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Posts Tagged ‘lavoro’

“Obbligo di lingua francese viola il principio di non discriminazione e mette a rischio posti di lavoro nel ponente ligure”

Posted by fidest press agency su sabato, 15 aprile 2017

ParigiNel tentativo di ridurre il numero di lavoratori distaccati in Francia, alcuni enti regionali d’Oltralpe hanno reso obbligatorio l’uso della lingua francese sui cantieri pubblici. Si tratta della cosiddetta “Clausola Molière”, che era stata presentata come un emendamento alla normativa sul lavoro, ma rigettata dal parlamento francese nel 2016. La clausola è stata ora riproposta a livello locale dai presidenti di quattro regioni governate dalla destra: Île-de-France, Hauts-de-France, Normandie e Auvergne-Rhône-Alpes, e, solo pochi giorni fa, Alpes-Maritimes. A queste, si sono aggiunti anche molti Comuni.
Il provvedimento preoccupa molto Bruxelles: la Commissaria per l’Occupazione e gli Affari Sociali, Marianne Thyssen, ha rilasciato già il mese scorso un’intervista a “Le Parisien”, in cui ha dichiarato che nessuno Stato membro dell’Unione europea può decidere unilateralmente di non applicare la legislazione comunitaria in materia di libera circolazione dei lavoratori senza incorrere in una procedura di infrazione, chiarendo che considera la clausola una vera e propria violazione del principio di non-discriminazione.
All’Europarlamento, gli stessi deputati francesi dei Popolari hanno sollevato molti dubbi sull’introduzione di questa misura, che rischia di vanificare l’enorme lavoro in corso proprio in Parlamento sulla revisione della Direttiva sui lavoratori distaccati, che dovrebbe arrivare a compimento entro l’estate.“Siamo di fronte a una chiara violazione del principio di non discriminazione e della libertà di circolazione – sostiene Brando Benifei, eurodeputato ligure del Partito Democratico – “Una violazione che, peraltro, costituisce una grave minaccia per i posti di lavoro nel ponente ligure, con tanti nostri lavoratori frontalieri che da un giorno all’altro potrebbero non poter più accedere ai cantieri in cui hanno operato finora”.
Benifei ha depositato una interrogazione urgente alla Commissione europea, affinché questa chiarisca quali azioni intende intraprendere per arginare la spiacevole situazione. “Dopo anni di nostre insistenze – prosegue Benifei – finalmente abbiamo iniziato a rivedere la normativa europea, per garantire una migliore tutela dei lavoratori distaccati e abbattere il dumping sociale, e ora ci troviamo di fronte a un clamoroso e pericoloso passo indietro unilaterale. Bisogna monitorare con attenzione – conclude – gli sviluppi della questione in Francia e mi auguro che anche i candidati alle elezioni politiche francesi prendano una posizione pubblica chiara su questo tema, per evitare derive sovraniste e discriminatorie alla vigilia delle elezioni”.

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Nuove possibilità di entrare nel mercato del lavoro tedesco

Posted by fidest press agency su venerdì, 7 aprile 2017

amburgoAmburgo – Con il lancio di http://www.employland.de, piattaforma online in lingua tedesca e inglese, la start-up di Amburgo Employland crea nuove modalità per entrare nel mondo del lavoro in Germania. Questa innovativa sinergia fra agenzia per l’impiego e servizi legali facilita sensibilmente le possibilità di trovare lavoro in Germania per tutte quelle professioni regolamentate, come assistenti agli anziani, insegnanti, tecnici e molte altre. Employland si occupa del riconoscimento della qualifica e, nel caso di cittadini non UE, anche del permesso di soggiorno. Hans-Christian Bartholatus, fondatore e amministratore del nuovo portale online, ha dichiarato: “Abbiamo creato la piattaforma Employland con l’intento di spianare la strada per l’accesso al mercato del lavoro tedesco, ancora estremamente ricettivo, a personale qualificato con o senza laurea. Già adesso assistiamo ad una penuria di personale specializzato e questa situazione è destinata ad aggravarsi nell’immediato futuro. Non solo la ricerca di un impiego, ma, spesso, anche l’iter burocratico, necessario per il riconoscimento delle qualifiche, rappresentavano dei veri e propri ostacoli. Ed è proprio qui che entra in campo il nostro servizio Ready-to-work: aziende in Germania contattano direttamente il personale qualificato registrato sulla nostra piattaforma, mentre i nostri competenti avvocati offrono supporto durante l’intera procedura fino all’entrata in servizio.” Per poter assicurare il proprio elevato potenziale economico, la Germania ha bisogno di personale internazionale altamente qualificato. Sulla base dell’andamento demografico, lo IAB1 calcola che sia necessario l’arrivo di 400.000 persone ogni anno per poter mantenere costante il potenziale di forza lavoro anche a lungo termine.

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Flessibilità di bilancio: 6 miliardi di euro per lavoro, crescita e migrazione

Posted by fidest press agency su venerdì, 7 aprile 2017

bilancia pagamentiBruxelles. Il Parlamento europeo ha approvato mercoledì nuove regole per rendere più facile lo spostamento di fondi all’interno del bilancio UE pluriennale, in modo da poter meglio affrontare le sfide più incombenti come quella relativa ai migranti e per rafforzare la sicurezza, stimolare la crescita e creare nuovi posti di lavoro.I deputati hanno a lungo sostenuto la necessità d’introdurre una maggiore flessibilità all’interno del Quadro finanziario pluriennale (QFP), che si applicherà alla parte restante del bilancio pluriennale 2014-2020.“Il Parlamento si è detto giustamente a favore di una revisione del quadro finanziario pluriennale per rispondere alle nuove sfide che l’Unione europea si trova ad affrontare. Anche se la nostra ambizione, per l’entità delle modifiche, non è stata pienamente raggiunta, possiamo essere soddisfatti del risultato. Abbiamo vinto per la prima volta sulla revisione del QFP, che garantirà un miglior sistema di bilancio per il restante periodo. Abbiamo creato più spazi di manovra per rispondere alle nuove sfide. Abbiamo anche assicurato mezzi finanziari aggiuntivi per alcuni programmi e politiche dell’UE: i 6 miliardi di euro forniranno un sostegno aggiuntivo per le PMI, la ricerca, Erasmus+, per creare posti di lavoro per i giovani e migliorare la sicurezza dei nostri cittadini”, ha dichiarato il correlatore Jan Olbrycht (PPE, PL).“Accogliamo con favore la votazione della revisione che prevede, tra le altre cose, un supplemento di 1,2 miliardi di euro per la lotta alla disoccupazione giovanile entro il 2020. È solo un passo, ma un passo nella giusta direzione. Tuttavia, si sarebbe potuto anche andare oltre ed è ciò che cercheremo di fare nei futuri negoziati di bilancio”, ha aggiunto la correlatrice Isabelle Thomas (S&D, FR).Il progetto di regolamento sulla revisione intermedia del QFP è stato approvato con 470 voti favorevoli, 166 voti contrari e 66 astensioni.Le integrazioni, descritte in una dichiarazione congiunta del Parlamento europeo e del Consiglio che ammontano a 6.009 milioni di euro (15% di tale somma proveniente da riassegnazioni dei fondi e l’85% da risorse non assegnate), saranno così distribuite:3,9 miliardi di euro per misure relative alla migrazione all’interno dell’UE (2,55 miliardi di euro), come ad esempio la Guardia costiera UE, l’Agenzia per l’asilo e la riforma del sistema europeo di asilo, e per affrontare le cause esterne della migrazione (1,39 miliardi di euro), incluso il sostegno a investimenti in paesi terzi.2,1 miliardi di euro per il lavoro e la crescita, di cui la maggior parte per sostenere l’Iniziativa per l’occupazione giovanile con 1,2 miliardi di euro per il periodo 2017-2020. I fondi rimanenti saranno riservati alle infrastrutture per i trasporti, i programmi di ricerca, il supporto alle PMI e Erasmus+.In un’altra dichiarazione annessa del Parlamento, i deputati hanno chiarito che, tuttavia, le somme indicate nel pacchetto da 6 miliardi di euro sono “importi di riferimento che dovranno essere esaminati nel contesto della procedura annuale di bilancio, tenendo debitamente conto delle concrete circostanze di ogni bilancio annuale.”
In sostanza, il progetto di regolamento modifica il regolamento QFP del 2013 per rafforzare le varie disposizioni di flessibilità e gli strumenti speciali e rendere più semplice lo spostamento di una maggiore quantità di fondi tra i capitoli di bilancio e le annualità. L’obiettivo è di aumentare la capacità del bilancio UE di affrontare gli imprevisti e le nuove priorità nel contesto delle sfide persistenti all’interno e all’esterno dell’Unione.

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Roma perde lavoro: Raggi tace

Posted by fidest press agency su venerdì, 7 aprile 2017

alitaliaRoma “Anche di fronte allo stato di agitazione dei lavoratori e della lavoratrici Alitalia, dalla Sindaca Raggi nessuna parola. Come per le vertenze Almaviva, Sky, Tim,Trony: Roma perde posti di lavoro nel silenzio totale del suo Sindaco e della sua Giunta. Un silenzio inaccettabile che relega la Capitale ad un ruolo subalterno rispetto a politiche industriali e commerciali che la riguardano e coinvolgono migliaia di famiglie romane. Se a ciò aggiungiamo le scelte politiche sbagliate fatte sui nidi in convenzione e sul Terzo settore, nonché l’incertezza che regna sul destino di Multiservizi, il numero di famiglie romane il cui posto di lavoro è a rischio sale vertiginosamente. La Sindaca si dia una svegliata e chieda di aprire un tavolo di confronto. Difenda Roma, la sua economia e i suoi lavoratori. Siamo al vuoto politico. Una città intera attende che un gruppo di adolescenti in autogestione si assuma la responsabilità politica di guidare e amministrare una Capitale”. Così in una nota Marco Palumbo, consigliere dem di Roma Capitale.

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Lavoro: Dati Istat

Posted by fidest press agency su martedì, 4 aprile 2017

istatDichiarazione dell’onorevole Renato Brunetta, presidente dei deputati di Forza Italia:“La rilevazione mensile Istat del mercato del lavoro certifica chiaramente il fallimento delle politiche Renzi-Poletti. Infatti, si è sostanzialmente fermata – come anche segnalato dai dati Inps delle scorse settimane – la creazione di occupazione (solo 8mila nell’ultimo mese), meno persone si offrono sul mercato del lavoro (ed ecco perché diminuisce il tasso di disoccupazione, per cui vi è poco da fare trionfalismo) e crescono nuovamente gli inattivi.Non solo, se si voleva una conferma della capacità di drogare il mercato da parte degli incentivi del governo Renzi, il dato di questo mese mostra la perdita di occupazione tra gli occupati a tempo indeterminato e la crescita dei contratti a termine, un segnale di come le imprese stiano rivedendo le loro decisioni.Ad aggravare questo quadro concorre una sempre maggiore spaccatura del mercato del lavoro tra over 50 da una parte e tutto il resto dall’altra. Ai primi va attribuita, infatti, interamente la crescita dell’occupazione mentre le altri classi di età registrano perdite occupazionali.Desta preoccupazione certamente la situazione dei giovani e quella della classe di età tra 35-49 anni, in particolare delle famiglie con carichi familiari, dove si registra una perdita di occupazione nell’anno di oltre 100mila persone. Una tendenza molto pericolosa per la coesione sociale.Di fronte a questa situazione occorrerebbero risposte decise e strutturali. Apprendiamo, invece, che l’intenzione del governo è di continuare con politiche in deficit e con sgravi contributivi/fiscali, indirizzati ai giovani, temporalmente limitati e attraverso un meccanismo che appare molto complesso e farraginoso.E’ venuto il tempo di interventi strutturali sul costo del lavoro, indicando a Bruxelles un percorso di riduzione pluriennale da finanziare anche con un deficit di bilancio ma poi recuperando margini di efficienza nella PA e risorse da evasione fiscale, puntando sulla semplificazione del contratto di apprendistato che rappresenta per giovani e imprese una garanzia di entrata nel mercato del lavoro, sostenendo con un mix di interventi sul lavoro e sul welfare le famiglie italiane che non possono più permettersi capifamiglia disoccupati”.

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Alternanza scuola-lavoro, sempre più episodi di sfruttamento

Posted by fidest press agency su lunedì, 3 aprile 2017

scuolaIl problema esiste e persiste soprattutto per i licei che, a parte quelli con indirizzi già definiti, non fanno riferimento a specifiche realtà lavorative professionali, mentre gli istituti tecnici e professionali, già specializzanti, riescono a creare dei rapporti più diretti con le imprese. In questi ultimi giorni sono emerse esperienze di ragazzi che non hanno nulla di formativo. In Sicilia, dei giovani hanno denunciato di essersi ritrovati a fare i camerieri, i gelatai e le maschere del cinema. Oppur di servire hamburger ai tavoli e allevare cozze. O ancora, di fare i commessi per una nota casa di moda, in attesa che questa selezioni lavoratori all’altezza della situazione. La studentessa di un alberghiero di Bari è finita a lavare i bagni e a fare volantinaggio, per dodici ore consecutive. Non si tratta di casi isolati. L’Unione degli Studenti sta elaborando un dossier da presentare dopo Pasqua all’Usr della Puglia. Per il giovane sindacato è fondamentale che si realizzi a livello nazionale. Anche la Ministra si è detta d’accordo.Marcello Pacifico (Anief-Cisal): è fondamentale che si approvi da subito il decreto contenente il Regolamento sui diritti e doveri degli studenti impegnati in azienda. Senza quel regolamento-base nazionale, indicante le regole organizzative per svolgere gli stage presso gli enti accrediti dalla Camera di Commercio, gli studenti rimangono esposti ai fenomeni di mancata formazione e sfruttamento. Riteniamo anche importante rimettere mano al Testo Unico sulla sicurezza, il D.L. 81 del 2008, riguardante i piani predisposti dalle scuole organizzatrici e dalle aziende ospitanti gli allievi. Oltre a incentivare le aziende, operando assieme al Ministero del Lavoro.

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Mostra: “8 marzo 2017, donne e lavoro”

Posted by fidest press agency su martedì, 28 marzo 2017

Roma fino al 31 Marzo 2017 per la Giornata Internazionale delle Donne Sala della Biblioteca di Scienze della Formazione Via Milazzo 11 a Esposizione di libri con bibliografia. Quest’anno il tema per la Giornata Internazionale delle Donne è il lavoro “Women in the Changing World of Work: Planet 50-50 by 2030”. L’auspicio è che il globale cambiamento nel mondo lavorativo con le rivoluzioni tecnologiche e digitali e le conseguenti opportunità scaturite, porti con sé un maggiore sviluppo e rafforzamento delle condizioni e della qualità della vita lavorativa delle Donne.

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All’INAPP (ex ISFOL) licenziamento dei precari storici: 170 a rischio da aprile

Posted by fidest press agency su giovedì, 23 marzo 2017

poletti-giuliano-Legacoop_11L’INAPP (ex ISFOL) Ente Pubblico di Ricerca vigilato dal Ministero del Lavoro e delle politiche Sociali rischia nei prossimi giorni di licenziare i suoi precari storici per conto del Ministro Poletti. Il Jobs Act e la riforma delle politiche attive del lavoro (150/2015) in esso contenuta ha infatti previsto che il Ministero del Lavoro devolvesse tutte le sue risorse finanziarie e poteri decisionali in tema di lavoro alla neo Agenzia ANPAL. Era evidente che questo nuovo assetto avrebbe ulteriormente precarizzato l’INAPP in quanto sostenuto finanziariamente da un Ministero ormai senza portafoglio, dichiara Mari Enrico responsabile USB P.I. dell’INAPP.”Non possiamo accettare che l’inerzia del ministro Poletti porti al tracoloo funzionale ed economico l’INAPP. Dal primo aprile, 170, dei 190 lavoratori storici a tempo determinato dell’ente, rischiano lo stipendio e il licenziamento. Mai peggio di così nel dicastero oggi guidato da Poletti. E come non “udire” l’assordante silenzio del governo ed in particolare del presidente Gentiloni? USB reagirà con durezza a questa situazione. Abbiamo combattuto il Jobs act in piazza, abbiamo sconfitto Renzi nelle urne referendarie e non permetteremo che un’agenzia, sul cui ruolo dopo l’esito del referendum del 4 dicembre il governo dovrebbe aprire una seria discussione, possa condizionare la vita di centinaia di precari e di un Ente necessario alla committenza sociale”. “Il governo e il partito di maggioranza relativa devono da subito dimostrare che sono diversi da coloro che tentarono di chiudere un ente scomodo, ma proprio per questo necessario. Domani in assemblea determineremo le iniziative di mobilitazione come ai tempi di Berlusconi e costringeremo il Presidente del Consiglio ad intervenire” conclude Mari.

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Stati Uniti d’Europa. Sicurezza, laicità, lavoro e politica estera, dovrebbero essere gli argomenti

Posted by fidest press agency su mercoledì, 22 marzo 2017

europa-261011-cSicurezza, laicità, lavoro e politica estera, dovrebbero essere gli argomenti di dibattito che interessano milioni di cittadini italiani. Sono gli argomenti della campagna per le elezioni presidenziali in Francia che determineranno il futuro assetto dell’Europa. Da noi il dibattito langue, questo governo si trascina, il Parlamento approva una riforma dei Codici aumentando le pene per furti e rapine, dimenticando Cesare Beccaria (“Dei delitti e delle pene” 1764), il quale scrisse che “perché ogni pena non sia una violenza di uno o di molti contro un privato cittadino, dev’essere essenzialmente pubblica, pronta, necessaria, la minima delle possibili nelle date circostanze, proporzionata a’ delitti, dettata dalle leggi”. Secoli passati invano; meglio, per il Parlamento, fare leggi di pancia e di piazza. Sugli altri temi l’inconsistenza. Il che lascia spazio agli slogan tanto più efficaci quanto più si confrontano con il nulla. A giorni le celebrazioni dei Trattati di Roma che lanciarono l’Europa. Cosa si diranno?(Primo Mastrantoni, segretario Aduc)

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Mostra ‘8 marzo 2017, donne e lavoro’

Posted by fidest press agency su martedì, 21 marzo 2017

Roma Fino al 31 Marzo 2017 Sala della Biblioteca di Scienze della Formazione Via Milazzo 11 a Esposizione di libri con bibliografia. Quest’anno il tema per la gGiornata Internazionale delle Donne è il lavoro “Women in the Changing World of Work: Planet 50-50 by 2030”. L’auspicio è che il globale cambiamento nel mondo lavorativo con le rivoluzioni tecnologiche e digitali e le conseguenti opportunità scaturite, porti con sé un maggiore sviluppo e rafforzamento delle condizioni e della qualità della vita lavorativa delle Donne. http://www.sba.uniroma3.it

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Alternanza scuola-lavoro “Art & Science across Italy”

Posted by fidest press agency su lunedì, 20 marzo 2017

Università di Napoli “Federico II”JPGNapoli lunedì 20 marzo, alle 10.30, nella Sala del Consiglio di Amministrazione presso il Rettorato dell’Università Federico II, in corso Umberto I, 40, verrà presentato il progetto di alternanza scuola-lavoro “Art & Science across Italy” del network CREATIONS di Horizon2020 organizzato dall’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare e dal CERN di Ginevra.Alla conferenza stampa di presentazione prenderanno parte il Rettore dell’Ateneo Gaetano Manfredi, il Presidente dell’INFN Ferdinando Ferroni, l’Assessore all’Istruzione della Regione Campania Lucia Fortini, l’Assessore alla Scuola e all’Istruzione del Comune di Napoli Annamaria Palmieri, e il Direttore Generale dell’USR Campania Luisa Franzese. Pierluigi Paolucci, INFN/CERN, responsabile nazionale di “Art & Science across Italy” illustrerà il progetto che sul territorio è realizzato con la collaborazione e il patrocinio dell’Università Federico II, della Regione Campania, dell’Ufficio Scolastico Regionale, del Comune di Napoli, del Museo Città della Scienza, dell’Accademia delle Belle Arti di Napoli e della Società Nazionale di Scienza, Lettere e Arti in Napoli.
Interverranno il Direttore del Science Centre di Città della Scienza Luigi Amodio, il Direttore dell’Accademia delle Belle Arti di Napoli Giuseppe Gaeta, il Direttore del Dipartimento di Fisica della Federico II Leonardo Merola, il professore Rocco Gervasio dell’Ufficio Scolastico Regionale, e il Presidente della Società Nazionale di Lettere e Arti in Napoli Domenico Conte.
Il progetto di alternanza scuola-lavoro “Art & Science across Italy” è rivolto agli studenti del terzo e quarto anno dei Licei Classici, Artistici e Scientifici della città di Napoli.

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Alternanza scuola-lavoro, i privatisti non potranno fare la maturità e manca il regolamento che tutela gli stagisti

Posted by fidest press agency su lunedì, 13 marzo 2017

scuola-digitale-casnati-como-800x500_cMentre il Miur si limita a far sapere che grazie alla Legge 107/15 è più che raddoppiato il numero di iscritti alle superiori impegnati nella formazione aziendale, a distanza di 20 mesi non si hanno notizie della Carta dei diritti e dei doveri degli studenti. Quando, tra poco più di un anno, avremo la nuova maturità, viene da chiedersi come faranno i privatisti a essere ammessi e ad affrontare la prova orale, dal momento che non hanno svolto questo genere di attività formative divenute nel frattempo imprescindibili.
Marcello Pacifico (presidente Anief e segretario confederale Cisal): servono regole chiare e tutele vere per evitare che gli studenti rimangano esposti ai fenomeni di sfruttamento, di cui oggi purtroppo abbiamo spesso riscontro, così come bisogna dare risposte a chi si presenta da privatista. Oltre che far decollare l’interesse degli imprenditori: senza incentivi veri, ‘accesi’ anche dal Ministero del Lavoro, il progetto è destinato a naufragare.

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I giovani e il mercato del lavoro

Posted by fidest press agency su sabato, 11 marzo 2017

Felice TestaRoma. L’Università Europea di Roma organizza una tavola rotonda per analizzare gli effetti delle politiche del lavoro nazionali e territoriali e delineare l’evoluzione del mercato nei prossimi anni.Attraverso questa iniziativa l’Ufficio Orientamento e Job Placement dell’ateneo intende offrire agli studenti chiavi di lettura e strumenti nella ricerca delle opportunità professionali per il proprio futuro.
Il tema della tavola rotonda è “I giovani e il mercato del lavoro”. L’incontro si terrà martedì 14 marzo 2017, alle 11.00, all’Università Europea di Roma, via degli Aldobrandeschi 190.Intervengono Felice Testa, Professore Associato dell’Università Europea di Roma (“Il perché delle recenti riforme del lavoro”), Lucia Valente, Assessore al Lavoro, Pari Opportunità e Personale della Regione Lazio (“Le politiche attive del lavoro della Regione Lazio”), Domenico De Masi, Sociologo e Professore di Sociologia del lavoro (“Come evolverà il lavoro nei prossimi dieci anni”), Roberto Macina, CEO Qurami e Francesco Serventi, COO Croqqer (“Il lavoro che si crea: fare start up in Italia”).
Modera Marco Vitiello, Coordinatore GdL Psicologia del Lavoro, Ordine degli Psicologi del Lazio. (foto: Felice Testa)

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Internet e lavoro: la riscossa delle donne

Posted by fidest press agency su giovedì, 9 marzo 2017

internetRoma “La donna è il motore della società nella battaglia quotidiana. Ogni giorno è alle prese con il problema di dover coniugare i molteplici impegni familiari e di lavoro. Pertanto, diventa più che mai strategico il ruolo della mobilità e della sicurezza in città, asset fondamentali di una smart city”. Non usa mezzi termini Simona Vicari, sottosegretario ai Trasporti e alle Infrastrutture, intervenuta al convegno dal titolo “Digital Women”, organizzato dall’associazione Italian Digital Revolution presso la Biblioteca della Camera dei deputati, insieme ad altre esponenti di spicco del mondo delle istituzioni, della ricerca e dell’imprenditoria. “E quando si parla di smart city al femminile – spiega ancora Vicari – intendo riferirmi, soprattutto come donna, all’inclusione sociale che non può prescindere da una progettualità ‘women based’, che veda nelle donne sia le promotrici sia le utilizzatrici dei servizi digitali. Abbiamo ancora molto lavoro da fare per ridurre il digital gap tra uomini e donne e tra donne del Nord e del Sud. Per questo è fondamentale puntare sulla formazione digitale per avere cittadine consapevoli che possano sfruttare al meglio le nuove opportunità anche al fine di migliorare la propria qualità di vita”. Certo, ci sono realtà significative in quest’Italia digitale che stenta a risalire la china a livello europeo. E sono, in buona parte, tinte di rosa. A dimostrazione del fatto che la crescita del web offre alle donne opportunità di lavoro, oltre alla cancellazione di vecchi stereotipi in una rete che può rappresentare un’alleata al servizio del genere femminile nel processo di piena realizzazione delle pari opportunità. A beneficio anche della pubblica amministrazione. Riparte da qui dunque il dibattito sulle donne nell’universo multimediale ma, forse, in una chiave diversa dal recente passato. Nel senso che l’irruzione sulla scena di nuove professionalità sposta inevitabilmente in avanti il cuore del problema, rappresentato dal gender gap imperante anche nel settore delle competenze digitali. Risultato: ci sono sempre più donne preparate ed esperte in materia digitale, ma sono ancora poche quelle che ricoprono ruoli manageriali in istituzioni e in aziende tecnologiche. Si calcola infatti che in circa il 70% delle imprese meno del 25% delle donne ha incarichi tecnico-scientifici, alle quali viene riconosciuta maggiore capacità in termini di problem solving (la risoluzione di problemi concreti), di decision marking (lo studio dei processi di creazione delle decisioni) e di multitasking. “Siamo qui – afferma Milly Tucci, responsabile dell’osservatorio donne digitali dell’AIDR – per celebrare con quest’iniziativa, che si inserisce nell’agenda della settimana nazionale dell’amministrazione trasparente, un 8 marzo contemporaneo, fare il punto sull’uso di internet per migliorare la PA, il lavoro e anche la ricerca con alcune protagoniste di questa fase di cambiamento ‘disruption’. Sono infatti coraggiose le donne digitali e personalmente auguro una loro crescente presenza nei luoghi decisionali e di creazione di nuovi servizi, in quanto non perdendo la loro umanità e sensibilità le applicano al lavoro, alla tecnologia e alla politica per far fronte a problemi irrisolti”. Quali ad esempio la necessità di sconfiggere la resistenza culturale, ancora molto sentita, e di acquisire maggiori competenze con la scelta, da parte delle più giovani, di indirizzi di studio STEM (Scienza, Tecnologia, Ingegneria e Matematica).
Un recente rapporto compilato da S&P Global Market Intelligence e pubblicato dal Financial Times indica che il numero delle donne con l’incarico di amministratore delegato nelle 350 più grandi società europee quotate in Borsa è raddoppiato negli ultimi sette anni, ma rappresentano soltanto il 4 per cento del totale: in sostanza, erano 7 nel 2009, sono circa 15 oggi. Tuttavia prosegue la marcia di avvicinamento all’eguaglianza tra i sessi nelle stanze dei bottoni, come dimostrano gli Stati Uniti, dove, dal 2009 al 2016, le donne Ceo sono passate da 18 a 27. “Dati incoraggianti – sostiene Rosangela Cesareo, blogger e socia dell’AIDR – e iniziative come questa, in un giorno speciale come l’8 marzo, sottolineano il ruolo che la donna ha assunto nella nostra società, tra mille discriminazioni e difficoltà. Il digitale in Italia è ormai di colore rosa perché sono tantissime le donne che occupano ruoli di primo piano in questo settore e rappresentano delle vere e proprie eccellenze. Guardiamo ad esempio alle cosiddette ‘mamme digitali’: un fenomeno straordinario, testato tra l’altro dai numerosi studi eseguiti sull’argomento, che dimostra come le mamme italiane siano le più digitalizzate al mondo”.

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Elusione lavorativa e sfruttamento, se ne parla alle Acli Napoli

Posted by fidest press agency su venerdì, 3 marzo 2017

napoliNapoli Si terrà venerdì 3 marzo a partire dalle 16.30 in Via del Fiumicello, 7 la seconda lezione della scuola di formazione sociopolitica delle Acli Napoli sul tema “Lavoro nero e lavori grigi. Le formule elusive ‘bianche’ come luogo dello sfruttamento lavorativo”.
Il tema dell’elusione nei contratti di lavoro verrà trattato da Fiore Giordano, formatore ed esperto del settore e Ilaria Vitiello, della segreteria regionale della Uil Campania.
“Con questo seminario formativo – ha dichiarato Gianvincenzo Nicodemo, presidente delle Acli provinciali di Napoli – intendiamo esplorare quella particolare forma di sfruttamento che si nasconde nella quotidianità di tanti rapporti di lavoro, dietro una facciata di regolarità formale”. L’elusione cosiddetta “bianca” si può nascondere infatti in tutte le tipologie contrattuali. Ad esempio, sottolinea Maurizio D’Ago, della presidenza provinciale delle Acli Napoli “è diffusa la pratica di far firmare al lavoratore una busta paga anche della metà di quello che viene effettivamente corrisposto, via via attraverso forme sempre più grigie, fino alle forme più intense di sfruttamento lavorativo, come il caporalato che sta vivendo una nuova stagione di sviluppo”. La scuola di formazione sociopolitica delle Acli Napoli è intitolata “Generare cambiamento nella complessità” ed è aperta a volontari, operatori sociali e persone impegnate nella politica e nel terzo settore. La scuola è gratuita ed è giunta alla seconda edizione.

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Usb lancia un appello a chi lavora nei mass media

Posted by fidest press agency su domenica, 26 febbraio 2017

internetLa frammentazione del mondo dell’informazione e dei mass media ha ricevuto una forte accelerazione negli ultimi anni, anche grazie a – o a causa di – internet. Oggi occorre ripensare il ruolo della comunicazione e dei suoi operatori: i tanti professionisti e lavoratori che sui giornali, nel web, in radio e in televisione, negli uffici stampa e nelle agenzie di comunicazione, spesso con contratti precari e compensi iniqui, presidiano il diritto dei cittadini ad essere informati, e garantiscono, tra non poche difficoltà, il dibattito democratico in Italia.Senza equi compensi, senza autonomia, senza indipendenza dai “manovratori del consenso”, non può esserci una compiuta libertà di espressione e di informazione.La parcellizzazione di ruoli, competenze, attività ha indebolito ancora di più la forza contrattuale di chi opera nei mass media, all’interno dei quali sono sorte nuove figure professionali, mentre altre si sono contaminate o estinte, sullo sfondo di un quadro di riferimento normativo, soprattutto nella stampa tradizionale, che sembra aver smarrito la sua originaria vocazione e identità. Articoli, inchieste (sempre più rare perché scomode) foto, filmati, web, social media, ecc. hanno subito un processo centrifugo che li ha scagliati oltre il perimetro della comunicazione classica e dei suoi protagonisti, spesso ad unico appannaggio dei colossi di internet, con la conseguenza di un maggiore condizionamento degli stessi editori.Di fronte a questo mutato quadro, e agli scenari, anche inquietanti, che si aprono sul futuro della nostra democrazia – che sarà sempre di più una democrazia digitale – in cui il consenso andrà cioè formandosi sui new media, secondo USB diventa urgente e non più procrastinabile, anche alla luce del rinnovo del contratto di lavoro dei giornalisti, cercare una nuova rappresentanza degli operatori del settore, superando la vecchia logica monolitica della rappresentanza sindacale unica e unitaria, talvolta rimasta tale solo a parole.USB vuole perciò farsi promotrice, per la prima volta in Italia, di un’aggregazione di operatori dell’informazione e della comunicazione, a ogni livello e in ogni media, che intercetti e raccolga persone anche di estrazioni culturali diverse, anche lontane dalla matrice di USB, per favorire la nascita di un nuovo spazio di confronto. Una zona franca rispetto agli anacronistici sodalizi, che sia una casa comune di professionisti della comunicazione e di cittadini. Per riportare la democrazia dell’informazione al centro del dibattito politico e culturale.La conoscenza non è, per sua natura un privilegio di pochi. Essere consapevoli di ciò che accade nella società e nel mondo in cui viviamo, è un diritto inalienabile e irrinunciabile. E in quanto tale appartiene a tutti, senza distinzioni. Perché se la verità può essere anche rivoluzionaria, solo la democrazia ci consente ogni giorno di perseguirla e di difenderla.La prima tappa di questo percorso è un incontro-confronto di chi condivide i principi del nostro appello.

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Vita da cani. Piu’ dog sitter che insegnanti, il mercato del lavoro nel futuro Usa

Posted by fidest press agency su martedì, 21 febbraio 2017

animali-domesticiPromemoria per chi cerca occupazione: il mercato del lavoro del prossimo decennio avra’ piu’ offerte per chi si occupa di portare a passeggio i cani piuttosto che di insegnare ai bambini. Questa e’ una delle conclusioni del nuovo report del Conference Board di New York in merito ai cambiamenti della domanda dei consumatori –il motore principale dell’economia- per i prossimi dieci anni negli Stati Uniti.
L’analisi e’ tutta incentrata sulla demografia, ossia l’invecchiamento della generazione post guerra e il calo della natalita’ dopo la recessione. Il report prevede che la spesa per gli animali da compagnia crescera’ molto anche perche’ quelli che furono i baby boomers, ancora col ricordo dei bambini lasciati al nido, ora concentrano attenzioni e denaro sugli amici pelosi.
Se le spese in insegnamento caleranno per una crescita molto lenta della popolazione tra 5 e 24 anni, crescera’ quella nella sanita’ visto che aumenta del 50 per cento la popolazione statunitense tra i 70 e gli 84 anni. In crescita la spesa per giornali e libri, riparazioni della casa, mentre caleranno le spese per altri beni e servizi, come ristoranti e abbigliamento.
Sta avvendo “una riorganizzazione della mentalita’ dei consumatori” per i prossimi dieci anni, ammette Brian Anderson, coautore del report. (Donatella Poretti, consulente Aduc, cura la rubrica “Vita da cani”: http://avvertenze.aduc.it/vitadacani/)

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Arrivano i robot: serve un reddito per tutti

Posted by fidest press agency su lunedì, 20 febbraio 2017

robotIl Parlamento europeo ha approvato un rapporto sulla robotica. È la prima volta al mondo che un’assemblea eletta dai cittadini discute e vota un così importante tema. La quarta rivoluzione industriale apre le porte a un nuovo mondo basato sulla virtualizzazione e l’interconnessione di dispositivi intelligenti e dotati di supporto fisico. Il gruppo Efdd – Movimento 5 Stelle Europa vuole governare questo fenomeno che è irreversibile e ha contaminato con idee positive e innovative il rapporto già nel lavoro preparatorio della Commissione Industria, Ricerca ed Energia e della Commissione Giuridica.Il Parlamento europeo ha riconosciuto la preoccupazione del’impatto dell’automazione su istruzione, diritti dei cittadini, politiche sociali e occupazione, ma ci rammarichiamo della mancata approvazione – 328 contro 286 a favore – di un emendamento che ha rimosso dal testo originale la raccomandazione per tutti gli Stati membri a erogare un reddito di base generale. L’innovazione tecnologica deve essere messa a disposizione di tutti. Nessun cittadino deve restare indietro! Nonostante questa miopia politica da parte del Parlamento europeo, non ci arrendiamo! La battaglia del Movimento 5 Stelle continuerà nei prossimi mesi grazie alla discussione del rapporto sul reddito minimo, affidato in Commissione Occupazione e Affari Sociali a Laura Agea.Non regaleremo il futuro della nostra società a multinazionali pronte a sfruttare la tecnologia, non per ridistribuire ricchezza e benessere, ma per moltiplicare i loro affari.
– l’accesso alle nuove innovazioni tecnologiche deve essere garantito a tutti i cittadini. Nessuno escluso.
– lo sviluppo della robotica e dell’intelligenza artificiale deve avvenire con un impatto ambientale limitato. I robot devono essere alimentati da energie rinnovabili.
– un’agenzia Europea per la robotica e l’intelligenza artificiale deve fornire le competenze tecniche, etiche e normative necessarie per sostenere gli attori pubblici, così da essere pronti a sfruttare opportunità e sfide.
– bisogna avere un completo sistema di registrazione di robot avanzati che dovrà essere introdotto nel mercato interno dell’Unione.
– deve essere garantito un elevato livello di sicurezza e protezione dei dati personali insieme al rispetto per la privacy nella comunicazione tra gli esseri umani, robot e intelligenza artificiale.
– i robot medici possono ridurre i costi sanitari, consentendo così ai medici di spostare la loro attenzione nel trattamento della prevenzione, ma si pone l’accento sulla necessità di non disumanizzare le cure e di istituire comitati di robo-etica in campo medico.
– puntare sul miglioramento della sicurezza del lavoro con il trasferimento di una serie di compiti pericolosi e dannosi dall’uomo al robot.
– le auto intelligenti senza pilota devono seguire dei precisi principi etici che devono valere per tutti i robot e che sono la giustizia, la non malvagità, la benevolenza e l’autonomia. Si deve valutare la nascita di una assicurazione per i robot nel caso in cui siano responsabili di incidenti e la cui responsabilità non possa essere riconducibile ai produttori o ai proprietari/utilizzatori. (fonte: Blog Movimento 5 Stelle Europa)

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Allarme produttività negli uffici italiani

Posted by fidest press agency su domenica, 19 febbraio 2017

null9 lavoratori su 10 soffrono ogni giorno di un sensibile calo di energie. L’ora più critica per chi siede a una scrivania scatta mediamente alle 15.27: è quello il momento in cui la testa tende inesorabilmente a cedere alla forza di gravità. Il rimedio più diffuso, per sei italiani su dieci (58%), è quello del caffè, ma il 17% degli italiani confessa di concedersi un pisolino sul luogo di lavoro. E soltanto il 5% si alza per fare dell’attività fisica. È quanto emerge da una ricerca realizzata da Brooks Running, leader nel settore delle attrezzature sportive, su oltre 1.000 lavoratori italiani di età compresa fra i 18 e i 65 anni.“Invece che esagerare a pranzo o andare avanti a forza di caffè, per chi fa un lavoro sedentario la soluzione potrebbe essere una bella corsetta, spiega Susana Pezzi Rodriguez, Marketing Manager Brooks Italia. Tutti sappiamo che la corsa ha la capacità di aiutarci a non sentire il peso della vita quotidiana e di darci felicità, salute e motivazione. Ecco perché Brooks, con l’aiuto di diversi personal trainer, sta collaborando in tutta Europa con alcune aziende per collaudare delle pause running durante la giornata lavorativa”. Dalla ricerca emerge che l’84% dei lavoratori italiani non svolge alcuna attività fisica durante il giorno. In media un lavoratore italiano trascorre 5 ore e 7 minuti seduto alla propria scrivania, mentre il 20% raggiunge l’impressionante totale di 8 ore e oltre sempre seduto.Il crollo alla scrivania è una costante da nord a sud, che coinvolge tutti indistintamente senza differenze brooks1geografiche. I picchi si registrano in Emilia, dove il colpo di sonno in ufficio riguarda il 94,4% degli impiegati, in Calabria (94,9%), e, al primo posto, in Veneto (96,4%). Insomma, una repubblica fondata sull’abbiocco pomeridiano. La caduta verticale delle energie attorno alle 15.27 ha una durata che varia dai 22 minuti e 30 secondi del Molise ai 38 minuti e 45 secondi del Trentino Alto Adige (oltre 4 minuti in più della Sicilia, per dire, ferma a 31 minuti e 27 secondi). Un dato che ribalta, insomma, molti luoghi comuni.Questa eclissi dell’energia sul luogo di lavoro (la cui media nazionale è di 34 minuti al giorno) significa sull’anno un totale di 141 ore di scarsa produttività. “Inserire una ‘pausa corsa’ nella giornata lavorativa può cambiare drasticamente questo scenario”, afferma Daniel Fontana, atleta e personal trainer. “Tutti noi in alcuni momenti della giornata ci sentiamo svogliati o stanchi, o abbiamo semplicemente voglia di non sentire le pressioni della routine quotidiana. Una ‘pausa corsa’ ha il potere di trasformare una giornata all’insegna della noia e dello stress in qualcosa di completamente diverso. Correre per almeno 30 minuti durante la pausa pranzo lascia addosso una sensazione di felicità e motivazione che ha un’efficacia immediata in termini di energia nel corso della giornata”. (foto: BROOKS)

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Lavoro: le due facce dell’assistenza familiare

Posted by fidest press agency su venerdì, 17 febbraio 2017

Secondo i dati del CENSIS (49° Rapporto Censis sulla situazione sociale del Paese, anno 2015) in Italia i non autosufficienti sono 3.167.000 (il 5,5% della popolazione). Di questi, le persone con non autosufficienza grave sono 1.436.000. “Si tratta di cifre notevoli – commenta Lorenzo Gasparrini, Segretario Generale di DOMINA, Associazione Nazionale Famiglie Datori di lavoro domestico – con ricadute notevoli sulle famiglie ma anche sul mercato del lavoro”. “Da un lato – prosegue la nota – il 50,2% delle famiglie con una persona non autosufficiente ha a disposizione risorse familiari scarse o insufficienti e per fronteggiare il costo dell’assistenza oltre 561 mila famiglie hanno fatto ricorso ai propri risparmi o si sono indebitate. Dall’altro lato, va considerata anche la seconda faccia della medaglia, infatti, secondo i dati dell’osservatorio INPS sono aumentati gli italiani impiegati nel settore del lavoro domestico (24% sul totale dei lavoratori)”. “Per effetto della crisi economica – conclude Gasparrini – molte donne italiane, soprattutto nel Sud Italia, sono rientrate (o entrate per la prima volta) nel mercato del lavoro grazie alla grande richiesta che c’è nel settore domestico; non è un caso che la Ragioneria Generale dello Stato abbia stimato che la spesa per l’assistenza di lunga durata passerà dall’1,9% del PIL nel 2015 al 3,2% nel 2060 (Rapporto n.17, anno 2016)”.

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