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Presentazione di Rothko in Lampedusa

Posted by fidest press agency su lunedì, 29 aprile 2019

Roma 3 maggio ore 11 Associazione Stampa Estera, Via dell’Umiltà 83/C presentazione di Rothko in Lampedusa, il progetto organizzato dall’UNHCR, Agenzia ONU per i Rifugiati, curato da Luca Berta e Francesca Giubilei e sponsorizzato dal Gruppo UniCredit, che racconta l’importanza dell’arte come strumento che permette ai rifugiati di esprimere il loro talento e contribuire alle comunità che li ospitano.
Sono tanti gli appuntamenti in programma a Venezia dall’11 maggio fino al 24 novembre 2019, a partire dalla mostra a Palazzo Querini, della Fondazione Ugo e Olga Levi, che mette in dialogo le opere di otto artisti contemporanei – primo fra tutti Ai Weiwei, presente con la riproduzione di un’opera di Rothko realizzata con blocchetti di LEGO, poi Adel Abdessemed, Christian Boltanski, Dinh Q. Lê, Nalini Malani, Abu Bakarr Mansaray, Richard Mosse e Artur Żmijewski – che hanno vissuto l’esperienza dell’esilio o affrontato il tema della fuga nella loro ricerca artistica, con quelle di cinque artisti emergenti – Majid Adin, Rasha Deeb, Mohamed Keita, Bnar Sardar Sidiq e Hassan Yare – che vivono in campi o in condizioni di rifugiati.Poi, la residenza artistica di un mese per gli stessi cinque giovani artisti, organizzata in collaborazione con il progetto Waterlines e con il supporto della rete locale di Refugees Welcome Italia; la performance-installazione Dress For Our Time realizzata in collaborazione con il London College of Fashion della University of the Arts di Londra, con la modella Bianca Balti il 9 maggio; la presentazione del documentario Torn con L’Ambasciatore di Buona Volontà UNHCR Alessandro Gassmann in occasione di Art Night Venezia il 22 giugno; il workshop formativo AtWork organizzato dalla Moleskine Foundation per 25 rifugiati e richiedenti asilo; e il talk con la Prof.ssa Helen Storey, ideatrice del progetto Dress For Our Time, il 22 novembre.
Interverranno: Carlotta Sami, portavoce UNHCR per il Sud europa, Barbara Modugno, Head of Group Cultural Sponsorships, Donations & GIAS Business Management di UniCredit, i curatori Luca Berta e Francesca Giubilei, Fabiana Musicco, Presidente di Refugees Welcome Italia, e Rasha Deeb. Faranno un breve intervento anche i rappresentanti di Waterlines, Fondazione Ugo e Olga Levi, Fondazione Moleskine e London College of Fashion della University of the Arts di Londra.

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Lampedusa: Un omaggio ai migranti morti in mare

Posted by fidest press agency su giovedì, 31 maggio 2018

Un pellegrinaggio insieme alla Comunità di Sant’Egidio per pregare per le vittime delle migrazioni nel Mediterraneo e ringraziare la popolazione di Lampedusa per l’accoglienza offerta in tanti anni alle persone in fuga da guerre e povertà. Ma anche un appello a Europa e Africa perché collaborino per evitare in futuro nuove tragedie del pare. La Conferenza episcopale e una delegazione del governo del Burkina Faso si sono recati in visita all’isola di Lampedusa, che fu la prima tappa delle visite pastorali di Papa Francesco in Italia nel settembre 2013, meta d’approdo di centinaia di migliaia di migranti.
I vescovi hanno preso parte, inoltre, ad una cerimonia sulla costa dove sorge la “Porta d’Europa”. Questa mattina hanno invece reso omaggio alle migliaia di vittime morte in mare con la sosta al cimitero e al Molo della Madonnina da dove partono regolarmente i soccorsi ai tanti barconi alla deriva. Al termine della cerimonia, ricordando il gesto di Papa Francesco, è stata lanciata una corona di fiori in mare a bordo di una motovedetta del Corpo della Capitaneria.
A guidare la delegazione dei vescovi, insieme al cardinale Philippe Ouedraogo, arcivescovo di Ouagadougou, è stato il presidente della Conferenza episcopale, monsignor Paul Y. Ouedraogo, arcivescovo di Bobo-Dioulasso: “Questo viaggio è stato per noi un vero pellegrinaggio; si tratta di un luogo che è stato raggiunto da coloro che sono riusciti a sfuggire alla morte nel deserto, alla morte nel Mediterraneo e da coloro che poi proprio lì non ce l’hanno fatta”. E ha parlato di una responsabilità comune, di Europa e Africa, di fronte a questa tragedia: “Dai due lati del mare ci si è troppo abituati alle morti in mare. L’Europa dei responsabili pensa a difendersi dai rifugiati, l’Africa dei responsabili chiude gli occhi e gira la testa dall’altra parte…Ringraziamo la Comunità di Sant’Egidio e le Chiese protestanti italiane per avere creato i Corridoi Umanitari che sono una strada di speranza per l’avvenire”.
Gli ha fatto eco il segretario di Stato Alfred Gouba, a nome del governo burkinabè, che oltre a ricordare le drammatiche statistiche dei morti in mare, da una parte ha chiesto ai Paesi di accoglienza “una maggiore protezione” e “condizioni più degne “ per i migranti, dall’altra, “consapevole della nostra responsabilità di africani verso coloro che partono”, ha chiesto “una nuova forma di partenariato” tra i due continenti “perché cessino queste tragedie”.

