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Posts Tagged ‘italiano’

Festival italiano sull’umorismo, sulla comicità e sulla satira

Posted by fidest press agency su lunedì, 2 settembre 2019

Livorno, dal 27 al 29 settembre 2019 si terrà a Livorno la quarta edizione del festival IL SENSO DEL RIDICOLO, dedicato all’umorismo, alla comicità e alla satira. Il festival, diretto da Stefano Bartezzaghi e promosso da Fondazione Livorno, è gestito e organizzato da Fondazione Livorno – Arte e Cultura, con la collaborazione del Comune di Livorno e il patrocinio della Regione Toscana. È partner della manifestazione Aedes Siiq, con il supporto di Pictet e il contributo di SIAE.In tre giorni di eventi, attori, autori, filosofi, scrittori, giornalisti, radio-star, letterati e, naturalmente, comici si interrogheranno sul significato del riso e sulla straordinaria funzione illuminante dell’umorismo, della comicità e della satira.Dal guardaroba alla tavola, dagli oggetti da acquistare alle persone da conquistare, dall’etica all’etichetta ogni evenienza (quotidiana o no, materiale o spirituale che sia) ci ammonisce: il ridicolo è in agguato. Il festival livornese intitolato proprio al Senso del Ridicolo torna così per un’edizione, la quarta in cinque anni, curiosa degli angoli in cui si può annidare il ridicolo, nelle peripezie del costume, del potere, dell’animo umano.
Ascanio Celestini sta dedicando alle storielle che animano da sempre la nostra convivialità un progetto multimediale, convinto come è che esse possano rivelare a noi stessi il fondo oscuro della nostra mentalità collettiva (domenica 29 settembre, ore 11.30, Piazza del Luogo Pio).La critica più recente ha reso giustizia alla figura di Levi come scrittore e non solo testimone della Shoah: il principale esponente e animatore di questa nuova corrente di critica leviana è Marco Belpoliti, che ha scelto per noi pagine ironiche e umoristiche dell’autore di Se questo è un uomo, pagine che verranno lette da una delle voci teatrali più forti e affermate dei nostri anni, quella dell’attrice Federica Fracassi (domenica 29 settembre, ore 15, Bottini dell’Olio). Un caso forse inverso è quello di Woody Allen. Il senso del ridicolo gli dedica una rassegna di film curata come ogni anno da Gabriele Gimmelli: tre capolavori che testimoniano di altrettante stagioni della durevole creatività di Allen, nel tempo in cui un’ingiustificabile censura sociale è riuscita a mettere in ombra (speriamo solo momentaneamente) una stella di tale magnitudo (venerdì 27 – sabato 28 – domenica 29 settembre, ore 21, Teatro Vertigo). A parlare del caso-Allen sarà la scrittrice Nadia Terranova, sensibile ai temi della discriminazione sessista, come a quelli della libertà dal più cieco stigma sociale (sabato 28 settembre, ore 11.15, Bottini dell’Olio).

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Assunzioni: Saper scrivere bene in italiano

Posted by fidest press agency su lunedì, 1 luglio 2019

Facendolo con articoli, comunicati, post, relazioni – è giudicato molto favorevolmente dalle aziende che assumono giovani. Lo stesso vale per la capacità d’esprimersi con disinvoltura e buona dialettica in pubblico. Nella graduatoria delle competenze più richieste, che abbiamo stilato sulla base dell’attività quotidiana di OCL e del contatto costante con centinaia di imprese nazionali e internazionali, la conoscenza della lingua italiana si trova addirittura al secondo posto, a parimerito con l’attitudine al sapersi relazionare con gli altri. La prima posizione, com’è naturale, è occupata dalle skills digitali e tecnologiche. Tutto ciò, va precisato, al netto della conoscenza dell’inglese, ritenuta a dir poco fondamentale. Sono, questi, dati importanti, che OCL mette a disposizione di giovani, docenti e formatori». Lo ha reso noto Antonella Salvatore, presidente di Osservatorio Cultura Lavoro (OCL), e direttore del Centro di alta formazione e avviamento alla carriera della John Cabot University.

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Nuovo programma accademico d’italiano alla Morgan State University

Posted by fidest press agency su domenica, 23 giugno 2019

“Esprimo soddisfazione per creazione di un nuovo programma accademico d’italiano alla Morgan State University , una delle più grandi università statali dello Stato del Maryland (USA) e tra le più grandi università di denominazione Historically Black Colleges and Universities (HBCU) degli Stati Uniti. Questo nuovo programma d’italiano è stato messo a punto dal prof. Applauso con il sostegno della facoltà di World Languages and International Studies lo scorso autunno.Si tratta di un evento storico, nell’ambito dell’insegnamento della lingua italiana in USA, poiché è l’unico corso di italiano in programma presso un Historically Black College and University (HBCU), in tutti gli Stati Uniti.Pertanto mi congratulo con il Prof. Nicolino Applauso, ricercatore e storico di italianistica, che con professionalità ed impegno è riuscito a realizzare tale programma accademico: un punto di riferimento per la promozione della lingua italiana in USA!”
Lo ha dichiarato l’on. Fucsia Nissoli Fitzgerald, eletta nella Circoscrizione estero – Ripartizione Nord e Centro America.

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Le abitudini alimentari del consumatore italiano

Posted by fidest press agency su sabato, 16 febbraio 2019

Il CREA, il principale Ente di ricerca italiano sull’agroalimentare, parteciperà alla terza edizione di AQUAFARM, l’evento internazionale leader sui temi di acquacoltura, algocoltura ed industria della pesca del Mediterraneo, in programma alla fiera di Pordenone il 13 e 14 febbraio 2019.I ricercatori del CREA Zootecnia e Acquacoltura, Domitilla Pulcini e Fabrizio Capoccioni interverranno il 14 febbraio, in una delle sessioni del programma, dedicata agli “Ingredienti per garantire un’alimentazione sana e sicura – Dalla trasformazione del pesce allevato, alle scelte di GDO e HoReCa, a quelle dei consumatori. Cosa arriva nei piatti?”, con una relazione intitolata “I prodotti di acquacoltura: consapevolezza del consumatore italiano, abitudini di acquisto e consumo”. Oltre agli ultimi dati sulle produzioni dell’acquacoltura nazionale, il CREA descriverà i risultati di una ricerca condotta in Italia in collaborazione con la GDO e le associazioni dei consumatori sulle abitudini e le tendenze di acquisto e consumo di pesci, molluschi e crostacei allevati. L’indagine, avviata nel 2017 e tutt’ora in corso, ha raggiunto le 8236 risposte. Il questionario sui consumi dei prodotti d’acquacoltura è stato distribuito attraverso i social media e con la collaborazione di Esselunga e le Associazioni dei consumatori. Sebbene le risposte siano pervenute da tutta Italia, oltre il 70% delle risposte provengono dal centro-nord Italia.
Dalle risposte si conferma il crescente interesse degli italiani per questi prodotti: oltre il 30% del campione acquista prodotti di acquacoltura meno di una volta al mese, il 74% consuma mediamente meno di 2 chili/settimana e la spesa per i prodotti di acquacoltura, per metà del campione, oscilla fra i 20 e i 50 euro al mese. I luoghi preferiti di acquisto rimangono supermercati (87%) e pescherie (42%) rispetto ai gruppi di acquisto, alla vendita diretta o a anche online (0.4%). I prodotti allevati freschi sono quelli maggiormente acquistati (84%) rispetto a quelli surgelati, decongelati o in scatola. Il pesce marino rappresenta il prodotto d’allevamento prevalentemente acquistato (77%), seguito dai molluschi (48%), crostacei (37%) e dal pesce d’acqua dolce (31%).Dall’indagine emerge una maggiore consapevolezza verso i prodotti allevati con metodi sostenibili, tra i quali i prodotti biologici, che vengono spesso (5%) o saltuariamente (23%) acquistati dal campione. Ma la tendenza del mercato verso prodotti d’allevamento sostenibili è chiara poiché il 52% del campione degli intervistati ha dichiarato di essere disposto a pagare un prezzo maggiore per prodotti di acquacoltura biologica, grazie all’assenza di antibiotici durante il processo di allevamento (58%) un maggiore controllo lungo tutta la filiera (47%) e perché hanno un basso impatto ambientale (34%). Comprendere meglio le abitudini dei consumatori nei confronti dei prodotti dell’acquacoltura consentirà di definire strategie più mirate, sia dal punto di vista delle politiche a sostegno delle produzioni che del marketing, favorendo un aumento dei consumi.

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Un Disegno di Legge a sostegno dell’associazionismo italiano nel mondo

Posted by fidest press agency su domenica, 10 febbraio 2019

L’On. Nissoli ha presentato un Disegno di Legge a sostegno dell’associazionismo italiano nel mondo.“Tale DDL – afferma l’On. Nissoli – ha l’obiettivo di far rientrare le associazioni che operano in favore delle Comunità italiane nel mondo nel registro delle associazioni di promozione sociale, con tutto quello che ne consegue in termini di benefici, modificando la legge 7 dicembre 2000, n. 383. Si tratta di un riconoscimento doveroso – ha precisato l’On. Nissoli – per il lavoro svolto nel tempo, in spirito di gratuità, dall’associazionismo italiano all’estero promuovendo l’identità e la cultura italiana”.

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Corsi di italiano a Montreal

Posted by fidest press agency su domenica, 27 gennaio 2019

Il Sottosegretario agli Affari esteri, on. Di Stefano, ha risposto, a nome del Governo, all’interrogazione a risposta immediata dell’on. Nissoli sui corsi di lingua a Montreal gestiti dal PICAI. Nell’illustrare l’interrogazione, l’on. Nissoli ha detto che l’interruzione dei corsi di lingua italiana a Montreal, da parte del PICAI, sta creando disagio tra le famiglie dei ragazzi che frequentano i corsi che, tra l’altro, hanno pagato la quota di iscrizione per l’intero anno. E pertanto ha chiesto al Governo “di intervenire per risolvere questa situazione che danneggia sia i ragazzi che l’immagine dell’Italia in Canada. E’ necessario che i corsi di italiano continuino per non interrompere il percorso educativo dei ragazzi. Allo stesso tempo è necessario fare chiarezza sulla gestione del Picai.” Il Sottosegretario Di Stefano, nel rispondere all’on. Nissoli, ha ricordato che la “Farnesina annette particolare importanza alle attività in Nord America e in Canada, tra cui l’area del Québec” indicando anche i contributi versati agli altri due enti gestori presenti a Montreal mentre per il PICAI ha fatto rilevare l’impossibilità di erogare il contributo per mancanza di chiarezza nella gestione finanziaria dell’ente. Infatti, il Sottosegretario ha detto che “la gestione economica e finanziaria da parte del PICAI si è rilevata di più difficile decifrazione. L’Ente gestore aveva beneficiato di fondi a valere sul Capitolo 3153 fino all’esercizio finanziario 2013. Successivamente, in base al parere della competente Ambasciata, le erogazioni sono state interrotte, essendo emerso che l’Ente non aveva dichiarato in bilancio tutte le entrate. Dal 2017 si è voluto riporre nuovamente fiducia nell’ente in questione, anche sulla base delle valutazioni favorevoli del Consolato Generale a Montreal e dell’Ambasciata a Ottawa, ristabilendo l’erogazione di un contributo”.
“Tuttavia – ha proseguito il Sottosegretario – lo scorso anno sono emerse incongruenze riconducibili alla mancata iscrizione in bilancio di tutte le entrate ed uscite. Sono tuttora in corso, per il tramite del Consolato Generale, i contatti con l’Ente gestore ai fini di una corretta rappresentazione in bilancio di tutti i movimenti finanziari. Da parte del Ministero, nell’auspicio di un chiarimento della situazione,sono stati comunque accantonati i fondi assegnati nel 2018, che sono quindi ancora erogabili. L’importo esatto dipenderà, al termine delle verifiche in corso da parte del Consolato Generale, dalla definizione dell’ammontare del saldo attivo da recuperare. Tali verifiche vengono condotte nel modo più rapido possibile e tenendo conto della necessità prioritaria di assicurare agli alunni dei corsi e alle loro famiglie la massima continuità didattica. Per questo – ha concluso – contiamo sulla piena e fattiva collaborazione dell’ente interessato”.Soddisfatta della risposta l’on. Nissoli che invita il PICAI a “collaborare con il Ministero degli Affari esteri, nella trasparenza, per l’interesse di tutta la Comunità italiana di Montreal”.Oggi, in Commissione era depositata anche una interrogazione a risposta scritta analoga ma la deputata interrogante era assente, quindi, per il momento, questa è la prima ed unica risposta del Governo a questo grave disagio della Comunità italiana a Montreal.

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L’on. Nissoli (FI) interroga il Ministro Moavero Milanesi sull’interruzione dei corsi di italiano a Montreal

Posted by fidest press agency su venerdì, 18 gennaio 2019

In seguito alle numerose richieste pervenute dai connazionali residenti a Montreal, ieri, l’on. Fitzgerald Nissoli ha presentato una interrogazione al Ministro Moavero Milanesi per sollecitare una soluzione alla situazione di disagio delle famiglie italiane del Quebec dovuta al fatto che il PICAI ha interrotto l’erogazione dei corsi di lingua italiana all’improvviso a metà anno scolastico.Per l’on. Nissoli, l’interruzione di tali corsi “sta provocando notevole disagio tra la Comunità italiana e danni nel percorso educativo dei ragazzi”, infatti, oltre ai problemi connessi con la didattica, “l’apprendimento della lingua di origine è di particolare importanza per lo sviluppo psicofisico dei ragazzi”.
Nell’interrogazione, firmata da parlamentari di diversi schieramenti, l’on. Nissoli ha fatto anche rilevare che “l’interruzione dello svolgimento di tali corsi avrà evidenti ripercussioni sull’immagine dell’Italia in Canada” e per tutte queste ragioni la deputata eletta in Nord e Centro America auspica che si “arrivi presto ad una soluzione della vicenda venendo “incontro alle esigenze degli studenti e delle famiglie italiane di Montreal”.

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L’eCommerce italiano fa il punto a 4eCom

Posted by fidest press agency su sabato, 8 dicembre 2018

Milano 24 gennaio 2019 Talent Garden di Milano Calabiana. La mattina sarà dedicata alla conferenza vera e propria mentre nel pomeriggio ci sarà la possibilità di effettuare incontri One-to-One tra i partecipanti all’evento per condividere le esperienze maturate nel proprio settore e di prendere parte a Tavole Rotonde di approfondimento.
Hanno già aderito all’evento: Qapla’ (www.qapla.it), sistema integrato che permette di gestire le spedizioni, dalla stampa dell’etichetta, fino alla notifica di consegna; Competitoor, il servizio B2B che permette di aumentare le vendite grazie a prezzi dinamici, controllo dei concorrenti e gestione dei feed adv senza necessità di installazioni IT; Feedaty, piattaforma di UGC marketing, partner di 1.200 shop online, che consente di far crescere traffico e vendite valorizzando le recensioni dei clienti finali; Transactionale, network di cross advertsing per gli eCommerce che sfrutta il momento dell’acquisto per permettere ai brand di interagire con il potenziale cliente; Adglow, specialista globale nel social e digital advertising, partner delle principali piattaforme tra cui Facebook, Instagram e Amazon; The Digital Box, ecosistema integrato che nasce dalla combinazione di ALGHO + ADA.In questa seconda edizione di 4eCom vogliamo dare ampio spazio alle case history – dichiara Roberto Fumarola, CEO di Qapla’ – perché vedere in pratica cosa hanno fatto, con successo, anche altre aziende non è solo fonte di ispirazione ma anche stimolo per interessanti spunti di miglioramento.Quest’anno la giornata si arricchirà di momenti di networking nel pomeriggio – aggiunge Marianna Chillau, CEO di Transactionale – dove poter partecipare a tavole rotonde di approfondimento condividendo l’esperienza con altri eCommerce, con gli incontri 1To1 per parlare e confrontarsi direttamente, ed anche durante i momenti di pausa, sfruttando l’accogliente cornice del Talent Garden.

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Rigenerazione urbana sul territorio italiano

Posted by fidest press agency su giovedì, 29 novembre 2018

Il potenziale indotto economico di una estesa e capillare campagna di rigenerazione urbana sul territorio italiano è stimabile in circa 328 miliardi di euro: per la precisione 327.986.751.765, cifra che si ricava dalla somma del valore delle opere da realizzare, pari a 310.537.447.415 euro, e degli oneri concessori da corrispondere alla pubblica amministrazione, quantificabili in 17.449.304.350 euro. Il dato, che rappresenta poco meno del 17% del Prodotto Interno Lordo dello Stato, è contenuto nel Primo rapporto sulla rigenerazione urbana in Italia, realizzato dal Centro Studi Sogeea e presentato nel corso di un convegno sul tema organizzato in Senato.
Per determinare i valori economici dello studio, si è proceduto innanzitutto a considerare scopi e obiettivi della rigenerazione urbana: su tutti il contenimento del consumo di suolo e l’intervento sul patrimonio edilizio esistente in regime di trasformazione (compresa demolizione e costruzione con premialità di cubatura secondo le prescrizioni di legge), recupero e riqualificazione di aree dismesse, di edifici abbandonati o inutilizzati, efficace riutilizzo dei vuoti urbani. Si è ovviamente cercato di tenere conto il più fedelmente possibile delle specificità territoriali e delle normative delle singole realtà di cui si è stimata la portata degli interventi. Il dettaglio relativo ai capoluoghi di provincia consegna un quadro di potenziale indotto di assoluta rilevanza: in particolare a Roma (15,6 miliardi di euro), Milano (7,3 mld), Napoli (5,3 mld), Torino (4,8 mld), Palermo (3,7 mld), Genova (3,2 mld), Bologna e Firenze (2,1 mld per ciascuna).
«Le grandi città, ma anche realtà abitative di dimensioni assai più contenute, non hanno perseguito serie politiche di riqualificazione dell’esistente – ha sottolineato Simoncini –, ma hanno teso senza sosta a svilupparsi verso l’esterno, creando periferie e frazioni prive di servizi primari e dei necessari requisiti di sicurezza. Una prima, timida inversione di tendenza per fortuna si intravede, anche se troppo spesso si lascia mano libera agli enti locali, che in nome della rigenerazione urbana si spingono a varare provvedimenti e norme che, seppur nati con le migliori intenzioni, rischiano di assumere i connotati di condoni edilizi mascherati o di temibili strumenti in mano agli speculatori. Quanto sia complesso convergere su di una efficace legge nazionale riguardo a materie in cui lo Stato concede ampie deleghe normative agli enti locali è di tutta evidenza. Un esempio si è avuto in questi anni con il provvedimento per arrestare il consumo di suolo in Italia.
Un quadro normativo chiaro e uniforme è fondamentale per attrarre investimenti privati, vitali per mettere in piedi un ampio ventaglio di politiche di riqualificazione in una fase di enorme difficoltà per le casse pubbliche, ma è imprescindibile anche per evitare di incappare negli errori del passato. Fortunatamente si sono fatte strada strada nuove consapevolezze: da una parte quella degli intellettuali e degli specialisti delle politiche urbanistiche, consci che la rigenerazione dell’esistente, in particolare delle periferie e delle aree più degradate, non è solo il tema da cui ripartire ma intorno al quale sviluppare un vero e proprio circolo virtuoso; dall’altra quella dei cittadini, sempre più orientati a scegliere realtà abitative qualitativamente migliori e non più disposti a svenarsi per abitare alle estreme propaggini di una città. Ecco che la necessità di agire su quanto edificato in modo disordinato o addirittura scellerato non può essere più procrastinata».

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Giorgia Meloni: Ridefinizione tra l’ordinamento italiano ed europeo

Posted by fidest press agency su martedì, 30 ottobre 2018

Il presidente di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni, interviene sul quotidiano “Il Foglio”: tra le proposte di FDI in discussione alla camera c’è quella sulla ridefinizione tra l’ordinamento italiano ed europeo.“Con queste proposte – sottolinea Meloni – noi vogliamo sancire un principio generale: la sovranità appartiene al popolo, solo il popolo può decidere se cederla ad altri e questo può avvenire tramite un referendum consultivo sulla ratifica dei trattati internazionali o sulle norme sovranazionali. Vogliamo cancellare i vincoli europei contenuti negli articoli 97, 117 e 119 della Costituzione con cui ci siamo sottomessi all’ordinamento comunitario senza che nemmeno la stessa Ue ce lo chiedesse. Perché escludo la possibilità che i nostri Padri costituenti abbiano mai pensato che l’art. 11 sulle “limitazioni di sovranità necessarie ad un ordinamento che assicuri la pace e la giustizia fra le Nazioni”, sarebbe stato un varco per quelle norme europee che impattano sui diritti e sull’economia nazionale, senza passare per la sovranità popolare. Vogliamo, inoltre, introdurre la “clausola di salvaguardia dell’interesse nazionale” che, secondo l’analisi della recente giurisprudenza costituzionale, rappresenta una condizione irrinunciabile per l’accettabilità delle ultime riforme dell’ordinamento europeo: noi vogliamo che, per entrare nel nostro ordinamento, qualunque norma sovranazionale rispetti il principio della salvaguardia dell’interesse nazionale e che questa valutazione sia affidata alla Corte Costituzionale”.”D’altronde – osserva Meloni – è la stessa Unione che già nei propri Trattati istitutivi sancisce il proprio dovere di rispettare l’identità nazionale degli Stati membri, affermando che «L’Unione rispetta l’uguaglianza degli Stati membri davanti ai trattati e la loro identità nazionale insita nella loro struttura fondamentale, politica e costituzionale». A sostenere questa tesi sono anche autorevoli giuristi e uomini di Stato come, ad esempio, il presidente emerito della Corte Costituzionale Paolo Maddalena, che ha esortato a “far prevalere sui Trattati la nostra Costituzione, esattamente come hanno fatto e fanno Germania e Francia. La sovranità è nella sostanza la potestà di porre norme giuridiche cogenti per tutto il popolo. Allo stato attuale questa potestà è riservata agli Stati nazionali o federali” non a entità sovranazionali. Ed è quello che hanno fatto altri Stati in Europa, che hanno utilizzato disposizioni più o meno tese a salvaguardare la sovranità del popolo rispetto alle decisioni assunte in ambito europeo”.”Sono convinta – conclude Meloni – che la ricetta di Fratelli d’Italia sia l’unica sostenibile e credibile per difendere la sovranità del popolo italiano e l’interesse nazionale, un concetto che in Italia non è mai stato annoverato tra gli obiettivi da perseguire in politica estera. È un grave errore che non hanno commesso, invece, Francia e Regno Unito, per le quali non è né stravagante né estremista parlare apertamente di interesse nazionale e non costituisce un tabù neppure nei partiti di sinistra. Fratelli d’Italia non vuole uscire dall’Unione Europea ma pensa che si può stare in Europa a testa alta e non da servi sciocchi. Oggi non è con i carri armati che l’indipendenza e la sovranità nazionale vengono compromessi ma attraverso vincoli subdoli imposti dalle disposizioni comunitarie che spogliano la Nazione di qualsivoglia capacità giuridica in materia politica ed economica. E se è vero il conflitto è tra chi difende le sovranità nazionali, la democrazia, i diritti sociali del lavoro e chi invece difende il globalismo apolide e sradicante di cui l’Unione Europea è portatrice, noi sappiamo da che parte stare: noi difendiamo l’Italia”.

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Difesa del patrimonio culturale italiano

Posted by fidest press agency su venerdì, 19 ottobre 2018

“Fratelli d’Italia da sempre si è schierata a difesa del patrimonio culturale nazionale, simbolo dell’identità e della millenaria civiltà italiana. Tuttavia ha mostrato perplessità sulla scelta di recuperare la pdl Orlando-Franceschini già superata dalla Convenzione di Nicosia la cui ratifica costringerà il Parlamento a tornare sulla questione. In commissione e in aula abbiamo offerto diverse proposte emendative che sono state recepite dalla maggioranza ed inserite nel testo. Sono stati inoltre approvati tre odg di FDI che impegnano il governo ad istituire un Fondo nazionale per la tutela e la conservazione dei beni culturali, per dotare di maggiori risorse il Comando Carabinieri per la Tutela del Patrimonio Culturale e per valutare interventi che riconoscano autonoma tutela ai centri storici al di là della politica meramente vincolistica. Da parte di Fratelli d’Italia dunque c’è una parziale soddisfazione per l’approvazione del testo ma siamo convinti che si sarebbe potuto fare di meglio”. Lo dichiarano in una nota congiunta i deputati di fratelli d’Italia Carolina Varchi e Ciro Maschio.

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Settimana della Lingua Italiana nel Mondo: Cancellata a Jerevan

Posted by fidest press agency su sabato, 6 ottobre 2018

Jerevan (Armenia) 15 Ottobre 2018 ore 16:00 Ambasciata d’Italia a Jerevan Italy Street 5. Carlo De Meo è invitato a realizzare un progetto inedito che prenderà forma dall’errare dell’artista attraverso le pieghe della città.
“CANCELLATA A JEREVAN – o dell’errare nelle parole” è un’azione di raccolta materiale e sintesi nella città di Jerevan, finalizzata alla creazione di una grande installazione ambientale fatta di scultura, disegno e parola.
CANCELLATA è un’installazione che parla dei confini (valicabili), dell’errare (come viaggio e come sbaglio) e della parola (detta, scritta, pensata) nel suo essere forma, suono e significato. Tanti i significati quanti i livelli di lettura. A partire dal titolo, composto da parole con molteplici sensi: errare è l’atto di compiere errori, ma anche di vagare in esplorazione; cancellata è quella parola che per errore viene rimossa, ma è anche l’oggetto che farà parte dell’installazione, ovvero il confine tra l’Ambasciata e il resto della città, quel limite che segna il dentro e il fuori. L’intervento di Carlo De Meo mira a cancellare la barriera per dar luogo al dialogo e all’incontro, invitando lo sguardo dei visitatori a (s)cavalcarla.
A popolare i cancelli dell’Ambasciata, figure come ombre assemblate con materiali di scarto raccolti nella città. La scultura di Carlo De Meo, infatti, prende forma dall’esperienza del quotidiano e dal ribaltamento inventivo degli oggetti e mentre il disegno rivela quel limite tra la verità e la sua rappresentazione (la Bugia, tanto cara all’artista), la parola insegue le linee del disegno dello stesso e su di esse si poggia, descrivendo il confine ultimo dell’immagine.Il progetto si inserisce nel tema scelto dal Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale per la XVIII Edizione della Settimana della Lingua Italiana dal titolo “L’ITALIANO E LA RETE, LE RETI PER L’ITALIANO”, tema che gioca sulla parola “rete” e sui suoi molteplici significati, per esplorare i legami e le influenze esistenti tra la lingua italiana, il mondo della rete internet e le nuove tecnologie della comunicazione.
In questo senso, contestualmente all’inaugurazione dell’installazione CANCELLATA, sarà presentato il progetto telematico ERRARE, una pagina web che per due anni è stata in continua costruzione, giorno dopo giorno; un luogo dove l’artista ha sperimentato le infinite possibilità dell’uso creativo e grafico della scrittura su internet. Con un approccio del tutto analogico alla costruzione e decostruzione dei linguaggi e all’intrecciarsi tra di essi, Carlo De Meo mette in sinergia diversi ambiti culturali, muovendosi sul perno flessibile, per quanto strettamente regolamentato, della lingua italiana.
Nel suo ERRARE per Jerevan, l’artista Carlo De Meo approderà anche al prestigioso Grand Hotel Yerevan, dove esporrà TERRATERRA, opera caleidoscopica che, mimetizzata nel luogo, tra gli oggetti di arredamento, coglierà di sorpresa i visitatori, prendendoli dal basso, invitandoli a cogliere i dettagli di un gioco di astrazione profondo.L’iniziativa è realizzata con il sostegno di Renco Spa.www.ambjerevan.esteri.it

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Secondo le ultime stime, entro 80 anni l’italiano sarà una lingua morta

Posted by fidest press agency su martedì, 31 luglio 2018

Dal 2000 a oggi, infatti, l’anglicizzazione ossessiva ha fatto aumentare del 773% le parole inglesi nell’italiano scritto. La causa però non è dovuta solo all’abuso di vocaboli stranieri ma anche a una falla all’interno della nostra costituzione, che all’art. 6 cita solo il fatto che ‘la Repubblica tutela con apposite norme le minoranze linguistiche’ senza citare l’italiano come lingua ufficiale della Repubblica – si legge nell’articolo pubblicato oggi da Libero. A salvaguardare la lingua italiana come patrimonio prezioso da tutelare ci pensa il vicepresidente della Camera Fabio Rampelli, che a marzo scorso ha presentato due proposte di legge affinché l’italiano diventi idioma ‘ufficiale della Repubblica’ e per chiedere l’istituzione di un ‘Consiglio superiore’ contro l’abuso di lingue straniere. Gli anglicismi secondo Rampelli si devono “all’intrusione di gerghi appartenenti al cinema e televisione, che dovrebbe responsabilizzare almeno la Rai, ma anche Mediaset e La 7, a una promozione della nostra lingua.
Poi c’è l’uso indiscriminato dei neologismi provenienti dal linguaggio burocratico e scientifico e l’infiltrazione seriale di parole mutuate dall’inglese, che negli ultimi decenni ha oltrepassato livelli di guardia. Perfino all’interno di leggi e decreti: jobs act, spending rewieu, split payment… A raccogliere l’appello del vicepresidente della Camera – si legge nell’articolo di Libero – i massimi competenti in materia, ovvero la Treccani e l’Accademia della Crusca. “Se il Consiglio superiore della lingua italiana previsto nella proposta di legge dovesse essere finalizzato alla valorizzazione della ricchezza della nostra lingua, soprattutto in ambito scolastico, potrebbe essere uno degli strumenti utili da promuovere” – ha commentato il direttore di redazione della Treccani; mentre il presidente dell’Accademia della Crusca, Claudio Marazzini, ha specificato che la “proposta di legge è interessante soprattutto come punto di partenza del dibattito”. “È necessario rilanciare la missione culturale della Rai – ha ribadito il deputato di Fdi Rampelli – annunciando un convegno alla Camera sulla tutela della lingua italiana. Negli anni ’60 ha svolto un ruolo di unificazione linguistica con programmi appositi per la diffusione dell’italiano. Oggi ci troviamo con canali tutti in inglese, programmi con titoli stranieri, utilizzo massivo di parole straniere anche nei Tg. Si faccia come la Francia, che tra tanti difetti, testimonia il proprio orgoglio linguistico con leggi e politiche attive. Basti pensare che per dire computer usano il termine ‘ordinateur’. Spero – conclude – che si trovi la convergenza di tutti i gruppi parlamentari e le proposte siano presto assegnate in commissione”.

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Difendere l’insegnamento dell’italiano nelle scuole dell’Ontario (Canada)

Posted by fidest press agency su domenica, 15 luglio 2018

L’on. Nissoli, è intervenuta in Commissione esteri per difendere i corsi di lingua italiana nelle scuole dell’Ontario e sensibilizzare i Colleghi e le Istituzioni italiane a supportare la richiesta della Comunità di Toronto di mantenere tali corsi.Inoltre, l’on. Nissoli ha scritto una lettera ai Trustees delle scuole dell’Ontario in supporto del programma di lingua italiana evidenziando l’importanza dell’insegnamento della lingua di origine per il bene dei ragazzi. Secondo l’on. Nissoli “cancellare l’insegnamento della 3 lingua in 45 scuole e licenziare 85 insegnanti, sembra un gesto avventato che non tiene conto di quanto di buono è stato fatto nel tempo, da ben 42 anni”.
Un concetto che la deputata di Forza Italia ha ribadito durante l’intervista rilasciata, oggi, a CHIN Radio di Toronto dai cui microfoni ha lanciato un appello a tutti i protagonisti di questa vicenda per evitare di cancellare l’insegnamento di lingua italiana e, anzi, migliorarlo cercando una soluzione condivisa per studenti e insegnanti.

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“Migrazioni della lingua: Nuovi studi sull’italiano fuori d’Italia”

Posted by fidest press agency su domenica, 29 aprile 2018

Perugia giovedì 3 maggio – ore 14.30 aula magma di palazzo Gallenga. “Migrazioni della lingua. Nuovi studi sull’italiano fuori d’Italia” è il tema del convegno internazionale in programma giovedì 3 maggio, con inizio alle 14.30, nell’aula magna di palazzo Gallenga dell’Università per Stranieri di Perugia. All’apertura delle giornate di studio, che proseguono fino a venerdì, intervengono il rettore della Stranieri, prof. Giovanni Paciullo, il viceministro degli Affari Esteri Mario Giro e il segretario generale della Società Dante Alighieri Alessandro Masi.
Negli ultimi decenni si è assistito alla nascita degli studi sull’italiano fuori d’Italia, lingua tanto di cultura che di comunicazione, diffusasi nello spazio e nel tempo senza una dominazione politica ma grazie al prestigio culturale e al successo dell’italiano come veicolo efficiente di scambio nel Mediterraneo e nell’Oriente balcanico. Nel mondo si sono diffuse le parole della musica, delle arti, dell’artigianato artistico e, su altro piano, delle operazioni commerciali e finanziarie. È nota la fortuna dell’italianismo nel periodo del grand tour e, in epoche recenti, sono divenute comuni nel mondo parole e stili della cucina, della moda e del Made in Italy. Il convegno, che coinvolge linguisti e storici affermati e giovani ricercatori, intende fare il punto sui ruoli dell’Italia nel mondo continentale e mediterraneo.

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Le strategie dell’alimentare italiano

Posted by fidest press agency su sabato, 14 aprile 2018

Parma dal 7 al 10 maggio, organizzata da Fiere di Parma e Federalimentare 19° edizione di Cibus. Il fatturato dell’industria alimentare ha raggiunto i 137 miliardi di euro mostrando una crescita del 3,8%; l’export però cresce di oltre il 6% e ormai vale complessivamente oltre 41 miliardi di cui oltre 32 di prodotti finiti (dati 2017, Federalimentare e Osservatorio CibusExport). Con i consumi alimentari ancora deboli in Italia, l’export quindi diventa sempre più strategico. Le esportazioni crescono in tutte le geografie, ma si registra finalmente un recupero di Russia, Spagna e Sud America mentre si mantiene estremamente sostenuta la crescita in Nord America e in Asia. Le merceologie che performano meglio anche nel 2017 sono formaggi, salumi, dolciario e spumanti ma mostrano tassi di sviluppo molto interessanti le farine speciali, i preparati gastronomici e dietetici, distillati e acque minerali. Nell’Anno del Cibo Italiano la filiera dell’agroalimentare celebrerà i risultati raggiunti e presenterà nuovi prodotti alla 19° edizione di Cibus. Saranno 3.100 gli espositori presenti (+100 espositori rispetto all’edizione 2016); più di 135.000 mq espositivi (con un incremento di +5.000 mq rispetto all’edizione 2016 grazie alla realizzazione di un nuovo padiglione temporaneo); sono attesi 80.000 visitatori professionali, di cui il 20% dall’estero, e, tra questi, 2.500 top buyers; arriveranno circa 1300 giornalisti, i maggiori quotidiani e tv nazionali oltre alle testate specializzate.Mille i nuovi prodotti che saranno esposti a Cibus, il cui elenco verrà pubblicato a fine aprile sul sito Cibus.it. Una selezione dei 100 prodotti più innovativi sarà esposta nel Cibus Innovation Corner, una nuova area di esposizione e talks. Cresce il numero degli chef che cucineranno i nuovi prodotti per il tasting dei visitatori, sia nei singoli stand che nelle Food Court dedicate ai prodotti tipici regionali. E l’ampia gamma dei prodotti a denominazione d’origine saranno esposti dai Consorzi di tutela nell’area di AICIG, Associazione Italiana Consorzi Indicazioni Geografiche. Le tendenze dell’alimentare emergeranno dal momento espositivo e da quello convegnistico: la continua crescita dei prodotti salutistici, ma anche dei ready meals; la richiesta dei consumatori focalizzata sia sui prodotti premium sia su quelli low cost.
Tra le tante tavole rotonde, convegni, seminari, workshop e talks, Cibus sarà l’occasione per fare il punto sulle tematiche più rilevanti: biotecnologie e ricerca scientifica nell’alimentare; innovazione e sostenibilità; prevenzione degli sprechi alimentari; le fake news nell’alimentare; la promozione all’estero dei prodotti italiani e la piaga dell’italian sounding; punto vendita fisico e vendite on line, come sarà il negozio del futuro; le frontiere del marketing nei punti vendita; i novel foods (insetti e carne coltivata); dove va il packaging; gli chef come influencer; ed altro ancora.
Il fuori salone in città, CIBUS OFF, si terrà dal 5 al 13 maggio in piazza Garibaldi a Parma e si integra nell’organizzazione delle attività di promozione di “Parma City of Gastronomy”.“Cibus è tradizione e innovazione, con la stessa formula vogliamo raccontare lo straordinario patrimonio agroalimentare italiano – ha dichiarato in conferenza stampa Andrea Olivero, Vice Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali – Il Governo aveva posto, già in occasione di Expo2015, il traguardo dei 50 miliardi di euro di export entro il 2020 e fa piacere constatare che la tabella di marcia verso questo ambizioso obiettivo sia rispettata. Certamente il 2018, con le iniziative dell’Anno del Cibo italiano, rappresenta un’occasione per porre al centro dell’attenzione la grande eredità culturale che ci contraddistingue e contribuire alla crescita economica di un settore strategico per l’economia del nostro Paese”. Antonio Ferraioli, Vicepresidente di Federalimentare (che terrà la propria assemblea generale a Cibus) ha presentato lo stato dell’arte del comparto agroalimentare: “Siamo nell’anno che celebra il cibo italiano e i dati di settore appoggiano pienamente l’importante investitura. Dopo un 2017 che si è lasciato finalmente alle spalle la crisi, infatti, anche per il 2018 l’agroalimentare sembra confermarsi il settore trainante dell’economia italiana crescendo di più e meglio di altri comparti ed è proprio per questo che la valorizzazione e la promozione del nostro Made in Italy deve essere centrale non solo nelle politiche italiane, ma anche a Bruxelles dove si giocano le battaglie su cui si decide la nostra competitività”. Un concetto che è stato sottolineato anche dal Gian Domenico Auricchio, Presidente di Fiere di Parma: “Cibus sarà quindi l’espressione apicale dell’Anno del Cibo Italiano, in ambito business. Un parterre espositivo unico nel panorama internazionale che esprime al meglio l’eccellenza della produzione agroalimentare italiana e che è, da sempre, la piattaforma privilegiata per l’export dei prodotti nazionali verso tutti i mercati obiettivo. L’impegno di Agenzia ICE per l’export alimentare è stato sottolineato da Ines Aronadio, Dirigente dell’Ufficio Coordinamento Promozione del Made in Italy di ICE-Agenzia: ” L’export ha registrato un aumento del +7% sull’anno precedente e in vista della celebrazione del 2018 come l’Anno del Cibo italiano, l’Agenzia ICE, grazie alla sua diffusa rete di uffici all’estero e all’esperienza maturata in oltre 90 anni di attività di promozione del Made in Italy, è ancor più attenta nel cogliere le opportunità presenti nei mercati esteri per le PMI italiane. In occasione del Cibus 2018, registriamo la presenza record di 370 buyer opportunamente selezionati ed invitati dalla rete estera, d’intesa con Fiere di Parma”.Sulle nuove tendenze di consumo dell’alimentare e sulle novità di Cibus2018 è intervenuto Antonio Cellie, Ceo di Fiere di Parma: “La capacità di innovazione delle imprese alimentari italiane riesce sempre a sorprenderci e rappresenta la vera competenza distintiva del settore e quindi di Cibus. Ognuno dei nostri oltre 3.000 espositori presenterà innovazioni di prodotto sempre più mirate ai diversi mercati internazionali garantendo la tenuta o addirittura l’incremento dello straordinario ciclo di sviluppo del nostro export nonché la soddisfazione degli 80.000 visitatori che arriveranno da tutto il mondo a Parma dal 7 al 10 maggio”.

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Export italiano gennaio 2018 +9,5%

Posted by fidest press agency su giovedì, 22 marzo 2018

A gennaio l’export italiano ha iniziato bene con un balzo del +9,5%.Buone prospettive per tutto l’anno? Come va l’export nei diversi settori e nei diversi Paesi? Per Alessandro Terzulli, Capo Economista di SACE (Gruppo CDP): “Replicare la performance del 2017 sarà difficile – ha commentato Alessandro Terzulli, Capo Economista di SACE (Gruppo CDP) -. Tuttavia l’export italiano potrà beneficiare nel 2018, al netto di un’eventuale brusca escalation protezionistica, della crescita prevista degli scambi commerciali che si attesterà intorno al 4-5%. La Cina continua a fare da traino per l’export Made in Italy; +10,6% nel mese di gennaio, con meccanica strumentale e abbigliamento fra i settori più dinamici. In lieve flessione invece le esportazioni verso gli USA (-1,4%), sebbene vi siano settori in controtendenza, quali alimentari, autoveicoli e farmaceutica. Tra i settori best performer di gennaio si segnalano: la metallurgia (+17,1%), trainata dalle buone vendite in Cina, India, UK e Spagna, oltre a chimica (+14,4%), gomma e plastica (+11%) e i mobili e gioielli (+13,4%)”.

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All’Università per Stranieri si presenta il libro dell’italianista Annalisa Andreoni “Ama l’italiano”

Posted by fidest press agency su mercoledì, 21 marzo 2018

Perugia giovedì 22 marzo, con inizio alle ore 11.00, nella sala Goldoni di palazzo Gallenga dell’Università per stranieri di Perugia, è in programma la presentazione del libro “Ama l’italiano. Segreti e meraviglie della lingua più bella” di Annalisa Andreoni, edito da Piemme. Ad introdurre la studiosa sarà la professoressa Floriana Calitti, docente di letteratura italiana alla Stranieri.
Elegante, musicale, armoniosa, dolce, piacevole, seducente: per chi ci guarda da fuori, la nostra è la lingua più bella del mondo, tanto da farne la quarta più studiata tra le lingue straniere. Gli italiani, invece, tendono a darla per scontata, ignorando forse che le parole che ancor oggi utilizziamo hanno una storia antica e nobile. È un gran privilegio parlare d’amore, sognare e persino imprecare con le stesse parole di Dante e degli altri grandi della nostra letteratura. Dovremmo emozionarci sapendo di poter passare con facilità da un sonetto di Petrarca a una poesia di Alda Merini, da Ariosto al Fantozzi di Paolo Villaggio, dai poeti siciliani ai testi di Vasco Rossi. Le altre lingue europee non offrono questa opportunità.
Avere come strumento per esprimersi l’idioma che ha segnato nel mondo la musica, le arti, la scienza, dovrebbe riempirci di ammirazione e orgoglio, e darci la misura delle nostre potenzialità. Da un’italianista appassionata, una dichiarazione d’amore in otto passeggiate tra i tesori della nostra lingua, da Boccaccio alla “supercazzola” di Amici miei, da Galileo a Benigni, per innamorarsi, o reinnamorarsi, della “lingua degli angeli”, nella definizione di Thomas Mann. L’italiano ricambierà, regalando godimento, fascino, sicurezza in sé stessi e nelle proprie idee. E tutte le parole per le cose più belle della vita.
Toscana, insegna letteratura italiana all’Università IULM di Milano. Studiosa della modernità letteraria, condirige la nuova rivista di Letteratura italiana, scrive di letteratura e cultura sull’Huffington Post e tiene il blog culturale generazione Goldrake. Autrice di molte opere universitarie, con il libro Ama l’italiano si rivolge a tutti i lettori.

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Il modello italiano di nazione

Posted by fidest press agency su venerdì, 2 marzo 2018

Le grandi nazioni si sono costruite essenzialmente su due modelli, quello legittimistico basato sull’alleanza fra il “trono” e “l’altare” e quello giacobino della “nazione in armi”.
Qual è il modello italiano? Se penso al nostro Risorgimento mi pare impossibile inquadrare la sua evoluzione in uno dei due citati modelli.
D’altra parte la nazione “legittimista” finì con il realizzarsi con il concordato del 1929 che chiudeva la questione romana, identificata da Antonio Gramsci come il problema principale (insieme con quella meridionale) per la realizzazione effettiva dell’unità nazionale. Fu una partenza debole, per le istituzioni liberali, essendo rimaste a lungo prive dell’apporto delle masse cattoliche e contadine. E’ in quella fase che il nazionalismo diventa, proprio perché espressione di élite ristrette, antiparlamentare e potenzialmente eversivo. La rivincita dell’idea della nazione in armi venne con la Resistenza, in cui però le motivazioni patriottiche e quelle classiste non si fusero mai completamente, la lotta sociale s’intrecciò con la guerra civile, e il risultato fu la costruzione di un nuovo Stato e di un nuovo patto costituzionale che prescindeva dall’idea di nazione. Un’altra indicativa svolta l’abbiamo avuta nel 1948, dove i vincitori si raccolsero intorno alla figura di Alcide de Gasperi e i perdenti si sentirono stranieri in patria. Ancora una volta il vento del cambiamento nelle relazioni internazionali dopo la caduta del muro di Berlino nel 1989 riportò in Italia un sostanziale reinserimento delle forze di origine comunista e il loro modo di riconciliarsi pienamente con l’idea di nazione. Oggi, probabilmente, siamo di fronte a nuove forme evolutive del nostro modello di nazione. La sua crescita è in una fase iniziale per cui per il momento è arduo dare una definizione esaustiva. Vedremo nei prossimi anni. Ciò che, tuttavia, mi appare indicativo è che nell’attesa del nuovo corso ci siamo imbattuti in un risveglio dei localismi e delle tendenze separatiste. La verità è che abbiamo fatto poco per dare al sistema paese il suo assetto unitario lasciando che il meridione restasse indietro rispetto agli stimoli innovativi esercitati nel Nord.
Ora questo nodo irrisolto giunge al pettine e potrebbe guastare la festa a quella parte degli italiani che sente vivo il sentimento unitario. (Riccardo Alfonso)

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Gli italiani e il turismo natalizio

Posted by fidest press agency su mercoledì, 6 dicembre 2017

TURISMOSono sempre più gli italiani che approfittano delle vacanze natalizie per concedersi una settimana al mare. Il Centro Studi Veratour segnala un aumento del 10% delle prenotazioni: italiani in cerca di una parentesi d’estate proprio quando l’inverno nel nostro Paese si fa più rigido, complice anche un calendario favorevole che vede le feste comandate cadere di lunedì e martedì per quanto riguarda Natale e Santo Stefano e ancora di lunedì per quanto riguarda il primo gennaio.
È l’Oceano Indiano ad aggiudicarsi la palma come destinazione più gettonata battendo i Caraibi. In particolare Zanzibar, Kenya, Mauritius e Maldive. Bene anche l’Oman, anche se il “vincitore morale” della stagione è il Mar Rosso che fa segnare un aumento esponenziale. Nei suoi villaggi a Marsa Alam e Sharm el Sheik, Veratour raggiunge il tutto esaurito per le settimane di Natale e Capodanno, un risultato che non arrivava da diversi anni e che segnala una ritorno della fiducia del viaggiatore.
“I tempi sono cambiati e oggi sono sempre più gli italiani che scelgono di trascorrere il Natale o il Capodanno in una di queste meravigliose mete ed è comprensibile, – spiega Stefano Pompili direttore generale Veratour – non c’è nulla di più rigenerante di una settimana di relax al mare. Quello che ci viene richiesto è un servizio impeccabile, di alto livello: la vacanza deve essere un’esperienza da sogno, un momento per dimenticare le preoccupazioni e ritrovare il benessere, per questo la nostra offerta funziona”.Come sempre la capacità di spesa nel turismo rappresenta un’efficace cartina tornasole della situazione economica. Segnali incoraggianti arrivano tanto dall’aumento del numero dei viaggiatori quanto dallo scontrino medio che, per la settimana di Natale, si assesta intorno ai 2.350 euro per persona comprensivo di volo e trattamento all inclusive, mentre per Capodanno raggiunge i 2.950 a parità di condizioni.
Veratour Spa è un tour operator leader nel segmento Villaggi Vacanze con sede a Roma, main sponsor dell’Atalanta BC. Fondato 27 anni fa ha registrato una continua crescita del volume d’affari. Con bilanci sempre in utile, ha portato in vacanza oltre tre milioni di italiani. Ad oggi Veratour può contare su un’offerta di 40 Villaggi Veraclub che diffondono il Made in Italy negli angoli più belli del mondo. Proprietà e gestione appartengono alla famiglia Pompili. http://www.veratour.it/

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