Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 279

Posts Tagged ‘kenya’

Rafforzate le misure sanitarie nei campi rifugiati del Kenya

Posted by fidest press agency su domenica, 24 maggio 2020

L’UNHCR, l’Agenzia delle Nazioni Unite per i Rifugiati, le agenzie umanitarie e il Governo del Kenya stanno rafforzando le misure contro il COVID-19, dopo che il Governo stesso ha confermato che due persone sono risultate positive ai test nei campi rifugiati di Dadaab.In linea con le direttive governative, i due hanno dovuto osservare un periodo di quarantena per poi essere trasferiti in centri di isolamento, una volta reso noto l’esito dei risultati. L’unità di sorveglianza e risposta alle malattie del Ministero della salute ha avviato le attività di tracciamento dei contatti.Le condizioni di affollamento dei campi rifugiati di Dadaab, nei quali i servizi medici sono già sotto pressione, sollevano seri motivi di preoccupazione per la vulnerabilità di oltre 217.000 rifugiati e 320.000 membri delle comunità di accoglienza che vivono negli insediamenti e nelle aree circostanti.L’UNHCR, i partner e altre agenzie ONU da tempo supportano il piano di risposta nazionale diretto dal Governo volto ad attenuare i rischi e a prevenire l’ulteriore diffusione del virus nei campi rifugiati.A Dadaab, le strutture sanitarie sono state potenziate con l’allestimento di centri di isolamento e quarantena che dispongono di 955 ulteriori posti letto. Altre 125 postazioni per lavarsi le mani sono state installate presso i punti di distribuzione alimenti, le scuole e i mercati. Agli ambulatori sono stati forniti 68 dispositivi di protezione individuale (DPI) per il personale impegnato in prima linea, 450 paia di guanti, 45.000 mascherine chirurgiche e quattro bombole di ossigeno. Gruppi di lavoro di rifugiati hanno prodotto oltre 150.000 mascherine in tessuto che saranno pronte per la distribuzione nei prossimi giorni. Tutto il personale sanitario è stato formato in materia di prevenzione e risposta al COVID-19. Attualmente, nei campi rifugiati di Dadaab sono impegnati 18 medici generici, 150 infermieri, 52 medici ospedalieri, 11 tecnici di laboratorio e 336 volontari comunitari.Più di 200.000 rifugiati sono già stati raggiunti dalle campagne di sensibilizzazione all’igiene nel contesto della prevenzione del COVID-19 diffuse mediante radio locali, poster, volantini, messaggi WhatsApp, social media e siti web dedicati in somalo, oromo, dinka, swahili, nuer, francese e inglese. L’UNHCR, il Programma alimentare mondiale (WFP) e i partner hanno fornito doppie razioni di alimenti e prodotti per l’igiene come sapone e taniche, per ridurre il rischio che si formino code e assembramenti di grandi dimensioni.I rappresentanti delle comunità di rifugiati e gli operatori impegnati sul territorio sono stati adeguatamente formati e condividono regolarmente messaggi chiave con la popolazione rifugiata del campo. L’UNHCR e i partner hanno inoltre promosso strutture di sostegno psicosociale e rafforzato i servizi di assistenza telefonica esistenti per assicurare che rifugiati e richiedenti asilo possano accedere alle informazioni e alle indicazioni relative alle forme di aiuto disponibili.L’appello per finanziare il piano di risposta globale al COVID-19 dell’UNHCR finora ha raccolto il 31 per cento dei 745 milioni di dollari necessari per assistere i rifugiati colpiti dalle conseguenze della pandemia. L’UNHCR rivolge un appello alla comunità internazionale affinché intensifichi il proprio contributo, assicurando, in tal modo, che rifugiati, richiedenti asilo e comunità di accoglienza vulnerabili presenti in Kenya abbiano accesso a cure e servizi sanitari adeguati.

Posted in Estero/world news, Welfare/ Environment | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Kenya: Emergenza Covid-19

Posted by fidest press agency su sabato, 9 maggio 2020

ActionAid, già impegnata in Italia nel sostegno concreto della popolazione colpita, scende in campo anche in Kenya per contrastare la diffusione dell’epidemia e ridurne il più possibile la gravità degli impatti, soprattutto nelle zone già schiacciate da fragilità economiche e ambientali. «Da quasi 50 anni – aggiunge – lavoriamo nelle aree più remote ed emarginate di questo Paese, ci siamo quindi resi subito conto della gravità della situazione, soprattutto nelle zone dove vivono comunità già vulnerabili e in condizioni di povertà, che rischiano di restare escluse dai provvedimenti governativi. Zone dove la fragilità sociale si associa anche alla mancanza di acqua potabile e di servizi igienici adeguati, strumenti fondamentali per la lotta all’epidemia». In Kenya, secondo i dati ufficiali del Paese, solo il 62% della popolazione ha accesso all’acqua pulita e solo il 31% a servizi igienico-sanitari. «Con queste cifre – sottolinea Raffaella Lebano – non è difficile immaginare come le più semplici e basilari misure di prevenzione, che tutti noi abbiamo da subito adottato per fermare il diffondersi dell’epidemia, siano impossibili da attuare. Una circostanza molto preoccupante anche alla luce del fatto che il sistema sanitario non è preparato ad affrontare l’emergenza: il numero dei posti letto è molto limitato e il rapporto tra il personale sanitario e la popolazione nelle contee più remote scende fino a 1 ogni 100.000 abitanti». «Inoltre, come, purtroppo, abbiamo sperimentato anche in Italia – aggiunge ActionAid Italia – le persone già fragili sono le più a rischio. In Kenya, senza un intervento immediato, a subire le conseguenze peggiori sarà chi vive in baraccopoli, chi svolge piccoli lavori di fortuna, donne e bambini. Le donne, in particolare, sono anche coloro che nel 64% dei casi si fanno carico dell’approvvigionamento di acqua, percorrendo anche diversi chilometri e sottraendo tempo alle attività quotidiane di lavoro nei campi, raccolta della legna, cura della casa e dei figli». Nonostante le misure istituite dal governo del Kenya, a livello locale, soprattutto nelle zone più remote, la situazione rischia di diventare molto critica, non solo dal punto di vista sanitario, ma anche economico. Secondo i referenti di ActionAid del Paese, il Kenya subirà perdite finanziarie ed economiche particolarmente ingenti: «il lockdown e la conseguente chiusura dei mercati locali, unita alle infestazioni di locuste già in corso, aumenteranno i livelli di insicurezza alimentare e povertà, soprattutto per chi vive di attività agro-pastorali o svolge piccoli lavori di fortuna, ovvero circa l’80% della popolazione. Inoltre, la chiusura dei voli impedisce l’arrivo dei diserbanti necessari per contrastare l’espandersi delle invasioni di locuste, proprio nel momento di schiusa delle nuove uova e del formarsi dei nuovi sciami: la crisi climatica e la nuova ondata di sciami rischiano quindi di mettere ulteriormente in ginocchio i piccoli agricoltori e l’approvvigionamento alimentare di numerose famiglie». Per queste ragioni, ActionAid si è prontamente attivata per intervenire attraverso la campagna solidale “Senza acqua non possiamo fermarlo”. Grazie a sms e chiamate da rete fissa al numero solidale 45511, dal 1° maggio al 15 giugno, tutti potranno dare un contributo e sostenere l’iniziativa. I fondi raccolti sosterranno la fornitura di acqua potabile, la distribuzione di kit igienici, il sostegno e supporto alle famiglie più vulnerabili, informazione e sensibilizzazione sulla prevenzione e le corrette pratiche igienico-sanitarie per oltre 25mila persone. Alla Campagna danno il loro supporto i testimonial di ActionAid – tra questi – l’attore e doppiatore Luca Ward che ha dato voce allo spot, il gruppo creativo The Jackal, l’attore e regista Francesco Mandelli, l’attore Fabio Troiano e l’attore Paolo Ruffini, la chef Cristina Bowerman, i ballerini Samuel Peron e Tania Bambaci, l’attrice Flora Canto.In Italia ActionAid con i suoi volontari e attivisti si è mobilitata nei primi giorni dell’emergenza Covid19 per dare aiuto immediato a 450 famiglie italiane e straniere di Milano e Napoli in difficoltà e senza accesso ai sussidi statali, fornendo cibo e presidi sanitari. Con il Fondo d’urgenza #Closed4women, ActionAid aiuta l’operatività dei centri antiviolenza e delle donne assistite, rafforzando il sistema di protezione delle donne che hanno subito violenza domestica e vivono nelle case rifugio. L’ong ha inoltre promosso la piattaforma comunitaria Covid19Italia.help: uno spazio web accessibile dove trovare concrete disponibilità di solidarietà e risposte concrete di supporto a chi è più fragile. «In questo periodo di forte crisi – conclude Raffaella Lebano – siamo subito intervenuti sia in Italia che all’estero per affrontare l’emergenza e dare risposte concrete di aiuto a chi è più fragile. Ci rendiamo conto che questo è un periodo di grande difficoltà per tutti, ma non dobbiamo dimenticarci che, nei contesti di crisi, le disuguaglianze aumentano e le persone già vulnerabili sono tra le più colpite, in Italia come nel resto del mondo. Non possiamo lasciarle sole». http://www.actionaid.it

Posted in Estero/world news, Welfare/ Environment | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Alluvioni in Kenya

Posted by fidest press agency su martedì, 24 aprile 2018

Piogge battenti e improvvise inondazioni nel nord del Kenya hanno distrutto le abitazioni e costretto migliaia di persone a sfollare, mentre decine di migliaia sono esposte al rischio di contagio delle infezioni trasmesse dall’acqua, come il colera, in un’area che comprende anche Dadaab, uno dei campi profughi più grandi al mondo.Nella contea di Madera, 750 abitazioni sono state spazzate via dall’acqua e 4.500 persone sono sfollate, e molte comunità nella contea di Turkana si ritrovano isolate senza soccorsi e aiuti a causa della distruzione di un ponte. Nel campo di Dadaab, dove vivono quasi 250.000 rifugiati, principalmente somali, la metà dei quali sono bambini, e dove si registrano ancora nuovi arrivi dal confine, si stanno facendo le stime dei ricoveri distrutti e molti rifugiati si sono raccolti nelle scuole per sfuggire al continuo aumento dell’acqua alta. “Le latrine a fossa che si trovano nel campo sono strabordate diffondendo il rischio di contagio del colera, perché i bambini giocano nell’acqua infetta senza sapere che potrebbe essere fatale. Le alluvioni stanno portando via tutto, abitazioni e bestiame, e le famiglie sono senza rifugio e cibo,” ha dichiarato Caleb Odhiambo, Area Manager di Save the Children’s a Dadaab.
Queste alluvioni giungono dopo un lungo periodo di siccità assoluta nel Corno d’Africa che ha decimato il bestiame e le fonti di sostentamento, lasciando 3,4 milioni di persone in Kenya, un paese che ospita 309.000 sfollati e 489.000 rifugiati, alle prese con una grave insicurezza alimentare. “I rifugiati a Dadaab si sentono condannati al peggio, perché la siccità toglie loro il cibo e queste piogge battenti e improvvise producono il disastro. Piegate dalla siccità, le comunità nel nord del Kenya hanno pregato invocando l’acqua, ma i cambiamenti climatici, la desertificazione e la deforestazione hanno eroso il terreno in vaste aree, impedendo a qualunque cosa di crescere. In assenza degli alberi che assicurerebbero l’umidità del terreno, le piogge battenti possono essere disastrose al pari della siccità, perché l’acqua invece di essere assorbita dal terreno porta via la terra e tutto quello che c’è.” “Siamo preoccupati anche per l’impatto negativo sull’educazione, perché in questi casi di grave emergenza le scuole sono l’unico rifugio possibile per le famiglie e le lezioni vengono sospese per lunghi periodi, mentre bisogna garantire la continuità dell’insegnamento per i bambini.”
Le Organizzazioni umanitarie presenti nel campo stanno anche faticando a far fronte alla riduzione dei fondi, che ha costretto a metà dello scorso anno Save the Children a limitare i suoi interventi, e l’agenzia ONU World Food Program a tagliare del 30% la distribuzione delle razioni di cibo.

Posted in Estero/world news, Welfare/ Environment | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Kenya’s high court annuls the presidential election

Posted by fidest press agency su mercoledì, 6 settembre 2017

presidential electionIN KENYA, as in many African countries, when government spokesmen say that the judiciary is independent, foreigners tend to be sceptical. They may be less so in future. On September 1st the supreme court in Kenya ruled that the country’s disputed presidential election, which took place on August 8th, will have to be held again within 60 days. The decision could prove to be a watershed in Kenya’s development into a functioning, modern democracy. But in a country where elections are hard-fought and the results usually disputed, sometimes violently, it could equally herald a new round of uncertainty and chaos.
The court’s complete ruling has not yet been released. But the panel of judges did not decide that Uhuru Kenyatta, the incumbent and apparent winner, actually lost. Nor have they endorsed the opinion of Raila Odinga (pictured), Mr Kenyatta’s opponent in the election, that the vote was “hacked” and that the official results were phoney. Instead, the judges seem to have been persuaded that irregularities in the transmission of the results from polling stations to the electoral commission were important enough that the exercise should be repeated.
What happens now is anyone’s guess. The result could be “anarchy”, says Michael Chege of the University of Nairobi. At a cost of $500m, the election in August was one of the most expensive, not just in Africa, but anywhere. It involved hundreds of thousands of temporary workers. The government will have to find the money to repeat it. The electoral commission will also have to do a better job than last time—or else risk facing a second disputed result in a year. New lawsuits, disputing races for senate seats and county governors, could also lead to new elections.The economy is likely to suffer, says Faith Mwangi of Exotix, an investment firm. In the run-up to the vote, firms held off on investing, adopting a “wait and see kind of approach”, says Ms Mwangi. That will continue for at least two more months. The Nairobi Stock Exchange fell sharply after the court’s decision, while the Kenyan shilling weakened slightly.In the end, though, the vote many not change the outcome. True, Mr Odinga’s supporters will be jubilant at the decision. And they may be more enthused to vote in the next election. But support for Mr Odinga is more marginal than that for Mr Kenyatta. Mr Odinga may also have made himself less popular with swing voters over the past few weeks, says Mr Chege. His team has talked wildly about “divorce” and “secession” from Kenya. Being forced to fight a gruelling campaign all over again could also win sympathy for Mr Kenyatta.Despite its flaws, the overturned election was probably one of Kenya’s most credible. In contrast to previous votes, violence was relatively limited. Expensive electronic equipment was used to check voters against a biometric database and to stop vote totals from being padded. It broadly worked. International observers gave the election generally positive reviews. So there is concern that, if Mr Odinga loses again, his supporters still will not accept the result. But if Kenyans see the next election as free and fair, regardless of the outcome, it could herald a new faith in the country’s institutions. That would make future elections less chaotic and controversial. Despite the short-term disruption, it would be worth it. (photo: presidential election) (font: The Economist)

Posted in Estero/world news, Spazio aperto/open space | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

CGM esporta in Kenya la meccanica “made in Ravenna”

Posted by fidest press agency su giovedì, 3 agosto 2017

kenyaSACE, che insieme a SIMEST costituisce il Polo dell’export e dell’internazionalizzazione del Gruppo CDP, ha supportato la romagnola CGM nella vendita in Kenya di macchine per prodotti in calcestruzzo del valore di oltre 200 mila euro. Grazie ai servizi di assicurazione del credito di SACE, CGM ha offerto all’acquirente keniota dilazioni di pagamento competitive in sicurezza. Si consolida così la partnership tra SACE e CGM, che, ha permesso all’azienda del ravennate di utilizzare, nel corso degli anni, servizi di export credit e di ottenere liquidità attraverso lo smobilizzo dei crediti.
Assistita dagli uffici di Bologna e Nairobi di SACE, CGM ha scelto di crescere nel continente africano partendo dal Kenya. “L’esperienza di CGM in East Africa sta a dimostrare come il continente africano possa rappresentare per le aziende italiane una grande opportunità di crescita, non solo per il futuro, ma già nel presente”, ha dichiarato Luca Grandonico, General Manager di CGM che opera dal Kenya. “Grazie al contributo di SACE, questa interessante sfida che racchiude inevitabilmente numerose difficoltà e rischi, può essere vissuta e portata avanti con la consapevolezza di poter minimizzare il rischio del credito e allo stesso momento offrire alle controparti africane soluzioni finanziare dedicate, imprescindibili per poter rendere l’offerta tecnologica interessante dal punto di vista commerciale”. La meta scelta da CGM come opportunità di business non è frutto della casualità: come evidenziato dal nuovo Rapporto “Export Unchained. Dove la crescita attende il Made in Italy” di SACE, le previsioni indicano un rafforzamento delle esportazioni italiane di beni verso il Kenya di circa il 5,7% nell’anno in corso e del 6,5% nel triennio 2018-2020, grazie alla dinamicità e alla diversificazione della struttura economica del Paese.

Posted in Economia/Economy/finance/business/technology, Estero/world news, Uncategorized | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Epidemia di colera in Kenya

Posted by fidest press agency su giovedì, 26 maggio 2016

epidemia coleraAmref Health Africa può oggi confermare che dallo scorso 13 aprile, quando è stato registrato il primo caso, l’epidemia di colera nella Contea di Mandera in Kenya ha causato 10 nuove vittime e almeno 721 persone sono sospettate di essere state infettate,. Per mantenere sotto controllo la situazione ed aiutare a fermare il propagarsi dell’epidemia, Amref ha lanciato un appello per l’emergenza, abbiamo richiesto un aiuto finanziario di 250mila dollari (25 milioni di scellini kenioti).La situazione sul campo è disperata. I pazienti affetti da colera sono stati ricoverati nel reparto maternità che Amref ha costruito presso l’Ospedale Specialistico della Contea, grazie al progetto APHIAplus IMPARISHA, finanziato dall’agenzia governativa americana USAID. Il reparto ha una capacità di 50 persone, ma vi sono già 58 pazienti. Molti altri vengono assistiti esternamente, per loro sono stati predisposti dei letti nel cortile dell’ospedale e i rami degli alberi vengono utilizzati come sostegno per le flebo.Inoltre, l’ospedale non è provvisto di letti standard per il colera e questi devono essere perciò improvvisati.Abbiamo stabilito che l’epidemia è perlopiù concentrata nella città di Mandera e che il sospetto paziente 0 sia un uomo che ha viaggiato in bus da Wajir o Nairobi.
La situazione igienica a Mandera è critica, con disponibilità di acqua irregolare e con strutture igienico-sanitarie inadeguate. Non avendo la città una disponibilità d’acqua costante, si affida tuttora alle autocisterne e ai carretti che trasportano acqua.Il timore è che se l’infezione dovesse oltrepassare il confine ed arrivare nell’area vicina di Bulahawa, in Somalia, la situazione potrebbe diventare catastrofica, visto che il sistema sanitario in quel Paese è a malapena funzionante.
L’ostacolo principale ora è rappresentato dal controllo e dalla gestione inadeguati dell’epidemia. Gli operatori sanitari non sono adeguatamente competenti per trattare il particolare caso del colera, cosa che potrebbe far degenerare la situazione.Amref Health Africa sta attualmente collaborando con il governo della Contea di Mandera e con altri partner per aiutare a gestire la situazione.In particolare, c’è urgente bisogno di interventi a livello comunitario, inclusa la promozione dell’igiene nelle scuole e tra le famiglie. Il Ministro della Salute della Contea ha mobilitato scorte d’acqua dedicate alle scuole, ai mercati e ad altri luoghi pubblici, ma molti di questi posti non sono provvisti di cisterne per conservare l’acqua.C’è anche un’urgente necessità di formare operatori sanitari di comunità che possano aggirarsi per la città ed i villaggi nei dintorni per informare la popolazione e trasmettere conoscenze sulla malattia, riferendo al contempo all’ospedale dei casi sospetti che possono incontrare. Oltre a ciò, gli operatori potranno distribuire a livello delle famiglie i prodotti specifici per trattare e purificare l’acqua che, quando sporca e contaminata, è il principale veicolo di trasmissione del batterio responsabile del colera.
Un aeroplano dei Flying Doctors – Dottori Volanti – di Amref volerà domani con un suo team di medici e operatori sanitari per consegnare all’ospedale di Mandera i rifornimenti di cui ha bisogno, come i materiali di laboratorio, e colmare il gap di conoscenze specialistiche.Un focolaio di Chikungunya, una febbre causata da punture di zanzara, sta aggravando l’epidemia di colera e mettendo a dura prova la fornitura di servizi sanitari nella contea, visto che anche alcuni degli operatori sanitari sono stati infettati.Il finanziamento di 250mila dollari sosterrà i costi per la promozione della salute, nonché l’acquisto di forniture per la prevenzione e il trattamento della malattia, come le compresse per purificare l’acqua e le medicine, così come anche il materiale di laboratorio e il contributo del personale specialistico. Ci appelliamo ai nostri partner e sostenitori per aiutarci in questo sforzo per porre fine alla sofferenza del popolo Mandera e alla piaga del colera.
Causata dal batterio Vibrio cholerae, il colera è un’infezione diarroica acuta che nei casi più gravi può portare a pericolosi fenomeni di disidratazione. Può essere contratta in seguito all’ingestione di acqua o alimenti contaminati da materiale fecale di individui infetti. Le scarse condizioni igienico-sanitarie e la cattiva gestione degli impianti fognari e dell’acqua potabile sono le principali cause di epidemie di colera. (foto: epidemia colera)

Posted in Estero/world news, Medicina/Medicine/Health/Science | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Il Kenya ottiene numerosi premi in occasione dell’ultima edizione dei World Travel Awards

Posted by fidest press agency su mercoledì, 13 aprile 2016

keniaIl Kenya ha nuovamente segnato un punto importante nel panorama globale dopo aver ottenuto ben cinque prestigiosi riconoscimenti in una cerimonia dedicata ai maggiori player dell’industria turistica. La 23^ edizione annuale della Cerimonia di Gala dei World Travel Awards (WTA), Africa & Isole dell’Oceano Indiano tenutasi presso il Diamond La Gemma Hotel a Zanzibar il 9 aprile, ha visto il Kenya ottenere numerosi premi. La Maasai Mara National Reserve è stata nominate Parco Nazionale Leader in Africa per la terza volta consecutive, mentre Diani ha mantenuto la supremazia in qualità di Miglior Destinazione Mare dell’Africa. Il riconoscimento di Destinazione Leader per Meeting & Conferenze dell’Africa è andato a Nairobi mentre Mombasa ha ottenuto il premio per Miglior Destinazione dell’Africa e Miglior Porto Crocieristico dell’Africa per l’anno in corso. Il porto di Mombasa ha accolto numerose navi da crociera nell’ultimo periodo e il riconoscimento di Mombasa come destinazione leader in Africa è visto come un enorme successo per il prodotto “costa”. L’agenzia di marketing turistico del Kenya, il Kenya Tourism Board (KTB) è stato votato come Miglior Ente del Turismo dell’Africa per il quinto anno di seguito.
Le seguenti istituzioni sono, inoltre, state votate come migliori dell’Africa per diverse categorie;
Miglior Compagnia Aerea dell’Africa – Kenya Airways
Miglior Compagnie Aerea dell’Africa – Business Class – Kenya Airways
Miglior Resort sul Mare All-Inclusive dell’Africa – Diamonds Dream of Africa , Kenya
Miglior Design Hotel dell’Africa – The Tribe
Miglior Resort per Famiglie dell’Africa – Leopard Beach Resort and Spa
Miglior Green-Hotel dell’Africa – Nairobi Serena
Miglior Brand di Hotel dell’Africa – Serena Hotels
Il Principal Secretary del Turismo, Mrs. Fatuma Hirsi che ha ricevuto i premi per conto del settore, ha elogiato i player dell’industria che hanno continuato a promuovere il Paese nonostante le sfide continue del comparto.
Ha evidenziato come Nairobi sia diventata una città sempre più scelta per conferenze internazionali e ha notato come il Kenyatta International Convention Centre (KICC) abbia giocato un ruolo fondamentale in questo segmento specifico. “L’incremento nel volume della ricettività grazie all’ingresso di brand internazionali come Radisson Blu, Kempinski e il Golden Tulip Hotel di recente apertura, ha potenziato la sicurezza e ha migliorato le infrastrutture ed ha posto l’accento su come il Kenya si sia mosso per incontrare gli standard internazionali così da garantire offerte di livello, in grado di ospitare meeting a livello globale’’ ha affermato.Per quanto riguarda la scelta del Kenya come destinazione safari, la PS ha evidenziato che il Kenya ha un patrimonio mondiale da proteggere per quanto riguarda i parchi e le riserve nazionali, tramite sforzi di preservazione che permettano ai safari di rimanere un’esperienza autentica, non artefatta. I WTA celebrano l’eccellenza all’interno del vasto mondo del turismo e dei viaggi, così come nell’ambito dell’ospitalità. “Siamo lieti del sostegno che questi premi possono fornire alla destinazione in toto e incoraggiamo tutti gli stakeholder a unirsi insieme per riportare il settore ai livelli di un tempo”, ha dichiarato entusiasticamente la PS. Lo scorso anno il Kenya era stato votato come Miglior Destinazione Safari, battendo sette altre destinazioni nominate per il medesimo premio, compresi Sud Africa, Namibia, Botswana, Tanzania, Uganda, Zambia e Zimbabwe. (foto: kenia)

Posted in Estero/world news, Viaggia/travel | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

SACE: in Kenya con 11 PMI per esportare la filiera lattiero-casearia italiana

Posted by fidest press agency su venerdì, 11 settembre 2015

kenyaFirmato alla presenza del presidente keniota Uhuru Kenyatta e del presidente della Regione Lombardia Roberto Maroni, l’accordo prevede la progettazione, realizzazione e fornitura chiavi in mano di una fattoria dotata di tecnologie innovative e completamente autosufficiente a livello energetico, che sarà in grado di produrre circa 30 mila litri di latte, 1,2 tonnellate di carne, 1 megawatt di energia proveniente da biomasse e oltre 1,5 megawatt di energia generata da pannelli solari al giorno. La commessa prevede la fornitura di tutti i macchinari e la realizzazione di tutte le attività necessarie al funzionamento della fattoria: dalla fornitura dei macchinari per lavorare il terreno, agli impianti di irrigazione e coltivazione, dalla consegna degli animali da fattoria ai macchinari per il mangime, dagli impianti di refrigerazione e stoccaggio, ai macchinari per il confezionamento dei prodotti finiti, dall’installazione di pannelli solari alla fornitura degli impianti di produzione di energia da biomasse. L’accordo prevede anche il trasferimento di conoscenze e un servizio di consulenza e formazione alla Moi University, la più avanzata nel paese per la zootecnia.Insieme a Rota Guido, Pmi piacentina specializzata nella progettazione e realizzazione di allevamenti e di impianti di biogas, prenderanno parte al progetto altre 10 Pmi italiane: l’emiliana Casella Macchine Agricole, la lodigiana Sivam, le vicentine Faresin Industries e Reda, la bresciana Tdm Group, l’umbra Ipi, la marchigiana Mancini, la mantovana Zanotti, la romana Gruppo Prandi e la siciliana Cappello Alluminio. Ogni azienda è specializzata in un segmento o in un processo per la realizzazione dell’impianto. Il progetto è frutto di uno studio sulle potenzialità della filiera lattiero-casearia italiana nel mercato africano condotto nell’ambito del programma Frontier Markets di SACE, che nel progetto ricopre il ruolo di advisor. SACE inoltre potrebbe intervenire anche a garanzia del finanziamento per la realizzazione della commessa erogato da Bper a favore della Moi University.Attraverso il programma Frontier Markets (dedicato, nella sua prima edizione, all’Africa sub-sahariana), SACE mette a disposizione il know how maturato nei paesi emergenti in quasi 40 anni di attività e un’ampia gamma di servizi “a misura” di Pmi: seminari formativi tenuti dagli economisti e dagli specialisti di SACE; servizi di advisory per individuare i mercati e i settori merceologici a maggior potenziale e concrete opportunità di business, organizzare incontri di business-matching, valutare i profili di rischio sottostanti (di credito, politici, normativi, ambientali) e individuare le soluzioni finanziario-assicurative a supporto delle singole transazioni commerciali o d’investimento; assistenza in loco attraverso gli uffici di Johannesburg e Nairobi.

Posted in Uncategorized | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Omicidi in Kenya e persecuzione dei cristiani

Posted by fidest press agency su sabato, 2 maggio 2015

kenyaIn una risoluzione approvata giovedì, i deputati suggeriscono che l’UE avvii una missione di addestramento militare in Kenya e fornisca mezzi all’esercito e alla polizia kenioti per aiutare a prevenire l’espansione dell’organizzazione terroristica Al-Shabaab. Inoltre, dovrebbe occuparsi in via prioritaria della persecuzione dei cristiani.La risoluzione arriva dopo il massacro di 147 studenti cristiani durante l’attacco terroristico all’università di Garissa in Kenya, dove persone, il 2 aprile di quest’anno, anche altre 79 persone sono rimaste ferite. Nella risoluzione, approvata con 578 voti in favore, 31 contrari e 34 astensioni, gli eurodeputati condannano gli attacchi terroristici del gruppo Al-Shabaab ed esprimono le loro condoglianze alle famiglie delle vittime, al popolo e al Governo del Kenya.I deputati chiedono di avviare una missione di addestramento militare dell’UE in Kenya e di provvedere alla fornitura di attrezzature e alla formazione dei militari e le forze di polizia keniote “per combattere il terrorismo e impedire l’espansione di Al-Shabaab”. Definiscono poi “deplorevole” la risposta tardiva della polizia in occasione dell’attentato a Garissa., L’UE dovrebbe anche “raccogliere un contributo finanziario” per aiutare a garantire la pace e la stabilità nel paese e nella regione. Ciò dovrebbe avvenire in collaborazione con l’Unione Africana e l’UE dovrebbe anche considerare di ricorrere alla strategia di Pace per l’Africa.L’UE dovrebbe occuparsi in via prioritaria della persecuzione dei cristiani e di altre comunità religiose, in un dialogo con le chiese e le altre organizzazioni religiose.I deputati rilevano che i terroristi a Garissa hanno in particolare individuato gli studenti cristiani e che l’organizzazione terroristica Al-Shabaab “ha rivendicato pubblicamente e apertamente di condurre una guerra contro i cristiani”, che rappresentano “il gruppo religioso maggiormente perseguitato” con più di 150.000 morti ogni anno. Gli attacchi contro i cristiani sono “aumentati enormemente” negli ultimi mesi, specialmente nel mondo arabo e principalmente per mano di terroristi jiahidisti.Oltre che in Nigeria, i deputati hanno evidenziato esempi in Iraq, Libia, Nigeria e Sudan. Allo stesso tempo, condannano e respingono l’errata interpretazione dell’Islam al fine di “legittimare” lo sterminio dei cristiani. Sollecitano i leader musulmani a condannare tutti gli attacchi terroristici e il governo del Kenya a non paragonare la comunità musulmana ad Al-Shabaab e ad avere come unico obiettivo i colpevoli e non le “comunità etniche e religiose” in generale.

Posted in Estero/world news, Spazio aperto/open space | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Dichiarazione dell’UNHCR sul futuro del campo di Dadaab, in Kenya

Posted by fidest press agency su mercoledì, 15 aprile 2015

Displaced People At Dadaab Refugee Camp As Severe Drought Continues To Ravage East AfricaIl governo del Kenya ha annunciato la chiusura del campo profughi di Dadaab entro tre mesi e il rimpatrio dei 350.000 rifugiati somali residenti nel loro paese di origine. La decisione del governo è stata annunciata lo scorso fine settimana in seguito al terribile attacco all’Università di Garissa, verificatosi all’inizio di questo mese.L’UNHCR ha espresso shock e orrore per l’attacco di Garissa. L’Alto Commissario Guterres e il suo staff hanno espresso solidarietà al popolo del Kenya. L’Agenzia ribadisce inoltre il suo cordoglio alle famiglie di tutte le vittime.Da più di due decenni il Kenya accoglie e protegge con generosità i rifugiati dalla violenza e dalle persecuzioni in Somalia. L’UNHCR collabora strettamente con il governo del Kenya e ben comprende le attuali condizioni di sicurezza regionale e la gravità delle minacce terroristiche che il Kenya si trova ad affrontare. L’Agenzia riconosce anche che il governo ha l’obbligo di garantire la sicurezza dei suoi cittadini e delle altre persone che vivono in Kenya, inclusi i rifugiati.
L’UNHCR esprime tuttavia preoccupazione per l’improvvisa chiusura del campo di Dadaab e per il rimpatrio dei rifugiati, costretti a ritornare in Somalia: questi fatti potrebbero avere conseguenze umanitarie e pratiche estreme, e costituirebbero una violazione degli obblighi internazionali del Kenya.
L’UNHCR invita pertanto le autorità kenyote a considerare con maggiore attenzione la questione. L’Agenzia è pronta a lavorare con ancora maggiore collaborazione con il governo del Kenya per rafforzare l’applicazione della legge a Dadaab e per sostenere ulteriori misure per proteggere i rifugiati e i cittadini kenyoti contro possibili intrusioni da parte di soggetti armati da oltre confine.
Nel mese di dicembre 2014 è stato lanciato un progetto pilota per i rimpatri volontari, mirato appunto a sostenere le persone che cercano volontariamente di rimpatriare in una delle tre aree relativamente sicure della Somalia, cioè Luuq, Baidoa e Kismayo. L’UNHCR è pronto a lavorare con i governi del Kenya e della Somalia per intensificare questo programma laddove ci sia la possibilità di mettere in atto un rimpatrio volontario. Tuttavia, per ora l’Agenzia ritiene che i ritorni su vasta scala non siano un’opzione praticabile in molte parti del paese, in particolare nella zona centro-meridionale della Somalia.
L’UNHCR ribadisce il suo continuo impegno nel supportare il governo del Kenya nelle sue azioni di protezione dei rifugiati somali.

Posted in Estero/world news, Welfare/ Environment | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Kenya: dopo l’attacco terroristico a Nairobi

Posted by fidest press agency su mercoledì, 25 settembre 2013

Kenya, 2012

Kenya, 2012 (Photo credit: Moridin_)

La popolazione musulmana del Kenya e i profughi dalla Somalia rischiano ulteriore emarginazione e discriminazione. L’Associazione per i Popoli Minacciati (APM) teme che il terribile attacco terroristico compiuto a Nairobi possa avere gravi conseguenze sulla situazione già difficile della popolazione di fede musulmana del Kenia e i profughi provenienti dalla Somalia. Tutti i fedeli musulmani in Kenia rischiano ora di essere sospettati in toto di terrorismo nonostante il Supremo Consiglio musulmano abbia chiaramente preso le distanze dall’attacco terroristico. Anni di lavoro delle organizzazioni musulmane per porre fine alla discriminazione e alla violazione dei loro diritti rischiano di andare in fumo a causa del terrore importato dagli estremisti di Al Shabaab.I musulmani del Kenia costituiscono circa l’11% sui 40 milioni di abitanti del paese africano. L’attentato arriva proprio nel momento in cui la popolazione musulmana aveva iniziato a emanciparsi e a partecipare attivamente alla vita politica del paese e a porre richieste precise ad autorità e politici, come pari accesso al mercato del lavoro e riconoscimento sociale. Il Consiglio Supremo dei Musulmani del Kenia aveva però chiesto anche l’alleggerimento della legge anti-terrorismo proprio per porre fine alla discriminazione in toto dei fedeli musulmani nel paese. La richiesta di liberalizzazione della politica di sicurezza certo non sarà accolta ora, con il presidente Uhuru Kenyatta impegnato a mostrarsi forte e fermo di fronte agli attacchi.La discriminazione, le perquisizioni e gli arresti arbitrari rischiano di investire anche i campi dei profughi somali rifugiatisi nel vicino Kenia. Purtroppo però ogni violenza e arbitrarietà commessa contro i profughi non fa altro che ingrossare proprio le fila delle milizie estremiste Al Shabaab che da decenni reclutano sistematicamente i giovani dei campi profughi. L’unico modo per togliere forza alle milizie estremiste resta quello di impegnarsi con un seria politica a favore dei profughi, di fornire scuole, formazione professionale e reali prospettive socio-economiche in Kenia o in Somalia.

Posted in Cronaca/News, Estero/world news | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Magical Kenia

Posted by fidest press agency su martedì, 24 settembre 2013

English: Beautiful City of Nairobi

English: Beautiful City of Nairobi (Photo credit: Wikipedia)

ll segretario di gabinetto, sig.ra Phyllis Kandie, per gli affari, il commercio e il turismo dell’east african community c’invia il seguente comunicato: A seguito dello spiacevole attacco al centro commerciale Westgate a Nairobi, di sabato 21 settembre, che ha causato la perdita di vite umane e feriti, desidero aggiornarvi come segue;Il settore del turismo si unisce ai keniani nel porgere un sentito cordoglio ai famigliari dei defunti, keniani e stranieri, che hanno perso la vita durante gli spiacevoli attacchi al West gate.L’attacco è stato uno spregevole atto di codardia volto a infondere la paura tra i keniani e i nostri visitatori, ma agli assalitori non deve essere permesso di averla vinta.
Perciò, con la presente, affermiamo che le attività quotidiane stanno procedendo in tutta la nazione nonostante questa grave e pesante sfida.
TuristiDesideriamo rassicurare i turisti che il Kenya è tranquillo e le nostre agenzie di sicurezza stanno facendo tutto il possibile per assicurare la sicurezza di ognuno. I visitatori sono pertanto liberi di visitare tutte le nostre località turistiche, in tutta la nazione, dato che le attività procedono normalmente.

Posted in Cronaca/News, Viaggia/travel | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Kenya: rifugiati urbani

Posted by fidest press agency su giovedì, 1 agosto 2013

L’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (UNHCR) accoglie con soddisfazione la delibera dell’Alta Corte del Kenya a sostegno del diritto d’asilo dei rifugiati urbani. La decisione – raggiunta lo scorso 26 luglio – fa riferimento alla “Petizione numero 19 del 2013” nella quale rifugiati avevano fatto ricorso contro una direttiva emessa dal governo del Kenya lo scorso dicembre, che sanciva il trasferimento dei rifugiati presenti nelle aree urbane verso i campi di Dadaab e Kakuma.
L’Alta Corte si è pronunciata in senso contrario alla direttiva che ha comportato conseguenze particolarmente negative sulla protezione e sul benessere delle comunità di rifugiati che vivono nella capitale Nairobi e nelle altre città del paese.A seguito della direttiva, infatti, rifugiati e richiedenti asilo di nazionalità somala avevano cominciato a riferire con sempre maggiore frequenza di molestie, detenzione ed estorsioni da parte della polizia, soprattutto a Nairobi. Molti di loro non riuscivamo più a spostarsi liberamente e tali trattamenti hanno portato centinaia di rifugiati somali a far ritorno nel proprio paese o a spostarsi verso i paesi limitrofi.A dicembre dello scorso anno, nelle aree urbane del Kenya vivevano complessivamente 51mila rifugiati, principalmente di nazionalità somala.La maggior parte dei rifugiati che si è insediata nei centri urbani ha sviluppato meccanismi di reazione alle difficoltà e pertanto fa affidamento sull’assistenza umanitaria. Molti bambini rifugiati frequentano la scuola nelle città in cui vivono e – se il provvedimento di trasferimento fosse stato eseguito – la loro istruzione ne sarebbe risultata compromessa.In linea con il proprio mandato, l’UNHCR è stato citato nell’ambito della petizione in qualità di “amico della Corte” o “Amicus Curiae” e ha fornito consulenza sulle norme del diritto internazionale dei rifugiati e dei diritti umani internazionali applicabili al caso.L’Agenzia auspica che il governo darà seguito a tale importante decisione costituzionale e provvederà rapidamente a ripristinare i servizi legali che erano stati sospesi in attesa del procedimento della Corte. Tra questi, ad esempio, la registrazione e l’emissione di documenti ai rifugiati e ai richiedenti asilo, essenziali ai fini della loro libertà di movimento, per l’accesso ai servizi sociali oltre che per la protezione contro gli arresti arbitrari.
L’UNHCR inoltre considera questa decisione della Corte importante per la giurisprudenza sui diritti dei rifugiati non solo in Kenya ma in tutto il mondo. Il Kenya accoglie circa 600mila rifugiati.

Posted in Estero/world news, Welfare/ Environment | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Kenya: rafforzata la presenza nel complesso di Dadaab

Posted by fidest press agency su lunedì, 28 maggio 2012

English: Women and children waiting to enter D...

English: Women and children waiting to enter Dadaab camp in Kenya. One of thousands of refugee families who have recently arrived from Somalia fleeing the drought and conflict. (Photo credit: Wikipedia)

Ieri è stato inaugurato il nuovo ufficio dell’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (UNHCR) in Kenya nord-orientale, nell’ambito dell’impegno dell’Agenzia a garantire continuità ai fondamentali servizi di assistenza per le oltre 460.000 persone che vivono nel complesso di campi per rifugiati di Dadaab. Quello di Dadaab è il più grande insediamento di rifugiati al mondo e si estende su un’area di oltre 50 chilometri quadrati. Il nuovo ufficio UNHCR, inaugurato alla presenza delle autorità keniane, si chiama Alinjugur e si trova nel distretto di Fafi, a circa 80 chilometri dal confine con la Somalia e a circa 20 dalla base principale dell’Agenzia a Dadaab. Da ieri quindi Alinjugur ospita staff dell’UNHCR, di altre agenzie e di organizzazioni non governative. I team di operatori che fanno base a Alinjugur copriranno i siti di Hagadera e Kambioos che accolgono circa 150.000 rifugiati somali. L’ufficio di Alinjugur consentirà all’Agenzia di essere più vicina alle comunità di rifugiati e quindi di fornire migliori servizi ai rifugiati e alle comunità locali che li accolgono. L’apertura dell’ufficio è il risultato dei colloqui e della collaborazione con le autorità keniane mirati a decongestionare i campi e ad accrescere la presenza sul terreno dell’UNHCR e delle altre organizzazioni umanitarie. Inoltre è in atto una stretta collaborazione con la comunità d’accoglienza, al fine di favorire la positiva coesistenza con i rifugiati. L’UNHCR è fiducioso che i nuovi sviluppi consentiranno all’Agenzia di estendere lo spazio umanitario e facilitare le operazioni di assistenza.
Negli ultimi 6 mesi la sicurezza ha costituito a Dadaab una vera e propria sfida, costringendo l’Agenzia a ridimensionare le proprie operazioni sul terreno. Col perdurare di minacce quali sequestri, dirottamenti di veicoli, ordigni esplosivi improvvisati e scorrerie, la situazione resta complessa e tesa.
Da due decenni il complesso di Dadaab fornisce protezione, alloggio e assistenza umanitaria ai rifugiati somali, spesso in circostanze difficili e complesse. Tra queste il cronico sovraffollamento, il rischio di malattie e le inondazioni stagionali.

Posted in Estero/world news, Welfare/ Environment | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Somalia: offensiva militare del Kenya

Posted by fidest press agency su venerdì, 4 novembre 2011

Ruins of Qa’ableh, Somalia.

Image via Wikipedia

L’Associazione per i Popoli Minacciati (APM) attacca duramente il governo del Kenya che con la sua offensiva militare contro le milizie radical-islamiche Al-Shabaab ha messo in pericolo gli aiuti umanitari per oltre tre milioni di persone affamate nella Somalia centrale e meridionale. L’APM sottolinea che la protezione e l’assistenza umanitaria alla popolazione civile devono avere la massima priorità. La popolazione affamata è terrorizzata dai bombardamenti aerei e rinuncia anche a fuggire all’estero alla ricerca di cibo e protezione. L’attacco missilistico lanciato domenica scorsa dall’aviazione keniota ha colpito un campo profughi della città di Jilib uccidendo 5 civili (tra cui tre bambini) e ferendo altre 52 persone.Almeno 31 dei feriti sono bambini e non combattenti delle milizie Al-Shabaab. Il governo del Kenia nega ogni responsabilità per l’attacco aereo e accusa i miliziani di fare “propaganda” ma i collaboratori delle organizzazioni umanitarie straniere presenti confermano l’attacco aereo e il ferimento dei profughi.Ancora un volta un paese straniero combatte una guerra su territorio somalo, senza alcun riguardo per la popolazione civile. Già l’esercito etiope fu accusato di aver commesso gravi crimini di guerra e contro l’umanità durante l’occupazione della Somalia centrale tra il 2006 e il 2009.Tre settimane fa il Kenia ha avviato la sua offensiva militare nella Somalia meridionale. Da allora il numero dei profughi per fame che cercavano aiuto nel paese confinante è drasticamente sceso. Se prima dell’offensiva circa 3.400 profughi cercavano settimanalmente riparo in Kenia, dopo l’avvio dell’offensiva il loro numero è sceso ad appena 100.Le persone affamate soffrono anche le misure coercitive delle milizie Al Shabaab che a partire da fine ottobre hanno deportato oltre 27.000 profughi prelevandoli a forza dai campi profughi della regione del Lower Shabelle per riportarli nelle loro regioni di provenienza dalle quali erano scappati. Per sostenere l’apparenza di normalità, le milizie pretendono che la popolazione resti nei propri villaggi a lavorare i campi, ma la gente non ha provviste alimentari e senza aiuti alimentari non può sopravvivere fino ai prossimi raccolti. La deportazione dei profughi da parte delle milizie Al Shabaab costituisce una grave violazione del diritto umanitario.

Posted in Estero/world news, Welfare/ Environment | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Appello per somali fuggiti in Kenya

Posted by fidest press agency su lunedì, 8 novembre 2010

L’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (UNHCR) continua ad esprimere forte preoccupazione per il destino degli oltre 8mila somali ai quali, nel corso di questa settimana, è stato ordinato di lasciare l’area di Mandera, nel Kenya nord-orientale. Secondo le notizie di questa mattina alcuni di loro sarebbero dispersi, mentre altri potrebbero essere fuggiti in Etiopia. Le persone allontanate avevano trovato rifugio, seppure in condizioni difficili, vicino al campo di accoglienza Border Point One, dove si erano stabilite dal 17 ottobre scorso. Si trattava principalmente di donne, minori e anziani fuggiti dagli scontri tra le forze di Al-Shabaab e quelle di Ahlu Sunna Wal Jamaa nei pressi della città di Bulla Hawo. Ad ottobre, nel suo discorso al Comitato Esecutivo dell’UNHCR, l’Alto Commissario delle Nazioni Unite per i Rifugiati António Guterres aveva chiesto che fosse riconosciuta ai somali la protezione internazionale sulla base delle nuove linee guida pubblicate dall’UNHCR all’inizio dell’anno. Questo documento mette in luce i rischi concreti corsi dai somali che vengono rimpatriati nella Somalia centrale e meridionale. Oggi l’UNHCR rilancia quell’appello.

Posted in Estero/world news, Welfare/ Environment | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Najib Balala miglior ministro del turismo

Posted by fidest press agency su venerdì, 6 marzo 2009

L’Hon. Najib Balala, Ministro del Turismo del Kenya, ha ricevuto l’importante riconoscimento come miglior Ministro del Turismo dell’Anno in Africa. Il premio è stato conferito a Maputo, Mozambico durante la serata di gala “Africa Tourism Investor Summit and Award” il 28 febbraio 2009, al rientro dalla sua visita in Italia per BIT09.  Il Ministro è stato premiato per il suo impegno nel sostenere la ripresa del turismo in Kenya durante il 2008, in seguito alla crisi post-elettorale del precedente anno, e per i suoi sforzi nell’attivazione di programmi volti allo sviluppo del turismo sostenibile nel Paese. Il Kenya è considerato oggi leader mondiale in questo settore.   “La mia vittoria e il presigioso riconoscimento ottenuto da altre sette organizzazioni turistiche del Kenya agli Africa Tourism Investor Award” ha dichiarato l’Hon. Balala “dimostrano che il Paese è un attore importante nello sviluppo del turismo in Africa e nel mondo.” che conlude “Ricevere questo premio è un grande onore per me e per l’intero settore turistico del mio Paese”. Le organizzazioni che operano nel turismo in Kenya entrate nella short-list sono: il Kenya Tourist Board nella categoria “Migliore Ente di promozione turistica”, il Tourism Trust (TTF) come “Migliore iniziativa nel supporto degli investimenti nel turismo delle PMI”, Kenya Airways come “Miglior compagnia aerea”, Eagle Africa Insurance Brokers come “Migliore assicurazione per il turismo d’affari”, Ol Malo Eco-Lodge and Trust come “Miglior investimento nel turismo eco-sostenibile” e la città di Nairobi come “Città dell’anno per gli investimenti nel turismo”.  Gli Africa Tourism Investor Summit and Award sono stati organizzati da Africa Investor in collaborazione con il Governo del Mozambico, l’International World Tourism Organization (UNWTO), il World Bank Group e il NEPAD, con l’obiettivo di riconoscere gli sforzi e le iniziative di organizzazioni pubbliche e private che hanno contribuito alla crescita del turismo sostenibile in Africa.  Il Kenya Tourist Board è a Milano in via Monte Rosa 20

Posted in Cronaca/News | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »