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Posts Tagged ‘juncker’

Il Presidente Juncker parteciperà al vertice del G20 a Osaka a nome dell’UE

Posted by fidest press agency su venerdì, 28 giugno 2019

Il 28 e 29 giugno a Osaka il Presidente Juncker, il Presidente Tusk e il Commissario Moscovici parteciperanno al quattordicesimo vertice dei leader del G20, che sarà ospitato dal Primo Ministro giapponese Shinzō Abe.
In una lettera ai leader europei, i due Presidenti, hanno definito quali saranno le priorità comuni dell’Unione al vertice di quest’anno: dalla difesa del multilateralismo, alla necessità di aumentare la fiducia nell’economia mondiale, alla riforma dell’Organizzazione mondiale del commercio, alle modalità per beneficiare della trasformazione digitale, alla lotta alle disuguaglianze, alle strategie per fronteggiare sfide globali come i cambiamenti climatici, l’immigrazione e la lotta al terrorismo.La lettera congiunta è corredata da una brochure che riporta dati e informazioni sull’UE al G20.
Venerdì 28 giugno alle ore 9:15 (ora locale), prima del vertice dei leader, il Presidente Juncker e il Presidente Tusk terranno un briefing per la stampa.
A margine del G20, il Presidente Juncker parteciperà ad una serie di incontri bilaterali: con il Primo Ministro Shinzō Abe, il Primo Ministro vietnamita Nguyễn Xuân Phúc, il Primo Ministro australiano, Scott Morrison, e il Presidente argentino, Mauricio Macri.Dopo la conferenza stampa di venerdì 28 giugno, i Presidenti Juncker e Tusk coordineranno una riunione dei leader dell’UE, a cui seguirà una riunione di questi ultimi con il Primo Ministro canadese, Justin Trudeau.

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L’euro in un mondo multipolare

Posted by fidest press agency su sabato, 22 settembre 2018

Il recente sullo stato dell’Unione europea tenuto dal presidente della Commissione, Jean-Claude Juncker, di fronte al Parlamento di Strasburgo contiene un messaggio di grande importanza geopolitica. Non lo si può ignorare. “L’euro, ha detto, deve avere un ruolo internazionale. E’ già usato in vario modo da più di 60 paesi. E’ tempo che diventi lo strumento monetario di una nuova e più sovrana Europa.” Correttamente ha aggiunto:“ E’ assurdo che l’Europa paghi in dollari l’80% della sua bolletta energetica, cioè circa 300 miliardi di dollari l’anno, quando le nostre importazioni di energia dagli Usa sono pari soltanto al 2% del totale. E’ altrettanto assurdo che le imprese europee comprino aeroplani europei pagando in dollari invece che in euro”. E’ una forte sottolineatura.
Certamente si può dire che, durante il suo mandato, Juncker non è stato il miglior pilota dell’Ue, né il più audace e coerente. Possono, quindi, esserci critiche legittime e giustificate. Tuttavia, con le sue recenti parole lascia un’eredità pesante che il prossimo presidente del governo europeo non può né deve ignorare. Lo stesso dicasi per il futuro Parlamento europeo.L’euro, rinforzato dai necessari miglioramenti di sistema e sostenuto da una più forte e più integrata economia europea, potrebbe diventare la “leva” per una riforma multipolare del sistema monetario internazionale.
In questo modo affiancherebbe con più efficacia le politiche del gruppo dei paesi BRICS per cambiare nel profondo la governance economica e monetaria del mondo, ancora troppo dominata dal dollaro. I BRICS, infatti, tra loro già operano con le rispettive monete nazionali. Sanno, però, che, senza una fattiva alleanza con l’Europa e senza l’euro, vi sono scarse possibilità di modificare il sistema. Intanto, è da rilevare che i continui conflitti commerciali, combinati con l’unilateralismo monetario della Federal Reserve, rischiano di mettere in ginocchio molte economie emergenti. Stanno già provocando legittime importanti reazioni in tutti i continenti, accelerando la “dedollarizzazione” dell’economia mondiale.
La Cina, per esempio, oltre al progressivo uso dello yuan in molti accordi commerciali internazionali, opera per bypassare sempre più il dollaro nel settore dell’energia. La Borsa internazionale di Shanghai ha lanciato future sul greggio denominati in yuan. In solo 6 mesi la quota di affari conclusi in yuan ha raggiunto il 10% del totale.
Persino la più importante banca d’affari americana, la Goldman Sachs, ritiene che si sta verificando un brusco passaggio degli investimenti stranieri dai titoli di stato americani ai titoli cinesi denominati in yuan. Si calcola che nei prossimi 5 anni saranno collocati titoli cinesi per un valore superiore al trilione di dollari, a discapito ovviamente dei titoli di stato USA.Di fatto tutti i paesi, che sono stati colpiti dalle sanzioni di Washington, stanno cercando un’alternativa alla moneta americana. L’Iran e l’Iraq hanno eliminato il dollaro come valuta principale nel loro commercio bilaterale. Bagdad afferma che intende operare con il rial iraniano, il dinaro iracheno e l’euro. Nel commercio petrolifero, Teheran sta abbandonando la valuta statunitense per fare i pagamenti internazionali in euro. Anche l’India paga il petrolio iraniano in euro. All’Iran, suo terzo fornitore di petrolio, New Delhi ha anche proposto di pagare in rupie. Anche il presidente turco Erdogan ha invitato a rifiutare la valuta americana nelle transazioni commerciali. La Turchia si appresta a passare ai pagamenti in valuta nazionale con i suoi principali partner commerciali come la Cina, la Russia, l’Iran e l’Ucraina.
E’ un processo oggettivo che prescinde da chi oggi è al governo di questi paesi.
Da parte sua, la Russia nota che il dollaro sta diventando uno strumento di pressione non solo sugli avversari geopolitici, ma anche sui suoi alleati. Mosca fa sapere che le sue imprese industriali utilizzeranno le valute nazionali per i pagamenti delle forniture alla Turchia.
Nel frattempo, i paesi petroliferi del Golfo stanno discutendo di nuovo l’idea di introdurre una moneta unica. Indubbiamente è per loro difficile allontanarsi dal dollaro da soli. Ma se decidessero di farlo insieme, l’intera regione potrebbe giocare un ruolo prominente nell’economica mondiale.Oggi, il maggiore ostacolo alla “dedollarizzazione” è l’instabilità dei cambi valutari. La forte svalutazione delle valute di molti paesi in via di sviluppo rispetto al dollaro e all’euro opera ancora come un potente freno.Contemporaneamente, però, i comportamenti protezionistici di Washington spingono inevitabilmente il resto del mondo alla ricerca di vie alternative al dollaro. Recentemente lo ha evidenziato anche il più importante giornale economico della Svizzera, la Neu Zuercher Zeitung.Di conseguenza, persino gli economisti della Banca Mondiale dichiarano che ormai il processo di “dedollarizzazione” nel mondo è stato avviato e non può essere fermato. Affermano che ancora oggi il 70% di tutte le transazioni nel commercio mondiale è fatto in dollari, il 20% in euro e il resto è diviso tra le valute asiatiche, in particolare lo yuan cinese. Finora il commercio di petrolio e di altre materie prime è fatto quasi solo in valuta americana Ma non sarà così a lungo.L’Europa non può stare alla finestra a guardare. Oggettivamente pensiamo che per l’Europa possa aprirsi “un’autostrada” se c’è adeguata volontà politica.(Mario Lettieri già sottosegretario all’Economia e Paolo Raimondi economista)

