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Quotidiano di informazione – Anno 31 n°56

Posts Tagged ‘lavoro’

Parte il “Path of excellence in international trade”

Posted by fidest press agency su lunedì, 18 febbraio 2019

Palermo dal 25 febbraio alle 9 al Collegio San Rocco in via Maqueda parte il “Path of excellence in international trade” con Carlo Cottarelli, Michele Geraci e docenti vietnamiti. Creare una forte, stabile e reciprocamente fruttuosa collaborazione tra il mondo del lavoro e gli studenti dell’Università degli Studi di Palermo. Con queste basi nasce e si sviluppa questa nuova edizione alla quale hanno accesso i migliori studenti del corso di Laurea Magistrale in International Relations della facoltà di Scienze politiche
Il primo appuntamento sarà aperto dal rettore Fabrizio Micari, insieme ad esponenti di Confindustria e Confcommercio. Seguiranno incontri con manager del marketing e della comunicazione internazionale, della logistica e dei trasporti, esperti di export e di finanziamenti per supportare le imprese nei processi di internazionalizzazione.
L’obiettivo pertanto è quello sia di fornire una “rete” di relazioni e conoscenze delle realtà professionali, imprenditoriali e istituzionali interessate nell’ambito degli scambi internazionali, utile per la loro collocazione nel mercato del lavoro, sia di integrare il piano formativo della laurea magistrale con contenuti specialistici extracurriculari, in cui la dimensione esperienziale è il punto di forza della docenza.
Tra gli appuntamenti da segnalare: il 12 marzo, incontro con docenti del Foreign Trade University di Hanoi sulle opportunità di business in Vietnam, il 12 aprile, incontro con Michele Geraci, Sottosegretario al Ministero dello Sviluppo Economico e professore alla New York University di Shanghai, il 7 maggio, incontro con l’economista Carlo Cottarelli.
L’evento è organizzato dal professore Salvatore Casabona, docente di Diritto comparato e scambi internazionali dell’Università di Palermo e coordinatore del Corso di Laurea magistrale in International Relations, «il “Path of Excellence in International Trade” rappresenta per i nostri migliori studenti una straordinaria occasione per entrare in contatto con il mondo delle professioni e delle imprese che operano in contesti internazionali. Il forte circuito di comunicazione e collaborazione costruito in questi anni si è tradotto in tassi di collocazione sul mercato del lavoro estremamente alti e lusinghieri, che nulla hanno da invidiare a quelli di prestigiosi atenei del nord Italia. Siamo pertanto molto felici di questa terza edizione e fieri di appartenere a un Ateneo che sin dall’inizio ha creduto e sostenuto i nostri sforzi per il bene dei ragazzi e della comunità».

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Due miliardi di giovani alla conquista del mondo del lavoro

Posted by fidest press agency su martedì, 12 febbraio 2019

Nati tra il 1995 e il 2012, nel pieno boom di Internet, abituati al multitasking e all’uso simultaneo di diversi dispositivi e ancora più interconnessi dei Millennials. Sono circa 2 miliardi in tutto il mondo e costituiranno oltre il 30% della forza lavoro entro il 2025. È questo l’identikit della Generazione Z, l’esercito di talenti del futuro che con il suo ingresso nel mondo del lavoro sta rivoluzionando l’approccio delle aziende, che devono riuscire ad integrare queste risorse nel miglior modo possibile. Ma quali sono gli ambiti su cui puntare per far esprimere al meglio il loro potenziale? Secondo gli esperti al primo posto c’è l’investimento in nuove tecnologie, come sottolineato dalla Varkey Foundation di Londra che, intervistando oltre 20mila giovani da 20 paesi, ha evidenziato come l’84% creda che la tecnologia possa contribuire a costruire un domani migliore. L’importanza dell’innovazione 2.0 è stata sottolineata anche da un report della Bank of America, secondo cui il 46% dei nativi digitali predilige i social come forma di comunicazione, anche lavorativa. Sviluppare iniziative di coaching favorendo il mix generazionale e prestare maggiore attenzione all’equilibrio vita-lavoro rappresentano ulteriori fattori chiave per spingere i nativi digitali ad entrare nel mondo del lavoro, come dimostrato dagli studi condotti dai ricercatori Claire Madden e David Stillman. Ma non è tutto. La promozione della Responsabilità Sociale è per il 94% degli appartenenti alla Generazione Z un aspetto prioritario nella scelta dell’azienda per cui lavorare. È quanto emerge da uno studio condotto da Sodexo sui Workplace Trend del futuro, presentato oggi in occasione dell’evento HR LAB – Human Capital Forum presso la LUM School of Management. “I nativi digitali della Generazione Z costituiscono una fonte di stimoli ed entusiasmo fondamentale per lo sviluppo e l’innovazione delle aziende – afferma Stefano Biaggi, Amministratore Delegato di Sodexo Italia, azienda leader mondiale nei servizi di Qualità della Vita – In Sodexo ci impegniamo per creare un ambiente di lavoro focalizzato sulle persone. Questo implica innanzitutto cogliere e rispettare le peculiarità del singolo collaboratore, consentendogli di esprimere in modo autentico il suo potenziale. Per questo Sodexo ha creato Eat, l’offerta di ristorazione progettata per soddisfare i bisogni specifici dei consumatori. Come in tutti gli aspetti della propria vita, i collaboratori si approcciano al momento del pasto con aspettative e desideri differenti tra loro: ecco perché il ristorante aziendale deve poter offrire prodotti e modalità di consumo differenti all’interno di uno spazio piacevole e funzionale, assecondando le spinte motivazionali e personali che guidano l’azione in quel momento”.Coltivare le potenzialità dei giovani rappresenta quindi un’importante leva per evitare un esodo di talenti all’estero. Ciò che è stato fatto finora però non basta. L’ultimo report ISTAT “Migrazioni internazionali e interne della popolazione residente”, ha stimato infatti come siano stati ben 28mila i giovani laureati italiani che nel 2017 hanno deciso di abbandonare il Paese per cercare nuove opportunità, a cui si sono aggiunti 33mila diplomati 25enni. Una scelta fatta da oltre 244mila giovani negli ultimi 5 anni, di cui il 64% con un titolo di studio medio-alto. Per Claire Madden, ricercatrice ed autrice del best seller Hello Gen Z: Engaging the Generation of Post-Millennials “I digitali sono in cerca di livelli equamente elevati di affermazione e coinvolgimento nelle interazioni sul lavoro. Gli appartenenti alla Generazione Z riescono ad adattarsi facilmente al contesto lavorativo e non hanno paura di trasformazioni e transizioni. Hanno solo bisogno di un ambiente in cui possano esprimere il loro potenziale e riuscire a portare innovazione”.Secondo gli esperti inoltre le organizzazioni dovrebbero sostenere l’ambizione della Generazione Z di lavorare e vivere a un ritmo veloce, senza trascurare però salute e benessere. Il 94% dei giovani coinvolti nel sondaggio della Varkey Foundation ha affermato infatti che il benessere psicofisico è tra i fattori più importanti. Le aziende che offrono benefit per spingere i dipendenti all’attività fisica, riducendo stress e monotonia, hanno maggiori possibilità di attrarre i nativi digitali. Favorire l’integrazione tra Generazione Z e Millennials rappresenta un altro punto fondamentale per le imprese, come evidenziato da Ralph Moore, professore di economia alla McGill University di Montreal che, in uno studio pubblicato su Psychology Today, ha evidenziato come il 77% degli appartenenti alla Generazione Z desideri ricevere consigli lavorativi da manager Millennials piuttosto che da Baby Boomers.Pensiero condiviso anche da David Stillman, esperto generazionale che nel suo recente studio Gen Z @ Work ha evidenziato come la ricetta per il successo delle aziende del futuro sia il mix tra la disponibilità alla collaborazione dei Millennials e la mentalità orientata al successo dei nativi digitali. “La Generazione Z è competitiva ed è cresciuta sapendo che non tutti possono essere vincitori. Sebbene preferiscano vincere per sé stessi, è sbagliato pensare che non lavorino bene con gli altri – ha affermato Stillman – Per ottenere il massimo, le organizzazioni devono avvalersi sia della mentalità collaborativa dei Millenials sia della motivazione della Generazione Z”. Dallo studio emerge inoltre che tra nati fra i primi anni ‘80 e la fine degli anni ’90, 6 su 10 sono pronti a dare il loro supporto alle nuove generazioni che si affacciano al mondo del lavoro.

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“Ieri, oggi, domani: dalla laurea al lavoro”

Posted by fidest press agency su martedì, 12 febbraio 2019

Parma Dal 13 febbraio all’8 aprile, all’Università di Parma, sei appuntamenti d’orientamento in uscita pensati per i laureandi e gli studenti degli ultimi anni del corso di laurea magistrale in Giurisprudenza, del corso di laurea in Scienze politiche e delle Relazioni internazionali e del corso di laurea magistrale in Relazioni internazionali ed europee, e incentrati sull’esperienza professionale di testimonial eccellenti legati alla città e all’Ateneo ma non solo. Il ciclo, organizzato dalla prof.ssa Lucia Scaffardi, Delegata per l’Orientamento in uscita del Dipartimento di Giurisprudenza, Studî Politici e Internazionali, s’intitola Ieri, oggi, domani: dalla laurea al lavoro. Incontri di orientamento con testimonial che hanno intrapreso rilevanti percorsi professionali, e si svolgerà per tutte le date nell’Aula della Bandiera della Sede centrale dell’Ateneo (via Università, 12) con inizio alle 11.30.
Mercoledì 13 febbraio 2019, ore 11.30, Aula Bandiera Dott. Carlo Alberto La Fiandra, vincitore di concorso in Magistratura Prof. Federico Spotti, Notaio in Parma
Lunedì 4 marzo 2019, ore 11.30, Aula Bandiera Avv. Enrica Gianola Bazzini, Ordine degli Avvocati di Parma
Mercoledì 13 marzo 2019, ore 11.30, Aula Bandiera Dott. Francesco Giliotti, Legal Vice President, Group Crisis Committee Coordinator, Group Data Officer, Barilla Iniziative S.p.A.
Lunedì 25 marzo 2019, ore 11.30, Aula Bandiera Ministro Plenipotenziario Ruggero Corrias, Chief International Officer, Snam S.p. A.
Mercoledì 3 aprile 2019, ore 11.30, Aula Bandiera Dott. Mauro Ambanelli, Legal Manager, Group Compliance & Data Protection Officer, Chiesi Farmaceutici S.p.A.
Lunedì 8 aprile 2019, ore 11.30, Aula Bandiera Dott.ssa Giovanna Pisani, Legal Assistant, Commissione Europea.

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I posti ben pagati che nessuno vuole

Posted by fidest press agency su lunedì, 11 febbraio 2019

Milano. Negli ultimi tempi parla tanto di disoccupazione e povertà in Italia, relativamente al reddito di cittadinanza, ma nessuno dice, o sa, che ci sono tanti posti di lavoro vacanti perché nessuno vuole occuparli.
A cominciare dal digitale visto che le aziende italiane hanno un grandissimo bisogno di profili digital, in grado dunque di sfruttare al meglio le nuove tecnologie e le nuove possibilità, a partire per esempio dai Big Data, Data scientist, Data architect, Sviluppatori software, Chief digital officer, Ingegneri informatici. Insomma, tutte figure che, almeno per ora, il nostro Paese sembra non essere in grado di offrire abbastanza.
Proprio per questo motivo, le aziende si affidano sempre di più ai servizi delle agenzie di selezione di personale, come ad esempio la società milanese di head hunting Adami & Associati, specializzate nella ricerca di figure poco presenti sul mercato.Come sottolinea la CEO e founder Carola Adami, infatti, «esiste un concreto e non trascurabile gap tra la domanda e l’offerta di lavoro, soprattutto per quanto riguarda le professioni tecnologiche». Questo significa che il fabbisogno delle aziende di determinate figure – come per esempio quello dei laureati in Information and Communications Technology – supera molto spesso l’effettiva disponibilità di tali figure.
Sarebbe però sbagliato pensare che le aziende italiane facciano fatica a individuare i soli laureati. «Si parla spesso della difficoltà delle imprese nell’assumere profili altamente qualificati, soprattutto per quanto riguarda le nuove professioni digitali». Ciononostante, spiega Adami, «va evidenziato il fatto che le aziende arrancano talvolta anche nell’individuare delle figure più tradizionali, che spesso tra i requisiti minimi non contemplano un titolo di laurea. Parliamo infatti di ruoli come il perito tecnico e l’elettrotecnico, o ancora, il falegname, il cablatore, l’idraulico, il manutentore, l’elettricista, l’estetista, il camionista e il panettiere».Proprio così: nonostante la recente crisi economica dal quale il Paese sta lentamente uscendo, permangono molti lavori che poche persone sono disposte a fare. Molto spesso, si tratta di ruoli che non richiedono particolari titoli accademici, e che garantiscono retribuzioni più che dignitose. Per molte professioni artigiane e per alcune professioni tecniche, infatti, le retribuzioni annue toccano i 40mila euro.Per quale motivo, dunque, gli italiani non sono disposti ad accettare questi lavori, e dunque a rispondere alle richieste delle aziende in cerca di manodopera?«Nella maggior parte dei casi le aziende hanno delle forti difficoltà nell’assumere tecnici, artigiani o lavoratori operativi perché, per molti giovani, il lavoro manuale corrisponde a un’occupazione umile, dal valore medio basso, e che in ogni caso richiede sforzi e sacrifici eccessivi. Per questo motivo, tali proposte di lavoro non vengono prese in considerazione, rimangono inascoltate, rallentando pesantemente i processi di recruiting delle aziende». Da qui, dunque, la necessità di affidarsi ai servizi delle agenzie di ricerca personale anche per la selezione di figure non altamente qualificate, per le quali, fino a qualche tempo fa, alcune imprese potevano pensare di agire in autonomia.«Sbaglia chi pensa che, con la rivoluzione digitale, le professioni artigiane siano destinate a scomparire. É vero il contrario: il bisogno di artigiani professionisti da parte delle imprese continuerà a essere impellente.
Tutt’al più questi stessi profili saranno chiamati a rinnovarsi e ad acquisire nuove skills, trasformandosi pian piano nei cosiddetti artigiani 4.0» conclude l’head hunter Adami.

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Lavoro: ecco i profili marketing più ricercati nel 2019

Posted by fidest press agency su mercoledì, 6 febbraio 2019

Milano. Chi si occupa di selezione del personale nell’universo del marketing non ha potuto non notare, negli ultimi mesi, la presenza di due diverse e – a prima vista – contrapposte tendenze.Da una parte le aziende si stanno infatti mobilitando per reclutare degli esperti con competenze innovative nel campo del digital marketing, per adeguarsi nel modo più veloce possibile alle esigenze e ai comportamenti di una clientela sempre più digitale. Dall’altra, invece, molte aziende hanno iniziato a rivolgere i riflettori verso gli esperti di marketing a tutto tondo, capaci dunque di impostare delle strategie impeccabili sia online che offline.
Ma quali sono – e quali saranno – i ruoli maggiormente ricercati dalle aziende in questo 2019?«Soprattutto per quanto riguarda il versante del web marketing, c’è un costante crescendo dell’attenzione dedicata all’esperienza degli utenti.Ne consegue che un buon numero di aziende ha iniziato ad assumere, al fianco degli ormai classici Chief Digital Officers, i cosiddetti CXO, ovvero i Chief Experience Officers: il loro ruolo è quello di assicurarsi che i clienti abbiano un’esperienza positiva nel rapportarsi al brand, ai prodotti e ai servizi dell’azienda».Altro ruolo emergente nel campo del web marketing è il Digital Brand Manager, il quale, come suggerisce il nome, è responsabile della definizione e dell’implementazione della strategia online di branding aziendale: «per il Digital Brand Manager» specifica Adami «si parla dunque di compiti come la gestione della brand awareness e la supervisione della presenza online aziendale».
«Già durante la seconda metà del 2018 c’è stato un crescente interesse nei confronti del Chief Growth Officier, il quale in molte aziende sta di fatto assumendo la funzione del direttore di marketing».Rispetto al Chief Marketing Officier, il CGO vanta una visione più ampia, che travalica l’ufficio marketing: per aiutare l’azienda a raggiungere gli obiettivi commerciali prefissati, questo profilo è portato a supervisionare anche le vendite e il prodotto stesso.Altra figura più tradizionale che sta tornando in voga è poi quella del Product Marketing Manager, il quale – lontano dall’essere un profilo puramente digital – è il responsabile dello sviluppo strategico dei prodotti o servizi offerti dall’azienda.
«Le aziende stanno chiedendo ai responsabili marketing di alzare e di allargare lo sguardo, puntando più decisamente il timone verso la redditività» conclude l’head hunter Adami «ed è da qui che nasce l’esigenza di assumere profili più completi».

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Lavoro e nuove tecnologie: una sfida etica per il futuro

Posted by fidest press agency su mercoledì, 6 febbraio 2019

Roma. 7 febbraio 2019, alle 10.00, l’Università Europea di Roma (via degli Aldobrandeschi 190) propone attraverso il Laboratorio di Diritto dell’Innovazione (InnoLawLab) del Corso di Laurea Magistrale in Giurisprudenza un’ampia discussione sui temi: “Le tecnologie che cambieranno la società e le professioni: intelligenza artificiale, internet delle cose, blockchain e 5G”.L’Italia ha infatti aderito il 27 settembre 2018 alla European Blockchain Partnership Initiative, promossa dalla Commissione UE con l’intento di creare una piattaforma europea basata sulla tecnologia blockchain per lo sviluppo di servizi pubblici digitali. La finalità è quella di elaborare una Strategia Nazionale per le DLT e la Blockchain. In coerenza con questo obiettivo il Corso di Laurea in Giurisprudenza dell’Università Europea di Roma con il Profilo in Diritto e gestione delle nuove tecnologie, dove nasce InnolawLab, vuole dare un contributo concreto e ridefinire le competenze necessarie per rispondere ai nuovi fabbisogni occupazionali.La legge di Bilancio 2019 ha quindi previsto (art. 1, comma 226) l’istituzione di un Fondo per favorire lo sviluppo delle tecnologie e delle applicazioni di Intelligenza Artificiale, Blockchain e Internet of Things, con una dotazione di 15 milioni di euro per ciascuno degli anni 2019, 2020 e 2021, per finanziare progetti di ricerca e sfide competitive in questi campi; questo investimento è un segnale chiaro di come questi temi occuperanno la scena politica e occupazionale dei prossimi anni.È interessante sottolineare che innovazioni come queste investono diversi campi del sapere non limitandosi solo a quello tecnologico: InnoLawLab ha l’ambizione di indagare gli aspetti legali in un’ottica di interdisciplinarità. Le, cosiddette, nuove tecnologie aprono un dibattito interessante anche sul mercato del lavoro: queste innovazioni bruciano posti di lavoro? Cambiano il “concetto di lavoro”? O piuttosto siamo davanti ad un’evoluzione delle competenze in grado di elaborare nuove proposte occupazionali e imprenditoriali? E come il mondo accademico può accelerare il proprio processo di innovazione per iniettare nuove competenze e professionalità? A queste e molte altre domande gli autorevoli relatori tenteranno di dare una risposta, attraverso un dibattito vivace e alla portata di professionisti e studenti.“Il nostro Ateneo – spiega il Prof. Alberto Gambino, Pro-Rettore dell’Università Europea di Roma, che si occuperà dell’introduzione ai lavori – è molto attento ai cambiamenti dell’economia, delle tecnologie e, di conseguenza, del mercato del lavoro ed è, da sempre, impegnato a definire proposte avanguardiste che abbiano una forte attrattività per i giovani, ma anche un’immediata spendibilità nel mondo del lavoro”.

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Lavoro e nuove tecnologie: una sfida etica per il futuro

Posted by fidest press agency su martedì, 5 febbraio 2019

Roma 7 febbraio 2019, alle 10.00, l’Università Europea di Roma (via degli Aldobrandeschi 190) propone attraverso il Laboratorio di Diritto dell’Innovazione (InnoLawLab) del Corso di Laurea Magistrale in Giurisprudenza un’ampia discussione sui temi: “Le tecnologie che cambieranno la società e le professioni: intelligenza artificiale, internet delle cose, blockchain e 5G”.
I Relatori che interverranno dalle 10:15 alle 11:00 sono: Laura Bononcini (Public Policy Director Southern Europe Facebook), Lisa di Feliciantonio (Head of Media Relations & Public Affairs Fastweb), Luca Piccinelli (Senior Marketing Manager Deputy Head of Italy Marketing Huawei), Pinar Serdengecti (Direttore Affari Regolamentari e Concorrenza Iliad Italia), Andrea Falessi (Responsabile relazioni esterne Open Fiber), Luisa Crisigiovanni (Segretario Generale Altroconsumo), Massimiliano Dona (Presidente Unione Nazionale Consumatori). Modera: Luigi Garofalo (Key4Biz).Nella seconda parte del convegno (dalle 11:00 alle 11:40) discuteranno: Luca Bolognini (Presidente Istituto Italiano Privacy), Giuseppe Busia (Professore InnoLawLab, Segretario Generale Garante Privacy), Marilu Capparelli (Legal Director Google), Stefano Da Empoli (Presidente I-COM – Istituto per la Competitività), Andrea Pontecorvo (Presidente Camera Civile Roma, fondatore IusLaw Webradio), Marco Scialdone (Professore InnoLawLab, Presidenza Camera Deputati), Guido Scorza (Professore InnoLawLab, Responsabile Regolazione Team Digitale Governo). Modera: Claudia Morelli (Altalex).A seguire, il Prof. Emanuele Bilotti, Coordinatore del Corso di Laurea magistrale in Giurisprudenza presenterà l’offerta formativa del Corso di Laurea.Conclude Claudio Cominardi, Sottosegretario di Stato al Ministero del lavoro e delle politiche sociali, con un intervento su “Rivoluzione tecnologica e futuro del lavoro”.Gli atti del convegno saranno inviati, come contributo fattivo, al MISE dove si è formato un gruppo di esperti per l’elaborazione della strategia nazionale sull’intelligenza artificiale e blockchain di cui fa parte anche l’Avv. Marco Scialdone, Dottore di ricerca e docente dell’Università Europea di Roma e relatore del convegno.
Ricordiamo che l’Italia ha aderito il 27 settembre 2018 alla European Blockchain Partnership Initiative, promossa dalla Commissione UE con l’intento di creare una piattaforma europea basata sulla tecnologia blockchain per lo sviluppo di servizi pubblici digitali. La finalità è quella di elaborare una Strategia Nazionale per le DLT e la Blockchain. In coerenza con questo obiettivo il Corso di Laurea in Giurisprudenza dell’Università Europea di Roma con il Profilo in Diritto e gestione delle nuove tecnologie, dove nasce InnolawLab, vuole dare un contributo concreto e ridefinire le competenze necessarie per rispondere ai nuovi fabbisogni occupazionali.
La legge di Bilancio 2019 ha quindi previsto (art. 1, comma 226) l’istituzione di un Fondo per favorire lo sviluppo delle tecnologie e delle applicazioni di Intelligenza Artificiale, Blockchain e Internet of Things, con una dotazione di 15 milioni di euro per ciascuno degli anni 2019, 2020 e 2021, per finanziare progetti di ricerca e sfide competitive in questi campi; questo investimento è un segnale chiaro di come questi temi occuperanno la scena politica e occupazionale dei prossimi anni.È interessante sottolineare che innovazioni come queste investono diversi campi del sapere non limitandosi solo a quello tecnologico: InnoLawLab ha l’ambizione di indagare gli aspetti legali in un’ottica di interdisciplinarietà. Le, cosiddette, nuove tecnologie aprono un dibattito interessante anche sul mercato del lavoro: queste innovazioni bruciano posti di lavoro? Cambiano il “concetto di lavoro”? O piuttosto siamo davanti ad un’evoluzione delle competenze in grado di elaborare nuove proposte occupazionali e imprenditoriali? E come il mondo accademico può accelerare il proprio processo di innovazione per iniettare nuove competenze e professionalità? A queste e molte altre domande gli autorevoli relatori tenteranno di dare una risposta, attraverso un dibattito vivace e alla portata di professionisti e studenti.
“Il nostro Ateneo – spiega il Prof. Alberto Gambino, Pro-Rettore dell’Università Europea di Roma, che si occuperà dell’introduzione ai lavori – è molto attento ai cambiamenti dell’economia, delle tecnologie e, di conseguenza, del mercato del lavoro ed è, da sempre, impegnato a definire proposte avanguardiste che abbiano una forte attrattività per i giovani, ma anche un’immediata spendibilità nel mondo del lavoro”.

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Circa 3 dipendenti su 4 stanno pianificando di trovare un nuovo lavoro nel 2019

Posted by fidest press agency su venerdì, 1 febbraio 2019

È quanto emerge da un recente sondaggio online condotto da Hays, azienda leader nel recruitment specializzato, che ha coinvolto circa 4.500 persone a livello internazionale.
Hays ha chiesto ai partecipanti se avessero intenzione di cambiare impiego nel corso del 2019 e il 78,1% degli intervistati ha risposto affermativamente. Tra coloro che si sono dichiarati alla ricerca di un nuovo lavoro, il 24% si è detto deciso a dare una svolta alla propria carriera perché ferma da diverso tempo nello stesso ruolo. Il 21%, invece, lamenta una mancanza di formazione e/o crescita professionale presso l’attuale luogo di lavoro.
Tra gli intervistati che non sono alla ricerca attiva di impiego, invece, 3 su 10 (32,5%) hanno affermato che prenderebbero in considerazione nuove opportunità professionali se venisse offerto loro un incremento in termini di salario o di benefit. Il 25,8% cambierebbe lavoro solo in vista di una migliore crescita professionale, mentre il 22,9% lo farebbe solo se il ruolo proposto fosse più dinamico e stimolante di quello attuale.“Dal sondaggio emerge chiaramente che il 2019 sarà un anno di svolta per un gran numero di professionisti – ha commentato Alistair Cox, CEO di Hays -. Molti di loro vogliono cambiare lavoro perché quello attuale non li soddisfa più o non permette loro di crescere professionalmente e questo è un segnale importante per le imprese. Manager e responsabili delle risorse umane dovranno impegnarsi e investire se desiderano fidelizzare i talenti migliori, dando loro la possibilità di cimentarsi in ruoli diversi all’interno dell’azienda e offrendo loro interessanti opportunità di carriera”.

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Lavoro, in Italia 193mila posti vacanti: “1 su 3 non sarà mai occupato”

Posted by fidest press agency su lunedì, 28 gennaio 2019

Milano. Checché se ne dica ad oggi in Italia ci sono aziende floride e di successo, che stanno ricevendo una pioggia continua di ordini sia dal nostro Paese che dall’estero e che necessitano urgentemente di nuova forza lavoro. Nonostante questo, quelle stesse imprese talvolta non riescono a lavorare a pieno regime, e si trovano perfino a bloccare gli ordini e a tenere spenta gran parte dei macchinari.
Questo accade perché tante piccole, medie e grandi aziende che non riescono a soddisfare la propria fame di talenti. Dice bene infatti il leader degli industriali Vincenzo Boccia quando afferma che «l’Italia non ha materia prime, ma ha capitale umano, conoscenza e talento, e su questo dobbiamo puntare per costruire il futuro del paese». Il problema è che spesso – troppo spesso – le conoscenze ci sono, ma non sono quelle giuste.Tutto questo, in un Paese che esce da una forte crisi economica e che continua a sbattere contro un altissimo tasso di disoccupazione giovanile, sembra davvero paradossale. Eppure è proprio così.«Le imprese trainanti la ripresa hanno ricominciato ad assumere, ma incontrano di frequente delle serie difficoltà nell’individuare dei candidati con le skills più adatte» spiega Carola Adami, founder e CEO della società di head hunting di Milano Adami & Associati, aggiungendo che «il mismatch tra offerta formativa e domanda delle imprese è un problema che rischia di formare un grave vuoto di competenze».A fotografare il ritardo accumulato dal nostro Paese nel formare specifici profili professionali ci pensa una recente indagine di Confindustria, presentata in occasione della venticinquesima giornata nazionale Orientagiovani. Stando a questo studio, nel triennio 2019-2021 saranno quasi 193mila i posti di lavoro vacanti nei settori dell’alimentare, ICT, meccanica, tessile, chimica e legno-arredo. Il problema, però, è che un terzo di questi lavoratori risulterà introvabile. È proprio questo il minaccioso ‘vuoto di competenze’ al quale ha accennato Adami.La soluzione a questa grave mancanza?
Alla luce di tuto questo diventa fondamentale, per le aziende di qualsiasi dimensione, affidarsi a dei veri specialisti per la ricerca del personale necessario, così da assicurarsi i migliori talenti disponibili sul mercato.
«Appoggiarsi a delle agenzie di selezione del personale esperte significa poter fare affidamento su un attento servizio di HR Investigation, il quale porta all’individuazione del profilo più idoneo in tempi brevi, a tutto vantaggio dell’azienda» sottolinea l’head hunter. In uno scenario in cui i talenti sembrano latitare, non riuscire a mettere le mani per primi su un candidato particolarmente preparato vuol dire lasciarlo alla concorrenza, e il danno rischia così di essere doppio.Nella maggior parte dei casi, i profili più difficili da individuare sono ingegneri, periti tecnici e operai specializzati, tanti ruoli non assegnati che rallentano le imprese non per mancanza di ordini, quanto per carenza di capitale umano.

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Sicurezza sul lavoro: specializzati 1.000 Consulenti del Lavoro

Posted by fidest press agency su lunedì, 28 gennaio 2019

Nel 2019 salgono a 1.000 i Consulenti del Lavoro che hanno scelto di formarsi nel delicato ambito della salute e sicurezza nei luoghi di lavoro, ampliando così la gamma dei servizi da offrire alle aziende clienti. Si tratta di una competenza trasversale, sulla quale l’attenzione della Categoria è altissima, come dimostra la grande partecipazione degli iscritti all’Ordine ai corsi promossi dall’Enpacl, in collaborazione con la Fondazione Studi Consulenti del Lavoro. Guardando agli ultimi dati disponibili sull’attività di vigilanza in materia di sicurezza, relativi all’anno 2017, sono risultate irregolari tre aziende su quattro (77,09%). Inoltre, secondo le stime elaborate dall’Osservatorio Statistico dei Consulenti del Lavoro sugli open data Inail sugli infortuni sul lavoro avvenuti nei primi 11 mesi del 2018 le denunce di infortunio durante l’attività lavorativa sono aumentate dello 0,5% rispetto allo stesso periodo del 2017. “In questo contesto – sottolinea la Presidente del Consiglio nazionale dell’Ordine Marina Calderone – il ruolo del Consulente del Lavoro è cruciale”.

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La fiducia nel mercato del lavoro cresce di 5 punti rispetto al 2017

Posted by fidest press agency su venerdì, 25 gennaio 2019

La fiducia nel mercato del lavoro aumenta rispetto allo scorso anno, ma non basta per rendere i lavoratori ottimisti. È quanto registra il “Confidence Index” ricerca condotta da PageGroup, società leader mondiale nel recruitment con i brand Page Executive, Michael Page e Page Personnel, che indica una crescita complessiva della fiducia in tema di prospettive individuali e di mercato.L’indice – ottenuto attraverso la somministrazione di 658 questionari in Italia* ai candidati per opportunità professionali a livello di middle e top management – è aumentato del 5%, passando da 40 punti nell’ultimo trimestre 2017 a 45 punti a fine 2018. Il dato, nonostante sia in costante crescita, risulta essere il più basso registrato in Europa. La Germania si posiziona al primo posto con un punteggio pari a 70, seguita da Svezia (69 punti) e Austria (64 punti), più vicine all’Italia invece Francia e Spagna, rispettivamente a 51 e 50 punti.Nello specifico, il 41% dei lavoratori è ottimista circa la possibilità di trovare lavoro entro 3 mesi dall’inizio della ricerca, dato che riscontra un incremento dell’11% rispetto allo scorso anno. I lavoratori italiani si dicono anche fiduciosi circa la possibilità di poter migliorare le proprie competenze lavorative nei prossimi 12 mesi (63%) – dato aumentato dell’8% dal 2017 –, di ricevere un aumento di retribuzione (43%) e avere un miglior work-life balance (40%). Dalla ricerca emerge una visione ottimistica sulle prospettive future dei prossimi 6 mesi, sia da un punto di vista lavorativo che economico, entrambi al 47% e in netto miglioramento rispetto alla percezione attuale di questi due parametri – rispettivamente al 37% e al 34%. Prospettive in chiaroscuro, invece, per gli indici che riguardano la soddisfazione lavorativa: se il 41% si ritiene soddisfatto della sicurezza del proprio lavoro solo il 35% è appagato dalle condizioni generali riscontrate e il 32% dal proprio salario. I lavoratori risultano inoltre ancora più insoddisfatti del proprio work-life balance (dato al 29%) e delle opportunità per ottenere una promozione (12%).

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Sale il numero dei totem digitali che permettono di trovare lavoro

Posted by fidest press agency su domenica, 13 gennaio 2019

A Modena arriva un’iniziativa unica per i giovani e per tutti coloro che cercano lavoro. Nella galleria del Centro Commerciale I Portali arriva “Jobbi”, il totem digitale di ManpowerGroup, che permette di accorciare le distanze fra la domanda e l’offerta di lavoro mettendo in contatto chi cerca lavoro con l’assistenza di operatori specializzati.
I totem Jobbi si contraddistinguono per il loro innovativo sistema Multi-Touch che consente agli utenti di consultare in maniera diretta ed efficace le offerte di lavoro disponibili e di gestire le pratiche amministrative legate ai contratti. La particolarità del Job Digital Kiosk sta nella possibilità di accedere ai servizi sia in modalità self-service, sia contattando in tempo reale un recruiter per ogni approfondimento e supporto nella ricerca, nel processo di candidatura o gestione di pratiche amministrative.

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“Nel 2018 si sono registrati più di 1450 morti sul lavoro

Posted by fidest press agency su sabato, 12 gennaio 2019

È quanto rileva l’Osservatorio Indipendente di Bologna morti sul lavoro. E facendo una media su base annua sono quattro persone al giorno che perdono la vita sul posto di lavoro o per incidenti durante il tragitto casa-lavoro.” Lo ha dichiarato in una nota Luigi FERRARA, Presidente di CONFASSOCIAZIONI Sicurezza. “In dieci anni, e cioè dal 2008, anno dell’entrata in vigore del Testo Unico sulla Sicurezza, sono morte più di 15mila persone – ha continuato FERRARA che è anche Presidente ANCORS, Associazione Nazionale dei Consulenti e dei Responsabili della Sicurezza sul lavoro -. Un bollettino di guerra che continuiamo a contrastare, ma a non debellare. Perché ciò che manca è la consapevolezza che la sicurezza sia un elemento fondamentale per la vita. Dobbiamo lavorare insieme per un mondo dove il lavoro significa salute e sicurezza, dove le persone si sentono protette ma non guidate dagli obblighi”. “Le leggi esistenti sicuramente servono, ma a fare la differenza è la diversa sensibilità culturale delle persone – ha proseguito FERRARA – ed è per questo che CONFASSOCIAZIONI e ANCORS insieme propongono la creazione di un’Agenzia Nazionale per la Sicurezza sul Lavoro e nelle Famiglie. Avere una cabina unica di regia, puntare alla semplificazione degli adempimenti formali previsti dalla normativa vigente per le PMI, coinvolgere tutti i cittadini in attività formative e informative per renderli consapevoli del rischio e attenti ai pericoli cui sono esposti, sono alcuni punti che riteniamo essenziali per dare soluzioni pratiche a questa grande piaga. Senza dimenticare la progettazione strategica di ulteriori livelli di prevenzione per il futuro di un mondo di sempre maggior interazione con i sistemi automatizzati. “La chiave di volta è semplice e concreta – ha affermato il Presidente di CONFASSOCIAZIONI SICUREZZA – , renderci consapevoli attori del nostro cambiamento. Due esempi su tutti: il fumo nei locali chiusi e le cinture di sicurezza. Per il fumo all’inizio si pensava inaccettabile il veto. Oggi non è più così, esistono aree dedicate per i fumatori come pure paesi nel mondo che lo inibiscono anche all’aria aperta, come la Svezia. Per quanto riguarda le cinture di sicurezza siamo a metà del percorso perché se è vero che quelle anteriori sono diventate una buona abitudine, siamo ancora lontani per l’uso salva vita dato da quelle posteriori”. “Tra i nostri obiettivi strategici – ha concluso il Presidente di CONFASSOCIAZIONI, Angelo DEIANA – c’è quello di garantire e diffondere il più possibile la cultura della prevenzione. E uno dei passi strategici verso tale obiettivo è stato il Protocollo d’Intesa tra CONFASSOCIAZIONI e Croce Rossa Italiana, presentato lo scorso dicembre a Roma nella Sala Stampa del Senato. Un primo passo formale che ha già in cantiere azioni pratiche come l’azione congiunta per far approvare una norma di legge che preveda la presenza obbligatoria di un defibrillatore in ogni auto nuova venduta perché le malattie cardiovascolari sono la prima causa di morte nel nostro Paese. Abbiamo aumentato la prevenzione con i seggiolini in auto che avvisano i genitori della presenza dei piccoli. Dobbiamo fare un ulteriore passo in avanti, inserendo l’obbligo di avere a bordo un defibrillatore con la necessità di frequentare un corso di primo soccorso, per chi vuole conseguire la patente di guida, un provvedimento da sempre auspicato dalla Croce Rossa. Una sola domanda semplice: quante vite potremmo salvare attraverso questa semplice misura?” (Dott.ssa Adriana Apicella Direttore Generale CONFASSOCIAZIONI)

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2019: i buoni propositi contro l’ansia e lo stress

Posted by fidest press agency su giovedì, 10 gennaio 2019

Il lavoro, la casa, la famiglia, tanti impegni sempre più numerosi che si accumulano e troppo poco tempo per conciliarli. Il 2018 ha portato alla luce le problematiche di quello che l’Ordine Mondiale della Sanità ha definito il “Male del XXI secolo”: lo stress. Secondo lo studio dell’OMS oltre il 40% della popolazione soffre di questo disturbo ed in Italia quasi l’85% delle persone dichiara di sentirsi più stressata rispetto all’anno precedente. ManoMano.it, il più grande e-commerce europeo di fai da te e giardinaggio, propone una serie di consigli facili da realizzare per alleviare l’ansia e cominciare il 2019 con uno slancio sereno e positivo.Trovare un’attività stimolante e creativa può essere una soluzione per scaricare lo stress accumulato durante l’arco della settimana. Secondo uno studio, infatti, concentrarsi su gesti semplici e ripetitivi aiuta la distensione del corpo, riduce l’ansia e distoglie la mente delle preoccupazioni. Il bricolage, per esempio, è un esercizio in grado di favorire il rilassamento e regalare sensazioni di calma e tranquillità. Dare libero sfogo alla propria creatività non è soltanto un ottimo esercizio per stimolare la mente ma una soluzione personale e fantasiosa per liberarsi dalle scadenze della vita professionale. Inoltre, la realizzazione di un lavoro fatto con le proprie mani corrisponde al raggiungimento di un obiettivo ed aumenta l’autostima e la considerazione di sé stessi.Il contatto con la natura e le attività svolte all’aria aperta sono da sempre l’antidoto migliore per sfuggire alla frenesia della vita moderna. In questo senso, un recente studio dell’Università di Harvard ha affermato che la cura dei fiori e delle piante è un ottimo esercizio per combattere la tensione e ridurre lo stress. Il giardinaggio è considerato da qualche tempo una vera e propria terapia poiché, grazie ad operazioni come la ricerca e l’organizzazione degli spazi, induce una sensazione di sollievo e benessere. La capacità di tenere in ordine fiori e piante migliora la qualità dell’attenzione ed il contatto con il verde diventa di per sé un fattore di calma e rilassamento.Praticare dello sport in maniera attiva e regolare è il modo più efficace per ritrovare la calma e trovare un momento da passare con sé stessi. Da tempo è dimostrato che, oltre a provvedere alla salute del corpo, alcune attività sportive stimolano il rilassamento e sono in grado di far diminuire i sintomi da ansia e stress. Gli esercizi di respirazione dello yoga, per esempio, sono utili a calmare la mente ed aiutano gli individui a liberarsi dalle situazioni stancanti e negative. Anche il running porta diversi benefici: i movimenti della corsa assumono gli stessi effetti della meditazione ed un loro esercizio continuo e costante può potenziare la capacità di memoria e migliorare la qualità del riposo notturno.
Un’alimentazione sana e regolare è fondamentale per restituire al proprio corpo nuova linfa ed energia. Quella del cibo è una terapia ormai riconosciuta e negli ultimi anni molte persone hanno trovato nella cucina una soluzione per ridurre i problemi causati dal nervosismo e dallo stress.Oltre a comportare degli effetti benefici per la salute, concentrarsi nella preparazione dei cibi aiuta a distrarsi dai momenti negativi e migliora le capacità di apprendimento. Se una ricetta ben fatta è spesso garanzia di felicità e soddisfazione, cucinare per altre persone e consumare i pasti realizzati in compagnia provoca un miglioramento dell’umore ed avvia un procedimento utile per trovare fiducia in sé stessi condividendo momenti di serenità e sintonia.La casa è l’ambiente in cui trovare riparo al termine della giornata ed è il luogo che più rappresenta lo stile e la personalità delle persone. Per questo creare uno spazio confortevole e accogliente può essere uno stimolo efficace per rilassarsi e distogliere l’attenzione dalle problematiche quotidiane. Sistemare le stanze, scegliere nuovi colori e decidere i materiali per un nuovo arredamento sono tutte attività in grado di incidere sul benessere e migliorare il proprio umore. Trascorrere del tempo a progettare piccoli aggiustamenti per la propria casa poi, stimola la creatività e risulta una valida alternativa alla vita caotica della città.

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Campidoglio: prosegue lavoro per rafforzare organico supplenti

Posted by fidest press agency su mercoledì, 2 gennaio 2019

Roma L’Amministrazione capitolina sta mettendo in campo una serie di azioni di sistema con l’obiettivo di sanare il vulnus storico di Roma Capitale relativo alla carenza di supplenti.
È stato bandito un concorso cui hanno aderito circa 10mila candidati. Sulla base delle candidature pervenute è stata elaborata una graduatoria unica per titoli ed esperienza professionale che assicurerà fin da subito la possibilità di inserimento di almeno 500 nuovi supplenti.Per la prima volta è stato inoltre elaborato un Regolamento di Roma Capitale in tema di supplenze. Il testo consentirà a Roma Capitale di diventare la prima realtà ad abbandonare il contratto a chiamata, a tutela dei diritti delle lavoratrici e dei lavoratori e introdurrà misure tendenti all’ottimizzazione delle risorse disponibili. Il Regolamento verrà discusso e finalizzato con le organizzazioni sindacali durante un incontro che si terrà il 10 gennaio.È stato inoltre fissato il budget spesa per gennaio relativo alle supplenze, che permette a ogni Municipio di disporre di finanziamenti certi sulla base del trend storico registrato negli anni precedenti. Così, in una nota, il Campidoglio.

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Rinnovo del Contratto nazionale di lavoro per i dipendenti di aziende editrici e stampatrici di giornali quotidiani ed agenzie di stampa

Posted by fidest press agency su sabato, 22 dicembre 2018

Il nuovo Contratto, che entrerà in vigore il 1 gennaio 2019, vede la luce a quasi dieci anni dall’ultimo rinnovo, apportando un profondo rinnovamento a molti istituti contrattuali, con l’obiettivo di rendere la regolamentazione dei rapporti di lavoro più adeguata a un settore in profonda trasformazione e più in linea con le esigenze delle aziende editoriali, come dichiarato dal Consigliere Incaricato per i problemi sindacali, Franco Capparelli.Particolare attenzione è stata posta sui temi della flessibilità nella prestazione di lavoro e nella creazione di nuove figure professionali adeguate alle nuove piattaforme multimediali. È stato concordato inoltre un protocollo sulle nuove assunzioni per incentivare nuovi ingressi nel mercato del lavoro.Per i lavoratori il rinnovo comporta un aumento di 90 euro di retribuzione, l’introduzione di una forma di assistenza sanitaria a carico delle aziende, oltre ad una una tantum di 300 euro che verrà erogata all’entrata in vigore del contratto.Il Presidente della Fieg Andrea Riffeser Monti ha espresso “profonda soddisfazione per la firma del contratto collettivo, che costituisce un’importante novità attesa da aziende e lavoratori, e che rappresenta anche la condizione per avviare con le OO.SS. un percorso di confronto sul futuro del settore, anche nella prospettiva di un contratto di filiera che comprenda editoria, grafica e carta”.

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Aumentano i giovani che si fermano alla scuola media e non trovano lavoro

Posted by fidest press agency su venerdì, 21 dicembre 2018

Lo dice il sesto rapporto Istat Bes 2018 “Il benessere equo e sostenibile in Italia”, pubblicato in queste ore: lo scorso anno i giovani di 18-24 anni con la licenza media che non sono inseriti in un percorso di istruzione o formazione erano il 14%, lo 0,2% rispetto al 2016. Il vero dramma è al Sud Italia, a partire dalla Sicilia, dove la quota di mancata partecipazione al mercato del lavoro e occupazionale raggiunge il 40,8%: dieci volte di più rispetto a Bolzano. Anche la percentuale di persone di 25-64 anni con almeno il diploma è molto più bassa della media europea (60,9% contro 77,5%). Marcello Pacifico (Anief-Cisal): questi dati Istat ci confermano le difficoltà dei giovani nati nelle aree del Paese prive di agenti culturali e di quel sostegno sociale necessario a supportare giovani che presentano difficoltà a scuola e appartenenti a famiglie non in grado di sostenerli. È in questi contesti che diventa decisivo introdurre il tempo pieno e prolungato: un obiettivo che non si può di certo centrare assumendo appena 2 mila maestri alla primaria ogni anno. Servono poi organici differenziati per territorio, con maggiorazioni da prevedere nelle zone a rischio, con alto tasso dispersivo e di stranieri; puntare alla continuità didattica, attraverso l’assorbimento del precariato con la riapertura delle GaE, operazione indispensabile per evitare i licenziamenti dei docenti precari abilitati; legiferare sull’innalzamento dell’obbligo scolastico a 18 anni, con contestuale anticipo dell’avvio scolastico a 5 anni.

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Lavoro giovani: Cresce la richiesta di competenze digitali e tecnologiche da parte delle aziende

Posted by fidest press agency su mercoledì, 19 dicembre 2018

Le esperienze di volontariato sono giudicate con favore dalle aziende, perché denotano, nel giovane che cerca lavoro, un atteggiamento propositivo, la tolleranza allo stress e un’intelligenza emotiva. Il dato, forse in apparenza singolare, è stato riscontrato dal Centro di avviamento alla Carriera (Career Services) della John Cabot University (JCU) – fra le maggiori università americane in Europa, con sede nel cuore di Roma, a Trastevere – che tiene contatti quotidiani con 607 imprese, nazionali e internazionali (il numero è in costante crescita).
Il Centro di avviamento alla Carriera organizza tre Career Fair (Fiere della Carriera) ogni anno. In questi appuntamenti, gli studenti e i neolaureati incontrano, per dei colloqui di lavoro (più di uno nell’arco della stessa giornata), i responsabili delle assunzioni delle imprese partner, attive in un ampio ventaglio di settori, fra cui: grande distribuzione, digitale e innovazione, trasporti, turismo, comunicazione, profit e no profit, consulenza aziendale.Le statistiche elaborate in chiusura del 2018 dicono che, al netto della conoscenza della lingua inglese, considerata a dir poco fondamentale, le competenze (skills) più richieste dalle aziende sono quelle digitali e tecnologiche, con una tendenza in rapida crescita: dal 37% del 2017 al 45% di quest’anno. E la percentuale è destinata a salire: la previsione per il 2019, sulla base di un campione inerente le posizioni lavorative e di stage ottenute dagli studenti a partire dal prossimo gennaio, è del 55%. Al secondo posto fra le skills più richieste, a “parimerito” potremmo dire, ci sono la capacità di saper scrivere (articoli, comunicati, post, relazioni) e l’attitudine alle pubbliche relazioni.Le statistiche 2018 riguardanti in particolare i Career Fair, dicono che 8 laureandi su 10 (quindi l’80%) trovano una posizione di stage o di lavoro durante gli incontri con le imprese. Il trend è positivo e in crescita, considerando il quinquennio di riferimento 2013-2017.Nel dettaglio, l’80% è così distribuito: il 33% dei giovani ottiene una posizione lavorativa nell’area digitale e innovazione; il 17% in campo amministrativo; il 16% in politica, affari internazionali e negli uffici legali; il 13% nella gestione delle risorse umane e nell’educazione; il 13% nei Beni culturali, in giornalismo e scrittura creativa; l’8% in Comunicazione e marketing.«La formazione universitaria deve fornire allo studente gli strumenti necessari per inserirsi nel mercato del lavoro. La JCU monitora giorno per giorno l’evoluzione delle dinamiche occupazionali, intrattenendo rapporti diretti con le imprese. È un sistema comprovato per ottenere risultati in un mondo in rapidissima e continua trasformazione», ha spiegato Franco Pavoncello, presidente della John Cabot University.«Le aziende non cercano il genio solitario che colleziona master, senza aver mai fatto nulla di concreto. Al giorno d’oggi tutto si crea in team, per questo risultano fondamentali le soft skills ed è giudicato positivamente chi sappia relazionarsi in gruppo, avendo al suo attivo esperienze di lavoro – di qualunque genere – di stage e di volontariato», ha sottolineato Antonella Salvatore, direttore del Centro di avviamento alla Carriera della John Cabot University.

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Lavoro: Lazio al primo posto in Italia

Posted by fidest press agency su sabato, 15 dicembre 2018

“I dati Istat sulla crescita occupazionale ci restituiscono un Lazio al primo posto con una media quattro volte superiore a quella nazionale. Viene premiato il buon lavoro della Giunta Zingaretti che, grazie alle sue politiche e al suo impegno costante, ha permesso a oltre 219mila persone di trovare un lavoro. Un risultato che ci dice che siamo sulla strada giusta e che ci deve stimolare a fare sempre di più”. È quanto afferma il senatore Bruno Astorre, segretario del Pd Lazio.

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Rischi sul lavoro: voto finale sulla protezione dagli agenti cancerogeni

Posted by fidest press agency su giovedì, 13 dicembre 2018

I deputati europei hanno aggiornato le norme sulla protezione dei lavoratori dall’esposizione a sostanze cancerogene e mutagene, compresi i fumi diesel.Al fine di proteggere i circa 3,6 milioni di lavoratori nell’UE potenzialmente esposti alle emissioni di gas di scarico dei motori diesel (DEEE), il Parlamento ha ottenuto l’inclusione dei fumi diesel fra le sostanze coperte dalla legislazione e di fissare il corrispondente valore limite di esposizione.Le nuove disposizioni fissano valori limite di esposizione (quantità massima di sostanza consentita nell’aria del luogo di lavoro) e annotazioni cutanee (la possibilità di assorbire significativamente la sostanza attraverso la pelle) per altri otto agenti cancerogeni (compresi i RAEE). Le nuove norme dovrebbero ridurre ulteriormente il rischio per i lavoratori di ammalarsi di cancro, che rimane la causa primaria di decessi per motivi di lavoro nell’UE.Ecco le sostanze aggiunte all’elenco delle sostanze cancerogene:
· Emissioni di gas di scarico dei motori diesel (DEEE)
· Epicloridrina
· Dibromuro di etilene
· Dicloruro di etilene
· 4,4′-metilendianilina
· Tricloroetilene
· Miscele di idrocarburi policiclici aromatici, in particolare quelli contenenti benzo[a]pirene
· Oli minerali che sono stati utilizzati in precedenza nei motori a combustione interna per lubrificare e raffreddare le parti in movimento all’interno del motore.

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