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Quotidiano di informazione – Anno 35 n°33

Posts Tagged ‘lavoro’

Lavoro: Cia, si anticipi click day decreto flussi. Rischio emergenza in primavera

Posted by fidest press agency su mercoledì, 1 febbraio 2023

Soddisfazione da parte di Cia-Agricoltori Italiani per la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del DPCM che programma gli ingressi in Italia di 82.705 lavoratori extracomunitari stagionali e non stagionali. Resta, però, da sciogliere il nodo del click day per la trasmissione delle istanze alle prefetture, previsto ora per il 27 marzo 2023, a 60 giorni dalla data di pubblicazione del decreto flussi. Secondo Cia, l’iter burocratico per l’ingresso dei cittadini extracomunitari deve essere il più celere possibile e auspica, dunque, una riduzione a 15 giorni per il termine di presentazione delle domande, in modo che le aziende possano avere a disposizione i lavoratori già nelle prime campagne a marzo. Se Cia valuta positivamente la decisione di esentare i lavoratori agricoli dalla verifica di indisponibilità presso i centri per l’impiego, non ritiene più necessaria una finestra così lunga per l’avvio delle procedure. Con le abituali tempistiche si rischierebbe, infatti, di avere la manodopera al lavoro solo da maggio. Cia commenta, infine, con favore la grande novità del provvedimento, che prevede il rilascio di 22mila quote di ingresso per le associazioni di categoria e spera che questo possa finalmente portare sollievo alle aziende sul fronte del reperimento degli operai agricoli.

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Dossier: Alternanza scuola lavoro

Posted by fidest press agency su venerdì, 27 gennaio 2023

“Abbiamo redatto un dossier di 60 pagine sull’alternanza scuola-lavoro, tema che non può essere liquidato con uno slogan, ma che richiede massimo approfondimento. Dalle nostre analisi delle esperienze di questi ultimi anni emergono innanzitutto le difformità delle opportunità in base ai territori, lo scarso monitoraggio e la necessità di una maggiore qualificazione del turoraggio”.È quanto riporta, in una nota, Domenico Mamone, presidente del sindacato datoriale Unsic, con 3.960 sedi e oltre 331mila soggetti associati, tra lavoratori autonomi e aziende.“Oltre ad elencare i tanti e gravi incidenti degli ultimi anni e ad individuare i pro e i contro delle esperienze, nel dossier che consegneremo domani nel tavolo ministeriale delle 10,30 a viale Trastevere avanziamo sedici proposte per riformare la materia, dalla non obbligatorietà almeno nei licei e dall’estromissione come requisito di ammissione agli esami di Stato agli sgravi per le aziende coinvolte che dovrebbero avere certificazioni aggiuntive sulla sicurezza, oltre a quelle di prassi. Proponiamo anche un accordo scritto tra struttura ospitante e scuola con l’impegno a fornire un programma formativo allineato con le finalità di orientamento e formazione, un albo per i tutor, lo status dello studente per distinguerlo dal lavoratore, il feedback standard sull’esperienza vissuta, la conciliazione tra l’alternanza e le interrogazioni e le verifiche scolastiche a garanzia degli studenti e l’incremento delle esperienze presso aziende e organismi italiani all’estero”. La piattaforma dell’Unsic richiede anche un ruolo per sindacati e organismi rappresentativi di settore sul fronte della prevenzione della sicurezza e della regia locale per la co-progettazione e propone l’inserimento della formazione sulla sicurezza nel programma di educazione civica. Infine il sindacato lancia l’idea di un dibattito aperto sull’eventuale “minisalario” allo studente per l’alternanza (sul modello tedesco), “benché i ragazzi siano in formazione e non dovrebbero lavorare” e un monitoraggio ministeriale, oggi assente.

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Alternanza scuola-lavoro: Toscana al top, male il Molise

Posted by fidest press agency su venerdì, 20 gennaio 2023

Nella classifica delle regioni più “attrezzate” per l’alternanza scuola-lavoro, che coinvolge gli studenti delle ultime tre classi delle scuole superiori, il Molise non eccelle. Infatti è al quindicesimo posto tra i territori con una maggiore offerta di opportunità per le esperienze degli studenti. Se si prendono in considerazione le sole imprese come soggetti ospitanti, la regione scende ulteriormente in terz’ultima posizione. A livello provinciale, primeggia Isernia al 60° posto nella classifica nazionale. La provincia nel registro nazionale ha 74 strutture disponibili ad ospitare i ragazzi. Campobasso è al 78° posto con 153 strutture. Il posizionamento in classifica non dipende dal numero assoluto delle strutture, ma da questo dato rapportato naturalmente al numero dei residenti e degli studenti. A livello nazionale è il territorio della provincia di Firenze quello più “attrezzato” per l’alternanza scuola-lavoro, a cui fanno seguito Sondrio, Pisa, Trento e Modena. A livello regionale al primo posto si conferma la Toscana, seguita da appunto dal Trentino-Alto Adige, poi dal Veneto. A chiudere la classifica, Sicilia, Campania e l’Abruzzo fanalino di coda, che conferma l’ultimo posto anche per offerta delle sole imprese, dove primeggiano Veneto, Trentino-Alto Adige e Lombardia. A passare sotto la lente d’ingrandimento l’alternanza scuola-lavoro, dal 2015 obbligatoria per le ultime tre classi di tutte le scuole superiori e dal 2019 ribattezzata Pcto prima della sosta forzata per la pandemia, è il sindacato datoriale Unsic, con oltre tremila sedi in Italia tra Caa, Caf e sedi di Patronato. In occasione del tavolo tecnico ministeriale del prossimo 26 gennaio sul tema, a cui prenderà parte anche Giampiero Castellotti dell’Unsic, l’organizzazione datoriale ha redatto un dossier ricco di numeri e di proposte. Nel quadro della “appetibilità territoriale” emersa, spiccano alcuni elementi. Se in linea generale sono i territori più industrializzati a garantire maggiori opportunità agli studenti degli istituti tecnici e professionali, e naturalmente le province a maggiore vocazione culturale e turistica garantiscono buone occasioni ai licei (ciò spiega il ventesimo posto di Agrigento e il trentasettesimo di Matera), si segnalano il settimo posto di Fermo per la tradizione artigianale e l’ottavo posto di Trapani per la filiera marinara.Infine l’Unsic avanza sedici proposte per riformare la materia, dalla non obbligatorietà almeno nei licei e dall’estromissione come requisito di ammissione agli esami di Stato agli sgravi per le aziende coinvolte che dovrebbero avere certificazioni aggiuntive sulla sicurezza, oltre a quelle di prassi. L’organizzazione propone anche un accordo scritto tra struttura ospitante e scuola con l’impegno a fornire un programma formativo allineato con le finalità di orientamento e formazione, un albo per i tutor, lo status dello studente per distinguerlo dal lavoratore, il feedback standard sull’esperienza vissuta, la conciliazione tra l’alternanza e le interrogazioni e le verifiche scolastiche a garanzia degli studenti e l’incremento delle esperienze presso aziende e organismi italiani all’estero. Infine, oltre a chiedere un ruolo per sindacati e organismi rappresentativi di settore sul fronte della prevenzione della sicurezza e della regia locale per la co-progettazione e a proporre l’inserimento della formazione sulla sicurezza nel programma di educazione civica, l’Unsic lancia l’idea di un dibattito aperto sull’eventuale “minisalario” allo studente per l’alternanza (sul modello tedesco), “benché i ragazzi siano in formazione e non dovrebbero lavorare” e un monitoraggio ministeriale, oggi assente.Per consultare o scaricare il dossier: https://unsic.it/wp-content/uploads/2023/01/20230119-Dossier-Alternanza-scuola-lavoro.pdf

