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Poliposi nasale e asma grave, nuove armi a disposizione. Lancet fa il punto

Posted by fidest press agency su mercoledì, 6 novembre 2019

Nuove armi contro la poliposi nasale e l’asma grave sono al centro di studi pubblicati su ‘The Lancet’, fra i cui autori compare Walter Canonica, direttore del Centro di medicina personalizzata, asma e allergologia di Humanitas e docente di Humanitas University. I risultati indicano da un lato l’efficacia dell’anticorpo monoclonale dupilumab, già disponibile per il trattamento della dermatite atopica, nella terapia della rinosinusite cronica grave con poliposi nasale. Un altro lavoro dimostra invece i benefici contro l’asma severa non controllata del mix ‘3 in 1’, ad azione antinfiammatoria e broncodilatante, racchiuso in un unico inalatore. Perdita dell’olfatto, difficoltà a respirare, dolore o senso di pressione al viso sono alcuni dei sintomi di chi soffre di rinosinusite con poliposi nasale, una malattia complessa e sottovalutata – spiegano da Humanitas – con un’elevata incidenza e un impatto molto negativo sulla qualità di chi ne è affetto, essendo anche frequentemente correlata all’asma.Dati relativi a dupilumab, appena pubblicati su Lancet, «mostrano per la prima volta l’efficacia di una terapia biologica nel modificare l’andamento clinico della rinosinusite cronica grave con poliposi nasale, producendo una riduzione delle dimensioni dei polipi nasali e un miglioramento della gravità della congestione nasale, della sinusite cronica, dell’olfatto e dell’asma», riferisce Canonica, tra gli autori principali dello studio realizzato in collaborazione con Luca Malvezzi dell’Unità di Otorinolaringoiatria. «Il trattamento, differente dal consueto e spesso reiterato trattamento cortisonico, il cui ruolo dovrebbe essere sempre di più limitato in particolare in alcune fasce di età e nei pazienti a rischio – precisa l’esperto – rappresenta inoltre un’alternativa valida alla chirurgia». Un’altra ricerca contestualmente pubblicata su Lancet, di cui Canonica è corresponding author, mostra invece ulteriori importanti passi avanti per il trattamento dei pazienti con asma grave non controllata.«Lo studio, che ha coinvolto oltre 2.500 pazienti in 17 Paesi, ha dimostrato per la prima volta che la tripla terapia in formulazione extrafine in un unico inalatore migliora la funzionalità polmonare e riduce le riacutizzazioni e gli attacchi gravi», afferma lo specialista. Si tratta dei primi studi – si evidenzia nella nota – che hanno valutato in pazienti adulti con asma l’efficacia e la sicurezza della tripla terapia in un unico inalatore, rispetto alla terapia con corticosteroide inalatorio più beta2-agonista a lunga durata d’azione e in aggiunta un Lama, che broncodilata, ma con un meccanismo differente. «Alcuni pazienti con asma non controllata hanno spesso bisogno di utilizzare due differenti inalatori, con conseguenze negative anche sull’aderenza alla terapia – ricorda Canonica – Queste evidenze pertanto sono molto interessanti per i pazienti, perché forniscono delle prove sui benefici della terapia con tripla associazione in un unico inalatore per i pazienti con asma non controllato». (fonte:doctor33)

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Società Italiana di Neurologia porta in Italia il Global Burden of Disease

Posted by fidest press agency su giovedì, 27 ottobre 2016

sinapsi neuraliVenezia, In occasione del 47° Congresso Nazionale, la Società Italiana di Neurologia (SIN) pone le basi per l’introduzione anche in Italia del Global Burden of Disease (GBD), il più completo studio epidemiologico osservazionale mondiale. Il GBD è un progetto che ha come obiettivo primario quello di raccogliere dati per descrivere lo stato di salute, la mortalità e la disabilità della popolazione mondiale determinata da tutte le da malattie (gravi e non), da lesioni traumatiche e da fattori di rischio. La frequenza e le conseguenze sullo stato di salute sono nella survey, inquadrate geograficamente in 188 nazioni e quindi permettono una mappa della salute globale, nazionale e regionale. Il GBD consente, dunque, di interpretare le mutevoli sfide per la salute che le persone affrontano oggi in tutto il mondo. I suoi risultati sono periodicamente riportati primariamente sul Lancet annualmente (ultimo con edizione speciale nel luglio 2016) ma trovano spazio anche su altre su riviste mediche mondiali di assoluto prestigio, come NEJM, JAMA e BMJ.Da oggi, dunque, si gettano le basi perché anche l’Italia reciti un ruolo di primo piano in quello che, di fatto, rappresenta lo studio più costoso nella storia della biomedicina.Merito, anche, del Professor Giancarlo Logroscino, dell’Università di Bari, che è parte della task force neurologica del GBD. “Il grande risultato del Global Burden of Disease – spiega il Prof. Logroscino – è quello di misurare la salute in tutto il mondo con gli stessi parametri. Le valutazioni vengono realizzate utilizzando tutti i dati scientifici possibili e i dati del sistema delle strutture sanitarie, grazie ai quali è possibile monitorare e misurare l’andamento della mortalità, dell’aspettativa di vita, della distribuzione delle malattie e delle patologie croniche. Queste stime sono fondamentali per indirizzare i governi di tutto il mondo nella miglior pianificazione sanitaria possibile”.Impressionano i numeri forniti dalla relazione del neurologo italiano: se si osserva la mortalità globale, il 65% è costituita dalle malattie croniche, mentre si è ridotta in maniera drammatica la mortalità da malattie infettive, nonché materno-infantile e da malnutrizione (complessivamente 25%) mentre rimane costante con circa il 10% quella determinata da lesioni traumatiche (circa10%). Inoltre, entro i prossimi 20 anni (nel 2030) l’aspettativa di vita media a livello mondiale sarà di 85 anni per le donne e 79 per gli uomini avendo già nettamente superato i 70 anni già adesso. Il ritmo di miglioramento è incredibilmente di circa un terzo di anno per ogni anno a livello globale.”Se è vero che, da un lato, la vita delle persone si allungherà – sottolinea il Professor Logroscino – è altrettanto vero che, dall’altro, assisteremo ad un fenomeno per cui parte del guadagno in termini di aspettativa di vita sarà comunque caratterizzato dalla presenza di disabilità e da riduzione della qualità di vita. In questo scenario il maggiore driver della disabilità per le popolazioni mondiali, sarà costituito dalle demenze”.
E in Italia? “Nel nostro Paese – conclude Logroscino – oltre il 20% di persone è ormai over 65. Tra le persone anziane circa il 10% è affetto da una malattia neurodegenerativa, prevalentemente demenze, di cui circa il 50% dei casi è Malattia di Alzheimer. L’invecchiamento del paese Italia è globale con ritmi simili sia nel sud che nel nord.Fin dalla sua creazione, circa 20 anni fa, il Global Burden of Disease ha potuto contare sull’aiuto di grandi estimatori, che ne hanno permesso lo sviluppo e la crescita: i suoi finanziatori sono infatti la Banca Mondiale e la “Bill and Melissa Gates Foundation”. Dal punto di vista scientifico il GBD è diretto dal Global Health Institute di Seattle (nello stato di Washington, US) e ha estensioni in tutto il mondo con progetti specifici nazionali in paesi come diversi come Stati Uniti, Cina,Inghilterra, Messico e Norvegia.
Il gruppo di 15 scienziati italiani del GBD riunito a Venezia per la SIN ha convenuto di avviare il progetto GBD Italia per conoscere nell’immediato futuro lo stato di salute del nostro paese.