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La giornata di Lampedusa

Posted by fidest press agency su mercoledì, 29 marzo 2017

St. John SingersLampedusa l’8 aprile 2017 nell’isola più a Sud dell’Italia, ponte tra continenti, teatro ormai da anni di speranza ma anche di disperazione si esibirà il coro St. John Singers di Manziana, tra i vincitori di un bando dell’U.N.A.R. – Ufficio Nazionale Antidiscriminazioni Razziali del Dipartimento per le Pari Opportunità della Presidenza del Consiglio dei Ministri. Porterà, in una sorta di ritorno all’origine, la musica spiritual e gospel. Secoli di migrazioni, forzate o meno, non hanno frantumato il muro della diffidenza tra culture. I St. John Singers, che della battaglia antirazziale hanno fatto da oltre 25 anni la propria bandiera, proseguono in questo modo l’impegno per ribadire lo straordinario valore dell’intercultura. Il progetto, in primo luogo, intende raccogliere dalla viva voce dei migranti il racconto del proprio vissuto personale, realizzando con loro un laboratorio di scrittura. Coordinato dal dottor Daniele Natili, l’esperimento culturale impegnerà tre cittadini approdati sull’isola dopo una drammatica traversata. Un racconto che si farà testimonianza diretta in occasione dell’incontro-dibattito moderato dal dottor Daniele Natili, dove, oltre alla partecipazione del sindaco di Lampedusa Giusi Nicolini, si avrà, fra gli altri, anche la presenza di alcuni rappresentanti di organizzazioni culturali e sociali dell’isola. All’incontro interverranno anche il medico Pietro Bartolo, tra i protagonisti del docufilm Fuocoammare (Orso D’Oro a Berlino 2016 e candidato nel 2017 come miglior documentario a Premio Oscar, e il comandante della Guardia Costiera, dottor Paolo Monaco. La Giornata di Lampedusa si concluderà con i St. John Singers che, in un concerto-condivisione, propongono ancora una volta un repertorio che nasce dall’anima e che denuncia il razzismo, abbatte conflitti, crea speranza. “L’obiettivo – spiega il presidente del dell’Associazione Il Cantiere dell’Arte di cui fa parte il coro Adriana Rasi – è dare segnali di accoglienza a chi ha scelto la via dell’Europa. Come gli africani che vennero imbarcati a Goreé sono oggi parte integrante delle Americhe, anche quanti giungono oggi a Lampedusa possono guardare, pur tra mille difficoltà, a un futuro di integrazione. Il linguaggio universale della musica, i testi gospel frutto dell’esperienza degli afroamericani – commenta ancora Rasi – sapranno fare il resto, creando una occasione di vero interscambio culturale”. Nel 2010, nell’incidere un nuovo disco, i St. John Singers guardarono già alla piccola isola del Mediterraneo. Nel brano “Da Gorée a Lampedusa” si cantava “Nulla è cambiato dal passato. Da Gorée a Lampedusa siamo sempre considerata gente esclusa”. Con la Giornata di Lampedusa si vuole ora contribuire a ribaltare il senso di discriminazione, facendo leva sul valore dell’integrazione tra i popoli. Ancora una volta i St. John Singers si lanciano nella sfida di un progetto ambizioso. “E’ importante – dice ancora il presidente Rasi – ringraziare l’U.N.A.R. e il sindaco Giusi Nicolini, per l’opportunità che ci danno consentendoci di portare la nostra musica di speranza ed emancipazione a Lampedusa, oggi al centro dell’attenzione internazionale”. Nell’isola, con la direzione di Alessandra Paffi, accompagnati dal pianista Alessandro Aloisi, dal batterista Andrea Colasante e dal bassista Ivano Sebastianelli, e la partecipazione della nota vocalist Joy Garrison americana di New York e figlia d’arte – inizia a cantare sotto la guida di suo padre Jimmy per anni contrabbassista del storico quartetto di John Coltrane – i St. John Singers, sapranno intonare ancora una volta con slancio e passione “We shall overcome”, canto di riscatto, divenuto universale, che si confermerà come un inno contro ogni discriminazione. (foto: St. John Singers)

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Inaugurato a Lampedusa l’impianto fotovoltaico da 40 kW

Posted by fidest press agency su giovedì, 15 dicembre 2016

rinnovabiligreenpeaceLampedusa E’ stato finanziato con il contributo di quasi mille persone che hanno partecipato al crowdfunding “Accendiamo il sole”, promosso da Greenpeace. Gli oltre 160 pannelli, installati sul tetto di un edificio comunale, hanno dunque iniziato a produrre energia pulita che negli anni garantirà all’isola un risparmio complessivo di quasi 200 mila euro, evitando inoltre l’emissione in atmosfera di oltre 300 tonnellate di CO2.«È paradossale che in luoghi famosi per il sole, il mare e la bellezza come Lampedusa l’energia venga prodotta quasi completamente dal petrolio», dichiara Andrea Purgatori, Presidente di Greenpeace Italia. «Noi vogliamo invertire questo trend e per questo auspichiamo che l’inaugurazione di oggi sia solo un primo concreto passo verso un futuro al 100 per cento rinnovabile per le isole italiane».Oltre a Greenpeace hanno preso parte alla cerimonia anche il sindaco Giusi Nicolini, diversi rappresentanti del Comune di Lampedusa e una delegazione di Casa di Love, fondazione taiwanese che ha finanziato i costi relativi all’installazione dell’impianto.
«Siamo grati a tutte le persone che hanno permesso di sbloccare il paradosso di un impianto completamente autorizzato, ma fermo a causa di lungaggini burocratiche», dichiara Giuseppe Onufrio, Direttore Esecutivo di Greenpeace Italia. «I cittadini, al pari di Comuni e piccole e medie imprese, devono essere incentivati ad autoprodurre l’energia che consumano, e non ostacolati come avviene in Italia. Chiediamo che questa situazione cambi presto sia a livello comunitario, con la nuova direttiva sulle energie rinnovabili, sia a livello nazionale. Vedremo se il governo Gentiloni cambierà la linea anti rinnovabili seguita dal governo Renzi, che per tre anni ha quasi bloccato un settore così importante per il futuro energetico del Paese», conclude Onufrio. (foto: rinnovabili, greenpeace)

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“A ottobre 250 studenti a Lampedusa per settimana approfondimenti”

Posted by fidest press agency su domenica, 22 maggio 2016

lampedusaÈ stato siglato al Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, il Protocollo d’intesa fra MIUR e UNHCR, Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati, che dà il via a una collaborazione tesa a promuovere nella scuola i temi dell’accoglienza, dell’integrazione e della solidarietà internazionale.
Il Protocollo, che è stato firmato dal Ministro Stefania Giannini e dal Rappresentante UNHCR per il Sud Europa Stephane Jaquemet, prevede la realizzazione di una serie di attività congiunte fra i due organismi mediante l’elaborazione di specifici progetti. Il primo frutto di questa collaborazione, è il sito interattivo http://www.viaggidaimparare.it destinato ai docenti delle scuole secondarie di I e II grado. Il sito, attraverso una mappa interattiva e schede di supporto, fornisce elementi di conoscenza del fenomeno dei rifugiati. Alla realizzazione di “Viaggi da Imparare” ha collaborato il Comitato 3 Ottobre, organizzazione che ha avuto il merito di far istituire la Giornata della memoria e dell’accoglienza che sarà celebrata il 3 ottobre di ogni anno in ricordo del naufragio del 2013 davanti alle coste di Lampedusa nel quale persero la vita 368 persone.
“Il sito rappresenta una prima azione concreta di attuazione del Protocollo – sottolinea il Ministro Giannini -. Sul tema dell’accoglienza e dei rifugiati questo Ministero sta già facendo molto. Abbiamo infatti avviato un piano di formazione da 4 milioni di euro per 1.000 dirigenti scolastici, 10.000 docenti e 2.000 unità di personale Ata nelle scuole ad alta incidenza di alunni stranieri. Attraverso il Fondo Fami (Asilo, Migrazione e integrazione) – in collaborazione con il Ministero dell’Interno ed il Ministero del lavoro e delle Politiche sociali – vengono stanziati 13 milioni di euro per progetti proposti dalle scuole, finalizzati ad aumentare l’inclusione sociale dei minori e dei giovani stranieri. Infine, attraverso il progetto ‘L’Europa inizia a Lampedusa’ dal 30 settembre al 4 ottobre porteremo 250 studenti italiani e del resto d’Europa sull’isola per una settimana di approfondimenti. Mentre i ragazzi lampedusani andranno nelle scuole per raccontare la loro esperienza sull’isola”.
“La recente crisi dei rifugiati in Europa ha portato alla luce una realtà che prima era troppo poco conosciuta. Oggi, non è più possibile ignorare quello che sta succedendo in Siria, in Afghanistan, in Sudan o in Somalia, a causa della guerra e della persecuzione i rifugiati nel mondo hanno superato la cifra di 60 milioni di persone.” – ha ricordato Stephane Jaquemet – “Come esseri umani il nostro primo dovere verso i rifugiati è quello di conoscerli, di chiederci da dove vengono, perché hanno lasciato tutto, perché si mettono nelle mani di trafficanti senza scrupoli e rischiano la loro vita per scappare, cosa accade loro quando arrivano in Italia o in altri paesi Europei. – Il desiderio di conoscere e di comprendere è il primo vero atto di solidarietà e di accoglienza verso l’altro”.

