Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 34 n° 316

Posts Tagged ‘laboratorio’

Il futuro della medicina di laboratorio

Posted by fidest press agency su giovedì, 21 luglio 2022

Una grande conquista ottenuta dalla Medicina di Laboratorio è sicuramente la realizzazione di un test molecolare per valutare la risposta T cellulare nei pazienti che hanno avuto contatto con il virus del Sars-Cov-2. È un test rapido e di biologia molecolare che verrà offerto in questi giorni a chi lo vorrà eseguire e sarà molto importante anche per valutare le nuove vaccinazioni. Questo test porta la firma di Synlab Italia e Maurizio Ferrari, Chief Medical Officer Synlab Italia, lo ha anticipato alla Midsummer School di Tivoli. “Synlab Italia ha partecipato ad una ricerca con il Mount Sinai Hospital di New York e un gruppo di Singapore per la messa a punto di un test molecolare per valutare la risposta T cellulare nei pazienti che hanno avuto contatto con il virus del Sars-Cov-2. È un test rapido e di biologia molecolare che verrà offerto in questi giorni a chi lo vorrà eseguire e sarà molto importante anche per valutare le nuove vaccinazioni. Questo test permette non solo, come quelli classici, di misurare la quantità di anticorpi che la persona ha prodotto dopo la vaccinazione o dopo il contatto con il virus, ma fornisce anche informazioni sulla immunità cellulare, che è molto importante e che ha una memoria più lunga rispetto a quella anticorpale. Quindi sicuramente, questo test porterà un beneficio nella comprensione anche dell’evoluzione di questo tipo di pandemia”. “Tutto ciò ha portato a nuovi approcci diagnostici con definizione sempre più precisa delle patologie, ha permesso anche di avere marcatori prognostici e anche di guidare nuovi approcci terapeutici per arrivare ad una “terapia personalizzata”. “Il paziente vuole che venga fatta la diagnosi sempre più precisa, più rapida e che definisca in modo sempre più preciso di quale malattia è affetto. Siccome sappiano che l’eterogeneità delle malattie è estrema più avremo dati che ci permettono di chiarire la patologia da cui è affetta una persona, tanto più questa persona potrà fare anche terapie più mirate, terapie personalizzate, terapie che funzioneranno sempre più con una diminuzione degli effetti collaterali. Quindi una migliore vita per i pazienti”. “La medicina sarà sempre più integrata, ci saranno dati clinici, dati di laboratorio, ci saranno anche i dati dell’imaging che, valutati congiuntamente con sistemi computerizzati molto performanti, permetteranno di migliorare la diagnosi e quindi la salute delle persone. È chiaro che avremo bisogno di un’informatica sempre più efficiente e sempre più potente. Inoltre, aggiungo che anche il modo di ricevere i dati cambierà, li vedremo online e sui nostri telefonini. In conclusione si può affermare che la Medicina di Laboratorio avrà un futuro brillante e contribuirà a migliorare lo stato di salute dei pazienti”.

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Ustica: Riaperto un nuovo laboratorio di biologia marina

Posted by fidest press agency su lunedì, 16 Maggio 2022

Dopo circa dieci anni di assenza, la ricerca ritorna ad Ustica grazie all’apertura di un nuovo laboratorio di biologia marina ed alle convenzioni stipulate tra l’Area marina protetta Isola di Ustica e la Stazione Zoologica Anton Dohrn. “Con l’apertura di un nuovo laboratorio, più piccolo nelle dimensioni ma senza dubbio molto efficace e snello nella sua gestione – dichiara il direttore dell’Amp Davide Bruno – si consentirà nuovamente a tutti i ricercatori interessati a condurre attività scientifiche nelle acque di Ustica, uno dei pilastri fondativi della riserva che, al di là dei già consolidati rapporti con il Dipartimento di Scienze della Terra e del Mare (DiSTeM) di Palermo, sarà aperto a tutti gli enti di ricerca scientifica che ne faranno richiesta”. “Queste ricerche permetteranno di valutare l’importante ruolo dei pesci pulitori per il mantenimento del benessere delle comunità di ambienti marini Mediterranei, anche in relazione ai cambiamenti climatici in atto” – afferma Trevor Willis coordinatore del Fano Marine Centre Stazione Zoologica Anton Dohrn. Il gruppo della Stazione Zoologica Anton Dohrn, formato da Trevor Willis, Lisa Locatello, Fabio Badalamenti, Eleonora Negro e Oliviero Borgheresi, in collaborazione con l’Area Marina Protetta Isola di Ustica, condurrà nell’arco di quattro mesi, degli studi per approfondire il ruolo sociale ed ecologico dei pesci pulitori e le dinamiche di interazione con i loro pesci clienti nei fondali dell’isola di Ustica. Una parte dell’attività si svolgerà sul campo con censimenti visivi, utili a stimare la distribuzione e l’abbondanza delle specie in diverse aree costiere dell’isola di Ustica e osservazioni comportamentali per comprendere le interazioni tra le specie. Si condurranno anche analisi fisiologiche presso il laboratorio di appoggio dell’Area Marina Protetta per valutare i benefici dell’attività dei pesci pulitori sul benessere e sulle capacità riproduttive dei loro “pesci clienti”.

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L’evoluzione della medicina di laboratorio

Posted by fidest press agency su sabato, 19 febbraio 2022

“La Medicina di Laboratorio è una disciplina composita che si applica alla prevenzione, alla diagnosi, alla prognosi, al monitoraggio della terapia e che condiziona in modo sostanziale l’outcome del paziente se applicata al paziente giusto, al tempo giusto, con la metodica giusta”, spiega Sergio Bernardini, Professore di Biochimica clinica e Biochimica molecolare dell’Università Tor Vergata di Roma, nel corso della Winter School 2022 di Pollenzo, organizzata da Motore Sanità, in collaborazione con l’Università degli Studi di Scienze Gastronomiche, evento di alto profilo in ambito sanitario, promosso e divulgato da Mondosanità e da Dentro la Salute. “È un settore di grande efficienza ed efficacia: il 70% delle decisioni cliniche si basano sulle informazioni di laboratorio, a fronte di un’incidenza sul budget dell’azienda sanitaria del 2-4%”, continua Bernardini. “La Medicina di Laboratorio spesso è percepita come una serie di strumentazioni che producono dati, viceversa richiede alta specializzazione sia per i medici, sia per i biologi e i chimici e rappresenta, nei fatti, la semeiotica dei fluidi corporei e quindi una dimensione internistica. Con un utile netto di circa 1 euro a test. Nelle ultime decadi, la medicina di laboratorio ha vissuto cambiamenti sostanziali e lo scenario nel quale opera è in continua evoluzione con la caduta delle barriere tra le diverse discipline e l’avvento delle cosiddette Omiche, cioè di tecnologie di indagine che tornano a vedere il paziente in modo olistico trascendendo dalla singola via metabolica e dai singoli analiti, ma piuttosto ragionando su pattern e profili”, prosegue Bernardini. “Questa evoluzione è alla base della Medicina di Precisione o personalizzata, che si avvale dell’acronimo SMART (Speed, Metrics, Automation, Remote and Technologies). D’alta parte le analisi di laboratorio non sono effettuate solamente nei tradizionali laboratori clinici, ma sempre più in ambiti decentrati come avviene per analisi al letto del malato (near-patient testing), a domicilio (home testing), nelle farmacie, nelle ambulanze ed in contesti di urgenza-emergenza, grazie allo sviluppo di tecnologie efficienti per il point-of care testing (POCT) che permettono la rapida diagnosi di molte condizioni cliniche, incluse malattie infettive e genetiche”. Quanto ai prossimi obiettivi e le prossime sfide, il Professor Bernardini non ha dubbi: “La Medicina di Laboratorio accompagna già oggi in diverse realtà il “nuovo” paziente nato dalla trasformazione digitale che conduce in senso stretto alla tele-patologia, usando nuovi approcci per l’accesso on line e per risposte più informative, dirette e “virtuali”. Il percorso segnato dalla futura “casa come primo luogo di cura” deve vedere i professionisti della Medicina di Laboratorio attori principali nella costruzione del previsto modello condiviso per il potenziamento dell’assistenza domiciliare tramite la tele-assistenza, il tele-consulto, il tele-monitoraggio e la tele-refertazione. Non solo. La Medicina di Laboratorio ha la necessità che sia costruito, nell’ottica di una efficace programmazione sanitaria, un moderno percorso formativo per le varie figure professionali, dai tecnici di laboratorio ai biologi, chimici, medici fino agli informatici, sempre più indispensabili nella costruzione di un moderno modello di Medicina di Laboratorio”.

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Primo Levi. Il laboratorio della coscienza

Posted by fidest press agency su giovedì, 30 dicembre 2021

Novara giovedì 27 gennaio ore 18 Circolo dei lettori, via F.lli Rosselli 20 Un nuovo ritratto del grande scrittore e chimico presentazione del libro di e con Giovanni Tesio edito da interlinea letture a cura degli studenti del Liceo Classico Carlo Alberto nell’ambito delle celebrazioni del Giorno della Memoria. «Tutto Levi si può leggere in una sorta di doppio filo incrociato. Da un lato i libri in cui prevale nettamente una volontà di chiarezza e d’ordine, di moralità e di ragione; dall’altro la spinta uguale e contraria dell’enigma e delle tenebre, l’infezione cosmica dell’annientamento: tra ordine e caos» nota Giovanni Tesio, uno dei maggiori studiosi dell’autore di Se questo è un uomo, con un nuovo ritratto del grande scrittore e chimico, che ha scritto: «tu, uomo, sei stato capace di questo; la civiltà di cui ti vanti è una patina, una veste: viene un falso profeta, te la strappa di dosso, e tu nudo sei un mostro, il più crudele degli animali».

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Primo laboratorio di innovazione circolare e Green Pie Award

Posted by fidest press agency su sabato, 5 giugno 2021

Torino City Lab (TCL), piattaforma dell’innovazione della Città (www.torinocitylab.it), si arricchisce di un nuovo prestigioso partner, Green Pea, il primo Green Retail Park al mondo dedicato al tema del Rispetto, simbolo di futuro e sostenibilità.Dalla collaborazione tra le due realtà nascono il primo laboratorio di innovazione circolare e Green Pie Award, un premio su scala nazionale per progetti ad alto impatto per la città intelligente. Green Pea è lo scenario perfetto per i progetti e i partner green & circular di Torino City Lab, un luogo innovativo dove sarà possibile raccontare il nuovo volto della smart city circolare e digitale. Con TCL e Green Pea innovazione e sostenibilità saranno al servizio dei cittadini e, in entrambi si potranno testare le soluzioni del futuro e valutarne ricadute e accettabilità/impatto sociale/ambientale.Il nuovo laboratorio di innovazione circolare di Torino selezionerà e sperimenterà progetti nazionali e internazionali basati su natural based solutions (NBS) e tecnologie emergenti così come evidenziato dalle linee guida europee e nazionali in merito a transizione verde e digitale nonché agli obiettivi delle Nazioni Unite 2030 (SDG2030).Il Green Pie Award premierà i migliori progetti del nuovo laboratorio suddivisi in due categorie: Impresa, (classe speciale del premio Ecohitech Award) in collaborazione con i partner di TCL Lumi 4 Innovation e Torino Wireless; Ricerca, in collaborazione con ICxT (Centro Interdisciplinare dell’Università di Torino per le imprese e il territorio) e il dottorato di ricerca in “Innovation for the Circolar Economy” di Unito.TCL ha già selezionato 12 progetti per il programma Green Pie che, dal mese di giugno a fine settembre 2021, avranno a disposizione, per una settimana ciascuno, uno spazio vetrina all’interno di Green Pea (corner gestito dalla Città di Torino e Turismo Torino e Provincia). Di questi, 4 sono interni al Lab Sharing & Circular (il living lab finanziato nell’ambito del Programma AxTO con cui la Città di Torino ha voluto cogliere le potenzialità dell’economia circolare e collaborativa), 3 sono promossi da partner TCL e 5 fanno parte dei Progetti Europei.I progetti ammessi saranno caratterizzati da 3 principi: – Economia circolare e collaborativa. Sperimentazioni orientate al co-sviluppo, testing di nuovi sistemi, strumenti, servizi – anche abilitati a soluzioni e/o piattaforme tecnologiche – che rispondano alle sfide sociali e di qualità della vita e che siano in grado di favorire la valorizzazione degli scambi sociali, il riuso di beni e risorse strumentali e forme sostenibili di consumo e organizzazione dei servizi di prossimità su scala di quartiere. – Natura. Proposte che utilizzino le nature based solution (NBS) e la natura come strumento attuativo al fine di raggiungere benefici ambientali, sociali ed economici. – Inclusione sociale. Idee che nelle diverse fasi di progettazione, realizzazione e fruibilità finale coinvolgano gruppi differenti di portatori di interessi. A ottobre si svolgerà la premiazione della prima edizione di Green Pie Award.

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Con la pandemia il laboratorio gioca un ruolo fondamentale per la nostra sicurezza

Posted by fidest press agency su sabato, 2 gennaio 2021

Nell’era pandemica che stiamo vivendo i laboratori scientifici (laboratori di prova e medici in particolare), si sono rivelati un riferimento fondamentale per mettere in campo nuove soluzioni per individuare, diagnosticare e proporre soluzioni di contrasto al virus SARS-CoV-2 (Covid-19), tracciando dei punti di partenza per giungere ad un vaccino. Pensiamo alla quantità di sperimentazioni eseguite in centinaia di laboratori, agli studi in vitro e in vivo, alle analisi cliniche, tamponi in primis, che sono stati eseguiti finora: parliamo di milioni di processi chimici e biologici eseguiti su larga scala. Insomma, i requisiti per la competenza di un laboratorio, ormai è evidente, assumono sempre più una centralità nelle dinamiche scientifiche e analitiche: requisiti per la qualità e la competenza previsti da determinati standard internazionalmente riconosciuti, che prevedono una adeguata gestione delle dotazioni strumentali e delle condizioni ambientali come punto fondamentale per giungere a risultati affidabili e accettabili.Quando sentiamo parlare di standard per la gestione della qualità applicabili a questo ampio e delicato settore (per la gestione dei processi a partire dalla progettazione alla pianificazione, implementazione fino al controllo delle attività di un laboratorio) potremo pensare in primis alla norma ISO 9001, che prevede i requisiti di carattere prettamente gestionale e organizzativo.Esistono tuttavia altri standard, come la norma ISO 15189 per i laboratori medici, indirizzata specificatamente ai laboratori medici che prevede requisiti miranti a garantire la qualità e la competenza degli stessi, a garanzia dell’attendibilità dei risultati espressi nel referto.A differenza della citata ISO 9001, la ISO 15189 prevede dei requisiti tecnici specifici, uno dei quali che assume una significativa rilevanza è sicuramente quello connesso alla necessità di disporre di un ambiente idoneo, a garanzia di adeguate condizioni ambientali da rispettare per la corretta implementazione di tutti i processi pre-analitici, analitici e post-analitici governati dal laboratorio.Ecco perché avere una gestione dei processi (analitici in primis) riconosciuti – soprattutto nell’ottica di una crisi sanitaria come quella attuale – è imprescindibile. E questo vale per tutte quelle attività delicate che vengono svolte, specie in ambiente medico scientifico e dove spesso, in assenza di standard internazionali, possono verificarsi delle perturbabili differenze. Pensiamo ai risultati diversi rilevati da un tampone per Covid-19 eseguito sulla stessa persona o anche da analisi del sangue effettuati sullo stesso soggetto. È sempre la norma ISO 15189 che detta i requisiti per l’assicurazione della qualità dei risultati di esame.Non è un caso se in Italia l’ente unico di accreditamento Accredia ha sinora rilasciato solo 16 accreditamenti a laboratori medici in riferimento a questa norma, tra cui il laboratorio dell’Unità Operativa Complessa di Microbiologia e Virologia dell’Università di Padova, tra l’altro impegnato costantemente nell’emergenza della pandemia (primo laboratorio medico accreditato in Italia, risultato ottenuto grazie anche al supporto del CESQA – Centro Studi Qualità Ambiente dell’Università di Padova). Un numero troppo esiguo che dovrebbe far riflettere.A livello internazionale, dall’ultimo rapporto di ILAC – International Laboratory Accreditation Cooperation – emerge che nel mondo non si raggiungano i 10mila laboratori medici accreditati. Un numero modesto che di fatto può lasciar addito a fondati dubbi non solo la bontà dei processi, ma anche e soprattutto su una probabile inaffidabilità degli ambienti dove questi si svolgono. Oggi la pandemia è un segnale chiaro e forte che andrebbe compreso come un’opportunità per rinnovare e innovare attività importanti e strategiche: il laboratorio, in questo senso, gioca un ruolo fondamentale che inevitabilmente s’intreccia con le nostre vite. Eppure basterebbe solo un po’ di buon senso.

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All’Università di Parma laboratorio interdisciplinare sulla violenza di genere

Posted by fidest press agency su lunedì, 19 ottobre 2020

Il Comitato Unico di Garanzia (CUG) dell’Università di Parma, in collaborazione con il corso di laurea in Servizio Sociale, organizza per l’a.a. 2020-21 per studenti e studentesse dell’Ateneo un laboratorio interdisciplinare sulla violenza di genere, un fenomeno assai complesso che richiede, per essere correttamente affrontato, la sinergia di diverse competenze. Il laboratorio si terrà prevalentemente online su piattaforma Teams dal 6 novembre al 3 dicembre. La partecipazione è aperta alle studentesse e agli studenti dei corsi di laurea in Comunicazione e media contemporanei per le industrie creative, Giornalismo, cultura editoriale e comunicazione multimediale, Giurisprudenza, Infermieristica, Medicina e Chirurgia, Ostetricia, Psicologia dell’intervento clinico e sociale, Scienze e tecniche psicologiche, Scienze infermieristiche ed ostetriche, Servizio sociale.Possono iscriversi al laboratorio anche professionisti del territorio, ma la partecipazione alla simulazione di processo sarà consentita solo agli studenti e studentesse dell’Ateneo (gli esterni potranno quindi seguire solo gli appuntamenti online). Le iscrizioni scadono venerdì 30 ottobre.

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Il laboratorio in Cloud per supportare la didattica a distanza

Posted by fidest press agency su domenica, 8 marzo 2020

Fornire alle scuole italiane uno strumento in più per vincere la sfida della didattica a distanza. Dettata dalle misure di prevenzione e contrasto al diffondersi del Coronavirus, la chiusura forzata delle scuole ha trovato la pronta reazione di dirigenti e docenti. In Lombardia e Veneto non mancano gli istituti in cui i docenti stanno esplorando sistemi in grado di assicurare la continuità della didattica, seppur a distanza: dall’utilizzo delle potenzialità del registro elettronico per caricare materiale didattico alle lezioni tenute in videoconferenza. La decisione del governo di chiudere le scuole su tutto il territorio nazionale fino al 15 marzo rende ancora più urgente la necessità di potenziare, grazie a un utilizzo specifico e ponderato delle nuove tecnologie, forme di didattica a distanza.In questo scenario si inserisce l’iniziativa di Protom, azienda specializzata in sistemi di ingegneria avanzata e Digital Transformation, che ha deciso di concedere, fino alla fine dell’anno scolastico in corso, 21 esperienze laboratoriali di Scuolab, il laboratorio didattico n realtà virtuale, da questa settimana fruibili in cloud sulla piattaforma http://www.scuolabonline.com. Le 21 esperienze, sviluppate a partire dai programmi ministeriali di Fisica degli Istituti Superiori, consentiranno agli studenti di condurre attività sperimentali a casa, seguiti da remoto dai propri insegnanti.Riconosciuto come strumento di diattica innovativa,”, Scuolab è stato oggetto di un accordo tra Protom ed il MIUR, che lo ha distribuito in 100 scuole nell’ambito di “Protocolli in Rete” il programma ministeriale teso a valorizzare beni e servizi in grado di diffondere la didattica digitale tra studenti e docenti. Scuolab non sostituisce l’esperienza fisica nel laboratorio, ma rappresenta una intensa possibilità di esperienza che apre a nuovi schemi di apprendimento, alle abitudini nell’uso della tecnologia e al linguaggio dei nativi digitali.

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Un laboratorio hi-tech a dieci metri sotto il livello del mare del Golfo dei Poeti

Posted by fidest press agency su domenica, 8 marzo 2020

La Spezia. E’ dotato di telecamera digitale, sensori per il monitoraggio dei parametri ambientali (temperatura, salinità e velocità delle correnti) e speciali gabbie per lo studio della degradazione delle plastiche e l’assorbimento di sostanze inquinanti in ambiente marino. È l’identikit dell’innovativo osservatorio sottomarino installato dal Distretto Ligure delle Tecnologie Marine (DLTM), in collaborazione con l’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV), l’Agenzia Nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile (ENEA), il Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR), l’Istituto Idrografico della Marina Militare, il Comune di Lerici e la Cooperativa Mitilicoltori Associati, nell’ambito del progetto LabMare finanziato dalla Regione Liguria.Oltre al monitoraggio ambientale, finalizzato anche allo studio degli effetti del cambiamento climatico, l’infrastruttura potrà essere utilizzata da parte di enti di ricerca e imprese come un vero e proprio laboratorio di sperimentazione per testare tecnologie all’avanguardia e sensori subacquei innovativi. Il collegamento cablato dell’infrastruttura permetterà inoltre la fruizione in tempo reale delle immagini e dei dati geofisici e oceanografici acquisiti.Realizzato grazie alla condivisione di risorse umane, infrastrutture e attrezzature di tutti gli enti di ricerca coinvolti, il laboratorio è posizionato nella baia di Santa Teresa davanti all’omonimo Centro ENEA e fa parte dello stesso progetto scientifico dell’osservatorio sottomarino profondo installato lo scorso anno a circa 600 metri di profondità al largo dell’Area Marina Protetta delle Cinque Terre.

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E’ stato isolato presso il laboratorio di Virologia dell’INMI il nuovo coronavirus

Posted by fidest press agency su domenica, 2 febbraio 2020

Roma. I virologi dell’Istituto Nazionale Malattie Infettive “Lazzaro Spallanzani”, a meno di 48 ore dalla diagnosi di positività per i primi due pazienti in Italia, sono riusciti, primi in Europa, ad isolare il virus responsabile dell’infezione. Avere a disposizione in modo così tempestivo il virus è un passo fondamentale, che permetterà di perfezionare i metodi diagnostici esistenti ed allestirne di nuovi. La disponibilità nei laboratori del nuovo agente patogeno permetterà inoltre di studiare i meccanismi della malattia per lo sviluppo di cure e la messa a punto del vaccino. La sequenza parziale del virus isolato nei laboratori dello Spallanzani, denominato 2019-nCoV/Italy-INMI1, è stata già depositata nel database GenBank, ed a breve anche il virus sarà reso disponibile per la comunità scientifica internazionale. Maria Capobianchi, Direttore del laboratorio di Virologia dell’INMI, ha dichiarato: “Il risultato ottenuto oggi è il frutto del lavoro di squadra, della competenza e della passione dei virologi di questo Istituto, da anni in prima linea in tutte le emergenze sanitarie nel nostro Paese”. Giuseppe Ippolito, direttore scientifico dell’INMI, ha aggiunto: “L’isolamento del virus ci permetterà di migliorare la risposta all’emergenza coronavirus, di conoscere meglio i meccanismi dell’epidemia e di predisporre le misure più appropriate”. “Il risultato ottenuto dai nostri virologi – ha concluso Marta Branca, direttore generale dell’INMI – è una ulteriore testimonianza dell’eccellenza scientifica dello Spallanzani, istituto dove la ricerca non è mai fine a se stessa, ma ha come obiettivo ultimo e concreto il miglioramento delle cure per i pazienti”. “Con l’isolamento del virus da parte dell’équipe di virologi dello Spallanzani si conferma l’assoluta qualità delle strutture sanitarie della nostra regione” così Alessio D’Amato, assessore alla sanità della Regione Lazio. “La grande professionalità dei nostri medici, biologi e ricercatori – ha concluso Roberto Speranza, Ministro della Salute – ci fornisce ulteriori strumenti di contrasto per fronteggiare questa emergenza sanitaria, e conferma la qualità e l’efficienza del nostro Servizio Sanitario Nazionale su cui dobbiamo continuare ad investire”.

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LUPIS: «Ecco perché il coronavirus potrebbe essere stato creato in laboratorio»

Posted by fidest press agency su giovedì, 30 gennaio 2020

Ecco perché secondo Marco Lupis autore per Rubbettino del libro «I cannibali di Mao. La nuova Cina alla conquista del mondo» la nuova epidemia che sta terrorizzando il mondo è nata da un fatale errore umano.
LUPIS: «Una (brutta) storia che si ripete: così come quello che originò l’epidemia di Sars, anche il nuovo coronavirus che terrorizza il Mondo sarebbe sfuggito da un laboratorio cinese di “massima sicurezza”.
Nel pieno della terribile epidemia di Sars, mentre mi trovavo unico corrispondente italiano in Cina e a Hong Kong, agli inizi di aprile 2003 scrissi un articolo che fece il giro del mondo e venne tradotto e pubblicato dai maggiori quotidiani internazionali (leggi qui), dove si rivelò che il virus della “sindrome respiratoria acuta severa” venne creato forse per errore, forse volontariamente, da un microbiologo che dirigeva un laboratorio a Guangzhou città epicentro di quella disastrosa epidemia (come oggi è Wuhan per il nuovo coronavirus). Infettatosi forse involontariamente, quel medico divenne poi il riconosciuto “paziente zero” della Sars. Mel mio libro “I cannibali di Mao” ho dedicato molti capitoli all’esperienza terribile – per un reporter – di dover raccontare un’epidemia vivendoci in mezzo con tutta la propria famiglia, così come accadde a me, allora, a Hong Kong. Oggi una scoperta agghiacciante mi ha costretto a tornare indietro con la mente alla paura e all’angoscia di quei giorni: Il nuovo, sconosciuto e letale virus che sta terrorizzando il mondo sarebbe uscito per errore da un laboratorio di ricerca biotecnologica “ad alto contenimento” che ha sede proprio a Wuhan, la città cinese epicentro dell’epidemia. E l’autorevole rivista scientifica “Nature” avrebbe denunciato il rischio che ciò potesse accadere già tre anni fa, nel 2017».
Come mai la Cina, fino a ieri produttore di mercanzia a basso costo, oggi domina il mercato high-tech mondiale, si impone come attore globale, assume il controllo economico e finanziario di intere nazioni ed è in grado di “richiamare all’ordine” persino gli Stati Uniti d’America? In questo libro Marco Lupis ci spiega l’origine del nuovo potere globale cinese, quali sono le sue radici e dove ci sta portando. Lo fa cominciando da quell’alba umida e rovente del 1995 quando – giovane reporter poco più che trentenne – atterrava per la prima volta nella sua vita nel vecchio aeroporto Kai Tak di Hong Kong, lembo di terra in Cina, allora ancora saldamente colonia di Sua Maestà la Regina d’Inghilterra, e aveva inizio così quella che lui stesso ha definito: “Una vera storia d’amore, vissuta non con un’altra persona, ma con un continente, l’Asia, e con un popolo in particolare: i cinesi”. E in Cina, basato a Hong Kong, ci rimarrà – salvo brevi pause – fino a oggi, raccontandone ai lettori – da corrispondente delle maggiori testate italiane e della RAI – l’attualità più stringente, gli avvenimenti più imprevisti e curiosi, e quella diversità che la rende unica. Ricco di notizie e di avventure, di emozioni, testimonianze e anche ironia, questo libro è un ininterrotto reportage lungo venticinque anni e un irripetibile diario di viaggio, ma soprattutto è l’appassionante romanzo della storia umana di un giornalista, di un uomo, che ha attraversato le trasformazioni e gli sconvolgimenti degli ultimi decenni in Cina, e per questo è in grado, più di molti altri, di aiutarci a comprendere l’attualità e i pericoli rappresentati dalla Cina di oggi. http://www.rubbettinoeditore.it

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Inaugurato nuovo laboratorio scientifico

Posted by fidest press agency su martedì, 21 gennaio 2020

Roma. L’Istituto Amaldi è una scuola virtuosa che ha saputo affrontare con positività i cambiamenti sociali, tanto da essere definita come “il baluardo culturale della periferia romana“.Con questo laboratorio destinato ad aula di scienze, l’istituto aumenta ulteriormente la sua offerta didattica che si articola in scientifico-linguistico-classico, migliorando le attività laboratoriali offerte ai propri studenti.D’altra parte i numeri parlano chiaro. L’istituto ogni anno intercetta una pressante domanda di cultura che il territorio esprime, motivo per cui la priorità è da sempre quella di favorire una qualità didattica che funga anche da promozione socio-culturale.
Proprio per questo l’Amaldi ha sempre cercato di porsi come punto di riferimento nel territorio offrendo agli studenti realtà di alto spessore educativo e formativo. “Dopo il realizzo alla succursale dell’Amaldi – precisa Claudio Zianna di Labozeta Spa – abbiamo inaugurato un altro spazio scientifico in uno degli istituti più frequentati della capitale. Si tratta – conclude Zianna – di un valore aggiunto importantissimo, a garanzia di condizioni ideali nei processi laboratoriali di qualità che, siamo sicuri, potranno in futuro creare nuovi saperi e nuove opportunità”.

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Scuola: Insegnanti tecnico-pratici utilizzati come tecnici di laboratorio

Posted by fidest press agency su martedì, 20 agosto 2019

Il personale Ata della scuola continua ad essere trattato come una componente di lavoratori di serie B. Nei giorni scorsi abbiamo assistito alla conferma delle assunzioni limitate, che non coprono nemmeno il turn over, con appena 7.759 immissioni in ruolo autorizzate, a fronte di 30 mila posti in organico complessivi e che vi sia bisogno di 80 mila amministrativi e ausiliari per far funzionare la scuola dell’autonomia visto anche che per questa categoria non è stato mai adottato alcun potenziamento. Ora il Miur fa anche sapere che per le immissioni in ruolo degli assistenti tecnici non potranno essere realizzate nelle scuole in cui vi sono ITP, gli insegnanti tecnico-pratici, in posizione di soprannumerarietà. Marcello Pacifico (Anief): Siamo all’assurdo, perché si preclude l’immissione in ruolo di una professionalità specifica, quale è quella dell’assistente tecnico addetto ai laboratori degli istituti scolastici, con la presenza di un’altra categoria. Gli Insegnanti tecnico-pratici, infatti, hanno dei compiti relativi al campo della docenza e non a quello dell’assistenza tecnica dei laboratori in cui operano. A meno che non si voglia demansionare il loro ruolo: allora lo si dica, lo si scriva anche nel contratto e lo si proponga ai sindacati. Siccome questo non è avvenuto, la copertura dei posti vacanti dei tecnici con gli Itp appare del tutto illegittima. Anief è pronta a raccogliere le adesioni dei docenti tecnico-pratici utilizzati come tecnici e degli assistenti non immessi in ruolo su posti vacanti su determinate scuole per la presenza di Itp soprannumerari.Il Miur, con una fredda comunicazione, la Nota 36462, ha fornito le istruzioni per le immissioni in ruolo 2019: all’interno di tale documento, l’amministrazione scolastica ha specificato “che, in ottemperanza all’articolo 4, comma 81, della legge 12.11.2011, n. 183, è preclusa l’immissione in ruolo di assistenti tecnici negli istituti di scuola secondaria di secondo grado ove sono presenti insegnati tecnico-pratici soprannumerari”. Il riferimento è alla norma, palesemente illegittima, che prevede “allo scopo di evitare duplicazioni di competenza tra aree e profili professionali, negli istituti di scuola secondaria di secondo grado ove sono presenti insegnanti tecnico-pratici in esubero”, di accantonare “un pari numero di posti di assistente tecnico”. In definitiva, nelle scuole secondarie di secondo grado, ove sono presenti ITP soprannumerari, non è possibile procedere all’immissione in ruolo di assistenti tecnici, sintetizza la rivista specializzata Orizzonte Scuola.

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Un laboratorio con i giovani talenti delle scienze sociali

Posted by fidest press agency su sabato, 13 luglio 2019

Firenze. Nasce un laboratorio dove i migliori giovani talenti dell’area delle scienze sociali dell’ateneo fiorentino cercheranno di sviluppare soluzioni innovative per alcuni dei grandi problemi che affliggono la città. È l’idea che ha portato alla nascita, primo in Italia con queste caratteristiche, di FIRST Lab (FIRenze SmarT working Lab) che poggia le proprie fondamenta su un protocollo d’intesa triennale del valore complessivo di quattro milioni di euro, siglato da Fondazione CR Firenze, Università di Firenze, Fondazione per la ricerca e l’Innovazione (FRI), Hewlett Packard Enterprise, Computer Gross, TT Tecnosistemi, Var Group, Webkorner, Nana Bianca. La sede, inaugurata oggi, si sviluppa su 400 metri quadrati disposti su due piani al Campus delle Scienze Sociali dell’Università di Firenze, nel quartiere di San Donato.Alla cerimonia sono intervenuti il rettore dell’Ateneo fiorentino, Luigi Dei, il presidente della Fondazione CR Firenze, Umberto Tombari, il presidente e amministratore delegato di Hewlett Packard Enterprise Italia (HPE) Stefano Venturi.Controllo e risparmio energetico, e-government, e-health, infomobilità, sicurezza e sorveglianza intelligente, turismo intelligente sono alcuni dei campi su cui potranno applicarsi studi e tesi di laurea o dottorato e, magari, trasformarsi in un secondo momento in iniziative imprenditoriali da parte dei giovani che li hanno sviluppati. Gli studenti avranno a disposizione le piattaforme tecnologiche software e hardware delle imprese partner e dell’Università di Firenze e saranno seguiti da tutor aziendali e universitari attraverso specifici momenti formativi.Molto opportunamente questo laboratorio è collocato vicino all’università perché sono proprio gli studenti dei corsi in discipline economiche, giuridiche, informatiche e sociali i più attrezzati per attuare un progetto assolutamente originale tra i tanti che operano sulle Smart City. Una vera e propria fucina di innovazione rivolta ai giovani che provenendo da diverse discipline avranno non solo l’opportunità di lavorare, ma anche di essere assistiti costantemente da tutor, coach e mentor afferenti ai partner che hanno condiviso l’iniziativa, arricchendo così il loro bagaglio di competenze.Uno spazio, aperto alla città, di collaborazione tra giovani che si stanno formando e altri che hanno competenze sociali, tecnologiche e informatiche, focalizzato sui bisogni emergenti delle smart cities. I primi gruppi di lavoro – composti di circa 4-5 tra studenti, neo laureati e dottorandi iscritti all’ateneo fiorentino – sono già stati individuati grazie alla collaborazione dei docenti di varie aree e da settembre cominceranno a confrontarsi con alcune “emergenze” delle grandi città: ovvero il turismo intelligente, la mobilità e la semplificazione amministrativa (e-government).Tre temi che sono stati decisi dopo un confronto con le istituzioni del territorio (Comune, Città metropolitana) a conferma che il concept che ha fatto nascere il FIRST Lab è rispondere alle esigenze della cittadinanza. Il laboratorio è concepito per lavorare in cloud, grazie alla rete ad alta velocità, e con qualsiasi dispositivo, accedendo da remoto alle piattaforme informatiche delle aziende e delle istituzioni partner del progetto. Sarà perciò uno spazio di open innovation, moderno e versatile, in cui i veri hardware e software dovranno essere le idee.

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Laboratorio creativo per bambini

Posted by fidest press agency su mercoledì, 20 marzo 2019

Bologna Giovedì 21 Marzo 2019 alle ore 16,30 Galleria spazio Testoni via D’Azeglio 50 dalle ore 16,30 si svolgerà il primo laboratorio didattico creativo dedicato ai bambini ed aperto anche alle loro famiglie, in collaborazione con HISTORIA – Valorizzazione dei Beni Culturali, un gruppo di giovani laureati e laureandi in diverse discipline umanistiche e storici dell’arte.“Crea la tua cartolina in galleria”: ogni bambino, scegliendo l’opera che preferisce tra quelle presenti in esposizione per la mostra in corso “SOLO L’orMa”, potrà disegnarla sul fronte di un cartoncino appositamente ritagliato delle dimensioni standard di una cartolina postale (cm. 10,5×15). Le cartoline resteranno ai giovani artisti e così poi, se lo vorranno, potranno spedirle ai loro amici o alle persone care a cui desiderano dedicare il loro originale lavoro.
– Il laboratorio è aperto ai bambini dai 5 ai 10 anni ed alle loro famiglie per un numero massimo di 10 bambini;
– La durata del laboratorio sarà di circa 90 minuti;
– Il costo è di 6 (sei) Euro a bambino partecipante (Euro 5 ciascuno nel caso di due fratellini partecipanti), per la copertura del costo dei materiali messi a disposizione dagli operatori di HISTORIA che assisteranno i bambini durante il laboratorio;
– La presenza di almeno un adulto accompagnatore per ogni bambino è obbligatoria;
Prenotazione (obbligatoria) via e-mail: info@spaziotestoni.itIn caso di un elevato numero di richieste, si potrà replicare il laboratorio anche giovedì 28 marzo, sempre dalle ore 16,30

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Workshop culinario, degustazioni, laboratorio sensoriale e mercato della terra

Posted by fidest press agency su mercoledì, 5 settembre 2018

Borgo di Cautano (BN) Dal 7 al 9 settembre, workshop culinario, degustazioni, laboratorio sensoriale e mercato della terra. L’evento Taburno Experience propone a foodies, slow-trotters ed amanti del turismo esperienziale e offre l’occasione di conoscere e gustare la patata interrata di montagna, alimento anticamente vitale per la popolazione del Taburno ed ingrediente base di numerose ricette locali.Un percorso cibo-memoria con i produttori delle Comunità del Cibo Slow Food e le tipicità della produzione artigianale, che permetterà di coinvolgere i visitatori in un affascinante viaggio del gusto per valorizzare il tradizionale rito della patata interrata: dopo essere state raccolte con la prima luna calante di settembre, le patate si ripongono sotto strati di foglie di felce e terreno a copertura della fossa, lungo i cigli che consentono lo scorrimento dell’acqua nel sottosuolo.Un’antica tecnica di conservazione (vedi allegato), dunque, che consente alle patate di montagna di superare le rigide temperature invernali, maturando sotto terra ed arricchendosi di sali minerali e particolari proprietà nutritive, come risulta dalla ricerca condotta dal dipartimento di Scienza dell’Alimentazione dell’azienda ospedaliera “Rummo” di Benevento, sotto la guida del dott. Francesco Coppola, già oggetto di due tesi di laurea.Alla manifestazione, organizzata da Comune di Cautano e Slow Food Taburno – grazie alla Regione Campania, nell’ambito del POC 2014-2020, in collaborazione con le Comunità del Cibo (allevatori e produttori del Taburno e produttori della patata interrata) e con il patrocinio morale dell’Ente Parco Regionale del Taburno-Camposauro e del Consorzio Gal Taburno – parteciperanno anche i rappresentanti istituzionali di diversi Paesi, con Polonia, Slovenia, Cipro, Svezia e Ungheria che hanno già aderito.
Il programma è particolarmente ricco e prevede, tra i numerosi appuntamenti, convegno e workshop culinario a cura di Giuseppe Daddio (direttore e maestro chef scuola “Dolce&Salato” di Maddaloni) ed in collaborazione con Sabatino Cillo (“Cillo Grill & Barbecue House” di Airola, stilista delle carni ed ambasciatore dei prodotti tipici del Taburno), che interpreteranno in chiave moderna le ricette con la patata interrata (venerdì 7 settembre), laboratorio sensoriale (sabato 8), tour tra le eccellenze storiche, artistiche, gastronomiche, paesaggistiche e mercato della terra (domenica 9), con musica, stand enogastronomici e degustazioni ogni giorno.
In particolare, per il tour (vedi allegato) in programma domenica 9 settembre, è previsto anche un servizio navetta con partenza alle ore 8 dal parcheggio BRIN di Napoli e alle ore 8.30 dalla stazione ferroviaria di Caserta (ore 9.30 arrivo a Cautano).

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Cellule staminali nei ventricoli cerebrali: testata in laboratorio una nuova tecnica di terapia genica

Posted by fidest press agency su venerdì, 8 dicembre 2017

cervelloMilano. In molte malattie neurodegenerative le cellule del sistema immunitario che hanno il compito di difendere il sistema nervoso centrale – dette microglia – giocano un ruolo fondamentale. Uno studio in pubblicazione oggi su Science Advances dimostra per la prima volta, seppure in via sperimentale, l’efficacia di una tecnica di trapianto e terapia genica che si basa sul trapianto di cellule staminali del sangue direttamente nei ventricoli cerebrali per poter dare origine a una progenie cellulare simile alla microglia, capace di svolgere un’azione terapeutica in tempi rapidi. La ricerca è stata svolta presso l’Istituto San Raffaele Telethon per la Terapia Genica (SR-Tiget) dell’Ospedale San Raffaele e il Boston Children’s Hospital/Dana Farber Cancer Institute di Harvard, ed è stata coordinata da Alessandra Biffi, che supervisiona un’ unità di ricerca presso SR-Tiget ed è direttrice del Gene therapy program del Boston Children’s/Dana Farber Cancer Institute di Harvard. La tecnica, testata per ora in un modello sperimentale di malattia metabolica, potrebbe avere applicazioni terapeutiche anche per patologie neurodegenerative in cui la microglia svolge un ruolo fondamentale. Lo studio è stato supportato tra gli altri da un finanziamento della comunità europea del programma ERC, di cui la professoressa Biffi è titolare.L’idea alla base della ricerca nasce dall’interesse storico del gruppo di Alessandra Biffi per la lotta contro le malattie da accumulo lisosomiale (LSDs). Le cosiddette LSDs sono un insieme eterogeneo di malattie metaboliche ereditarie in cui, a causa di una mutazione genetica, le cellule non producono alcuni enzimi necessari al loro metabolismo. Nei pazienti affetti da queste malattie si manifestano danni a carico di diversi organi e tessuti, tra cui il sistema nervoso centrale, con conseguenze neurologiche importanti.Le prime terapie – che in molti casi sono ancora le uniche disponibili – prevedono la somministrazione dell’enzima mancante nel sangue dei pazienti. Si tratta però di approcci inefficaci nei casi in cui vi sia una manifestazione nervosa: a causa della barriera emato-encefalica l’enzima non riesce a raggiungere il cervello, dove la neurodegenerazione prosegue indisturbata. Per risolvere il problema alcuni anni fa Alessandra Biffi, lavorando con Luigi Naldini, direttore dell’SR-Tiget, si era rivolta alla terapia cellulare e genica. In uno studio clinico tuttora in corso all’SR-Tiget per il trattamento della leucodistrofia metacromatica (una LSD neurodegenerativa), le cellule staminali del sangue vengono prelevate dal midollo del paziente, corrette geneticamente per produrre di nuovo l’enzima e infuse nuovamente nel sangue. Essendo in grado di superare la barriera emato-encefalica, le staminali raggiungono il cervello, dove riescono a svolgere un’importante azione terapeutica.L’elemento temporale è però fondamentale. Le terapie geniche somministrate nel sangue sono efficaci solo se giocano d’anticipo: le cellule necessitano di tempo per raggiungere il cervello e attecchire. Ecco perché i pazienti che oggi possono essere trattati con la terapia genica sono solo quelli ancora asintomatici.La tecnica messa a punto in via sperimentale dal gruppo di Alessandra Biffi e presentata oggi sulle pagine di Science Advances potrebbe cambiare le cose. “Trapiantare le cellule nei ventricoli cerebrali accelera il processo di attecchimento e potrebbe diventare un’opzione terapeutica valida anche per chi mostra già i primi sintomi”, spiega Alessandra Biffi. Ma i risultati dello studio non si fermano qui. “I nostri dati dimostrano anche, per la prima volta, che le staminali del sangue trapiantate sono in grado di differenziarsi in cellule del tutto simili alla microglia e che rimangono in modo esclusivo nel sistema nervoso centrale.” Ciò significa che questo tipo di trapianto permette di generare in modo rapido una popolazione di cellule geneticamente corrette esclusivamente nel tessuto nervoso malato. Una tecnica che produce veri e propri avamposti terapeutici in grado di somministrare le sostanze necessarie a proteggere e rigenerare le cellule nervose, con applicazioni potenziali in molte malattie neurodegenerative.Questo studio è stato svolto presso i laboratori dell’Istituto San Raffaele Telethon per la Terapia Genica e del programma di terapia genica del Boston Children’s Hospital/Dana Farber Cancer Institute di Harvard ed è stato finanziato dalla Comunità Europea, dal Ministero della Salute italiano, dalla Fondazione Telethon e dal Boston Children’s Hospital.

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Il laboratorio dell’Ultima frontiera

Posted by fidest press agency su mercoledì, 19 luglio 2017

il laboratorio dell'ultima frontiera(Italian Edition) Kindle Edition “L’ultima frontiera” è alla terza edizione. Oggi appare come un “laboratorio”, ovvero una fucina di pensieri. I vari argomenti trattati sono stati desunti da una raccolta di saggi da me scritti sul pensiero contemporaneo. Essi vennero in parte pubblicati sulla stampa locale e, dall’altra, restarono inediti. A loro volta furono completati e arricchiti, nel corso della trattazione, da numerosi richiami ai periodi precedenti. Da allora a oggi, ci sono stati sensibili cambiamenti. Si è reso, quindi, necessario riesaminare il tutto per apportarvi le adeguate integrazioni e relative modifiche. La parte che è stata, più delle altre, sottoposta a “revisione” concerne la storia dell’evoluzione del pensiero scien¬tifico, le nuove fonti energetiche, gli iperspazi, la caduta del bipolarismo e l’esplosione dei conflitti regionali e la loro pericolosità in seguito alla proliferazione degli armamenti nucleari, chimici e batteriologici. E’ stato, inoltre, riservato un piccolo spazio al nostro passato remoto per capire come sono arrivati all’odierna forma di civiltà dopo un viaggio nello spazio durato milioni di anni.

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ICA lancia una nuova perla, unica in Europa: il laboratorio Lifelab

Posted by fidest press agency su venerdì, 16 giugno 2017

Lifelab-TechCivitanova. La tecnologia, la conoscenza e la ricerca a disposizione del cliente. ICA Group, azienda marchigiana leader a livello europeo nella produzione e commercializzazione di vernici a base d’acqua per legno, ha realizzato il nuovo laboratorio dal nome Lifelab, uno spazio innovativo, al momento unico in tutta Europa dedicato ai clienti, ai designer e ai progettisti.L’azienda della famiglia Paniccia, con circa 10mila clienti in tutto il mondo ha creato questo luogo altamente tecnologico, dove poter trovare ispirazione sul prodotto che si vuole realizzare e vederlo finito, effettuando insieme al personale ICA i test applicativi necessari per raggiungere i risultati desiderati. In questo modo, il cliente può toccare con mano la lavorazione e la resa del prodotto finale.Lifelab è la conferma di quanto la società civitanovese investa in ricerca e sviluppo, elementi che, unitamente alla formazione e all’aggiornamento, l’ha portata ai vertici mondiali e ad Lifelab-Tech1essere un punto di riferimento per la produzione di vernici per legno a base di acqua. Non è un caso che proprio pochi giorni fa, un proprio prodotto, chiamato Iridea Bio, ha vinto il prestigioso Interzum Award: Intelligent Material & Design 2017, nella categoria “High Product Quality”, premio internazionale riconosciuto per l’alta qualità di questa vernice a base acqua realizzata con materiali rinnovabili.Con il nuovo laboratorio, che comprende i più moderni impianti di verniciatura, sarà possibile valutare sia le performance dei prodotti che il risultato estetico. Lifelab è un concentrato di creatività e soluzioni per l’interior design, uno spazio dove il cliente può visionare colori ed effetti di tendenza e toccare con mano materiali e forme diverse. Fino ad oggi questo livello di coinvolgimento non era mai stato possibile e i risultati sono già tangibili. Presso la sede ICA di Civitanova Marche accorrono clienti da tutto il mondo e negli ultimi 6 mesi nel Lifelab sono state registrate le visite di 320 aziende, di cui 90 straniere, venute appositamente per usufruire dei servizi collegati al laboratorio o per partecipare a corsi di formazione sull’utilizzo dei prodotti di ultima generazione. (foto: Lifelab-Tech)

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Laboratorio pedagogia sperimentale

Posted by fidest press agency su giovedì, 13 aprile 2017

università roma treRoma 27 aprile Laboratorio di Pedagogia sperimentale Università degli Studi Roma Tre Via Manin 53. Si tratta della presentazione di un progetto di ricerca che prosegue quello sviluppato negli ultimi tre anni e denominato Nulla dies sine linea. Il nuovo progetto è indicato col titolo In intellectu et in sensu e comprende tre esperimenti:
il primo è una riproposta dell’esperimento Nulla dies sine linea centrata sull’incremento della capacità di scrivere, oltre che a fini descrittivi, per compiere inferenze e usare simboli. Sono interessati allievi sia della scuola elementare, sia della scuola media;
il secondo esperimento (Verba sequentur) intende promuovere la scrittura per comporre la capacità di comprendere con quella di fare;
infine, il terzo esperimento (In interiori puero) vuol essere l’inizio di un’esplorazione che nel tempo potrebbe condurre al rafforzamento dell’autonomia di bambini e ragazzi.
Il progetto prevede che gli allievi scrivano rigorosamente a mano, come già era avvenuto nel primo esperimento, con effetti decisamente positivi sia sulla capacità di produrre i segni, sia sulla qualità dei testi prodotti. Sono effetti che si è giunti a stabilire tramite l’analisi di un archivio di oltre 28.000 documenti.

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