadinanza di uno degli Stati Membri, il 9% in meno rispetto al 2013, anno in cui furono quasi 1 milione le acquisizioni di cittadinanza nell’Unione Europea. La diminuzione è più marcata in alcuni Paesi quali Regno Unito (-82mila rispetto al 2013), Spagna (-20mila), Belgio (-16mila), Grecia (-8.600) e Svezia (-6.700). Al contrario il più significativo aumento in termini assoluti è stato rilevato in Italia (+30mila nel 2014 rispetto al 2013), seguita dalla Francia (+8.300) e dai Paesi Bassi (+6.800). In questo contesto l’Italia è attualmente al secondo posto nella graduatoria europea per numero di acquisizioni di cittadinanza (15% del totale).
I nuovi cittadini sono più numerosi dei migranti sbarcati. Le ricerche svolte da ISMU evidenziano che nel 2015, anno in cui il nostro continente si è trovato in piena crisi rifugiati con un picco di arrivi via mare di oltre 1 milione di migranti sbarcati, in Italia sono stati più numerosi i cittadini stranieri che hanno acquisito la cittadinanza italiana e quindi un’elevata stabilizzazione (178mila), rispetto a quanti hanno raggiunto le nostre coste in modo irregolare via mare (154mila arrivi). Il numero di nuovi cittadini è peraltro risultato superiore rispetto alle più recenti previsioni elaborate da ISMU (che già considerava una crescente propensione all’acquisizione di cittadinanza italiana tra gli stranieri con i requisiti di legge). Se il trend dovesse confermarsi, per il 2016 si supererebbero per la prima volta nella storia del nostro paese le 190mila acquisizioni di cittadinanza italiana.

Posted in Cronaca/News, Spazio aperto/open space | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Tradizioni della cucina italiana ed israeliana

Posted by fidest press agency su domenica, 24 aprile 2016

israele festival ciboNapoli. Gli chef Fabio Bisanti, Salvatore Giugliano il re del babà Raffaele Melè incontrano il maestro Shaul Ben Aderet. Evento realizzato dalla associazione Italia Israele in collaborazione con l’Uffcio Nazionale Israeliano del Turismo e la Ambasciata Israeliana a Roma e il Ministero del Turismo di Israele Tra gli ospiti, anche S.E. Naor Gilon, Ambasciatore di Israele in Italia.
“Napoli e Tel Aviv – ma anche l’Italia e Israele – sono da oggi ancora più vicine. Unite da un legame di fratellanza che parte dalla tavola e dal buon cibo, ma che si estende su un ponte ideale che è il Mar Mediterraneo. La buona tavola, il cibo, unisce e rende amici. Ci auguriamo che questa serata sia solo un punto di partenza per realizzare nuovi e ancor più interessanti appuntamenti di cooperazione e collaborazione tra il nostro Paese e Israele”. Questo quanto dichiarato da Giuseppe Crimaldi, presidente dell’associazione Italia – Israele di Napoli, che ha impegnato in modo encomiabile tutte le sue energie per realizzare questo evento.
israele festival cibo13 chef: ciascuno eccezionale nella propria cucina, ciascuno desideroso di imparare, di confrontarsi e di condividere. La parola chiave dell’evento è sembrata proprio questa: saper condividere, la propria storia, le radici comuni, la tradizione di ciascuno attraverso il privilegiato mezzo della convivialità.
Fabio Bisanti: amante della sperimentazione e dell’innovazione, vincitore di molti premi internazionali, si forma con importanti esperienze in Italia e all’estero. Rinforza la tradizione in ristoranti come “La Cantinella” di Capri e Napoli e “L’Antica Trattoria di Sorrento”. Conduce l’attività dal 2001.
Salvatore Giuliano: il più giovane dei tre. Chef di cucine stellate come quella del ristorante “Marenna” e “Il Mosaico”. Rivisita la tradizione famigliare e trascorre poi un importante esperienza formativa in Giappone, sempre più curioso di conoscere e creare.
israele festival cibo2Shaul Ben Aderet: classe 1964, trasferisce in Israele e nella sua cucina, nel modo di estrinsecarla e presentarla, le origini greche del padre, ma anche l’origine irachena della sua famiglia. Shaul rappresenta l’animo dell’Israeliano di oggi che affonda le proprie radici in quel mondo immenso che lo ha visto errare facendolo poi confluire nella terra dell’accoglienza, dove il suo “The Blue Rooster” è divenuto simbolo di una tradizione che sempre si rinnova. “Bellissima esperienza, grande onore e privilegio per me portare in Italia un assaggio della cucina israeliana che unisce diverse etnie da tutto il mondo – un melting pot di sapori che crea struttura di colori e profumi che individuano Israele” ha dichiarato Shaul Ben Aderet.
“Niente più del cibo ha il potere di unire le persone e di radunare insieme le famiglie. Cibo e famiglia sono due valori molto importanti sia nella cultura italiana sia in quella israeliana-ebraica.
Quando si domanda cosa sia la cucina israeliana, è difficile rispondere. Infatti, essendo Israele un paese di immigrati, vi troviamo una fusione di tante tradizioni culinarie diverse, inclusa quella italiana, importata dagli ebrei italiani emigrati in Israel” ha dichiarato S.E. Naor Gilon, Ambasciatore di Israele.
Alle eccellenze si è voluto rendere omaggio e così l’associazione Italia Israele ha voluto dare uno speciale riconoscimento ad iscritti ed amici nello specifico a:
Franco Roberti, procuratore nazionale antimafia;
Nico Pirozzi, giornalista e scrittore,
Amedeo Cortes, studioso.
Un premio condiviso e sentito da tutti, è stato poi consegnato ad un grande napoletano e ad un grande amico di Israele, ambasciatore della cultura biblica nel mondo Erri de Luca, che ha inviato una breve dichiarazione riuscendo a trasferire il suo amore per Israele, Terra della Bibbia“….. Solo nell’ Ebraico antico delle Sacre Scritture si leggono parole che hanno avuto energia e responsabilità di creare un mondo dal niente….”Per me è stato sia naturale che necessario risalire alla fonte dell’Ebraico antico.
Poi, per uno nato in mezzo al 1900, imparare lo Yiddish e’ stato un atto di riparazione. Ho voluto contribuire a muovere le labbra di una lingua soffocata.Questi sono i legami che ho con la cultura ebraica. Il premio che mi riconosce vostro amico, mi mette con voi su un piano di parità che non mi spetta. Io resto un vostro debitore di cultura, grazie,
L’incontro tra le culture diviene poesia nelle mani di chi sa diffondere la conoscenza.Cibo come ponte di pace e conoscenza reciproca, alla scoperta di una terra che deve davvero essere vista almeno una volta nella vita.” (Erri de luca) (nella foto in alto: Da sinistra a destra: Ottavio Lucaarelli, giornalista
Avital Kotzer Adari, direttore Ufficio Nazionale Israeliano del Turismo. S.E. Naor Gilon, Ambasciatore dello Stato di Israele Giuseppe Crimaldi, giornalista, presidente associazione Italia-Israele Napoli Rafael Erdreich, Ministro Consigliere, Ambasciata di Israele a Roma).

Posted in Cronaca/News, recensione, Uncategorized, Viaggia/travel | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

La politica industriale italiana e le logiche informative dei media

Posted by fidest press agency su domenica, 27 marzo 2016

Enrico Cisnetto, “Cortina InConTra”