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Terapia con statine: Lancet pubblica revisione su rischi e benefici

Posted by fidest press agency su venerdì, 23 settembre 2016

statine

Secondo un articolo di revisione pubblicato su The Lancet e firmato da un pannello di esperti coordinati dalla London School of Hygiene & Tropical Medicine, i benefici della terapia con statine sono stati sottovalutati e i danni esagerati a causa di uno scorretto riconoscimento dei pro e dei contro del trattamento emersi dai precedenti studi randomizzati.
«La ricerca sulle statine, in corso da oltre 30 anni, ha generato una grande quantità di dati da un’ampia popolazione di pazienti» esordisce il primo autore Rory Collins, del Nuffield Department of Population Health alla University of Oxford (Regno Unito), aggiungendo che la revisione su The Lancet spiega come interpretare correttamente le prove attualmente disponibili sull’efficacia e la sicurezza della terapia con questi farmaci. «In sintesi la riduzione del colesterolo di 2 mmol/l – circa 35 mg/dl – ottenuta con una efficace terapia con statine a basso costo come per esempio atorvastatina 40 mg al giorno per cinque anni su 10.000 pazienti sarebbe in grado di prevenire gli eventi cardiovascolari sia in 1.000 persone con malattie vascolari preesistenti (prevenzione secondaria), sia in 500 persone a rischio aumentato per l’età o la presenza di ipertensione o diabete, ma che non hanno ancora avuto un evento vascolare (prevenzione primaria).
Per contro, la terapia potrebbe causare 5 casi di miopatia, una patologia rara che comporta astenia muscolare e mialgie accompagnate da un aumento della creatinchinasi nel sangue, che può aggravarsi fino alla rabdomiolisi se la terapia con la statina non viene sospesa. «Altri possibili eventi avversi potrebbero essere 5-10 ictus emorragici, 50-100 nuovi casi di diabete e fino a 50-100 casi di dolori muscolari» osserva Liam Smeeth, coautore in forza alla London School of Hygiene & Tropical Medicine. Secondo gli autori le statine sono farmaci efficaci e sicuri con un ruolo fondamentale nel prevenire le malattie cardiovascolari, che sono la principale causa di morbilità e di mortalità in tutto il mondo. Conclude Collins: «Anche se ulteriori ricerche potranno identificare piccoli effetti benefici o avversi aggiuntivi, è improbabile che i loro risultati modifichino in modo significativo l’attuale rapporto tra benefici e rischi del trattamento con statine». (fonte Doctor33)

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Regorafenib di Bayer approvato nell’Unione Europea per il trattamento del carcinoma metastatico del colon-retto

