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Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 289

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La crisi della governance politica italiana

Posted by fidest press agency su lunedì, 31 agosto 2020

In questi giorni assistiamo al solito balletto, con maggioranze e minoranze che escono dal voto popolare e giocano la loro parte tra chi forma un governo e chi resta all’opposizione, al ritmo di una musica fatta di compromessi e rinvii su programmi intesi a conferire un assetto più conforme al passo con i tempi. In questo modo la politica spesso non decide e finisce con rendere il solco più profondo con la società civile, l’evoluzione tecnologica e la difesa dei ceti più deboli. Il male oscuro, che determina questa impasse, è espresso dalla mancanza di un confronto sui programmi piuttosto che sulle sole persone e sulla omogeneità d’intenti scaturiti dalla maggioranza parlamentare e vi concorre per la formazione di un governo. Se a questo punto ci caliamo nella fattispecie odierna è condivisibile l’idea di quanti ritengono l’attuale sistema politico italiano ingessato poiché ogni possibile riforma, per quanto possa essere discutibile, si blocca nel corso d’opera dai veti incrociati legati più ad interessi partigiani che ad obiettive valutazioni di merito. D’altra parte, da 25 anni a questa parte i partiti in Italia hanno espresso una loro immagine opacizzata tanto da provocare reazioni, a volte scomposte nel corpo elettorale e in qualche modo hanno favorito la nascita di partiti ad personam. Possibile che non ci rendiamo conto sulla necessità, se non l’urgenza, e il discorso vale anche per i rappresentanti della Comunità europea, che si addivenga non attraverso i soliti lunghi dibattiti e i noiosi approfondimenti, per favorire i rinvii e non le possibili soluzioni, ma con il prendere decisioni rapide? È il caso, ad esempio della guerra civile in Libia. Avremmo potuto evitarla o per lo meno ridurne gli effetti distruttivi se si fosse intervenuti per tempo, unitamente all’U.E., ed invece abbiamo lasciato incancrenirla ed ora che vorremmo correre ai ripari non sappiamo da che parte incominciare e finendo solo con il renderci ridicoli con la nostra manifesta impotenza. (Riccardo Alfonso)

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La temperatura media nelle province italiane, rispetto a cinquant’anni fa è cresciuta di 2,2 gradi centigradi

Posted by fidest press agency su giovedì, 27 agosto 2020

Ha toccato picchi di oltre 4 gradi in alcune aree del Paese. Lo rivela la *ricerca realizzata da OBC Transeuropa nell’ambito del progetto In Marcia con il Clima. Le nostre province stanno registrando pericolosi incrementi: ben 72 su 110 totali (il 65%) superano la media continentale (+1,990°C). Fra le realtà più colpite spicca Brindisi, la più riscaldata d’Italia, che secondo quanto riporta l’osservatorio ha subito un riscaldamento di +3.12° C gradi. Appena sotto le città metropolitane Roma (3,07°) e Milano (2,85°), al secondo e quarto posto, sul podio anche Sondrio (2,98°), al terzo posto. In ordine fino alla 20esima posizione troviamo Latina (2,79°), Vicenza (2,76°), Monza Brianza (2,73°), Bolzano-Bozen (2,71°), Lecce (2,69°), Taranto (2,68°), Campobasso (2,67°), Verbano-Cusio-Ossola (2,66°), Reggio Calabria (2,65°), Pordenone (2,63°), Varese (2,61°), Bergamo (2,58°), Verona (2,56°), Brescia (2,56°), Treviso (2,54°) e Frosinone (2,53°).La regione che ha registrato l’incremento maggiore è il Lazio (+2,66 °C), seguita da Trentino-Alto Adige (+2,57 °C) e Lombardia (+2,56 °C).Il campanello d’allarme suonato dall’Osservatorio non è passato inosservato all’ex europarlamentare Marco Cappato (Tesoriere dell’Associazione Luca Coscioni e fondatore di EUMANS!, il movimento di cittadini europei attivo sullo sviluppo sostenibile) attualmente attivo a livello internazionale con http://www.stopglobalwarming.eu, l’unica iniziativa formale già incardinata istituzionalmente sul tema ( VEDI APPROFONDIMENTO) in alternativa all’inerzia della UE, una ICE (Iniziativa dei Cittadini Europei) nata da un’idea avanzata da 27 Premi Nobel e 5.227 scienziati e che vanta la fiducia di personalità del mondo della cultura e dello spettacolo come il climatologo L.Mercalli, e artisti come G. Salvatores, O.Toscani, G.Muccino, Pif, Fedez, T.Gelisio, M.Maionchi, G.Covatta N. Zilli, N.Marcorè, G.Innocenzi, C.Capotondi, G.Muccino, Arisa, Pif e P.Pardo. Stopglobalwarming.eu, promossa insieme a esperti come Alberto Majocchi (Professore Emerito di Scienza delle Finanze all’Università di Pavia) e Monica Frassoni (ex co-Presidente del Partito Verde Europeo), al raggiungimento del milione di firme chiederà alla Commissione Europea di impegnarsi a elaborare la proposta legislativa di fermare il riscaldamento globale spostando le tasse dalle persone all’ambiente, e dunque tassando le emissioni di CO2 e riducendo le tasse sul lavoro. Secondo la proposta, chi emette anidride carbonica in Europa pagherebbe un prezzo a tonnellata (dai 50 euro iniziali a 100 dopo 5 anni) incentivando il risparmio energetico e le fonti rinnovabili. Il ricavato andrebbe a beneficio dei lavoratori, con una riduzione delle tasse in busta paga. In questo modo l’Unione Europea potrebbe ricavare un tesoretto di 180 miliardi di euro all’anno per ridurre la pressione fiscale sui lavoratori europei. Per raggiungere il milione di firme necessario, notizia dell’ultim’ora, è appena stato prorogato di 6 mesi il termine inizialmente fissato al 20 luglio 2020, e ora spostato al 20 gennaio 2021.

