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Quotidiano di informazione – Anno 31 n°159

Posts Tagged ‘latte’

Latte: trovato l’accordo, per 74 centesimi al litro

Posted by fidest press agency su martedì, 12 marzo 2019

Sul prezzo del latte si è trovato l’accordo a 74 centesimi al litro.”Ottima notizia. Siamo sempre favorevoli ad un libero accordo tra le controparti, in questo caso tra rappresentanti dei pastori e aziende di trasformazione, così come è un bene che il Governo ed il Prefetto abbiano svolto un ruolo di mediazione tra le parti” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.”Sarebbe stato invece inaccettabile l’imposizione di un prezzo politico ad 1 euro come si voleva fare inizialmente. Un ricarico del 66,6% che sarebbe stato traslato sui consumatori finali” prosegue Dona.”Resta da capire come mai il libero mercato non funzionasse e per questo attendiamo un pronunciamento dell’Antitrust” conclude Dona.

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Latte: filiera non equa

Posted by fidest press agency su sabato, 16 febbraio 2019

«Le proteste dei pastori sardi sono il sintomo evidente del fatto che qualcosa non funziona nella gestione delle filiere e nel meccanismo dei fondi della PAC», dichiara Federica Ferrario, responsabile campagna Agricoltura sostenibile di Greenpeace Italia, commentando la crescente ondata di manifestazioni contro il basso prezzo del latte. «Troppo spesso assistiamo a filiere non eque, che non sono in grado di garantire ai produttori non solo una remunerazione adeguata, ma neppure di coprire i costi di produzione. La produzione zootecnica, inoltre, è sempre più concentrata in grandi aziende, mentre i piccoli produttori scompaiono. Solo in Italia, nell’ultimo decennio, hanno chiuso oltre 320 mila aziende, un calo del 38 per cento. Mentre il numero delle aziende agricole “grandi” e “molto grandi” è aumentato complessivamente del 44 per cento», continua Ferrario.
«I fondi pubblici della PAC dovrebbero essere invece spesi per sostenere agricoltori e allevatori, in direzione di una transizione necessaria verso una produzione basata su metodi ecologici. Questo per ridurre la quantità complessiva di animali allevati, aumentare la qualità, preservare l’ambiente e garantire il sostentamento di agricoltori e comunità rurali, e non solo di pochi attori industriali», conclude.Greenpeace, con la sua campagna Il Pianeta nel Piatto, chiede dunque una Politica Agricola Comune davvero “nuova” ai parlamentari europei che si esprimeranno sulla riforma della PAC domani, 14 febbraio, in Commissione Ambiente del Parlamento Ue, e il 6 o il 7 marzo prossimi in Commissione Agricoltura.

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Progetto di ACS “Una goccia di latte” per i bambini di Aleppo

Posted by fidest press agency su venerdì, 28 dicembre 2018

La Giunta Comunale di Pisa ha aderito al progetto di Aiuto alla Chiesa che Soffre “Una goccia di latte” per Aleppo (Siria), grazie al quale dal 2017 vengono assicurati latte in polvere per 2.850 bambini sotto i dieci anni e latte speciale per 220 neonati. Il fabbisogno mensile dell’iniziativa della Fondazione pontificia è superiore a 16.000 euro. Il Comune di Pisa ha concesso un contributo di euro 26.500,00, che verrà liquidato a seguito di relazione e rendicontazione consuntiva.
«Il conflitto in Siria è quasi ovunque terminato, ma restano drammaticamente evidenti le dure conseguenze di sette anni di persecuzione anticristiana e di scontri armati fra diverse fazioni – spiega Alessandro Monteduro, Direttore di ACS Italia -. È necessario ora riedificare una società flagellata e scossa, a cominciare dalla minoranza cristiana, da sempre portatrice di pace e di coesione sociale. Aiuto alla Chiesa che Soffre manifesta pertanto soddisfazione e apprezzamento per la decisione assunta dal Comune di Pisa, grazie all’impegno profuso in particolare dalla Vice Sindaco Raffaella Bonsangue, in merito al finanziamento del progetto “Goccia di latte” per Aleppo, curato dalla Fondazione pontificia. L’iniziativa ha lo scopo di distribuire alle famiglie cristiane latte in polvere per bambini e latte speciale per neonati, garantendo così la necessaria premessa di ogni nuova generazione di cristiani siriani: una crescita sana».
La Vicesindaco con delega alla cooperazione internazionale Raffaella Bonsangue ha commentato: «Si tratta di un piccolo ma significativo intervento di solidarietà verso una popolazione, soprattutto verso i più deboli, che ha subìto anni di guerra. Un gesto che vuole anche significare vicinanza a quelle famiglie, di tradizione cattolico cristiana, che hanno scelto di non scappare ma rimanere nelle loro case nonostante la barbarie, per testimoniare una identità prima ancora che la fede».

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Presentazione del volume Latte, soldi e politica

Posted by fidest press agency su domenica, 16 dicembre 2018

Bologna lunedì 17 dicembre ore 17, presso il Cubiculum Artistarum del Palazzo dell’Archiginnasio di Bologna alla presenza degli autori Luciano Sita e Luciano Nigro si terrà la presentazione del volume Latte, soldi e politica (Il Mulino, 2017).
L’incontro è organizzato dall’Accademia Nazionale di Agricoltura all’interno del ciclo di incontri “I libri all’Accademia” volti alla presentazione delle ultime e più recenti pubblicazioni in campo agronomico, alimentare, ambientale e culturale. Di seguito il programma dell’incontro. Dopo i saluti di Giorgio Cantelli Forti, Presidente Accademia Nazionale di Agricoltura i relatori sono Luciano Sita, già Presidente Gruppo Granarolo e Luciano Nigro, Giornalista. Interverranno: Leone Sibani, già Direttore Generale e Amministratore Delegato Cassa di Risparmio in Bologna Gianpiero Calzolari, Presidente Gruppo Granarolo Simona Caselli, Assessore Agricoltura, Caccia e Pesca Regione Emilia-Romagna
Modera: Roberto Fanfani, Presidente Consulta Scientifica Accademia Nazionale di Agricoltura.

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Prezzi all’ingrosso: ancora rincari per il latte. Si fermano i ribassi per l’olio di oliva

Posted by fidest press agency su martedì, 24 luglio 2018

Accelerano a giugno i prezzi del latte nel mercato italiano, a causa della minore disponibilità di prodotto, dovuta anche al calo della produzione fisiologico con la crescita delle temperature estive. Dopo il +5,7% messo a segno a maggio, l’indice dei prezzi all’ingrosso, elaborato da Unioncamere e BMTI sui listini delle Camere di Commercio, ha registrato per il latte spot un balzo del +19,4% rispetto al mese precedente. I valori attuali rimangono però più bassi rispetto allo scorso anno (-7,7%), complice il confronto con i prezzi elevati registrati nell’estate del 2017. Ai rincari sul fronte della materia prima si è continuata a contrapporre la stabilità per i formaggi, i cui listini all’ingrosso sono rimasti invariati su base mensile. Resta di segno “meno”, invece, la variazione anno su anno per i formaggi stagionati (-1,9%).Nel comparto delle carni, giugno ha visto interrompersi il calo in atto da aprile per le carni suine, i cui prezzi all’ingrosso sono tornati a crescere (+4,9%), grazie alla riduzione delle macellazioni di suini e alla conseguente minor offerta di prodotto. Rimane negativo comunque il confronto rispetto a dodici mesi fa (-1,9%). Ulteriore ridimensionamento per le carni di coniglio, in un mercato che rimane dominato dalla contrazione dei consumi, tipica durante la stagione estiva. I prezzi all’ingrosso hanno accusato infatti un calo mensile del 7,4%, dopo il forte decremento già rilevato ad aprile e maggio. I prezzi attuali si mantengono però in linea rispetto allo scorso anno. Scendono a giugno anche i listini delle carni di pollo (-3,3%), su cui ha pesato la minore domanda nella seconda parte del mese. Tuttavia, nonostante la congiuntura negativa, le carni di pollo mettono a segno un robusto incremento rispetto allo scorso anno, pari ad un +10,6%, il più alto tra le carni. Stabilità, dopo la flessione di aprile e maggio, per i prezzi delle uova, la cui tendenza rimane comunque inflattiva, con un +17,2% rispetto a giugno 2017.Prezzi in crescita nel comparto degli oli e grassi (+1,6% su base mensile), sostenuti dal nuovo aumento del burro (+7,4%) e dalla ripresa per gli oli alimentari (+3,1%). Da registrare, inoltre, l’arresto della fase di ribasso per gli oli di oliva, grazie ad un mercato maggiormente attivo sotto il profilo degli scambi. Rispetto allo scorso anno il prezzo evidenzia però una discesa del 27,3%.Mentre nel mercato cerealicolo, come di consueto in questo periodo dell’anno, si attendono i responsi su qualità e quantità del raccolto dei grani ed i conseguenti effetti sui prezzi, a giugno gli sfarinati di grano duro hanno registrato un leggero calo dei listini all’ingrosso (-1,3%). Stabili le farine di grano tenero e il riso, per il quale si è fermata la risalita dei prezzi osservata ad aprile e maggio.

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Pacchetto latte U.E.

Posted by fidest press agency su sabato, 3 settembre 2016

LatteVerona. In attesa che siano operativi gli strumenti del Pacchetto Latte anticrisi adottato da Bruxelles, con la dote complessiva di 500 milioni di euro (dei quali 350 nella disponibilità degli Stati Membri e 150 a sostegno della riduzione volontaria delle consegne di latte), gli allevatori italiani chiedono che venga costituita una Organizzazione comune di mercato (Ocm Latte) per sostenere l’export nei Paesi terzi e che il contenimento volontario della produzione lattiera tenga conto dello stato di autoapprovvigionamento dei singoli Paesi dell’Unione europea. È quanto emerge da un sondaggio realizzato da Fieragricola – rassegna internazionale dedicata al comparto primario, in programma a Veronafiere dal 31 gennaio al 3 febbraio 2018 – al quale hanno risposto 480 tra allevatori e trasformatori.In particolare, sarebbero favorevoli alla predisposizione di una Ocm Latte per l’internazionalizzazione nei Paesi terzi il 43,8% degli interessati, seguiti dal 39,6% di quanti chiedono all’Ue di pianificare una riduzione della produzione basata sul reale autoapprovvigionamento. Questo significherebbe che a ridurre maggiormente la produzione lattiera sarebbero le aree del Nord Europa, le Repubbliche Baltiche e Paesi come l’Irlanda, tutti ampiamenti alle prese con un surplus rispetto alle necessità interne. L’Italia, la cui produzione si colloca al di sotto del 75% del fabbisogno interno, non sarebbe pertanto costretta a diminuire le consegne di latte, così come quasi tutto il Sud Europa, essenzialmente deficitario.
Il 22,9% delle risposte è in linea con quanto disposto dalla Commissione europea, cioè di un piano di riduzione volontaria, ai sensi dell’articolo 222 del Trattato sul funzionamento dell’Ue fra tutti i Paesi comunitari.Spostando l’attenzione sulle richieste degli allevatori al Governo, tenuto conto che l’Italia riceverà 20,9 milioni dei 350 milioni del Pacchetto Latte destinati direttamente agli Stati Membri, le risposte al sondaggio si schierano per il rafforzamento della promozione delle Dop casearie (58,3%), per il sostegno all’export nei Paesi terzi (47,9%), per definire incentivi all’innovazione (27,1%) e per rafforzare le organizzazione di produttori (20,8 per cento). La produzione di formaggi a denominazione di origine protetta, in particolare, costituisce un valore aggiunto notevole per il latte italiano e assicura una tipicità particolarmente apprezzata sui mercati domestico e internazionale.

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Etichettatura alimentare: deputati rinnovano la richiesta per l’obbligatorietà del Paese di origine per carne e latte

Posted by fidest press agency su sabato, 7 maggio 2016

alimentareStrasburgo Parlamento europeo Dibattito mercoledì 11 maggio Votazione: giovedì 12 maggio. Nel dibattito di lunedì, i deputati dovrebbero ribadire il loro sostegno all’introduzione obbligatoria del Paese di origine per l’etichettatura di carne e latte. Una risoluzione sarà messa ai voti martedì. Il documento rileva che l’etichettatura obbligatoria, rendendo più trasparente la catena di approvvigionamento alimentare, aiuterebbe a mantenere la fiducia dei consumatori nei prodotti alimentari.Nel loro progetto, i deputati evidenziano che, secondo un sondaggio Eurobarometro 2013:
l’84% dei cittadini europei ritiene necessario indicare l’origine del latte,
l’88% considera tale etichettatura necessaria per la carne (escluse le carni di manzo, suine, ovine, caprine e pollame, che sono già coperte),
oltre il 90% reputa che tale etichettatura sia importante per gli alimenti trasformati.
Il Parlamento ha votato diverse risoluzioni sull’etichettatura del Paese di origine. Nella sua risoluzione dell’11 febbraio 2015 sulla carne negli alimenti trasformati, ha esortato la Commissione a presentare proposte legislative per rendere obbligatoria l’indicazione dell’origine delle carni negli alimenti trasformati, al fine di garantire una maggiore trasparenza lungo tutta la catena alimentare e una migliore informazione dei consumatori europei. Tuttavia, la Commissione non ha ancora presentato tali proposte, adducendo ai costi per l’industria dell’etichettatura obbligatoria del Paese di origine che i consumatori non sarebbero disposti a pagare.

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Latte e frutta nelle scuole: migliorare l’educazione alimentare

Posted by fidest press agency su sabato, 5 marzo 2016

fruttaParlamento europeo lunedì 7 marzo Secondo il progetto di legge, concordato a titolo provvisorio con i ministri dell’UE in discussione lunedì e in votazione martedì, i bambini europei dovrebbero presto ottenere maggiori benefici da una migliore educazione alimentare e dal finanziamento dei programmi su latte, frutta e verdura nelle scuole.Qualora il progetto fosse approvato, i programmi scolastici su latte e frutta, attualmente separati, verranno accorpati, e i fondi annuali destinati al nuovo programma unico passeranno da 20 milioni di euro a 250 milioni di euro.Quasi 10 milioni di bambini nell’UE hanno beneficiato del programma sulla frutta e circa 19 milioni del programma sul latte nel periodo 2013/2014.
Il programma per il latte nelle scuole è stato istituito nel 1977. Il programma per la frutta, che include attività di formazione, è stato introdotto invece nel 2009. Entrambi i programmi sono stati creati per promuovere il consumo di frutta, verdura, latte e prodotti lattiero-caseari, ma hanno finora operato sotto diversi regimi giuridici e finanziari. Tutti i 28 Stati membri partecipano al programma per il latte nelle scuole e 25 di essi a quello per la frutta nelle scuole (non partecipano: Regno Unito, Finlandia e Svezia).
Il consumo di frutta, verdura e latte è in calo in tutta Europa. Più di 20 milioni di bambini europei sono sovrappeso e gli adolescenti mangiano in media solo il 30 o 50% della dose giornaliera consigliata di frutta e verdura.

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Latte e frutta nelle scuole: al voto le nuove misure dell’UE per promuovere sane abitudini alimentari

Posted by fidest press agency su mercoledì, 27 maggio 2015

integratori alimentariIl mandato per avviare i negoziati con gli Stati membri sulla fusione dei due programmi esistenti di distribuzione di latte, frutta e verdura nelle scuole, sarà discusso e posto in votazione mercoledì. Il nuovo schema unico dovrebbe porre maggiormente l’accento sulla formazione, al fine ad esempio di promuovere abitudini alimentari sane, e dovrebbe ottenere anche maggiori finanziamenti, sottolineano i deputati della commissione agricoltura.Il progetto di mandato negoziale, approvato dalla commissione parlamentare il 14 aprile scorso, invita gli Stati membri a destinare il 10-20% dei finanziamenti ad attività didattiche, tra cui visite alle aziende agricole, e alla distribuzione di specialità locali sane, come frutta e verdura.I deputati della commissione agricoltura ritengono inoltre che i finanziamenti UE annuali per il latte nelle scuole dovrebbero essere aumentati di 20 milioni di euro, per raggiungere i 100 milioni all’anno, e dovrebbero essere distribuiti più equamente tra gli Stati membri.Il programma per il latte nelle scuole è stato istituito nel 1977. Il programma per la frutta, che include attività di formazione, è stato introdotto invece nel 2009. Entrambi i programmi sono stati creati per promuovere il consumo di frutta, verdura, latte e prodotti lattiero-caseari, ma hanno finora operato sotto diversi regimi giuridici e finanziari. Tutti i 28 Stati membri partecipano al programma per il latte nelle scuole e 25 di essi a quello per la frutta nelle scuole (non partecipano: Regno Unito, Finlandia e Svezia).Il consumo di frutta, verdura e latte è in calo in tutta Europa. Più di 20 milioni di bambini europei sono sovrappeso e gli adolescenti mangiano in media tra il 30 e il 50% della dose giornaliera consigliata di frutta e verdura.

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Latte e produttori in rivolta

Posted by fidest press agency su lunedì, 9 febbraio 2015

LatteOltre cento organizzazioni della società civile hanno firmato e diffuso un documento in conclusione dell’ottavo round negoziale del TTIP, che si è svolto a Bruxelles nei giorni scorsi, per denunciare come il meccanismo della Cooperazione regolatoria sia in verità un vero e proprio Cavallo di Troia degli interessi economici a svantaggio dei diritti dei cittadini, del lavoro e dell’ambiente. Nonostante le rassicurazioni della Commissione Europea il capitolo sulla Cooperazione regolatoria mostra come investimenti e commercio avranno la precedenza sull’interesse pubblico, dando un enorme potere a strutture tecniche capaci di bloccare o indebolire regolamentazioni e standard senza che gli organi democraticamente eletti, come i Parlamenti, abbiano il potere di intervenire.
“Il meccanismo proposto è un pericolosissimo precedente” sottolinea Marco Bersani, di Attac e tra i promotori della Campagna Stop TTIP Italia, “che rischia di indebolire ulteriormente i poteri pubblici davanti alle pretese delle lobbies economiche”.
“Assieme al negoziato TISA sulla liberalizzazione dei servizi” aggiunge Bersani, “il TTIP è l’altra grande minaccia ai diritti di cittadinanza”.”Il TTIP rischia di essere un ulteriore grimaldello che può disarticolare le filiere produttive dell’agricoltura familiare, piccola e media” sottolinea Monica Di Sisto, di Fairwatch e tra i promotori della Campagna Stop TTIP Italia, “liberalizzando un mercato come quello agroalimentare dove le aziende più legate al territorio e alla qualità chiudono una dopo l’altra, sembrano non avere vie d’uscita”.
“Le mobilitazioni dei produttori di latte di questi giorni” chiarisce Di Sisto, “è una premessa di quello che accadrà con lo smantellamento delle tariffe e soprattutto delle barriere non tariffarie a causa del TTIP. Un’invasione di prodotti a basso prezzo che entreranno nel nostro Paese a tutto vantaggio delle imprese che trasformano prodotto importato a basso costo e che lo esportano, ma che daranno un colpo mortale ai nostri piccoli produttori e alla filiera italiana. La retorica della difesa delle indicazioni geografiche” conclude Di Sisto, “nasconde in verità una pesante ristrutturazione della nostra produzione a vantaggio di pochi. Di quale Made In Italy parla il Ministro Martina se analisi e stime di impatto del Parlamento europeo parlano di un aumento del 118% delle importazioni di agroalimentare americano nel caso che il TTIP fosse approvato? E quali rassicurazioni può dare sul Trattato transatlantico se negli ultimi anni né l’Europa né i nostri Governi sono stati in grado di tutelare le nostre produzioni dalla fine programmata delle quote latte?”.

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Latte e latte ad alta qualità: quale differenza?

Posted by fidest press agency su martedì, 6 gennaio 2015

LatteI consumatori trovano sempre piu’ spesso una varieta’ di offerte per diverse tipologie di latte. Negli scaffali frigo si trovano infatti il “latte fresco pastorizzato” e il “latte fresco pastorizzato ad alta qualita’ “. Qual e’ la differenza? Minima ma i costi sono diversi. Diciamo subito che questi tipi di latte arrivano crudi allo stabilimento, dove vengono sottoposti alla pastorizzazione, cioe’ a trattamento termico che elimina i germi patogeni e abbassa il numero complessivo degli altri batteri, per consentire una maggiore durata del latte stesso. Il latte “alta qualita’ ” viene tenuto sempre refrigerato, il che consente un trattamento termico piu’ blando perche’ la carica batterica e’ piu’ bassa. Le qualita’ nutrizionali sono pero’ sostanzialmente identiche, infatti leggendo le etichette troviamo che la composizione e’ simile. Vediamo. I primi dati sono riferiti al latte fresco pastorizzato alta qualita’, mentre i secondi al latte fresco pastorizzato
proteine 3,25% – 3,10%
carboidrati 4,90% – 4,85%
grassi 3,60% – 3,50%
Come si vede i valori si discostano di poco. Quello che cambia, come abbiamo detto, sono le condizioni di conservazione durante il trasporto e il relativo trattamento termico. Condizioni che, a nostro parere, dovrebbero essere assicurate anche al comunissimo e negletto “latte fresco pastorizzato”. (Primo Mastrantoni, segretario dell’Aduc)

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Chep e Lacturale siglano un‘alleanza sostenibile

Posted by fidest press agency su martedì, 14 febbraio 2012

Lacturale, azienda spagnola leader nel settore latticini e prima azienda della Navarra a utilizzare il sistema di produzione integrata a livello nazionale, ha firmato recentemente un accordo di collaborazione con CHEP, leader mondiale nei servizi di pooling di pallet, al fine di garantire la sostenibilità dei propri processi di logistica.
Questa alleanza permetterà a Lacturale di rispondere in modo ancora più efficiente alle esigenze dei propri clienti e di ampliare ulteriormente il proprio impegno per la salvaguardia ambientale, generando al contempo importanti vantaggi a livello di supply chain. Secondo questo accordo, Lacturale impiegherà annualmente circa 12.000 pallet CHEP 1200×800 e 800×600 per la distribuzione commerciale.Nel settore latticini, il concetto di produzione integrata prevede l’adozione di buone pratiche per la creazione di una pastorizia di qualità che sia efficiente dal punto di vista ambientale e capace di sostenere le richieste dei consumatori più esigenti, ma anche in grado di garantire profitti adeguati agli allevatori, sicurezza alimentare e il benessere degli animali.Per Laura Nador, Vice Presidente e Direttore Generale di CHEP Iberia, “questo accordo si pone nell’ambito della nostra strategia di piena collaborazione con il cliente; non solo a livello commerciale, ma anche in altre aree chiave come il rispetto dell’ambiente e la responsabilità sociale delle aziende. Apprezziamo la fiducia che Lacturale ha riposto in noi e lavoreremo con impegno per offrire loro un ottimo livello di servizio”.
Il gruppo Lacturale è stato fondato nel 2005 da 25 allevatori della Navarra che hanno deciso di unirsi per commercializzare il latte prodotto nei loro allevamenti. Nell’ottobre del 2008, S.A.T Lacturale lancia la sua marca di latte denominata Lacturale, primo e unico latte certificato e prodotto in Navarra in regime di produzione integrata. Attualmente l’azienda produce circa 27mila litri di latte all’anno.

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Spreco alimentare nell’UE

Posted by fidest press agency su venerdì, 20 gennaio 2012

Italiano: Il cibo degli dèi.

Image via Wikipedia

Ogni anno, fino al 50% di cibo commestibile viene sprecato nelle case degli europei, nei supermercati e ristoranti e lungo la catena di approvvigionamento alimentare, mentre 79 milioni di cittadini UE vivono al di sotto della soglia di povertà e 16 milioni di persone dipendono dagli aiuti alimentari. Il Parlamento ha chiesto giovedì misure urgenti per dimezzare entro il 2025 gli sprechi alimentari e per migliorare l’accesso al cibo per i cittadini più vulnerabili.
Poiché i cibi sono sprecati lungo tutta la catena – produttori, trasformatori, distributori, ristoratori e consumatori – i deputati chiedono una strategia coordinata, che combini misure a livello europeo e nazionale per migliorare l’efficienza, comparto per comparto, dell’approvvigionamento alimentare e contrastare con urgenza lo spreco di cibo. In uno studio pubblicato dalla Commissione, si rileva che, se non si farà nulla, lo spreco di cibo crescerà del 40% entro il 2020.”Il problema più importante per il futuro sarà affrontare l’aumento della domanda di cibo, che supererà l’offerta. Non possiamo più permetterci di stare immobili mentre del cibo perfettamente commestibile è sprecato. È una questione etica, ma anche economica e sociale, con grandi implicazioni per l’ambiente”, ha detto il relatore Salvatore Caronna (S&D, IT) durante il dibattito precedente la votazione. “La palla ora è nel campo della Commissione, ci aspettiamo non meno di una convincente strategia UE che porterà i 27 ad affrontare la questione”, ha concluso.
Per ridurre drasticamente lo spreco di cibo entro il 2025, la risoluzione chiede di promuovere nuove campagne di sensibilizzazione, sia a livello europeo sia a livello nazionale, per informare il pubblico su come evitare lo spreco alimentare. Gli Stati membri dovrebbero introdurre corsi scolastici e universitari che spieghino come conservare, cucinare e scartare gli alimenti. Per promuovere l’idea di utilizzare il cibo in modo sostenibile, i deputati chiedono che il 2014 sia proclamato “Anno europeo contro gli sprechi alimentari”.
Il documento evidenzia che, al fine di evitare situazioni in cui i rivenditori vendano cibo troppo vicino alla data di scadenza, aumentando potenzialmente lo spreco, dovrebbe essere introdotta l’etichettatura con doppia scadenza, per indicare fino a quando il cibo può essere venduto (data di scadenza commerciale) e fino a quando può essere consumato (data di scadenza per il consumo).Inoltre, la Commissione europea e gli Stati membri dovrebbero prima assicurarsi che i clienti capiscano la differenza tra le etichette in uso nell’UE, quali “da consumarsi preferibilmente entro il”, “data di scadenza” e “da consumare entro”.Per consentire ai consumatori di acquistare solo la quantità di cui hanno bisogno, gli imballaggi per alimenti dovrebbero essere offerti in confezioni di varie misure e progettate per conservare al meglio gli alimenti. Inoltre, per i deputati, i cibi vicino alle date di scadenza e i prodotti alimentari danneggiati dovrebbero essere venduti a prezzi scontati, per renderli più accessibili alle persone bisognose.
Le norme sugli appalti pubblici per la ristorazione e l’ospitalità dovrebbero essere modificate per assicurare che, ove possibile, gli appalti siano aggiudicati alle società di catering che utilizzano prodotti locali e ridistribuiscono ai bisognosi derrate alimentari ancora commestibili o, a titolo gratuito, alle banche alimentari, piuttosto che procedere allo smaltimento.Sono inoltre richiesti un migliore orientamento delle misure di sostegno a livello dell’UE per la distribuzione di prodotti alimentari ai cittadini meno favoriti dell’Unione e programmi che incoraggino il consumo di frutta e latte nelle scuole, al fine di evitare gli sprechi alimentari. I deputati, infine, accolgono con favore le iniziative esistenti in alcuni Stati membri per il recupero degli alimenti invenduti che sono offerti ai cittadini bisognosi e invitano i rivenditori a partecipare a tali programmi.

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Latte crudo, ordinanza ministeriale ribadisce le indicazioni

Posted by fidest press agency su mercoledì, 11 gennaio 2012

latte

Image by dailyfood via Flickr

Il latte crudo si acquista attraverso distributori automatici, appositamente registrati e controllati dalle Asl, che devono riportare correttamente l’indicazione che il latte crudo è da consumarsi previa bollitura, così come stabilito da un’ordinanza ministeriale del 10 dicembre 2008 il cui termine di validità è stato recentemente prorogato al 31 dicembre 2012. Il latte, spiega il ministero della Salute, «è sottoposto, lungo tutta la filiera, a rigidi controlli sanitari che portano ad avere un prodotto sicuro nel rispetto delle modalità di conservazione e di consumo». Dunque, sottolinea il dicastero, «si può perciò scegliere con tranquillità di acquistare indifferentemente il latte già trattato termicamente presso gli impianti industriali (pastorizzato o UHT) o il latte crudo, purché in quest’ultimo caso il consumatore, parte attiva nella sicurezza dei prodotti, rispetti l’indicazione di consumare il latte solo dopo bollitura, eliminando l’eventuale presenza di agenti patogeni che possono essere presenti nel latte pur nel rispetto di tutte le norme igieniche, ed evitando così che gli eventuali pericoli microbiologici si trasformino in rischi reali per la sua salute». L’intervento del Ministero giunge in seguito alla segnalazione, dell’Istituto zooprofilattico di Torino, di 18 casi di presenza di batteri patogeni nel latte crudo erogato dai 178 distributori del Piemonte nel 2011, e ribadisce che il consumo di latte crudo non sottoposto a trattamento termico provoca «seri rischi per la salute: basti pensare alla brucellosi o alla tubercolosi e, da ultimo, alle sindromi emolitico-uremiche nei bambini».(fonte farmacista33)

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Latte e funghi contaminati in Ucraina

Posted by fidest press agency su lunedì, 11 aprile 2011

Kiev (Ucraina) A 25 anni di distanza dal disastro di Cernobyl, una nuova ricerca di Greenpeace in Ucraina rileva alti livelli di contaminazione radioattiva in molti alimenti di base, come latte e funghi. A marzo 2011, infatti, gli esperti di radiazioni di Greenpeace hanno raccolto e analizzato 114 campioni di prodotti alimentari nelle aree di Rivnenska Oblast e Zhytomyrska Oblast e, per confronto, in varie località nell’area di Kiev. I campioni sono stati acquistati nei mercati locali o ottenuti dai contadini. In un villaggio della regione di Rivnenska, Greenpeace ha trovato concentrazioni di Cesio-137 che nel 93% dei campioni di latte analizzati eccedono di un fattore compreso tra 1.2 e 16.3 volte i livelli previsti per i bambini in Ucraina. In Ucraina, 18.000  chilometri quadrati di terreni agricoli sono stati contaminati in seguito all’esplosione di Cernobyl e si stima che il 40% dei boschi, pari a una superficie di 35.000 km2, siano contaminati. Negli anni successivi all’incidente nucleare, il governo ucraino ha effettuato regolarmente analisi dei prodotti alimentari provenienti dalle aree contaminate, rendendone pubblici i risultati. Tuttavia, negli ultimi due anni questo tipo di monitoraggio non è più stato effettuato. In questo modo una preziosa serie storica di dati è stata interrotta. I risultati delle analisi di Greenpeace, invece, confermano l’urgenza di proseguire con una valutazione approfondita e scientificamente fondata della contaminazione radioattiva dei terreni destinati all’agricoltura e al pascolo nelle aree colpite del territorio ucraino.“A Fukushima stiamo verificando circostanze identiche riguardo alla contaminazione del latte e delle verdure. Se vogliamo evitare disastri futuri quali quelli di Cernobyl e Fukushima, i governi devono interrompere la produzione di energia nucleare e investire nell’efficienza e in fonti rinnovabili pulite e sicure” conclude Tumer.

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Fukushima: monitoraggio su latte e verdure

Posted by fidest press agency su venerdì, 1 aprile 2011

Il gruppo di esperti in contaminazione radioattiva di Greenpeace, ritornato a Tokyo dopo una prima missione di ricerca a Fukushima, ha annunciato l’intenzione di aumentare le attività di monitoraggio nella regione e ha chiesto al governo giapponese di mettere in sicurezza la popolazione locale, ampliando la zona ufficiale di evacuazione. Il team di monitoraggio ha riscontrato livelli tali di radiazione da richiedere l’evacuazione di diverse località, compresa la cittadina di Iitate, 40 chilometri a nord-ovest dalla centrale nucleare di Fukushima/Daiichi e 20 chilometri oltre la zona di evacuazione ufficiale. “Mentre le nostre prime misurazioni confermano i dati delle autorità giapponesi, le stesse autorità non riescono a proteggere adeguatamente la popolazione e non forniscono sufficienti informazioni”, ha dichiarato oggi in conferenza stampa a Tokyo, Jan van de Putte, esperto in sicurezza da radiazioni, “È nostro obbligo morale comunicare adesso i nostri risultati. La maggior parte delle persone vive ancora in aree contaminate come Iitate, dove bastano pochi giorni per essere esposti alla dose massima di radiazione consentita in un anno.” “Il Governo deve agire immediatamente per evacuare le zone più contaminate, a cominciare  dai bambini e dalle donne in stato di gravidanza. Questa settimana torneremo nella zona di Fukushima per continuare a testimoniare la reale situazione e per fornire alla popolazione  un’analisi indipendente sugli impatti dell’incidente nucleare”. La seconda parte del lavoro di monitoraggio di Greenpeace vedrà il team impegnato fino a metà aprile in una valutazione più dettagliata sui rischi per la popolazione che vive fuori dalla zona di evacuazione. Verranno presi ulteriori campioni e analizzati latte e verdure. Greenpeace accoglie con favore l’annuncio di oggi del Capo di gabinetto giapponese Yukio Edano, secondo il quale il Giappone sarebbe intenzionato a investire in fonti di energia rinnovabile nel quadro del piano di ricostruzione.

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Cooperative del latte

Posted by fidest press agency su giovedì, 29 luglio 2010

«In una situazione di decisa ripresa per l’agricoltura – i dati ISMEA registrano un aumento dell’8,6% rispetto a maggio e del 7,3% rispetto a giugno 2009 – rattrista un governo che non ascolta chi rispetta la legge e se ne infischia delle istituzioni comunitarie appoggiando chi ha fatto fortune sull’illegalità». Lo dichiara Ernesto Carbone, coordinatore del Forum Agricoltura del PD, commentando dal sito di TrecentoSessanta, l’Associazione che fa riferimento a Enrico Letta, la manifestazione di oggi di Confagricoltura.«Proprio ieri, per la seconda volta in poche settimane – continua Carbone – la direzione generale dell’Agricoltura della Commissione europea in una lettera indirizzata al governo italiano alla vigilia del voto di fiducia sulla manovra (nella quale  è prevista la proroga al 31 dicembre del pagamento delle multe per le quote latte che interessa 109 produttori su oltre 40 mila in regola con la normativa comunitaria) ricordava che ogni modifica alle regole fissate nel 2003 sulla rateizzazione del pagamento delle multe per le quote latte potrebbe violare le norme Ue sugli aiuti di Stato». Voglio ricordare che un deputato leghista della Repubblica che siede in Commissione Agricoltura ha accumulato oltre 1mn di euro di multa. Ci spieghi la Lega – conclude Carbone – la vicenda della Credieuronord: è vero o no che quell’istituto di credito è stato usato dalle cooperative del latte vicino alla Lega per riciclare i soldi provenienti dall’eccessiva produzione lattifera, vietata dall’Europa? Faccia chiarezza su questa vicenda che intreccia la “Banca Leghista” e la Popolare di Lodi di Fiorani».

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Quote latte

Posted by fidest press agency su sabato, 17 luglio 2010

Dichiarazione dell’On. Massimo FIORIO (PD): Con l’approvazione della fiducia in Senato sul testo della manovra economica, il Ministro Galan è stato umiliato della sua stessa maggioranza che ha inserito la norma che proroga a fine anno i pagamenti delle sanzioni da parte degli allevatori che superano le quote latte previste dai regolamenti europei.
Galan aveva dichiarato che confidava nel Ministro dell’Economia Tremonti, «perché non credo che abbia voglia di giocarsi la reputazione, autorizzando l’inserimento dell’emendamento» sulla posticipazione dei pagamenti delle multe.  Ancora una volta una dimostrazione non solo dell’incoerenza della maggioranza, ma del fatto che il settore agricolo di questo Paese è merce di scambio politico alla faccia della maggioranza dei lavoratori onesti del comparto.

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Il ruolo del latte nella prima infanzia

Posted by fidest press agency su martedì, 15 giugno 2010

La clinica Pediatrica dell’ospedale Luigi Sacco di Milano, diretta dal professor Gian Vincenzo Zuccotti, ha promosso un’indagine sulla corretta nutrizione nel delicato periodo che va dagli 0 ai 3 anni. «È emersa la consapevolezza, da parte di tutti i soggetti intervistati, della superiorità del latte materno nei primi sei mesi di vita. Una corretta nutrizione nella prima infanzia è in grado di limitare la mortalità per infarto e malattie cardiovascolari, diminuire i casi di diabete, abbassare il numero di ictus, per non parlare dei casi di ipertensione che sempre più spesso interessano gli adolescenti e la crescita esponenziale di obesità. Fare le scelte giuste in questo periodo della vita ha conseguenze di salute pubblica a lungo termine». L’informazione e i consigli nutrizionali per i piccoli non mancano, i genitori ascoltano consigli dei pediatri nei primi mesi dopo la nascita del bimbo, ma anche di farmacisti e medici di base, nonni e amici. I responsabili degli asili nido sono consapevoli del fatto che il latte vaccino sia sconsigliato sino ai 12 mesi di vita, anche il 59% dei genitori sa che il latte di mucca dovrebbe essere somministrato solo dai 12 mesi, mentre il 30% ritiene erroneamente che questo alimento possa essere introdotto prima dell’anno di età, e un 7% pensa addirittura che sia adatto anche prima dei sei mesi di vita. Il 65% dei pediatri, invece, ritiene che tra le mamme non ci sia una sufficiente consapevolezza del fatto che squilibri nutrizionali nella prima infanzia possano avere conseguenze sulla salute in età adulta. Secondo i medici le mamme temono, nell’ordine: allergie, asma, intolleranze alimentari mentre l’obesità è sottovalutata e compare al terz’ultimo posto. (fonte farmacista 33)

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Allergie pediatriche al latte

Posted by fidest press agency su lunedì, 8 febbraio 2010

Milano Il V Meeting di Allergologia Pediatrica vede oltre 800 pediatri di 34 Paesi a confronto sul tema delle allergie dei bambini, un fenomeno in crescita esponenziale in tutto il mondo (il numero dei bambini con allergie respiratorie, ad esempio ha raggiunto nei Paesi sviluppati il 25-30% dal 5% degli anni ’80). Focus principale del Congresso è la presentazione delle nuove linee guida internazionali DRACMA (Diagnosis and Rationale for Action Against Cow’s Milk Allergy) sulla diagnosi e la terapia dell’intolleranza alle proteine del latte vaccino, un documento nato su input della World Allergy Organization (WAO) e frutto del lavoro di numerosi esperti scientifici multidisciplinari coordinati dal Dott. Alessandro Fiocchi, primario del Reparto di Pediatria dell’Ospedale “Macedonio Melloni” di Milano e Presidente della Commissione Speciale sulle Allergie alimentari della WAO.  L’allergia alle proteine del latte colpisce circa il 2% dei bambini ed è una reazione dovuta a meccanismi immunologici che danneggia l’organismo del bambino manifestandosi con eczema o orticaria, disturbi intestinali e asma e, nei casi più gravi, provocando anafilassi, un’esplosione di allergia che può portare anche alla morte dei piccoli pazienti. Ad oggi non esistono delle linee guida comuni per tutti i Paesi con raccomandazioni univoche sulla diagnosi e il trattamento di questa che è in realtà una intolleranza guaribile se diagnosticata in modo tempo e trattata con la dieta adeguata. Quella al latte infatti è una delle poche allergie da cui si guarisce: se il bambino è sottoposto a dieta di eliminazione, si ristabilisce dopo 2-3 anni e il trend continua a scendere tanto che quasi tutti gli allergici nell’adolescenza sono tolleranti.  Molte le novità  contenute nelle nuove raccomandazioni. Anzitutto, per quanto riguarda la diagnosi, si suggerisce l’utilizzo diretto del test da carico, l’unico in grado di indicare con certezza se il bambino è allergico o meno, attraverso l’assunzione di latte e l’osservazione e misurazione della reazione nel bambino. In questo modo si indica la strada per una corretta diagnosi e si evita di trattare inutilmente, come spesso invece accade, bambini che non sono in realtà allergici alle proteine del latte.

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