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Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 338

Posts Tagged ‘latitanti’

Maroni arresta i latitanti?

Posted by fidest press agency su lunedì, 30 Maggio 2011

“Se il ministro Maroni è così bravo in attività investigative e operative, tanto da essere capace di arrestare in prima persona pericolosi latitanti, perché non aiuta noi umili poliziotti a svolgere altri gravosi compiti, come accompagnare gli immigrati clandestini per l’espulsione, o mantenere l’ordine pubblico negli stadi e durante le manifestazioni, o svolgere servizi di scorta, o pattugliare di notte su una Volante le periferie cittadine”. Se lo chiede Franco Maccari, Segretario Generale del Coisp, il Sindacato Indipendente di Polizia, commentando il contenuto di un articolo del quotidiano leghista “la Padania” a proposito dell’arresto del latitante camorrista Dell’Aquila. Prosegue Maccari: “Dà la nausea la sfacciataggine propagandistica del giornale, che non esita a sostenere che ‘serviva un ministro leghista per fare la più grande guerra alle mafie della storia della Repubblica’. E’ evidente che a contrastare le mafie e ad arrestare i criminali sono le Forze dell’Ordine e la magistratura, che certo non hanno un colore politico e operano al meglio delle loro possibilità qualunque sia la maggioranza che governa il Paese, non certo il ministro Maroni né tantomeno un governo che con continui tagli alle risorse e con provvedimenti legislativi scellerati rende sempre più difficili le attività investigative e il controllo del territorio”.

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Afghanistan: morte ten. Romano

Posted by fidest press agency su martedì, 21 settembre 2010

Dichiarazione di Luca Marco Comellini, segretario del partito per la tutela dei diritti di militari e forze di polizia (Pdm). “Le dichiarazioni del sottosegretario alla Difesa Crosetto rilasciate ieri a CNRmedia sembrano quelle fatte da chi, colto molto impreparato, non ha saputo cosa rispondere ed ha voluto far passare la tragica operazione di guerra dove ha trovato la morte il tenente Romani per una di polizia finalizzata alla cattura di latitanti. A questo punto è legittimo domandarsi per quale motivo, se era un’operazione di polizia, sono stati impiegati i militari italiani di un reparto speciale, armati fino ai denti e con l’appoggio degli elicotteri da combattimento Mangusta, e perché allora in Italia allora non vengono ugualmente utilizzate queste forze speciali per dare la caccia ai tanti latitanti nostrani? Il sottosegretario dovrebbe essere più coerente con i fatti e ammettere che è stata un’operazione di guerra. Il Ministro La Russa invece dovrebbe riferire al Parlamento sull’operazione in cui ha trovato la morte il militare perché è chiaro che la situazione è totalmente fuori controllo e per quanto ne possa dire il generale Berto e lo Stato Maggiore della Difesa ora la missione ISAF non è più di pace, se mai lo sia veramente stata.” (Luca Marco Comellini)

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In manette l’erede dei boss Lo Piccolo

Posted by fidest press agency su martedì, 23 marzo 2010

“In Sicilia è stato compiuto un nuovo fondamentale passo nel lunghissimo cammino che conduce al raggiungimento pieno della legalità”. Roberto Soldà, vicepresidente dell’Italia dei Diritti, commenta con soddisfazione la notizia dell’arresto a Palermo, da parte della Guardia di Finanza, di Giuseppe Liga, soprannominato l’architetto e ritenuto l’erede dei due padrini di San Lorenzo, Salvatore e Sandro Lo Piccolo, alla guida del clan più importante del capoluogo siciliano. “Si tratta – continua l’esponente del movimento presieduto da Antonello De Pierro – di un nuovo punto messo a segno dallo Stato nella partita contro la criminalità organizzata. Il nostro plauso – conclude Soldà – va all’impegno degli inquirenti, che tengono sempre alta l’attenzione, in un territorio non certo facile come quello siciliano, nella lotta per assicurare alla giustizia pericolosi latitanti”.

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La cattura dei latitanti

Posted by fidest press agency su lunedì, 7 dicembre 2009

“La cattura dei due super-latitanti di cosa nostra, Gianni Nicchi e Gaetano Fidanzati – che segue di pochi giorni l’arresto del boss Mimmo Raccuglia – rappresenta un nuovo straordinario successo della Polizia e della Polizia soltanto: non certo di un Governo che si appropria di meriti non suoi, e che anzi ostacola nei fatti, con i tagli alle risorse, il contrasto alla criminalità organizzata”. A sostenerlo è Franco Maccari, Segretario Generale del COISP – il Sindacato Indipendente di Polizia. “Queste brillanti operazioni di servizio – continua Maccari – sono state possibili solo grazie allo spirito di sacrificio e al senso del dovere di colleghi valorosi, come quelli della Squadra Catturandi della Mobile di Palermo e Milano, ma anche di tanti altri uffici e uomini anonimi nei nomi ma non nei fatti, che continuano a lavorare senza mezzi e strumenti adeguati. I continui tagli da parte del Governo al comparto della Sicurezza costringono i poliziotti ad anticipare le spese per il carburante, per gli appostamenti, per i computer, per la carta, per le missioni. In segno di ‘gratitudine’, a questi colleghi non vengono pagati neppure gli straordinari”.  Prosegue Maccari: “Se ancora non è chiaro in quale stato pietoso versi l’apparato della Sicurezza, ecco una notizia che lascia semplicemente agghiacciati: il Reparto Scorte di Palermo non ha più la carta per stampare gli ordini di servizio, tanto da essere costretto a riciclare vecchi fogli, annullandone il fronte e stampando sul retro (cosa che avviene in tutti gli Uffici di Polizia, utilizzando le liste degli arresti domiciliari, delle sanzioni disciplinari, degli atti di polizia giudiziaria – alla faccia della riservatezza e della libertà!!) Ma qui, al Reparto scorte di Palermo, tra quei mucchi di fogli di carta, un collega ha recuperato l’originale dell’ordine di servizio del 23 maggio 1992, il giorno della strage di Capaci: in quel foglio ci sono i nomi degli uomini della scorta di Giovanni Falcone, rimasti uccisi sull’autostrada insieme al magistrato ed a sua moglie”. “Il vero contrasto alla mafia – conclude Maccari – non può che partire dal rispetto dei Servitori dello Stato che hanno dato la vita per combattere la criminalità. Un rispetto che deve essere dimostrato con i fatti: investendo sul comparto Sicurezza, dotando le Forze di Polizia di risorse, uomini e mezzi adeguati, garantendo la sicurezza sul lavoro, e non certo affannandosi negli stanchi rituali dei ‘complimenti’ alle Forze dell’Ordine e dei sorrisi in conferenza stampa”.

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