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Quotidiano di informazione – Anno 30 n° 19

Posts Tagged ‘lavoro’

I risultati dell’Osservatorio sul Mercato del Lavoro

Posted by fidest press agency su sabato, 20 gennaio 2018

opportunita-lavoroIn discesa la ricerca dell’occupazione fra i giovani, ma rimane ancora a livelli tutt’altro che rassicuranti. Secondo quanto rilevato da CornerJob nell’ultimo trimestre 2017 la percentuale dei giovani alla ricerca del lavoro nella fascia 18-25 anni ha registrato un deciso calo (assestandosi al 41,5% e scendendo di circa 13 punti percentuali rispetto al trimestre precedente). Ma il dato è da inserire in un quadro stagionale. Stiamo parlando infatti di una fascia d’età che è ancora alle prese con lo studio. Ragazzi che quindi, nel corso dell’estate decidono di sacrificare parte delle vacanze con “lavoretti stagionali” per far quadrare un bilancio sempre più complicato, ma che, con l’inizio degli anni accademici e i primi esami, devono dedicarsi con maggior vigore allo studio. Di segno inverso risulta invece il dato relativo alla fascia 26-30 anni, dove la percentuale di chi è alla ricerca del lavoro sale di cinque punti percentuali rispetto al trimestre precedente assestandosi al 22,7%, bilanciata da una diminuzione di cinque punti percentuali in area over 30, dove il totale delle ricerche di lavoro è al 25%. “Le nostre rilevazioni che, ricordiamo, hanno un valore indicativo in quanto provenienti dalle aziende e dai candidati presenti sulla nostra piattaforma, sembrano andare in una direzione lievemente differente rispetto all’entusiasmo generale originato dalla pubblicazione degli ultimi dati ISTAT”, ha commentato Eva Maggioni, Head of Strategies & Sales di CornerJob. “Sulla nostra piattaforma, i millennial alla ricerca di un lavoro toccano il 64,3% del totale. Che è sicuramente un risultato migliore rispetto alla punta del 74% del primo semestre 2017. Ma è importante non confondere un cambio di direzione con una decisa (e decisiva) ripresa. I punti di domanda sono ancora tanti. Il primo, osservando i candidati sulla piattaforma, è che spesso sono gli stessi che si ripresentano a cadenza trimestrale o anche mensile. Noi li abbiamo intervistati. E ci hanno detto che, se il metro di paragone dello status di “occupati” non è più il caro vecchio posto fisso, non può nemmeno essere quello di una precarizzazione così spinta. Fatta di contratti che spesso non arrivano neppure ai tre mesi e che quindi, non permettono alcuna forma di progettualità. Certo anche questo è lavoro, ma onestamente si può definire occupazione?”. Ai dubbi di Eva Maggioni dà eco anche maggiore Francesca, 30 anni, laureata in scienze dell’alimentazione. “Io sono cinque anni che passo da uno stage all’altro. Ogni volta mi dico che forse è la volta buona. Ma non è così. Quindi è vero, sto lavorando. Ma di fatto non ho un salario che si possa considerare tale, sono costretta a vivere ancora con i miei e a rimandare il mio sogno di indipendenza di tre mesi in tre mesi. E mi dispiace che le statistiche mi considerino occupata, perché io sono, di fatto, una disoccupata al lavoro”.
La Lombardia si conferma alla guida del mercato del lavoro. Retrocede invece il Lazio che viene superato dal Piemonte. La Campania (per i primi nove mesi al terzo posto in termini di offerte) si piazza al settimo posto. La Lombardia è, come sempre, alla guida del mercato. Con un primo posto nella classifica delle regioni italiane consolidato da diverse lunghezze di vantaggio rispetto a tutte le altre, assorbendo il 68% delle offerte di lavoro del Paese. Al secondo posto troviamo il Piemonte con il 15% (+9% versus terzo trimestre) che supera il Lazio a quota 14% (-5% rispetto al Q3). La Campania, precedentemente medaglia di bronzo, perde 11 punti percentuali e precipita nella zona bassa della classifica, quella delle regioni con risultati inferiori all’1%.
Sul fronte delle offerte c’è una grande fame di agenti immobiliari e di commercio che rimangono tra le professioni più ricercate anche nel quarto trimestre 2017 assorbendo oltre il 44% del totale. Al secondo posto troviamo il settore turismo- HoReCa a quota 20%. Al terzo posto, ma con quasi 9 lunghezze di distacco rispetto al secondo, le professioni di back office (contabilità, segreteria, IT). Sul fronte delle professioni più ambite dai candidati, il settore turismo-HoReCa rimane ben saldo al primo posto a quota 34%, seguito dalle posizioni di back -office (a quota 12%).

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Il lavoro deve essere la priorità nel 2018

Posted by fidest press agency su mercoledì, 10 gennaio 2018

opportunita-lavoro«Il sostegno al lavoro è indubbiamente l’elemento da valorizzare in questo 2018 per poter guardare al futuro con fiducia. Senza lavoro non è ipotizzabile lo sviluppo e non si creano le condizioni necessarie per il progresso: i segnali incoraggianti che da qualche tempo l’Istat registra sul fronte dell’occupazione (le ultime rilevazioni per novembre parlano di un aumento degli occupati, +0,3% su base mensile e +1,5% su base annua) devono essere colti e sostenuti sia dallo Stato, sia dai principali attori della nostra economia. Univendita fa proprie le indicazioni fatte dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella in occasione del discorso di fine anno rilanciando l’impegno a essere strumento per la creazione di opportunità di lavoro e di crescita. Davanti a una politica che è ancora in cerca di un’identità e di azioni strutturali per far veramente ripartire il Paese, la vendita diretta a domicilio ha sempre fatto la sua parte: è un settore in forte espansione che ha saputo reggere con grande forza al pesante impatto della crisi economica rappresentando un punto di approdo per migliaia di giovani che cercavano un futuro nel lavoro. Abbiamo saputo crescere e siamo stati capaci di creare fiducia nei consumatori attraverso una rete di venditori a domicilio affidabile e garantita. Anche in questo inizio di 2018 Univendita è promotrice di crescita attraverso il lavoro: le oltre 18.500 posizioni aperte in tutta Italia nelle reti di vendita delle aziende associate testimoniano l’impulso concreto alla creazione di posti di lavoro. Quando si guarda con fiducia al futuro, Univendita c’è e c’è con le proprie aziende associate che rappresentano un valore aggiunto per quanti sono alla ricerca di un’occupazione dinamica, moderna e stimolante».Ciro Sinatra, nato nel 1961, è il presidente di Univendita, l’associazione di categoria che riunisce le più importanti aziende operanti nel settore della vendita diretta a domicilio in Italia. Le imprese associate a Univendita contano oltre 156mila collaboratori in tutta Italia e hanno realizzato nel 2016 un fatturato complessivo di 1 miliardo e 643 milioni di euro. La vendita diretta in Italia ha fatturato complessivamente 3,6 miliardi di euro nel 2016. Univendita, con oltre 1,6 miliardi pari al 46% del valore dell’intero comparto, rappresenta quasi la metà del mercato (fonte: Format Research, marzo 2017).

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Meno tasse per lavoro e crescita

Posted by fidest press agency su giovedì, 4 gennaio 2018

brunetta-nardin“Siccome non si può fare deficit come non si può fare debito, le risorse che servono per fare più investimenti pubblici, per incentivare gli investimenti privati, per fare più crescita, si devono trovare tagliando il debito, tagliando gli sprechi”. Lo ha detto Renato Brunetta, capogruppo di Forza Italia alla Camera dei deputati, intervenendo a “Radio Anch’io”, su Radio Uno.“Noi abbiamo da 100 a 200 miliardi all’anno di cosiddette tax expenditures, vale a dire sconti fiscali che a volte sono utili, ma nella stragrande maggioranza dei casi sono sprechi. Abbiamo un debito che continua a crescere. Il nostro livello del debito era arrivato a 121-122 in piena crisi e con i governi successivi è aumentato di 10-15 punti. Una cosa è fare politica economica durante la crisi, altra cosa è fare politica economica, come speriamo, in una fase di espansione, e in una fase di espansione la strategia non può essere che quella del taglio delle tasse. Meno tasse, meno tasse, meno tasse e più crescita. L’occupazione è una variabile, come dicono gli economisti derivata, non è un obiettivo primario. L’obiettivo primario è la crescita e l’occupazione se c’è questa arriva, altrimenti no”.

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“Il Web è morto, viva il web”

Posted by fidest press agency su lunedì, 25 dicembre 2017

casaleggiodi Gianroberto Casaleggio, tratto dal libro: “Il Web è morto, viva il web” Qual è la direzione? Quale il senso della vita lavorativa? La nostra attività assorbe la maggior parte del tempo, la miglior parte del tempo: la giovinezza e la maturità.
A fare cosa? E per quale motivo? Guidati da qualche significato? L’avvento della produzione industriale ha reso queste domande abituali per le persone. La ripetizione, la spersonalizzazione e il profitto, considerato valore fondamentale, sono normali nelle aziende e nelle fabbriche.
Si lavora per mangiare, per guadagnare di più, per carriera, per recitare un ruolo sociale, per potere. Tutti motivi comprensibili, in particolare il mangiare, ma è veramente tutto qui? 35 anni moltiplicati per 200 giorni per 8 ore meritano di più.Quanti lavorano per realizzare sé stessi? Quanti si accorgono delle loro potenzialità? Quanti, entrando in ufficio o in fabbrica, hanno la sensazione di fare la cosa giusta, di esercitare una scelta non dettata dal bisogno o da una rinuncia a priori? E’ stupefacente il numero delle persone che tirano letteralmente a campare convinte che sia giusto così, “Del resto è così” direbbe Enrico Bertolino.Il lavoro come obbligo, come dipendenza diventa allora una condizione umana simile all’autoipnosi, un sogno permanente dal quale è meglio non svegliarsi, non si sa mai.Il tempo, l’unica reale ricchezza di cui disponiamo, è sprecato, banalizzato, utilizzato come se fosse una risorsa infinita. Spesso il tempo lavorativo è visto come una gabbia temporale in cui le persone sono autorizzate a non pensare, a non esistere. Il cartellino è la chiave della gabbia. Poi, finalmente, il tempo libero, oasi, fuga dal lavoro, ma in fondo da esso totalmente dipendente. Replichiamo gli ambienti lavorativi anche in vacanza. Courmayeur e Rimini sono rese sempre più simili alle città in cui lavoriamo. E spesso ci incontriamo pure i colleghi.
A fine agosto, tornando in ufficio dalla Bretagna, sono stato infastidito dalla ripetitività delle frasi che sentivo: “Finite le vacanze? – Sì, purtroppo – Io non me lo ricordo neanche più – Adesso dobbiamo aspettare l’anno prossimo – Siamo di nuovo qui – Si stava meglio prima!”
Un mantra ripetuto per esorcizzare il rientro. Ma nessuno ci obbliga ad accettare una condizione di dipendenza. Se non esprimiamo noi stessi, la colpa non può essere addebitata al sistema. Noi siamo i responsabili.Wasteland è il nome dato dai Celti alla terra senza vita, piena di desolazione che divenne per un certo periodo l’Inghilterra al tempo di Re Artù. La Britannia sembrava preda di un sortilegio. Merlino convinse Artù che per sciogliere l’incantesimo doveva trovare il Graal. Il cavaliere puro di cuore inviato a cercarlo fu Parsifal. Ma cosa doveva in realtà cercare? All’inizio lo ignorava e solo quando comprese il vero significato della ricerca, Wasteland cessò di esistere. Il Graal ha avuto molte interpretazioni: piatto in cui Gesù consumò l’agnello pasquale, pietra magica, corno dell’abbondanza, calice dell’Eucaristia, calderone celtico della vita, la conoscenza assoluta e altre ancora. Probabilmente è la ricerca del significato della nostra esistenza.
Wasteland è la nostra vita in assenza di significato. “To waste” in lingua inglese vuol dire guastare, distruggere, sprecare, dissipare. Quello che quotidianamente facciamo in assenza di una ragione superiore per le nostre azioni. Di un significato.
Quella “ragione superiore” che nel nostro lavoro dovrebbe essere la volontà di migliorare, di creare, di generare positività. A chi scuotesse la testa suggerisco di provare a cambiare e di usare la sua immaginazione senza porsi dei limiti a priori. Ad applicare ed esercitare la sua volontà. Significato, volontà e immaginazione sono tre potenti talismani che chiunque possiede, di solito sono latenti, ma sono lì, a nostra completa disposizione. Con essi si può creare una nuova realtà che prima non sembrava possibile. Non è forse così che sono successe tutte le cose importanti nella Storia con la esse maiuscola e anche nella nostra vita quotidiana? Con un significato, l’immaginazione e la volontà?
Usiamo i nostri talismani, dissolviamo il sortilegio di Wasteland. (fonte blog 5 stelle)

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Convegno internazionale ‘Analisi e prospettive delle politiche del lavoro’

Posted by fidest press agency su martedì, 12 dicembre 2017

Roma Giovedì 14 Dicembre 2017, ore 11:00 / 15 Dicembre 2017 Scuola di Economia e Studi Aziendali – Aula 17 – 20 – 21 – 22 Via Silvio D’Amico, 77 Convegno internazionale “Analisi e prospettive delle politche del lavoro” “Rearssessment and perspectives of labour policies” Scuola di Economia e Studi Aziendali – Via Silvio d’Amico,77 – 00145 Roma *Il programma dettagliato delle sessioni è disponibile sul sito http://www.astril.org *La partecipazione è aperta a tutti gli interessati. Prenotazione obbligatoria.

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Pensioni: Già oggi si lascia così tardi da perdere il sonno

Posted by fidest press agency su domenica, 10 dicembre 2017

inpsNon convincono i dati del rapporto Pensions at a glance, pubblicato in settimana dall’organizzazione internazionale con sede a Parigi: in particolare il dato sull’età effettiva attuale di pensionamento che nel nostro Paese rimane favorevole, perché ancora a 62,1 anni per gli uomini e 61,3 per le donne, poiché esisterebbero “ulteriori canali che possono permettere di uscire anticipatamente”. Viene da chiedersi come si possa allargare a tutta la platea dei lavoratori una facoltà che il Governo ha dato, attraverso l’Ape Social, a sole 15 categorie occupazionali. Per i dipendenti pubblici la realtà è fatta di nuove regole che hanno prodotto soglie d’uscita sempre più alte: attualmente 66 anni e 7 mesi che tra un anno diventeranno 67 anni tondi e più avanti oltre i 71 anni. Chi vuole andarsene con la pensione di anzianità, invece, dovrà possedere quasi 44 anni di periodi contributivi. A breve anche per le donne. Per la Millennial Generation è un vero dramma: chi ha iniziato a lavorare nel 2016, infatti, potrà andare in pensione non prima dl 2067, dopo mezzo secolo di lavoro e con un assegno di quiescenza pari, se va bene, al 50 per cento dell’ultimo stipendio.Marcello Pacifico (Anief-Cisal): Le medie dell’Ocse che indicano l’Italia ancora tra i Paesi più fortunati lasciano il tempo che trovano: purtroppo, quello che conta sono le riforme previdenziali approvate nell’ultimo periodo, che hanno innalzato di dieci anni i requisiti e l’età di accesso. E a breve si salirà di un ulteriore quinquennio. I dipendenti pubblici e della scuola saranno i più penalizzati da questo nuovo meccanismo, perché oltre a percepire stipendi bassi, non a caso bloccati da quasi un decennio e privati anche dell’indennità di vacanza contrattuale, avranno pure pensioni più piccole. La vera beffa è che tutto questo avviene mentre in Germania un insegnante continua a lasciare il lavoro per il pensionamento dopo circa 25 anni di servizio e senza particolari penalizzazioni. Mentre in Francia si lascia ancora oggi tra i 60 e i 62 anni. Sono dati pubblici su cui varrebbe la pena riflettere, anziché pensare che le sorti della finanza debbano poggiare solo sulle spalle di chi ha lavorato per una vita.

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Alitalia, Ilva e non solo. Calenda sia l’unico esubero in Italia

Posted by fidest press agency su mercoledì, 6 dicembre 2017

alitalia-volo-aereoLe continue dichiarazioni rilasciate dal ministro Calenda sulla questione Alitalia, come quelle apporso su alcuni quotidiani, ribadendo la volontà di voler chiudere la trattativa tra Alitalia e Lufthansa prima delle elezioni, che seguono quelle sull’Ilva e su tante altre crisi industriali in Italia, confermano la nostra contrarietà rispetto la gestione di uno dei dicasteri più importanti del Governo del nostro Paese.Non è solo una questione di merito rispetto ad un’offerta che, partendo dal florilegio di indiscrezioni che leggiamo sui giornali, sarebbe per una compagnia dimezzata da 11.000 a 6.000 dipendenti; tanto per fare un paragone Swissair con 82 aeri oggi conta circa 9000 dipendenti.Alitalia verrebbe spezzata in più parti, con l’esternalizzazione di tutti i servizi preziosi per un’aviolinea che al contempo dirotterebbe tutto il traffico del Nord Italia verso gli hub di Monaco e Francoforte.Nei fatti, dalla corda francese che fino ad oggi ha impiccato Alitalia si passerebbe ad una di fabbricazione teutonica.Non è neanche solo una faccenda sulle solite mezze verità riguardo il pozzo di soldi pubblici che sarebbero serviti a tenere in vita Alitalia, dato che il Ministro, come molti altri sagaci osservatori peraltro, dimentica puntualmente di ricordare che questi fondi sono serviti a garantire i piani di licenziamenti di 10.000 dipendenti richiesti ed imposte dalle cordate e dagli emiri nel corso di più fasi di una privatizzazione fallimentare.Noi ci riferiamo alla funzione che un Ministro dello Sviluppo Economico dovrebbe avere nella soluzione delle infinite crisi industriali del nostro Paese.Non riusciamo infatti a concepire come si possa avere fretta di chiudere la vendita di Alitalia, ben sapendo che costerà altri migliaia di posti di lavoro, capolavoro che si aggiungerebbe ai disastri di Meridiana (1000 licenziamenti totali e nessun piano industriale ancora ilvapresentato a 18 mesi di distanza), Alitalia Maintenance System (200 tecnici di altissimo profilo tuttora a spasso) e, solo come esempi, alla trattative di Ilva (4000 esuberi) e all’accordo Almaviva (1666 licenziamenti).Questi numeri la dicono lunga sul ruolo funesto che la dottrina Calenda ha avuto nei confronti dello sviluppo economico italiano, se a questa parola si collegano industria e posti di lavoro!Dato che noi siamo convinti che, proprio partendo dai dati incoraggianti forniti dai Commissari ai sindacati e alle Commissioni Parlamentari, Alitalia può essere un esempio virtuoso di come l’intervento statale potrebbe rilanciare l’industria e salvaguardare l’occupazione e i salari dei dipendenti.Per questo USB si muoverà con tutti gli strumenti disponibili per contrastare questa deriva e lancia un appello a tutte le forze politiche che vogliano misurarsi sul tema del lavoro: smettiamola di rincorrere l’ennesima svendita e l’ennesimo disastro sociale, fermiamo Calenda e facciamo in modo che il prossimo e unico esubero in Italia sia in Via Molise a Roma, nella sede del Ministero dello Sviluppo Economico. (USB Lavoro Privato)

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La gioventù in Italia è demotivata

Posted by fidest press agency su lunedì, 4 dicembre 2017

studente1Manca quella carica di energia che promana dalla stessa età mentre si cresce fisicamente ed intellettualmente. E’ un momento delicato e importante per i giovani che hanno sete di conoscenza non solo attraverso l’istruzione scolastica ma di visioni positive della vita. Un giovane mi diceva: guarda mio padre. Si ammazza di lavoro per una modesta paga e nessuna possibilità di migliorare la sua posizione lavorativa e se protesta rischia di essere licenziato. E io dovrei fare la stessa cosa? Questo significa essere onesti o dei minchioni? Mia madre non è da meno. Per arrotondare i magri guadagni del marito va a fare la colf ad ore oltre a sfaccendare in casa. Questa è una famiglia con due figli a carico disoccupati e se riescono a trovare un lavoro li aspetta per qualche mese il call center, il garzone di pizzaiolo e il cameriere e “dire – soggiunge – che sono diplomato e se i miei avessero avuto più soldi forse mi sarei laureato. Laureato? Per fare cosa? Ho la ragazza. Anche lei non trova un impiego. E’ laureata in lingue ma nessuno sembra interessato a questa qualifica, se non per fare la commessa “tappa buchi” quando di tanto in tanto la chiamano sotto le feste. Non ci pensano lontanamente di metterla in regola e ora si è persino trovato un lavoretto ingegnoso, sebbene frutti poco. Va in giro per i mercatini a comprare oggetti che pensa abbiano qualche pregio artistico e va proporlo ad alcune case d’asta. Se le va bene compra per venti euro e ne ricava 80-100. Altre volte resta con il cerino in mano. Questa è vita? C’è qualche mio amico che mi dice: fatti furbo. Cosa significa? Io lo so ma non te lo voglio dire. Puoi immaginarlo”. Ci salutiamo e lo vedo incamminarsi con aria trasandata ed annoiata. Vive nel presente ma che futuro avrà? (Centro studi politici e sociali della Fidest)

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I migranti, il lavoro e le emergenze abitative a Roma

Posted by fidest press agency su venerdì, 1 dicembre 2017

laura baldassarreRoma. Le politiche di accoglienza della Giunta Cinquestelle ormai hanno preso una deriva massimalista e in perfetta linea con la tradizione della Sinistra romana che da trent’anni ha inondato la Capitale di emergenze sociali, tra nomadi, immigrati ed altre emergenze abitative. Il progetto è quello di far lavorare i migranti (e non solo i richiedenti asilo) e allettare le famiglie italiane che li ospiteranno con una mancia di 1000,00 euro mensili. Estremizzando la questione, non si può non notare un’analogia infatti con le politiche poste in essere da Odevaine, capo di Gabinetto dell’allora sindaco Veltroni, e che ebbero lo sciagurato effetto di attrarre sul suolo capitolino molti più profughi di quanti la città ne potesse ospitare.“Accoglienza diffusa” è il termine utilizzato dall’Assessore Baldassarre, che pensa di aver tirato fuori il coniglio dal cappello per “spalmare l’accoglienza dei migranti su tutta la Capitale”. Peccato che però questa ricetta fosse già stata provata dall’ex Prefetto Franco Gabrielli nel 2015 con risultati noti a tutti. Parcellizzare il carico migratorio ha effetti devastanti in termini di gestione della sicurezza e legalità, ancor più in una fase in cui si sono ridotti i fondi alle Forze dell’Ordine e chiusi alcuni commissariati di notte.Il “lavoro per i profughi” è invece una invenzione scellerata del Governo Renzi che con un decreto del Settembre 2014 ha inteso autorizzare al lavoro tutti i richiedenti protezione internazionale fin dal momento dell’istanza, generando così un circuito spaventoso che ha attratto, fin da subito, nuovi arrivi di clandestini interessati ad ottenere una regolarizzazione che fosse la più rapida possibile e così disincentivando anche però il più virtuoso circuito della “immigrazione regolare” fondata sul decreto flussi, sul ricongiungimento familiare etc. Oggi la Giunta Cinquestelle entra così nella fase due coinvolgendo anche le istituzioni nel reperimento del lavoro per i migranti/profughi e gettando la maschera in tema di accoglienza. Ma non solo ! La Giunta cerca in questo modo anche di coprire i propri fallimenti in tema di amministrazione del territorio, provando ad affidare a soggetti terzi la gestione del verde, delle biblioteche e della pulizia, tutti servizi che non è ormai in grado di gestire come evidenzia il crollo del livello di qualità della vita della città.I più maliziosi potrebbero affermare che la Giunta Raggi sta pagando una cambiale elettorale dopo il soccorso rosso ottenuto alla amministrative di Ostia.E’ quanto dichiarano in una nota gli esponenti di Fdi-An, Fabrizio Ghera capogruppo in Campidoglio e Giorgio Mori responsabile del Dipartimento Immigrazione di Fdi Roma.

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Andamento del Black Friday 2017 in Italia

Posted by fidest press agency su mercoledì, 29 novembre 2017

amazonDa quanto è emerso negli ultimi giorni, il “venerdì nero” è diventato un fenomeno di grande rilievo nel nostro paese, non solo dal punto di vista dell’e-commerce e delle vendite, ma anche come fenomeno di costume.Per indagare a fondo le dinamiche e le motivazioni vorremmo proporle un approfondimento o un’intervista con idealo, una realtà in forte crescita nel panorama della comparazione prezzi in Italia che, come si evince dal comunicato in allegato, si distingue per la presenza di un team di lavoro internazionale e“under 35”, guidato dal Country Manager per l’Italia Fabio Plebani, e per le sue due anime, quella dinamica, tipica di una startup, e quella solida, propria di una multinazionale.Dai dati messi a disposizione emerge che:
· è stata registrata un’impennata delle intenzioni di acquisto per l’Italia pari al + 99,10% rispetto al “venerdì nero” dello scorso anno; facendo lo stesso confronto con i numeri registrati dal portale il venerdì precedente alla giornata di sconti online, è possibile vedere un aumento del +199,95%.
· “Valutando che l’attenzione al fenomeno registrata per il 2016 era del +99,70% rispetto al 2015 e osservando questi primi nuovi dati, possiamo dire che l’interesse degli italiani alle possibilità di risparmio offerte dal Black Friday di anno in anno raddoppia” – ha commentato Fabio Plebani, Country Manager di idealo per l’Italia – “L’attenzione ai prezzi e una maggior accortezza nell’approccio all’acquisto online sono dimostrate anche dall’aumento dell’uso del nostro “prezzo ideale”; la funzione per monitorare i prezzi in maniera personale e accurata ha registrato durante il Black Friday 2017 un uso del +254% rispetto al venerdì precedente”.
· La classifica delle categorie di prodotto più gettonate per il Black Friday 2017 vede una netta propensione per la ricerca del risparmio nel settore tecnologico: il dato raggiunto dagli smartphone denota quanto sia importante per gli e-consumer trovare occasioni per spendere meno su questi prodotti, anche in vista del Natale. Presenti anche diverse categorie per la casa e per lo sport, in linea con quanto accaduto già nel 2016, a riprova di un maggior interesse per la ricerca di soluzioni pratiche. Ecco la classifica delle prime dieci categorie (percentuali su richiesta): 1. Smartphone; 2. TV: 3. Console di gioco; 4. Asciugatrice; 5. Tablet; 6. Notebook; 7. Aspirapolvere; 8. Orologi sportivi; 9. Frigoriferi; 10. Lavatrice.
· I primi cinque prodotti maggiormente cercati su idealo durante il Black Friday vedono il dominio di tre colossi della tecnologia: troviamo, in ordine, Huawei P10 lite; smartwatch Samsung Gear S3; ancora uno smartphone Huawei, P8 lite; iPhone 7 di Apple; Apple AirPods.

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Merck è tra le 400 aziende dove si lavora meglio in Italia

Posted by fidest press agency su martedì, 28 novembre 2017

merck1È quanto emerge dall’indagine realizzata dalla società tedesca indipendente “Statista”, pubblicata sul settimanale Panorama, che riporta le aziende dove si lavora meglio in Italia secondo l’opinione dei lavoratori. La ricerca è stata condotta, in maniera anonima attraverso diversi pannelli online, su un campione rappresentativo di 15.000 lavoratori dipendenti impiegati a tempo parziale o a tempo pieno in aziende con almeno 250 addetti.Tra le varie domande dell’indagine, ai dipendenti intervistati è stato chiesto di esprimere la volontà di raccomandare il proprio o altri datori di lavoro. I risultati di questi due elementi sono stati combinati per calcolare il punteggio finale, attribuendo un peso maggiore al punteggio diretto, cioè alla disponibilità dei partecipanti a raccomandare il proprio datore di lavoro.“Questo riconoscimento è una conferma importante dell’impegno che Merck porta avanti quotidianamente nei confronti dei propri dipendenti – ha affermato Antonio Messina, a capo del business biofarmaceutico di Merck in Italia. -Siamo un’azienda che fa dell’innovazione un proprio punto di forza. Ma questo approccio non si applica solo alle soluzioni terapeutiche e digitali per rispondere ai bisogni dei pazienti, delle persone che se ne prendono cura e degli specialisti della salute. Innoviamo anche promuovendo idee volte a creare un ambiente lavorativo positivo ed ingaggiante, all’interno del quale le nostre persone possono crescere ed esercitare le proprie potenzialità per aiutarci a realizzare la nostra mission: fare una concreta differenza nella vita dei pazienti”.Il 2017 è un anno di importanti riconoscimenti per Merck in Italia. La presenza nella classifica delle 400 aziende dove si lavora meglio si va ad aggiungere all’esclusiva certificazione Top Employers Italia 2017, assegnata ai datori di lavoro che offrono condizioni di eccellenza ai propri dipendenti, sviluppano il talento a tutti i livelli dell’organizzazione e si impegnano ad ottimizzare continuamente i processi lavorativi. Inoltre, Merck è stata inserita tra le prime 10 aziende farmaceutiche italiane nella classifica Italy Pharma RepTrak® del Reputation Institute.

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Le trasformazioni del lavoro e il nuovo capitalismo dell’immateriale. In memoria di André Gorz

Posted by fidest press agency su lunedì, 27 novembre 2017

Roma Mercoledì 29 Novembre 2017, ore 10:30 Dipartimento di Scienze Politiche, Aula 1A Via Chiabrera 199. Tavola rotonda sulle trasformazioni del lavoro e del capitalismo contemporanei, a partire dalla figura intellettuale di André Gorz. L’iniziativa costituisce il II incontro del ciclo di conferenze “Società, politica e teoria sociale dopo la grande recessione”, organizzato nell’ambito delle attività della cattedra di Sociologia Generale del Dipartimento di Scienze Politiche.

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Seminario “Conoscere il mondo del lavoro: Chiesi Farmaceutici”

Posted by fidest press agency su domenica, 26 novembre 2017

parma universitàParma. Mercoledì 29 novembre alle ore 9 nell’Aula Magna del Plesso Chimico dell’Università di Parma (Campus Scienze e Tecnologie, Parco Area delle Scienze) si svolgerà il seminario “Conoscere il mondo del lavoro: Chiesi Farmaceutici”, organizzato nell’ambito delle attività di job placement del Dipartimento di Scienze Chimiche, della Vita e della Sostenibilità Ambientale in collaborazione con Chiesi Farmaceutici Spa. L’incontro sarà aperto dai saluti di Giorgio Dieci, Direttore del Dipartimento di Scienze Chimiche, della Vita e della Sostenibilità Ambientale, e sarà moderato da Alessandro Casnati, Presidente dei corsi di studio in Chimica, e da Federica Bianchi, delegata al job placement del Dipartimento. Relatori del seminario saranno Massimiliano Dagli Alberi e Francesca Schiaretti, Responsabili di Sezione del Dipartimento di sviluppo analitico e nuove formulazioni, e Silvia Toffolutti, HR Specialist di Chiesi Farmaceutici. Il seminario, dedicato agli studenti del terzo anno della laurea triennale in Chimica, agli studenti del primo e secondo anno della laurea magistrale in Chimica e Chimica Industriale e ai dottorandi in Scienze chimiche e Scienza e tecnologia dei materiali, verterà su diversi argomenti: La ricerca e sviluppo in un’azienda farmaceutica. Opportunità di inserimento per un laureato in Chimica, tipologie di inserimento, opportunità di crescita
Il processo di selezione: dal cv al colloquio.

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Dati sull’occupazione smentiscono il governo

Posted by fidest press agency su mercoledì, 22 novembre 2017

istatDichiarazione dell’onorevole Renato Brunetta, presidente dei deputati di Forza Italia:“C’è poco da gioire nel leggere gli ultimi dati pubblicati dall’ISTAT relativi al mercato del lavoro italiano. Infatti, il tasso di disoccupazione si è confermato all’11,2%, un valore che, sebbene in leggero miglioramento, grazie soprattutto all’effetto traino che l’economia europea sta producendo su quella italiana, rimane straordinariamente al di sopra di quello della media europea. Gli ultimi dati dell’agenzia statistica europea (EUROSTAT) dimostrano, infatti, come il tasso di disoccupazione nell’Unione Europea è sceso, lo scorso settembre, al 7,5%; un valore che l’Italia non vede dall’ultimo governo Berlusconi, ovvero da quasi un decennio. Inoltre, i bassissimi tassi registrati in Repubblica Ceca (2,7%), Germania (3,6%), e addirittura Malta (4,1%) e Ungheria (4,2%) sembrano fantascienza, in questo momento, per il nostro paese.Mentre molti paesi europei hanno ormai raggiunto il livello di piena occupazione, infatti, l’Italia si trova ancora con dei valori tra i massimi storici. Difficile pensare che il tasso di disoccupazione possa scendere al di sotto della soglia del 10% nei prossimi anni, dal momento che le principali agenzie di previsione internazionali hanno stimato che già a partire dall’anno prossimo il tasso di crescita del PIL italiano dovrebbe ricominciare a diminuire, scendendo addirittura al +0,9% nel 2019, con prevedibili effetti negativi anche sull’occupazione.Cattive notizie arrivano anche dal settore delle costruzioni, dopo che sempre l’Istat ha diffuso gli indici di produzione e dei costi nelle costruzioni per il mese di settembre 2017. Rispetto ad agosto, l’indice destagionalizzato della produzione nelle costruzioni ha registrato una diminuzione del -0,9%.
Questi dati non hanno però scoraggiato il primo ministro Paolo Gentiloni e il suo ministro dell’economia Pier Carlo Padoan, impegnati ormai da giorni a snocciolare qualsiasi possibile fake news sull’economia nel tentativo di far credere agli italiani che la situazione sia positiva. Il ministro Padoan, in particolare, ha affermato che l’economia italiana si sta rafforzando. Tutto bene, quindi, se soltanto la situazione descritta dal ministro fosse vera. Purtroppo non lo è. Prendiamo atto, quindi, di questa nuova infornata di bufale detta dal governo, in attesa che si faccia finalmente da parte dopo le elezioni della prossima primavera”.

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La crescita della produttività nel mondo del lavoro

Posted by fidest press agency su lunedì, 20 novembre 2017

opportunita-lavoroE’ un aspetto che se non affrontato con la necessaria cautela rischia d’essere interpretato male. Oggi nella vulgata popolare si è soliti associare “produttività” al lavoro più intensivo e quindi una sorta di sfruttamento delle capacità lavorative di un determinato soggetto. Ci dà quasi l’impressione che vogliamo spremere il limone sino all’ultima goccia per poi buttarlo nella spazzatura. In effetti siamo molto lontani, diremmo anni luce, da questo modo di impostare la questione. Per noi “produttività” significa un modo intelligente di utilizzare il tempo che va dal lavoro vero e proprio a quello libero. Pensiamo, tanto per fare un esempio, a quanto impiega una persona per recarsi, in una grande città, al lavoro sia se prende un mezzo pubblico o utilizza la propria macchina o se adotta una soluzione integrata tra i due. Diciamo che, stando alla media, i suoi tempi di percorrenza tra andata e ritorno possono essere di un’ora e mezza. Un’ora e mezza spesa nel peggiore dei modi nell’aria inquinata da varie esalazioni, viaggiando in aree affollate e innervositi dai possibili ritardi dovuti alle attese e alla lentezza dei mezzi utilizzati. Alla fine si arriva sul luogo del lavoro sufficientemente stressati e lo stesso dicasi di ritorno a casa alla fine della giornata lavorativa. Se pensiamo che almeno il 15% di queste persone potrebbero evitare questa faticaccia, ma non le mettiamo nelle condizioni di poterlo fare, la circostanza ci rende perplessi, per non dire altro. Come? Utilizzando i vantaggi, offerti dall’innovazione tecnologica, che ci permetterebbe di estendere il luogo di lavoro alla propria abitazione, ovunque si trovi con il telelavoro o per meglio dire l’homeworking. Questa, per noi, è crescita di produttività perché ci affranca da percorsi faticosi e ci permette un recupero in condizioni ottime per tutti, ivi compresi quell’85% che deve ancora spendere la propria ora e mezza di viaggio ma che, tutto sommato, si ritrova con un meno 15% di compagni di viaggio. (fonte: centro studi politici e sociali della Fidest)

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Bayer in Italia è l’azienda del settore chimico e farmaceutico dove si lavora meglio

Posted by fidest press agency su venerdì, 17 novembre 2017

bayer_healthcareLe aziende sono state scelte sulla base di un’indagine indipendente, condotta nel mese di maggio, da Statista società tedesca specializzata nelle ricerche di mercato e nella creazione di classifiche per i più importanti giornali del mondo. La società di analisi ha preso in considerazione le aziende italiane, raggruppate in uno o più dei 21 settori di attività, con più di 250 dipendenti, una platea di oltre 1.900 imprese. Sono stati contattati complessivamente 15.000 lavoratori ai quali è stato sottoposto un approfondito sondaggio. L’indagine è stata condotta tramite un questionario anonimo online, a cui gli intervistati hanno potuto accedere in forma anonima, coprendo diversi profili socio-demografici della popolazione. La domanda chiave del sondaggio era: “su una scala da 0 a 10 con quanta probabilità raccomanderebbe la sua azienda ad un conoscente o familiare”. Ai partecipanti del sondaggio è stato anche chiesto se ci sono aziende che avrebbero addirittura sconsigliato. I risultati di tutti gli elementi sono stati combinati per calcolare un punteggio finale, attribuendo un peso maggiore alla disponibilità dei partecipanti a raccomandare la propria azienda.Il settore farmaceutico, come del resto quello della chimica, ha una lunga tradizione in Italia, continuando ad essere un luogo di innovazione e ricerca. Le aziende che popolano questo comparto investono molto in laboratori all’avanguardia e offrono opportunità di formazione a chi le sceglie. Dall’indagine emerge inoltre che dalle 400 aziende dove si lavora meglio ha la sede centrale centrale in Lombardia, per un totale di 172 aziende.
Bayer è un’azienda globale con competenze chiave nei settori di Salute e Agricoltura. I prodotti e i servizi sono concepiti per migliorare la qualità della vita di uomini, animali e piante. Allo stesso tempo, il Gruppo Bayer punta a creare valore attraverso innovazione, crescita e un’elevata redditività. Bayer fonda la propria attività su principi di sviluppo sostenibile e di responsabilità etica e sociale. Nel 2016, il Gruppo ha impiegato 99.600 collaboratori e registrato un fatturato di 34,9 miliardi di euro. Gli investimenti in conto capitale sono stati pari a 2,2 miliardi di euro mentre quelli in Ricerca & Sviluppo 4.4 miliardi di euro. Maggiori informazioni sul sito http://www.bayer.it

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“Giovani, Istruzione e Lavoro”

Posted by fidest press agency su sabato, 11 novembre 2017

università roma treRoma 17 Novembre 2017, ore 9.30 Aula Volpi, Dipartimento di Scienze della Formazione Università ROMA TRE Via Milazzo 11/b “Relazionalità e Orientamento” è il tema scelto dai docenti universitari dell’AIDU-Associazione Italiana Docenti Universitari per l’edizione 2017 del Convegno Nazionale, che si terrà a Roma il prossimo 17 Novembre, alle ore 9.30, presso il Dipartimento di Scienze della Formazione dell’Università ROMA TRE.AIDU è la più grande associazione di docenti universitari cattolici, sono più di 70 le Università rappresentate al suo interno.Il Convegno Nazionale è promosso da AIDU, in collaborazione con: UNESU-Ufficio Nazionale per l’Educazione, la Scuola e l’Università della CEI, FUCI-Federazione Universitaria Cattolica Italiana, AIMC-Associazione Italiana Maestri Cattolici, UCIIM-Unione Cattolica Italiana Insegnanti Medi).«L’AIDU ha voluto che quest’anno il Convegno nazionale fosse “interassociativo” perché riteniamo necessario coinvolgere su temi attuali come Giovani-Istruzione-Lavoro tutti i protagonisti del mondo dell’Istruzione: scuole, università, docenti, studenti, istituzioni, esperti del settore», afferma Roberto Cipriani, Presidente AIDU e professore ordinario emerito di Sociologia nell’Università Roma Tre.
Rimettere la “Relazione” al centro dei rapporti interpersonali e della comunicazione nel mondo dell’Università e della Scuola: ritornare a dare valore al rapporto diretto studente-docente, sempre meno diretto e personale, sempre più mediato dalle nuove tecnologie e modalità di comunicazione (come i social network), che al di là della oggettiva utilità, di fatto da puro strumento rischiano oggi di diventare protagonisti sinequanon della “relazione”, anche all’interno delle Scuole e delle Università, luoghi in cui al centro deve essere l’essere umano, lo studente, che forma e costruisce la sua formazione, e dunque il suo futuro.Ridare valore e concretezza alla relazione tra studente e docente vuol dire poter incidere positivamente da parte del docente sull’“Orientamento” dei giovani, sia nella scelta della facoltà universitaria più giusta per le proprie attitudini e aspirazioni, ma anche per affrontare in maniera consapevole il mondo del lavoro, una volta concluso il percorso universitario.
Mondo del Lavoro che è oggi in continua e veloce trasformazione: si basa sempre più su inventiva, creatività, innovazione, parole come star-up e spin-off sono concetti entrati nel linguaggio quotidiano per i giovani alla ricerca di occupazione. L’importanza del lavoro nella vita delle persone è al centro delle riflessioni di Sua Santità Papa Francesco, il quale nella Evangelii Gaudium afferma che il lavoro deve diventare l’attività nella quale “l’essere umano esprime e accresce la dignità della propria vita”, in modo libero, solidale, creativo.Nel corso del Convegno verrà consegnato il Premio AIDU “Humboldt-Newman” 2017 (premio intitolato a due grandi innovatori del sistema universitario): quest’anno, in occasione del cinquantesimo anniversario della morte, il premio verrà assegnato alla memoria di don Lorenzo Milani ed alla Scuola di Barbiana.
Saranno presenti docenti (di Università, Scuole Secondarie e Primarie), rappresentanti del mondo studentesco, Istituzioni, esperti, personalità del mondo della Cultura; tra questi: Mons.Mariano Crociata, Presidente della Commissione Episcopale Italiana (CEI) per l’Educazione cattolica, la Scuola e l’Università; Ernesto Diaco, Direttore Ufficio Nazionale per l’Educazione cattolica, la Scuola e l’Università; Ivano Dionigi, Università di Bologna, Presidente del Consorzio AlmaLaurea; Eraldo Affinati, scrittore finalista “Premio Strega”; Daniele Livon, Direttore Generale del Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca; Marco Mancini, Capo Dipartimento della formazione superiore e ricerca del MIUR.

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Burberry London, dopo la lotta l’accordo: sancita la facoltatività del lavoro festivo e aumentati i salari

Posted by fidest press agency su sabato, 11 novembre 2017

Milano. I lavoratori Burberry, sostenuti dall’USB, hanno lottato facendo leva sul blocco del lavoro festivo ed hanno vinto. Un accordo che si estende su tutto il territorio nazionale e uniforma le condizioni degli Outlet a quelle delle Boutique.“La lotta condotta dai lavoratori Burberry London, che hanno bloccato compattamente la disponibilità al lavoro festivo già dal mese di agosto, ha portato nella giornata di oggi a perfezionare un accordo su quella e altre materie che i lavoratori stessi hanno posto come obbiettivi.”, dichiara Francesco Iacovone, dell’USB Lavoro Privato.“Gli istituti contrattuali che sono stati migliorati sono sostanzialmente 3 – prosegue il rappresentante USB – si è esteso il benefit di 30 euro mensili, riservato ai lavoratori boutique, anche ai lavoratori outlet; è’ aumentato il valore economico dei tiket restaurant da € 5.20 a € 7.00 e l’eventuale lavoro festivo, che non diviene in alcun modo obbligatorio e lascia inalterato il diritto a godere le festività nazionali e infrasettimanali, vedrà aumentata la maggiorazione della retribuzione oraria che passerà dal 30% previsto dal CCNL di categoria al 100%.”.“L’accordo, frutto delle rivendicazioni dei lavoratori del distretto di Roma aderenti alla nostra organizzazione sindacale, è esteso in tutta Italia. Ed è un segnale chiaro alle controparti: l’USB sa fare la lotta e coglierne i frutti con accordi che migliorano le condizioni salariali. Raggiungere questo risultato nel giorno dello sciopero generale è la classica ciliegina sulla torta.”, conclude Iacovon.

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Dal banco di scuola al posto di lavoro

Posted by fidest press agency su venerdì, 10 novembre 2017

ErmetrisAcademyGorizia. Studenti venite in azienda per iniziare a conoscere il mondo del lavoro: in palio potrebbe esserci un’assunzione. Il messaggio arriva da Ermetris, una giovanissima impresa di Gorizia specializzata nella fornitura di materiali ad elevata tecnologia per il settore ferroviario, che ha fatto propria la classica alternanza scuola-lavoro e ha redatto un progetto ad hoc coinvolgendo due istituti tecnici superiori del suo territorio, l’Itis Galilei di Gorizia e l’istituto tecnico tecnologico Marconi di Staranzano (GO). Con il progetto Ermetris Academy l’azienda mira a creare professionalità che possano rispondere alle locali richieste del mercato del lavoro.«Dopo la positiva esperienza dell’anno scorso, abbiamo deciso di farci promotori di un progetto specifico nella convinzione che non solamente sia importante accompagnare gli studenti ad avere più elementi possibili per fare una scelta lavorativa futura che sia più coerente con le loro aspettative professionali e personali, ma anche si fondamentale sviluppare alcune capacità ed abilità professionali mediante percorsi di apprendimento direttamente in azienda», spiega Claudio Borrello, ingegnere, che solamente sei anni fa ha dato vita ad Ermetris facendo di una start up una realtà in continua crescita e profondamente legata al proprio territorio. «I ragazzi degli istituti hanno grande attrattiva per il mercato locale. Per questo crediamo che necessitino di un orientamento e di una formazione che li portino ad una maggiore consapevolezza di sé, delle proprie abilità e delle proprie propensioni. Il tutto anche nell’ottica di formare professionalità che possano rispondere effettivamente alle esigenze delle aziende, quindi permettere a questi ragazzi di trovare lavoro sul territorio. Noi per primi ci poniamo nell’ottica di assumere uno di questi ragazzi».La reazione degli istituti e soprattutto degli studenti cui il progetto è stato proposto è stata entusiastica. «Ci fossero state 30 anni fa questo tipo di iniziative, sicuramente avremmo avuto diplomati con maggiore consapevolezza di cosa significhi entrare nel mondo del lavoro», ricorda Carlo Prencis, docente dell’Itis di Gorizia e referente per l’alternanza scuola lavoro. «È un progetto molto interessante. Un’iniziativa direi fondamentale soprattutto per i ragazzi che frequentano un istituto tecnico. La positiva esperienza fatta con Ermetris l’anno scorso ci ha spinto ad aderire ad Ermetris Academy per l’utilità e il riscontro che abbiamo avuto dagli alunni». Sul fatto che la proposta arrivi direttamente da un’azienda, «è la prima volta che mi capita. Sicuramente è un’iniziativa utile e interessante», aggiunge Prencis.Il progetto Ermetris Academy, che si rivolge agli alunni di quarta e di quinta indirizzo elettrotecnico, prevede due fasi tra novembre e aprile del prossimo anno: la prima all’interno della scuola con una serie di incontri conoscitivi con i ragazzi; la seconda direttamente in azienda per conoscere i vari reparti di cui si compone una realtà produttiva, osservare un tutor aziendale nello svolgimento della sua attività lavorativa e apprendere sul campo un primo livello di competenze. Ermetris però guarda un po’ più lontano con la prospettiva di «fare sistema». Aggiunge Borrello: «Ci muoviamo sul territorio con l’intenzione di creare una rete tra aziende e territorio. Perché, anche se operiamo a livello internazionale, è qui che lavoriamo e vorremmo che questo territorio potesse crescere con noi». In quest’ottica, Ermetris si pone come una sorta di modello per altre aziende. «Così da creare una rete locale dove impresa, scuola e territorio collaborano lavorando nella medesima direzione, quella della crescita», conclude Borrello.Ermetris Academy è un progetto a tutt’oggi aperto a nuove collaborazioni. (foto: ErmetrisAcademy)

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“Giovani, famiglie e lavoro”

Posted by fidest press agency su giovedì, 9 novembre 2017

opportunita-lavoro“Sono queste le vere emergenze del Sud che restano tali anche in presenza di una timida ripresa. Lo dice chiaramente il rapporto Svimez i cui dati ci auguriamo non vengano per l’ennesima volta strumentalizzati o fatti cadere nel nulla dal Governo ma, anzi, capitalizzati già nella prossima manovra. Se il Governo ha coraggio dovrebbe boicottare l’assalto alla diligenza già in parte messo in atto tra Legge di Bilancio e Decreto Fiscale, smontare pezzo pezzo questa manovra puramente elettorale e ricalibrarla sulle principali emergenze del Sud e, quindi, del Paese. 10 meridionali su 100 in povertà assoluta, redditi troppo bassi e lieve aumento solo di occupati a tempo determinato, 200mila laureati persi al Sud in 15 anni che significa non solo cervelli fuggiti forse per sempre, ma anche 30 miliardi di euro persi dal Sud ed emigrati negli Atenei e nelle città del Centro Nord per finanziare gli studi di chi è andato via. Non c’è da essere ottimisti, né tantomeno da assegnarsi medaglie per i timidi segnali di capacità del Sud di agganciare la ripresa che emergono da questo rapporto. Sono i dati negativi che vanno affrontati di petto con misure reali per sconfiggere le emergenze sociali di giovani, famiglie e disoccupati”. Lo afferma il deputato di Forza Italia Rocco Palese, vicepresidente della Commissione Bilancio della Camera.

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