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Lavorare per migliorare gli spazi di lavoro

Posted by fidest press agency su lunedì, 16 gennaio 2023

Milano Giovedì 24 Gennaio – Spazio Sirtori – Via Sirtori, 32 alle ore 11 con l’intervento di: Carmelo Di Bartolo – Direttore Design Research, Docente di Creatività e Progettazione IULM ed Ergonomia Cognitiva – UNISOB, Napoli Gianandrea Ciaramella – Professore Associato del Politecnico di Milano, Dipartimento di Architettura, Ingegneria delle Costruzioni e Ambiente Costruito Luca Brusamolino, Smart Working Expert – Workitech Stefano Biaggi – Amministratore Delegato Sodexo Italia

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Lavoro, Fossi (Pd): “Ancora morti, serve aumentare controlli e ispettori”

Posted by fidest press agency su venerdì, 6 gennaio 2023

“In Italia continuano le morti bianche, gli ultimi due sono ragazzi di 30 e 23 anni. Giovani usciti di casa per andare a lavoro, ma che non sono più tornati dalle proprie famiglie. Un dramma che è ormai inaccettabile. Esistono già delle leggi contro i datori che chiudono gli occhi sulla sicurezza, ora dobbiamo farle rispettare”.A dirlo è Emiliano Fossi, deputato Pd, membro della commissione Lavoro alla Camera. “Serve aumentare i controlli dentro le aziende per prevenire gli infortuni, introducendo accertamenti che siano più continui e capillari. Ci sono imprese che non ricevono un sopralluogo da anni. Sappiamo – aggiunge Fossi – che occorre aumentare il numero degli ispettori tecnici, che oggi sono ancora pochi, per riuscire ad arrivare in modo puntuale e ampio in tutto il Paese. E dobbiamo contrastare il lavoro a nero, che porta a minore sicurezza, garantendo più tutele”. “La repressione – conclude il deputato Pd – non può essere considerato però l’unico strumento. Impegniamoci per introdurre anche una cultura diversa, sia tra i datori che tra i dipendenti, che sia basata sull’attenzione, l’interessa nella riduzione dei rischi, sulla prevenzione”.

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Crescita dei giovani nel settore del lavoro domestico

Posted by fidest press agency su venerdì, 6 gennaio 2023

In Italia la disoccupazione giovanile è tra le più alte a livello europeo ed, in particolare, in alcune aree del Paese raggiunge livelli preoccupanti. Se a livello nazionale il tasso di disoccupazione è pari a 29,7%, in Sicilia il valore arriva al 48,8% ed in Calabria arriva al 47%. In queste aree anche il lavoro domestico diventa un’importante opportunità di lavoro per i giovani.Il IV Rapporto annuale sul lavoro domestico, curato dall’Osservatorio DOMINA, evidenzia la crescita dei giovani (under 30) nel settore del lavoro domestico. Si tratta, secondo i dati aggiornati al 2021, di oltre 68 mila lavoratori domestici (regolari), pari al 7,1% del totale.La serie storica evidenzia come il dato sia tornato a crescere dal 2020, dopo anni in cui si registrava una continua diminuzione del peso dei giovani. Questi dati complessivi nascondono due tendenze opposte, che vengono messe in evidenza considerando separatamente i lavoratori italiani da quelli stranieri. Le serie storiche esprimono chiaramente le tendenze in corso negli ultimi dieci anni: nel 2012 i lavoratori domestici italiani “giovani” erano 14 mila, negli ultimi dieci anni il numero è cresciuto progressivamente in maniera quasi lineare, arrivando ad oltre 20 mila nel 2021 (+41%). La crescita dei giovani italiani nel mercato del lavoro domestico è inequivocabile e probabilmente rappresenta un nuovo modo per entrare nel mercato del lavoro.I lavoratori stranieri, invece, hanno registrato dal 2012 al 2019 un trend opposto, di calo costante, invertito solo negli ultimi due anni a seguito delle procedure di emersione attuate per fronteggiare la pandemia. Complessivamente, il numero di lavoratori stranieri è diminuito del 64% nel periodo 2012-2021. Il calo degli stranieri e il contemporaneo aumento degli italiani hanno avuto come conseguenza diretta l’aumento, in percentuale, della componente autoctona, passata dal 9,9% al 29,9% del totale. Vediamo ora, dunque, le principali caratteristiche dei lavoratori domestici con nazionalità italiana. Si tratta di 20.467 giovani lavoratori domestici che nel 2021 avevano meno di 30 anni. Per quanto riguarda la composizione per genere e per tipologia di rapporto, le donne rappresentano l’83% del totale. Il 55,6% dei domestici italiani è inquadrato come Colf, mentre il 44,4% come Badante. Mediamente guadagnano 3.600 euro, importo medio che deriva sia dall’orario ridotto (il 56% lavora meno di 19 ore a settimana) sia dalla durata dei contratti per un lavoratore su due non supera i 6 mesi. Solo il 6% supera i 10 mila euro di retribuzione annua, del resto solo il 9% lavora almeno 35 ore a settimana. La maggior parte di questi lavoratori si trova nel Sud 46%, dove la disoccupazione giovanile è un fenomeno più radicato. (abstract) Fonte: http://www.associazionedomina.it

