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Quotidiano di informazione – Anno 30 n° 279

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Olimpiadi: sostegno alla candidatura italiana

Posted by fidest press agency su sabato, 7 luglio 2018

“Oggi Cortina, Milano e Torino hanno presentato i loro progetti di candidatura ad ospitare i Giochi Olimpici invernali 2026. Al di là del legittimo tifo di ognuno di noi: in bocca al lupo a tutte e tre! Da uomo di sport prima ancora che da deputato mi sento di invitare il Governo a sostenere lo Sport Italiano indipendentemente dalla candidatura che verrà scelta dal Comitato Olimpico Italiano. Sono certo che il Coni saprà individuare la candidatura italiana con maggiori possibilità di convincere i membri del CIO. Sarà una competizione molto difficile tra candidature di tutti i continenti. Serve l’aiuto di tutti. Una scelta politica ci ha già fatto perdere la possibilità di organizzare a Roma i Giochi Olimpici estivi del 2024. Una ferita difficile da dimenticare. Il Governo dia ora forza alla candidatura italiana per i Giochi Olimpici 2026. L’Italia ha il dovere di portare la candidatura con il progetto migliore. La candidatura con le migliori possibilità di far vincere il nostro Paese. Qualunque sarà la scelta, sarà la scelta che rappresenterà tutti noi. Mi auguro che in questa competizione il governo e tutti i parlamentari di ogni gruppo politico sapranno essere dalla parte dello Sport Italiano. Con i fatti”. Lo afferma in una nota Marco Marin, deputato di Forza Italia e campione olimpico.

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Individuare i fattori chiave per il futuro della sanità in Italia

Posted by fidest press agency su venerdì, 1 giugno 2018

Milano Lunedi 4 Giugno, ore 9.30-13.30, Aula Magna, Via Gobbi 5 si svolgerà il Convegno Nazionale “Valutare Aziende, Processi di cura e di ricerca” dell’Academy of Health Care Management and Economics, partnership nata nel 2010 su iniziativa di Novartis e SDA Bocconi.
L’appuntamento ha l’intento di proporre un focus su alcuni aspetti cruciali per il futuro della salute in Italia, per la stabilità e sostenibilità del sistema e per la sua efficacia nel rispondere alle esigenze di pazienti e cittadini. Con l’occasione, saranno illustrati i dati del lavoro condotto in questi otto anni di collaborazione, che ha coinvolto 40 aziende sanitarie e 10 regioni, durante i quali sono stati sperimentati con successo sul campo gli strumenti sviluppati dall’Academy.L’evento rappresenterà un’occasione di confronto per manager della sanità pubblica, accademici e rappresentanti delle istituzioni politico-sanitarie nazionali e regionali.

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Street Dance italiana

Posted by fidest press agency su martedì, 24 aprile 2018

Roma Sabato 28 Aprile alle 21:00 le migliori Crew italiane si affronteranno sul palco del Teatro Olimpico di Roma per guadagnare la vetta della Street Dance italiana e conquistare un posto al World Hip Hop Dance Championship (Phoenix, USA, 6-11 agosto), la celebre competizione mondiale prodotta dai creatori del talent America’s Best Dance Crew.In un percorso che guida ogni anno i danzatori italiani verso la platea internazionale, le migliori ventiquattro Crew italiane, scelte attraverso una serrata selezione pomeridiana, si ritroveranno per una serata di grande spettacolo e competizione condotta dal rapper RIDO (già alla guida di Rapture / All Music, poi autore di The Flow / Deejay TV).
Suddivise in quattro categorie – Junior (7-12), Varsity (13-17 anni), Adult (18+) e Megacrew – le Crew si sfideranno con performance originali per mostrare il meglio della street dance “made in Italy” davanti a una giuria internazionale composta da alcune star del settore. Ospite d’onore la statunitense AMARI MARSHALL, già danzatrice per Lady Gaga e innumerevoli festival, show televisivi e video musicali, docente al Movement Lifestyle Studio e al Debbie Reynolds Dance Studio di Los Angeles. Ben tre gli ospiti dalla Francia: DOMINIQUE LESDEMA, danzatore e coreografo per la tv francese e docente presso lo Studio Heart Point di Parigi di sua fondazione; FUNKY-J, professionista del Lockin’ e docente presso la Paris Dance School, vincitrice di moltissime competizioni nel mondo; JOEL, fondatore della crew 9-1PACT e finalista nel 2013 al World Hip Hop Dance Championship. Ancora dagli USA, ZULU GREMLIN, icona della cultura Hip Hop delle origini, coreografo per il cinema (“Step Up”) e danzatore per alcuni big della musica (Justin Bieber, Rihanna); dall’Italia SWAN, uno dei più importanti rappresentanti del Poppin’ e del Lockin come ballerino, insegnante e coreografo in Europa.
Hip Hop International coinvolge ogni anno il meglio della community globale della Street Dance in oltre trenta paesi, svelando al pubblico e all’industria dell’intrattenimento televisivo e dal vivo i migliori talenti emergenti del settore.BIGLIETTI: Teatro Olimpico (06.3265991), circuito VIVATicket, circuito Ticka. http://www.hiphopinternational.it

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La tecnologia laser italiana sbarca in Brasile

Posted by fidest press agency su venerdì, 12 gennaio 2018

san paolo brasileCon il supporto assicurativo di SACE, che insieme a SIMEST costituisce il Polo dell’export e dell’internazionalizzazione del Gruppo CDP, CYLASER ha esportato macchinari in Brasile per 1,5 milioni di euro.L’intervento di SACE ha consentito alla PMI vicentina, leader nella fabbricazione di impianti per il taglio laser in fibra ottica e sistemi di saldatura, di offrire al cliente brasiliano dilazioni di pagamento competitive, assicurandosi contro il mancato pagamento per cause di natura commerciale e politica, e di ottenere liquidità immediata attraverso la cessione pro soluto dei crediti assicurativi.“Forte dell’esperienza acquisita negli anni e del proprio know-how, l’azienda ha deciso di ampliare la propria produzione aprendosi ai mercati internazionali” – ha dichiarato Martina Campana, Amministratore di CYLASER –. Anche grazie a SACE, CYLASER sta operando in America Latina, con una particolare attenzione al Brasile, un mercato con ottime prospettive per il futuro”. CYLASER è attiva dal 2004 nella produzione e commercializzazione di impianti industriali per il taglio laser in fibra di metalli e offre soluzioni personalizzate di automazione e movimentazione pezzi che contribuiscono al raggiungimento di alti livelli di produttività.