Enrico Cisnetto

È a dir poco schizofrenico il comportamento dei media italiani – della politica è inutile dire: non pervenuta – di fronte al “fenomeno Bollorè” e più in generale rispetto al tema dell’italianità dei gangli decisivi (quei pochi rimasti) del nostro capitalismo, cioè della proprietà italiana o straniera dei pacchetti di controllo di alcune società strategiche. Fino a ieri, pur avendo da molto tempo una posizione di rilievo in Mediobanca-Generali, e pur avendo più recentemente acquisito la quota di Telecom che era già diventata “foresta” perché finita in mani spagnole (Telefonica), Vincent Bollorè è stato trattato con i guanti, con la deferenza che si deve ad un padrone che è meglio avere amico che nemico. Ma nelle ultime settimane, supponendo che ci sia stato il suo zampino nella nomina di un francese, Philippe Donnet, al vertice di Generali (trascurando che faceva già parte del management della compagnia triestina) ed essendosi messo alla ricerca dell’amministratore delegato di Telecom (nel cui capitale nel frattempo il finanziere bretone è arrivato, senza superarla, alla soglia dell’opa obbligatoria) dopo le dimissioni di quello che c’era prima del suo ingresso nella società, ecco che di colpo l’uomo che opera attraverso il gruppo Vivendi è diventato il “francese colonizzatore”, e per altrettanta magia si è scoperto che i “poteri forti” – peraltro fino a ieri vituperati in quanto tali – parlano straniero. E giù articoli sulle penetrazioni francesi in terra italiana, solo parzialmente compensate dalla conquista di Carte Noire da parte di Lavazza e dalla malcelata soddisfazione di vedere i ripetuti inciampi che si è autoprocurata la Lactalis della Besnier nella gestione della Parmalat.Ma il tema non si può affrontare così. Prima di tutto perché quelli che oggi si stracciano le vesti sono gli stessi che nel passato hanno non solo criticato, ma addirittura volgarmente sbeffeggiato chi (do you remeber Antonio Fazio) difendeva il valore della proprietà italiana di alcuni bastioni decisivi (banche, Eni, Enel, la stessa Telecom) in nome della tutela degli interessi nazionali. Poi perché non si possono giudicare i protagonisti della partita a seconda dei rapporti politici che coltivano: Bollorè è buono fintanto che Renzi sembra preferirgli il suo rivale Xavier Niel, ma diventa cattivo se ipotizza di fare affari con Berlusconi e riconquista le simpatie del presidente del Consiglio. Certo, se il bretone decidesse di mettere al posto di Patuano un “non italiano” o, peggio, scegliesse un uomo chiaramente sponsorizzato dal padrone di Mediaset (come almeno un nome di quelli che circolano è), sbaglierebbe di grosso. Ma di qui a metter su filippiche sul transalpino arrembante, come se ci fosse la fila di italiani che vogliono la Telecom e lui li avesse tutti sgambettati con falli da rigore, ce ne corre.La verità è che si vorrebbe chiudere la stalla dopo che i buoi sono scappati da tempo. Il nostro sistema imprenditoriale si è impoverito – ben al di là degli effetti della lunga recessione – e ha perso ogni dimensione sistemica, dopo che sono venuti a mancare i poli di aggregazione, a cominciare da Mediobanca (che è ormai solo una banca d’affari come tante altre, oltre ad essere depositaria del pacchetto azionario più importante di Generali). Fiat-Exxor e Pirelli guardano oltre i confini nazionali, anzi sono già in larga misura fuori, e i quattro o cinque gruppi dotati di risorse finanziarie potenzialmente adatte a permetter loro di giocare partite aggregative, non hanno alcuna vocazione sistemica. Mentre le molte realtà medie e medio-grandi di successo – quelle che taluno chiama le multinazionali tascabili – non hanno né la tipologia di business né la dimensione neppure per concepire operazioni di sistema, e il loro spinto individualismo impedisce che lo facciano in una logica consortile.Abbiamo scritto qualche settimana fa che non saremo certo noi a piangere il disfacimento del vecchio “sistema paese”, quell’insieme di ruoli, uomini, prassi, relazioni e abitudini, che hanno costituito l’impalcatura su cui in Italia si è retta l’organizzazione della politica, dell’economia e della stessa società nell’ultimo quarto di secolo. È la “fine di un mondo”, ed è bene che sia così. Il problema, però, è che occorre costruirne un altro, di “mondo”, e nulla si vede all’orizzonte. Molti lettori ci hanno detto: “ok, ma non potete limitarvi a dire che c’è bisogno di riprogettare tutto senza spiegare come si fa, senza indicare con quali risorse umane ed economiche intendete farlo”. Vero, verissimo. Vi dobbiamo una risposta. Diciamo subito, però, che non abbiamo la ricetta miracolistica, e che qui cominciamo a darvi soltanto qualche prima indicazione. Tre, per la precisione.La prima: non è cosa da poco avere coscienza che la ridefinizione del “sistema Italia” riguarda tutto – gli assetti politici e istituzionali, le imprese e le loro relazioni, la rappresentanza degli interessi, la magistratura, le dinamiche della vita sociale, la mentalità collettiva – e che questa immane sfida non si può vincere se manca anche uno solo di questi tasselli. Saperlo è condizione non sufficiente, ma comunque necessaria, e siccome in giro di consapevolezza ce n’è poca, ci sentiamo di dire che si è già a metà dell’opera.La seconda: la costruzione di una risposta, anche sul terreno degli assetti del capitalismo, non può che partire dalla politica. Sia perché è giusto che chi è chiamato a guidare il Paese se ne assuma la responsabilità, sia perché il quadro del nostro sistema imprenditoriale – e la vicenda del rinnovo della presidenza di Confindustria è lì a confermarcelo – non è tale da poterci aspettare una risposta diretta. Quindi chi ha a cuore la “ricostruzione”, sappia che non può evitare di “sporcarsi le mani” con una ridefinizione di uomini, strumenti e regole della politica.La terza: la ricostruzione di un’intelaiatura del nostro capitalismo, che deve ovviamente calarsi nella dimensione dell’economia globalizzata e digitalizzata di oggi, va di pari passo con il nostro ritorno alla crescita e alla capacità di riportarci ad un tasso sviluppo intorno al 2,5-3%. Cosa che si può ottenere solo con un ricorso a massicci investimenti. I quali sono sostenibili solo se fatti da soggetti pubblici. Per questo occorre che nasca l’Iri 3.0 e che da una sua costola rinasca la vecchia Mediobanca. Non si tratta di nostalgia, ma di un esame obiettivo delle criticità del presente e delle necessità del futuro. Cominciamo da qui.(Enrico Cisnetto direttore di http://www.terzarepubblica.it)

Posted in Economia/Economy/finance/business/technology, Spazio aperto/open space | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

La moda donna cresce del 32% nel 2015

Posted by fidest press agency su venerdì, 19 febbraio 2016

moda italianaLa domanda cinese di moda italiana per donna è aumentata del 32% nel 2015. Un dato che, al di là delle griffe internazionali, riguarda l’intera produzione medio/alta italiana, con un mercato potenziale di 300 milioni di cinesi benestanti, un settore al riparo dalle turbolenze finanziarie delle borse locali.
Il Gruppo cinese ha già messo sotto contratto 100 marchi italiani della moda (ma il loro numero crescerà nei prossimi mesi) che esporranno in 9 Fashion Center in corrispondenza delle più importanti città cinesi, con una strategia commerciale a più canali che affianca la vendita al dettaglio, all’ingrosso e online.Il primo Concept Store di IFFG aprirà a Shanghai nel settembre del 2016, all’interno dello shopping center “Golden Eagle”, una delle più prestigiose catene del retail di lusso di tutta la Cina. Gli altri Fashion Center saranno aperti a: Changsha, Shenzhen, Xian, Hangzhou, Beijing, Wuhan, Shengyang e Xiamen.“Mentre i grandi marchi della moda internazionale stanno perdendo quote di mercato in Cina – ha spiegato Dan Jiang, Project Manager IFFG – la domanda di prodotti italiani di qualità, e dal prezzo accessibile, continua a crescere in modo costante. Nel 2015 le nostre stime riferiscono di un aumento dell’import di prodotti moda donna Made in Italy di circa il 32%. Si tratta di aziende storiche della tradizione italiana, ma anche di linee nuove e stilisti emergenti, destinati ad incontrare il gradimento di grandi fasce di consumatori cinesi, soprattutto quello delle classi medie urbane emergenti”.
Giacomo Gardumi, Chairman di Retaily, ha spiegato come le turbolenze dei mercati finanziari non influiscono sull’import cinese di moda italiana:“L’interscambio tra Cina e Italia nel comparto moda crescerà di anno in anno. Le tempeste speculative registrate sulle borse di Shanghai e Shenzhen non impattano sull’ economia reale della Cina, che è, per sua natura, impermeabile alle dinamiche della finanza internazionale”.Nei Concept Store di IFFG esporranno marchi italiani selezionati in base a qualità, taglio stilistico ed accessibilità del prezzo. Prodotti legati ad una nuova idea di lusso e capaci di imporsi ad una larga fascia di consumatori cinesi.“Le tendenze del mercato della moda sono ben delineate – ha riferito Antonio Fossati, Ceo di Rds Company – Crescono il middle luxury e il fast fashion. I mercati più promettenti sono l’Asia e il Nord America. Il modello più efficace per esportare è quello di appoggiarsi a distributori locali che abbiano forti canali di sell out”.Alla conferenza stampa è intervenuta anche una rappresentanza dei marchi italiani selezionati dal Gruppo IFF, mostrando esempi di articoli di moda che saranno portati sul mercato cinese:“Orciani guarda al mercato cinese con la forza di chi sa di avere costruito nel tempo una storia fatta di eccellenza, di qualità e di passione – ha dichiarato Claudio Orciani, Presidente di Orciani Spa – Motore primo e obiettivo ultimo di questa nuova sfida, in partnership con IFFG, sarà quello di esportare in Cina non solo il Made in Italy, ma la cultura del bello e del fatto a mano, elementi essenziali del segmento “luxury fashion”.“Look raffinato e linee eleganti non sono appannaggio esclusivo delle grandi griffe internazionali ma sono qualità legate alla migliore tradizione della moda italiana – ha detto Ursula Onorati, Presidente della società DUE Srl – La collezione di Ursula Onorati interpreta le esigenze di una donna contemporanea, attenta alla sua femminilità e sicura di sé, un mood che pensiamo si possa sposare bene alle esigenze di modernità ed eleganza che IFFG vuole proporre alle donne della nuova Cina”.Fabio Calamai, Designer di Vestrum: “Mentre le grandi griffe internazionali perdono terreno in Cina, si aprono spazi ed opportunità per prodotti nuovi ed innovativi, capaci di interpretare le esigenze di consumatori sempre più sofisticati ed attenti alla qualità. Vestrum si muove in questa direzione, attraverso la creazione di articoli di lusso legati al mondo dell’equitazione, con la presenza di prodotti tecnici portati sul mondo sartoriale, di accessori, ma anche di un luxury city wear che a quel mondo si richiama”.Oltre ad abiti della moda italiana, il progetto IFFG prevede l’esportazione di accessori e gioielli:”L’eleganza degli oggetti preziosi che si producono in Italia è il risultato di una passione che ha radici lontane – ha spiegato Valentina Brugnatelli, proprietaria e stilista di Valentina Brugnatelli – nasce da una costante ricerca di bellezza e da una cura dei dettagli che ha reso i gioielli italiani dei prodotti unici al mondo. IFFG ha il merito di aver puntato su queste eccellenze, diventando il primo vero ambasciatore del Made in Italy in Cina”.
“Dietro le collezioni firmate NostraSantissima si nasconde l’abilità di conoscere e riconoscere il passato – ha spiegato Cristian Hobo, proprietario di NostraSantissima – facendolo diventare vero e proprio punto di origine e di forza per la sinfonia stilistica. Sapori orientali incontrano il prisma visionario dell’avant garde, fondendosi con la sartoria retrò e creando un fascino a cavallo tra i primi anni del ‘900 e la contemporaneità del nostro secolo”. (foto:moda italiana)