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Towards a Juncker plan closer to the territories?

Posted by fidest press agency su domenica, 9 settembre 2018

europe paris.pngParis 18 september 2018 Eulalia Rubio, senior research fellow at the Jacques Delors Institute, presents the findings of the report on the role of national promotional banks in the next European budget in a “Europe breakfast” organized by Caisse des Dépôts et Consignations (CDC).
As part of a series of conferences organized by Caisse des Dépôts et Consignations (CDC), and following the publication of the Jacques Delors Institute’s report “Making better use of public funding: the role of national promotional banks and institutions in the next EU budget” (Eulalia Rubio, Fleurilys Virel, Benedetta Pavesi, 07/08/2018), Eulalia Rubio presents the conclusions and recommendations of this report.The creation and implementation of these instruments is a key issue for national banks and development institutions (National Promotional Banks and Institutions, “NPBIs”). Their role in this area has increased over time and there is a more explicit recognition of the benefits of NPBI involvement in the implementation of the EU budget. However, information on the exact modalities of intervention of NPBIs in the design, management and implementation of EU financial instruments and safeguards is limited. This report examines the Commission’s proposals for the next generation of financial instruments and budget guarantees, before making recommendations on how to improve the role of NPBIs in the next Multiannual Financial Framework (MFF). (photo: europe paris)

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Il Presidente Juncker alla riunione dei leader e al vertice UE-Balcani occidentali a Sofia

Posted by fidest press agency su mercoledì, 16 maggio 2018

Oggi a Sofia il Presidente Juncker parteciperà a un pranzo informale con i leader dell’UE28 in vista del vertice dei Balcani occidentali. Alla luce dei recenti avvenimenti, i leader dovrebbero discutere delle relazioni commerciali UE-USA, del futuro dell’accordo sul nucleare iraniano, della risposta dell’UE agli annunci degli USA in merito all’imposizione di sanzioni e di come proteggere al meglio gli interessi economici delle imprese europee.
Nel contesto dell’agenda dei leader, adottata nell’ottobre 2017, il dibattito si concentrerà anche sulla ricerca e l’innovazione e sulle azioni da intraprendere per completare il mercato unico digitale. Ieri la Commissione europea ha presentato i suoi contributi in una nuova agenda europea per la ricerca e l’innovazioneCerca le traduzioni disponibili del link precedenteEN••• e una serie di azioni concrete per tutelare la privacy dei cittadini e realizzare il mercato unico digitale entro la fine del 2018.Il 17 maggio si terrà il vertice UE-Balcani occidentali, cui parteciperanno i capi di Stato o di governo degli Stati membri dell’UE e i loro omologhi dei Balcani occidentali. Oltre al Presidente Juncker, saranno presenti l’Alto rappresentante/Vicepresidente Mogherini e i Commissari Hahn e Gabriel. Si tratta del primo vertice con i leader dei Balcani occidentali degli ultimi 15 anni.

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Stato dell’Unione 2017 Strategia di politica industriale

Posted by fidest press agency su giovedì, 21 settembre 2017

junckerBruxelles. Nel suo discorso annuale sullo stato dell’Unione, il presidente Jean-Claude Juncker ha dichiarato: “Voglio rendere la nostra industria più forte e più competitiva. La nuova strategia di politica industriale presentata oggi intende aiutare le nostre industrie a rimanere o diventare leader mondiali dell’innovazione, della digitalizzazione e della decarbonizzazione.”La nuova strategia di politica industriale dell’UE riunisce tutte le iniziative orizzontali e settoriali, siano esse esistenti o nuove, in una strategia industriale globale. La strategia chiarisce i compiti che dovranno assolvere tutti i soggetti coinvolti e istituisce occasioni di incontro – una Giornata annuale dell’industria, la cui prima edizione si è tenuta nel febbraio 2017, e una Tavola rotonda industriale ad alto livello – che consentiranno in particolare all’industria e alla società civile di orientare in futuro le azioni di politica industriale.
Jyrki Katainen, Vicepresidente responsabile per l’Occupazione, la crescita, gli investimenti e la competitività, ha dichiarato: Accettando i cambiamenti tecnologici, convertendo gli investimenti per la ricerca in idee imprenditoriali innovative e continuando ad agire da precursori nella creazione dell’economia circolare e a basse emissioni di carbonio creeremo le premesse per un’industria europea intelligente, innovativa e sostenibile.”Elżbieta Bieńkowska, Commissaria per il Mercato interno, l’industria, l’imprenditoria e le PMI, ha aggiunto: “Numerose industrie europee si trovano ad una svolta. Al giorno d’oggi parlare di politica industriale vuol dire rendere le nostre industrie in grado di concretizzare la crescita sostenibile e creare occupazione per le nostre regioni e i nostri cittadini.
I principali elementi salienti della strategia di politica industriale dell’UE comprendono:
un pacchetto globale teso a rafforzare la cibersicurezza della nostra industria,nel quale rientrano la creazione di un Centro europeo per la ricerca e le competenze in materia di cibersicurezza, al fine di sostenere lo sviluppo di capacità tecnologiche e industriali nel campo della cibersicurezza, nonché un sistema di certificazione europeo per i prodotti e i servizi, riconosciuto in tutti gli Stati membri (adottato il 13 settembre 2017);una proposta di regolamento sul libero flusso dei dati non personali, che permetterà la libera circolazione dei dati attraverso le frontiere, contribuendo a modernizzare l’industria e creare un vero e proprio spazio comune europeo dei dati (adottata il 13 settembre 2017);
una nuova serie di azioni riguardanti l’economia circolare, tra le quali una strategia sulla plastica, e misure volte a migliorare la produzione di risorse biologiche rinnovabili e la loro conversione in bioprodotti e bioenergia (autunno 2017);
un insieme di iniziative tese a modernizzare il quadro per la proprietà intellettuale, tra le quali una relazione sul funzionamento della direttiva sul rispetto dei diritti di proprietà intellettuale e una comunicazione relativa a un quadro europeo equilibrato, chiaro e prevedibile di concessione di licenze per i brevetti essenziali (autunno 2017);
un’iniziativa per migliorare il funzionamento degli appalti pubblici nell’UE, comprendente un meccanismo volontario finalizzato a fornire chiarimenti e orientamenti alle autorità che pianificano grandi progetti infrastrutturali (autunno 2017);
l’ampliamento dell’agenda per le competenze a nuovi settori industriali fondamentali, quali l’edilizia, la siderurgia, l’industria cartaria, le tecnologie verdi e l’energia rinnovabile, l’industria manufatturiera e il trasporto marittimo (autunno 2017);
una strategia sulla sostenibilità finanziaria al fine di orientare meglio i flussi di capitale privato verso investimenti più sostenibili (inizio 2018);
iniziative per una politica commerciale equilibrata e innovativa e un quadro europeo per il controllo degli investimenti esteri diretti che possono costituire una minaccia alla sicurezza o all’ordine pubblico (adottato il 13 settembre 2017);
un elenco riveduto delle materie prime critiche, mediante il quale la Commissione continuerà a dare il proprio sostegno affinché all’industria manifatturiera dell’UE sia garantita la fornitura sicura, sostenibile ed economicamente accessibile di tali materie prime (adottato il 13 settembre 2017);
nuove proposte in materia di mobilità pulita, competitiva e interconnessa, comprendenti standard più severi in materia di emissioni di CO2 di autovetture e furgoni, un piano d’azione sulle infrastrutture per i carburanti alternativi, volto a sostenere lo sviluppo delle infrastrutture di ricarica, e interventi per promuovere la guida autonoma (autunno 2017).
L’attuazione pratica di questa strategia olistica è una responsabilità condivisa. Il suo successo dipenderà dall’impegno e dalla cooperazione delle istituzioni dell’UE, degli Stati membri, delle regioni e, in misura ancora maggiore, dalla partecipazione attiva dell’industria stessa.

