Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 31 n°159

Posts Tagged ‘lavorare’

Malattie reumatiche, impatto sul lavoro e qualità della vita, al via l’indagine

Posted by fidest press agency su lunedì, 15 aprile 2019

Lavorare è un diritto per ogni donna e ogni uomo. Anche per chi è malato. E di workability, ossia l’impatto della malattia sulla capacità di svolgere un determinato lavoro, e qualità della vita nelle malattie reumatologiche infiammatorie, con focus su artrite reumatoide e artrite psoriasica, si è discusso in occasione dello Study Forum organizzato nei giorni scorsi a Roma da ANMAR, Associazione Nazionale Malati Reumatici Onlus, in collaborazione con ISHEO.
In Italia, l’artrite reumatoide colpisce oltre 300mila soggetti, per il 75% dei casi di sesso femminile e nel pieno della vita attiva. In generale, le malattie reumatiche coinvolgono oltre 5 milioni di italiani di ogni fascia d’età, circa il 10% della popolazione.L’artrite reumatoide e l’artrite psoriasica, malattie croniche autoimmuni, sono altamente disabilitanti: evidenze scientifiche dimostrano che entro 10 anni dall’esordio della malattia almeno il 50-60% dei soggetti non è in grado di mantenere un lavoro a tempo pieno, ossia perde la capacità di proseguire la propria attività lavorativa o mantenere le stesse mansioni o lo stesso numero di ore lavorative.Dolore cronico, stanchezza e manifestazioni cutanee hanno, infatti, un notevole impatto fisico e psicologico sui pazienti tale da condizionare negativamente la percezione del sé e del proprio futuro. Se a livello fisico, l’artrite reumatoide è associata alla perdita di massa muscolare e, quindi, ad una diminuzione della forza, l’artrite psoriasica, essendo una patologia cronica multiorgano, riassume in sé l’effetto di entrambe le malattie, artrite e psoriasi cutanea, ognuna con un peso importante sulla vita dei pazienti.
Se consideriamo questi aspetti da una prospettiva sociale, l’impatto economico che ne deriva è di grande portata, con costi legati alla perdita di produttività lavorativa e alla disabilità.Per i pazienti che soffrono di artrite reumatoide e altre patologie reumatologiche, per esempio, il ricorso a visite specialistiche, esami radiologici e di laboratorio, ricoveri e farmaci costituiscono solo alcuni dei costi sanitari diretti che devono affrontare, oltre a quelli dovuti al trasporto, all’assistenza domiciliare, all’assistenza informale che invece rappresentano costi diretti non sanitari. In generale, si stima che il costo sociale medio annuo dell’artrite reumatoide nel nostro Paese varia da € 2,5 a 3,4 miliardi.Emerge dunque un quadro davvero complesso per i fattori che lo compongono e la molteplicità delle variabili che incidono sulla qualità della vita e la capacità lavorativa dei pazienti con malattie reumatologiche infiammatorie. Ma c’è di più. “Bisogna allargare la prospettiva – avverte Silvia Tonolo, presidente ANMAR – studiare l’impatto complessivo delle cure, puntando per esempio sulla diagnosi precoce che può ridurre, nel tempo, l’impatto negativo degli effetti della malattia e migliorare quelli inerenti la workability. Diagnosticare preventivamente la malattia vuol dire, in sintesi, rallentarne la progressione, migliorare la qualità di vita dei pazienti e contribuire a ridurre non solo i costi diretti ma anche quelli indiretti e sociali della malattia”.Per questi motivi, in occasione dello Study Forum, ANMAR ha lanciato una nuova indagine (www.anmar-italia.it/) i cui risultati saranno presentati nei prossimi mesi, al fine di realizzare una fotografia reale e attuale dell’impatto delle malattie reumatologiche nel nostro Paese, senza tralasciare gli aspetti della sfera sociale e lavorativa di ciascun individuo e dei loro caregiver, e indagando in modo più approfondito nell’esperienza dei pazienti per migliorare la qualità delle cure in tutte le sue dimensioni.

Posted in Medicina/Medicine/Health/Science, Welfare/ Environment | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Lavorare nel digital automotive: 5 nuove professioni

Posted by fidest press agency su lunedì, 18 marzo 2019

Il digitale ha radicalmente cambiato il mondo in cui viviamo, creando per i consumatori nuove esigenze e nuovi bisogni, a cui le aziende sono tenute a rispondere. Questo cambio di paradigma ha coinvolto anche il settore automotive: la forte settorialità che contraddistingue questa industry richiede figure specializzate che, pur digital, abbiano competenze specifiche del settore. Le opportunità lavorative non mancano: secondo un’indagine il 75% dei concessionari italiani ha dichiarato di voler aumentare il numero di persone impiegate nell’area web e digital all’interno della propria azienda. MotorK ha quindi individuato 5 nuove professioni da tenere d’occhio se si vuole trovare un lavoro in questo settore: il Customer Advisor, l’Automotive Digital Manager, il Car Influencer, il BDC manager e lo Small Data Analyst.

Posted in Welfare/ Environment | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

C’è meno disponibilità a lavorare all’estero, ma non tra gli italiani under 30

Posted by fidest press agency su lunedì, 30 luglio 2018

La propensione globale ad andare a lavorare all’estero è diminuita negli ultimi 4 anni, passando dal 64 al 57%, ma non per i giovani italiani: il 75% di chi ha meno di 30 anni, infatti, dichiara di avere preso in considerazione l’idea di trasferirsi, una percentuale molto più alta della media globale relativa ai loro coetanei (61%) e anche di quella degli italiani in generale, scesa dal 59 al 55%. Tra le dieci destinazioni di interesse per i nostri connazionali, il Regno Unito ruba la pole position agli Stati Uniti. Seguono Germania, Svizzera, Spagna, Francia, Australia, Canada, Paesi Bassi e Svezia (che entra nella top ten). L’Italia, invece, si mantiene al nono posto tra i Paesi preferiti dagli stranieri per cercare lavoro, apprezzata in particolare da chi ha alta scolarità, mentre tra le donne sale addirittura all’ottavo posto.
Sono alcuni dei risultati emersi dal “Decoding Global Talent 2018” di The Boston Consulting Group, la più ampia indagine mondiale sulle persone in cerca di lavoro che ha intervistato oltre 360.000 individui in 197 Paesi. Tra le ragioni che hanno ridotto la disponibilità a spostarsi, le regolamentazioni più severe nelle principali destinazioni, come Regno Unito e Stati Uniti, il miglioramento dell’economia in paesi precedentemente molto mobili, ad esempio l’Europa centrale e dell’Est, e la globalizzazione del lavoro. Tuttavia, ci sono Paesi in assoluta controtendenza che registrano un aumento della mobilità del 10%, come Stati Uniti, Regno Unito, Germania, Canada, Brasile e India. Le donne sono meno propense a muoversi, mentre i giovani e coloro che hanno competenze digitali spendibili lo sono molto più della media.
Rispetto allo studio del 2014, cambia il ranking, ma non cambiano le destinazioni preferite da chi pensa di lasciare il proprio Paese per cercare lavoro: gli Stati Uniti sono ancora in testa alla classifica, la Germania ruba il secondo posto al Regno Unito (che passa dal 2° al 5° posto, forse a causa della Brexit), seguita da Canada e Australia. La Svizzera scende dal 5° all’8° posto, probabilmente per via dell’inasprimento delle quote. Londra continua a guidare la top ten delle città, confermando che il marchio città si differenzia dal marchio Paese, seguita da New York e Berlino. Abu Dhabi e Dubai diventano più attraenti, Hong Kong entra nelle migliori 30.
I primi fattori di interesse per le persone che cercano un lavoro rimangono la cultura, le relazioni, l’equilibrio tra vita personale e professionale, lo sviluppo inteso come avanzamento di carriera e apprendimento e la sicurezza, sia del posto di lavoro che dell’azienda. Il salario si trova solo all’8° posto. Queste preferenze variano però molto nelle diverse zone geografiche: il mondo occidentale è più concentrato sulle relazioni e sul work-life balance, mentre i Paesi in via di sviluppo sono più attenti all’apprendimento e alla carriera; alcune regioni danno priorità alla retribuzione (ad esempio la Russia, l’Ucraina), mentre per diversi Paesi asiatici come l’Indonesia è più importante la sicurezza del posto di lavoro.
Naturalmente gli individui devono essere pronti a riqualificarsi per nuovi lavori e il 70% degli intervistati dichiara di essere disposto a farlo, anche utilizzando corsi online e metodi di autoapprendimento.

Posted in Welfare/ Environment | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Lavorare nella cooperazione internazionale

Posted by fidest press agency su giovedì, 30 novembre 2017

Università per Stranieri di PerugiaPerugia 5 dicembre 2017 ore 11,30 Palazzo Gallenga, Sala Goldoni, si terrà un’altra tappa del progetto “Cooperazione internazionale – Il nostro futuro nel mondo”. Il vice ministro degli esteri con delega alla cooperazione, Mario Giro, è in tour nelle università italiane per fornire suggerimenti professionali ai giovani interessati al mondo della Cooperazione internazionale e per offrire loro gli strumenti per rispondere alle domande del mondo del lavoro. All’evento, prenderà parte il prof. Giovanni Paciullo, Rettore dell’Università per Stranieri di Perugia insieme al prof. Emidio Diodato, docente di Relazioni internazionali e Geopolitica.
Il progetto a livello nazionale comprende una serie di “Giornate d’orientamento sulle opportunità di lavorare con la Cooperazione Internazionale”, dove gli studenti universitari e quelli dell’ultimo anno delle superiori sono protagonisti di un confronto libero e informale. Mario Giro illustrerà tutte le opportunità di lavoro che la Cooperazione internazionale offre ai giovani oggi e illustrerà le modalità di partecipazione per accedere alle borse di studio offerte dall’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo (Aics) che verranno assegnate nel 2018. Questi incontri sono parte integrante del percorso di preparazione della Prima Conferenza Nazionale della Cooperazione allo Sviluppo che si terrà nel 2018. Idee, spunti, riflessioni e iniziative di particolare interesse verranno valorizzati e portati al Forum per rilanciare la Cooperazione Internazionale.
“Vogliamo raccogliere i messaggi dei giovani e portarli alla Conferenza della Cooperazione, vogliamo far conoscere le concrete opportunità professionali che il mondo della cooperazione già offre: la cooperazione non è solo una visione del mondo che può cambiare la prospettiva di sviluppo futuro, ma può diventare anche un’ importante opportunità professionale per tanti giovani” – ha dichiarato Mario Giro – “Non basta fare cooperazione, è necessario raccontare al Paese come ha cambiato tante vite e spiegare che si tratta di un investimento per il futuro dell’Italia”.
Il seminario è organizzato dalla Farnesina, Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione, dall’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo sviluppo (AICS) d’intesa con l’Università per Stranieri di Perugia, da tempo protagonista di azioni di cooperazione, che rilancia con forza questa tematica, rinnovandola nei contenuti e nell’approccio: aprirsi al mondo per scoprire nuove opportunità di lavoro e per costruire insieme una società globale più equa. Dopo l’intervento del Vice Ministro ampio spazio al dibattito con gli studenti e alle testimonianze dei soggetti della Cooperazione.

Posted in Cronaca/News, Università/University | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

“Una nuova forma per Zurich, un nuovo modo di lavorare”

Posted by fidest press agency su venerdì, 30 giugno 2017

zurichMilano. Questo il concept su cui si fonda la progettazione dei nuovi uffici di Zurich a Milano, un ambiente innovativo e di ispirazione per i dipendenti che si basa sulla logica del dynamic working, una modalità di lavoro che favorisce la comunicazione e l’interazione fra i team e che permette allo smart working di esprimersi al meglio. I nuovi uffici di Zurich appena inaugurati sono un luogo aperto alla collaborazione e all’innovazione. Con questa nuova forma l’edificio si adegua allo standard già in vigore nelle sedi di Zurigo, Londra e Barcellona e il modo di lavorare si rinnova, in linea con la politica dello smart working, regolamentato anche in Italia grazie alla Legge 81/2017 pubblicata negli scorsi giorni sulla Gazzetta Ufficiale. Spazi di lavoro dinamici, in cui le postazioni di lavoro “tradizionali” non sono più assegnate singolarmente, ma ognuna di esse – caratterizzata da sedute ergonomiche, luci antiriflesso e pannelli fonoassorbenti – è ogni giorno occupata da chi ne ha bisogno. A seconda delle esigenze si potrà lavorare in classiche postazioni di lavoro, in luoghi tranquilli o in aree di collaborazione per momenti di condivisione e affiancamento, in zone living per riunioni informali o meeting room classiche. Sono previste inoltre salette insonorizzate per conversazioni telefoniche private e tanti altri spazi innovativi, costruiti per favorire il confronto e la collaborazione, abbattendo ogni barriera fisica legata a singoli ruoli e responsabilità, nel rispetto della privacy e della riservatezza sempre garantite dalle aree dedicate. A solo un anno dall’implementazione dello smart working in Zurich, oltre il 70% dei 1.300 dipendenti in tutte le direzioni e sedi Zurich in Italia, ha infatti aderito in modo volontario al progetto, riconoscendo quanto questa nuova modalità di lavoro sia un potente fattore di produttività e di efficienza.
Dati in linea con i risultati dell’Osservatorio Smart Working del Politecnico di Milano che registra un aumento degli smart worker pari al 40% negli ultimi 3 anni e alti livelli di soddisfazione fra i dipendenti che hanno aderito all’iniziativa.
Metà dei dipendenti, circa 450, ha scelto di lavorare da casa 1 giorno la settimana, mentre l’altra metà 2 giorni. Questa nuova modalità di lavoro è diventata quindi parte integrante della vita aziendale ed è risultata particolarmente apprezzata dai dipendenti. Tra i numerosi benefici che offre lo smart working, quelli maggiormente apprezzati dai dipendenti riguardano infatti il risparmio di tempo dedicato agli spostamenti casa/lavoro, l’aumento di produttività ed efficienza, oltre alla possibilità di gestire il lavoro in maniera flessibile nell’arco della giornata. Questo meccanismo si fonda sul principio cardine della fiducia tra manager e collaboratore: le persone acquisiscono un maggior senso di responsabilità e accountability e si registra un minor assenteismo, una maggiore retention di talenti. Lo smart working in Zurich ha anche un importante impatto sull’IT. La tecnologia è fondamentale, oltre che abilitante, per il successo delle forme di lavoro come lo smart working e il dynamic working. Zurich è fra i maggiori gruppi assicurativi ad aver dotato ogni dipendente di un laptop con telefono integrato e router wifi che consente l’accesso alle reti aziendali e al proprio telefono da qualsiasi luogo. Quest’anno Zurich ha partecipato anche al progetto “Adotta un’impresa” – promosso dal Comune di Milano nell’ambito della Settimana Agile – che ha consentito alle aziende che hanno già avviato forme di lavoro agile di offrire la propria competenza ad altre aziende interessate a sperimentare una nuova cultura e un nuovo modo di lavorare e vivere il lavoro. Zurich in particolare supporterà un’azienda al fine di facilitare lo sviluppo del dynamic working al suo interno.Zurich Insurance Group (Zurich), leader nel settore assicurativo, serve i propri clienti sia a livello globale che nei singoli mercati locali. Con circa 54.000 collaboratori, offre un’ampia gamma di prodotti e servizi nei rami danni e in quelli vita in più di 210 Paesi.
Zurich in Italia. Zurich è presente in Italia dal 1902 ed opera attraverso una rete di circa 600 Agenzie e accordi di distribuzione con banche e reti di promotori finanziari, nell’area della protezione assicurativa, del risparmio e della previdenza. (foto: Zurich)

Posted in Spazio aperto/open space | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

“Social Justice Index”: in Europa sempre più lavoratori a rischio povertà

Posted by fidest press agency su lunedì, 21 novembre 2016

poverta_mani-400x300Lavorare ed essere poveri: a dirlo l’ultimo rapporto della fondazione Bertelsmann Stiftung “Social Justice Index” che ha esaminato quale giustizia sociale esiste nei 28 Stati membri. E’ questa la nuova frontiera del lavoro nel 2016 in cui anche chi ha un’attività che gli permette di avere uno stipendio resta in uno stato di costante precarietà e non sempre riesce a viverci. Stando al report quasi un quarto dei cittadini dell’Unione europea (23,7%), pari a circa 118 milioni di persone, sono oggi a rischio povertà ed esclusione sociale. Nessuna novità per l’Italia che continua a mettersi nelle ultime posizioni raggiungendo il 24esimo posto sui 28 Stati membri. Un primato quello italiano che è il risultato di numeri allarmanti sul fronte dei 6 fattori presi in considerazione dello studio: povertà, istruzione, mercato del lavoro, sanità, giustizia intergenerazionale, coesione sociale e non discriminazione. L’Italia non è il solo paese dove la canzone simbolo della sua gioventù è diventata “se potessi avere mille euro al mese”. Preceduta da Portogallo e Ungheria, l’Italia nella classifica ha una posizione leggermente migliore tra i 28 Stati solo a Spagna, 25esimo, poi Bulgaria, Romania e all’ultimo posto l’eterna vittima della crisi, la Grecia. Le opportunità di partecipazione dei cittadini europei, misurate a partire dal 2008 ogni anno da questo indice, non sono tutte uguali. Per quanto riguarda le vacanze ormai sono tantissimi i lavoratori italiani che non possono neppure permettersi una settimana di vacanza lontano dalle propria quattro mura. Tante le persone che nel 2015 hanno rinunciato ad avere la propria autovettura perché non possono più permettersela. Alla luce di questo rapporto, osserva Giovanni D’Agata presidente dello “Sportello dei Diritti”, gli italiani hanno preso atto che le politiche del lavoro del Governo Renzi, dal Jobs Act, la riforma dei contratti, riduzione dei diritti dei lavoratori, jobs act, cancellazione dell’articolo 18, precariato, stage, di altre discipline del rapporto di lavoro, ecc… sono sbagliate e fallimentari. Nascere in Svezia, che occupa la prima posizione della classifica, o in Finlandia , Danimarca e Repubblica Ceca non è come nascere in Italia, che nel 2015 ha registrato anche il tasso più basso di occupazione in Europa. La Repubblica Ceca, ma anche la Slovenia e l’Estonia, rispettivamente al nono e al tredicesimo posto, dimostrano come “le politiche sociali giochino un ruolo determinante nel migliorare le condizioni di giustizia sociale. Ad esempio la Repubblica Ceca è riuscita a fare eccellenti politiche di contrasto preventivo alla povertà”. E così dallo studio risulta che sarebbe stato molto meglio nascere non solo nei tradizioni paesi scandinavi, leader nelle politiche di welfare e da sempre in prima posizione in quasi tutte le classifiche europee, ma anche in Repubblica Ceca, al quarto posto della classifica o in Germania, al settimo, Gran Bretagna, Lussemburgo e Polonia che hanno registrato un modesto miglioramento seppur “. I paesi che in questi anni, anche grazie alla parziale fuoriuscita dalla crisi, hanno migliorato il loro Social Justice Index sono comunque pochi e nonostante la fondazione tedesca registri un “generale e leggero miglioramento rispetto al 2015″, Bertelmans Stiftung nel rapporto scrive che non si può parlare di “inversione di tendenza in termini di giustizia sociale”.

Posted in Spazio aperto/open space, Welfare/ Environment | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Permettere ai rifugiati di lavorare: le proposte dei deputati

Posted by fidest press agency su giovedì, 7 luglio 2016

rifugiati sirianiLa risoluzione non vincolante approvata martedì evidenzia come introdurre la possibilità per i rifugiati e i richiedenti asilo di lavorare nei loro Paesi di accoglienza possa non solo aiutarli a ritrovare una dignità, ma anche ridurne – trasformandoli in contribuenti – l’onere sui bilanci pubblici. Le politiche d’inclusione dovrebbero comprendere l’apprendimento della lingua e fare particolare attenzione ai tassi di disoccupazione locali, soprattutto tra i giovani.Il testo, redatto da Brando Benifei (S&D, IT) sottolinea che le procedure per la concessione dell’asilo e le condizioni per l’accesso al mercato del lavoro differiscono notevolmente in tutta l’UE e come anche fra i rifugiati sussistano grandi differenze in età, istruzione e competenze di lavoro. La risoluzione è stata approvata dall’Aula con 486 voti favorevoli, 189 voti contrari e 28 astensioni.I programmi d’inclusione dovrebbero mirare a essere un processo dinamico a due sensi tra rifugiati e comunità di accoglienza, in cui tutti i partner hanno diritti e doveri, mentre lo stesso processo si adatta alla situazione sul campo.
Agevolare l’accesso dei rifugiati e dei richiedenti asilo al mercato del lavoro, all’alloggio, all’assistenza sanitaria, all’istruzione e alla protezione sociale restituisce loro dignità umana e autostima. Il lavoro li rende economicamente indipendenti e permette loro di ripagare la società, diventando contribuenti. I deputati ritengono che per un rapido inserimento nel mondo del lavoro sia fondamentale una valutazione tempestiva, equa e trasparente, e il riconoscimento delle loro qualifiche.Poiché in alcuni Paesi e regioni la disoccupazione giovanile e di lunga durata è ancora a livelli allarmanti, l’assistenza ai rifugiati e richiedenti asilo non dovrebbe essere finanziata a scapito di programmi per altri gruppi svantaggiati, ma con nuovi finanziamenti. I deputati si oppongono all’idea di creare mercati del lavoro speciali per i rifugiati, sostenendo che il salario minimo nazionale dovrebbe essere applicato anche a loro.Parlare la lingua del Paese ospitante svolge un ruolo essenziale per un’efficace integrazione. I deputati invitano gli Stati membri a istituire un sistema di formazione linguistica che colleghi strettamente la formazione linguistica generale a quella professionale.
La risoluzione sottolinea che la lotta contro ogni forma di discriminazione, di xenofobia e di razzismo deve essere intensificata. D’altra parte, i rifugiati dovrebbero avere accesso a corsi di orientamento in materia di diritti e valori fondamentali dell’UE e l’inclusione sociale, compresi corsi sui diritti fondamentali, sui valori e sulla cultura.

Posted in Estero/world news, Politica/Politics | Contrassegnato da tag: , | Leave a Comment »

Lavorare con la cultura

Posted by fidest press agency su giovedì, 24 settembre 2015

lavorare con la culturaPadova. Venerdì 25 settembre, ore 15.00, nell’aula “Cal1” di Palazzo Maldura a Padova, verrà presentato il “Corso interateneo in Musica e Arti performative”, unico corso di laurea magistrale dedicato a questo ambito nel Triveneto, organizzato dall’Università degli Studi di Padova e dall’Università Ca’ Foscari di Venezia.
Il Nordest d’Italia è una delle regioni d’Europa con la più grande produttività nell’ambito della musica e delle arti performative in genere, con la presenza di istituzioni di fama internazionale come il Teatro La Fenice, l’Arena di Verona, l’Orchestra di Padova e del Veneto, l’Orchestra Haydn di Trento e Bolzano, oltre alle stagioni liriche di Bassano, Rovigo, Padova, Treviso. Chi si occuperà in futuro di queste istituzioni, come pure degli archivi storici (Fondazione Cini, Fondazione Levi, Archivio musicale della Veneranda Arca di S. Antonio, Archivio Luigi Nono), e dell’istruzione scolastica, dovrà avere una preparazione adeguata.
Da questi presupposti, tre anni fa, è nato il corso di Laurea magistrale in Musica e Arti performative, interateneo di Padova e Venezia, frutto della fusione di precedenti corsi di laurea magistrale attivi presso le due Università. Venerdì 25 settembre a partire dalle ore 15.00, a Palazzo Maldura (aula “Cal1”) a Padova, sarà presentato il programma del corso per l’a.a. 2015/2016.
L’incontro è rivolto principalmente agli studenti che frequentano l’ultimo anno del Liceo musicale, ai laureati di primo livello presso l’Università, ai diplomati di primo livello presso il Conservatorio e ai diplomati presso l’Accademia di Belle Arti. Ad introdurre l’incontro sarà il prof. Sergio Durante, Presidente del corso di laurea, al cui intervento seguiranno la presentazione dei corsi di ricerca d’archivio, storia della musica contemporanea, storia della scenografia, analisi musicale e storia della danza. Molteplici sono gli sbocchi professionali a cui il corso di laurea dàPalazzoMaldura accesso. I laureati potranno svolgere attività di consulenti e collaboratori negli allestimenti musicali, teatrali e dello spettacolo in genere; lavorare negli enti pubblici rivolti alla cultura musicale e performativa; assumere incarichi nell’ambito dell’industria dell’intrattenimento e della comunicazione o presso le aziende pubbliche e private operanti nell’ambito della conservazione e del restauro; svolgere attività lavorativa in enti, centri culturali e istituzioni che si occupano dello studio, promozione, diffusione e conservazione dei beni relativi alle arti performative quali musei, fondazioni, teatri, biblioteche, associazioni; assumere incarichi nell’ambito delle applicazioni informatiche alla musicologia e delle arti performative.
Nella seconda parte del pomeriggio, a partire dalle ore 17.00, Fabrizio Della Seta (Università di Pavia), Franco Piperno (Università di Roma, La Sapienza), Gianmario Borio (Università di Pavia e Fondazione G. Cini), tre studiosi noti a livello internazionale, si confronteranno sui cambiamenti che hanno interessato, negli ultimi trent’anni, la ricerca musicologica, quali sono le tendenze attuali, cosa si può prevedere per i giovani studiosi di oggi. (foto: lavorare con la cultura)

Posted in Cronaca/News, Recensioni/Reviews | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Lavorare da casa: vantaggi e svantaggi

Posted by fidest press agency su mercoledì, 2 settembre 2015

lavorare da casaMilano. Secondo un’indagine internazionale Regus, oltre il 50% (50,9% dato Italia e 52% media globale) dei professionisti intervistati dichiara di lavorare fuori ufficio, molto spesso da casa, per almeno metà dei giorni lavorativi della settimana. Queste modalità di lavoro agile comportano indubbiamente dei vantaggi, come la maggior flessibilità degli orari, l’ottimizzazione dei tempi evitando trasferimenti casa-ufficio nelle ore di punta e un miglior equilibrio tra vita lavorativa e tempo libero. Quindi tutto bene? Non proprio. Come in ogni cambiamento nelle abitudini consolidate sorgono delle criticità. Regus, il principale fornitore di spazi di lavoro flessibili, nella sua inchiesta condotta a livello globale su un campione di 44.000 manager e professionisti ha riscontrato negli intervistati che lavorano per molto tempo da casa un profondo senso di solitudine (38% media globale), leggermente inferiore nel nostro paese (28% il dato relativo all’Italia). Molto avvertito è anche il disagio dovuto a una minor interazione e possibilità di confronto con altri colleghi e professionisti (67% Italia e 64% media globale). Inoltre il 40% degli italiani (62% media globale) avverte la necessità di programmare frequenti meeting, viaggi e incontri di lavoro fuori casa per compensare il senso di solitudine e isolamento. Rispetto alla tradizionale organizzazione di routine “casa-ufficio”, queste modalità innovative di smart working o di lavoro agile a volte non sono perfettamente comprese dalle famiglie, causando il timore in chi lavora da casa che la propria attività professionale venga sminuita e considerata meno importante. Questa situazione è particolarmente avvertita in Italia per il 45% degli intervistati, mentre il dato globale registra una media del 39%.Un’altra considerazione degli intervistati, meno professionale e più collegata al benessere personale, riguarda il timore di ingrassare poiché, trascorrendo molto tempo in casa lavorando alla scrivania si è tentati dagli snack fuori dall’orario dei pasti (il dato Italia e la media globale coincidono al 32%).
Ecco in sintesi il confronto fra il dato italiano e la media mondiale delle principali conclusioni del rapporto Regus:
· il 50,9 % (52% media globale) dei professionisti segnala che lavorano fuori ufficio oltre la metà della settimana e molto spesso da casa
· Il 28% (38% media globale) dichiara di sentirsi solo e il 67% (64% media globale) avverte la mancanza di confronto con altri colleghi e professionisti
· Il 40% (62% media globale) ha la necessità di organizzare meeting e viaggi di lavoro per sfuggire al senso di isolamento lavorando da casa
· Il 45% (39% media globale) teme che la sua famiglia percepisca che il lavoro svolto lontano dall’ufficio tradizionale sia meno importante
· Il 32% (media globale 32%) teme di ingrassare poiché a casa dispone di molti snack fuori pasto
Mauro Mordini country manager di Regus in Italia ha così commentato: “Chi lavora in modalità organizzative di smart working o lavoro agile necessita di ambienti professionali e completamente attrezzati per essere efficace e produttivo. Gestire il proprio lavoro lontano dall’ufficio, ma quasi sempre da casa chiaramente non è la soluzione più efficace. Chi ha la possibilità di lavorare in un ambiente completamente funzionale, invece che da uno spazio improvvisato all’interno della propria casa, ha l’opportunità di confrontarsi con altri professionisti e superare così il senso di isolamento. Le aziende che forniscono ai propri dipendenti l’accesso a un business center vicino a casa, sfruttano appieno i vantaggi di modalità di lavoro agile offrendo ai propri collaboratori ambienti professionali e funzionali, riducono i costi fissi degli uffici tradizionali, incrementano la produttività ed eliminano il tempo perso in lunghi viaggi casa-ufficio”. (foto: lavorare da casa)

Posted in Spazio aperto/open space, Welfare/ Environment | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

IBM: un software di social messaging per cambiare modo di lavorare

Posted by fidest press agency su lunedì, 13 aprile 2015

ibmIBM (NYSE: IBM) ha annunciato la disponibilità di IBM Verse, una nuova e innovativa soluzione di social messaging, che incorpora l’analytics per offrire un nuovo modo di relazionarsi, comunicare e trovare i contatti e le informazioni giuste rapidamente.Frutto dell’investimento da 100 milioni di dollari effettuato da IBM nell’innovazione del design, IBM Verse integra e-mail, agenda, file sharing, messaggistica istantanea, social media e altro ancora – il tutto attraverso un unico ambiente collaborativo basato su cloud.
L’analytics, parte integrante di tutta la soluzione, evidenzia in modo automatico e intelligente le relazioni più importanti per gli utenti e le azioni critiche su cui concentrarsi nel corso della giornata. Imparando a conoscere nel corso del tempo le preferenze e le priorità esclusive dell’utente, IBM Verse fornisce un quadro di riferimento immediato rispetto alle persone e al loro coinvolgimento nei team.
“IBM Verse è una naturale combinazione della competenza di IBM nella collaboration e nell’analytics”, afferma Jens Rauschen, Managing Director of Retail, Hamm-RENO Group, GmbH, uno dei maggiori rivenditori europei di calzature, che sta testando la versione beta della soluzione. “Capisce chi e che cosa è importante per me e mi aiuta ad arrivare al cuore delle questioni rapidamente, in modo da poter tornare a concentrarmi sulla mia attività”. “Una delle poche cose che sono cambiate con l’e-mail negli ultimi 30 anni è la quantità di messaggi inviati e ricevuti”, commenta Jeff Schick, General Manager, Enterprise Social Solutions. “Le imprese inviano oltre 108 miliardi di e-mail al giorno e le persone non riescono più a gestirle. Verse combina funzioni come e-mail, agenda e file sharing con l’analytics, per fornire un sistema che conosce chi e che cosa è più importante per l’utente”.
Per la società internazionale di marketing e comunicazioni Havas Creative, la concezione e la velocità sono gli aspetti chiave della soluzione. “Sono rimasto subito colpito da quanto Verse fosse intuitivo, user-friendly e moderno”, commenta Jeff Marshall, CIO di Havas Creative North America. Havas Creative gestisce un ambiente beta di IBM Verse e prevede di estenderlo a più di 5.000 dipendenti sparsi per il Nord America, l’America Latina e la regione Asia Pacifico quest’anno. Di particolare interesse per Marshall è la faceted search di IBM Verse. Con la faceted search, gli utenti possono individuare e recuperare informazioni specifiche tra i vari tipi di contenuti nella posta elettronica con estrema rapidità.

Posted in Cronaca/News, Recensioni/Reviews, Spazio aperto/open space | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

“Siate amabili”: di Padre Enzo Fortunato

Posted by fidest press agency su lunedì, 26 marzo 2012

Assisi (Perugia) Ci sono ”vere e proprie schegge di umanita’, di spiritualita’, di sapienza” . Cosi’ il cardinale Gianfranco Ravasi, presidente del Pontificio consiglio per la cultura, definisce, nella prefazione, ‘Siate amabili’, il libro di padre Enzo Fortunato, direttore della Sala stampa del Sacro convento di Assisi, che raccoglie una settantina di articoli, di 30-40 righe ciascuno: riflessioni e meditazioni ”per la vita quotidiana’, segnate dal messaggio francescano ad essere ‘uomini fraterni’ e a superare l’avarizia dell’amore con l’amabilita’. ‘Siate amabili’ e’ una espressione che l’autore attinge direttamente dalla prima Regola, laddove veniva chiesto ai frati di ”accogliere benevolmente e di ricevere con bonta’ chiunque si fosse avvicinato a loro ‘amico o avversario, ladro o brigante”’. Le riflessioni di Enzo Fortunato sono un invito a una fraterna vita quotidiana, ”il luogo in cui, tra sfide e possibilita’, si testimonia la spiritualita’ della concretezza”.
Nella prefazione a ‘Siate amabili’ (Edizioni messaggero Padova, 139 pagine, da domani in libreria) il carrdinale sottolinea che quelle di padre Enzo sono meditazioni che si muovono ”sulla scia di quel Francesco d’Assisi pronto sempre a chinarsi sulla quotidianita’, fatta di riso e lacrime, di animali, di fiori e di pietre, di uomini e donne, di invocazioni e di imprecazioni”. Ci sono i tre sguardi – osserva Ravasi – che ”ciascuno di noi puo’ rivolgere all’esterno: verso l’alto, cioe’ Dio, verso il basso, cioe’ le realta’ terrestri, infine davanti a noi, cioe’ al nostro simile, al fratello e alla sorella, l’aiuto che sta di fronte”. Questo triplice sguardo – afferma il cardinale – e’ sostenuto ”dal calore e dal colore dell’amabilita’, come si proclama fin dal titolo: e’ la virtu’ tutta francescana della mitezza, della dolcezza, dell’umilta’, virtu’ che ha in Cristo e nel suo Vangelo la sua sorgente”. Nel libro scorrono storie, testimonianze e riflessioni sui temi dell’esistenza e della storia – la bellezza e la solitudine, la poverta’ e il dono, la famiglia e la societa’, le stagioni e le feste, il male e la conversione – sullo sfondo degli eventi nazionali e dei fatti personali quotidiani, narrazioni ”ancorate talora anche alle parabole e agli esempi dell’esperienza concreta”. E’ il richiamo alla fraterna vita quotidiana e alla ”spiritualita’ della concretezza” che porta Padre Fortunato a citare una suggestiva battuta dello scrittore Claudio Magris – ”La chiesa accanto all’osteria, entrambe offrono pane e vino all’uomo” – e a disegnare l’incrocio apparentemente contradditorio delle luci notturne: ”Se da una parte si spengono le insegne pubblicitarie e tutto inizia a tacere, mentre gli ultimi nottambuli si ritirano, dall’altra le finestre dei conventi ci ricordano una comunita’ orante che prega per la creatura piu’ nobile, piu’ amata: l’uomo. Ai primi ricordano un Dio che perdona e attende; ai secondi, che vanno a lavorare, ricordano un Dio che da’ forza e sostiene. La notte, allora, non e’ solo smarrimento, ma una possibilita’: quella di incontrare Dio”. I quattro passi per la pace – indica padre Fortunato – sono dettati da quattro episodi della vita di Francesco d’Assisi: accogliere lo spirito della carne e lo spirito di Dio dentro di noi – e’ la lotta presente in ogni uomo – accogliere il lebroso, il nemico, spogliandosi dei pregiudizi; accogliere lo straniero, nella fattispecie il Sultano; accogliere Dio, per chi crede o i valori per i non credenti. E vivere cosi’ lo ‘shalom – francescano.

Posted in Recensioni/Reviews | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Lavorare in bianco e nero

Posted by fidest press agency su domenica, 31 ottobre 2010

Roma fino al 4/12/2010 via San Francesco di Sales, 5 Casa della Memoria e della Storia Mario Carbone: il lavoro negli anni Cinquanta e Sessanta a cura di Annalisa Di Domenico  La mostra multimediale Lavorare in bianco e nero. Mario Carbone: presenta circa 40 fotografie in bianco e nero e quattro docufilm su argomenti che spaziano dall’occupazione delle terre da parte dei contadini, alle interviste degli operai nelle fabbriche: La fabbrica parla (regia di Mario Carbone, 1967); Sedici anni dopo Melissa (regia di Mario Carbone, 1965); L’isola piu’ lontana (regia di Mario Carbone, 1965); Dove la terra e’ nera (regia di Mario Carbone, 1965). L’iniziativa e’ promossa da Roma Capitale, Assessorato alle Politiche Culturali e della Comunicazione in collaborazione con Ze’tema Progetto Cultura e curata da Annalisa Di Domenico.
Mario Carbone, nato a San Sosti (Cosenza) nel 1924, apprende giovanissimo il mestiere di fotografo svolgendo un lungo apprendistato in diversi laboratori professionali.

Posted in Cronaca/News, Mostre - Spettacoli/Exhibitions – Theatre, Roma/about Rome | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Lavorare nel Mondo

Posted by fidest press agency su venerdì, 28 maggio 2010

E’ il primo portale italiano per l’incontro tra domanda e offerta nella cooperazione internazionale, parteciperà alla VII edizione di Terra Futura a Firenze: dal 28 al 30 maggio Lavorare nel Mondo sarà, infatti, ospite di Agimondo, media partner dell’iniziativa, collocato nella sezione “Comunicare la sostenibilità” – padiglione Spadolini – Fortezza da Basso. Terra Futura, manifestazione nata dall’obiettivo comune di garantire un futuro al nostro pianeta, vuole far conoscere e promuovere tutte le iniziative che già sperimentano e utilizzano modelli di relazioni e reti sociali, di governo, di consumo, produzione, finanza, commercio sostenibili: pratiche che, se adottate e diffuse, contribuirebbero a garantire la salvaguardia dell’ambiente e del pianeta, e la tutela dei diritti delle persone e dei popoli. Una grande mostra-convegno che ha riscontrato, nelle scorse edizioni, ampia partecipazione: oltre 87.000 i visitatori dell’edizione 2009, 600 le aree espositive con più di 5000 enti rappresentati; 250 animazioni, 200 gli eventi culturali in calendario e 800 i relatori presenti, fra esperti e testimoni di vari ambiti di livello internazionale. Lavorare nel Mondo parteciperà all’iniziativa con un punto informazione sul portale, allestito all’interno dello stand di Agimondo. Per tutti i tre giorni della manifestazione sarà possibile conoscere il nuovo strumento di job-recruitment nel mondo della cooperazione, comprendere le opportunità del settore, i profili e le professionalità ricercati nonché le modalità per partire con le ONG italiane in progetti all’estero.  Lavorare nel Mondo, on line dal 23 aprile 2010, è un progetto della SISCOS, il patronato per l’assistenza assicurativa a quanti operano nella cooperazione internazionale, che da oltre 25 anni tutela chi interviene in paesi dalle condizioni ambientali, climatiche e sociali difficili.

Posted in Recensioni/Reviews, Welfare/ Environment | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Lavorare nel Mondo al Globe di Bologna

Posted by fidest press agency su venerdì, 21 maggio 2010

Bologna 21 maggio 2010 dalle 9.00 alle 18.30, presso L’ Universita degli Studi di Bologna (ex convento Santa Cristina), Lavorare nel Mondo presentera le opportunità nel settore della cooperazione internazionale reperibili on line: dalle associazioni registrate, alle vacancy delle ONG italiane sul sito, nonché la possibilità di rendere il proprio curriculum visibile a più organizzazioni in un solo click. All’interno dei seminari, Lavorare nel Mondo mostrerà ai giovani i requisiti di accesso e le reali opportunità di lavoro con le ONG: sono infatti circa 6.000 gli operatori (di cui almeno il 50% donne) che ogni anno vengono impiegati nei progetti di cooperazione allo sviluppo e aiuto umanitario promossi dalle organizzazioni non governative, anche se spesso domanda e offerta faticano a trovarsi. Fare l’operatore della cooperazione significa proporsi per contratti di 6-12-24 mesi in aree del mondo a volte disagiate, spesso difficili, dell’Africa, dell’America Latina, del Medio ed Estremo Oriente piuttosto che dei Balcani ed è necessario partire con una buona preparazione.  Una giornata per conoscere i requisiti necessari per entrare nel mondo della cooperazione internazionale, per capire come costruire un curriculum vitae, per comprendere i canali di accesso e le opportunità reali per partire con le ONG italiane in progetti all’estero.
Lavorare nel Mondo è un progetto della SISCOS, il patronato per l’assistenza assicurativa a quanti operano nella cooperazione internazionale, che da oltre 25 anni tutela chi interviene in paesi dalle condizioni ambientali, climatiche e sociali difficili. On line dal 23 aprile 2010, Lavorare nel Mondo è un portale ad accesso gratuito pensato per facilitare l’incontro tra ONG e candidati nella cooperazione internazionale.

Posted in Estero/world news, Welfare/ Environment | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Lavorare nelle Istituzioni europee

Posted by fidest press agency su mercoledì, 17 marzo 2010

Dal 2010 l’Ufficio europeo di selezione del personale (EPSO) ha introdotto una nuova procedura di selezione del personale permanente delle istituzioni europee. Le nuove regole saranno applicate nei bandi di prossima pubblicazione, previsti per il mese di marzo, mentre i concorsi già avviati nel 2008-09 continueranno a svolgersi secondo la procedura precedente.Tre le novità più importanti: maggiore rapidità della procedura concorsuale, che comporterà meno fasi; concorsi a cadenza annuale per i profili professionali più comuni; valutazione delle competenze, oltre che delle conoscenze e capacità professionali. I candidati che desiderano partecipare ad una procedura di selezione devono compilare un atto di candidatura on-line e inviarlo all’EPSO prima della scadenza prevista per l’iscrizione. Successivamente, e con scadenze diverse a seconda del concorso, dovranno anche stampare e inviare l’atto insieme ai documenti giustificativi, relativi ai requisiti richiesti. La nuova procedura di selezione comporterà due fasi: una preselezione mediante prove al computer che si svolgerà nei paesi membri e una valutazione mediante prove pratiche che avrà luogo a Bruxelles. Informazioni particolareggiate su ciascun concorso saranno pubblicate sul sito dell’EPSO e nella Gazzetta ufficiale dell’Unione europea. Requisiti generali sono la cittadinanza in uno stato membro dell’Unione Europea, essere in regola con il servizio militare e avere una buona conoscenza di almeno due lingue comunitarie.

Posted in Estero/world news, Welfare/ Environment | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »