Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 29 n° 299

Posts Tagged ‘lavoro’

Rifacciamo lo stato sociale e i rapporti generazionali riguardo il lavoro, lo studio, il riposo

Posted by fidest press agency su mercoledì, 19 luglio 2017

opportunita-lavoroIl progetto dei centri Fidest messo a punto già diversi anni fa e che aveva incontrato il parere favorevole degli organi tecnici ma non politico per motivi, si fece notare, di opportunità, parte da due premesse note. La prima deriva dal fatto che la vita si è allungata e nel suo ambito è mutato l’impatto generazionale. Lo abbiamo evidenziato con un esempio richiamando la figura del triangolo isoscele: I suoi tre angoli a 60 gradi li abbiamo rappresentati con l’età dell’essere umano considerando i primi 60 nella fascia “giovani” non ancora impegnati nel lavoro, i secondi appartenenti al mondo del lavoro e i terzi tra i pensionati. Da ciò abbiamo rilevato che si è passati a un triangolo dove i primi 60 gradi si sono accorciati in concomitanza con la tendenza dei giovani a diventare “adulti” prima del tempo mentre la terza fascia si è allargata in quanto si ha la propensione a “far invecchiare” precocemente i lavoratori tanto che proprio in questi ultimi anni si acuisce il disagio, per chi ha perso un lavoro e ha superato i 50 anni, nel trovarne un altro. Ne deriva un disequilibrio che ci ha portati a una successiva riflessione. Per stabilire un nuovo rapporto generazionale non basta ricorrere agli ammortizzatori sociali come lo sono stati la leva obbligatoria, i fuori corso universitari e per finire i “processi lavorativi dilatati ad arte” che hanno ampliato surrettiziamente le opportunità lavorative sia nel pubblico sia nel privato e ancora le baby pensioni a partire dai 14 anni sei mesi e un giorno e alle pensioni di anzianità. Se vogliamo mantenere in piedi il welfare e riconoscere il ruolo sociale nella gestione della vita associativa dobbiamo prevedere un diverso impatto nel rapporto individuo-società-lavoro-riposo. Abbiamo cominciato a pensare dove ci avrebbe portato cancellare la parola “pensione” o “barriera lavorativa” per i giovanissimi (diciamo dai 14 anni in poi). Significa, a nostro avviso, riempire tali spazi di contenuti diversi per renderli compatibili tra loro. Si parte quindi dalla considerazione che l’offerta di lavoro non può più essere indicata riguardo le qualifiche professionali come solo punto di riferimento ma vi deve aggiungere la componente anagrafica. Anche in questo caso abbiamo fatto un esempio prendendo a modello un giocatore di calcio professionista. Possiamo dire che a 34-36 anni nolente o volente è costretto ad attaccare gli scarpini al chiodo. Da quel momento può sentirsi “pensionato?”. No, di certo. Si cercherà un altro lavoro. Da qui l’idea che i lavori possono essere offerti per fasce di età e che ciascuno di noi debba mettere in conto un aggiornamento professionale continuo che gli permetta sia di migliorare il suo trend professionale in corso sia per individuare nuove forme lavorative più indicate per la sua età. In questo modo lo scenario che abbiamo prefigurato è quello di una continuità lavorativa ma con attività diverse e in precedenza programmate anche in base alla domanda/offerta del mercato del lavoro. Da qui abbiamo anche considerato un aspetto previdenziale di diverso impatto pensando a forme “assicurative” che consentano una rendita sia pur minima allo scadere del decimo anno di contributi e che si può rinnovare per altri dieci e così via per costituire una base di reddito, sia pure minimo, che possa coprire le emergenze lavorative a causa di un breve periodo di disoccupazione, per malattia, ecc. Tali contributi, ovviamente, prevedono una fascia di obbligatorietà ma che possono essere accresciuti su base volontaristica. Abbiamo a questo punto scavalcato il “fine rapporto di lavoro” e offerta la possibilità a tutti di costruirsi il suo presente e il suo futuro lavorativo in conformità a situazioni d’impiego diverso ma sempre più aderenti alle proprie capacità fisiche oltre che professionali. D’altre parte vi sono diversi impieghi “sedentari” sia nel pubblico sia nel privato che possono essere svolti agevolmente dagli anziani anche in part-time ma che avendo alle spalle una rendita (non più pensione) possono gestire tale lavoro con una migliore disponibilità e minori pretese. In questo ambito abbiamo pensato a taluni impieghi “temporanei” che possono essere richiesti, ad esempio, per sanare i contenziosi processuali e amministrativi che di norma richiedono periodi molto lunghi e che riusciamo a tollerare sempre meno. Basta pensare, ad esempio, alla triplicazione dei giudici di pace o a un pool di magistrati per le cause pendenti o nei pronto soccorsi degli ospedali per le visite ai codici bianchi e gialli. Qualcuno potrà osservare che è anche questione di “costi” ma potremmo obiettare che per una causa civile o penale che si protrae per 8 dieci anni il suo costo è di gran lunga superiore a quello di un processo in grado di definirsi in 2-3 anni. D’altra parte l’Italia è fortemente carente di strutture capaci di esercitare controlli continui e regolari sia per la circolazione stradale sia per altre peculiari funzioni (controllo del territorio, ad esempio per l’ordine pubblico, la lotta alla criminalità di quartiere, alle inadempienze amministrative, ecc.) e la possibilità d’avere delle risorse sul campo in funzione di “osservatori” presenta dei ritorni interessanti per un migliore utilizzo degli interventi e una più efficace presenza delle forze di polizia che possono essere chiamate e intervenire con efficacia e tempestività e su obiettivi e luoghi precisi. Da qui l’effetto domino per molti altri aspetti esistenziali. (Riccardo Alfonso)

Posted in Confronti/Your opinions, Uncategorized | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Scuola e mondo del lavoro

Posted by fidest press agency su venerdì, 14 luglio 2017

ingrandUn binomio invocato, ma che spesso rischia di restare un semplice proclama. Non così con la web agency InGrandiMenti di Legnano che si è aperta ai giovani ospitando negli ultimi tre mesi più di venti studenti provenienti dal liceo Clemente Rebora di Rho, dall’Isis Bernocchi di Legnano e dall’Itis Giulio Riva di Saronno. Più che una moda, la precisa volontà di «creare un ponte tra le nuove generazioni e il mondo del lavoro. Perché, se è vero che per molti ragazzi oggi non ci sono ancora le qualifiche del lavoro che faranno domani, il mondo del lavoro ha bisogno già oggi delle loro competenze, del loro modo di guardare la realtà. E questo vale soprattutto per un’agenzia di comunicazione digitale come la nostra», premette Enrico Piacentini, amministratore e fondatore di InGrandiMenti, società che per quanto giovane vanta un organico composto da 25 dipendenti e cinque collaboratori esterni la cui età media oscilla tra i 25 ed i 27 anni. «Le nuove tecnologie, i social e gli strumenti di marketing a loro collegati richiedono una formazione costante non solamente in termini di conoscenze tecniche, ma anche di linguaggi. La presenza degli studenti è l’occasione per noi di confrontarci con le generazioni più giovani, per loro di avvicinare concretamente il mondo del lavoro». Dell’esperienza maturata gli stessi studenti hanno parlato con toni entusiasti: «Il nostro lavoro è stato preso in considerazione seriamente», hanno scritto diversi alunni nel questionario finale. Anche se il lavoro non era quello che si aspettavano – la complessità riscontrata è stata maggiore delle attese -, tutti hanno rilevato l’utilità dell’iniziativa. «Mi piacerebbe un lavoro, come quello del copywriter o di social strategist, capace di stimolare la creatività», ha scritto Federica del liceo Rebora; Matteo dell’Isis Bernocchi si vedrebbe bene in futuro come «front-end developer perché si occupa di tutta la parte del sito dal lato dell’utente». Nicholas dell’Itis Riva è strato colpito dal clima di amicizia: «Se c’è competenza e collaborazione, i risultati sono di efficienza».Del resto, il progetto di alternanza scuola-lavoro si prefigge non solamente di accorciare le distanze tra aula e ufficio, ma soprattutto di creare una sinergia tra due mondi che spesso appaiono così distanti. «Prima ancora che diventasse un obbligo ministeriale, lo proponevano ai nostri alunni», ricorda Giuseppina Rognoni, docente di Italiano, Greco e Latino al Rebora di Rho e tra i referenti del progetto per l’istituto rhodense. «Non si tratta esclusivamente di offrire l’opportunità ai ragazzi di poter meglio comprendere il mondo del lavoro e di conseguenza fare anche le scelte formative più in linea con la loro indole, ma anche di rimotivarli allo studio. L’esperienza con InGrandiMenti si è rivelata positiva perché gli studenti si sono misurati con problemi concreti, capendo anche i loro limiti e lavorando per superarli».
InGrandimenti ha un team composto da esperti di web marketing, strategia digitale e IT, SEO e SEM specialist, web developer e designer, copywriter, sviluppatori di software e new business, graphic designer. Fondata nel 2011 per le imprese che operano nella digital economy, InGrandimenti in questi anni ha puntato su risorse umane giovani, prima inquadrate all’interno di stage o come free lance, poi assunte a tempo indeterminato. http://ingrandimenti.eu/ (foto: ingrand)

Posted in scuola/school, Welfare/ Environment | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Il lavoro: una questione centrale per l’essere umano

Posted by fidest press agency su martedì, 11 luglio 2017

donne al lavoroOggi si sente solo parlare di mercato azionario, di andamento della borsa, di grandi accorpamenti economici, di multinazionali, come se lo sviluppo dell’economia fosse una cosa a sé, senza alcun nesso di causa con la persona e più in generale con i popoli abitanti il pianeta. L’economia sembra apparire come una leadership fine a se stessa che si muove sopra ai destini dell’uomo, fedele solo alle proprie finalità: potere e business. Anche i governi di centro-sinistra disseminati negli anni 2000 in tutto il mondo, si sono assoggettati al potere dell’economia svendendo gli ideali, a sostegno dei lavoratori, che per anni hanno sbandierato, demagogicamente, in tutte le piazze del mondo. In Italia negli ultimi anni la politica non si mai interessata allo sviluppo del pianeta lavoro, delegando tale missione alla sinistra estrema o ai sindacati ma che di fatto non hanno avuto capacità di sviluppare nessun tipo di progetto o di proposta a sostegno del lavoro nel nostro Paese, in particolare. Ora con una disoccupazione giovanile molto elevata in specie nel Mezzogiorno il problema diventa centrale e richiede non una politica genericamente occupazionale ma l’esigenza di un piano industriale di largo respiro dove la discontinuità con il passato è fatta di sviluppo tecnologico e di nanotecnologie. Dobbiamo abituarci all’idea che se le imprese si rinnovano questo non vuol dire nuovi posti di lavoro ma nuove attese qualitative delle prestazioni lavorative e per raggiungere tali livelli occorre una formazione scolastica e post-scolastica altamente qualificata. In altre parole non abbiamo bisogno di un gran numero di abitanti per crescere perché la qualità non si concilia con la quantità. (Riccardo Alfonso direttore centro studi politici e sociali della Fidest)

Posted in Confronti/Your opinions, Welfare/ Environment | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Anti-dumping: regole UE più ferree per difendere industria e lavoro

Posted by fidest press agency su venerdì, 7 luglio 2017

europa-comunitariaIl Parlamento inizierà presto i negoziati con i governi nazionali sulle nuove norme europee anti-dumping per una maggiore tutela dell’industria e del lavoro. Le nuove regole sul calcolo dei dazi d’importazione rappresentano una risposta alla controversia sullo status di economia di mercato della Cina e alle pratiche commerciali sleali da parte di Stati che non fanno parte dell’UE e sono caratterizzati da una pesante interferenza statale nell’economia. Il mandato negoziale include i seguenti punti:
le indagini anti dumping devono tenere in considerazione la conformità del paese che esporta beni nell’UE alle norme internazionali sul lavoro, sulla fiscalità e sull’ambiente, cosi come la presenza o meno di misure potenzialmente discriminatorie contro gli investimenti esteri, di un diritto societario, di proprietà e fallimentare efficace;
la Commissione europea deve presentare una relazione dettagliata che descriva la situazione specifica di un determinato paese o settore per il quale verrà effettuato il calcolo dei dazi;
non dovrebbe esserci alcun onere supplementare per le imprese dell’UE nei casi di anti-dumping, oltre alla procedura attuale che un’impresa deve seguire per chiedere alla Commissione l’avvio di un’inchiesta.Poiché non sono state formulate obiezioni entro martedì 4 luglio a mezzanotte (limite stabilito), il Parlamento avvierà i negoziati con i ministri UE sulla base di questo mandato mercoledì 12 luglio.

Posted in Spazio aperto/open space, Welfare/ Environment | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Smart working: il 64,2% degli italiani lavora ancora da luogo fisso, ma il 40% vuole la flessibilità

Posted by fidest press agency su domenica, 25 giugno 2017

smartworkingLe nuove tecnologie facilitano più che mai il lavoro flessibile, dando ai lavoratori dipendenti maggiore libertà in termini di dove e quando lavorare. Tuttavia, nonostante l’influenza degli strumenti mobili, la ricerca “La forza del lavoro in Europa” svolta da ADP – leader mondiale nell’human capital management – mostra che due terzi dei dipendenti italiani (64,20%) lavora ancora da un luogo di lavoro fisso, come un ufficio o una fabbrica.Ciò contrasta con le aspirazioni dei dipendenti, dei quali oltre un terzo (40%) dichiara di volere una combinazione di lavoro da casa o altro luogo e ufficio (ma lo fa solo l’8%,) e un 21,8% che vorrebbe solo lavorare da casa senza avere un ufficio, una situazione questa che attualmente è una realtà soltanto per il 13,5%. Analogamente, la maggior parte degli italiani lavora ancora secondo orari fissi (58%), nonostante il fatto che solo il 39% affermi di preferire tale forma di lavoro. Infatti, oltre un terzo, (38,5%) ha asserito di preferire una combinazione di orari fissi e flessibili, mentre quasi un quarto (22,5%) ha detto di preferire una totale flessibilità.
L’Olanda è il paese con la maggiore flessibilità di lavoro e la più alta percentuale di persone che lavorano in remoto senza supporto di uffici (20% contro il nostro 7,9%) e con orario totalmente flessibile (33% conto il nostro 25,5%). All’altra estremità della scala, i lavoratori tedeschi hanno la più bassa flessibilità in termini di luogo di lavoro, con oltre due terzi (70%) che lavorano da un luogo fisso. Nel frattempo, i lavoratori spagnoli hanno il minor grado di controllo sull’orario lavorativo, con il 65% che lavora secondo orari fissi e solo il 20% che lavora a orario flessibile.
Abbiamo detto come una notevole percentuale di lavoratori italiani desideri maggiore flessibilità nel lavoro, i dipendenti vorrebbero che i loro datori di lavoro investissero in tecnologie che rendano possibile tale flessibilità. Un lavoratore italiano su tre chiede al proprio datore di lavoro di investire in computer portatili (35,6%) e in software specialistici (34%) mentre uno su cinque vorrebbe che il suo datore di lavoro investisse in smartphone e tablet (22%).Sotto il profilo delle competenze, oltre un quinto dei lavoratori in Italia sostiene che gradirebbe corsi di formazione IT avanzati (24,4%), mentre un ulteriore 23,5% afferma di avere bisogno di assistenza con le nuove tecnologie e dispositivi. (foto: smartworking)

Posted in Cronaca/News, Welfare/ Environment | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Integrazione: un nuovo strumento per agevolare l’accesso al lavoro dei cittadini di paesi terzi

Posted by fidest press agency su venerdì, 23 giugno 2017

BruxellesBruxelles. In concomitanza con la Giornata mondiale del rifugiato indetta dall’ONU, la Commissione europea pubblica lo strumento europeo di determinazione delle competenze per i cittadini di paesi terzi. Si tratta di un web editor utilizzabile on line e off line che permetterà a quanti non sono cittadini dell’UE di presentare le proprie competenze, qualifiche ed esperienze in modo da renderle immediatamente comprensibili ai datori di lavoro, agli erogatori di istruzione e formazione e alle organizzazioni che si occupano di migranti in tutta l’Unione europea. Lo strumento di determinazione delle competenze sarà uno dei primi ausili per i centri di accoglienza, i servizi di integrazione, i servizi pubblici per l’impiego e le altre organizzazioni che offrono servizi a cittadini di paesi terzi, al fine di far valere le loro competenze pregresse e gli studi fatti, oltre che instradarli verso un percorso di istruzione o formazione professionale o un’occupazione. Oltre a fornire una panoramica delle competenze dei cittadini di paesi terzi (aspetto che lo assimila a un CV), lo strumento aiuterà le organizzazioni che si occupano di migrazione a determinare ciò di cui ciascun individuo ha bisogno per potersi integrare nel mercato del lavoro. In ultima analisi esso semplificherà l’abbinamento tra chi cerca un lavoro e i posti di lavoro disponibili.
L’integrazione nel mercato del lavoro dei cittadini di paesi terzi è una delle sfide più importanti che ci riguardano tutti, soprattutto alla luce dell’afflusso passato, presente e futuro di rifugiati e richiedenti asilo. Se infatti l’integrazione fallisse, avrebbe nel lungo periodo costi molto superiori a quelli di politiche di integrazione efficaci; considerati poi la digitalizzazione e l’invecchiamento della società, l’Europa ha tutto l’interesse a diventare una destinazione attraente per le persone di talento di cui le nostre economie hanno bisogno. Per valorizzare nel modo migliore il nostro capitale umano è indispensabile far buon uso di tutti i talenti disponibili nell’UE.
Lo strumento europeo di determinazione delle competenze rientra tra le dieci azioni principali annunciate nella nuova nuova agenda per le competenze per l’Europa. Ad un anno dall’avvio dell’agenda la Commissione ha già realizzato buona parte delle azioni volte a innalzare il livello delle competenze e a favorirne una migliore applicazione in Europa.
Lo strumento di determinazione delle competenze nasce per ridurre lo scarto tra competenze e occupazione di quanti non sono cittadini dell’UE; si applica sia a coloro che hanno un livello di istruzione elevato (che potrebbero tuttavia aver bisogno di aiuto per ottenere il riconoscimento delle proprie qualifiche) sia a coloro che hanno un livello di istruzione modesto e quindi necessitano di proseguire gli studi e la formazione per sviluppare le competenze richieste dal nostro mercato del lavoro. Per alcuni cittadini di paesi terzi, poi, l’integrazione nel mercato del lavoro può essere difficile per la scarsa conoscenza delle lingue degli Stati ospitanti; lo strumento di determinazione delle competenze permetterà di individuare tali lacune. Lo strumento va a integrare l’offerta di mezzi per aumentare la trasparenza delle competenze, quali Europass e il Quadro europeo delle qualifiche (entrambi già rivisti nell’ambito della nuova agenda per le competenze), che permettono ai datori di lavoro, agli erogatori di istruzione e formazione e alle autorità competenti di comparare le qualifiche nazionali con quelle ottenute in altri Stati dell’UE e altrove.In occasione del lancio dello strumento di determinazione delle competenze la Commissaria responsabile per l’Occupazione, gli affari sociali, le competenze e la mobilità dei lavoratori Marianne Thyssen ha visitato a Bruxelles un centro di accoglienza Fedasil per richiedenti asilo e ha visto di persona come lo strumento possa essere utilizzato a vantaggio dei rifugiati e dei richiedenti asilo, oltre che dei servizi e degli assistenti sociali che li accompagnano nel processo di integrazione. Un servizio dedicato alla visita è disponibile su EbS. Allo stesso tempo si svolge a Bruxelles un evento inaugurale che funge altresì da conferenza di networking.

Posted in Estero/world news, Politica/Politics | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Lavoro e scuola: In pensione sempre più tardi, dal 2019 serviranno 67 anni e l’Ape sociale già non basta

Posted by fidest press agency su martedì, 20 giugno 2017

ministero-pubblica-istruzioneIl decreto del Governo, che supera la riforma Monti-Fornero, è già pronto a livello tecnico: subito dopo l’estate verrà affrontato in ambito politico. Il motivo dell’ulteriore elevazione dell’età si deve al fatto che la speranza di vita dopo i 65 anni si sta allungando. Il provvedimento giunge nelle stesse ore in cui i decreti su lavoratori precoci e Ape sociale, l’anticipo pensionistico con penalizzazioni minime, arrivano in Gazzetta Ufficiale: solo che il sistema è sperimentale, vincolato a dei finanziamenti ridotti e ristretto a poche categorie. Nel comparto Scuola esclusi ingiustamente tutti i docenti dalla primaria in poi.Marcello Pacifico (Anief-Cisal): le agevolazioni pensionistiche dell’Ape Social, spettanti a chi svolge un lavoro usurante, vanno per forza allargate e tutti i livelli d’insegnamento. Sull’Ape volontaria, invece, con i lavoratori chiamati a restituire fino a 500 euro al mese per vent’anni in cambio di tre anni e mezzo di anticipo pensionistico, continuiamo ad avere grossi dubbi. Non si tratta di proposte da accettare a occhi chiusi: stiamo parlando di un ammortizzatore sociale che il beneficiario dovrà pagare a carissimo prezzo. Non dimentichiamo che le pensioni attuali e future sono state già penalizzate dal nuovo modello di calcolo contributivo: ridurle di un importo così importante significa portarle abbondantemente sotto i mille euro e sempre più vicino all’assegno sociale. E che dire degli effetti devastanti sul fronte dei servizi? Nella scuola, abbiamo già oggi il corpo docenti più vecchio e malpagato. A breve raggiungeremo un record inarrivabile.

Posted in scuola/school, Welfare/ Environment | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Precari senza contratto: il futuro della ricerca

Posted by fidest press agency su lunedì, 19 giugno 2017

notte ricercatoriAncona Martedì 20 giugno, dalle 10:00 alle 12:30 presso l’Auditorium di via della Montagnola 81, si tiene l’incontro pubblico organizzato dai ricercatori precari dell’INRCA (Istituto Nazionale Riposo e Cura Anziani) per sensibilizzare le istituzioni e la cittadinanza sulle conseguenze della recente approvazione del Testo unico sul pubblico impiego (‘Riforma Madia’). La riforma non prevede alcuna stabilizzazione del personale precario impiegato nella ricerca presso gli IRCCS – Istituti di Ricovero e Cura a Carattere Scientifico, né alcuna soluzione contrattuale in grado di garantire continuità al progresso della ricerca sanitaria in Italia. L’iniziativa è parte di una mobilitazione nazionale che coinvolge ricercatori precari della sanità pubblica e si svolge nello stesso giorno in tutti i 21 Irccs pubblici italiani. Tra questi, l’Inrca è l’unico presente nella Regione Marche, nonché il solo ad indirizzo geriatrico in Italia. Attraverso l’iniziativa si chiede che il problema venga risolto tramite un piano programmatico che preveda soluzioni contrattuali idonee e lo stanziamento di fondi adeguati.Sono 3500 in Italia le figure altamente specializzate che rischiano di restare senza lavoro dal 1° gennaio 2018, con gravissime ricadute sulla sostenibilità e sul futuro della ricerca sanitaria pubblica. Professionisti che negli ultimi 20 anni hanno contribuito in maniera significativa alle eccellenze raggiunte dagli IRCCS, anche attraverso forme contrattuali atipiche come co.co.co, co.co.pro, partite Iva e borse di studio. Negli anni si è creata così una condizione di precariato strutturale. Se il Jobs Act, già nel 2015, eliminava la possibilità di ricorrere a queste forme contrattuali, il testo approvato di recente prevede un piano di stabilizzazione per i precari della pubblica amministrazione che però esclude quelli della ricerca sanitaria. In mancanza di una soluzione, a fine anno resterà senza lavoro la maggioranza del personale impiegato nel sistema ricerca. Assieme a loro se ne andrà la possibilità di sostenere l’eccellenza di cure e servizi degli Istituti, in cui si lavora anche per migliorare prevenzione, diagnosi e terapia di malattie rare e complesse.
Chi sono i precari della ricerca sanitaria? Sono tutte quelle figure professionali impiegate con contratti atipici all’interno degli Irccs e degli Istituti Zooprofilattici (IZS). Tali istituti fanno capo al Ministero della Salute, a differenza degli altri centri di ricerca e delle università che fanno capo al Ministero dell’Università e della Ricerca (MIUR). Sono per la maggior parte figure sanitarie: biologi, biotecnologi, chimici, fisici, medici, psicologi, farmacisti. A queste si affiancano tecnici e amministrativi quali ingegneri, statistici, impiegati e documentalisti. Si tratta di professionisti che spesso hanno conseguito dottorati di ricerca e specializzazioni, con importanti esperienze lavorative all’estero. Oltre a garantire la continuità della ricerca e dei servizi, sono in grado di incidere sulla sostenibilità finanziaria degli istituti che li ospitano. Spesso le loro ricerche sono autofinanziate, perché in grado di attirare fondi provenienti da enti, associazioni, fondazioni private, fondi 5×1000 e dalla volontaria contribuzione dei cittadini.La ricerca che viene condotta è ad ampio spettro: dalla comprensione del funzionamento delle malattie, allo studio di nuovi approcci terapeutici, allo sviluppo di nuovi farmaci, ma anche di percorsi assistenziali e comunicativi sempre più efficienti.

Posted in Welfare/ Environment | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Quanto c’è di vero nel pericolo “Caterina”

Posted by fidest press agency su venerdì, 16 giugno 2017

robotFacendo zapping tra i tanti canali culturali che offrono la piattaforma Sky, la mia attenzione è stata rapita da un programma appena iniziato, sulle intelligenze artificiali e il rischio dei posti di lavoro. Sono stati mostrati molti esempi di come questi androidi saranno sempre più presenti nella nostra vita. Dalla Russia è stata mostrata una particolare stampante 3D in grado di plasmare moduli abitatitivi in 12 ore. Un innovazione futuristica che mi ha fatto riflettere, quante esigenze abitative di persone colpite dall’ultimo terremoto si sarebbero potute soddisfare piuttosto che lasciarle nei mesi invernali al gelo? Si poteva realizzare 1 modulo al giorno con una cifra irrisoria e togliere dai container e roulotte famiglie con bambini piccoli e vecchi. Un brevetto intelligentissimo per far fronte alle prime emergenze. È ovvio che sono immobili utili solo in casi di eventi particolari, infatti tutto sembra piuttosto che una abitazione, anche se l’interno è dotato di tutti i comfort, persino i condizionatori. Non si può pensare che questo tipo di stampante 3D possa togliere il lavoro, per il suo installaggio c’è bisogno di operai, montatori, elettricisti, idraulici e tecnici esperti. Piuttosto sono un valido supporto per l’uomo. Ma il format era più focalizzato ad alimentare le previsioni fosche per i lavoratori, appena queste innovazioni tecnologiche entreranno nel circuito della produzione. Tra gli analisti presenti in studio c’è chi ventilava una perdita del 50% dei posti di lavoro attualmente esistenti. C’è chi faceva notare come questi robot tolto il costo iniziale che si ammortizza facilmente, al datore di lavoro non comportavano costi per di malattie, ferie pagate, stipendi tutte voci che vengono abolite sulle spese in uscita. Unici costi da sopportare la manutenzione periodica. Io non credo che le macchine possano sostituire l’uomo, certo c’è da dire che senza l’era dei computer la scienza non avrebbe fatto passi da gigante in ogni campo, medico, tecnologico, farmaceutico, edilizia, aerospaziale, navale ecc ecc. Forse chi veramente sarà penalizzato sarà il sindacato che vedrà venir meno la “tangente legalizzata” che il lavoratore mensilmente si vede decurtare dalla propria busta paga. La storia dovrebbe essere nostra maestra di vita e se andiamo a ritroso, possiamo notare che dall’avvento delle nuove tecnologie con la rivoluzione industriale è scomparso il lavoro fordista ma non è stato soppiantato, come pure con l’era dei computer non si è persa occupazione. Quindi vorrei capire come i teorici della cospirazione affermano che le intelligenze artificiali avranno ricadute pesanti sull’occupazione.Anzi mi dovrebbero spiegare questi analisti catastrofisti che ho ascoltato nel format, come mai in Europa e Stati Uniti la crescita della produttività si è congelata, pure in presenza di uso smodato di innovazioni tecnologiche. Partendo dal loro assunto, le intelligenze artificiali si sarebbero dovute riflettere, in un aumento della produttività totale dell’economia, vi risulta, dati alla mano che sia vero? A me che sono un analista attento, riflessivo e critico, non sembra di assistere a questa esplosione della produttività. Anzi il contrario basta leggere i dati economici, essi non fotografano nessun informazione in tal senso. Quello che noto e mi fa riflettere, non si fa in tempo a mettere sul mercato un robot che dopo qualche mese è gia superato. Secondo voi a questo punto conviene ad un imprenditore continuare ad aggiornare le macchine, hardware e software continuamente per non veder collassare la sua catena di montaggio? Si è pur vero che all’operaio l’imprenditore non da più il pane, però è altrettanto vero, che trimestralmente i suoi robot hanno bisogno del visagista, del persanal training, di abiti griffati, ben più cari del panino. Quindi penso ci voglia molta più moderazione nell’affrontare il problema, che, secondo me è stato affrontato solo generando allarmismo inopportuno.
A questo punto mi sbilancio nelle mie analisi e vado contro corrente, penso che queste nuove tecnologie per funzionare necessitano di continui costosi upgrade, che ritengo che dopo lo stupore iniziale rappresentato dall’avvento delle intelligenze artificiali, per i motivi sopra esplicati, entreranno a passo di lumaca nel circuito produttivo.
robotIn uno dei servizi sono state mostrati quei profili professionali destinati a scomparire, l’agente assicurativo, il bancario, la badante che verrà sostituita da un robot capace di prendersi cura di un anziano, sperando che non diventi gelosa, al mondo d’oggi basta poco per farsi cogliere da gelosia, ricordo un bellissimo film di Alberto Sordi, “Io e Caterina” la storia di un uomo che aveva per domestica un robot, talmente sofisticato che si era umanizzato, ricordo un fotogramma in cui Caterina, colta da gelosia scatena la sua rabbia sul povero Albertone. Se si umanizzano troppo i nostri robot rischiamo di esserne sopraffatti e Sordi descrive con la sua ironia che lo ha sempre contraddistinto, il pericolo. Ci mancavano pure i robot ad essere gelosi non bastavano gli umani da cui siamo circondati. Quello che nel servizio è mancato a mio parere, è l’aver esaminato le nuove professioni che si andranno a creare con l’avvento dei robot nella vita quotidiana.
Queste nuove professioni, che oggi non riusciamo nemmeno a immaginare, andrebbero a compensare, se non in parte, quei profili professionali che andranno a scomparire spazzati via dalle intelligenze artificiali, di cui le nostre tasche beneficeranno. Lo abbiamo visto con la diffusione della rete, che ci permette di prenotare viaggi, effettuare operazioni bancarie, fare acquisti, pagare bollette, prenotare visite mediche, ricevere referti e cartelle sanitarie, ecc ecc. Ma tutto quello che gira sul rete ha bisogno di un motore e a questo pensano le nuove figure create in questi anni, tecnici e ingegneri informatici, ingegneri di area, determinanti in ogni azienda per gestire tutto il ciclo produttivo. La rivoluzione del computer e del web ha permesso di armonizzare gli archivi, non si conservano più montagne di carta che costringevano con una certa cadenza le imprese a ricercare locali sempre più ampi. Oggi tutto è digitalizzato in una memoria di massa può essere contenuto l’intero archivio che richiederebbe enormi locali. I castrofisti di cui ho le scatole piene, dovrebbero effettuare un rewind alla loro memoria, e ricordare cosa accadde nel decennio 1994-2004 in cui nonostante tutti gli scenari apocalittici che circolavano, la produttività non cadde per colpa dei robot ma per mancanza di domanda. I cospiratori dimenticano che l’economia necessita di due elementi fondamentali che devono incontrarsi “Domanda” e “Offerta”, non si può pensare di produrre di più in assenza di domanda, sarebbe un suicidio per l’imprenditore, ma neppure si può pensare di fare impresa senza conoscere il mercato. Oggi infatti ci troviamo ad una trasformazione dell’imprenditore, come abbiamo imparato a conoscerlo. Quelli che attualmente operano hanno una visione corta del mercato, e sono più finanzieri che imprenditori.
State tranquilli cospiratori, le rivoluzioni tecnologiche non sostituiscono il lavoratore, tutt’al più affiancano il lavoratore, guardate il lato positivo, ma togliete prima quegli occhiali da jettatori, le rivoluzioni tecnologiche sono state sempre positive: migliorano la produttività, riducono il tempo necessario per produrre beni e servizi, migliorano il benessere del lavoratore. L’aumento della produttività, ignoranti di analisti, non è una offesa, riduce la riduzione dei prezzi tutto a vantaggio dei salari e della riduzione del lavoro visto che generano maggiori utili per le società. Non spreco neppure tempo
robotsa commentare la castroneria detta da Bill Gates, il patron di Microsoft, che ha avanzato l’idea di tassare i robot che andranno a sostituire il lavoro umano, tale stronzata è stato il cavallo di battaglia del candidato socialista alle presidenziali francesi, Benoit Hamon, il quale nel cimentarsi in questo tema da puro incompetente, ha farneticato, che la prossima rivoluzione tecnologica, cambierà il nostro modo di vivere e di lavorare. Pertanto è necessaria una tassazione sui robot per mantenere invariate le entrate fiscali degli Stati. Abbiamo visto cosa hanno provocato nel partito socialista francese, le proposte del candidato Hamon, l’estinzione dello storico partito socialista A questo ministro vorrei ricordare senza ricorrere a fantasticherie, che ci sono metodi più alla portata di tutti per gestire l’equilibrio robot-uomo, basta intervenire sul monte ore delle ore di lavoro, sulla redistribuzione dei redditi e come terza misura, la formazione. Ritengo che sia fondamentale pensare a distretti industriali con annesse scuole collegate, in cui lo studente nel corso scolastico, ha possibilità di studiare e partecipare a stage formativi all’interno dell’azienda del distretto. È chiaro che questo processo di nuova industrializzazione non è adatto all’attuale mondo economico. Bisogna ripensare a nuovi sistemi, in quanto la mia proposta di redistribuzione dei redditi e la riduzione dell’orario di lavoro non sono attuabili in un’economia globale come è quella attuale, in quanto i costi che peserebbero sulle imprese, renderebbero meno competitive le aziende che si affidassero a tali politiche economiche, ma la mia analisi non è riferita ad una economia globale, di cui tutti hanno visto i disastri che ha provocato, a fronte della ricchezza di pochi si è avuto una povertà di massa. Il mio concetto, però, ritengo che diventa efficiente in una economia glocale, dove i mercati interagiscono a livello di macro regioni. A questo punto non ci sarà più una corsa al ribasso dei salari, al contrario entra in gioco un fattore determinante, “la meritrocazia” che porta a produrre prodotti di alta qualità a prezzi bassi proprio per quella innovazione tecnologia frutto di quelle nuove tecnologie che tanto terrorizzano gli analisti, che ho avuto modo di ascoltare infastidito per la superficialità nell’affrontare problemi sociologici ed economici così importanti. In conclusione, ritengo giusto che si discuta sulle misure necessarie per gestire la prossima rivoluzione tecnologica, ma ritengo prematuro accreditare la previsione nefasta che le nuove macchine intelligenti, provocheranno un’enorme distruzione di posti di lavoro, come volevano farci credere gli intervenuti al format televisivo. Maurizio Compagnone (Opinionista della Gazzetta italo brasiliana)

Posted in Spazio aperto/open space | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Promozione della Salute nei luoghi di Lavoro

Posted by fidest press agency su martedì, 13 giugno 2017

morettiBergamo. Vi è stata una grande mobilitazione di medici, operatori dei servizi di prevenzione e protezione, referenti aziendali WHP. Tra i relatori, dirigenti di Ats Bergamo, medici di medicina del lavoro e di sanità pubblica, esperti di alto livello, molti dei quali coinvolti nella ricerca nazionale di consenso sugli strumenti per il monitoraggio dei fattori di rischio individuali.
E’ stata organizzata da Ats Bergamo con il sostegno dell’Associazione dei Medici Competenti e il patrocinio di SIMLII (Società Italiana di Medicina del Lavoro e Igiene industriale). La sede di Bergamo non è casuale. A Bergamo, grazie all’alleanza di Ats con Confindustria Bergamo, è nato ed è attivo da diversi anni il primo programma standardizzato di promozione della salute nei luoghi di lavoro (WHP) in Lombardia. Il programma ha coinvolto oltre 100 luoghi di lavoro, riuniti in una rete locale di imprese riconosciuta dal 2012 come partner di eccellenza dalla Rete Europea ENWHP. Un’esperienza che suscita interesse anche da parte di diversi Paesi dell’Unione Europea. Il luogo di lavoro come contesto privilegiato per sostenere le persone nel percorso di controllo dei fattori di rischio individuali dovuti a comportamenti errati (cattive abitudini alimentari, fumo, alcol, inattività fisica, stress). Le aziende, aderendo alla rete WHP e attuandone il programma, possono dare un importante contributo alla prevenzione delle malattie non solo professionali, ma anche cronico-degenerative, promuovendo la salute e il benessere psico-fisico attraverso iniziative ritagliate sulle necessità individuali e realizzate in un’ottica integrata, che puntino all’equilibrio tra l’ambiente di lavoro e la vita privata. «Il programma WHP prevede un accreditamento annuale con il conferimento all’azienda di uno specifico logo “Luogo di lavoro che promuove la salute”, assegnato a nome della Rete Europea ENWHP (European Network for Health Promoting Workplace). I luoghi di lavoro che aderiscono alla Rete WHP iniziano un percorso che prevede la realizzazione di buone pratiche efficaci nel campo della promozione della salute, con riferimento all’alimentazione, alle dipendenze da fumo e alcol, all’inattività fisica, alla mobilità sostenibile e sicura» – ha spiegato Roberto Moretti, responsabile del Servizio Promozione della Salute di Ats Bergamo. «Sulla promozione della salute nei luoghi di lavoro convergono gli interessi dei singoli lavoratori, delle imprese, del sistema sanitario e dell’intera collettività – ha dichiarato Mara Azzi, Direttore Generale di Ats Bergamo – La promozione della salute rappresenta la misura di contrasto più razionale e più valida dal punto di vista del rapporto costi/efficacia ai fattori di rischio comportamentali». L’azienda costituisce un luogo ideale perché la sorveglianza sanitaria (l’insieme degli accertamenti sanitari finalizzati alla tutela dello stato di salute e alla sicurezza dei lavoratori) rappresenta un’occasione unica per monitorare un grande convegnonumero di soggetti, per lo più sani, che difficilmente si sottoporrebbero a controlli. Un modello di prevenzione primaria, che punta a evitare l’insorgenza di future patologie, dato che lo stile di vita e i comportamenti individuali possono influenzare notevolmente lo stato di salute futuro.Da qui l’importanza di dotare i medici competenti di pratiche e strumenti di monitoraggio omogenei per consentire la valutazione di efficacia degli interventi di promozione della salute, nonché l’analisi e il confronto dei dati. Sinora infatti i dati su comportamenti come il consumo di alcol, l’attività fisica o la dipendenza da nicotina sono raccolti dal medico in modo non omogeneo, con questionari e indicatori diversi tra loro, vanificando la possibilità di un loro utilizzo per confronti, ricerche o per la valutazione di programmi WHP. «Al fine di raggiungere l’obiettivo di disporre di strumenti di monitoraggio e valutazione omogenei, nel corso del 2016 è stata realizzata una ricerca di Consenso che ha coinvolto un panel di esperti a livello nazionale e ha permesso di selezionare un set di strumenti (questionari, indicatori, variabili) da proporre ai medici competenti. L’auspicio è che tali strumenti possano entrare nella pratica quotidiana di professionisti che operano in aziende WHP e non solo – ha spiegato Marco Cremaschini, responsabile scientifico del programma WHP del Servizio Promozione della Salute dell’Ats». (foto: moretti, convegno)

Posted in Medicina/Medicine/Health/Science | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Lavoro, genere e miniere tra paesaggi industriali e post-industriali: archivi e memorie

Posted by fidest press agency su lunedì, 12 giugno 2017

Roma Lunedì 12 Giugno 2017, ore 10:00 Dipartimento di Scienze della Formazione, Aula Volpi Via Milazzo 11/B International workshop Labour, gender and mines between industrial and post-industrial landscapes: archives and memories Lavoro, genere e miniere tra paesaggi industriali e post-industriali: archivi e memorie Department of Education, Roma Tre University June 12, 2017 (10.00 am /6.00 pm).

Posted in Roma/about Rome, Università/University | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Reddito di cittadinanza: Qualcosa non mi convince

Posted by fidest press agency su lunedì, 29 maggio 2017

donne al lavoroIl reddito di cittadinanza proposto con forza da 5stelle non mi convince del tutto. Ho letto, per altro, quanto hanno scritto criticamente in proposito sia Matteo Renzi sia Renato Brunetta. Renzi per manifestare la sua contrarietà si appella all’art. 1 della costituzione affermando che l’Italia è una repubblica fondata sul lavoro e che il reddito diventerebbe una sorta di panacea che indurrebbe gli italiani a non lavorare. Brunetta, a sua volta, gli fa il verso asserendo che tale forma di “reddito” finirebbe con il “distruggere l’economia di mercato” e creerebbe persino un danno ai lavoratori.
Sono ragionamenti che potrebbero avere una loro fondatezza se ci trovassimo nella situazione che a tutti fosse garantito un lavoro a prescindere. Ciò, purtroppo, non è così se si parla in Italia di sei milioni di disoccupati, anche se ufficialmente si rimane ancorati ai tre milioni, se mi riferisco ai dati statistici forniti dall’Istat. Se poi vado ad indagare più a fondo mi accorgo che il sistema porta una disoccupazione giovanile ancora più preoccupante e non è irrilevante il numero di diplomati e neolaureati che per “sopravvivere” sono costretti a fare piccoli lavori saltuari o a svolgere modeste mansioni che qualcuno chiama precarietà e che altri li additano come lavoro in nero.
Dobbiamo, a questo punto, renderci conto che mentre siamo tutti concordi, o quasi, nel ritenere sacrosanto il “diritto alla vita” non si può dire la stessa cosa sul “diritto a vivere”. Ciò significherebbe offrire a nuovi venuti “certezze” che non siamo in grado di onorare a ciascuno indistintamente: un’infanzia tutelata, un’alimentazione adeguata, un tetto dove ripararsi, un’assistenza sanitaria universale degna di questo nome, un’istruzione e la possibilità di accedere se richiesto agli studi superiori, a un lavoro, agli aggiornamenti professionali e a una vecchiaia serena. O si è convinti che si nasce per diventare competitivi, per accaparrare risorse a danno dei nostri simili non in grado di farlo perché nati da famiglie povere, disadattate, cresciute in aree depresse? Vogliamo che impazzi la logica dell’homo homini lupus più di quanto non stia già accadendo? Se invece vogliamo rendere la nostra società più sensibile al diritto di tutti a vivere dovremmo anche farci carico di un’equa distribuzione delle risorse e a conferire al lavoro una sua dignità che permetta a ciascuno di noi di realizzarsi senza ostacoli di varia natura. Non si deve, tanto per cominciare, affermare che “si lavora per vivere” ma che si “vive lavorando” come per un servizio che noi rendiamo alla comunità che per altri versi ci assiste e ci protegge. Come dire: C’è chi lavora i campi per assicurarci il cibo e chi in fabbrica consente la produzione di macchinari utili all’agricoltura e così via. Su questa falsariga il centro studi della Fidest ha elaborato un progetto che permetterebbe di coniugare il lavoro e di tutelarlo, nel corso degli anni, con particolari incentivi e stimoli al cambiamento del genere lavorativo. E’ un progetto che avremmo voluto trattarlo nelle sedi opportune, capire se è realizzabile e in che modo, ma è stato “oscurato” dai tanti che guardano con diffidenza i cambiamenti e preferiscono i piccoli aggiustamenti pur di non perdere le loro posizioni di privilegio. Mi auguro solo che 5stelle sappia essere diverso dagli altri e mi consenta una riflessione corale. (Riccardo Alfonso direttore centri studi della Fidest)

Posted in Confronti/Your opinions | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Contributo dell’Unione europea al lavoro salvavita del WFP in Sud Sudan

Posted by fidest press agency su domenica, 28 maggio 2017

sud sudanJUBA – La Commissione europea ha riconfermato il suo impegno salvavita nei confronti delle persone colpite dal conflitto in Sud Sudan sostenendo con 12,9 milioni di dollari (11,9 milioni di euro) l’operazione d’emergenza dell’agenzia delle Nazioni Unite, World Food Programme (WFP). Questa donazione si aggiunge al contributo di 32 milioni di dollari (30,4 milioni di euro) già confermato per il 2017. Il contributo proveniente dalla Direzione generale per gli Aiuti umanitari e la protezione civile della Commissione europea (ECHO) destinato al WFP in Sud Sudan, garantirà assistenza alimentare e nutrizionale d’emergenza a circa 890.000 persone che, a causa del conflitto e dell’insicurezza alimentare stagionale, soffrono la fame. Di questi, 165.000 sono bambini sotto i cinque anni e donne incinte e che allattano. Questa donazione sta consentendo al WFP di acquistare circa 4.000 tonnellate di cereali, 500 tonnellate di fagioli, 800 tonnellate di olio e 1.000 tonnellate di speciali alimenti nutritivi (CSB++).
La Commissione Europea ha, inoltre, donato 5,4 milioni di dollari a sostegno del Servizio Aereo Umanitario delle Nazioni Unite (UNHAS) e del cluster logistico, gestiti entrambi dal WFP e messi a disposizione della comunità umanitaria al fine di poter raggiungere le persone bisognose.“Questo è un supporto vitale ai nostri continui sforzi nel rispondere alla fame che, quest’anno, ha raggiunto in Sud Sudan un livello senza precedenti”, ha dichiarato Joyce Luma, Rappresentante e Direttrice WFP in Sud Sudan. “Il paese ha bisogno di un sostegno internazionale continuo che, associato a un accesso senza impedimenti alla popolazione, contribuirà ad evitare l’ulteriore espandersi di una catastrofe già dilagante”. Il Sud Sudan sta assistendo ai peggiori livelli di insicurezza alimentare mai vissuti dall’indipendenza, con quasi 5,5 milioni di persone che soffrono la fame. Nel febbraio 2017, lo stato di carestia è stata dichiarato in alcune aree dell’ex stato di Unity, nelle contee di Leer e Mayendit, con 100.000 persone colpite. Tuttavia, l’adeguatezza e la tempestività dell’assistenza umanitaria fornita negli ultimi mesi ha avuto un impatto positivo e la sicurezza alimentare in queste aree sembra essere migliorata.La sicurezza alimentare nel resto dello stato, in particolare in alcune aree del Bahr el Ghazal settentrionale e occidentale, Upper Nile e Jonglei, è invece ulteriormente peggiorata a causa dei flussi continui di sfollati. In alcune zone i tassi di malnutrizione acuta hanno già raggiunto livelli allarmanti. Questa situazione si aggraverà maggiormente durante la stagione di magra, quando le famiglie avranno esaurito le riserve alimentari dell’ultimo raccolto.”Siamo estremamente grati per il generoso contributo della Commissione europea, che ha permesso di rispondere alle esigenze delle persone più vulnerabili del Sud Sudan”, ha aggiunto Luma.Nel 2016 il contributo di 22,6 milioni di dollari della Commissione europea permise al WFP di fornire assistenza alimentare a 300.000 sfollati, ospiti nei siti di Protezione dei Civili (PoC) delle Nazioni Unite e in altre località delle aree colpite dai conflitti, oltre che alle popolazioni locali fiaccati da tre anni di conflitto e da prolungati periodi di mancanza di cibo nel paese. In aggiunta, 84.000 bambini piccoli e 35.000 madri incinte e che allattano hanno ricevuto alimenti nutritivi specializzati e un ulteriore contributo di 5 milioni di dollari della Commissione europea venne destinato al Servizio Aereo Umanitario delle Nazioni Unite (UNHAS) e al cluster logistico. Dall’inizio di quest’anno, il WFP ha fornito assistenza alimentare e nutrizionale a 2,8 milioni di persone in Sud Sudan e prevede di raggiungerne 4,1 milioni entro la fine dell’anno.Il sostegno di donatori come: Commissione europea, Australia, Brasile, Canada, Cina, Danimarca, Isole Faroe, Finlandia, Germania, Giappone, Lituania, Norvegia, Nuova Zelanda, Regno Unito, Stati Uniti, Svizzera e quello dei donatori privati, è stato di vitale importanza per la risposta finora fornita. Tuttavia, servono ancora urgentemente 139 milioni di dollari al WFP per le proprie operazioni nei prossimi sei mesi.

Posted in Estero/world news, Spazio aperto/open space | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Papa Francesco e la dignità del lavoro

Posted by fidest press agency su domenica, 28 maggio 2017

papa francescoLe parole, i concetti e gli insegnamenti che Papa ha pronunciato nell’incontro del 27 maggio agli operai dell’ILVA di Genova, non possono essere commentate, né null’altro c’è da aggiungere. Ma non basta ascoltare le Parole e applaudire, se non si fanno proprie le indicazioni che sono state descritte se non appare prioritariamente la volontà di fare proprie quelle indicazioni e applicarle. Così non si tratta di aggiungere qualcosa, ma di condividere, con concetti che Papa Francesco ha “sottinteso”, poiché si rivolgeva sia agli operai che agli imprenditori. L’odierna dialettica in campo economico-finanziario risulta contraddittoria tra le classi interessate alla dinamica del lavoro, dove la fa da padrona la convinzione vincente della priorità del mercato, frutto di un capitalismo arrogante e egoista. Emerge con prepotenza il vetusto scontro tra capitale e lavoro, quindi, detta in soldoni, tra il più forte e il più debole; se ne conosce già l’esito, sancito ormai da secoli. Fin quando la classe operaia e gli imprenditori illuminati non prenderanno coscienza di essere i soli gestori del lavoro, senza egoismi, senza scontro di classe, convinti di possedere le sorti delle grandi potenzialità del lavoro, in perfetta sintesi e collaborazione fra le classi stesse, non potrà esserci progresso e sviluppo per tutti.
Il capitale-denaro e il capitale-lavoro hanno (e dovranno avere) un destino comune, che serva ad equilibrare adeguatamente il rapporto, con conseguente reciprocità di dignità.
L’uomo-capitalista e l’uomo-lavoratore hanno questo comune denominatore, essere uomini, che li assimila, ma vengono tenuti separati da interessi corporativi che nulla hanno a che vedere con le reali esigenze delle parti.La finanza creativa inventata da governi assoggettati alla logica capitalistica, unitamente alla programmazione liberista, fatta per dividere e non per unire, ha fornito tutti i mezzi possibili alla finanza improduttiva e parassitaria, mortificando il lavoro con la precarietà. Ha generato una ignobile “asta pubblica” del lavoro, ma al ribasso, per sfruttare ulteriormente lo stato di necessità, che impone e obbliga di accettare le condizioni più vessatorie, pur di poter lavorare.La collaborazione tra le classi non deve restare nel limbo delle intenzioni o delle ipotesi astratte, ma deve diventare la sola meta da perseguire: l’umanesimo del lavoro.
La Democrazia trova nella società civile e democratica la fonte della sua convinzione che il lavoro costituisce una fondamentale dimensione dell’esistenza umana. Oggi più che mai lavorare è un lavorare con gli altri e un lavorare per gli altri: è un fare qualcosa per qualcuno. Il lavoro è tanto più fecondo e produttivo, quanto più l’uomo è capace di conoscere le sue potenzialità produttive e di leggere in profondità i bisogni dell’altro uomo, per il quale il lavoro è fatto.L’attività umana individuale e collettiva, ossia quell’ingente sforzo col quale gli uomini nel corso dei secoli hanno cercato di migliorare le proprie condizioni di vita corrisponde al disegno dell’uomo, alla sua storia, al suo destino. L’uomo deve soggiogare i mezzi di produzione e non restarne soggiogato, deve dominare il progresso, perché non arrivi a contrastare lo sviluppo. Come persona, l’uomo è quindi soggetto del lavoro. Come persona egli lavora, compie varie azioni appartenenti al processo del lavoro; esse, indipendentemente dal loro contenuto oggettivo, devono servire tutte alla realizzazione della sua umanità, al compimento della vocazione ad essere persona, che gli è propria a motivo della stessa umanità.
L’uomo deve lavorare per riguardo agli altri uomini, specialmente per riguardo alla propria famiglia, ma anche alla società, alla quale appartiene, alla nazione, della quale è figlio, all’intera società umana, di cui è membro, essendo erede del lavoro di generazioni e insieme co-artefice del futuro di coloro che verranno dopo di lui nel succedersi della storia.Tutto ciò costituisce l’obbligo morale del lavoro, inteso nella sua ampia accezione. (Rosario Amico Roxas)

Posted in Confronti/Your opinions | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Lavoro e sicurezza

Posted by fidest press agency su domenica, 28 maggio 2017

inail«I dati diffusi dall’Inail sull’andamento di infortuni e decessi nei primi quattro mesi dell’anno confermano ancora una volta l’Italia tra i Paesi europei maggiormente in difficoltà sul tema della sicurezza sul lavoro. Ritenersi soddisfatti perché i parametri sono in linea con quelli dello scorso anno non è accettabile quando ogni giorno almeno 2 persone muoiono e più di 1.700 si fanno male nel tentativo di guadagnarsi da vivere». Lo dichiara l’ing. Sandro Simoncini, docente a contratto di Urbanistica e Legislazione Ambientale presso l’università Sapienza di
Roma e presidente di Sogeea SpA, azienda specializzata nella sicurezza sui luoghi di lavoro.«L’attenzione sul tema deve restare sempre viva, anche perché nelle pieghe di numeri all’apparenza non inquietanti si possono scorgere elementi di viva preoccupazione. Su tutti, quelli che riguardano alcune delle controparti storicamente meno tutelate nelle dinamiche lavorative: tra le donne, ad esempio, nel primo quadrimestre del 2017 sono aumentati sia gli infortuni (78.148 contro 77.255) che i decessi (37 a fronte dei 30 dello scorso anno). Stesso discorso per i lavoratori extracomunitari (+3,4% di infortuni e addirittura + 36% di morti) Tutte le componenti coinvolte – prosegue Simoncini – hanno il dovere di lavorare ogni giorno per un salto di qualità a livello culturale: aziende pubbliche e private, liberi professionisti, realtà di piccole o grandi dimensioni devono trattare il tema della sicurezza con l’attenzione e la dedizione solitamente riservate a qualsiasi processo produttivo, altrimenti un deciso abbattimento del numero delle vittime rimarrà una chimera. Allo stesso tempo bisogna implementare le risorse da destinare alle ispezioni e alle verifiche, inasprire le sanzioni per chi opera in spregio di norme e buon senso e studiare meccanismi di defiscalizzazione ancora più premianti per chi decide di investire sulla sicurezza».

Posted in Welfare/ Environment | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Lavoro: Non servono droghe come il job act ma riforme strutturali

Posted by fidest press agency su martedì, 23 maggio 2017

infortuni-lavoro“La verità è che in Italia nel mese di marzo la disoccupazione è all’11,7%, la crescita di posti di lavoro si è sostanzialmente arrestata nell’ultimo semestre – per cui la rivendicazione di quasi un milione di posti di lavoro creati è il risultato solo del primo periodo di incentivazione – e segue con tassi decrescenti l’andamento decrescente degli incentivi, i contratti a termine sono nuovamente prevalenti rispetti ai contratti a tempo indeterminato, il lavoro indipendente continua a vivere una stagione difficile”. Così Renato Brunetta, capogruppo di Forza Italia alla Camera dei deputati, in un intervento su “Il Sole 24 Ore”.“Per ottenere questi risultati sono stati spesi quasi 20 miliardi e fatto il principale provvedimento economico di questa legislatura: il Jobs Act. Nel frattempo il tasso di disoccupazione in Europa è sceso all’8%, sono stati recuperati i livelli pre-crisi di occupazione in quasi tutti i paesi dell’Unione e in Germania, Regno Unito e Stati Uniti vi è una corsa a chi stabilisce il minor livello di disoccupazione.
Vi è qualcosa che non funziona, purtroppo. Lo dimostrano i dati Inps usciti questa settimana e lo riconosce lo stesso consigliere economico del presidente del Consiglio, Marco Leonardi. Il saldo annualizzato (vale a dire la differenza tra assunzioni e cessazioni negli ultimi 12 mesi) dei primi tre mesi del 2017 risulta positivo, ma è frutto soprattutto di 315mila contratti a tempo determinato contro appena 22mila contratti a tempo indeterminato. Nei primi tre mesi del 2017 i contratti a tempo indeterminato sono diminuiti di quasi l’8% e così pure le trasformazioni; rispetto ai primi mesi del 2015 vi sono 170mila contratti a tempo indeterminato in meno.
A ciò si aggiunga la grave situazione del lavoro giovanile e la crisi occupazionale che stanno attraversando le classi di età centrali, quelle in cui si concentrano i carichi familiari.
Appare stupefacente che il governo ora – tramite il suo consigliere economico – si stupisca di questo effetto e passi a sostenere la necessità di una riduzione permanente del cuneo fiscale. E’ quella che dall’opposizione il centrodestra ha sempre sostenuto, rivendicando il successo della Legge Biagi – che ha cambiato il paradigma delle politiche del lavoro in Italia e ha creato 1 milione di posti di lavoro veri –, e argomentando per un utilizzo strutturale dall’inizio di quei 20 miliardi che sono solo serviti a ‘drogare’ il mercato del lavoro, ma non a mutarne le caratteristiche strutturali”, sottolinea Brunetta.

Posted in Cronaca/News, Welfare/ Environment | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

“In Italia ci sono 3,9 milioni di cittadini non comunitari regolari”

Posted by fidest press agency su lunedì, 22 maggio 2017

renato-brunetta“Di questi lavorano meno della metà, vale a dire 1,8 milioni, mentre gli altri sono inattivi (900mila), in cerca di lavoro (300mila) o non in età da lavoro (900mila tra bambini e anziani)”.Così Renato Brunetta, capogruppo di Forza Italia alla Camera dei deputati, in un intervento pubblicato da “Il Giornale”. “Questo vuol dire che a fronte di 1,8 milioni di cittadini non comunitari regolari, che hanno un proprio percorso di contribuzione e di finanziamento del welfare, ci sono 2,1 milioni di individui che rappresentano, di fatto, solo un costo. Ripetiamo: bambini, anziani, inoccupati che non hanno mai lavorato o disoccupati che il lavoro l’hanno perso. A questi bisogna aggiungere una cifra stimata in circa mezzo milione di cittadini (in realtà molti di più) non comunitari irregolari, che non hanno un permesso soggiorno, dunque non possono lavorare. O meglio, lavorano nel mercato nero. In realtà, anche molti di quei 2,1 milioni descritti sopra lavorano in nero, senza quindi contribuire alle casse dello Stato. Vista così, l’immigrazione rappresenta un grande vantaggio più per il sommerso che per le società in cui sono inseriti. Dire che 1,8 milioni di immigrati regolari sono un beneficio per i conti pubblici italiani, come fa Emma Bonino in quanto versano alla previdenza pubblica oltre 10 miliardi di euro, è un grande errore di prospettiva, perché non si fa il conto complessivo, vale a dire comprensivo anche dei costi relativi ai familiari a carico, di quelli che non lavorano, all’istruzione e alla sanità.Se a tutto questo si aggiungono i costi per l’accoglienza legati alla tragedia dei recenti flussi migratori, stimato dal governo in 4,6 miliardi, il bilancio del fenomeno migratorio in Italia diventa ampiamente negativo.Il calcolo di Emma Bonino è parziale e buonista in quanto considera solo i benefici derivanti dagli immigrati ‘regolari-regolari’ (1,8 milioni), mentre non considera i costi degli immigrati ‘regolari-irregolari’ (2,1 milioni), vale a dire che hanno permesso di soggiorno ma non un lavoro regolare, né quelli degli immigrati ‘irregolari-irregolari’ (oltre 500mila), senza permesso di soggiorno e senza lavoro. Ne deriva che, proprio perché da offerta e non da domanda, l’immigrazione ha sempre rappresentato per l’Italia più un costo che un beneficio. Da qui la reazione, il disagio, la paura. C’è poco da sfilare”, conclude Brunetta.

Posted in Politica/Politics, Spazio aperto/open space | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Lavoro mamma: se fosse stipendiato, varrebbe 3.045 euro al mese

Posted by fidest press agency su sabato, 13 maggio 2017

Happy mother playing with baby boySi dice che la mamma è sempre la mamma, ma chi ha mai pensato al fatto che contemporaneamente è anche autista, chef, colf, personal shopper, insegnante privato, life coach… e molto altro ancora?
ProntoPro.it ha voluto calcolare quale sarebbe lo stipendio delle madri se il loro lavoro fosse retribuito, scoprendo che una mamma in media guadagnerebbe circa 3.045 euro netti al mese.Per calcolare lo stipendio di una madre sono state prese in considerazione tutte le attività svolte dentro e fuori casa, con le relative paghe orarie riconosciute a chi esercita i diversi mestieri al di fuori della famiglia, come lavoratore professionista. È emerso che lo stipendio mensile medio sarebbe pari a quello di chi ricopre cariche manageriali, di medici specializzati e di liberi professionisti.
A titolo di esempio, si pensi al ruolo di autista privato, richiesto per accompagnare a tutte le ore i propri bambini a scuola, in piscina o dagli amici per il quale la retribuzione oraria media è pari a 13 euro l’ora o a quello di chef a domicilio, professione sempre più in voga e che guadagna mediamente 30 euro l’ora. (foto: mamma)

Posted in Spazio aperto/open space | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Tavola rotonda “Nuovi modelli di lavoro”

Posted by fidest press agency su giovedì, 11 maggio 2017

poletti-giuliano-Legacoop_11Verona lunedì 15 maggio 2017 dalle ore 9.30 alle ore 12.00 presso il Fonderia Aperta Teatro (via del Pontiere 40 A) la tavola rotonda “Nuovi modelli di lavoro: l’esperienza delle cooperative culturali e dello spettacolo. Spunti per estendere le tutele alle nuove figure professionali e per favorirne l’ingresso in un contesto legale e tutelato”.
Alla tavola rotonda parteciperanno il Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali Giuliano Poletti, Mauro Lusetti (Presidente Nazionale Legacoop), Donata Gottardi (Direttrice Dipartimento di Scienze Giuridiche Università di Verona), Chiara Chiappa (Consulente del Lavoro – Responsabile Settore Lavoro CultTurMedia), Emanuela Bizi (Segretaria nazionale settore produzione culturale SLC CGIL). Conduce Ugo Bacchella (Presidente Fondazione Fitzcarraldo). Saranno presenti inoltre Giovanni Dicola (Segretario Nazionale Uilcom UiL) e Antonio Belviso Segretario Regionale Fistel Cisl).Organizzato da Doc Servizi in collaborazione con Legacoop, Università degli Studi di Verona, IIS Galileo Ferrari-Enrico Fermi di Verona e Metis Studio Associato Consulenti del Lavoro, l’incontro intende essere un momento di confronto e riflessione sull’opportunità di estendere strumenti contrattuali e di tutela, già utilizzati nel mondo dello spettacolo, ad altri ambiti dell’industria creativa (operatori digitali, smart workers, sharing economy) e, più in generale, della nuova economia caratterizzata da attività creative tout court, di design, artistiche e intellettuali discontinue, fino a ieri spesso pagate con collaborazioni occasionali, autonome, a progetto o voucher.
Da questo punto di vista un valido esempio può venire dall’esperienza di migliaia di soci lavoratori di cooperativa del settore spettacolo, anch’esso caratterizzato da discontinuità e pluralità di committenti. Tali lavoratori, riunendosi in cooperativa con rapporto di lavoro subordinato, anche intermittente, hanno avuto la possibilità di uscire dal sommerso e di acquisire così tutele previdenziali, continuità contrattuale e dignità professionale, sancite anche dal primo contratto collettivo nazionale del settore.
La tavola rotonda è organizzata da Doc Servizi in occasione dell’inaugurazione dei nuovi uffici veronesi che si svolgerà dopo il convegno e a cui parteciperà il Ministro Giuliano Poletti. Doc Servizi è una cooperativa di lavoratori professionisti, nata nel 1990 e oggi leader in Europa nella produzione e gestione di eventi e nella fornitura di servizi tecnici e artistici nel mondo dello spettacolo, dell’arte, della cultura e della creatività. Doc Servizi, che svolge la propria attività attraverso il lavoro artistico e tecnico dei suoi soci, ha fatto della legalità e del lavoro in sicurezza un presupposto irrinunciabile, al fine di riconoscere il valore del lavoro di ciascuno, realizzato attraverso lo strumento cooperativo che i lavoratori del settore hanno scelto. Alla luce dell’esperienza sin qui realizzata, Doc Servizi propone di estendere queste opportunità a nuovi ambiti lavorativi che presentano caratteristiche simili, anche attraverso la piattaforma cooperativa.La partecipazione all’evento è riservata unicamente alla stampa e agli operatori del settore invitati.

Posted in Cronaca/News, Welfare/ Environment | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Manifestazione dedicata al Lavoro e alla Formazione

Posted by fidest press agency su domenica, 7 maggio 2017

job zoneRoma. Dall’11 al 14 maggio, presso il Centro Commerciale Romaest, Via Collatina 858, si terrà, per la prima volta nella Capitale, Job Zone, la manifestazione dedicata al lavoro, alla formazione dedicata all’orientamento scolastico e post-scolastico.
L’iniziativa, che ha ottenuto il patrocinio dal Comune di Roma, Assessorato allo Sviluppo Economico, Turismo e Lavoro, rappresenta uno spazio libero in cui domanda e offerta avranno la possibilità di incontrarsi e comunicare, scambiandosi informazioni dirette e strumenti concreti, al fine di favorire l’ingresso nel mercato del lavoro, attraverso l’acquisizione di abilità e competenze da utilizzare nella ricerca di un nuovo impiego.
Durante la manifestazione, le aziende e gli enti partecipanti raccoglieranno i curriculum vitae presso gli appositi stand al piano terra, inoltre, sarà possibile sostenere dei colloqui di preselezione, usufruire dei servizi gratuiti di consulenza e di servizio revisione CV, oltre a poter consultare una bacheca annunci.
Nelle giornate di giovedì 11 e venerdì 12 maggio, dalle ore 11.00 alle ore 12.00, presso l’area della food court al 2° piano, si terranno due conferenze sul tema “Giovani e Lavoro” dedicate alle Scuole Secondarie di Secondo Grado di Roma, in particolare del territorio limitrofo a Romaest. Il 12 maggio, tra gli altri, interverrà anche il Prof. F. Avallone, Magnifico Rettore dell’Università Unitelma Sapienza – Università degli Studi di Roma. Inoltre, il 12 e 13 maggio, (area food court, 2° piano) sono previsti due corsi di formazione gratuiti. Il tema sarà scelto dai ragazzi attraverso una votazione su Facebook, tra gli argomenti proposti in un sondaggio a questo link: http://bit.ly/jobzone-votailcorso. I seminari gratuiti, saranno tenuti da SoWhat Factory, agenzia specializzata nel web marketing. (foto: job zone)

Posted in Roma/about Rome, Welfare/ Environment | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »