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Quotidiano di informazione – Anno 31 n°159

Posts Tagged ‘lavoro’

Poste Italiane Castelli: “Grande lavoro in favore dei piccoli Comuni”

Posted by fidest press agency su venerdì, 19 aprile 2019

“Sono contenta del lavoro che Poste Italiane, un’importante azienda di Stato, sta facendo per i piccoli Comuni italiani. Impegni reali, investimenti e nuovi servizi, per la crescita del Paese. Una rinnovata sinergia, frutto anche del dialogo permanente di Poste con il territorio, di cui ci siamo fatti promotori.Da oggi un portale web misura lo stato di attuazione dei 10 impegni a favore delle comunità dei piccoli Comuni. Un sito che consiglio a tutti di visitare.L’Italia è un Paese pieno di energie, che vanno solo valorizzate. Ed in questo un grandissimo lavoro può essere fatto dalle partecipate di Stato. Andiamo avanti, abbiamo intrapreso la strada giusta”. Così il Vice Ministro dell’Economia e delle Finanze, Laura Castelli, commenta la nascita del nuovo portale di Poste Italiane dedicato ai piccoli Comuni.

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Il lavoro degli specialisti delle risorse umane si evolve in modo rapido e continuo

Posted by fidest press agency su lunedì, 15 aprile 2019

Cambiano i ruoli, aumentano le competenze richieste e la complessità delle norme relative a lavoro, fisco e previdenza richiede aggiornamento continuo. Una cosa non cambia mai: la necessità di una formazione al passo con i tempi. Per questo Inaz, forte di oltre 70 anni di storia nel settore software e servizi per il mondo HR e di più di 20 nell’ambito della formazione specialistica, rinnova la sua offerta e lancia Inaz Academy, la nuova proposta per tutti coloro che vogliono aggiornarsi professionalmente, arricchire le proprie competenze o addirittura costruirsele da zero, per fare il proprio ingresso nel mondo del lavoro.Offrire formazione in ambito HR vuol dire essere sempre al passo (e talvolta anticipare) con l’evolversi delle esigenze pratiche delle aziende, degli sviluppi tecnologici e del quadro giuslavoristico. La flessibilità è fondamentale. Per questo Inaz Academy ha sviluppato quattro format che soddisfano bisogni e destinatari diversi: i corsi Immersion sono giornate di formazione in aula per acquisire una preparazione completa su un argomento specifico; i Seminar condensano in meno di tre ore approfondimenti veloci e mirati, anche con classe virtuale via web; la formula Project permette la massima personalizzazione, con corsi realizzabili anche direttamente in azienda. Infine, i percorsi Professional prevedono più sessioni in aula e sono dedicati a chi vuole diventare professionista nel proprio ruolo: si tratta del Master Paghe, per imparare a elaborare le buste paga, e del Master HR Professional, per acquisire tutte le competenze richieste nei ruoli di gestione del personale.Tutte le formule sono accomunate dal metodo Inaz Academy, spiega sempre Linda Gilli: «Una condivisione di saperi che derivano dagli oltre 70 anni esperienza di Inaz nella conoscenza e interpretazione della normativa. A questo si uniscono il confronto diretto e l’interazione con docenti che sono professionisti di settore e un’impostazione che alla teoria unisce la pratica nel nostro Inaz Lab, dove ci si esercita sui software Inaz in uso in migliaia di aziende italiane».Il catalogo Inaz Academy tocca tutti i temi più importanti per chi lavora nelle risorse umane e spaziano dai fondamentali della disciplina alle ultime novità relative a previdenza, welfare aziendale, privacy e uso dei social network in azienda. Ampio spazio è dedicato alla trattazione di casi pratici, per dare risposta a problemi concreti.La formazione Inaz Academy è certificata ISO9001:2015 ed è finanziabile grazie ai Fondi interprofessionali per le imprese. I corsi in aula si svolgono sia nelle sedi Inaz a Milano e Roma, sia nelle maggiori città italiane, secondo un calendario sempre in aggiornamento su https://academy.inaz.it. Le aziende possono richiedere corsi ad hoc personalizzati nei contenuti, da tenere anche nella propria sede.

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Il colloquio di lavoro è un passaggio decisivo per l’assunzione in un’azienda

Posted by fidest press agency su sabato, 13 aprile 2019

Arrivare preparati a tale appuntamento evitando gli “errori” più comuni e che spesso si riscontrano nei colloqui può rappresentare una delle carte determinanti per trovare un lavoro. Troppo spesso diamo per scontato che i giovani sappiano come comportarsi in queste circostanze e invece non è così. Ci sono dinamiche e modalità di approccio specifiche che bisogna conoscere bene prima di affrontare con possibilità di successo un colloquio. Trovare lavoro è un lavoro e non si può improvvisare. A tal scopo Orienta ha promosso un’iniziativa rivolta agli studenti universitari e legata ai Career Day delle Università denominata“i segreti del colloquio di lavoro”. Si tratta di un programma in due step che prevede una formazione teorica sui principali aspetti e informazioni utili sul colloquio di lavoro fornendo nozioni anche di carattere psicologico e una parte pratica in cui vengono coinvolti i manager delle risorse umane delle aziende principali del territorio per una simulazione “reale” di un colloquio di lavoro. Dall’esperienza sul campo e dai primi incontri svolti con gli studenti universitari – la prima tappa si è svolta presso l’Università Gabriele D’Annunzio di Chieti-Pescara – emergono chiaramente delle lacune che il programma promosso da Orienta intende colmare con l’obiettivo di preparare al colloquio nel miglior modo possibile migliaia di studenti.
Alcune cose da fare (e sapere). Prima di presentarsi ad un colloquio, importantissimo nonché essenziale è informarsi riguardo l’azienda per la quale si aspira. A fare la differenza può essere anche il portamento, piuttosto che il mostrarsi curiosi e pronti a mettersi in gioco. Parlare di se stessi va benissimo, come com’è normale essere nervosi, l’importante è riuscire a far emergere le proprie competenze, mettere in luce i propri punti di forza e mostrare di possedere le cosiddette soft skills, ossia quelle indispensabili doti umane che fanno la differenza Le soft skills o competenze trasversali, come lo spirito di sacrificio, la determinazione, il saper stare con gli altri, un giusto senso del dover e così via, sono valori decisivi per un’assunzione. È bene, inoltre, fare domande pertinenti, essere convincenti ma soprattutto, per prima cosa, essere se stessi.
Altre da non fare. Una delle cose peggiori che capita talvolta di riscontrare è vedere giovani candidati farsi accompagnare dai genitori, entrambi, oppure dalla fidanzata o dal fidanzato. Un’idea originale del colloquio di gruppo di tipo “familiare”, che prevede, non troppo di rado, la partecipazione attiva degli stessi genitori alle domande di rito. Alcuni atteggiamenti duranti il colloquio, poi, sono da censura. C’è chi si presenta con gli occhiali da sole, chi risponde ad un sms o ad una telefonata mentre sta interloquendo con il selezionatore, chi lo scambia per un amico o un’amica o uno di famiglia, e chi pensa di essere in discoteca o al bar. Evitare l’inadeguatezza nell’abbigliamento.

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Candidature per un lavoro e metodo Star

Posted by fidest press agency su venerdì, 12 aprile 2019

STAR – sigla di Situation, Task, Action, Result – è un modello strutturato per rispondere ai diversi quesiti che possono emergere in un colloquio di tipo comportamentale, efficace per formulare argomentazioni precise e dettagliate che possano soddisfare i selezionatori.
“Soprattutto durante un colloquio di tipo comportamentale, è fondamentale essere in grado di elaborare risposte concrete per dimostrare ai recruiter quali sono effettivamente le proprie skill – afferma Fabio Scarcella, Director Hays Response -. Essere vaghi, non fornire esempi e non descrivere in modo esaustivo le esperienze pregresse, sicuramente non aiuta a fare breccia nell’interesse dei selezionatori, specialmente in contesti strutturati come aziende multinazionali. Affidarsi a tecniche consolidate come il metodo STAR, può essere molto utile per dimostrarsi sicuri di sé ed esporre in modo efficace i propri punti di forza, minimizzando invece le eventuali debolezze”.Ecco i consigli degli esperti di Hays Response per applicare al meglio i principi del modello STAR: SITUATION: “Descriva una situazione in cui ha dovuto affrontare un problema e come lo ha risolto”. In un colloquio di tipo comportamentale, le domande più frequenti puntano a valutare le cosiddette soft skill del candidato, indagando le sue precedenti esperienze o immaginando avvenimenti ipotetici che potrebbero metterlo in difficoltà. Per rispondere in modo efficace, il primo passo è sicuramente quello di descrivere in modo dettagliato la circostanza e le mansioni che si sono svolte in quell’occasione. Meglio fornire tutti i particolari necessari al recruiter per comprendere effettivamente la complessità della situazione e, se possibile, descrivere esperienze recenti.
TASK: Il secondo step è descrivere il proprio ruolo all’interno della situazione. Qual era il proprio compito? Cosa si era stati incaricati di fare e da chi? Quale risultato ci si aspettava di ottenere? Questi dettagli sono indispensabili per far comprendere al selezionatore la propria funzione nella circostanza descritta.
ACTION: Questo passaggio è in assoluto il più importante. Quali azioni si sono intraprese per raggiungere gli obiettivi? È fondamentale spiegare esaustivamente come si è agito, descrivendo ogni step e mettendo l’accento sul lavoro svolto in prima persona. Saper lavorare in team è importante, ma in questo caso è necessario focalizzarsi sul proprio operato, tralasciando invece le azioni svolte dai colleghi. Dimostrare di aver giocato un ruolo ben preciso nel progetto serve a dar prova di professionalità e responsabilità.
RESULT: Ultimo ma non ultimo, il risultato. Un aspetto molto interessante per i recruiter è l’obiettivo raggiunto che va descritto dettagliatamente, prendendosi il merito delle proprie azioni. Se il risultato è quantificabile numericamente, via libera a dati e cifre che dimostrino l’output concreto del proprio lavoro. Importantissima anche la cosiddetta lesson learnt. Cosa si è imparato? Cosa si poteva fare meglio? Cosa si ritiene di aver fatto bene? Essere capaci di analizzare il proprio operato è fondamentale per trarne insegnamenti utili per il futuro, facendo così tesoro delle proprie esperienze.

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Lavoro e famiglia: nuove regole UE su congedo parentale e di paternità

Posted by fidest press agency su domenica, 7 aprile 2019

Minimo dieci giorni lavorativi di congedo di paternità retribuiti come l’indennità di malattiaDue mesi di congedo parentale retribuito e non trasferibile. Cinque giorni di congedo annuale per gli operatori dell’assistenza. La Plenaria ha approvato giovedì in via definitiva le nuove misure per facilitare la conciliazione tra lavoro e vita di famiglia.
La legge, già concordata informalmente con i ministri UE, stabilisce i requisiti minimi che tutti gli Stati membri dovranno attuare nel tentativo di aumentare le opportunità delle donne nel mercato del lavoro e rafforzare il ruolo del padre, o di un secondo genitore equivalente, nella famiglia. Beneficeranno di tali norme i bambini e la vita familiare, rispecchiando al contempo più accuratamente i cambiamenti sociali e promuovendo la parità di genere.
Il padre o il secondo genitore equivalente, se riconosciuto dalla legislazione nazionale, avrà diritto ad almeno 10 giorni lavorativi di congedo di paternità retribuito nei giorni vicini alla nascita o al parto del feto morto. Tale congedo dovrà essere pagato ad un livello non inferiore all’indennità di malattia. Attualmente in Italia la durata del congedo obbligatorio per il padre è di 5 giorni, più un giorno facoltativo previo accordo con la madre e in sua sostituzione.I deputati hanno aggiunto due mesi di congedo parentale non trasferibile e retribuito. Questo congedo sarà un diritto individuale, in modo da creare le condizioni adeguate per una distribuzione più equilibrata delle responsabilità.Gli Stati membri fisseranno un livello adeguato di retribuzione, o indennità, per il periodo minimo non trasferibile di congedo parentale, tenendo conto del fatto che questo spesso comporta una perdita di reddito per la famiglia e che invece anche il familiare più retribuito (spesso un uomo) dovrebbe potersi avvalere di tale diritto.Gli Stati membri devono offrire 5 giorni all’anno di congedo per i lavoratori che prestano assistenza personale a un parente o a una persona che vive nella stessa famiglia a causa di un grave motivo medico o infermità connesse all’età.I genitori e i prestatori di assistenza che lavorano potranno richiedere modalità di lavoro adattabili, ove possibile, ricorrendo al lavoro a distanza o a orari flessibili per poter svolgere le loro mansioni. Nell’esaminare tali richieste, i datori di lavoro potranno tener conto non solo delle proprie risorse, ma anche delle esigenze specifiche di un genitore di figli con disabilità, o una malattia di lunga durata, e dei genitori soli.

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“Lavoro e sicurezza: aspetti normativi, tecnici, formativi e innovativi”

Posted by fidest press agency su sabato, 6 aprile 2019

Roma 11 Aprile 2019, ore 9,30-13,30 Parlamentino del CNEL, viale David Lubin 2.Il convegno è organizzato dal Dipartimento salute e sicurezza nei luoghi di lavoro della Confsal. Storicamente esisteva il medico di fabbrica, poi diventato l’attuale medico competente specialista in Medicina del lavoro. Per molto tempo la funzione del medico del lavoro è stata identificata nella sorveglianza sanitaria periodica finalizzata alla prevenzione delle malattie professionali. Oggi è necessaria, invece, una visione olistica della salute e della sicurezza di chi lavora.Le nuove dimensioni dell’economia impongono nuovi sistemi di tutela della salute e della sicurezza in ambito lavorativo, confortati da illuminati orientamenti giurisprudenziali che, in non pochi casi, ispirano innovazioni normative sul tema. Purtroppo si tratta spesso di misure non esaustive, non efficienti e bisognose di continue rivisitazioni, anche e soprattutto alla luce dell’evoluzione industriale e dei repentini e nuovi rischi emergenti in campo lavorativo. Inoltre, non sono rari i casi in cui pratiche illegali ed elusive della norma nascondono realtà criminose e di lavoro nero.
Occorre quindi arginare tali condotte “malate” partendo dal fulcro dell’expertise, e cioè dalla formazione e dalla diffusione della cultura della sicurezza facendo leva, non solo sulla mera sensibilizzazione e informazione dei lavoratori, ma anche su dinamiche innovative e capillari, quali l’innovazione e l’addestramento virtuale certificato.Il convegno sarà aperto e coordinato da Michele de Nuntiis, Responsabile Confsal Dipartimento salute e sicurezza nei luoghi di lavoro. Seguiranno i saluti del Presidente del Cnel, Tiziano Treu e del Responsabile Ufficio studi Confsal, Mario Bozzo. Le relazioni saranno a cura di: Raffaele Guariniello Magistrato Emerito; Salvatore Dovere, Consigliere Corte di Cassazione; Andrea Magrini, Direttore della Scuola di Specializzazione di Medicina del Lavoro Università di Roma “Tor Vergata”; Giuseppe Piegari, Dirigente INL (Ispettorato Nazionale del Lavoro); Antonio Terracina, Dirigente Inail; Angelone Sara, Medico del lavoro e criminologa; Lucia Massa, Responsabile Confsal Dipartimento Formazione; Oliviero Casale, Marketing and Training Manager MTIC Group; Andrea Bor.

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Agenda settimanale: Parlamento europeo

Posted by fidest press agency su domenica, 31 marzo 2019

Bruxelles. Sessione Plenaria e Riunioni commissioni:
Brexit. Il Parlamento discuterà della situazione attuale del ritiro del Regno Unito dall’Ue con il Consiglio e la Commissione (mercoledì).
Futuro dell’Europa. Il dibattito con il Primo Ministro svedese Stefan Löfven sarà il diciannovesimo della serie di dibattiti sul futuro dell’Europa tra i capi di Stato o di governo dell’Ue e gli eurodeputati (mercoledì).
Equilibrio vita-lavoro. Le misure per conciliare carriera e vita privata, compresi dieci giorni lavorativi di congedo di paternità, saranno sottoposti a una votazione finale dopo essere stati concordati informalmente con i ministri dell’Ue (discussione e votazione giovedì).
Mercato del gas dell’Ue. I deputati adotteranno una nuova legislazione sul mercato del gas europeo per garantire che le stesse regole si applichino sia ai gasdotti all’interno dell’Ue sia a quelli che entrano nell’Ue da paesi non Ue (giovedì).
Riforma del settore del trasporto stradale. I deputati voteranno proposte che mirano a contrastare meglio le pratiche illegali nel settore dei trasporti su strada, definire per quali trasporti applicare le norme relative ai lavoratori e modificare i tempi di riposo dei conducenti (giovedì).
Bilancio Ue / Stato di diritto. Sarà votato un nuovo strumento per proteggere il bilancio dell’Ue e sostenere i valori dell’Ue. Potrebbe comportare che i governi che interferiscono con i tribunali o che non affrontano frodi e corruzione rischieranno di veder sospendere i fondi europei (giovedì).
Schengen / controlli alle frontiere. I membri voteranno una proposta per limitare la capacità degli Stati membri di introdurre controlli temporanei alle frontiere all’interno dell’area Schengen per un periodo massimo di un anno, anziché due (giovedì).
Relazioni commerciali Ue-Cina. In vista del 21° vertice Ue-Cina, che si terrà il 9 aprile, i deputati discuteranno lo stato delle relazioni commerciali con la Cina, insieme a Commissione e Consiglio (mercoledì).
Agenda del presidente. Il presidente del Parlamento europeo Antonio Tajani incontrerà il primo ministro svedese Stefan Löfven e giovedì la presidente dell’Assemblea nazionale vietnamita Nguyen Thi Kim Ngan (mercoledi).

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Le lauree? Ecco quelle più importanti per trovare lavoro

Posted by fidest press agency su domenica, 31 marzo 2019

Milano. Tra le tante difficoltà lavorative di oggi una domanda sorge spontanea: “Conviene ancora laurearsi”? I rapporti Istat ci dicono dunque che i tassi di occupazione di diplomati e laureati differiscono di 14 punti percentuali. Ma il discorso non è certo il medesimo per tutti i titoli di laurea.A dare una visione chiara e precisa dei corsi di laurea più o meno efficaci dal punto di vista del mercato del lavoro sono, come da abitudine, i dati di Almalaurea.Il dato generale ci dice che il 71,1% dei laureati triennali è occupato a un anno dal conseguimento del titolo, percentuale che si alza fino al 73,9% nel caso dei laureati magistrali (questi dati, nel 2007, erano rispettivamente dell’82,8% e dell’80,5%, percentuali abbassate drasticamente dalla crisi; si denota comunque un netto miglioramento negli ultimi quattro anni).Nello specifico, l’ultima indagine Almalaurea dimostra che, a 5 anni dal conseguimento della laurea, il 94% dei laureati magistrali in ingegneria è occupato, con uno stipendio medio di 1.753 euro.Va bene anche per i laureati nelle professioni medico-sanitarie, occupati per il 93,8% dei casi, con uno stipendio di 1.487 euro.Tra i corsi che vantano tassi di occupazione meno lusinghieri ci sono quelli letterari (79,7%) geo-biologici (78,5%) e giuridici (76,5%). Guardando invece alla voce stipendi, i laureati che a 5 anni dal conseguimento del titolo hanno uno stipendio medio minore sono gli psicologi, che si devono accontentare di 1.042 euro.A spiegare i dubbi sulla questione l’head hunter Carola Adami, CEO di Adami & Associati: «Guardando i dati delle richieste delle aziende la laurea oggi è molto importante. I dati però sono chiari, e non c’è dubbio nell’affermare che alcuni titoli di laurea sono poco spendibili nell’attuale mercato del lavoro italiano: penso per esempio alle lauree in psicologia, alle lauree in ambito letterario e sociale, nonché a quelle giuridiche».«Certamente la convenienza della laurea non è così lampante sul breve termine. Gli stessi dati Istat hanno dimostrato che a due anni dal conseguimento del titolo, guardando ai possessori di diploma di maturità e di diploma di laurea, la percentuale di occupati è pressapoco la stessa. I titoli di laurea rivelano però la loro efficacia sul lungo termine: il distacco tra semplici diplomati e laureati cresce infatti a favore di quest’ultimi con l’avanzare del tempo, sia a livello di occupazione che a livello di salari».E le indagini lo confermano, con i laureati under 40 che guadagnano di più rispetto ai coetanei.«I vantaggi della laurea sono dunque netti, ma affinché si manifestino totalmente devono passare alcuni anni» conclude la Adami.

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Lidl nella classifica delle aziende migliori in cui lavorare in italia

Posted by fidest press agency su giovedì, 21 marzo 2019

Lidl, catena di supermercati leader in Italia con oltre 15.000 collaboratori su tutto il territorio nazionale, ha ricevuto dal Great Place to Work Institute il riconoscimento di “Best Workplace 2019” nella categoria Large Companies. L’Istituto Internazionale che certifica le aziende capaci di creare un ambiente di lavoro eccellente, ha inserito Lidl nella prestigiosa classifica confermando il primato di unica azienda per il settore GDO nella top 10. Il riconoscimento, ricevuto dall’Insegna per il quinto anno consecutivo, è stato annunciato lo scorso venerdì sera, nella cerimonia ufficiale di premiazione che si è tenuta presso il Megawatt Court a Milano.Il Great Place to Work Institute ha valutato le Aziende intervistando a campione circa 40.000 collaboratori attraverso l’indagine Trust Index, che analizza la fiducia accordata dai dipendenti, il grado di orgoglio nei confronti dell’organizzazione e il livello di correttezza dei rapporti tra colleghi. Lidl Italia si è distinta per le proprie politiche di valorizzazione delle risorse in ambito HR forte anche dei recenti impegni di welfare presi dall’Azienda, come commenta Roberto Eretta, Amministratore Delegato Risorse Umane di Lidl Italia.

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“Norme per il diritto al lavoro dei disabili”

Posted by fidest press agency su domenica, 17 marzo 2019

Sono trascorsi 20 anni dall’approvazione della Legge 68/1999 grazie alla quale il nostro Paese si dotava di uno strumento normativo volto a superare una visione esclusivamente assistenziale delle persone con disabilità e a porre le basi per una loro piena inclusione sociale. Oltre a fissare per i datori di lavoro, pubblici e privati, quote di assunzioni di lavoratori disabili e stabilire agevolazioni fiscali e contributive per le aziende virtuose, la legge 68/1999 prevedeva una serie di servizi di sostegno e di collocamento mirato per facilitarne l’attuazione.A vent’anni di distanza permangono non pochi ostacoli per la sua piena attuazione: il tasso di occupazione delle persone con disabilità è sempre rimasto di gran lunga inferiore rispetto allo standard dei lavoratori senza disabilità. Inoltre una delle principali riforme introdotte da quella legge, la formazione professionale, non si è rilevata strumento adeguato: in numerosi casi, infatti corsi, tirocini e stage, spesso, non hanno portato a uno sbocco lavorativo, avendo avuto il solo effetto di un avvicinamento al mondo del lavoro. In questo panorama, ricordando che la Legge 68/1999 è una vera e propria conquista di civiltà e rappresenta una legislazione avanzata a livello europeo, l’esperienza della Comunità di Sant’Egidio dimostra che è possibile realizzarla in modo compiuto. E’ il caso della “Trattoria degli Amici”, un ristorante nel cuore di Trastevere, che offre impiego stabile a 12 lavoratori con disabilità e, nel corso di 20 anni di attività, ha formato decine di professionisti della ristorazione (camerieri, aiuto-cuochi, sommelier) ora impiegati in diversi locali della Capitale e sostenuto, con la sua esperienza, iniziative analoghe in diverse città d’Italia. Un’iniziativa che dimostra come sia possibile valorizzare le persone con disabilità nelle loro capacità, anche professionali, in modo che possano contribuire con il proprio lavoro al benessere comune e creare una società davvero inclusiva.

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I dati provvisori sul lavoro forniti dall’Istat destano un certo allarme

Posted by fidest press agency su venerdì, 8 marzo 2019

Infatti nonostante la disoccupazione risulti stabile al 10,5 per cento, e vi sia un lieve aumento delle persone occupate e di quelle che cercano lavoro, va evidenziato anche il peggiorare dello scenario dei giovani e delle donne che bramano un impiego.
Ci sono poi ulteriori elementi a rendere questi numeri un po’ più cupi, in particolare il quadro lavorativo che arriva dal mondo della sanità e che potrebbe essere ulteriormente colpito da riforme come Quota 100. A tal proposito è doveroso sottolineare che il sistema sanitario, sulla base delle richieste ricevute, è già sotto organico di molte figure professionali, tra le quali 4.000 medici d’emergenza, 3.000 pediatri e 1.200 chirurghi; ed ora, proprio attraverso le nuove misure previdenziali, potrebbe perdere altre risorse finendo per incidere gravemente sulla qualità di vita dei cittadini.Per rilanciare il mondo del lavoro non bastano delle misure semplicistiche, ma occorrono risposte complesse che richiedono analisi e studio. Per noi di Soggetto Giuridico è essenziale ragionare in termini di crescita e di opportunità, e non di conservazione. Bisogna rilanciare alcuni settori produttivi con investimenti e soluzioni mirate e non, come invece si sta facendo, distribuire le poche risorse che ci sono per ottenere qualche voto. Vogliamo ribadirlo ancora una volta, avere cura del futuro è importante quanto saper vivere il presente.

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Reddito di cittadinanza e agenzie per il lavoro

Posted by fidest press agency su venerdì, 8 marzo 2019

Nell’ambito dell’audizione svoltasi giorni fa presso le Commissioni riunite Lavoro e Affari Sociali della Camera dei Deputati, Assolavoro, l’Associazione Nazionale delle Agenzie per il Lavoro che rappresenta l’87% del settore, ha illustrato una serie di proposte emendative finalizzate a rendere concretamente attuabile la parte del provvedimento che disciplina le modalità e le procedure di inserimento lavorativo dei percettori del Reddito di Cittadinanza (RdC).La delegazione di Assolavoro, composta dal Direttore Generale, Agostino Di Maio, e dal Consigliere con delega alle transizioni verso il lavoro, Antonio Bonardo, ha riportato i dati dell’Osservatorio Datalab dai quali emerge che da luglio a dicembre 2018 ci sono 39mila persone in meno occupate attraverso le Agenzie per il Lavoro; persone che avevano un contratto di somministrazione che prevede per legge retribuzione e diritti tipici del lavoro dipendente e che ora non lavorano più con le Agenzie.Il contestuale aumento del lavoro a chiamata (+15mila da luglio a dicembre 2018) e del lavoro occasionale (+50mila lo scorso anno) confermano la lettura secondo la quale con il Decreto Dignità le persone con maggiori competenze sono state stabilizzate prima, mentre chi ha una professionalità meno elevata è scivolato verso forme meno tutelate di lavoro o verso la disoccupazione. Da qui la necessità di rivedere il Decreto Dignità e in particolare le causali per il lavoro in somministrazione che hanno come unico effetto quello di scoraggiare l’utilizzo della forma di flessibilità con maggiori tutele per il lavoratore.​

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Lavoro: Altro che ripresa, crollo delle ore e boom di precari: la Scuola più di tutti

Posted by fidest press agency su lunedì, 4 marzo 2019

I dati emergono dal rapporto ‘Il mercato del lavoro 2018’, derivante dalla collaborazione tra ministero del Lavoro, Istat, Inps, Inail e Anpal: nei primi tre trimestri del 2018, rispetto a dieci anni fa, mancano all’appello poco meno di 1,8 milioni di ore lavorate, ovvero oltre un milione di posti full time (unità di lavoro a tempo pieno). Una ripresa, quindi, a “bassa intensità lavorativa”: più occupati ma per meno ore. Marcello Pacifico (Anief): Basta alibi, in Italia l’occupazione si sta sempre più precarizzando e i lavoratori dell’Istruzione sono l’emblema di questa tendenza. “Dire che in Italia l’occupazione è in aumento è un falso storico che serve solo a fornire alibi al governo di turno per dimostrare l’efficienza delle manovre sul lavoro: la verità è emersa in queste ultime ore, attraverso il rapporto ‘Il mercato del lavoro 2018’, dal quale risulta che rispetto al 2008 il numero di ore lavorate e di lavoratori a tempo pieno è enormemente più basso, oltre che la mancata corrispondenza, tendente al ribasso, del tipo di lavoro svolto rispetto al livello di istruzione raggiunto. Quindi, nel nostro Paese l’occupazione si sta sempre più precarizzando”. Così commenta Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief, lo studio nazionale sul mercato del lavoro, frutto della collaborazione tra ministero del Lavoro, Istat, Inps, Inail e Anpal. Il rapporto rileva, in effetti, che nella media del 2018 il numero di occupati supera il livello del 2008 di circa 125 mila unità. Apparentemente, quindi, si sarebbero recuperati i livelli pre-crisi. Eppure – come spiega anche l’Ansa – qualcosa si è perso: nei primi tre trimestri del 2018, rispetto a dieci anni fa, mancano all’appello poco meno di 1,8 milioni di ore lavorate, ovvero oltre un milione di posti full time (unità di lavoro a tempo pieno). Una ripresa, quindi, a “bassa intensità lavorativa”: più occupati ma per meno ore.
“Nella stima preliminare del quarto trimestre 2018 – si legge nel rapporto – torna a crescere lievemente l’occupazione permanente (+0,1%), dopo la caduta del terzo” ma è “il tempo determinato (+0,1%)” a toccare “il valore massimo di oltre 3,1 milioni di occupati”. In dieci anni, tra il 2008 e il 2018, i dipendenti con contratto a tempo sono aumentati di 735 mila unità. Un aumento concentrato soprattutto “nei dipendenti con rapporti a termine di durata fino a un massimo di sei mesi (+613mila)”. Inoltre, nel 2017 circa un milione di occupati ha lavorato meno ore di quelle per cui sarebbe stato disponibile, mentre la schiera dei sovraistruiti ammonta a quasi 5,7 milioni: quasi un occupato su 4. Infine, le studio ha sottolineato che con il passare degli anni il fenomeno risulta “in continua crescita, sia in virtù di una domanda di lavoro non adeguata al generale innalzamento del livello di istruzione sia per la mancata corrispondenza tra le competenze specialistiche richieste e quelle possedute”. “L’emblema del lavoro precarizzato – dice Marcello Pacifico – è rappresentato dalla scuola, dove la percentuale di precari è attualmente il doppio degli altri comparti pubblici. Inoltre, a seguito delle mancate modifiche, anche transitorie, ad un modello di reclutamento troppo rigido e deficitario, il numero maggiorato di uscite, seppure minori alle aspettative, grazie a quota 100, la prossima estate ci ritroveremo con 70 mila cattedre vacanti e quasi 200 mila supplenze.

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Investire sulle ecoindustrie per creare lavoro

Posted by fidest press agency su domenica, 3 marzo 2019

I dati ISTAT sul valore generato dalle ecoindustrie sono molto chiari ed evidenziano, per il 2017, una crescita dello 0,9% rispetto all’anno precedente. Si tratta di un mercato da circa 36 miliardi di euro correnti (il 2,3% del valore complessivo dell’economia del Paese).Come messo in risalto dai numeri, questo settore si presenta come estremamente propizio per creare nuove opportunità di sviluppo, specie per un Paese come il nostro dal riconosciuto valore paesaggistico e ambientale. A foraggiare ulteriormente le ragioni per le quali sarebbe opportuno investire in questo ambito c’è poi il dato culturale. Non va dimenticato infatti, che oggi più che mai serve dar vita a dei percorsi formativi che indirizzino la cittadinanza verso un consumo consapevole e quindi attento alla salubrità’ e alla genuinità dei prodotti.Come Soggetto Giuridico siamo assolutamente convinti dell’urgenza di intraprendere la strada “verde”; ed è per questo che invitiamo le istituzioni a tener conto, non solo delle volontà dei tanti cittadini che vogliono una vita sana, ma anche dei numeri con i quali si pongono in evidenza le occasioni offerte da questo straordinario mercato.

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Edilizia: persi 539 mila posti di lavoro in 10 anni

Posted by fidest press agency su venerdì, 1 marzo 2019

Dal 2008 al 2017 sono oltre 3,4 milioni i posti di lavoro persi nel settore delle costruzioni a livello europeo, di cui 539 mila solo in Italia. E mentre gli altri Paesi dell’area euro hanno visto, dopo la crisi, un aumento degli occupati nel settore edile, il Belpaese ha continuato a perdere posti di lavoro registrando un esiguo aumento di 5 mila unità nel 2017. La flessione di mezzo milioni di occupati ha coinvolto principalmente i lavoratori italiani (-498 mila), specie i più giovani, mentre è nettamente inferiore tra gli stranieri extra-comunitari (-41 mila) e soprattutto tra gli stranieri comunitari, in gran parte romeni, che registrano una flessione di sole mille unità (-0,8%). Allo stesso tempo il lavoro irregolare nel settore è passato dall’11,4% del 2008 al 15,8% del 2016, rendendo l’edilizia il secondo settore produttivo, dopo quello agricolo, con il più alto livello di irregolarità. Un fattore registrato soprattutto nel Mezzogiorno dove quasi un edile su quattro lavora in nero (23,7%); quota che scende al 27,9% nelle regioni del Centro e al 10,4% in quelle del Nord. A causare il crollo dei posti di lavoro la flessione degli investimenti: negli anni presi in considerazione si registra una diminuzione di oltre 70 miliardi di euro, di cui 65 solo nel comparto delle costruzioni. È la fotografia scattata dall’Osservatorio Statistico dei Consulenti del Lavoro nel report “Edilizia, una crisi inarrestabile” sugli effetti della crisi nel settore edile negli anni 2008-2018, che sarà presentato domani a Genova in occasione di “Verso il Festival del Lavoro 2019”, l’evento di anteprima della decima edizione del Festival del Lavoro, che si terrà a Milano dal 20 al 22 giugno 2019.

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Studiare materie scientifiche apre la porta al lavoro

Posted by fidest press agency su mercoledì, 27 febbraio 2019

Il gap tra domanda e offerta di competenze professionali è destinato ad aumentare poiché non c’è un numero sufficiente di giovani che intraprende percorsi di studio in materie scientifiche e tecniche, ovvero nelle cosiddette discipline STEM (Science, Technology, Engineering and Mathematics). Secondo gli esperti Hays, società leader nel recruitment specializzato, i giovani che studiano materie scientifiche risultano, infatti, ancora in minoranza e ciò comporta una mancanza di profili in grado di ricoprire ruoli tecnici tra coloro che si affacciano al mondo del lavoro.
Una delle ragioni dietro la poca popolarità delle materie STEM è sicuramente il modo in cui vengono percepite. Molti, infatti, le considerano noiose, altri ancora le ritengono troppo difficili. “I giovani devono trarre ispirazione dai professionisti STEM che svolgono lavori all’avanguardia, risolvono ogni giorno problematiche reali e giocano un ruolo chiave nel plasmare il nostro futuro – spiegano gli esperti Hays -. Questi percorsi di carriera sono in realtà tra i più interessanti e gratificanti, ma spesso ragazzi e ragazze non lo sanno. Lo sforzo per abbattere i falsi miti deve cominciare dalla famiglia, ma è responsabilità anche degli istituti scolastici, delle imprese e delle istituzioni. Tutti dobbiamo impegnarci di più per presentare le STEM come un’opzione attraente e accessibile per le nuove generazioni, fornendo reali opportunità ed esperienze che coinvolgano attivamente i giovani studenti”.
Le scuole dovrebbero incoraggiare di più gli studenti ad avvicinarsi alle materie STEM e un buon punto di partenza potrebbe essere una solida consulenza per la scelta del percorso accademico e professionale. I giovani devono essere indirizzati verso carriere in linea con le richieste del mercato e la consulenza deve essere a loro disposizione durante tutto l’excursus scolastico, non solo nel momento in cui devono prendere decisioni per il futuro. In questo modo le loro scelte saranno più consapevoli. Gli studenti devono essere trattati da adulti e devono essere informati con onestà su quali sono le skill richieste dal mercato e quali saranno le opportunità lavorative a loro disposizione.
Anche le imprese devono contribuire a colmare il divario tra scuola e mondo del lavoro, ad esempio potrebbero offrire più tirocini in ambito STEM da svolgere durante gli studi perché i giovani che sperimentano esperienze di lavoro in questo campo, sono più inclini a considerarlo come un possibile percorso professionale. Inoltre, le aziende dovrebbero “educare” le persone alle carriere STEM come ha fatto, ad esempio, Facebook che ha rilasciato una serie di video informativi per spiegare cos’è e come funziona l’Intelligenza Artificiale, nella speranza di avvicinare un numero sempre maggiore di persone al tema.
Far avvicinare i giovani alle STEM è indispensabile per colmare il gap tra domanda e offerta di competenze, ma soprattutto è doveroso per garantire loro la possibilità di una carriera gratificante che contribuisca all’innovazione tecnologica e al progresso scientifico.

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Scuola: Regionalizzazione, aumenti in cambio di più ore di lavoro come a Trento

Posted by fidest press agency su martedì, 26 febbraio 2019

Verso la cancellazione degli scatti di anzianità in Veneto, Lombardia. L’aumento di 150-200 euro netti assicurato oggi ai docenti di Trento prevede diverse ore annue aggiuntive impiegate anche per la copertura dei colleghi assenti e altri impegni ulteriori. Ma il passaggio alle regioni potrebbe comportare anche altri aspetti sinora inesplorati: come l’azzeramento dei “gradoni” delle buste paga che oggi assicurano l’unica certezza di aumento in presenza di un contratto ben al di sotto dell’inflazione e con l’indennità di vacanza contrattuale applicata pure in ritardo.
L’incremento, spiega Orizzonte Scuola, deriverebbe da “una contrattazione di secondo livello” su “base territoriale e riguarderebbe le ore di straordinario (e la mobilità). In buona sostanza, la base retributiva rimarrebbe uguale per tutti; farebbe cioè riferimento a quella stabilita dalla contrattazione collettiva nazionale, mentre le ore lavorate in più saranno stabilite (anche a livello di retribuzione) dagli accordi regionali”.
Detto che nel nuovo ruolo regionale potrebbero confluire sia i titolari di cattedra sia i precari, un’altra novità poco piacevole è quella che “per vincolare maggiormente il docente al territorio, il punteggio conseguito a livello regionale non verrà riconosciuto a livello nazionale”. Ma da mettere in conto, con il passaggio alle regioni, ci potrebbe essere anche l’azzeramento degli scatti stipendiali automatici. Come viene precisato su Italia Oggi, “il passaggio non comporterà perdite economiche, immediate. Perché ai soggetti che eserciteranno l’opzione per i ruoli regionali sarà garantito l’attuale importo dello stipendio, probabilmente, con assegni ad personam“.
“Le anticipazioni di questo folle progetto, avallato prima dal governo Gentiloni e ora da quello giallo-verde, cominciano a mostrare il vero obiettivo di chi lo ha escogitato”, commenta Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief. “Quello di un passaggio ad un modello contrattuale diverso, sulla falsa riga di quello già adottato a Trento, dove il possibile maggiore trattamento stipendiale corrisponde ad un incremento dell’impegno orario annuo”. In effetti, dal 2016, il contratto della provincia a statuto speciale prevede che il docente potrà svolgere non solo le canoniche 40 ore più 40 per impegni collegiali e di vario genere obbligatorio, ma anche altre 30 ore, piuttosto che 15, da mettere a disposizione per le supplenze nella propria scuola. Inoltre, gli insegnanti delle scuole superiori sono tenuti ad attuare altre diverse decine di ore annue per recuperare i 10 minuti sottratti all’ora curricolare.

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Parte il “Path of excellence in international trade”

Posted by fidest press agency su lunedì, 18 febbraio 2019

Palermo dal 25 febbraio alle 9 al Collegio San Rocco in via Maqueda parte il “Path of excellence in international trade” con Carlo Cottarelli, Michele Geraci e docenti vietnamiti. Creare una forte, stabile e reciprocamente fruttuosa collaborazione tra il mondo del lavoro e gli studenti dell’Università degli Studi di Palermo. Con queste basi nasce e si sviluppa questa nuova edizione alla quale hanno accesso i migliori studenti del corso di Laurea Magistrale in International Relations della facoltà di Scienze politiche
Il primo appuntamento sarà aperto dal rettore Fabrizio Micari, insieme ad esponenti di Confindustria e Confcommercio. Seguiranno incontri con manager del marketing e della comunicazione internazionale, della logistica e dei trasporti, esperti di export e di finanziamenti per supportare le imprese nei processi di internazionalizzazione.
L’obiettivo pertanto è quello sia di fornire una “rete” di relazioni e conoscenze delle realtà professionali, imprenditoriali e istituzionali interessate nell’ambito degli scambi internazionali, utile per la loro collocazione nel mercato del lavoro, sia di integrare il piano formativo della laurea magistrale con contenuti specialistici extracurriculari, in cui la dimensione esperienziale è il punto di forza della docenza.
Tra gli appuntamenti da segnalare: il 12 marzo, incontro con docenti del Foreign Trade University di Hanoi sulle opportunità di business in Vietnam, il 12 aprile, incontro con Michele Geraci, Sottosegretario al Ministero dello Sviluppo Economico e professore alla New York University di Shanghai, il 7 maggio, incontro con l’economista Carlo Cottarelli.
L’evento è organizzato dal professore Salvatore Casabona, docente di Diritto comparato e scambi internazionali dell’Università di Palermo e coordinatore del Corso di Laurea magistrale in International Relations, «il “Path of Excellence in International Trade” rappresenta per i nostri migliori studenti una straordinaria occasione per entrare in contatto con il mondo delle professioni e delle imprese che operano in contesti internazionali. Il forte circuito di comunicazione e collaborazione costruito in questi anni si è tradotto in tassi di collocazione sul mercato del lavoro estremamente alti e lusinghieri, che nulla hanno da invidiare a quelli di prestigiosi atenei del nord Italia. Siamo pertanto molto felici di questa terza edizione e fieri di appartenere a un Ateneo che sin dall’inizio ha creduto e sostenuto i nostri sforzi per il bene dei ragazzi e della comunità».

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Due miliardi di giovani alla conquista del mondo del lavoro

Posted by fidest press agency su martedì, 12 febbraio 2019

Nati tra il 1995 e il 2012, nel pieno boom di Internet, abituati al multitasking e all’uso simultaneo di diversi dispositivi e ancora più interconnessi dei Millennials. Sono circa 2 miliardi in tutto il mondo e costituiranno oltre il 30% della forza lavoro entro il 2025. È questo l’identikit della Generazione Z, l’esercito di talenti del futuro che con il suo ingresso nel mondo del lavoro sta rivoluzionando l’approccio delle aziende, che devono riuscire ad integrare queste risorse nel miglior modo possibile. Ma quali sono gli ambiti su cui puntare per far esprimere al meglio il loro potenziale? Secondo gli esperti al primo posto c’è l’investimento in nuove tecnologie, come sottolineato dalla Varkey Foundation di Londra che, intervistando oltre 20mila giovani da 20 paesi, ha evidenziato come l’84% creda che la tecnologia possa contribuire a costruire un domani migliore. L’importanza dell’innovazione 2.0 è stata sottolineata anche da un report della Bank of America, secondo cui il 46% dei nativi digitali predilige i social come forma di comunicazione, anche lavorativa. Sviluppare iniziative di coaching favorendo il mix generazionale e prestare maggiore attenzione all’equilibrio vita-lavoro rappresentano ulteriori fattori chiave per spingere i nativi digitali ad entrare nel mondo del lavoro, come dimostrato dagli studi condotti dai ricercatori Claire Madden e David Stillman. Ma non è tutto. La promozione della Responsabilità Sociale è per il 94% degli appartenenti alla Generazione Z un aspetto prioritario nella scelta dell’azienda per cui lavorare. È quanto emerge da uno studio condotto da Sodexo sui Workplace Trend del futuro, presentato oggi in occasione dell’evento HR LAB – Human Capital Forum presso la LUM School of Management. “I nativi digitali della Generazione Z costituiscono una fonte di stimoli ed entusiasmo fondamentale per lo sviluppo e l’innovazione delle aziende – afferma Stefano Biaggi, Amministratore Delegato di Sodexo Italia, azienda leader mondiale nei servizi di Qualità della Vita – In Sodexo ci impegniamo per creare un ambiente di lavoro focalizzato sulle persone. Questo implica innanzitutto cogliere e rispettare le peculiarità del singolo collaboratore, consentendogli di esprimere in modo autentico il suo potenziale. Per questo Sodexo ha creato Eat, l’offerta di ristorazione progettata per soddisfare i bisogni specifici dei consumatori. Come in tutti gli aspetti della propria vita, i collaboratori si approcciano al momento del pasto con aspettative e desideri differenti tra loro: ecco perché il ristorante aziendale deve poter offrire prodotti e modalità di consumo differenti all’interno di uno spazio piacevole e funzionale, assecondando le spinte motivazionali e personali che guidano l’azione in quel momento”.Coltivare le potenzialità dei giovani rappresenta quindi un’importante leva per evitare un esodo di talenti all’estero. Ciò che è stato fatto finora però non basta. L’ultimo report ISTAT “Migrazioni internazionali e interne della popolazione residente”, ha stimato infatti come siano stati ben 28mila i giovani laureati italiani che nel 2017 hanno deciso di abbandonare il Paese per cercare nuove opportunità, a cui si sono aggiunti 33mila diplomati 25enni. Una scelta fatta da oltre 244mila giovani negli ultimi 5 anni, di cui il 64% con un titolo di studio medio-alto. Per Claire Madden, ricercatrice ed autrice del best seller Hello Gen Z: Engaging the Generation of Post-Millennials “I digitali sono in cerca di livelli equamente elevati di affermazione e coinvolgimento nelle interazioni sul lavoro. Gli appartenenti alla Generazione Z riescono ad adattarsi facilmente al contesto lavorativo e non hanno paura di trasformazioni e transizioni. Hanno solo bisogno di un ambiente in cui possano esprimere il loro potenziale e riuscire a portare innovazione”.Secondo gli esperti inoltre le organizzazioni dovrebbero sostenere l’ambizione della Generazione Z di lavorare e vivere a un ritmo veloce, senza trascurare però salute e benessere. Il 94% dei giovani coinvolti nel sondaggio della Varkey Foundation ha affermato infatti che il benessere psicofisico è tra i fattori più importanti. Le aziende che offrono benefit per spingere i dipendenti all’attività fisica, riducendo stress e monotonia, hanno maggiori possibilità di attrarre i nativi digitali. Favorire l’integrazione tra Generazione Z e Millennials rappresenta un altro punto fondamentale per le imprese, come evidenziato da Ralph Moore, professore di economia alla McGill University di Montreal che, in uno studio pubblicato su Psychology Today, ha evidenziato come il 77% degli appartenenti alla Generazione Z desideri ricevere consigli lavorativi da manager Millennials piuttosto che da Baby Boomers.Pensiero condiviso anche da David Stillman, esperto generazionale che nel suo recente studio Gen Z @ Work ha evidenziato come la ricetta per il successo delle aziende del futuro sia il mix tra la disponibilità alla collaborazione dei Millennials e la mentalità orientata al successo dei nativi digitali. “La Generazione Z è competitiva ed è cresciuta sapendo che non tutti possono essere vincitori. Sebbene preferiscano vincere per sé stessi, è sbagliato pensare che non lavorino bene con gli altri – ha affermato Stillman – Per ottenere il massimo, le organizzazioni devono avvalersi sia della mentalità collaborativa dei Millenials sia della motivazione della Generazione Z”. Dallo studio emerge inoltre che tra nati fra i primi anni ‘80 e la fine degli anni ’90, 6 su 10 sono pronti a dare il loro supporto alle nuove generazioni che si affacciano al mondo del lavoro.

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“Ieri, oggi, domani: dalla laurea al lavoro”

Posted by fidest press agency su martedì, 12 febbraio 2019

Parma Dal 13 febbraio all’8 aprile, all’Università di Parma, sei appuntamenti d’orientamento in uscita pensati per i laureandi e gli studenti degli ultimi anni del corso di laurea magistrale in Giurisprudenza, del corso di laurea in Scienze politiche e delle Relazioni internazionali e del corso di laurea magistrale in Relazioni internazionali ed europee, e incentrati sull’esperienza professionale di testimonial eccellenti legati alla città e all’Ateneo ma non solo. Il ciclo, organizzato dalla prof.ssa Lucia Scaffardi, Delegata per l’Orientamento in uscita del Dipartimento di Giurisprudenza, Studî Politici e Internazionali, s’intitola Ieri, oggi, domani: dalla laurea al lavoro. Incontri di orientamento con testimonial che hanno intrapreso rilevanti percorsi professionali, e si svolgerà per tutte le date nell’Aula della Bandiera della Sede centrale dell’Ateneo (via Università, 12) con inizio alle 11.30.
Mercoledì 13 febbraio 2019, ore 11.30, Aula Bandiera Dott. Carlo Alberto La Fiandra, vincitore di concorso in Magistratura Prof. Federico Spotti, Notaio in Parma
Lunedì 4 marzo 2019, ore 11.30, Aula Bandiera Avv. Enrica Gianola Bazzini, Ordine degli Avvocati di Parma
Mercoledì 13 marzo 2019, ore 11.30, Aula Bandiera Dott. Francesco Giliotti, Legal Vice President, Group Crisis Committee Coordinator, Group Data Officer, Barilla Iniziative S.p.A.
Lunedì 25 marzo 2019, ore 11.30, Aula Bandiera Ministro Plenipotenziario Ruggero Corrias, Chief International Officer, Snam S.p. A.
Mercoledì 3 aprile 2019, ore 11.30, Aula Bandiera Dott. Mauro Ambanelli, Legal Manager, Group Compliance & Data Protection Officer, Chiesi Farmaceutici S.p.A.
Lunedì 8 aprile 2019, ore 11.30, Aula Bandiera Dott.ssa Giovanna Pisani, Legal Assistant, Commissione Europea.

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