Posted in Cronaca/News, Economia/Economy/finance/business/technology | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

L’imprenditoria italiana che vince arriva dal Nord Est

Posted by fidest press agency su giovedì, 18 febbraio 2016

ags«Lavoriamo con la cura di un artigiano ma ci muoviamo come una multinazionale». Questo il modello di business che ha portato al successo AGS, azienda con sede a Rosà (Vi) e a Udine, che opera nella subfornitura avanzata per i settori dell’elettronica e dell’elettromeccanica. AGS ha fatto segnare l’anno scorso la crescita record del 43%. Come spiega Denis Vigo, imprenditore veneto quarantacinquenne, fondatore di AGS insieme con Renato Comelli, che ha voluto dare all’azienda una precisa filosofia: «Credo molto nel Made in Italy e credo molto nel valore aggiunto che, come italiani, sappiamo dare a quello che facciamo. Il concetto del Made in Italy è stato applicato nel fornire un servizio globale e un prodotto completo che va dalla progettazione alla consegna, lavorando con produttori dislocati in tutto il mondo, con un accurato controllo qualità e il tutto gestito sempre in Italia. Siamo così passati dal Made al Brain in Italy». Il target di AGS, partendo dal Nordest, è di estendere la propria rete commerciale in Europa, Asia, Stati Uniti e Brasile: «Ma il cuore pulsante resta in Italia, resta nel nostro territorio al quale siamo profondamente legati partecipando a numerose iniziative di solidarietà e sostenendo alcune attività sportive».Con 16 dipendenti in Italia (la metà assunta nell’ultimo anno) e le altre 150 persone che lavorano nell’indotto, AGS ha registrato un incrementato del fatturato del 2015 di oltre il 40% rispetto al 2014, arrivando a movimentare oltre 20milioni di unità di prodotti», dice Vigo. «La crescita aziendale è stata lenta ma progressiva. Da quando nel febbraio 2004 abbiamo dato vita ad AGS abbiamo posto attenzione alla sviluppo di una struttura che potesse essere solida e in grado di recepire tutte le richieste del mercato». Due i settori di operatività dell’azienda: una divisione è dedicata al mondo delle schede elettroniche – PCB – e delle tastiere, l’altra a quello degli stampi a iniezione e stampaggio di materiale plastico. «Produciamo principalmente in Cina, dove del resto viene prodotto l’80% delle schede elettroniche mondiali. Alla produzione però abbiniamo una gestione tutta italiana: la sede centrale è in Italia, qui viene fatta la progettazione e lo sviluppo, mentre il controllo qualità viene effettuato direttamente presso le sedi dei nostri fornitori dal nostro personale italiano», spiega Vigo. «Abbiamo sviluppato un sistema di logistica che azzera i tempi di consegna e assicura un pronto servizio al cliente finale con la possibilità di tracciare interamente il prodotto grazie alla tecnologia Near Field Comunication». Destinatari sono i grandi gruppi dell’automotive, delle telecomunicazioni, dell’automazione, della domotica e del lighting. Il mercato di riferimento per AGS è prevalentemente l’Europa, ma obbiettivo dell’azienda è di puntare ad una crescita di fatturato, ripartito tra Nord America, America Latina e Asia. L’anno scorso ci siamo concentrati su Francia, Svizzera e Stati Uniti. L’Italia resta comunque il bacino di riferimento fondamentale per la nostra azienda visto che assorbe la parte più importante delle nostre vendite ».E per il futuro? «Restando in Europa, pensiamo che la Germania rappresenterà un importante sbocco. Stiamo sondando anche il Giappone: un mercato interessante e in sviluppo dal quale stiamo avendo i primi interessanti riscontri – conclude Vigo. – Contiamo di incrementare il volume di affari e di arrivare entro pochi anni ad un fatturato di 50milioni di euro».
AGS srl – Fondata nel 2004 da Denis Vigo e Renato Comelli, opera in tutto il mondo con due divisioni: da una parte circuiti stampati (PCB) e tastiere, dall’altra stampi ad iniezione e stampaggio di materiale plastico. AGS si pone come partner globale in grado di seguire il cliente dalla progettazione alla logistica, dalla consulenza in fase di progettazione alla consegna del prodotto finito e tracciabilità dello stesso, gestendo offerte, documenti tecnici, controllo qualità e organizzazione logistica. Alle sedi italiane di Rosà (Vi) e Udine si aggiungono gli uffici esteri in Cina, Brasile, USA, Europa. (foto:ags)

