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KLM ha effettuato il suo primo volo alimentato con kerosene sintetico

Posted by fidest press agency su domenica, 14 febbraio 2021

Il mese scorso ha volato sulla rotta dall’aeroporto di Amsterdam Schiphol a Madrid il primo volo commerciale passeggeri alimentato con una miscela di 500 litri di cherosene sintetico sostenibile. Shell ha prodotto il cherosene sintetico nel suo centro di ricerca ad Amsterdam sulla base di CO2, acqua ed energia rinnovabile ricavata dal sole e dal vento del suolo olandese.“Sono orgoglioso che KLM abbia operato il primo volo al mondo utilizzando cherosene sintetico ottenuto da fonti rinnovabili. La transizione dai combustibili fossili ai combustibili alternativi sostenibili è una delle maggiori sfide nel settore dell’aviazione. Il rinnovo della flotta ha contribuito in modo significativo alla riduzione delle emissioni di CO2, ma l’aumento della produzione e l’uso di carburante sostenibile per l’aviazione faranno la differenza per l’attuale generazione di aeromobili. Questo è il motivo per cui collaboriamo da tempo con vari partner per stimolare lo sviluppo del cherosene sintetico sostenibile. Questo primo volo con cherosene sintetico dimostra che questo è possibile e che siamo sulla giusta strada” ha dichiarato Pieter Elbers, CEO di KLM.I Paesi Bassi sono uno dei paesi leader in Europa nel promuovere lo sviluppo e l’applicazione di carburanti sostenibili per l’aviazione (biocarburanti e cherosene sintetico) con l’obiettivo di far volare le compagnie aeree europee interamente con carburante sostenibile entro il 2050. Il governo olandese sostiene varie iniziative per stimolarne la produzione e l’uso e renderlo commercialmente appetibile. Ne è un esempio la costruzione della prima fabbrica europea di biocherosene sostenibile a Delfzijl, Paesi Bassi, per la quale SkyNRG sta collaborando con KLM, Schiphol Airport e SHV Energy.

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Abbattere le polveri di carbone attraverso la nebulizzazione di kerosene

Posted by fidest press agency su lunedì, 27 luglio 2020

L’intento è quello di evitare che il minerale si appiccichi alle pareti dei carri ferroviari o si incolli in blocchi a causa di temperature, che possono scendere fino a 49 gradi sotto zero: è questa la più recente sfida tecnologica, lanciata dall’azienda padovana Idrobase Group per un impianto da realizzare in Siberia. L’innovativo procedimento, che d’estate prevede la nebulizzazione con acqua, favorirà il trasporto di un materiale, di cui la Russia è uno dei principali produttori ed esportatori al mondo.Se questo è il frutto della più recente ricerca, la “multinazionale tascabile” con sede a Borgoricco può nel frattempo vantare un nuovo successo per il “made in Italy”: ha infatti realizzato in Crimea, 4 impianti di nebulizzazione idrica (skid) per l’abbattimento delle polveri di carbone, capaci di operare anche in inverno con una temperatura fino a -29 gradi.In Russia, il carbone viene trasportato via treno e quindi trasferito su navi, con destinazione “mondo”. Questa operazione avviene attraverso linee di nastri trasportatori, lunghe anche 20 chilometri e le cui tratte sono collegate da “torri”, al cui interno viene fatto “cadere” il carbone. L’innovativa soluzione italiana prevede l’attivazione di centinaia di ugelli nebulizzanti presso ogni “torre”, permettendo non solo la soppressione delle polveri con evidenti benefici per l’ambiente e la salute dei lavoratori, ma anche la riduzione del rischio di esplosioni, consentendo la declassificazione della zona Atex. L’acqua necessaria alla nebulizzazione viene preriscaldata grazie a pompe con speciali componenti interni, ingegnerizzati a Borgoricco per garantire operatività anche con temperature glaciali; poi viene veicolata all’interno di tubazioni opportunamente coibentate fino ad arrivare agli ugelli, che la spruzzano per evitare la formazione di ghiaccio.Analoghi sistemi per l’abbattimento delle polveri di metalli sono in fase di montaggio nello stabilimento ArcelorMittal Italia (ex ILVA) a Taranto, mentre un altro progetto è in fase di definizione a San Pietroburgo.“Siamo un’azienda media nel nostro Paese, ma molto piccola su scala mondiale – precisa, con soddisfazione, Bruno Ferrarese, Co-presidente di Idrobase Group – Eppure l’ingegno italiano, unito ad una professionalità riconosciuta ovunque, si confermano asset vincenti, soprattutto in questo momento, in cui la pandemia obbliga a valorizzare la qualità delle soluzioni in Italia come nel resto del Pianeta.”

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