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Quotidiano di informazione – Anno 34 n° 276

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Latte: Cia, su accordo prezzo pesa variabile rincari produttivi e instabilità politica

Posted by fidest press agency su martedì, 26 luglio 2022

L’accordo sul prezzo del latte per il 2022 raggiunto con Italatte, società del gruppo Lactalis, non soddisfa pienamente Cia-Agricoltori Italiani. L’aumento ottenuto dagli allevatori, infatti, rischia di essere superato presto dall’incremento dei costi di produzione, che non si ferma, complice l’instabilità dei mercati e, ora, anche quella politica con la caduta del governo. Una situazione difficile, che obbliga a una riflessione sugli scenari futuri del comparto lattiero-caseario.Le aziende zootecniche -ricorda Cia- continuano a registrare un’impennata dei costi produttivi. Solo nel primo trimestre dell’anno, gli esborsi degli allevatori sono cresciuti del 16,6% rispetto allo stesso periodo del 2021. Sono aumentati i prezzi degli animali da allevamento (+9,8%) e dei mangimi (+21%), oltre che dei prodotti energetici (+61,5%). E la dinamica dei prezzi di vendita ha dimostrato di non essere in grado di assorbire i maggiori costi, esponendo gli allevatori all’erosione dei margini di guadagno, ormai ai minimi storici. Ad aggravare il quadro, poi, le altissime temperature estive che, nella maggior parte delle stalle, stanno provocando una minore produzione di latte.L’accordo con Italatte, ieri, è stato raggiunto su una media di 57 centesimi al litro con nello specifico: 55 cent/l nei mesi di luglio e agosto, 57 cent/l nei mesi di settembre e ottobre, 58 cent/l nel mese di novembre e 60 cent/l nel mese di dicembre.Cia ritiene, innanzitutto, che accordi siglati con player che possono condizionare, a livello nazionale, le future trattative di mercato delle varie realtà del settore, devono coinvolgere necessariamente tutte le forze della filiera, soprattutto in un momento così delicato e instabile dal punto di vista politico ed economico.Una valutazione che si rafforza in considerazione della distanza dell’accordo dagli attuali valori del latte spot, che il 18 luglio ha raggiunto 65,75 euro al quintale. A Milano le quotazioni si attestano questa settimana sui 650–660 euro/tonnellata, mantenendosi per la quarta settimana consecutiva sopra la soglia dei 600 €/t mai raggiunta in precedenza. Prezzi sostenuti anche dalla minore produzione di latte a livello mondiale.In questo scenario di settore, e in quello di crisi generale, con l’inflazione al +8% e lo spettro di una contrazione dei mercati finanziari che rischia di impattare disastrosamente sui mutui e sulla liquidità delle aziende agricole -osserva Cia- sottoscrivere un accordo che non contempla la variabilità e la complessità di tutti questi elementi, rischia di avere un effetto controproducente sulla sostenibilità economica delle stalle, già in una situazione di forte difficoltà, per i forti rincari sull’alimentazione del bestiame, acuiti dalla perdurante siccità che sta mettendo a rischio le colture foraggere. “L’attuale situazione del Governo ci pone in una posizione di forte preoccupazione per le prospettive future delle imprese zootecniche, che necessitano di interventi concreti, urgenti e sicuri, per superare questa fase critica -spiega il presidente nazionale di Cia, Cristiano Fini-. C’è bisogno di un governo pienamente operativo, perché tutto questo caos avrà ripercussioni sull’accesso alle risorse finanziarie e sulla tenuta delle aziende del settore”.

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Latte: Cia, servono interventi immediati

Posted by fidest press agency su giovedì, 3 marzo 2022

Gli allevatori italiani non possono aspettare ancora. Le oltre 43.000 aziende di bovini da latte sono allo stremo per il rialzo incontrollabile delle materie prime e dell’energia, a cui si aggiungono ora gli effetti della crisi in Ucraina. Servono interventi immediati per riconoscere ai produttori una più equa quotazione del latte alla stalla, oltre a interventi strutturali per evitare la chiusura delle imprese. Così il presidente di Cia-Agricoltori Italiani, Dino Scanavino, intervenendo oggi al tavolo di filiera del settore lattiero-caseario con il ministro delle Politiche agricole Stefano Patuanelli.“L’accordo firmato nei mesi scorsi è stato totalmente disatteso -ha ricordato Scanavino- dimostrando una totale mancanza di rispetto per le difficoltà del sistema produttivo. Oggi un litro di latte fresco viene pagato in media 39 centesimi al litro all’allevatore, con costi di produzione più alti e ormai vicini ai 45 centesimi al litro, mentre il prezzo del latte ‘spot’ è a 49 centesimi, per arrivare sullo scaffale del supermercato a quota 1,50-1,70 euro. Insomma, una situazione insostenibile e ingiustificabile”.Ecco perché “chiediamo di adeguare il prezzo del latte bovino alle dinamiche di mercato di alcuni prodotti guida, oltre che ai costi di produzione -ha ribadito il presidente di Cia-. L’andamento delle vicende internazionali rende evidente l’utilità di avere a disposizione un meccanismo per l’adeguamento del prezzo del latte nel corso dell’anno, sulla base dello sviluppo del mercato”.Allo stesso tempo, per Cia è necessario mettere in campo ulteriori interventi per mitigare gli effetti dei rincari sulle aziende, acuiti dal conflitto russo-ucraino. Basti pensare che, solo nei primi 14 giorni di febbraio, i prezzi dell’elettricità sono cresciuti del 238% sullo stesso periodo del 2021; il gas naturale il 327% in più, il petrolio il 50% in più. I costi dei trasporti sono aumentati del 115% rispetto a febbraio di un anno fa. Una corsa insostenibile per la catena di approvvigionamento, che colpisce tutti gli anelli della filiera.Le stalle, in aggiunta, devono fronteggiare anche i rialzi legati alla mangimistica. Il prezzo del mais a uso zootecnico costava a gennaio il 32% in più rispetto a gennaio 2021 (e il 67% in più rispetto a dicembre 2019); la soia è passata dai 328 euro/ton di maggio 2019 a 621,5 euro/ton di media nell’ultimo mese (+89%, con una crescita del 23,3% rispetto a febbraio 2021) e l’erba medica disidratata in balloni è proiettata a raggiungere il prezzo record degli ultimi 22 anni (solo nel 2014 raggiunse un valore più elevato, 268 euro alla tonnellata).Per tutti questi motivi, “bisogna inserire anche le aziende agricole nel Decreto energia annunciato dal governo -ha aggiunto Scanavino- e lavorare da subito a misure fiscali, come l’azzeramento dell’Iva e delle accise sui mangimi, oltre che su interventi di lungo periodo che garantiscano una più giusta ripartizione del valore lungo la filiera”.

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Latte: Cia a industriali, basta speculazioni si rispettino accordi presi

Posted by fidest press agency su lunedì, 10 gennaio 2022

L’accordo faticosamente raggiunto a novembre non è mai stato rispettato dagli industriali e i produttori sono allo stremo. Malgrado il lodevole impegno del ministro Patuanelli e dei dirigenti del Mipaaf, i numerosi tavoli che si sono susseguiti hanno portato al nulla di fatto e il protocollo d’intesa resta, dunque, inapplicato. A seguito dei rincari di materie prime, dei mangimi, oltre ai maggiori oneri per proteggere i lavoratori dal Covid, gli allevatori lavorano da mesi drammaticamente sotto i costi di produzione (oltre i 43 centesimi al litro). Cia-Agricoltori Italiani chiede ad Assolatte di assumersi ora le sue responsabilità, presentando al prossimo tavolo dell’11 gennaio una posizione finalmente ragionevole. Secondo Cia, è inaudito che il prezzo del latte spot si mantenga abbondantemente sopra i 45 centesimi al litro, mentre il latte alimentare sotto contratto non superi i 39 centesimi.Paradossale che non si voglia riconoscere l’aumento richiesto dal sistema allevatoriale in un momento in cui l’industria lattiero-casearia gode degli ottimi bilanci dell’export di formaggi (+27% negli Usa nel gennaio-novembre 2021 Vs. 2020) e registra un +5,6% di incremento dei prezzi all’origine per tutta la produzione (principalmente formaggi duri e burro). Non si può permettere che le risorse del Pnrr e dei Psr finanzino un’industria che specula sulla sua base produttiva. Una corretta attuazione del regolamento sulle pratiche sleali non può consentire che i progetti di filiera e le misure regionali per l’agroindustria vadano a beneficio di chi paga il prodotto sottocosto. Cia esorta, infine, anche la Gdo a fare sua parte e ricorda come il mercato dimostri ogni giorno che il latte si può pagare molto di più, senza ridurre, in alcun modo, il profitto degli industriali.

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Latte: Cia, riunione di filiera deludente

Posted by fidest press agency su lunedì, 3 gennaio 2022

Una riunione inefficace e alla ricerca di cavilli inaccettabili. La filiera lattiero-casearia merita più rispetto, così come l’ok arrivato dall’Antitrust al protocollo d’intesa che consente agli allevatori di raggiungere il prezzo di 41 centesimi al litro e introduce il “premio emergenza stalle” di 3 centesimi al litro. L’accordo è valido fino al 31 marzo, l’emergenza è adesso e non c’è altro tempo da perdere. Questo il commento deluso di Cia-Agricoltori Italiani al termine dell’incontro di questa mattina, prontamente convocato dal Mipaaf proprio per passare rapidamente alla parte operativa dell’intesa. Invece, spiega Cia, tutto l’impegno rinnovato dal ministero e da non poche organizzazioni di settore per dare concretezza a un Tavolo di filiera tanto difeso e atteso, è stato vanificato da un dibattito privo della volontà di lavorare veramente per un obiettivo condiviso. In ballo, continua Cia, ci sono le sorti di un settore che vale 16 miliardi, la tenuta di aziende che stanno faticosamente sostenendo una crisi senza precedenti e un aumento dei costi delle materie prime già al 50%. E’ auspicabile -conclude Cia- maggiore senso di responsabilità e lungimiranza, necessarie subito e, soprattutto, in vista della nuova riunione prevista per il 5 gennaio prossimo.

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Latte: Patuanelli, firmato accordo prezzo per la filiera

Posted by fidest press agency su giovedì, 11 novembre 2021

Il ministro delle Politiche agricole, alimentari e forestali Stefano Patuanelli ha annunciato la sottoscrizione di un protocollo di intesa tra agricoltori, trasformatori e distributori che prevede un aumento del prezzo del latte alla stalla di circa 4 centesimi.”Bene, siamo solidali con gli allevatori, che sono l’ultima ruota del carro. L’importante, però, è che le industrie lattiero casearie assorbano questo aumento di costo e non lo riversino, magari pure con gli interessi, sui consumatori finali” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.”Il latte, infatti, ha già subito rialzi più che a sufficienza. Secondo il nostro studio, basato su dati Istat, a ottobre il latte conservato è rincarato del 2,5% su base annua, il latte fresco intero dell’1,1%, i formaggi e i latticini dell’1,1%, lo yogurt dell’1,2%, il burro dello 0,8%. Insomma, non è proprio il caso di ritoccare ulteriormente i prezzi” conclude Dona.

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Latte: Cia, bene Tavolo al Mipaaf

Posted by fidest press agency su giovedì, 7 ottobre 2021

Tutti d’accordo sulla necessità di rivedere le quotazioni del latte alla stalla e garantire un adeguato prezzo ai produttori, messi ko dall’aumento insostenibile dei costi delle materie prime sul fronte energetico e per l’alimentazione degli animali, con rialzi tra il 30% e il 50% negli ultimi mesi ed effetti diretti sui redditi degli allevatori già provati dalla pandemia. Così Cia-Agricoltori Italiani commenta l’esito positivo del Tavolo Latte convocato ieri al Mipaaf, esprimendo soddisfazione per la presenza al Ministero di tutti i componenti della filiera, compresa la Grande distribuzione organizzata. “Siamo sicuri che tutto questo confluirà presto in un vero e proprio accordo di filiera -dice il presidente nazionale di Cia, Dino Scanavino-. L’obiettivo è arrivare velocemente a una revisione condivisa del prezzo del latte alla stalla, che garantisca una corretta remunerazione ai produttori e un’equa distribuzione del valore tra tutti gli attori della catena lattiero-casearia. La Gdo registra una crescita di prezzo di almeno il 3%, ora bisogna fare in modo di riconoscere anche agli allevatori una remunerazione più in linea con quella di mercato, tanto più adesso che gli aumenti delle materie prime e il post Covid non consentono nemmeno di coprire i costi di produzione del latte. Esistono ampi margini di miglioramento dei prezzi; apprezziamo inoltre l’impegno del ministro Stefano Patuanelli a istituzionalizzare il Tavolo, rendendolo permanente, per costruire insieme strategie di lungo periodo a sostegno del settore”.

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Accademia Medicina Torino corso latte fattore salute

Posted by fidest press agency su mercoledì, 15 settembre 2021

Torino. L’Accademia di Medicina di Torino organizza un corso nazionale di aggiornamento per Medici Chirurghi intitolato “Il latte, un fattore di salute” che si svolgerà per via telematica il 22, 28 settembre e 6 ottobre, dalle 17 alle 19. Il corso è coordinato da Gianni Bona, Direttore Emerito Clinica Pediatrica, Azienda Ospedaliero-Universitaria Maggiore della Carità di Novara e Giuseppe Poli, Professore Emerito Università di Torino. Al prof. Bona si alterneranno come moderatori Claudio Fabris, Professore Emerito Università di Torino e Aishah Pathak, Esperta in Dialogo e Comunicazione Internazionale.Articolato in tre incontri, il programma prevede un’analisi aggiornata dei davvero molteplici aspetti clinici e biologici del latte in generale, con particolare approfondimento su quello umano, ponendo però in risalto anche l’innovazione tecnologica raggiunta dall’industria a proposito dell’alimento latte, il più antico ma sempre tra i più attuali. Saranno esposte nel dettaglio le ultime acquisizioni sulle effettive capacità antivirali e di riduzione del rischio di malattie croniche dell’adulto/anziano esercitate dall’assunzione del latte, specie alla nascita e nei primi mesi/anni di vita. Infine, verrà fatta una panoramica sull’attuale consumo di latte (specialmente bovino) nelle varie fasce d’età e sui continui progressi della ricerca scientifica volta al miglioramento della qualità di questo prezioso elemento.Per partecipare al corso, la cui adesione è gratuita fino ad esaurimento dei posti disponibili e che erogherà 9 crediti formativi ECM occorre iscriversi al sito del provider http://www.symposium.it/eventi.Si potrà seguire il primo incontro anche accedendo all’Aula Magna dell’Accademia di Medicina (via Po 18, Torino), previa prenotazione da effettuare via mail all’indirizzo accademia.medicina@unito.it e dietro presentazione di Green Pass. Gli incontri successivi verranno tenuti solo in modalità web.

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Zootecnia da latte italiana: Un futuro poco roseo

Posted by fidest press agency su domenica, 1 novembre 2020

Alle inevitabili conseguenze del lockdown affrontato per fronteggiare l’avanzata della pandemia Covid-19, per la zootecnia da latte italiana anche il 2021 si prospetta poco roseo. Sembrerebbe, infatti, che si assisterà ad un calo del prezzo che scenderà sino a 355 euro per 1.000 litri. Le preoccupazioni per il futuro del comparto sono emerse nel corso di una interrogazione parlamentare, a cui ha risposto il Sottosegretario alle Politiche Agricole, Giuseppe L’Abbate, dove sono state sollevate richieste sugli interventi di sostegno previsti alla luce dei nuovi finanziamenti comunitari. Il rafforzamento dei rapporti tra produzione agricola e mondo della trasformazione e commercializzazione, al fine di realizzare una più equa distribuzione del valore è uno degli obiettivi più importanti per il comparto della zootecnia da latte – prosegue il Sottosegretario alle Politiche Agricole – risorse adeguate saranno rivolte ad aumentare il tasso di innovazione delle aziende, alla promozione e alla pubblicità di prodotti di qualità certificata o biologici, alla ricerca e sperimentazione. Il miglioramento dei rapporti di filiera incentiverà, inoltre, il contrasto al caporalato nella misura in cui – conclude il Sottosegretario Giuseppe L’Abbate – la promozione di un tessuto di aziende agricole sostenibili dal punto di vista economico, sociale e ambientale è essenziale per assicurare condizioni di lavoro dignitose”.

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Prezzo del latte

Posted by fidest press agency su sabato, 10 ottobre 2020

L’ultimo negoziato sui prezzi del latte apre uno scenario di incertezza per gli allevatori italiani e dimostra ancora una volta come i produttori siano in posizione di netto svantaggio al momento di trattare con la grande industria – dichiara Andrea Michele Tiso. L’accordo siglato con Italatte scarica sui produttori l’onere di stabilizzare il mercato, con un ritorno di fatto al regime delle quote. In base al nuovo contratto di somministrazione, per poter avere nel 2021 lo stesso prezzo del latte gli allevatori dovranno infatti conferire mensilmente gli stessi quantitativi del 2020. Nel caso di eccedenze nei periodi gennaio-aprile e novembre-dicembre 2021, il prezzo del latte sarà invece decurtato di 60 euro ogni 1000 litri.La vicenda evidenzia la mancanza di potere contrattuale di allevatori e agricoltori e i limiti attuali della rappresentanza politica – continua Tiso. Per questa ragione è urgente favorire il sistema aggregativo in Organizzazioni di produttori, in modo da rafforzare il loro peso al momento di determinare il prezzo dei prodotti. L’organizzazione e la concentrazione dell’offerta agricola, non a caso, rappresenta una delle azioni strategiche della Commissione europea ed è stata nell’ultimo decennio uno dei temi chiave delle proposte di riforma della Pac.In questo scenario, il Governo è chiamato a fare la sua parte affinché agricoltori e allevatori possano contare su una struttura organizzativa che li metta in grado di negoziare da una posizione di forza, senza subire le imposizioni dell’industria della trasformazione e del grande commercio al dettaglio. Sarà bene tenerlo presente quando si dovrà decidere come allocare la quota del Recovery Fund destinata al settore primario.

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Occorre tutelare la produzione e la lavorazione del latte di bufala

Posted by fidest press agency su giovedì, 9 aprile 2020

“Sul latte Bufalino sta scoppiando la crisi e il governo non può lasciare che siano inascoltate le richieste di uno dei settori produttivi più rappresentativi dell’agroalimentare italiano. Sono perfettamente d’accordo con l’associazione allevatori che ha già proposto al Ministero di riconvertire il denaro destinato al settore per il congelamento del latte nell’acquisto di prodotto trasformato. Il decreto Bellanova prevede che siano pagati 10 centesimi al litro per chi congela il latte prodotto, ma non è abbastanza. Non è possibile pensare che le aziende che oggi riscontrano un poderoso calo di vendite, causato dalla temporanea chiusura dei ristoranti, conservino latte fino alla fine dell’emergenza e che accantonino la produzione; questa sovrapproduzione di latte comporterebbe a breve uno squilibrio sul mercato, poiché il costo del latte si abbasserebbe di molto. E’ possibile invece immaginare di poter sostenere il settore con l’acquisto da parte dello Stato dei prodotti finiti, magari destinandoli ai bisognosi o alle mense dei militari al fine di tutelare le aziende senza misure straordinarie, scongiurando così una grave crisi in futuro, specialmente per le aziende più piccole. Ho quindi interrogato il Presidente del Consiglio dei ministri e il ministro Bellanova per chiedere che sia presto dato conto a R.I.S. Bufala di quanto richiesto nella lettera inviata loro il 2 aprile e che le proposte avanzate siano seriamente prese in considerazione dal governo”. E’ quanto ha dichiarato il deputato Luca De Carlo responsabile per il Made in Italy di Fratelli d’Italia.

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Sul latte se ne sentono ogni giorno di tutti i colori

Posted by fidest press agency su domenica, 3 novembre 2019

Roma, 4 novembre ore 9:15, CREA, Alimenti e Nutrizione, Via Ardeatina, 546. Ma cosa deve pensare un consumatore confuso e disorientato, alle prese con mille informazioni, spesso contrastanti tra di loro? Di questo si parlerà nel workshop Il latte tra scienza e credenza: facciamo chiarezza, organizzato dalla SISA, Società Italiana di Scienze dell’Alimentazione, in occasione della sua riunione annuale e in collaborazione con il CREA, centro di Ricerca Alimenti e Nutrizione, che si svolgerà il prossimo 4 novembre a Roma.
In questa occasione, gli esperti della SISA e i ricercatori del CREA Alimenti e Nutrizione esamineranno il latte nelle sue diverse sfaccettature: dalla composizione agli aspetti nutrizionali, dai consumi all’impatto sulla salute, dall’importanza nelle diverse fasi della vita (infanzia e senilità) fino al binomio latte-sport, focalizzandosi sulle evidenze scientifiche più autorevoli e sfatando contemporaneamente le false credenze ad esso associate. Il latte, infatti, viene spesso erroneamente identificato come uno dei “veleni bianchi” e, come tale, ritenuto dannoso. Si tratta invece di un alimento che, se consumato nelle giuste quantità, non solo non fa male, ma anche assolutamente vantaggioso per la salute di grandi e, soprattutto, piccoli, con benefici per la salute di ossa, cervello, muscolo e cuore. Rappresenta, di fatto, un alimento importante per una dieta equilibrata, fornendo nutrienti essenziali come acqua, calcio e proteine. Proprio per queste ragioni, l’Unione Europea ha dato grande rilievo all’importanza del latte per i bambini, potenziando il Programma di educazione e sensibilizzazione “Latte nelle scuole”, che per l’Italia è coordinato dal MIPAAF e affidato al CREA.

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Latte: trovato l’accordo, per 74 centesimi al litro

Posted by fidest press agency su martedì, 12 marzo 2019

Sul prezzo del latte si è trovato l’accordo a 74 centesimi al litro.”Ottima notizia. Siamo sempre favorevoli ad un libero accordo tra le controparti, in questo caso tra rappresentanti dei pastori e aziende di trasformazione, così come è un bene che il Governo ed il Prefetto abbiano svolto un ruolo di mediazione tra le parti” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.”Sarebbe stato invece inaccettabile l’imposizione di un prezzo politico ad 1 euro come si voleva fare inizialmente. Un ricarico del 66,6% che sarebbe stato traslato sui consumatori finali” prosegue Dona.”Resta da capire come mai il libero mercato non funzionasse e per questo attendiamo un pronunciamento dell’Antitrust” conclude Dona.

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Latte: filiera non equa

Posted by fidest press agency su sabato, 16 febbraio 2019

«Le proteste dei pastori sardi sono il sintomo evidente del fatto che qualcosa non funziona nella gestione delle filiere e nel meccanismo dei fondi della PAC», dichiara Federica Ferrario, responsabile campagna Agricoltura sostenibile di Greenpeace Italia, commentando la crescente ondata di manifestazioni contro il basso prezzo del latte. «Troppo spesso assistiamo a filiere non eque, che non sono in grado di garantire ai produttori non solo una remunerazione adeguata, ma neppure di coprire i costi di produzione. La produzione zootecnica, inoltre, è sempre più concentrata in grandi aziende, mentre i piccoli produttori scompaiono. Solo in Italia, nell’ultimo decennio, hanno chiuso oltre 320 mila aziende, un calo del 38 per cento. Mentre il numero delle aziende agricole “grandi” e “molto grandi” è aumentato complessivamente del 44 per cento», continua Ferrario.
«I fondi pubblici della PAC dovrebbero essere invece spesi per sostenere agricoltori e allevatori, in direzione di una transizione necessaria verso una produzione basata su metodi ecologici. Questo per ridurre la quantità complessiva di animali allevati, aumentare la qualità, preservare l’ambiente e garantire il sostentamento di agricoltori e comunità rurali, e non solo di pochi attori industriali», conclude.Greenpeace, con la sua campagna Il Pianeta nel Piatto, chiede dunque una Politica Agricola Comune davvero “nuova” ai parlamentari europei che si esprimeranno sulla riforma della PAC domani, 14 febbraio, in Commissione Ambiente del Parlamento Ue, e il 6 o il 7 marzo prossimi in Commissione Agricoltura.

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Progetto di ACS “Una goccia di latte” per i bambini di Aleppo

Posted by fidest press agency su venerdì, 28 dicembre 2018

La Giunta Comunale di Pisa ha aderito al progetto di Aiuto alla Chiesa che Soffre “Una goccia di latte” per Aleppo (Siria), grazie al quale dal 2017 vengono assicurati latte in polvere per 2.850 bambini sotto i dieci anni e latte speciale per 220 neonati. Il fabbisogno mensile dell’iniziativa della Fondazione pontificia è superiore a 16.000 euro. Il Comune di Pisa ha concesso un contributo di euro 26.500,00, che verrà liquidato a seguito di relazione e rendicontazione consuntiva.
«Il conflitto in Siria è quasi ovunque terminato, ma restano drammaticamente evidenti le dure conseguenze di sette anni di persecuzione anticristiana e di scontri armati fra diverse fazioni – spiega Alessandro Monteduro, Direttore di ACS Italia -. È necessario ora riedificare una società flagellata e scossa, a cominciare dalla minoranza cristiana, da sempre portatrice di pace e di coesione sociale. Aiuto alla Chiesa che Soffre manifesta pertanto soddisfazione e apprezzamento per la decisione assunta dal Comune di Pisa, grazie all’impegno profuso in particolare dalla Vice Sindaco Raffaella Bonsangue, in merito al finanziamento del progetto “Goccia di latte” per Aleppo, curato dalla Fondazione pontificia. L’iniziativa ha lo scopo di distribuire alle famiglie cristiane latte in polvere per bambini e latte speciale per neonati, garantendo così la necessaria premessa di ogni nuova generazione di cristiani siriani: una crescita sana».
La Vicesindaco con delega alla cooperazione internazionale Raffaella Bonsangue ha commentato: «Si tratta di un piccolo ma significativo intervento di solidarietà verso una popolazione, soprattutto verso i più deboli, che ha subìto anni di guerra. Un gesto che vuole anche significare vicinanza a quelle famiglie, di tradizione cattolico cristiana, che hanno scelto di non scappare ma rimanere nelle loro case nonostante la barbarie, per testimoniare una identità prima ancora che la fede».

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Presentazione del volume Latte, soldi e politica

Posted by fidest press agency su domenica, 16 dicembre 2018

Bologna lunedì 17 dicembre ore 17, presso il Cubiculum Artistarum del Palazzo dell’Archiginnasio di Bologna alla presenza degli autori Luciano Sita e Luciano Nigro si terrà la presentazione del volume Latte, soldi e politica (Il Mulino, 2017).
L’incontro è organizzato dall’Accademia Nazionale di Agricoltura all’interno del ciclo di incontri “I libri all’Accademia” volti alla presentazione delle ultime e più recenti pubblicazioni in campo agronomico, alimentare, ambientale e culturale. Di seguito il programma dell’incontro. Dopo i saluti di Giorgio Cantelli Forti, Presidente Accademia Nazionale di Agricoltura i relatori sono Luciano Sita, già Presidente Gruppo Granarolo e Luciano Nigro, Giornalista. Interverranno: Leone Sibani, già Direttore Generale e Amministratore Delegato Cassa di Risparmio in Bologna Gianpiero Calzolari, Presidente Gruppo Granarolo Simona Caselli, Assessore Agricoltura, Caccia e Pesca Regione Emilia-Romagna
Modera: Roberto Fanfani, Presidente Consulta Scientifica Accademia Nazionale di Agricoltura.

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Prezzi all’ingrosso: ancora rincari per il latte. Si fermano i ribassi per l’olio di oliva

Posted by fidest press agency su martedì, 24 luglio 2018

Accelerano a giugno i prezzi del latte nel mercato italiano, a causa della minore disponibilità di prodotto, dovuta anche al calo della produzione fisiologico con la crescita delle temperature estive. Dopo il +5,7% messo a segno a maggio, l’indice dei prezzi all’ingrosso, elaborato da Unioncamere e BMTI sui listini delle Camere di Commercio, ha registrato per il latte spot un balzo del +19,4% rispetto al mese precedente. I valori attuali rimangono però più bassi rispetto allo scorso anno (-7,7%), complice il confronto con i prezzi elevati registrati nell’estate del 2017. Ai rincari sul fronte della materia prima si è continuata a contrapporre la stabilità per i formaggi, i cui listini all’ingrosso sono rimasti invariati su base mensile. Resta di segno “meno”, invece, la variazione anno su anno per i formaggi stagionati (-1,9%).Nel comparto delle carni, giugno ha visto interrompersi il calo in atto da aprile per le carni suine, i cui prezzi all’ingrosso sono tornati a crescere (+4,9%), grazie alla riduzione delle macellazioni di suini e alla conseguente minor offerta di prodotto. Rimane negativo comunque il confronto rispetto a dodici mesi fa (-1,9%). Ulteriore ridimensionamento per le carni di coniglio, in un mercato che rimane dominato dalla contrazione dei consumi, tipica durante la stagione estiva. I prezzi all’ingrosso hanno accusato infatti un calo mensile del 7,4%, dopo il forte decremento già rilevato ad aprile e maggio. I prezzi attuali si mantengono però in linea rispetto allo scorso anno. Scendono a giugno anche i listini delle carni di pollo (-3,3%), su cui ha pesato la minore domanda nella seconda parte del mese. Tuttavia, nonostante la congiuntura negativa, le carni di pollo mettono a segno un robusto incremento rispetto allo scorso anno, pari ad un +10,6%, il più alto tra le carni. Stabilità, dopo la flessione di aprile e maggio, per i prezzi delle uova, la cui tendenza rimane comunque inflattiva, con un +17,2% rispetto a giugno 2017.Prezzi in crescita nel comparto degli oli e grassi (+1,6% su base mensile), sostenuti dal nuovo aumento del burro (+7,4%) e dalla ripresa per gli oli alimentari (+3,1%). Da registrare, inoltre, l’arresto della fase di ribasso per gli oli di oliva, grazie ad un mercato maggiormente attivo sotto il profilo degli scambi. Rispetto allo scorso anno il prezzo evidenzia però una discesa del 27,3%.Mentre nel mercato cerealicolo, come di consueto in questo periodo dell’anno, si attendono i responsi su qualità e quantità del raccolto dei grani ed i conseguenti effetti sui prezzi, a giugno gli sfarinati di grano duro hanno registrato un leggero calo dei listini all’ingrosso (-1,3%). Stabili le farine di grano tenero e il riso, per il quale si è fermata la risalita dei prezzi osservata ad aprile e maggio.

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Pacchetto latte U.E.

Posted by fidest press agency su sabato, 3 settembre 2016

LatteVerona. In attesa che siano operativi gli strumenti del Pacchetto Latte anticrisi adottato da Bruxelles, con la dote complessiva di 500 milioni di euro (dei quali 350 nella disponibilità degli Stati Membri e 150 a sostegno della riduzione volontaria delle consegne di latte), gli allevatori italiani chiedono che venga costituita una Organizzazione comune di mercato (Ocm Latte) per sostenere l’export nei Paesi terzi e che il contenimento volontario della produzione lattiera tenga conto dello stato di autoapprovvigionamento dei singoli Paesi dell’Unione europea. È quanto emerge da un sondaggio realizzato da Fieragricola – rassegna internazionale dedicata al comparto primario, in programma a Veronafiere dal 31 gennaio al 3 febbraio 2018 – al quale hanno risposto 480 tra allevatori e trasformatori.In particolare, sarebbero favorevoli alla predisposizione di una Ocm Latte per l’internazionalizzazione nei Paesi terzi il 43,8% degli interessati, seguiti dal 39,6% di quanti chiedono all’Ue di pianificare una riduzione della produzione basata sul reale autoapprovvigionamento. Questo significherebbe che a ridurre maggiormente la produzione lattiera sarebbero le aree del Nord Europa, le Repubbliche Baltiche e Paesi come l’Irlanda, tutti ampiamenti alle prese con un surplus rispetto alle necessità interne. L’Italia, la cui produzione si colloca al di sotto del 75% del fabbisogno interno, non sarebbe pertanto costretta a diminuire le consegne di latte, così come quasi tutto il Sud Europa, essenzialmente deficitario.
Il 22,9% delle risposte è in linea con quanto disposto dalla Commissione europea, cioè di un piano di riduzione volontaria, ai sensi dell’articolo 222 del Trattato sul funzionamento dell’Ue fra tutti i Paesi comunitari.Spostando l’attenzione sulle richieste degli allevatori al Governo, tenuto conto che l’Italia riceverà 20,9 milioni dei 350 milioni del Pacchetto Latte destinati direttamente agli Stati Membri, le risposte al sondaggio si schierano per il rafforzamento della promozione delle Dop casearie (58,3%), per il sostegno all’export nei Paesi terzi (47,9%), per definire incentivi all’innovazione (27,1%) e per rafforzare le organizzazione di produttori (20,8 per cento). La produzione di formaggi a denominazione di origine protetta, in particolare, costituisce un valore aggiunto notevole per il latte italiano e assicura una tipicità particolarmente apprezzata sui mercati domestico e internazionale.

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Etichettatura alimentare: deputati rinnovano la richiesta per l’obbligatorietà del Paese di origine per carne e latte

Posted by fidest press agency su sabato, 7 Maggio 2016

alimentareStrasburgo Parlamento europeo Dibattito mercoledì 11 maggio Votazione: giovedì 12 maggio. Nel dibattito di lunedì, i deputati dovrebbero ribadire il loro sostegno all’introduzione obbligatoria del Paese di origine per l’etichettatura di carne e latte. Una risoluzione sarà messa ai voti martedì. Il documento rileva che l’etichettatura obbligatoria, rendendo più trasparente la catena di approvvigionamento alimentare, aiuterebbe a mantenere la fiducia dei consumatori nei prodotti alimentari.Nel loro progetto, i deputati evidenziano che, secondo un sondaggio Eurobarometro 2013:
l’84% dei cittadini europei ritiene necessario indicare l’origine del latte,
l’88% considera tale etichettatura necessaria per la carne (escluse le carni di manzo, suine, ovine, caprine e pollame, che sono già coperte),
oltre il 90% reputa che tale etichettatura sia importante per gli alimenti trasformati.
Il Parlamento ha votato diverse risoluzioni sull’etichettatura del Paese di origine. Nella sua risoluzione dell’11 febbraio 2015 sulla carne negli alimenti trasformati, ha esortato la Commissione a presentare proposte legislative per rendere obbligatoria l’indicazione dell’origine delle carni negli alimenti trasformati, al fine di garantire una maggiore trasparenza lungo tutta la catena alimentare e una migliore informazione dei consumatori europei. Tuttavia, la Commissione non ha ancora presentato tali proposte, adducendo ai costi per l’industria dell’etichettatura obbligatoria del Paese di origine che i consumatori non sarebbero disposti a pagare.

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Latte e frutta nelle scuole: migliorare l’educazione alimentare

Posted by fidest press agency su sabato, 5 marzo 2016

fruttaParlamento europeo lunedì 7 marzo Secondo il progetto di legge, concordato a titolo provvisorio con i ministri dell’UE in discussione lunedì e in votazione martedì, i bambini europei dovrebbero presto ottenere maggiori benefici da una migliore educazione alimentare e dal finanziamento dei programmi su latte, frutta e verdura nelle scuole.Qualora il progetto fosse approvato, i programmi scolastici su latte e frutta, attualmente separati, verranno accorpati, e i fondi annuali destinati al nuovo programma unico passeranno da 20 milioni di euro a 250 milioni di euro.Quasi 10 milioni di bambini nell’UE hanno beneficiato del programma sulla frutta e circa 19 milioni del programma sul latte nel periodo 2013/2014.
Il programma per il latte nelle scuole è stato istituito nel 1977. Il programma per la frutta, che include attività di formazione, è stato introdotto invece nel 2009. Entrambi i programmi sono stati creati per promuovere il consumo di frutta, verdura, latte e prodotti lattiero-caseari, ma hanno finora operato sotto diversi regimi giuridici e finanziari. Tutti i 28 Stati membri partecipano al programma per il latte nelle scuole e 25 di essi a quello per la frutta nelle scuole (non partecipano: Regno Unito, Finlandia e Svezia).
Il consumo di frutta, verdura e latte è in calo in tutta Europa. Più di 20 milioni di bambini europei sono sovrappeso e gli adolescenti mangiano in media solo il 30 o 50% della dose giornaliera consigliata di frutta e verdura.

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Latte e frutta nelle scuole: al voto le nuove misure dell’UE per promuovere sane abitudini alimentari

Posted by fidest press agency su mercoledì, 27 Maggio 2015

integratori alimentariIl mandato per avviare i negoziati con gli Stati membri sulla fusione dei due programmi esistenti di distribuzione di latte, frutta e verdura nelle scuole, sarà discusso e posto in votazione mercoledì. Il nuovo schema unico dovrebbe porre maggiormente l’accento sulla formazione, al fine ad esempio di promuovere abitudini alimentari sane, e dovrebbe ottenere anche maggiori finanziamenti, sottolineano i deputati della commissione agricoltura.Il progetto di mandato negoziale, approvato dalla commissione parlamentare il 14 aprile scorso, invita gli Stati membri a destinare il 10-20% dei finanziamenti ad attività didattiche, tra cui visite alle aziende agricole, e alla distribuzione di specialità locali sane, come frutta e verdura.I deputati della commissione agricoltura ritengono inoltre che i finanziamenti UE annuali per il latte nelle scuole dovrebbero essere aumentati di 20 milioni di euro, per raggiungere i 100 milioni all’anno, e dovrebbero essere distribuiti più equamente tra gli Stati membri.Il programma per il latte nelle scuole è stato istituito nel 1977. Il programma per la frutta, che include attività di formazione, è stato introdotto invece nel 2009. Entrambi i programmi sono stati creati per promuovere il consumo di frutta, verdura, latte e prodotti lattiero-caseari, ma hanno finora operato sotto diversi regimi giuridici e finanziari. Tutti i 28 Stati membri partecipano al programma per il latte nelle scuole e 25 di essi a quello per la frutta nelle scuole (non partecipano: Regno Unito, Finlandia e Svezia).Il consumo di frutta, verdura e latte è in calo in tutta Europa. Più di 20 milioni di bambini europei sono sovrappeso e gli adolescenti mangiano in media tra il 30 e il 50% della dose giornaliera consigliata di frutta e verdura.

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