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Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 301

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I copioni di Berlusconi

Posted by fidest press agency su lunedì, 31 agosto 2015

lampedusa sbasrchi2Riporterò FI oltre il 20% dei consensi. Questa è l’ultima boutade di Silvio Il Magnifico. Se vogliamo credere a tali aspirazioni, non rimane che analizzare i copioni seguiti da questo ex presidente del consiglio, ex senatore, ex cavaliere del lavoro, ex grande imprenditore. Già sovrano assoluto della comunicazione di massa, ha elargito “lectio magistralis” sul tema della propaganda di se stesso, seguendo il copione che maggiormente poteva adattarsi al singolo momento.
Copione Lampedusano
Per chiarire la coerenza di questo personaggio, bisogna fare qualche passo indietro e riascoltare l’intervento alla TV satellitare Nessma tunisina, di sua proprietà, allora pronunciò queste testuali parole: ”Abbiamo il dovere di guardare a quanti vogliono venire in Italia con una totale apertura di cuore e di dare a coloro che vengono in Italia la possibilità di un lavoro, di una casa (…) questa è la politica del mio governo”.
Passiamo quindi a Lampedusa, davanti alla folla preoccupata ed esasperata per l’invasione dei migranti, apparendo convinto delle sue parole, ebbe a garantire, tra l’altro: “in 48-60 ore – è stato il primo e più politico annuncio del premier- Lampedusa sarà abitata solo dai lampedusani”. ”Questo fu solo l’esordio della litania di promesse con le quali esaltò gli animi dei depressi lampedusani, infatti aggiunse: “Chiederemo per l’isola il Nobel per la pace”, quindi, dopo consultazione con l’ineffabile Tremonti, aggiunse che era volontà del governo“ concedere a Lampedusa una ‘moratoria fiscale, previdenziale e bancaria almeno per un anno finalizzata a trasformarla in “zona franca”. Perso il controllo di se stesso, alzò i toni e il livello delle promesse, garantendo che sarà realizzato un campo da golf, una scuola e infrastrutture sanitarie.
Le affermazioni estemporanee che fece alla TV tunisina, diventarono accuse pesanti, ma non documentate: “tra i migranti tunisini arrivati a Lampedusa ci sono alcuni dei 13.600 evasi dalle carceri”. Ma subito ha chiarito: ”Abbiamo fatto in modo che queste persone non si immettessero nel tessuto sociale, mantenendo presidi che hanno evitato che ciò accadesse”. La conclusione del discorso culminò con lo spavaldo annuncio: “la notte scorsa, per una cifra inferiore ai due milioni di euro, ho comperato su internet una villa a Cala Francese”. Il copione lampedusano si conclude alla Berlusconi, con una delle sue melense barzellette, che rappresentano la sintesi di una megalomania malata: Berlusconi ha incontrato all’interno della base dell’aeronautica dove si è recato in visita, le mamme che in questi giorni hanno protestato animatamente affinché fosse risolta l’emergenza immigrati. Durante l’incontro il premier ha raccontato alle signore una barzelletta: “Durante un’indagine si chiede ad un campione di donne se vogliano fare l’amore con Berlusconi. Il 30% risponde ‘Magari…’, mentre il restante 70%, confessa….’Di nuovo?”.
Copione aquilano
All’indomani del terremoto che provocò oltre 300 morti, la presenza ingombrante di Berlusconi divenne ossessiva; giornalmente un elicottero lo portava sulla scena del disastro, per esibirsi in una lunga serie di gaffes che val la pena ricordare.· “Per l’estate stiamo organizzando una serie di vacanze nel mare Adriatico e stiamo vedendo anche delle crociere sul Mediterraneo dove intendiamo mandare famiglie intere e ragazzi” (29 maggio 2009)
· <<Va preso tutto come un fine settimana in campeggio>>, aprile 2008
· A Lia Beltrami, assessore pari opportunità di L’Aquila <<Posso palpare un po’ la signora?>>, aprile 2009
· Il consiglio a una studentessa per evitare la precarietà <<Contro la precarietà? Sposare mio figlio o un milionario. Io da padre le consiglio di cercare di sposare il figlio di Berlusconi o qualcun altro del genere, e credo che, con il suo sorriso, se lo può certamente permettere>>, marzo 2008
· Dunque, mentre all’Aquila le new town volute da Berlusconi cadono letteralmente a pezzi, con balconate che crollano su quelle sottostanti, gli italiani continuano a pagare le follie dell’epoca Berlusconi-Bertolaso. Il G8 alla Maddalena è costato ufficialmente oltre 327 milioni di euro, ma si tratta – come dimostra la vertenza tra la Cgf Costruzioni Generali (un tempo Giafi) di Carducci e lo Stato – di una stima prudenziale: gli investimenti rischiano di aver superato il mezzo miliardo.
Denaro gettato al vento: il vertice in Sardegna non s’è mai fatto, e le strutture che avrebbero dovuto rilanciare il turismo dell’isola sono state abbandonate. Non solo l’hotel dell’ex Arsenale (il gruppo di Emma Marcegaglia che lo aveva preso in affitto è stato risarcito con 36 milioni a causa delle mancate bonifiche a mare), ma anche il residence in cui dovevano dormire gli otto grandi è in balia delle intemperie e dell’incuria.
Copione estemporaneo
C’è poi il copione estemporaneo, collaudato in una riunione organizzata per l’esaltazione della grandeur di Berlusconi; era il 14 febbraio 2013 quando Berlusconi si lanciò in una parodia di intervista ad una incolpevole e imbarazzatissima dipendente, degna di un teatro porno di avanspettacolo Rivolto all’impiegata facendo oscene allusioni: “Ma lei viene?, Quante volte viene? Con che distanza temporale?” Parole che non hanno neppure bisogno di essere commentate. L’incresciosa scenetta con tanto di risate e applausi telecomandati di un pubblico che voleva apparire divertito, aveva innescato delle polemiche. Il comunicato tempestivo del manager della società, Ruggero Carlesso aveva subito minimizzato, specificando in una nota che la giovane dipendente non era stata affatto imbarazzata, anzi era onorata, (di essere stata trattata come una…escort nel corso delle trattative per determinare l’importo di una marchetta n.d.r.)
Tuttavia a polemizzare sull’accaduto è stato proprio la principale protagonista, la trentenne Angela Bruno, la vittima designata alle infelici battute, che di fatto smentisce il comunicato aziendale ritenendosi offesa per quelle battute da bar di infimo ordine.
Angela, come riporta fedelmente un noto giornale ha scritto una mail ad un giornalista che le aveva chiesto un’intervista, allegando copia della sua carta di identità per evitare ogni dubbio sulla provenienza. Il testo diceva:
“Buongiorno sono Angela Bruno. Sono allibita da ciò che leggo oggi sui giornali. Finora non ho avuto modo di difendermi, quindi a seguito rilascio la prima dichiarazione. In qualità di Donna e di Madre, le battute del Cavaliere non mi hanno affatto onorato, solo imbarazzato. La notizia dove mi dichiaro “onorata” è falsa. Questa è la prima dichiarazione che rilascio. Sono vittima di una manipolazione mediatica. Molte grazie”.
Infine sul suo profilo Facebook scriveva: “Il valore di un uomo non si misura dallo spessore del suo portafogli”.
Ma il punto non è solo questo.
Veronica Lario nella sua famosa lettera pubblicata da Repubblica aveva avvertito: “Mio marito non sta bene, ha bisogno di essere curato”. Peccato l’avvertimento sia stato completamente ignorato. Ricordiamo che il giorno di San Valentino (14 febbraio) si festeggia in tutto il mondo l’invito per dire basta alla violenza sulle donne, comprese quelle verbali.
Questo il livello morale e culturale dell’uomo che ritiene di poter sovvertire ogni responso democratico delle urne, con la sua sola presenza nei talk pilotati e corredati da domande concordate, a livello di Bruno Vespa.
Rimane incomprensibile come l’8% dell’elettorato, ancora, doni il suo consenso ad un simile personaggio.(Rosario Amico Roxas)

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Agricoltura familiare, km zero e niente Ogm

Posted by fidest press agency su domenica, 21 giugno 2015

agricolturaL’Aquila. Sostenibilità ambientale, tutela della biodiversità, sistemi agricoli a basso impatto, sviluppo delle filiere a chilometro zero. Sono le ricette presentate nella seconda (e ultima) giornata di lavori dell’XI Forum dell’Informazione per la Custodia del Creato, organizzato dall’associazione Greenaccord Onlus a L’Aquila in collaborazione con il Comune e la Regione Abruzzo. Soluzioni concrete che possono dare risposte efficaci sia agli ingenti problemi causati dai cambiamenti climatici, sia ai drammi della povertà e della malnutrizione che affliggono ancora centinaia di milioni di persone al mondo. “Tutte le attività da cui dipende il benessere dell’uomo, a partire dalla disponibilità di cibo, dipende dalla funzionalità garantite dagli ecosistemi, che garantiscono beni e servizi fondamentali per l’Umanità” spiega Franco Ferroni, responsabile Agricoltura di WWF Italia. “Mettere in conto la Natura significa garantire il benessere collettivo”. Eppure al momento, si sta andando in direzione esattamente opposta: con un tipo di agricoltura sempre più dominato da pochi gruppi industriali e un contestuale consumo di suolo agricolo. Ogni anno, dal 1990, nel nostro Paese si perdono 100mila ettari di suolo agricolo, più del doppio della Germania e due volte più che in Francia. “Quel modello, fortemente antropizzato, garantisce il massimo della produttività nel breve periodo ma si è dimostrato fallimentare nel medio-lungo termine”. Ma l’inversione di rotta è possibile. E dipende strettamente dalle scelte politiche che si prendono a livello locale, nazionale e mondiale. “I governi – prosegue Ferroni – possono decidere se continuare a sostenere quel modello o uno, basato su agricoltura familiare, biologica o biodinamica, che si è dimostrato un approccio amico della biodiversità e dei servizi che offrono alle popolazioni”.
Nel cambio di rotta, non può non rientrare una riflessione sugli Ogm. Nonostante le forti pressioni delle lobby dell’agroindustria per farli autorizzare anche in Europa, gli organismi geneticamente modificati continuano a lasciare scettici gli agricoltori italiani: “I pericoli per la salute pubblica derivante dall’uso di materie prime geneticamente modificate potrebbero causare danni nel medio e lungo periodo” spiega Cinzia Coduti, responsabile Ambiente e Territorio di Coldiretti. “Su questo tema, le certezze non esistono. E quindi deve valere il principio di precauzione che impone una necessaria prudenza. Ben più importante è difendere i caratteri che rendono unici e distintivi i prodotti agroalimentari italiani, che ci permettono di essere conosciuti, apprezzati e invidiati in tutto il globo”.
E in quest’ottica di valorizzazione, una mano preziosa può venire dal ripensamento delle filiere agricole, per costruire sistemi territorialmente circoscritti. Quelli che, con una semplificazione giornalistica, forse eccessiva ma efficace, sono ormai noti come “sistemi a chilometri zero”. “Queste filiere – spiega Anselme Bakudila, del Centro Studi di Slow Food – sono localizzabili geograficamente, offrono maggiori garanzie di freschezza e genuinità dei prodotti, che sono scambiabili senza intermediazioni, assicurano una maggiore remunerazione ai produttori e permettono una costruzione di un nuovo rapporto con i consumatori”. Un punto, quest’ultimo, molto caro all’organizzazione fondata da Carlo Petrini. Un nuovo rapporto tra chi produce e chi consuma è essenziale per cambiare mentalità e capire, insieme, l’importanza della cura comune delle risorse naturali. “Le filiere corte fanno incontrare i due attori fondamentali della filiera – prosegue Bakudila – stimolando la costruzione di un giusto prezzo, che assicuri cibo di qualità a chi mangia e giusto prezzo a chi produce”. E, intanto, ringrazia anche l’ambiente perché un simile sistema evita lo spopolamento delle zone rurali e offre un’alternativa valida alla dilagante cementificazione e ai danni in termini di dissesto idrogeologico che essa porta con sé.

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Bronchite cronica e malattie cardiovascolari

Posted by fidest press agency su mercoledì, 1 aprile 2015

DIGITAL CAMERAL’Aquila 9/11 aprile. Si respira male, si ha quasi sempre la tosse e spesso si va incontro a febbre, perché nei bronchi pieni di muco i batteri si sviluppano a grande velocità. Dando luogo a infezioni ripetute. E’ la Broncopneumopatia cronica ostruttiva (BPCO ), sigla che individua due malattie molto diffuse soprattutto tra gli anziani: bronchite cronica ed enfisema polmonare.
Però, anche se questi sono i sintomi, la BPCO non dovrebbe essere considerata soltanto come una patologia respiratoria. Diversi studi segnalano la presenza di diverse malattie associate alla BPCO, tra cui ipertensione, diabete, scompenso cardiaco, aritmie. In più, le terapie contro la BPCO possono aumentare il rischio di malattie cardiovascolari, e viceversa farmaci per le patologie cardiocircolatorie possono edere effetti a livello respiratorio.
Di tutto questo parleranno i massimi esperti nazionali in malattie respiratorie e cardiovascolari, in occasione del convegno “The missing link between cardiovascular disease and Copd”, in programma dal 9 all’11 aprile all’Hotel San Donato Resort di Santi di Preturo (L’Aquila), organizzato dalla Divisione di Medicina Interna e Nefrologia dell’Università dell’Aquila e promosso dalla Fondazione Internazionale Menarini.