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Anief: la scuola italiana di Asmara va salvata

Posted by fidest press agency su domenica, 16 agosto 2020

Vi è stato l’incontro tra il Maeci e le organizzazioni sindacali. La scuola Italiana di Asmara rischia la chiusura: Anief è assolutamente contraria al decreto di sospensione delle attività della scuola preannunciato da Roberto Vellano, Direttore Centrale della Direzione Generale per la Promozione del Sistema Paese del Ministero degli Esteri e della Cooperazione, e chiede un intervento diretto del Ministro Di Maio per evitare un clamoroso fallimento della politica estera culturale italiana in questa strategica vicenda. Tutte le iniziative della diplomazia italiana non hanno avuto nessun riscontro da parte del governo eritreo, il quale, nei fatti, si muove in direzione della presa in carico della scuola. Preso atto di questa difficile fase, che di fatto rende impossibile il funzionamento della scuola, Vellano ha comunicato alle OO.SS che il MAECI ritiene opportuno procedere ad alcune misure prudenziali, in primis approvando un decreto interministeriale di sospensione delle attività della scuola.La sospensione delle attività della scuola, per Anief, porterà inevitabilmente alla chiusura della stessa, determinando una perdita enorme per lo Stato italiano in termini di credibilità della propria politica estera e di presenza nel Corno d’Africa. Non si possono cancellare 100 anni di storia con un decreto, senza che nessuno si assuma la responsabilità di quello che sta succedendo, parlando di malintesi e incomprensioni. Anief ribadisce la propria forte contrarietà alla sospensione delle attività della scuola di Asmara che deve rimanere aperta e fermamente nelle mani dello Stato italiano. Il giovane sindacato chiede l’intervento immediato del ministro degli Esteri, Luigi Di Maio, e del ministro dell’Istruzione, Lucia Azzolina, per riprendere l’iniziativa diplomatica e mantenere aperta la scuola.Quello che sta succedendo ad Asmara è inaccettabile. Il Governo eritreo ha in pratica espulso dall’Eritrea tutti i docenti, che non potranno più fare ritorno ad Asmara, trattenendo in sede, la sola Dirigente Scolastica poiché la sua presenza è ritenuta indispensabile per completare “il passaggio di consegne” della gestione della scuola e di tutto quello che si trova al suo interno, dallo Stato italiano allo Stato eritreo. Il Governo eritreo ha anche nominato suoi funzionari che si interfacciano con la DS per gestire questo passaggio. Insomma, se nulla cambia, si va inesorabilmente verso la chiusura della scuola. Anief lancia un ultimo appello anche al Presidente della Repubblica Italiana, al Presidente del Consiglio, affinché agiscano immediatamente per riallacciare contatti veri ed efficaci tra il Governo eritreo e quello italiano, tra due popoli legati da una storica e importante amicizia che oggi più che mai ha bisogno dell’esistenza della scuola statale italiana di Asmara.Il decreto di sospensione delle attività della scuola di Asmara non è la soluzione, anzi è la fine di quella scuola e va bloccato. Va rilanciata la trattativa diplomatica al massimo livello, individuando le vere ragioni dell’atteggiamento del Governo eritreo in questa vicenda per portare avanti una trattativa seria, veloce ed efficace.

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Una storia tutta italiana che si mescola con le altre del mondo

Posted by fidest press agency su giovedì, 13 agosto 2020

Davanti a un mondo così tenacemente diviso in due tronconi ideologici la strada più praticabile parve quella di un generale rimescolamento delle carte. E la distensione che seguì in Occidente fu che, per quanto riguarda l’Italia, si ritirarono le “credenziali” che le avevano permesso di vivere sopra le righe e con una forza lavoro eccedentaria che fu imbrigliata con la logica degli ammortizzatori sociali. Ma i nostri governanti non ebbero da subito la percezione del cambiamento e finirono nella rete di “mani pulite” con processi alla corruzione e al mal governo. Tutto il ceto medio, e una parte della classe operaia, si ritrovarono, nel giro di qualche anno, senza referenti politici come lo erano stati per anni la Democrazia Cristiana, il partito socialista di Craxi e i loro alleati: repubblicani, liberali, socialdemocratici. Restò in piedi, ironia della sorte, proprio quel partito comunista che altrove si era dissolto come neve al sole. Ma la remora anticomunista era dura a morire e ci pensarono bene le teste d’uovo della politica dei salotti romani e milanesi dando in pasto al popolo dei moderati un partito nuovo di zecca e a guidarlo chiamarono chi era considerato, per le sue qualità di comunicatore e di patron di televisioni private, il vero “asso della manica”. Lo fecero non per ridare all’Italia fiducia e nuovi stimoli ma per preparare il terreno a una mossa politica che gli strateghi del Cremlino avevano messo in conto già alla vigilia della caduta del muro.
Mentre l’Unione Sovietica stava vivendo il suo momento più critico passando dal leader sovietico Michail Gorbačëv, con la sua glasnost e la perestroika, in altre parole con le riforme che avrebbero dovuto segnare il cambiamento, a un fallito colpo di stato nel 1991 e alla sua dichiarata indipendenza come Federazione Nazionale Russa il 13 novembre dello stesso anno, insieme alle altre ex repubbliche sovietiche dopo che il Soviet Supremo aveva decretato lo scioglimento dell’Urss, l’Italia rimase sola con i suoi problemi e con i partiti in dissoluzione. Mancava una guida certa e i comunisti italiani si resero conto che la loro scalata al potere, da decenni sognati, li avrebbe costretti a convivere con un Paese ai limiti dell’ingovernabilità se non si fosse consentita la ricostruzione di una classe politica capace di assicurare al sistema l’alternativa al potere. Così fu aperto il cantiere della politica e misurato sul campo, con il voto elettorale, la possibile capacità di tenuta del sistema bipolare. Si arrivò in questo modo a una governabilità “assistita” nella quale il sogno Moro-Berlinguer di un compromesso storico riaffiorò e s’infranse, questa volta, per la litigiosità delle sinistre estreme ancora fortemente ideologizzate su una posizione che per altri era già antistorica e arcaica. Così finì con il prevalere una guida diversa e si ebbe l’era berlusconiana sia pure con qualche ritorno di fiamma (governi Prodi). Chi ricorda ancora queste cose? Forse solo gli addetti ai lavori. E’ davvero un peccato. (Riccardo Alfonso)

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Ridare slancio alla cultura italiana

Posted by fidest press agency su giovedì, 6 agosto 2020

“Apprezziamo l’attenzione e la sensibilità che il Ministro Franceschini ha dimostrato ancora una volta verso il settore della cultura che con grandi sforzi sta cercando di contenere e reagire al pesantissimo impatto che l’emergenza Coronavirus ha avuto sulle imprese e sui lavoratori”. E’ questo il commento di Innocenzo Cipolletta, presidente di Confindustria Cultura Italia a margine dell’incontro avuto con il Ministro Franceschini insieme ai Presidenti delle associazioni aderenti alla federazione.
“L’intervento del Governo e del Ministro – prosegue Cipolletta – si è dimostrato tempestivo e determinante nel cercare di contenere i primi effetti negativi della pandemia dovuti alla chiusura e alla sospensione delle attività culturali. A questi primi interventi sono poi seguite misure dedicate alla ripartenza e alla ripresa della produzione e distribuzione di prodotti culturali che l’intero comparto ha molto apprezzato. Quello che chiediamo al Ministro è però un ulteriore sforzo e una maggiore attenzione soprattutto verso l’industria musicale e le imprese che producono e gestiscono servizi per la valorizzazione del patrimonio culturale. Due settori che, insieme all’audiovisivo e ai libri, contribuiscono alla crescita culturale e sociale del Paese e che al momento sono orfani di misure concrete per arginare gli effetti negativi della pandemia”.“In quest’ottica – conclude Cipolletta – abbiamo proposto al Ministro di elaborare una legge quadro per ogni comparto dell’economia della cultura, così come già avvenuto per il cinema. E’ necessario uno sforzo sistemico e continuo, perché il lockdown e le misure susseguenti hanno messo a dura prova l’intero settore con il concreto rischio che lavoratori, professionisti e imprese della cultura possano scomparire”.

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Per la vendemmia occorre ricorrere a manodopera italiana

Posted by fidest press agency su mercoledì, 5 agosto 2020

Incentivare l’utilizzo di manodopera italiana in vista dell’imminente vendemmia per far fronte agli eventuali problemi di carenza di lavoratori, alla luce delle ultime notizie che giungono da oltre frontiera, in particolare da Romania e Bulgaria, riguardo a un aumento significativo di casi positivi al Covid-19. Così Cia-Agricoltori Italiani per la quale ora si dovrebbe parlare di Made in Italy non solo riguardo ai prodotti agricoli, ma anche alla manodopera impiegata nei campi.Oggi il sistema produttivo italiano è in evidente difficoltà (8 milioni di cassaintegrati e 1,5 milioni di disoccupati) e bisogna cercare delle soluzioni all’interno del nostro paese per cercare di rilanciare l’economia nazionale.Cia propone l’impiego nel settore agricolo di tutti quei lavoratori italiani che attualmente sono senza lavoro, per cercare di tutelarli da un punto di vista reddituale e sociale ma cosa più importante per preservare l’intero paese da una seconda ondata di contagio.

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Giorgia Meloni: La donna della destra italiana

Posted by fidest press agency su mercoledì, 5 agosto 2020

“Che qualche deputato del Movimento Cinque Stelle cerchi di insegnare il valore del lavoro a Giorgia Meloni è davvero grottesco. Non sorprende che chi è stato catapultato in Parlamento per aver vinto la gara dei like su una piattaforma informatica abbia difficoltà a comprendere quanto una leader politica che rappresenta milioni di italiani possa essere impegnata ogni giorno sui territori e nelle istituzioni per difendere gli interessi della Nazione e dei cittadini italiani. Certo sui temi del sociale, della difesa del lavoro e della tutela delle fasce deboli Fratelli d’Italia non può prendere lezioni dal Movimento Cinque Stelle. E’ fin troppo evidente che Fratelli d’Italia non contesta il sostegno ai cittadini in difficoltà, che è doveroso, ma la politica assistenzialista senza visione, lo spreco incontrollato di risorse che quasi mai finiscono nelle tasche dei più bisognosi e che potrebbero essere invece investite per creare sviluppo e lavoro vero. Probabilmente il reddito di cittadinanza non serve a dare opportunità a chi ha davvero bisogno, ma a garantire un sussidio sicuro a quei deputati grillini che, una volta terminata l’esperienza parlamentare, non hanno professionalità né competenze da spendere sul mercato del lavoro”. Così il vice capogruppo alla Camera di Fratelli d’Italia Wanda Ferro.

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I° trimestre: andamento dell’economia italiana

Posted by fidest press agency su sabato, 25 luglio 2020

Anche l’agricoltura, come gli altri settori produttivi dell’economia italiana, ha risentito dell’emergenza sanitaria legata alla pandemia in atto, registrando rispetto al trimestre precedente una diminuzione del valore aggiunto pari a -1,9%, flessione meno marcata dei tre principali settori, e dell’occupazione (-2,4% di ore di lavoro e -1,8 di unità di lavoratori impiegati). Grande incertezza, inoltre, sul fronte degli investimenti, dato complessivo relativo ai tre settori economici, con una perdita che supera l’8%. È quanto emerge dalla fotografia scattata nel I trimestre del 2020 da CREAgritrend, il bollettino trimestrale messo a punto dal CREA, con il suo Centro di Ricerca Politiche e Bioeconomia. Si è verificata una forte contrazione nei primi quattro mesi del 2020 dell’indice della pro­duzione industriale dell’industria alimentare (-4% a marzo e -2% ad aprile) e delle bevande (-7,1% a marzo e -23% ad aprile), con i comparti maggiormente colpiti dal lockdown di pesca (a marzo -9%) dei prodotti da forno (-6,1% a marzo), e della produzione di altri prodotti alimentari (-19,3% a marzo e -21,8 ad aprile) della produzione di bevande alcoliche (-39,4% a marzo e, addirittura, -73,7% ad aprile) e delle bibite analcoliche (ad aprile -23%) rispetto al 2019. Diversamente, l’indice del fatturato dell’industria alimentare continua a crescere (+quasi 5% rispetto al primo quadrimestre dell’anno precedente), trainato dal fatturato estero (+ 10%), nonostante la riduzione del -4,4% sul mercato interno. L’industria delle bevande registra sul mercato in­terno una forte riduzione (-14%) e sul mercato estero un incremento di +3,5%. Una spiegazione può essere rintracciata nell’aumento dei prezzi al consumo dei prodotti alimentari e delle bevande nell’ultimo quadrimestre rispetto ai mesi corrispondenti del 2019 (nei mesi di marzo e aprile l’indice per i prodotti alimentari è aumentato ri­spettivamente dell’1,5% e del 3,3%).Le esportazioni agroalimentari nel I trimestre 2020, pari a circa a 11,25 miliardi di euro, registrano, rispetto allo stesso periodo del 2019, un aumento del +8%, mentre le importazioni crescono del +4,2%. In forte aumento (oltre al 10%) i flussi verso Germania, Francia e Stati Uniti, I settori merceologici maggiormente dinamici per l’export sono stati “pa­sta, prodotti della panetteria e pasticceria” e “ortaggi e legumi”, con variazioni che superano il 10% e “caffè, tè, e spezie” con oltre il 30%; per le importazioni carni (+17,3%), frutta (+24,8%) e soprattutto bevan­de (+41,7%).Sulla base dei dati raccolti su twitter dal 30 gen­naio, data ufficiale di inizio della pandemia Covid-19 in Italia indicata dal Ministero della Salute, e il 15 giugno 2020, data corrispondente all’inizio della fase 3, emerge un clima di leggera sfiducia nei confronti del settore primario e delle sue politiche con prevalenza dei giudizi negativi e molto nega­tivi (50%), rispetto a quelli positivi e molto positivi (47%). (fonte: CREAgritrend)

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Rilancio dell’economia italiana e del brand “Made in Italy” nel mondo

Posted by fidest press agency su martedì, 14 luglio 2020

ll Sole 24 Ore e Financial Times, leaders di riferimento nel settore dell’informazione economico, finanziaria, normativa e tributaria, a livello nazionale ed internazionale, annunciano un accordo di partnership per la realizzazione di un percorso di eventi digitali destinati a rappresentare il punto di riferimento per il rilancio e la ripartenza nel mondo delle eccellenze del made in Italy.Unendo competenze ed autorevolezza e la rispettiva esperienza nel settore degli eventi, i due top player dell’informazione internazionale danno vita ad un evento unico nel panorama delle iniziative che promuovono il rilancio del Paese: “MADE IN ITALY: THE RESTART – Relaunching the Italian Economy in a post-COVID world”. Una tre giorni di eventi digitali moderati dai migliori giornalisti del Sole 24 Ore e del Financial Times e trasmessi via streaming da Milano e da Londra e con traduzione simultanea italiano-inglese.
L’evento, in programma il 15-16-17 settembre 2020, sarà aperto il primo giorno da un appuntamento istituzionale di altissimo profilo, che coinvolgerà le più alte figure istituzionali, top manager di aziende ed esponenti dei settori più rappresentativi del made in Italy per un’analisi dello stato dell’arte, dalle azioni poste in essere ed ancora da attivare e delle prospettive per la ripartenza.L’iniziativa proseguirà nei giorni successivi con due appuntamenti verticali che vedranno il coinvolgimento, tra gl’altri, di imprenditori italiani che incarnano un esempio di eccellenza del made in Italy riconosciuto a livello internazionale: il primo sarà dedicato alle “3 F” del Made in Italy – FASHION, FURNITURE e FOOD – il secondo, “ITALIAN EXCELLENCE & MANUFACTURING”, alle eccellenze in campo industriale e manufatturiero.
La Conferenza inaugurale sarà scandita in due sessioni. La prima sarà dedicata al New Deal del “Made in Italy” tra economia, export e innovazione tecnologica per lo sviluppo del Paese e vedrà l’intervento di esponenti del Governo. La seconda vedrà istituzioni ed esperti a confronto sulle strategie e azioni per il rilancio dell’Italia: dalla comunicazione per la campagna rebranding Italy ai sistemi di promozione integrata su fondi Maeci, dall’offerta di informazione-formazione per le PMI al nuovo portale Ice-Sace-Simest, dallo sviluppo dei marketplace per e-commerce alle fiere virtuali e B2B fino agli strumenti di finanza agevolata.L’evento digitale della seconda giornata – Le “3 F” del Made in Italy: Fashion, Furniture & Food – inizierà puntando i riflettori sul Made in Italy nel Fashion & Luxury con particolare attenzione al ruolo dell’artigianalità contemporanea: tradizioni artigianali e alto di gamma, ma anche l’unicità della filiera italiana, dai tessuti ai grandi marchi. Non mancherà un focus su globalizzazione e pandemia per analizzare la resilienza del sistema moda italiano.A seguire verrà analizzata la ripartenza del settore del Design Made in Italy che ha nella forza della creatività la sua leva principale. I distretti da valorizzare, la rivoluzione dei canali di vendita, il passaggio generazionale come leva strategica per il rilancio, le nuove strategie di internazionalizzazione per le imprese italiane tra ruolo delle istituzioni e aiuti alle imprese sono alcuni dei temi che verranno affrontati dal ricco panel.
La giornata si concluderà con il focus su Food & Wine tra sviluppo, sostenibilità e innovazione. I maggiori rappresentanti del settore si confronteranno sulla ripartenza del canale ho.re.ca., sulla wine economy tra incognite e nuove opportunità di mercato, sul ruolo delle produzioni DOC e DOP e sull’impatto del lockdown sull’export.
La terza giornata, “ITALIAN EXCELLENCE & MANUFACTURING”, sarà dedicata alle eccellenze tecnologiche italiane nei settori energia, farmaceutico e aerospazio e approfondirà il ruolo della seconda industria manifatturiera d’Europa.

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Serve un patto post Covid-19 per sostenere la filiera agroalimentare italiana

Posted by fidest press agency su sabato, 27 giugno 2020

Il 2019 è stato un buon anno per la mangimistica italiana sia a livello di produzione che economico. Ora però, per superare la crisi innescata dal Covid-19, serve una filiera zootecnica più integrata che sappia valorizzare al meglio la produzione agroalimentare nazionale. Per Marcello Veronesi, presidente di ASSALZOO, l’Associazione nazionale tra i Produttori di alimenti zootecnici, la grave crisi dei consumi ed economica scaturita dal coronavirus rende necessario un patto fra tutti i componenti della filiera per una nuova fase del settore agro-zootecnico-alimentare nello scenario post-Covid-19. “Accanto all’impegno dell’industria mangimistica è necessario realizzare un vero e proprio coordinamento di tutta la filiera al fine di trasformare la crisi che stiamo vivendo in un’occasione di rilancio dell’agricoltura, della zootecnia e delle produzioni alimentari italiane”, sottolinea Veronesi intervenuto all’assemblea annuale dell’Associazione. Quello che si è svolto a Roma è stato un evento speciale per ASSALZOO che proprio nel 2020 festeggia il 75° anniversario della sua fondazione. La ricorrenza cade in un momento eccezionale su cui pesa uno stato di forte incertezza. Pur non essendo tra i più colpiti, il settore agroalimentare nel suo complesso ha comunque mostrato alcune gravi fragilità, prima fra tutte quella della food security e dell’approvvigionamento delle materie prime. Un aspetto che non si può continuare a sottovalutare e che deve essere affrontato e risolto, con l’impegno di tutte le componenti della filiera e con le Istituzioni. ASSALZOO ne è convinta, tanto che si è fatta promotrice dell’Accordo Quadro per il mais da granella di filiera italiana certificata, sottoscritto da altre nove Associazioni al fine di incentivare la produzione di mais in Italia. “Un esempio – è l’auspicio di Veronesi – che speriamo possa essere seguito anche in altri settori a supporto dei nostri agricoltori, dei nostri allevatori e di tutta la filiera agroalimentare italiana. Per una ripresa dobbiamo essere tutti noi per primi a promuovere, valorizzare e sostenere la produzione agricola nazionale”.
La firma dell’Accordo Quadro dimostra l’efficacia del dialogo tra i rappresentanti della filiera, la cui integrazione rappresenta la sfida principale per l’intero settore, sempre con l’obiettivo di aumentare la produzione nazionale e limitare la dipendenza dai mercati esteri. In questo senso ASSALZOO ha partecipato ad altri tavoli di confronto con i settori suinicolo, lattiero-caseario e cunicolo, ma questo dialogo deve consolidarsi per raggiungere una vera e propria intesa di filiera per favorire le produzioni del nostro Paese: “Dobbiamo farci promotori con tutte le sue componenti, dal produttore primario alle industrie di trasformazione fino alla distribuzione organizzata, di innovare, rendere competitivo e valorizzare il made in Italy alimentare, perché tutti insieme si punti all’impiego e al consumo e alla promozione all’estero di materie prime e di prodotti italiani. Un impegno che, tra l’altro, ci consentirebbe anche di arrivare già preparati a quanto indicato nel Farm to Fork dalla stessa UE, orientata alla promozione di sistemi a ‘filiera corta’ per incentivare e valorizzazione il territorio e il saper fare italiano”, evidenzia con decisione Veronesi.
La terza sfida per l’agroalimentare di domani travalica idealmente i confini nazionali. È la sfida della sostenibilità che l’Unione europea vuole vincere con l’adozione della nuova strategia Farm to Fork all’interno del Green Deal. Per la mangimistica è un’occasione per affermare con ancora più forza e per valorizzare il suo contributo alla tutela dell’ambiente in quanto modello efficiente di economia circolare. “Con FEFAC sono già stati affrontati tanti aspetti e forniti strumenti per supportare le aziende e promuovere, anche a livello istituzionale, l’importante ruolo del settore mangimistico nella riduzione dell’impatto ambientale dell’allevamento. A livello nazionale ASSALZOO sta mettendo a punto una strategia che riguarda la specifica realtà del nostro Paese, per evidenziare che la mangimistica è e sarà all’altezza di questa sfida”, conclude Veronesi.www.assalzoo.it

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Dove va l’editoria italiana?

Posted by fidest press agency su domenica, 24 maggio 2020

L’Associazione Italiana Editori (AIE), in collaborazione con IE-Informazioni Editoriali e Nielsen, presenta i dati sul mercato del libro da gennaio ad aprile 2020 e sull’impatto che ha avuto l’emergenza Covid-19 sulla produzione, sulle vendite e sui comportamenti dei clienti. Si tiene martedì 26 maggio, dalle 11.00 alle 12.30, l’incontro online “Il mercato del libro: dall’emergenza sanitaria a quella di sistema”. Saranno presentati i dati che propongono in forma estesa e sistematica l’impatto del sisma che ha attraversato l’editoria italiana, tracciando e interrogandosi sui segnali di cambiamenti in corso e che, verosimilmente, influenzeranno a lungo l’industria del libro e i consumi culturali degli italiani. Quanto vale il mercato nei primi quattro mesi del 2020 rispetto al corrispondente periodo del 2019? I generi hanno perso tutti in misura uguale? La produzione come e di quanto è cambiata? Le librerie come hanno cercato di contenere le perdite provocate dal lockdown e lo spostamento verso gli store on line? È cambiato il modo di informarsi su cosa comprare?Sono queste alcune delle domande a cui si proverà a dare risposta durante l’incontro, moderato da Sabina Minardi, giornalista dell’Espresso, e introdotto e commentato dal presidente di AIE Ricardo Franco Levi. Giovanni Peresson (responsabile dell’ufficio studi AIE) racconterà, attraverso i dati, “I tre mesi che sconvolsero il mondo” mentre “Dal cambiamento dell’offerta alla resilienza delle librerie” è il tema dell’intervento di Simonetta Pillon (IE-Informazioni Editoriali).L’incontro può essere seguito sul sito di AIE alla pagina https://www.aie.it/Mercatodellibro.aspx o sulla pagina Facebook di Più libri più liberi, la Fiera nazionale della piccola e media editoria.

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L’economia italiana riparte on-line

Posted by fidest press agency su domenica, 12 aprile 2020

Mentre politica e istituzioni pensano alle possibili soluzioni per il dopo Coronavirus, i manager e le imprese stanno già reagendo con modalità del tutto innovative rispetto al passato. Hanno infatti già superato quota 250 in una sola settimana gli incontri one-to-one a distanza fra manager italiani che dalle loro case si sono collegati per portare avanti il business e discutere di strategie e soluzioni per il futuro. Sono dirigenti di settori che vanno dalla logistica alla finanza, dall’energia all’e-commerce, dal retail al marketing e agli acquisti, dall’information technology alla sicurezza fisica e sul lavoro. Rappresentano mercati e aziende che non vogliono e non possono fermarsi. Altri 250 incontri circa sono in programma per la settimana in corso. L’hashtag #restoacasaMAreagisco è il messaggio che hanno voluto condividere. I settori che si sono dimostrati più reattivi sono il settore Energia e HSE (Salute e sicurezza ambientale), seguito da e-commerce e information technology. L’iniziativa è stata resa possibile grazie a Richmond Italia e alla sua piattaforma, riconvertita in brevissimo tempo da strumento per appuntamenti fisici a luogo di incontro on-line e messa a disposizione gratuitamente per far sì che le persone e le idee possano continuare a incontrarsi anche in questa fase di stasi. Intorno a Richmond Italia gravita infatti una estesa comunità di manager. Considerando coloro che hanno preso parte a eventi negli ultimi 5 anni, sono circa 7500 operatori, di cui circa 6000 delegates (grandi e medie aziende che investono) e 1500 exhibitor (aziende fornitrici alla ricerca di partner e clienti). “Far incontrare le persone e le aziende è quello che facciamo da 25 anni – ha sottolineato Claudio Honegger, fondatore di Richmond Italia e pioniere in Italia degli eventi business-to-business con agende programmate – All’inizio di questa crisi, 6 settimane fa, abbiamo creduto che l’unica opzione possibile fosse aspettare la fine della tempesta. Poi abbiamo capito che starsene con le mani in mano non era la cosa giusta da fare, ci siamo riuniti e abbiamo pensato a cosa potessimo fare di utile. Abbiamo deciso di dare la possibilità alle aziende di incontrarsi gratuitamente online, facendo in modo che domanda e offerta continuassero e cercarsi e trovarsi. Così è nato il nuovo format Richmond 121, e l’hashtag #restoacasaMAreagisco. La risposta dei manager è stata inequivocabile: rimbocchiamoci le maniche”. Ogni anno Richmond Italia organizza 16 eventi business-to-business che creano opportunità di business. Durante questi eventi le persone generano il valore, e al tempo stesso ne sono i principali beneficiari. “Sono sicuro che torneremo a organizzarli presto e che le persone avranno sempre più voglia di incontrarsi faccia a faccia, d’altronde il nostro claim è Human2Human – ha spiegato Claudio Honegger – Non posso tuttavia non considerare che la situazione che stiamo vivendo ha fatto fare un salto in avanti alla tecnologia, e ci ritroviamo tutti un po’ più confidenti con i video meeting. Per questo la modalità online rientrerà sempre di più nel nostro modello di business. Oggi la piattaforma è a disposizione gratuitamente per dare un segnale concreto di reazione, domani potrà diventare un modello di business che si affiancherà a quello esistente”. (by Matteo Gavioli)

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Covid-19: La filantropia italiana e cinese uniscono le forze

Posted by fidest press agency su domenica, 29 marzo 2020

La filantropia italiana e cinese uniscono le forze per affrontare l’emergenza coronavirus, attivando un ponte aereo per il trasporto e la consegna sul territorio di materiali medico-sanitari urgenti difficili da reperire non solo in Italia, ma anche sul mercato internazionale.Un primo carico di oltre 2 tonnellate tra tute protettive, mascherine e guanti donati da fondazioni cinesi è già stato ripartito al 50% tra la Regione Piemonte e la Regione Lombardia, per il tramite della Protezione Civile e della Croce Rossa. Ulteriori consistenti donazioni, comprendenti anche ventilatori indispensabili per i malati, oltre a dispositivi individuali di protezione per gli operatori, arriveranno nei prossimi giorni con voli capaci di trasportare fino a 40 tonnellate di beni.Una iniziativa umanitaria innovativa, resa possibile dalla cabina di regia Torino-Pechino istituita nell’ambito del China-Italy Philanthropy Forum e incentrata sul TOChina Hub, all’insegna del dialogo e della fattiva collaborazione tra le più importanti istituzioni filantropiche di entrambi i Paesi. In prima fila nell’alimentare il “corridoio” italo-cinese, la Fondazione CRT (aderente al China-Italy Philanthropy Forum), il cui Segretario Generale Massimo Lapucci presiede EFC-European Foundation Centre, il principale network internazionale della filantropia istituzionale.Fondazione CRT contribuirà a sostenere i costi operativi di uno o più voli provenienti dalla Cina, dopo aver già attivato un primo pacchetto di misure da 3 milioni di euro per l’acquisto di una cinquantina di nuove ambulanze e mezzi per la Protezione civile, oltre ad attrezzature da destinare agli ospedali del Piemonte e della Valle d’Aosta.
“È in atto a livello globale una vera e propria ‘corsa’ all’acquisizione delle necessarie dotazioni medico-sanitarie e dispositivi di protezione individuale, e la collaborazione tra la filantropia italiana e quella cinese, già consolidata in Europa con EFC nella Philanthropic Leadership Platform e agevolata anche dal patrimonio di relazioni internazionali della Fondazione CRT, è una carta vincente per affrontare la più grave emergenza sanitaria di questo millennio. In uno scenario di incertezza e, spesso, di speculazione nelle filiere di approvvigionamento, l’aver potuto attivare insieme a TOChina un grande ‘esercito del bene’ sovranazionale sta consentendo l’afflusso con ponti aerei dedicati di donazioni verso il nostro Paese, accelerando i trasferimenti dei beni più urgenti verso le prime linee ospedaliere e assistenziali sul territorio”, afferma Massimo Lapucci, Segretario Generale di Fondazione CRT e Presidente dello European Foundation Centre.“Nel primo anniversario della propria nascita, il China-Italy Philanthropy Forum sta sperimentando il pieno senso della solidarietà filantropica transnazionale. Grazie a un ottimo coordinamento con l’Ambasciata d’Italia a Pechino e all’impegno dei nostri colleghi cinesi, riusciamo a gestire alcuni interventi umanitari urgenti per far fronte alla drammatica realtà della pandemia di Covid-19: dall’accettazione di flussi di donazioni cinesi per l’Italia al fronte critico dei trasferimenti aerei di materiale urgente”, spiega Giovanni Andornino, Segretario Generale del Forum e Direttore del TOChina Hub.

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“Ancora una volta Leonardo rappresenta una eccellenza italiana”

Posted by fidest press agency su giovedì, 16 gennaio 2020

Il Dipartimento della Difesa USA ha assegnato a Leonardo un contratto per l’anno 2020 del valore di 176 milioni di dollari per la produzione e consegna di 32 elicotteri per la US Navy, più un pacchetto per la manutenzione e l’addestramento piloti con completamento consegna entro ottobre 2021. Leonardo è il volto dell’Italia che corre, cresce, scommette sull’innovazione e sul merito. È un grande segnale per una Nazione che ha straordinarie risorse industriali e che non può banalmente arrendersi al declino. Complimenti Leonardo. Complimenti Italia». Lo dichiara il presidente di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni.

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La crisi della governance politica italiana

Posted by fidest press agency su lunedì, 13 gennaio 2020

In questi giorni assistiamo al solito balletto, con maggioranze e minoranze che escono dal voto popolare e giocano la loro parte tra chi forma un governo e chi resta all’opposizione, al ritmo di una musica fatta di compromessi e rinvii su programmi intesi a conferire un assetto più conforme al passo con i tempi. In questo modo la politica spesso non decide e finisce con rendere il solco più profondo con la società civile, l’evoluzione tecnologica e la difesa dei ceti più deboli. Il male oscuro che determina questa impasse è espressa dalla mancanza di un confronto sui programmi, piuttosto che sulle sole persone, e sulla omogeneità d’intenti scaturiti dalla maggioranza parlamentare e quel che ne segue per la formazione di un governo. Se a questo punto ci caliamo nella fattispecie odierna è condivisibile l’idea di quanti ritengono l’attuale sistema politico italiano ingessato poiché ogni possibile riforma, per quanto possa essere discutibile, si blocca nel corso d’opera dai veti incrociati legati più ad interessi partigiani che ad obiettive valutazioni di merito. D’altra parte, da 25 anni a questa parte i partiti hanno espresso una loro immagine opacizzata tanto da provocare reazioni, a volte scomposte nel corpo elettorale e in qualche modo hanno favorito la nascita di partiti ad personam. Possibile che non ci rendiamo conto sulla necessità, se non l’urgenza, e il discorso vale anche per i rappresentanti della Comunità europea, che si addivenga, non attraverso i soliti lunghi dibattiti e noiosi approfondimenti per favorire i rinvii e non le possibili soluzioni, ma agendo con decisioni rapide. E’ il caso, ad esempio della guerra civile in Libia. Avremmo potuto evitarla o per lo meno ridurne gli effetti distruttivi se si fosse intervenuti per tempo. Ed invece abbiamo lasciato incancrenirla ed ora vorremmo correre ai ripari ma abbiamo finito con il renderci ridicoli con la nostra impotenza. (Riccardo Alfonso)

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“Nero/Giallo”: rassegna dedicata alla letteratura noir in lingua spagnola e italiana

Posted by fidest press agency su martedì, 19 novembre 2019

Da mercoledì 20 fino a venerdì 22 novembre a Roma, Napoli e Palermo si terrà la terza edizione di “Nero/Giallo”, rassegna dedicata alla letteratura noir in lingua spagnola e italiana, organizzata dall’Instituto Cervantes, in collaborazione con l’Istituto Bulgaro di Cultura, Rai Radio3, Vueling e il patrocinio dell’Ambasciata del Messico in Italia. L’edizione 2019 quest’anno allarga i suoi confini e oltre alla città di Roma raggiungerà per la prima volta anche Napoli (il 20 novembre) e Palermo (20 e 21 novembre) dove avrà una connotazione particolare con l’omaggio ad Andrea Camilleri, scrittore profondamente siciliano che ha saputo apportare al genere un contenuto universale.Tre giorni dedicati al romanzo giallo, alla novela negra, in tre città italiane con alcuni tra i più autorevoli giallisti europei e sudamericani per raccontare e analizzare il costante successo del genere letterario nato nella seconda metà del XIX secolo, che ancora oggi riscuote notevoli consensi grazie all’ausilio della fiction e del fumetto. Protagonisti della terza edizione di Nero/Giallo saranno Clara Sánchez, Élmer Mendoza, Marilù Oliva, Guillermo Roz, Alek Popov, Maurizio De Giovanni, Alfredo Conde, Giorgia Lepore, Patrick Fogli, Víctor del Árbol, Empar Fernández e Piergiorgio Di Cara.
Il programma della rassegna verrà inaugurato mercoledì 20 novembre alle 18.30 alla Sala Dalí dell’Instituto Cervantes di Roma (piazza Navona, 91) con la scrittrice spagnola Clara Sánchez – una delle autrici più apprezzate del momento – intervistata da Alessandra De Tommasi. Clara Sánchez è l’unica scrittrice ad aver vinto con i suoi romanzi i tre più importanti premi letterari spagnoli: il premio Alfaguara con “La meraviglia degli anni imperfetti”, il premio Nadal con “Il profumo delle foglie di limone”, bestseller che ha venduto oltre un milione di copie, in cima alle classifiche di vendita per anni e il premio Planeta con “Le cose che sai di me”.In contemporanea a Napoli, alle ore 17.30 all’auditorium Instituto Cervantes (via Nazario Sauro 23) ci sarà il dialogo moderato dall’hispanista Marco Ottaiano tra Élmer Mendoza – primo narratore a cogliere con successo l’effetto della cultura del narcotraffico in Messico e autore della saga poliziesca più emblematica della letteratura messicana, tradotta in dieci lingue – e Maurizio De Giovanni, autore di tre fortunate serie noir: quella con protagonista il commissario Ricciardi ambientata nei primi anni Trenta, i Bastardi di Pizzofalcone, composta da nove romanzi (da cui è tratta la serie televisiva omonima) e di recente quella dedicata a Sara Morozzi.
Mentre a Palermo alle 18.30 (Chiesa di Santa Eulalia dei Catalani, via Argenteria Nuova 33) toccherà allo scrittore e sceneggiatore galiziano Alfredo Conde, autore tra gli altri dei romanzi “Il mistero del santo sul cammino di Santiago” e “Gli altri giorni”.
Giovedì 21 novembre gli eventi di Nero/Giallo proseguiranno a Roma con un doppio appuntamento alla Sala Dalí: si inizia alle ore 18 con tre autori contemporanei, Marilù Oliva (Italia), Guillermo Roz (Argentina), Alek Popov (Bulgaria) protagonisti dell’incontro dal titolo “Tra il piacere e la denuncia”, moderato da Leopoldo Santovincenzo. A seguire dalle ore 19.30 spazio alla conversazione tra il messicano Élmer Mendoza e Walter Catalano.
A Palermo, invece, alle 18:30 lo scrittore e critico letterario catalano Víctor del Árbol (vincitore del Premio Nadal nel 2016 con “La víspera de casi todo”) dialogherà con lo scrittore, sceneggiatore e poliziotto siciliano Piergiorgio Di Cara.
Venerdì 22 novembre a Roma, sempre alle 18.30, l’evento conclusivo della terza edizione del ciclo letterario dal titolo “Il suicidio del romanzo noir?”, moderato da Giorgio Gosetti, che vedrà protagonisti quattro scrittori, gli italiani Giorgia Lepore e Patrick Fogli e gli spagnoli Empar Fernández e Víctor del Árbol.
Tra suggestioni del racconto e analisi degli aspetti cruciali, lettura dei testi, curiosità e aneddoti legati alla fase creativa, passeranno in rassegna storie attuali, temi scottanti, situazioni avvincenti e surreali raccontate attraverso la novela negra, il romanzo giallo, il thriller, il noir, il poliziesco. Molteplici sfumature dello stesso colore e del medesimo genere narrativo che costituiscono il cuore pulsante dell’evento annuale promosso dall’Instituto Cervantes con scrittori, sceneggiatori, giornalisti, illustratori, poeti, investigatori e autori internazionali. Un prezioso documento sociale tra suspense e divertimento, ritratto d’epoca e sguardo sul contemporaneo.Tutti gli appuntamenti di Nero/Giallo in programma a Roma, Palermo e Napoli sono ad ingresso gratuito fino ad esaurimento dei posti disponibili.

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“L’oncologia italiana è sempre più all’avanguardia nel mondo”

Posted by fidest press agency su domenica, 7 luglio 2019

“Lo è anche grazie all’impegno e alla dedizione di molti giovani specialisti. L’AIOM (Associazione Italiana di Oncologia Medica) conta ormai un 30% di iscritti con meno di 40 anni. Il loro contributo è fondamentale per tutte le nostre attività sia scientifiche che educazionali. E lo sarà sempre di più per combattere gli oltre 1.000 nuovi casi di cancro che ogni giorno vengono diagnosticati in Italia”. E’ quanto afferma la dott.ssa Stefania Gori, Presidente Nazionale AIOM e Direttore dipartimento oncologico, IRCCS Ospedale Sacro Cuore Don Calabria-Negrar in occasione dell’apertura del 13° Congresso Nazionale AIOM Giovani. Fino a domani oltre 200 oncologi si riuniscono a Perugia per fare il punto sulle ultime novità emerse dalla ricerca medico-scientifica nazionale e internazionale. Un appuntamento fisso che rappresenta anche l’occasione per ascoltare le proposte e le istanze che arrivano dai membri più giovani della principale Società Scientifica dell’oncologia italiana. “Il congresso di Perugia è la più importante “palestra” per i giovani dell’AIOM – aggiunge Gori -. Grazie ai nostri convegni scientifici ogni anno avviamo centinaia di medici all’aggiornamento delle proprie conoscenze. Prestiamo grande attenzione alla comunicazione e quindi alla capacità di saper prontamente rispondere alle domande e ai bisogni dei pazienti. Vogliamo anche far comprendere la grande importanza dell’etica e di una assistenza sanitaria equa e accessibile per tutti”. Al congresso di Perugia ampio spazio è dedicato anche agli aspetti sociali e organizzativi della lotta al cancro in Italia. “In questi ultimi 15 anni abbiamo coltivato e seguito con grande attenzione e costanza una folta schiera di giovani medici – aggiunge la dott.ssa Gori -. Oggi rappresentano il vanto e l’orgoglio di AIOM e, proprio per loro, come Società Scientifica ci dobbiamo impegnare sempre di più per definire con maggiore chiarezza il ruolo dell’oncologo dell’oncologia medica all’interno di un sistema sanitario nazionale che si sta riorganizzando. Le istituzioni sanitarie devono seguire il nostro esempio e maggiormente valorizzare i giovani medici oncologi iniziando dall’aumento del numero di borse di studio elargite agli specializzandi. I tumori sono malattie già in forte aumento e destinate a crescere ulteriormente nei prossimi anni. Per riuscire a rispondere alle attuali sfide, e a quelle del futuro, dobbiamo avere a disposizione personale medico con un’adeguata preparazione”. “Come AIOM siamo infine convinti che la costituzione delle Reti Oncologiche Regionali, su tutto il territorio nazionale, potrà rappresentare una grande opportunità non solo per i pazienti ma anche per i nostri colleghi under 40 – conclude Gori -. Una maggiore condivisione di conoscenze e competenze, tra professionisti di diversi centri, può migliorare il livello di preparazione di tutti gli oncologi, soprattutto quelli più giovani. E’ però necessario che le Reti non rimangano sulla carta ma siano effettivamente realizzate e vadano rese quanto prima operative”.

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Commento sulla proposta italiana dei minibot

Posted by fidest press agency su lunedì, 17 giugno 2019

A cura di Adrian Hilton – Head of global rates & currency di Columbia Threadneedle Investments. L’idea dei minibot solleva diverse domande. Fondamentalmente, il concetto di formalizzare l’ampio inventario di arretrati non è necessariamente negativo, e l’idea di offrire titoli a breve termine ai creditori ha probabilmente un certo senso. Non è chiaro però in che modo questi titoli sarebbero trattati ai fini della misurazione del debito pubblico, ma ci aspettiamo una posizione di disaccordo da parte della Commissione Europea se l’obiettivo fosse quello di eludere, in qualche modo, le regole di bilancio della zona euro.L’Eurosistema rimane l’unico fornitore autorizzato di valuta, e i minibot non sembrerebbero una valuta parallela – certamente non in senso giuridico. Ma anche al di là di questo, il fatto che i minibot non sarebbero bancabili li renderebbe comunque una valuta imperfetta. Questa misura ci sembrerebbe quindi più vicina ad un modo di cartolarizzare i crediti futuri. Non una cattiva idea in sé, ma rimane il fatto che non sarebbero una valuta.Poi c’è l’impatto fiscale: il governo italiano dovrebbe emettere minibot a sconto (perché ci dovrebbe comunque essere un incentivo per accettarli, a meno che non diventino l’unico modo per pagare le tasse) ma riscattarli alla pari al posto delle tasse, bloccando un costo e una riserva di liquidità.Pensiamo che questa proposta sia riemersa in parte perché è stata fatta un po’ di confusione tra la proposta sensata di cartolarizzare debiti commerciali in sospeso e le intenzioni forse più maliziose di coloro che, in Italia, cercano di innescare conflitti con la Commissione Europea e gettare i semi di un’eventuale uscita dall’Eurozona. Quest’ultimo obiettivo potrebbe certamente essere raggiunto tentando di competere con l’euro attraverso l’introduzione di una valuta nazionale. Ma tale rottura – non da ultimo attraverso la fuga di capitali su larga scala – potrebbe essere così tanto dolorosa che in pochi la vorrebbero realmente sperimentare.
In questo contesto, rimaniamo, come la maggior parte degli investitori, neutrali sulle obbligazioni italiane. La nostra ipotesi di base rimane che l’uscita italiana dall’euro sia improbabile, ma l’aumento della volatilità sotto questo governo giustifica un premio di rendimento molto più alto e rimaniamo selettivi.

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La ricerca oncologica italiana al vertice nel mondo

Posted by fidest press agency su lunedì, 3 giugno 2019

Chicago. Sono in totale sette le presentazioni orali di ricercatori italiani selezionate alla più importante assise internazionale sul cancro, il 55° Congresso dell’American Society of Clinical Oncology (ASCO) in corso a Chicago in questi giorni. Tra queste due sono studi sul tumore del seno condotti dall’Ospedale Policlinico San Martino di Genova. La prima è relazione è della prof.ssa Lucia Del Mastro (Coordinatrice della Breast Unit dell’Ospedale) e riguarda il trattamento adiuvante della neoplasia. La seconda invece è del dott. Matteo Lambertini e affronta il delicato tema della preservazione della fertilità per le donne colpite da questa forma di cancro. “E’ un grande onore poter esporre ai colleghi, provenienti da ogni parte del mondo, i risultati importanti che abbiamo ottenuto – afferma la prof.ssa Lucia Del Mastro -. Viene presentato uno studio condotto all’interno del Gruppo Italiano Mammella che ha coinvolto oltre 2.000 pazienti. I risultati contribuiscono a migliorare il trattamento ormonale effettuato dopo la chirurgia. La ricerca è stata svolta in 62 centri italiani e coordinata dal San Martino di Genova che rappresenta un’assoluta eccellenza italiana per quanto riguarda la ricerca, in particolare quella sul carcinoma mammario. Grazie alle importanti collaborazioni che siamo riusciti ad attivare con altri centri italiani, e internazionali, lavoriamo per individuare nuove strategie terapeutiche utili a contrastare la neoplasia femminile più diffusa nel nostro Paese. Il tumore della mammella, infatti colpisce, ogni anno oltre 52mila donne. Nonostante i risultati in termini di sopravvivenza sia in forte aumento la patologia è ancora la prima causa di morte da cancro tra le italiane. Bisogna quindi riuscire a migliorare la pratica clinica quotidiana degli specialisti e l’assistenza alle pazienti”.

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Cina \ Castelli, “Grandi opportunità per imprese ed economia Italiana”

Posted by fidest press agency su sabato, 23 marzo 2019

Roma – “Un risultato molto importante che riserverà grandi opportunità alle imprese e all’economia italiana, frutto del grande lavoro che, sotto il coordinamento del Presidente Conte e del Ministro dello Sviluppo Economico, abbiamo fatto come Governo in questi mesi. Sono certa che i risultati non tarderanno ad arrivare”. Così il Vice Ministro dell’Economia e delle Finanze, Laura Castelli, commenta la firma del Memorandum sulla Via della Seta tra Italia e Cina

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