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The history of the Lampedusa

Posted by fidest press agency su venerdì, 5 febbraio 2016

lampedusaFebruary 9 – March 12 Winnipeg Public Library MILLENNIUM LIBRARY 251 Donald St., Winnipeg Tuesday, February 9: 6:00-6:20 pm: Opening Ceremony 6:30-7:00 pm: Mariella Bertelli, IBBY Canada (International Board of Books for Young People), speaks on the history of the Lampedusa library and how wordless picture books can be enjoyed by all, regardless of language.
Accompanying the exhibit are two activities for children of any age – Write a Postcard (to the children of Lampedusa) and Create your own Silent Book (make and take your own silent book using the supplies provided). Activities are available during the library’s open hours for the duration of the exhibit.This international traveling exhibit features over 100 of the most notable wordless picture books in the world, and is part of the children’s library that is been created by IBBY Italia for Lampedusa, Italy. The Lampedusa library is to serve the many refugee children – and local families – arriving from Africa and the Middle East. Sponsored by Istituto Italiano di Cultura, Toronto.

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Anniversario naufragio Lampedusa

Posted by fidest press agency su sabato, 3 ottobre 2015

NUOVO DRAMMA DEI MIGRANTI, ANNEGANO DUE DONNE A PANTELLERIAL’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (UNHCR) partecipa alle commemorazioni della Seconda Giornata della Memoria e dell’Accoglienza, durante la quale vengono ricordate le 368 vittime del naufragio del 3 ottobre 2013 e tutti i rifugiati e migranti scomparsi nel tentativo di raggiungere l’Europa.
In occasione della ricorrenza l’Agenzia ONU per i rifugiati ribadisce il proprio elogio e sostegno alla Guardia Costiera, alla Marina Militare e a tutti gli attori impegnati nelle operazioni di ricerca e soccorso nel Mar Mediterraneo. Le operazioni di salvataggio in mare avvengono su base praticamente quotidiana e l’alta professionalità dimostrata dai soccorritori riduce sensibilmente il rischio di perdita di vite umane.
Ciò nonostante, dal 3 ottobre 2013 si sono verificati molti altri naufragi e migliaia di uomini, donne e bambini hanno perso la vita in circostanze drammatiche nella speranza di raggiungere le coste dell’Unione europea in cerca di sicurezza e protezione. Fino ad oggi nel 2015 sono già quasi 3.000 le vittime del Mediterraneo, principalmente nel Canale di Sicilia e nel Mar Egeo. Nel 2014 3.500 migranti e rifugiati avevano perso la vita.Alla luce di questi drammatici dati, l’UNHCR rinnova il suo appello all’Europa affinché mantenga come prioritario il salvataggio di vite umane nel Mediterraneo e intensifichi gli sforzi per fornire vie legali legali per evitare che le persone rischino la vita in mare.
L’UNHCR si augura infine che gli sforzi del Comitato 3 ottobre, finalizzati all’approvazione della proposta di legge che istituisce la Giornata della memoria e della accoglienza, vengano premiati con l’approvazione definitiva del Senato dopo il voto favorevole della Camera dei Deputati del 15 aprile 2015.

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I copioni di Berlusconi

Posted by fidest press agency su lunedì, 31 agosto 2015

lampedusa sbasrchi2Riporterò FI oltre il 20% dei consensi. Questa è l’ultima boutade di Silvio Il Magnifico. Se vogliamo credere a tali aspirazioni, non rimane che analizzare i copioni seguiti da questo ex presidente del consiglio, ex senatore, ex cavaliere del lavoro, ex grande imprenditore. Già sovrano assoluto della comunicazione di massa, ha elargito “lectio magistralis” sul tema della propaganda di se stesso, seguendo il copione che maggiormente poteva adattarsi al singolo momento.
Copione Lampedusano
Per chiarire la coerenza di questo personaggio, bisogna fare qualche passo indietro e riascoltare l’intervento alla TV satellitare Nessma tunisina, di sua proprietà, allora pronunciò queste testuali parole: ”Abbiamo il dovere di guardare a quanti vogliono venire in Italia con una totale apertura di cuore e di dare a coloro che vengono in Italia la possibilità di un lavoro, di una casa (…) questa è la politica del mio governo”.
Passiamo quindi a Lampedusa, davanti alla folla preoccupata ed esasperata per l’invasione dei migranti, apparendo convinto delle sue parole, ebbe a garantire, tra l’altro: “in 48-60 ore – è stato il primo e più politico annuncio del premier- Lampedusa sarà abitata solo dai lampedusani”. ”Questo fu solo l’esordio della litania di promesse con le quali esaltò gli animi dei depressi lampedusani, infatti aggiunse: “Chiederemo per l’isola il Nobel per la pace”, quindi, dopo consultazione con l’ineffabile Tremonti, aggiunse che era volontà del governo“ concedere a Lampedusa una ‘moratoria fiscale, previdenziale e bancaria almeno per un anno finalizzata a trasformarla in “zona franca”. Perso il controllo di se stesso, alzò i toni e il livello delle promesse, garantendo che sarà realizzato un campo da golf, una scuola e infrastrutture sanitarie.
Le affermazioni estemporanee che fece alla TV tunisina, diventarono accuse pesanti, ma non documentate: “tra i migranti tunisini arrivati a Lampedusa ci sono alcuni dei 13.600 evasi dalle carceri”. Ma subito ha chiarito: ”Abbiamo fatto in modo che queste persone non si immettessero nel tessuto sociale, mantenendo presidi che hanno evitato che ciò accadesse”. La conclusione del discorso culminò con lo spavaldo annuncio: “la notte scorsa, per una cifra inferiore ai due milioni di euro, ho comperato su internet una villa a Cala Francese”. Il copione lampedusano si conclude alla Berlusconi, con una delle sue melense barzellette, che rappresentano la sintesi di una megalomania malata: Berlusconi ha incontrato all’interno della base dell’aeronautica dove si è recato in visita, le mamme che in questi giorni hanno protestato animatamente affinché fosse risolta l’emergenza immigrati. Durante l’incontro il premier ha raccontato alle signore una barzelletta: “Durante un’indagine si chiede ad un campione di donne se vogliano fare l’amore con Berlusconi. Il 30% risponde ‘Magari…’, mentre il restante 70%, confessa….’Di nuovo?”.
Copione aquilano
All’indomani del terremoto che provocò oltre 300 morti, la presenza ingombrante di Berlusconi divenne ossessiva; giornalmente un elicottero lo portava sulla scena del disastro, per esibirsi in una lunga serie di gaffes che val la pena ricordare.· “Per l’estate stiamo organizzando una serie di vacanze nel mare Adriatico e stiamo vedendo anche delle crociere sul Mediterraneo dove intendiamo mandare famiglie intere e ragazzi” (29 maggio 2009)
· <<Va preso tutto come un fine settimana in campeggio>>, aprile 2008
· A Lia Beltrami, assessore pari opportunità di L’Aquila <<Posso palpare un po’ la signora?>>, aprile 2009
· Il consiglio a una studentessa per evitare la precarietà <<Contro la precarietà? Sposare mio figlio o un milionario. Io da padre le consiglio di cercare di sposare il figlio di Berlusconi o qualcun altro del genere, e credo che, con il suo sorriso, se lo può certamente permettere>>, marzo 2008
· Dunque, mentre all’Aquila le new town volute da Berlusconi cadono letteralmente a pezzi, con balconate che crollano su quelle sottostanti, gli italiani continuano a pagare le follie dell’epoca Berlusconi-Bertolaso. Il G8 alla Maddalena è costato ufficialmente oltre 327 milioni di euro, ma si tratta – come dimostra la vertenza tra la Cgf Costruzioni Generali (un tempo Giafi) di Carducci e lo Stato – di una stima prudenziale: gli investimenti rischiano di aver superato il mezzo miliardo.
Denaro gettato al vento: il vertice in Sardegna non s’è mai fatto, e le strutture che avrebbero dovuto rilanciare il turismo dell’isola sono state abbandonate. Non solo l’hotel dell’ex Arsenale (il gruppo di Emma Marcegaglia che lo aveva preso in affitto è stato risarcito con 36 milioni a causa delle mancate bonifiche a mare), ma anche il residence in cui dovevano dormire gli otto grandi è in balia delle intemperie e dell’incuria.
Copione estemporaneo
C’è poi il copione estemporaneo, collaudato in una riunione organizzata per l’esaltazione della grandeur di Berlusconi; era il 14 febbraio 2013 quando Berlusconi si lanciò in una parodia di intervista ad una incolpevole e imbarazzatissima dipendente, degna di un teatro porno di avanspettacolo Rivolto all’impiegata facendo oscene allusioni: “Ma lei viene?, Quante volte viene? Con che distanza temporale?” Parole che non hanno neppure bisogno di essere commentate. L’incresciosa scenetta con tanto di risate e applausi telecomandati di un pubblico che voleva apparire divertito, aveva innescato delle polemiche. Il comunicato tempestivo del manager della società, Ruggero Carlesso aveva subito minimizzato, specificando in una nota che la giovane dipendente non era stata affatto imbarazzata, anzi era onorata, (di essere stata trattata come una…escort nel corso delle trattative per determinare l’importo di una marchetta n.d.r.)
Tuttavia a polemizzare sull’accaduto è stato proprio la principale protagonista, la trentenne Angela Bruno, la vittima designata alle infelici battute, che di fatto smentisce il comunicato aziendale ritenendosi offesa per quelle battute da bar di infimo ordine.
Angela, come riporta fedelmente un noto giornale ha scritto una mail ad un giornalista che le aveva chiesto un’intervista, allegando copia della sua carta di identità per evitare ogni dubbio sulla provenienza. Il testo diceva:
“Buongiorno sono Angela Bruno. Sono allibita da ciò che leggo oggi sui giornali. Finora non ho avuto modo di difendermi, quindi a seguito rilascio la prima dichiarazione. In qualità di Donna e di Madre, le battute del Cavaliere non mi hanno affatto onorato, solo imbarazzato. La notizia dove mi dichiaro “onorata” è falsa. Questa è la prima dichiarazione che rilascio. Sono vittima di una manipolazione mediatica. Molte grazie”.
Infine sul suo profilo Facebook scriveva: “Il valore di un uomo non si misura dallo spessore del suo portafogli”.
Ma il punto non è solo questo.
Veronica Lario nella sua famosa lettera pubblicata da Repubblica aveva avvertito: “Mio marito non sta bene, ha bisogno di essere curato”. Peccato l’avvertimento sia stato completamente ignorato. Ricordiamo che il giorno di San Valentino (14 febbraio) si festeggia in tutto il mondo l’invito per dire basta alla violenza sulle donne, comprese quelle verbali.
Questo il livello morale e culturale dell’uomo che ritiene di poter sovvertire ogni responso democratico delle urne, con la sua sola presenza nei talk pilotati e corredati da domande concordate, a livello di Bruno Vespa.
Rimane incomprensibile come l’8% dell’elettorato, ancora, doni il suo consenso ad un simile personaggio.(Rosario Amico Roxas)

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L’OIM: i trafficanti libici sempre più violenti nei confronti dei migranti

Posted by fidest press agency su domenica, 22 febbraio 2015

NUOVO DRAMMA DEI MIGRANTI, ANNEGANO DUE DONNE A PANTELLERIAGinevra. Lo staff dell’OIM ha parlato negli ultimi giorni con decine di migranti provenienti dalla Libia, per lo più di origini africane. L’OIM ha fatto sapere che sono arrivati in Italia, nel mese di febbraio 2015, circa 4.300 migranti, 3.800 dei quali soltanto nel periodo tra venerdì 13 e martedì 17. La maggior parte dei migranti sono originari dell’Africa sub-sahariana, anche se nell’ultime 24 ore si è saputo che ci sono anche alcuni siriani ed eritrei.I migranti sono stati portati in salvo e condotti ai porti di Lampedusa, Pozzallo, Augusta, Porto Empedocle, Trapani (Sicilia) e Calabria.
Domenica scorsa, 15 febbraio, sono stati portati a Lampedusa 1.215 migranti, grazie ad almeno 6 operazioni di salvataggio portate a termine dalla Guardia Costiera Italiana, dalla Guardia di Finanza, e da navi mercantili. La maggior parte è stata tratta in salvo a 100 miglie nautiche a sud di Lampedusa.Tra gli arrivati a Lampedusa c’era anche una neonata di 3 mesi. Sua madre, originaria della Somalia, ha descritto dettagliatamente alla ricercatrice OIM Marzia Rango il duro viaggio attraverso il deserto per raggiungere la Libia.Ha partorito in Libia in un edificio noto ai migranti come “casa di collegamento”, nella quale ha vissuto tre mesi e dove è stata vittima di soprusi alle mani dei trafficanti. Ha anche detto all’OIM che ha visto molti morire durante la traversata nel deserto ed i loro corpi sono stati abbandonati dove sono caduti.Lo staff dell’OIM ha anche parlato con un ragazzo quindicenne della Siria, che viaggiava da solo nella speranza di poter raggiungere la Germania.Da sabato scorso, 14 febbraio, sono stati fatti sbarcare 1.394 migranti nella Sicilia occidentale, a seguito di sette missioni di salvataggio. Tra il 15 ed il 17 febbraio, invece, sono stati salvati e portati nella Sicilia orientale circa 839 migranti (Pozzallo ed Augusta).Questi migranti provengono per lo più dall’Africa sub-sahariana e dalla Somalia. Tra loro vi sono anche donne e minori non accompagnati. Tutti sono riusciti a raggiungere le coste italiane in buone condizioni di salute; non sono state riportate vittime tra i migranti arrivati in quest’ultima settimana.I racconti sul viaggio variano in maniera considerevole. Famiglie siriane e palestinesi hanno percorso la rotta che passa per il Sudan, arrivando lì in volo da Amman, Beirut o Istanbul, per raggiungere Khartoum. Da lì, hanno attraversato il deserto per arrivare in Libia. Questa è una delle poche alternative che hanno a disposizione, da quando il governo algerino ha reso estremamente difficile a persone di queste nazionalità ottenere dei visti. Per questo motivo, la rotta che passava attraverso l’Algeria è stata ora sostituita da quella che passa attraverso il Sudan. I resoconti sui periodi e le condizioni di permanenza in Libia sono molto diversi fra loro: i migranti hanno raccontato di essere rimasti nelle case di collegamento per un periodo che andava dai 5 giorni ai 2 anni. Riguardo alle condizioni di permanenza, tutti gli intervistati hanno descritto la situazione come un vero stato di guerra. Tripoli stessa è ora sotto attacco; molti migranti asseriscono che è estremamente pericoloso rimanere nella città. Alcuni migranti arrivati a Lampedusa hanno raccontato di aver dovuto dato ai trafficanti cifre relativamente modeste ($400) per potersi aggiudicare un posto sui piccoli gommoni usati dai trafficanti in quest’ultima ondata di arrivi. Altri, invece, raccontano di essere rimasti bloccati anche per un mese nelle case di collegamento libiche: spesso erano in 100 a dover condividere una o due stanze e un bagno. Secondo un registro compilato questa settimana, gli eritrei sono stati i più numerosi tra i migranti arrivati a Lampedusa: 514, di cui 97 erano donne e minori. I secondi più numerosi sono stati i senegalesi, con 123 adulti e 12 minori, seguiti poi da migranti provenienti dalla Somalia (123), Nigeria (112), Palestina (76), Mali (56), e Costa d’Avorio (50). Sono arrivati poi anche persone del Benin, Burkina Faso, Ghana, e Gambia. I migranti arrivati nella Sicilia orientale hanno riferito allo staff dell’OIM che hanno dovuto pagare tra $700 e $1.000 per persona. I siriani, invece, dichiarano di aver dato ai trafficanti fino a $1.500, ma è possibile che i prezzi siano scesi a causa delle condizioni meteo proibitive. “La Libia è un posto molto pericoloso per i migranti, e la situazione potrebbe peggiorare ulteriormente,” ha riferito Federico Soda, Direttore dell’Ufficio di Coordinamento dell’OIM per il Mediterraneo a Roma. “Queste persone hanno bisogno di aiuto, occorre soccorrerle non appena partono.” Molti hanno raccontato all’OIM che venivano direttamente dai centri di detenzione, e che erano obbligati a pagare le guardie per poter essere rilasciati. Le guardie poi li hanno portati al punto di partenza, Garabouli, una città costiera a 15km di distanza da Tripoli. Sono partiti da lì con “barche di plastica” sovraffollate, che trasportavano dalle 90 alle 120 persone ciascune.Un ragazzo diciassettenne del Gambia ha detto all’OIM di aver lavorato in Libia per un anno, mandando i soldi guadagnati alla famiglia. Ha spiegato che ha dovuto lasciare la Libia per la situazione proibitiva di questi tempi, visto che i migranti sono sistematicamente vittime di violenze ed estorsioni, specialmente chi proviene dall’Africa sub-sahariana.“Le testimonianze hanno confermato quanto i trafficanti stiano diventando sempre più violenti nei confronti dei migranti, sia nelle cosiddette “case di collegamento”, nelle quali aspettano per giorni o settimane prima di potersi imbarcare, che nei punti di partenza” ha aggiunto Soda.Un adolescente della Guinea Bissau ha raccontato all’OIM del suo viaggio per la Libia, attraversando il Senegal, Mali, Burkina Faso e Niger e di come i militari libici gli abbiano sottratto il cellulare al confine. Ha poi raccontato dei tre mesi che ha passato nel paese, sfruttato come operaio edile, e vivendo in condizioni veramente dure; ha dovuto assistere all’omicidio di tre dei suoi compagni per mano dei loro sfruttatori. Lui stesso è stato ripetutamente percosso: “Non augurerei di arrivare in Libia neanche al mio peggior nemico.”OIM ha lavorato nell’Italia meridionale insieme all’UNHCR, Save the Children, e la Croce Rossa italiana, nel quadro del progetto Praesidium, finanziato dal Ministero dell’Interno italiano e dalla Commissione Europea. Lo staff dell’OIM monitora le procedure di accoglienza, fornisce assistenza legale ai migranti, e aiuta le autorità competenti ad identificare i gruppi più vulnerabili, come le vittime di tratta ed i minori non accompagnati.

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Situation in the Mediterranean, terrorism, equal treatment, UK opt out

Posted by fidest press agency su mercoledì, 5 novembre 2014

BruxellesBruxelles Wednesday 5 November and Thursday 6 November Room: Paul-Henri Spaak (PHS) 3C050Situation in the Mediterranean one year after Lampedusa tragic events – presentation by the Chair, Claude Moraes (S&D, UK), and adoption of an oral question addressed to the European Commission and to the Council on the situation in the Mediterranean and the need for a holistic EU approach to migration (Wednesday, 9.15 – 9.50)- Terrorism, foreign fighters and EU Terrorism Situation and Trend Report (TE-SAT) – debate with Rob Wainwright, Director of Europol, Gilles De Kerchove, EU Counter-terrorism Coordinator, Michèle Coninsx, President of Eurojust, Mara Marinaki, Director for Multilateral and Global Affairs, European External Action Service (EEAS), and Claudio Galzerano, Chairman of EU Council’s Terrorism Working Party (TWP) (Wednesday, 16.30 – 18.30)- Equal treatment of persons irrespective of religion or belief, disability, age or sexual orientation – presentation of the state of negotiations in the presence of the Italian Presidency of the Council – rapporteur: Ulrike Lunacek (Greens/EFA, AT) (Wednesday, 9.50 – 10.20)
– “UK opt out and opt back in” – The transitional provisions in the field of judicial cooperation in criminal matters and police cooperation (Lisbon Treaty – Protocol 36) – presentation by the Commission and the Council Presidency on the state of negotiations with the United Kingdom (Thursday, 9.00 – 10.00)

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Lampedusa: salvataggi

Posted by fidest press agency su giovedì, 17 ottobre 2013

North-Eastern cliffs of Lampedusa, photo by Ar...

North-Eastern cliffs of Lampedusa, photo by Arnold Sciberras (Photo credit: Wikipedia)

Il Direttore Generale dell’Organizzazione Internazionale per le Migrazioni (OIM), l’ambasciatore William L. Swing, ha chiesto oggi di intervenire urgentemente e intensificare la collaborazione, dopo l’ultima tragedia marittima vicino alle isole di Malta e Lampedusa, dove decine persone hanno perso la vita lo scorso fine settimana, e altre 200 risultano ancora disperse.“Sono di nuovo profondamente scosso dalla morte di migranti e richiedenti asilo che tentano di raggiungere le coste dell’Europa”, afferma l’Ambasciatore Swing. “Faccio le mie condoglianze alle famiglie delle vittime e faccio appello per l’adozione di misure urgenti affiché queste tragedie divengano una memoria del passato”.Il Direttore Swing ha lodato il lavoro di quanti sono impegnati a salvare i migranti e aiutare i sopravvisuti. Tuttavia, nonostante gli sforzi coraggiosi di centinaia di soccorritori, decine di migliaia di migranti sono annegati nel Mediterraneo negli ultimi 15 anni.
Oltre a quanti sono periti nel fine settimana, almeno altre 364 persone sono annegate venerdì scorso al largo di Lampedusa.Il Direttore Generale ha apprezzato l’appello dell’UNHCR per azioni urgenti al fine di prevenire il verificarsi di queste sciagure e si appella a sua volta affinché si affronti la realtà dei migranti che si mettono in viaggio a rischio delle loro stesse vite. Tra le persone che arrivano via mare vi sono rifugiati e richiedenti asilo, ma anche persone che emigrano per cercare lavoro e gruppi particolarmente vulnerabili come le vittime di tratta e i minori non accompagnati.
“La priorità adesso è salvare vite” ha affermato il Direttore Swing. L’OIM ritiene che le autorità debbano assicurare che chiunque viaggi in condizioni di insicurezza sia soccorso e riceva adeguata assistenza umanitaria e che i trafficanti che approfittano della disperazione di questi individui siano perseguiti.L’OIM chiede un approccio globale per la gestione del fenomeno migratorio nella consapevolezza che non è sufficiente una singola azione per intervenire sulle cause e sulle realtà quotidiane che sono all’origine di questi rischiosi viaggi verso l’Europa. A questo proposito l’OIM propone azioni concrete da intraprendere per aiutare sia i migranti che i Paesi in ogni fase del percorso migratorio (all’origine, nel transito e a destinazione).L’organizzazione sostiene un rafforzamento del dialogo e della cooperazione con l’Unione Europea e tra i Paesi del Mediterraneo, di transito e d’origine per migliorare la preparazione e le risposte nazionali a salvaguardia di tutti i migranti, a prescindere dal loro status legale. A tal riguardo il Direttore Swing ha proposto l’organizzazione di consultazioni di alto livello per riunire tutti gli attori interessati e i partner operanti lungo le rotte del Mediterraneo verso l’Europa.Nei Paesi di transito l’OIM è pronta a condividere maggiormente gli sforzi per sostenere la capacità delle autorità di gestire i flussi migratori. Tali sforzi non dovrebbero essere limitati al controllo delle frontiere, ma dovrebbero estendersi ad altre azioni concrete, come programmi di reinsediamento (resettlement) nei Paesi UE, per proteggere i più vulnerabili. Si auspica un incremento di attività – quali campagne di informazione mirate e la creazione di centri di assistenza e informazione per i migranti (Migrant Resource Centers) – per sensibilizzare i potenziali migranti sui pericoli della tratta e del traffico di essere umani. Occorre rafforzare anche la cooperazione per contrastare i trafficanti.L’OIM sostiene fortemente il recente invito del Presidente del Parlamento europeo Martin Schulz a rilanciare i canali legali di migrazione per i migranti in cerca di migliori prospettive in Europa. Si tratterebbe di un’efficace misura volta a contrastare il traffico e la tratta di esseri umani.Nei paesi dell’Unione Europea dove i migranti arrivano via mare – come Italia, Malta, Grecia e Spagna – l’OIM chiede la de-criminalizzazione degli sbarchi dei migranti e l’eliminazione delle sanzioni ai capitani di mezzi che intervengono in ausilio delle imbarcazioni in difficoltà. L’OIM inoltre appoggia un maggiore sostegno alle comunità locali che accolgono e aiutano i migranti in arrivo via mare.L’Organizzazione auspica un rafforzamento del sistema di referral esistente in Italia, “Praesidium”: un progetto che vede l’OIM impegnata insieme a UNHCR, Save the Children e Croce Rossa Italiana e che contribuisce a rendere possibile l’esistenza di un sistema di accoglienza basato sulla protezione di richiedenti asilo, altri migranti e gruppi vulnerabili che approdano in Italia meridionale via mare a seguito di flussi migratori irregolari e misti. L’OIM incoraggia l’estensione di questo eccellente modello a ciascuno dei paesi che per primi ricevono questi flussi nel Mediterraneo meridionale.”L’OIM spera che la dovuta attenzione e le richieste di azione immediata in Italia si traducano in un maggiore impegno in tutta la regione mediterranea e nel resto d’ Europa”, ha detto Mr. Swing. “Dialogo e cooperazione rinnovati dovrebbero essere sostenuti da un cambiamento nel discorso pubblico sull’immigrazione, riconoscendo che la migrazione è un processo da gestire e non un problema da risolvere.”

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Tragedy off coast of Italy reminds Europe of its need to revisit asylum and migration measures

Posted by fidest press agency su sabato, 12 ottobre 2013

Lampedusa

Lampedusa (Photo credit: lucasiragusa)

The recent tragedy off Italy in which over 300 people may have died after a boat carrying African migrants sank, underlines the need for the European Union and its Member States to revisit current measures to combat irregular migration.It also points to the need to address the issue not only from a migration perspective but from all relevant policy angles. At the same time, all Member States must pull together to offer greater support to those countries most affected by arrivals.
“Time and time again migrants pay the ultimate price for their search for a better life,” said FRA Director Morten Kjaerum. “We need to act now to find appropriate solutions that will balance the needs of border control with the needs and rights of migrants.”Fishermen and others who rescue migrants at sea should not be penalised for rescuing irregular migrants. Migrants interviewed by FRA for a report on fundamental rights at Europe’s southern sea borders recounted experiences of fishing vessels ignoring them. Some fishermen said that they usually avoided vessels in distress with migrants at sea. They tended not to report anything to the authorities, although they may give migrants food and water. Fishermen are often concerned that if they assist migrants they may find themselves involved in long bureaucratic legal procedures or be prosecuted for aiding illegal immigration.To avoid this, fundamental rights guidance should be provided to Member States on how to implement the duty to punish those who help migrants cross the border in an irregular manner, as covered by EU law. This will help ensure that those who act on humanitarian grounds are not targeted. This includes rescuing people in distress or at risk of drowning at sea as tragically happened off the coast of the Italian island of Lampedusa on 3 October.In addition, migrants should not risk criminal sanctions for irregularly crossing a border. More than half of the EU Member States have criminalised irregular entry and/or stay by law. Migrants who have irregularly entered or stayed in the country can be punished, and even imprisoned, in two thirds of EU Member States. In other countries it is only an administrative offence. Today, criminal law often targets the migrant. The focus should shift. Efforts need to be made to tackle the root causes that drive migrants to embark on such dangerous trips.

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Martin Schulz: l’immigrazione problema europeo

Posted by fidest press agency su sabato, 12 ottobre 2013

English: Martin Schulz during the election cam...

English: Martin Schulz during the election camapign in 2009 Deutsch: Martin Schulz im Wahlkampf zur Europawahl 2009 (Photo credit: Wikipedia)

Superare la logica nazionale perché quello dell’emigrazione è un problema europeo. Si son trovati d’accordo il presidente del Parlamento Europeo Martin Schulz e il Presidente della Comunità di Sant’Egidio Marco Impagliazzo, dopo un incontro nella sede della Comunità con ragazzi e ragazze, donne e uomini di “Genti di pace”, il movimento internazionale promosso da Sant’Egidio che raccoglie persone di etnie, religioni e culture diverse. Un incontro segnato dalle testimonianze di alcuni per i quali il “viaggio della speranza” si è concluso positivamente, ma che portano con sé il dolore, le sofferenze e il lutto di quelli che non che l’hanno fatta. A tutti, Martin Schulz, visibilmente commosso, ha promesso il suo impegno e quello del Parlamento europeo “per evitare che molti altri conoscano il destino che anche voi avere dovuto subire”.La giornata di Schulz era iniziata in Vaticano con l’udienza di papa Francesco, “che proviene – ha detto il presidente dell’Europarlamento – da una famiglia di italiani emigranti, che sono potuti andare in Argentina perché lì c’era un sistema legale di ingresso, come, per esempio, negli Stati Uniti e in Australia. E come si dovrà fare anche per i paesi di nuova emigrazione, dove si dovrà poter andare in un consolato e fare domanda di immigrazione legale. Il Parlamento europeo prende sul serio questo problema”. Ma intanto c’è l’urgenza di interventi immediati. Schulz, che era accompagnato dall’Ambasciatore presso la Santa Sede, ne ha parlato prima con Andrea Riccardi, fondatore della Comunità, con Marco Impagliazzo e altri responsabili di Sant’Egidio; poi, nella Sala della Pace, con alcuni di quelli che il problema dell‘emigrazione l’hanno vissuto sulla propria carne.Qorbalan Esmaili e Daud Youssufi, che vengono dall’Afganistan, hanno descritto viaggi che durano anche un anno o più, frontiere che non si possono attraversare senza pagare pedaggi onerosi, giornate intere trascorse nelle intercapedini di camion a rischio della vita per asfissia; percosse, torture e anche la morte per mano di polizie ostili o di bande paramilitari di movimenti xenofobi. Enas Mustafa, sudanese, ha descritto il suo viaggio via terra, attraverso il deserto libico e poi per mare, e si è raccomandata: “Dite a quelli che sono rimasti là e vorrebbero venire qui di non fare il viaggio che ho fatto io. Diteglielo voi, perché se lo dico io non mi credono. Ditegli che chi entra nel carcere di Misurata non esce vivo. Chiedo a tutti voi di aiutarci a cambiare le leggi per poter venire legalmente in Italia”. E infine Lula Tekle, eritrea, ha spiegato perché molte ragazze e ragazzi suoi connazionali cercano di scappare dal loro paese: “Per evitare il servizio militare, che è obbligatorio ed è un’esperienza terribile, tale da far preferire di correre un rischio mortale pur di evitarlo”.Lula ha chiesto di istituire un corridoio umanitario per poter entrare legalmente in Europa, “perché il problema è arrivarci, a Lampedusa. E poi aiutare quelli che hanno avuto il coraggio di venir via”.Introdotto da Marco Impagliazzo, Schulz ha mostrato di apprezzare la proposta di Sant’Egidio di fare di Lampedusa “un luogo di accoglienza europeo”, perché “se è vero che chi arriva lì è accolto dalle autorità italiane, è anche vero che il problema profughi è un problema europeo”. “L’emigrazione non si fermerà – ha aggiunto – ; altri vorranno venire ma non tutti potranno farlo. Io non ho una soluzione immediata ai problemi che mi avete posto; sarei scorretto se dicessi di averla, ma dico che le persone che cercano di venire qui hanno diritto ad avere nei loro paesi un futuro migliore, più umano, hanno bisogno di democrazia, diritti, lavoro; e di questo dobbiamo occuparci nell’ambito della politica estera europea”. Poi c’è un problema di politica interna dell’Europa, che richiede la definizione di un “quadro legale” per l’immigrazione. Marco Impagliazzo ha concluso con parole di speranza: “Oggi le decisioni europee possono essere influenzate dai vostri volti, dalle vostre parole, dalle vostre testimonianze”.

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CEC asks for prayers to prevent of another Lampedusa tragedyThe

Posted by fidest press agency su sabato, 5 ottobre 2013

Coastline of Lampedusa

Coastline of Lampedusa (Photo credit: Wikipedia)

Conference of European Churches has asked its member churches to offer prayers for those migrants who have lost their lives in the shipwreck near the Italian island of Lampedusa.More than 130 people were known to have died the day after the sinking on 3 October and up to 200 of the passengers on the boat traveling from Libya were suspected to be missing, in one of the worst tragedies of its kind.CEC General Secretary, Rev. Dr Guy Liagre, said, “We offer our prayers to the victims, the families and those affected by yet another tragedy on the high seas off the coast of Europe. Let us join in prayer for collaboration to prevent such tragedies to children, women and men seeking better lives.”

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Immigrati:Europa assente

Posted by fidest press agency su giovedì, 3 ottobre 2013

Lampedusa

Lampedusa (Photo credit: lucasiragusa)

“Dopo l’ennesima spaventosa tragedia di Lampedusa nessuno può più rimanere indifferente: il governo deve farsi promotore di una risposta europea, forte e immediata, al problema dell’immigrazione che colpisce le nostre coste. Dobbiamo essere vicini con i fatti al sindaco e a tutta la cittadinanza di Lampedusa, che fanno dell’accoglienza e della solidarietà un impegno di vita”. Lo dichiara il ministro per la Pubblica Amministrazione e la Semplificazione, Gianpiero D’Alia.

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Misure per evitare tragedie in mare

Posted by fidest press agency su giovedì, 3 ottobre 2013

Italiano: Il municipio di Lampedusa e Linosa n...

Italiano: Il municipio di Lampedusa e Linosa nell’isola di Lampedusa (AG) in Sicilia. (Photo credit: Wikipedia)

Il Consiglio Italiano per i Rifugiati (CIR) esprime profondo dolore per una delle più gravi tragedie del mare degli ultimi anni che ha visto scomparire tra le onde, se le stime saranno confermate, più di 80 persone, di cui moltissimi bambini. Dolore che si unisce però a profonda preoccupazione e indignazione.
“Quest’anno abbiamo visto un fortissimo intensificarsi degli sbarchi e l’aprirsi di nuove rotte migratorie, come quelle che stanno portando nel nostro paese i siriani. Rotte pericolose e percorse con barche inadeguate, guidate da trafficanti senza scrupoli. E la maggior parte di chi sta arrivando a Lampedusa, sulle coste della Sicilia e della Calabria sono persone in fuga da guerre e conflitti, sono siriani, eritrei e somali. Ormai è chiaro: o continuiamo ad assistere a questa carneficina o per evitare che i rifugiati continuino a mettere a rischio la loro vita per arrivare in Europa dobbiamo dare loro delle alternative di ingresso protetto” dichiara Christopher Hein direttore del CIR “Altrimenti l’unica possibilità che diamo loro è quella di attraversare un mare che continua a inghiottire vite. E non credo che questa sia una posizione ancora sostenibile per paesi democratici e civili”.I flussi di chi è costretto a fuggire dalle persecuzioni non si possono fermare, per questo è indispensabile gestirli. La possibilità di richiedere asilo in Italia e nell’Unione Europea ad oggi dipende dalla presenza fisica della persona nel territorio di uno Stato Membro. Ma le misure introdotte nell’ambito del regime dei visti e delle frontiere dell’UE hanno reso praticamente impossibile per quasi tutti i richiedenti asilo e rifugiati raggiungere i territori dell’UE in modo legale.“Ci sono diverse modalità con cui i richiedenti asilo e rifugiati potrebbero entrare in Europa in modo regolare, ma sono poco utilizzate dagli stati europei: il reinsediamento di rifugiati da un paese di primo asilo, le operazioni di trasferimento umanitario attivate nel contesto di emergenze umanitarie, l’uso flessibile dei visti e le procedure di ingresso protetto che consentono ad un cittadino di uno stato terzo di poter chiedere asilo già nel paese di origine o di transito. L’Italia e l’Europa devono dotarsi di questi strumenti: è un passaggio indispensabile per cercare di dare alternative alla lotteria della morte del Mediterraneo” conclude Christopher Hein.

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Naufragio Lampedusa: Save the Children, l’Italia e l’Europa non possono rimanere inerti di fronte a questa ennesima tragedia

Posted by fidest press agency su giovedì, 3 ottobre 2013

Lampedusa

Lampedusa (Photo credit: Seguilbianconiglio)

“La tragedia che si è consumata stamane a largo delle coste della Sicilia dovrebbe essere un monito per tutti noi: ancora una volta, centinaia di persone e tra di essi alcuni bambini, hanno perso la vita nell’ennesimo viaggio verso una vita migliore”, ha affermato Raffaela Milano, direttore programma italia Europa di Save the Children.Nel corso del 2013 e fino ai primi di settembre sono 21.870 i migranti arrivati via mare a Lampedusa e lungo le coste di Sicilia, Calabria e Puglia, di cui 2710 donne e 4050 minori, per la maggior parte non accompagnati (2914) e originari prevalentemente dalla Siria (1324). L’organizzazione sottolinea come questi ultimi arrivano da un contesto difficile, dove hanno rischiato la propria vita e sono stremati, e hanno assoluta necessità di aiuto e accoglienza.“L’Italia e l’Europa non possono rimanere inerti di fronte al costante flusso di arrivo di minori stranieri soli, senza adulti di riferimento. Nell’immediato occorre garantire un sostegno continuativo ai superstiti del naufragio, che necessitano di assistenza per superare il trauma subito.

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Statement of Card. Erdo on today’s tragedy near Lampedusa and opening address

Posted by fidest press agency su giovedì, 3 ottobre 2013

Opening CCEE Plenary Assembly (Bratislava, 3-6 October 2013) card. Péter Erdö stated “Abbiamo ora saputo del tragico naufragio sulla costa della Sicilia che è costato la vita a decine di persone. Ci sono anche molti dispersi. Ci uniamo in preghiera per le vittime e per coloro che soffrono. Ci auspichiamo che questa tragedia porti ad una più profonda presa di coscienza del grave problema dei profughi”.

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Malta rifiuta immigrati

Posted by fidest press agency su giovedì, 8 agosto 2013

English: Marina at Portomaso, Malta.

English: Marina at Portomaso, Malta. (Photo credit: Wikipedia)

Il Consiglio Italiano per i Rifugiati considera il rifiuto maltese di dare accoglienza e assistenza umanitaria ai 102 naufraghi provenienti dalla Libia una grave violazione dei suoi obblighi internazionali. “Malta aveva la responsabilità di dare assistenza a queste persone tra cui c’erano 4 donne incinte e 1 bimbo di soli 5 mesi. Persone che sono state lasciate 2 giorni su una nave che le aveva soccorse dal naufragio, mettendo a rischio le loro condizioni fisiche e la loro sicurezza. Se Malta ha mandato un segnale, è quello di non rispettare gli obblighi internazionali e i diritti dei migranti” dichiara Christopher Hein Direttore del Consiglio Italiano per i Rifugiati (CIR).La normativa internazionale prevede che chiunque sia soccorso in alto mare deve essere portato verso il primo porto sicuro e lì essere assistito. E la valutazione del porto sicuro non può essere fatta sulla base della sola collocazione geografica, ma implica anche una valutazione della tutela dei diritti fondamentali dei migranti. E’ evidente che in questo caso la responsabilità ricadeva su Malta, perché nonostante la nave fosse vicina alle coste libiche in quel paese non sussistono le minime garanzie che i diritti basilari dei migranti potessero essere rispettati.Il Governo Italiano ha fatto un grande gesto di solidarietà, accogliendo questi migranti e garantendo i loro diritti essenziali. “L’Italia ancora una volta ha onorato un obbligo di salvataggio e accoglienza di naufraghi soccorsi nel Mediterraneo. Il Governo italiano ha offerto quell’assistenza umanitaria dovuta e necessaria, supplendo alle mancanze di Malta” continua Hein “Se è vero che Malta ha l’obbligo di dare accoglienza e assistenza è però evidente che l’Europa deve dimostrare una diversa solidarietà e promuovere piani di redistribuzione dei richiedenti asilo e rifugiati che arrivano in Paesi interessati a flussi massivi. Nel mese di luglio a Malta sono arrivati centinaia di migranti su un’isola poco più grande di Lampedusa. Tutti gli Stati Membri si devono impegnare per supportare e ricollocare i migranti che arrivano, Malta può dare assistenza se non lasciata da sola. Il Sistema Comune di Asilo non può essere solo sulla carta, ma deve concretizzarsi in una condivisione di responsabilità tra tutti gli Stati Membri” conclude Christopher Hein, Direttore del CIR.

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Papa Francesco a Lampedusa

Posted by fidest press agency su martedì, 2 luglio 2013

Un appello «per i numerosi profughi, che attendono aiuto e consolazione», papa Francesco lo aveva già lanciato nel Messaggio Urbi et Orbi, parlandoin particolare della Siria, ed ha poi a più riprese riportato l’attenzione sul dramma dei migranti e dei loro viaggi della speranza.
La decisione di recarsi a Lampedusa conferma dunque ancora una voltal’attenzione del Santo Padre al fenomeno immigratorio che – come ha sottolineato l’arcivescovo di Agrigento S.E. Mons. Francesco Montenegro – «nella sua complessità e con il carico di sofferenza che manifesta, è l’espressione di un bisogno di giustizia che riguarda milioni di figli di Dio che non può più essere taciuto». Un richiamo ai grandi temi della giustizia e della pace, che si impastano nel quotidiano con la responsabilità personale e l’impegno di ognuno. Il presidente e il direttore di Caritas Italiana, S.E. Mons. Giuseppe Merisi e don Francesco Soddu, accolgono con soddisfazione e riconoscenza l’annuncio della visita di papa Francesco a Lampedusa. Sin dall’avvio della cosiddetta emergenza Nord Africa, infatti Caritas Italiana si è mobilitata e le Caritas diocesane si sono fatte carico dell’accoglienza di circa 3000 persone. Un impegno certo non facile: dal lavoro in banchina a Lampedusa e sui binari
di Ventimiglia, per passare all’accoglienza diffusa su tutto il territorio nazionale, fino alla costante interlocuzione con le istituzioni locali e nazionali. L’emergenza è stata dichiarata formalmente conclusa, ma l’impegno delle Caritas sul territorio continua, mentre le ripetute crisi internazionali, dalla Siria all’Egitto,rischiano di richiedere nuovi sforzi sul fronte della tutela e dell’accoglienza.
«In questo quadro poco confortante e drammatico – sottolinea don Francesco Soddu – la visita di papa Francesco a Lampedusa è un segnale di forte speranza che incoraggia la Caritas e l’intera Chiesa nel costante impegno a favore degli ultimi e ci spinge ad andare verso le periferie dell’esistenza»

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