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Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 279

Posts Tagged ‘laghi’

Dossier “Laghi di plastica”

Posted by fidest press agency su venerdì, 31 luglio 2020

In occasione della tappa nel Lazio della Goletta dei Laghi 2020, Legambiente presenta il Dossier “Laghi di plastica” con i dati delle microplastiche nei laghi, secondo i prelievi effettuati nei laghi di Bracciano, Fondi, Sabaudia e Scandarello. I risultati delle analisi sulle microplastiche nei quattro Laghi del Lazio campionati
Lago di Bracciano:Il grande lago vulcanico di Bracciano, è stato negli anni quello con il maggior numero di campagne di campionamento per analisi delle microplastiche nell’ambito di Goletta dei Laghi, e fa parte inoltre della rete del progetto LIFE Blue Lakes in Italia insieme agli altri laghi pilota Trasimeno e Garda. Nel 2019 nel lago di Bracciano sono stati prelevati 12 campioni in 10 aree del lago (2 punti con replica). La media rilevata è pari a 392.401 particelle per chilometro quadrato di superficie. Sul Lago nel 2019 è stato effettuato anche il campionamento in colonna d’acqua per stimare la presenza di microplastiche fino a 50 m di profondità: per Bracciano è stato rilevato un dato medio di 0,76 particelle per metro cubo di acqua filtrata. Già nel 2017 la media di particelle registrate è stata di 117.288 per chilometro quadrato, mentre 78.265 particelle nel 2018. Dati indicativi di come non possiamo ancora stabilire un aumento
Lago di Sabaudia: Nel lago di Sabaudia, lago costiero della cittadina sul litorale pontino e conosciuto anche come Lago di Paola, si affaccia l’intera città, tutta l’area turistico-balneare e le sue acque provengono dai Monti Lepini ed attraversano un territorio pieno di attività antropiche legate in particolar modo al settore agro-silvo-pastorale. Sul Lago di Sabaudia sono stati prelevati 4 campioni in 2 aree del lago (2 punti con replica). La media rilevata è pari a 83.437 particelle per chilometro quadrato di superficie.
Lago di Fondi: Il lago di Fondi si trova nel territorio dell’omonimo comune in provincia di Latina, con alcune parti nel comune di Monte San Biagio (LT). Sulle sue sponde insistono importanti attività agricole e l’acqua che l’alimenta proviene dalla catena dei Monti Lepini, attraversa la città di Fondi e i comuni nella piana circostante ed è convogliata nei canali di bonifica che portano al lago. Sono stati prelevati 2 campioni. La media rilevata è pari a 446.397 particelle per chilometro quadrato di superficie.
Lago Scandarello è un piccolo specchio d’acqua artificiale di montagna, creato nel 1924 per esigenze idroelettriche, e si trova ad Amatrice (RI); nel suo areale non ci sono attività antropiche d’impatto. Qui sono stati prelevati 2 campioni. La media rilevata è pari a 7.577 particelle per chilometro quadrato di superficie.
Ma se l’impatto delle microplastiche, e in generale dei rifiuti dispersi in mare, sugli organismi marini è alto e ben documentato, quello legato al trasferimento dei detriti plastici dallo stomaco dei pesci ad altri tessuti, e di conseguenza nell’essere umano, è ancora da chiarire. Come già dichiarato dalla Fao, non ci sono ad oggi evidenze scientifiche di effetti negativi legati al rischio di assunzione di specie ittiche che hanno ingerito plastica.
E’ importante, infine, che si estenda anche per laghi e fiumi, il ruolo di indicatori della qualità delle acque alle particelle di plastica (nell’ambito dei monitoraggi effettuati per la direttiva Quadro sulle Acque, 2000/60), così come già avviene per i mari grazie alla direttiva Marine Strategy del 2008. Una lacuna che deve essere necessariamente colmata, visto il crescente inquinamento da plastica e la contaminazione di tutti gli ecosistemi acquatici.

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Attenzione all’inquinamento di laghi e fiumi

Posted by fidest press agency su lunedì, 4 marzo 2019

Quando si parla di inquinamento delle acque in molti credono che ci si stia riferendo esclusivamente ai mari, ma la situazione dei laghi e dei fiumi è altrettanto grave e richiede l’applicazione di misure urgenti. A confermarlo – dichiara in una nota il presidente nazionale Confeuro, Andrea Michele Tiso – è il ritratto a tinto fosche fornito dalla Commissione Europea in merito all’applicazione della Direttiva Europea Acque (2000/60/CE). In italia, infatti, il 41% dei fiumi è ben al di sotto degli standard ambientali richiesti e il 16% non è stato nemmeno classificato.Una situazione di questo genere – continua Tiso –, tra l’altro aggravata dal rischio scomparsa di 40 specie ittiche, merita grande attenzione da parte delle istituzioni; invece, nel Bel Paese come in Europa, si prova a depotenziate in tutti i modi la Direttiva Quadro Acque.La verità è che il tema della tutela ambientale sconta numerose contraddizioni, e questo anche perché non si è ancora capito che il vero equilibrio tra gli interessi di mercato e la tutela delle risorse naturali è possibile solo attraverso il criterio della sostenibilità. Il progresso e lo sviluppo, infatti – conclude Tiso – non possono essere considerati tali se si esauriscono nel breve termine lasciando dietro di sé numerosi danni, ma solo se permettono una crescita che non comprometta, né il pianeta, né il futuro delle nuove generazioni.

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Goletta dei laghi a Bolsena

Posted by fidest press agency su mercoledì, 1 agosto 2018

Bolsena. Prosegue nel Lazio la Goletta dei laghi, la campagna di Legambiente realizzata in collaborazione con il CONOU – Consorzio nazionale per la gestione, raccolta e trattamento degli oli minerali usati – e Novamont, che da 13 anni attraversa l’Italia per monitorare la qualità delle acque, degli ecosistemi e dei territori lacustri. Il lavoro della Goletta dei Laghi si è concentrato su due fronti principali di indagine: quello delle microplastiche sulle spiagge e in acqua e quello dell’inquinamento microbiologico.A conclusione delle analisi dei campioni raccolti sul lago di Bolsena, oggi pomeriggio, presso la Libr’Osteria “Le Sorgenti” a Bolsena, sono stati presentati i risultati del monitoraggio microbiologico effettuato dai tecnici della Goletta dei Laghi sul bacino del viterbese.Su 6 punti campionati, quasi tutti risultano fuori dai limiti. La Foce del Torrente nei pressi del Parco giochi a Montefiascone è risultata fortemente inquinato, così come l’acqua del lago della spiaggia in fondo a Via Cava a Marta. Sono entrambi punti che risultano fuori dai limiti fin dal 2015. Anche i due punti campionati a San Lorenzo Nuovo – il Fosso Ponticello e il canale della località Prati Renari – risultano fortemente inquinati. Se il primo è così già dal 2015, il secondo punto di rilevamento vede invece un peggioramento – da inquinato a fortemente inquinato – rispetto all’anno scorso. Risulta infine solo inquinato il punto di Foce del Fosso Cannello (o Fosso Rigo) a Gradoli, con un miglioramento rispetto al 2016, in cui era risultato fortemente fuori dai limiti.I risultati sono stati presentati in occasione dell’incontro pubblico in sostegno del percorso verso il Contratto di Lago, iniziativa a cui hanno partecipato associazioni e amministrazioni del territorio. Presente anche Cristiana Avenali, responsabile ufficio di scopo per i Contratti di Fiume e Piccoli Comuni della Regione Lazio, ufficio nato per volontà del presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti per stimolare lo sviluppo sostenibile delle acque interne.
Il contratto di Lago, così come quello di fiume, nasce come strumento giuridico vincolante a cui possono aderire su base volontaria tanto le istituzioni locali quanto portatori di interesse, dalle associazioni e le cooperative alle Camere di commercio, per attuare una reale gestione integrata delle acque con l’obiettivo di tutelare e valorizzare le risorse idriche e gli eco-sistemi territoriali connessi.“I dati raccolti quest’anno sul lago di Bolsena confermano le criticità che raccontiamo da anni – dichiara Roberto Scacchi, presidente di Legambiente Lazio – per affrontarle e risolvere, è necessario depurare tutti i reflui inquinanti con un più efficacie sistema. Bisogna riqualificare l’impianto fognario circumlacuale del COBALB, concludendolo nella sponda occidentale dove è interrotto e facendo funzionare tutta la struttura ormai vetusta le cui pompe non riescono più a captare gli scarichi.” Intorno al lago di Bolsena si sviluppa infatti l’anello fognario circumlacuale del COBALB che dovrebbe intercettare tutti gli scarichi inquinanti prima che entrino nel Lago, attraverso pozzetti di sollevamento che, dati alla mano, sembrano evidentemente inefficaci.“Il percorso verso il Contratto di Lago a Bolsena va nella giusta direzione, perché questo strumento ha come obiettivo principale la tutela della biodiversità, e per salvaguardarla il primo e importante intervento deve poter essere il risanamento del sistema depurativo – conclude Scacchi –. Per questo diamo il nostro pieno sostegno a percorsi che portino alla realizzazione del Contratto di Lago di Bolsena, il maggior lago del Lazio, unico peraltro a non essere preservato con le tutele di un ente parco regionale, dove il contratto di lago può essere risolutivo in termini di ecosostenibilità e restituendo a gli attori del territorio stesso, tutto il protagonismo nelle scelte future”. “Costruire un contratto di Lago nel più grande dei laghi del Lazio, è un obbiettivo ambizioso quanto importante – commenta Cristiana Avenali responsabile dell’ufficio di scopo su contratti di fiume e piccoli comuni della Regione Lazio – la Regione darà il suo pieno sostegno ad associazioni e comuni che intraprenderanno questo percorso. Il contratto deve avere come funzioni principali quelle di difendere la biodiversità e contrastare i rischi idrogeologici: nel Lago di Bolsena, dove paesaggio, natura e piccoli comuni, costruiscono insieme un ambiente straordinario, attraverso questo strumento si possono affrontare eventuali criticità, per poterne rilanciare la bellezza naturale e un nuovo sviluppo socio-economico e territoriale”.

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Inquinamento da alga rossa nei laghi italiani

Posted by fidest press agency su mercoledì, 23 settembre 2009

“La maggior parte delle risorse idriche italiane è oggetto di un uso smodato, le cui conseguenze sono un avanzato stato di degrado, frutto di continui prelievi, sprechi e contaminazioni”. Cosi l’On. Scilipoti dell’Italia dei Valori sui preoccupanti casi di inquinamento da alga rossa nei laghi italiani. “L’effetto più facilmente riscontrabile – continua il Deputato – è l’aumento dell’eutrofizzazione, cioè della produzione di fioriture algali che, non solo colorano le acque in modo apprezzabile ad occhio nudo, ma spesso, rilasciano tossine che possono avere effetti neurologici, epatici e cancerogeni sull’uomo. La pericolosità, inoltre, sta nella contaminazione della fauna ittica e persino delle falde circostanti, da cui viene prelevata l’acqua per uso potabile. In Italia, casi di contaminazione sono già stati rilevati nei laghi di Spino in Lombardia, di Fiastrone e Gerosa nelle Marche, di Vico, Albano, Nemi e San Puoto nel Lazio, di Averno in Campania, di Occhito in Puglia, di Prizzi, Pozzillo e Nicoletti in Sicilia e nei loro bacini idrici, per lo più ad opera della specie Planktothrix Rubescens, la cosiddetta alga rossa. Nonostante varie leggi europee e nazionali impongano da anni la sorveglianza di questi fenomeni, gli organi di controllo territoriali sono troppo spesso indifferenti o comunque privi di mezzi, uomini e know-how in materia. Di fronte a gravi fenomeni – conclude Scilipoti – come il riscaldamento globale, l’aumento della popolazione ed altri fattori che andranno a ridurre sempre più il patrimonio idrico del nostro paese, è necessario perseguire a livello governativo, con la massima decisione, il risanamento e la tutela di queste risorse.

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