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Posts Tagged ‘kyoto club’

Kyoto Club: “Un grande segnale di speranza da Presidente Ursula von der Leyen, ora i fatti. Subito”

Posted by fidest press agency su martedì, 22 settembre 2020

In occasione del discorso sullo Stato dell’Unione della Presidente della Commissione UE, Ursula von der Leyen, il Direttore di Kyoto Club, Sergio Andreis, ha dichiarato: “La proposta della Presidente von der Leyen di aumentare ad almeno il 55% gli obiettivi al 2030 per la riduzione delle emissioni di gas serra e di allocare almeno il 37% dei fondi di Next Generation EU agli obiettivi del Green Deal è una notizia molto positiva e un grande segnale di speranza. Non c’è però altro tempo da perdere: come hanno sottolineato più di 150 CEO di grandi aziende nella lettera inviata ieri, martedì 15 settembre, ai Rappresentanti delle istituzioni europee, il taglio del 55% delle emissioni è la conditio sine qua non per raggiungere gli obiettivi previsti dall’Accordo di Parigi – ossia contenere, entro il 2050, il riscaldamento globale entro 1,5/2 gradi centigradi – e per il successo del Green Deal. Ora i fatti, perchè gli effetti della crisi climatica non aspettano. Il banco di prova saranno gli interventi degli Stati membri finanziati con il Recovery e resilience plan e con il Piano finanziario pluriennale 2021-2027”.

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Kyoto Club: destinare il 30% del Recovery Fund a progetti legati al clima

Posted by fidest press agency su venerdì, 18 settembre 2020

L’Associazione, rappresentata dal Vicepresidente Francesco Ferrante, ha illustrato le azioni che secondo Kyoto Club dovrebbero essere intraprese per tenere fede agli impegni presi con l’Accordo di Parigi e per portare a compimento quel processo di transizione da un sistema basato sulle energie fossili a uno incentrato su un’economia verde, rinnovabili e circolare. Obiettivo: tagliare drasticamente le emissioni entro il 2030 per diventare poi “neutrali” a livello climatico entro il 2050. Come ci chiede l’Europa.
Energia. Tra le proposte principali Kyoto Club chiede una revisione della Piano Nazionale Italiano per l’Energia e il Clima (PNIEC) per un’Italia 100% rinnovabile, insieme alla realizzazione di un Piano straordinario per l’efficienza energetica e la digitalizzazione.
Mobilità. È necessario, secondo l’Associazione ecologista, puntare sul trasporto pubblico locale, elettrificare il parco degli autobus entro il 2030, ed in generale, rafforzare il comparto della mobilità elettrica.
Chimica verde e bioeconomia circolare. Serve implementare l’infrastruttura del rifiuto organico, su cui l’Italia ha un primato e serve un’iniziativa a tutela dei nostri suoli verso il consumo zero e per la difesa della fertilità. Anche in Italia, come anche in altre parti d’Europa nelle regioni industrializzate, la perdita in fertilità è ormai allarmante.
Infine, Kyoto Club ha esposto una serie di azioni virtuose che, a detta dell’Associazione, dovranno essere intraprese per la decarbonizzazione dell’economia, seguite da una lista nera di provvedimenti “negativi” che il governo e il parlamento devono evitare di adottare.
Tra i primi: destinare il 30% delle risorse di Next Generation EU a progetti legati al clima, e circa un terzo di questi al Sud Italia; prolungare l’Ecobonus; puntare sulla produzione dell’idrogeno verde e non blu; la trasformazione dei petrolchimici in bioraffinerie; il contrasto al dissesto idrogeologico.Tra gli esempi “negativi”: il decreto semplificazioni che non semplifica; la mancata attenzione al recepimento della Direttiva sulla plastica monouso; l’assenza di una Strategia di ristrutturazione dell’edilizia pubblica; benefici fiscali per ristrutturazioni materiali da fonti fossili o incentivi per auto fossili; investimenti per il potenziamento autostradale; la costruzione del Ponte o Tunnel sullo Stretto di Messina.

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Decreto Clima, Kyoto Club: intervento positivo, ma limitato nelle risorse e negli ambiti

Posted by fidest press agency su domenica, 13 ottobre 2019

Positiva l’introduzione del buono mobilità e degli incentivi per i negozi che venderanno prodotti senza imballaggi. Ma secondo il Direttore scientifico di Kyoto Club, Gianni Silvestrini, serve la graduale eliminazione dei sussidi fossili.“Da un Decreto Clima ci si aspetterebbero grandi risorse (ricordiamo i 100 miliardi previsti in Germania) e azioni articolate su di una molteplicità di fronti. Quello del Ministero dell’Ambiente invece è un intervento limitato sia nelle risorse disponibili che negli ambiti di intervento” – dichiara il Direttore scientifico di Kyoto Club, Gianni Silvestrini, in merito al Decreto Clima approvato dal Consiglio dei ministri all’unanimità giovedì 10 ottobre.Secondo il Direttore “va sottolineata positivamente l’attenzione ai cambiamenti agli stili di vita che saranno indispensabili in uno scenario di decarbonizzazione. Come il buono mobilità che, invece delle vecchie rottamazioni mirate all’acquisto di nuove auto, prevede un sostegno per il trasporto pubblico e per l’acquisto di biciclette o l’incentivo per i negozi che venderanno prodotti sfusi per ridurre gli imballaggi”.La battaglia contro l’emergenza climatica, conclude Silvestrini, “non potrà essere in-fatti vinta solo grazie alle tecnologie green, ma dovrà prevedere anche cambiamenti comportamentali e forti interventi delle istituzioni (come la graduale riduzione dei sussidi ai fossili, che però è stata scorporata dal Decreto Clima)”.

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Kyoto Club: serve riforma del Codice della Strada

Posted by fidest press agency su lunedì, 11 marzo 2019

Il gruppo di lavoro “Mobilità sostenibile” dell’associazione, in audizione presso la IX Commissione “Trasporti” della Camera dei Deputati, ha chiesto l’adozione del dispositivo ISA in grado di limitare automaticamente la velocità degli automobilisti.Con l’avanzare del progresso e dell’evoluzione tecnologica nel campo della mobilità e dei trasporti, è ora necessario adottare un nuovo Codice della Strada. È quanto chiede Kyoto Club.Vista la frammentazione del quadro normativo, dei progetti di legge presentati e la vastità dell’argomento, l’Associazione chiede l’adozione di una Legge Delega di riordino, che fissi i principi essenziali che poi dovranno essere tradotti in un “Regolamento” governativo.“È certamente necessaria l’adozione di un nuovo Codice della strada essendo intervenuti cambiamenti, evoluzioni tecnologiche ed innovazioni nel campo della mobilità, dei servizi e anche dei comportamenti dei cittadini/e – ha dichiarato Anna Donati, Coordinatrice del GdL “Mobilità sostenibile” di Kyoto Club – Serve un innovativo quadro di regole che punti sulla sicurezza stradale, la mobilità a piedi e in bicicletta, la sharing mobility e la mobilità elettrica, a sistemi di controllo tecnologici molto più efficaci delle regole a partire dal rispetto dei limiti di velocità sui veicoli. Su questi temi abbiamo presentato le nostre proposte in audizione ed ora ci aspettiamo che il Parlamento si orienti verso una revisione adeguata del CdS”.Tra le richieste di Kyoto Club una rigorosa classificazione delle strade in base al traffico e l’adizione delle categorie di “strada ad alta intensità ciclistica” ed “itinerario cicloturistico” per definire quei percorsi frequentati da un numero frequente di ciclisti.Nel nuovo Codice, si chiede inoltre il riconoscimento dei servizi di sharing mobility, la classificazione e l’introduzione dei veicoli elettrici, l’installazione di punti di ricarica per veicoli elettrici che accanto alle stazioni di ricarica convenzionali.Sotto il punto di vista della sicurezza stradale, Kyoto Club chiede l’abbassamento del limite di velocità nelle città da 50 a 30 km orari, e l’introduzione di un nuovo strumento tecnologico per il rispetto dei limiti da parte dei veicoli, l’ISA(Intelligent Speed Adaption) già testato con successo e in grado di limitare automaticamente la velocità quando il guidatore non rispetti il CDS.

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Legambiente e Kyoto Club su normativa dell’end of waste

Posted by fidest press agency su sabato, 5 gennaio 2019

«La semplificazione del riciclo dei rifiuti urbani e speciali, la normativa sul cosiddetto end of waste, deve essere reale ed efficace, al contrario di quanto si stava facendo con la legge di bilancio approvata definitivamente nei giorni scorsi con l’intervento maldestro del Parlamento. Bene ha fatto il ministro dell’Ambiente Sergio Costa a stralciare quell’articolo dalla manovra economica per farlo tornare dove era stato inizialmente previsto, cioè nel Decreto Semplificazioni. Il nostro augurio è che ora non si facciano ulteriori pasticci nel passaggio parlamentare complicando il testo governativo sulle materie prime seconde che va, invece, nella direzione giusta».È l’appello lanciato dal presidente di Legambiente Stefano Ciafani e dal Vicepresidente di Kyoto Club, Francesco Ferrante per tradurre finalmente in realtà la norma sull’end of waste sulle materie prime seconde, molte volte annunciata in questi mesi dal ministro dell’ambiente Sergio Costa.Da diversi anni l’Italia, infatti, non riesce a semplificare le operazioni di riciclaggio dei rifiuti come richiesto dall’Europa con le ultime direttive europee sul tema. La mancata emanazione di decreti sul fine vita dei rifiuti che dovrebbe rendere più semplici, solo per fare due esempi, il riciclo dei pannolini (l’unico impianto al mondo per trattare i pannolini e avviarli a recupero di materia è stato realizzato in provincia di Treviso ma è fermo perché manca la norma che dovrebbe emanare il ministero dell’Ambiente) o il granulato dei pneumatici fuori uso (manca da anni il decreto per riciclarli ad esempio nella produzione degli asfalti per le strade o nella realizzazione dei campi sportivi), sta creando un corto circuito che rischia di aumentare i flussi di rifiuti che vanno in discarica o negli inceneritori. Anche la chiusura del mercato cinese all’importazione dei rifiuti dall’estero, che spesso ha fatto emergere traffici illegali, ha di fatto ingolfato il mercato italiano e serve creare urgentemente il mercato interno dei prodotti riciclati che con i decreti “end of waste” sarebbe molto più rilevante nei numeri e nelle applicazioni.«Ci auguriamo che questa sia la volta buona per l’approvazione di una norma che faccia decollare definitivamente il riciclaggio dei rifiuti di provenienza domestica o produttiva come ci chiede il nuovo pacchetto di direttive europee sull’economia circolare, grazie alla semplificazione dell’iter autorizzativo – aggiungono Ciafani e Ferrante –. Non c’è più tempo da perdere se vogliamo evitare la realizzazione di altri termovalorizzatori come paventato dal vicepremier Matteo Salvini. Una sciagura per l’economia circolare italiana che dobbiamo evitare rendendo più economiche le politiche di prevenzione, più semplici le operazioni di riciclo, costruendo tanti nuovi impianti industriali per il recupero di materia, a partire da quelli per la frazione organica dei rifiuti nei moderni digestori anaerobici per la produzione di biometano, e favorendo veramente, come previsto dall’obbligatorietà per legge dei criteri ambientali minimi nelle gare pubbliche d’appalto, i prodotti realizzati con materiali da riciclo».

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