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Sondaggio sulla situazione attuale dell’economia italiana

Posted by fidest press agency su giovedì, 4 gennaio 2018

industria-mecspe1E’ stato effettuato presso i suoi Soci tra il 18 ed il 31 dicembre 2017. Ha visto la partecipazione di 48 intervistati. Circa il 90% degli operatori finanziari ritengono positiva e stabile la situazione attuale dell’economia Italiana. In termini di aspettative sui prossimi sei mesi, la differenza tra coloro che risultano ottimisti sulle prospettive dell’economia italiana, rispetto ai pessimisti, è pari a 27,7, un valore che rappresenta il “CFA Italy Radiocor Sentiment Index” per il mese di gennaio 2018. Il dato di sintesi scende rispetto alla precedente rilevazione di 34,5, mantenendosi comunque su valori superiori alla prima metà del 2017.
I risultati del sondaggio relativo alla situazione macroeconomica attuale ed attesa italiana vanno letti nel quadro di una crescita globale che nel corso del 2017 ha sorpreso in positivo, manifestandosi più sostenuta e sincronizzata di quanto non fosse atteso da molti analisti, e le attese sull’Italia non hanno fatto eccezione seguendo la stessa tendenza. Infatti, se ad inizio 2017 gli “ottimisti” sulla crescita italiana nel sondaggio rappresentavano poco più del 20%, con un Sentiment Index che si attestava a valori inferiori al 10%, nel corso dell’anno la tendenza è stata per una progressiva revisione al rialzo, complici anche una stringa di dati positivi di sia dal lato della produzione che della domanda interna. Ad oggi, nonostante una inflessione nell’ultimo dato di dicembre, probabilmente dettata anche dall’effetto legato al recente annuncio dell’appuntamento elettorale di marzo, il Sentiment Index sembra comunque confermare l’attesa di una situazione economica in consolidamento che si inserisce in un contesto generalmente favorevole. Guardando nel dettaglio della survey, infatti, i partecipanti all’indagine sembrano avere attese molto positive nei confronti dell’economia europea in aggregato, se vogliamo anche migliori rispetto all’economia americana, benché nell’ultimo mese l’approvazione del Tax Cut and Jobs Act negli U.S.A. abbia probabilmente determinato un lieve upgrade delle previsioni di crescita americane, come si può evincere dal miglioramento del sondaggio su questa area. Sull’altro tema macroeconomico “caldo”, l’inflazione, i partecipanti sembrano prendere una posizione molto netta e condividere generalmente l’opinione che nei prossimi sei mesi, in primis negli Stati Uniti ma con notevole e rinforzata fiducia anche in Eurozona e in Italia, rivedremo l’inflazione risalire, verosimilmente diretta conseguenza delle attese di crescita che porteranno l’economia americana ed europea a crescere sopra potenziale per un altro anno in un contesto globale in cui l’output gap dovrebbe anch’esso approssimarsi a chiusura. Pressioni domestiche (crescita sopra potenziale), riduzione dell’overcapacity globale (global output gap in restringimento) e attese di petrolio in crescita sono verosimilmente il quadro che i partecipanti al sondaggio si attendono per giustificare queste attese di inflazione al rialzo.Coerentemente con questo contesto macroeconomico positivo, i partecipanti propongono view di tassi a tre mesi in salita, scontando da un lato una Federal Reserve che nel rispetto del proprio mandato, continuerà un tightening graduale e probabilmente una Banca Centrale Europea che progressivamente inizierà a mostrarsi meno dovish di quanto non sia attualmente prezzato. Un rialzo è inoltre scontato sulla parte a lunga della curva, verosimile riflesso delle citate condizioni economiche, attese di inflazione e variazione dei tassi a breve.In questo contesto, i partecipanti al sondaggio continuano a vedere un modesto apprezzamento del dollaro USA vs Euro, sebbene la percentuale sia in diminuzione, ed un deprezzamento più marcato dello Yen.Relativamente alle performance attese del mercato azionario, i partecipanti sembrano suggerire una preferenza relativa per il mercato italiano ed europeo rispetto a quello americano. Con riferimento invece alla redditività delle società italiane, nei prossimi sei mesi il re-rating delle aspettative di crescita, inflazione e politica monetaria hanno prodotto rispetto al mese passato una riallocazione delle preferenze per il settore petrolifero, con il maggiore incremento, seguito dal settore Assicurativo e poi Bancario. In discesa le attese di redditività del settore Automobilistico, delle Costruzioni e delle Comunicazioni.

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Rapporto sulla sanità italiana: non ci siamo proprio

Posted by fidest press agency su venerdì, 22 dicembre 2017

sanitàL’Italia investe per il servizio sanitario il 14,1% della spesa pubblica, cioè l’1,1% in meno rispetto alla media europea e ben il 5,2% in meno rispetto all’Irlanda, il paese che vi dedica la quota più alta.Il rapporto mette inoltre in evidenza tre punti fondamentali: l’invecchiamento del personale sanitario, il precariato e la cronica insufficienza degli organici.Solo per quel che riguarda i medici di base, entro il 2023 andranno in pensione circa 21.700 medici su poco più di 45mila, a fronte di solo 6mila giovani medici in ingresso. Eppure si continua a praticare il numero chiuso per l’iscrizione alle facoltà di medicina, nonostante si preveda, con questi numeri, che entro il prossimo decennio almeno un terzo dei cittadini non potrà avere un medico di famiglia.
Già nel 2011 nella sanità pubblica operavano 35mila precari, di cui 10mila medici. La situazione sicuramente è peggiorata negli ultimi anni, vista la malsana tendenza da parte delle Regioni a fare ricorso al lavoro precario per far fronte alla carenza di personale causata dal mancato turn-over.
Ma non finisce qui. Se ai già scarsi fondi previsti per la sanità pubblica si aggiungono i danni provocati dalla corruzione, dall’inefficienza della spesa pubblica nel comparto sanitario e dagli sprechi, il quadro diventa drammatico. Sommando il peso di solo questi tre fattori il danno ammonterebbe a ben 26,6 miliardi di euro all’anno.Una delle contraddizioni più difficili da digerire è quella della lunghezza delle liste di attesa per le visite specialistiche e per i ricoveri ospedalieri. Inutile dire che il ricorso all’intramoenia è non solo inutile, ma addirittura dannoso, in quanto finisce per dilatare i tempi di accesso per chi non vi fa ricorso e genera un forte disparità nell’erogazione della cura, alla faccia dell’uguaglianza di tutti i cittadini sancita dalla Costituzione.E sempre in tema di disuguaglianze, si registra una forte disparità tra nord e sud in quanto a dotazione di apparecchiature tecnicobiomediche, che comunque risultano, in generale, carenti e non aggiornate.Secondo qualcuno staremmo uscendo dalla crisi. Nulla di più falso, se uscire dalla crisi significa continuare a ridurre la spesa pubblica a discapito della salute di tutti.
Continuando ad obbedire ai dettami di provvedimenti come il Fiscal Compact che, imponendo come priorità assolute il pareggio di bilancio e la riduzione del debito, spingono sempre di più a tagliare i servizi sociali come la Sanità, si risponde solo agli interessi della sanità privata e delle assicurazioni.Quindi non è così che si esce dalla crisi. Anzi, è esattamente il contrario. È proprio questa continua riduzione della spesa pubblica, a favore degli interessi di pochi, ad aver generato e fatto crescere questa crisi, che sta assumendo sempre di più i connotati di un intenzionale attacco nei confronti del bene comune.Solo difendendo il bene comune, invece, possiamo migliorare la qualità di vita della maggioranza dei cittadini. Questo significa per noi uscire dalla crisi. (fonte partito umanista) (foto: sanità)

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A Londra per raccontare la bellezza, l’eleganza e il fascino dell’Alta Moda Italiana

Posted by fidest press agency su lunedì, 11 dicembre 2017

Mrs Karen Lawrence Terracciano and models in outfits Michele MiglionicoMichele Miglionico and modelsLondra La cultura e la moda hanno preso possesso dell’Ambasciata Italiana a Londra e l’occasione è stata data da Mrs Karen Lawrence Terracciano, moglie dell’ambasciatore italiano a Londra S.E. Pasquale Terracciano, che ha organizzato una visita privata alle sale del palazzo storico di Grosvenor Square che ospita la residenza privata degli ambasciatori italiani nel Regno Unito. Un vasto pubblico internazionale che comprendeva oltre le consorti degli ambasciatori residenti a Londra alcuni giornalisti del Fashion System britannico che hanno assistito alla sfilata dello stilista italiano Michele Miglionico. Una collezione composta da 30 look dove lo spirito dell’alta moda ha avvolto le sale della residenza londinese del 18esimo secolo. Un omaggio dell’Italia nel cuore di Londra per puntualizzare una certa “allure” che va ricercata quando si parla di alta moda. Uno splendido pomeriggio all’insegna della moda e dell’arte Italiana.
Il racconto di una moderna Couture Italiana che ha come sentimento un profondo rispetto per le donne di tutto il mondo.