Posted by fidest press agency su domenica, 1 settembre 2013

Berlino Bayer HealthCare ha annunciato oggi che la Commissione Europea ha approvato regorafenib compresse per il trattamento di pazienti adulti con carcinoma metastatico del colon-retto (mCRC) che sono stati precedentemente trattati, o non sono candidabili al trattamento con le terapie disponibili. Queste includono chemioterapie a base di fluoropirimidine, terapie anti -VEGF e terapie anti-EGFR.”A seguito dell’approvazione di regorafenib per il trattamento del mCRC in diversi paesi in tutto il mondo, tra cui Stati Uniti e Giappone, siamo lieti di offrire ai pazienti in Europa una nuova opzione di trattamento”, ha detto Kemal Malik, MD, Membro del Comitato Esecutivo Bayer HealthCare e responsabile dello sviluppo globale. “In Bayer, ci impegnamo a sviluppare trattamenti che possano migliorare la vita dei pazienti e regorafenib può avere un impatto positivo sui pazienti con carcinoma metastatico del colon retto.””Il carcinoma metastatico del colon-retto è uno dei tipi di tumori più diffusi e per il quale vi è una reale necessità non soddisfatta di nuove opzioni di trattamento. Attualmente il tumore del colon-retto in uno stadio precoce, può essere trattato con l’intervento chirurgico preceduto o seguito da radioterapia e /o chemioterapia per evitare l’insorgenza di recidive eppure, per molti pazienti la malattia metastatizza in altre parti del corpo, riducendo drasticamente la possibilità di guarigione. “, Ha detto il Prof. Eric Van Cutsem, coordinatore dello studio CORRECT, University Hospital Gasthuisberg di Leuven, Belgio.”L’azione multi-bersaglio di regorafenib fornisce una nuova opzione contro il carcinoma metastatico del colon-retto. Nello studio CORRECT, regorafenib ha migliorato significativamente sia la sopravvivenza globale che la sopravvivenza libera da progressione di malattia in una popolazione di pazienti difficile da trattare.Questi dati mostrano che regorafenib può fornire una nuova opzione di trattamento per i pazienti con carcinoma metastatico del colon-retto, ” ha concluso van Cutsem.
L’approvazione di regorafenib si è basata sui dati dello studio registrativo di fase III CORRECT (carcinoma del COlon-Retto trattato con REgorafenib o plaCebo dopo fallimento della Terapia standard). I risultati dello studio CORRECT sono stati presentati al 48 ° Meeting Annuale della American Society of Clinical Oncology nel giugno 2012 e pubblicati on-line il 22 novembre 2012 sulla rivista The Lancet.
Regorafenib è approvato per il trattamento di pazienti con carcinoma metastatico del colon-retto e con tumori stromali gastrointestinali (GIST) in diversi paesi, tra cui Stati Uniti e Giappone.Il carcinoma del colon-retto (CRC) è il terzo tipo di tumore più comune in tutto il mondo, con oltre un milione di casi all’anno. La stima di sopravvivenza a cinque anni per il CRC in media è del 55 per cento, ma è altamente variabile e dipendente dallo stadio della malattia (dal 74 per cento per i pazienti con malattia in stadio I a solo il 6 per cento per i pazienti in stadio IV).
Regorafenib) è un inibitore multi-chinasico orale che inibisce diverse chinasi coinvolte nei meccanismi della crescita tumorale e della progressione – angiogenesi, oncogenesi e microambiente tumorale. In studi preclinici, regorafenib inibisce diversi recettori tirosin-chinasici angiogenici per il VEGF, che svolgono un ruolo nella neoangiogenesi tumorale (la crescita di nuovi vasi sanguigni). Inoltre inibisce diverse chinasi oncogeniche coinvolte nel microambiente tumorale tra queste VEGFR 1-3, KIT, RET, PDGFR, e FGFR, che individualmente e collettivamente hanno un impatto sulla crescita del tumore, la formazione del microambiente stromale e la progressione della malattia.Regorafenib è un composto Bayer sviluppato da Bayer e promosso congiuntamente da Bayer e Onyx negli Stati Uniti. Nel 2011, la Bayer ha stipulato un accordo con Onyx, secondo il quale Onyx riceve una royalty su tutte le vendite nette globali di regorafenib in oncologia.
Bayer è impegnata a fornire scienza per una vita migliore sviluppando un portafoglio di trattamenti innovativi. Il franchise oncologico di Bayer ora include tre prodotti e diversi altri composti in varie fasi di sviluppo clinico. Insieme, questi prodotti riflettono l’approccio dell’azienda alla ricerca, focalizzata su bersagli e processi cellulari con il potenziale di influenzare il trattamento dei tumori. .
Il Gruppo Bayer è un gruppo internazionale con competenze chiave nei settori della sanità, dell’agricoltura e dei materiali high-tech. Bayer HealthCare, un sottogruppo di Bayer AG, con un fatturato annuo di 18,6 miliardi di euro (2012), è una delle aziende innovative leader a livello mondiale nei settori sanità e prodotti medicali con sede a Leverkusen, in Germania. L’azienda combina le attività globali della salute degli animali, Consumer Care, assistenza medica e divisioni Pharmaceuticals. L’obiettivo di Bayer HealthCare è quello di scoprire, sviluppare, produrre e commercializzare prodotti in grado di migliorare in tutto il mondo la salute umana e animale. Bayer HealthCare ha una forza lavoro globale di 55.300 dipendenti (31 dicembre 2012) ed è presente in più di 100 paesi. Maggiori informazioni su http://www.healthcare.bayer.com.

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Diabete: La nuova insulina degludec riduce il tasso di ipoglicemia

Posted by fidest press agency su domenica, 27 Mag 2012

Presentati al 24° congresso della Società Italiana di Diabetologia, in svolgimento a Torino, i risultati di due studi clinici di fase 3 condotti con la nuova insulina degludec di Novo Nordisk, pubblicati poche settimane fa sulla rivista The Lancet. Gli studi hanno coinvolto complessivamente 1.635 persone con diabete di tipo 1 e 2, curate con l’insulina degludec (in fase di registrazione presso FDA ed EMEA, le autorità regolatorie americana ed europea) o con l’insulina glargine (già disponibile sul mercato).1,2Entrambi gli studi, disegnati in modo da garantire il raggiungimento di analoghi livelli di glicemia a digiuno (treat-to-target), hanno dimostrato che l’insulina degludec, a parità di controllo dell’HbA1c, ha permesso di ridurre del 25% il tasso di ipoglicemie notturne.“Le ipoglicemie rappresentano l’effetto collaterale della cura per il diabete che maggiormente preoccupa paziente e medico – ha spiegato Salvatore Caputo, Dirigente medico dell’Unità di Diabetologia al Policlinico Gemelli di Roma – tanto da portare a volte a ridurre la quantità di insulina giornaliera, il che ha evidentemente un effetto negativo sul controllo della malattia. Non si deve d’altra parte sottostimare la pericolosità delle ipoglicemie che rendono la persona con diabete più vulnerabile in relazione all’innesco di una serie di meccanismi potenzialmente dannosi sia sul sistema cardiovascolare sia sul sistema nervoso”. “Naturalmente, le più pericolose sono proprio quelle notturne, perché avvengono quando la persona dorme, non cosciente di ciò che sta accadendo, e, pertanto, impossibilitata a prendere le opportune misure correttive”, ha aggiunto.“Le caratteristiche della formulazione di un’insulina basale ideale dovrebbero essere quelle di rilasciare una concentrazione di insulina costante, stabile, priva di picchi e continua per almeno 24 ore senza causare ipoglicemia. Sia nei pazienti con diabete di tipo 1 che in quelli con diabete di tipo 2 è molto importante disporre di una insulina con queste caratteristiche” ha spiegato Francesco Giorgino, Professore di Endocrinologia e Malattie Metaboliche all’Università degli Studi di Bari. “L’insulina Degludec è un innovativo analogo basale dell’insulina che, grazie al suo profilo farmacocinetico ultralento, ha una durata d’azione superiore alle 24 ore e un effetto metabolico distribuito uniformemente nel corso della giornata. Dalla ridotta variabilità d’azione dipende un profilo glicemico più stabile che assicura il raggiungimento dei target glicemici con una importante riduzione del rischio di ipoglicemia”, ha concluso.
1. Garber AJ, King AB, Del Prato S et al. The BEGIN Basal-Bolus Type 2 Trial: Insulin degludec, an ultra-long-acting basal insulin, versus insulin glargine for basal-bolus therapy in type 2 diabetes: a 52-week, phase 3, randomised, parallel-group, multinational, treat-to-target trial. The Lancet. 2012: 379, pp 1498-507.
2. Heller S, Buse J, Fisher M et al. The BEGIN™ Basal-Bolus Type 1 Trial: Insulin degludec, an ultra-long-acting basal insulin, versus insulin glargine in basal-bolus therapy with mealtime insulin aspart in type 1 diabetes: a 52-week, phase 3, randomised, open-label, parallel-group, multinational, treat-to-target trial. The Lancet. 2012; 379, pp 1489-97

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Elsevier Gold Standard’s Kay Morgan Awarded NCPCP Highest Honor

Posted by fidest press agency su sabato, 19 Mag 2012

This is a modern day picture of downtown Tampa...

This is a modern day picture of downtown Tampa, Florida. (Photo credit: Wikipedia)

Tampa, Florida, (PRNewswire) Morgan honored with The TIME Award for lifetime contributions to NCPDP The National Council for Prescription Drug Programs (NCPDP), a not-for-profit standards organization with more than 1,500 members throughout the pharmacy services industry, awarded Kay Morgan, Senior Vice President of Drug Products and Industry Standards Research and Compliance for Elsevier / Gold Standard, with its highest honor, The TIME Award, last week at its annual conference in Phoenix. Elsevier / Gold Standard is a leading drug information and drug decision support provider. NCPDP established The TIME (The Individual Member Excellence) Award in 1990. It honors an NCPDP member for unselfish devotion toward meeting the goals and objectives of the organization. For the past 35 years, NCPDP has brought together all parts of the industry – payers, providers and suppliers – to develop business solutions and guidance for promoting information exchanges related to medications, supplies, and services within the healthcare system, to improve safety, privacy and healthcare outcomes for patients, while reducing costs in the system. The NCPDP Conference Daily quoted from Kay’s TIME nomination: “Kay is consistently and energetically involved in the activities of NCPDP and is an available resource for members to understand, influence and comply with the standards represented by the Council. This membership segment has brought new perspectives to the organization as we continue to address industry challenges. Kay has also represented pharmacy and NCPDP concerns in her interactions with the FDA and others as the groups work together toward industry solutions.”
Based in Tampa, FL, Elsevier/Gold Standard uses innovative technologies to provide a complete suite of drug information and decision support solutions. With a tenacious commitment to product quality, Elsevier/Gold Standard solutions empower healthcare organizations, professionals and consumers to meet the most pressing healthcare challenges, improve patient safety and ensure optimal outcomes. To learn more about Elsevier/Gold Standard, visit http://www.goldstandard.com.
Elsevier is a world-leading provider of scientific, technical and medical information products and services. The company works in partnership with the global science and health communities to publish more than 2,000 journals, including The Lancet and Cell, and close to 20,000 book titles, including major reference works from Mosby and Saunders. Elsevier’s online solutions include SciVerse ScienceDirect, SciVerse Scopus, Reaxys, MD Consult and Mosby’s Nursing Suite, which enhance the productivity of science and health professionals, and the SciVal suite and MEDai’s Pinpoint Review, which help research and health care institutions deliver better outcomes more cost-effectively.

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Cancro esofageo

Posted by fidest press agency su venerdì, 11 Mag 2012

I pazienti colpiti da cancro esofageo resecabile traggono benefici nel breve termine quando sottoposti a esofagectomia mininvasiva. Le informazioni provengono da una multicentrica randomizzata in aperto, condotta da Surya Say Biere, del VU University medical centre di Amsterdam, e collaboratori, che ha riguardato pazienti di età compresa tra 18 e 75 anni con tumore resecabile dell’esofago o della giunzione gastroesofagea, randomizzati a essere trattati con esofagectomia transtoracica in aperto (56 pazienti) o mininvasiva (59 pazienti). Nelle prime due settimane sono stati osservati 16 casi (29%) di infezione polmonare nei pazienti avviati ad esofagectomia in aperto rispetto a 5 casi (9%) nel gruppo trattato con intervento mininvasivo. Inoltre, nel primo gruppo sono stati registrati 19 casi (34%) di infezioni polmonari intraospedaliere contro 7 casi (12%) nel secondo gruppo. Per quanto riguarda la mortalità intraospedaliera, si è verificato 1 decesso nel gruppo operato a cielo aperto per deiscenza anastomotica e 2 decessi nel gruppo esofagectomia mininvasiva per aspirazione e mediastinite successiva a deiscenza anastomotica. Lancet, 2012 Apr 30. [Epub ahead of print] (fonte doctornew.33)

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Elsevier Announces Two Tetrahedron Symposia for 2012