Posted in Cronaca/News, Economia/Economy/finance/business/technology | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Una mostra di sette mostre sull’arte italiana

Posted by fidest press agency su domenica, 15 novembre 2015

milanoMilano 25 novembre 2015, ore 11.00 Opening: 25 novembre 2015, ore 19.00 Triennale di Milano Viale Alemagna 6. Ennesima non è “una” mostra sull’arte italiana ma, letteralmente, “una mostra di mostre” che, attraverso sette percorsi, cerca di esplorare gli ultimi cinquant’anni di arte contemporanea in Italia raccogliendo più di centoventi opere di oltre dall’inizio degli anni Sessanta ai giorni nostri, in un allestimento che si estende sull’intero primo piano della Triennale di Milano.
Il titolo prende ispirazione da un’opera di Giulio Paolini, Ennesima (appunti per la descrizione di sette tele datate 1973), la cui prima versione è suddivisa in sette tele. Da qui il numero di progetti espositivi in cui si articola la mostra di de Bellis per la Triennale: sette mostre autonome, intese come appunti o suggerimenti, che cercano di esplorare differenti aspetti, collegamenti, coincidenze e discrepanze, nonché la grammatica espositiva della recente vicenda storico-artistica italiana. Sette ipotesi di lavoro grazie alle quali leggere, rileggere e raccontare l’arte italiana anche attraverso l’analisi di alcuni dei formati espositivi possibili: dalla mostra personale all’installazione site-specific, dalla collettiva tematica alla collettiva cronologica, dalla collettiva su uno specifico movimento alla collettiva su un medium fino alla mostra di documentazione. Non un unico progetto che cerchi a tutti i costi connessioni tematiche o stilistiche, cronologiche o generazionali, bensì una piattaforma che provi a ipotizzare la compresenza di questi formati e di altri possibili, per raccontare uno spaccato degli ultimi cinquant’anni di produzione artistica.
Artisti:Vincenzo Accame, Vincenzo Agnetti, Alessandro Agudio, Mario Airò, Yuri Ancarani, Giorgio Andreotta Calò, Francesco Arena, Stefano Arienti, Massimo Bartolini, Gianfranco Baruchello, Vanessa Beecroft, Alighiero Boetti, Monica Bonvicini, Lupo Borgonovo, Ugo Carrega, Elisabetta Catalano, Maurizio Cattelan, Giuseppe Chiari, Francesco Clemente, Roberto Cuoghi, Danilo Correale, Gino De Dominicis, Patrizio Di Massimo, Luciano Fabro, Lara Favaretto, Vincenzo Ferrari, Linda Fregni Nagler, Giuseppe Gabellone, Alberto Garutti, Francesco Gennari, Paolo Gioli, Massimo Grimaldi, Adelita Husni-Bey, Emilio Isgrò, Jannis Kounellis, Ketty La Rocca, Gruppo di via Lazzaro Palazzi (Mario Airò, Enzo Buonaguro, Matteo Donati, Stefano Dugnani, Giuseppina Mele, Chiyoko Miura, Liliana Moro, Andrea Rabbiosi, Bernhard Rüdiger, Antonello Ruggieri, Adriano Trovato, Massimo Uberti, Francesco Voltolina), Marcello Maloberti, Lucia Marcucci, Nicola Martini, Fabio Mauri, Mario Merz, Marisa Merz, Eugenio Miccini, Luca Monterastelli, Liliana Moro, Maurizio Nannucci, Alek O., Martino Oberto, Luigi Ontani, Luciano Ori, Giulio Paolini, Pino Pascali, Diego Perrone, Alessandro Pessoli, Lamberto Pignotti, Vettor Pisani, Michelangelo Pistoletto, Paola Pivi, Luigi Presicce, Carol Rama, Pietro Roccasalva, Andrea Romano, Gianni Emilio Simonetti, Rudolf Stingel, Santo Tolone, Franco Vaccari, Francesco Vezzoli, Luca Vitone.
Ennesima sarà accompagnata da una pubblicazione in sette libri e da una guida-catalogo a cura di Vincenzo de Bellis ed edita da Mousse Publishing, che rispecchierà la divisione in sette parti della mostra e sarà arricchita da contributi, saggi e testi critici inediti, commissionati per l’occasione, a curatori e critici italiani delle ultime generazioni, che negli ultimi anni si sono distinti sia a livello nazionale che internazionale: Cristina Baldacci, Lorenzo Benedetti, Barbara Casavecchia, Laura Cherubini, Vincenzo de Bellis, Eva Fabbris, Luigi Fassi, Francesco Garutti, Massimiliano Gioni, Andrea Lissoni, Luca Lo Pinto, Francesco Manacorda, Simone Menegoi, Paola Nicolin, Allegra Pesenti, Andrea Pinotti, Alessandro Rabottini, Letizia Ragaglia, Nicola Ricciardi, Alberto Salvadori, Marco Scotini, Andrea Viliani, Elena Volpato, Giorgio Zanchetti.

Posted in Cronaca/News, Mostre - Spettacoli/Exhibitions – Theatre | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Cittadinanza agli italiani all’estero che l’hanno perduta

Posted by fidest press agency su sabato, 10 ottobre 2015

camera deputati2“L’Aula di Montecitorio ha esaminato gli emendamenti presentati al Testo di Legge sulla cittadinanza e, con rammarico, ho potuto constatare che il Governo ha deciso di continuare a limitare il provvedimento ai soli minori stranieri nati in Italia o che hanno studiato in Italia e quindi ha dato parere negativo agli altri emendamenti compreso il mio”. Lo ha dichiarato l’On. Fucsia FitzGerald Nissoli (eletta nella Circoscrizione estero – Ripartizione Nord e centro America) in occasione delle votazioni degli emendamenti alla Proposta di Legge sulla cittadinanza in corso a Montecitorio.
“Pertanto – ha proseguito la deputata – ho ritenuto opportuno ritirare l’emendamento per mantenere aperto un canale di dialogo costruttivo e fattivo con il Governo chiedendo, tramite un Odg, di lavorare ad un “provvedimento che permetta ai nati in Italia, figli di almeno un genitore italiano, che hanno perso la cittadinanza in seguito a espatrio, di riacquistare la cittadinanza italiana facendone espressa richiesta al Consolato italiano che ha giurisdizione nel territorio di residenza estera purché ciò non sia in contrasto con accordi bilaterali internazionali in vigore, come previsto nella Proposta di Legge Fitzgerald Nissoli, seguita da altre 316 firme”.
Il Governo, in seguito ha accolto tale Ordine del Giorno per cui “ sicuramente abbiamo fatto un passo avanti e dato un segnale positivo agli italiani all’estero”, ha commentato l’On. Fitzgerald Nissoli.
“Tuttavia – ha concluso l’on Nissoli – dobbiamo continuare a lavorare per far radicare, anche nel Governo, una sensibilità diffusa verso le politiche per gli italiani all’estero. Io continuerò a battermi tenacemente affinché ogni italiana e italiano che ha perso la cittadinanza andando a vivere all’estero possa riacquistarla presso il Consolato di appartenenza”.

Posted in Cronaca/News, Politica/Politics | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Eletta la Delegazione svizzera nel CGIE

Posted by fidest press agency su lunedì, 28 settembre 2015

unione italiani nel mondoDichiarazione di Dino Nardi: “Come consigliere uscente del Consiglio Generale degli Italiani all’Estero e dirigente della UIM formulo i migliori auguri di buon lavoro – sia personali che della Uim – ai nuovi sei consiglieri del CGIE eletti in Svizzera. Desidero, altresì, esprimere grande soddisfazione per l`elezione dei due candidati sostenuti dalla UIM e cioè Maria Bernasconi (peraltro unica donna eletta e presidente del PD in Svizzera) e Paolo Da Costa attuale vice presidente del Comites di Zurigo. Unico rammarico è quello che per la prima volta non vi sarà nel CGIE un rappresentante della Svizzera Romanda. Sono comunque convinto che tutti loro, per le loro capacità ed esperienza, sapranno ben rappresentare al meglio i diritti e gli interessi degli emigrati italiani ed in particolare della comunità italiana in Svizzera.” (foto: unione italiani nel mondo)

Posted in Cronaca/News, Estero/world news | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Celebrazione della canzone italiana con i “Dimmi di sì”

Posted by fidest press agency su giovedì, 24 settembre 2015

Palermo-Panorama-bjs-2Palermo: Sabato 26 settembre alle 21,30 sul palco del Dorian in piazza Don Bosco 11 a Palermo sarà una serata all’insegna della celebrazione della canzone italiana con i “Dimmi di sì”. Daniele Davì, Francesco Vannini e Daniele Zimmardi ci faranno immergere in una esibizione all’insegna della canzone italiana. In scaletta “Disperato erotico stomp” di Lucio Dalla, “Je so pazz” di Pino Daniele, “Vivere” di Vasco Rossi, “Il mio corpo che cambia” dei Litfiba, “Balliamo sul mondo di Ligabue, “Dieci ragazze” di Lucio Battisti.

Posted in Cronaca/News, Mostre - Spettacoli/Exhibitions – Theatre | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Agricoltura: Speranza italiana

Posted by fidest press agency su giovedì, 24 settembre 2015

agricolturaI dati forniti da Ismea e da Unioncamere nel corso del Flash Update di AgrOsserva sul crescere della produzione agricola nel 2015 (3-3,5%) – dichiara il presidente nazionale Confeuro, Rocco Tiso – confermano ancora una volta la capacità del settore primario di rispondere meglio di altri alla crisi economica iniziata nel 2008; nonché la sua abilità di raccogliere e vincere le sfide poste dalla globalizzazione. Ad aggiungersi ai risultati positivi della produzione agricola – continua Tiso – ci sono anche quelli relativi all’occupazione, anche questa cresciuta del 2% nel secondo trimestre dell’anno. Purtroppo – prosegue Tiso – ancora una volta, soprattutto alla luce di questi numeri, diventa difficile comprendere il perché il governo non intenda puntare sul comparto agroalimentare fino al punto da averlo di fatto cancellato dalla propria agenda politica. Noi della Confeuro però – conclude Tiso – rimaniamo assolutamente convinti che sia questa la strada da seguire e non mancheremo mai di dare il nostro apporto ad una causa che riteniamo la più giusta.

Posted in Spazio aperto/open space | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

L’industria farmaceutica italiana torna ad investire all’estero

Posted by fidest press agency su martedì, 7 luglio 2015

psicofarmaciL’italiana P&R ha acquisito il 20% di TRB Group, azienda svizzera operante a livello internazionale nel settore dei prodotti farmaceutici e dei dispositivi medici derivanti dall’acido ialuronico. P&R holding è uno dei principali gruppi chimico-farmaceutici italiani, controllante, tra le altre, di Fidia Farmaceutici (società leader nella ricerca, sviluppo e produzione di acido ialuronico). Con l’acquisizione di una quota di TRB, il gruppo prosegue la politica di internazionalizzazione, uno dei principi fondanti di P&R, già presente in US, Kazakhstan, Germania e Spagna a cui si affiancheranno nell’anno in corso Russia, Dubai e KSA. Attualmente P&R Impiega circa 2.000 dipendenti, incrementati del 22% negli ultimi 3 anni e distribuiti nei segmenti chimico e farmaceutico. Il gruppo genera un fatturato consolidato di circa 500 milioni di euro, di cui il 60% all’estero.

Posted in Economia/Economy/finance/business/technology | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »