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Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 279

Posts Tagged ‘latte fresco’

Nessun allungamento di scadenza per il latte fresco italiano

Posted by fidest press agency su domenica, 10 maggio 2020

Le complicazioni nei consumi comportate dall’epidemia Covid-19 avevano paventato l’allungamento della scadenza del latte fresco pastorizzato dal sesto giorno successivo a quello del trattamento termico sino al dodicesimo giorno. Le perdite nel canale ho.re.ca (hotel, ristorazione, bar) e delle esportazioni sempre più difficoltose, in parte coperte dalla grande distribuzione organizzata e dai negozi di vicinato, hanno comportato un crollo, da taluni ritenuto ingiustificato, del prezzo al litro pagato agli allevatori. Da qui l’ipotesi dell’allungamento della scadenza che ha visto, però, sin da subito la protesta dei produttori locali e che ora viene scongiurata definitivamente anche dal Ministero delle Politiche Agricole, ribadita in una risposta ad una interrogazione svoltasi al Senato.
Scongiurati, dunque, i pericoli connessi all’allungamento della scadenza del latte fresco pastorizzato come l’incentivo all’ingresso di prodotti dall’estero, instaurando una pericolosa concorrenza economica a danno degli allevatori italiani proprio in un momento in cui il legame con i prodotti del territorio andrebbero valorizzati e sostenuti. “Inoltre – continua il Sottosegretario L’Abbate – si rischierebbe di confondere il consumatore che non lo distinguerebbe più dal latte a lunga conservazione o microfiltrato. È necessario agire su altri fronti per sostenere il comparto lattiero-caseario e lo stiamo facendo attraverso gli stanziamenti di 14,5 milioni di euro per i formaggi DOP/IGP e 6 milioni di euro per il latte a lunga conservazione del Fondo Indigenti, utilizzando gli strumenti dell’ammasso privato per formaggi ad indicazione geografica, formaggi generici e cagliate sino ad un massimo di 12,654 tonnellate e – conclude Giuseppe L’Abbate – con una maggiore trasparenza nella tracciabilità della filiera, prevista in un decreto in discussione in Conferenza Stato-Regioni. Nel frattempo, stiamo anche chiedendo ulteriori misure all’Ue per interventi ancor più incisivi per il comparto”.?

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Salute: il latte fresco va sempre bollito

Posted by fidest press agency su sabato, 31 marzo 2012

Caffe Latte

Caffe Latte (Photo credit: Wikipedia)

Il Ministero della Salute ha inviato alla Federazione italiana medici di medicina generale e alle Federazioni mediche e Società scientifiche di pediatria e neonatologia una comunicazione per segnalare alcuni casi di sindrome emolitico-uremica (SEU) associati a infezione da E. coli produttore di verocitotossina (VTEC) in pazienti di età pediatrica, probabilmente acquisite attraverso il consumo di latte crudo (non pastorizzato) contaminato. Il Ministero ha chiesto di diffondere la nota ai medici di medicina generale e ai pediatri perché sensibilizzino genitori e pazienti sulla problematica, informandoli sulla necessità di bollire il latte crudo prima di un eventuale consumo. Come è noto, il Ministero della Salute ha stabilito con l’ordinanza ministeriale del 10 dicembre 2008 (il cui termine di validità è stato recentemente prorogato al 31 dicembre 2012) che il latte crudo deve essere venduto attraverso distributori automatici, appositamente registrati e controllati dalle Asl, che devono riportare correttamente l’indicazione che il latte crudo è da consumarsi previa bollitura, mentre in caso di cessione diretta è il produttore che deve obbligatoriamente informare il consumatore su tale modalità di consumo. Giovanni componente del Dipartimento Tematico Nazionale “Tutela del Consumatore” di Italia dei Valori e fondatore dello “Sportello dei Diritti”, sottolinea come la bollitura è indispensabile per eliminare l’eventuale presenza di agenti patogeni che possono essere presenti nel latte crudo anche se questo viene prodotto nel totale rispetto delle norme: i pur rigorosi controlli sul latte e sugli allevamenti, da soli, non possono garantirne la completa sicurezza, come invece può fare il processo di bollitura. Per tale motivo, sollecita le autorità preposte a verificare che l’invito a bollire il latte prima di consumarlo sia scritto a chiare lettere sulle macchine distributrici ed eventuali bottiglie dato che con la bollitura si mantengono inalterati tutti i macro nutrienti del latte, come calcio, proteine, lipidi.

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Garantire il latte fresco laziale

Posted by fidest press agency su venerdì, 26 febbraio 2010

“La Centrale del Latte di Roma (CLR) è una società partecipata: 75% Parmalat, 16% Finlatte, 7,1% Comune di Roma, 1,8%  Regione Lazio e 0,1% detenuto da altre 2 cooperative di produttori. Poiché lo statuto della CLR prevede la possibilità di azioni straordinarie ed alcune ordinarie solo se viene coinvolto l’85% del capitale azionario, appare determinante il pacchetto detenuto da Finlatte del 16%”. E’ quanto dichiara Erder Mazzocchi Consigliere Regionale del Lazio del Pdl. “A fine ottobre scorso Parmalat ha comunicato la sua offerta vincolante per l’acquisto totale della partecipazione di Finlatte o in alternativa del 51% della società. Richiesta che è stata subissata sia dagli allevatori della Cooperativa Lattepiù sia dagli azionisti di Finlatte”.Prosegue Mazzocchi: “Viene spontaneo chiedersi quali siano le reali motivazioni che hanno indotto Parmalat a presentare tale proposta. Perché Parmalat vuole liberarsi di tutti gli altri soci? Vuole forse vendere l’azienda a qualcun altro? Vuole forse localizzarla in altro luogo, magari molto lontano da Roma e sostituire il prodotto latte fresco con altri prodotti a lunga conservazione? Oppure vuole acquistare latte che non sia né romano, né laziale e nemmeno italiano, lasciando libera un’area di quasi 20 ettari all’interno del raccordo anulare con possibilità di speculazioni edilizie?” Conclude Mazzocchi: “La Regione Lazio non può assolutamente permettersi di perdere un’azienda così importante come la Centrale del Latte di Roma. Ritengo pertanto lodevole la scelta di Finlatte di rifiutare l’offerta di oltre 23 milioni di euro, per di più in un momento economico così difficile, per volere continuare a garantire ai consumatori della nostra Regione il miglior latte fresco del Lazio”.

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Obbligo di indicare l’origine del latte

Posted by fidest press agency su sabato, 25 luglio 2009

“L’obbligo di indicare l’origine del latte importato per fare i formaggi sarebbe paradossale di fronte alla possibilità di qualunque operatore di importare un formaggio anonimo da qualunque Paese ed etichettarlo con un nome di fantasia come ‘Caciotta del pastore’, in modo che sembri nostrano, senza indicare l’origine perché non c’è alcun obbligo”. E’ quanto sostiene Massimiliano Dona, Segretario generale dell’Unione Nazionale Consumatori, secondo il quale “la disciplina dell’indicazione dell’origine sui prodotti alimentari è una partita troppo importante per essere affrontata in modo demagogico e partigiano. D’altra parte -dice Dona- nulla vieta ai produttori nazionali di scrivere in etichetta che il formaggio è fatto con latte nazionale, in modo da permettere al consumatore una scelta consapevole, come già succede per il latte fresco pastorizzato nazionale, che deve indicare la zona di provenienza”.

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