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Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 275

Posts Tagged ‘lavoro’

Le donne nel mondo del lavoro si formano più degli uomini

Posted by fidest press agency su sabato, 10 agosto 2019

Sono stati oltre 62.300 (39%), negli ultimi dieci anni, i lavoratori donna coinvolti in progetti di formazione finanziati da FondItalia, Fondo Paritetico lnterprofessionale Nazionale per la Formazione Continua che valuta, approva e finanzia progetti e programmi a supporto della formazione dei lavoratori. “Negli ultimi anni – sottolinea Francesco Franco, Presidente di FondItalia – abbiamo assistito ad importanti passi avanti sulla questione della parità di genere anche a fronte di un dibattito pubblico acceso e ricorrente. Aumenta il numero delle imprese guidate da donne e aumenta il numero di lavoratori donna coinvolti in attività di formazione continua: nel 2010, quando FondItalia ha iniziato la sua attività, erano appena 92 contro le 58.462 formate al 2018. E anche nella fase precedente all’entrata nel mondo del lavoro, le donne confermano una particolare attenzione alla formazione in cui vedono una reale opportunità di crescita professionale.” Dai dati raccolti negli ultimi 10 anni di attività emerge, inoltre, che la regione con il maggior numero di lavoratori donna coinvolti è la Lombardia (13.428), seguita dalla Puglia (10.268) e dal Lazio (8.367) e che per il 43% si tratta di lavoratori donna in possesso di un Diploma di scuola media superiore, mentre un buon 23% ha conseguito la Laurea e una successiva Specializzazione. Dato in controtendenza rispetto alla controparte maschile, dove si registra un 43% di lavoratori uomini in possesso di Licenza media, seguito da un 35% in possesso di Diploma di scuola media superiore e da solo un 8% che ha conseguito la Laurea.
La fascia di età preponderante è quella compresa tra i 35 e i 44 anni (30%), cui segue quella fra i 45 e i 49 anni (15%). Dati che ricalcano, in questo caso, i trend della controparte maschile rappresentata anch’essa per la maggior parte da lavoratori compresi nelle stesse fasce di età (fascia 35-44 al 29%; fascia 45-49 al 15%). In particolare, il progetto che ha coinvolto più donne, si è svolto presso una Casa di Cura Polispecialistica con reparti riservati alla degenza, lungodegenza, day hospital e servizi ambulatoriali in Emilia-Romagna. Il progetto, che ha riguardato 791 lavoratori, di cui il 73 % donne e il 27% uomini, si è focalizzato su un’azione di miglioramento dei servizi e dei processi aziendali volta a sviluppare un’azione continua di miglioramento dei servizi e dei processi aziendali, mirata alla soddisfazione del cliente, alla sicurezza dell’operatore e del paziente e all’appropriatezza del setting di cura, al fine di garantire prestazioni eccellenti, ottimizzando le risorse disponibili, aumentando il grado di autonomia del personale, migliorando il rapporto e le relazioni, e potenziando la sinergia all’interno del team.
Tra gli interlocutori che hanno costruito nel tempo un percorso di formazione dedicato alle loro persone, spicca la Lega del Filo d’Oro, Onlus impegnata nella riabilitazione e nel reinserimento in famiglia e nella società di persone sordocieche e pluriminorate psicosensoriali.

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Il Ministero dell’Istruzione riduce le ore dell’alternanza “scuola -lavoro”

Posted by fidest press agency su martedì, 23 luglio 2019

“I dati del Miur pubblicati dal Sole 24 Ore dimostrano che la scelta del Ministero dell’Istruzione di ridurre le ore dell’alternanza “scuola -lavoro” stia penalizzando soprattutto gli studenti del Sud per i quali è sempre più difficile apprendere lavorando. Fratelli d’Italia esprime forte preoccupazione per questa situazione che, sommata al dato recente e preoccupante emerso dalle prove Invalsi, determina un ulteriore aumento del divario già esistente tra scuola del nord e scuola del sud”.
Lo dichiarano i deputati di Fratelli d’Italia Paola Frassinetti vicepresidente della commissione Cultura ed Istruzione della Camera ed Ella Bucalo responsabile FDI del dipartimento scuola.

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Rappresentanza sindacale nei luoghi di lavoro

Posted by fidest press agency su lunedì, 15 luglio 2019

Audizione dell’Anief in XI Commissione (Lavoro pubblico e privato) della Camera dei deputati con i rappresentanti delle organizzazioni sindacali CGS, Confintesa e FILP, nell’ambito dell’esame della proposta di legge C. 707 Polverini, recante norme in materia di rappresentanza sindacale nei luoghi di lavoro, di rappresentatività delle organizzazioni sindacali e di efficacia dei contratti collettivi di lavoro.Le proposte presentate tendono a uniformare il settore pubblico a quello privato e a colmare lacune interpretative sulle norme di subentro delle Rappresentanze Sindacali Unitarie, le RSU, alle Rappresentanze Sindacali Aziendali, le RSA, secondo quando statuito nell’accordo Interconfederale del 13 dicembre 1993.Anche nel settore pubblico la rappresentanza sindacale unitaria è assistita dalla segreteria territoriale delle organizzazioni sindacali rappresentative a livello nazionale.La proposta Anief vuol permettere anche alle RSU di poter essere assistite. Nel comparto pubblico la delegazione di parte pubblica può essere coadiuvata da personale dipendente senza oneri aggiuntivi per l’amministrazione. Stessa possibilità viene data ai sindacati rappresentativi poiché non c’è limite alla delegazione di parte sindacale. Anief quindi chiede di dare la stessa opportunità, di essere coadiuvati, anche alla Rappresentanza Sindacale Unitaria, alla RSU.Per armonizzare la regolamentazione dei Diritti e prerogative sindacali nei luoghi di lavoro del settore pubblico e del settore privato, si garantisce alle organizzazioni sindacali rappresentative e ai suoi rappresentanti unitari e terminali associati, anche se non firmatarie del contratto collettivo nazionale, la partecipazione alla contrattazione integrativa.La proposta intende migliorare l’efficienza dell’azione amministrativa attraverso l’armonizzazione delle regole comuni al settore pubblico e privato relative all’accesso delle OO.SS. rappresentative, anche se non firmatarie del contratto collettivo nazionale di comparto, alla contrattazione collettiva integrativa, nel rispetto di quanto sancito dalla sentenza n. 231/13 della Corte Costituzionale che ha dichiarato “l’illegittimità costituzionale dell’articolo 19, primo comma, lettera b), della legge 20 maggio 1970, n. 300 (Norme sulla tutela della libertà e dignità dei lavoratori, della libertà sindacale e dell’attività sindacale nei luoghi di lavoro e norme sul collocamento), nella parte in cui non prevede che la rappresentanza sindacale aziendale possa essere costituita anche nell’ambito di associazioni sindacali che, pur non firmatarie dei contratti collettivi applicati nell’unità produttiva, abbiano comunque partecipato alla negoziazione relativa agli stessi contratti quali rappresentanti dei lavoratori dell’azienda”. La misurazione della rappresentatività è valutata in concomitanza con la scadenza del CCNL di riferimento sia nel settore privato che pubblico
Questo emendamento risponde a una anomalia del settore pubblico. Annullare la discrepanza temporale che si verifica tra l’accertamento definitivo del dato elettorale e dato associativo e l’effettiva agibilità sindacale.

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Ultime opportunità di lavoro con Jolly Animation

Posted by fidest press agency su venerdì, 12 luglio 2019

Un esercito di ragazzi sorridenti ed intraprendenti sta allietando le vacanze in quasi 50 strutture turistiche in tutta Italia, sia al mare che in montagna, tra villaggi, resort ed hotel, con attività sportive, giochi, balli e spettacoli. Parliamo degli staff di animazione di Jolly Animation, una delle società di animazione più longeve e qualificate sul territorio nazionale, che dal mese di aprile sono operativi nelle più importanti destinazioni del Paese, dal Trentino Alto Adige alla Calabria, Sardegna inclusa.
Luglio è tempo per completare gli organici con figure ad hoc. In particolare si selezionano animatori turistici con esperienza, che possano guidare piccoli staff in hotel a 4 e 5 stelle, animatori per bambini e ragazzi, coreografi, ballerini, istruttori di ballo, fitness, addetti al settore nautico (vela e windsurf), dj e tecnici suono e luci.
Si offrono contratti a tempo determinato, con inquadramento secondo normativa vigente e retribuzione in busta paga, vitto ed alloggio ed indennizzo per spese di viaggio, oltre alla possibilità di intraprendere carriera nel campo dell’intrattenimento o in quello dei servizi turistici.I colloqui si tengono tutti i giorni presso la sede centrale di Salerno, o presso gli altri quartier generali sparsi in Italia (Bibione o Cavallino Treporti in Veneto, Giulianova in Abruzzo, Vieste e Monopoli in Puglia, Marina di Pisticci in Basilicata, Marina di Zambrone in Calabria, Stintino in Sardegna), oppure attraverso videoconferenza con Skype o Whatsapp. Per inviare cv e foto è possibile farlo collegandosi alla pagina Lavora con noi del sito jollyanimation.com

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Giulio Giorello e Giuseppe Sabella: Società aperta e lavoro

Posted by fidest press agency su giovedì, 11 luglio 2019

La seconda globalizzazione sta attraversando un momento di cambiamento profondo: l’impatto dell’intelligenza artificiale, i fenomeni migratori, le nuove leadership politiche, la crisi non solo economica ma anche ambientale. Nella confusione che attraversa la politica – tentata dal fascino sovranista e dalle sue chiusure – il ruolo della rappresentanza sociale è fondamentale proprio per la centralità del lavoro nei processi di trasformazione che caratterizzano la società aperta. Così Karl Popper chiamava quell’orizzonte che nella storia d’Europa vive di valori che oggi hanno bisogno di essere riaffermati quali, per esempio, la competenza, l’innovazione, la giustizia sociale, il pluralismo, la pratica del dissenso, il ruolo della ricerca scientifica, la laicità e, naturalmente, la libertà delle donne e degli uomini.La rappresentanza del lavoro sembra più in grado della politica di non cedere alla riduzione della complessità: imprese e lavoratori sono i soggetti che direttamente vivono da anni le sfide della globalizzazione e la trasformazione della produzione.
Se non si presta la giusta attenzione, oggi, all’impatto dell’intelligenza artificiale sul lavoro e sulle persone, rischia invece di essere il contrario, ovvero l’uomo per la fabbrica.Imprese e lavoratori saranno in grado di affrontare la trasformazione soltanto camminando insieme verso il futuro. Ed è proprio il loro percorso comune che può condurre la società intera a un nuovo modello di sviluppo.L’uomo non prevede il futuro, ma lo può percepire. E la nostra capacità di percepire il futuro, anche se non è garanzia di successo, è fondamentale per provare a governarlo. Tuttavia, la rappresentanza sociale – se vuole arginare il potere del capitale – ha bisogno di crescere la sua dimensione internazionale: il sindacalismo avrà un futuro vivace soltanto se rafforzerà l’organizzazione delle reti sindacali globali.
Giulio Giorello, docente di Filosofia della Scienza presso l’Università degli Studi di Milano. È stato Presidente della SILFS (Società Italiana di Logica e Filosofi a della Scienza). Ha vinto la IV edizione del Premio Nazionale Frascati Filosofi a 2012. Dirige, presso l’editore Raffaello Cortina di Milano, la collana Scienza e idee e collabora alle pagine culturali del Corriere della Sera.
Giuseppe Sabella, direttore esecutivo di Think-industry 4.0, think tank specializzato in lavoro e welfare. Ha collaborato e collabora con diverse testate tra cui Il Sole 24Ore, il Sussidiario e Start Magazine. È spesso ospite del TGCom24 in veste di commentatore economico ed è autore di diversi saggi sui temi dell’industria e del lavoro. Per Cantagalli dirige la collana Nova industria. Edizioni Cantagalli 2019 pp. 96 euro 12

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Due terzi dei dipendenti italiani lavorano senza straordinari retribuiti

Posted by fidest press agency su giovedì, 11 luglio 2019

Il 30% degli italiani lavora tra le 6 e le 10 ore a settimana senza retribuzione. Questo uno dei dati che emerge dalla nuova ricerca di ADP “Workforce View in Europe”. Lo studio, che ha intervistato oltre 10.000 lavoratori europei e 1.400 in Italia, ha rilevato che gli impiegati europei lavorano in media quasi cinque ore (4 ore e 47 minuti) a settimana senza essere pagati.
ADP ha intervistato lavoratori in Francia, Germania, Italia, Paesi Bassi, Polonia, Spagna e Regno Unito, chiedendo quali sono le problematiche più attuali che devono affrontare sul posto di lavoro. La tematica dell’equilibrio tra lavoro e vita privata è al centro dell’attenzione da molti anni, eppure i risultati suggeriscono che i datori di lavoro ripongono ancora aspettative irrealistiche sui lavoratori, facendoli lavorare più a lungo del tempo previsto dal contratto e senza essere retribuiti.
Il 30% degli italiani ha dichiarato di lavorare “gratis” almeno 6-10 a settimana, un numero che su base mensile diventa di 24-40 ore, praticamente 3/5 giorni di lavoro in più al mese regalati. Il 20% dei lavoratori è più fortunato: solo 5 o meno ore in più a settimana. Vi è però anche un 7,3% che ha dichiarato di arrivare alle 11-15 ore in più a settimana, un numero davvero importante.Non vi sono particolari differenze tra i sessi, sia il 60% degli uomini che delle donne ha dichiarato di “regalare” ore di lavoro alla propria azienda.È la fascia 25-34 anni quella che fa più straordinari (66%), quella degli over 55 quella che ne fa di meno (55%).
Virginia Magliulo, General Manager Southern Europe Adp, ha commentato: “Nonostante l’importanza del benessere dei dipendenti sia stata più volte dimostrata, sembra che molti datori di lavoro non stiano neppure retribuendo equamente i dipendenti per le ore lavorate. È una tendenza preoccupante che rischia di esporre gli impiegati alla sindrome da stress lavorativo e a una diminuzione della motivazione, con impatti negativi a lungo termine sulla produttività e sulle prestazioni complessive”.

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Assunzioni: Saper scrivere bene in italiano

Posted by fidest press agency su lunedì, 1 luglio 2019

Facendolo con articoli, comunicati, post, relazioni – è giudicato molto favorevolmente dalle aziende che assumono giovani. Lo stesso vale per la capacità d’esprimersi con disinvoltura e buona dialettica in pubblico. Nella graduatoria delle competenze più richieste, che abbiamo stilato sulla base dell’attività quotidiana di OCL e del contatto costante con centinaia di imprese nazionali e internazionali, la conoscenza della lingua italiana si trova addirittura al secondo posto, a parimerito con l’attitudine al sapersi relazionare con gli altri. La prima posizione, com’è naturale, è occupata dalle skills digitali e tecnologiche. Tutto ciò, va precisato, al netto della conoscenza dell’inglese, ritenuta a dir poco fondamentale. Sono, questi, dati importanti, che OCL mette a disposizione di giovani, docenti e formatori». Lo ha reso noto Antonella Salvatore, presidente di Osservatorio Cultura Lavoro (OCL), e direttore del Centro di alta formazione e avviamento alla carriera della John Cabot University.

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Presentato in anteprima l’ultimo lavoro di Stan Lee

Posted by fidest press agency su giovedì, 27 giugno 2019

Audible, società Amazon leader nell’audio entertainment di qualità, sta per lanciare una delle ultime opere prodotte da Stan Lee. La storia, co-creata da Lee, Luke Liebermann e Ryan Silbert e narrata dalla voce inconfondibile di Francesco Pannofino, sarà disponibile solo su Audible in versione audio a partire da giovedì 27 giugno. Stan Lee, creatore dei più famosi super eroi che hanno appassionato milioni di lettori e spettatori degli ultimi 50 anni regala ai suoi fan un’ultima imperdibile avventura. Letta dalla voce di Francesco Pannofino, che, da narratore dei 7 titoli della serie di Harry Potter, ha raccolto giudizi unanimi eccezionali da parte degli ascoltatori Audible, Stan Lee’s Alliances: un gioco di luce racconta le origini di una nuova generazione di supereroi, protagonisti di un mondo tecnocentrico, altamente connesso, alle prese con l’eterna lotta tra be e il male.È la storia di una misteriosa giovane, Nia, il cui destino si intreccia con quello di un apparentemente ordinario adolescente del Midwest americano, Cameron Ackerson, la cui ricerca della celebrità su YouTube lo porta nel cuore del triangolo dei Grandi Laghi, dove riceve il potere di “vedere” e “sentire” una nuova realtà. Mentre il loro rapporto si approfondisce, Nia e Cameron cospirano per creare un universo online più giusto, dispensando giustizia grande e piccola, ma finiscono per imbattersi in una oscura organizzazione chiamata OPTIC, che li insegue per i suoi scopi nefasti. Nel frattempo, emerge una minaccia di proporzioni galattiche, che mette in pericolo l’esistenza stessa dell’umanità sfruttando il nostro desiderio individuale di connetterci come il mezzo stesso per distruggerci. Possono Nia, Cameron e Juaquo (il migliore amico di Cameron) salvarci dalla nostra rovina collettiva?Il titolo si unisce al già ricco catalogo Audible che conta, ad oggi, oltre 50.000 titoli e 200.000 ore di ascolto, a completa disposizione di tutti i lettori amanti del mondo dell’entertainment e dell’immaginazione, affamati di nuovi contenuti, desiderosi di più tempo per ascoltare, imparare e divertirsi.Un servizio premium e completamente digitale, anche offline, proposto agli utenti con una conveniente offerta “all you can listen”: un abbonamento mensile al costo di 9,99 €, gratis per i primi 30 giorni di utilizzo e con accesso illimitato all’intero catalogo. L’iscrizione è molto semplice: basta scaricare l’app o andare sul sito Audible.it e creare il proprio account, oppure utilizzare quello Amazon. Gli utenti che si abbonano potranno scaricare migliaia di contenuti audio senza interruzioni pubblicitarie, scaricabili e ascoltabili anche offline tramite i loro dispositivi mobile o tablet: in auto o sui mezzi pubblici, facendo sport, cucinando o intrattenendo i bambini durante un lungo viaggio in macchina o prima di dormire.

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Lavoro e intelligenza emotiva

Posted by fidest press agency su mercoledì, 26 giugno 2019

«Le soft skills, ovvero le competenze morbide (o trasversali), sono considerate fondamentali dalle aziende che assumono personale. Dimostrare, in particolare, intelligenza emotiva, si rivela ogni giorno sempre di più una carta vincente per trovare impiego. E anche per mantenerlo. È quanto constatiamo quotidianamente noi di Osservatorio Cultura Lavoro, promuovendo orientamento e formazione in tutta Italia. A questo proposito, l’ultimissimo report del World Economic Forum, che ha inserito stabilmente l’intelligenza emotiva fra le prime dieci soft skills necessarie sia nella vita sia nel lavoro, rappresenta un’autorevole conferma. Si tratta di una notizia che dovrebbe incoraggiare un’attenta riflessione nell’ambito dei settori educativo e formativo del nostro Paese».
Lo ha dichiarato Antonella Salvatore, presidente dell’Osservatorio Cultura Lavoro (OCL), e direttore del Centro di alta formazione e avviamento alla carriera della John Cabot University.«Possiamo dire con certezza che l’intelligenza emotiva – cioè saper comprendere e gestire le emozioni proprie e quelle degli altri, solo per citare un esempio – risulterà sempre più importante in un mondo del lavoro che cambia rapidamente, tanto da essere ormai imprevedibile», ha concluso Antonella Salvatore.www.osservatorioculturalavoro.com

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Come offrire un futuro ai giovani delle aree rurali

Posted by fidest press agency su martedì, 25 giugno 2019

Roma 26 giugno – 14:00-16:00 Iraq Room, sede della FAO, viale delle Terme di Caracalla presentazione del Rapporto dell’IFAD sullo Sviluppo Rurale 2019 – Creare opportunità per i giovani delle aree rurali.Circa 500 milioni di giovani vivono nelle aree rurali dei paesi in via di sviluppo e rappresentano circa la metà della popolazione giovanile di questi paesi. I giovani delle aree rurali sono soggetti a povertà, mancanza di opportunità di impiego e di accesso a terra, servizi, tecnologie e formazione.La sfida è particolarmente ardua nelle nazioni più povere del mondo, in particolare nell’Africa subsahariana, dove la popolazione giovanile è in rapida crescita. Questi paesi sono i più sprovvisti di risorse adeguate per offrire ai giovani lavoro e opportunità che consentano loro di costruirsi un futuro e avere un’alternativa a una vita di povertà o all’emigrazione.Il Rapporto dell’IFAD sullo Sviluppo Rurale 2019 – Creare opportunità per i giovani delle aree rurali presenta l’analisi più recente sulla popolazione rurale giovanile e offre suggerimenti ai responsabili delle politiche pubbliche su come investire al meglio per evitare di creare una “generazione perduta” di giovani.

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Trovare un nuovo lavoro

Posted by fidest press agency su sabato, 22 giugno 2019

I Millennials, nei primi 5 anni dopo il conseguimento della laurea cambiano, in media, poco meno di 3 posti di lavoro. A registrarlo l’ultimo report annuale stilato da LinkedIn, il social network più usato per motivi professionali. La generazione precedente, nel primo lustro dopo la laurea, si ‘limitava’ a cambiare 1,6 posti di lavoro in media ma econdo uno studio dell’agenzia Californiana di HR Robert Half, il 64% dei lavoratori statunitensi sarebbe costituito da ‘jop hoppers’, ovvero da ‘cavallette’ che cambiano con una discreta facilità il posto di lavoro: una cifra che pare aumentata del 22% in soli 4 anni. In effetti avere il medesimo posto di lavoro fino alla pensione è ormai un ricordo, più una caratteristica del passato che ormai poche persone vogliono – o possono – ripetere.
Ne consegue dunque che la ricerca di lavoro è un’attività continua, che molto spesso non termina nel momento in cui si viene assunti da un’azienda. Attraverso LinkedIn, visitando i portali di offerte lavorative, inviando delle autocandidature, i semplici impiegati come i manager non smettono di cercare un’occupazione migliore. Accanto a tutte questi lavoratori che vogliono far fare un passo avanti alla propria carriera, inoltre, ci sono ovviamente tutte le persone alla ricerca della prima occupazione, o che magari provengono da un lungo periodo di inattività, o ancora, che sono appena state licenziate dalla ‘vecchia’ azienda. Ogni giorno, in Italia, vengono dunque inviati migliaia e migliaia di curricula, i quali spesso si concentrano su poche offerte che calamitano l’attenzione di tutti.Non è quindi per nulla raro, per un addetto alla ricerca e alla selezione del personale, ritrovarsi a dover esaminare centinaia di curricula per trovare i migliori candidati, finendo per cestinare la maggior parte di questi per degli errori banali.
«Molto spesso delle candidature sono cestinate in pochi secondi, a causa degli errori presenti nel curriculum» spiega Carola Adami, head hunter dell’agenzia di selezione del personale Adami&Associati. «Talvolta le informazioni sono presentate in modo disordinato, altre volte sono presenti degli errori grammaticali, e altre volte ancora non vengono riportate o enfatizzate delle skills che, magari, il candidato possiede, ma che però non ha pensato di evidenziare».Certo, per trovare una nuova occupazione soddisfacente e in tempi brevi, non basta avere un buon curriculum vitae. Come ben sanno le persone che si sono ritrovate a cercare un nuovo lavoro negli ultimi anni, è importante curare in modo ampio il proprio personal branding: gli head hunter e i recruiter esaminano infatti non solo il curriculum ricevuto, ma fanno di più, ricercando il candidato online per valutare la sua figura sui principali social network, a partire da LinkedIn.«Per questo motivo la nostra agenzia di ricerca e di selezione del personale offre alle persone che ricercano un nuovo lavoro non solo un servizio di revisione del curriculum vitae, ma anche un servizio di rielaborazione del profilo LinkedIn, in modo da mettere in mostra le proprie doti migliori, rendendo così la propria figura più accattivante agli occhi dei potenziali datori di lavoro» spiega Carola Adami.E non è tutti qui, in quanto, oltre a curare la presenza online e il curriculum vitae di chi è alla ricerca di una nuova occupazione, gli head hunter di Adami & Associati – forti di una lunga esperienza nel selezionare i migliori candidati attraverso dei colloqui conoscitivi – si mettono a disposizione di tutte quelle persone che vogliono migliorare le proprie performance durante i colloqui, attraverso delle simulazioni di incontro.«Il colloquio di lavoro è un momento cruciale per chi cerca un nuovo lavoro» sottolinea Adami «e poter contare su delle simulazioni con dei professionisti dà la preziosa opportunità di individuare i propri punti di forza e di debolezza, e di gestire al meglio la prossima job interview». (fonte: ComunicatiStampa.net)

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Lavoro, crescono le richieste di laureati in medicina e Medici Specialisti

Posted by fidest press agency su martedì, 18 giugno 2019

Roma. Con un tasso di occupazione pari al 91,9% a cinque anni dal titolo e del 68% a un anno dalla laurea, i laureati in medicina si confermano tra i più richiesti, con il secondo dato in crescita del 4,3% rispetto all’anno precedente. É probabilmente guardando a numeri simili a questi che l’anno scorso il titolare del MIUR, ovvero il Ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca ha deciso di spostare più in là la soglia di immatricolazioni ai Corsi di Laurea in Medicina e Chirurgia, portando il numero massimo di iscritti dai 9100 dell’anno accademico 2017-2018 ai 9779 nell’anno accademico 2018-2019.Questo aumento, è vero, aveva suscitato le lamentele del sindacato Anaao giovani, il quale aveva sottolineato come non servivano più laureati in medicina, quanto invece più specialisti, allargando dunque non tanto i posti per i Corsi di Laurea in Medicina, quanto invece quelli per le scuole di specializzazione. In questo secondo caso, infatti, si contano solo 6.200 contratti di formazione specialistica ministeriali, escludendo così automaticamente più di 10.000 laureti in medicina dal percorso formativo post-lauream.
Va però sottolineato che il laureato in medicina non è richiesto solamente dal contesto squisitamente sanitario: il medico, infatti, non viene inquadrato unicamente negli ospedali e nelle cliniche. Certo, quello è lo sbocco principale, ma non è l’unico.
«Per i laureati in medicina esistono interessanti opportunità lavorative anche all’infuori delle tipiche strutture sanitarie: le aziende del settore farmaceutico, per fare l’esempio principale, sono alla continua ricerca di Medical Advisor. E ancora» spiega Carola Adami, amministratore delegato della società di head hunting Adami & Associati.«Le aziende biotecnologiche e le stesse aziende farmaceutiche hanno bisogno di profili in grado di comprendere le nuove opportunità di sviluppo scientifico, nonché capaci di interfacciarsi con i protagonisti del mercato sanitario: in altre parole, per i laureati in medicina vi è anche l’intrigante possibilità di diventare Medical Science Liaison, un profilo che sta conoscendo una crescita massiccia di richieste negli ultimi anni» aggiunge l’head hunter.
E se i laureati in medicina trovano sempre più spazio all’infuori delle strutture ospedaliere, va sottolineata anche la crescita di richieste per determinati specialisti: sono infatti in aumento le richieste di medici urologi e dermatologi, nonché di medici specializzati in medicina fisica e riabilitativa.

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Si fa sempre più intenso e concreto il lavoro di Fratelli d’Italia

Posted by fidest press agency su domenica, 16 giugno 2019

Avviene, tra l’altro, sul territorio cittadino di Capaccio-Paestum. Dalle Elezioni Politiche del marzo 2018 e fino alle ultime consultazioni che hanno riguardato il rinnovo del Parlamento Europeo e del Consiglio Comunale, il partito di Giorgia Meloni in città ha guadagnato ulteriori consensi.
Alle Politiche del 2018 il consenso si era attestato al 4,89% fino a raggiungere, dopo poco più di un anno, l’8,6% alle Europee e il 9,36% alle Amministrative.
Il dato comunale ha confermato la lista di Fratelli d’Italia come la più votata tra le liste della coalizione di centrodestra, a riprova dell’ottima attività di riorganizzazione a livello territoriale avviata un anno e mezzo fa, e consolidatasi lo scorso aprile con l’inaugurazione della sede locale di Fratelli d’Italia, Capaccio-Paestum.Tale risultato evidenzia come il partito di Capaccio-Paestum sia un presidio di fondamentale rilevanza in un momento di forte crescita.«A nome del Partito intendo ringraziare tutti i candidati, i dirigenti, i simpatizzanti e gli elettori di Capaccio-Paestum che hanno condiviso il nostro progetto contribuendo all’ottimo risultato di Fratelli d’Italia in città. Ad Angelo Quaglia, consigliere eletto di FdI, gli auguri di un proficuo lavoro in consiglio comunale – ha dichiarato Imma Vietri, Commissario Cittadino di Fratelli d’Italia a Capaccio-Paestum e Portavoce Provinciale del Partito di Giorgia Meloni –. Partiamo da questi risultati per portare avanti un progetto di ulteriore crescita. Lavoriamo ora a un’opposizione sana e costruttiva nell’interesse dei cittadini e del territorio».

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Posti di lavoro, aumenta la ricerca di Facility Manager

Posted by fidest press agency su sabato, 1 giugno 2019

Nell’Italia del lavoro negli ultimi anni ci sono state molte figure che si sono caratterizzate per una impennata di richieste da parte delle aziende italiane. Tra queste c’è senz’altro la richiesta dei Facility Manager, cioè profili manageriali che si occupano dell’utilizzo dei workplace, delle riparazioni, delle manutenzioni e degli interventi relativi all’efficienza energetica e alla qualità dell’ambiente. E questi, va sottolineato, sono solamente alcuni dei compiti principali di questi professionisti.La domanda di Facility Manager è aumentata negli ultimi anni, e continuerà a farlo in futuro. Del resto è lo stesso mondo del Facility Management a svilupparsi in modo continuo e accelerato: stando a un report Markets and Markets, per questo ambito si prevede una crescita dai 32.21 miliardi di dollari del 2017 ai 59.33 miliardi del 2023, con un Compound Annual Growth Rate (CAGR) dell’11.4%. Tutto questo è reso possibile dallo sviluppo degli strumenti più innovativi di Big Data e di Data Analysis, sempre più indispensabili per il Facility Manager.A confermare la crescente domanda di Facility Manager da parte delle imprese italiane è Carola Adami, amministratore delegato della società di head hunting Adami & Associati, che aggiunge che «la maggior parte delle aziende ha iniziato a capire che, per migliorare la produttività, è necessario contribuire alla qualità della vita all’interno dell’impresa, e questo è uno degli obiettivi chiave di chi si occupa di Facility Management».A spingere il Facility Manager al centro dell’attenzione degli amministratori e degli esperti di selezione del personale è il fatto che attorno a questa figura si congiungono i principali temi che stanno a cuore alle aziende in questo periodo: il Facility Manager ha infatti voce in capitolo per quanto riguarda la qualità degli ambienti lavorativi, la gestione dell’energia, la sicurezza aziendale e la gestione dei dati.
Come sottolineato più volte nell’ultimo periodo dagli esperti del settore infatti il Facility Manager non può più essere considerato come un costo per l’azienda perché si tratta di un ruolo chiave per il supporto del business.Così dalla mera missione di riduzione dei costi, il Facility Manager si è spostato verso nuove dimensioni strategiche e decisionali per l’azienda.
Ma quali sono i temi principali, le tematiche prioritarie che le aziende riconoscono al Facility Manager?
Si parla sempre più spesso di manutenzione predittiva, di efficienza energetica, di sicurezza e, guardando soprattutto al futuro – ma neanche troppo lontano – di data monetization. Da questo punto di vista, dunque, il Facility Manager è diventato una figura attraente per le imprese dei più differenti settori, dalle costruzioni alla manifattura, passando per il retail e per la ristorazione.Indubbiamente, però, è necessario essere in grado di selezionare il Facility Manager giusto per la propria impresa.
«Per gestire in modo ottimale gli spazi e i servizi integrati, il Facility Manager deve vantare grandi doti organizzative, una profonda conoscenza tecnica del settore, una spiccata managerialità e la capacità di sfruttare i più moderni strumenti per l’analisi dei dati» sottolinea Carola Adami.«Poiché questo professionista è chiamato a gestire e a ottimizzare tutti gli spazi che ci circondano, inoltre, è fondamentale riuscire a selezionare un professionista con uno sguardo a 360 gradi, peculiarità piuttosto rara e difficile da individuare».

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Uno spaccato sulle figure più influenti nell’ambiente di lavoro

Posted by fidest press agency su sabato, 1 giugno 2019

Relativamente all’ambiente lavorativo, i professionisti italiani individuano principalmente tre tipologie di persone come maggiormente influenti sulle scelte intraprese:
il competitor, inteso come il collega che generalmente ci pone delle sfide da affrontare durante le attività di lavoro;
la cheerleader (maschio o femmina), ovvero quel/la collega particolarmente brillante e sotto la luce dei riflettori, per attitudine e/o risultati professionali, sempre pronta a motivare e far sentire coinvolti i propri colleghi in ogni attività;
e il cosiddetto work bestie, ovvero l’amico/a del cuore sul posto di lavoro, quella persona in ufficio più solidale, con la quale ci confrontiamo nei momenti di difficoltà, festeggiamo insieme i successi lavorativi, e con il/la quale può capitare di uscire per un caffè o un aperitivo.

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Sentimenti di solitudine e distacco sul posto di lavoro

Posted by fidest press agency su giovedì, 30 maggio 2019

Negli uffici moderni, i professionisti sono sempre iper connessi: email, chat aziendali e Skype facilitano la comunicazione rapida, ma portano anche a una notevole diminuzione delle interazioni faccia a faccia. Comunicare attraverso l’uso della tecnologia sul posto di lavoro è sicuramente un vantaggio, ma può portare a un senso di isolamento e solitudine che, a lungo andare, nuoce alla serenità e al benessere dei dipendenti. È compito dell’azienda assicurarsi che ciò non avvenga, mantenendo il giusto equilibrio tra interazioni tecnologiche e relazioni vis a vis.Il senso di solitudine e distacco può avere un impatto diretto sull’impegno e sul benessere del dipendente portandolo, in alcuni casi, anche a decidere di dimettersi. L’infelicità sul posto di lavoro, infatti, è una delle principali motivazioni che spingono un professionista a cercare nuove opportunità di carriera. Questo può rappresentare un problema per l’azienda poiché, soprattutto in contesti altamente specializzati, la retention dei talenti migliori è fondamentale.
Lo smart working, ad esempio, è un vantaggio non indifferente sia per i dipendenti sia per i datori di lavoro in termini di costi e flessibilità. Tuttavia il contatto con i colleghi deve rimanere sempre parte integrante della vita lavorativa di un professionista. L’azienda deve assicurarsi che le risorse che lavorano da remoto siano presenti in azienda almeno una volta alla settimana, per arginare l’eventuale senso di isolamento che nasce dall’interagire con i propri colleghi solo attraverso computer e telefono.Per contrastare sentimenti di solitudine e distacco sul posto di lavoro, è importante:
1. Costruire una cultura aziendale volta all’inclusione di tutti i dipendenti;
2. Incoraggiare il dialogo sia tra colleghi sia tra dipendenti e manager;
3. Organizzare meeting periodici, includendo anche i dipendenti che lavorano da remoto;
4. Promuovere attività di engagement rivolte a tutto il team per incrementare il senso di appartenenza dei dipendenti.

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Università e mercato del lavoro

Posted by fidest press agency su mercoledì, 29 maggio 2019

Roma 6 giugno 2019 ore 9,00 Piazzale Aldo 5 Moro, Aula Magna L’obiettivo del Convegno è quello di accompagnare i principali stakeholder del sistema universitario nella riflessione su nuovi percorsi per migliorare la qualità della formazione superiore e l’accesso ai mercati del lavoro dei laureati, tenendo conto delle trasformazioni strutturali in atto, del quadro di incertezza sistemica e di “coopetizione” internazionale.Dopo i saluti istituzionali saranno presentati i due Rapporti annuali di AlmaLaurea, giunti alla loro XXI edizione, che quest’anno hanno coinvolto i laureati di 75 Università italiane.Il Rapporto sul Profilo dei laureati si basa su un’indagine che coinvolge oltre 270 mila laureati del 2018 e restituisce una fotografia analitica delle loro principali caratteristiche.Il Rapporto sulla Condizione occupazionale dei laureati si basa su un’indagine che riguarda oltre 630 mila laureati ed esamina la posizione raggiunta nei mercati del lavoro di Italia, Europa e resto del mondo dai laureati nel 2017, 2015 e 2013, intervistati rispettivamente ad 1, 3 e 5 anni dal conseguimento del titolo.Alla presentazione delle Indagini seguiranno tre tavole rotonde che approfondiranno rispettivamente i temi: “Verso un modello di università europea: la dimensione del placement universitario”; “Verso nuove connessioni tra università e industria: l’università italiana e lo scenario internazionale”; “Strategie di orientamento e manutenzione dei percorsi formativi per alimentare il successo occupazionale dei laureati”. Le conclusioni saranno affidate al Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca.

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Differenze di genere nel mondo lavorativo?

Posted by fidest press agency su martedì, 21 maggio 2019

In tutto il mondo ci sono solo 6 Paesi in cui si può affermare che le donne e gli uomini hanno gli stessi diritti. Parliamo di Francia, Belgio, Danimarca, Lettonia, Lussemburgo e Svezia.In tutti gli altri Paesi del globo, norme alla mano, le donne partono svantaggiate. A sottolinearlo ancora una volta è uno studio della Banca Mondiale, il rapporto “Women, business and the law 2019”, che ha dimostrato come a livello mondiale le donne possano vantare solo tre quarti dei diritti che sono invece riservati agli uomini.
In tutto lo studio ha analizzato 187 Paesi, tenendo in considerazione 8 diversi indicatori, in base ai quali misurare la parità – o meglio, la disparità – di diritti tra uomini e donne. Raccolti tutti i dati, ai singoli Paesi sono stati assegnati i relativi punteggi, da 0 a 100. A livello mondiale, il punteggio medio è di 74 punti, con i Paesi dell’Africa e del Medio Oriente a presentare i risultati peggiori.
Gli indicatori utilizzati dallo studio sono:“Going places”, che si riferisce alla libertà di movimento di uomini e donne, indicatore che in Paesi come Iran, Iraq, Arabia Saudita, Brunei e Cameron (e alcuni altri) non ha raggiunto nemmeno i 50 punti;“Starting a job”, indicatore influenzato grandemente dalla presenza o meno di norme contro le molestie sessuali, presenti in solo 35 Paesi;
“Getting paid”, sulle possibilità di effettuare lavori pagati in tutti gli ambiti;
“Getting Married”, parametro influenzato dalle norme che regolano il matrimonio nonché dalle leggi che puniscono le violenze domestiche;
“Having Children”, relativo alla presenza di norme che tutelano il lavoro dopo la gravidanza; “Running business”, che si concentra sulle reali opportunità di una donna di gestire un’attività in proprio, a partire dall’accesso ai finanziamenti; “Managing Assets”, relativo al diritto di proprietà e di ereditarietà;“Getting a Pension”, ultimo indicatore che confronta le condizioni pensionistiche di donne e uomini.Commentando i risultati finali del rapporto, la Presidente della Banca Mondiale Kristalina Georgieva ha sottolineato che «se le donne avessero pari opportunità rispetto agli uomini per raggiungere il loro pieno potenziale, il mondo sarebbe non solo più giusto ma anche più prospero».
Ma com’è la situazione in Italia? Stando al rapporto della Banca Mondiale, l’Italia presenta un punteggio che – se raffrontato alla media globale – è mediamente alto: il nostro Paese ha infatti raggiunto 94,38 punti, guadagnando il 22° posto, il quale resta comunque tra i peggiori a livello europeo.A pesare è soprattutto la differenza di stipendio tra uomini e donne, un gender gap che, nelle regioni settentrionali, si esplicita con una differenza fino a 880 euro.
«Le indagini degli ultimi anni hanno dimostrato che il gender pay gap complessivo in Italia è indubbiamente molto marcato» spiega Carola Adami, amministratore delegato della società di head hunting Adami & Associati «con gli ultimi dati Eurostat a confermare che la differenza salariale complessiva si conferma oltre il 43,%, una percentuale altissima, risultante da una presenza minima delle donne nelle posizioni di impiego con stipendi più alti».Non è dunque un caso se, nella classifica del World Economic Forum, l’Italia si piazza al 126esimo posto per quanto riguarda la differenza salariale.«Sono indubbiamente tanti i fattori che frenano le donne sul mercato del lavoro, a partire, per esempio, dal diverso congedo dal lavoro per madre e padre: il primo dura 5 mesi, il secondo 5 giorni, danneggiando inevitabilmente le prospettive di assunzione per le donne. Non è tutto qui: i datori di lavoro tendono ovviamente a premiare il lavoro fatto, finendo per incentivare gli uomini, i quali, dedicandosi mediamente meno a casa e famiglia, hanno una maggiore presenza fisica sul luogo di lavoro» » conclude l’head hunter Adami.

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Salute, Sicurezza sul lavoro e Ambiente

Posted by fidest press agency su martedì, 7 maggio 2019

Napoli mercoledì 8 maggio 2019 (ore 11.30) presso l’AGIS Campania (in piazza del Gesù 33 a Napoli), sarà presentata alla stampa l’attività promossa dall’ HSE Symposium 2019 sui temi della Salute, Sicurezza sul lavoro e Ambiente.L’incontro sarà incentrato sulla promozione del “concorso per idee” che, fino al 31 maggio, accoglierà progetti e proposte di innovazione sul tema e introdurrà le nuove linee tematiche da sviluppare in vista dell’evento nazionale programmato nel prossimo autunno.L’HSE Symposium è organizzato, a Napoli per il secondo anno consecutivo, dal Dipartimento di Sanità Pubblica dell’Università “Federico II” e dall’Associazione Europea per la Prevenzione, con il supporto di Ebilav, di Fondolavoro e di numerosi Ordini Professionali nazionali e territoriali.All’incontro prenderanno parte la prof.ssa Maria Triassi Direttore del Dipartimento di Sanità Pubblica dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria Federico II, il prof. Umberto Carbone, Presidente emerito del Corso di Laurea in Tecniche della Prevenzione dell’Università degli Studi di Napoli “Federico II”, Vincenzo Fuccillo, Presidente dell’Associazione Europea per la Prevenzione, Luigi d’Oriano, Presidente di Ebilav, Carlo Parrinello, Direttore di Fondolavoro. http://www.hsesymposium.it,

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Opportunità di lavoro per Medici di medicina generali nel Regno Unito

Posted by fidest press agency su sabato, 4 maggio 2019

La Brexit e le notizie sulle modalità di uscita del Regno Unito dall’Unione Europea hanno suscitato molto clamore. Poiché il sistema sanitario britannico da anni attrae l’attenzione del personale medico qualificato da altri stati dell’UE, molti medici si chiedono se la BREXIT possa impedire loro di prendere servizio nei centri medici nel Regno Unito. Tuttavia, tali preoccupazioni sembrerebbero ingiustificate, poiché il Servizio Sanitario Nazionale britannico (NHS) ha recentemente avviato una campagna per il reclutamento di migliaia di Medici di medicina generale da tutta Europa nei prossimi anni.
Il Regno Unito è ancora considerato terra fertile for lo sviluppo professionale sia per gli specializzandi che per medici di lungo corso. Si stima che migliaia di medici siano stati impiegati dal Servizio Sanitario britannico (NHS) per lavorare in tutto il Regno Unito.
Il Servizio Sanitario Nazionale sta soffrendo una grave carenza di personale. Pur svolgendo un ruolo vitale nel sistema sanitario britannico, il numero di Medici di medicina generale è davvero esiguo.Infatti, i medici nel Regno Unito hanno maggiori responsabilità delle loro controparti in qualsiasi altro paese europeo, quindi il Medico di medicina generale può fornire al paziente un programma terapeutico globale. Proprio per questo, la competenza di un Medico di medicina generale nel Regno Unito è estremamente elevata, infatti sono spesso considerati i pilastri delle varie comunità locali, dove godono ancora di profonda fiducia e rispetto.
Non c’è da meravigliarsi quindi se il Servizio Nazionale britannico ha lanciato la più grande campagna di reclutamento internazionale volta ad assumere diverse migliaia di Medici di medicina generale per offrire loro lavoro nel Regno Unito. Paragona, che in passato aveva già reclutato con successo diverse centinaia di medici da tutta Europa per lavorare negli ambulatori del Servizio Sanitario britannico, ha vinto la gara per poter reclutare personale proveniente da tutti i paesi europei. L’NHS ha assicurato sia a Paragona che ai medici stessi che le assunzioni sono in corso e che gli accordi fatti durante la BREXIT non avranno alcun impatto sullo sviluppo del progetto.”Vorrei assicurare a tutti i medici di medicina generale, provenienti dagli altri paesi europei, che sono i benvenuti e che i termini, le condizioni dell’offerta e del contratto di lavoro che firmeranno non saranno infranti o modificati a loro svantaggio. C’è una domanda pressante di Medici di medicina generale in Inghilterra, e il loro arrivo ci aiuterà ad affrontare questa richiesta. Qualunque cosa accada in relazione alla Brexit, il NHS continuerà ad aver bisogno di eccellenti medici da tutta Europa”- afferma Rachel Souter, Responsabile del reclutamento internazionale, NHS England.La prima fase di questo progetto è stata completata da Paragona con il successo del reclutamento di 25 Medici nel Lincolnshire nel nord-est dell’Inghilterra. Attualmente, l’azienda si concentra sul reclutamento di medici nelle Midlands Centrali, dove alla fine dovranno essere reclutati e formati 100 specialisti.

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