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Concerti di organo della IUC

Posted by fidest press agency su lunedì, 10 giugno 2019

Roma martedì 11 giugno 2019 alle 21.00 presso la Chiesa Evangelica Luterana di via Sicilia 70. Ingresso gratuito fino ad esaurimento posti una di concerti di organo della IUC – Istituzione Universitaria dei Concerti.
L’organista Francesco Finotti suonerà l’organo realizzato nel 1930 dalla casa tedesca Steinmeyer, collocato nella cantoria sulla controfacciata della chiesa. È uno strumento moderno a trasmissione elettrica, con due tastiere e pedaliera, ottimo anche per la musica del passato. Il concerto si apre e si chiude nel nome di Johann Sebastian Bach, il più grande autore di musica per organo di tutti i tempi, di cui Finotti eseguirà la Toccata, adagio e fuga in do maggiore BWV 564 e il Concerto n. 2 in la minore BWV 593, che è la rielaborazione fatta da Bach di un Concerto di Vivaldi. Inoltre l’Andante in fa maggiore K 616 di Wolfgang Amadeus Mozart, uno dei suoi pochi brani per organo: è un breve pezzo d’occasione destinato ad un organo meccanico ma Mozart lo scrisse al culmine della sua maturità ed è un piccolo capolavoro. Seguono due delle cinquecentocinquantacinque Sonate di Domenico Scarlatti, quella in re minore K 516 e quella in sol maggiore K 125, scritte originariamente per clavicembalo, ma adatte a tutti gli strumenti a tastiera: due piccoli, scintillanti gioielli. A questi tre autori del Settecento Finotti accosta il Preludio, fuga e variazione in si minore op. 18 di César Franck, un caposaldo della letteratura organistica dell’Ottocento.
Francesco Finotti ha vinto nel 1978 il Concorso Internazionale d’Organo “Franz Liszt” di Budapest e svolge una brillante carriera di concertista che lo porta a suonare nei più importanti festival d’organo internazionali. La sua discografia comprende musiche di Schumann, Liszt, Franck, J. S. Bach, Mozart, Messiaen, Dupré, Langlais e Satie.

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Bruno Canino suona per i 60 anni dal suo debutto alla iuc

Posted by fidest press agency su venerdì, 29 marzo 2019

Roma sabato 30 marzo 2019 alle 17.30 (Aula Magna della Sapienza, Città Universitaria, Piazzale Aldo Moro 5) Bruno Canino è un pezzo delle storia della musica degli ultimi decenni e suona per i 60 anni dal suo debutto alla iuc. Bruno Canino ha debuttato alla IUC il 14 marzo 1959, come solista di un’orchestra di giovanissimi, fondata e diretta da un altro giovane debuttante a Roma, il venticinquenne Claudio Abbado. Da allora è tornato alla IUC moltissime volte e ora festeggia contemporaneamente i sessant’anni dal suo debutto all’Aula Magna e il suo centesimo (!) concerto alla IUC. Napoletano di nascita e milanese di studi, Bruno Canino è un testimone della storia della musica dagli anni Cinquanta del secolo scorso ad oggi. Ha suonato come solista nelle principali sale da concerto e festival d’Europa, America, Australia, Russia, Giappone e Cina, sotto la direzione di Abbado, Muti, Chailly, Sawallisch, Berio e Boulez, con orchestre quali la Filarmonica della Scala, Santa Cecilia, Berliner Philharmoniker, New York Philharmonic, Philadelphia Orchestra e Orchestre National de France. Ha formato uno storico duo pianistico con Antonio Ballista e ha suonato con illustri strumentisti quali il flautista Severino Gazzelloni e i violinisti Accardo, Ughi, Amoyal, Perlman e Blacher. Si è dedicato in modo particolare alla musica contemporanea, collaborando con i maggiori musicisti del nostro tempo, tra cui Pierre Boulez, Luciano Berio, Karlheinz Stockhausen, György Ligeti, Bruno Maderna, Luigi Nono e Sylvano Bussotti, di cui spesso ha eseguito le opere in prima esecuzione. Inoltre ha svolto un’intensa attività didattica, insegnando al Conservatorio di Milano, al Conservatorio di Berna e attualmente alla Scuola di Musica di Fiesole.
Il programma scelto da Bruno Canino per celebrare i suoi sessant’anni con la IUC riflette la vastità dei suoi interessi. La prima parte è dedicata alla musica della fine del Settecento, con la Sonata in mi maggiore Hob XVI:13 di Joseph Haydn, la Sonata n. 9 in re maggiore K 311 di Wolfgang Amadeus Mozart e la Sonata in si bemolle maggiore op. 24 n. 2 del romano Muzio Clementi, di cui Mozart riprese il tema iniziale (possiamo pure dire che lo copiò letteralmente) per inserirlo nell’ouverture del suo Flauto magico.Nella seconda parte del concerto Canino presenta una panoramica della musica americana dall’Ottocento ad oggi. Inizia con Le Bananier e Union, due brani del primo compositore statunitense di un certo rilievo, Louis Moreau Gottschalk, che fu molto popolare alla sua epoca e utilizzò spesso ritmi e melodie del folclore americano. Quasi un secolo dopo anche Aaron Copland nei suoi Four Piano Blues si rifà alla musica americana, ma non a quella portatavi da coloni europei bensì a quella afroamericana. John Cage è tra i compositori più originali e più geniali dell’avanguardia musicale della seconda metà del Novecento: Canino ha scelto il suo ottavo Etude Australe, composto riportando sul pentagramma la mappa delle stelle dell’emisfero australe. Si conclude con nove dei Children’s Songs composti nel 1984 da Chick Corea, un grande del jazz dei nostri giorni.

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Francesca Dego in trio, con un raro Brahms e poi Mozart, Messiaen, Ligeti

Posted by fidest press agency su martedì, 26 febbraio 2019

Roma Martedì 26 febbraio alle 20.30 per i concerti della IUC nell’Aula Magna della Sapienza (Città Universitaria, Piazzale Aldo Moro 5) il pubblico sarà accompagnato in un percorso d’ascolto ricercato e suggestivo dal trio formato dal violino di Francesca Dego, dal corno di Martin Owen e dal pianoforte di Maria Perrotta.
Questi tre solisti, apprezzati all’unanimità dalla critica internazionale, si sono riuniti non solo per le affinità elettive che hanno scoperto tra loro ma anche per il piacere di suonare e far ascoltare il Trio in mi bemolle maggiore per corno, violino e pianoforte op. 40 di Johannes Brahms, un capolavoro della musica da camera del romanticismo, che è raramente eseguito per la difficoltà di mettere insieme quest’insolito organico strumentale. In questo ampio brano il violino e il pianoforte trovano un insolito complemento nel corno, strumento molto amato dal compositore, che s’inserisce con il suo timbro suggestivo, che sa di romantici boschi e di antiche leggende. Non è forse un caso che l’ispirazione arrivò a Brahms durante una passeggiata nei boschi della Foresta Nera. Articolato in quattro movimenti, questo Trio alterna momenti sereni, nostalgici e talvolta anche cupi.
Prima di Brahms viene eseguito un altro raro Trio per gli stessi strumenti, scritto nel 1982 proprio come omaggio a Brahms dall’ungherese György Ligeti, uno dei maggiori compositori della seconda metà del ventesimo secolo. Questo Trio ha segnato uno spartiacque nella sua produzione, aprendo al suo stile una terza via, che andava oltre il moderno e il postmoderno: sonorità libere e ritmi asimmetrici conferiscono a questa composizione un fascino quasi selvaggio.Completano il programma due composizioni in cui i tre componenti del trio si esibiscono separatamente. Francesca Dego e Maria Perrotta eseguiranno la Sonata in mi minore per violino e pianoforte K 304 di Wolfgang Amadeus Mozart, scritta e pubblicata durante il suo soggiorno a Parigi del 1778: è in soli due movimenti, il primo “è una continua lotta tra stanca rassegnazione e incontenibile ribellione”, come ha scritto Hermann Abert, uno dei massimi studiosi di Mozart. Il secondo movimento è un Minuetto, che ha accenti introversi e anche drammatici, inconsueti in questa galante danza settecentesca.
Martin Owen suona un assolo per corno del francese Oliver Messiaen: Appel interstellaire (letteralmente “chiamata interstellare”), sesto movimento dell’ampia composizione orchestrale Des canyons aux étoiles, commissionata all’autore per celebrare il bicentenario della dichiarazione di indipendenza degli Stati Uniti d’America. Messiaen scrisse questo brano anche come omaggio al compositore Jean-Pierre Guèzec, un suo allievo morto prematuramente. A nemmeno trent’anni d’età la violinista Francesca Dego si è affermata in tutto il mondo per la bellezza del timbro, le interpretazioni avvincenti, la tecnica impeccabile. Artista Deutsche Grammophon dal 2012, ha fatto il suo debutto discografico con i 24 Capricci di Paganini e in seguito si è dedicata all’incisione completa delle Sonate per violino e pianoforte di Beethoven. È del 2017 un altro suo disco con Concerti di Paganini e Wolf-Ferrari. Recentemente sono stati pubblicati il suo libro “Tra le note classiche: 24 chiavi di lettura” e un nuovo cd intitolato “Suite italienne”.L’inglese Martin Owen è considerato uno dei maggiori cornisti di oggi. Si è esibito come solista e musicista da camera in tutto il mondo. Attualmente è primo corno della Bbc Symphony Orchestra di Londra, in precedenza è stato primo corno della Royal Philharmonic Orchestra e dei Berliner Philharmoniker. È anche primo corno dell’ensemble californiano Camerata Pacifica.Maria Perrotta è applaudita dal pubblico e dalla critica come pianista particolarmente comunicativa e sensibile. Si è affermata in importanti concorsi internazionali e si è presto imposta sulla scena internazionale come interprete bachiana. La sua incisione dal vivo delle Variazioni Goldberg di Bach ha ottenuto 5 stelle dalle riviste Amadeus, Musica e Suonare News e il premio della critica 2012 promosso dalla rivista Musica & dischi.
Il giorno dopo il concerto, mercoledì 27 febbraio alle 18.30, nel Mondadori Bookstore di Piazza Cola di Rienzo 81/83, Francesca Dego presenterà il suo libro “Tra le note classiche: 24 chiavi di lettura”, edito da Mondadori Electa, e il suo nuovo CD “Suite italienne” con musiche di Respighi, Castelnuovo-Tedesco e Stravinsky, pubblicato da Deutsche Grammophon. Interverranno Lara Crinò, giornalista de La Repubblica, e Giovanni D’Alò, direttore artistico della IUC. (by Mauro Mariani)

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Ultimo concerto della IUC per il 2018 dedicato a Leonard Bernstein

Posted by fidest press agency su domenica, 16 dicembre 2018

Roma Martedì 18 dicembre alle 20.30 nell’Aula Magna dell’Università “Sapienza” ultimo concerto della IUC per il 2018. È dedicato a Leonard Bernstein, il grande compositore, direttore d’orchestra e pianista americano, di cui tutto il mondo celebra nel 2018 il centenario della nascita.Leonard Bernstein è stato un grande interprete dei classici, da Beethoven a Mahler, e allo stesso tempo come compositore flirtava con il jazz. Dunque è naturale che classica e jazz si mescolino nell’omaggio che la IUC e il mondo musicale romano gli rendono alla fine dei festeggiamenti del suo centesimo compleanno.Alessandro Carbonare, primo clarinetto dell’orchestra dell’Accademia di Santa Cecilia, e la Ials Jazz Big Band diretta da Gianni Oddi alternano musiche dello stesso Bernstein a George Gershwin, Duke Ellington, Carl Philipp Emanuel Bach, Igor Stravinskij e Artie Shaw. La prima metà del concerto è interamente dedicata allo stesso Bernstein. Si inizia con West Side Story e poi si passa a Prelude, Fugue and Riffs, che collega con ironia un preludio e fuga – che farebbero pensare a Bach – ai riffs, cioè a una frase musicale breve e molto ritmica ripetuta più e più volte con sempre diverse improvvisazioni, tipica del jazz.
Dopo l’intervallo si ricomincia con Porgy and Bess di Gershwin, poi si passa a Tre Pezzi per clarinetto solo di Stravinsky e a una rielaborazione moderna di un brano di Carl Philipp Emanuel Bach, figlio del grande Johann Sebastian e ai suoi tempi ritenuto perfino superiore al padre.Un’intera sezione della seconda parte del concerto è dedicata ad Ellington e riserva una stuzzicante sorpresa: una versione di Sophisticated Lady preparata da Salvatore Sciarrino, uno dei maggiori compositori contemporanei. Finale col Concerto composto per il clarinetto da Artie Shaw, il più celebre clarinettista jazz del suo tempo, uno dei fondatori dello swing. Famoso anche per il do acutissimo del clarinetto, questo brano è eseguito dall’autore stesso nel film Second Chorus (1940) di Fred Astaire, che narra la vita di Shaw.
Il giorno prima, lunedì 17 dicembre alle 11.00 Gianni Oddi e la Ials Jazz Big Band saranno protagonisti di uno degli appuntamenti della fortunata serie “MusicaPourparler”, pensata principalmente per gli studenti: eseguiranno una selezione dei brani in programma martedì, presentandoli personalmente e rispondendo alle domande del pubblico, in uno stile molto informale che riscuote sempre molto favore da parte del pubblico più giovane.

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“Esplorando Mozart”

Posted by fidest press agency su giovedì, 29 novembre 2018

Roma sabato 1 dicembre alle 17.30 presso l’Aula Magna della Sapienza la IUC presenta un nuovo ciclo di concerti intitolato “Esplorando Mozart”, affidato al Quartetto di Cremona.
L’attenzione si focalizzerà sui quartetti per archi di Wolfgang Amadeus Mozart, che costituiscono uno dei settori privilegiati del suo catalogo. Praticamente per tutta la vita, dai sedici anni di età all’anno precedente la morte, Mozart si è dedicato al quartetto, componendone in tutto ventitré, più alcuni singoli movimenti a sé stanti. Ogni suo quartetto rivela un impegno particolare da parte di Mozart, che vedeva in questa forma l’espressione più pura e più nobile della musica da camera.Il primo concerto di questo ciclo è dedicato principalmente a due dei sei Quartetti dedicati a Haydn, che era giustamente considerato il creatore del quartetto per archi. I due non solo si ammiravano reciprocamente e si stimavano moltissimo senza alcuna gelosia, ma si conoscevano anche personalmente e talvolta si riunivano con altri musicisti in casa dell’uno o dell’altro per suonare insieme proprio dei quartetti. Tra il 1782 e il 1785 Mozart compose sei quartetti, che dedicò a Haydn con una bellissima lettera in italiano, in cui affermava che essi “erano il frutto di una lunga e laboriosa fatica”, mettendo così in rilievo quanto sentisse la responsabilità dell’inevitabile confronto con i quartetti del più anziano maestro. E concludeva dicendo: “Ti supplico però di guardarne con indulgenza i difetti, che l’occhio parziale di padre mi può aver celati, e di continuare, loro malgrado, la generosa tua amicizia a chi tanto l’apprezza, mentre son di cuore il tuo sincerissima amico”.I Quartetti scelti per questo concerto sono i primi due dei sei dedicati a Haydn, cioè quello in sol maggiore K 387, intitolato “La primavera”, e quello in re minore K 421. Si ascolterà inoltre l’Adagio e Fuga in do minore K 546, che, pur non avendo una dedica esplicita, è un chiaro e inequivocabile omaggio ad un altro gigante della musica, Johann Sebastian Bach, che Mozart stava riscoprendo in quegli anni. Nella Fuga Mozart gareggia con Bach quanto a padronanza del contrappunto, mentre nel carattere tormentato e oscuro dell’Adagio si avvertono un pathos e una drammaticità che già preludono al romanticismo.Fin dalla propria fondazione nel 2000, il Quartetto di Cremona (il nome della città lombarda è stato scelto in omaggio ai grandi liutai cremonesi Stradivari e Guarneri) si è affermato come una delle realtà cameristiche più interessanti a livello internazionale ed è regolarmente invitato ad esibirsi nei principali festival e rassegne musicali in Europa, Sudamerica, Stati Uniti e in Estremo Oriente, riscuotendo unanimi consensi di pubblico e critica. Tra i suoi più decenti debutti internazionali da ricordare sono certamente Amburgo, Vancouver, Zurigo, Stoccolma, Ginevra, Madrid, Washington, Valencia e Cartagena de Indias.In campo discografico ha inciso l’integrale dei Quartetti di Beethoven (eseguiti anche in una tournée internazionale, che ha compreso la IUC) che ha ottenuto importanti riconoscimenti, tra cui il Supersonic Award, l’Echo Klassik e il premio ICMA. Nel settembre di quest’anno ha inciso un nuovo cd dedicato a Schubert.

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La Viola Romantica: concerto di Sanzò e Paciariello a cura della IUC a Parterre

Posted by fidest press agency su venerdì, 13 luglio 2018

Roma Martedì 17 luglio Luca Sanzò e Maurizio Paciariello sono i protagonisti del concerto “Romantica Viola” della serie “Classica al tramonto”, che la IUC cura nell’ambito di Parterre, l’eclettica manifestazione dove si incontrano musica dal vivo, teatro, cinema e spazi per il relax, in un ampio spazio verde in via Antonino di San Giuliano (zona Farnesina).
Il concerto avrà inizio alle 20.30 e i biglietti per sono acquistabili al prezzo di 7 euro (interi) e 5 e 2 euro (ridotti) direttamente in loco la sera del concerto a partire dalle 18.30. Dalle 18.00 si potrà prendere un piacevole aperitivo nel verde. La serata proseguirà con uno spettacolo teatrale a cura di Arte2o Eventi.
La viola è fondamentale in ogni formazione strumentale classica, ma il suo destino è quello di rimanere in secondo piano rispetto al suo più fortunato fratello, il violino. Ma non è sempre stato così: i musicisti romantici furono affascinati dal suo timbro ombroso e malinconico e gli dedicarono alcuni capolavori che sono al centro del concerto del violista Luca Sanzò e del pianista Maurizio Paciariello. Prima però si ascolterà Intermezzo di Nino Rota, il celebre compositore di indimenticabili musiche per tanti film, soprattutto di Fellini ma anche di Zeffirelli, Monicelli, Comencini, De Filippo, Petri, Wertmüller, Vidor e naturalmente del Padrino di Coppola.
Segue il più romantico dei musicisti romantici, Robert Schumann, con Adagio e Allegro op. 70: è aperto da un intenso e poetico Adagio che sfocia in un Allegro trascinante ed euforico, che però ha anche momenti più meditativi e si chiude con grande slancio romantico. Ancora di Schumann i Märchenbilder op 113: questi quattro brevi brani sono immagini fiabesche, fantasie romantiche legate alle leggende popolari raccolte e valorizzate da scrittori e poeti tedeschi del tempo. In conclusione un altro grandissimo musicista del primo romanticismo, Franz Schubert, di cui Sanzò e Paciariello eseguiranno la Sonata in la minore, nota come “Arpeggione” perché originariamente scritta per lo strumento così chiamato, che ebbe una breve fortuna nell’Ottocento e poi scomparve, cosicché viene oggi eseguita con la viola, che è lo strumento attuale più simile all’arpeggione. Questo brano manifesta lo spirito autentico della musica da camera, che non era destinata alla sala da concerto ma era eseguita in ambito familiare tra parenti e amici: è infatti un brano molto amabile, prevalentemente melodico, con momenti brillanti alternati ad altri leggermente malinconici.Luca Sanzò, allievo di Bruno Giuranna, svolge attività concertistica, discografica e didattica. Ha effettuato concerti in tutto il mondo, ospite di importanti sale e prestigiosi festival di musica da camera, di musica contemporanea. Fa parte del PMCE, Parco della Musica Contemporanea Ensemble, è fondatore del Quartetto Michelangelo ed è regolarmente invitato, insieme a musicisti di tutto il mondo, all’annuale Rome Chamber Music Festival. . Ha inciso per Nuova Era, Bottega Discantica, BMG Ricordi, Opus 111, Tactus, Edi Pan, Stradivarius, Naïve, Chandos, Naxos e Brilliant Classics. Maurizio Paciariello si interessa ed approfondisce il repertorio solistico e cameristico, con una particolare predilezione per l’esecuzione su strumenti storici. Su pianoforti d’epoca ha inciso i Concerti di Kulhau e Berwald e rarità di Beethoven. Sempre di beethoven ha intrapreso la registrazione di tutte le Sonate per pianoforte. Sanzò e Paciariello hanno registrato insieme l’integrale delle Sonate per viola e pianoforte di Hindemith, sono giudicate “top of the list” dallla rivista statunitense Fanfare. “Classica al tramonto” si conclude martedì 24 luglio con Pietro Roffi alla fisarmonica e Alessandro Stella al pianoforte con un concerto interamente dedicato ad Astor Piazzolla, intitolato TuttoTango!

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Stagione dei concerti della IUC

Posted by fidest press agency su domenica, 20 maggio 2018

Roma martedì 22 maggio alle 20.30 con una serata straordinaria fuori abbonamento all’Aula Magna dell’Università “Sapienza” si chiude la stagione di concerti della IUC: ne sarà protagonista Peppe Barra, insieme ai cinque straordinari musicisti che da tanti anni collaborano con lui.
In questo concerto-spettacolo Peppe Barra propone il suo nuovo disco “E Cammina Cammina”, una sintesi del suo cammino artistico, iniziato più di cinquant’anni fa, in cui mescola assieme canzoni vecchie e nuove in un crescendo di emozioni e di musica. Da “Shit Struck Street Blues”, ovvero l’Idillio e’merda del poeta Ferdinando Russo, magistralmente trasformata in un blues a dimostrazione che non esistono confini tra le varie contaminazioni culturali, agli autori del passato come Raffaele Viviani (“O Malamente”), Salvatore di Giacomo (“Munastero”), Pisano-Rendine (“La Pansè”) per arrivare all’omaggio a Eduardo De Filippo (“Uocchie c’arraggiunate”) fino alla reinterpretazione dei brani di autori contemporanei, come in “Vasame” di Enzo Gragnianiello e “Cammina, cammina” di Pino Daniele.
Alle canzoni si alternano i testi recitati di “Tiempo”, in cui la creatività artistica del cantante e attore napoletano trova il picco più alto, in questo eterno cammino di musica e poesia. Protagonista dello spettacolo è come sempre la versatilità interpretativa di Barra, espressione di una napoletanità dal sapore antico e dalle sonorità contemporanee. Le sue canzoni sono intrise di magia e di folclore, racchiudendo in maniera impareggiabile l’intero patrimonio culturale partenopeo.
Voce e dialetto sono i principali strumenti di lavoro di Peppe Barra. La sua voce gli consente di raggiungere in scena risultati mirabili. Personaggio sempre autentico, nella vita e sulla scena, artista puro, custode indiscusso della nostra tradizione popolare. Poliedrico e appassionato della vita, prima ancora che dell’arte, estro geniale in grado di trasmettere al suo pubblico un magma incandescente di emozioni, dalla risata più sonora alla commozione più autentica.Suoi prezioso collaboratori sono Paolo Del Vecchio (chitarra e mandolino), Luca Urciuolo (pianoforte e fisarmonica), Ivan Lacagnina (percussioni), Sasà Pelosi (basso) e Giorgio Mellone (violoncello).BIGLIETTI:Interi: da 15 euro a 25 euro, più prevendita Giovani: under 30: 8 euro; under 18: 5 euro http://www.concertiiuc.it

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Shlomo Mintz è ospite della IUC

Posted by fidest press agency su venerdì, 11 maggio 2018

Roma sabato 12 maggio alle 17.30 all’Aula Magna della Sapienza Shlomo Mintz, uno dei più famosi violinisti di oggi, è ospite della IUC. Con lui suonano i Solisti Aquilani, che festeggiano nel 2018 i cinquant’anni di attività, durante i quali si sono affermati come uno dei più popolari ensemble a livello non solo italiano ma mondiale, non limitandosi alla musica barocca – particolarmente indicata per il loro organico di archi e clavicembalo – ma estendendo la loro attenzione alla musica di ogni tempo. Nato a Mosca sessantuno anni fa e trasferitosi ad appena due anni in Israele, Shlomo Mintz è ormai un mito. Debuttò giovanissimo con la Filarmonica d’Israele e poco dopo fu chiamato da Zubin Mehta a sostituire il grande Itzhak Perlman. A sedici anni suonò alla Carnegie Hall di New York e da allora si può dire che, finite le esibizioni da bambino prodigio, sia iniziata la sua vera grande carriera concertistica, che lo ha portato in tutto il mondo. Impossibile elencare le sale prestigiose, le grandi orchestre e gli illustri musicisti che figurano nel suo carnet. Da quando ha diciotto anni si dedica anche alla direzione d’orchestra ed è nella duplice veste di violinista e direttore dei Solisti Aquilani che viene ora a Roma.Una gran parte del suo concerto romano sarà dedicata da Mintz a Felix Mendelssohn, che, come lui stesso, fu uno straordinario fanciullo prodigio. Suonerà e dirigerà infatti il Concerto in re minore per violino e archi, scritto da Mendelssohn nel 1822 a soli tredici anni e dedicato al suo insegnante di composizione. Riscoperto e pubblicato soltanto nel 1952, unisce un’invenzione fresca e spontanea ad un’incredibile maturità artistica. Un altro esempio della prodigiosa precocità musicale di Mendelssohn, paragonabile solamente a Mozart, è la Sinfonia n. 10 in si minore per archi, composta anch’essa intorno al 1822. Mintz suonerà anche il Concerto in re minore per due violini, archi e basso continuo di Bach, uno dei soli due giunti fino a noi tra i tanti composti dal grande Johann Sebastian per lo strumento che egli stesso suonava. A chiudere il concerto saranno le Visions fugitives op. 22 di Sergej Prokof’ev, nella trascrizione di Rudolf Barshai. Composte nel 1915-1917, nel periodo della prima guerra mondiale e della rivoluzione d’ottobre, sono delle miniature che non lasciano trapelare nulla di quei tempi tempestosi e tragici.

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“Una serata con Morricone”

Posted by fidest press agency su giovedì, 19 ottobre 2017

Rigillo_RubenRoma Sabato 21 ottobre alle 17.30 la stagione di concerti della IUC all’Aula Magna dell’Università La Sapienza di Roma presenta “Una serata con Morricone”. Da molti anni Ennio Morricone è profondamente legato alla IUC, di cui non soltanto è uno dei quattro consiglieri artistici ma è stato anche ospite sia come compositore che come direttore d’orchestra. Non tutti sanno che in Morricone convivono l’autore di innumerevoli musiche da film, che gli hanno dato la fama a livello planetario, e il compositore di partiture destinate alle sale da concerto, scritte nel sofisticato stile contemporaneo appreso alla scuola di Petrassi e sviluppato in esperienze d’avanguardia come il Gruppo d’Improvvisazione Nuova Consonanza. Sono due Morricone diversi ma non inconciliabili, perché c’è un continuo scambio di esperienze tra l’uno e l’altro.Morricone stesso ha scelto il programma di questa serata, proponendo tre delle sue musiche da concerto più significative. Si inizia con Quattro anacoluti per A.V. (il nome nascosto sotto queste due iniziali è quello di Antonio Vivaldi). Segue Se questo è un uomo su testo di Primo Levi, con l’attore Ruben Rigillo, figlio d’arte e protagonista al cinema e in televisione, il violinista Marco Serino e la mezzosoprano Antonella Marotta. Quindi, in Gabriele Bonolisprima esecuzione a Roma, le Varianti per due pianoforti e archi, dedicate a Bruno Canino e Antonio Ballista, che le suoneranno anche in questa occasione: superfluo tessere ancora una volta gli elogi di questo duo pianistico che ha avuto un ruolo che si può ben definire storico nella musica dell’ultimo mezzo secolo. Inoltre Morricone ha voluto che si rendesse omaggio al suo maestro Goffredo Petrassi, grande protagonista della musica italiana del Novecento, di cui saranno eseguiti Introduzione e Allegro per violino e archi e il Quarto concerto per orchestra d’archi. Suona l’Orchestra Roma Sinfonietta, nota come “l’orchestra di Morricone”, perché il Maestro l’ha diretta personalmente in innumerevoli concerti in tutto il mondo: ma questa volta lascerà la bacchetta a Gabriele Bonolis, un giovane la cui carriera sta prendendo ottimi sviluppi, molto stimato dallo stesso Morricone, di cui è stato a lungo assistente. (foto: Gabriele Bonolis, Rigillo_Ruben)

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Settantatreesima stagione della IUC

Posted by fidest press agency su mercoledì, 11 ottobre 2017

Anna Caterina AntonacciAntonacciRoma Sabato 14 ottobre alle 17.30 s’inaugura la settantatreesima stagione della IUC nella prestigiosa sede dell’Aula Magna dell’Università La Sapienza di Roma. Quest’importante appuntamento è dedicato alla musica del Seicento e ne è protagonista il soprano Anna Caterina Antonacci, una star internazionale suo malgrado – si potrebbe dire – perché “si dedica interamente alla musica, non a recitare la parte della prima donna”, come ha affermato un suo grande ammiratore, Riccardo Muti. La sua fortissima personalità d’interprete la spinge a crearsi un repertorio raro e raffinato, ma di grande impatto drammatico, di cui offre un esempio perfetto questo suo concerto. Con lei sarà Accademia degli Astrusi diretta da Federico Ferri, un ensemble strumentale con cui collabora spesso.La Antonacci canta nei principali teatri internazionali, dalla Scala di Milano all’Opéra di Parigi, dal Covent Garden di Londra a Monaco di Baviera, Amburgo, Bruxelles, Barcellona, San Francisco, New York. A Roma si è esibita sia all’Opera che all’Accademia di Santa Cecilia, ma ha riservato alla IUC le sue apparizioni più recenti.In questo concerto interpreterà tutti e tre i ruoli del Combattimento di Tancredi e Clorinda, capolavoro di Claudio Monteverdi, realizzando un vero tour de force non solo vocale ma anche emotivo, per la difficoltà di passare continuamente da un personaggio all’altro. Questo madrigale in “stile rappresentativo”, che evoca Accademia degli Astrusiun’azione drammatica senza però richiedere una vera e propria rappresentazione teatrale, mette in musica uno degli episodi più celebri della “Gerusalemme liberata”.
Un altro personaggio del poema di Torquato Tasso, la maga Armida, è la protagonista dell’omonima tragédie lyrique di Jean Baptiste Lully: lo stile nobilmente declamatorio di questa musica darà modo alla Antonacci di far valere le doti di grande tragédienne per cui è ammirata in Francia, ma che gli italiani ancora non conoscono, perché non ha cantato Lully in Italia prima d’ora.
Il concerto è dedicato non solo alla Gerusalemme terrena del Tasso ma anche a quella celeste della Bibbia: saranno infatti presentate in prima esecuzione moderna due Lamentazioni per la Settimana Santa di Giovanni Paolo Colonna, che fu stimatissimo maestro di cappella a San Petronio di Bologna, uno dei principali centri musicali dell’epoca.Completano il programma musiche strumentali di raro ascolto di Arcangelo Corelli (una vera gemma è la Sinfonia da lui scritta per l’oratorio S. Beatrice d’Este del compositore romano Giovan Battista Lulier) e Heinrich Ignaz Franz Biber, nell’esecuzione di Federico Ferri e dell’Accademia degli Astrusi. (foto: Anna Caterina Antonacci, Accademia degli Astrusi)

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Jazz: “Note in biblioteca”

Posted by fidest press agency su domenica, 4 giugno 2017

MAM Dinamic TrioMAM Dinamic Trio1Roma venerdì 9 giugno alle 20.30 presso la biblioteca comunale di Villa Leopardi in via Makallè appuntamento con il jazz: “Note in biblioteca” della IUC.
Protagonista di questo incontro musicale ad ingresso gratuito è il MAM Dinamic Trio, formato da Manuel Magrini al pianoforte, Francesco Angiuli al contrabbasso e Francesco Merenda alla batteria, che presentano un repertorio che spazia fra gli standard jazz più popolari e inoltre alcune proprie composizioni originali, dove risalta il lirismo dei solisti e la coesione di un trio già molto affiatato nonostante la collaborazione piuttosto nuova. Sono uniti dalla comune passione in comune per il pianista Fred Hersch e ovviamente per i classici, mancano, Bill Evans su tutti, che è uno degli esempi principali per il jazz trio, assieme ad Oscar Peterson.
MAM Dinamic Trio2Ognuno dei tre musicisti del MAM Trio vanta numerose collaborazioni con artisti di calibro internazionale, quali Benny Golson, Rosario Giuliani, Nicolas Folmer, Fabio Zeppetella, Maurizio Giammarco, etc. Numerosi sono anche i festival nazionali ed internazionali ai quali hanno partecipato. Grazie a tutto questo il trio propone un sound che sa spaziare dal classico al moderno senza mai perdere personalità, con uno spiccato interplay dei 3 musicisti che rende ogni performance unica ed irripetibile.
Introdurrà all’ascolto Silvia D’Annunzio, studentessa del corso di perfezionamento in Musicologia dell’Università La Sapienza.
“Note in biblioteca” è realizzato dalla IUC (Istituzione Universitaria dei Concerti) in collaborazione con il Sistema Biblioteche Centri Culturali di Roma Capitale, l’Università Sapienza e il Conservatorio “Santa Cecilia” di Roma.
Quest’incontro fa parte della rassegna “Sapienza in musica” con il sostegno della Regione Lazio. (foto: MAM Dinamic Trio)

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Incontri musicali ad ingresso gratuito nelle biblioteche comunali di Roma realizzati dalla IUC

Posted by fidest press agency su mercoledì, 17 maggio 2017

Cecilia Saxophone QuartetRoma sabato 20 maggio alle 11.30 alla Vaccheria Nardi (via Grotta di Gregna 37) da Vivaldi a Charlie Parker col Cecilia Saxophone Quartet incontri musicali ad ingresso gratuito in collaborazione con il Sistema Biblioteche Centri Culturali di Roma Capitale, l’Università Sapienza e il Conservatorio “Santa Cecilia” di Roma. Introduce all’ascolto Emanuele Franceschetti, perfezionando in Musicologia all’Università La Sapienza.
Il Cecilia Saxophone Quartet è nato presso il Conservatorio “Santa Cecilia” di Roma, nella classe del Maestro Alfredo Santoloci. Attualmente è formato da Alfredo Santoloci (sax soprano), Alessio Matrigiani (sax alto), Guglielmo Cetto (sax tenore) e Ivan Bernardini (sax baritono). In vari anni di attività il quartetto si è esibito in manifestazioni pubbliche, in concerti didattici, in musei e in sale da concerto.
Le molte possibilità del sassofono permettono a questo quartetto di presentare un repertorio estremamente vario, toccando più periodi e stili della musica del passato e di oggi. È quel che avverrà anche in quest’incontro, che proporrà alcuni notissimi brani della musica classica e del jazz e dintorni. Si parte dall’Allegro del Concerto in sol minore di Vivaldi, poi si passa a Borodin e Glazunov e a due brani famosissimi quali la “Pavane” di Ravel e “Il volo del calabrone” di Rimsky-Korsakov. Si approderà a “Youkali”, l’utopica isola dei mari del sud dove Kurt Weill sognava di fuggire da tutto ciò che incombeva sull’Europa quando (era il 1934) compose questo song. Dopo una “Bourrée” di Bach trascritta per quartetto di sassofoni da Santoloci, si arriverà al jazz con il famosissimo “Entertainer” di Scott Joplin e con “Stan’s Idea” di Lennie Niehaus, per concludere l’incontro – dopo “Minimalismo” di Alfredo Santoloci – con un omaggio a uno dei più grandi sassofonisti di ogni epoca, Charlie Parker, di cui il Cecilia Saxophone Quartet eseguirà “Red Cross”. (foto: Cecilia Saxophone Quartet)

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La IUC presenta “Serata Gershwin”

Posted by fidest press agency su mercoledì, 15 febbraio 2017

pieranunzi-e-mirabassiRoma Sabato 18 febbraio 2017 alle 17.30, nell’Aula Magna della Sapienza, la IUC presenta “Serata Gershwin”, con il trio formato da Enrico Pieranunzi al pianoforte, Gabriele Pieranunzi al violino e Gabriele Mirabassi al clarinetto.
È un omaggio a un musicista che è stato una figura fondamentale nella storia della musica americana, a ottant’anni dalla sua precoce morte. Gershwin fu insieme songwriter dalla vena inesauribile, pianista brillantissimo, compositore di fervida immaginazione e soprattutto portatore di una visione straordinariamente profetica, al cui centro si trovava l’accostamento jazz/classica di cui egli era convinto assertore. Fu il primo ad avere l’idea di unire quelle due tradizioni musicali fino allora inconciliabili, e con lavori come il Concerto in fa e la Rhapsody in Blue inventò il jazz sinfonico. La storia del jazz deve molto a questo ebreo di origine russa nato a Brooklyn, che fu uno dei primissimi musicisti non afro-americani a coltivare con successo quel genere musicale allora rivoluzionario.
“Serata Gershwin” intende rendere omaggio a quella sua intuizione geniale, coraggiosa e sempre attuale, presentando una selezione di alcuni dei suoi più celebri capolavori. Il concerto inizia con le Variazioni su un tema di Gershwin di Enrico Pieranunzi, cui seguono una serie di brani di Gershwin stesso, alcuni dei quali saranno eseguiti nelle trascrizoni/elaborazioni di Enrico Pieranunzi e di Jasha Haifetz. Brani di ampie dimensioni – quali An American in Paris e Rhapsody in Blue – si alternano a composizioni brevi ma non meno geniali e fascinose, quali i Songs (tra cui i celeberrimi “The man I love”, “I got rhythm” e “It ain’t necessarily so” tratto da Porgy and Bess) e i Preludi.
Cresciuti all’intersezione tra jazz e classica, Enrico e Gabriele Pieranunzi e Gabriele Mirabassi sono idealmente vicini a Gershwin e ripropongono con totale adesione la musica di colui che per primo ha unito jazz e classica – oggi parleremmo di ibridazione – e che proclamò che “se ci sono idee e feeling, tutto è possibile in musica”: quest’affermazione era allora tutt’altro che scontata, ma la storia gli ha dato ragione. Sicuramente sono tre dei migliori interpreti di Gershwin. È perfino superfluo ricordare i loro meriti. Enrico Pieranunzi è da anni ambasciatore del jazz italiano nel mondo. Gabriele Pieranunzi è uno di migliori violinisti classici italiani – è “spalla” del Teatro San Carlo di Napoli – ma il fratello gli ha trasmesso anche la passione per il jazz. Gabriele Mirabassi è un fantastico virtuoso del clarinetto, che si muove con uguale disinvoltura sia nella musica classica che nel jazz, suonando spesso – oltre che con i fratelli Pieranunzi – insieme a Richard Galliano, John Taylor, Roberto Gatto e Mario Brunello. (foto: enrico-pieranunzi, Pieranunzi e Mirabassi)

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Blue Moka featuring Fabrizio Bosso, due appuntamenti alla IUC martedì 13 dicembre

Posted by fidest press agency su lunedì, 12 dicembre 2016

blue-moka-featblue-moka-feat1Roma Doppio appuntamento alla IUC con il jazz di Blue Moka e Fabrizio Bosso martedì 13 dicembre nell’Aula Magna della Sapienza, alle 11.00 e alle 20.30. La mattina, per la fortunatissima serie di incontri “Musica Pourparler” pensata su misura per gli studenti ma aperta a tutti gli appassionati, si parla di jazz e si suona il jazz: il titolo onnicomprensivo “Viaggio nel mondo del jazz” è a misura degli interessi e delle esperienze a tutto campo di questo quartetto e di questa tromba.La sera il concerto si trasforma in uno show in prima romana dal titolo “Blue Moka feat. Fabrizio Bosso”. Brani originali e arrangiamenti per hammond. sax, chitarra, batteria e tromba, ripercorrendo il repertorio hard bop di Wayne Shorter e Miles Davis con richiami alle moderne sonorità del Nu-jazz e al sound della new generation newyorkese di Peter Bernstein e molti altri musicisti che hanno saputo riesplorare il jazz accattivante degli anni Sessanta attraverso un linguaggio personale focalizzato sul continuo ed incalzante interplay. Il risultato è di grande impatto sonoro, bluesy, elettrico, con rimandi al rhythm and blues e alla contemporaneità.
Blue Moka è formato da Alberto Gurrisi all’organo Hammond, Emiliano Vernizzi al sax, Michele Bianchi alla chitarra e Michele Morari alla batteria: ognuno ha esperienze internazionali e in particolare negli USA e ha suonato con partner come Enrico Rava, Mina, Dee Dee Bridgewater, Hengel Gualdi e molti altri. Questa band “Made in Italy” è capace di trasportare l’ascoltatore nei meandri del sound newyorkese fin dalle prime note. Questa volta hanno chiamato con loro sul palco la tromba di Fabrizio Bosso, star internazionale del jazz.
Il concerto fa parte della rassegna “Sapienza in musica” con il sostegno della Regione Lazio. (foto: Blue Moka feat)

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