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“Attenzione a Juncker”

Posted by fidest press agency su sabato, 16 settembre 2017

european commission“Piano a esultare per le sue proposte e a prenderle per oro colato. Il suo curriculum parla da solo: il piano Juncker degli investimenti, che doveva cambiare le sorti dell’Europa stando al discorso di insediamento come Presidente della Commissione nel 2014, si è rivelato un flop, anzi un imbroglio.I 300 miliardi di euro tanto sbandierati non solo non sono stati utilizzati, ma non ci sono mai stati. Per questo non ci fidiamo neanche dell’idea di Juncker di un ministro delle Finanze Ue, magari a guida tedesca, che commissari gli altri governi dell’eurozona e che magari faccia ricorso, a proprio uso e consumo, come vorrebbe Wolfgang Schauble, le risorse dell’ESM (European Stability Mechanism), il fondo creato negli anni della crisi a sostegno dei paesi dell’eurozona in difficoltà.Noi non siamo d’accordo. La nuova governance economico-finanziaria dell’Europa sia finalizzata alla crescita e allo sviluppo e non un nuovo strumento nelle mani dei più forti per commissariare i più deboli.Si usino, piuttosto, i miliardi dell’ESM per gli investimenti e per lo sviluppo dei paesi dell’eurozona rimasti indietro, non come “zuccherino” in cambio di sangue, sudore e lacrime: abbiamo già visto che così non funziona. L’ESM diventi quello che non è riuscito ad essere il piano Juncker. A differenza di quest’ultimo, infatti, le risorse ci sono, fresche e disponibili.Per quanto riguarda l’Italia, il serbatoio con il maggiore potenziale di crescita è il Sud. Il Mezzogiorno, infatti, proprio per le sue carenze infrastrutturali ed economiche, può assorbire più investimenti, offrendo così un’opportunità di crescita al Paese intero e quindi all’intera Europa.Attuando nel nostro Paese una strategia di politica economica di grande impulso alla crescita, a partire dal Sud e assolutamente in linea con i principi e i valori europei, avremo tutte le carte in regola per ridurre la pressione fiscale e produrre per il Paese quel salto di qualità da troppo tempo atteso. Non lasciamoci incantare dal canto della sirena Juncker.”

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Europa: Unione della sicurezza

Posted by fidest press agency su lunedì, 11 settembre 2017

Jean-Claude JunckerBruxelles. La Commissione europea ha riferito oggi in merito alle azioni intraprese per conseguire gli obiettivi stabiliti dal Presidente Juncker nel suo discorso sullo stato dell’Unione del 2016, volti a rafforzare la sicurezza alle frontiere esterne dell’UE, a migliorare lo scambio di informazioni tra Stati membri, a circoscrivere lo spazio in cui i terroristi operano e a prevenire la radicalizzazione.
A un anno di distanza la Commissione ha presentato proposte per realizzare tutte le priorità relative alla sicurezza stabilite dal Presidente Juncker. La presente decima relazione sui progressi dell’Unione della sicurezza illustra anche i progressi compiuti relativamente ad altri dossier di sicurezza e descrive il proseguimento dei lavori per i prossimi 12 mesi e oltre.
Dimitris Avramopoulos, Commissario responsabile per la Migrazione, gli affari interni e la cittadinanza, ha dichiarato: «L’anno scorso sono stati fatti grandi passi avanti per realizzare un’autentica Unione della sicurezza. Ma gli attentati del mese scorso sono sufficienti – da soli – a dimostrare che dobbiamo ancora fare molto per garantire la sicurezza dei nostri cittadini. Tutte le misure previste dal Presidente Juncker nel discorso sullo stato dell’Unione del 2016 e nel programma di lavoro della Commissione per il 2017 sono state attuate. Ciò dovrebbe essere visto come una solida base per ulteriori azioni comuni nei prossimi anni. Dobbiamo lavorare tutti insieme – istituzioni , agenzie dell’UE e Stati membri – con fiducia per mettere a punto un’efficace e autentica Unione della sicurezza.»
Julian King, Commissario per l’Unione della sicurezza, ha dichiarato: «L’UE sta riducendo lo spazio in cui i terroristi possono operare, rendendo loro più difficile viaggiare, addestrarsi, ottenere denaro, armi ed esplosivi. Abbiamo reso più sicuri i nostri confini esterni, migliorato lo scambio di informazioni sui terroristi e altri criminali, e intensificato i lavori con le imprese di Internet e le comunità locali per contrastare la radicalizzazione. Ma molto rimane da fare, come hanno ancora una volta tragicamente messo in evidenza gli attentati recenti. I cittadini guardano a noi per proteggere e rafforzare la loro sicurezza; lavorando insieme dobbiamo adempiere agli impegni che abbiamo assunto.»
La Commissione ha sostenuto gli sforzi compiuti dagli Stati membri negli ultimi dodici mesi nell’ambito di due pilastri principali: affrontare il problema del terrorismo, della criminalità organizzata e delle risorse che li sostengono; e rafforzare le nostre difese e costruire la resilienza contro tali minacce.
Potenziare la sicurezza alla frontiera esterna.

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Ceta: da Juncker un vergognoso attacco alla democrazia

Posted by fidest press agency su martedì, 11 luglio 2017

junckerQuanto sta accadendo con il Ceta evidenzia con tutta chiarezza la portata degli interessi che ci sono dietro questo accordo. Infatti è in questo modo che va interpretata la scelta del presidente della Commissione Ue, Jean Claude Juncker, di saltare tutte le procedure democratiche dei singoli Stati europei e di far entrare in vigore (provvisoriamente) il Ceta dal prossimo 21 settembre.
Come ripetiamo da tempo è ormai in corso un chiaro tentativo di svendere alle grandi multinazionali tutto il patrimonio collettivo; e questo vale sia per l’ambito dei servizi che per i beni di prima necessità. Il Ceta, come il Ttip, non è che una delle parti di questo piano dagli evidenti contenuti e modalità anti-democratiche.
Come Confeuro chiediamo con forza, non solo che il governo italiano e il ministro dell’agroalimentare, Maurizio Martina, ritirino subito il proprio appoggio al Ceta, ma anche che protestino vivacemente per la scelta di Juncker di attivare il trattato prima del voto dei parlamenti nazionali.

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Il presidente Juncker consulta il Parlamento europeo sulla nomina di Mariya Gabriel come commissaria responsabile per l’Economia e la società digitali

Posted by fidest press agency su giovedì, 18 maggio 2017

junckerBruxelles, il Presidente Juncker ha annunciato l’intenzione di assegnare il portafoglio dell’Economia e della società digitale a Mariya Gabriel, la candidata alla carica di commissario per la Bulgaria.Il presidente Jean-Claude Juncker ha avuto oggi un colloquio con Mariya Gabriel, la candidata proposta come commissario dal governo bulgaro per sostituire l’ex membro della Commissione Kristalina Georgieva. Su tale base, il presidente Juncker ha confermato che Mariya Gabriel possiede le competenze richieste a norma dell’articolo 17, paragrafo 3, del trattato sull’Unione europea (TUE) per poter essere candidati alla carica di commissari e ha annunciato la sua intenzione di assegnarle il portafoglio per l’Economia e la società digitale.La commissaria per l’Economia e la società digitali sosterrà l’attuazione della strategia per il mercato unico digitale che la Commissione europea ha adottato nel maggio 2015 e che è alla base della revisione intermedia del 10 maggio. Essa parteciperà alla realizzazione del mercato unico digitale contribuendo a gettare le basi del futuro digitale dell’Europa incoraggiando la costituzione di reti di comunicazione su scala continentale e di servizi digitali transfrontalieri e stimolando la creazione di una moltitudine di start-up europee innovative.La lettera d’incarico inviata oggi dal presidente Juncker a Mariya Gabriel specifica in dettaglio i suoi compiti e le sue responsabilità principali in qualità di commissaria per l’Economia e la società digitali.La commissaria per l’Economia e la società digitali contribuirà alla realizzazione dei progetti diretti e coordinati dal vicepresidente Andrus Ansip, responsabile per il Mercato unico digitale, e dal vicepresidente Jyrki Katainen, responsabile per l’Occupazione, la crescita, gli investimenti e la competitività.
Il presidente Juncker ha inoltre informato il primo ministro Borissov circa la scelta del portafoglio che intende assegnarle.
Dal punto di vista procedurale, la nuova commissaria di nazionalità bulgara è nominata dal Consiglio dell’Unione europea di comune accordo con il presidente della Commissione, previa consultazione del Parlamento europeo (articolo 246, comma 2, del trattato sul funzionamento dell’Unione europea). Inoltre l’accordo quadro interistituzionale sulle relazioni tra il Parlamento europeo e la Commissione europea prevede che il presidente della Commissione “prenda seriamente in considerazione” l’esito della consultazione del Parlamento prima di accogliere la decisione del Consiglio di nominare il nuovo commissario (paragrafo 6 dell’accordo quadro).
Il presidente Juncker invierà oggi una lettera ad Antonio Tajani, presidente del Parlamento europeo, nella quale lo informa della sua intenzione di assegnare a Mariya Gabriel il portafoglio per l’Economia e la società digitali. Copia della lettera è inviata a Joseph Muscat, primo ministro di Malta, che detiene attualmente la presidenza di turno del Consiglio dell’Unione europea.
A partire dal momento in cui il Consiglio consulterà formalmente il Parlamento europeo, Mariya Gabriel sarà commissaria designata e godrà allora del diritto di avvalersi dei servizi pertinenti della Commissione per prepararsi allo scambio di opinioni con il Parlamento europeo. Prima della sua nomina da parte del Consiglio, di comune accordo con il presidente della Commissione, essa non parteciperà alle riunioni del collegio.
ContestoA norma dell’articolo 17, paragrafo 6, del trattato sull’Unione europea il diritto di organizzare il lavoro della Commissione è una prerogativa del Presidente. In seguito alla decisione dell’ex vicepresidente Kristalina Georgieva di dimettersi dalla Commissione europea, il 1° gennaio 2017 il commissario Günther H. Oettinger è diventato responsabile per il Bilancio e le risorse umane, mentre il presidente Juncker ha temporaneamente affidato il portafoglio de l’Economia e la società digitali al vicepresidente Andrus Ansip. Il 10 maggio il primo ministro Borissov ha comunicato al presidente Juncker l’intenzione di nominare Mariya Gabriel quale membro della Commissione europea di nazionalità bulgara.In seguito al colloquio di oggi con Mariya Gabriel e all’annuncio del presidente Juncker circa l’assegnazione del portafoglio, la procedura seguirà quanto previsto dall’articolo 246, comma 2, del TFUE e dal punto 6 dell’accordo quadro sulle relazioni tra il Parlamento europeo e la Commissione europea.Nelle prossime settimane dovrebbe avere luogo uno scambio di opinioni tra Mariya Gabriel e la commissione competente del Parlamento europeo.

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Dichiarazione del Presidente della Commissione europea Jean-Claude Juncker sugli attentati di Londra

Posted by fidest press agency su venerdì, 24 marzo 2017

Bruxelles. “I miei pensieri sono con Londra, con i familiari delle vittime, con i pendolari che stanno rientrando a casa, con le persone che da ogni paJean-Claude Junckerrte del paese e del mondo stanno provando a mettersi in contatto con i propri cari e con i servizi di emergenza che, come ogni sera, prestano coraggiosamente servizio.Esattamente un anno fa i cittadini di Bruxelles e del Belgio provavano lo stesso dolore e sono stati confortati dalla vostra vicinanza e solidarietà. In questo momento carico di emozioni la Commissione europea non può che ricambiare sentitamente questa vicinanza.Il Regno Unito resterà sempre un partner e un amico con il quale continueremo a lavorare fianco a fianco nella lotta al terrorismo. Insieme, noi Europei non smetteremo mai di dimostrare che l’amore trionferà sempre sull’odio e che la tolleranza trionferà sempre sulla paura.

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Le plan Juncker: investir dans le social?

Posted by fidest press agency su venerdì, 10 marzo 2017

Jean-Claude JunckerParis Lundi 27 mars 201718h00 > 20h00 Comité économique et social – 9 place d’Iéna L’Institut Jacques Delors organise, en coopération avec le CESE, un dialogue citoyen autour de la dimension sociale du Plan Juncker dans le cadre d’une série d’événements et publications destinés à mieux comprendre les objectifs et l’impact de l’EFSI. Programme:
18h00 > 18h15 – Introduction Sofia FERNANDES, chercheur senior à l’Institut Jacques Delors
18h15 > 19h45 – L’investissement social, grand absent du Plan Juncker ?
Thomas BIGNAL, Association européenne des prestataires de services pour personnes en situation de handicap
DelorsJosé Manuel FERNANDES, député européen, membre de la Commission Budget du Parlement européen
Robin HUGUENOT-NOËL, Chercheur à l’European Policy Center
Samuel CLAUSE, Senior investment manager au Fonds Européen d’Investissement
Débat animé par Eulalia RUBIO, chercheur senior à l’Institut Jacques Delors
Débat avec le public
19h45 > 20h00 – Conclusion
Marcel GRIGNARD, Président de Confrontations Europe

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Futuro dell’UE: i deputati discutono i cinque scenari delineati da Jean-Claude Juncker

Posted by fidest press agency su venerdì, 3 marzo 2017

junckerI leader dei gruppi politici del Parlamento si sono espressi mercoledì sul Libro bianco della Commissione sul futuro dell’Europa, presentato in Aula dal suo Presidente Jean-Claude Juncker. Alcuni deputati hanno accolto con favore la decisione della Commissione di delineare cinque possibili percorsi per l’UE da intraprendere nei prossimi anni, mentre altri lo hanno criticato per non aver scelto un percorso prioritario o fornito esempi concreti.In apertura del dibattito, il Presidente del PE, Antonio Tajani ha dichiarato che “nell’ultima plenaria sono state approvate tre relazioni che hanno aperto il dibattito” sul futuro dell’UE. “Questo dibattito deve continuare anche nella prossima plenaria e in vista della dichiarazione congiunta del 25 marzo prossimo” per i 60 anni del Trattato di Roma. Tale evento dovrà essere “non solo un momento celebrativo, ma un’occasione per le istituzioni perché si mettano ancora più all’ascolto dei cittadini per rispondere alle loro preoccupazioni”, ha concluso.Il Presidente della Commissione europea, Jean-Claude Juncker (parte 1) ha presentato cinque possibili risposte alla domanda “Quo vadis Europa“, sottolineando che si tratta di un’“Europa a 27”. “Oggi, il nostro compito è quello di mostrare ciò che l’Europa può e non può fare”, ha proseguito, sottolineando per esempio che “l’Europa da sola non può combattere la disoccupazione”. “Non possiamo offrire la luna. In alcuni casi, tutto ciò che possiamo fare è offrire un telescopio”.Juncker ha delineato cinque percorsi:
“continuare”,
“nient’altro che il mercato unico”,
“chi chiede di più deve impegnarsi maggiormente”,
“fare meno in modo più efficiente”, e
“fare molto di più insieme”.
«Non vi dirò oggi la mia preferenza assoluta, perché non spetta a me prendere questa decisione”, ha detto, invitando il Parlamento europeo, i parlamenti nazionali, i governi e i cittadini a contribuire al dibattito. La Commissione continuerà ad ascoltarli fino a settembre, quando con il discorso annuale sullo Stato dell’Unione e dopo aver consultato i relatori del Parlamento europeo, adotterà le sue conclusioni.

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L’Unione Europea rischia di passare dalla padella alla brace

Posted by fidest press agency su martedì, 21 febbraio 2017

“Il presidente della Commissione Juncker sarebbe pronto a dimettersi e in pole per la successione ci sarebbe Katainen. In sintesi: l’ex premier lussemburghese Juncker che ha contribuito a creare un enorme sistema di elusione fiscale che ha tolto miliardi di euro di entrate agli Stati europei verrebbe sostituito dall’ex premier finlandese Katainen che chiese di ipotecare l’Acropoli e il Partenone di Atene in cambio degli aiuti alla Grecia. E il pericolo dell’Europa sarebbero i populisti?». Lo scrive su facebook il presidente di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni.

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Fondi Juncker alle PMI siciliane

Posted by fidest press agency su venerdì, 27 gennaio 2017

Jean-Claude JunckerSACE (Gruppo Cassa depositi e prestiti), Iccrea BancaImpresa (la banca corporate del Credito Cooperativo) e Banca Don Rizzo Credito Cooperativo della Sicilia Occidentale annunciano due nuove linee di credito – del valore complessivo di 1,4 milioni di euro – rilasciate in favore di PMI siciliane nell’ambito di “2i per l’impresa”, il Programma di Cdp, SACE e FEI (Gruppo BEI) che mette le risorse del Piano Juncker a disposizione delle aziende che investono in internazionalizzazione e innovazione.La prima linea di credito, del valore di 1,2 milioni di euro, riguarda Stefania Mode, società attiva nel settore fashion retail di alta gamma, mentre la seconda linea di 200 mila euro riguarda Melcal, azienda specializzata nella progettazione e costruzione di gru e mezzi di sollevamento.In entrambi i casi, i finanziamenti sono stati erogati da Iccrea BancaImpresa e Banca Don Rizzo Credito Cooperativo della Sicilia Occidentale, con la garanzia di SACE, e beneficiano della Garanzia “InnovFin” rilasciata dal Fondo Europeo per gli Investimenti (“FEI”) con il sostegno finanziario dell’Unione Europea nei termini definiti nell’ambito del programma Orizzonte 2020 e del Fondo Europeo per gli Investimenti Strategici (“EFSI”). Lo scopo di EFSI è quello di aiutare l’accesso al finanziamento e l’implementazione di investimenti produttivi nell’Unione Europea così come di assicurare un maggior accesso al finanziamento.Stefania Mode, importante realtà nella vendita di capi di moda di lusso e grandi brand d’abbigliamento, ha fortemente puntato sull’e-commerce. Con l’obiettivo di offrire ai propri clienti una vera “esperienza globale di shopping online”, attraverso il proprio sito web e la presenza su diverse piattaforme europee, l’azienda trapanese ha conquistato una consistente quota export sul fatturato totale. Grazie alla linea di credito ottenuta nell’ambito di “2i per l’impresa”, potrà sviluppare ulteriormente il processo di digitalizzazione, ottimizzare la multimedialità dei propri canali di vendita e soddisfare la crescente domanda proveniente da Far East (Cina, Giappone, Hong Kong e Singapore), Stati Uniti e Germania. Melcal è tra i maggiori player di mercato nel settore della progettazione e costruzione di gru e mezzi di sollevamento, prevalentemente destinati al settore oil & gas off-shore. Con due società controllate in Scozia e Olanda, l’azienda di Calatafimi Segesta (Trapani) esporta la totalità del proprio fatturato. Grazie all’ottenimento della linea di credito nell’ambito del Programma, potrà soddisfare le esigenze di capitale circolante relative all’esplorazione di nuove modalità di business e all’esecuzione di importanti commesse nel Nord Europa.

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Dibattito con Juncker e Tusk sui risultati del Vertice UE e sulle sfide per il 2017

Posted by fidest press agency su sabato, 14 gennaio 2017

Strasburgo Dibattito: mercoledì 18 gennaio. I deputati dovrebbero incentrare la discussione sulla sicurezza esterna e interna dell’UE, sugli investimenti nei posti di lavoro e sulla migrazione, ma potrebbero anche affrontare i temi che riguardano le modalità procedurali per i negoziati sulla Brexit, le relazioni UE-Russia, l’Ucraina e i colloqui di riunificazione con Cipro.

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SACE (Gruppo Cdp) e Deutsche Bank insieme attivano le risorse del Piano Juncker

Posted by fidest press agency su venerdì, 9 dicembre 2016

Deutsche bankDeutsche Bank e SACE (Gruppo Cdp) hanno finalizzato un accordo di collaborazione nell’ambito del “Programma 2i per l’Impresa”, sviluppato da Cassa depositi e prestiti (anche in qualità di ente nazionale di promozione del piano Juncker), SACE e Fondo Europeo per gli Investimenti (Gruppo Banca Europea per gli Investimenti) con l’obiettivo di facilitare il finanziamento di progetti volti allo sviluppo estero e all’innovazione delle imprese italiane.Grazie all’intesa, che mette a disposizione delle aziende clienti della banca 100 milioni di euro di nuovi finanziamenti, le PMI e le Small Mid Cap (fino a 250 milioni di fatturato e 499 dipendenti) che registrino un fatturato estero pari almeno al 10%, potranno rivolgersi agli sportelli di Deutsche Bank per richiedere finanziamenti, garantiti da SACE, destinati a sostenere esigenze di capitale circolante connesse a processi di espansione sui mercati esteri o finanziare investimenti in ricerca e sviluppo e internazionalizzazione.I finanziamenti, di durata compresa tra i 36 e i 96 mesi, prevedono importi a partire da 100 mila euro fino a 7,5 milioni di euro e potranno essere garantiti da SACE e FEI fino all’80%.
“Oggi internazionalizzazione e innovazione non sono più un’opzione, ma una necessità per restare competitivi, e richiedono nuove risorse e investimenti – ha dichiarato Simonetta Acri, Responsabile Rete Domestica di SACE – Con questa intesa rispondiamo a tale esigenza, supportando, insieme a Cdp e FEI (Gruppo BEI), le PMI nell’accesso alle risorse finanziarie del Piano Juncker, e rafforziamo una collaborazione di lungo corso al fianco di Deutsche Bank che ci ha già permesso di sostenere più di 120 PMI d’eccellenza, finanziando con oltre 130 milioni di euro i loro processi di crescita”.“PMI e internazionalizzazione fanno parte del nostro dna – ha aggiunto Silvio Ruggiu, responsabile rete filiali di Deutsche Bank in Italia –. Siano fortemente convinti che per lo sviluppo di un Paese sia fondamentale potere contare su un tessuto imprenditoriale innovativo e dinamico. Insieme a SACE, nostro consolidato partner, siamo impegnati da molto tempo nel supportare le imprese esportatrici, capaci di cogliere le opportunità dell’internazionalizzazione, nella crescita del loro modello di business e del loro perimetro d’azione”.

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Europa: Dibattito sullo Stato dell’Unione 2016

Posted by fidest press agency su giovedì, 15 settembre 2016

european parliamentMartin-schulzIl populismo, la disoccupazione e l’ineguaglianza sociale rappresentano alcune fra le sfide fondamentali per l’Unione europea, ha detto il Presidente della Commissione Juncker nel suo discorso annuale sullo Stato dell’Unione, mercoledì dinanzi al Parlamento europeo. La crisi dei rifugiati, la Brexit e la lotta al terrorismo sono stati altri temi discussi con i leader dei gruppi politici e gli altri deputati, i quali hanno espresso le loro idee su come affrontare le preoccupazioni dei cittadini per il futuro.
Il Presidente del Parlamento europeo, Martin Schulz, prima di dare la parola al Presidente della Commissione Jean-Claude Juncker, ha ricordato che il dibattito sullo Stato dell’Unione rappresenta un momento molto importante nel lavoro del Parlamento, specialmente in tempi in cui potremmo essere testimoni di cambiamenti fondamentali e a solo due giorni dal Vertice di Bratislava.Il Presidente della Commissione europea, Jean-Claude Juncker, ha iniziato il suo discorso elencando le principali sfide che l’UE si trova ad affrontare oggi: frammentazione, populismo, disoccupazione e ineguaglianza sociale. “Il populismo non risolve i problemi, ma li crea”, ha sottolineato. Per quanto riguarda la Brexit, ha dichiarato che “pur rammaricandoci, noi rispettiamo la decisione presa dal Regno Unito, ma l’UE in quanto tale non è a rischio. Saremmo felici di ricevere la richiesta che permetterebbe alla Brexit di essere quanto prima effettiva”. Le nuove relazioni con il Regno Unito non includeranno un accesso “à la carte” al mercato unico.
parlamento europeoJuncker ha poi citato altre sfide che l’Europa deve affrontare: rapida ratifica dell’accordo sul cambiamento climatico, ulteriori accordi di libero scambio con Paesi terzi, come CETA, protezione dei dati, lotta contro l’evasione fiscale, costruzione di un’Unione dei capitale, accesso a internet ad alta velocità e maggiori investimenti per la creazione di posti di lavoro. Ha inoltre annunciato che l’importo del Fondo europeo di investimento strategico sarà raddoppiato.Per quanto riguarda la crisi dei rifugiati ha dichiarato che “abbiamo iniziato a vedere solidarietà, ma bisogna fare di più”. Ha proposto la creazione di un corpo europeo di solidarietà composto da volontari e di un nuovo piano di investimenti per l’Africa. Per la lotta al terrorismo, ha sottolineato la necessità di intensificare lo scambio di informazioni tra le autorità di polizia nazionali e proposto, tra l’altro, il rafforzamento di Europol. In conclusione, ha annunciato una proposta per un Fondo europeo per la difesa.
Il leader del gruppo PPE Manfred Weber (DE), ha evidenziato che molti giovani europei che quest’estate hanno viaggiato attraverso l’Europa utilizzando il pass InterRail sono pro-EU. “Per la gioventù europea, Europa significa un futuro migliore” ha dichiarato. Ha aggiunto che “la Turchia rappresenta un partner importante, ma non potrebbe diventare un membro dell’UE a pieno titolo.” Ha quindi concluso ricordando che “la gente in Europa non desidera un’Europa divisa, esige soluzioni”.
Il leader del gruppo S&D Gianni Pittella (IT) ha innanzitutto ringraziato Juncker per le risposte positive alle proposte del suo gruppo su crescita sostenibile, piano di investimenti, posti di lavoro e lotta contro l’evasione fiscale. Il discorso di Juncker è stato “consapevole e responsabile”, ha proseguito, accogliendo la flessibilità e la mancanza di riferimenti all’austerità. Per quanto riguarda la Brexit ha sottolineato la necessità per l’UE di reagire, dopo che il Primo ministro britannico Theresa May ha Jean-Claude Junckertenuto l’Unione europea “in scacco” per i tre mesi.Per il gruppo ECR, Syed Kamall (UK) ha dichiarato che “più Europa, più integrazione militare e più debiti” hanno separato i cittadini comunitari”. “Respingere le legittime preoccupazioni della gente, spingerà gli elettori verso forze politiche radicali”, ha previsto, suggerendo che “l’UE potrebbe fare di meno, ma meglio […] per rispondere ai nuovi segnali, varare riforme significative che ci aiutino a competere e fornire opportunità per i nostri cittadini nel mondo globalizzato”.Il leader del gruppo ALDE Guy Verhofstadt (BE) ha dichiarato che vi è una spaccatura generazionale in Europa, con i più giovani in favore e i più anziani tra gli scettici. “I populisti predicano un falso senso di sicurezza, con muri e recinzioni come soluzione di tutti i problemi, ma come si fa a tenere fuori dal vostro Paese il cambiamento climatico o i terroristi? Con le recinzioni o con le politiche europee?” ha chiesto, aggiungendo che “l’Europa è la cura per il cancro del nazionalismo” e che la Brexit rappresenta un’opportunità per l’Europa.”Sono sempre i cittadini a essere gravati dai debiti”, ha dichiarato Gabriele Zimmer (GUE/NGL, DE). “Continuiamo a parlare di flessibilità e di posti di lavoro, ma come possono crederci i cittadini?” ha chiesto, affermando poi che la priorità dovrebbe essere quella di garantire che i cittadini europei abbiano “posti di lavoro adeguati e luoghi adeguati per vivere”. Ha inoltre dichiarato che l’UE deve essere più democratica. Rebecca Harms (Verdi/ALE, DE) ha sottolineato che l’UE è una risposta ai tempi incerti della globalizzazione e ha chiesto nuove azioni che potrebbero dare ai cittadini “rinnovata fiducia in un nuovo percorso comune europeo”. Ha anche invocato un’Unione sul clima e una rapida ratifica dell’accordo sul clima di Parigi.Il leader del gruppo EFDD, Nigel Farage (UK) ha ribadito di essere contento del voto del Regno Unito per l’uscita dall’UE. Ha poi predetto una rapida crescita dei partiti d’opposizione in Europa, affermando che “non potrete fermare i Paesi dell’Europa orientale che dicono no alla politica della Merkel sui rifugiati” e che ci potrebbero essere altri referendum in Europa.
Per le pen marine (ENF, FR) il discorso di Jean-Claude Juncker è stato “insipido e errato”, praticamente “un funerale dell’UE”. “La Brexit ha davvero sfatato un tabù, dimostrando che si può lasciare l’UE e venirne fuori meglio” ha aggiunto. Rispondendo ad una domanda, ha dichiarato che proporrà un referendum sulla “Frexit”, qualora fosse eletta Presidente della Francia nel 2017.Diane Dodds, deputato non iscritto del Regno Unito, spera che dopo la Brexit “l’UE e il Regno Unito possano definire e costruire nuove relazioni reciprocamente vantaggiose”. L’Unione europea si trova ad affrontare sfide senza precedenti, ma prima di tutto deve combattere l’incertezza, ha sottolineato Ivan Korčok, Segretario di Stato del Ministero degli affari esteri ed europei slovacco. Il Vertice di Bratislava del 16 settembre sarà “l’occasione per una discussione franca e aperta” in seguito al referendum del Regno Unito e “darà il via a un processo” per trovare “un terreno comune” su “migrazione, sicurezza interna ed esterna”.

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Investment in Europe: Making the best of the Juncker Plan/ Investissement en Europe : tirer le meilleur parti du Plan Juncker

Posted by fidest press agency su venerdì, 15 aprile 2016

Jean-Claude JunckerThis Report, written by Eulalia Rubio, David Rinaldi and Thomas Pellerin-Carlin, respectively senior research fellow ans research fellows at the Jacques Delors Institute and foreworded by Enrico Letta, vice-president of the Jacques Delors Institute, analyses the strengths and weaknesses of the Juncker Plan. Based on the Plan’s preliminary results, experts’ opinions, experiences with similar instruments and two case studies, this report identifies various short-term implementation risks that can threaten the success of the Plan within its initial three-year period and formulates policy recommendations to address such risks.The main conclusion is that the Plan will not be sufficient to close the current EU investment gap – and therefore should be complemented by other actions to boost investment. The success of the Juncker Plan might be also threatened in the absence of certain conditions.The Report also analyses possible long-term scenarios; in particular, the possibility that EFSI leads to the establishment of a system of public investment banks in Europe and the possibility that it becomes the seed of a future euro area macro-economic stabilization capacity.Finally, the Report provides a more on-the-ground analysis of the possible contributions of the Juncker Plan in two major areas: digital infrastructure and energy efficiency. The two case studies stress the need to deliver on the third pillar of the Plan by improving EU and national regulatory frameworks in order to remove non-financial barriers to investment. In both areas there is a concrete risk of geographical concentration but evidence also point out that EFSI can serve to help structure and finance small-sized and high-risk investment projects.
Ce Rapport, rédigé par Eulalia Rubio, David Rinaldi et Thomas Pellerin-Carlin, respectivement chercheur senior et chercheurs à l’Institut Jacques Delors et préfacé par Enrico Letta, vice-président de l’Institut Jacques Delors, analyse les forces et faiblesses du plan Juncker. À partir des résultats préliminaires du plan, d’avis d’experts, d’expériences avec des instruments semblables et de deux études de cas, elle identifie plusieurs risques à court terme concernant la mise en œuvre qui pourraient compromettre le succès du plan durant sa période initiale de trois ans, et formule des recommandations stratégiques pour remédier à ces risques.La principale conclusion est que le plan ne sera pas suffisant pour combler le déficit d’investissement actuel de l’UE et devrait donc être complété par d’autres mesures visant à stimuler l’investissement. La réussite du plan Juncker pourrait également être compromise en l’absence de certaines conditions. Ce Rapport analyse également des scénarios possibles sur le long terme, notamment l’éventualité que l’EFSI donne lieu à la création d’un système de banques d’investissement publiques en Europe et celle qu’elle soit à l’origine d’un futur mécanisme de stabilisation macroéconomique de la zone euro.Enfin, ce Rapport propose une analyse de terrain des apports possibles du plan Juncker dans deux grands domaines : les infrastructures numériques et l’efficacité énergétique. Les deux études de cas soulignent la nécessité de progresser au niveau du troisième pilier du plan en améliorant les cadres règlementaires nationaux et européens, afin de supprimer les obstacles non-financiers à l’investissement. Dans ces deux domaines, il existe un risque concret de concentration géographique, mais des éléments indiquent également que l’EFSI pourrait contribuer au montage et au financement de projets d’investissement de petite taille et à haut risque.

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Le reazioni alla proposta di Tusk al Regno Unito dominano il dibattito pre-vertice

Posted by fidest press agency su giovedì, 4 febbraio 2016

Jean-Claude JunckerLe prestazioni sociali per i lavoratori migranti nel Regno Unito, onestà contro populismo e come garantire il rispetto delle opinioni dei vari Paesi in materia di integrazione europea sono state le questioni chiave sollevate nel dibattito di mercoledì dai leader dei gruppi politici del Parlamento, in vista del prossimo referendum britannico sull’adesione all’UE. Il dibattito rappresenta il contributo del Parlamento al Consiglio europeo del 18-19 febbraio prossimi, che si concentrerà anche sull’immigrazione. Dopo un primo giro di interventi con il ministro degli esteri olandese, Bert Koenders, il Presidente della Commissione UE, Jean-Claude Juncker e i capigruppo del Parlamento europeo, il dibattito continuerà fino a mezzogiorno con gli interventi degli altri deputati e le dichiarazioni finali di Koenders e Juncker.

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CIR sul discorso di Juncker: la faccia umana dell’Europa – ma come ci si arriva?

Posted by fidest press agency su mercoledì, 9 settembre 2015

parlamento europeoIl CIR apprezza con convinzione l’affermazione del Presidente della Commissione Euopea Juncker che di fronte alla crisi dei rifugiati tutti gli interventi politici devono partire dai principi di umanità, dignità della persona e giustizia storica europea. Il discorso di Juncker marca un ri-orientamento fondmentale in quanto all’assunzione delle responsabilità comunitarie al dettame etico di accogliere i rifugiati, all’obbligo di tutti gli Stati membri, senza eccezioni, di aprire loro le porte. Con la proposta di ricollocare complessivamente 160.000 richiedenti asilo dall’Italia, dalla Grecia e dall’Ungheria in altri Stati membri si intraprende la strada giusta e opposta a quella del “Sistema Dublino”, che così viene di fatto superato.Non saranno più solo gli Stati della frontiera esterna dell’Unione ad essere responsabili di garantire il diritto di asilo a chi approda da fuori dell’Unione sul loro territorio. “Tuttavia”, sottolinea Christopher Hein, portavoce del CIR, “è da vedere come funzionerà nella prassi questa distribuzione. È un Piano destinato a fallire se i legami dei richiedenti asilo con un determinato paese non saranno presi in considerazione, se avverranno trasferimenti decisi freddamente a tavolino senza includere le persone come soggetti del Piano e del proprio destino”.Nel discorso aperto e coraggioso di Juncker, il CIR si meraviglia comunque del fatto che nessuna menzione sia stata fatta sulle vie di accesso dei richiedenti asilo alla nuova Europa solidale e alla protezione. “I richiedenti asilo e i rifugiati devono continuare a pagare i trafficanti di persone, a rischiare la vita nel mare o nei TIR perché nessun paese fornisce loro un visto di ingresso?” chiede Hein.
Juncker ha parlato di canali legali per migranti, al fine di soddisfare esigenze del mercato del lavoro e di contrastare l’invecchiamento della popolazione. “Bene”, conclude Hein, “ma il primo atto per ridurre il numero di vittime nel tragitto verso l’Europa deve essere quello di aprire canali protetti e legali per le persone in fuga, per richiedenti asilo e rifugiati”.

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