Posted by fidest press agency su mercoledì, 11 gennaio 2012

Amsterdam Elsevier, a world-leading provider of scientific, technical and medical information products and services, announced it will organize an extra Tetrahedron Symposium in 2012. In an effort to bring the world class speakers in bioorganic and organic medicinal chemistry closer to researchers, Tetrahedron’s annual symposium will this year be held in two locations, one in Europe and one in Asia. Professor Chi-Huey Wong, Academia Sinica, Taiwan and Chairman of the 13th Tetrahedron Symposium Asia, said of the planned symposium in Taipei, “I am excited by this novel concept of having the world-class Tetrahedron Symposium hosted in two venues in 2012. This will enable many more scientists to participate than is possible for more traditional meetings. I am also very pleased that so many distinguished colleagues have enthusiastically agreed to participate.” Professor Stephen Neidle, UCL School of Pharmacy, London and Chairman of the 13th Tetrahedron Symposium Europe, said of the planned symposium in Amsterdam, “These are exciting times for the chemistry and life sciences field and I am delighted that the planned symposium will reflect this, with an outstanding group of speakers. The symposium will also be an opportunity for many scientists to present and discuss their latest work in the stimulating environment of the Tetrahedron Symposium.” Diddel Francissen, Executive Publisher of Elsevier’s Tetrahedron journals added, “Nothing compares to actually physically attending a symposium. With top international speakers such as Michael Famulok (Europe), Shigeki Sasaki (Asia), Clifton Barry (USA), the symposium can be held anywhere in the world. We are very pleased to have created more opportunities for researchers across the word to attend the event, present their work and interact with internationally renowned scientists. This symposium duplication is a first for Elsevier, and if successful, can pave the way for future duplications of symposia and conferences.”http://www.tetrahedron-symposium.elsevier.com
Elsevier’s Tetrahedron cluster of journals consists of: Tetrahedron, Tetrahedron Letters, Tetrahedron Assymetry, Bioorganic and Medicinal Chemistry and Bioorganic and Medicinal Chemistry Letters. All these journals provide an international forum for the publication of research in all areas of (bio)organic and medicinal chemistry.
Elsevier is a world-leading provider of scientific, technical and medical information products and services. The company works in partnership with the global science and health communities to publish more than 2,000 journals, including The Lancet and Cell, and close to 20,000 book titles, including major reference works from Mosby and Saunders. Elsevier’s online solutions include SciVerse ScienceDirect, SciVerse Scopus, Reaxys, MD Consult and Nursing Consult, which enhance the productivity of science and health professionals, and the SciVal suite and MEDai’s Pinpoint Review, which help research and health care institutions deliver better outcomes more cost-effectively.

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Un laser contro il dolore

Posted by fidest press agency su domenica, 6 novembre 2011

Scheme of a laser resonator

Image via Wikipedia

In caso di dolore cervicale la terapia più efficace è proprio il laser. A sostenerlo, nel corso della 25esima edizione di Laser Florence 2011, è la ricercatrice australiana Roberta Chow, già autrice di un articolo sul tema sulla rivista scientifica Lancet, quasi una Bibbia per i medici di tutto il mondo.L’infiammazione neurogena, sostiene Roberta Chow, è la normale risposta ad una lesione dei tessuti, associata spesso a gonfiore, arrossamento e dolore.La sperimentazione, effettuata con irradiazione laser a lunghezza d’onda di 650 nm e 808 nm, ha dimostrato che l’applicazione di laser ha effetti multipli sulle terminazioni nervose periferiche, in particolare su quelle che hanno la funzione di segnalare al cervello le sensazioni dolorose. Tale azione ha effetti antinfiammatori e di immediato sollievo dal dolore e, se protratta, può agire anche sulla stessa matrice del dolore. Il laser, dunque, agisce direttamente sulle terminazioni nervose periferiche della pelle e dei tessuti sottostanti e provoca un effetto analgesico, andando ad inibire la conduzione nervosa dei nervi sottostanti e frenando l’infiammazione e le sensazioni dolorose.

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