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Lavoro: La Costituzione ha 75 anni

Posted by fidest press agency su giovedì, 5 gennaio 2023

I lavoratori di Scuola, Istruzione e Ricerca chiedono il rispetto dei diritti fondamentali: stipendi adeguati, ricongiungimento alla famiglia e stabilizzazione del lavoro. Nella ricorrenza del 75° anniversario della Costituzione italiana, introdotta il 1° gennaio 1948, il sindacato ricorda come il diritto al lavoro sia fondante per la cittadinanza e per il bene della Repubblica italiana: chi è stato eletto per governare il Paese ha quindi il dovere di rimuovere ogni ostacolo per il progresso economico e civile della Paese, senza mortificare la dignità umana di ogni cittadino.Anief lotta da tre lustri contro la precarietà nel comparto Istruzione e Ricerca: proprio per rispondere a questa esigenza, l’organizzazione sindacale torna a chiedere oggi al Governo in carica di adeguare l’indennità di vacanza contrattuale nello stipendio dei lavoratori di Scuola, Università e Ricerca, così da permettere la tutela delle retribuzioni. Come chiede di rimuovere i vincoli nei trasferimenti per tutelare la famiglia, di prevedere un doppio canale di reclutamento dei precari così da tutelare la dignità e la parità sostanziale.“Con le nostre istanze sindacali – ricorda oggi Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief – chiediamo semplicemente di rispettare gli articoli fondamentali della Costituzione: quelli che tutelano il diritto ad avere una retribuzione dignitosa, a ricongiungersi con la famiglia laddove vi siano le condizioni a partire dalla presenza dei posti liberi da coprire, ma anche ad essere assunti nei ruoli dello Stato senza vivere per anni e anni l’umiliazione della precarietà solo per alleggerire la spesa pubblica. I padri costituenti ci hanno lasciato un testo che va applicato, non solo celebrato: chi è stato eletto perché ciò avvenga non può dimenticarlo, ancora di più perché questi principi sono gli stessi che guidano l’Unione europea di cui l’Italia – conclude il sindacalista – fa pienamente parte”.

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Università e lavoro: il 43% degli studenti trova occupazione nel digitale e nell’innovazione

Posted by fidest press agency su mercoledì, 28 dicembre 2022

Nel 2022 quasi la metà dei giovani ha ottenuto una posizione lavorativa nei settori del digitale e dell’innovazione: si tratta del 43% e rappresenta la fetta più importante della torta occupazionale. Un po’ distaccate, a livello di percentuali d’impiego, seguono le aree: istruzione, scrittura (anche in ambito giornalistico o di comunicazione) e traduzione, 14%; risorse umane e management, 12%; marketing e vendite, 12%; attivismo (mondo no-profit, difesa dei diritti umani) e ricerca, 11%; amministrazione (accounting), economia e finanza, 8%. Sono, queste, le statistiche 2022 sugli sbocchi occupazionali dei giovani, elaborate dal Centro di Avviamento alla Carriera della John Cabot University (JCU) di Roma. Nello specifico, i dati riguardano sia gli studenti dei percorsi di laurea triennale sia i neolaureati e i giovani col master. L’età compresa è perlopiù tra i 20 e i 25 anni. Nel 2019, cioè nel periodo ante Covid, le tre principali aree di impiego risultavano: digitale e innovazione, 24,9%; amministrazione, economia e finanza, 18,7%; attivismo e ricerca, 18,3%. Negli ultimi tre anni, quindi, le opportunità occupazionali relative al comparto digitale sono quasi raddoppiate.Il Centro di Avviamento alla Carriera della John Cabot University organizza tre Career Fair l’anno e conta 748 aziende partner (erano 650 prima del Covid), nazionali e internazionali, a coprire tutti i settori. Durante questi appuntamenti i giovani incontrano direttamente i responsabili delle assunzioni delle imprese, potendo effettuare anche più colloqui nel corso della stessa mattinata. Nel 2022, l’86% dei giovani (quindi circa nove su dieci) ha ottenuto una posizione lavorativa nel corso dei Career Fair o al termine di un colloquio seguito a una candidatura inviata dal Centro di Avviamento alla Carriera. Prima del Covid la percentuale era del 76%, a significare una tendenza in decisa crescita.«I lavori mutano di continuo e negli anni a venire continueranno a variare con maggiore velocità. Per gli studenti risultano sempre più importanti le soft skills, cioè le competenze morbide o trasversali, che permettono un positivo adattamento ai cambiamenti inevitabili delle prospettive occupazionali», ha spiegato Antonella Salvatore, docente di Marketing e direttrice del Centro di Avviamento alla Carriera della JCU. http://www.johncabot.edu/

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Progetto: “Il lavoro dopo gli studi non è incerto!”

Posted by fidest press agency su mercoledì, 21 dicembre 2022

E’ davvero realistico: mai affermazione potrebbe definirsi più veritiera. I protagonisti di questa avventura sono gli studenti del terzo anno del corso in Scienze applicate del Liceo Flaminio di Vittorio Veneto (Treviso). E, come in ogni avventura, ci sono anche 5 co-protagonisti: Silca S.p.A., azienda italiana specializzata nella produzione di chiavi, macchine duplicatrici e macchinari semi industriali e industriali dedicati alla duplicazione di chiavi; le Società del gruppo IWIS: Tegola Canadese S.r.l., specializzata nella produzione e commercializzazione di tegole canadesi, metalliche, fotocatalitiche e fotovoltaiche e TeMa Technologies and Materials S.r.l., leader mondiale nello studio e realizzazione di soluzioni inedite per l’ambiente e l’edilizia; Amorim Cork Italia S.P.A., azienda leader italiana nella produzione e vendita di tappi in sughero, e Stesi S.r.l., software factory italiana che progetta, realizza e attiva sistemi informativi di supervisione e automazione per impianti produttivi e logistici di aziende nazionali e internazionali.La prima realtà ad abbracciare la proposta della Dott.ssa Da Re è stata Tegola Canadese, il cui Presidente, il Dott. Mazzer, ha dato ancora una volta prova di possedere una visione lucida e sagace del problema coinvolgendo da subito con successo altri imprenditori e manager del territorio. E così, giocando d’anticipo, sono stati abbozzati progetti ad-hoc di didattica sperimentale atti a promuovere, attraverso l’alternanza scuola lavoro (oggi denominata “Percorsi per le competenze trasversali e l’orientamento”), uno stimolo innovativo per incentivare i ragazzi a seguire percorsi di studio di tipo STEM (Science, Technology, Engineering and Mathematics), capaci di fornire loro la possibilità di conoscere profili professionali molto ricercati dalle aziende oggi.Nelle prossime settimane partiranno anche i progetti di Amorim Cork Italia, Silca S.p.A., Tegola Canadese e TeMa sui temi della sostenibilità, dell’innovazione tecnologica e dello studio dei materiali. Nel caso di Amorim Cork Italia, l’argomento del progetto è uno dei valori portanti della filosofia aziendale: la sostenibilità, intesa anche come benessere sul luogo di lavoro. In Silca S.p.A., infine, ci sarà l’opportunità di attivare un progetto che coniuga i temi della sostenibilità e dell’innovazione, entrambi da sempre elementi centrali della vision e delle strategie aziendali di lungo periodo.La pandemia ha accelerato il processo di digitalizzazione delle aziende e messo in luce la sistematica carenza di tecnici specializzati in grado di rispondere prontamente e con flessibilità alle esigenze del mondo del lavoro. Ora, grazie a una Dirigente visionaria e un team di lungimiranti imprenditori e manager di aziende internazionali di rilievo, innovative e sostenibili, forse si riuscirà a creare un dialogo tra mondo della formazione e mondo imprenditoriale e a iniziare a compensare un gap che rischia altrimenti di aggravarsi sino a divenire un mismatch irreversibile. liceoflaminio.edu.it

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“Il lavoro dopo gli studi non è incerto!”

Posted by fidest press agency su sabato, 17 dicembre 2022

Treviso. I protagonisti di questa avventura sono gli studenti del terzo anno del corso in Scienze applicate del Liceo Flaminio di Vittorio Veneto (Treviso). E, come in ogni avventura, ci sono anche 5 co-protagonisti: Silca S.p.A., azienda italiana specializzata nella produzione di chiavi, macchine duplicatrici e macchinari semi industriali e industriali dedicati alla duplicazione di chiavi; le Società del gruppo IWIS: Tegola Canadese S.r.l., specializzata nella produzione e commercializzazione di tegole canadesi, metalliche, fotocatalitiche e fotovoltaiche e TeMa Technologies and Materials S.r.l., leader mondiale nello studio e realizzazione di soluzioni inedite per l’ambiente e l’edilizia; Amorim Cork Italia S.P.A., azienda leader italiana nella produzione e vendita di tappi in sughero, e Stesi S.r.l., software factory italiana che progetta, realizza e attiva sistemi informativi di supervisione e automazione per impianti produttivi e logistici di aziende nazionali e internazionali. “Da alcuni anni le iscrizioni al corso di Scienze applicate sono in costante aumento” – racconta la Dirigente scolastica, Dott.ssa Emanuela Da Re – “Ho quindi cominciato a ragionare sul significato della scelta di questo percorso, nel quale il pragmatismo e lo sviluppo di competenze concrete sono caratteristiche già evidenti dalla definizione, e sono giunta alla conclusione che fosse necessario trovare il modo di aprire un “dialogo” con le aziende, intuendo che anche i ragazzi propensi a intraprendere un percorso di studi liceali potrebbero essere interessati a un approccio nuovo, diverso e più trasversale. La prima realtà ad abbracciare la proposta della Dott.ssa Da Re è stata Tegola Canadese, il cui Presidente, il Dott. Mazzer, ha dato ancora una volta prova di possedere una visione lucida e sagace del problema coinvolgendo da subito con successo altri imprenditori e manager del territorio. Nelle prossime settimane partiranno anche i progetti di Amorim Cork Italia, Silca S.p.A., Tegola Canadese e TeMa sui temi della sostenibilità, dell’innovazione tecnologica e dello studio dei materiali. Nel caso di Amorim Cork Italia, l’argomento del progetto è uno dei valori portanti della filosofia aziendale: la sostenibilità, intesa anche come benessere sul luogo di lavoro. In Silca S.p.A., infine, ci sarà l’opportunità di attivare un progetto che coniuga i temi della sostenibilità e dell’innovazione, entrambi da sempre elementi centrali della vision e delle strategie aziendali di lungo periodo. Fonte: http://www.carryon.it

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Lavoro, regolamentazioni, concessioni terminalistiche, semplificazioni, sviluppo sostenibile delle infrastrutture

Posted by fidest press agency su sabato, 10 dicembre 2022

Sono questi i temi principali su cui si focalizza il Position Paper realizzato da Uniport, l’Associazione che rappresenta le imprese portuali che occupano oltre 4.000 lavoratori, con un fatturato di oltre 1 miliardo di euro e movimentano circa il 60% dei containers dei nostri porti. Il documento, reso pubblico oggi, è al centro di una serie incontri istituzionali che proseguiranno nelle prossime settimane, con rappresentanti delle istituzioni, media e stakeholder del mondo portuale. Il Position Paper – che indica obiettivi e proposte “di sistema” con una visione che va oltre il breve periodo – è stato già illustrato, insieme a proposte di interventi necessari nell’immediato, dai rappresentanti dell’Associazione al Presidente della Commissione Trasporti della Camera – Salvatore Deidda, alla Sottosegretaria al Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica – Vannia Gava e al Sottosegretario al Ministero delle Infrastrutture e Trasporti – Tullio Ferrante. Il Position Paper si concentra su sette diversi capitoli: “Lavoro” – “Regolamentazione e costi” – “Procedure e costi delle concessioni terminalistiche” – “Efficientamenti della regolazione” – “Le infrastrutture portuali e di rete” – “L’ambiente” – “Revisione dell’ordinamento portuale”.In particolare, in materia di lavoro, UNIPORT ritiene essenziale una adeguata formazione e aggiornamento dei lavoratori e sostiene il riconoscimento normativo delle caratteristiche “usuranti” a specifiche attività portuali: l’incidenza crescente di lavoratori con inabilità parziali incidono oggi in modo significativo sull’organizzazione del lavoro delle imprese e sulla capacità di fornire servizi. L’Associazione chiede, inoltre, la semplificazione delle norme e un sistema di costi coerente con le regole di mercato del settore; tutti elementi che appaiono indispensabili per garantire competitività e sviluppo all’intero sistema logistico nazionale.In tema di concessioni terminalistiche, l’Associazione auspica vengano definiti in tempi brevi criteri omogenei e oggettivi, finalizzati all’assegnazione e al rinnovo delle concessioni, alla determinazione della loro durata, alle modalità di trasferimento degli impianti al nuovo concessionario, all’individuazione dei limiti dei canoni concessori, all’individuazione delle modalità tese a garantire la concorrenza, all’esercizio dei poteri di vigilanza e controllo. Un focus conclusivo del documento riguarda infine le infrastrutture portuali e di rete.“Guardiamo con grande interesse ai molti progetti previsti dal PNRR e dal PNC, auspicando il rispetto della tempistica ed eventuali interventi di semplificazione e velocizzazione, qualora emergessero criticità, soprattutto con riferimento agli interventi di dragaggio. Vanno rafforzate le connessioni tra i porti e le grandi direttrici stradali e ferroviarie per colmare il deficit (in alcuni casi addirittura la totale assenza) dei collegamenti ferroviari dei porti del Mezzogiorno e per collegare alle aree europee al di là dei confini”, conclude il Presidente Barbera.

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Tutelare editoria nazionale per difendere pluralismo e posti lavoro

Posted by fidest press agency su martedì, 6 dicembre 2022

“Come rappresentato dal presidente FIEG Riffeser Monti oggi al sottosegretario Barachini, bisogna sostenere l’offerta e incentivare la domanda per rilanciare l’editoria nazionale. La prima legge di bilancio del Governo Meloni prevede già di integrare risorse per l’editoria per 75 milioni di euro nel 2023 e di 55 milioni di euro a decorrere dal 2024. La commissione Cultura della Camera si impegnerà per garantire una ricognizione complessiva sullo stato dell’arte dell’editoria e iniziare un percorso di riforma: sono necessari decisivi sostegni alla diffusione dell’informazione di qualità, bisogna introdurre misure di carattere regolamentare, bisogna rafforzare la tutela del diritto d’autore, integrare la nuova disciplina delle convenzioni pubbliche delle agenzie di stampa e chiarire le modalità di utilizzo del Fondo straordinario per l’editoria del 2023. Già il sottosegretario Barachini in sede di audizione alla Camera ha aperto alle proposte già parte del nostro programma elettorale.” Così il Presidente della Commissione Cultura della Camera dei Deputati, deputato FDI, Federico Mollicone.

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Le lauree più efficaci per trovare lavoro

Posted by fidest press agency su giovedì, 1 dicembre 2022

Milano Quanto una laurea può fare la differenza sul mercato del lavoro? E quali sono le lauree che risultano maggiormente spendibili? Per rispondere a queste domande risulta particolarmente utile il report annuale dell’OCSE “Education at a Glance 2022”, il quale presenta tra gli altri anche dati relativi all’Italia. E questi dati confermano per l’appunto che il tasso di occupazione dei laureati nel nostro Paese è nettamente superiore a quello dei non laureati: se infatti guardando ai laureati tra i 20 e i 64 anni il tasso di occupazione è al 79,2%, concentrandosi sulle persone con il solo diploma la percentuale si abbassa al 65,2%. Non si tratta peraltro unicamente di occupazione.Anche lo stipendio dei laureati si presenta maggiore, tanto che, guardando all’arco dell’intera vita lavorativa, il guadagno di chi possiede una laurea è mediamente doppio rispetto a quello di chi non vanta un titolo di istruzione secondaria superiore. Questo sapendo che in Italia a un anno dal conseguimento della laurea si percepisce uno stipendio medio di 1.340 euro, media che sale a 1.407 nel caso delle lauree di secondo livello.Di certo non passare per l’università non vuol dire restare esclusi dal mercato del lavoro: come sottolinea Adami «ci sono settori in cui il fabbisogno di diplomati resta altissimo: penso ai trasporti e alla logistica, al settore agro-alimentare, alle costruzioni, al settore amministrativo e via dicendo».Non va peraltro dimenticato che non tutti i percorsi di laurea presentano poi la stessa spendibilità del titolo sul mondo del lavoro. Guardando ai dati Ocse si scopre per esempio che la laurea che permette di trovare più facilmente il lavoro in Italia resta quella in Medicina, con un tasso di occupazione pari all’89%, pari peraltro a quello delle lauree in Professioni sanitarie e in Servizi Sociali. É all’88% il tasso di occupazione di chi possiede una laurea in Ingegneria oppure in Informatica, e si attesta all’85% quello di chi può vantare una laurea in Economia. Risulta invece più difficile trovare lavoro con una laurea in facoltà Umanistiche o in Arte: in questi casi il tasso di occupazione è del 76%, in ogni caso superiore a quello di chi possiede il solo diploma.

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Ciclo di orientamento al lavoro dedicato alle scuole di tutta Italia

Posted by fidest press agency su giovedì, 1 dicembre 2022

Riparte, con la terza edizione, il ciclo di orientamento al lavoro “I Sentieri delle professioni”, nove appuntamenti (da dicembre 2022 ad aprile 2023) che porteranno, virtualmente, nelle scuole di tutta Italia i migliori professionisti di vari settori. Saranno loro a raccontare ai ragazzi, partendo dalla presentazione della propria professione, quale percorso di studi hanno seguito e in che modo hanno arricchito la propria formazione per avere le competenze necessarie a svolgere al meglio il proprio lavoro. Una sorta di orientamento “al contrario” che si scosta dalla classica presentazione delle offerte formative, ma che, partendo dal punto finale, mostra ai ragazzi il percorso da seguire.Il tema scelto quest’anno è “Le interconnessioni in un mondo globalizzato”. Un focus che si innesta in una delle più forti criticità del mercato del lavoro italiano: il cosiddetto “skills mismatch”, lo squilibrio tra domanda e offerta. Secondo il recentissimo Rapporto di 4.Manager il 76,5% delle imprese italiane trova difficoltà nel trovare le competenze di cui necessita per le figure dirigenziali. E l’ultimo Bollettino Excelsior di Anpal-Unioncamere stima che nel prossimo quinquennio l’offerta di lavoratori qualificati soddisferà soltanto il 60% delle richieste delle aziende.Il progetto di orientamento, organizzato da Campus, si avvale della collaborazione degli Uffici Scolastici Regionali di Toscana, partner storico dell’evento, Sicilia, che partecipa per il secondo anno, Piemonte e Sardegna. Nel corso delle prime due edizioni l’iniziativa ha coinvolto circa 16mila ragazzi e oltre 180 relatori: professionisti di aziende, università, accademie, Its, enti pubblici e privati. Gli incontri, che si svolgeranno, in orario scolastico, online sulla piattaforma http://www.salonedellostudente.it, si rivolgono alle scuole di tutta Italia, in particolare agli studenti e alle studentesse che frequentano gli ultimi anni di scuola superiore, e sono completamente gratuiti.

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Mercato del lavoro: sempre meno efficiente

Posted by fidest press agency su mercoledì, 30 novembre 2022

Tra disoccupati e “scoraggiati” si contano quasi 5 milioni le persone da inserire nel mercato del lavoro italiano, che diventa sempre meno efficiente per un problema di matching tra domanda e offerta di lavoro in continuo peggioramento. Il disallineamento crea un apparente paradosso: quando aumenta la disoccupazione, non diminuisce la difficoltà a reperire le figure professionali richieste dalle imprese. Lo rivela la nuova indagine di Randstad Research, che ha analizzato il mancato incontro tra domanda e offerta nei diversi settori e territori, identificando per la prima volta gli spostamenti della “Curva di Beveridge”, lo strumento che permette di analizzare l’efficienza dei diversi mercati del lavoro misurando la variazione percentuale del tasso dei posti vacanti al variare della disoccupazione. I senza lavoro. A fine 2021 si contavano 2,3 milioni di disoccupati. Ma esiste un’altra porzione di popolazione non occupata, che sarebbe disponibile a lavorare anche se un lavoro non lo cerca: gli “scoraggiati” inattivi che hanno rinunciato a cercare un impiego, ben 2,5 milioni. Sommati, stima Randstad Research, si contano ben 5 milioni di persone da coinvolgere nel mercato del lavoro, tra cui molti giovani, donne e esodati. Analizzando la distribuzione territoriale, in tutte le regioni del Mezzogiorno gli scoraggiati predominano sui disoccupati, con le quote maggiori in Basilicata e Molise, dove la percentuale raggiunge il 70,9% e il 65,9%. Disoccupati di lungo periodo. Una delle motivazioni che hanno portato la Curva Di Beveridge italiana a peggiorare nel periodo 2005-2009 e 2015-2019, evidenzia Randstad Research, è la disoccupazione di lunga durata, che causa una de-professionalizzazione dei profili. Seppure allineata alla media OCSE nella classifica di disoccupazione tra 6 mesi e un anno (15% nel 2020), l’Italia è al primo posto per disoccupati da più di 6 mesi, quasi il 70% del totale delle persone senza lavoro, più del doppio della media (33%). Alla fine del 2021, il 49% dei disoccupati italiani non lavorava da meno di un anno, il restante 51% da più di 12 mesi. Il 20,4% dei disoccupati lo è da più di 3 anni. Ma sono forti le differenze regionali: i disoccupati oltre i 30 mesi sono concentrati in alcune regioni del Sud. I divari regionali. Un modello econometrico elaborato da Randstad Research per analizzare la capacità di assorbire gli shock della disoccupazione e il rapporto tra posti vacanti e disoccupazione regione per regione evidenzia il divario tra Mezzogiorno e le altre regioni. Trentino-Alto Adige, Veneto, Emilia-Romagna e Lombardia mostrano la maggiore efficienza nel rapporto domanda-offerta di lavoro, considerato la media del tasso di disoccupazione e del tasso dei posti vacanti nel periodo 2015-2019 (è più efficiente il mercato del lavoro che riesce a combinare un livello più basso di disoccupazione con un livello contenuto di posti vacanti). È in grave ritardo, invece, il Mezzogiorno, con Calabria e Sicilia in coda alla classifica del rapporto disoccupazione/posti vacanti.I divari settoriali. Ma ci sono anche profonde differenze tra i settori. Confrontando il rapporto tra posti vacanti e disoccupazione, si evidenziano in particolare due casi, quello dell’informatica, dove troviamo scarsissima disoccupazione ma grande difficoltà di reperimento, e quello della ristorazione, dove insieme a una difficoltà di reperimento si associata elevata disoccupazione. Le competenze che mancano. Per risolvere i problemi di matching, è fondamentale che i lavoratori acquisiscano le competenze che servono alla domanda. Prima di tutto quelle “abilitanti” (linguistiche e di calcolo in primis), poi quelle specialistiche e trasversali. Da un esercizio di correlazione tra i tassi di disoccupazione regionali e i risultati dei test Invalsi, emerge un significativo rapporto inverso: dove la disoccupazione è più alta, i test Invalsi evidenziano i risultati peggiori. Le cause sono da studiare, ma evidentemente esiste un circolo vizioso che lega le basse competenze dei giovani al contesto occupazionale di appartenenza. “Il rilancio delle politiche attive contro l’abbandono scolastico, il recupero dei Neet, la formazione dei disoccupati e degli inattivi – dice Daniele Fano – sono alcune leve da cui ripartire per facilitare le transizioni occupazionali, migliorare l’occupabilità dei lavoratori e innalzare il livello delle tutele attraverso la formazione”. (abstract by Randstad Research: Mercato del lavoro)

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LAVORO – Pacifico (Anief): l’inflazione ci perseguiterà anche nel 2023

Posted by fidest press agency su domenica, 20 novembre 2022

“In Italia il tasso di inflazione programmata ci dice che i lavoratori continuano a subire fortemente il problema dell’innalzamento del costo della vita: l’Itp è al 7% per il 2022 e si prevede al 4% per il prossimo anno. Sono incrementi che non possono essere elusi, anche dopo la firma dell’ultimo contratto per circa 1,4 milioni di dipendenti del comparto Istruzione e Ricerca, cui seguiranno nuovi aumenti extracontrattuali automatici di 5,5% rispetto al 4,2% delle risorse stanziate per i rinnovi contrattuali per il triennio 2019-2021”. A dirlo è stato oggi Marcello Pacifico, presidente Anief e dell’Accademia Europa, intervenuto nel corso di un evento Cesi, sulle strategie delle organizzazioni aderenti a fronte all’aumento dei prezzi e dell’inflazione. Il Governo per cercare di calmierare l’aumento dei prezzi e del costo della vita ha già stanziato 57,1 miliardi, mentre il prezzo all’ingrosso è aumentato di ben 12 volte, quello dell’energia elettrica di 11 punti percentuali, con il prezzo per barile che è arrivato a sfiorare 120 dollari, oggi ridotto a 90. Lo Stato rispetto all’extra gettito dell’Iva ha avuto un avanzo di entrate e complessivamente il PIL è stimato a + 3,3% mentre il tasso di disoccupazione si è ridotto al 7,6%.Il sindacato ricorda che i 5 miliardi di fondi pubblici sbloccati con l’ipotesi di contratto sottoscritta venerdì scorso all’Aran per il triennio precedente, 2019/2021, porterà ai dipendenti della scuola fino a 110 euro di aumento e a 2.500 euro di arretrati. Sempre tenendo conto del tasso di inflazione programmata passato e futuro calcolato dal Mef, abbiamo calcolato che per allineare gli stipendi della scuola al costo della vita servirà aumentarli non meno del 20% rispetto a quanto oggi viene corrisposto. Marcello Pacifico ricorda che “per assegnare aumenti veri ai pubblici dipendenti occorrono non meno di 30 miliardi di euro. Subito occorrono 8 miliardi nella Legge di Bilancio 2023, in modo da coprire l’indennità di vacanza contrattuale per quest’anno e il prossimo, perché l’accordo raggiunto l’11 novembre all’Aran è relativo al triennio 2019/2021 scaduto da quasi un anno”.“Sulla base delle ultime tabelle pubblicate dal Mef – continua Pacifico – abbiamo avuto conferma che tra il 2008 e il 2018 l’inflazione è salita dell’11,5%: il 3,48% prodotto con il Ccnl 2016-2018, quando Anief non era ancora rappresentativa, ha solo scalfito quel livello di costo della vita, comunque rimasto in vita sopra l’8%. Che è poi aumentato ulteriormente tra il 2019 e il 2021, attestandosi attorno al 10%: il 4,2% recuperato con l’accordo in Aran, da chiudere entro fine mese, non riuscirà quindi ad ammortizzare il gap stipendi-inflazione venutosi a determinare nel decennio precedente: gli stipendi dei docenti e Ata rimarranno sotto l’inflazione ancora dell’11,4. Ecco perché gli aumenti e gli arretrati andavano assegnati il prima possibile, ma servono ora molte altre risorse”.

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LAVORO – Pacifico (Anief-Cisal): intervenire su pensioni, contributi e formazione

Posted by fidest press agency su lunedì, 14 novembre 2022

In Italia troppi giovani hanno perso o non riescono a trovare un’occupazione. Sulla questione lavoro il nuovo Governo non può sbagliare: è troppo importante, ai fini della qualità della vita dei cittadini italiani e dell’economia del Paese. Lo sostiene il sindacato Anief, che ha appena inviato un memorandum dettagliato a Marina Elvira Calderone, ministra del Lavoro e delle Politiche Sociali, dopo averla incontrata alcuni giorni fa per un confronto sulle priorità del programma di azione della neonata legislatura. “Chiediamo certamente di intervenire sul tema delle pensioni, sul riconoscimento dei contributi, su Quota 41, ma soprattutto sui giovani, riconoscendo loro i contributi legati alla formazione e andando a combattere la precarietà”, spiega oggi Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief e segretario confederale Cisal. Il sindacato intende indicare al nuovo Esecutivo la strada da intraprendere su una delle questioni basilari per riuscire anche a soddisfare le richieste dell’Unione europea formulate attraverso il Pnrr. “Certamente – ha detto Pacifico all’emittente radiofonica Italia Stampa – occorre impegnarsi per favorire tutte quelle iniziative con cui trasformare i contatti, ad iniziare da quelli di apprendistato o atipici e per far emergere dal lavoro nero il rapporto di lavoro a tempo subordinato”. Secondo il sindacalista autonomo “è molto importante intervenire sui giovani e parlare fin dalla scuola del tema della sicurezza nei luoghi di lavoro, andando così a combattere tutte le differenze di genere, anche a livello stipendiale, retributivo e di carriera. È un paese nuovo e diverso quello che noi vogliamo: abbiamo inviato delle proposte per specifiche al ministro e siamo pronti a sedere nei tavoli di confronto nei prossimi incontri tematici”, ha concluso Pacifico.

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Uno studio de Il Sole 24 Ore sul mercato del lavoro

Posted by fidest press agency su domenica, 13 novembre 2022

E’ stato diffuso a settembre 2021 e parlava di 1,2 milioni di posti da coprire con urgenza, a fronte di una disponibilità di pochi profili con le giuste competenze. Un divario quello tra il mondo dell’istruzione e quello del lavoro che nel nostro Paese viene lamentato ormai da tempo. Ed è con l’obiettivo di colmare questo gap e avvicinare il mondo delle aziende non solo alle Università, ma anche agli studenti stessi, che è nata la collaborazione tra Simposio, agenzia fondata da Emanuele Pecora, Innovation Manager iscritto all’albo dei manager dell’innovazione del MISE, e l’Università “La Sapienza” di Roma, nella persona della Professoressa Barbara Mazza, Presidente del Corso di Laurea Magistrale “Organizzazione e Marketing per la comunicazione d’impresa” e docente del corso “Comunicazione organizzativa e di corporate”.Una partnership che va avanti con successo dal 2016, e che offre agli studenti una piccola anteprima di come sarà lavorare nel mondo della comunicazione e cosa significhi realizzare un project work. Ogni anno Simposio coinvolge un gruppo di aziende tra i suoi clienti e altre realtà con cui è in contatto, mettendosi in gioco anche in prima persona. Le aziende coinvolte partecipano poi ad una giornata di brief, nel corso della quale si presentano agli studenti, illustrando gli obiettivi che vorrebbero raggiungere. Successivamente gli studenti si organizzano in gruppi di lavoro, scelgono una delle aziende, e devono ideare da zero un piano di comunicazione della durata di 12 mesi, che preveda un budget massimo di 20 mila euro, che aiuti il loro “cliente” a rafforzare o sviluppare brand awareness e a raggiungere gli obiettivi aziendali. Poco dopo, Simposio organizza un Q&A con i referenti aziendali e il gruppo di lavoro per chiarire eventuali dubbi e rispondere alle domande. Infine, si tiene un evento in presenza in cui partecipano la Professoressa, gli studenti, Simposio e tutti i referenti aziendali, nel corso del quale vengono presentati i project work, proprio come in una riunione agenzia-cliente, e, infine, ricevono una valutazione dalla docente.

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Lavoro: Cia, manodopera agricola diventi tema prioritario nuovo Governo

Posted by fidest press agency su lunedì, 7 novembre 2022

Interventi urgenti sulla flessibilità per la manodopera e un’azione decisa sul Decreto flussi, oltre al tema della sicurezza sul luogo di lavoro, degli aggiustamenti necessari alla legge sul caporalato e l’aumento delle pensioni minime. Queste le priorità del settore agricolo, presentate oggi dal presidente di Cia-Agricoltori Italiani, Cristiano Fini, nell’incontro che la neo ministra del Lavoro, Marina Calderone, ha tenuto con le parti sociali.Per Cia, il fabbisogno di manodopera delle aziende agricole è legato a determinati periodi dell’anno. E’, dunque, necessario mettere in campo politiche per una maggiore semplificazione e flessibilità del lavoro stagionale, per consentire a giovani, pensionati e percettori di reddito di cittadinanza di integrare i loro proventi con il lavoro occasionale in agricoltura, senza oneri eccessivi per le imprese. E’ importante ribadire che, in passato, strumenti come i voucher non abbiano mai sostituito i contratti tradizionali in agricoltura. Ne è riprova il trend delle assunzioni, che nel settore è sempre stato positivo.In merito alla manodopera agricola, per Cia è altrettanto importante l’approvazione del Decreto flussi che consentirebbe l’assunzione di 130 mila lavoratori, un’ampia quota dei quali deve essere riservata agli agricoli. Cia è preoccupata anche per lo sblocco delle pratiche relative al 2021, in un Paese in cui la manodopera straniera rappresenta stabilmente un terzo (29,3%) della forza lavoro complessiva del settore.Fra gli altri temi toccati, anche quello della sicurezza nei campi, con l’obiettivo di ridurre al minimo il numero degli incidenti agricoli. Occorrono incentivi per l’acquisto di dispositivi di protezione, oltre a quelli per il rinnovamento delle infrastrutture produttive (età media oltre i 26 anni), tanto atteso dalle aziende, in modo da permettere la sostituzione di trattori, attrezzature e macchine per trasformazione dei prodotti agricoli con mezzi più moderni, tecnologici e a bassa emissione CO2. In merito alla legge 199/2016 sul caporalato, Cia ritiene che la parte preventiva del provvedimento stenti ancora a decollare. Mancano le convenzioni per trasporto e alloggio dei lavoratori e la Rete del Lavoro Agricolo di Qualità non può funzionare senza un sistema efficace di premialità per le aziende.“Bisogna aumentare le pensioni al minimo, che riguardano una platea di oltre 1,7 milioni di anziani, di cui un terzo sono ex agricoltori –ha dichiarato il presidente Fini-. Dalle 400 euro attuali –in media- si dovrebbe arrivare a 780 euro mensili per adeguarsi a tutti i parametri previsti dalle norme nazionali ed europee sui livelli di povertà. Nonostante l’Italia sia uno dei Paesi più agricoli dell’Ue, le pensioni sono fra le più basse e i nostri pensionati, che tendono a restare nelle zone rurali dove il welfare è deficitario rispetto alle aree urbane, non hanno i mezzi per accedere ai servizi minimi essenziali e far fronte alle necessarie prestazioni sanitarie”.

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Quale lavoro si cerca online? I dati di Semrush

Posted by fidest press agency su giovedì, 3 novembre 2022

+2.000% di ricerche per lavori da remoto, stabili quelle per il pubblico, aumenta il peso del work-life balance. Subito.it il portale più consultato, Linkedin quello con il maggior incremento di visite. Gli utenti tra i 25 e i 34 anni i più attivi nella ricerca. L’Istat stimava una perdita di quasi un milione di posti di lavoro e un aumento di 700 mila persone inattive, ma come e cosa cercano gli utenti in Italia in materia di lavoro? Secondo uno studio condotto da Semrush, piattaforma di Saas per la gestione della visibilità online, le ricerche online di lavoro oggi sono aumentate del 20% rispetto al 2019 (quasi 100 milioni solo nel mese di settembre 2022) e il portale più consultato per cercare lavoro è Subito.it, con una media di quasi 44 milioni di accessi mensili. Quello, però, che ha fatto registrare la crescita maggiore negli ultimi 3 anni è LinkedIn, il social network nato proprio con l’obiettivo di agevolare le connessioni di lavoro. Le consultazioni sono in media 16.6 milioni ogni mese, aumentate del 47% rispetto al 2019. In forte calo, invece, il numero di coloro che utilizzano Gazzettalavoro.net, che perde il 92% dei visitatori. La fascia d’età più attiva nella ricerca del lavoro sul web è quella tra i 25 e i 34 anni (28%), seguita dagli utenti tra i 35 e i 44 anni (23%) e 18-24 anni (21%). Quasi 1 su 10 (9%) di chi si connette per cercare nuove opportunità professionali ha tra i 45 e i 54 anni, mentre gli over 55 sono il 4%. Il lavoro da remoto introdotto nella quasi totalità delle aziende e uffici italiani per far fronte all’emergenza sanitaria inizialmente era una necessità, e lasciava perplesse non poche persone, molto scettiche a riguardo. Oggi, invece, per moltissimi lavoratori è diventata una scelta, al punto da considerarlo un fattore determinante quando cercano una nuova professione. Le digitazioni sui browser per occupazioni che non richiedono la presenza in loco sono aumentate di oltre il 2.000% in 3 anni. In crescita anche quelle per andare a lavorare in paesi esteri. L’item “trovare lavoro all’estero” ha fatto registrare un incremento del 23% circa. Sostanzialmente stabili le ricerche relativi ai bandi di concorso pubblico. Lavorare nella pubblica amministrazione è da sempre sinonimo di stabilità e sicurezza, e il fatto che in un contesto così incerto non siano aumentate vertiginosamente è indubbiamente la spia di un cambiamento generale nel modo in cui le persone si approcciano al mondo del lavoro.

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