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Vigili del fuoco a L’Aquila

Posted by fidest press agency su domenica, 3 aprile 2011

L’Aquila. Si svolgerà il prossimo 4 aprile nella piazza centrale de L’Aquila il dibattito aperto organizzato dall’Unione Sindacale di Base che vedrà i lavoratori del Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco a confronto con i cittadini aquilani. Interverranno: Franca Biondelli – Senatrice, PD Manuele Bonaccorsi – giornalista Left Avvenimenti, autore del libro “Potere assoluto” Un rappresentante del Comitato Casa dello studente Piero De Santis – ARA, Associazione Ricostruzione L’Aquila Samanta Di Persio – scrittrice, autrice del libro “Ju tarramuto” Un rappresentante dell’Associazione 309 Martiri Antonio Jiritano – USB P.I. VV.F. Enrico Perilli – Consigliere Comune de L’Aquila, PRC Alberto Puliafito – giornalista e documentarista, autore del film “Comando e controllo” Sara Vegni – Comitato 3e32 A due anni dal sisma si intende riflettere sulle drammatiche fasi del soccorso, sulla controversa ricostruzione e sulla militarizzazione imposta alle zone terremotate, che ha trasformato L’Aquila in una “zona rossa” privando i cittadini dei loro diritti ed escludendoli dalle scelte politiche sul loro futuro. Per i Vigili del Fuoco la sorte non è stata migliore: da anni costretti ad operare sotto gli standard minimi di soccorso a causa dei tagli generalizzati dei vari governi, sono stati spogliati dei loro diritti personali e sindacali e trasformati in un ulteriore soggetto impegnato nella sicurezza. Come testimonia la recente emergenza nella provincia di Taranto, dove i Vigili del Fuoco sono stati obbligati, dopo ore di soccorso, a rinunciare al riposo e partire da tutta Italia per montare le tende a Manduria, dove da sei giorni rimangono in pessime condizioni logistiche e igienico-sanitarie, senza sapere per quanti giorni si protrarrà il loro lavoro o quando verrà inviato personale per il cambio. I Vigili del Fuoco della USB ed il popolo aquilano discuteranno insieme di come uscire dalla militarizzazione, di come riappropriarsi delle zone rese “inaccessibili” e di come il Corpo Nazionale debba essere messo nelle condizioni di svolgere il ruolo sociale che gli compete, alla guida del sistema di Protezione Civile.

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L’Aquila a due anni dal sisma

Posted by fidest press agency su venerdì, 1 aprile 2011

Si svolgerà il prossimo 4 aprile nella piazza centrale de L’Aquila il dibattito aperto organizzato dall’Unione Sindacale di Base che vedrà i lavoratori del Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco a confronto con i cittadini aquilani. Parteciperanno comitati dei cittadini, parlamentari, esponenti sindacali, giornalisti, documentaristi. A due anni dal sisma si intende riflettere sulle drammatiche fasi del soccorso, sulla controversa ricostruzione e sulla militarizzazione imposta alle zone terremotate, che ha trasformato L’Aquila in una “zona rossa” privando i cittadini dei loro diritti ed escludendoli dalle scelte politiche sul loro futuro. Per i Vigili del Fuoco la sorte non è stata migliore: da anni costretti ad operare sotto gli standard minimi di soccorso a causa dei tagli generalizzati dei vari governi, sono stati spogliati dei loro diritti personali e sindacali e trasformati in un ulteriore soggetto impegnato nella sicurezza. Come testimonia la recente emergenza nella provincia di Taranto, in cui i Vigili del Fuoco sono stati obbligati, dopo ore di soccorso, a rinunciare al riposo e partire da tutta Italia per montare le tende a Manduria, dove da sei giorni rimangono in pessime condizioni logistiche e igienico-sanitarie, senza sapere per quanti giorni si protrarrà il loro lavoro o quando verrà inviato personale per il cambio. I Vigili del Fuoco della USB ed il popolo aquilano discuteranno insieme di come uscire dalla militarizzazione, di come riappropriarsi delle zone rese “inaccessibili” e di come il Corpo Nazionale debba essere messo nelle condizioni di svolgere il ruolo sociale che gli compete, alla guida del sistema di Protezione Civile. Interverranno:Franca Biondelli – Senatrice PDManuele Bonaccorsi – giornalista Left Avvenimenti, autore del libro “Potere assoluto”Un rappresentante del Comitato Casa dello studente, Fondazione 6 AprilePiero De Santis – ARA, Associazione Ricostruzione L’AquilaSamantha Di Persio – Scrittrice, autrice del libro “Ju tarramuto”Cristiano Fiorentini – Esecutivo USB Pubblico ImpiegoAntonio Jiritano – USB P.I. VVFAlberto Puliafito – giornalista e documentarista, autore del film “Comando e controllo”Sara Vegni – Comitato 3e32

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