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Ferisce due poliziotti, condannato a 15 mesi ma è latitante

Posted by fidest press agency su mercoledì, 31 ottobre 2018

Un senegalese di 20 anni, salì a bordo del treno che percorre la tratta Cremona – Treviglio, sprovvisto di titolo di viaggio. Raggiunto dal capotreno, il giovane si rifiutò di mostrare i documenti rendendo necessario l’intervento di una pattuglia della Polfer di Milano. Il senegalese reagì aggredendo gli agenti che riportarono ferite giudicate guaribili in 10 e 15 giorni. Arrestato per resistenza e lesioni a pubblico ufficiale è stato sottoposto ad obbligo di firma per poi far perdere le proprie tracce dopo qualche tempo. Ieri la condanna in rito abbreviato, a 15 mesi di reclusione, ma il soggetto è irreperibile.
«E’ stato condannato ma non è reperibile. Il lavoro dei miei colleghi è stato vanificato». Così Stefano Paoloni, Segretario Generale del Sindacato Autonomo di Polizia (Sap), commenta la vicenda.
«Sfruttando quelli che sono i “regimi agevolati” delle misure cautelari, questa persona si è resa latitante ancora prima di espiare la pena. Occorre certezza ed effettività della pena. Per questo motivo – prosegue Paoloni – nella proposta di garanzie funzionali avanzata dal Sap, chiediamo un inasprimento delle pene per i reati di resistenza e oltraggio a pubblico ufficiale, sia perché chi aggredisce un poliziotto in quel momento sta aggredendo lo Stato; sia perché la consapevolezza di pene severe svolge anche una funzione dissuasiva dal commettere determinati reati, poiché si andrebbe incontro ad una immediata applicazione». (n.r. Da tempo, purtroppo, riceviamo notizie di violenze nei confronti di poliziotti e non solo. Questo clima è favorito, per lo più, dalla lentezza dei processi che per un iter discutibile di garantismo si prolungano oltre misura. Da un nostro studio avevamo suggerito di giudicare per direttissima, coloro che sono colti in flagranza di reato, in modo tale che la sentenza fosse emanata nel giro di pochi giorni dal fatto e resa esecutiva).

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Di Pietro: un tempo il ladro faceva il latitante oggi va in parlamento

Posted by fidest press agency su martedì, 17 aprile 2012

“Nel ’92 i ladri, male che andava, facevano i latitanti. Oggi il ladro, male che vada, fa il parlamentare”. Così Antonio Di Pietro, leader dell’Italia dei Valori, ospite di “24 Mattino” di Radio 24 attacca il Parlamento sul tema della corruzione. “Non è cambiato nulla rispetto al ’92 se non l’ingegnerizzazione del sistema – ha aggiunto Di Pietro a Radio 24 -. Nel ’92 trovavamo la mazzetta nello sciacquone del cesso e nel pouf di casa Poggiolini. Oggi si fa la consulenza, si fa la nomina a Fincantieri come a Belsito, vengono utilizzati strumenti formalmente leciti per raggiungere fini illeciti. Una volta nella guerra tra guardie e ladri, la guardia aveva possibilità di raggiungere il ladro e male che andava il ladro faceva il latitante, oggi il ladro, male che vada, fa il parlamentare. Ci sono in Parlamento oltre 150 tra inquisiti da una parte e avvocati di inquisiti dall’altra. Voi immaginate che questo Parlamento faccia provvedimenti per far funzionare la giustizia? Questi sono tutto tranne che masochisti. Ci sono persone in Parlamento che hanno provvedimenti di cattura a carico”. Di Pietro è tornato sull’accusa già fatta in Parlamento al premier Monti di avere sulla coscienza i suicidi delle persone che si tolgono la vita per disperazione. “Io facevo un discorso all’interno della Camera durante un voto di fiducia che per l’ennesima volta indebitava le famiglie e costringeva le imprese a chiudere mentre non proponeva nulla per la crescita. Non estrapoliamo una frase detta in Parlamento, non in un bar di periferia. Questo sistema sta portando alla disperazione migliaia di famiglie e di lavoratori e imprenditori. E’ una fotografia, non si devono arrabbiare con me se faccio il fotografo. Chi si ammazza non è che si ammazza perché gli fa piacere, ma perché non ce la fa più. Affrontiamo il toro per le corna, invece di dire ‘non mi devi dire questo’”. Di Pietro ha criticato la riforma del mercato del lavoro: “Soprattutto puntiamo al mantenimento fermo dell’articolo 18 che, come direbbe il vecchio Di Pietro, non c’azzecca assolutamente niente con la causa della situazione economica del Paese”. Infine sui rimborsi elettorali, il leader Idv ha ribadito che il suo partito rinuncerà all’ultima tranche in arrivo a luglio di circa 4 milioni: “Noi ritireremo la quota e la gireremo seduta stante con un assegno circolare a Elsa Fornero, il ministro che ha più necessità di venire incontro alle fasce sociali più deboli. Se non li ritirassimo verrebbero ridivisi tra gli altri partiti. Faremo un bell’assegno, poi chiederemo dove li mette e che cosa ci fa”. (maria Luisa Chioda)

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Arresto del latitante Antonio Iovine

Posted by fidest press agency su giovedì, 18 novembre 2010

“Esprimo grande soddisfazione per l’avvenuto arresto del latitante Antonio Iovine” lo dichiara in una nota l’on. Americo Porfidia “Ringraziamenti alla Magistratura nel suo complesso ed in particolare alla Squadra mobile di Napoli, sezione Criminalità guidata dal vicequestore Andrea Curtale, che assieme ai colleghi di Caserta hanno portato a compimento l’azione.  Dopo 14 anni di latitanza viene finalmente assicurato alla giustizia un pericoloso criminale che assieme ai suoi soldati tanto danno ha apportato al Paese e all’immagine di Terra di Lavoro. Siamo certi – conclude Porfidia – che lo Stato e le Forze dell’Ordine continueranno con sempre più vigore il loro percorso di lotta alla criminalità organizzata, per donare all’Italia nuove giornate di Liberazione ”

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