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Post Facebook del Vice Ministro Castelli a Landini sulla riforma fiscale

Posted by fidest press agency su sabato, 20 aprile 2019

Lei in una trasmissione televisiva ha appena detto “Serve una grande riforma fiscale che parta dalla lotta all’evasione, ma vedo che manca la volontà politica di voler affrontare il tema.” Di seguito le racconto le azioni concrete che abbiamo fatto da quando siamo al Governo per migliorare la lotta all’evasione. Siamo proprio partiti da lì. Sono sicura che questi strumenti serviranno, oltre a ridare maggiore giustizia sociale, anche a incrementare le risorse nel bilancio dello Stato che andrebbero certamente usate per ridurre il cuneo fiscale. Sono certa che piacciono anche alla CGIL.
ANAGRAFE RAFFORZATA: l’estensione al Corpo della Guardia di finanza della possibilità di utilizzo (fino ad oggi consentita alla sola Agenzia delle entrate) delle informazioni conservate nell’Archivio dei rapporti finanziari c.d. “rafforzato”, afferenti ai dati che gli intermediari finanziari devono trasmettere periodicamente all’Anagrafe tributaria. Le informazioni ricavabili dalla banca dati consentono, infatti, di selezionare in maniera più puntuale i soggetti nei cui confronti avviare i controlli, con possibilità di indirizzare l’azione investigativa verso le fenomenologie di frode più articolate e pregiudizievoli per gli interessi erariali. Si tratta di un patrimonio informativo di straordinaria rilevanza investigativa, utile, tra l’altro, per individuare le posizioni maggiormente incoerenti rispetto alle dichiarazioni fiscali presentate
INTERVENTI MIRATI: la rimodulazione della presenza ispettiva della Guardia di finanza e dell’Agenzia delle entrate nei confronti dei soggetti c.d. “di medie dimensioni”, mediante l’eliminazione del vincolo numerico annuo del 20 per cento della platea. La misura in argomento consentirà l’esecuzione da parte dell’Amministrazione finanziaria di piani di intervento annuali, sulla base degli elementi emersi dalle analisi di rischio sviluppate utilizzando le banche dati nonché le informazioni acquisite nell’esercizio degli ordinari poteri istruttori e d’indagine. Tale modalità di selezione dei contribuenti da sottoporre a controllo consentirà, quindi, di concentrare l’attività ispettiva nei confronti dei fenomeni di evasione e di frode più gravi e pericolosi, affrancando l’Amministrazione finanziaria da vincoli di presenza ispettiva correlati a rigidi parametri numerici, non connessi a concreti elementi espressivi di potenziale pericolosità fiscale;
EVASIONE INTERNAZIONALE: la facoltà per la Guardia di finanza di utilizzare, per l’esecuzione delle attività di controllo tributario o per finalità di analisi del rischio di evasione fiscale, informazioni: a. ricevute dall’Amministrazione finanziaria italiana, per fini fiscali, nell’ambito della cooperazione internazionale tra gli Stati dell’Unione Europea; b. relative alle imprese multinazionali – con un fatturato consolidato di almeno 750 milioni di euro – e afferenti a una serie di indicatori dell’attività economica effettivamente svolta in ciascun Paese. Sono informazioni particolarmente rilevanti ai fini del contrasto all’evasione fiscale internazionale poiché immediatamente indicative della ricorrenza di possibili meccanismi di pianificazione fiscale potenzialmente aggressiva che interessano più giurisdizioni ovvero dell’esistenza di frodi fiscali se non addirittura di altre gravi forme di illegalità.
MISURE CAUTELATIVE: La possibilità per il Comandante Provinciale della Guardia di finanza di proporre direttamente al Presidente della Commissione tributaria provinciale competente per territorio l’adozione delle misure cautelari, con riferimento ai verbali di constatazione redatti dai Reparti del Corpo, quando vi sia fondato timore di perdere la garanzia del credito erariale. Tale norma è finalizzata a rimuovere talune criticità che incidono sull’applicazione delle misure cautelari in campo tributario (tra le quali vanno annoverate la complessità procedimentale e le tempistiche dilatate), rafforzando le relative procedure di riscossione.
CONTROLLI SU RDC: potenziare le attività di controllo sui beneficiari del reddito di cittadinanza e di monitoraggio delle attività degli enti di formazione, mediante la previsione dell’aumento della dotazione organica del ruolo ispettori del Corpo della Guardia di finanza, incrementandola di cento unità.
ACCESSO AL SIUSS: consentire alla Guardia di finanza l’accesso al Sistema informativo unitario dei servizi sociali (SIUSS), assicurando maggiore efficacia ed incisività ai controlli, anche attraverso una selezione più mirata dei soggetti caratterizzati da più elevati indici di rischio.
LOTTA AL GIOCO ILLEGALE: l’esecuzione, in collaborazione con l’Agenzia delle dogane e di monopoli, di un piano straordinario di controllo e contrasto della raccolta di gioco illegale”. Così in un post su Facebook il Vice Ministro dell’Economia e delle Finanze, Laura Castelli.

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Scioperi e lavoratori

Posted by fidest press agency su giovedì, 30 luglio 2015

massimiliano_dona6Per il segretario della Fiom, Maurizio Landini, la proposta che ad indire uno sciopero sia il 50% più uno dei lavoratori va contro la nostra Costituzione. “Giusto! Ha ragione. Bastano due persone per avere un’astensione collettiva dal lavoro. La legge può regolare lo sciopero, non impedirlo. Il punto vero è il mancato rispetto della legge attuale, la 146/90: i mancati preavvisi ai consumatori, i finti annunci di scioperi poi revocati, gli scioperi bianchi, le finte assemblee” ha dichiarato Massimiliano Dona, segretario dell’Unione Nazionale Consumatori. “Chiediamo al Parlamento di rivedere le sanzioni pecuniarie, che ormai non rappresentano più un efficace deterrente” ha proseguito Dona. L’UNC ricorda che attualmente quella massima va da 2.500 a 50.000 euro. “Proponiamo anche nuove procedure di raffreddamento e di conciliazione nelle quali siano coinvolte anche le associazioni di consumatori e l’introduzione di forme alternative di protesta, come lo sciopero del biglietto e gli scioperi virtuali. In questi ultimi anni, infatti, per avere maggiore visibilità mediatica si è violata la legge avendo come obiettivo principale non quello di danneggiare economicamente il datore di lavoro, come dovrebbe essere, ma il consumatore. Questo è inaccettabile ed è questo che va punito più severamente” ha concluso Dona.

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