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Francoforte: L’editoria italiana si presenta alla 69ma edizione della Buchmesse con 235 editori

Posted by fidest press agency su venerdì, 6 ottobre 2017

francofortelibriFrancoforte dall’11 al 15 ottobre. Lo Spazio Italia, stand collettivo italiano, riunisce quest’anno 118 editori in 500 metri quadrati di spazio espositivo e costituirà la vetrina tricolore alla 69ma edizione del più importante appuntamento internazionale per lo scambio dei diritti editoriali e per la promozione della cultura e dell’editoria italiana all’estero. La Buchmesse attende complessivamente più di 7000 espositori di oltre 100 paesi, con la Francia paese ospite d’onore.La tradizionale collettiva italiana – organizzata dall’Associazione Italiana Editori (AIE), Ministero dello Sviluppo Economico e ICE – Agenzia per la promozione all’estero e l’internazionalizzazione delle imprese italiane – si troverà nella Hall 5.0, stand C36 e C37.Saranno complessivamente 235 gli editori italiani presenti alla Buchmesse. All’interno dello Spazio Italia esporranno 118 case editrici. Tra questi anche gli editori di cui la Regione Lazio e la Regione Piemonte hanno supportato la presenza – il Lazio attraverso l’Assessorato Cultura e Politiche Giovanili, l’Assessorato Sviluppo economico e Attività produttive e LazioInnova (società in house di Regione Lazio), il Piemonte tramite l’Assessorato alla Cultura e Turismo – e che hanno sede nelle rispettive regioni. Presente anche la Sardegna con una rappresentanza di 8 editori gestiti dall’Associazione Editori Sardi.Sarà il Ministro dei Beni delle Attività culturali e del Turismo, Dario Franceschini, in rappresentanza del Governo italiano – accompagnato dal Presidente dell’AIE, Ricardo Franco Levi, l’Ambasciatore d’Italia presso la Repubblica federale di Germania, Pietro Benassi – a inaugurare il padiglione italiano nella giornata di apertura, il 11 ottobre alle 10.30, insieme a tutti gli editori italiani presenti.Sarà l’occasione per presentare alla stampa, italiana e internazionale, il Rapporto sullo stato dell’editoria Italiana 2017.

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BAUBEACH® la spiaggia italiana che fa tendenza

Posted by fidest press agency su lunedì, 14 agosto 2017

maccareseMaccarese (RM) 15 agosto 2017 Via Praia a Mare SNC. Baubeach® è la prima spiaggia italiana che fa tendenza attraverso un life-style totalmente etico, vegan friendly, ambientalista e con una particolare attenzione al benessere olistico di cani ed esseri umani, propone per il 15 agosto un viaggio emozionale che parte dalla osservazione delle meraviglie sbocciate nell’Orto Sinergico, novità di questa estate torrida e frutto di uno studio su tecniche di coltivazione antiche e totalmente esenti da fertilizzanti, pesticidi o altro che non sia la Natura allo stato primitivo e pulito. “In questa giornata di canonici e rumorosi festeggiamenti – afferma Patrizia Daffinà, ideatrice della prima spiaggia per cani del nostro Paese (unica certificata Iso 13009) – l’idea è quella di sbalzare le persone in una dimensione di eterea osservazione e attenzione, conducendole per mano a fare silenzio e ad accorgersi della magia che ci circonda per poter coltivare e rinfrescare la propria energia mentale verso percorsi creativi di immaginazione, sorriso, riflessione.” Dopo un’offerta gustosa e salutare di cibi preparati in parte con i frutti dell’Orto, sapientemente scelti tra le ormai celebri ricette del Ristoro Vegan (il primo sul mare del nostro Paese), faranno capolino sui tavoli delle immagini scattate da Carola Ghilardi nell’Orto e nel Giardino Mediterraneo: tra le “primizie” dell’orto vi sono erbe officinali, verdure di stagione e aromatiche, zucchine gialle, rosse e verdi in fiore e insalate variopinte, cresciute d’acqua e amore in uno spicchio di terra assolata che introduce alla spiaggia. Le persone che vorranno partecipare verranno condotte a guardare più da vicino le piccole meraviglie e verrà spiegato loro come creare un Orto in casa, scrigno prezioso dal quale attingere per tutto l’anno nutrimento per il corpo e per l’anima. Nella ricca giornata dedicata ad Armonia e Natura a condurre una speciale esperienza artistica sarà la pittrice Karen Thomas, gioiosa ambasciatrice di Pace con le sue Opere conosciute e apprezzate a livello internazionale, che guiderà i partecipanti alla scoperta del patrimonio di stimoli e colori e forme che talvolta possono passare inosservati, ma che sono sicuramente una fonte vitale di ispirazione. A tale proposito verrà allestita una piccola Officina d’Arte in cui ognuno avrà la sua tela, colori e pennelli, restituendo così al bianco della tela – con creazioni personali – il ricordo delle forme scoperte. L’immancabile, sgargiante rossa cocomerata rinfrescherà i palati mentre i colori delle creazioni creeranno un mosaico delle emozioni di questo giorno di mezz’estate al mare, come tradizione vuole, poiché – conclude Patrizia Daffinà – “Baubeach® vuole essere questo: un contenitore di emozioni, di consapevolezza, di attenzione verso il mondo naturale, verso un rispetto troppe volte offeso, verso l’energia creativa che illumina il giorno e rende le notti quiete, verso il racconto dell’incontro fantastico tra l’umana specie e la gioiosità animale, la sua trasparenza e la sua totale innocenza.” (foto: Baubeach)

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È uscito il saggio sulla commedia sexy italiana

Posted by fidest press agency su domenica, 13 agosto 2017

commedia sexyLa commedia sexy all’italiana (detta anche scollacciata o erotica) è un sottogenere della commedia all’italiana. Imperversò dagli anni ’70 fino ai primi anni ’80 quando gradualmente si spense fino a scomparire, nonostante alcuni tentativi andati a vuoto, negli anni a venire, di rivitalizzarla. Parliamo di un genere cinematografico che ebbe grande successo in Italia, riempì i cinema e riscosse ottimi incassi. La commedia sexy, che presentava numerosi sotto-filoni (come il decamerotico, la variante femminile del poliziottesco, lo scolastico, il militare, il barzelletta movie e altri) era caratterizzata da sceneggiature più o meno semplici che avevano il fine ultimo di mostrare le prosperose grazie della bella di turno. Queste pellicole, da sempre snobbate da certa critica, sono state sdoganate negli ultimi anni (grazie anche al Festival di Venezia che nel 2004 ha presentato una retrospettiva italiana dedicata al cinema di serie B), fino a vivere una seconda giovinezza e a essere considerate in alcuni casi film cult. Molti e importanti registi si impegnarono in questo genere di film: Gordiano Lupi, con un’attenta e approfondita analisi, ne ripercorre le tappe cinematografiche, tra descrizioni delle trame, aneddoti, ricordi: un tuffo nel passato, per tornare a un tipo di cinema e a un’Italia che non esistono più. Una serie di foto di attrici (alcune inedite) e di locandine impreziosiscono questo fondamentale saggio sul cinema di genere.
L’AUTORE: Gordiano Lupi (Piombino, 1960). Traduce ispanici, si occupa di cultura cubana e scrive di cinema italiano. Tra le sue numerose pubblicazioni ricordiamo: una Storia del cinema horror italiano in cinque volumi. I suoi romanzi Calcio e acciaio – Dimenticare Piombino (Acar, 2014), e Miracolo a Piombino – Storia di Marco e di un gabbiano, sono stati presentati al Premio Strega. Blog di cinema: La Cineteca di Caino (http://cinetecadicaino.blogspot.it/).
(Storia della commedia sexy all’italiana. Da Sergio Martino a Nello Rossati ISBN: 9788867933006 Collana: ItaliaNascosta Pag. 224 Prezzo: € 16,00) (foto: commedia sexy)

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L’obiezione di coscienza nella Sanità italiana

Posted by fidest press agency su sabato, 15 luglio 2017

Ministero saluteCi sono stati dei casi, come ad esempio quello della giovane madre di Catania morta con i suoi due gemelli, perché non si è intervenuti tempestivamente a causa del fatto che i due feti fossero ancora vivi, determinando così la morte della madre. Questo lo accerteranno i giudici, ma ciò che bisogna chiarire è: perché in quel reparto in base a quanto dichiarato dal primario, su dodici medici altrettanti erano obiettori.
La legge 194 del 22 maggio 1978, articolo 9 sull’interruzione di gravidanza stabilisce che: “L’obiezione di coscienza non può essere invocata dal personale sanitario, ed esercente le attività ausiliarie quando, data la particolarità delle circostanze, il loro personale intervento è indispensabile per salvare la vita della donna in imminente pericolo”. Quindi, le pazienti italiane dovrebbero essere tutelate sia a livello legale, dove prevale la tutela della salute della madre in pericolo di vita, sia a livello di etica professionale del medico, che risponde al giuramento di Ippocrate.
In Italia invece, si sta mettendo sullo stesso piano la libertà di coscienza di un medico con l’intervento necessario a salvare la vita umana.
Gli ultimi dati forniti dal ministero della Sanità sono allarmanti, parlano di circa il 70% di obiettori a livello nazionale, tra i ginecologi. In particolare, nel Molise è obiettore di coscienza il 93,3% dei ginecologi, il 92,9% a Bolzano, il 90,2% in Basilicata, l’87,6% in Sicilia, l’86,1% in Puglia, l’81,8% in Campania, l’80,7% nel Lazio e in Abruzzo. I tassi più bassi in Valle d’Aosta al 13,3%, al secondo posto, l’Emilia Romagna con il 51,8% dove non-obiettore è appena la metà dei medici disponibili nel pubblico.La legge è chiara: negli ospedali in cui vi siano medici obiettori deve sempre e comunque essere reso disponibile personale non-obiettore, anche perché, chiamare personale da altre strutture ha un costo elevato e non vi sono fondi per la copertura.
In Italia esistono realtà in cui i medici obiettori sono pari al 100%, se una malcapitata si ritrova in uno di questi ospedali, la sua vita, nel peggiore dei casi, potrebbe essere a rischio, nel “migliore” invece sarà rimpallata da un ospedale all’altro prima di poter interrompere la gravidanza.
All’estero ad esempio, se si è un medico obiettore e non si interviene, si viene penalizzati economicamente perché non viene svolta questa parte del lavoro. Oppure, se in cuor proprio si è obiettori per coscienza, si prendano semplicemente altre specializzazioni. Infine come afferma la legge: per tutelare la salute delle cittadine si deve fare in modo che all’interno delle strutture vi sia sempre e comunque garantita una quota di non-obiettori attraverso dei bandi ad hoc per medici non obiettori e fare in modo che siano equamente distribuiti. I primari hanno il dovere di garantire il rispetto della norma.

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L’industria italiana del packaging in cartone ondulato s’incontra a Roma

Posted by fidest press agency su venerdì, 19 maggio 2017

cartone ondulatoRoma 19 e 20 maggio al Cavalieri Waldorf Astoria Hotels & Resorts si farà il punto sullo stato dell’arte del comparto italiano del cartone ondulato, che nel 2016 ha registrato una produzione nazionale complessiva – in superficie – di 6.573.500.000 metri quadri (in peso 3,7 milioni di tonnellate), con una crescita dell’1,8% sul 2015.A conferma dello stato di salute del settore, il fatturato delle aziende che lo compongono ammonta a circa 3,8 miliardi di euro. A dispetto di un contesto economico nazionale non sempre roseo, l’industria del cartone ondulato si mantiene dunque stabile e in forze, garantendo occupazione a circa 15 mila addetti.“Con il bilancio 2016 si chiude il quarto risultato positivo consecutivo negli ultimi anni – dichiara il presidente di GIFCO, Amelio Cecchini – La crescita produttiva è una conferma di come il nostro sia un comparto in salute, veicolo fondamentale per l’industria italiana, con un ruolo fondamentale nella valorizzazione dell’export e nella competitività del prodotto made in Italy”. “I segnali positivi non si arrestano: – continua il presidente – nel primo trimestre 2017, infatti, la produzione in metri quadri è cresciuta del 3,8% rispetto ai primi tre mesi del 2016”.Oggi nel nostro Paese 9 imballaggi su 10 sono prodotti dalle aziende associate a GIFCO. E l’Italia si conferma ancora il principale produttore di cartone ondulato a livello europeo, dopo la Germania.GIFCO associa 70 stabilimenti che producono cartone ondulato e 353 scatolifici. In Italia, quasi la metà della produzione nazionale di cartone ondulato si concentra tra Lombardia (che con una quota del 23,7% si conferma nel 2016 la regione più produttiva), Emilia-Romagna e Marche (che insieme rappresentano il 22,9% della produzione nazionale). Seguono come aree produttive il Triveneto (17,2% di quota di mercato), Toscana (14,1%), Sud e Isole (8,9%), Lazio-Umbria-Abruzzo (7,2%) e in coda Piemonte-Liguria-Valle d’Aosta (5,9%). Guardando ai settori merceologici, l’alimentare (ortofrutta, prodotti freschi e lavorati, bevande, pesci, carni e polli) risulta ancora la destinazione primaria di questo materiale, con una quota di mercato in crescita che si attesta al 58,3%. Il restante 41,7% delle scatole in circolazione nel 2016 è stato utilizzato dai comparti non food, dagli elettrodomestici all’edilizia, dall’industria metalmeccanica a quella farmaceutica, dall’arredamento, all’igiene, al cosmesi e la pulizia per la casa ecc. Da segnalare, nello sviluppo del comparto del cartone ondulato, il peso sempre più rilevante delle vendite online. “L’e-commerce è un settore fondamentale per lo sviluppo della nostra filiera, laddove il Amelio_Cecchinicartone ondulato è il packaging per eccellenza per le spedizioni dei beni acquistati online”, sottolinea il presidente di GIFCO.Il cartone ondulato è il materiale da imballaggio naturale ed eco-sostenibile per eccellenza. Negli anni l’impegno dei produttori associati a Gifco si è concentrato progressivamente verso la riduzione dell’impiego di materie prime: il peso medio del cartone ondulato è oggi di 566 grammi per metro quadro, quando nel 2000 era di 605 grammi.
Questo comparto può vantare anche un altro importante pregio: essere un attore fondamentale nel circolo virtuoso del riciclo di carta e cartone. Oggi l’80% degli imballaggi prodotti dalle aziende associate a Gifco è realizzato con carta riciclata. A loro volta gli imballaggi giunti a fine vita sono riciclabili nella loro totalità: grazie al lavoro di Comieco, il consorzio nazionale per il recupero e il riciclo degli imballaggi a base cellulosica, ogni anno in Italia l’89% degli imballaggi di carta e cartone vengono avviati a recupero, l’80% a riciclo. La fibra vergine viene prodotta secondo politiche di forest management certificate da enti internazionali come PEFC e FSC, che garantiscono una gestione sostenibile delle risorse naturali. Per ogni albero tagliato per produrre cartone ondulato vergine ne vengono infatti piantati tre. (foto: Amelio_Cecchini, cartone ondulato)

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Italia Startup porta l’innovazione italiana a Singapore

Posted by fidest press agency su mercoledì, 3 maggio 2017

singapore-marinaItalia Startup prosegue la propria politica di sostegno allo sviluppo internazionale dell’ecosistema dell’innovazione italiano. Dal 3 al 4 maggio l’Associazione sarà presente, per il terzo anno consecutivo, all’Innovfest Unbound di Singapore dove, in collaborazione con l’Italian Trade Agency (ITA), darà l’opportunità ad alcune giovani imprese innovative associate, scaleup e ai loro partner, aziende incluse, di prendere parte a uno dei più importanti eventi in Asia sui temi dell’innovazione e delle startup.Saranno le startup Bermat, Littlesea, Mon-k, Wear, Wib e XMetrics insieme all’agenzia della Provincia Autonoma di Trento Trentino Sviluppo e all’acceleratore di startup hardware Industrio le realtà associate a Italia Startup che prenderanno parte alla missione per presentarsi all’Innovfest Unbound di Singapore, manifestazione che attrae oltre 8.000 persone da tutto il mondo. I partecipanti avranno così l’opportunità di entrare in contatto con l’ecosistema startup asiatico e le possibilità di funding, partnership, market expansion o ricerca che esso offre. Grazie alla collaborazione con ITA, sarà allestita una “Italian Area” che ospiterà le startup e gli incubatori associati partecipanti, dando loro la possibilità di incontrare investitori e stakeholders provenienti da Singapore ma anche da tutto il mercato asiatico. Sono previsti 60 minuti di pitching time dedicato alle startup italiane oltre all’accesso a eventi privati quali hackatons, competizioni e speed dating con investitori.Oltre alla partecipazione in fiera, per dare ancora maggior visibilità e supporto ai partecipanti, nelle giornate del 2 e 5 maggio verrà organizzata un’agenda di attività che comprende incontri con investitori e partner locali, visite a incubatori e acceleratori, centri di ricerca e meeting per dare tutte le informazioni su come operare a Singapore ed in Asia.“La presenza per il terzo anno di fila dell’Associazione e dei suoi associati ad Innovfest è motivata dalla grande attrattività del mercato asiatico per l’innovazione italiana e dalla convenienza di Singapore come rampa di lancio verso tale mercato.” commenta Marco Villa, consigliere di Italia Startup con delega allo Sviluppo Internazionale “Singapore è il Paese più competitivo in Asia ed il secondo nel mondo. Gli sforzi del governo e del settore privato, in pochi anni, hanno creato uno degli ecosistemi più dinamici ed attrattivi per startup e scaleup da varie parti del mondo. Per queste ragioni è particolarmente utile dare alle startup italiane e all’ecosistema che le sostiene la possibilità di aprirsi verso questi mercati, tanto dinamici quanto meno affollati dei tradizionali sbocchi europei ed americani.”Con la presenza di 65 fondi di Venture Capital ed investimenti per circa $1bn sia nel 2014, che nel 2015, Singapore è al centro dell’innovazione in Asia. È inoltre il quarto centro finanziario al mondo e il primo Paese in Asia per easiest place to do business, most competitive country, IP protection and transparency. La missione a Singapore rientra tra le numerose attività relative all’area Sviluppo Internazionale organizzate da Italia Startup allo scopo di promuovere l’ecosistema italiano all’estero e sviluppare una rete di rapporti solidi con altri ecosistemi mondiali.

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“E’ tornato Renzi ed è aumentato il caos nella politica italiana”

Posted by fidest press agency su mercoledì, 1 marzo 2017

renato-brunetta“Sono aumentate le comparsate dell’ex presidente del Consiglio, dell’ex segretario di partito in televisione, si rivede un film già visto da Fazio”.Lo ha detto Renato Brunetta, capogruppo di Forza Italia alla Camera dei deputati, parlando con i giornalisti in sala stampa a Montecitorio.“A che titolo poi Renzi sia andato da Fazio non si sa, però questi sono i tempi, la Rai sempre asservita all’ex-ex. Ce ne faremo una ragione. Mentre il Consiglio d’amministrazione della Rai, giustamente, dice: applicate il tetto dei 240.000 euro anche alle star. Noi siamo per questa strategia: trasparenza, tetto, basta con i privilegi per poche decine di persone che hanno fatto il bello, il brutto e il cattivo tempo nella televisione di Stato, che ricordiamo essere un servizio pubblico e non al servizio delle star.Ieri a ‘Che tempo che fa’ abbiamo sentito l’intervista di Renzi a Fazio, ed è stata molto interessante, come al solito”, ha concluso, ironicamente, Brunetta.

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Gli ambasciatori della lingua italiana

Posted by fidest press agency su martedì, 7 febbraio 2017

università roma tre«Pur essendo condivisibile la preoccupazione che emerge dalla lettera aperta dei seicento docenti universitari al presidente del Consiglio, al ministro dell’Istruzione e al Parlamento italiano sul depauperamento della lingua italiana, scritta e orale, nei ragazzi che escono dalla scuola, segnaliamo tuttavia una notizia positiva: da qualche anno neolaureati di Roma Tre, selezionati da un bando pubblico, sono impegnati ad insegnare l’italiano all’estero». Così il rettore dell’Università Roma Tre, Mario Panizza. «La lingua italiana, tra l’altro, è sempre più richiesta. La tendenza è in rapida crescita poiché sono in crescita le attività che l’Italia porta all’estero ad esempio nei settori dell’arte, della moda, del design, dell’enogastronomia. Proprio per questo è auspicabile un impegno sempre maggiore dei docenti universitari, di tutte le discipline, per sostenere le corrette espressioni della nostra lingua nei diversi settori del sapere».I neolaureati chiamati ad insegnare l’italiano all’estero, grazie al progetto pilota voluto dal Ministero degli Esteri, affiancano i docenti che svolgono all’estero corsi di lingua e cultura italiana. Al progetto partecipano, oltre a Roma Tre, le Università per stranieri di Siena e di Perugia. «Questo progetto vuole potenziare la qualità e l’offerta dei corsi di lingua e cultura italiana all’estero, tramite l’inserimento delle più innovative tecniche di insegnamento di cui i neolaureati sono portatori», spiega il rettore Panizza. «La collaborazione tra docenti locali e neolaureati inviati dall’Italia, tramite la condivisione di esperienze e competenze, oltre a qualificare l’offerta formativa può aprire percorsi professionali interessanti per i neolaureati». Il bando annuale, per titoli, del progetto-pilota è riservato a neolaureati (laureati triennali e magistrali da non più di 24 mesi) con specifiche competenze didattico-metodologiche e linguistiche per svolgere attività di insegnamento della lingua italiana all’estero. La graduatoria viene inviata dal Ministero degli Esteri agli enti gestori dei corsi, che chiamano i candidati più adatti alle proprie necessità – in relazione alla graduatoria per l’area linguistica di riferimento, al curriculum e alla conoscenza della lingua straniera richiesta – specificando la durata dell’incarico, le mansioni, le ore di impegno settimanale, il compenso e gli eventuali benefit accessori. L’attività prevista è per un anno, rinnovabile per una sola volta. L’ultimo bando si è chiuso il 12 gennaio scorso.

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La ricerca medica italiana rimane tra le più attive ed apprezzate a livello internazionale

Posted by fidest press agency su martedì, 8 novembre 2016

istituto superiore sanitàMa non basta. Dalle relazioni emerse oggi durante il convegno “la ricerca clinica in Italia: evoluzione o involuzione?”, patrocinato dal Ministero della Salute, dall’Istituto Superiore della Sanità e dall’Agenzia Italiana del Farmaco e promosso dalla Consulta delle Società Scientifiche SCV in collaborazione con UniSalute, la prima assicurazione sanitaria in Italia per numero di clienti gestiti.
Molti sono stati gli elementi di riflessione per affrontare alcune delle sfide che la ricerca italiana si trova di fronte quotidianamente. Secondo l’ultima ricerca presentata da European House-Ambrosetti, il nostro Paese rientra nella ‘top 10’ mondiale per numero di pubblicazioni realizzate in ambito medico nel periodo 1996-2015 (al settimo posto con quasi 456.000 pubblicazioni), mentre è addirittura al primo posto per numero di pubblicazioni per ricercatore (5,3) e per numero di citazioni per ricercatore (101,6). Permangono tuttavia in Italia alcuni ostacoli allo sviluppo della ricerca clinica: il numero di studi clinici è andato progressivamente riducendosi negli ultimi anni per la contingenza economica, ma anche per una generale sofferenza della ricerca in Italia, come per esempio le tempistiche richieste per avviare i trial e la scarsa accessibilità alle informazioni necessarie che rendono il nostro Paese meno attrattivo per gli investitori rispetto ai competitor europei. Fiammetta Fabris, direttore generale UniSalute, commenta: “Sono convinta che per rafforzare la posizione di leadership dell’Italia nella ricerca sia necessaria un’efficace collaborazione tra tutti gli attori coinvolti nella ricerca clinica, dal servizio sanitario ai centri di ricerca, oltre chiaramente all’importante ruolo che le aziende possono ricoprire nei confronti del mondo scientifico.”
UniSalute è la prima assicurazione sanitaria in Italia per numero di clienti gestiti. Si prende cura ogni giorno della salute di 6 milion di persone provenienti dalle più grandi aziende italiane, dai Fondi sanitari di categoria e dalle Casse professionali. E’ l’unica compagnia in Italia che si dedica da 20 anni esclusivamente alla protezione della salute e offre piani sanitari personalizzati e integrati con un’ampia gamma di servizi per rispondere nel modo più efficace ai diversi bisogni di protezione per le aziende di ogni dimensione e tipo. Inoltre, per prima in Italia, ha sviluppato una gamma di polizze individuali acquistabili online.Garantisce ai propri assistiti l’accesso in tempi rapidi alle migliori strutture sanitarie in Italia e all’estero tra cui ospedali, case di cura, poliambulatori, centri diagnostici e fisioterapici, studi odontoiatrici e di psicoterapia, operatori socio assistenziali anche a domicilio. E’ la prima assicurazione in Italia ad aver istituito un Circuito termale a cui i clienti possono accedere a tariffe riservate. Monitora costantemente la qualità proprio network di migliaia di strutture: 9 clienti su 10 consigliano la struttura in cui hanno effettuato le cure. Fondata dal Gruppo Unipol nel 1995 è l’operatore di riferimento nel mercato della sanità integrativa italiana.

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Crescita italiana al palo

Posted by fidest press agency su sabato, 29 ottobre 2016

padoanDichiarazione dell’onorevole Renato Brunetta, presidente dei deputati di Forza Italia:“Padoan ridicolo nel suo intervento alla Giornata del risparmio su debito, deficit, investimenti e crescita in Italia. Non sa quel che dice, anzi afferma l’esatto contrario di quello che è avvenuto nell’economia italiana da quando lui fa il ministro. Da tre anni va dicendo che il debito pubblico scenderà, ma sempre dall’anno successivo. E in effetti con il governo Renzi è aumentato di 127 miliardi, toccando il record di 2.225 miliardi. Da tre anni va dicendo che il deficit cala e invece gli tocca rivederlo al rialzo ogni volta che aggiorna i conti pubblici e veleggia pericolosamente verso il 3%. Cosa ovviamente non gradita all’Europa che per tre anni è stata imbrogliata su questo. Infine, gli investimenti pubblici sono crollati e la crescita è al palo per l’inefficacia della politica economica di Renzi e Padoan. Indecenti, spaventosi, ridicoli. E il ministro, per pavida obbedienza al suo premier, sta buttando alle ortiche quella poca credibilità accademica che nel tempo aveva acquisito”.

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E’ boom di acquisizioni di cittadinanza italiana

Posted by fidest press agency su venerdì, 1 luglio 2016

istatIn Italia sono sempre più numerosi i cittadini stranieri che acquisiscono la cittadinanza italiana. In base ai dati del bilancio demografico nazionale recentemente diffusi da Istat, sono 178mila i cittadini stranieri che nel corso del 2015 hanno acquisito la cittadinanza italiana, il 37% in più rispetto all’anno precedente (oltre 35 stranieri ogni mille residenti). Dal 2013 i dati sulle acquisizioni di cittadinanza italiana hanno registrato un forte aumento: si è passati da 100mila nel 2013 a 130mila nel 2014, sino alla punta di ben 178 mila nel 2015. Sono diventati italiani soprattutto molti di coloro che appartengono a comunità di antico insediamento e che hanno dunque maturato i requisiti di acquisizione per residenza o naturalizzazione: albanesi e marocchini in testa. Molto significativo anche il dato relativo ai minorenni: il 37% dei nuovi italiani del 2015 ha meno di 18 anni.
Al primo posto c’è la Lombardia. Al primo posto per numero di nuovi italiani residenti troviamo la Lombardia con oltre 45mila acquisizioni nel 2015 (più di un quarto del totale), seguono il Veneto con 25.800 nuovi cittadini (14% del totale) e l’Emilia Romagna con 22.500 nuovi italiani (pari al 12,6% del totale). Nelle sei regioni del Sud Italia complessivamente sono state solo 9.793 le cancellazioni anagrafiche di stranieri per acquisizione di cittadinanza italiana.
Aumentano i trasferimenti all’estero. Accanto agli evidenti segnali di un rallentamento dei flussi regolari in ingresso di stranieri in Italia, emergono dunque anche indicatori di maggiore integrazione e stabilità per coloro che attualmente risiedono nel nostro Paese. Tuttavia, si osserva, anche per questa componente stabile e “naturalizzata”, una mobilità verso l’estero che già sta interessando da qualche anno la componente italiana di nascita. Sono in aumento infatti i trasferimenti all’estero sia di italiani di nascita che di italiani acquisiti: le stime di Istat indicano che su 100mila italiani che hanno lasciato il Paese nel 2015, 25mila sono italiani nati all’estero. Si tratta di cittadini italiani di origine straniera che decidono di tornare al paese di origine o di trasferirsi in altro Paese UE o non UE.Nel resto dell’Europa le acquisizioni di cittadinanza sono in diminuzione. Mentre in Italia le acquisizioni di cittadinanza aumentano, nel resto dell’Europa diminuiscono: secondo i dati Eurostat nel 2014 (ultimi dati disponibili) sono 890mila i cittadini stranieri che hanno ottenuto la cittadinanza di uno degli Stati Membri, il 9% in meno rispetto al 2013, anno in cui furono quasi 1 milione le acquisizioni di cittadinanza nell’Unione Europea. La diminuzione è più marcata in alcuni Paesi quali Regno Unito (-82mila rispetto al 2013), Spagna (-20mila), Belgio (-16mila), Grecia (-8.600) e Svezia (-6.700). Al contrario il più significativo aumento in termini assoluti è stato rilevato in Italia (+30mila nel 2014 rispetto al 2013), seguita dalla Francia (+8.300) e dai Paesi Bassi (+6.800). In questo contesto l’Italia è attualmente al secondo posto nella graduatoria europea per numero di acquisizioni di cittadinanza (15% del totale).
I nuovi cittadini sono più numerosi dei migranti sbarcati. Le ricerche svolte da ISMU evidenziano che nel 2015, anno in cui il nostro continente si è trovato in piena crisi rifugiati con un picco di arrivi via mare di oltre 1 milione di migranti sbarcati, in Italia sono stati più numerosi i cittadini stranieri che hanno acquisito la cittadinanza italiana e quindi un’elevata stabilizzazione (178mila), rispetto a quanti hanno raggiunto le nostre coste in modo irregolare via mare (154mila arrivi). Il numero di nuovi cittadini è peraltro risultato superiore rispetto alle più recenti previsioni elaborate da ISMU (che già considerava una crescente propensione all’acquisizione di cittadinanza italiana tra gli stranieri con i requisiti di legge). Se il trend dovesse confermarsi, per il 2016 si supererebbero per la prima volta nella storia del nostro paese le 190mila acquisizioni di cittadinanza italiana.

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Tradizioni della cucina italiana ed israeliana

Posted by fidest press agency su domenica, 24 aprile 2016

israele festival ciboNapoli. Gli chef Fabio Bisanti, Salvatore Giugliano il re del babà Raffaele Melè incontrano il maestro Shaul Ben Aderet. Evento realizzato dalla associazione Italia Israele in collaborazione con l’Uffcio Nazionale Israeliano del Turismo e la Ambasciata Israeliana a Roma e il Ministero del Turismo di Israele Tra gli ospiti, anche S.E. Naor Gilon, Ambasciatore di Israele in Italia.
“Napoli e Tel Aviv – ma anche l’Italia e Israele – sono da oggi ancora più vicine. Unite da un legame di fratellanza che parte dalla tavola e dal buon cibo, ma che si estende su un ponte ideale che è il Mar Mediterraneo. La buona tavola, il cibo, unisce e rende amici. Ci auguriamo che questa serata sia solo un punto di partenza per realizzare nuovi e ancor più interessanti appuntamenti di cooperazione e collaborazione tra il nostro Paese e Israele”. Questo quanto dichiarato da Giuseppe Crimaldi, presidente dell’associazione Italia – Israele di Napoli, che ha impegnato in modo encomiabile tutte le sue energie per realizzare questo evento.
israele festival cibo13 chef: ciascuno eccezionale nella propria cucina, ciascuno desideroso di imparare, di confrontarsi e di condividere. La parola chiave dell’evento è sembrata proprio questa: saper condividere, la propria storia, le radici comuni, la tradizione di ciascuno attraverso il privilegiato mezzo della convivialità.
Fabio Bisanti: amante della sperimentazione e dell’innovazione, vincitore di molti premi internazionali, si forma con importanti esperienze in Italia e all’estero. Rinforza la tradizione in ristoranti come “La Cantinella” di Capri e Napoli e “L’Antica Trattoria di Sorrento”. Conduce l’attività dal 2001.
Salvatore Giuliano: il più giovane dei tre. Chef di cucine stellate come quella del ristorante “Marenna” e “Il Mosaico”. Rivisita la tradizione famigliare e trascorre poi un importante esperienza formativa in Giappone, sempre più curioso di conoscere e creare.
israele festival cibo2Shaul Ben Aderet: classe 1964, trasferisce in Israele e nella sua cucina, nel modo di estrinsecarla e presentarla, le origini greche del padre, ma anche l’origine irachena della sua famiglia. Shaul rappresenta l’animo dell’Israeliano di oggi che affonda le proprie radici in quel mondo immenso che lo ha visto errare facendolo poi confluire nella terra dell’accoglienza, dove il suo “The Blue Rooster” è divenuto simbolo di una tradizione che sempre si rinnova. “Bellissima esperienza, grande onore e privilegio per me portare in Italia un assaggio della cucina israeliana che unisce diverse etnie da tutto il mondo – un melting pot di sapori che crea struttura di colori e profumi che individuano Israele” ha dichiarato Shaul Ben Aderet.
“Niente più del cibo ha il potere di unire le persone e di radunare insieme le famiglie. Cibo e famiglia sono due valori molto importanti sia nella cultura italiana sia in quella israeliana-ebraica.
Quando si domanda cosa sia la cucina israeliana, è difficile rispondere. Infatti, essendo Israele un paese di immigrati, vi troviamo una fusione di tante tradizioni culinarie diverse, inclusa quella italiana, importata dagli ebrei italiani emigrati in Israel” ha dichiarato S.E. Naor Gilon, Ambasciatore di Israele.
Alle eccellenze si è voluto rendere omaggio e così l’associazione Italia Israele ha voluto dare uno speciale riconoscimento ad iscritti ed amici nello specifico a:
Franco Roberti, procuratore nazionale antimafia;
Nico Pirozzi, giornalista e scrittore,
Amedeo Cortes, studioso.
Un premio condiviso e sentito da tutti, è stato poi consegnato ad un grande napoletano e ad un grande amico di Israele, ambasciatore della cultura biblica nel mondo Erri de Luca, che ha inviato una breve dichiarazione riuscendo a trasferire il suo amore per Israele, Terra della Bibbia“….. Solo nell’ Ebraico antico delle Sacre Scritture si leggono parole che hanno avuto energia e responsabilità di creare un mondo dal niente….”Per me è stato sia naturale che necessario risalire alla fonte dell’Ebraico antico.
Poi, per uno nato in mezzo al 1900, imparare lo Yiddish e’ stato un atto di riparazione. Ho voluto contribuire a muovere le labbra di una lingua soffocata.Questi sono i legami che ho con la cultura ebraica. Il premio che mi riconosce vostro amico, mi mette con voi su un piano di parità che non mi spetta. Io resto un vostro debitore di cultura, grazie,
L’incontro tra le culture diviene poesia nelle mani di chi sa diffondere la conoscenza.Cibo come ponte di pace e conoscenza reciproca, alla scoperta di una terra che deve davvero essere vista almeno una volta nella vita.” (Erri de luca) (nella foto in alto: Da sinistra a destra: Ottavio Lucaarelli, giornalista
Avital Kotzer Adari, direttore Ufficio Nazionale Israeliano del Turismo. S.E. Naor Gilon, Ambasciatore dello Stato di Israele Giuseppe Crimaldi, giornalista, presidente associazione Italia-Israele Napoli Rafael Erdreich, Ministro Consigliere, Ambasciata di Israele a Roma).

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La politica industriale italiana e le logiche informative dei media

Posted by fidest press agency su domenica, 27 marzo 2016

Enrico Cisnetto, “Cortina InConTra”

Enrico Cisnetto

È a dir poco schizofrenico il comportamento dei media italiani – della politica è inutile dire: non pervenuta – di fronte al “fenomeno Bollorè” e più in generale rispetto al tema dell’italianità dei gangli decisivi (quei pochi rimasti) del nostro capitalismo, cioè della proprietà italiana o straniera dei pacchetti di controllo di alcune società strategiche. Fino a ieri, pur avendo da molto tempo una posizione di rilievo in Mediobanca-Generali, e pur avendo più recentemente acquisito la quota di Telecom che era già diventata “foresta” perché finita in mani spagnole (Telefonica), Vincent Bollorè è stato trattato con i guanti, con la deferenza che si deve ad un padrone che è meglio avere amico che nemico. Ma nelle ultime settimane, supponendo che ci sia stato il suo zampino nella nomina di un francese, Philippe Donnet, al vertice di Generali (trascurando che faceva già parte del management della compagnia triestina) ed essendosi messo alla ricerca dell’amministratore delegato di Telecom (nel cui capitale nel frattempo il finanziere bretone è arrivato, senza superarla, alla soglia dell’opa obbligatoria) dopo le dimissioni di quello che c’era prima del suo ingresso nella società, ecco che di colpo l’uomo che opera attraverso il gruppo Vivendi è diventato il “francese colonizzatore”, e per altrettanta magia si è scoperto che i “poteri forti” – peraltro fino a ieri vituperati in quanto tali – parlano straniero. E giù articoli sulle penetrazioni francesi in terra italiana, solo parzialmente compensate dalla conquista di Carte Noire da parte di Lavazza e dalla malcelata soddisfazione di vedere i ripetuti inciampi che si è autoprocurata la Lactalis della Besnier nella gestione della Parmalat.Ma il tema non si può affrontare così. Prima di tutto perché quelli che oggi si stracciano le vesti sono gli stessi che nel passato hanno non solo criticato, ma addirittura volgarmente sbeffeggiato chi (do you remeber Antonio Fazio) difendeva il valore della proprietà italiana di alcuni bastioni decisivi (banche, Eni, Enel, la stessa Telecom) in nome della tutela degli interessi nazionali. Poi perché non si possono giudicare i protagonisti della partita a seconda dei rapporti politici che coltivano: Bollorè è buono fintanto che Renzi sembra preferirgli il suo rivale Xavier Niel, ma diventa cattivo se ipotizza di fare affari con Berlusconi e riconquista le simpatie del presidente del Consiglio. Certo, se il bretone decidesse di mettere al posto di Patuano un “non italiano” o, peggio, scegliesse un uomo chiaramente sponsorizzato dal padrone di Mediaset (come almeno un nome di quelli che circolano è), sbaglierebbe di grosso. Ma di qui a metter su filippiche sul transalpino arrembante, come se ci fosse la fila di italiani che vogliono la Telecom e lui li avesse tutti sgambettati con falli da rigore, ce ne corre.La verità è che si vorrebbe chiudere la stalla dopo che i buoi sono scappati da tempo. Il nostro sistema imprenditoriale si è impoverito – ben al di là degli effetti della lunga recessione – e ha perso ogni dimensione sistemica, dopo che sono venuti a mancare i poli di aggregazione, a cominciare da Mediobanca (che è ormai solo una banca d’affari come tante altre, oltre ad essere depositaria del pacchetto azionario più importante di Generali). Fiat-Exxor e Pirelli guardano oltre i confini nazionali, anzi sono già in larga misura fuori, e i quattro o cinque gruppi dotati di risorse finanziarie potenzialmente adatte a permetter loro di giocare partite aggregative, non hanno alcuna vocazione sistemica. Mentre le molte realtà medie e medio-grandi di successo – quelle che taluno chiama le multinazionali tascabili – non hanno né la tipologia di business né la dimensione neppure per concepire operazioni di sistema, e il loro spinto individualismo impedisce che lo facciano in una logica consortile.Abbiamo scritto qualche settimana fa che non saremo certo noi a piangere il disfacimento del vecchio “sistema paese”, quell’insieme di ruoli, uomini, prassi, relazioni e abitudini, che hanno costituito l’impalcatura su cui in Italia si è retta l’organizzazione della politica, dell’economia e della stessa società nell’ultimo quarto di secolo. È la “fine di un mondo”, ed è bene che sia così. Il problema, però, è che occorre costruirne un altro, di “mondo”, e nulla si vede all’orizzonte. Molti lettori ci hanno detto: “ok, ma non potete limitarvi a dire che c’è bisogno di riprogettare tutto senza spiegare come si fa, senza indicare con quali risorse umane ed economiche intendete farlo”. Vero, verissimo. Vi dobbiamo una risposta. Diciamo subito, però, che non abbiamo la ricetta miracolistica, e che qui cominciamo a darvi soltanto qualche prima indicazione. Tre, per la precisione.La prima: non è cosa da poco avere coscienza che la ridefinizione del “sistema Italia” riguarda tutto – gli assetti politici e istituzionali, le imprese e le loro relazioni, la rappresentanza degli interessi, la magistratura, le dinamiche della vita sociale, la mentalità collettiva – e che questa immane sfida non si può vincere se manca anche uno solo di questi tasselli. Saperlo è condizione non sufficiente, ma comunque necessaria, e siccome in giro di consapevolezza ce n’è poca, ci sentiamo di dire che si è già a metà dell’opera.La seconda: la costruzione di una risposta, anche sul terreno degli assetti del capitalismo, non può che partire dalla politica. Sia perché è giusto che chi è chiamato a guidare il Paese se ne assuma la responsabilità, sia perché il quadro del nostro sistema imprenditoriale – e la vicenda del rinnovo della presidenza di Confindustria è lì a confermarcelo – non è tale da poterci aspettare una risposta diretta. Quindi chi ha a cuore la “ricostruzione”, sappia che non può evitare di “sporcarsi le mani” con una ridefinizione di uomini, strumenti e regole della politica.La terza: la ricostruzione di un’intelaiatura del nostro capitalismo, che deve ovviamente calarsi nella dimensione dell’economia globalizzata e digitalizzata di oggi, va di pari passo con il nostro ritorno alla crescita e alla capacità di riportarci ad un tasso sviluppo intorno al 2,5-3%. Cosa che si può ottenere solo con un ricorso a massicci investimenti. I quali sono sostenibili solo se fatti da soggetti pubblici. Per questo occorre che nasca l’Iri 3.0 e che da una sua costola rinasca la vecchia Mediobanca. Non si tratta di nostalgia, ma di un esame obiettivo delle criticità del presente e delle necessità del futuro. Cominciamo da qui.(Enrico Cisnetto direttore di http://www.terzarepubblica.it)

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