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Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 301

Posts Tagged ‘laici’

Comunità cristiane a confronto

Posted by fidest press agency su lunedì, 25 ottobre 2010

In rappresentanza di oltre 60.000 abitanti, si sono incontrati a Caselle-To i parroci don Carlo Castagneri di Volpiano, don Sergio Fedrigo di  Troffarello, don Antonio Appendino  di Mappano, don Claudio Giai Gischia  di Caselle, don Osvaldo Maddaleno di Borgaro  e don Giuseppe Torre di Genova insieme ad una sessantina di laici. Don Gino Moro del Movimento Mondo Migliore con la collaborazione di sr Antonella Apolloni  hanno coordinato e animato l’incontro.  Raccontarsi – nelle luci e nelle ombre – per valutare insieme, sulla scia delle Scritture, i propri cammini di Chiesa, è stato veramente utile per tutti.
L’azione pastorale in cui sono impegnate queste comunità si ispira al progetto Nuova Immagine di Parrocchia, animato e diffuso del Movimento Mondo Migliore, in recezione dell’ispirazione e  della visione conciliare. Essa  proprio per alcuni suoi specifici caratteri, ottiene, certamente, alcuni frutti e risultati, ma insieme con questo “centuplo”, non mancano alcune tipiche persecuzioni.
Si sono richiamati sei  caratterizzazioni dell’azione pastorale e ne abbiamo evidenziato la complessità:
1) In ragione del carattere progettuale dell’azione pastorale.
2) In ragione del carattere kerigmatico dell’azione pastorale, ci in/s-contriamo con la complessità di chi vuole non solo trasmettere principi e valori, ma favorire eventi rivelatori, esperienze significative di irruzione del dono di Dio nel cuore di noi stessi, alla radice della nostra libertà.
3) In ragione del carattere comunitario dell’azione pastorale, con la complessità di chi vuole non tanto promuovere attività – in modo pragamatico –  ma mettere in inter-relazione le persone, favorire la crescita dei rapporti, le forme e la qualità della comunicazione.
4) In ragione del carattere dinamico  dell’azione pastorale, con la complessità di chi, abbandonata la visione ripetitiva, nella luce dell’esodo, intende promuovere itinerari, cammini, progressioni e avanzamenti.
5) In ragione del carattere ministeriale  dell’azione pastorale, con la complessità di chi, abbandonata la visione minimalista dei laici quali esecutori dipendenti, vuole onorare la loro dignità profetica sacerdotale e regale.
6) In ragione del carattere profetico  dell’azione pastorale, con la complessità di chi, reagendo con lucidità ad ogni forma di ecclesiocentrismo (autoreferenzialità della pastorale) intende aprire tutti e la comunità come tale alle trame della salvezza nel territorio, nell’ambiente, decifrando i segni della presenza del Risorto nella società attuale. (Raffaele Iaria in sintesi)

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Uomini italiani di oggi e di Chiesa

Posted by fidest press agency su lunedì, 2 agosto 2010

Lettera al direttore. La differenza tra gli uomini italiani di oggi, di cui parla la filosofa Michela Marzano nel suo recente libro “Sii bella e taci”, e San Paolo, è che i primi pretendono dalle donne appunto la bellezza ed il silenzio, mentre il secondo, un paio di millenni fa, si limitava a pretenderne solo il silenzio. L’ebreo di Tarso tentava anche di giustificare il suo modo di considerare le donne: “La donna impari in silenzio, con perfetta sottomissione. Non permetto alla donna d’insegnare, né di dominare sull’uomo, ma che stia in silenzio. Per primo infatti è stato formato Adamo e quindi Eva. Inoltre, non fu Adamo ad essere sedotto; la donna, invece, fu sedotta e cadde nel peccato” (1Tm 2,11 13). Una falsa giustificazione, giacché la stessa sua assurda discriminazione aveva indotto l’autore biblico a narrare in quella determinata maniera il fatto fondamentale della rottura con Dio. La differenza, invece,  tra gli uomini della Chiesa di oggi e San Paolo è irrilevante. Essi, come l’Apostolo delle genti, non pretendono dalle donne la bellezza, ed anche se permettono loro di parlare, le mettono a tacere riguardo a qualsiasi importante decisione. Innanzi tutto vietano loro il sacerdozio;  e questo implica che siano gli uomini a stabilire l’interpretazione delle Scritture; soltanto gli uomini a scrivere il Catechismo, soltanto gli uomini a dare indicazioni ai fedeli su qualsiasi problema d’ordine etico, anche se riguardante esclusivamente le donne. (Renato Pierri)

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I laici: nuovi germogli, stessa linfa

Posted by fidest press agency su lunedì, 28 giugno 2010

Roma dal 5 al 14 luglio 2010, a Roma, in via degli Aldobrandeschi 190 l’Istituto Superiore di Scienze Religiose dell’Ateneo Pontificio Regina Apostolorum ha organizzato il corso “Nuovi germogli, stessa linfa”, Laici e persone consacrate. Si possono considerare due “polmoni” ugualmente importanti per il respiro della Chiesa. Le religiose, con la loro sensibilità, possono dare un grande contributo alla trasmissione della propria spiritualità ai laici.  I laici possono essere davvero “nuovi germogli”, con la stessa linfa delle persone consacrate. Hanno bisogno di riconoscere la loro vocazione alla santità e all’apostolato. Uno dei compiti delle persone consacrate è quello d’aiutare i laici a vivere da cristiani coerenti. Il corso, riservato alle religiose, ha l’obiettivo di recuperare il gusto per l’evangelizzazione e rinvigorire la fiducia nell’azione di Dio, imparando a coinvolgere i laici, affinché a loro volta trasmettano la buona novella del Signore. La donna consacrata può e deve potenziare la sua maternità spirituale, specialmente nei momenti in cui incontra le debolezze altrui. La vera madre è quella che accompagna e ama il figlio sempre, nonostante i suoi limiti. Tra gli argomenti del corso: i laici in missione, la trasmissione della propria spiritualità ai laici, la risposta della vita consacrata alle sofferenze del mondo, la psicologia dell’uomo nell’era digitale.

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ll Papa ai cristiani: “Impegno sociale”

Posted by fidest press agency su lunedì, 7 settembre 2009

Con Paolo VI il magistero sociale della Chiesa transitò dalla elaborazione teorica alla formulazione pratica. Cominciò a elaborarsi il concetto di un “cristianesimo sociale” attento, molto attento alle problematiche umane dell’uomo. Intellettuali laici compresero che anche le elaborazioni ideologiche non confessionali, dovevano fare i conti con la nuova e moderna visione prospettata dalle parole e dalle azioni di Paolo VI. Il termine “laico”, che aveva sempre più assunto forme anticlericani, si spostò sull’asse non-confessionale, ma intrinsecamente umanistico. Voci vecchie e antistoriche coniarono per Paolo VI il soprannome di ‘Papa comunista’, perché aveva voluto andare oltre l’interpretazione di un Vangelo consolatorio e aveva voluto calare nell’attualità il Verbo della universalità e della uguaglianza di tutti gli uomini non solo davanti a Dio, (sarebbe stato un discorso limitato al mondo dei credenti), ma identificando tale uguaglianza nell’intima natura dell’uomo, senza distinzioni di razza, cultura, qualità della vita, sviluppo tecnologico o religione: un discorso cattolico e, quindi, universale. Ma quelli furono i tempi di Giovanni Battista Enrico Antonio Maria Montini e Jacques Maritain; i tempi attuali sono quelli di Joseph Alois Ratzinger e Marcello Pera; cos’altro potremmo attenderci se non l’attuale stato confusionale? (Rosario Amico Roxas)

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