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Mercato azionario italiano: perché crediamo nelle mid e small cap

Posted by fidest press agency su sabato, 10 ottobre 2020

A cura di Antonio Amendola, co-gestore di Italia ed Europa di AcomeA SGR. Il 2020 verrà ricordato come l’anno orribile del Coronavirus, che ha letteralmente scosso e cambiato la vita di tutti i giorni. In Borsa, se guardiamo ai mercati azionari statunitensi ci sembra di aver vissuto solo un temporaneo “Start and Stop”, mentre in Europa gli indici principali viaggiano ancora in territori ampiamente negativi. Da inizio anno, il FTSE Mib Italiano è sotto del 18.3%, il FTSE Mid Cap italia del 15.2%, il Ftse Small Cap italia del 16.1%. Sulla stessa falsa riga del FTSE Mib anche l’indice principale di Parigi (CAC 40), mentre il Dax tedesco è il best performer con un ritorno negativo del 4,89%. In un contesto di mercato come quello attuale e con una situazione macroeconomica senza precedenti storici, le valutazioni classiche andrebbero ponderate con considerazioni di più ampio spettro. Inoltre, è importante in fasi come queste avere un processo di selezione di investimenti che si basi su solidi capisaldi: qualità: scegliere aziende con poco indebitamento. Questo perché avranno meno pressioni a livello operativo e potranno crescere per linee esterne a prezzi ragionevoli; redditività: scegliere aziende con margini sostenibili e difesi da forti vantaggi competitivi; presenza del management: scegliere aziende con manager di prima categoria e direttamente coinvolti nei risultati aziendali; ottica internazionale: scegliere aziende con prodotti internazionali e ad alto valore aggiunto. Aziende con simili caratteristiche prendono il nome di “Multinazionali Tascabili” e sono particolarmente presenti nel panorama italiano. Riteniamo quindi che vi sia molto valore all’interno del comparto delle piccole e medie imprese Italiane.Oltre alle dinamiche esposte, le piccole e medie aziende italiane potrebbero beneficiare di uno dei megatrend dei prossimi anni: il rimpatrio della produzione dai paesi in via di sviluppo. L’ Italia in questo processo può giocare un ruolo da protagonista e in ottica di investimento si traduce ancora una volta nel preferire le mid small cap alle large cap, specialmente per una composizione settoriale diversa. Come vediamo, il Ftse Mib ha per la maggiore Finanziari (30.12%) ed Utilities (24.07%). Mentre il Ftse Mid Cap ha sia Finanziari (24.95% anche se per la maggior parte non sono banche, ma società di servizi finanziari) che Comsumer Discretionary (20.09%) che Industriali (15.77%). Importante considerare anche la differenza di Tecnologia dove il Ftse Mib ha circa il 7% (tuttavia concentrato in pochi titoli) mentre il Mid Cap ha l’11% (con molte piccole società attive nella consulenza ad alto valore). Alla luce delle considerazioni fatte, quindi, continuiamo a preferire le mid e small cap italiane alle large cap, sia perché rappresentano la spina dorsale del nostro Paese, sia perché riscontriamo la presenza di maggiore valore intrinseco in un orizzonte temporale di medio lungo periodo. A livello settoriale, sul fondo AcomeA Italia e AcomeA Esente, manteniamo una rilevante presenza nella tecnologia e nell’industria, mentre la parte finanziaria è più caratterizzata da “Specialty Finance” e da titoli subordinati di banche italiane.

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Da studio italiano nuove linee guida per l’infarto

Posted by fidest press agency su domenica, 13 settembre 2020

Lo studio destinato a cambiare gli standard mondiali di approccio all’infarto, è stato presentato in una conferenza stampa online in concomitanza con il congresso della European Society of Cardiology, in chiusura oggi: è stato realizzato in 30 centri d’eccellenza, distribuiti in tutta Italia, sotto la guida del professor Giuseppe Tarantini, direttore di Cardiologia interventistica dell’Università di Padova e presidente Gise e del professor Giuseppe Musumeci, direttore di Cardiologia dell’Ospedale Mauriziano di Torino. «L’attuale pratica clinica italiana con coronarografia effettuata entro 24 ore dall’infarto Nstemi ed eseguita da accesso radiale – ha spiegato Giuseppe Musumeci – ha garantito eccellenti risultati in entrambi i gruppi di studio, che hanno reso di fatto superfluo un ulteriore confronto tra le due strategie di trattamento farmacologico antiaggregante, nessuna delle quali può essere raccomandata come approccio routinario. Piuttosto, ci deve essere un percorso personalizzato che individui la migliore strategia per il singolo paziente. Con i risultati del DUBIUS potremo evitare a circa 80mila pazienti l’anno una somministrazione a tappeto di potenti antiaggreganti prima della coronarografia, con una riduzione di potenziali effetti collaterali e notevoli ricadute sull’appropriatezza delle cure». Tutto questo significa anche riduzione dei tempi di attesa nel caso di bypass, giornate che il paziente trascorre in ospedale e che possono aumentando rischi di complicanze e costi di gestione. «Nell’era Covid-19 un risultato ancora più prezioso per la pratica clinica», commentano gli esperti. «Lo studio ha coinvolto inizialmente oltre 2500 pazienti – ha illustrato il coordinatore della ricerca Marco Mojoli, cardiologo emodinamista dell’Ospedale Civile di Pordenone -. I pazienti arruolati nel DUBIUS sono stati assegnati casualmente, in base alla sequenza generata da un computer, a una delle due strategie, pretrattamento o assenza di pretrattamento farmacologico».
Il lavoro ha dimostrato un’incidenza di eventi avversi gravi (morte, infarto, ictus, sanguinamento) entro 30 giorni dall’arruolamento molto bassa (3%) e numericamente sovrapponibile nei due gruppi di studio. Inoltre, il 99% dei pazienti è stato sottoposto a coronarografia, eseguita in oltre il 95% dei casi tramite un’arteria del polso – in linea con la migliore pratica clinica italiana – e non dall’inguine. Nel 75% dei casi la procedura è stata eseguita entro un giorno dal ricovero. Il 72% dei malati nel corso dell’esame è stato sottoposto a un’angioplastica. Una minoranza di casi (6%) ha richiesto l’esecuzione di un intervento cardiochirurgico di bypass aorto-coronarico. «I risultati del DUBIUS contribuiscono a mettere la parola fine all’interrogativo che da sempre è motivo di dibattito nel mondo della cardiologia sull’opportunità di somministrazione di antiaggreganti prima o dopo la conferma della diagnosi con la coronarografia – ha concluso il professor Giuseppe Tarantini – la Cardiologia interventistica italiana (Gise) si distingue a livello internazionale per una sperimentazione clinica in grado di influenzare le pratiche di trattamento dell’infarto. Il DUBIUS ci dice anche, forte e chiaro, che sull’infarto l’Italia è best in class, con risultati che riducono gli eventi avversi a meno della metà rispetto al resto del mondo: 2 su 100 trattati contro i 7 a livello globale. E ci rivela inoltre che la ricerca e la pratica clinica nel nostro Paese sono davvero in ottima salute». (fonte: Doctor33)

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Il modello italiano di nazione

Posted by fidest press agency su mercoledì, 12 agosto 2020

Le grandi nazioni si sono costruite essenzialmente su due modelli, quello legittimistico basato sull’alleanza fra il “trono” e “l’altare” e quello giacobino della “nazione in armi”. Qual è il modello italiano? Se penso al nostro Risorgimento mi pare impossibile inquadrare la sua evoluzione in uno dei due modelli citati.
D’altra parte, la nazione “legittimista” finì con il realizzarsi con il concordato del 1929 che chiudeva la questione romana, identificata da Antonio Gramsci come il problema principale (insieme con quella meridionale) per la realizzazione effettiva dell’unità nazionale. Fu una partenza debole, per le istituzioni liberali, essendo rimaste a lungo prive dell’apporto delle masse cattoliche e contadine. È in quella fase che il nazionalismo diventa, proprio perché espressione di élite ristrette, antiparlamentare e potenzialmente eversivo. La rivincita dell’idea della nazione in armi venne con la Resistenza, in cui però le motivazioni patriottiche e quelle classiste non si fusero mai completamente, la lotta sociale s’intrecciò con la guerra civile, e il risultato fu la costruzione di un nuovo Stato e di un nuovo patto costituzionale che prescindeva dall’idea di nazione. Un’altra indicativa svolta l’abbiamo avuta nel 1948, dove i vincitori si raccolsero intorno alla figura di Alcide de Gasperi e i perdenti si sentirono stranieri in patria. Ancora una volta il vento del cambiamento nelle relazioni internazionali, dopo la caduta del muro di Berlino, nel 1989 riportò in Italia un sostanziale reinserimento delle forze di origine comunista e il loro modo di riconciliarsi pienamente con l’idea di nazione. Oggi, probabilmente, siamo di fronte a nuove forme evolutive del nostro modello di nazione. La sua crescita è in una fase iniziale per cui per il momento è arduo dare una definizione esaustiva. Vedremo nei prossimi anni. Ciò che, tuttavia, mi appare indicativo è che nell’attesa del nuovo corso ci siamo imbattuti in un risveglio dei localismi e delle tendenze separatiste. La verità è che abbiamo fatto poco per dare al sistema paese il suo assetto unitario lasciando che il meridione restasse indietro rispetto agli stimoli innovativi esercitati nel Nord. Ora questo nodo irrisolto giunge al pettine e potrebbe guastare la festa a quella parte di italiani che sente vivo il sentimento unitario. (Riccardo Alfonso)

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Parapendio: titolo italiano 2020 a Oberhauser

Posted by fidest press agency su martedì, 11 agosto 2020

oberhauser parapendioGrazie a una settimana benedetta dal bel tempo e una meteorologia che sembrava creata apposta per volare in parapendio, non ci sono stati problemi ad assegnare il titolo italiano 2020 di questa disciplina.Nei cieli sopra i comuni di Cuorgnè e Chiesanuova (Torino) un’ottantina di piloti, compresa una manciata di stranieri, si sono affrontati lungo sei percorsi, uno al giorno, tra i 52 e oltre 107 km. Quindi un campo di gara esteso dalla pedemontana piemontese fino alla pianura e ai laghi di Viverone e Candia. Organizzazione: Aero Club Lega Piloti con la collaborazione dell’associazione locale Volo Libero Santa Elisabetta e il patrocinio di FIVL.Dopo alterne vicende ha prevalso il campione del mondo in carica, Joachim Oberhauser, altoatesino di Termeno (Bolzano). A contendergli il titolo Marco Busetta, geologo siciliano Christian Biasi di Rovereto (Trento), e il pilota di casa Marco Littamè. Occuperanno alla fine rispettivamente la seconda, terza e quarta posizione.Titolo femminile a Silvia Buzzi Ferraris, pilota milanese facente parte della nazionale vincitrice del titolo mondiale di parapendio lo scorso anno in Macedonia.Sono stati assegnati anche gli scudetti nelle classi Serial e Sport, cioè piloti che volano con parapendio meno performanti di quelli utilizzati da Joachim e compagni.Nella prima lo ha vinto Alberto Castagna, seguito da Daniele Belvilaqua ed Alessandro Fuzzi. Nella Sport titolo a Valerio Marchetti davanti a Riccardo Marchetto ed Alessandro Pompei.Contrariamente a quello di parapendio, il Campionato Italiano di volo in deltaplano è incappato in una settimana di vento eccessivo le cui raffiche hanno spazzato il comprensorio del Monte Cucco sopra Sigillo in Umbria, sede prevista per la manifestazione. Agli organizzatori (Aero Club Lega Piloti con il supporto dell’associazione Volo Libero Monte Cucco) non è rimasta altra decisione che tenere con i piedi a terra i circa 60 piloti da 16 nazioni già presenti in loco. Infatti, grazie alla formula open è permessa la partecipazione anche agli stranieri che avrebbero concorso al trofeo Piero Alberini, ma non se ne è fatto nulla neppure di questo.Pertanto titolo nazionale e trofeo non sono stati assegnati e giustamente perché il volo libero in deltaplano e parapendio è fortemente legato alle condizioni del tempo. Dovere di chi organizza le competizioni è quello di badare alla sicurezza dei piloti prima ancora di assegnare qualunque medaglia che non vale mai il correre imprudenze. (foto copyright Gustavo Vitali – Ufficio Stampa FIVL)

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Quali metriche guardiamo quando investiamo sul mercato italiano?

Posted by fidest press agency su domenica, 10 maggio 2020

A cura di Antonio Amendola, co-gestore di Italia ed Europa AcomeA SGR. Nella prima fase della pandemia, gli indici mondiali hanno dapprima vissuto importanti ribassi, sprofondando nel cosiddetto “bear market”, per poi rimbalzare con altrettanta velocità e vigore nelle ultime settimane. In un contesto del genere, perdere la bussola sulla visione di lungo periodo e sull’importanza dei fondamentali è uno dei rischi più comuni che possono presentarsi dinanzi agli investitori.A proposito dei fondamentali, e quindi delle valutazioni implicite dei titoli, è importante fare una precisazione. Trovandoci in un contesto storico totalmente nuovo, è quanto mai difficile fare previsioni sulle principali voci di bilancio aziendali (ricavi, costi, margini, ecc.). Le stime degli stessi analisti, infatti, presentano importanti range di dispersione. Oggi, guardare alle classiche metriche come P/E (rapporto tra prezzo e utili) o Ev/Ebitda (rapporto tra valore dell’impresa e il margine operativo lordo) può portare a conclusioni quanto mai inappropriate. Il motivo? Banalmente come detto prima, nessuno può sapere con precisione i ricavi aziendali e se ci sarà o meno una nuova fase di lockdown. Tuttavia, questo esercizio d’analisi, seppur difficile, non è impossibile e non vuol dire certamente abbandonarsi al caso. Piuttosto, proprio in questa fase si possono riscoprire strumenti e metriche fino ad oggi un po’ tralasciate, come il Price to Book Ratio e il Residual Income Model.
Il Price to book ratio è il rapporto tra il prezzo di mercato di un’azione e il suo valore di bilancio del capitale. Idealmente un’azione dovrebbe trattare, con le dovute eccezioni, intorno al valore contabile del capitale. Spesso, per vari motivi, questo non accade ed è importante capire perché. Una metrica come il Price to Book Ratio fornisce una misura molto conservativa del valore aziendale, rispetto al famoso P/E in quanto non coglie alcuni fattori produttivi importanti come il capitale umano oppure sottovaluta poste come gli attivi intangibili. Proprio per questa serie di motivi negli ultimi tempi è stato spesso accantonata, salvo poi fare ritorno oggi in grande stile. Perché? Semplicemente perché partendo dal valore contabile del capitale aziendale, possiamo avere un punto fisso meno legato a fattori soggettivi, da cui far dipendere le nostre decisioni di acquisto e vendita.
L’altro strumento che andiamo ad esplorare, è un modello di valutazione spesso accessorio rispetto al classico DCF (Discounted Cash Flow), che è il Residual Income Model. Questo modello ci indica l’utile generato da una società dopo che è stato coperto il costo del capitale. Il modello parte dal concetto che una società può anche generare utile, ma se non copre il costo del capitale risulta comunque non profittevole. Un esempio classico è il settore bancario, dove gli istituti di credito anche se generano utile spesso non coprono il costo del capitale e, a lungo andare, distruggerebbero valore.
Il contesto attuale presenta non poche incertezze e ansie per gli investitori, ma proprio per questi motivi, bisogna sempre tenere la bussola dei fondamentali e dell’orizzonte di investimento. L’investitore che sceglie società di buona qualità con indebitamento contenuto e business model resilienti, senza rincorrere i titoli del momento, nel lungo periodo viene premiato. In questa fase di mercato ci viene data l’occasione di accumulare storie di questo tipo di cui l’Italia è orgogliosamente piena, grazie alle multinazionali tascabili che tutto il mondo ci invidia. Noi continuiamo ad essere posizionati su queste storie e a crederci, perché l’Italia non ha soltanto banche e utilities, ma anche importanti realtà nell’industria, nella manifattura, nella farmaceutica, nella meccatronica e tanto altro.

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Nessun allungamento di scadenza per il latte fresco italiano

Posted by fidest press agency su domenica, 10 maggio 2020

Le complicazioni nei consumi comportate dall’epidemia Covid-19 avevano paventato l’allungamento della scadenza del latte fresco pastorizzato dal sesto giorno successivo a quello del trattamento termico sino al dodicesimo giorno. Le perdite nel canale ho.re.ca (hotel, ristorazione, bar) e delle esportazioni sempre più difficoltose, in parte coperte dalla grande distribuzione organizzata e dai negozi di vicinato, hanno comportato un crollo, da taluni ritenuto ingiustificato, del prezzo al litro pagato agli allevatori. Da qui l’ipotesi dell’allungamento della scadenza che ha visto, però, sin da subito la protesta dei produttori locali e che ora viene scongiurata definitivamente anche dal Ministero delle Politiche Agricole, ribadita in una risposta ad una interrogazione svoltasi al Senato.
Scongiurati, dunque, i pericoli connessi all’allungamento della scadenza del latte fresco pastorizzato come l’incentivo all’ingresso di prodotti dall’estero, instaurando una pericolosa concorrenza economica a danno degli allevatori italiani proprio in un momento in cui il legame con i prodotti del territorio andrebbero valorizzati e sostenuti. “Inoltre – continua il Sottosegretario L’Abbate – si rischierebbe di confondere il consumatore che non lo distinguerebbe più dal latte a lunga conservazione o microfiltrato. È necessario agire su altri fronti per sostenere il comparto lattiero-caseario e lo stiamo facendo attraverso gli stanziamenti di 14,5 milioni di euro per i formaggi DOP/IGP e 6 milioni di euro per il latte a lunga conservazione del Fondo Indigenti, utilizzando gli strumenti dell’ammasso privato per formaggi ad indicazione geografica, formaggi generici e cagliate sino ad un massimo di 12,654 tonnellate e – conclude Giuseppe L’Abbate – con una maggiore trasparenza nella tracciabilità della filiera, prevista in un decreto in discussione in Conferenza Stato-Regioni. Nel frattempo, stiamo anche chiedendo ulteriori misure all’Ue per interventi ancor più incisivi per il comparto”.?

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COVID-19 e rischio coagulazione, nasce il primo registro italiano dei pazienti

Posted by fidest press agency su sabato, 2 maggio 2020

Imparare al più presto a conoscere e contrastare gli effetti letali del COVID-19 sulla coagulazione del sangue, attraverso lo studio delle decine di migliaia di cartelle cliniche dei pazienti ricoverati finora negli ospedali italiani. Sono questi i principali obiettivi dello START-COVID-19, il primo e più vasto registro sulle complicanze della coagulazione nei pazienti COVID-19. Questo progetto, tutto italiano, è fra le iniziative di punta della nuova piattaforma di progetti medico-scientifici GHEMAVID messa a disposizione e finanziata da Italfarmaco, azienda italiana da sempre impegnata nello studio, nella produzione e nella distribuzione di eparine standard ed eparine a basso peso molecolare, farmaci chiave nella prevenzione e nella cura dei problemi della coagulazione e nel controllo della trombosi.Il Registro START-COVID-19, utilizzando i dati delle cartelle cliniche dei pazienti COVID-19, già disponibili negli ospedali italiani, consentirà, tra l’altro, di correlare l’uso e le dosi di farmaci quali l’enoxaparina con le condizioni cliniche dei pazienti con COVID-19 e con l’evoluzione della loro malattia. In questo modo si avranno dati preziosi direttamente dalla “vita reale” e in un tempo molto più rapido rispetto a una sperimentazione clinica tradizionale.
START-COVID-19 è un’iniziativa della Fondazione Arianna Anticoagulazione presieduta dal professor Gualtiero Palareti. La Fondazione Arianna riunisce i più importanti specialisti italiani impegnati nella cura e nella prevenzione dei disturbi della coagulazione e ha lo scopo di ampliare e migliorare le conoscenze in questo campo e di favorire il corretto impiego dei trattamenti anticoagulanti. La Fondazione agisce sotto l’egida delle due società scientifiche italiane della coagulazione, FCSA (Federazione Centri per la diagnosi della trombosi e la Sorveglianza delle terapie Anticoagulanti) e SISET (Società Italiana per lo Studio dell’Emostasi e della Trombosi). Il registro START-COVID-19 coinvolgerà numerosi centri ospedalieri italiani, prevalentemente nel centro-nord dove si è verificata la maggior parte dei casi di COVID-19, e punta a raccogliere e studiare i dati di un vasto campione di pazienti, ampiamente rappresentativo della realtà italiana. E afferma Paolo Zambonardi Amministratore Delegato Italfarmaco “Oltre al Registro sopracitato, che è un’analisi retrospettiva per analizzare e capire se da qui emergono soluzioni per la gestione della malattia, stiamo approntando un progetto per la medicina del territorio e per supportare i medici di Medicina Generale”.

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L‘importanza dello stock picking nel mercato italiano

Posted by fidest press agency su domenica, 19 aprile 2020

A cura di Giacomo Tilotta, Head of European Equity di AcomeA SGR Mai come in questa fase, l’andamento dei mercati è dominato dal flusso di notizie macro. Gli interventi delle banche centrali e le decisioni di stimolo fiscale dei governi, in alcuni casi rapidi e incisivi, in altri molto meno, per contrastare gli effetti della diffusione del virus sul sistema economico, sono alla base dei recenti movimenti di mercato. Le variabili esogene ai modelli di business delle società, di fatto, sembrano avere più rilevanza degli aspetti micro. Capire come le società affrontano questa fase delicata, quale sia il loro punto di vista circa i possibili sviluppi di questa crisi, è a nostro avviso fondamentale per orientare al meglio le scelte di investimento.Un primo riscontro lo abbiamo avuto nelle ultime settimane tramite contatti con un cospicuo numero di società italiane, rigorosamente in videoconferenza, che ci hanno permesso di approfondire alcune tematiche rilevanti.
Il tema della liquidità è stato il principale focus di tutti gli incontri. Di certo vi sono società con una situazione di partenza non ottimale, magari con una leva finanziaria elevata, che rischiano in misura maggiore, ma in generale a parte qualche caso, su questo fronte la situazione a oggi appare gestibile. Eccezion fatta per alcuni casi estremi, infatti, si possono osservare delle situazioni che, a oggi, appaiono come opportunità. In particolare, nel settore industriale, vi sono interessanti società che hanno delle possibili leve da utilizzare per gestire sia l’attuale fase di contrazione, sia una possibile difficile ripresa del ciclo economico.
Osservare il mercato dove per prima si è diffuso il virus e capire come stia avvenendo la fase di ripresa, successiva al lockdown, è stato un motivo di forte interesse. Il messaggio da parte delle società è stato quello di evidenziare come la ripresa, anche se in maniera lenta e graduale c’è, e riguarda in particolare i settori delle telecomunicazioni e della tecnologia e in parte anche quello industriale.La totale mancanza di visibilità circa le prospettive e possibili target raggiungibili per l’anno in corso e quelli a venire, è stato l’elemento che ha accomunato tutte le società che abbiamo incontrato. Queste mancate prospettive non soltanto nascono dall’incertezza circa l’evoluzione di quello che è un fenomeno sanitario nuovo, ma anche per la lentezza dell’azione politica, inadeguata rispetto alla velocità di diffusione del virus. La vera discriminante per individuare le realtà più interessanti sta nella flessibilità del modello di business e nella capacità di adeguarsi ai cambiamenti in essere.Comprendere i possibili cambiamenti strutturali che questa crisi si porta con sé è senz’altro un esercizio molto interessante. La convinzione espressa dal management delle società è che si creeranno nuove tendenze e nuove opportunità una volta tornati alla normalità. Si è parlato molto, infatti, della crescente domanda di servizi legati al mondo della tecnologia e delle telecomunicazioni, su cui si baserà il nuovo paradigma di crescita. Grande risalto è stato dato al fenomeno della digitalizzazione che imporrà alle società stesse di accelerare verso un processo di conversione sull’online, che decreterà il successo di un’azienda rispetto alle altre.
Come sono oggi a nostro avviso le valutazioni del mercato italiano? Parlare oggi di valutazioni a sconto o a premio sul mercato italiano rischia di essere fuorviante. Se facciamo riferimento alle metriche più utilizzate (P/E o EV/Ebitda), queste ci possono portare a vendere o non acquistare delle società che in realtà hanno un valore intrinseco maggiore rispetto a quello espresso dai numeri. Una metrica un po’ più realistica in questa fase è secondo noi il Price to Book Value, cioè il rapporto tra prezzo di borsa e valore contabile dell’equity di una società. Oggi il Price to Book Value del mercato italiano è pari a 0,85, il livello più basso in Europa. Ciò significa che il mercato italiano scambia a meno di 1 volta il capitale investito. Per un investitore è importante guardare oggi alla bontà del business, alla capacità di reggere lo shock, ai margini e alla sostenibilità nel medio termine.Su quali aziende e settori stiamo puntando? Mantenendo una view di lungo termine, a nostro avviso, interessanti opportunità possono emergere dall’universo delle mid e small cap italiane. Parliamo di quelle “multinazionali tascabili”, di quelle realtà innovative e altamente competitive sui mercati globali. Di fatto, le eccellenze del nostro Made in Italy. Queste aziende presentano un basso indebitamento, margini sostenibili, visione internazionale e un management direttamente coinvolto. Possono inoltre consolidarsi, e quindi aumentare la loro presenza sul mercato, con realtà più piccole o con altre aziende straniere che trattano a valutazioni più interessanti. Per quanto riguarda il settore finanziario, al contrario della precedente crisi, oggi le banche rivestono un ruolo da protagoniste. A differenza della precedente crisi, in cui erano la causa, oggi rappresentano la soluzione per trasmettere gli stimoli monetari e fiscali all’economia reale. Le banche italiane oggi presentano un asset quality migliore non solo rispetto alla precedente crisi e agli anni della crisi dei debiti sovrani europei, ma anche rispetto alle banche europee. Il regolatore sta inoltre venendo incontro al settore bancario, attraverso misure che posticipano nel tempo l’aumento richiesto sui requisiti patrimoniali e sulla copertura dei crediti. Queste azioni riducono la pressione sul capitale delle banche e liberano risorse per nuove esposizioni.L’elevata incertezza della situazione che stiamo attraversando trova riscontro nei messaggi delle aziende che abbiamo incontrato, così come i primi lenti segnali di ripresa del mercato cinese. La situazione della liquidità al momento non manifesta situazione di eccesso, anche se il protrarsi di questa situazione, comporterebbe delle problematiche maggiori, specie per quelle società che, a oggi, si presentano con una situazione debitoria stressata. È difficile, anzi impossibile, prevedere l’andamento futuro dei mercati e capire se i minimi di metà di marzo possano essere ritestati o meno. Crediamo che lo sforzo dei risparmiatori, come quello degli investitori, debba essere oggi rivolto a ricercare opportunità in un orizzonte temporale di medio lungo periodo sulla base dei fondamentali delle società su cui si investe.

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Io mangio e compro italiano

Posted by fidest press agency su lunedì, 23 marzo 2020

È questa, secondo l’associazione Codici, la strada che i consumatori devono seguire per dare il proprio contributo nella lotta contro il Coronavirus. Un’emergenza che sta mettendo a dura prova il sistema sanitario italiano e che rischia di dare un colpo durissimo alla già fragile economia nazionale.“Mentre il personale sanitario – afferma l’avvocato Ivano Giacomelli, Segretario Nazionale di Codici – lotta nella prima linea degli ospedali, mentre le forze dell’ordine sono impegnate sul campo per garantire la sicurezza e sventare truffe come quella dei rincari folli delle mascherine, i consumatori sono chiamati a fare la loro parte per combattere il Coronavirus. È il momento di sostenere tutti insieme l’economia del nostro Paese. In che modo? Scegliendo prodotti italiani quando ad esempio facciamo la spesa. Mangiamo italiano, compriamo italiano: questo deve essere il modello di comportamento per aiutare le imprese, aggredite dal Coronavirus e da una crisi che rischia di avere conseguenze devastanti per l’Italia”.

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Cesare Brandi: Spazio italiano, ambiente fiammingo

Posted by fidest press agency su venerdì, 13 marzo 2020

Uscita prevista nelle librerie: 30 aprile. La pittura in Italia e in Europa raccontata dal più grande scrittore d’arte italiano. Un saggio che scrive una pagina fondamentale della storia della critica d’arte. Introduzione di Vittorio Sgarbi. Illustrato con tavole a colori.
Un incauto restauro dell’Agneau Mystique di van Eyck offrì a Cesare Brandi lo spunto per scrivere questo saggio dal ritmo narrativo e vivace. Da questo aneddoto curioso e preoccupante infatti, passando per associazioni storiche ed estetiche ingegnose, Brandi approfondisce l’antitesi tra pittura toscana e fiamminga. Il grande critico con questo saggio si ascrive il merito di aver inventato una nuova applicazione delle parole spazio e ambiente, per farci penetrare in due opposti modi di dipingere. Ma il pregio di un saggio non risiede soltanto nella sua solidità, nel suo acume, nella sua plausibilità; dipende quasi di più dalla sua alimentazione, dalla capacità di trarre sostegno da varie aree di esperienza di critico: storia, razionalità, emozioni. Questo testo, tanto rigoroso nella sua costruzione, sorprende per la sua capacità di divertire e divertirsi, regalando un excursus nella pittura fiamminga che si slancia fino a lasciare la strada a Rubens e Caravaggio. In questa duplice personalità costituisce senza dubbio un saggio critico dalla forza contemporanea e dalla suggestione sempre inedita.

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Corso di formazione “Insegnare italiano a stranieri”

Posted by fidest press agency su martedì, 17 dicembre 2019

Il Laboratorio di Glottodidattica dell’Università di Parma, in collaborazione con CPIA-Centro Provinciale per l’Istruzione degli Adulti di Parma, ha istituito per l’a.a. 2019/2020 un corso di formazione/aggiornamento, rivolto a docenti o futuri docenti, di scuole di vario ordine e grado, facilitatori linguistici e mediatori culturali. Il termine per le iscrizioni è il 1° febbraio 2020.Tra gli obiettivi del corso vi è la riflessione sulle coordinate glottodidattiche di base necessarie per gestire classi o singoli studenti di italiano come lingua straniera, l’elaborazione di strategie di valutazione degli apprendimenti e l’acquisizione delle competenze necessarie per il conseguimento, facoltativo, della certificazione Cedils-Certificazione in didattica dell’italiano a stranieri dell’Università Ca’ Foscari di Venezia.Il corso prevede 7 incontri pomeridiani che si svolgeranno tra febbraio e aprile 2020, oltre ad attività autonoma a completamento del lavoro, per un totale di 75 ore. Il costo di iscrizione è di 250 euro (non compresi i costi della certificazione Cedils). È possibile l’iscrizione tramite il bonus docenti. L’iniziativa è presente sulla piattaforma SOFIA; i codici identificativi sono ID Iniziativa formativa 38364, ID Edizione formativa 56257.
L’esame per il conseguimento della certificazione Cedils si terrà a Parma nella prima settimana di maggio e verrà gestito, per gli aspetti amministrativi, dal CPIA di Parma.I requisiti per l’ammissione, le modalità di iscrizione, le date delle lezioni e informazioni più dettagliate sono consultabili sul sito http://www.glottodidattica.unipr.it.

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Design italiano: l’arredo “Made in Italy”alla sfida mondiale del Low Cost

Posted by fidest press agency su venerdì, 13 dicembre 2019

Milano. Oggi chi è alla ricerca di complementi d’arredo per personalizzare la propria casa può trovare una scelta molto vasta di articoli, di cui molti a prezzi contenuti e dal design moderno, proposti da grandi e piccole catene di distribuzione oppure su diversi portali online. Molti non sanno però che il costo contenuto nella maggior parte dei casi è dovuto al fatto che vengono prodotti all’estero, soprattutto in Cina, utilizzando materiali di bassa qualità.Il legno utilizzato nei complementi d’arredo ad esempio non è più tale già da molti anni e si usano molti materiali compositi.Per quanto riguarda invece i complementi in metallo la situazione diventa disastrosa in quanto per abbattere i costi vengono impiegati metalli o leghe di bassa qualità ed in spessori molto contenuti.Inoltre molto spesso la lavorazione e rifinitura delle parti in metallo è molto scarsa ed approssimativa, verniciatura compresa. Ciò comporta che tutti questi complementi d’arredo low cost hanno una durata molto breve e tendono a rovinarsi e deteriorarsi in poco tempo.Metalli che tralatro sono stati spesso scoperti essere contaminati da sostanze tossiche, pericolose per la salute umana.L’altra faccia della medaglia è rappresentata da complementi d’arredo di design prodotti in italia da marchi più o meno noti ma caratterizzati da prezzi molto elevati destinati ad una nicchia di mercato ristretta.
Il problema è che negli ultimi anni tante aziende italiane si sono spostate all’estero e il vero Made in Italy oggi è più difficile trovarlo.
Tuttavia a ben cercare si riesce ancora a trovare qualche piccolo produttore illuminato, che realizza ancora in Italia i suoi oggeti di design, curando ogni piccolo particolare, alla ricerca continua della qualità, con la sfida al contempo di riuscire ad offrire prezzi contenuti.
Tra questi piccoli produttori possiamo citare ad esempio Ceart (www.ceartcasa.it), una preziosa piccola azienda artigiana con sede a Cornuda, in provincia di Treviso, che produce direttamente nel suo laboratorio articoli in metallo moderni e classici come ad esempio orologi da parete, appendiabiti, portaombrelli, porta riviste, portascottex, etagere, tavolini ecc.Nel laboratorio tutto il ciclo produttivo avviene nel laboratorio a partire dal taglio laser del metallo, viene utilizzato acciaio dolce in lamine di vari spessori, alla piegatura, saldatura, rifinitura, verniciatura e assemblaggio finale dei vari elementi.Complementi d’arredo che possono vantare realmente il Made in Italy, a differenza di molti altri articoli simili che si trovano oggi nei negozi oppure online.Un vero e proprio laboratorio del design italiano, che tiene alta la bandiera dell’Italia nel mondo e che ancora resiste agli attacchi dell’oriente, della bassa qualità e del basso costo.
Punto di forza della produzione dei laboratori di Ceart sono sicuramente gli orologi da parete, che rappresentano circa il 20% di tutto il catalogo.Orologi da parete moderni, dal design raffinato ed esclusivo, con ben oltre 90 modelli disponibili in varie forme, dimensioni e colori.Forme che possono essere quelle dell’albero della vita, oppure di ruote, farfalle e molte altre.Per non parlare delle colorazioni disponibili, che sono ben 16, per un metallo che viene verniciato con una speciale vernice bicomponente che garantisce un’ottima resa cromatica e sopratutto in lunga resistenza della stessa. Forme, colori, materiali e nomi che combinate in modo creativo come solo i designer italiani sanno fare vanno a creare una collezione unica al mondo di un complemento d’arredo importante come l’orologio da parete. (fonte: comunicatistampa.net)

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Festival italiano sull’umorismo, sulla comicità e sulla satira

Posted by fidest press agency su lunedì, 2 settembre 2019

Livorno, dal 27 al 29 settembre 2019 si terrà a Livorno la quarta edizione del festival IL SENSO DEL RIDICOLO, dedicato all’umorismo, alla comicità e alla satira. Il festival, diretto da Stefano Bartezzaghi e promosso da Fondazione Livorno, è gestito e organizzato da Fondazione Livorno – Arte e Cultura, con la collaborazione del Comune di Livorno e il patrocinio della Regione Toscana. È partner della manifestazione Aedes Siiq, con il supporto di Pictet e il contributo di SIAE.In tre giorni di eventi, attori, autori, filosofi, scrittori, giornalisti, radio-star, letterati e, naturalmente, comici si interrogheranno sul significato del riso e sulla straordinaria funzione illuminante dell’umorismo, della comicità e della satira.Dal guardaroba alla tavola, dagli oggetti da acquistare alle persone da conquistare, dall’etica all’etichetta ogni evenienza (quotidiana o no, materiale o spirituale che sia) ci ammonisce: il ridicolo è in agguato. Il festival livornese intitolato proprio al Senso del Ridicolo torna così per un’edizione, la quarta in cinque anni, curiosa degli angoli in cui si può annidare il ridicolo, nelle peripezie del costume, del potere, dell’animo umano.
Ascanio Celestini sta dedicando alle storielle che animano da sempre la nostra convivialità un progetto multimediale, convinto come è che esse possano rivelare a noi stessi il fondo oscuro della nostra mentalità collettiva (domenica 29 settembre, ore 11.30, Piazza del Luogo Pio).La critica più recente ha reso giustizia alla figura di Levi come scrittore e non solo testimone della Shoah: il principale esponente e animatore di questa nuova corrente di critica leviana è Marco Belpoliti, che ha scelto per noi pagine ironiche e umoristiche dell’autore di Se questo è un uomo, pagine che verranno lette da una delle voci teatrali più forti e affermate dei nostri anni, quella dell’attrice Federica Fracassi (domenica 29 settembre, ore 15, Bottini dell’Olio). Un caso forse inverso è quello di Woody Allen. Il senso del ridicolo gli dedica una rassegna di film curata come ogni anno da Gabriele Gimmelli: tre capolavori che testimoniano di altrettante stagioni della durevole creatività di Allen, nel tempo in cui un’ingiustificabile censura sociale è riuscita a mettere in ombra (speriamo solo momentaneamente) una stella di tale magnitudo (venerdì 27 – sabato 28 – domenica 29 settembre, ore 21, Teatro Vertigo). A parlare del caso-Allen sarà la scrittrice Nadia Terranova, sensibile ai temi della discriminazione sessista, come a quelli della libertà dal più cieco stigma sociale (sabato 28 settembre, ore 11.15, Bottini dell’Olio).

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Assunzioni: Saper scrivere bene in italiano

Posted by fidest press agency su lunedì, 1 luglio 2019

Facendolo con articoli, comunicati, post, relazioni – è giudicato molto favorevolmente dalle aziende che assumono giovani. Lo stesso vale per la capacità d’esprimersi con disinvoltura e buona dialettica in pubblico. Nella graduatoria delle competenze più richieste, che abbiamo stilato sulla base dell’attività quotidiana di OCL e del contatto costante con centinaia di imprese nazionali e internazionali, la conoscenza della lingua italiana si trova addirittura al secondo posto, a parimerito con l’attitudine al sapersi relazionare con gli altri. La prima posizione, com’è naturale, è occupata dalle skills digitali e tecnologiche. Tutto ciò, va precisato, al netto della conoscenza dell’inglese, ritenuta a dir poco fondamentale. Sono, questi, dati importanti, che OCL mette a disposizione di giovani, docenti e formatori». Lo ha reso noto Antonella Salvatore, presidente di Osservatorio Cultura Lavoro (OCL), e direttore del Centro di alta formazione e avviamento alla carriera della John Cabot University.

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Nuovo programma accademico d’italiano alla Morgan State University

Posted by fidest press agency su domenica, 23 giugno 2019

“Esprimo soddisfazione per creazione di un nuovo programma accademico d’italiano alla Morgan State University , una delle più grandi università statali dello Stato del Maryland (USA) e tra le più grandi università di denominazione Historically Black Colleges and Universities (HBCU) degli Stati Uniti. Questo nuovo programma d’italiano è stato messo a punto dal prof. Applauso con il sostegno della facoltà di World Languages and International Studies lo scorso autunno.Si tratta di un evento storico, nell’ambito dell’insegnamento della lingua italiana in USA, poiché è l’unico corso di italiano in programma presso un Historically Black College and University (HBCU), in tutti gli Stati Uniti.Pertanto mi congratulo con il Prof. Nicolino Applauso, ricercatore e storico di italianistica, che con professionalità ed impegno è riuscito a realizzare tale programma accademico: un punto di riferimento per la promozione della lingua italiana in USA!”
Lo ha dichiarato l’on. Fucsia Nissoli Fitzgerald, eletta nella Circoscrizione estero – Ripartizione Nord e Centro America.

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Le abitudini alimentari del consumatore italiano

Posted by fidest press agency su sabato, 16 febbraio 2019

Il CREA, il principale Ente di ricerca italiano sull’agroalimentare, parteciperà alla terza edizione di AQUAFARM, l’evento internazionale leader sui temi di acquacoltura, algocoltura ed industria della pesca del Mediterraneo, in programma alla fiera di Pordenone il 13 e 14 febbraio 2019.I ricercatori del CREA Zootecnia e Acquacoltura, Domitilla Pulcini e Fabrizio Capoccioni interverranno il 14 febbraio, in una delle sessioni del programma, dedicata agli “Ingredienti per garantire un’alimentazione sana e sicura – Dalla trasformazione del pesce allevato, alle scelte di GDO e HoReCa, a quelle dei consumatori. Cosa arriva nei piatti?”, con una relazione intitolata “I prodotti di acquacoltura: consapevolezza del consumatore italiano, abitudini di acquisto e consumo”. Oltre agli ultimi dati sulle produzioni dell’acquacoltura nazionale, il CREA descriverà i risultati di una ricerca condotta in Italia in collaborazione con la GDO e le associazioni dei consumatori sulle abitudini e le tendenze di acquisto e consumo di pesci, molluschi e crostacei allevati. L’indagine, avviata nel 2017 e tutt’ora in corso, ha raggiunto le 8236 risposte. Il questionario sui consumi dei prodotti d’acquacoltura è stato distribuito attraverso i social media e con la collaborazione di Esselunga e le Associazioni dei consumatori. Sebbene le risposte siano pervenute da tutta Italia, oltre il 70% delle risposte provengono dal centro-nord Italia.
Dalle risposte si conferma il crescente interesse degli italiani per questi prodotti: oltre il 30% del campione acquista prodotti di acquacoltura meno di una volta al mese, il 74% consuma mediamente meno di 2 chili/settimana e la spesa per i prodotti di acquacoltura, per metà del campione, oscilla fra i 20 e i 50 euro al mese. I luoghi preferiti di acquisto rimangono supermercati (87%) e pescherie (42%) rispetto ai gruppi di acquisto, alla vendita diretta o a anche online (0.4%). I prodotti allevati freschi sono quelli maggiormente acquistati (84%) rispetto a quelli surgelati, decongelati o in scatola. Il pesce marino rappresenta il prodotto d’allevamento prevalentemente acquistato (77%), seguito dai molluschi (48%), crostacei (37%) e dal pesce d’acqua dolce (31%).Dall’indagine emerge una maggiore consapevolezza verso i prodotti allevati con metodi sostenibili, tra i quali i prodotti biologici, che vengono spesso (5%) o saltuariamente (23%) acquistati dal campione. Ma la tendenza del mercato verso prodotti d’allevamento sostenibili è chiara poiché il 52% del campione degli intervistati ha dichiarato di essere disposto a pagare un prezzo maggiore per prodotti di acquacoltura biologica, grazie all’assenza di antibiotici durante il processo di allevamento (58%) un maggiore controllo lungo tutta la filiera (47%) e perché hanno un basso impatto ambientale (34%). Comprendere meglio le abitudini dei consumatori nei confronti dei prodotti dell’acquacoltura consentirà di definire strategie più mirate, sia dal punto di vista delle politiche a sostegno delle produzioni che del marketing, favorendo un aumento dei consumi.

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Un Disegno di Legge a sostegno dell’associazionismo italiano nel mondo

Posted by fidest press agency su domenica, 10 febbraio 2019

L’On. Nissoli ha presentato un Disegno di Legge a sostegno dell’associazionismo italiano nel mondo.“Tale DDL – afferma l’On. Nissoli – ha l’obiettivo di far rientrare le associazioni che operano in favore delle Comunità italiane nel mondo nel registro delle associazioni di promozione sociale, con tutto quello che ne consegue in termini di benefici, modificando la legge 7 dicembre 2000, n. 383. Si tratta di un riconoscimento doveroso – ha precisato l’On. Nissoli – per il lavoro svolto nel tempo, in spirito di gratuità, dall’associazionismo italiano all’estero promuovendo l’identità e la cultura italiana”.

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Corsi di italiano a Montreal

Posted by fidest press agency su domenica, 27 gennaio 2019

Il Sottosegretario agli Affari esteri, on. Di Stefano, ha risposto, a nome del Governo, all’interrogazione a risposta immediata dell’on. Nissoli sui corsi di lingua a Montreal gestiti dal PICAI. Nell’illustrare l’interrogazione, l’on. Nissoli ha detto che l’interruzione dei corsi di lingua italiana a Montreal, da parte del PICAI, sta creando disagio tra le famiglie dei ragazzi che frequentano i corsi che, tra l’altro, hanno pagato la quota di iscrizione per l’intero anno. E pertanto ha chiesto al Governo “di intervenire per risolvere questa situazione che danneggia sia i ragazzi che l’immagine dell’Italia in Canada. E’ necessario che i corsi di italiano continuino per non interrompere il percorso educativo dei ragazzi. Allo stesso tempo è necessario fare chiarezza sulla gestione del Picai.” Il Sottosegretario Di Stefano, nel rispondere all’on. Nissoli, ha ricordato che la “Farnesina annette particolare importanza alle attività in Nord America e in Canada, tra cui l’area del Québec” indicando anche i contributi versati agli altri due enti gestori presenti a Montreal mentre per il PICAI ha fatto rilevare l’impossibilità di erogare il contributo per mancanza di chiarezza nella gestione finanziaria dell’ente. Infatti, il Sottosegretario ha detto che “la gestione economica e finanziaria da parte del PICAI si è rilevata di più difficile decifrazione. L’Ente gestore aveva beneficiato di fondi a valere sul Capitolo 3153 fino all’esercizio finanziario 2013. Successivamente, in base al parere della competente Ambasciata, le erogazioni sono state interrotte, essendo emerso che l’Ente non aveva dichiarato in bilancio tutte le entrate. Dal 2017 si è voluto riporre nuovamente fiducia nell’ente in questione, anche sulla base delle valutazioni favorevoli del Consolato Generale a Montreal e dell’Ambasciata a Ottawa, ristabilendo l’erogazione di un contributo”.
“Tuttavia – ha proseguito il Sottosegretario – lo scorso anno sono emerse incongruenze riconducibili alla mancata iscrizione in bilancio di tutte le entrate ed uscite. Sono tuttora in corso, per il tramite del Consolato Generale, i contatti con l’Ente gestore ai fini di una corretta rappresentazione in bilancio di tutti i movimenti finanziari. Da parte del Ministero, nell’auspicio di un chiarimento della situazione,sono stati comunque accantonati i fondi assegnati nel 2018, che sono quindi ancora erogabili. L’importo esatto dipenderà, al termine delle verifiche in corso da parte del Consolato Generale, dalla definizione dell’ammontare del saldo attivo da recuperare. Tali verifiche vengono condotte nel modo più rapido possibile e tenendo conto della necessità prioritaria di assicurare agli alunni dei corsi e alle loro famiglie la massima continuità didattica. Per questo – ha concluso – contiamo sulla piena e fattiva collaborazione dell’ente interessato”.Soddisfatta della risposta l’on. Nissoli che invita il PICAI a “collaborare con il Ministero degli Affari esteri, nella trasparenza, per l’interesse di tutta la Comunità italiana di Montreal”.Oggi, in Commissione era depositata anche una interrogazione a risposta scritta analoga ma la deputata interrogante era assente, quindi, per il momento, questa è la prima ed unica risposta del Governo a questo grave disagio della Comunità italiana a Montreal.

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L’on. Nissoli (FI) interroga il Ministro Moavero Milanesi sull’interruzione dei corsi di italiano a Montreal

Posted by fidest press agency su venerdì, 18 gennaio 2019

In seguito alle numerose richieste pervenute dai connazionali residenti a Montreal, ieri, l’on. Fitzgerald Nissoli ha presentato una interrogazione al Ministro Moavero Milanesi per sollecitare una soluzione alla situazione di disagio delle famiglie italiane del Quebec dovuta al fatto che il PICAI ha interrotto l’erogazione dei corsi di lingua italiana all’improvviso a metà anno scolastico.Per l’on. Nissoli, l’interruzione di tali corsi “sta provocando notevole disagio tra la Comunità italiana e danni nel percorso educativo dei ragazzi”, infatti, oltre ai problemi connessi con la didattica, “l’apprendimento della lingua di origine è di particolare importanza per lo sviluppo psicofisico dei ragazzi”.
Nell’interrogazione, firmata da parlamentari di diversi schieramenti, l’on. Nissoli ha fatto anche rilevare che “l’interruzione dello svolgimento di tali corsi avrà evidenti ripercussioni sull’immagine dell’Italia in Canada” e per tutte queste ragioni la deputata eletta in Nord e Centro America auspica che si “arrivi presto ad una soluzione della vicenda venendo “incontro alle esigenze degli studenti e delle famiglie italiane di Montreal”.

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L’eCommerce italiano fa il punto a 4eCom

Posted by fidest press agency su sabato, 8 dicembre 2018

Milano 24 gennaio 2019 Talent Garden di Milano Calabiana. La mattina sarà dedicata alla conferenza vera e propria mentre nel pomeriggio ci sarà la possibilità di effettuare incontri One-to-One tra i partecipanti all’evento per condividere le esperienze maturate nel proprio settore e di prendere parte a Tavole Rotonde di approfondimento.
Hanno già aderito all’evento: Qapla’ (www.qapla.it), sistema integrato che permette di gestire le spedizioni, dalla stampa dell’etichetta, fino alla notifica di consegna; Competitoor, il servizio B2B che permette di aumentare le vendite grazie a prezzi dinamici, controllo dei concorrenti e gestione dei feed adv senza necessità di installazioni IT; Feedaty, piattaforma di UGC marketing, partner di 1.200 shop online, che consente di far crescere traffico e vendite valorizzando le recensioni dei clienti finali; Transactionale, network di cross advertsing per gli eCommerce che sfrutta il momento dell’acquisto per permettere ai brand di interagire con il potenziale cliente; Adglow, specialista globale nel social e digital advertising, partner delle principali piattaforme tra cui Facebook, Instagram e Amazon; The Digital Box, ecosistema integrato che nasce dalla combinazione di ALGHO + ADA.In questa seconda edizione di 4eCom vogliamo dare ampio spazio alle case history – dichiara Roberto Fumarola, CEO di Qapla’ – perché vedere in pratica cosa hanno fatto, con successo, anche altre aziende non è solo fonte di ispirazione ma anche stimolo per interessanti spunti di miglioramento.Quest’anno la giornata si arricchirà di momenti di networking nel pomeriggio – aggiunge Marianna Chillau, CEO di Transactionale – dove poter partecipare a tavole rotonde di approfondimento condividendo l’esperienza con altri eCommerce, con gli incontri 1To1 per parlare e confrontarsi direttamente, ed anche durante i momenti di pausa, sfruttando l’accogliente cornice del Talent Garden.

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