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Quotidiano di informazione – Anno 30 n° 235

Posts Tagged ‘lavoro’

Lavoro e scuola: manca la cultura alla formazione

Posted by fidest press agency su lunedì, 18 giugno 2018

Secondo l’ufficio studi del sindacato è evidente che nel sistema formativo e lavorativo italiano c’è più di qualcosa che non va: da un approfondimento dell’indagine Eurostat, che ha stimato la presenza nel nostro Paese del 25,7% di Not in education, employment or training, risulta che non è solo un problema dovuto alla mancanza di lavoro, visto che ogni anno ci sono decine e decine di migliaia di posti liberi che le aziende non riescono ad assegnare per mancanza di personale adatto. Per Anief, il nodo principale da sciogliere rimane quello dell’inadeguato ancoraggio al sistema scolastico dei nostri giovani.Marcello Pacifico (Anief-Cisal): Uscire dalla scuola prematuramente significa in alta percentuale creare un solco rispetto alla società e rendere particolarmente difficile il proprio futuro formativo e professionale. Perché un ragazzo senza un titolo di studio, salvo i casi in cui esistono realtà familiari a protezione, è destinato a diventare un Neet. Ecco perché insistiamo sull’allargamento dell’obbligo scolastico, portandolo alla maggiore età, limite che, alla luce di una maggiore consapevolezza del sé e del mondo che ci circonda, responsabilizzerebbe di sicuro le scelte future dei nostri giovani. Altrettando importante sarebbe anticipare di un anno l’inizio della scuola dell’obbligo, creando in tal modo un’annualità ‘ponte’. Allo stesso tempo, è necessario l’adeguamento degli organici del personale scolastico ai bisogni del territorio, tenendo conto del tasso di disoccupazione e di abbandono scolastico. Tutelando maggiormente le zone più a rischio, ad alto flusso migratorio o geograficamente isolate. Non per ultimo, proprio per combattere l’esplosione di Neet, sarebbe stato fondamentale potenziare i CPIA, attraverso i quali si sviluppa lo studio degli adulti e l’educazione permanente. Tutte iniziative che chiediamo di attuare al governo del cambiamento, il quale ha appena preso in mano le redini politiche dell’Italia.

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Giornata economia: governo ricordi impresa e lavoro

Posted by fidest press agency su domenica, 10 giugno 2018

“Ci auguriamo fortemente che il nuovo Governo sostenga chi, sui territori italiani produce lavoro, ricchezza e qualità e che si sostengano con un piano di sistema le imprese e gli imprenditori. Nel Contratto di Governo, purtroppo, la parola commercio è praticamente assente ed al settore delle imprese è dedicato poco spazio. La parola impresa compare solo due volte nel Contratto di Governo – come ha evidenziato anche la Presidente Giorgia Meloni all’Assemblea Generale di Confcommercio – e manca complessivamente la visione sul mondo imprenditoriale, necessaria al rilancio italiano”, così la Senatrice di Fratelli d’Italia Isabella Rauti intervenuta in occasione della Giornata dell’economia 2018 svoltasi alla Camera di Commercio di Mantova. “La provincia di Mantova conferma il primato della Lombardia, come primo mercato italiano anche se nel territorio non mancano le imprese che hanno attraversato un periodo di grande sofferenza e sono numerosi i casi di mortalità imprenditoriale.
Tra le criticità registrate nel 2017 troviamo la flessione delle imprese femminili e la diminuzione delle donne occupate (-5%) a fronte di un tasso di disoccupazione mantovano che risulta in diminuzione rispetto al 2016” conclude la Senatrice Isabella Rauti.

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L’essere soli

Posted by fidest press agency su mercoledì, 6 giugno 2018

Sembra un paradosso. Ora che siamo in tanti nel mondo la solitudine dell’essere umano si sta cronicizzando, non è più un’eccezione ma se non proprio una regola, mostra segni evidenti sia pure con sfumature diverse. E’ una solitudine non solo individuale ma di coppia. Quanti anziani hanno ridotto se non perso il contatto con i loro figli e nipoti? Vivono da soli e devono far fronte ai problemi quotidiani con la debolezza delle loro forze, tra dolori articolari e patologie di varia natura. La borsa della spesa diventa sempre più pesante e il carrello si trascina a fatica. Ma ciò non è il solo aspetto che è diventato un fardello esclusivo dell’anziano. Anche tra i giovani la solitudine vi fa capolino in specie tra chi non riesce a trovare un lavoro stabile. Essa si esprime in vari modi. Si può vivere in famiglia e sentirsi soli con i propri problemi esistenziali e di comunicazione con l’esterno. Si possono avere conoscenti ma non amici. Si possono avere rapporti fugaci con l’altro sesso ma non costanti e fondati su progetti per una solida vita in comune. Li vediamo, questi giovani, frequentare da soli i luoghi di culto, bazzicare nei locali pubblici, ritrovarsi nelle biblioteche e anche tra i banchi di scuola e nelle aree universitarie. Talvolta fanno comunella con un branco ma senza molta convinzione e corrono il rischio di fare scelte sbagliate che li fanno ricadere nella loro solitudine caricandosi di un’esperienza ancora più amara. E poi vi è un’altra faccia della solitudine che vuole essere esorcizzata cercando un’attrazione sessuale contrabbandata con il sentimento. E da qui ne escono ancora più solinghi e amareggiati. Il rischio possibile, se non cadono in depressione, è che possono anche avvitarsi ad una deriva pericolosa che li porta a logiche estremiste e anarchicheggianti e di aberrazione culturale. E questo fa tutt’uno con il crollo delle identità delle democrazie occidentali e non. E qui diventa un aspetto che una classe politica al passo con i tempi non può ignorare e deve farsene carico con adeguati interventi. (Prima parte. Segue: E’ possibile sconfiggere la solitudine?) (Riccardo Alfonso)

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Mettiamo la vita davanti al lavoro

Posted by fidest press agency su sabato, 2 giugno 2018

Roma Martedì 5 giornata di studi alla Sapienza. L’inizio dei lavori è fissato alle 9,30 con un seminario di formazione e le relazioni di Luciano Vasapollo, Giovanni Mazzetti e Marco Craviolatti. Alle 15,30 via alla sessione pomeridiana con una tavola rotonda alla quale partecipano Piergiovanni Alleva, Sergio Bellavita, Giorgio Cremaschi, Maurizio Franzini, Henrique Galarza e Giovanni Tridico. Coordina Francesca Fornario. Conclude Guido Lutrario.
La convinzione, ripetutamente proclamata in tutta Europa, che presto o tardi si riuscirà a dar vita ad un’altra fase di crescita basata sulla creazione di nuovo e più lavoro è una convinzione realistica? Non si tratta piuttosto di un’illusione?
Quando i governanti dei paesi industrialmente avanzati invitano ai sacrifici per reperire le risorse che, secondo loro, sarebbero necessarie per creare questi nuovi posti, sono effettivamente convinti della verità di ciò che sostengono, o ripetono luoghi comuni mutuati dall’economia conservatrice, che non rispondono affatto alla nuova situazione? Nel sollecitarci a rimanere nei limiti dell’attuale sistema di relazioni economiche e sociali e ad affidarci ancora al potere delle imprese, confidando nella loro capacità di assicurarci la produzione di una maggiore ricchezza futura, i responsabili della politica economica non sono forse offuscati da una proiezione dei loro desideri, al punto da confonderli con le reali possibilità?
Le ingenti risorse investite nell’industria 4.0, senza considerare le inevitabili ricadute che queste avranno sull’occupazione, non sono forse la conferma di una scarsa consapevolezza dei cambiamenti che si stanno producendo? E quali dovrebbero essere, invece, le scelte innovative da promuovere per contrastare le crescenti disuguaglianze sociali e tenere il passo con l’innovazione tecnologica?Rispondere a questi quesiti non è semplice. Ma un’organizzazione sindacale confederale e di classe non può rinunciare a farlo, senza precludere a se stessa la possibilità di costruire una strategia valida per le prossime sfide. Il tema della redistribuzione del lavoro costituisce uno snodo strategico per ripensare l’insieme delle relazioni economiche e guardare al futuro con uno sguardo diverso, mettendo la vita davanti al lavoro.

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Parlamento chiede a Stati UE di porre un freno al lavoro precario

Posted by fidest press agency su venerdì, 1 giugno 2018

Bruxelles. In una risoluzione adottata giovedì, il Parlamento chiede ai Paesi UE di combattere in modo efficace le forme di lavoro precario, come i contratti “a zero ore”.Il Parlamento europeo ha adottato giovedì una risoluzione che invita la Commissione europea e gli Stati membri a combattere il lavoro precario e l’uso abusivo dei contratti di lavoro a tempo determinato nel settore pubblico e privato dell’UE.La risoluzione segue una serie di petizioni ricevute dal Parlamento che hanno segnalato contratti e accordi di lavoro illegali, presunti e sleali, provenienti da tutta l’UE.Gli Stati membri devono contrastare le forme di lavoro precario, come i cosiddetti contratti a “zero ore”, e garantire che il precedente stabilito dalla Corte di giustizia dell’UE (rispetto a un caso italiano) in materia di diritto del lavoro sia rispettato in modo coerente. Un contratto “a zero ore” è un accordo di lavoro che non prevede un numero minimo di ore di lavoro garantite.Le ispezioni sul posto di lavoro sono inoltre necessarie affinché i lavoratori soggetti a contratti temporanei o flessibili possano beneficiare almeno della stessa protezione degli altri lavoratori.L’interpretazione della Corte UE che ribadisce come i contratti a tempo determinato ripetuti dovrebbero essere tramutati in contratti a tempo indeterminato, deve essere adeguatamente rispettata da tutti i Paesi UE e coerentemente inserita nei rispettivi quadri giuridici.La risoluzione inoltre:
· invita la Commissione e gli Stati membri UE a garantire piena parità di retribuzione per lo stesso lavoro;
· sottolinea che la direttiva UE sull’orario di lavoro deve essere applicata ai lavoratori con contratti a “zero ore”, in modo che siano coperti dalle norme sui periodi minimi di riposo e sui periodi massimi di lavoro;
· invita gli Stati membri a migliorare gli standard occupazionali dei lavori non convenzionali, fornendo almeno una serie di standard minimi per la protezione sociale, livelli di salario minimo e accesso alla formazione;
· denuncia il rinnovo dei contratti a tempo determinato al fine di coprire esigenze non temporanee ma fisse e permanenti;
· insiste che i Paesi UE debbano valutare la legislazione sul lavoro precario considerando il suo impatto di genere, in quanto le donne costituiscono un gruppo che continuerà a essere colpito in modo eccessivo dal fenomeno.

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Mattarella: cancellati anni di lavoro, mesi di partecipazione e giorni di speranze

Posted by fidest press agency su lunedì, 28 maggio 2018

“E’ successo qualcosa di incredibile, ma soprattutto di pericoloso. E’ caduto anche l’ultimo velo. Al Presidente della Repubblica italiana non interessa il voto espresso dagli italiani, interessa ciò che gli impongono gli interessi del mercato. Con queste parole sono stati cancellati anni di lavoro, mesi di partecipazione e giorni di speranze. Con queste parole è stato abortito il governo del cambiamento. Riavvolgendo il nastro, riguardando il film di questi ultimi mesi tornano in mente tutti segnali, ai quali non avremmo mai voluto credere, che ci hanno portati a questo giorno. Uno dei più bui della nostra storia politica. La legge elettorale pensata per non farci vincere, la fretta che c’era prima e che ora a quanto pare sembra non esserci più, lo spread che sale a comando. Ora il Presidente è preoccupato dei nostri risparmi. Dov’era quando i nostri risparmi venivano cancellati nella notte dal decreto salva-Boschi? In Italia puoi governare se sei stato condannato, se hai avuto rapporti con la mafia, se non sei laureato, ma non se sei del Movimento Cinque Stelle. Io, come voi, non so cosa succederà domani. Il Presidente ci ha raccontato che questa è la scelta migliore, quella più rassicurante. Domani ci sveglieremo sì senza il ministro dell’Economia che l’Europa non voleva, ma anche senza un governo, con il rischio di impeachment per il Presidente della Repubblica e con un clima di tensione che la mia generazione non ha mai respirato. Presidente chi dobbiamo ringraziare per questo? Gli interessi di chi possono valere tanto?”, così Massimo De Rosa, consigliere regionale del M5S Lombardia.

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Lavoratori distaccati: votazione finale su parità di retribuzione e condizioni di lavoro

Posted by fidest press agency su domenica, 27 maggio 2018

Parlamento europeo. I lavoratori distaccati temporaneamente in un altro Paese dell’UE potranno d’ora in avanti godere dello stesso salario dei lavoratori di tale Paese, grazie alla proposta normativa che sarà approvata in via definitiva martedì. Le norme, concordate informalmente in marzo dai negoziatori del Parlamento europeo e del Consiglio dei Ministri UE, mirano a garantire una migliore protezione dei lavoratori distaccati e una concorrenza leale fra le imprese.Ai lavoratori distaccati si applicherebbero tutte le norme del Paese ospitante in materia di retribuzione. Le spese di viaggio, di vitto e di alloggio dovranno essere sostenute dal datore di lavoro e non detratte dal salario dei lavoratori.
La durata del distacco è stata fissata a 12 mesi, con una possibile proroga di 6 mesi. Trascorso tale termine, al lavoratore che resta nel Stato membro in cui era distaccato si applicheranno tutte le norme del Paese ospitante in materia di lavoro (non solo quelle sulla retribuzione).

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“Come cambia il lavoro nelle pubbliche amministrazioni?”

Posted by fidest press agency su mercoledì, 23 maggio 2018

Parma Giovedì 24 maggio, dalle ore 14.30 alle ore 18.30, nell’Aula Filosofi del Palazzo Centrale dell’Università di Parma (via Università, 12), si terrà il seminario di Diritto del Lavoro dal titolo “Come cambia il lavoro nelle pubbliche amministrazioni?” organizzato dal Dipartimento di Giurisprudenza, Studî Politici e Internazionali. L’incontro di studio vedrà quali illustri relatori il Prof. Sandro Mainardi, Ordinario di Diritto del Lavoro dell’Alma Mater Studiorum – Università di Bologna; il Prof. Alessandro Boscati, Ordinario di Diritto del Lavoro dell’Università degli Studi di Milano; il Prof. Carlo Zoli, Ordinario di Diritto del Lavoro dell’Alma Mater Studiorum – Università di Bologna; e il Prof. Enrico Gragnoli, Ordinario di Diritto del Lavoro presso il Dipartimento di Giurisprudenza, Studî Politici e Internazionali dell’Ateneo di Parma.Alle relazioni seguiranno due interventi programmati dell’Avv. Riccardo Marini, componente dell’Unità Organizzativa Legale dell’Università di Parma, e del Prof. Fabio Pantano, Ricercatore di Diritto del Lavoro presso il Dipartimento di Giurisprudenza, Studî Politici e Internazionali dell’Università di Parma.

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Alternanza Scuola-Lavoro

Posted by fidest press agency su domenica, 20 maggio 2018

Milano 4 giugno: ore 14.00 – 21.00 5 giugno: ore 9.00 – 17.00 Palazzo Lombardia, Piazza Città di Lombardia. Organizzato dall’associazione non profit Junior Achievement Italia (www.jaitalia.org), BIZ Factory (www.jabizfactory.org/) è il primo evento nazionale che da 15 anni celebra e divulga gli impatti positivi di un’educazione imprenditoriale nella scuola superiore.150 studenti italiani tra i 16 e i 19 anni che hanno dimostrato doti di intraprendenza e innovazione vengono messi così al centro della narrazione, nuovi leader e protagonisti di storie d’eccellenza che daranno forma ai business del futuro. Individuati nel corso di selezioni regionali tra gli oltre 18 mila ragazzi che JA coinvolge ogni anno nel suo programma di educazione imprenditoriale per le scuole superiori Impresa in azione (www.impresainazione.it), BIZ Factory è per loro un palcoscenico da cui presentare originali e creative vision imprenditoriali e testimoniare l’impegno, le sfide, le soddisfazioni, i successi, l’entusiasmo di una modalità di fare scuola attiva, pratica, coinvolgente, che orienta e prepara a costruirsi un posto rilevante nel mondo.In loro sostegno, partecipano i rappresentanti delle istituzioni, del mondo scolastico, delle aziende e dell’imprenditorialità che credono nei giovani e hanno scelto di investire nell’educazione imprenditoriale come migliore modalità per prepararli adeguatamente al loro futuro.

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Vittime sul lavoro: Aumentare i controlli sulla sicurezza

Posted by fidest press agency su mercoledì, 16 maggio 2018

«C’è un letale combinato disposto alla base della tragica serie di incidenti sul lavoro che sta funestando l’Italia da nord a sud in questo 2018: da una parte la tendenza a considerare la questione occupazionale esclusivamente sotto il profilo numerico, quantitativo; dall’altra lo svilimento degli istrumenti ispettivi, che hanno drammaticamente visto ridimensionare la propria funzione deterrente».Lo dichiara l’ing. Sandro Simoncini, docente a contratto di Urbanistica e Legislazione Ambientale presso l’università Sapienza di Roma e presidente di Sogeea SpA, azienda specializzata nella sicurezza sui luoghi di lavoro.«La crisi decennale che ha investito il nostro Paese ha provocato una distorsione pericolosissima del mercato del lavoro: la corsa al miglioramento degli indici occupazionali ha portato a legittimare molteplici forme di precariato, a tollerare il sistematico ricorso al subappalto, a bruciare tempi e modi per un’adeguata formazione, a istituzionalizzare il massimo ribasso come parametro imprescindibile di qualsiasi gara tra privati. Tutto questo, va sottolineato, senza dimenticare il poderoso apparato dell’economia sommersa, che secondo l’Istat impiega poco meno di quattro milioni di lavoratori, ovviamente senza tutele ed esposti quotidianamente a rischi altissimi.Chi non vuole rispettare le regole, d’altronde, ha potuto osservare una netta contrazione del numero delle ispezioni, fondamentali per spingere le imprese a dotarsi di procedure e sistemi di sicurezza: in cinque anni si sono ridotte di oltre un terzo, complici l’inadeguatezza del numero degli addetti, la mancanza di risorse a loro disposizione e l’eccessiva burocratizzazione derivante dall’accorpamento di competenze seguito alla creazione dell’Ispettorato Nazionale del Lavoro. Per ridare centralità alla questione della sicurezza – conclude Simoncini – bisogna necessariamente reperire risorse per implementare i controlli, ma si deve anche tornare a riflettere sui temi dell’occupazione da un punto di vista qualitativo: non un lavoro purchessia, ma un lavoro svolto in sicurezza ed equamente retribuito».

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Violi (M5S Lombardia): Sicuro che Di Maio farà un ottimo lavoro

Posted by fidest press agency su sabato, 12 maggio 2018

“Sono contento che a Roma la situazione si sia sbloccata. Sono sicuro che Luigi Di Maio farà un ottimo lavoro. So che nella sua testa ci sono le priorità e i bisogni dei lombardi. Questa mattina ho avuto modo di confrontarmi con il Presidente Fontana ed entrambi ci siamo presi l’impegno, per le rispettive parti politiche, di far presente che l’autonomia dovrebbe essere uno dei temi prioritari del prossimo Governo ed è sicuramente uno dei temi prioritari per i lombardi”, così Dario Violi, consigliere regionale del M5S Lombardia.

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Ogni anno in Italia più di 50.000 denunce di infortunio sul lavoro

Posted by fidest press agency su martedì, 1 maggio 2018

“Riguardano soggetti di età inferiore ai 15 anni: un dato che emerge in tutta la sua drammaticità dalle statistiche di settore e che ovviamente non tiene conto di quanto accade nell’economia sommersa, dove lo sfruttamento minorile è spesso la regola e non l’eccezione. Numeri che è opportuno e doveroso sottolineare con forza in vista della Giornata Internazionale della Sicurezza sul Lavoro, che si celebra sabato e che quest’anno è dedicata proprio alla tutela dei giovani lavoratori».
Lo dichiara l’ing. Sandro Simoncini, docente a contratto di Urbanistica e Legislazione Ambientale presso l’università Sapienza di Roma e presidente di Sogeea SpA, azienda specializzata nella sicurezza sui luoghi di lavoro.«Un decennio di crisi economica ha inevitabilmente condizionato il modo di guardare al tema dell’occupazione giovanile, squalificandolo sovente a semplice questione quantitativa. Ci si concentra troppo poco o per niente sulla qualità di vita dei circa 350.000 giovanissimi che nel nostro Paese vengono per lo più impiegati in piccole imprese familiari dell’artigianato e dell’agricoltura, dei rischi ai quali sono quotidianamente esposti a causa della scarsa esperienza, di una formazione spesso inesistente, di condizioni di sicurezza approssimative, della totale mancanza di tutele sindacali. Per imprenditori senza scrupoli – prosegue Simoncini – può essere forte la tentazione di ricorrere a ragazzi ancora in età da scuola dell’obbligo per ridurre i costi della produzione; così come tante famiglie possono intravedere in un ingresso anticipato del proprio figlio nel mondo del lavoro un modo per arginare congiunture finanziarie particolarmente delicate. Fenomeni che vanno monitorati con grande attenzione e repressi con decisione, accompagnando il tutto con un’educazione alle buone pratiche della sicurezza sul lavoro che deve proprio iniziare fin da giovani. Un impegno fondamentale per poter sperare in un vero salto di qualità culturale nel medio-lungo periodo».

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Eurowings e Vida: apertura verso un contratto collettivo di lavoro

Posted by fidest press agency su domenica, 29 aprile 2018

COLONIA/BONN, VIENNA Il Gruppo Eurowings ha raggiunto un accordo con il sindacato austriaco Vida per Eurowings Europe nella base operativa di Vienna. Alla fine di trattative costruttive i due partner hanno redatto un documento con i punti principali per il raggiungimento di un contratto collettivo di lavoro. “Abbiamo trovato un compromesso equilibrato per tutti al fine di offrire al nostro personale di cockpit e di cabina in Austria le migliori condizioni di remunerazione e di lavoro nel segmento low-cost.” ha commentato Jörg Beißel, CFO del Gruppo Eurowings. “Ci siamo accordati fra l’altro per sostanziali aumenti di remunerazione per gli equipaggi – il momento migliore per candidarsi con noi.” L’accordo con Vida assicura anche la competitività della base di Vienna nel mercato estremamente competitivo dell’aviazione, ha rimarcato Benedikt Schneider, Responsabile del Personale e Legal Affairs di Eurowings.L’aumento dei valori delle tabelle, compresi gli sviluppi concordati, creerà una situazione stabile fino al dicembre 2021. Entrambe le parti hanno concordato di non ufficializzare ulteriori dettagli rimandando ad un passo successivo.Nel corso del 2017 il Gruppo Eurowings ha concluso con successo con tutti i sindacati accordi a lungo termine per il personale di cockpit e di cabina di Eurowings Deutschland, ponendo così le basi per accelerare la crescita di tutto il Gruppo Eurowings. http://www.eurowings.com

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“La prospettiva del diritto del lavoro, oggi e nei prossimi decenni”

Posted by fidest press agency su sabato, 21 aprile 2018

Parma Lunedì 23 aprile, dalle ore 15 alle ore 19, presso l’aula A del Palazzo Centrale dell’Università di Parma (via Università 12), si terrà il Convegno internazionale di Diritto del Lavoro dal titolo “La prospettiva del diritto del lavoro, oggi e nei prossimi decenni”.
L’incontro di studio, presieduto da Enrico Gragnoli, Ordinario di Diritto del Lavoro presso il Dipartimento di Giurisprudenza, Studî Politici e Internazionali dell’Ateneo, vedrà quali Illustri relatori Guy Davidov, Full Professor of Labour Law alla Hebrew University of Jerusalem, Membro del Comitato Esecutivo dell’International Society for Labor and Social Law, nonché Fondatore e Membro del Comitato Direttivo del Labour Law Research Network; Roberto Romei, Ordinario di Diritto del Lavoro dell’Università “Roma Tre”; Vincenzo Ferrante, Ordinario di Diritto del Lavoro dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano; Massimiliano Marinelli, Ordinario di Diritto del Lavoro dell’Università degli Studi di Palermo.

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Giornata di “Orientamento al lavoro e alle professioni”

Posted by fidest press agency su martedì, 10 aprile 2018

Bari Giovedì 12 aprile, dalle 15,30, la Camera di Commercio di Bari ospiterà alternanzaday, giornata promossa da Unioncamere e dalle Camere di commercio italiane e dedicata al progetto “Orientamento al lavoro e alle professioni”. Vi prenderanno parte dirigenti scolastici, docenti, rappresentanti delle istituzioni e delle associazioni di categoria, studenti.
Nel corso dell’iniziativa verranno illustrate le modalità di partecipazione delle scuole e degli studenti alla seconda sessione del premio Premio “Storie di alternanza” che riguarderà le esperienze di alternanza realizzate nel I semestre 2018 e ha un ammontare complessivo pari a € 5.000,00. Verrà inoltre:
presentato il Bando 2018 per la concessione di un contributo in forma di voucher per percorsi di Alternanza Scuola – Lavoro a beneficio delle MPMI (micro, piccole e medie imprese) del territorio di competenza della Camera di Commercio di Bari;
illustrato il funzionamento del RASL, il registro dell’Alternanza Scuola-Lavoro per le scuole e accreditamento dei dirigenti scolastici alla piattaforma;
fornite indicazioni sull’utilizzo dei dati Excelsior per l’orientamento alle professioni e ai percorsi di Alternanza Scuola- Lavoro.
Nel corso della manifestazione, presso lo spazio dedicato, i dirigenti scolastici muniti di CNS (carta nazionale servizi), potranno richiedere il rilascio dello SPID (sistema pubblico di identità digitale).

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Nella società dei robot, fantasia e creatività salveranno economia e lavoro

Posted by fidest press agency su martedì, 10 aprile 2018

Tra le nuove professioni legate alla cultura e al turismo che i millennials possono intraprendere, ci sono per esempio le figure del “rigeneratore urbano”, che sta nella comunità e ne ridisegna spazi comuni e funzioni sociali, o quella dell’“audience developer”, in grado di far partecipare e crescere una comunità all’interno del progetto culturale e turistico del luogo. O ancora quella del data journalist, capace di integrare competenze comunicative e di storytelling con altre scientifiche, statistico-economiche e informatiche, leggendo e trovando nuove storie da raccontare dentro l’enorme mole di dati oggi a nostra disposizione. Dall’incontro rivoluzionario tra nuove tecnologie e patrimonio c’è oggi l’opportunità, per chi vuol diventare un professionista della cultura, di sviluppare una missione da “eroi”, intesi come persone con il coraggio di cominciare strade nuove attraverso la fantasia e la creatività che questo mondo robotizzato non può sostituire, persone in grado di avviare e intraprendere avventure inedite per aprire squarci di innovazione anche in realtà finora poco abituate a confrontarsi con il futuro. La riflessione è stata al centro della terz’ultima tappa del Future Forum della Camera di Commercio di Udine, quest’anno concentrato sulle “economie della bellezza”, cioè sulle potenzialità di un territorio come quello friulano, che ha una ricchezza aggiuntiva: cinque siti Patrimonio Unesco nel raggio di pochissimi chilometri, siti che rappresentano una immensa opportunità di sviluppo, anche occupazionale. Nella sede dell’Università di via Gemona a Udine, con tantissimi partecipanti e molti giovani delle scuole superiori e dell’Università, il confronto, moderato dal direttore If di Pisa e Digital strategy advisor di Gedi Gruppo Editoriale Claudio Giua, ha visto succedersi le diverse esperienze di Agostino Riitano, project and cultural manager del progetto Matera Capitale della cultura, Mirko Lalli, fondatore e ceo di Travel appeal, startup sviluppata in H-Farm che porta l’esperienza turistica a un nuovo livello migliorando l’attività tanto del turista quanto dell’azienda che opera nel settore, Marco Antonio Attisani, fondatore e Ceo di Watly, il primo computer, sviluppato in Friuli, che funziona a energia solare, purifica l’acqua, genera energia elettrica e permette la connettività, e Nico Pitrelli, responsabile comunicazione della Sissa di Trieste. Assieme a loro anche Andrea Zannini e Simonetta Minguzzi, direttore e docente del Dipartimento di studi umanistici dell’Università di Udine. Per Zannini, «parlare di turismo culturale significa riflettere sulla partecipazione dei cittadini alla vita comunitaria», ed è necessario, ha detto, «farsi carico della bellezza dei posti in cui viviamo con consapevolezza e affetto per la loro cura. L’uso intelligente del patrimonio culturale apre molteplicità di potenzialità che richiedono una formazione superiore». Se per la Minguzzi «l’innovazione tecnologica offre opportunità di rinnovare anche le professioni più tradizionali della cultura», Riitano ne ha portato gli esempi, evidenziando come si stiano consolidando «progetti di innovazione culturale in grado di generare processi di innovazione sociale. Mentre attivo nuovi modi di promuovere un sito culturale, attivo anche la comunità, le persone, il welfare. In Italia abbiamo mappato circa 2500 progetti di questo tipo e lì dentro ci sono professionalità e sensibilità che non provengono da percorsi formazione tradizionali». Professionalità con «l’attitudine a mettere in campo nuove idee, che sanno muoversi in contesti tendenzialmente ostili all’innovazione, che sono “antifragili”, prosperano cioè nel caos con spirito aperto, sapendo gestire anche il fallimento in maniera rapida e senza paura». Pitrelli, responsabile della comunicazione del progetto Trieste città della Scienza ha ragionato sulle potenzialità che proprio la scienza ha di generare nuove professioni, mettendosi oggi in relazione con competenze e realtà totalmente diverse, di cui è chiamata a risolvere problemi. Come nel caso dell’informazione e del giornalismo, messi in discussione dalle nuove tecnologie, cui però proprio l’integrazione con la scienza può aiutare a trovare nuova identità. Attisani di Wotly, ha poi sottolineato che «l’innovazione non risiede nello strumento tecnologico, perché il vero motore è lo spirito umano. Non dovete lavorare – ha detto ai più giovani – ma abbracciare una missione, scegliere un obiettivo per migliorare il mondo e perseguirlo come gli adulti di oggi non sono stati in grado di fare». Come ha rimarcato infine Lalli nel suo apprezzatissimo intervento, «in una realtà in cui «2617 volte al giorno consultiamo il telefono, passiamo il 70% del tempo da svegli guardando media, la nostra capacità di attenzione è crollata da 12 secondi a 8 (un pesce rosso ne ha 9) e il 39% dei millennials dichiara di avere un rapporto emotivo con il proprio cellulare abbiamo l’opportunità unica di valorizzare anche umanità e identità culturale con le nuove tecnologie. Dobbiamo però capirle e padroneggiarle». Per Lalli, sono due le grandi tendenze, già rivoluzioni in atto: «la tecnologia blockchain, non tanto per le criptomonete ma per la sua capacità di rivoluzionare completamente Internet e la fruizione che noi abbiamo dei servizi, e in secondo luogo l’intelligenza artificiale. Nei prossimi 10 anni – ha concluso – sappiamo che spariranno tanti lavori, ma saranno tutti lavori utili per risolvere problemi semplici. Rimangono aperti tutti i lavori in grado di risolvere problemi complessi. E poi la nostra creatività: non c’è in questo momento una intelligenza artificiale che possa sostituirla».

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Alternanza scuola/lavoro in Slovenia: al via il progetto per gli studenti italiani

Posted by fidest press agency su venerdì, 6 aprile 2018

Lingua Inglese, gestione di impresa e un pizzico di storia: da qualche settimana è partito un progetto di collaborazione tra la Slovenia e importanti istituti di istruzione superiore italiani, con l’obiettivo di sviluppare programmi di alternanza scuola/lavoro oltreconfine.
L’iniziativa è stata resa possibile grazie alla partecipazione del Gruppo Hit, operatore turistico sloveno che, oltre ad ospitare gli studenti nei suoi hotel di Nova Gorica e dintorni, collabora attivamente alla gestione dei corsi di formazione.
I primi gruppi sono stati organizzati tra febbraio e marzo dall’IIS Cipolla-Pantaleo-Gentile di Castelvetrano, in provincia di Trapani, per un totale di circa 100 studenti; altri gruppi sono partiti successivamente da Roma e Torino.
Ospiti dell’hotel Sabotin situato in Slovenia, a ridosso dell’Isonzo, gli studenti partecipano ad un corso intensivo di inglese, abbinato ad una serie di escursioni alla scoperta delle attrattive di carattere storico e naturalistico del territorio: Caporetto, con il Museo della Grande Guerra e il Sacrario Militare, le Grotte di Postumia e il castello di Predjama, fortezza del XIII secolo incastonata in una parete rocciosa alta più di 100 metri.
Sotto la guida di un tutor, i ragazzi toccano con mano anche i meccanismi organizzativi di un’azienda come il Gruppo Hit che, con oltre 2.000 dipendenti, si colloca al primo posto tra gli operatori legati al turismo e all’intrattenimento in Slovenia. Tra gli argomenti trattati: tecniche di problem solving, gestione delle risorse umane e rudimenti di marketing.
Suzana Pavlin, sales manager del Gruppo Hit, ha dichiarato: “siamo orgogliosi di essere parte attiva nell’ambito di questa iniziativa che avvicina prestigiose istituzioni scolastiche alla Slovenia, offrendo così agli studenti un esempio concreto di quel mercato globale con cui sempre più spesso saranno chiamati a confrontarsi”.

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5 atteggiamenti per trasformare un contratto temporaneo in indeterminato

Posted by fidest press agency su venerdì, 23 marzo 2018

In Page Personnel sei contratti interinali su 10 si trasformano in assunzioni a tempo indeterminato. I recruiter spiegano quali sono gli aspetti che fanno colpo sui datori di lavoro.
Se si hanno difficoltà a trovare un posto fisso o se si vogliono espandere le competenze in diversi settori il contesto ideale con cui iniziare è il lavoro temporaneo. Page Personnel, agenzia per il lavoro parte di PageGroup specializzata nella ricerca e selezione di impiegati e giovani professionisti qualificati, rivela cinque atteggiamenti che potrebbero far trasformare un contratto interinale in un contratto indeterminato, infatti diverse società finiscono per offrire al personale temporaneo una posizione permanente quando il loro contratto iniziale è terminato.
“La grande flessibilità offerta dal contratto in somministrazione, l’effervescenza del mercato italiano ed internazionale e le maggiori competenze dei lavoratori stanno portando oltre il 65% dei contratti di somministrazione di Page Personnel a trasformarsi, al termine del contratto, in assunzioni dirette a tempo indeterminato da parte delle aziende.” – commenta Pamela Bonavita, executive director di Page Personnel – “Le figure più stabilizzate sono: addetti al controllo di gestione, customer service sul portafoglio internazionale, assistenti di direzione, addetti alla logistica e analisti finanziari.”
Essere flessibili e adattarsi. Anche se possono sembrare caratteristiche ovvie non bisogna darle per scontate. Se si riesce ad adattarsi alle nuove situazioni con facilità si avranno maggiori possibilità di essere notati come candidati per nuove mansioni o dipartimenti aziendali. Inoltre bisogna vedere sempre il lato positivo dalle richieste, pensando a cosa si può imparare in un determinato contesto lavorativo piuttosto che esser inflessibili sugli orari o pensare al compenso.
Essere in grado di lavorare sotto pressione. È necessario saper dimostrare di essere in grado di lavorare sotto pressione dato che di solito i lavoratori temporanei sono richiesti quando ci sono scadenze da rispettare o un carico di lavoro crescente che il dipartimento non riesce a gestire, per questo è importante essere una risorsa utile per il team affinché venga presa in considerazione la possibilità di diventare una risorsa permanente.
Avere buone doti comunicative. In ambito lavorativo è importante saper comunicare in modo corretto, infatti non bastano solo le doti sul campo ma è necessario anche sapersi presentare bene e farsi apprezzare dai colleghi. Inoltre è consigliato anche saper ascoltare i propri colleghi in modo da riuscire ad entrare più facilmente nel nuovo panorama lavorativo ed evitare errori banali. Molto importante poi ricordarsi degli errori fatti in modo da non ripeterli più, far vedere che si è attenti e che si impara dalle attività svolte.
Essere accurati e trasparenti. Non bisogna mai trascurare la chiarezza delle informazioni date, è necessario instaurare un buon rapporto basato sulla fiducia. Attenzione all’accuratezza con cui si svolge il lavoro: mostrarsi attenti e puntuali, scrivendo, ad esempio, email accurate e senza errori di ortografia.
5. Diventare indispensabili. È necessario rimanere sempre aggiornati e proporsi per lavorare su nuovi progetti e offrire il proprio aiuto ai colleghi. Farsi vedere, rendersi utili ed essere flessibili sono modi per accreditarsi agli occhi del datore di lavoro.

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In Italia sei povero anche se lavori

Posted by fidest press agency su giovedì, 22 marzo 2018

di Laura Agea, EFDD – MoVimento 5 Stelle Europa. È l’ennesima stortura di un mondo del lavoro precarizzato ai limiti della sopportazione. E forse anche oltre. Se lavori otto ore al giorno rischi comunque di essere povero: secondo i dati Eurostat, in questa disumana classifica l’Italia si posiziona al primo posto con più di tre milioni di lavoratori a rischio, seguita da Spagna con 2,9 milioni e Romania con 1,6 milioni. In generale, poi, il Paese dell’Unione europea con maggiore rischio di povertà lavorativa è la Romania (18,9%), seguita da Grecia (14,1%), Spagna (13,1%), Lussemburgo (12,0%). L’Italia (11,7%) si posiziona al quinto posto in questa seconda terrificante classifica.La povertà è un problema europeo causato da anni di politiche e scelte sbagliate, sia comunitaria sia nazionali. Pensiamo all’immobilismo di Bruxelles sulle delocalizzazioni che bruciano posti di lavoro, sui paradisi fiscali interni all’UE, sul surplus tedesco che impoverisce e prosciuga il Sud, e sull’altro lato della medaglia le scelte di governi marionetta che hanno scelto di distruggere il welfare dei loro Paesi. Non andiamo troppo indietro nel tempo, pensiamo al Jobs Act che sta creando un’intera generazione di precari.L’ultima speranza per mettere un freno all’emergenza della povertà è la volontà da parte di tutti i Paesi di adottare un reddito minimo che restituisca vita e dignità ai quasi 120 milioni di cittadini europei che non riescono più ad arrivare alla fine del mese. L’Europa non deve più restare indifferente di fronte alle richieste di aiuto che le famiglie e le imprese ci rivolgono. La Commissione Europea affronti senza indugio la questione del reddito minimo presentando quanto prima la proposta di una direttiva vincolante.Oggi, secondo l’Osservatorio sociale europeo diverse forme di sostegno al reddito esistono già in 26 Stati membri e non serve aggiungere che il mio Paese non prevede nessun tipo di sostegno. Noi vogliamo che l’Europa intervenga immediatamente con un quadro comune di norme che permetta l’armonizzazione dei diversi regimi vigenti con criteri di accesso comuni e validi per tutti: come ad esempio basare il calcolo del reddito da erogare sulla soglia di povertà che Eurostat fissa al 60% del reddito medio nazionale.
Non esistono cittadini di serie B! Tutti devono poter beneficiare allo stesso modo dei regimi di reddito minimo. Le parole non bastano più! Bisogna mettere a disposizione le linee di bilancio del fondo sociale europeo e del programma europeo per l’occupazione e l’innovazione sociale per aiutare gli Stati membri a implementare regimi di Reddito minimo. Si tratta di un approccio strategico e di visione che consenta una vera integrazione sociale. Non solo di soldi! I cittadini non chiedono elemosina ma politiche di dignità. Se si trovano i soldi per salvare le banche, tanto più pretendo che si trovino risorse per i figli di questa Europa che è vittima troppo spesso di interessi scellerati. (fonte: il blog delle stelle)

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Immigrazione: una storia antica ma sempre d’attualità

Posted by fidest press agency su martedì, 20 marzo 2018

Se rivado alla storia dei milioni d’italiani che a cavallo di due secoli (XIX e XX) hanno lasciato la patria per avventurarsi altrove in cerca di un lavoro e di una vita più decente ci dobbiamo rendere conto che questo stesso sogno oggi lo stanno vivendo i milioni d’immigrati extra comunitari che approdano lungo le coste italiane e greche. Per essi dobbiamo chiederci che futuro li attende? Che società li ospita?
Una prima riflessione dobbiamo farla andando avanti nel tempo comparando i migranti italiani e in più in generale quelli greci, spagnoli, da quella che è stata l’URSS e agli stessi flussi migratori interni dal meridione al Nord Italia nella seconda metà dello scorso secolo e persino ad una migrazione giovanile dei nostri giorni, con quanti approdano in maniera avventurosa lungo le coste italiane e greche più vicine al continente africano o seguono la via balcanica. La sensazione che ne traiamo è che siamo stati travolti da un’affluenza che non siamo riusciti a tenere sotto controllo e con l’aggravante che non tutti in Europa si sono resi disponibili all’accoglienza trasformando di fatto l’Italia nel più grande campo profughi europeo.
Ora che la frittata è stata fatta per l’Italia uscirne a testa alta non sembra un’impresa da poco. Tutt’altro, ma dobbiamo necessariamente dipanare questa matassa se non vogliamo che si aggrovigli sempre di più.
Partiamo dalla considerazione che la spinta migratoria è determinata da due precise ragioni: economica e dalla fuga dai teatri di guerra. C’è chi ambisce ad una vita migliore che può essere soddisfatta anche localmente se vi creiamo le condizioni e l’altra senza dubbio più drammatica è voluta dalla follia di persone che non si fanno scrupoli di esercitare la violenza per consolidare un potere personale o in favore del proprio clan. E quel che è peggio le loro mire di conquista sono supportate e tollerate nei loro eccessi da quelle nazioni che intendono intrattenere nell’area la loro influenza imperialistica e per un mero calcolo affaristico: vendita di armi, sfruttamento della manodopera, delle materie prime, ecc. Ci ritroviamo in tal modo con la beffa e lo scorno che vi sono paesi che potrebbero condurre sane politiche economiche e migliorare sensibilmente la vita dei loro abitanti se non fossero governati in una maniera così dissennata e diventassero facile preda dei mercanti che vivono e impinguano le loro tasche dal mal tolto. Ora c’è di peggio. Finiamo, restando in Italia, di trasformarci in un popolo di razzisti facendo violenza alla nostra stessa natura pacifica perché non basta ospitare se non diamo al tempo stesso uno sbocco lavorativo alle stesse condizioni degli autoctoni. E questo non possiamo farlo per una legge fisica: lo spazio di un corpo non può essere contemporaneamente occupato da un altro. La risposta c’è ma è possibile solo a livello globale andando a dirimere i focolai di violenza e ricercando una ragionevole ridistribuzione delle risorse. Nel frattempo va ricercata una soluzione ponte facendo assumere la responsabilità di questi disastri a chi non solo li provoca ma soprattutto a chi li alimenta con la sola arma più convincente: ridurre i loro profitti. Ma ne avremo la forza e la determinazione per riuscirvi? (Riccardo Alfonso)

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