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John Berger: Sulla motocicletta

Posted by fidest press agency su mercoledì, 23 gennaio 2019

L’arte di guidare una moto consiste nel tenerla sulla strada. Ma l’esercizio di quest’arte differisce da ogni altro tipo di guida, perché interessa l’intero corpo e il suo istintivo senso dell’equilibrio. Il pilota di una motocicletta piega di continuo il proprio corpo contro e verso la strada, contrastando la forza centrifuga, lottando con l’inerzia, piegandosi, girando, ruotando, zigzagando in curva, adattando di continuo lo sguardo in modo da osservare il più possibile. È un pas de deux, afferma Berger, pilota e strada uniti in un abbraccio appassionato, compagni di tip-tap lungo l’inesorabile autostrada uomo-macchina della vita.A bordo della moto di Berger, è forse possibile scrivere un nuovo Lo Zen e l’arte della manutenzione della motocicletta, aggiornarlo e portarlo a un livello superiore per la nostra epoca globale. Possiamo attaccarci a Berger se ci teniamo alla vita, fidando che ci porterà da qualche parte, oltre l’arcobaleno, oltre la vetta della montagna, oltre il muro. E dato che la nostra motocicletta è un veicolo – non un titano – lui saprà come ripararla se dovesse guastarsi, se dovesse arrestarsi in una qualche piazzola. In questo tragitto, in questo tragitto verso una destinazione, verso un senso reale del luogo – un luogo d’incontro – arriviamo per caso, grazie a speciali mezzi per viaggiare.Traduzione dall’inglese di Maria Nadotti Euro 12,50 160 pagine. Neri Pozza Editore S.p.a.

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John Berger G

Posted by fidest press agency su giovedì, 22 dicembre 2011

Nell’Europa di inizio Novecento, G., giovane Don Giovanni, segue il suo apprendistato di vita e d’amore. È nato nel 1886, quattro anni dopo la morte di un grande il cui nome iniziava anche con la lettera G, Garibaldi. Vive, dunque, in un’epoca di grandi turbamenti della giovane nazione italiana e dell’Europa in generale, il tempo delle sommosse operaie a Milano, della lotta degli irredentisti contro l’Impero austro-ungarico, della presenza dei militari asburgici a Trieste e dei primi segni della crisi che condurrà alla Prima guerra mondiale. Tuttavia G. si cura poco dei destini della nazione e del vecchio continente. Come può curarsi dei destini di una patria chi non ce l’ha? G., infatti, è il figlio illegittimo di Laura e di Umberto. Il padre, un ricco commerciante livornese, gagliardo, dalle maniere rudi, era sposato a una donna sterile e dall’aspetto fragile. La madre, giovane anglo-americana, indipendente e di mente ardita, era separata da un magnate del rame. La madre ha rifiutato il concubinato e ha scelto di crescere il figlio da sola prima a Parigi, poi a Londra, dove si è dedicata a tempo pieno alla militanza fabiana. G. dunque, crescendo, ha dovuto fare affidamento solo sulle proprie forze. Ha imparato da solo le regole della disciplina e la legge del più forte, passando da un’iniziazione all’altra e di incidente in incidente. Col tempo però ha intuito di avere un grande potere: quello di far nascere qualcosa nel corpo, nella mente e nel cuore delle donne. È il dono dell’esiliato, del bastardo, dell’orfano, di colui che è sempre altrove, e di conseguenza del seduttore che può offrire per un’ora il richiamo di Eros, il dio dell’incostanza e della volubilità.
John Berger, 87 anni, inglese nato a Londra nel 1926, formatosi in primo luogo come pittore, poi divenuto critico d’arte, è autore di saggi (tra cui Sul guardare, che la rete televisiva BBC ha trasformato in una serie TV) e romanziere, sceneggiatore, giornalista (scrive su «El Pais», «The Guardian», «The Independent», «Frankfurter Rundschau»). Tra le sue opere si ricordano E i nostri volti, amore mio, leggeri come foto (Bruno Mondadori, 2008), Sul disegnare (Scheiwiller, 2007), Da A a X. Lettere di una storia (Scheiwiller, 2009), Qui, dove ci incontriamo (Bollati Boringheri, 2005). Da quasi trent’anni si è ritirato a vivere a Quincy, un piccolo villaggio alpino. Per G. gli fu conferito il Booker Prize 1972. Traduzione dall’inglese di Maria Nadott Euro 17,00 336 pagine EAN 9788854505391 14 x 21,6 cm I NARRATORI DELLE TAVOLE Febbraio 2012 (G)

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