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La millenaria storia di Larino

Posted by fidest press agency su lunedì, 26 marzo 2018

Larino (Campobasso) Quel topo di cantieri e di discariche, non di librerie, che è il mio caro amico Berardo Mastrogiuseppe, mi ha fatto omaggio della fotocopia di un ritaglio di “Molise Nuovo”, un periodico regionale pubblicato a Roma, e, precisamente, del n° 3 del 1952, Anno 5°, che riporta un interessante artico lodi Giuseppe Orazio de Gennaro, già sindaco di Larino nei primi anni ’60. Un appunto per la Storia del Molise riferito a “La Congiura larinese del 1679 e la liberazione della municipalità dai feudatari”.
Una storia di 339 anni fa, poco più di due decenni dopo la micidiale epidemia del 1656, che ridusse Larino a una città di 400 abitanti, con la scomparsa del patriziato formato da sei o sette famiglie (de Cornacchiellis, Sorella, Espinosa, de Raimondi, de Obscuris, de Palma, e, probabilmente de Misseriis e de Scimato), salva la sola famiglia dei Palma.
Un patriziato, visto che Larino, diversamente da altre località confinanti, non è mai stato un feudo, “nel vero senso della parola.
E, così, io che della storia ne sento solo il fascino, incuriosito dalla lettura del bell’articolo del Cav. Giuseppe Orazio, più noto come barone, sono entrato nel racconto di un passato di questa mia città sempre più sorprendente per la ricchezza della sua Storia, ben raccontata da altri illustri cultori come Giuseppe Mammarella, Napoleone Stelluti, e altri. E’ la storia, con la cultura, un valore importante del territorio, la nostra identità, alla quale bisogna aggiungere il paesaggio, l’ambiente, le tradizioni e le fondamentali risorse legate all’agricoltura, quali il cibo e, a Larino, da sempre. Il gentile olio di oliva.
Ho letto della congiura avvenuta in Larino nel 1679, che “va inquadrata storicamente nei prodromi di quel vasto movimento dottrinario e rivoluzionario che doveva portare all’abolizione della feudalità del Regno. Essa appartiene alla migliore storia nazionale del periodo e costituisce la più bella pagina della Storia Larinese che è pur ricca di fasti millenari”.
In pratica il patriziato locale, sostenuto anche dal clero, “approfittando anche della lontananza del potere Regio residente a Madrid”, prese l’iniziativa di far fuori il “ladrone di Larino”, il Duca don Francesco Maria Carafa della Stadera, e, così, “spezzare definitivamente anche il simbolo della giurisdizione feudale della città”. Tutto avvenne – scrive il dotto barone – mentre rientrava dal suo feudo di Campomarino, in un punto strategico, la salita nei pressi del Convento dei cappuccini che – me la ricordo bene – era davvero dura farla, come ricordo la croce in legno, piantata nel mezzo di due querce secolari, che ombreggiavano il tratto dove dovevi scendere dalla bicicletta e portarla a mano o dal carretto e stare dietro a spingere per aiutare il cavallo a spingere per superarlo.
La vendetta dei Carafa, con il processo contro i ribelli dinanzi alla Corte criminale di Lucera, la cittadina della Daunia che, con Larino, ha un rapporto antico. Io l’ho ritrovato nel dialetto comune quando ho presentato il mio libro “U penziere” nella città dove inizia e termina il Tratturo che, passando per Campobasso nel Molise, collega Castel di Sangro in Abruzzo. Le dure rappresaglie e la consorteria dei Palma asserragliata entro la torre più alta, quella dell’Episcopio, posta a sud est di fronte alla casa che, oggi, con una pietra di marmo ricorda la sede del primo Seminario della Cristianità. Una torre che, per vendetta, è stata rasa al suolo, che, ai miei tempi, era diventato il giardino dove noi bambini dell’ asilo giocavamo.
La morte della moglie di Don Antonio Palma, incinta, che, dopo tre ore dal parto cesareo perde il figlio. Il bambino che Alessandro Dumas, con la sua fantasia di romanziere fa vivere fino a renderlo protagonista, un secolo dopo, dei moti del 1799, l’amore di Luisa San Felice nel romanzo “Il regno insanguinato”.
Leggo che Dumas era amico del barone don Carlo Magliano di Larino e che Antonio de Palma, approfittando dell’inverno, si rifugiò a Sarcuno in provincia di Matera, dove si risposò con Antonietta di Maggio e, quando i figli nati dalle seconde nozze, una volta placate le acque, tornarono a Larino hanno dto origine a un’altra famiglia, non più Palma, ma Maggio-Palma.
La conclusione dell’articolo è la liberazione di Larino dai feudatari, tant’è che, quando dalla vicina Casacalenda arrivavano nella città frentana, diventavano “primi inter pares” con “i Patrizi Larinati liberi Signori di un libero municipio”.
Un’interessante storia che mi ha fatto dire, riportandomi all’attualità di questa mia città, l’importanza di vivere il racconto della storia millenaria, se esso stimola, però, la voglia di futuro. Un futuro che farà tornare Larino ad essere quella che è sempre stata, una capitale, un punto di riferimento, prima di tutto per il suo circondario. La città dell’olio per eccellenza, il luogo che ha ancora intorno la campagna e nella sua agricoltura, oggi più che mai, la sua grande risorsa. e nella sostenibilità del suo territorio il futuro.
La nascita del Biodistretto dei Laghi Frentani è una grande occasione da non perdere e da non mettere nelle mani di chi pensa ad altro, non ha programmi, o, peggio, sostiene chi ha imbrattato un paesaggio stupendo ed ha spogliato la città e il suo circondario di risorse importanti, come l’ospedale, lo zuccherificio e, ultimo, il Consorzio di bonifica.
Si tratta di pensare alla Storia e farla vivere per dare ad essa la continuità che merita con le idee, i progetti, i programmi e le necessarie strategie, con le azioni che hanno nella lungimiranza la sola possibilità per essere realizzate. (Paquale Di Lena)

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Larino ospita la tappa regionale di Girolio 2017

Posted by fidest press agency su domenica, 10 dicembre 2017

larinoLarino Venerdì 15 dicembre 2017 Ore 9.30-12.30 Inaugurazione Tappa regionale Girolio d’Italia presso Istituto tecnico Agrario “San Pardo” Cerimonia istituzionale intonazione dell’Inno d’Italia e Alza Bandiera Coro dell’Istituto Tecnico Agrario San Pardo Testimonial di tappa Pompeo Barbieri. la tappa regionale di Girolio 2017, è l’evento itinerante promosso dall’Associazione Nazionale Città dell’Olio che da aprile a dicembre attraverserà l’Italia alla scoperta delle eccellenze gastronomiche italiane, dei paesaggi e territori di produzione, dei luoghi e dei mestieri legati alla terra e all’olio.
L’edizione 2017 sarà dedicata al tema della Dieta Mediterranea, Patrimonio dell’Umanità Unesco dal 2010 e Paesaggio per promuoverne la cultura e la conoscenza. In particolare, si parlerà non solo di olio extra vergine di oliva, alimento principe della Dieta Mediterranea portatore di valori legati alla convivialità e ad uno stile di vita celebrato in tutto il mondo, ma soprattutto dei luoghi dell’olio e della Dieta Mediterranea per narrare il cibo insieme ai paesaggi e ai monumenti, dei beni culturali, ricollocando il cibo e i nostri prodotti enogastronomici nei luoghi che li hanno determinati.
Il Comune di Larino, tra le città italiane fondatrici dell’Associazione Nazionale Città dell’Olio, è stata scelta per rappresentare il Molise nell’edizione 2017 e dal 15 al 17 dicembre prossimi promuoverà un ricco programma di eventi, in collaborazione con Regione Molise, Comune di Montorio, Arsarp, Fruttagel, Molise Cinema, Istituto Tecnico Agrario “San Pardo”, Istituto Alberghiero “Federico di olivi_e_campanileSvevia”, Centro Culturale Afra, Villaggio delle Arti e Vespa Club Larino.“È un onore per la Città di Larino ospitare la tappa molisana di Girolio 2017 – ha dichiarato il Vicesindaco Assunta D’Ermes – una tappa all’insegna della collaborazione tra istituzioni, aziende ed Associazioni locali e nazionali che, ognuno per le proprie specificità ed eccellenze, hanno condiviso un progetto di valorizzazione e promozione di un territorio sempre più da scoprire. Quello molisano e di Larino in particolare.
Il filo conduttore della tre giorni che abbiamo organizzato sarà sempre l’olio extravergine di oliva, il Re della nostra dieta mediterranea diventata patrimonio dell’Umanità. E di Olio EVO si parlerà il giorno dell’inaugurazione alla presenza di un testimonial d’eccezione, l’atleta paralimpico molisano Pompeo Barbieri, un vero esempio di coraggio e positività per i nostri ragazzi.
Tantissimi gli appuntamenti per grandi e piccini che faranno da cornice alla tappa di Girolio a Larino – ha concluso il Vicesindaco D’Ermes – degustazioni di olio in abbinamento ai piatti della tradizione e ai prodotti dell’eccellenza gastronomica locale, eventi cinematografici, convegni scientifici e divulgativi, eventi musicali e intrattenimento per i più piccoli, mercatini dei saperi e dei sapori, cooking show, coinvolgimento delle scolaresche in laboratori di conoscenza del mondo dell’olio extravergine. Questo e tanto altro nella tappa in Molise di Girolio 2017 a Larino”.

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E’ un molisano di Larino, Alessandro Di Lena, il neo campione nazionale di potatura dell’olivo

Posted by fidest press agency su martedì, 3 maggio 2016

potatura oliviDopo il terzo posto ottenuto qualche settimana fa a Colletorto, città dell’olio sede del Campionato regionale di potatura, che ha visto la brillante vittoria del fratello Pasquale, Alessandro sale sul podio più alto, quello del Campionato Nazionale di potatura dell’olivo, organizzato dall’Assam a Montopoli Sabina, in provincia di Rieti nel Lazio.
E’, ancora diciassettenne, il campione italiano di potatura nella categoria Giovani, cioè i concorrenti compresi tra il 16° e il 21° anno d età. Non è la prima volta che Alessandro sale sul podio, avendo già ottenuto un secondo e due terzi posti (l’ultimo pochi giorni fa) al Campionato regionale di Potatura, organizzato dall’Agenzia regionale di Sviluppo dell’agricoltura molisana.
Un grande successo quello di oggi del giovanissimo Alessandro, che premia la sua grande passione per la campagna e l’olivicoltura in particolare, e premia, ancora una volta, una famiglia di potatori plurivincitori, quella di Antonio Di Lena, da considerare il grande maestro dei suoi due figli Pasquale e Alessandro. Anche lui abituato al podio del Campionato regionale, avendolo vinto due volte e, mancando per un soffio quello di un Campionato nazionale, giunto quarto.
Il grande applauso oggi è tutto per Alessandro per questa stupenda vittoria che premia la sua grande passione per l’olivicoltura e l’arte, non facile della potatura, che è tanta parte dei successi di un olio. Grazie a Alessandro e a questa sua vittoria che onora Larino, antica e recente capitale dell’olio, culla delle Città dell’olio, e il Molise forte dell’antica tradizione legata all’olivo e all’olio. (foto: potatura olivi)

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